C.A.F.F.
maggi o
9 771125 551005
M A G A Z I N E
Maggio 2010
- ¤ 4,90
(I) - Chf 7,50 (CH)
ISSN
1125-551X
00 0 0 5>
editrice
MENSILE
308
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Passione
black guns
Non è un fucile d’assalto ma dei modelli militari ha la robustezza, l’affidabilità, la rusticità e la durata,
coniugate però con peculiarità atipiche per le armi marziali: è il Benelli MR1, semiautomatico heavy
duty a canna rigata concepito per il mercato civile e l’uso di polizia. Ne proviamo in anteprima una
versione che sarà venduta in Italia
di Vittorio Balzi
N
ata nei primi anni Sessanta come
evoluzione della 222 Remington
Magnum, la cartuccia 223 Remington e il fucile a essa destinato, ovvero
l’M16 di Eugene Stoner, hanno segnato
un’epoca nel campo militare e in quello
civile. Prodotta oggi ai quattro angoli del
globo, l’accoppiata M16/223 Remington
(oggi 5,56x45 Nato in ambito militare) è
diffusissima e, a dispetto di tante critiche,
non solo non sembra risentire del peso degli anni ma pare destinata a ulteriori successi e a rimanere su piazza a tempo indeterminato, con un potenziale di sviluppo,
tanto per l’arma quanto per la munizione,
che sembra semplicemente inesauribile.
Il mIrino del Benelli MR1
Il fenomeno black guns
Sono state la coppia M16/223 Remington a dare inizio al fenomeno di quelle
che negli Stati Uniti sono chiamate black
gun perché nella loro realizzazione hanno poco posto i legni e le finiture brillanti mentre abbondano i polimeri e le
finiture “opache”. Come sempre accade,
alle fortune militari di un’arma o di una
tipologia di armi si associa il successo sui
mercati civili, in particolare quello statunitense, e così, oltre a una seria infinita
di cloni e di derivati dell’M16, il mercato
civile delle black guns comprende altre
armi di derivazione e d’ispirazione militare, ma comprende anche modelli che a
un’estetica “grintosa” associano un cuore da tranquillo borghese. E pure alcuni
fucili apparentemente derivati da veri
modelli militari sono più apparenza che
sostanza, difettando infatti proprio
Benelli MR1 con canna 14,5”
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Nella parte centrale
dell’MR1 si possono
notare la sicura a
traversino (invertibile), lo sgancio
otturatore (azionabile sia da destra
che da sinistra) e
il pulsante sgancio
caricatore di destra.
Sull’MR1 tutti i “comandi” sono duplicati o invertibili
Armi lunghe
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L’arma è dotata di mirino a palo con orecchie di protezione abbinato a una ghost sight regolabile e
protetta dagli urti. Il dorso della scatola di culatta è forato e filettato per il montaggio di una picatinny
rail; un’altra rail può essere montata sulla porzione anteriore dell’asta, asta che può essere dotate
di altre tre rail aggiuntive: una su ciascuna faccia e una sotto alla porzione distale
sotto quei parametri che sono essenziali per armi di ispirazione marziale,
ovvero affidabilità, durata, robustezza.
Negli Usa le black guns sono un vero
fenomeno di costume e le armi lunghe
d’ispirazione marziale prodotte negli
La manetta di armamento può sembrare un dettaglio secondario e, invece, su
un’arma come la MR1, è di primaria importanza: ben dimensionata, offre una
presa confortevole ma non impiccia
Stati Uniti potrebbero avere un certo
successo anche su vari mercati civili
sparsi nei cinque continenti. Ma mentre
gli statunitensi sembrano ben contenti
di fornire fucili d’assalto a forze armate e
di polizia di tutto il mondo, per quanto
riguarda i mercati civili hanno imposto
una particolare regolamentazione all’export di tutti i fucili semiautomatici nei
calibri 223 Remington (5,56x45) e 308
Winchester (7,62x51) non strettamente
nati per la caccia. Si tratta in sostanza di
una sorta di end user certificate che di
Nuove nascite a Urbino
Benelli è tra i leader mondiali nel settore dei
semiautomatici a canna liscia, ma è anche
un produttore che non ha avuto paura a
innovare in settori diversi da quelli che sono
i suoi campi d’azione “tradizionali”. A Urbino sono così nati combat shotgun, fucili
a pompa e carabine semiautomatiche da
caccia, tutti modelli di grande successo, che
si sono affermati sulla concorrenza più qualificata anche quando si è giocato proprio
nella tana del lupo. Al riguardo basti pensare all’M4, che è il combat shotgun del corpo
“Benelli è tra i leader mondiali nel settore dei
semiautomatici a canna liscia, ma è anche un produttore
che non ha avuto paura d’innovare in settori diversi
da quelli che sono i suoi campi d’azione “tradizionali”
fatto contingenta l’esportazione visto
che impone di comunicare, prima della
licenza di esportazione, il nome ed i
dati del singolo utente finale. In questo
modo l’export statunitense di armi che
hanno anche soltanto un look marziale
e sono camerate nei calibri “militari”
viene ridotto a ben poca cosa. Di questo
stato di cose sono stati ben lieti di approfittare produttori europei e asiatici
che, oltre a esportare negli Usa i loro
fucili derivati o anche soltanto ispirati
a modelli militari, si sono trovati sugli
altri mercati a non aver più tra i piedi il
concorrente numero uno.
dei Marines, o al pump action Nova, che
tanto successo ha riscosso proprio negli Usa,
patria degli slide action e primo produttore
mondiale di fucili a pompa.
Quale che sia il prodotto, la “ricetta” di
Benelli è sempre la stessa: eccellenza qualitativa, tecnologia, innovazione, prestazioni
e attenta considerazione dei bisogni dei
potenziali clienti. Ed è stato proprio da
considerazioni sui bisogni dell’utenza che
è nato l’MR1, fucile semiautomatico rigato
concepito espressamente come arma ad uso
di polizia, per difesa personale, tiro, piccola
caccia, arma-attrezzo per chi fa certi lavori o
comunque vive nell’outdoor. In definitiva,
Benelli MR1 con canna 14,5”
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La canna da 12,5” è completata da un efficiente spegnifiamma che porta la lunghezza totale a 14,5”. Nel
223 i passi di rigatura sono di 12” e 7”, il primo per i proiettili più leggeri, il secondo per le canne ottimizzate per proiettili pesanti; sull’MR1 è stato scelto un passo di rigatura pari a 9”, che è compromesso, proprio
per fare in modo che l’arma possa utilizzare senza scadimento delle prestazioni tutti i pesi di proiettile
l’MR1 è indirizzato a tutti quegli impieghi
nei quali affidabilità in qualsiasi condizione,
robustezza, tolleranza ai maltrattamenti e
sicurezza assoluta di uso sono particolarmente premianti. Gli acquirenti potenziali
non sono certo solo quelli nazionali ma spaziano nei cinque continenti e se l’MR1 viene
ora commercializzato in Europa, parecchi
esemplari sono già stati spediti proprio negli
Usa: il mercato più ricco, ma anche quello
dove la concorrenza è più forte. Il successo
delle armi militari deriva anche dalle loro
caratteristiche di affidabilità, robustezza e
rusticità, ma quelle armi spesso difettano in
versatilità, adattabilità a differenti richieste
dell’utenza, capacità di funzionare al meglio
con qualsiasi caricamento del commercio.
Con l’MR1 Benelli si è proposta di coniu-
Per facilitare lo smontaggio da campo e consentire la facile intercambiabilità delle canne la carcassa è
divisa in due parti: scatola di scatto e scatola di culatta (carcassa vera e propria). La scatola di scatto è in
lega leggera, la scatola di culatta è in acciaio da cementazione ed è fissata permanentemente alla canna. Si ottiene così, grazie anche alla configurazione delle parti, il massimo della robustezza strutturale
abbinato a un peso non eccessivo e a una rigidità che favorisce affidabilità e precisione. Tanto la scatola
di culatta quanto quella di scatto sono macchinate con cura e tolleranze strette: è
una metodica tradizionale che rispetto a stampaggi, fusioni e microfusioni
è non solo più “nobile” ma offre una maggiore flessibilità produttiva
gare nel miglior modo possibile tutte queste
caratteristiche, realizzando in tal modo un
fucile ottimale per l’uso di polizia e per le
esigenze dei mercati civili.
Lo ha fatto partendo dal gruppo di otturazione della sua carabina Argo, con la quale
anche la carcassa e la scatola di otturazione
dell’MR1 mantengono delle similitudini:
un po’ perché quando si deve costruire
un palazzo è bene partire da solide fondamenta, un po’ perché per questo black gun
urbinate sono state privilegiate le lavorazioni all’utensile sugli stampaggi e la solida
sostanza sull’apparenza.
Forma e sostanza marziale
Come ho accennato all’inizio, ci sono armi
dal look marziale, in qualche caso apparenti
cloni di modelli militari, che all’aspetto da
atleta e lottatore associano un “fisico” da
ultracinquantenne gran fumatore e con
abbondante pancetta da commendatore:
non provate a farli correre perché alla prima
corsetta “schiantano” miseramente. Non è
questo il caso dell’MR1, arma che è in grado
di superare tranquillamente un endurance
test a norma Nato da 20.000 colpi senza
avere neppure il “fiatone”, cosa questa
che sotto i parametri affidabilità, durata e
robustezza la pone allo stesso livello della
più qualificata produzione militare, il che
non si può certo dire di tutte le concorrenti
presenti sul mercato civile. L’MR1 è un
Armi lunghe
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La presa gas, in acciaio inossidabile, è collocata in prossimità della camera
di scoppio e la parte della canna che si trova dalla presa gas fino alla volata
è stata lasciata flottante così da non turbarne il regime vibratorio al tiro
fucile semiautomatico con chiusura
stabile a sottrazione di gas e otturatore rotante dotato di tre alette di chiusura. Robusto e decisamente massiccio (come tutto il
fucile) quest’otturatore, dotato di estrazione
primaria, ha la faccia scavata per alloggiare
il fondello del bossolo e porta nella sua
testa l’espulsore caricato elasticamente e
un’unghia estrattrice ad ampio sviluppo
che “artiglia” una buona fetta della gola del
bossolo e non se la lascia scappare in nessun
caso. Il codolo dell’otturatore rotante è alloggiato nella cavità del portaotturatore, nel
cui cielo è ricavata una pista a camme che
provoca la rotazione dell’otturatore interagendo con un robusto piolo che impegna
il codolo del portaotturatore. Il gruppo di
“È stato proprio con l’M4 che Benelli ha a suo tempo
innovato radicalmente anche nel settore delle armi
con chiusura stabile a sottrazione di gas, e questo
primo sviluppo ha gettato le basi per un know-how
peculiare che sarebbe stato stupido non utilizzare”
otturazione è caratterizzato da: semplicità,
eccellenza esecutiva e da dimensioni volutamente generose, che si traducono in una
massa superiore a quella di molti otturatori
di armi dello stesso calibro. Anche la corsa
non è ridotta al minimo, in omaggio al vecchio adagio che un’arma semiautomatica
(o anche automatica) ha nella corsa e nella
massa del gruppo di otturazione due carte
vincenti da giocare quando si vogliono privilegiare affidabilità e durata. L’otturatore
scorre entro una scatola di culatta in acciaio
macchinato con spessori non certo tenuti
al minimo (così è più rigida e duratura) e
con accoppiamento tra gruppo di otturazione e sue guide esente da giochi e da attriti
parassiti. Anche questo serve per garantire
affidabilità e durata. La scatola di culatta è
Il robusto otturatore rotante ha tre alette frontali che assicurano una tenuta a prova di bomba e, contrariamente agli otturatori dotati di numerose alette, “lavorano” completamente. Oltre a essere di un’elevata robustezza, questa chiusura non risente né dell’uso intenso né dell’usura.
La corsa dell’otturatore è stata tenuta volutamente lunga, così da massimizzare l’affidabilità, ridurre lo stress a carico della carcassa e l’impennamento, e facilitare gli eventuali sviluppi della MR1 qualora si decidesse di proporla per munizioni più prestanti della 223 Remington
Benelli MR1 con canna 14,5”
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Sull’MR1 tutte le parti a contatto con i
gas sono in acciaio inossidabile. Il pistone a corsa breve va ad agire su un
impulsore (in lega leggera) i cui rebbi
colpiscono le due aste (ciascuna su un
lato della carcassa) che trasmetteranno l’impulso al porta otturatore.
L’MR1 nasce anche sulla scorte di varie esperienze maturate in Benelli, tra
queste anche quella relativa al combat
shotgun M4, semiauto a presa gas in
dotazione ai Marines col quale Benelli
fece del nuovo anche nel settore delle
armi gas operated
collegata stabilmente alla canna e la sua
parte posteriore entra nell’alloggiamento della carcassa, mentre la canna è
vincolata a un’asta in acciaio (che passa
attraverso la presa di gas) innestata sulla
carcassa. Una volta fissato il cappellotto
di serraggio, il complesso è solido come
una cassaforte e si può sparare a volontà
senza paure di allentamenti delle parti o
della creazione di giochi.
Facilmente separabile dalla carcassa per ispezione e pulizia, il gruppo di scatto della MR1 è stato
pensato per coniugare il contenimento del peso di scatto e la pulizia dello stesso con l’assoluta
sicurezza. L’arma è dotata di sicura a traversino che in posizione inserita blocca il cane e il grilletto.
La sicura può essere inserita, ad otturatore aperto o chiuso, solo col cane armato. La si inserisce premendo il relativo bottone da sinistra verso destra e per i mancini o per chi comunque lo
preferisce, il bottone della sicura può essere invertito rovesciando inserimento e disinserimento
Il gruppo presa gas
Si trova abbastanza vicino alla culatta, così
da lasciar vibrare liberamente la parte anteriore della canna. È realizzato interamente
in acciaio inossidabile, così come sono in
acciaio inossidabile il pistone (con fasce
di pulizia e per l’accumulo dei depositi
parassiti) e l’asta collegata alla carcassa su
cui scorre il pistone stesso. Il pistone è a
corsa breve e trasmette il suo impulso a un
impulsore in lega leggera (anche questo
investito sull’asta e quindi coassiale col
pistone) dotato di due rebbi che a loro
volta vanno a colpire due aste cilindriche
collocate una su ciascun lato della carcassa.
Le due aste colpiscono il portaotturatore
che, per l’impulso ricevuto, inizia il suo
moto retrogrado provocando la rotazione
dell’otturatore. Una volta che questo è
svincolato dalla canna, tutto il gruppo di
otturazione arretra fino al punto morto
posteriore comprimendo, attraverso la sua
biella, la molla di recupero alloggiata nel
portamolla che si trova dietro alla carcassa.
L’urto delle due aste contro il portaotturatore è contemporaneo e, quindi, non si
generano carichi asimmetrici, e se vi sembra che, presa gas a parte (del tutto nuova),
la congegnazione complessiva richiami in
parte alla mente quella dell’M4 avete ragione. È stato proprio con l’M4 che Benelli ha
a suo tempo innovato radicalmente anche
nel settore delle armi con chiusura stabile a
sottrazione di gas, e questo primo sviluppo
ha gettato le basi per un know-how peculiare che sarebbe stato stupido non utilizzare. Qualche “purista” potrebbe obiettare
che i fucili militari sono fatti in modo
diverso, ma posto che qui nessuno voleva
realizzare un fucile dove sono gli stampaggi e certe soluzioni quasi standard a farla
da padroni, viene da chiedersi se
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Benelli MR1 223 Remington canna 12,5” - Velocità (in piedi al secondo) ed energie – serie di 5 colpi
Barnaul 55 grani FMJ
Colpo più lento 2565 - Colpo più veloce
2589 - Velocità media 2580 - Tra colpo più
lento e colpo più veloce 24 - Deviazione
standard 11 - Ec calcolata sulla velocità
media Kgm 112 (1.096 J)
Barnaul 62 grani HPBT
Colpo più lento 2555 - Colpo più veloce
2579 - Velocità media 2567 - Tra colpo più
lento e colpo più veloce 24 - Deviazione
standard 16 - Ec calcolata sulla velocità
media Kgm 125 (1.223 J)
Sellier & Bellot 62 grani HPBT
Colpo più lento 2517 - Colpo più veloce
2686 - Velocità media 2638 - Tra colpo più
lento e colpo più veloce 51 - Deviazione
sono più importanti le espressioni
formali o i risultati finali. Domanda
retorica, visto che tutti ne conosciamo
la risposta, tanto più che aver adottato
in parte soluzioni che si ispirano a tecnologie già note ha permesso di rendere
ancora più user-friendly l’MR1 senza
però farne completamente un fucile
militare. Non dimentichiamo infatti che
il principio ispiratore è stato quello di
realizzare un’arma non militare ma che
coniugasse i vantaggi propri dei modelli
marziali con quelli della produzione
civile. Montaggio e smontaggio (pur
differenti da quelli dei fucili militari)
sono facili e intuitivi, e direi perfino a
prova di stupido; il gruppo di scatto
può essere separato dall’arma come su un
qualsiasi fucile da caccia; gli interventi di
ordinaria manutenzione sono alla portata
di tutti. Proprio come su un fucile militare, anche se con soluzioni diverse che
permettono piccole comodità sconosciute
sulle armi militari: per esempio, la disponibilità di differenti calciature o il funzionamento certo e sicuro con qualsiasi
cartuccia del commercio. E questo anche
se l’MR1 utilizza un caricatore che è
compatibile con tutti quelli destinati agli
M16. Sul mercato civile nazionale l’MR1
ha la capacità del caricatore limitata a
5 colpi, ma dove non ci siano i vincoli
imposti dalla catalogazione la compatibilità
con tutti i caricatori M16 è senza dubbio un
bel vantaggio: se ne trovano infatti di tutti i
tipi, per tutte le capacità e per tutte le tasche.
Dell’MR1 sono catalogate tre versioni: canna
da 14,5” (12,5” più spegnifiamma) con calcio
telescopico o anche con calcio, canna da 16”
standard 19 - Ec calcolata sulla velocità
media Kgm 132 (1.292 J)
Sellier & Bellot 52 grani HPBT
Colpo più lento 2792 - Colpo più veloce
2846 - Velocità media 2619 - Tra colpo più
lento e colpo più veloce 51 - Deviazione
standard 18 - Ec calcolata sulla velocità
media Kgm 109 (1.068 J)
Winchester 50 grani Ballistic Silvertip
Colpo più lento 2818 - Colpo più veloce
2878 - Velocità media 2844 - Tra colpo più
lento e colpo più veloce 60 - Deviazione
standard 22 - Ec calcolata sulla velocità
media Kgm 124 (1.215 J)
Fedral V Shok 55 grani
Colpo più lento 2619 - Colpo più veloce
2647 - Velocità media 2631 - Tra colpo più
lento e colpo più veloce 28 - Deviazione
standard 12 - Ec calcolata sulla velocità
media Kgm 116 (1.140 J)
Norma 55 grani JSP
Colpo più lento 2693 - Colpo più veloce
2816 - Velocità media 2735 - Tra colpo più
lento e colpo più veloce 123 - Deviazione
standard 47 - Ec calcolata sulla velocità
media Kgm 126 (1.231 J)
Hornady 55 grani V max Moly
Colpo più lento 2588 - Colpo più veloce
2648 - Velocità media 2621 - Tra colpo più
lento e colpo più veloce 60 - Deviazione
standard 24 - Ec calcolata sulla velocità
media Kgm 115 (1.132 J)
La MR1 viene offerta con caricatori da 5 colpi e,
dove consentito
dalle normative,
può impiegare
tutti i caricatori
a standard Nato.
La sostituzione
del caricatore è
rapida e facile e
l’otturatore resta
in apertura dopo
lo sparo dell’ultimo colpo
Benelli MR1 con canna 14,5”
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Pur nato per proiettili con peso standard di 55 grani, il calibro 223 Remington viene oggi proposto con una
gamma di caricamenti molto vasta il cui peso spazia da 40 a 72 grani. Sullo MR 1 può essere utilizzato
qualsiasi caricamento commerciale 223 Remington senza problemi di alimentazione quale che sia il tipo
di proiettile.
proiettile.Nella
fotolelemunizioni
munizioni
utilizzate
utilizzate
sull’arma
sull’arma
provata.
provata.
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la tabella
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possono
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realisticamente
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camente attendere
le prestazioni
le prestazioni
velocitarievelocitarie
tipiche della
tipiche
223 Remington
della 223 Remington
perché le velocità
perché sono
le velocità
mediamente
sono mediadi un
100-150
mente dimetri
un 100-150
al secondo
metriin
almeno
secondo
rispetto
in meno
a quelle
rispetto
di atarga
quelle
in una
di targa
canna
in una
da 20”
canna
(50da
centimetri)
20” (50 centimetri)
senza spegnifiamma con calcio fisso
e canna da 20” con calcio fisso o telescopico. I calci fissi possono essere sia
tipo caccia che con pistol grip separato,
ma la variante che dovrebbe “colpire”
di più è quella con calcio telescopico e
canna corta. Dovrebbe essere la prima
a essere commercializzata ed è stata quella
che ho avuto in prova per Armi Magazine. Al
momento in cui il pezzo viene scritto i prezzi
al pubblico non sono stati ancora definiti
ma dovrebbero essere assai interessanti se
raffrontati alla tipologia dell’arma e quindi
è possibile anticipare che il rapporto qualità
prezzo sarà favorevole. Il calcio telescopico
dell’MR1 deriva concettualmente da quello
dell’M4 ed è particolarmente confortevole,
può essere regolato su diverse lunghezze e si
presta bene anche all’uso dell’ottica. L’MR1 è
dotato di serie di una diottra con regolazioni
micrometriche (protetta contro gli urti) e di
una slitta tipo Picatinny sulla quale, con attacchi alti, ho montato un Leupold European
30 1,25-4x20 con reticolo tedesco n. 4. Si tratta di un’ottica da battuta, che mi è sembrata
la più adatta per lo “spirito” dell’arma senza
bisogno di ricorrere a ottiche più o meno
tattiche. Oltre alla slitta Picatinny di serie,
l’MR1 può essere dotato di una tripla rail da
montare sull’asta, utile per il montaggio di
torce, laser ed eventualmente l’impugnatura
verticale che ora va tanto di moda sulle armi
“tattiche”. Confesso di non amare l’impugnatura verticale che può avere un suo ruolo
in alcune realtà operative e del pari riconosco
l’utilità di certi accessori in particolari situazioni, ma qui si trattava di valutare l’arma e
non gli eventuali accessori, e quindi mi sono
astenuto dal chiedere a Benelli la tripla rail,
che comunque può essere fornita dal produttore dell’arma.
La prova a fuoco
L’ottica scelta ben si concilia con le caratteristiche “dinamiche” di una carabina con
canna da 14,5” ma anche la parte sottile del
reticolo è piuttosto larga e quindi poco adatta
per spremere da un’arma il massimo che la
stessa può dare in termini di concentrazione
“Al momento in cui il pezzo viene scritto
i prezzi al pubblico non sono stati ancora definiti
ma dovrebbero essere assai interessanti
se raffrontati alla tipologia dell’arma e quindi
crediamo sia possibile anticipare che il rapporto
qualità/prezzo sarà probabilmente favorevole”
della rosata. Rosata che peraltro sospettavo
avrebbe risentito della “brevità” della canna,
con le conseguenti sovrappressioni in prossimità della volata che possono disturbare
il volo del proiettile proprio all’inizio della
traiettoria. A dispetto di tutte le mie preoccupazioni e di un tiratore non dei migliori
(il modesto sottoscritto), sparando 5 colpi in
appoggio sui 50 metri la carabina ha messo
i fori dei proiettili entro un rettangolo di
cm 3,5x2,5, misurato alle periferie e non tra
i centri, se prendiamo come riferimento la
distanza tra i centri i valori scendono a 3x2,
ovvero più o meno due minuti d’angolo.
Considerando la lunghezza ridotta della canna, il tipo di ottica e il fatto che si trattava di
una carabina non ancora rodata, direi che la
prestazione non è certo delle peggiori, tanto
più se consideriamo il tiratore e il fatto che
è stata ottenuta con munizioni economiche
come le Barnaul BTHP da 62 grani. Per la
verità mi ero preparato un certo assortimento
di cartucce di vario tipo, comprese alcune da
match, per saggiare la precisione dell’arma
ma già durante le prove al cronografo ho
subito dimenticato le mie intenzioni (complice il fatto di aver scelto un’ottica che non
è nata per i tiri di precisione a lunga distanza
e di avere una carabina con la canna corta):
dopo aver ottenuta la rosata che vedete
Armi lunghe
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116
Cinque colpi a 50 metri, con arma in appoggio, stanno approssimativamente in
due minuti d’angolo. Questa rosata è stata realizzata con Barnaul BTHP da 66
grani ma l’arma sembra piuttosto indifferente al tipo di munizioni utilizzate.
Ricordo ai lettori che due minuti d’angolo sono una misura angolare e restano
invariati quale che sia la distanza, cambia ovviamente il diametro della circonferenza corrispondente. Un minuto d’angolo a 100 metri equivale a una circonferenza con diametro di mm 29,1 e quindi due minuti d’angolo equivalgono a un
diametro di mm 58,2 (29,1x2); a cinquanta metri due minuti d’angolo sono pari
a mm 29,1. I centri dei fori sul bersaglio stanno entro un rettangolo di cm 3x2 a
50 metri e quindi approssimativamente entro due minuti di angolo
Due bossoli in volo e la canna della carabina quasi
non si è mossa. Nella foto si intravede anche una
piastra metallica che però non era uno dei bersagli. Mai sparare contro una piastra con un’arma
lunga rigata, il rischio dei rimbalzi è sempre presente. E poi si rischia di bucare le piastre, il che
nei campi di tiro non è molto gradito
Per essere corredata di
ottica convenzionale la
MR1 ha bisogno di anelli alti o anche extra-alti,
dipende dalla campana
dell’oculare. Con anelli
più bassi la campana
interferisce con le alette di protezione della
diottra e l’ottica non può
essere montata
in queste pagine, mi sono concentrato
sulla parte divertente della prova. Avevo a
disposizione circa 400 colpi di vario tipo
e quindi potevo sbizzarrirmi. Per prima
cosa ho voluto vedere come si comportava
la carabina con mix di cartucce casualmente inserite nel caricatore, sparando
in assetti non ortodossi e anche tenendo
l’arma libera di rinculare. Funzionamento
perfetto! E sì che ci ho messo impegno per
provare a farla inceppare. A proposito di
assetti non ortodossi, se volete provare a
sparare con l’arma ruotata verso sinistra,
state attenti ai bossoli: l’espulsione è decisa (io me ne sono preso uno in testa).
Una volta constatato come quell’infernale oggetto non ne volesse sapere di
incepparsi sono passato alla verifica della
stabilità al tiro in serie rapide, anche sparando dall’anca (ovvero col calcio sotto
l’ascella, sparare dall’anca come nei film
non serve a nulla) e alla rapidità con cui
riuscivo a doppiare il colpo. Purtroppo,
nella fretta, non ho portato al seguito il
timer ma quanto a gestibilità dello scatto
vi posso raccontare che ad un certo punto si è presentato un amico che si trovava
Benelli MR1 con canna 14,5”
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Benelli MR1 con canna 14,5”
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PREZZO La MR1 può montare una stampella telescopica regolabile su cinque
diverse posizioni e dotata di poggia guancia. La stampella è abbinata
a un calcio a pistola ed è unica per comfort del tiratore e possibilità
di regolazione. L’asta è in tecnopolimero, così come sono in tecnopolimero i calci fissi “alternativi” alla stampella telescopica che sulla
versione da 14,5” costituisce la dotazione standard
da definire
Costruttore: Benelli Spa,
via della Stazione 50, Urbino,
tel. 0722 3071, www.benelli.it
Modello: MR1 con canna 14,5”
Tipo: carabina
semiautomatica con chiusura
stabile a sottrazione di gas
Calibro: 223 Remington
Caricatore: prismatico
da 5 colpi,
intercambiabile con i
caricatori della famiglia M16
Canna: lunghezza senza
spegnifiamma 12,5”, con
spegnifiamma 14,5”; rigatura
destrorsa a sei principi con
passo di 9” (mm 229); canna
martellata a freddo, camera
di cartuccia cromata
Otturatore: rotante con tre
alette di chiusura, ospita
estrattore ed espulsore
Mire: mirino fisso a lama e
diottra posteriore regolabile
in altezza e lateralmente,
slitta Picatinny per il
montaggio delle ottiche
Sicure: manuale sul
guardamano, inseribile con
cane armato ad otturatore
aperto o chiuso; percussore
inerziale
Scatola di otturazione:
macchinata in acciaio
Carcassa: macchinata in lega
leggera
Calcio ed asta: in
tecnopolimero, calcio
retrattile con stampella
metallica, regolabile su 6
posizioni
Gruppo presa gas: in acciaio
inossidabile
Peso arma scarica: 3.150
grammi
Numero di catalogo:
15180 (l’arma è utilizzabile a
caccia)
La MR1 non è una carabina civile “militarizzata”, sui tratta invece di un’arma che può essere
utilizzata in qualsiasi situazione e, nel cui sviluppo, sono state tenute in particolare riguardo
tutte le caratteristiche tipiche di un’arma militare, anche quelle di sicurezza d’uso intesa non
solo come affidabilità ma pure come prevenzione di spari accidentali: dal cock-off alla caduta,
dall’impossibilità di sparare se l’otturatore non è perfettamente in chiusura al funzionamento
delle sicure ed a tutte quelle situazioni di pericolo che possono derivare da un uso improprio
in una piazzola vicina e, un po’ sospettoso un po’ allarmato, mi ha chiesto se per
caso non stavo sparando con un’arma a
raffica. Se si dispone di un posto sicuro,
niente diverte come la nobile arte del
plinking, soprattutto con una carabina
ben controllabile e dolce nel funzionamento ma che fa un bel botto. Con l’MR1
ho “ucciso” barattoli e scatole a varie di-
stanze, anche ripetendo più volte il colpo
sulla stessa “vittima”, cercando di sparare
nel più breve tempo possibile. Non sarà
un test scientifico ma è estremamente divertente e conferma le doti di maneggevolezza e di puntabilità istintiva di un’arma
svelta alla spalla, con poca inerzia nei movimenti laterali, pronta nell’acquisizione
delle mire e stabile al fuoco.
In conclusione
E va bene, confesso di essere partito
per il campo di tiro con le migliori intenzioni ma alla fine la facilità e la piacevolezza di uso della piccola carabina
urbinate dalla faccia cattiva hanno preso
il sopravvento e, abbandonati tutti i
programmi iniziali, ho giocato e mi sono
divertito parecchio.
M
C
Armi lunghe
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