Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Indice
Comitati .............................................................................................................. 4
Supporto e Patrocini ........................................................................................... 5
Programma Scientifico ....................................................................................... 6
Comunicazioni orali ............................................................................................ 8
Comunicazioni poster ....................................................................................... 40
Indice Autori ..................................................................................................... 91
2
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Prefazione
Da svariati anni le Sezioni della Società Chimica Italiana di Calabria e
Sicilia si confrontano annualmente su temi di ricerca condotti prevalentemente
nelle sedi universitarie ed in Istituti CNR delle due regioni. L’Università “Magna
Græcia” di Catanzaro, pur non erogando il corso di laurea in Chimica, effettua
formazione a vari livelli di discipline che la riguardano. In particolare, nei vari
corsi afferenti alla Scuola di Farmacia e Nutraceutica ed in alcuni della Scuola di
Medicina e Chirurgia, la Chimica è presente con moduli riconducibili a diversi
settori scientifico-disciplinari dell’Area 03. Anche nell’alta formazione tutti i
curricula implementati nel Dottorato di Ricerca in Scienze della Vita
dell’Università “Magna Græcia” di Catanzaro includono docenti di Chimica locali
ed esteri nel faculty board a partire dal ciclo XXIX.
Gli strutturati dell’Area Chimica, presso l’Università “Magna Græcia” di
Catanzaro, sono relativamente pochi rispetto ad altre sedi italiane, ma nella
valutazione VQR 2004 – 2010 hanno raggiunto un ottimo piazzamento a livello
nazionale. Tutti, con grande entusiasmo, hanno voluto partecipare
all’organizzazione del meeting congiunto della SCI di Calabria e Sicilia, che
quest’anno prende la denominazione di SCICASI 2015.
Il meeting si svolge, come al solito, nella prima metà del mese di
dicembre. Quest’anno, in un giorno e mezzo, SCICASI 2015 accoglie 30 relazioni
orali, di cui 4 plenarie, e oltre 50 comunicazioni in forma di poster. Nella fase
organizzativa, il Comitato Organizzatore si è avvalso, oltre che del prezioso
supporto degli Enti locali di Catanzaro (Provincia, Comune e AMC), anche di
quello di un’Azienda privata, delle Fondazioni Caduceo e Rocco Guglielmo in
collaborazione con il MARCA. L’idea è quella di approfittare della manifestazione
scientifica per favorire il confronto culturale dei partecipanti anche attraverso un
programma sociale e culturale che riguarda la sera del 3 dicembre 2015.
L’appuntamento annuale SICASI rappresenta un momento fondamentale
di confronto per i ricercatori della Chimica di Calabria e Sicilia dal quale possono
nascere nuove collaborazioni scientifiche anche attraverso lo sviluppo formativo,
scientifico e produttivo del nostro territorio.
Il Comitato Organizzatore SCICASI 2015
Catanzaro 3-4 dicembre 2015
www.scicasi.unicz.it
3
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Comitati
Comitato Scientifico
Stefano Alcaro (Università "Magna Græcia" di Catanzaro)
Anna Maria Almerico (Università degli Studi di Palermo)
Laura De Luca (Università degli Studi di Messina)
Franz Heinrich Kohnke (Presidente SCI Sezione Sicilia)
Francesco Mauriello (Università Mediterranea di Reggio Calabria)
Roberto Purrello (Università degli Studi di Catania)
Nino Russo (Presidente SCI Sezione Calabria)
Giovanni Sindona (UNICAL, Arcavacata di Rende, Cosenza)
Comitato Organizzatore UMG
Stefano Alcaro (Chairman)
Anna Artese
Donato Cosco
Massimo Fresta
Marco Gaspari
Donatella Paolino
Antonio Procopio
Manuela Oliverio
Francesco Ortuso
Adriana Pietropaolo
Rosa Terracciano
Comitato Editoriale WEB UMG www.scicasi.unicz.it
Francesco Ortuso
Comitato Editoriale UMG atti del Convegno SCICASI 2015
Anna Artese
Donatella Paolino
4
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Supporto e Patrocini
Università Magna Græcia di Catanzaro
Supporto del Consiglio di Amministrazione
Patrocinio del Senato Accademico
Supporto del Dottorato di Ricerca in Scienze della Vita
Ammnistrazione Provinciale di Catanzaro
Ammnistrazione Comunale di Catanzaro
AMC di Catanzaro
ABISCIEX www.absciex.com
Fondazione Caduceo
Fondazione Rocco Guglielmo
MARCA
5
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Programma Scientifico
3 dicembre 2015
9.00
9.30
Registrazione e installazione poster
Apertura e saluto delle Autorità
Aldo QUATTRONE – Magnifico Rettore UMG di Catanzaro
Enzo BRUNO – Presidente della Provincia di Catanzaro
Sergio ABRAMO – Sindaco di Catanzaro
Raffaele RICCIO – Presidente della Società Chimica Italiana
Stefano ALCARO – Chairman SCICASI 2015
Sessione I (modera Nino RUSSO, Presidente SCI Sezione Calabria)
10:00 O1 Theoretical Investigation of Enzyme Promiscuity Within The Carbonic
Anhydrase Family
Paolo PIAZZETTA (Medaglia Bucci) – Università della Calabria
10:15 O2 Fluorescent redox-active liquid crystals for light-control devices
Sante COSPITO (Medaglia TELESIO) – Università della Calabria
10:30 O3 Sintesi di acidi aril-isossazolidin-gem-bifosfonati a potenziale attività
farmacologica
Vincenzo ALGIERI – Università della Calabria
10:45 O4 Protease-encapsulated hydrogels for spatially localized on-tissue protein
digestion
Domenico TAVERNA – Università della Calabria
11:00 O5 Development of an integrated membrane process for olive mill wastewater
purification and polyphenols recovery
Fabio BAZZARELLI – Institute on Membrane Technology (ITM-CNR), Rende
(CS)
11:15 O6 Redox behavior of squaraine derivatives
Vito MALTESE – Università della Calabria
11:30 Coffee break
Sessione II (modera Roberto PURRELLO, Università di Catania)
12:00 O7 FLAP, molecular modeling on proteasomes: could porphyrins act differently?
Andrea CRISTALDI – Università degli Studi di Catania
12:15 O8 Investigation of the inertness to hydrolysis of platinum(IV) prodrugs
Ida RITACCO – Università della Calabria
12:30 O9 On the antioxidant ability of coumarin-chalcone hybrids. Theoretical insights
Gloria MAZZONE – Università della Calabria
12:45 P1 Adventures in heterocyclization reactions
Bartolo GABRIELE – Università della Calabria
13.15 Colazione di lavoro e sessione poster
Sessione III (modera Antonio PROCOPIO, Università Magna Græcia di Catanzaro)
15:00 P2 Studio termodinamico dell’equilibrio chimico in soluzione acquosa
Emilia FURIA – Università della Calabria
15:30 O10 Complessi di NiII e ZnII di basi di Schiff: sintesi e studio dell’interazione con
B-DNA e quadruplex telomerico
Riccardo BONSIGNORE – Università degli Studi di Palermo
15:45 O11 Natural Product-based inhibitors of HIV-1 IN-LEDGF/p75 interaction:
computational and synthetic approaches
Fatima Ezzahra AGHARBAOUI – Università degli Studi di Messina
16:00 O12 Towards Improved Quality of GPCR Models by Usage of Suitable Templates
and Statistically Determineted Structural Conserved Common Motifs
Martha LEONARDI – Università degli Studi di Catania
16:15 O13 Reazione catalitica e fotocatalitica di disidratazione in fase gas-solido del 2propanolo in presenza di eteropoliacidi “Keggin” e “Well-Dawson” supportati
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Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Francesca Rita POMILLA – Università degli Studi di Palermo
16:30 O14 Self-sorting di capsule supramolecolari in acqua
Lucia BARBERA – Università degli Studi di Messina
16:45 O15 Supramolecular chirality affected by mecanical stirring
Rosalba RANDAZZO – Università degli Studi di Catania
17:00 Coffee break
17:15 Assemblee dei Soci SCI delle sezioni Calabria e Sicilia
18:15 Programma sociale (riservato ai partecipanti prenotati)
4 dicembre 2015
Sessione IV (modera Massimo FRESTA, Università Magna Græcia di Catanzaro)
9:15 P3 Nuovi Dye Lunimescenti Biocompatibili
Anna BARATTUCCI – Università degli Studi di Messina
9:45 O16 Parametri termodinamici di formazione di complessi dell’Al3+ con leganti odonatori
Anna IRTO – Università degli Studi di Messina
10:00 O17 Ibridi C60-IL-PD immobilizzati come catalizzatori estremamente attivi di
nuova concezione
Francesco GIACALONE – Università degli Studi di Palermo
10:15 O18 Conversion of sorbitol biomass derived under mild reaction conditions
promoted by Pd/Fe catalyst
Bianca GUMINA – Università degli Studi di Messina
10:30 O19 Sviluppo del metodo urea glass-route per la preparazione di nanoparticelle
di Ce:YAG
Francesco ARMETTA – Università degli Studi di Palermo
10:45 O20 L’approccio multianalitico allo studio di manufatti di interesse nei Beni
Culturali. Il contributo del chimico.
Delia Francesca CHILLURA MARTINO – Università degli Studi di Palermo
11:00 Coffee break
Sessione V (modera Franz Heinrich KOHNKE, Presidente SCI sezione Sicilia)
11:30 P4 Sistemi triciclici azotati ad attività fotochemioterapica
Alessandra MONTALBANO – Università degli Studi di Palermo
12:00 O21 Impact of storage conditions on S100A8 and S100A9 calgranulins stability in
gingival crevicular fluid: A MALDI-TOF study
Giuseppina MAGGISANO – Università Magna Græcia di Catanzaro
12:15 O22 Driving the selective cleavage of C-O bonds in aromatic esters by controlling
the hydrogen availability on the surface of coprecipitated Pd/Fe catalyst
Francesco MAURIELLO – Università Mediterranea di Reggio Calabria
12:30 O23 Caffeic acid phenethyl ester (cape) derivatives as novel heme oxygenase-1
inducers
Valeria PITTALÀ – Università degli Studi di Catania
12:45 O24 Oxadiazole derivatives as potential dual STAT 3 - topoisomerase inhibitors:
biological and in silico studies
Valentina CAPPELLO – Università degli Studi di Catania
13:00 O25 Three ways to reframe a problem and find innovative solutions to improve
both peptide and non peptide drugs: the mimesis toolkit
Roberta DI MARTINA – Università degli Studi di Catania
13:15 O26 Progettazione e Sintesi di Nuovi Probes GPER-selettivi
Mariateresa BADOLATO – Università della Calabria
13.30 Conclusione dei lavori e premiazione dei contributi scientifici
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Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Comunicazioni orali
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Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Plenary Lecture 1
ADVENTURES IN HETEROCYCLIZATION REACTIONS
Bartolo Gabriele
a
Laboratory of Industrial and Synthetic Organic Chemistry (LISOC), Department of Chemistry
and Chemical Technologies, University of Calabria, 87036 Arcavacata di Rende (CS),
www.lisoc.it
[email protected]
In this lecture, some novel heterocyclization approaches, recently developed in our laboratories,
to the synthesis of heterocyclic derivatives starting from readily available acyclic substrates will be
described.
The presentation will be divided in two parts: in the first part, palladium- and copper-catalyzed
annulation processes will be discussed, together with iodoheterocyclization reactions, while the
second part will focus on PdI2-catalyzed carbonylative heterocyclizations.
heterocycle
Cu or Pd
catalysis
acyclic substrate
PdI2 cat
CO
carbonylated
heterocycle
I2
iodinated heterocycle
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Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Plenary Lecture 2
STUDIO TERMODINAMICO DELL’EQUILIBRIO CHIMICO IN
SOLUZIONE ACQUOSA
Emilia Furia
Dipartimento di Chimica e Tecnologie Chimiche, Università della Calabria, Via P. Bucci, 87036,
Arcavacata di Rende (Cosenza)
[email protected]
Le reazioni di complessazione di un catione metallico con uno o più leganti sono studiate
attraverso analisi di equilibrio. Queste consistono nell’elaborazione dei dati sperimentali ottenuti
da misure eseguite su sistemi all’equilibrio. Assumendo la validità della legge di azione di massa,
è possibile, analizzando i sistemi in esame, definire, in maniera rigorosa, la composizione dei
prodotti di reazione e determinare le costanti di stabilità relative agli equilibri in gioco.
L’analisi delle reazioni ioniche è resa complicata dalla simultanea presenza in soluzione di più
equilibri e dalla formazione di specie polinucleari e/o miste. A tal fine è vantaggioso condurre
l’analisi di equilibrio in presenza di un elettrolita inerte in concentrazione elevata e costante
(metodo del mezzo ionico costante). Sotto queste condizioni sperimentali, i coefficienti di attività
delle specie in esame sono, con buona approssimazione, costanti e, quindi, le leggi dell’equilibrio
chimico sono esprimibili in funzione delle concentrazioni, e non delle attività delle specie stesse.
La conoscenza delle costanti di stabilità consente la valutazione della speciazione di un catione
metallico in un sistema acquatico naturale (oceani, laghi, fiumi, acque sotterranee), in cui sia
rilevata la presenza di diversi leganti potenziali (ioni ossidrile, carbonato, cloruro, solfato, fosfato
e acidi organici). La natura e la quantità di alcuni complessi possono influenzare il trasporto e la
nocività di diversi metalli. Una corretta speciazione implica l’uso di costanti di equilibrio valide
sotto le stesse condizioni in cui si trova il sistema in esame. E’ indispensabile, perciò, l’utilizzo di
un procedimento che consenta il calcolo della costante di equilibrio relativa al sistema in esame
attraverso quella determinata sperimentalmente in mezzo ionico. A tal proposito sono stati
1
proposti due procedimenti: il metodo di Pitzer, basato sull’estrapolazione mediante un polinomio
2
dipendente da una serie di parametri empirici, e la teoria dell’interazione specifica (SIT), che
consiste nell’estrapolazione lineare in funzione di un solo parametro empirico, deducibile
dipendentemente da esperimenti condotti in soluzioni contenenti un solo elettrolita. Il metodo da
noi utilizzato si basa sulla determinazione sperimentale di costanti di equilibrio a forze ioniche
comprese tra 0.1 e 3 M dalle quali si estrapola, attraverso la SIT, quella a diluizione infinita.
Bibliografia
1 Pitzer, K.S., Activity Coefficients in Electrolyte Solutions, 1979, CRC Press, Boca Raton,
Florida.
2 Ciavatta, L, Ann. Chim. (Rome), 1980, 70, 551; Ciavatta, L, Ann. Chim. (Rome), 1990, 80, 255.
10
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Plenary Lecture 3
NUOVI DYE LUNIMESCENTI BIOCOMPATIBILI
Anna Barattucci e Paola Bonaccorsi
Dipartimento di Scienze Chimiche, Biologiche, Farmaceutiche ed Ambientali – ChiBioFarAm Università di Messina, Viale F. Stagno d’Alcontres 31, 98166 Messina
[email protected]
La fluorescenza in vivo sta acquisendo un interesse sempre crescente grazie alla sua non
invasività ed alta risoluzione nel visualizzare i processi biologici a livello cellulare e molecolare e
al suo uso in diagnosi e terapia del cancro. La ricerca di nuovi dye biocompatibili e selettivi per
cellule tumorali, insieme allo studio di loro possibili applicazioni in terapia fotodinamica, è ormai
1
argomento di notevole attualità ed interesse.
La progettazione e la sintesi di nuovi cromofori dalle caratteristiche fotofisiche ben definite e
modulabili, quali Bodipy e OPEs opportunamente modificati a livello strutturale anche con
l’inserimento di residui zuccherini che ne garantiscano biocompatibilità e solubilità (ad esempio 1
2
e 2), è stato il principale oggetto della ricerca del nostro gruppo degli ultimi anni: la sintesi di tali
sistemi e le loro prime applicazioni in bioimaging e terapia fotodinamica saranno l’oggetto di
questo contributo.
1
Bibliografia
1 Kobayashi, H.; Ogawa, M.; Alford, R.; Hoyke, P.L.; Urano, Y. Chem. Rev. 2010, 110, 2620.
2 Papalia,T.; Lappano, R.; Barattucci, A.; Pisano, A.; Bruno, G.; Santolla, M. F.; Campagna, S.;
De Marco, P.; Puntoriero, F.; De Francesco, E.M.; Rosano, C.; Maggiolini, M.; Bonaccorsi P. Org.
Biomol. Chem. 2015, 13, 10437; Barattucci, A.; Deni, E.; Bonaccorsi, P.; Ceraolo, M.G.; Papalia,
T.; Santoro, A.; Sciortino, M.T.; Puntoriero, F. J. Org. Chem. 2014, 79, 5113; Papalia, T.;
Siracusano, G.; Colao, I.; Barattucci, A.; Aversa, M.C.; Serroni, S.; Zappalà, G.; Campagna, S.;
Sciortino, M.T.; Puntoriero, F.; Bonaccorsi, P. Dyes Pigments 2014, 110, 67.
11
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Plenary Lecture 4
SISTEMI TRICICLICI AZOTATI AD ATTIVITÀ
FOTOCHEMIOTERAPICA
Alessandra Montalbano
Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche Chimiche e Farmaceutiche (STEBICEF) –
Università degli Studi di Palermo – Via Archirafi, 32 – 90123 Palermo
[email protected]
Lo sviluppo di farmaci ad attività antitumorale rappresenta ancora oggi uno degli obiettivi
principali della ricerca. Le proprietà terapeutiche della luce sono note da migliaia di anni ma, solo
nell’ultimo secolo si è sviluppata la terapia fotodinamica (Photodynamic Therapy-PDT). Essa
prevede la combinazione di un agente fotosensibilizzante con una radiazione luminosa della
lunghezza d’onda opportunamente selezionata, distruggendo selettivamente le cellule tumorali.
Attualmente la PDT trova impiego nel trattamento di malattie della pelle e nella cura di malattie
autoimmuni mediate dalle cellule T (sclerosi progressiva sistemica, lupus eritematoso, pemphigus
1
vulgaris e AIDS). Il National Cancer Institute ha approvato l’utilizzo della furocumarina lineare 8metossipsoralene (8-MOP) come agente fotosensibilizzante nella cura del linfoma a cellule T,
della psoriasi e della vitiligine. Le furocumarine sono infatti agenti fotosensibilizzanti di origine
naturale che si intercalano tra le coppie di basi del DNA al “buio” e si legano ad esso in seguito
ad esposizione a radiazioni UVA. Negli ultimi anni sempre maggiore attenzione è stata rivolta alla
ricerca di più potenti agenti fotosensibilizzanti che potessero specificatamente colpire le cellule
2
tumorali.
Nell’ultimo decennio, il nostro gruppo di ricerca si è occupato della sintesi di sistemi eterociclici
3
contenenti il nucleo chinolinico o naftiridinico, dotati di promettente attività fotosensibilizzante.
Studi sul meccanismo d’azione hanno dimostrato che essi si comportano da agenti
fotosensibilizzanti, portando alla formazione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) e provocando
apoptosi cellulare mediata da mitocondri e lisosomi.
Verranno descritte l’attività
fotochemioterapica e le relazioni struttura attività di queste classi di composti.
Bibliografia
1
a) Dolmans, D. E.; Fukamura, D.; Jain, R. K. Nat. Rev. Cancer 2003, 3, 380–387; c) Ferrario, A.;
Lim, S.; Xu, F.; Luna, M.; Gaffney, K,. J.; Petasis, N. A.; Schontal, A. H.; Gomer, C. J. Cancer
2
Lett. 2011, 304, 33–40. a) Assaraf, Y. G.; Turgeman, Y. A.; Skladanowski, A. M.; Griffioen, A.
W.; Verheul, H.; Gotink, K.; Bergh, H. Van Den; Nowak-Sliwinska, P. 2012, US 20120283620;
Chem. Abstr 2012 157, 701518; b) Zou, Q.; Fang, Y.; Zhao, Y.; Zhao, H.; Wang, Y.; Gu, Y.; Wu,
3
F. J. Med. Chem. 2013, 56, 5288–5294. a) Barraja, P.; Diana, P.; Montalbano, A.; Dattolo, G.;
Cirrincione, G.; Viola, G.; Vedaldi, D.; Dall’Acqua, F. Bioorg. Med. Chem. 2006, 14, 8712–8728;
b) Barraja, P.; Caracausi, L.; Diana, P.; Carbone, A.; Montalbano, A.; Cirrincione, G.; Brun, P.;
Palù, G.; Castagliuolo, I.; Dall’Acqua, F.; Vedaldi, D.; Salvador, A. Bioorg. Med. Chem. 2010, 18,
4830–4843; c) Barraja, P.; Cirrincione, G.; Dall’Acqua, F.; Salvador, A. 2011, WO 2011013159;
Chem. Abstr. 2011, 154, 182251; d) Barraja, P.; Diana, P.; Montalbano, A.; Carbone, A.; Viola,
G.; Basso, G.; Salvador, A.; Vedaldi, D.; Dall’Acqua, F.; Cirrincione, G. Bioorg. Med. Chem. 2011,
19, 2326–2341.
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Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Relazione orale 1 - Medaglia BUCCI
THEORETICAL INVESTIGATION OF ENZYME PROMISCUITY
WITHIN THE CARBONIC ANHYDRASE FAMILY
a
a
a
Paolo Piazzetta, Tiziana Marino, Nino Russo, Dennis R. Salahub
a
b
Dipartimento di Chimica e Tecnologie Chimiche, Università della Calabria, Rende, Italy
b
Department of Chemistry, IQST − Institute for Quantum Science and Technology, CMS −
Centre for Molecular Simulation, BI 556, University of Calgary, 2500 University Drive NW,
Calgary, Alberta Canada T2N 1N4
[email protected]
Enzymes are important biocatalysts that mediate most chemical transformations in organisms
and are involved in cell growth, food metabolism, signaling, regulation, and energy transduction.
The presence of cofactors such as metal ions, plays structural and catalytic roles in the enzymatic
chemistry for catalyzing reactions that are often difficult to be realized. Metalloenzymes present a
common feature, namely that the metal ion is bound to the protein with one labile coordination
site located in a pocket whose shape usually fits the substrate. Recently it has been hypothesized
that a broad specificity, or promiscuous function, of some enzymes enabled them to perform a
multitude of functions that were necessary to maintain ancestral organisms. The investigation has
its main focus on the working mechanisms followed by carbonic anhydrase (CA, EC 4.2.1.1) into
processing promiscuous substrates and promiscuous reactions. A wide range of theoretical
methods from those based on density functional theory (DFT), including Quantum Mechanical
only (QM) and combined Quantum Mechanics/Molecular Mechanics (QM/MM) approaches, to
classical methods, such as molecular dynamics simulations, has been used to capture the main
features of the proposed mechanisms.
Figura 1: Human carbonic anhydrase II with the zinc metal core and three coordinated histidines.
Surface shows the binding cavity.
References
1
P. Piazzetta, T. Marino, N. Russo, Inorg. Chem., 2014, 53 (7), pp 3488-349.
2
P. Piazzetta, T. Marino, N. Russo, Phys. Chem. Chem. Phys., 2014, 16, pp 16671-16676.
3
P. Piazzetta, T. Marino, N. Russo, Arch. Biochem. Biophys., 2015, 582, – pp 101-106.
4
P. Piazzetta, T. Marino, N. Russo, Phys. Chem. Chem. Phys., 2015, 17, pp 14843-14848.
5
P. Piazzetta, T. Marino, N. Russo, and D. R. Salahub, ACS Catal., 2015, 5 (9), pp 5397-5409.
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Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Relazione orale 2 - Medaglia TELESIO
FLUORESCENT REDOX-ACTIVE LIQUID CRYSTALS FOR LIGHTCONTROL DEVICES
Sante Cospito
Dipartimento di Chimica e Tecnologie Chimiche, Università della Calabria, Via P. Bucci, Cubo
15/D, 87036, Arcavacata di Rende (CS)
[email protected]
1
Fluorescent liquid crystals (FLCs) are fascinating nanostructured optoelectronic materials.
2,3
Recently, we proposed a new class of thienoviologen liquid crystals
in which their bulk
2
photoluminescence (φ>60%) can be electrochemically switched upon reductive potentials. Such
phenomenon, known as electrofluorochromism is coupled to a change of their absorption color
4
(electrochromism).
Fluorescent electroactive polymer gels incorporating a thienoviologen liquid crystal were also
investigated. They exhibited the highest electrofluorochromic contrast ratio ever reported (337)
2
and superb coloration efficiency (500 cm /C) upon electrochemical reduction of the
5
thienoviologen species.
Figure 1: Thienoviologens’ molecular structure (middle), their electrochromic response in the
smectic phase (left) and electrofluorochromic behaviour of a thienoviologen-based polymer gel
(right).
References
1
Wang, Y.; Shi, J.; Chen, J.; Zhu, W.; Baranoff, E., J. Mater. Chem. C, 2015, 3, 7993.
2
Beneduci, A.; Cospito, S., Crispini, A.; Gabriele, B.; Nicoletta, F. P.; Veltri, L.; Chidichimo, G., J.
Mater. Chem. C, 2013, 1, 2233.
3
Cospito, S.; Beneduci, A.; Veltri, L.; Salamonczyk, M.; Chidichimo, G., Phys. Chem. Chem.
Phys. 2015, 17, 17670.
4
Beneduci, A.; Cospito S.; La Deda, M.; Veltri, L. ; Chidichimo G., Nat. Commun. 2014, 5, 3105
doi: 10.1038/ncomms4105.
5
Beneduci, A.; Cospito S.; La Deda, M.; Chidichimo G., Adv. Funct. Mater., 2015, 25, 1240.
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Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Relazione orale 3
SINTESI DI ACIDI ARIL-ISOSSAZOLIDIN-gem-BIFOSFONATI A
POTENZIALE ATTIVITA’ FARMACOLOGICA
Vincenzo Algieri, Antonio De Nino, Loredana Maiuolo, Monica Nardi, Beatrice Russo.
Dipartimento di Chimica e Tecnologie Chimiche-CTC, Università della Calabria,
cubo 12/C, 87036, Arcavacata di Rende (CS), IT.
Ponte Bucci
[email protected]
1
Le isossazolidine imitano i nucleosidi naturali esercitando attività antitumorale. L’aggiunta di un
gruppo gem-bifosfonato sull’eterociclo può aumentarne la citotossicità considerando che i
bifosfonati geminali imitano i pirofosfati naturali e possono essere applicati su metastasi ossee ed
2,3
osteoporosi. L’obiettivo di questo lavoro è la sintesi di aril-isossazolidine gem-bifosfonate con
potenziale attività farmacologica. La sintesi si effettua in due fasi (Figura 1): la prima prevede la
formazione nel nucleo isossazolidinico con metodologie solvent free, mentre la seconda prevede
l’introduzione del gruppo bifosfonato geminale sul ciclo con una sintesi multistadio.
( )n
( )n
Figura 1: Sintesi di acidi aril-isossazolidin-gem-bifosfonati.
I prodotti di reazione sono stati ottenuti con alte rese di reazione ed eccellenti rapporti
diasteroisomerici. Infine tali prodotti saranno sottoposti a test biologici per valutarne l’attività
farmacologica.
Bibliografia
1
a) O. Bortolini, M. D’agostino, A. De Nino, L. Maiuolo, M. Nardi, G. Sindona. Tetrahedron, 2008,
64, 8078-8081. b) O. Bortolini, I. Mulani, A. De Nino, L. Maiuolo, A. Melicchio, B. Russo, D.
Granchi, Current Organic Synthesis, 2014, 11, 461-465.
2
E. Guenin, D. Ledoux, O. Oudar, M. Kraemer, Anticancer Research, 2005, 25, 1139-1146.
3
K. Thomson, JE Dunford, MJ Rogers, Biochem. Biophys. Res. Commun. 2002, 290, 869-873.
15
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Relazione orale 4
PROTEASE-ENCAPSULATED HYDROGELS FOR SPATIALLY
LOCALIZED ON-TISSUE PROTEIN DIGESTION
Domenico Taverna, Giovanni Sindona
Dipartimento di Chimica e Tecnologie Chimiche - CTC, Università della Calabria, Via P. Bucci
cubo 12/D, Cap 87036, Città Rende (CS)
[email protected]
Herein a simple, reproducible, and versatile approach for in situ protein digestion and
identification on tissues is presented. This adaptation is based on the use of an enzyme delivery
1
platform (hydrogel discs) that can be positioned on the surface of a tissue section. By
simultaneous deposition of multiple hydrogels over select regions of interest within the same
tissue section, multiple peptide extracts can be obtained from discrete histologic areas. The
enzyme-laced hydrogel discs are applied to a tissue section, directing enzymatic digestion to a
spatially confined area of the tissue. After enzymatic digestion, the hydrogel extracts are
submitted for LC-MS/MS analysis followed by database inquiry for protein identification.
Figure 1: scheme of the hydrogel strategy for histology-guided on tissue protein digestion and
subsequent MS analysis for protein ID.
The reliability and reproducibility of hydrogel mediated on-tissue digestion is demonstrated by the
comparison with other on-tissue digestion strategies. LC-MS/MS data were evaluated considering
the number of identified proteins as well as the number of protein groups and distinct peptides.
The results of this study demonstrate that rapid and reliable protein digestion can be performed
on a single thin tissue section while preserving the relationship between the molecular information
obtained and the tissue architecture, and the resulting peptides can be extracted in sufficient
abundance to permit analysis using LC-MS/MS. This approach will be most useful for samples
that have limited availability but are needed for multiple analyses, especially for the correlation of
proteomics data with histology and immunohistochemistry. Moreover, the robust display of tryptic
peptides within these spectral analyses of histologically defined tissue regions suggests that LC2
MS/MS in combination with imaging mass spectrometry can serve as useful exploratory tools.
References
1
Taverna, D.; Norris, J. L.; Caprioli, R. M.; Histology-Directed Microwave Assisted Enzymatic
Protein Digestion for MALDI MS Analysis of Mammalian Tissue, Analytical Chemistry, 2015, 87,
670.
2
Taverna, D.; Pollins, A. C.; Sindona, G.; Caprioli, R. M.; Nanney, L. B.; Imaging mass
spectrometry for assessing cutaneous wound healing: analysis of pressure ulcers, Journal of
Proteome Research, 2015, 14, 986.
16
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Relazione orale 5
DEVELOPMENT OF AN INTEGRATED MEMBRANE PROCESS
FOR OLIVE MILL WASTEWATER PURIFICATION AND
POLYPHENOLS RECOVERY
Fabio Bazzarelli, Teresa Poerio, Rosalinda Mazzei, Lidietta Giorno
Institute on Membrane Technology (ITM-CNR), c/o University of Calabria, Via P. Bucci 17C
87036 Rende (CS), Italy
[email protected]
Olive mill wastewater (OMWW) is a by-product of the three phase centrifugal olive oil extraction
from olives. The wastewater stream is heavily polluted by organics, suspended solids and ground
particles. The development of new strategies for the disposal of these by-products appears to be
extremely useful from an environmental and economic point of view. An advantageous solution is
to transform what until now was considered junk to be disposed of in resource to be exploited and
from which to draw profit, through the recovery of high value-added substances to be used as raw
materials in the same or other production processes. Integrated membrane processes could
permit the selective recovering of some valuable compounds such as the polyphenols. One
common problem of membrane filtration of OMWW is the membrane fouling that drastically
reduces the process performance. Therefore, a pretreatment step is necessary to decrease
membrane fouling and to increase filtration efficiency. In this work a novel strategy for
pretreatment of OMWW was identified that permitted to obtain the total removal of suspended
solids, through the aggregation and flocculation of particles by maintaining the pH of OMWW at
isoelectric point. Afterwards, the OMWW was processed using integrated membrane
technologies consisting of two membrane operations in series: microfiltration (MF) and
nanofiltration (NF). The membrane process was carried out using different membrane materials,
configurations and pore size or molecular weight cut-off (MWCO) in order to evaluate the
permeate flux and the rejection of the selected membranes towards total solids, polyphenolic
compounds and total organic carbon (TOC).
Relatively high fluxes, with respect to literature data, were obtained in both MF (ceramic
membrane, pore size 0.1 micron) and NF (polymeric membrane, MWCO = 200 Da) steps. In
addition, the nanofiltration unit permitted to obtain a concentrated of polyphenols solution from
retentate side and water from permeate side with acceptable quality for safe disposal to the
environment.
Acknowledgements
The authors acknowledge the European Union, FESR, MIUR, MSE for the financial support to the
project PON Olio Più - PON01_01545, within the framework PON Ricerca e Competitività 20072013.
References
Bazzarelli F., Poerio T., Mazzei R., D’Agostino N., Giorno L., Study of OMWWs suspended solids
destabilization to improve membrane processes performance, Separation and Purification
Technology, 149 (2015) 183-189.
17
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Relazione orale 6
REDOX BEHAVIOR OF SQUARAINE DERIVATIVES
a,b
Vito Maltese,
a
a
b
Sante Cospito, Amerigo Beneduci, René A. J. Janssen, Giuseppe Chidichimo
a
a
Department of Chemistry and Chemical Technologies, University of Calabria, Ponte P. Bucci,
b
Building 15D, Arcavacata di Rende (CS), Italy. Department of Chemical Engineering and
Chemistry, University of Technology, Eindhoven (TU/e), P.O. Box 513, 5600MB, Eindhoven, the
Netherlands.
[email protected]
Squaraines (SQs) are the dicondensation product of electron-rich molecules with squaric acid.
SQs are an intensely studied class of organic dyes, which are used for wide ranging
1
applications. Despite this, the electrochemical behaviour and in particular the electrochromism of
squaraines has not been deeply investigated since now. Prompted by this lack of reports, we
thought that it was worth to study in detail the electrochromic behaviour of squaraines: their
strong electron donating nature could be usefully coupled with typical electron acceptor species
to make an electrochromic device. For this reason, we would like to present the first example of
electrochromic device based on squaraine dyes. We report here the synthesis, the redox
switching properties and the electrochromism of squaraine conjugates comprising a central
squaraine unit and peripheral 2-aminothiophenes (thienosquaraines).
3.5
Absorbance (a. u.)
3.0
2.5
0V
0V
2.2V
2.2V
2.0
1.5
2.2V
2.2V
0V
1.0
0V
0.5
0.0
400
500
600
700
800
900
1000
Wavelength (nm)
Figure 1: Vis/NIR spectroelectrochemistry of thienosquaraine dye in NMP/TBAPF 6: spectroscopic
+
changes upon oxidative potential (0, +2.2V vs Ag/Ag ).
Despite the relatively wide range of squaraine compounds known, with the exception of some
hydroxyl-substituted 1-benzothiophenes, only some thiophene-containing representatives have
2
been yet reported. The impact of the different molecular substitution patterns on aggregation
3
behavior and, consequently, on their optoelectronic solid state properties are discussed.
References
1
G. Chen, H. Sasabe, T. Igarashi, Z. Hong and J. Kido, J. Mat. Chem. A, 2015, 3, 14517.
2
D. Keil, H. Hartmann, T. Moschny, Dyes and Pigments, 1991, 17, 19-27.
3
V. Maltese et al., manuscript in preparation.
18
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Relazione orale 7
FLAP, MOLECULAR MODELING ON PROTEASOMES:
COULD PORPHYRINS ACT DIFFERENTLY?
a
a
a
b
Domenico Andrea Cristaldi, Alessandra Cunsolo, Cosimo Fortuna, Anna Maria Santoro,
b
a
a
a
a
Danilo Milardi, Rosalba Randazzo, Maria Elena Fragalà, Alessando D'Urso, Roberto Purrello.
a
Dipartimento di Scienze Chimiche, Università degli studi di Catania, Viale Andrea Doria 6,
b
95125-Catania. Istituto di Biostrutture e Bioimmagini, CNR UOS di Catania, via Gaefami, 95125Catania.
[email protected]
The in silico studies are nowadays crucial in several research fields. The Fingerprints for Ligands
1
And Proteins (FLAP), is a algorithm, performed by Molecular Discovery, based on GRID force
field to calculate molecular interaction fields. FLAP is able to describe molecules and protein
structures which are used to identify particular target locations where an energetic interaction with
small molecular features would be very favourable. Proteasomes are important regulator of all
physiological processes and thus in last decade they became important pharmacological targets,
either in oncological and neurodegenerative fields.
Figura 1: left) meso-tetra(4-N-methyl-piridin)porphyrin H2T4; right) Proteasome (icP, 3UNF).
2
We validated the method on proteasomes containing others ligands, and then focused our
attention to the screening analysis, the prediction and evaluation of biological activities, or
possible mechanisms, studying the interactions between porphyrins and proteasomes (cCP and
iCP), in order to predict and/or verify the inhibition activity.
References
1
M. Baroni, G. Cruciani, S. Sciabola, F. Perruccio, J. S. Mason J. Chem. Inf. Model. 2007, 47,
279.
2
E. M. Huber, M. Basler, R. Schwab, W. Heinemeyer, C. J. Kirk, M. Groettrup, M. Groll; Cell.
2012, 148, 727.
19
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Relazione orale 8
INVESTIGATION OF THE INERTNESS TO HYDROLYSIS OF
PLATINUM(IV) PRODRUGS
Ida Ritacco, Gloria Mazzone, Nino Russo, Emilia Sicilia
Dipartimento di Chimica e Tecnologie Chimiche, Università della Calabria, Via ponte Pietro
Bucci, 87036, Arcavacata di Rende (CS)
[email protected]
Platinum(IV) complexes are an important class of compounds that can act as pro-drugs. They could have
lower toxicity and higher inertness, in the human body, than platinum(II) anticancer agents, currently
used in the clinic. The inertness of such complexes, that is assumed to be a fulfilled prerequisite, derives
from the use of axial ligands able to control the reduction potentials, lipophilicity, charge, selectivity,
targeting, and cell uptake of the Pt(IV). For this reason, a density functional theory computational analysis
of the hydrolysis mechanism and the corresponding energy profiles for a series of Pt(IV) derivatives of
cisplatin, carboplatin and oxaliplatin with acetato, haloacetato and chlorido ligands has been carried to
probe their stability in biological fluids. The results obtained from the theoretical study of the hydrolysis
pathways for the associative displacement of ligands both in axial and equatorial positions confirm that
Pt(IV) complexes are, in general, more inert than the corresponding Pt(II) drugs even if inertness is lower
than expected. Some exceptions exist, such as derivatives of oxaliplatin, for the hydrolysis in equatorial
position. The nature of the axial ligands influences the course of the hydrolysis reaction even if a decisive
role is played by the ligands in equatorial positions. The mechanism of the aquation in axial position of
cisplatin Pt(IV) derivative with two chlorido axial ligands assisted by Pt(II) cisplatin has been elucidated
and the calculated activation energy confirms the catalytic role played by the Pt(II) complex.
References
Wexselblatt, E.; Yavin, E.; Gibson D. Angew. Chem. Int. Ed. 2013, 52, 6059-062.
20
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Relazione orale 9
ON THE ANTIOXIDANT ABILITY OF COUMARIN-CHALCONE
HYBRIDS. THEORETICAL INSIGHTS
a
a
b
a
Gloria Mazzone, Naim Malaj, Annia Galano, Marirosa Toscano, Nino Russo
a
a
Dipartimento di Chimica e Tecnologie Chimiche, Università della Calabria, Via P. Bucci, 87036,
b
Arcavacata di Rende, Italy Departamento de Química. Universidad Autónoma MetropolitanaIztapalapa. San Rafael Atlixco 186, Col. Vicentina. Iztapalapa. C. P. 09340. México D. F. México.
([email protected])
Free radicals (FR) are highly reactive chemical species that can be either harmful or beneficial to
living systems, depending on their concentration. When there is an imbalance between their
production and consumption, leading to an excess of FR, oxidative stress (OS) arises. Chalcones
(1,3-diphenyl-2-propen-1-ones) and coumarins (2H-1-benzopyran-2-ones), Figure 1, are among
the polyphenols with well documented benefits to human health. Along with the natural sources of
chalcones and coumarins there are abundant synthetic routes that have been developed
searching for compounds with enhanced properties. The coumarin-chalcone hybrids (Scheme 1)
seems to be particularly promising candidates free radical scavenging and antioxidant activities,
which are believed to be responsible for many of the benefits provided by these two families of
compounds.
Figura 1
Density functional theory (DFT) has been employed to elucidate the structural characteristics and
1,2
the antioxidant ability of a series of coumarin–chalcone derivatives recently synthesized.
References
1
Vazquez-Rodriguez, S.; Figueroa-Gũínez, R.; Matos, M. J.; Santana, L.; Uriarte, E.; Lapier, M.;
Maya, J. D.; Olea-Azar, C.; MedChemComm, 2013, 4, 993-1000.
2
Mazzone, G.; Malaj, N.; Galano, A.; Russo, N.; Toscano, M.; RSC Advances, 2015, 5, 565-575.
21
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Relazione orale 10
COMPLESSI DI NIII E ZNII DI BASI DI SCHIFF: SINTESI E STUDIO
DELL’INTERAZIONE CON B-DNA E QUADRUPLEX TELOMERICO
a
c
b
a
Riccardo Bonsignore, Alessio Terenzi, Angelo Spinello, Carla Gentile, Annamaria Martorana,
a
b
a
Antonino Lauria, Giampaolo Barone, Anna Maria Almerico.
a
Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche, Chimiche e Farmaceutiche, Università di
Palermo, Via Archirafi 32, 90120, Palermo.
b
Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche, Chimiche e Farmaceutiche, Università di
Palermo, Viale delle Scienze Ed.17, 90128, Palermo.
c
a
Institute of Inorganic Chemistry, University of Vienna, Waehringerstr, 42 A-1090, Vienna.
[email protected]
Le recenti scoperte sull’implicazione di strutture non canoniche del DNA nei pathways tumorali
hanno riacceso la luce sul DNA inteso come target per la cura del cancro. In particolare, tra esse
un particolare interesse hanno assunto le guanine-quadruplex (G4) DNA: sequenze del DNA
ricche in guanine possono infatti organizzarsi dando luogo a tetradi di guanine unite da legami a
idrogeno di tipo Hoogsteen ed impilate tra loro attraverso interazioni di tipo π-π stacking. Tali
sequenze sono state riscontrate particolarmente nei telomeri dove inibiscono l’attività della
1-2
telomerasi. Recentemente abbiamo riportato l’interazione con B- e G4-DNA di una serie di
3
complessi di metalli di transizione con leganti di tipo Salnaphen. Infatti, complessi di basi di
Schiff derivanti da leganti tetradentati che coinvolgono sistemi N 2O2 come atomi donatori
II
presentano diverse caratteristiche che ne favoriscono l’azione come G4-binders. Complessi di Ni
II
e Zn ottenuti da un legante di tipo Salpyrim sono stati dunque sintetizzati e ne è stata testata
l’affinità verso il G4-DNA di DNA telomerico (hTelo) e il calf thymus DNA (B-DNA) mediante
spettroscopia di assorbimento UV-Visibile, dicroismo circolare e viscosimetria. I risultati raccolti
II
suggeriscono che soltanto il complesso di Ni interagisce con entrambe le isoforme del DNA, con
una costante di affinità verso il G4 telomerico che è dieci volte maggiore rispetto a quella per il BDNA, dimostrando quindi un certo grado di selettività verso la struttura quadruplex. Studi biologici
su linee cellulare tumorali sono tuttora in corso.
Bibliografia
1
Balasubramanian, S.; Hurley, L.H.; Neidle, S.; Nat. Rev. Drug Discov., 2011, 10, 261.
2
Lauria, A.; Terenzi, A.; Bartolotta, R.; Bonsignore, R.; Perricone, U.; Tutone, M.; Martorana, A.;
Barone, G.; Almerico, A.M.; Curr. Med. Chem., 2014, 21, 2665.
3
Terenzi, A.; Bonsignore, R.; Spinello, A.; Gentile, C.; Martorana, A.; Ducani, C.; Högberg, B.;
Almerico A.M.; Lauria, A.; Barone, G.; RSC Adv., 2014, 4, 33245.
22
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Relazione orale 11
NATURAL PRODUCT-BASED INHIBITORS OF HIV-1 INLEDGF/P75 INTERACTION: COMPUTATIONAL AND SYNTHETIC
APPROACHES
a
a
a
b
Agharbaoui Fatima Ezzahra, Stefania Ferro, Rosaria Gitto, Ashley Hoyte, Mamuka
b
Kvaratskhelia, Laura De Luca
a
a
Dipartimento di Scienze Chimiche, Biologiche, Farmaceutiche e Ambientali, Università degli
b
Studi di Messina, Viale S.S. Annunziata, 98168, Messina, Italia. The Center for Retrovirus
Research and College of Pharmacy, The Ohio State University,
Columbus, OH, 43210, USA
[email protected]
Integration, a crucial step in the virus replication cycle, is orchestrated by
HIV-1 Integrase (IN). IN binds to the viral DNA produced by reverse
transcription, then aided by the cellular cofactor LEDFG/p75 it tethers its
integration into the host cell DNA. Ultimately, integration establishes
persistent HIV-1 infection, resulting in viral reservoirs. Thus, the inhibition
of the interaction IN-LEDFGF/p75 is an emerging approach for the
development of new antiretroviral agents.
Considering that the Natural Products have historically been an
extraordinarily source of lead compounds for drug discovery, we recently
reported the application of a structure-based virtual screening strategy to
1
identify new potential IN LEDGF/p75 inhibitors. In this study 8 small
molecules showing in vitro inhibitory effects toward IN-LEDGF/p75
interaction were selected. In the next step 3 compounds (Figure 1) were
selected for further optimization an among them, in this work we focused
on derivative 3. In order to improve its inhibitory effects, new analogues
were designed and docked on the LEDGF/p75-binding pocket of HIV-1
IN, followed by rescoring using the MM-GBSA method and ultrashort
molecular dynamics simulations. The analogues were then synthetized
and their IN-LEDGF/p75 inhibitory effects were evaluated using HTRF
2
assays.
From obtained results it was observed a good correlation between
computational and experimental data. Therefore, our study gave valuable
insights on the specific interactions and binding affinity between the
designed analogues and HIV-1 Integrase.
Figure 1: Chemical
structures of selected
compounds.
References
1
De Luca L.; et. al.; Eur. J. Med.Chem., 2013, 68, 405-411.
2
Kessl JJ.; Jena N; Koh Y; Taskent-Sezgin H, Slaughter A, et al.; J Biol Chem 2012, 287: 16801–
16811.
23
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Relazione orale 12
TOWARDS IMPROVED QUALITY OF GPCR MODELS BY USAGE
OF SUITABLE TEMPLATES AND STATISTICALLY
DETERMINETED STRUCTURAL CONSERVED COMMON MOTIFS
a
b
a
c
Martha Leonardi, Matteo Pappalardo, Livia Basile, Danilo Milardi,
a
d
Salvatore Guccione, and Anwar Ryan
a
b
Department of Drug Sciences and Department of Chemical Sciences-University of Catania-V.le
A.Doria 6- I-95125 Catania, Italy;
c
National Research Council, Institute of Biostructures and Bioimaging, Via Paolo Gaifami, 18 , I95126 Catania Italy;
d
Drug Discovery Informatics Lab, QRC-Qasemi Research Center, Al-Qasemi Academic
College,Baka El-Garbiah, Israel.
[email protected]
With >800 members in humans, GPCRs are the target for more than 50% of the marketed drugs
and there is an ongoing interest to bring more and more into the market.GPCRs enable signal
transduction through biological membranes and are involved in almost every physiological
activity, including extracellular stimuli (e.g. light, sight and taste), neurotransmission and hormone
1
regulation. Ligands typically bind in the extracellular or transmembrane domains. The available
high-resolution resolved GPCRs constitute only about 3 percent of the total. There is an unmet
need to produce accurate model for the other GPCRs. Utilizing highly accurate three dimensional
structures of GPCRs should enable the discovery of novel potent and selective drug candidates
with high therapeutic potential. Homology modeling represents a reliable tool to fulfill this
demand.
In the search for tips to improve the efficiency of homology modelling, a quantitative analysis on
2
alpha helix of eighteen resolved structures of rhodopsin family was carried out.
Higher sequence identity between pairs of receptors does not guarantee lower root mean square
deviations (RMSD) mainly when pair-wise sequence identity lies between 25% and 35%.
Nevertheless the presented results, show that the most structurally conserved residues of the
helices (N1.51,D2.51,R3.51,W4.51,Y5.51,P6.51,P7.51) in the trans membrane domain are not
3
always close to the endoplasmic side. These most conserved residues in helix I,II,V and VI, as
expected, are located in the endoplasmic region. On the contrary helices III, IV and VI have a
high conservation value in the central area of each secondary structure element. Helix V tends to
shift more than other helices while binding antagonists.
The above mentioned information can be integrated in the homology-based modelling strategy of
GPCRs for producing more accurate models that could enable the discovery of novel potent and
4
selective drug candidates with high therapeutic potential.
References
1
Zaid H, Ismael-Shanak S., Michaeli A. and Rayan A (2012) Computerized techniques for
modeling 3D structure of H4 receptor. Frontiers in Bioscience; 17: 232-247.
2
Anwar Ryan, New vistas in GPCR 3D structure prediction. J Mol Model (2010), 16:183–191.
3
Impellizzeri A.A.R. , PappalardoM., Basile L., Manfra O., Andressen K.W., Krobert K.A., Messina
A., LevyF.O. and GuccioneS. Identification of essential residues for binding and activation in the
human 5-HT7(a) serotonin receptor by molecular modeling and site-directed mutagenesis.
Frontiers in Behavioral Neuroscience (2015) 9(92).
4
Pappalardo M., Shachaf N., Basile L., Milardi D., Zeidan M., Raiyn J.,Guccione S., Rayan A.
Sequential Application of Ligand and Structure Based Modeling Approaches to Index Chemicals
for Their hH4R Antagonism PLOS ONE (2014) 9(10).
24
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Relazione orale 13
REAZIONE CATALITICA E FOTOCATALITICA DI
DISIDRATAZIONE IN FASE GAS-SOLIDO DEL 2-PROPANOLO IN
PRESENZA DI ETEROPOLIACIDI “KEGGIN” E “WELL-DAWSON”
SUPPORTATI
Francesca Rita Pomilla, Elisa I. García-López, Giuseppe Marcì e Leonardo Palmisano
“Schiavello-Grillone” Photocatalysis Group. Dipartimento di Energia, Ingegneria dell’informazione
e modelli Matematici (DEIM), Università di Palermo, Viale delle Scienze, 90128 Palermo, Italy
[email protected]
Questo contributo riporta lo studio della reazione di disidratazione, catalitica e fotocatalitica, del 2propanolo mediante l’utilizzo di eteropoliacidi “Keggin” H3PW 12O40 e “Well-Dawson” H6P2W 18O62
supportati su TiO2 e SiO2. I materiali binari sono stati preparati mediante impregnazione degli
eteropoliaci su supporti commerciali: SiO2 (Sigma-Aldrich) e TiO2 (Evonik P25). I catalizzatori
sono stati caratterizzati mediante diffrazione dei raggi-X, microscopia elettronica a scansione e
microanalisi, misure di area superficiale, riflettanza diffusa, spettroscopia infrarossa a trasformata
di Fourier e Raman. La reazione di disidratazione del 2-propanolo è stata condotta in regime gassolido in un reattore continuo operante a pressione atmosferica e alla temperature di 80 °C.
Inoltre per le prove fotocatalitiche il reattore è stato anche illuminato con un LED che emette luce
UV con un picco centrato a 360 nm. Il principale prodotto di reazione è stato il propene sia nelle
prove condotte al buio e sia in quelle in presenza di luce UV. Inoltre, sono state rilevate piccole
quantità di di-isopropil-etere. I risultati indicano che: (i) i catalizzatori supportati hanno una
reattività superiore ai rispettivi eteropoliacidi puri, (ii) la presenza di luce UV può incrementare
notevolmente la reazione di disidratazione del 2-propanolo a propene. Da prove effettuate
utilizzando i due supporti puri (SiO2 e TiO2) si evince che essi non presentano alcuna reattività
nei confronti della reazione sotto studio e che quindi i due eteropoliacidi giocano un ruolo
1-3
fondamentale nella disidratazione (foto)catalitica del 2-propanaolo come riportato in letteratura.
Comunque, la reattività dei catalizzatori supportati dipende notevolmente dal tipo di supporto
utilizzato. In particolare, la presenza di un supporto semiconduttore fotoattivo favorisce
maggiormente la reazione.
Bibliografia
1
Marcì, G.; García-López, E. I.; Palmisano, L., European J. Inorg. Chem. 2014, 21-35.
2
Marcì, G.; García-López, E.; Bellardita, M.; Parisi, F.; Colbeau-Justin, C.; Sorgues, S.; Liotta,
L.F.;
Palmisano, L., Phys. Chem. Chem. Phys., 2013, 15, 13329-13342.
3
Wang, S.-S.; Yang, G.-Y., Chem. Rev., 2015, 115, 4893-4962.
25
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Relazione orale 14
SELF-SORTING DI CAPSULE SUPRAMOLECOLARI IN ACQUA
a
a
a
a
a
Lucia Barbera, Giuseppe Gattuso, Anna Notti, Melchiorre F. Parisi, Ilenia Pisagatti,
b
Sebastiano Pappalardo
a
Dipartimento di Scienze Chimiche, Biologiche, Farmaceutiche e Ambientali, Università di
Messina, Viale F. Stagno d’Alcontres 31, 98166 Messina.
b
Dipartimento di Scienze Chimiche, Università di Catania, Viale A. Doria 6,95125 Catania.
[email protected]
Il termine self-sorting descrive la formazione selettiva, all'interno di una miscela complessa di
molecole, di un numero limitato di specie tra quelle possibili.
1
I processi di self-sorting sono fondamentali per la vita, infatti nei sistemi viventi controllano
l'organizzazione di miscele complesse di biomolecole (proteine, acidi nucleici, lipidi,
oligosaccaridi). Tuttavia, nei sistemi supramolecolari artificiali il self-sorting non è così diffuso
come in natura.
È noto che in solvente organico, i calix[5]areni in presenza di ioni alchildiammonio di differente
+
+
lunghezza (NH3 (CH2)nNH3 ; n = 8-12) possono formare complessi a stechiometria 1:1 o 2:1
2
(capsula). Recentemente il nostro gruppo di ricerca ha sintetizzato due nuovi calix[5]areni
anfifilici, ottenuti funzionalizzando il bordo inferiore del p-metil-calix[5]arene e del p-terz3
1
butilcalix[5]arene con gruppi butilsolfonato. Questo lavoro dimostra, attraverso studi H NMR ed
esperimenti di diffusione NMR (DOSY), che una miscela equimolare dei due calix[5]areni solubili
in acqua, all'aggiunta di ioni alchildiammonio di differente lunghezza (C8, C10), forma
selettivamente due capsule tra i dieci possibili complessi a differente stechiometria.
Bibliografia
1
a) J. M. Berg, J. L. Tymoczko, L. Stryer, Biochemistry, 6th ed., W. H. Freeman, New York, 2007; b) N. A.
Campbell, J. B. Reece, M. R. Taylor, E. J. Simon, J. L. Dickey, Biology: Concepts and Connections, 6th ed.,
Benjamin/Cummings, San Francisco, 2008.
2
a) C. Gargiulli, G. Gattuso, A. Notti, S. Pappalardo, M. F. Parisi, Tetrahedron Lett., 2011, 52, 7116–7120; b)
D. Garozzo, G. Gattuso, F.H. Kohnke, P. Malvagna, A. Notti, S. Occhipinti, S. Pappalardo, M. F. Parisi, I.
Pisagatti, Tetrahedron Lett., 2002, 43, 7663–7667.
3
G. Gattuso, A. Notti, A. Pappalardo, S. Pappalardo, M. F. Parisi, F. Puntoriero, Tetrahedron Lett., 2013,
54, 188 191.
26
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Relazione orale 15
SUPRAMOLECULAR CHIRALITY AFFECTED BY MECHANICAL
STIRRING
a
a
a
b
Rosalba Randazzo, Alessandro D’Urso, M. Elena Fragalà, Norberto Micali, Giuseppe
a
c
a
Compagnini, Roberto Paolesse, and Roberto Purrello
a
Dipartimento di Chimica, Università di Catania, V.le A.Doria, 95125, Catania
b
Istituto per i Processi Chimico Fisici IPCF, CNR, V.le F. Stagno d'Alcontres, 37, 98158-Messina
Italy
c
Dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche, Università di Roma Tor Vergata, Via Orazio
Raimondo 18, 00173-Roma, Italy
[email protected]
The relationship between vortexes and chirality of large assemblies is a very intriguing problem,
which might lead to understanding fundamentals of nature and, from this, to possible
1
technological applications. The effects of vortexes (obtained by mechanical stirring) on chirality
are both static or dynamic: in the first condition the stirring can induce the formation of one
enantiomeric form decided by the stirring sense, in the second situation clock wise (CW) and
counter clock wise (CCW) stirring of non covalent assembly solutions causes an increase of
2–8
circular dichroism (CD) intensity and a dependence of the CD signs on the stirring sense. In the
latter case effects disappear by stopping the stirring.
We studied the effects of mechanical stirring on chirality at supramolecular level of two systems:
9
the protonated form of H2TPPS4 that self-assemblies spontaneously to form chiral aggregates
(the so called J-aggregates) and Graphene oxide. Both this systems respond to vortexes in a
dynamic fashion by inverting the CD signal with stirring sense.
References
1
Amabilino D. B., Nat. Mater, 2007, 6, 924 – 925.
2
Kondepudi D. K.; Kaufman R. J.; Singh N., Science 1996 250 975 – 976.
3
Ribò J. M.; Crusats J.; Sague F.; Claret J.; R. Rubires, Science 2001 292 2063 – 2066.
4
Dzwolak W.; Loksztejn A.; Galinka-Rakoczj A.; Adachi R.; Goto Y.; Rupnicki L., J. Am. Chem.
Soc., 2007, 129, 7517 – 7522.
5
Ohno O.; Kaizu Y.; Kobayashi H., J. Chem. Phys. 1993, 99, 4128 – 4139.
6
Yamaguchi T.; Kimura T.; Matsuda H.; Aida T., Angew. Chem. Int. Ed., 2004, 43, 6350 – 6355.
7
Tsuda A.; Akhtarul Alam Md.; Harada T.; Yamaguchi T.; Ishii N.; Aida T., Angew. Chem. Int. Ed.,
2007, 46, 8198 – 8202.
8
Wolffs M.; George S. J.; Tomovic´Zˇ.; Meskers S. C. J.; Schenning A. P. H. J.; Meijer E. W.,
Angew. Chem. Int. Ed., 2007, 46, 8203 – 8205.
9
D’Urso A.; Randazzo R.; Lo Faro L.; Purrello R., Angew. Chem., 2010, 49, 108-112.
27
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Relazione orale 16
PARAMETRI TERMODINAMICI DI FORMAZIONE DI COMPLESSI
DELL’AL3+ CON LEGANTI O-DONATORI
Clemente Bretti, Rosalia Maria Cigala, Concetta De Stefano, Anna Irto*, Gabriele Lando e Silvio
Sammartano
Dipartimento di Scienze Chimiche, Biologiche, Farmaceutiche e Ambientali, Università di
Messina, Viale F. Stagno D’Alcontres 31, 98166, Messina
[email protected]
In questo contributo sono presentati i risultati di uno studio termodinamico relativo alla formazione
di complessi tra leganti di differente natura (acido citrico, Gantrez® AN169 e acido ortosilicico) e
3+
un catione metallico (Al ). La scelta dei primi due leganti (H3Cit e H4GTZ), di natura organica e
O-donatori, è legata al loro esteso impiego in campo industriale e al ben noto ruolo dell’acido
citrico in campo biologico. Il Gantrez® AN169 (2000 kDa) è un copolimero del metilviniletere e
dell’anidride maleica, il cui prodotto di idrolisi è il corrispondente acido dicarbossilico (Gantrez®
S). L’acido ortosilicico (H4SiO4) è invece un legante di natura inorganica e rappresenta la
1
maggiore fonte di silicio per l’uomo. Dal punto di vista sperimentale sono state effettuate misure
+
-1
potenziometriche (ISE-H ), in differenti condizioni di forza ionica (0.10 ≤ I/mol L ≤ 1.00) e
temperatura (283.15≤ T/K ≤ 318.15), in mezzo ionico NaCl che è il principale componente della
maggior parte dei fluidi naturali e biologici. I modelli di speciazione dei tre sistemi sono stati
proposti considerando le proprietà acido-base dei leganti e del catione metallico, studiate in
2-4
precedenza dal gruppo di ricerca, o già presenti in letteratura. Per tutti i sistemi è stato possibile
234determinare una specie protonata comune, AlLH (con L = H2SiO4 , Cit , GTZ ). Nel caso dei
3+
33+
4sistemi Al /Cit e Al /GTZ i modelli di speciazione comprendono anche la formazione di specie
metallo-legante con stechiometria 1:1 (AlL), di specie idrolitiche miste (AlpLqHr, con p,q ≥ 1 e r <
3+
30) e, per i complessi Al /Cit , anche di una specie con stechiometria 1:2 (AlL2). Un’equazione
tipo Debye-Hückel è stata utilizzata per lo studio della dipendenza sia dalla forza ionica che dalla
temperatura dei parametri termodinamici di formazione dei complessi. Al fine di valutare la
capacità sequestrante dei tre leganti nei confronti dell’alluminio è stato utilizzato un parametro
5
empirico, il pL0.5, proposto in precedenza dal gruppo di ricerca, che rappresenta la
concentrazione di legante necessaria a sequestrare il 50% del catione metallico presente in
tracce, al variare delle condizioni sperimentali (pH, forza ionica e temperatura).
Bibliografia
1
Jurkic, L.M.; Cepanec, I.; Pavelic, S.K.; Pavelic, K., Nutrition & Metabolism, 2013, 10, 2.
2
Berto, S.; Crea, F.; Daniele, P.G.; De Stefano, C.; Prenesti, E.; Sammartano, S., Radiochim.
Acta, 2012, 100, 13.
3
Martell, A.E.; Smith, R.M.; Motekaitis, R.J., NIST Critically selected stability constants of metal
complexes database, 8.0, in, National Institute of Standard and Technology, Garthersburg, MD,
2004.
4
Cigala, R.M.; De Stefano, C.; Giacalone, A.; Gianguzza, A., Chem. Spec. Bioavail., 2011, 23, 33.
5
Crea, F.; De Stefano, C.; Foti, C.; Milea, D.; Sammartano, S., Curr. Med. Chem., 2014, 21, 3819
28
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Relazione orale 17
IBRIDI C60-IL-Pd IMMOBILIZZATI COME CATALIZZATORI
ESTREMAMENTE ATTIVI DI NUOVA CONCEZIONE
Francesco Giacalone,a Vincenzo Campisciano,a Carla Calabrese,a Antonino Scurria,a
Valeria La Parola,b Leonarda F. Liotta,b Michelangelo Gruttadauria a
a
Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche, Chimiche e Farmaceutiche (STEBICEF),
Università di Palermo, Viale delle Scienze s/n, Ed. 17, 90128, Palermo
b
ISMN-CNR sezione di Palermo, Via Ugo La Malfa 153, 90146, Palermo
[email protected]
Negli ultimi anni lo sviluppo di reazioni mediate dal palladio per la formazione di nuovi legami
carbonio-carbonio sta avendo un impulso straordinario. Infatti, processi quali le reazioni di Heck o
di Suzuki sono diventati fondamentali anche a livello industriale nella sintesi di farmaci, di prodotti
chimici per l’agricoltura ma anche per la preparazione di semiconduttori organici. L’alto costo del
palladio e la difficoltà nel separare e recuperare i catalizzatori omogenei dai prodotti di reazione
ha spinto verso l’adozione di nanoparticelle di palladio (PdNP) immobilizzate su vari supporti per
ovviare a questi inconvenienti. A tal riguardo di recente il nostro gruppo di ricerca ha riportato la
sintesi e l’impiego di ibridi C60-liquido ionico (IL)-PdNP come catalizzatori pe la formazione di
1
legami C-C.
N Pd
N
N
N
Pd
O
N
O
N
O
O
O
O
O
O
N
O
O
O
N
O
N
O
O
O
N
O
N
O
O
OO
O
N
N
O
Pd
O
N
N
N
12 X
Supporto
N
O
N
EtO O
Si
O
N
N
N
N
N
N
Supporto
a: silice amorfa
b: silice SBA-15
c: [email protected]
Figura 1: Struttura dei catalizzatori impiegati.
Qui si riporta l’immobilizzazione di tali sistemi C 60-IL-PdNP su diversi supporti, la loro
caratterizzazione e la loro attività catalitica. In tutti i casi i nuovi materiali si sono dimostrati
estremamente attivi nelle reazioni di Heck e di Suzuki, permettendo di raggiungere valori di TOF
6
-1
(turn-over frequency) di 2·10 h . I catalizzatori più robusti sono stati riusati per 10 cicli
consecutivi senza perdita di attività.
Bibliografia
1
Campisciano, V.; La Parola, V.; Liotta, L. F.; Giacalone, F.; Gruttadauria, M.; Chem. Eur. J.,
2015, 21, 3227.
29
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Relazione orale 18
CONVERSION OF SORBITOL BIOMASS DERIVED UNDER MILD
REACTION CONDITIONS PROMOTED BY PD/FE CATALYST
a
b
a
a
Bianca Gumina, Francesco Mauriello, Claudia Espro, Signorino Galvagno and Rosario
b
Pietropaolo
a
b
Department of Electronic Engineering, Chemistry and Industrial Engineering, University of
Messina, Contrada di Dio, 98166, Messina, Italy
Department of Civil, Energy, Environmental and Materials Engineering, Mediterranea University
of Reggio Calabria, Feo di Vito, 89122, Reggio Calabria, Italy
[email protected]
Growing attention has been gained to the use of renewables for bulk chemical production with
1
sorbitol being included in the “Top 10” most relevant biomass derived building blocks. Among
several catalytic processes for upgrading sorbitol, hydrogenolysis has reached a lot of attention
2
because of its great potential in linking current technologies up to bio-refineries. Sorbitol
hydrogenolysis allows the production of fundamental chemical intermediates including glycerol,
1,2-propanediol, ethylene glycol, propanols, ethanol and methanol.
The catalytic tests were performed in a batch reactor under mild conditions, using water as
3
solvent and a coprecipitated palladium on iron oxide (Pd/Fe) catalyst. The coprecipitation
synthesis ensures a strong interaction between palladium and iron, leading to formation of
bimetallic ensembles which allows to obtain superior performances in the conversion of sorbitol
into lower alcohols.
Figure 1: Hydrogenolysis of Sorbitol into added value products.
References
1
(1a) M. Besson, P. Gallezot, C. Pinel, Chem. Rev.,2014, 114, 1827; (1b) P. Gallezot, Chem.
Soc. Rev., 2012, 41, 1538; (1c) J.J.Bozell, G.R. Petersen, Green Chem., 2010, 12, 539.
2
A.M. Ruppert, K. Weinberg, R. Palkovits, Angew. Chem. Int. Ed.,2012, 51, 2564.
F. Mauriello, A. Vinci, C. Espro, B. Gumina, M.G. Musolino, R. Pietropaolo, Cat. Sci. Tech.,
2015, 5, 4466.
3
30
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Relazione orale 19
SVILUPPO DEL METODO UREA GLASS-ROUTE PER LA
PREPARAZIONE DI NANOPARTICELLE DI CE:YAG
a
a,b
Francesco Armetta, Maria Luisa Saladino,
c
Cristina Giordano, Eugenio Caponetti
a,b
a
Dipartimento Scienze e Tecnologie Biologiche, Chimiche e Farmaceutiche - STEBICEF,
Università di Palermo, Viale delle Scienze pad.17, Palermo I-90128, Italy.
b
Centro Grandi Apparecchiature-UniNetLab, Università di Palermo, Via F. Marini 14, Palermo I90128, Italy.
C
Stranski-Laboratorium für Physikalische und Theoretische Chemie, Institut für Chemie,
Technische Universität Berlin, Straße des 17. Juni 124, Sekr. TC7, D-10623 Berlin, Germany
[email protected]
I materiali a base di yttrium aluminum garnet (YAG) drogato con ioni lantanidi hanno suscitato
negli ultimi anni notevole interesse per le loro importanti applicazioni tecnologiche nel campo dei
dispositivi optoelettronici quali laser, LED, display e scintillatori per i raggi X. In particolare, lo
YAG drogato con ioni Ce(III) è utilizzato, in combinazione ai semiconduttori di nitruro di gallio
1
(GaN) o indio e gallio (GaInN), per la realizzazione di LED a luce bianca.
Il miglioramento delle performance di questi dispositivi è vincolato all’ottimizzazione, in termini di
proprietà, dei materiali che lo compongono. Una delle strategie consiste nel preparare
nanoparticelle (np) di Ce:YAG con dimensione e morfologia controllata. È stato infatti dimostrato
che le proprietà ottiche di tale materiale sono strettamente correlate alla dimensione e alla
2
morfologia. In tale ottica, la messa a punto di nuove strategie di sintesi che portano
all’ottenimento di np con le caratteristiche desiderate è di fondamentale importanza.
Lo scopo di questo lavoro consiste nella messa a punto di un metodo di sintesi poco costoso, one
step ed estensibile su larga scala che porti alla formazione di np isolate di Ce:YAG con
dimensioni e morfologia controllata.
3
Le np di Ce:YAG sono state preparate mediante l’urea glass-route, il quale procede attraverso la
formazione di complessi gel fra i metalli e l’urea e la calcinazione alla temperatura appropriata. La
sintesi è stata condotta a differenti rapporti molari R di urea/metalli. Sono state studiate sia la
struttura, la morfologia e le proprietà ottiche delle particelle ottenute che i complessi gel al fine di
comprendere il ruolo dell’urea nella formazione della fase garnet.
Il risultati indicano che la formazione dei complessi e la temperatura di calcinazione appropriata
sono strettamente correlati al rapporto R. E’ stata inoltre riscontata una dipendenza tra R e
struttura, dimensione e morfologia delle np.
Bibliografia
1
Tucureanu, V., Matei, A., & Avram, A. M. Opto-Electronics Review, 23(4), (2015) 239–251.
2
Djaoued, Y., Ozga, K., Wojciechowski, A., Reshak, A.H., Robichaud, J., Kityk, I.V., Journal of
Alloys and Compounds 508 (2010) 599.
3
Giordano, C., Erpen, C., Yao, W.T., Milke, B., Antonietti, M., Chemistry of Materials,
21(21), (2009) 5136.
31
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Relazione orale 20
L’APPROCCIO MULTIANALITICO ALLO STUDIO DI MANUFATTI
DI INTERESSE NEI BENI CULTURALI. IL CONTRIBUTO DEL
CHIMICO.
a
b
a
Delia Chillura Martino, Maria Luisa Saladino, Stella Bastone, Vincenzo Renda,
a,b
Caponetti
a
a,c
Eugenio
Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche, Chimiche e Farmaceutiche, Università di
Palermo, Viale delle Scienze, P.co d’Orleans II - Pad. 17, 90128, Palermo
b
c
CGA-UniNetLab Università di Palermo Via F. Marini, 14, 90128 Palermo
DFA Department, University of Catania, Via Santa Sofia 64, Catania, 95123 Italy
[email protected]
La crescente attenzione alla conservazione e alla fruizione dell’immenso patrimonio di Beni
Culturali in Italia pone sempre più l’attenzione degli operatori del settore e dei ricercatori verso un
approccio che analizzi in modo oggettivo l’integrità dei materiali e ne descriva in modo
quantitativo l’evoluzione delle proprietà fisico-chimiche.
L’approccio scientifico consente la conoscenza dei materiali costitutivi di un manufatto artistico,
osservando la loro distribuzione, studiando i fenomeni che avvengono all’interfaccia con
l’ambiente, interpretando i cambiamenti subiti con il trascorrere del tempo e per effetto di eventi
naturali o accidentali fino alla comprensione della tecnica esecutiva, della storia conservativa
dell’oggetto, tramite l’individuazione e il riconoscimento di eventuali interventi precedenti, e dello
stato di conservazione di un’opera.
L’approccio metodologico, generalmente, prevede una prima fase di screening mediante l’uso di
tecniche non invasive. Solo, se necessario e possibile, nel pieno rispetto dell’integrità di un’opera,
in una seconda fase, si eseguono dei microprelievi in prossimità di bordi o di lacune da analizzare
1
in laboratorio con tecniche di indagine microdistruttive. . Il fine è quello di ricavare le informazioni
necessarie a definire un appropriato progetto di restauro conservativo. Tale approccio si basa su
una scelta mirata delle tecniche da utilizzare in funzione delle problematiche presentate da
un’opera.
In questo contributo saranno illustrati i risultati ottenuti seguendo tale approccio su alcuni casi
studio.
Bibliografia
1
S. Volpin, L. Appolonia, Le analisi di laboratorio applicate ai beni artistici policromi (Tal.2) 2006 ISBN 88-87243-09-3.
32
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Relazione orale 21
IMPACT OF STORAGE CONDITIONS ON S100A8 AND S100A9
CALGRANULINS STABILITY IN GINGIVAL CREVICULAR FLUID:
A MALDI-TOF STUDY.
a
a
a
b
Giuseppina Maggisano, Mariaimmacolata Preianò, Sergio Paduano, Nicola Lombardo, Rocco
a
a
Savino, Rosa Terracciano
a
Department of Health Sciences, University Magna Graecia of Catanzaro, Europa Avenue,
88100, Catanzaro
b
Department of Medical and Surgical Sciences, University Magna Graecia of Catanzaro, Europa
Avenue, 88100, Catanzaro
[email protected]
There is an increasing interest in gingival crevicular fluid (GCF) as diagnostic tool for monitoring
1
protein markers of periodontitis. In complex bodily fluids such as GCF, the variability in sample
collection, handling and storage causes significant in vitro changes of protein and peptide profile.
As a part of an ongoing project aimed at evaluating pre-analytical and analytical variables
2
affecting the reproducibility of MALDI-TOF profiles of GCF, we assessed how collection/handling
and storage conditions may influence the stability of endogenous peptidome of GCF in
periodontally healthy subjects. Specifically, we compared the MALDI-TOF profiles of GCF
collected by paper strips (PS) as a function of different storage conditions. The GCF was firstly
eluted from PS by centrifugal elution and then stored for 1 or 3 months at either -20°C or -80°C.
In a second set of experiments, the PS containing the GCF were stored at -20°C or -80°C and
after either 1 or 3 months the GCF was eluted from the PS. To better understand the behavior of
samples stored in PS and extracted after storage, we analyzed in depth the variation of the peak
area of the top 20 most intense peaks detected in the control group. We detected major
differences in the m/z range from 3800 to 20000. Moreover the presence of mono-oxidized and
di-oxidized forms of S100A8 protein was detected in delay extracted samples stored at -20°C.
Accurate peak mass differences from the unmodified protein S100A9 suggest modification of
S100A9 by phosphorylation, cysteinylation, both phosphorylation and cysteinylation and
glutathionylation. These results highlight critical conditions for peptidome profiling of GCF
depending on storage conditions which may led to data misinterpretation, particularly in the case
of putative biomarker of periodontal disease such as S100A8 and S100A9.
Bibliografia
1
Bostanci, N., Ramberg, P.; Wahlander, Å.; Grossman, J.; J. Proteome Res., 2013, 12, 657-678.
2
Preianò, M.; Falcone, D.; Maggisano, G.; Montalcini, T.; Navarra, M.; Paduano, S.; Savino, R.;
Terracciano, R.; Clin. Chim. Acta, 2014, 437, 120-128.
33
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Relazione orale 22
DRIVING THE SELECTIVE CLEAVAGE OF C-O BONDS IN
AROMATIC ESTERS BY CONTROLLING THE HYDROGEN
AVAILABILITY ON THE SURFACE OF COPRECIPITATED PD/FE
CATALYST
a
b
a
b
Francesco Mauriello, Daniela Cozzula, Alessandro Vinci, Thomas E. Müller, Rosario
a
Pietropaolo
a
Dipartimento di Ingegneria Civile, Energia, Ambiente e Materiali (DICEAM), Università
b
Mediterranea di Reggio Calabria, loc. Feo di Vito, 89122, Reggio di Calabria, Italy. CAT
Catalytic Center, RWTH Aachen University - Worringerweg 2, D-52074 Aachen, Germany.
[email protected]
The ready availability of esters from natural sources makes them promising substrates for the
1
sustainable production of key intermediates of the chemical industry. In this context, the selective
cleavage of the alkoxy or ester C-O bond to obtain either alkane+acid or alcohol+aldehyde was
2
investigated. Using the coprecipitated Pd/Fe as the catalyst of choice and either 2-propanol - as
indirect H-source - or molecular hydrogen - as direct H source - the hydrogen coverage on the
surface of the catalyst was controlled. This provides a methodology to selectively cleave either
the alkoxy C-O bond or the ester C-O bond in aromatic esters as shown for the hydrogenolysis of
2-phenylethylacetate as model substrate. In contrast, hydrogenation of the aromatic ring was not
observed. Thus, an exceptionally high chemoselectivity of Pd/Fe catalyst to exclusive conversion
of the ester group is combined with the option to readily direct the regio-selectivity.
Figure 1: Alternative pathways for the C-O bond cleavage in 2-phenylethylacetate in the
presence of Pd/Fe catalyst.
References
1
Saudan, L.A.; Sustainable Catalysis: Challenges and MBTctices for the Pharmaceutical and Fine
Chemical Industries (Wiley-VCH), 2013, pp. 37-61.
2
Mauriello, F.; Ariga, H.; Musolino, M.G.; Pietropaolo, R.; Takakusagi, S.; Asakura, K.; Appl.
Catal. B: Environ., 2015, 166–167, 121-131.
34
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Relazione orale 23
CAFFEIC ACID PHENETHYL ESTER (CAPE) DERIVATIVES AS
NOVEL HEME OXYGENASE-1 INDUCERS
a
a
a
a
a
Valeria Pittalà, Luca Vanella, Loredana Salerno, Maria N. Modica, Giuseppe Romeo, Maria
a
a
A. Siracusa, Valeria Sorrenti
a
Dipartimento di Scienze del Farmaco, Università di Catania, Viale Andrea Doria 6, 95125,
Catania
[email protected]
A novel series of caffeic acid phenethyl ester (CAPE) analogues were synthesized with the aim of
obtaining novel HO-1 inducers useful for the treatment of a variety of stress-induced
1,2
pathologies. The ability of these new compounds to modify the levels of HO-1 was evaluated in
human mesenchymal stem cells (hMSCs) derived from bone marrow. Some of tested compounds
were found to be good HO-1 inducers; the most potent VP961 was selected for further
characterization.
Figura 1
VP961 tested in in vitro system to measure HO-1 protein expression and HO activity resulted
more potent than the parent compound CAPE as both inducer and activator of the enzyme.
Moreover, VP961 showed antioxidant properties in a model of H 2O2-mediated ROS production,
and cytoprotective effects in a model of H2O2 cells viability impairment.
References
1
Abraham, N.G.; Kappas, A. Pharmacological and clinical aspects of heme oxygenase,
Pharmacological reviews, 2008, 60, 79-127.
2
Pittalà, V.; Salerno, L.; Romeo, G.; Modica, M.N.; Siracusa, M.A. A Focus on Heme Oxygenase1 (HO-Inhibitors, Curr Med Chem, 2013, 20, 3711-3732.
35
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Relazione orale 24
OXADIAZOLE DERIVATIVES AS POTENTIAL DUAL STAT 3 TOPOISOMERASE INHIBITORS: BIOLOGICAL AND IN SILICO STUDIES
a
a
a
b
b
Valentina Cappello , Livia Basile , Salvatore Guccione , Federica Porta , Stefania Villa , Daniela
b
b
c
b
Barlocco , Fiorella Meneghetti , Nicola Ferri and Arianna Gelain
a
b
Dipartimento di Scienze del Farmaco-Università di Catania- V.le A.Doria 6, I-95125 Catania;
Dipartimento di Scienze Farmaceutiche-Università degli Studi di Milano-Via L. Mangiagalli 25, I20133 Milano;
c
Dipartimento di Scienze del Farmaco-Università di Padova-Via F. Marzolo 5, I-35131 Padova.
[email protected]
Signal transducer and activator of transcription 3 (STAT3) is a cytoplasmic latent protein playing a
1,2
key role, in physiological conditions, for cell survival and proliferation. STAT3 is constitutively
activated in a wide range of solid and haematological cancers, therefore blocking aberrant STAT3
3
signaling in tumor cell lines could be a promising therapeutic strategy. Based upon these
findings, oxadiazole derivatives, structurally related to the anticancer AVS-0288, were
4
synthesized and tested as STAT3 inhibitors. One of these derivatives (MD77) proved to be able
5,6
to significantly interact with the SH2 domain (AlphaScreen binding assay: IC50 = 17.7 μM). On
these bases the substitution of the oxadiazole ring with several bioisosteric heterocycles, such as
isoxazole and imidazole was explored, to study their effects on the biological activity. In addition
7
flexible docking by the software Molegro Virtual Docker and QSAR studies were carried out to
rationalize and improve the biological activity. 2D-QSARs were performed using the software
8,9
QSARINS. Docking studies were carried out with the additional aim to rationalize a possible
topoisomerase activity. Derivatives 1a,b and 2a (Fig. 1: 1a: R= H, X=Z=N,Y=O;
1b:R=CF3,X=Z=N,Y=O; 2a: R=H,X=N,Z=CH,Y=O) inhibit the activity of topoisomerase II at 50
μM, leading to a supercoiled DNA and a concurrent decrease in relaxed products in the presence
of the enzyme. Moreover, the effect on topoisomerase I after the addition of 1a led to an inhibition
of the relaxation capacity at 100 μM. Further biological evaluation demonstrated that compounds
1a,b and 2a counteracted the relaxation activity of topoisomerase II.
The most cytotoxic compound 1a (R=H) (Fig.1) was able to inhibit also the relaxation mediated
by topoisomerase I, thus behaving as dual inhibitor.
R
Cl
O
R = H, CF3
X = N, NCH3,CH
Y = O,CH
Z = N,CH
NH
X
Z
Y
Figure 1
The most cytotoxic compound 1a (R=H) (Fig.1) was able to inhibit also the relaxation mediated by
topoisomerase I, thus behaving as dual inhibitor.
36
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
On the basis of these preliminary data, these derivatives could be considered a novel promising
class of topoisomerase inhibitors worthy of further development.
References
1
Darnell, J. Jr., STAT and gene regulation, Science, 1997, 277, 1630-1635.
2
Yu, H. and Jove, R., The STATs of cancer-New molecular target come of age, Nature, 2004, 4.
93-105.
3
Masciocchi, D.; Gelain, A.; Porta, F.; Meneghetti, F.; Pedretti, A.; Celentano, G.; Barlocco, D.;
Legnani, L.; Toma, L.; Kwon, B-M.; Asai, A.;Villa,S., Signal transducer and activator of
transcription 3 (STAT3): a promising target for anticancer therapy, Future Med. Chem., 2011,
3(5), 367-397.
4
Shin, D-S.; Masciocchi, D.; Gelain, A.; Villa, S.; Barlocco, D.; Meneghetti, F.; Pedretti, A.; Han,
Y-M.; Han, D.C.; Kwon, B-M.; Legnani, L.; Toma, L., Synthesis, modeling, and crystallographic
study of 3,4-disubstituted-1,2,5-oxadiazoles and evaluation of their ability to decrease STAT3
activity, Med. Chem. Commun., 2010, 1(2), 156-164.
5
Masciocchi, D.; Villa, S.; Meneghetti, F.; Pedretti, A.; Barlocco, D.; Legnani, L.; Toma, L.; Kwon,
B-M.; Nakano, S.; Asai, A.; Gelain, A., Biological and computational evaluation of an oxadiazole
derivative (MD77) as a new lead for direct STAT3 inhibitors, Med. Chem. Commun., 2012, 3,
592-599.
6
Dell’Orto, S.; Masciocchi, D.; Villa, S.; Meneghetti, F.; Celentano, G.; Barlocco, D.; Colombo, D.;
Legnani, L.; Toma; L.; Jeon, Y.J.; Asai, A.; Gelain, A., Modeling, synthesis and NMR
characterization of novel chimera compounds targeting STAT3, Med. Chem. Commun., 2014, 5,
1651-1657.
7
Thomsen, R.; Christensen, M. H.,J. Med. Chem. 2006, 49,3315−3321.
8
Gramatica, P.; Chirico, N.; Papa, E.; Cassani, S.; Kovarich, S., QSARINS: A New Software for
the Development, Analysis, and Validation of QSAR MLR Models. Journal of Computational
Chemistry, Software News and Updates, 2013, 34, 2121-2132.
9
Gramatica, P.; Cassani, S.;Chirico, N., QSARINS-Chem: Insubria Datasets and New
QSAR/QSPR Models for Environmental Pollutants in QSARINS. In press on Journal of
Computational Chemistry, Software news and updates, 2014, 35, 1036-1044.
37
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Relazione orale 25
THREE WAYS TO REFRAME A PROBLEM AND FIND
INNOVATIVE SOLUTIONS TO IMPROVE BOTH PEPTIDE AND
NON PEPTIDE DRUGS: THE MIMESIS TOOLKIT
a
b
b
a
Roberta Di Martina, Matteo Floris, Ricardo Medda, Livia Basile, Salvatore Guccione
a
a
Department of Drug Sciences, University of Catania,V.le A. Doria 6 Ed. 2 Città Universitaria, I95125, Catania, Italy
b
TheMimesis, Via IsGrazias, I-09077, Solarussa (OR), Italy
email: [email protected]
The challenge of developing an user-friendly toolkit is addressed to make faster the design of
peptide and non peptidic potential drug-like compounds.
The Mimesis toolkit is a set of open and commercial tools for chemoinformatics and drug
discovery. On the peptide side two key components are MIMESIS-pep and MIMESIS-mimic.
MIMESIS-pep is a computational tool which performs an in silico synthesis of new putative
peptidomimetics, structurally and pharmacophorically similar to a bioactive peptide or to a subset
1
of aminoacids of a protein structure. MIMESIS-pep is offered as a Java standalone application,
which ensures that the tool is capable to run on several platforms and operative systems. Our tool
takes as input the 3D structure of a peptide/protein and a list of relevant side chains/backbone
atoms, then retrieves from an internal library a list of fragments with same pharmacophoric
features of the selected atoms; another internal library of linkers is then used in order to perform
the combinatorial synthesis of putative peptidomimetics compounds. Furthermore, a synthetic
feasibility score is calculated for each molecule generated. MIMESIS-pep can be trained with
bioactivity data and can be used also for optimization of active peptidomimetics.
MIMESIS-mimic is novel web-oriented peptidomimetic compound virtual screening tool based on
a multi-conformers three-dimensional (3D)-similarity search strategy. Key to the development of
MIMESIS-mimic the possibility to process any library of conformers from public and private
collections. Using as input the 3D structure of a peptide bound to a protein, MIMESIS-mimic
suggests which chemical structures of the library could be able to mimic the protein–protein
1
recognition of this natural peptide using both pharmacophore and shape similarity techniques.
In addition Mimesis-3dp, an improved Python based version of the HASL (Hypothetical Active
Site Lattice) methodology is also implemented in the suite. Introduced in late 80 's by A.
2,3
Doweyko HASL has been successfully applied to several 3D-QSAR case studies with a
4
performance comparable to that of the widely used 3D-QSAR CoMFA method. The strategy is
based on the discretisation of a superposed set of molecules to a set of lattice points defined by
their 3D coordinates and atomic properties. The resulting lattice is then related to molecular
properties, such as binding activity.
References
1
Floris, M.; Masciocchi, J.; Fanton, M.; Moro, S.; Swimming into peptidomimetic chemical space
using pepMMsMIMIC, Nucleic Acids Research, 2011, 39: W261–W269. doi: 10.1093/nar/gkr287.
2
Doweyko, A.M.; The hypothetical active site lattice. An approach to modelling active sites from
data on inhibitor molecules, J. Med. Chem., 1988, 31 (7), pp 1396-1406.
3
Guccione, S.; Doweyko, A.M.; Chen, H. M.; Uccello Barretta, G.; Balzano, F.; 3D-QSAR Using
”Multiconformer” Alignment: The Use of HASL in the Analysis of 5-HT1AThienopyrimidinone
Ligands, J. Comput-Aided Mol. Des, 2000, 14, 647-657.
4
Cramer, R.D.; Patterson, D.E.; Bunce, J.D.; a)Comparative molecular field analysis(CoMFA). 1.
Effect of shape on binding of steroids to carrierproteins, J. Am. Chem. Soc., 1988, 110 (18), pp
5959–5967; b)http://www.wiley.com/legacy/wileychi/ecc/samples/sample05.pdf
38
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Relazione orale 26
PROGETTAZIONE E SINTESI DI NUOVI PROBES GPERSELETTIVI
a
a
b
a
b
Mariateresa Badolato, Francesca Aiello, Marco Radi, Francesca Giordano, Agostino Bruno,
b
a
Gabriele Costantino, Antonio Garofalo
a
Dipartimento di Farmacia e Sienze della Salute e della Nutrizione, Edificio Polifunzionale, 87036
Arcavacata di Rende (CS), Italy.
b
P4T Group, Dipartimento di Farmacia, Università degli Studi di Parma, Viale delle Scienze,
27/A, 43124 Parma, Italy.
[email protected]
Il recettore GPR30 (G protein-coupled receptor 30), anche noto come GPER (G-Protein-coupled
Estrogen Receptor-1), è un recettore per estrogenic, accoppiato a protein G, diverso dai noti ERα
1
ed ERβ. Numerose evidenze scientifiche hanno dimostrato che GPER è ubiquitario
nell’organismo. Infatti è espresso nell’ ovaio, utero, cuore, vasi sanguigni, reni, cervello, sistema
immunitario, muscoli, ed è implicato in diversi disturbi quali diabete, osteoporosi, malattie
dell’apparato cardiovascolare e del sistema immunitario e soprattutto è coinvolto nella
2
cancerogenesi.
Ad oggi però i risultati di queste intense attività di ricerca, sono contrastanti e persino
contraddittorie.
Il presente lavoro ha avuto come obiettivo la progettazione di un nuovo modello molecolare di
GPER e la sintesi di derivati pirrolochinossalinici quali Probes selettivi, riconducibili alla struttura
generale I.
Figura 1: Struttura generale dei nuovi Probes GPER.
Bibliografia
1
Thomas, P.; Pang, Y.; Filardo, E. J.; Dong, J. Endocrinology 2005 , 146(2) , 624-632.
2
Wang, C. ; Lv, X. ; Jiang, C. ; Davis, J. S Am J Transl Res 2012 , 4 (4) , 390-402.
39
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Comunicazioni poster
40
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 1
MUTALIG COST ACTION: AN OPPORTUNITY TO SPEED UP THE
EUROPEAN DRUG DISCOVERY PROCESS IN THE FIELD OF
POLY-PHARMACOLOGY
a
b
c
d
Stefano Alcaro, Fernanda Borges, Sharon Bryant, Simon Cross, Danijel Kikelj
e
a
Dipartimento di Scienze della Salute, Laboratorio di Chimica Farmaceutica (CClab), Università
Magna Græcia di Catanzaro, Viale Europa, 88100, Catanzaro (Italy)
b
CIQUP/Departamento de Química e Bioquímica, Faculdade de Ciências, Universidade do
Porto, 4169-007, Porto (Portugal)
c
Inte:Ligand Software-Entwicklungs und Consulting GmbH, Clemens Maria Hofbauer-Gasse 6 A2344 Maria Enzersdorf, Vienna (Austria)
c
Molecular Discovery Ltd 215, Marsh Road, Pinner, Middlesex (UK)
d
University of Ljubljana, Faculty of Pharmacy, Aškerčeva 7, 1000, Ljubljana (Slovenia)
[email protected]
The aim of the COST Action MuTaLig (Multi-target paradigm for innovative ligand identification in
the drug discovery process) is to join highly-qualified research teams working in disciplines
around the field of medicinal chemistry, into a novel network devoted to the multi-target issue in
drug discovery. The choice of this theme is related to its marked multidisciplinary character, which
can ensure a strong interaction among all COST Action participants. Currently, an important and
emerging issue in modern drug discovery is to design
novel or identify existing bioactive compounds,
endowed with the capability to interact selectively with
two or more macromolecular targets, exerting their
effects against certain therapeutic goals in a synergic
fashion. This leading concept stimulated this COST
Action focusing on novel ligands able to recognize
selected multiple targets, to promote closer scientific
links among European research groups involved in
medicinal chemistry field at both academic and
industrial level. The research competencies of the
network will span around medicinal chemistry, from
synthetic chemistry, natural products and biophysics
to theoretical chemistry, molecular modelling and
biological screening.
More details about the recently approved MuTaLig
COST CA15135 Action with the support of the EU
Framework program Horizon 2020 can be found on
line at the following link file:
w3.cost.eu/fileadmin/domain_files/CA/Action_CA15135/mou/CA15135-e.pdf
41
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 2
MODELLISTICA MOLECOLARE DI NUOVI INIBITORI DELLA
MAO-B A STRUTTURA TIAZOLIL-IDRAZONICA
a
b
c
d
c
Donatella Bagetta, Simone Carradori, Anél Petzer, Daniela Secci, Jacobus P. Petzer, Stefano
a
a
Alcaro, Francesco Ortuso
a
Dipartimento di Scienze della Salute, Università “Magna Græcia” di Catanzaro, Viale Europa,
88100, Catanzaro (Italy).
b
Dipartimento di Farmacia, “G. D’Annunzio” Università di Chieti-Pescara, Via dei Vestini 31,
66100 Chieti, (Italy).
c
Centre of Excellence for Pharmaceutical Sciences, North-west University, Potchefstroom 2520,
(South Africa).
d
Dipartimento di Chimica e Tecnologie del Farmaco, Sapienza Università di Roma, P.le A. Moro
5, 00185 Roma, (Italy).
[email protected]
Derivati a stuttura tiazolil-idrazonica, che in vitro hanno dimostrato capacità di inibire le MAO con
una selettività più o meno significativa verso l’isoforma B, sono stati oggetto di studi
1
computazionali. Simulazioni di docking, eseguite con il programma Glide, associate a dinamica
2
molecolare dei complessi teorici, condotta con il software Desmond, hanno consentito di
razionalizzare l’attività inibitoria e la selettività determinate sperimentalmente nei confronti delle
MAO. Lo studio computazionale ha identificato la relazione struttura attività per questa classe di
composti ed ha evidenziato come le interazioni di stacking sono importanti per l’affinità mentre la
selettività è ascrivibile a legami ad idrogeno anche mediati dal solvente.
3
Figura 1: Binding mode, rappresentato mediante l’interfaccia grafica Maestro, tra la MAO-B e la
top pose del derivato tiazolil-idrazonico maggiormente selettivo verso tale isoforma.
Bibliografia
1
Glide, ver. 6.7, Schrödinger, LLC, New York, NY, 2015.
Desmond Molecular Dynamics System, ver. 4.2, D. E. Shaw Research, New York, NY, 2015.
3
Maestro, ver. 10.2, Schrödinger, LLC, New York, NY, 2015.
2
42
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 3
DETERMINATION OF TOTAL ORGANIC CARBON OF
MESOPOROUS SILICA FUNCTIONALIZED SAMPLES BY FT-NIR
SPECTROSCOPY
a
a
b
Sonia Bonacci, Manuela Oliverio, Monica Nardi, Antonio Procopio
a
a
Dipartimento di Scienze della Vita, Università degli Studi Magna Græcia di Catanzaro, Viale
Europa, 88100, Catanzaro
b
Dipartimento di Chimica e Tecnologie Chimiche, Università della Calabria, Via Pietro Bucci,
87036, Arcavacata di Rende, CS
[email protected]
Near-infrared reflectance spectroscopy represents a radical departure from conventional
analytical methods, because a single sample is characterised in terms of its absorption
properties, rather than separate batches being treated with various chemicals to isolate specific
1
components. In the present work the potential of FT-NIRS in predicting total organic carbon
2
(TOC) of hybrid mesoporous silica, functionalized by a MW-assisted method, was evaluated in
order to obtain a rapid, inexpensive and non-destructive samples technique. A calibration model
was built by partial least-squares regression (PLS-R), centred on a selected spectral range, using
forty-nine functionalized silica samples. The model was both cross-validated by leave-one cross3
validation and PRESS analysis. Moreover, the model was validated by measurement of the error
in prediction by an external validation set of fifteen samples. The RMSEC value, RMSECV value,
2
2
goodness of calibration (R ) the goodness of validation (Q ) and ratio of prediction to deviation
(RPD) were calculated.
2
2
The R value was 0,98 for the calibration and the Q value was 0,96 for the validated model. The
RMSEC value for the calibration was 0,129 and the RMSECV for the validation was 0,190. The
RPD value of 3,58 confirms the goodness of the model, since in the prediction of soil properties
4
included total organic carbon, good models have RPD greater than 2.
The study revealed the robustness and stability of the FT-NIRS model and the goodness of
predictivity, especially for silica sample characterized by the same functional group. A calibration
model for each functional group must be developed. Further studies to investigate the possibility
to develop a method able to select the organic carbon contribution divers functionalized silica
have to be performed.
Bibliografia
1
Cozzolino, D.; Morón, A., Soil&Tillage Research, 2006, 85, 78-85.
2
Oliverio, M.; Procopio, A.; Glasnov, T.N.; Goessler, W.; Kappe, O.C., Aust. J. Chem, 2011, 64,
1522-152.
3
Naes, T.; Isaksson, T.; Fearn, T.; Davies, T., NIR Pubblications, Chichester, UK, 2002.
4
Chang, C.W.; Laird, D.A.; Mausbach, M.J.; Hurburgh, C.R., Soil Science Society of America
Journal, 2001, 65(2), 480-490.
43
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 4
PROBING THE MOLECULAR INTERACTIONS BETWEEN THE
HUMAN CARBONIC ANHYDRASES (HCAS) AND A NOVEL
CLASS OF BENZENESULFONAMIDES
a
a
a
a
a
Elvira Bruno, Maria Rosa Buemi, Laura De Luca, Stefania Ferro, Rosaria Gitto, Claudiu T
b
c
c
d
d
Supuran, Roberto Cirilli, Daniele Sadutto, Anna Di Fiore, Vincenzo Alterio, Giuseppina De
d
Simone
a
Dipartimento di Scienze Chimiche, Biologiche, Farmaceutiche ed Ambientali, Università degli
b
Studi di Messina,Viale Annunziata, I-98168, Messina. DipartimentoNeurofarba, Università di
c
Firenze, Via Ugo Schiff 6, I-50019 - Sesto Fiorentino. Dipartimento del Farmaco, Istituto
d
Superiore di Sanità, V.le Regina Elena, 299, 00161 Rome. Istituto di Biostrutture e BioimmaginiCNR, Via Mezzocannone 16, 80134, Napoli.
[email protected]
The Carbonic Anhydrases (CAs, EC 4.2.1.1) are ubiquitous metalloenzymes playing a key role in
many physiological processes and also in several pathological conditions.There are 15 human
CA (hCA) isoforms having different tissue and cellular localizations. Among the different human
CAs, hCA VII is mainly expressed in the brain; it has been validated as an attractive target for the
1
discovery of selective inhibitors for the treatment of epilepsy and neurological pain. With the aim
to developpotent and selective CA inhibitors (CAIs),we focused our attention on a series of 1-aryl1,2,3,4-tetrahydroisoquinoline derivatives bearing the benzenesulfonamidemoiety as metal
2
binding group.As an extension of previous studies, herein we report a multidisciplinary approach
aimed to in depth study the structural requirements controlling both inhibition and isoform
selectivity. Notably, these compounds showedrelevant inhibitory effects toward druggable CAs
and proved to be selective inhibitors of hCA VII isoform at subnanomolar concentration. In an
effort to explore the binding mechanism and selectivity profile, we studied the crystal structures of
selected compoundsin complex with hCA II and carried out docking studies into the hCA VII
catalytic pocket. Finally, the enantiomeric resolution of the most active compounds has been
carried out to decipher the impact of stereochemistry during the binding process in to the CA
binding site.
References
1
Supuran, C. T., Nat. Rev. Drug Discov., 2008, 7, 168-181.
2
Buemi, M.R., De Luca, L., Ferro, S., Bruno, E., Ceruso, M., Supuran, C.T., Pospíšilovà, K.,
Brynda, J.,Řezáĉová, P:, Gitto, R., Eur. J. Med.Chem., 2015, 102, 223-32.
44
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 5
GLYCEROLYSIS OF UREA AS AMMONIA SOURCE FOR MULTICOMPONENT REACTIONS
a
a
b
a
Carla Calandruccio, Manuela Oliverio, Monica Nardi, Sonia Bonacci, Antonio Procopio
a
a
Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli Studi Magna Graecia, Campus “C.
b
Venuta”, Loc. Germaneto, CZ Dipartimento di Chimica, Università della Calabria, Cubo 12C
Ponte Bucci, Arcavacata di Rende, CS
calandrucci[email protected]
The reaction of glycerol with urea to form glycerol carbonate GC (glycerine carbonate or 4hydroxymethyl-2-oxo-1,3-dioxolane) is mostly reported in the literature since glycerol carbonate
has excellent properties such as low toxicity, biodegradability and a high boiling point which make
1
it a very attractive for a variety chemical of applications. One of the most validate reaction
mechanism of glycerolysis of urea involves a direct attack by urea to glycerol to form GC and
2
ammonia as by-product obtained by decomposition of urea. The aim of this study is the
exploitation of the glycerolysis process as an ammonia source to promote a domino reaction on
the same plant, consuming ammonia obtained from glycerolysis. The process choosed for the
ammonia exploitation was the Hantzsch reaction, one of the main way to obtain dihydropyridines
3
(DHPs), a class of heterocyclic systems with a remarkable pharmacological activity.
Benzaldehyde and ethyl acetoacetatewere was selected as the most representative reactants for
optimizing Hantzsch reaction conditions. A possible reaction mechanism of the domino multicomponent reaction is proposed in the Scheme 1.
Scheme 1. Model reaction for the multi-component rections: a) Glycerolysis of urea; b) the
Hantzsch reaction.
In this work we present the proof-of-principle that our approach, namely dealing with a sealed
vessel MW-assisted reaction, and removing ammonia from reaction equilibrium, can give rice to
GC and, in turn, DHP in solventless conditions. Actually we’re focusing on the optimization of
glycerolisysis of urea overtaking operative difficulties caused by gaseous ammonia. The progress
of domino reactions was monitored by GC/MS using the method of standard addition and
Hantzsch product was purified by LC chromatography. The yield of the Hantzsch pyridine is
referred to isolated compounds and it appears to be quite comparable to the data obtained by
method of standard addition. Once confirmed a definitive set of experimental conditions
producing the best profile reactions, the yield optimization for urea glycerolisys of and Hantzsch
reaction using eco-friendly heterogeneous catalysts, compatible with both reactions, is actually
under study.
References
1
Hammond, C; Lopez-Sanchez, J.A.; Ab Rahim, M.H.; Dimitratos, N; Jenkins, R.L.; Carley, A.F.;
2
He, Q.; Kiely, C.J.; Knight, D.W.; Hutchings, G.J. Dalton Trans, 2011, 40, 3927. Cao, L. S., S.;
3
Wu, J.; Zhang, J.; Li, H.; Liu, N.; Qian, X. Green Chem., 2009, 11, 1414-1420. Karimi, B.;
Mobaraki, A; Mirzaei, H.M.; Zareyee, D.; Vali, H. ChemCatChem, 2014, 6, 212-219.
45
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 6
NOVEL CHEMICAL METHOD OF GRAPHENE USING ZEOLITE
CRYSTALS
b
a
D.M. Cid Perez, L.S. Caputi, A. Tavolaro
a
b
b
Surface Nanoscience group, Physics Department, University of Calabria, Italy
Research Institute on Membrane Technology (ITM-CNR), University of Calabria, Italy
[email protected]
Graphene oxide is one of the most popular graphene-based nanomaterials for its low production
cost and its physicochemical properties that can lead to novel or improved technologies. The
most widespread method to produce graphene oxide from graphite is Hummer’s method (KMnO4,
1
NaNO3, H2SO4). As a disadvantage this method has the release of toxic gasses and the difficult
to remove the residual N2O4 and NO2. Looking for a less aggressive treatment, Marcano et al in
2
2010 proposed a modification on the Hummer’s method excluding NaNO 3 and adding a mixture
of H2SO4/H3PO4 and increasing the quantity of KMnO4. In this work, a novel synthesis of the
oxide graphene is proposed and as a result, free defect layers that are wide and transparent are
obtained. Preparated layers chemically coordinate with zeolite crystals probably to obtain an
energetic stabilization. Obtained products for characterized by Scanning (SEM)and transmission
(TEM) electron microscopy, Raman spectroscopy , X-ray photoelectron spectroscopy (XPS) and
Energy electron loss spectroscopy (EELS).
Figure 1: SEM image of GO.
References
1
J. William S. Hummers and R. E. Offeman, “Preparation of Graphitic Oxide,” J. Am. Chem. Soc,
vol. 80, no. 1937, p. 1339, 1958.
2
D. C. Marcano, D. V Kosynkin, J. M. Berlin, A. Sinitskii, Z. Sun, A. Slesarev, L. B. Alemany, W.
Lu, and J. M. Tour, “Improved Synthesis of Graphene Oxide,” vol. 4, no. 8.
46
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 7
FOLATO-PEG-PROTAMINA: CARRIER INNOVATIVO PER IL
TRASFERIMENTO SELETTIVO DI MATERIALE GENICO
a
b
a
a
Felisa Cilurzo, Donatella Paolino, Martina Di Francesco, Donato Cosco, Maria Chiara
a
a
c
Cristiano, Massimo Fresta and Gianfranco Pasut
a
b
Dipartimento di Scienze della Salute, Università di Catanzaro, Viale Europa, snc, 88100,
Catanzaro
Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Università di Catanzaro, Viale Europa, snc,
88100, Catanzaro
c
Dipartimento di Scienze del Farmaco, Università di Padova, Via Marzolo 5,35131, Padova
[email protected]
Il nuovo coniugato Folato-PEG-Protamina è stato sintetizzato e proposto come nanocarrier per la
trasfezione genica. L’attività targettante dell’acido folico è stata combinata all’effetto
destabilizzante della protamina sulle membrane cellulari migliorando e facilitando l’ingresso
citoplasmatico del DNA. Il vantaggio di questa strategia è l’ottenimento di un nanocarrier sicuro
ed efficace per il trasferimento selettivo di DNA terapeutico da utilizzare per il trattamento di
malattie genetiche. È stato ipotizzato che la condensazione del DNA in una struttura toroidale
simile, è essenziale per la protezione del DNA stesso dalla degradazione enzimatica e per
1
facilitare l'ingresso del DNA nel nucleo.
Tabella 1: Valori ottenuti mediante spettroscopia di fotocorrelazione sul coniugato libero e
complessato a differenti rapporti molari.
Compound
Potenziale Z
Size
PdI
Fol-PEG-Protamine
+16,29±2
83,5±0.5
0,3
Fol-PEG-Protamine/DNA 20/20
-51,4±4,2
--
--
Fol-PEG-Protamine/DNA 40/20
-17,4±2,6
--
--
Fol-PEG-Protamine/DNA 80/20
+8,5±2
137±0.3
0,32
Il coniugato è stato sintetizzato in una reazione a tre fasi e ogni reazione intermedia è stata
caratterizzata singolarmente per valutare la resa e la purezza. La caratterizzazione chimica e
tecnologica è stata effettuata mediante RP-HPLC, SDS-PAGE, 1H-NMR. Il nuovo composto
mostra una caratteristica anfifilica che porta ad un auto-assemblaggio del nanocarrier colloidale.
Per tale motivo il complesso è stato valutato mediante spettroscopia di fotocorrelazione (PCS)
per determinare sia la dimensione media che il potenziale zeta in funzione del rapporto
nanocarrier/DNA (tabella 1). Per queste prove preliminari è stato utilizzato, come modello di DNA,
il plasmide codificante per la proteina fluorescente verde (GFP). Visti i risultati positivi, ulteriori
analisi sono tutt’ora in corso.
Bibliografia
1
Kabanov AV et al., J. Controll. Rel. (1995).
47
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 8
IDEAZIONE E CARATTERIZZAZIONE DI NANOSFERE DI PLGA
RIVESTITE CON ACIDO IALURONICO CONTENENTI
SCLAREOLO
a
a
a
b
Rosario Mare, Maria Chiara Cristiano, Paola Failla, Donatella Paolino, Felisa Cilurzo,
a
a
Massimo Fresta e Donato Cosco
a
a
b
Dipartimento di Scienze della Salute e Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica,
Università “Magna Græcia”di Catanzaro, Viale “S. Venuta”, Campus Universitario “S. Venuta”,
88100, Catanzaro.
[email protected]
La terapia antitumorale basata sulle nanotecnologie ha assunto una grande importanza
nell’ultima decade. I drug delivery systems colloidali, in particolare, hanno permesso di modulare
le proprietà biofarmaceutiche di molti composti, aumentandone l’efficacia antitumorale, la loro
1
selettività tissutale e riducendone gli effetti collaterali. Le nanoparticelle polimeriche sono state
profondamente studiate come sistemi di somministrazione di composti antitumorali e, infatti, di
recente è stata commercializzata una formulazione a base di albumina contenente tassolo
® 2
(Abraxane ). L’utilizzo di composti di origine naturale ad attività antitumorale e la loro
incapsulazione in carrier innovativi, potrebbe essere un utile strumento per ottenere nuove
nanomedicine in grado di ridurre gli effetti collaterali associati alle terapie farmacologiche
tradizionali. Lo sclareolo (SCL) ha dimostrato una significaitva attività antineoplastica su molte
linee cellulari tumorali umane ed i suoi parametri biofarmaceutici sono stati opportunamente
modificati mediante l’incapsulazione in sistemi vescicolari liposomiali. Tuttavia, tali sistemi non
sono stati opportunamente modificati al fine di conferire loro proprietà di targeting selettivo
tissutale.
In questo lavoro sperimentale, lo sclareolo (SCL) è stato incapsulato in nanosfere di acido polilattico-co-glicolico (PLGA) al fine di rendere possibile la sua somministrazione in ambienti
acquosi ed i sistemi ottenuti sono stati rivestiti con acido ialuronico (HA) per direzionarli verso le
cellule che esprimono il recettore CD44. I nanosistemi sono stati caratterizzati da un diametro
medio compreso fra i 100 ed i 200 nm, elevata omogeneità dimensionale e potenziale zeta
negativo (-20/-40 mV). Le nanosfere di PLGA contenenti lo SCL sono state testate su diverse
linee tumorali umane (CD44- e CD44+), evidenziando un incremento dell’efficacia farmacologica
del principio attivo rispetto alla sua forma libera, soprattutto nel caso dei sistemi rivestiti con HA
ed incubati con le cellule CD44+.
Bibliografia
1
Barenholz, Y., J. Control. Release, 2012, 160(2),117-134.
2
Kundranda, M.N.; Niu, J., Drug Des. Devel. Ther., 2015, 9,3767-3777.
48
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Poster 9
DESIGN, SYNTHESIS, AND EVALUATION OF DONEPEZIL-LIKE
COMPOUNDS AS ACHE AND BACE-1 INHIBITORS
a
a
b
c
c
Paola Costanzo, Luca Cariati, Doriana Desiderio, Roberta Sgammato, Anna Lamberti,
c
a
d
c
a
Rosaria Arcone, Raffaele Salerno, Monica Nardi, Mariorosario Masullo, Manuela Oliverio
a
b
Dip. di Scienze della Salute, UNICZ, Viale Europa, 88100, Loc. Germaneto (CZ).
Dip. di Bioscienze e Territorio, UNIMOL, Contrada Fonte Lappone, 86090 Pesche (IS)
c
Dip. di Scienze Motorie e del Benessere, UNIPARTHENOPE, Via Medina 40, 80133,(NA)
d
Dip. di Chimica e Tecnologie Chimiche, UNICAL, Via P. Bucci 12 C, 87037, Arcavacata di
Rende (CS).
[email protected]
The pathogenesis of Alzheimer’s Disease includes several factors such as “cholinergic
1
hypothesis”, “amyloid hypothesis”, and oxidative stress. Efforts to discover new drugs for
Alzheimer’s disease emphasizing multiple targets was conducted seeking to enhance the
Acetylcholine level and to inhibit the amyloid β (Aβ) peptide formation. It has been recently
proposed that donepezil analogues with a double bond on the indanone moiety can act as BACE2
1 inhibitors thanks to their structural rigidity. Based on these observations, we designed a series
of indanone and N-benzil piperidine derivatives bearing electron-donating groups on the different
positions of the respective aromatic rings as important interactions binding sites with
Acetylcholinesterase (AChE) but the stereocenter between them was eliminated, because there
are no evidences about its role in donepezil binding action (Fig 1).
Figure 1: Chemical structure of desined Donepezil analogues.
An eco-friendly synthetic pathway for the total synthesis is described. Alternative energy sources
were used in order to improve yields, and rate of each synthetic step and to reduce the coproduction of waste at the same time. For all products, the inhibitor activity on AChE, the
selectivity vs BuChE, the side-activity on BACE-1 and the effect on SHSY-5Y neuroblastoma cell
viability were tested. Two potential lead compounds for a dual therapeutic strategy against
Alzheimer disease were envisaged.
References
1
Jakob-Roetne, R.; Jacobsen, H. Angew. Chem. Int. Ed. Engl. 2009, 48, 3030–3059.
2
Rampa, A.; Mancini,F.; De Simone, A.; Falchi, F.; Belluti, F.; Di Martino, R.M.; Gobbi, S.;
Andrisano, V.; Tarozzi, A.; Bartolini, M.; Cavalli, A. Bisi, A. Bioorg Med Chem Lett. 2015, 25,
2804-2808.
49
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Poster 10
STUDI IN VITRO E FOTOSTABILITA’ DI LIPOSOMI
UNILAMELLARI CONTENENTI ACIDO ALL-TRANS-RETINOICO
a
a
a
a
b
Maria Chiara Cristiano, Ada Vero, Rosario Mare, Diego Russo, Donatella Paolino, Donato
a
a
Cosco, e Massimo Fresta
a
b
Dipartimento di Scienze della Salute e Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale,
Università Magna Graecia di Catanzaro, Viale Europa, 88100, Catanzaro.
[email protected]
I retinoidi appartengono alla famiglia di composti che sono chimicamente correlati alla Vitamina
A. Essi svolgono importanti funzioni nell’organismo umano, come la proliferazione e
differenziazione cellulare, crescita del tessuto osseo, regolazione delle funzioni immunitarie, e
inoltre stimolano l’espressione di oncosoppressori. Sono utilizzati per il trattamento di diverse
1
patologie e sono efficaci nella cura di diverse condizioni dermatologiche. In particolare, l’acido
all-trans-retinoico (ATRA) ha manifestato, in numerosi studi, di possedere un’elevata efficacia
antitumorale su diverse linee cellulari. Sfortunatamente, l’uso di ATRA, e degli altri retinoidi, è
limitato dai loro diversi effetti collaterali, dalla marcata foto-instabilità, variabilità della
biodisponibilità e induzione del suo stesso metabolismo. Per questi motivi, lo sviluppo di una
2
forma alternativa di somministrazione è necessaria per permettere l’uso di questo composto. Lo
scopo del lavoro è quello di progettare e preparare liposomi unilamellari (DPPC/Chol/DSPEmPEG2000 6:3:1 molar ratio) contenenti ATRA in grado di proteggere il composto dalla
fotodegradazione e favorire l’interazione ATRA-cellula e potenziarne l’attività antitumorale. La
caratterizzazione chimico-fisica e tecnologico-formulativa ha evidenziato buone dimensioni medie
dei carriers pari a 200 nm e un buon indice di polidispersione (0.1) evidenziando, inoltre, una
significativa stabilità nel tempo dei sistemi oggetto di questo studio. Gli studi di fotostabilità
condotti mediante analisi spettrofometrica UV-Vis, hanno dimostrato la maggiore resistenza
dell’ATRA incapsulato ai fenomeni fotodegradazione indotta; infatti, l’ATRA libero ha palesato un
significativo effetto ipocromico dell’assorbanza e uno spostamento della lunghezza d’onda alla
quale si ha il picco massimo di assorbanza, in seguito ad esposizione alla luce, effetti non
riscontrati nella formulazione colloidale. Studi in vitro, condotti su FRO, BC-PAP e TPC-1, hanno
mostrato un aumento della sensibilità delle cellule al trattamento con ATRA se incapsulato nei
sistemi liposomiali a tutte le concentrazioni testate. I risultati di questo lavoro sperimentale hanno
confermato che il sistema ottenuto può essere considerato un promettente dispositivo di
nanodelivery per farmaci antitumorali lipofili e fotosensibili come l’ATRA.
Bibliografia
1
Trapasso, E; Cosco, D; Celia, C; Fresta, M; Paolino, D; Exp Opin Drug Del, 2009, 6, 465-483.
2
Cosco, D; Molinaro, R; Morittu, V.M.; Cilurzo, F; Costa, N; Fresta, M; J Drug Del Sci Tech, 2011,
2, 395-400.
50
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Poster 11
DETERMINAZIONE DELLA DISTRIBUZIONE DIMENSIONALE DI
FARINE, COME FATTORE PREDITTIVO DEL COMPORTAMENTO
REOLOGICO DEGLI IMPASTI DERIVANTI
a
a
a
a
Maria Chiara Cristiano, Domenico Britti, Valeria Maria Morittu, Anselmo Poerio, Donato
a
b
Cosco e Donatella Paolino
a
b
Dipartimento di Scienze della Salute e Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale,
Università Magna Graecia di Catanzaro, Viale Europa, 88100, Catanzaro.
[email protected]
Le farine e i prodotti lattero-caseari in polvere sono ingredienti utilizzati per la preparazione di
molti alimenti e per questo motivo le loro proprietà chimico-fisiche e la loro stabilità devono
1
essere attentamente monitorate durante il processo di fabbricazione e durante il loro stoccaggio.
Questo lavoro sperimentale si basa sull’analisi granulomentrica di due tipi di farina di grano
tenero (tipo 0 e 00) con l’obiettivo di dimostrare che la distribuzione dimensionale può influenzare
il comportamento reologico degli impasti che ne derivano. A tal proposito le dimensioni medie
delle particelle sono state valutate mediante Mastersizer 2000® e la distribuzione granulometrica,
espressa come diametro mediano di massa (d(0.5)), è risultata essere diversa per i due tipi di
farina analizzati (80,922 µm per la farina di tipo 0 e 71,686 µm per il tipo 00), evidenziando
comunque una significativa omogeneità dimensionale. La caratterizzazione reologica degli
impasti ottenuti miscelando la farina con diverse percentuali di acqua (% p/p) è stata effettuata
mediante il reometro rotazionale Kinexus Pro+ dotato di geometria parallela (cono-piatto, 20 mm).
I dati reologici evidenziano un comportamento diverso per gli impasti ottenuti con i due diversi tipi
di farina: in particolare, la progressiva aggiunta di acqua alla farina di grano tenero di tipo 0 porta
ad una diminuzione dei valori di G’ e di G’’, sottolineando che l’impasto perde corposità pur
mantenendo invariata la sua struttura. Al contrario, l’impasto ottenuto a partire dalla farina di tipo
00 risponde in maniera più marcata allo stimolo oscillatorio indotto: si assiste ad una variazione
strutturale del campione e si registrano valori di G’ e G’’ più bassi di quelli ottenuti per l’impasto di
tipo 0. I risultati ottenuti evidenziano che le dimensioni delle particelle della farina influenzano
fortemente le caratteristiche reologiche degli impasti ottenuti e la loro risposta ai cambiamenti del
contenuto d’acqua. Quindi, lo studio proposto, indagine parallela della distribuzione
granulometrica delle farine e della reologia degli impasti, può risultare sia di interesse scientifico
che industriale, soprattutto se queste analisi sono sfruttate per lo sviluppo di più idonee
procedure di preparazione alimentare e nella ricerca delle sofisticazioni nella produzione dei
prodotti da forno.
Bibliografia
1
,
Al Mahdi R; Nasipour, A; Banon, S; Scher, J; Desobry, S; Powder Technology, 2006, 3, 145151.
51
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 12
UNRAVELING THE MECHANISM OF 20S PROTEASOME
INHIBITION BY CATYONIC PORPHYRINS AND DESIGN OF NEW
PORPHYRINOID INHIBITORS
a
b
b
c
c
Alessandra Cunsolo, Anna M. Santoro, Danilo Milardi, Roberto Paolesse, Manuela Stefanelli,
d
e
a
a
Marina Gobbo, T.Torres, Alessandro D’Urso, Roberto Purrello
a
b
Dip. di Scienze Chimiche, Università di Catania, Viale A.Doria 6, 95125,Catania
Istit di Biostrutture e Bioimmagini. (IBB-UOS Catania), CNR, Via P.Gaifamia 9, 95126, Catania
c
Dip. di Scienze e Teconologie Chimiche, Università di Roma Tor Vergata, Via Ricerca
Scientifica 1, 00133, Roma.
d
e
Dip. di Scienze Chimiche, Università di Padova, Via Marzolo 1, 35131, Padova
Universidad Autònoma de Madrid, Dep. de Quimica Orgànica, Cantoblanco, 28049, Madrid
[email protected]
Proteasome inhibition is an attractive anticancer strategy because protein homeostasis is crucial
to cancer cell survival. However, many patients treated with first-generation proteasome inhibitors
as Bortezomib and Carfilzomib developed drug resistance and experienced severe side effects.
Therefore, it is of great interest to design new proteasome inhibitors that act through a non1
competitive mechanism that might overcome these drawbacks.
Recently, porphyrins (already used as PDT agents) have been proposed as a new class of
2
proteasome inhibitors and the molecular mechanism by which they inhibit the core particle of
3
20S proteasome has been described in detail; these compounds result tunable gatekeepers of
20S.
a
b
c
This work presents the results of the multidisciplinary approach (NMR, Uv-Vis stopped-flow and
molecular modeling) by means we described this mechanism. Moreover, we evidenced that
porphyrins functionalization can extend the functionality of these compounds, either by modifying
the molecule’s peripheral chains or by changing the central ring, by introducing corroles (b) or
phtalocyanines (c) moieties.
Finally, a preliminary investigation on MCF7 cell colture has been booted. Our results could
represented a crucial step for the identification of new multitarget drug candidates.
Bibliografia
1
Ruschak, A. M.; Slassi, M.; Kay, L. E.; Schimmer, A. D.; Cancer Inst., 2011, 103 , 1007-1017.
Santoro A.M.; Lo Giudice M.C.; D’Urso A.; Lauceri R.; Purrello R.; Milardi D.; J. Am. Chem.
Soc., 2012, 134, 10451−10457.
3
Santoro A.M., Cunsolo A., D’Urso A., Sbardella D.,. Tundo G. R, Ciaccio C, Coletta M., Diana D.,
,
Fattorusso R., Persico M., Di Dato A., Fattorusso C., Milardi D., Purrello R.; Chemical Science,
in press
2
52
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 13
SYNTHESIS, BIOLOGICAL EVALUATION AND DOCKING
STUDIES OF NEW INDOLE-COMPOUNDS AS TYROSINASE
INHIBITORS
a
a
a
a
a
Laura De Luca, Laura Ielo, Stefania Ferro, Maria Rosa Buemi, Giovanna Certo, Maria Paola
a
a
a
Germanò, Antonio Rapisarda, Rosaria Gitto
a
Dipartimento di Scienze chimiche, biologiche, farmaceutiche ed ambientali, Università degli
Studi di Messina, Viale Annunziata, I-98168, Messina, Italy
[email protected]
Melanogenesis is a physiological process resulting in the production of melanin pigment.
Although the normal melanin production and the consequent pigmentation in human skin are able
to shield from UV radiation, inhibit photocarcinogenesis and affect the synthesis of the vitamin
D3, an excessive accumulation of epidermal pigmentation, as in senile lentigines, freckles,
ephelide, melasma and other melanin iperpigmentation, causes serious esthetic problems in
human beings.
In the melanin biosynthesis pathway, tyrosinase (monophenol monooxygenases, EC 1.14.18.1),
a multifunctional enzyme widely distributed in nature, hydroxylates L-tyrosine to L-3,4dihydroxyphenylalanine (L-DOPA), in a rate-limiting reaction, and successively converts L-DOPA
in to the corresponding o-dopaquinone.
Therefore, the regulation of melanin synthesis via the inhibition of tyrosinase has nowadays
received a great attention and an active interest among the researchers was highlighted for
1
identification of better and more potent enzymatic inhibitors.
In this context we have recently reported the identification of two compounds, with an indole
2
scaffold, able to produce inhibitory effects on mushroom tyrosinase activity. According to these
promising preliminary results, we decided to expand the biochemical screening to other indole
derivatives. This screening campaign allowed us to identify new derivatives which proved to be
active at lower concentration. Herein, we report the synthesis, docking studies and the biological
evaluation of new indole analogs in which several structural modifications have been performed.
As result we identified a new series of tyrosinase inhibitors more potent than the parent
compounds and which were compared with kojic acid used as reference compound. To study the
binding mechanism we also carried out the kinetic analysis for the most active inhibitors.
Bibliografia
1
Zaidi KU, A.A., Ali SA, Naaz I., Microbial tyrosinases: promising enzymes for pharmaceutical,
food bioprocessing, and environmental industry. Biochem Res Int., 2014: p. 16.
2
Ferro, S., Certo, G., De Luca, L., Germanò, M.P., Rapisarda, A., Gitto, R., J Enzyme Inhib Med
Chem, in press, 000.
53
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 14
SVILUPPO DI UN MODELLO MCR POLIVALENTE PER LA
DETERMINAZIONE DEL DIAZEPAM IN FORMULAZIONI
FARMACEUTICHE DIVERSE
Michele De Luca, Giuseppina Ioele, Claudia Spatari, Gaetano Ragno
Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione, Università della Calabria, Ed.
Polifunzionale, 87036 Rende, Italy
[email protected]
L’analisi farmaceutica ha assunto grande importanza in tutti gli aspetti del processo di produzione
e del controllo qualità dei farmaci e delle loro formulazioni. Si vanno perciò affermando tecniche
analitiche combinate e nuove metodologie chemiometriche in grado, attraverso la manipolazione
simultanea di un numero molto grande di segnali, di descrivere e razionalizzare molti problemi
analitici.
Lo scopo del presente lavoro di ricerca consiste
nello sviluppare un modello multivariato di
calibrazione in grado di determinare la
concentrazione di un determinato farmaco
presente in formulazioni farmaceutiche diverse. Il
metodo utilizza la tecnica chemiometrica
1
Multivariate Curve Resolution MCR applicata ai
dati da analisi spettrofotometrica UV-vis.
Per lo sviluppo di tale metodologia sono state
selezionate
20
specialità
farmaceutiche
contenenti Diazepam (DZP) in formulazione
liquida, gocce orali o fiale iniettabili. La prima fase
di
calibrazione si è incentrata sulla raccolta dei dati
spettrali registrati sulle soluzioni standard acquose di DZP e di tutti gli eccipienti che
costituiscono, secondo le varie combinazioni, le formulazioni studiate e che presentano
assorbività nel range 200-650 nm. Successivamente, i dati spettrali delle soluzioni standard sono
stati combinati con quelli ottenuti dalle formulazioni farmaceutiche, ricavando dei modelli
multivariati in grado di determinare quantitativamente le concentrazioni di DZP e anche degli altri
componenti presenti nelle varie formulazioni.
La validazione dei modelli ottenuti è stata in seguito effettuata mediante confronto con analisi
cromatografiche (HPLC-DAD) effettuate sugli stessi campioni predetti. I risultati ottenuti in termini
di accuratezza e precisione sono stati molto soddisfacenti con un recovery % medio per DZP del
98.15±3.31%.
Bibliografia
1
Azzouz, T.; Tauler, R. Talanta, 2008, 74, 1201–1210.
54
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 15
DETERMINAZIONE IN CAMPIONI BIOLOGICI DI SONDE
FLUORESCENTI VEICOLATE IN STRUTTURE VESCICOLARI
NON FOSFOLIPIDICHE MEDIANTE HPLC-FLD E
SPETTROFOTOMETRIA
a
b
c
c
c
Martina Di Francesco, Donatella Paolino, Luisa Di Marzio, Christian Celia, Marcello Locatelli,
a
Massimo Fresta
a
Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli studi "Magna Graecia" di Catanzaro, Viale
Europa, 88100, Catanzaro (CZ).
b
c
Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Università degli studi "Magna Graecia" di
Catanzaro, Viale Europa, 88100, Catanzaro (CZ).
Dipartimento di Farmacia, Università degli studi "G. d'Annunzio", Via dei Vestini, 66100, Chieti
(CH).
[email protected]
Le tecniche analitiche permettono di identificare composti biologicamente attivi, agenti diagnostici
e chemioterapici. Recentemente, sono stati sviluppati nuovi metodi analitici per analizzare
campioni biologici. Spettrofotometri, spettrofluorimetri e l'HPLC (High Performance Liquid
Chromatography) sono strumenti utilizzati per quantificare in modo semplice e rapido composti
fluorescenti sia sonde sia chemioterapici all'interno di cellule, plasma e tessuti. Tuttavia, i primi
due strumenti mancano di accuratezza e precisione, mentre l'HPLC permette di separarli e
identificarli in modo preciso e accurato. Lo scopo di questo lavoro è stato quello di sviluppare un
nuovo metodo HPLC per quantizzare facilmente sonde fluorescenti, come ad esempio, il Nile
Red, in campioni biologici. Per migliorare la robustezza del metodo, il Nile Red è stato analizzato
prima e dopo essere stato caricato all'interno di strutture vescicolari non fosfolipidiche costituite
da Tween 20 e 21, rispettivamente. Inoltre, è stato evidenziato che l'efficienza d'intrappolamento
niosomi costituiti da Tween 20 (53,25%) era significativamente maggiore rispetto a quella
presente in vescicole costituite da Tween 21 (42,23%). Il confronto tra l'analisi in HPLC e quelle
allo spettrofluorimetro ha mostrato differenze significative tra i due metodi in termini di limite di
rilevazione, linearità e precisione. I dati ottenuti hanno dimostrato che la HPLC-FLD fornisce un
limite di rilevazione per Nile Red di 0,1ng/mL e una buona linearità fino a 62,5 ng/mL. Inoltre, il
Nile Red contenuto nelle vescicole è stato determinato all'interno delle cellule HEK-293. l'analisi
in HPLC ha dimostrato che l'internalizzazione dei nanosistemi fluorescenti costituiti da Tween 20
era maggiore di quelli con il Tween 21 ed a tempi lunghi (120 e 240 min) era massima.
55
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 16
STUDIO DI OTTIMIZZAZIONE DELLA REAZIONE DI
DEACETILAZIONE BIOCATALIZZATA DA CITRUS SINENSIS
a
a
a
Gianfranco Fontana, Maurizio Bruno, Antonella Maggio, Sergio Rosselli
a
a
Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche, Chimiche e Farmaceutiche, Università degli
Studi di Palermo, Viale delle Scienze, ed. 17, 90128, Palermo
[email protected]
La biocatalisi vegetale è un settore di grande interesse anche in Chimica Organica per la
possibilità di effettuare un’ampia serie di trasformazioni chimiche, in condizioni blande e con
interessanti caratteristiche di selettività, utilizzando colture cellulari o addirittura frammenti di parti
1
intatte della pianta (radici, foglie, frutti, ecc.), ciò che costituisce un vantaggio economico non
indifferente rispetto all’uso dei più costosi enzimi purificati.
Me
Me
OCOMe
Me
Me
OH
C. sinensis
Me
Me
Figura 1: Idrolisi biocatalizzata del geranil acetato.
2
In questo ambito si inseriscono alcune ricerche, precedentemente svolte nei nostri laboratori,
sull’attività catalitica dell’esocarpo di C. sinensis (arancia dolce comune) nella reazione di
deacetilazione di una classe substrati nei quali la parte alcolica dell’estere può variare
ampiamente (zuccheri, terpeni, composti aromatici, ecc.). Questa comunicazione ha lo scopo di
presentare gli ultimi risultati di questa ricerca che emergono dallo studio delle condizioni
sperimentali ottimali per il funzionamento dell’enzima attivo contenuto nell’esocarpo del corpo
fruttifero. E’ stato indagato, in particolare, l’andamento della reazione di idrolisi di un substrato
modello, il geraniolo acetato (fig. 1), in funzione della temperatura di reazione, del pH del mezzo,
del tempo di incubazione, delle caratteristiche fisiche del materiale catalitico.
Inoltre, nel quadro di una possibile applicazione di questa metodologia nel riutilizzo degli scarti
della lavorazione industriale delle arance, è stata valutata l’attività catalitica di alcuni campioni di
tale natura.
Bibliografia
1
Cordell, G.A., Lemos, T.L.G., Monte, F.J.Q., de Mattos, M.C., J. Nat. Prod., 2007, 70, 478-492.
Fontana, G., Bruno, M., Maggio, A., Rosselli, S., Castaldo R., Calvaruso, G., Giangrande G.,
proposta brevettuale MIUR IT FI2014A000191.
2
56
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 17
INTERAZIONE DI LEGANTI MERCAPTOCARBOSSILICI CON Al3+
IN SOLUZIONE ACQUOSA
F. Crea, C. Foti, F. Giacobello, O. Giuffrè, D. Milea, S. Sammartano
Dipartimento di Scienze Chimiche, Biologiche, Farmaceutiche e Ambientali, Università di
Messina, Viale F. Stagno d’Alcontres 31, I-98166, Messina, Italy
[email protected]
L’alluminio è il metallo più abbondante della crosta terrestre, ma non è un elemento essenziale
nei processi biologici. È noto infatti che in forma cationica sia tossico sia per le piante che per gli
1
animali e, quindi, un’elevata esposizione potrebbe essere causa di malattie. Il gruppo di ricerca
presso il quale è stato svolto questo lavoro, negli ultimi anni, ha intrapreso un ampio studio in
soluzione acquosa riguardante la speciazione dell’alluminio, ovvero la distribuzione delle sue
diverse specie fisiche e chimiche in soluzione, in funzione di alcune variabili come il pH, la forza
2
ionica e la temperatura.
Poiché la ricerca bibliografica ha evidenziato la mancanza di dati termodinamici di letteratura
3+
riguardanti i complessi dell’Al
con mercaptocarbossilati, è stato effettuato uno studio
sull’interazione di questo catione metallico con tre leganti appartenenti a questa classe di
composti, l’acido tiolattico (TLA), l’acido 3-mercaptopropanoico (MPA) e l’acido tiomalico (TMA),
-1
a t = 25°C in NaClacq e a varie forze ioniche (0.1  I  1 mol L ). Le determinazioni sperimentali
sono state effettuate mediante titolazioni potenziometriche e sono state precedute dalla
valutazione delle proprietà acido base dei leganti e del catione metallico. I modelli di speciazione
3+
ottenuti per i sistemi Al -TLA e -MPA prevedono la formazione di tre specie, due comuni ad
entrambi i sistemi, MLH, M2L2, e ML2OH per il sistema contenente TLA e ML2 per il sistema
3+
contenente MPA. Per il sistema Al -TMA è stata evidenziata la formazione di quattro specie
MLH2, MLH, ML e MLOH. La stabilità di queste specie è abbastanza elevata, per esempio, per
-3
Al-TMA, log  = 9.87 a t = 25°C e I = 0.15 mol dm . Per tutti questi sistemi è stato necessario
limitare il range di pH investigato (2  pH  5) a causa della formazione di specie poco solubili. E’
stata, inoltre, studiata la dipendenza delle costanti di stabilità dalla forza ionica mediante
un’equazione tipo Debye-Hückel. Sulla base delle costanti di formazione e dei profili di
speciazione, è stata valutata quantitativamente la capacità sequestrante, dei tre leganti nei
3+
confronti dell’Al , mediante un parametro empirico che rappresenta la concentrazione di legante
necessaria a sequestrare il 50% del catione metallico.
Bibliografia
1
Merian, E.; Anke, M.; Ihnat, M.; Stoeppler, M.; Elements and their Compounds in the
nd
Environment. 2 Edition., 2004 , Vol. 2, Chapter 3, Aluminum, R. A. Yokel, 635-658.
2
Cigala, R. M.; De Stefano, C.; Giacalone, A.; Gianguzza, A.; Chem. Spec. and Bioavail., 2011,
23(1) , 33-37.
57
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 18
NUOVO MODELLO FARMACOFORICO LIGAND-BASED PER
IDENTIFICARE PROMETTENTI COMPOSTI ANTI-CANDIDA DI
ORIGINE NATURALE
a
b
Maria Concetta Gidaro, Simone Carradori, Stefano Alcaro
a
b
a
Dipartimento di Scienze della Salute, Università “Magna Graecia” di Catanzaro, Campus
Universitario “S. Venuta”, Viale Europa, Loc. Germaneto, 88100 Catanzaro, Italia
Dipartimento di Farmacia, Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara, Via dei Vestini 31,
66100 Chieti, Italia
[email protected]
La frequenza delle infezioni da Candida è aumentata negli ultimi anni ed i meccanismi di
1
resistenza sono stati recentemente trattati da Sanguinetti et al. Clinicamente, gli azoli sono
considerati farmaci di prima scelta nel trattamento delle infezioni fungine, tuttavia, vi è una
domanda emergente per la scoperta di nuovi agenti antifungini per risolvere il problema della
2
resistenza alla terapie farmacologiche attuali.
Per questo studio, i nostri derivati sintetici, riportati in lavori precedenti come composti anti3
Candida e di cui non è ancora noto un target biologico, sono stati utilizzati per generare un
4
modello farmacoforico grazie al software LIGANDSCOUT (Figura 1). Dopo aver validato il
modello, grazie all’analisi della curva ROC, una libreria di 237950 ligandi di origine naturale è
stata sottoposta a screening virtuale con l’intento di identificare in silico nuovi possibili composti
anti-Candida. Tre nuovi derivati cumarinici, con caratteristiche chimiche sovrapponibili a quelle
del modello farmacoforico, son stati selezionati per gli studi in vitro al fine di confermare i dati
teorici e la predittività del metodo.
Figura 1: Modello farmacoforico generato da LIGANDSCOUT sulla base delle caratteristiche
chimiche dei 3 derivati sintetici con migliore attività anti-Candida e per i quali non è stato ancora
individuato un target biologico.
Bibliografia
1
Sanguinetti M. et al. Mycoses. 2015, 58, Suppl 2:2-13.
2
Carradori S. et al. Eur. J Med Chem. 2013, 65:102-11.
3
Chimenti F. et al. Eur. J Med Chem. 2011, 46:378-82.
4
Wolber G, Langer T. J. Chem. Inf. Model. 2005, 45:160–169.
58
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 19
COMBINATION OF MAOA INHIBITORS AND SURVIVIN
SUPPRESSANTS:
A NEW APPROACH FOR THE TREATMENT OF PROSTAT
CANCER
Fedora Grande, Roberta Alessandra Mordocco, Giuseppina Ioele, Antonio Garofalo
Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione, Università della Calabria, Via
P. Bucci, 87036, Arcavacata di Rende, Italy
[email protected]
Prostate cancer (PCa) is one of the most lethal type of cancer in occidental countries. A rapid
emergence of resistance to commonly used chemotherapeutics results in cancer recurrence and
death of patients. Therefore, alternative therapeutic strategies are necessary to be developed.
Survivin, a member of the inhibitor of apoptosis proteins (IAP) family, is involved in the regulation
of multiple cellular pathways in cancer emergence and progression, including apoptosis
suppression and angiogenesis. Expression of survivin contributes to chemoresistance and cancer
progression, thus its inhibition could represent a promising approach for PCa treatment.
Previously, we discovered a series of novel quinoxalinhydrazide derivatives with desirable
physicochemical and drug-like properties and a broad-spectrum anticancer activity. The lead
compound of this class, SC144, showed a potent survivin suppressant through the inhibition of
the IL-6/gp130/Stat3 signalling axis. In addition, elevated expression of monoamine oxidase A
(MAOA) correlates with high-grade PCa, although the molecular mechanisms by which MAO A
contribute to the progression of PCa is not yet fully clarified. Thus, survivin and MAO A levels are
both elevated in PCa compared to normal prostate gland even though their relationship in PCa is
unclear. Herein, we studied the combination of MAOA inhibitors and survivin suppressants on the
growth, viability, migration and invasion of PCa cells. As a result, the combination of MAOA
inhibitors (such as Clorgyline) and the survivin suppressants (SC144 or the previously described
YM155) showed significant synergism on the inhibition of cancer cell growth, migration and
invasion with a concomitant decrease of survivin levels, suggesting a positive feedback loop
between survivin and MAOA expression in PCa. Taking into consideration all these results, the
synergistic effects of survivin suppressing agents and MAO A inhibitors could represent a
promising alternative for the treatment of PCa.
References
1
Grande, F.; Yamada, R.; Cao, X.; Aiello, F.; Garofalo, A.; Neamati N.; Expert Opin Investig
Drugs, 2009, 18(5), 555–568.
2
Xu, S.; Adisetiyo, H.; Tamura, S.; Grande, F.; Garofalo, A.; Roy-Burman, P.; Neamati N.; British
Journal of Cancer, 2015, 1–10.
59
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 20
QUERCETIN DERIVATIVES AS NOVEL ANTICANCER AGENTS
a
a
a
a
Fedora Grande, Domenico Iacopetta, Roberta A. Mordocco, Ortensia I. Parisi, Francesco
a
b
b
a
Puoci, Salvatore Ferla, Andrea Brancale, Maria S. Sinicropi
a
Department of Pharmacy, Health and Nutritional Sciences, University of Calabria,
87036 Rende (CS), Italy
b
School of Pharmacy and Pharmaceutical Sciences, Cardiff University, CF103NB Cardiff, Wales,
UK.
[email protected]
Quercetin (Q) is the major representative of flavonols, a subclass of flavonoids. It is present, often
in glycosylated form, in plants such as Ginkgo Biloba, Aesculus Hippocastanum and Hypericum
Perforatum. The major sources of Quercetin are fruits such as apples, citrus, berries and
cherries, vegetables such as onions and broccoli, and beverages such as red wine and tea.
Figure 1. Chemical Structure of Q.
Several studies showed a number of pharmacological properties of Q, including a potent
antioxidant activity due to the free radical scavenging capacity common to all flavonoids, together
with anti-diabetic, anti-inflammatory, immuno-stimulant, antiviral, antibacterial, cardiovascular,
and antiplatelet effects. In particular, the anticancer profile of such compound is noteworthy. This
flavonol exerts a remarkable inhibitory activity on cell cycle replication in several models of
human cancer of different origins and is now in Phase I clinical trials as anticancer drug.
However, the clinical application of Q is limited by its low stability in aqueous medium and
inadequate oral bioavailability. In order to improve the chemical stability and the pharmacokinetic
profile of Quercetin, recently numerous derivatives in which the OH groups were replaced with
hydrophobic functions have been prepared. Herein we describe the anti-proliferative effect of four
derivatives able to interact with the active site of the human topoisomerase II protein as indicated
by Molecular Docking studies and confirmed by direct enzymatic assays.
References
1
Cai, X.; Fang, Z.; Dou J.; Yu A.; Zhai G.; Curr. Med. Chem., 2013, 20, 2572-2582.
60
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 21
PHOTODEGRADATION STUDIES OF 1,4-DIHYDROPYRIDINES
BY MCR ANALYSIS ON UV SPECTRAL DATA
a
b
a
b
b
Giuseppina Ioele, Miyase Gözde Gündüz, Michele De Luca, Rahime Şimşek, Cihat Şafak,
a
a
a
Fedora Grande, Claudia Spatari, Gaetano Ragno
a
Department of Pharmacy, Health and Nutritional Sciences, University of Calabria,
87036 Rende (CS), Italy
b
Department of Pharmaceutical Chemistry, Faculty of Pharmacy, Hacettepe University, Ankara
06100, Turkey
[email protected]
Photostability studies were performed on fifteen condensed 1,4-dihydropyridine (DHP) derivatives
bearing cyclohexane ring with a bulky and lipophilic moiety (3-pyridylmethyl) in the ester group,
recently synthesized. DHP molecules are well known to be highly sensitive to light.
2
Photodegradation experiments were made according to the ICH rules, at 350 W/m ,
2
corresponding to 21 kJ/min*m . Degradation profiles were monitored by spectrophotometry and
the data processed by multivariate curve resolution analysis to estimate the number of evolved
components, their spectra and concentration profiles. The analysis of the spectral data showed a
very different degradation rate for the DHP molecules, with the formation of a single photoproduct
for two of them, furnishing the related oxidation product from aromatization of the pyridine ring.
Traces of a second photoproduct were verified in twelve 1,4-DHPs and the formation of a third
photoproduct only in one case. These stability results were compared with the activity values of
each studied molecules, expressed as maximum relaxant response on smooth muscles and
negative
logarithm
of
the
concentration giving the halfmaximal
response.
1,4-DHP
molecules showed high stability
when Fluorine atom (-F) was
substituted in R1 position of the
phenyl ring or when it was
simultaneously present in both R1
and R2 position. In contrast, the
chlorine substituent (-Cl) in R1
strongly
increased
the
degradation. Chlorine (-Cl) or
trifluoromethyl (-CF3) substituents
in R2 position contributed to the
stability of the molecules.
61
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 22
NUOVI LEGANTI CALIXPIRROLICI PER LA SINTESI DI DERIVATI
DEL cis PLATINO QUALI POTENZIALI CHEMIOTERAPICI IN
ONCOLOGIA
Franz H. Kohnke, Anna Bonfiglio, Grazia Cafeo, Martina Casale, Roberta Prinzi
a
Dipartimento di Scienze Chimiche, Biologiche, Farmaceutiche e Ambientali, Università
di Messina, Via F. Stagno D'Alcontres 31, 98145, Messina
[email protected]
Nostri recenti studi hanno dimostrato che il derivato trans-1 è citotossico nei confronti di varie
1
linee di cellule tumorali in modo comparabile al farmaco carboplatino.
Considerato che complessi cis- e trans- del Pt(II) esibiscono differenti citotossicità sia in funzione
della configurazione del centro metallico che della natura dei leganti, si è ritenuto interessante
esplorare la possibilità di ottenere un complesso del Pt(II) con un derivato calixpirrolico nel quale
la configurazione al centro metallico fosse imposta cis- dalla natura chelante dell’unità
coordinante.
Per raggiungere questo scopo abbiamo sintetizzato il nuovo derivato calixpirrolico 2 ed abbiamo
studiato la formazione di complessi di coordinazione di tale derivato con sali di Pt(II)Cl 4 solubili in
ambiente organico. In questa comunicazione verranno illustrati i risultati ottenuti.
Bibliografia
1
Cafeo, G.; Carbotti, G.; Cuzzola, A.; Fabbi, M.; Ferrini, S.; Kohnke, F. H.; Papanikolaou, G.;
Plutino, M. R.; Rosano, C.; White, A. J. P. J. Am. Chem. Soc., 2013, 135 (7), 2544–2551.
Ringraziamenti: MIUR per fondi PRIN 2010-2011 - prot. 20109Z2XRJ_010
62
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Poster 23
DETERMINAZIONE DI CIPROFLOXACINA E LEVOFLOXACINA IN
ESPETTORATO DA PAZIENTI AFFETTI DA FIBROSI CISTICA
MEDIANTE MEPS-HPLC-PDA
c
a
a
a
Marcello Locatelli, Luciano Malatesta, Maria Teresa Ciavarella, Christian Celia, Luisa Di
a
b,c
a
d
b,c
Marzio, Arianna Pompilio, Rossella Grande, Ersilia Fiscarelli, Giovanni Di Bonaventura,
e
f
Maria Chiara Cristiano, Donatella Paolino
a
b
Dipartimento di Farmacia, Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, Via dei Vestini 31,
66100 Chieti
Dipartimento di Scienze Mediche, Orali e Biotecnologiche, Università “G. d’Annunzio” di ChietiPescara, Via dei Vestini 31, 66100 Chieti
c
Centro di Eccellenza sull'Invecchiamento, Fondazione Università “G. d’Annunzio”, Via Via L.
Polacchi 11, 66100 Chieti
d
e
f
Ospedale “Bambino Gesù”, IRCCS, Piazza Sant’Onofrio 4, 00165, Rome
Dipartimento di Scienze della Salute, Università di Catanzaro “Magna Graecia”, Viale “S.
Venuta”, 88100 Catanzaro
Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Università di Catanzaro “Magna Graecia”,
Viale “S. Venuta”, 88100 Catanzaro
[email protected]
1
Questo lavoro riporta un nuovo, facile, economico e veloce metodo MEPS-HPLC-PDA per
l'analisi simultanea di ciprofloxacina e levofloxacina, due fluorochinoloni (FLQs) comunemente
utilizzati per il trattamento nella fibrosi cistica (FC). I FLQs sono stati risolti su una colonna C8
Discovery utilizzando una eluizione isocratica con un tempo di analisi di 15 min, senza ulteriore
purificazione. Il metodo è stato validato su concentrazioni comprese tra 0.05 a 2 μg/mL ed è stato
testato con successo per rilevare FLQs nell'espettorato raccolti da pazienti affetti da FC. Il
metodo è stata validato utilizzando campioni biologici raccolti da pazienti trattati con FLQs per via
orale o endovenosa. I dati hanno dimostrato che il metodo è selettivo, sensibile e robusto nel
range di concentrazioni per entrambi i FLQs. Il limite di quantificazione del metodo è di 0,05
μg/mL per entrambi gli analiti. I valori di precisione intra e inter-day (RSD%) ≤10.4% e ≤11.1%,
rispettivamente. I valori di esattezza intra e inter-day (Bias%) sono compresi tra -11,8% e 7,25%
per entrambi i farmaci antibiotici. Al meglio delle nostre conoscenze, questo è il primo metodo
basato su MEPS-HPLC-PDA che usa tale procedura di estrazione per la determinazione
simultanea di ciprofloxacina e levofloxacina nell'espettorato umano.
Bibliografia
1
Locatelli,M.; Ciavarella, M.T.; Paolino, D.; Celia, C.; Fiscarelli, E.; Ricciotti, G.; Pompilio, A.; Di
Bonaventura, G:; Grande, R.; Zengin, G.; Di Marzio, L., Journal of Chromatography A, 2015,
1419, 58.
63
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Poster 24
IDENTIFICAZIONE DI NUOVI LIGANDI BIOATTIVI SELETTIVI PER
LA FOSFO TIROSIN-FOSFATASI 1B TRAMITE TECNICHE DI
SCREENING VIRTUALE
a
a
a
b
b
b
Antonio Lupia, Anna Artese, Stefano Alcaro, Gerhard Wolber, Alexandra Naβ, Jamil Al-Asri
a
Dipartimento di Scienze Farmacobiologiche dell’ Università degli studi Magna Græcia di
Catanzaro, Viale Europa, 88100, Catanzaro (Italy).
b
Institu fϋr Pharmazie, Königin-Luise-Straße 2 und 4, 14195, Berlin (Germany).
[email protected]
1
La fosfo-tirosin-fosfatasi 1B (PTP1B) gioca un ruolo chiave nel pathway insulinico intracellulare.
E’ stato dimostrato, che topi privi del gene codificante per PTP1B, risultano resistenti al diabete di
2
tipo 2 ed obesità, senza effetti negativi. Lo studio ha avuto come obiettivo quello di sviluppare
più modelli farmacoforici (Figura 1) di ligandi bioattivi ottenuti dal database ChEMBL, tramite
3
metodologia “Ligand-Based” per mezzo del software LigandScout 3.1, al fine di valutare
l'importanza della fase di validazione. Si è avvalso della disponibilità di modelli sperimentali del
target, ottenuti con metodi cristallografici, depositati nella Protein Data Bank (PDB).
Figura 1: Rappresentazione del farmacoforo della Best Hits con codice identificativo
Z318632964, nella tasca catalitica di PTP1B, generata con LigandScout 3.1.
Le simulazioni necessarie sono state effettuate presso il laboratorio di Molecular Modelling –
Institut für Pharmazie di Berlino, coordinato dal Prof. Gerhard Wolber, ed il laboratorio di Chimica
Farmaceutica del Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università “Magna Græcia” di
Catanzaro.
Bibliografia
1
Johnson, T.O.; Ermolieff, J.; Jirousek, M.R., Nature Reviews Drug Discovery 2002, 1, 696-709.
Elchebly, M.; Payette, P.; Michaliszyn, E.; Cromlish, W.; Collins, S.; Loy, A.L.; Normandin, D.;
Cheng, A.; Himms-Hagen, J.; Chang, C.C.; Ramachandran, C.; Gresser, M.J.; Tremblay, M.L.,
Kennedy, B.P. Science 1999, 283, 1544-1548.
3
Wolber, G.; Langer, T. J. Chem. Inf. Model., 2005, 45, 160–169.
2
64
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Poster 25
DESIGN AND SYNTHESIS OF OPIOID/ENDOCANNABINOID
BIVALENT LIGANDS AS ANTINOCICEPTIVE DRUGS
a
c
a
a,
Adriano Mollica, Szabolcs Dvoràcskò, Azzurra Stefanucci, Giorgia Macedonio, Ettore
b
Novellino
a
Dipartimento di Farmacia, Università di Chieti-Pescara “G. d’ Annunzio”, Via dei Vestini 31,
66100, Chieti.
b
c
Dipartimento di Farmacia, Università di Napoli, Via Montesano, Napoli
Department of Biochemistry, Hungarian Academy of Sciences, Szeged, Hungary
[email protected]
Opioids have been used for years in the control of acute pain from moderate to severe, and
controversially, for chronic and neuropathic pain, due to their well known adverse side effects,
including addiction, nausea and vomiting, constipation and respiratory depression. An alternative
to morphine derivatives is the multi-target approach, which may solve the problem related to the
use of μ-opioid agonist alone. Bivalent ligands contain two pharmacophores joined, linked or
fused together, act at distinct targets, resulting in additive or synergistic effects. Several
secondary targets involved in pain, have been so far identified, such as cannabinoids and
1
VGCC, etc. Stimulated by our ongoing previous studies in this topic we present a series of multitarget drugs, designed by joining an active opioid peptide (Tyr-D-Ala-Gly-Phe) with a synthetic
cannabinoid agonist, derived from JWH-18 (5’-amino-JWH-018), as depicted in figure 1.
Figure 1: Design of novel bivalent cannabinoid/opioid agonists.
The opioid peptide was linked to the cannabinoid JWH-018 by a simple amide bond and by three
achiral amino acids, as spacers, such as glycine, β-alanine and GABA. Synthesis and binding
assays are reported.
References
1
Mollica, A.; Costante R.; Novellino E. et. al. CBDD, 2015, 2, 156-162.
65
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 26
NEW SYNTHESIS OF BENZO[C]THIOPHEN-1(3H)-ONES AND
1H-ISOTHIOCHROMENE-1-ONES BY TANDEM THIONATIONHETEROCYCLIZATION
OF 2-ALKYNYLBENZOIC ACIDS
1
2
2
2
3
Raffaella Mancuso, Salvatore V. Giofrè, Roberto Romeo, Giovanni Romeo, Ugo Chiacchio,
1
Bartolo Gabriele
1
Dipartimento di Chimica e Tecnologie Chimiche, Università della Calabria
2
3
Dipartimento SCIFAR, Università di Messina
Dipartimento di Scienze del Farmaco, Università di Catania
[email protected]
Heterocyclization of acetylenic substrates, bearing a suitably placed nucleophilic group, is widely
recognized as an important methodology for the synthesis, in a regioselective fashion, of a variety
1
of heterocyclic systems, starting from readily available acyclic precursors. In particular, the
heterocyclization process of o-alkynylbenzoic acids and o-alkynylbenzamides has led to the
formation of heterocycles such as isocoumarins, 3-alkylidenephthalides, 2H-isoquinolin-1-ones,
3-aryl(alkyl)idene-isoindolones and 3-benzazepinones.
The recognition that thioacids are exploitable nucleophiles makes these compounds as
interesting substrates for heterocyclization reactions, promoted by the intramolecular attack of the
sulfur atom to the triple bond. In this work, we report the first example of a tandem thionation/Scyclization process leading to benzo[c]thiophen-1(3H)-ones or 1H-isothiochromene-1-ones
derivatives, starting from 2-alkynylbenzoic acids.
The reaction is carried out in CH2Cl2 using the Lawesson’s reagent under MW irradiation.
Depending on the nature of the substituent at the distal β-carbon of the triple bond, either
benzothiophenethiones or isothiochromenethiones were obtained, in high to excellent yields.
Bibliografia
1
(a) Gabriele, B.; Mancuso, R.; Larock, R. C. Curr. Org. Chem. 2014, 18, 341-358. (b) Wu, X.-F.;
Neumann, H.; Beller, M. Chem. Rev. 2013, 113, 1-35. (c) Alcaide, B.; Almendros, P. Acc. Chem.
Res. 2014, 47, 939-952. (d) Gabriele, B.; Mancuso, R.; Salerno, G. Eur. J. Org. Chem. 2012,
6825-6839.
66
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 27
ANTIOXIDANT ACTIVITY OF (+)-PENTAZOCINE ON ACTIVATED
MICROGLIA
b
a
b
b
b
Agostino Marrazzo, Kathrin Heiss, Orazio Prezzavento, Emanuela Arena, Emanuele Amata,
a,c
Giovanni Li Volti
a
Department of Biomedica and Biotechnological Sciences, University of Catania, Catania (Italy)
b
c
Department of Drug Sciences, University of Catania, Catania(Italy)
EuroMediterranean Institute of Science and Technology, Palermo (Italy)
[email protected]
Experimental research is making considerable efforts to understand the rules that regulate the
balance between toxic and protective brain innate immunity. Sigma-1 receptors are expressed in
both neurons and glia are a unique class of intracellular proteins and is involved in
neurodegeneration. (+)-Pentazocine is a known selective sigma-1 agonist. Our aim was to
evaluate the biological effects of (+)-Pentazocine in microglia following hypoxia/reoxygenation
condition. BV2 cells were exposed to 3 hours of hypoxia and 24h of reoxygenation. Cells were
treated with sigma-1 agonist (+)-Pentazocine (1 µM, 10μM, 25µM and 50μM). We assessed cell
viability, apoptosis, reactive oxygen species (ROS) formation, mitochondria membrane potential,
and total thiol groups content (GSH). Our results showed that 24h of reoxygenation resulted in a
significant decrease of cell viability and increase in apoptosis when compared to control. Cells
treated by concentration of 25 µM of (+)-Pentaziocine shown viability like untreated cells.
Furthermore, all treatments resulted in a significant decrease of ROS formation when compared
to untreated cells. Finally, pharmacological treatments restored mitochondrial membrane potential
when compared to the untreated group. Consistently with these results, we also showed that
GSH content was restored following pharmacological treatments. The results showed that (+)Pentazocine exhibit significant antioxidant activity and induce apoptosis in activated microglia,
thus providing a new tool for effective manipulation of brain inflammation, with the specific aim of
favoring its protective arm and boosting innate neuroprotective mechanisms.
67
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Poster 28
ANTIOXIDANT PROPERTIES AND PHARMACOKINETIC STUDIES
OF NEW SELECTIVE Σ1 BIFUNCTIONAL LIGANDS
a
a
b
b
a
Agostino Marrazzo, Emanuela Arena, Ivana Cacciatore, Laura S. Cerasa, Emanuele Amata,
a
a
b,c
b
Valeria Pittalà, Lorella Pasquinucci, Hasan Turkez, Antonio Di Stefano and Orazio
a
Prezzavento
a
Department of Drug Sciences, Medicinal Chemistry Section, University of Catania, Viale A.
Doria 6, 95125 Catania, Italy.
b
Department of Pharmacy, University G. d’Annunzio, Via dei Vestini 31, 66100 Chieti, Italy.
c
Department of Molecular Biology and Genetics, Faculty of Science, Erzurum Technical
University, Erzurum, Turkey.
[email protected]
We previously reported bifunctional sigma-1 (1) ligands endowed with antioxidant activity (1 and
2). In this work, pure enantiomers (R)-1 and (R)-2 along with the corresponding p-methoxy and pfluoro derivatives were synthesized. 1 and 2 affinity, antioxidant properties, and preliminary
pharmacokinetics studies were evaluated. Para derivatives, while maintaining strong 1 affinity,
1 selectivity compared to the parent compounds 1 and 2. Pharmacokinetic
studies revealed that amides were more stable than corresponding esters under our experimental
conditions. Antioxidant properties were exhibited by fluoro derivatives being able to increase total
antioxidant capacity (TAC). Our results underline that p-substituents have an important role on 1
selectivity, TAC, chemical and enzymatic stabilities. In particular, our data suggest that new
highly selective compounds could be promising tools to investigate the disorders in which 1
receptor dysfunction and oxidative stress are contemporarily involved.
68
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Poster 29
DATABASE CHEMIOINFORMATICO IN AMBITO MICOLOGICO
PER LO SCREENING VIRTUALE SU BERSAGLI DI INTERESSE
CHIMICO-FARMACEUTICO
Annalisa Maruca, Stefano Alcaro, Francesco Ortuso, Giosuè Costa
Dipartimento di Scienze della Salute, Università “Magna Græcia” di Catanzaro, viale Europa,
88100, Catanzaro (Italy)
[email protected]
Dal termine latino “fungus” e da quello greco “mykés” derivano rispettivamente i nomi fungo (o
micete) e micologia (la scienza che si occupa dello studio dei funghi). I funghi sono organismi
dotati di nucleo, privi di clorofilla, che si originano da spore e si riproducono generalmente sia in
maniera sessuata che asessuata, e le cui strutture somatiche normalmente filamentose (dette
1
ife), sono circondate da pareti cellulari contenenti cellulosa o chitina, o entrambe . Attualmente la
classificazione si basa sulla commestibilità e sulla tossicità delle diverse specie fungine. In
particolare, le intossicazioni dovute al consumo di funghi rappresentano un ricorrente problema di
sanità pubblica, che abbraccia indifferentemente tutte le classi di popolazione. In collaborazione
con la Confederazione Micologica Calabrese, si vuole realizzare un database chemioinformatico
contenente le strutture estratte da specie fungine (70 commestibili e 79 tossiche). Varie tecniche
computazionali saranno utilizzate per tale lavoro, tra esse l’adozione di programmi commerciali di
2
consultazione avanzata di informazioni bibliografiche, come SciFinder , e suites di software adatti
alla chemiocatalogazione e creazione di database strutturali (Figura 1). L’obiettivo applicativo
della creazione del database sarà quello di utilizzarlo in silico su target di interesse chimicofarmaceutico, al fine di studiare gli effetti tossici su determinati bersagli, identificare sostanze
attive con possibili effetti terapeutici, valutare l’eventualità che alcuni composti possano
presentare un’attività polifarmacologica per la progettazione di nuovi agenti multi-target.
-
-
Figura 1: schematizzazione del lavoro.
Bibliografia
1
Moore-laandecker, E. Fondamentals of Fungi. Fondamentals of Fungi, 1972, vol. XI, 482.
2
https://scifinder.cas.org
69
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 30
REMEDIATION OF AQUIFERS CONTAMINATED WITH COPPER
USING NATURAL AND SYNTHETIC MATERIALS
Celia Mayacela, Carmine Fallico, Adalgisa Tavolaro
a
Civil and industrial engineering department, University of Calabria, Via Pietro Bucci, 87036,
Quattromiglia CS.
b
Research Institute on membrane Technology (ITM-CNR), University of Calabria, Via Pietro
Bucci, 87036, Quattromiglia CS.
[email protected]
In the management of water resources, besides of availability it is also presented the quality
problem. In fact, today "The water for Life" is becoming "the water that kills". In developing
countries, four out of five people die due to diseases produced by contaminated water of
inorganic and organic waste. These excesses lead to the formation of pathogens of typhoid,
cholera, hepatitis, etc. The most common source of contamination of aquifers is the extraction of
hydrocarbons in a traditional way and misuse of the wells that are used for abandoned trash.
Obviously, the state of aquifers pollution is not only worrying for the environmental degradation,
1
but even more, for risks posed to the human health.
Ecuador is one of seven countries with the highest biodiversity on the planet, has an infinite
variety of species, animals, plants and microorganisms. A factor that influences the biological
richness is the high fluvial precipitation and temperature uniformity. In some regions, especially in
the declinations of the Andes, are recorded the highest fluvial precipitation values in the world,
which has let to create several aquifers, from which we obtain suitable water for human
consumption better than those we found on the surface. However, contamination levels are
worrying today, mainly because of many human activities such as mining, oil and hydrocarbon
extraction who are the engine of the Ecuadorian economy. These activities have resulted in a
2
heavy metal pollution, especially copper. There is a worldwide interest in the use of adsorption
techniques by ion exchange to wastewater decontamination. In particular, natural zeolites (ZN)
are reasserted within the best materials to be chosen on technological processes of removing
heavy metals. C.Fallico concluded in his study that also the use of natural fibers is important in
3
environmental control of industrial waste, primarily in removing metals such as Cu, Pb and Zn.
The aim of the present study is to know the absorption capacity of the Cabuya fiber and natural
zeolites (Zeomagic and Terkim) from Ecuador, as well as, experimentation with synthetic
materials such as Ferro Zero Valente and synthetic zeolites (4A and Zl). Then, use them in a
prototype of permeable reactive barrier with the ability to absorb copper particles present in the
water aquifers in Ecuador. In the experimentation field, tests Bach and SEM (to Scansion
Electronic Microscopy) were performed. As a result, with a concentration of 10 g/l of copper
nitrate, the fiber of Cabuya had an adsorption capacity of 65%, the Zeomagic zeolite 38.7%, the
Terkin zeolite 31.5%, the 4A zeolite 77%, the Zl zeolite 78.44% and the Zero Valent Iron 85%.
These satisfactory results allow us to conclude that the reactive materials used can reach the
second experimentation stage that are column tests.
References
1
Barrer, R. “BIOCYT: Biology Science and Technology” 2010. Vol 3. 385.
2
Rodríguez-Fuentes” J.A. González Editors”, 227-232 (1991).
3
Chelishchev N.F. “Use of natural zeolite at Chernobyl” Natural Zeolites ‘93: Occurence,
properties, use. D. W. Ming and F. A. Mumptom, ed., p 525-532. New York. (1995).
70
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 31
PROGETTAZIONE, SINTESI E SCREENING BIOLOGICO DI
COMPOSTI CHIMICI A SCAFFOLD CROMONICO AVENTI
ATTIVITA’ INIBENTE MAO-B
a
a
a
b
b
Francesco Mesiti, Stefano Alcaro, Giosué Costa, Fernanda Borges, Joana Reis
Dipartimento di Scienze della Salute, Università “Magna Græcia” di Catanzaro, viale Europa,
88100, Catanzaro (Italy)
b
Dipartimento di Chimica e Biochimica, Università di Porto, rua Campo Alegre, 687/4169-007,
Porto (Portugal)
[email protected]
a
La malattia di Parkinson è un disturbo neurodegenerativo che causa clinicamente bradicinesia,
tremori, rigidità, instabilità posturale e difficoltà della deambulazione e anche alcuni disturbi non
motori quali deficit cognitivi, cambiamenti emozionali, depressione, ansietà e disturbi del sonno;
1-3
tutti questi disturbi contribuiscono alla riduzione della qualità di vita del soggetto affetto da PD.
Il PD è patologicamente caratterizzato da una diminuzione dei neuroni pigmentati dopaminergici
della substancia nigra, determinando, un abbassamento dei livelli di dopamina a livello del nucleo
striato. L’isoforma MAO-B gioca un ruolo cruciale nel metabolismo della dopamina,
4
rappresentando quindi un target nella terapia di alcune malattie neurodegenerative come il PD.
In questo progetto sono stati effettuati dapprima studi di ricognizione molecolare su composti
cromonici differentemente sostituiti, al fine di valutare l’energia di legame e quindi l’affinità tra il
composto e il target farmacologico, per poi sintetizzare i composti stessi che hanno mostrato in
silico una attività inibente MAO-B. Per costituire l’acido-6-metossi-cromone-2-carbossilico, la
strategia sintetica ha previsto l’uso di un derivato acetofenonico (2’-idrossi-5-metossiacetofenone)
come materiale iniziale al fine di ottenere un estere attraverso la condensazione di Claisen.
Questo step precede una reazione di ciclizzazione intramolecolare. Sia questo acido che l’acido2-cromone-carbossilico sono stati usati per l’ammidazione con ammine opportune. Il metodo
usato, prevede l’attivazione iniziale dell’acido con specifici reagenti POCl3 (phosphoryltrichloride)
o PyBOP (benzotriazol-1-yloxytripyrrolidinophosphonium hexafluorophosphate) e l’uso di
particolari ammine. L’attività inibente MAO-B è stata valutata per tutti i cromoni sintetizzati.
Figura 1. (A) Scaffold della molecola e indicazione dei punti di sostituzione; (B) immagine del
docking del composto con affinità migliore sulla MAO-B.
Bibliografia
1
Chaudhuri, K. R.; Schapira, A. H., Non-motor symptoms of Parkinson‟s disease: dopaminergic
pathophysiology and treatment. Lancet Neurol 2009, 8, (5), 464-74.
2
Chaudhuri, K. R.; Healy, D. G. Schapira, A. H., Non-motor symptoms of Parkinson‟s disease:
diagnosis and management. Lancet Neurol 2006, 5, (3), 235-45.
3
Langston, J. W, The Parkinson‟s complex: Parkinsonism is just the tip of the iceberg. Ann
Neurol 2006, 59, 591–96.
4
Youdim, M. B.; Bakhle, Y.S., Monoamine oxidase: isoforms and inhibitors in Parkinson's
disease and depressive illness. Br J Pharmacol 2006,147, 287–96.
71
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 32
SCREENING VIRTUALE PER L’IDENTIFICAZIONE E LA
CARATTERIZZAZIONE DI NUOVI LIGANDI SELETTIVI VERSO
STRUTTURE DI DNA G-QUADRUPLEX DEI PROMOTORI
ONCOGENI C-MYC E C-KIT
Federica Moraca,
a
a
a
a
a
Roberta Rocca, Carmine Talarico, Giosuè Costa, Anna Artese,
a
c
a
Francesco Ortuso, Claudia Sissi, Stefano Alcaro
Dipartimento di Scienze della Salute, Università “Magna Græcia” di Catanzaro, Viale Europa,
88100, Catanzaro.
b
c
a,b
Dipartimento di Medicina Molecolare, Via A. Gabelli, 63, 35121, Padova.
Dipartimento di Scienze del Farmaco, Università degli Studi di Padova, Via 8 febbraio, 35122,
Padova.
[email protected]
Negli ultimi anni, è stato dimostrato come le strutture secondarie di DNA note come Gquadruplex siano coinvolte anche nella trascrizione genica di promotori oncogeni quali c-Myc, c1
Kit, KRAS, Bcl-2, VEGF e PDGF. DNA G-quadruplex di tali sequenze sono considerati target
antitumorali alternativi in quanto, dalla stabilizzazione di queste strutture ad opera di ligandi
2
selettivi, deriva una riduzione della sovraespressione genica di tali promotori. In questo studio
3
è stato eseguito un approccio di Screening Virtuale mediante la metodologia Structure-based,
utilizzando strutture sperimentali di DNA G-quadruplex di c-Myc e c-Kit. A tale scopo sono stati
utilizzati i tre algoritmi HTVS, SP e XP implementati nel software Glide ver.6.7 e una libreria di
circa 693000 composti. Le hit migliori sono state sottoposte a studi termodinamici e biofisici i
quali hanno dimostrato l’effettiva stabilizzazione delle strutture Quadruplex di c-Myc e c-Kit e la
selettività rispetto alla sequenza telomerica umana.
Figura 1: Workflow dell’approccio di Virtual Screening descritto nel seguente studio.
Bibliografia
1
Bochman, M.L.; Paescheke, K.; Zakian, V.A Nature Rev. 2012, 13, 770-780.
2
Bidzinska, J.; Cimino-Reale, G.; Zaffaroni, N.; Folini, M. Molecules 2013, 18, 12368-12395.
3
Rocca, R.; Moraca, F.; Costa, G.; Alcaro, S.; Distinto, S.; Maccioni, E.; Ortuso, F.; Artese, A.;
Parrotta, L. Molecules, 2014, 20, 206-23.
72
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 33
HYDROXYTYROSOL OLEATE NANOCARRIERS FOR DELIVERY
OLEUROPEIN AND DERIVATIVES ON SH-SY5Y
NEUROBLASTOMA CELLS
a
b
b
b
Monica Nardi, Steve Brocchini, Mariagiovanna Scarpa, Satyanarayana Somavarapu,
c
a
Antonio Procopio, Giovanni Sindona
a
Department of Chemistry and Chemical Technologies, University of Calabria,
12C, 87036-Arcavacata di Rende (CS), Italy
b
Department of Pharmaceutics, School of Pharmacy, University College London, London, UK
c
Department of Health Sciences, Università “Magna Græcia” di Catanzaro, Viale Europa –
Campus Universitario “S. Venuta” – Loc. Germaneto - 88100 (CZ), ITALY.
[email protected]
Olive (Olea europaea) is one of the most widespread and economic important woody plants in
the Mediterranean and Middle Eastern regions. The major phenolic compounds identified and
quantified in olive and olive oil belong to three different classes: simple phenols (hydroxytyrosol
(2), tyrosol); secoiridoids (oleuropein (1), the aglycone of ligstroside and their respective
decarboxylated dialdehyde derivatives (3) and the lignans [(+)-1-acetoxypinoresinol & (+)pinoresinol]. (Figure 1)
HO
OH
HO
2
Hydroxytyrosol
HO
HO
O
O
H3COOC
1
Oleuropein
R: (3,4,5-trihydroxy-6(hydroxymethyl)-tetrahydro-2Hpyran-2-yloxy)
R
O
HO
HO
O
O
O
H3COOC
O
3
3,4-DHPEA-EA
Figure 1. Chemical structures. Oleuropein (1), Hydroxytyrosol (2), 3,4-DHPEA-EDA (3).
1
Using the physical and chemical characteristics of fatty acid esters hydroxytyrosol, we
synthesized hydroxytyrosol oleyl nanoparticles as new drug delivery system. The nanoparticles
2
containing drug (oleuropein, hydroxytyrosol and 3,4- DHPEA-EDA) were tested on
neuroblastoma cells and evaluated the antioxidant proprieties.
References
1
Procopio, A., Celia, C., Nardi, M., Oliverio, M., Paolino, D. & Sindona, G. J. Nat. Prod., 2011,
74, 2377.
2
(a)Nardi, M., Bonacci, S., De Luca, G., Maiuolo, J., Oliverio, M., Sindona, G., Procopio. A.
Food Chemistry 2014, 162, 89. Procopio, A., Sindona, G., Gaspari, M., Costa, N. & Nardi. M.
(2008) International patent is PCT/IT2008/000303).
73
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 34
MANIPOLAZIONE CHIMICA DI EPIGALLOCATECHINAGALLATO (EGCG) E RELATIVE PROPRIETÀ
FARMACOLOGICHE
a
b
a
Fabrizio Olivito, Monica Nardi, Antonio Procopio, Giovanni Sindona
a
b
b
Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli Studi della Magna Græcia Viale Europa,
Germaneto (CZ) 88100, Italy
Dipartimento di Chimica e Tecnologie Chimiche, Università della Calabria, Cubo 12C, 87036Arcavacata di Rende (CS), Italy
[email protected]
Il tè è una delle bevande più consumate al mondo, seconda soltanto all’acqua. La scoperta del
tè viene attribuita ai cinesi e risale a più di 5000 anni fa. La differente processazione delle foglie
e in particolare uno step di ossidazione permette di ottenere differenti tipologie di tè.
Alcuni polifenoli svolgono un ruolo protettivo nei confronti dei radicali, dovuto alla porzione
catecolica della molecola stessa. Il polifenolo più abbondante e importante del tè verde è una
catechina appartenente ai flavonoidi chiamata Epigallocatechina gallato (EGCG) (Figura 1).
OH
OH
HO
O
OH
O
OH
OH
O
OH
OH
Figura 1: Epigallocatechinagallato.
La manipolazione chimica della Epigallocatechina gallato è fondamentale in quanto ne aumenta
la sua permeabilità attraverso la membrana cellulare, viene rallentato il suo metabolismo
enzimatico e si aumenta la stabilità all’interno dell’organismo. In letteratura, metodi chimici
convenzionali vengono affiancati dall’ utilizzo di enzimi come le lipasi. In questo lavoro un nuovo
processo sintetico ecocompatibile (2) è stato sviluppato per la sintesi di derivati esterei di cui
sono state testate attività antiossidante e antitumorale. Le linee cellulari scelte sono le SHSY5Y del neuroblastoma.
Bibliografia
1
Kazuaki, M., Kunihiro, K., Shuichi, M., Han H. C., Nobuo, K., Suong H. H.; Biochemical and
Biophysical Research Communications, 2008, 377, 1118–1122.
2
(a) Nardi, M., Herrera Cano, N., Costanzo, P., Oliverio, M., Sindona, G., Procopio A. RSC Adv.,
2015, 5, 1875-1876. (b) Nardi, M., Sindona, G., Costanzo, P., Oliverio, M., Procopio, A.,
Tetrahedron, 2015, 71, 1132- 1135.
74
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 35
CONTROLLING AND PREDICTING THE SWITCHABLE SCREWSENSE IN SELF-ASSEMBLING POLYMERS
a
b
Adriana Pietropaolo, Yue Wang, and Tamaki Nakano
a
b
Dipartimento di Scienze della Salute, Università di Catanzaro, Viale Europa, 88100 Catanzaro,
Italy
b
Institute for Catalysis (ICAT), Hokkaido University, N 21, W 10, Kita-ku, Sapporo 001-0021,
Japan
[email protected]
Understanding the switching and self-assembly of macromolecules into predictable patterns on
1,2
surfaces is noteworthy for the bottom-up design of functional nanostructures.
Artificial
polymers can indeed exhibit a switchable screw-sense whose inversion is conducted by
3,4
chemical or photo stimuli.
In these regards, the chiral switch properties of polyfluorene-based polymers have been
5
elucidated through enhanced sampling free-energy simulations. Those indicate that the
chirality induction is feasible through a stepwise switching of the fluorene-fluorene dihedrals.
The chiral switch occurs only when the polymer is deposited on a support and not on an
isolated chain or aggregated phases of the polymer, indicating that the solid surface may
facilitate the achiral-to-chiral transition as an inert supramolecular scaffold. The accuracy of the
proposed chiral switching mechanism was assessed by calculating the electronic UV spectra of
6
2,2’-difluorenyl as a dimer model at the TDDFT level through the B97-D functional. This model
is considered reasonable as it may represent the shortest chiral sequence in PDOF.
7
Experimental UV spectra indicated overall blue-shifts and hypochromism. Intensities of the
lower-energy bands at 430 nm and at 400 nm decreased with respect to those of the other
bands, suggesting a transition from a rather coplanar-like fluorene-fluorene conformation to a
more twisted conformation.
Bibliografia
1
Grimsdale, A.C.;Mullen, K. Angew Chem Int Ed Engl. 2005, 44, 5592.
2
Muccioli, L.; D'Avino, G.; Berardi, R.; Orlandi, S.; Pizzirusso, A.; Ricci, M.; Roscioni, O.;
Zannoni, C. Top Curr Chem. 2014, 352, 39.
3
Nakano, T; Okamoto, Y. Chem. Rev. 2001, 101, 4013.
4
Pietropaolo, A.; Nakano, T. J. Am. Chem. Soc. 2013, 135, 5509.
5
Pietropaolo, A.; Wang, Y.; Nakano, T. Angew Chem Int Ed Engl. 2015, 54, 2688.
6
Grimme. J Comput Chem. 2006, 27, 1787.
7
Wang, Y.;Sakamoto, T.; Nakano, T. Chem. Commun. 2012, 48, 1871.
75
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 36
ELECTROCHROMIC BEHAVIOR OF FUSED THIOPENEPYRROLE CONTAINING RINGS FROM DENSITY FUNCTIONAL
INVESTIGATION
Bruna Clara De Simone, Tiziana Marino, Mario Prejanò, Nino Russo
Dipartimento di Chimica e Tecnologie Chimiche, Università della Calabria, Via Pietro Bucci,
87036, Rende (CS)
[email protected]
The electronic spectra of neutral, radical cation and dication species for a series of fused
thiophene-pyrrole containing ring systems have been computed employing the time-dependent
density functional linear response theory. On the basis of our results we can propose the use of
these species as electrochromic dyes. In particular, we indicate the long chain molecules with
twelve and fourteen rings, not yet synthetized, as good candidates for electrochromic devices
operating in the near infrared region. The calculated properties are in excellent agreement with
the available experimental data.
76
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Poster 37
EVALUATION OF STORAGE CONDITIONS AFFECTING
PEPTIDOME PROFILING OF GINGIVAL CREVICULAR FLUID BY
MALDI-TOF MASS SPECTROMETRY
a
a
a
b
Mariaimmacolata Preianò, Giuseppina Maggisano, Sergio Paduano, Nicola Lombardo,
a
a
Rocco Savino, Rosa Terracciano
a
Department of Health Sciences, University Magna Graecia of Catanzaro, Europa Avenue,
88100, Catanzaro
b
Department of Medical and Surgical Sciences, University Magna Graecia of Catanzaro,
Europa Avenue, 88100, Catanzaro
[email protected]
Gingival crevicular fluid (GCF) may be a source of diagnostic biomarkers of
1
periodontitis/gingivitis. However, peptide fingerprints may change, reflecting GCF collection,
handling and storage. As a part of an ongoing project aimed at evaluating pre-analytical and
2
analytical variables affecting the reproducibility of MALDI-TOF profiles of GCF, we investigated
the influence of storage conditions such as time and temperature on MALDI-TOF peptide
profiling of GCF specimen collected by filter paper strips (PS). In our study design, two different
groups of GCF samples were analyzed. For each group, GCF was collected on PS: in one
group (extraction group), GCF was immediately processed by centrifugal elution procedure and
then stored with or without PIC until MALDI-TOF analysis. In the other group (delayed extraction
group), the strips were immediately cryo-preserved and GCF was extracted at the end of the
storage time and then analyzed by MALDI-TOF. Our findings demonstrated that sample storage
conditions significantly affect GCF peptide pattern over time. Specifically, the storage of GCF
immediately extracted from PS generates less variations in molecular profiles compared to the
extraction performed after the storage. Significant spectral changes were detected for GCF
samples stored at -20°C directly on the PS and extracted after three months, in comparison to
the freshly extracted control. On the other hand, the best preserved signatures were obtained
for the GCF samples eluted in trifluoroacetic acid and then immediately stored at -80°C for 1
month.
References
1
Trindade, F.; Oppenheim, F. G.; Helmerhorst, E. J.; Amado, F; Gomes, P.S.; Vitorino, R.;
Proteomics Clin. Appl., 2014, 8, 748-761.
2
Preianò, M.; Falcone, D.; Maggisano, G.; Montalcini, T.; Navarra, M.; Paduano, S.; Savino, R.;
Terracciano, R.;Clin. Chim. Acta, 2014, 437, 120-128.
77
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 38
MEASURES OF OXIDATIVE STRESS RELATED TO
SEAFOOD CONTAMINATION
a
a
a
b
Milena Rizzo, Natale Alfredo Santagati, Salvatore Cirinnà, Francesca Giannetto, Gea Oliveri
b
b
Conti, Chiara Copat, Margherita Ferrante
a
b
Dip. di Scienze del Farmaco, Università di Catania, Viale A. Doria 6, 95125 Catania.
Dip. di Scienze Mediche Chirurgiche e Tecnologie Avanzate "G.F. Ingrassia", Università di
Catania, Via S. Sofia 87, 95125 Catania
[email protected]
The use of biomonitoring methods in the control strategies for chemical pollution has several
1
advantages over chemical monitoring. To evaluate the human health risks resulting from fish
consumption, biomarkers are used to evaluate the “early adverse effects” caused by
contaminants on organisms in their natural habitat. Toxic components in the marine
environment are responsible for an increased oxidative state, caused by production of oxygen
reactive species, detectable by biochemical markers of oxidative stress such as
malondialdehyde (MDA), used to assess the extent of lipid peroxidation that causes food
spoilage, rancidity, and deterioration particularly in oily foods including seafood. We determined
MDA in fish liver, using a new method by high-performance liquid chromatography. 2,4dinitrophenylhydrazine was used for the MDA derivatization and conversion into hydrazone
2
(HDZ). Homogenate and extracted samples, were analyzed on ODS2 column and a
photodiode array detector. The mobile phase consisted of 0.2% acetic acid (v/v) in distilled
water and acetonitrile (42:58, v/v). The present method was validated in terms of linearity, lower
limit of quantification, lower limit of detection, precision, accuracy, recovery, and stability of
HDZ, according to U.S. Food and Drug Administration guidelines. The presented study is part of
a multidisciplinary protocol for environmental monitoring of the Ionic coast of Sicily (supported
by FIR, 2014).
References
1
van der Oost R. et al. Environ Toxicol Pharmacol. 2003 Feb;13(2):57-149.
2
Czauderna M. et al. J Chromatogr B Analyt Technol Biomed Life Sci 2011 879:2251–8.
78
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 39
HPLC DETERMINATION OF PERIPHERAL HEME-B IN
PATIENTS WITH DIFFERENT DEGREE OF COGNITIVE
IMPAIRMENT
a
b
b
c
c
Milena Rizzo, Salvatore Cirinnà, Giovanni Li Volti, Agata Zappalà, Tiziana Maci, Francesco
a
Le Pira, G. Ronsisvalle
c
a
Dip. di Scienze del Farmaco, Università di Catania, Viale A. Doria 6, 95125 Catania
b
Dip. di Scienze Biomediche, Università di Catania, Viale A. Doria 6, 95125 Catania
Dip. di Scienze Mediche, Chirurgiche e Tecnologie Avanzate “G.F. Ingrassia”, Università di
Catania, Via Santa Sofia ed.2, 95125, Catania
[email protected]
Heme is essential for survival of most organisms, despite the fact of being potentially toxic. This
dual effect is due to the ability of the iron (Fe) atom contained within the protoporphyrin ring of
the heme molecule to participate in redox reactions. The release of heme from hemoproteins
and the participation of Fe in the Fenton reaction lead to the generation of unfettered oxidative
stress and programmed cell death. Although further investigations would be required to
elucidate the regulation of heme in the brain, this molecule appears to be critically involved in
1
the pathogenesis of different neurodegenerative diseases, as Alzheimer’s disease (AD).
Indeed, heme could prevent the aggregation of Ab in vivo, by forming Ab-heme complex with
2
peroxidase activity. Recent study reported its role in decomposing H2O2 then alleviating
oxidative stress, even if the peroxidase activity of the Ab-heme complex might lead to even
3
more serious neurotoxicity. Nevertheless, at this time the specific heme mechanism in AD is
not clear. In order to investigate if heme plasmatic concentration could represent a diagnostic
parameter of AD, we collected peripheral blood mononuclear cells from: AD patients with
4
different degree of cognitive impairment; patients with mild cognitive impairment (MCI); patient
with other neurological diseases (OND) and healthy controls. Heme was extracted from cell
lysate and results were referred to total protein content. A new HPLC method was validated to
determine heme concentration. Moreover, LC-MS analysis has been performed in order to
differentiate heme-a from heme-b. Our preliminary results indicate that heme-b is significantly
decreased in AD and MCI patients compared to patients with other neurological pathologies and
healthy voluntaries. The reduction of the peripheral heme concentration may be due to the
formation of Ab-heme complex in the brain, because the b-amyloid peptide aggregation is
present not only in AD but also in MCI patients.
References
1
Gozzelino R. Curr. Alzheimer Res. 2015 Sep 20.
2
Atamna H. and Frey W.H. PNAS 2004 July27, vol.101, n°30:11153-11158.
3
Qingui Bao et al. J. Biol. Inorg. Chem. 2011 16:809-816.
4
Grundman M. et al. Arch. Neurol 2004 61 (1): 59–66.
79
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 40
LIQUID CHROMATOGRAPHIC DIRECT RESOLUTION OF 1ARYL-1,2,3,4-TETRAHYDROISOQUINOLINE DERIVATIVES ON
A CHIRAL STATIONARY PHASE
a
a
a
b
b
Milena Rizzo, Simone Ronsisvalle, Salvatore Cirinnà, Francesca Giannetto, Laura De Luca,
b
b
Stefania Ferro, Rosaria Gitto
a
b
Dip Scienze del Farmaco, Università di Catania, Viale A Doria 6, 95125 Catania
Dip. Scienze Chimiche, Biologiche, Farmaceutiche ed Ambientali, Università di Messina, Polo
Annunziata, 90168 Messina
[email protected]
Several 1-aryl-1,2,3,4-tetrahydroisoquinoline-sulfonamides proved to have inhibitors effects
toward druggable isoforms (hCA VII, hCA IX, and hCA XIV) at low nanomolar concentration.
Studies on structure-affinity relationships for this series of compounds suggested a key role for
1
alkoxy substituents in CA inhibition. Moreover, derivatives with different aryl-substituents at C-1
position of isoquinoline scaffold were synthesized to verify as this moiety controls both inhibitory
2
potency and selectivity. These studies were carried out on racemic mixture of arylsulfonamide
derivatives but a different level of activity or specificity of action of the two enantiomers was to
be expected. Therefore, in order to elucidate the enantiopharmacological profile of the more
potent isoquinolinesulfonamides, we performed a comparison of column performances in direct
enantioseparation isoquinoline analogs, using high performance liquid chromatography
3
(HPLC). The proposed LC method provided the baseline enantioseparation of the investigated
drugs. An optimal baseline separation (R(s)>3.3 with analysis times<7min) was readily obtained
with silica-based cellulose tris (3,5-dimethylphenylcarbamate) using a normal-phase
methodology. Method, validated in terms of linearity, detection and quantification limits, were
used to check the enantiomeric purity of the enantiomers.
References
1
Gitto R, Damiano FM, Mader P, De Luca L, Ferro S, Supuran CT, Vullo D, Brynda J, Rezáčová
P, Chimirri A. J Med Chem. 2012, Apr 26;55(8):3891-9.
2
Gitto R, Agnello S, Ferro S, De Luca L, Vullo D, Brynda J, Mader P, Supuran CT, Chimirri A. J
Med Chem. 2010 Mar 25;53(6):2401-8.
3
Ilisz I, Gecse Z, Szatmári I, Fülöp F, Péter A. Biomed Chromatogr. 2014 Jan;28(1):142-51.
80
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 41
RAZIONALIZZAZIONE DELLA SELETTIVITÀ DELLA
CARBOSSIPIRIDOSTATINA VERSO IL MODELLO RNA GQUADRUPLEX TERRA
a
a
a
a
a
Roberta Rocca, Giosuè Costa, Federica Moraca, Anna Artese, Francesco Ortuso, Carmine
a
a
Talarico, Stefano Alcaro
a
Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro,
Viale Europa, Germaneto, 88100, Catanzaro.
[email protected]
La piridostatina (PDS) rappresenta il lead compound di una famiglia di piccole molecole
sintetiche stabilizzanti il G-quadruplex (G4), basate su uno scaffold N, N'-bis (chinolinil)piridina1
2,6-dicarbossiamidico. Il loro meccanismo d'azione prevede l'induzione della disfunzione
2-3
telomerica competendo con la proteina POT1 per il legame con le strutture G4 telomeriche.
Recentemente, attraverso un approccio di “click chemistry”, è stato sintetizzato un suo derivato,
una carbossipiridostatina (cPDS) (Figura 1), il quale si è distinto per un aspetto innovativo
rispetto a tutti gli altri composti della serie. Infatti, esso presenta un'alta selettività nei confronti
del G4 della sequenza telomerica ribonucleotidica TERRA rispetto a quello
4
deossiribonucleotidico HTELO. Non essendo presenti in letteratura dati struttutali sulla modalità
di legame di questi composti, in questo lavoro viene mostrato un approccio computazionale in
grado di dare un'analisi razionale circa la selettività di questo composto per TERRA. In
particolare, simulazioni di dinamica e di ricognizione molecolare sono stati accoppiati per meglio
studiare il comportamento della cPDS su TERRA e HTELO.
Figura 1: Struttura molecolare 2D della cPDS, modelli G4 di TERRA e HTELO e complesso
[cPDS∙TERRA].
Bibliografia
1
Jain, S.L.; Bhattacharyya, P.; Milton, H.L.; Slawin, A.M.Z.; Crayston. J.A.; Woollins, J.D. N
Dalton Trans., 2004, 862-871.
2
Rodriguez, R.; Müller, S.; Yeoman, J. A.; Trentesaux, C.; Riou, J.-F J. Am. Chem. Soc., 2008,
130, 15758-15759.
3
Parrotta, L.; Ortuso, F.; Moraca, F.; Rocca, R.; Costa, G.; Alcaro, S.; Artese, A. Expert Opin
Drug Discov., 2014, 9, 1167-1187.
4
Di Antonio, M.; Biffi, G.; Mariani, A.; Raiber, E.A.; Rodriguez, R.; Balasubramanian, S. Angew.
Chem. Int. Ed., 2012, 51, 11073-11078.
81
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 42
ANALISI STRUTTURALE DI NUOVE MUTAZIONI DELLA
PROTEASI DI HIV-1 CORRELATE A BASSI LIVELLI DI VIREMIA
IN PAZIENTI SOTTOPOSTI A TERAPIA HAART
a
a
a
a
b
Isabella Romeo, Anna Artese, Giosuè Costa, Francesco Ortuso, Mariella Santoro, Valentina
b
b
a
Svicher, Carlo Federico Perno e Stefano Alcaro
a
Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli Studi “Magna Græcia” di Catanzaro,
Viale Europa, 88100, Catanzaro.
b
Dipartimento di Medicina Sperimentale e Chirurgia, Università di Roma “Tor Vegata”, Via
Montpellier 1, 00133, Roma.
[email protected]
Il successo della terapia HAART è altamente compromesso da fenomeni di farmaco-resistenza
causata da mutazioni che alterano l’affinità di legame tra i farmaci attualmente somministrati
1
durante la terapia d’esordio e la proteasi (PR) di HIV-1. Il principale obiettivo di tale terapia è la
soppressione virologica plasmatica e il recupero della risposta immunologica del paziente. In
seguito ad analisi clinica di un cospicuo numero di pazienti infetti da HIV-1, è stato riscontrato
un gruppo di pazienti che presentava episodi di bassi livelli persistenti di viremia (PLLV),
correlati ad un controllo incompleto della replicazione virale. Data l’ampia variabilità genetica di
PR, tra i fattori relativi allo stato PLLV dei pazienti, è emersa la presenza di due nuove
mutazioni, T12I e V75I (Figura 1).
a
b
Figura 1: a) rappresentazione 3D della proteasi di HIV-1 in complesso con l’inibitore; b) e c)
posizione relativa, rispettivamente, alla mutazione V75I e T12I.
Tale studio è stato progettato per valutare l’impatto delle nuove mutazioni sull’interazione tra
l’enzima e gli inibitori di PR, tra cui Amprenavir, Darunavir, Atazanavir e Lopinavir. Per l’analisi
computazionale sono stati utilizzati i modelli cristallografici di HIV-1 PR depositati nella Protein
2
Data Bank . I complessi mutati T12I e V75I sono stati generati mediante sostituzione del singolo
residuo e sono stati sottoposti a simulazioni di Dinamica Molecolare (MDs). Tutte le simulazioni
3
sono state eseguite con il pacchetto Desmond . Allo scopo di validare il protocollo
computazionale utilizzato, sono state condotte MDs anche su complessi di PR in presenza di
mutazioni di controllo, già note in letteratura per conferire ipersuscettibilità e/o farmacoresistenza. In particolare, l’analisi strutturale ha dimostrato l’importanza della maggiore
permanenza nella conformazione semi-aperta della regione flap nei complessi in cui sono
presenti mutazioni associate a resistenza agli inibitori di PR.
Bibliografia
Bure, D.; Makhdoomi, M.A.; Lodha, R.; Prakash, S.S.; Kumar, R.; Parray, H.A.; Singh, R.;
Kabra, S.S.; Luthra, K., Viruses, 2015, 7, 590-603.
2
http://www.rcsb.org/pdb
3
Desmond MD System, version 3.4, D. E. Shaw Research, New York, NY, 2013.
1
82
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 43
STUDIO CRITICO SULL’UTILIZZO DEI METODI
SPETTROSCOPICI PER LA VALUTAZIONE DELLA
FOTOSTABILITÀ DEGLI OLI AD USO ALIMENTARI
Claudia Spatari, Giuseppina Ioele, Gaetano Ragno
Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione, Università della Calabria,
Ed. Polifunzionale, 87036 Rende, Italy
[email protected]
L’interesse mostrato negli anni nei confronti degli oli è dovuto alla loro versatilità di applicazione
non solo in campo alimentare ma anche in quello farmaceutico, cosmetico e tecnologico. Gli oli
di semi o frutti quali lino, soia, arachidi, girasole, oliva e mais differiscono nella quantità di acidi
grassi omega-3 e nel contenuto di pigmenti quali
clorofille, carotenoidi e lignani.
In virtù di tali caratteristiche è importante valutare la
stabilità degli oli nel tempo e/o dopo esposizione alla
luce, in quanto la presenza di pigmenti naturali ha un
significativo effetto nell’autossidazione e nella fotoossidazione degli oli durante la conservazione.
Gli esperimenti di fotodegradazione forzata sono stati
monitorati mediante l’utilizzo accoppiato di misurazioni
spettroscopiche IR ed UV. L’analisi IR è stata eseguita
utilizzando un campionatore ATR, che ha permesso di
registrare gli spettri dalla matrice senza alcun
pretrattamento o solubilizzazione. L’analisi UV è stata
eseguita previa solubilizzazione dei campioni in
opportuno solvente. Le alterazioni chimiche sono state
monitorate mediante estrazione di acidi grassi e lignani,
determinati mediante analisi HPLC-DAD.
Il confronto tra le tecniche spettrometriche ha messo in evidenza una diversa risposta analitica,
dimostrando l’insufficienza della sola analisi IR per valutare la stabilità degli oli. In particolare, gli
spettri IR a tempo zero e del campione sottoposto a fotodegradazione sono praticamente
sovrapponibili, mentre gli spettri UV evidenziano un cambiamento marcato della matrice,
dimostrando al contrario l’instabilità dei campioni di olio. A confermare questa tesi anche le
successive analisi degli acidi grassi e dei lignani attraverso HPLC-DAD. Dal confronto dei
cromatogrammi al tempo zero con quelli dei campioni fotodegradati si nota in alcuni la
scomparsa di alcuni picchi caratteristici e/o in altri la diminuzione nel contenuto di particolari
acidi grassi e lignani.
83
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 44
HIT IDENTIFICATION OF A NOVEL DUAL BINDER FOR
TELOMERIC DNA/RNA G-QUADRUPLEX BY A COMBINATION
OF PHARMACOPHORE STRUCTURE BASED VIRTUAL
SCREENING AND DOCKING
a
a
a
a
a
Carmine Talarico, Roberta Rocca, Giosuè Costa, Francesco Ortuso, Anna Artese, Stefano
a
Alcaro
a
Department of "Scienze della Salute", University "Magna Graecia" of Catanzaro, Viale Europa
(Loc. Germaneto), 88100, Catanzaro (Italy)
[email protected]
In the present study, it is reported a high-throughput in silico screening of natural libraries from
different several vendors by means of a combined structure-based pharmacophore model
approach followed by docking analysis simulations. With the aim to find promising scaffolds able
to recognize both RNA and DNA human telomeric G4, computational methods taking into
account structural information from available G-quadruplex structures were applied. Specifically,
the human telomeric DNA G4 structure complexed with known active ligand BRACO-19 with the
1
PDB code 3CE5 and the human telomeric RNA G4 with the PDB code 2KBP were used. These
2
models were selected from all G4 structures in the Protein Data Bank as having the same
sequence and the same topology, making them comparable
Figure 1. Human telomeric (A) DNA G-quadruplex structure and (B) RNA G-quadruplex
structure.
In order to select compounds with drug-like properties, the Lipinsky’s rule of Five was applied.
Finally, the identified best hits were biophysically evaluated to test their ability to interact with
the human telomeric G4 folding by fluorescence spectroscopy. One of them, characterized by a
dimethylaminomethyl-hydroxy-BLAHone scaffold, resulted very interesting as dual G4 stabilizer,
while a methyl-furo[2-3c]pyridine-2-yl]-[1,3]dioxolo[4-5-g]chromen-6-one and a 7-oxo-3phenylpyrano[5,6-f]benzofuran-6yl derivative resulted selective for telomeric DNA G4.
This study involved the collaboration with the University of Padova, which performed the
biological data and its results argument of at least one publication, currently under preparation.
Bibliografia
1
Martadinata, H.; Phan, A.T.; Structure of propeller-type parallel-stranded RNA G-quadruplexes,
+
formed by human telomeric RNA sequences in K solution, J.Am.Chem.Soc., 2009, 131, 25702578.
2
Berman, H.M.; Westbrook, J.; Feng, Z.; Gilliland, G.; Bhat, T.N.; Weissig, H.; Shindyalov, I.N.;
Bourne, P.E.; The Protein Data Bank, Nucleic Acids Research, 2000, 28, 235-242.
84
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 45
PROPRIETÀ FOTOLUMINESCENTI DI MISCELE DI CRISTALLI
LIQUIDI AUTO ALLINEATI OMEOTROPICAMENTE
a
a
a
b
a
Antonella Tassone, Sante Cospito, Vito Maltese, Simona Salerno, Massimo La Deda,
a
a
Giuseppe Chidichimo, Amerigo Beneduci
a
Dipartimento di Chimica e Tecnologie Chimiche, Università della Calabria, Via P.Bucci, 87036,
Arcavacata di Rende (CS)
b
Istituto per la Tecnologia delle Membrane (ITM)-CNR, 87036, Arcavacata di Rende (CS)
[email protected]
I tienoviologeni sono cristalli liquidi altamente fluorescenti la cui emissione luminosa copre il
range 500-750 nm e può essere modulata con l’applicazione di potenziali elettrici di pochi
1,2
volt. In questo lavoro, è stata studiata la possibilità di orientare i tienoviologeni (Fig. 1a)
mescolandoli con un mesogeno reattivo nematico RM257 (Figura 1b). I film sottili di
questemiscele mostrano un allineamento omeotropico spontaneo nella mesofase, su vaste aree
2
del campione (mm ) (Figura 2). Questo studio quindi getta le basi per lo sviluppo di dispositivi a
3
fluorescenza polarizzata.
Figura 1a. Struttura del tienoviologeno, C9(NTf2)2
Figura 2. Immagine al microscopio a
fluorescenza del campione contenente una
zona scura allineata (che non emette) ed
Figura 2b. Struttura del mesogeno reattivo, RM257.una zona non allineata (che emette).
Bibliografia
1
Beneduci, A., Cospito S., La Deda, M., Veltri, L. &Chidichimo G. Electrofluorochromism in πconjugatedionic liquid crystals. Nat. Commun.2014, 5:3105 doi: 10.10,38/ncomms4105.
2
Beneduci, A., Cospito S., La Deda, M. &Chidichimo G. Higlyfluorescentthienoviologen-based
polymer gelsforsinglelayerelectrofluorochromicdevices. Adv. Funct. Mater.,201525, 1240-1247.
3
Wang, Y.; Shi, J.; Chen, J.; Zhu, W.; Baranoff, E., J. Mater. Chem. C, 2015, 3, 7993.
85
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 46
ELECTRICAL CHARACTERIZATION OF FEW LAYERS
GRAPHENE PREPARED WITH ZEOLITE CRYSTALS AS
CATALYST
a,c
G. Tubon Usca,
b
b
,a
J. Hernandez Ambato, C. Pace, L. S. Caputi and A. Tavolaro
c
a
Department of Physics, University of Calabria, Via P. Bucci 33C, 87036, Rende, Italy.
b
DIMES - University of Calabria, Via P. Bucci 42C, 87036, Rende, CS, Italy,
c
Research Institute on Membrane Technology (ITM-CNR), cubo 17C, 87036 University of
Calabria.
[email protected]
1,2
Liquid Phase Exfoliation of Graphite (LPEG) has been a promising route to achieve a mass
production of graphene defects free. On the other hand, electrical conductivity of graphene
flakes is perhaps the best indication to show the extent of the basal plane, and the quality of
3,4
surface achieved. The graphene produced could serves for potential applications including
5
6
nanoelectronic devices, such as sensors, electrochemical energy storage and conversion
7
8
9
systems, nano-composites and biotechnology.
In the present work, Exfoliated Graphene Films (EGFs) were obtained by a rapid exfoliation
procedure using sonication treatment with 1-Methyl-2-pyrrolidinone (NMP) solvent, natural
graphite flakes as precursor material, and Zeolite 4A as catalyzer. The obtained suspension
was stable for a long time, and its quality was evidenced by SEM, Raman Spectroscopy, TEM
and UV-visible analyses. Furthermore, Electrical Characterizations Test (ECT) was performed
on EGFs deposited on IDE (Inter Digitized Electrodes). These measurements were made at
room temperature before and after a thermal treatment in order to dry and evaporate the
solvent. On the other hand, Low-Frequency Noise Measurements (LFNMs) were performed to
verify the noise characteristic of EGFs, before and after thermal treatment.
3
The results showed that the film resistivity (Rf) was around 14.8x10 Ω, and it decreases with
α
increasing temperature. Moreover, LFNMs results showed a noise spectrum S(f)~1/f (where f is
the frequency and α is a factor compressing between 0.9 and 1.2). Also ours results
demonstrated that the noise level was enhanced after thermal treatment, while the spectrum
pattern was maintained.
References
1
J.N. Coleman, Liquid exfoliation of defect-free graphene, Acc. Chem. Res. 46 (2013) 14–22.
Y. Hernandez, V. Nicolosi, M. Lotya, F.M. Blighe, Z. Sun, S. De, et al., High-yield production of
graphene by liquid-phase exfoliation of graphite., Nat. Nanotechnol. 3 (2008) 563–568.
3
M.E. Uddin, T. Kuila, G.C. Nayak, N.H. Kim, B.-C. Ku, J.H. Lee, Effects of various surfactants
on the dispersion stability and electrical conductivity of surface modified graphene, J. Alloys
Compd. 562 (2013) 134–142. doi:10.1016/j.jallcom.2013.01.127.
4
Z. Yan, D.L. Nika, A.A. Balandin,  Review of Thermal Properties of Graphene and Few-Layer
Graphene : Applications in Electronics, (2014) 1–31.
5
Y. Shao, J. Wang, H. Wu, J. Liu, I. a. Aksay, Y. Lin, Graphene based electrochemical sensors
and biosensors: A review, Electroanalysis. 22 (2010) 1027–1036.
6
W. Yuan, G. Shi, Graphene-based gas sensors, J. Mater. Chem. A. 1 (2013) 10078.
7
Z.-S. Wu, G. Zhou, L.-C. Yin, W. Ren, F. Li, H.-M. Cheng, Graphene/metal oxide composite
electrode materials for energy storage, Nano Energy. 1 (2012) 107–131.
8
B.Z. Jang, a. Zhamu, Processing of nanographene platelets (NGPs) and NGP
nanocomposites: A review, J. Mater. Sci. 43 (2008) 5092–5101.
9
W. Du, X. Jiang, L. Zhu, From graphite to graphene: direct liquid-phase exfoliation of graphite
to produce single- and few-layered pristine graphene, J. Mater. Chem. A. 1 (2013) 10592.
2
86
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 47
SINTESI DI DERIVATI IMIDAZO[1,2-A]BENZOIMIDAZOLI
FUNZIONALIZZATI ,MEDIANTE AMMINOCARBONILAZIONE
OSSIDATIVA PdI2 cat DI (1H-BENZOIMIDAZOL-2-IL)PROP-2INILAMMINE
a
Lucia Veltri, Bartolo Gabriele
a
a
Dipartimento di Chimica e Tecnologie Chimiche, Università della Calabria, Via P. Bucci,
87036, Rende
[email protected]
I derivati midazo[1,2-a]benzimidazolici presentano svariate attività biologiche. In particolare la
loro struttura è presente in alcuni farmaci antiinfiammatori, analgesici, ipotensivi, antiaggreganti
1
e anti tumorali. In questa comunicazione viene riportato un nuovo processo di carbonilazione
che porta agli imidazo[1,2-a]benzoimidazoli 2, partendo da (1H-benzoimidazol-2-il)prop-2inilammine
1
facilmente
sintetizzabili.
Questo
processo
consiste
nella
monoamminocarbonilazione PdI2/KI catalizzata del triplo legame di 1, seguita da addizione
coniugata intramolecolare e isomerizzazione del doppio legame (Schema 1).
R2
N
N
R2
NH + CO + R2NH + (1/2)O2
R1
1
PdI2
R2NH2+ I
R2
R2
R2NH
CO
CO (16 atm)
air (4 atm)
MeCN, 100°C, 6 h
H2O
O
R2NH
NH
R1
Pd(0) + 2 HI + (1/2) O2
NR2
R2
N
N
R1
[Pd(0)+HI]
R2
R2
NR2
N
N
NH
R1
O
N
2 (65 -76%)
R2
O
PdI
N
N
PdI2 (0.01 eq)
KI (1 eq)
O
CHCNR2
R2
N
2
N
R
N
R1
PdI2 + H2O
Schema 1
Le reazioni sono condotte in MeCN at 100 °C per 24 h, sotto la pressione di 20 atm di una
miscela 4:1 di CO – aria e in presenza di una quantità catalitica di PdI2 (0.01 eq) in
congiunzione con KI (1 eq) e usando un’ammina secondaria come nucleofilo. Si ottengono in
questo modo le 2-(1-alchil-1H-imidazo[1,2-a]benzoimidazol-2-il)-acetammidi 2 N,N-disostituite,
in alte rese (71-97%).
Bibliografia
1
P. N. Preston, D. M. Smith and G. Tennant (Eds.), Benzimidazoles and its congeneric tricyclic
compounds, Part 2, Interscience, New York (1981).
2
B. Gabriele and G. Salerno, PdI2. In: e-EROS (Electronic Encyclopedia of Reagents for
Organic Synthesis); Crich, D., Ed.; John Wiley & Sons: Chichester, 2006.
87
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 48
ANALISI FITOCHIMICA DEGLI ESTRATTI ETANOLICI OTTENUTI
DA D. LAUREOLA E D. OLEOIDES
a,b
Alessandro Venditti,
a
b
a
a
Claudio Frezza, Armandodoriano Bianco, Simona Laganà, Massimo
c
d
Fresta, Donatella Paolino
Dipartimento di Chimica
b
Dipartimento di Biologia Ambientale, Sapienza Università di Roma-,
P.le A. Moro 5-, Cap 00185, Roma.
a
b
Dipartimento di Scienze della Salute, Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale,
Università degli studi "Magna Graecia" di Catanzaro, Viale Europa, 88100, Catanzaro (CZ).
[email protected]
1,2
Il genere Daphne appartiene alla famiglia delle Thymelaeaceae Juss e comprende molte
specie utilizzate in medicina popolare contro vari disturbi, ad es. come purgativo, per il
trattamento dolori, reumatismi, artrite, gotta, malattie della pelle e per indurre l'aborto,
nonostante siano piante estremamente tossiche per la presenza di alcune specifiche classi di
composti naturali. In particolare sono stati isolati da questo genere composti appartenenti a
3,4
cumarine, psoraleni, flavonoidi e terpenoidi. Molti di questi composti, oltre ad una spiccata
tossicità, presentano anche interessanti attività biologiche ad es. antimalarica, analgesica,
3,5
antinfiammatora, antimicrobica e antiossidante.
In questo studio è stata effettuata l’analisi fitochimica degli estratti etanolici ottenuti da due
specie appartenenti al genere Daphne caratteristiche della flora Italiana: D. laureola e D.
1,2
oleoides. Per il riconoscimento della struttura molecolare sono state utilizzate principalmente
tecniche di risonanza magnetica nucleare, avvalendosi di esperimenti sia mono- che
bidimensionali, coadiuvate dalla spettrometria di massa ad alta risoluzione. I rispettivi pattern
molecolari osservati nelle due specie sono stati confrontati ed hanno mostrato notevoli
differenze nei componenti caratteristici seppur condividendo le principali classi di metaboliti
secondari propri di questo genere. La principale differenza tra queste due specie è risultata
essere una spiccata preponderanza di componenti cumarinici in D. oleoides rispetto le altre
classi di metaboliti secondari.
Dal punto di vista etnobotanico l’aver isolato ed identificato diversi composti bioattivi può
6-8
giustificare dal punto di vista farmacologico l’utilizzo medicinale tradizionale ma soprattutto
conferma l’ elevata tossicità delle specie appartenenti a questo genere.
Bibliografia
1
Pignatti, S., Flora d’Italia. Edagricole, Bologna. 1982, Vol.2 Pagg. 97-98.
Conti, F., Abbate, G., Alessandrini, A., Blasi, C., 2005, An Annotated Checklist of the Italian
Vascular Flora. Palombi Press: Roma, , p 85.
3
Riaz, M., Saleem, A., Siddique, S., Khan, B.A., Nur-e-Alam, M., Shahzad-ul-Hussan, S., Miana,
G.A., Khan, M.Q., 2015, Phytochemistry of Daphne oleoides. Natural Product Research, Ahead
of Print. DOI:10.1080/14786419.2015.1092146
4
Xu, W-C., Shen, J-G., Jiang, J-Q., 2011, Phytochemical and Biological Studies of the Plants
from the Genus Daphne. Chemistry & Biodiversity, 8(7), 1215-1233.
5
Ruan, Z., Chen, R., Yu, ., Cao, S., 2009, Research on chemical constituents of genus Daphne
genus and their bioactivities. Shipin Kexue, 30(9), 249-258
2
88
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
6
Ahmad, K., Ahmad M., Weckerle C., 2015, Ethnoveterinary medicinal plant knowledge and
practice among the tribal communities of Thakht-e-Sulaiman hills, west Pakistan. Journal of
Ethnopharmacology, 170, 275-83.
7
Viegi, L., Vangelisti, R., 2011, Toxic plants used in ethnoveterinary medicine in Italy. Natural
Product Communications, 6(7), 999-1000.
8
Al-Qura'n, S., 2005, Ethnobotanical survey of folk toxic plants in southern part of Jordan
Toxicon, 46(2), 119-129.
89
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 49
MOLECULAR DESIGN AND SYNTHESIS OF POTENTIAL
TRANSDERMAL ASPIRIN
a
a
b
Raffaella Mancuso, Ida Ziccarelli, Giorgio De Luca, Bartolo Gabriele
a
a
Dipartimento di Chimica e Tecnologie Chimiche, Università della Calabria, Via Pietro Bucci,
12/C, 87036 Arcavacata di Rende (CS), Italy
b
Istituto per la Tecnologia delle Membrane, Consiglio Nazionale delle Ricerche
(ITM-CNR), 87036 Arcavacata di Rende (CS), Italy
[email protected]
Aspirin (acetylsalycilic acid, ASA) is a widely known non-steroidal anti-inflammaatory drug. A
major problem associated with the oral administration of aspirin regards the gastrointestinal side
effects, which may appear even at low doses.
Transdermal delivery of this drug could offer a valid alternative route, more convenient and
safer during long-tem use. Animal and human studies suggest that skin is moderately
1
permeable to aspirin and its metabolite, salycilic acid. With the aim of developing a novel ASA2
like hybrid molecule with increased skin permeability, we have computationally studied,
designed then synthesized some alkyl esters of aspirin with different chain lengths, as shown in
Scheme 1.
OH
OH
O
1
HO
CH3
n
DCC
n=4,5,9,13
OH
O
H3C
CH3
O
O
Cl
O
CH3
n
O
O
O
2
3
CH3
n
Scheme 1
The molecular design was carried out analyzing the kinetic diameter of several esters,
3
according to Samir Mitragotri. This molecular descriptor dramatically controls the transport
molecules with low weight through the stratum corneum. A careful conformational analysis of 10
4
hybrids, with a different number of methylene groups, was performed using a in house code. In
particular, the distribution of the kinetic diameters was analyzed in addition to the LogP of the
target molecules, predicting the hybrids which best optimizes the considered molecular
descriptors regulating the molecular transport through the skin.
References
1
Keimowitz, R.M.; Pulvermacher, G.; Mayo, G.; Fitzgerald, D.; Circulation, 1993, 88, 556-561.
2
Wach, J.; Bonazzi, S.; Gademann, K.; Angew. Chem. Int. Ed., 2008, 47, 7123-7126.
3
Mitragroti, S.; J. Contr. Rel., 2003, 86, 69-92.
4
Buekenhoudt, A; Bisignano F.; De Luca, G.; Vandezande, P.; Wouters, M;, Verhulst K., J.
Membr. Sci. 2013, 439, 36-47.
90
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 50
NEW NATURAL-LIKE HERBICIDES
a
b
a
b
Raffaella Mancuso, Fabrizio Araniti, Ida Ziccarelli, Francesco Sunseri, Maria Rosa
b
a
Abenavoli, Bartolo Gabriele
a
Dipartimento di Chimica e Tecnologie Chimiche, Università della Calabria, Via Pietro Bucci,
12/C, 87036 Arcavacata di Rende (CS), Italy
b
Dipartimento di Agraria, Università Mediterranea di Reggio Calabria,
89124 Reggio Calabria, Italy.
[email protected]
In the search of new compounds with herbicidal activity the natural compound coumarin, known
1
for its phytotoxic potential, was used as backbone for the synthesis of new coumarin
derivatives. 3-[(alkoxycarbonyl)methyl]coumarins 2 have been assayed in-vitro on germination
and root growth of the two noxious weeds Amaranthus retroflexus and Echinochloa crusgalli.
Moreover, in order to identify the possible physiological targets affected, synthetic coumarins 2
were assayed in-vitro on seedlings growth of the model species Arabidopsis thaliana. 3[(alkoxycarbonyl)methyl]coumarins 2 was prepared in good to high yields starting from readily
available 2-(1-hydroxyprop-2-ynyl)phenols 1 by palladium-catalyzed dicarbonylation process, in
2
methanol such as solvent and at 25 °C (eq.1).
R1
R1 OH
R3
PdI2 cat
OH
R2
1
R3
CO2Me
(1)
CO, MeOH
O
R2
O
2
R1=R2=H, R3=OMe
(70%)
R1=H, R2=OMe, R3=H (81%)
R1=Me, R2=R3=H
(87%)
All the assayed molecules strongly affected germination and root growth processes of both
weeds. Interestingly, the effects exerted by the three molecules on weed germination were
higher than that observed in bibliography with the natural coumarin pointing out ED50 values
ranging from 50 to 115 µM. Moreover, all the assayed molecules showed a strong phytotoxic
activity on both Arabidopsis shoot and root growth. In fact, seedlings treated with synthetic
coumarins 2 pointed out a strong reduction in shoot fresh weight (ED 50 values ≤ 60 µM),
accompanied by a reduction of leaf development and pigment content, and a strong alteration of
root growth (ED50 values ≤ 170 µM) and morphology with evident alterations of root anatomy
(not aligned cells, gravitropism loss, inhibition of lateral roots and root hairs). Taken together the
results highlight the promising potential herbicidal activity of these new natural-like molecules.
References
1
(a) Lupini, A.; Araniti, F.; Sunseri, F.; Abenavoli, M. R.; Plant Growth Regulation, 2014, 74, 2331. (b) Abenavoli, M. R.; Lupini, A.; Oliva, S.; Sorgonà, A.; Biologia Plantarum, 2010, 54, 149153.
2
Gabriele, B.; Mancuso R.; Salerno, G.; Plastina, P.; J. Org. Chem., 2008, 73, 756-759.
91
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Poster 51
Synthesis of Thiophene Derivatives in DES
Raffaella Mancuso,, a,b Asif Maner,a Luciana Cicco,b Vito Capriati,b Bartolo Gabrielea
a
Dipartimento di Chimica e Tecnologie Chimiche, Università della Calabria, Via Pietro
Bucci, 12/C, 87036 Arcavacata di Rende (CS), Italy
b
Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale, Università della
Calabria, 87036 Arcavacata di Rende (CS), Italy
c
Dipartimento di Farmacia-Scienze Del Farmaco, Università di Bari Aldo Moro,
Consorzio C.I.N.M.P.I.S., Via E. Orabona 4, Bari, Italy
[email protected]
Deep eutectic solvents (DESs), which can be defined as molecular complexes typically
formed between a simple halide salt (i.e. choline chloride) and a hydrogen bond donor,
have found a wide variety of applications in different fields of modern chemistry,
including organic synthesis, biocatalytic reactions, dissolution of metal oxides,
electrodeposition of metals, and materials chemistry. However the number of studies
reporting the ability of DESs to serve as green and biorenewable reaction media in
metal-catalysed organic reactions is still scarce and no examples of iodocyclization
reactions in DESs are reported in literature.
We report here the first example of iodocyclisation reaction in DES. Readily available
1-mercapto-3-yn-2-ols 1 are converted into the corresponding 3-iodothiophenes 2
under base-free conditions, at room temperature and in Choline Chloride/Glycerol
(1ChCl/2Gly) such as solvent (eq.1). Products 2 are obtained in good yields (60-79%)
and the DES can be recycled different times without lost of activity.
2
R1 R OH
HS
R2
DES, 25 °C
1
I
I2
(1)
R1
3
R
S
2
R3
Starting from 1-mercapto-3-yn-2-ols 1 we have also obtained thiophenes 3 by PdI2catalyzed heterocyclization reaction (eq. 2). The reaction is carried out under air, at
room temperature and in 1ChCl/2Gly such as solvent. Thiophenes 3 are formed in
good to high yields (63-81%) and with the possibility to recycle DES-catalyst system
several times without affecting the reaction.
2
R1 R OH
R2
PdI2/KI
HS
DES, 25 °C
1
3
R
(2)
R1
S
3
3
R
Bibliografia
1
E. L. Smith; A. P. Abbott; K. S. Ryder‡, Chem. Rev., 2014, 114, 11060-11082
92
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Indice Autori
Legenda
PL_ = Plenary Lecture
O_ = Oral Presentation
P_ = Poster
Aiello F
O_26 ..................................................... 39
Al-Asri J
P_24 ..................................................... 64
Alcaro S
P_01 ..................................................... 41
P_02 ..................................................... 42
P_18 ..................................................... 58
P_24 ..................................................... 64
P_29 ..................................................... 69
P_31 ..................................................... 71
P_32 ..................................................... 72
P_41 ..................................................... 81
P_42 ..................................................... 82
P_44 ..................................................... 84
Algieri V
O_03 ..................................................... 15
Almerico AM
O_10 ..................................................... 22
Alterio V
P_04 ..................................................... 44
Amata E
P_27 ..................................................... 67
P_28 ..................................................... 68
Araniti F
P_50 ..................................................... 91
Arcone R
P_09 ..................................................... 49
Arena E
P_27 ..................................................... 67
P_28 ..................................................... 68
Armetta F
O_19 ..................................................... 31
Artese A
P_24 ..................................................... 64
P_32 ..................................................... 72
P_41 ..................................................... 81
P_42 ..................................................... 82
P_44 ..................................................... 84
Badolato M
O_26 ..................................................... 39
Bagetta D
P_02 ..................................................... 42
Barattucci A
PL_03 ................................................... 11
Barbera L
O_14 ..................................................... 26
Barlocco D
O_24 ..................................................... 36
Barone G
O_10 ..................................................... 22
Basile L
O_12 ..................................................... 24
O_24 .................................................... 36
O_25 .................................................... 38
Bastone S
O_20 .................................................... 32
Bazzarelli F
O_05 .................................................... 17
Beneduci A
O_06 .................................................... 18
P_45 ..................................................... 85
Bianco A
P_48 ..................................................... 88
Bonacci S
P_03 ..................................................... 43
P_05 ..................................................... 45
Bonaccorsi P
PL_03 ................................................... 11
Bonfiglio A
P_22 ..................................................... 62
Bonsignore R
O_10 .................................................... 22
Borges F
P_01 ..................................................... 41
P_31 ..................................................... 71
Brancale A
P_20 ..................................................... 60
Bretti C
O_16 .................................................... 28
Britti D
P_11 ..................................................... 51
Brocchini S
P_33 ..................................................... 73
Bruno A
O_26 .................................................... 39
Bruno E
P_04 ..................................................... 44
Bruno M
P_16 ..................................................... 56
Bryant S
P_01 ..................................................... 41
Buemi M.R
P_04 ..................................................... 44
P_13 ..................................................... 53
Cacciatore I
P_28 ..................................................... 68
Cafeo G
P_22 ..................................................... 62
Calabrese C
O_17 .................................................... 29
Calandruccio C
P_05 ..................................................... 45
Campisciano V
O_17 .................................................... 29
Caponetti E
93
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
O_19 ..................................................... 31
O_20 ..................................................... 32
Cappello V
O_24 ..................................................... 36
Capriati V
P_51 ..................................................... 92
Caputi L.S
P_06 ..................................................... 46
P_46
........................................................ 86
Cariati L
P_09 ..................................................... 49
Carradori S
P_02 ..................................................... 42
P_18 ..................................................... 58
Casale M
P_21 ..................................................... 62
Celia C
P_15 ..................................................... 55
P_23 ..................................................... 63
Cerasa L.S
P_28 ..................................................... 68
Certo G
P_13 ..................................................... 53
Chiacchio U
P_26 ..................................................... 66
Chidichimo G
O_06 ..................................................... 18
P_45 ..................................................... 85
Chillura Martino D
O_20 ..................................................... 32
Ciavarella MT
P_23 ..................................................... 63
Cicco L
P_51 ..................................................... 92
Cid Perez D.M
P_06 ..................................................... 46
Cigala RM
O_16 ..................................................... 28
Cilurzo F
P_07 ..................................................... 47
P_08 ..................................................... 48
Cirilli R
P_04 ..................................................... 44
Cirinnà S
P_38 ..................................................... 78
P_39 ..................................................... 79
Compagnini G
O_15 ..................................................... 27
Constantino G
O_26 ..................................................... 39
Copati C
P_38 ..................................................... 78
Cosco D
P_07 ..................................................... 47
P_08 ..................................................... 48
P_10 ..................................................... 50
P_11 ..................................................... 51
Cospito S
O_02 ..................................................... 14
O_6 ....................................................... 18
P_45 ..................................................... 85
Costa G
P_29 ..................................................... 69
P_31 ..................................................... 71
P_32 ..................................................... 72
P_41 ..................................................... 81
P_42 ..................................................... 82
P_44 ..................................................... 84
Costanzo P
P_09 ..................................................... 49
Cozzula D
O_22 .................................................... 34
Crea F
P_17 ..................................................... 57
Cristaldi D.A
O_07 .................................................... 19
Cristiano MC
P_07 ..................................................... 47
P_08 ..................................................... 48
P_10 ..................................................... 50
P_11 ..................................................... 51
P_23 ..................................................... 63
Cross S
P_01 ..................................................... 41
Cunsolo A
O_07 .................................................... 19
P_12 ..................................................... 52
D’Urso A
O_07 .................................................... 19
O_15 .................................................... 27
P_12 ..................................................... 52
De Luca G
P_49 ..................................................... 90
De Luca L
O_11 .................................................... 23
P_04 ..................................................... 44
P_13 ..................................................... 53
P_40 ..................................................... 80
De Luca M
P_14 ..................................................... 54
P_21 ..................................................... 61
De Nino A
O_03 .................................................... 15
De Simone B.C
P_36 ..................................................... 76
De Simone G
P_04 ..................................................... 44
De Stefano C
O_16 .................................................... 28
Desiderio D
P_09 ..................................................... 49
Di Bonaventura G
P_23 ..................................................... 63
Di Fiore A
P_04 ..................................................... 44
Di Francesco M
P_07 ..................................................... 47
P_15 ..................................................... 55
Di Martina R
O_25 .................................................... 38
94
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Di Marzio L
P_15 ..................................................... 55
P_23 ..................................................... 63
Di Stefano A
P_28 ..................................................... 68
Dvoràcskò S
P_25 ..................................................... 65
Espro C
O_18 ..................................................... 30
Ezzahra AF
O_11 ..................................................... 23
Failla P
P_08 ..................................................... 48
Fallico C
P_30 ..................................................... 70
Ferla S
P_20 ..................................................... 60
Ferrante M
P_38 ..................................................... 78
Ferri N
O_24 ..................................................... 36
Ferro S
O_11 ..................................................... 23
P_04 ..................................................... 44
P_13 ..................................................... 53
P_40 ..................................................... 80
Fiscarelli E
P_23 ..................................................... 63
Floris M
O_25 ..................................................... 38
Fontana G
P_16 ..................................................... 56
Fortuna C
O_07 ..................................................... 19
Foti C
P_17 ..................................................... 57
Fragalà E
O_15 ..................................................... 27
O_7 ....................................................... 19
Francesco F
P_39 ..................................................... 79
Fresta M
P_07 ..................................................... 47
P_08 ..................................................... 48
P_10 ..................................................... 50
P_15 ..................................................... 55
P_48 ..................................................... 88
Frezza C
P_48 ..................................................... 88
Furia E
PL_02 ................................................... 10
Gabriele B
P_26 ..................................................... 66
P_47 ..................................................... 87
P_49 ..................................................... 90
P_51 ..................................................... 92
PL_01 ..................................................... 9
Galano A
O_09 ..................................................... 21
Galvagno S
O_18 .................................................... 30
García- López EI
O_13 .................................................... 25
Garofalo A
O_26 .................................................... 39
P_19 ..................................................... 59
Gattuso L
O_14 .................................................... 26
Gelain A
O_24 .................................................... 36
Gentile C
O_10 .................................................... 22
Germanò M.P
P_13 ..................................................... 53
Giacalone F
O_17 .................................................... 29
Giacobello F
P_17 ..................................................... 57
Giannetto F
P_38 ..................................................... 78
P_40 ..................................................... 80
Gidaro M.C
P_18 ..................................................... 58
Giofrè S.V
P_26 ..................................................... 66
Giordano C
O_19 .................................................... 31
Giordano F
O_26 .................................................... 39
Giorno L
O_05 .................................................... 17
Gitto R
O_11 .................................................... 23
P_04 ..................................................... 44
P_13 ..................................................... 53
P_40 ..................................................... 80
Giuffrè O
P_17 ..................................................... 57
Gobbo M
P_12 ..................................................... 52
Grande F
P_19 ..................................................... 59
P_20 ..................................................... 60
P_21 ..................................................... 61
Grande R
P_23 ..................................................... 63
Gruttadauria M
O_17 .................................................... 29
Guccione S
O_12 .................................................... 24
O_24 .................................................... 36
O_25 .................................................... 38
Gumina B
O_18 .................................................... 30
Gündüz M.G
P_21 ..................................................... 61
Heiss K
P_27 ..................................................... 67
Hernandez Ambato J
P_4& .................................................... 86
95
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Hoyte A
O_11 ..................................................... 23
Iacopetta D
P_20 ..................................................... 60
Ielo L
P_13 ..................................................... 53
Ioele G
P_14 ..................................................... 54
P_19 ..................................................... 59
P_21 ..................................................... 61
P_43 ..................................................... 83
Irto A
O_16 ..................................................... 28
Janssen R.A.J
O_06 ..................................................... 18
Kijelj D.
P_01 ..................................................... 41
Kohnke F.H
P_22 ..................................................... 62
Kvaratskhelia M
O_11 ..................................................... 23
La Deda M
P_45 ..................................................... 85
La Parola V
O_17 ..................................................... 29
Laganà S
P_48 ..................................................... 88
Lamberti A
P_09 ..................................................... 49
Lando G
O_16 ..................................................... 28
Lauria A
O_10 ..................................................... 22
Leonardi M
O_12 ..................................................... 24
Li Volti G
P_27 ..................................................... 67
P_39 ..................................................... 79
Liotta L.F
O_17 ..................................................... 29
Locatelli M
P_15 ..................................................... 55
P_23 ..................................................... 63
Lombardo N
O_21 ..................................................... 33
P_37 ..................................................... 77
Lupia A
P_24 ..................................................... 64
Macedonio G
P_25 ..................................................... 65
Maci T
P_39 ..................................................... 79
Maggio A
P_16 ..................................................... 56
Maggisano G
O_21 ..................................................... 33
P_37 ..................................................... 77
Maiuolo L
O_03 ..................................................... 15
Malaj N
O_09 .................................................... 21
Malatesta L
P_23 ..................................................... 63
Maltese V
O_06 .................................................... 18
P_45 ..................................................... 85
Mancuso R
P_26 ..................................................... 66
P_49 ..................................................... 90
P_50 ..................................................... 91
P_51 ..................................................... 92
Mane A
P_51 ..................................................... 92
Marcì G
O_13 .................................................... 25
Mare R
P_08 ..................................................... 48
P_10 ..................................................... 50
Marino T
O_01 .................................................... 13
P_36 ..................................................... 76
Marrazzo A
P_27 ..................................................... 67
P_28 ..................................................... 68
Martorana A
O_10 .................................................... 22
Maruca A
P_29 ..................................................... 69
Masullo M
P_09 ..................................................... 49
Mauriello F
O_18 .................................................... 30
O_22 .................................................... 34
Mayacela C
P_30 ..................................................... 70
Mazzei R
O_05 .................................................... 17
Mazzone G
O_08 .................................................... 20
O_09 .................................................... 21
Medda R
O_25 .................................................... 38
Meneghetti F
O_24 .................................................... 36
Mesiti F
P_31 ..................................................... 71
Micali N
O_15 .................................................... 27
Milardi D
O_07 .................................................... 19
O_12 .................................................... 24
P_12 ..................................................... 52
Milea D
P_17 ..................................................... 57
Modica M.N
O_23 .................................................... 35
Mollica A
P_25 ..................................................... 65
Montalbano A.
PL_04 ................................................... 12
96
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Moraca F
P_32 ..................................................... 72
P_41 ..................................................... 81
Mordocco R.A
P_19 ..................................................... 59
P_20 ..................................................... 60
Morittu V.M
P_11 ..................................................... 51
Muller TE
O_22 ..................................................... 34
Nakano T
P_35 ..................................................... 75
Nardi M
O_03 ..................................................... 15
P_33 ..................................................... 73
P_34 ..................................................... 74
Nardi M
P_03 ..................................................... 43
Nardi M
P_05 ..................................................... 45
Nardi M
P_09 ..................................................... 49
Naβ A
P_24 ..................................................... 64
Notti A
O_14 ..................................................... 26
Novellino E
P_25 ..................................................... 65
Oliveri Conti G
P_38 ..................................................... 78
Oliverio M
P_03 ..................................................... 43
P_05 ..................................................... 45
P_09 ..................................................... 49
Olivito F
P_34 ..................................................... 74
Ortuso F
P_02 ..................................................... 42
P_29 ..................................................... 69
P_32 ..................................................... 72
P_41 ..................................................... 81
P_42 ..................................................... 82
P_44 ..................................................... 84
Pace C
P_46 ..................................................... 86
Paduano S
O_21 ..................................................... 33
P_37 ..................................................... 77
Palmisano L
O_13 ..................................................... 25
Paolesse R
O_15 ..................................................... 27
P_12 ..................................................... 52
Paolino D
P_07 ..................................................... 47
P_08 ..................................................... 48
P_10 ..................................................... 50
P_11 ..................................................... 51
P_15 ..................................................... 55
P_23 ..................................................... 63
P_48 ..................................................... 88
Pappalardo M
O_12 .................................................... 24
Pappalardo S
O_14 .................................................... 26
Parisi MF
O_14 .................................................... 26
Parisi O.I
P_20 ..................................................... 60
Pasquinucci L
P_28 ..................................................... 68
Pasut G
P_07 ..................................................... 47
Perno C.F
P_42 ..................................................... 82
Petzer A
P_02 ..................................................... 42
Petzer J.P
P_02 ..................................................... 42
Piazzetta P
O_01 .................................................... 13
Pietropaolo A
P_35 ..................................................... 75
Pietropaolo R
O_18 .................................................... 30
O_22 .................................................... 34
Pisagatti I
O_13 .................................................... 26
Pittalà V
O_23 .................................................... 35
P_28 ..................................................... 68
Poerio A
P_11 ..................................................... 51
Poerio T
O_05 .................................................... 17
Pomilla FR
O_13 .................................................... 25
Pompilio A
P_23 ..................................................... 63
Porta F
O_24 .................................................... 36
Preianò M
O_21 .................................................... 33
P_37 ..................................................... 77
Prejanò M
P_36 ..................................................... 76
Prezzavento O
P_27 ..................................................... 67
P_28 ..................................................... 68
Prinzi R
P_22 ..................................................... 62
Procopio A
P_03 ..................................................... 43
P_05 ..................................................... 45
P_33 ..................................................... 73
P_34 ..................................................... 74
Puoci F
P_20 ..................................................... 60
Purrello R
O_07 .................................................... 19
97
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
O_15 ..................................................... 27
P_12 ..................................................... 52
Radi M
O_26 ..................................................... 39
Ragno G
P_14 ..................................................... 54
P_21 ..................................................... 61
P_43 ..................................................... 83
Randazzo R
O_07 ..................................................... 19
O_15 ..................................................... 27
Rapisarda A
P_13 ..................................................... 53
Reis J
P_31 ..................................................... 71
Renda V
O_20 ..................................................... 32
Ritacco I
O_08 ..................................................... 20
Rizzo M
P_38 ..................................................... 78
P_39 ..................................................... 79
P_40 ..................................................... 80
Rocca R
P_32 ..................................................... 72
P_41 ..................................................... 81
P_44 ..................................................... 84
Romeo Giovanni
P_26 ..................................................... 66
Romeo Giuseppe
O_23 ..................................................... 35
Romeo I
P_42 ..................................................... 82
Romeo R
P_26 ..................................................... 66
Ronsisvalle G
P_39 ..................................................... 79
Ronsisvalle S
P_40 ..................................................... 80
Rosselli S
P_16 ..................................................... 56
Russo B
O_03 ..................................................... 15
Russo D
P_10 ..................................................... 50
Russo N
O_01 ..................................................... 13
O_08 ..................................................... 20
O_09 ..................................................... 21
P_36 ..................................................... 76
Ryan A
O_12 ..................................................... 24
Sadutto D
P_04 ..................................................... 44
Şafak C
P_21 ..................................................... 61
Saladino M.L
O_19 ..................................................... 31
O_20 ..................................................... 32
Salahub D.R
O_01 .................................................... 13
Salerno L
O_23 .................................................... 35
Salerno R
P_09 ..................................................... 49
Salerno S
P_45 ..................................................... 85
Sammartano S
O_16 .................................................... 28
P_17 ..................................................... 57
Santagati N.A
P_38 ..................................................... 78
Santoro A.M
O_07 .................................................... 19
P_12 ..................................................... 52
Santoro M
P_42 ..................................................... 82
Savino R
O_21 .................................................... 33
P_37 ..................................................... 77
Scarpa M
P_33 ..................................................... 73
Scurria A
O_17 .................................................... 29
Secci D
P_02 ..................................................... 42
Sgammato R
P_09 ..................................................... 49
Sicilia E
O_08 .................................................... 20
Şimşek R
P_21 ..................................................... 61
Sindona G
O_04 .................................................... 16
P_33 ..................................................... 73
P_34 ..................................................... 74
Sinicropi M.S
P_20 ..................................................... 60
Siracusa M.A
O_23 .................................................... 35
Sissi C
P_32 ..................................................... 72
Somavarapu S
P_33 ..................................................... 73
Sorrenti V
O_23 .................................................... 35
Spatari C
P_14 ..................................................... 54
P_21 ..................................................... 61
P_43 ..................................................... 83
Spinello A
O_10 .................................................... 22
Stefanelli M
P_12 ..................................................... 52
Stefanucci A
P_25 ..................................................... 65
Sunseri F
P_50 ..................................................... 91
Supurant C.T
P_04 ..................................................... 44
98
Convegno Congiunto SCICASI, Catanzaro 3-4 dicembre 2015
Svicher V
P_42 ..................................................... 82
Talarico C
P_32 ..................................................... 72
P_41 ..................................................... 81
P_44 ..................................................... 84
Tassone A
P_45 ..................................................... 85
Taverna D
O_04 ..................................................... 16
Tavolaro A
P_06 ..................................................... 46
P_30 ..................................................... 70
P_46 ..................................................... 86
Terenzi A
O_10 ..................................................... 22
Terracciano R
O_21 ..................................................... 33
P_37 ..................................................... 77
Torres T
P_12 ..................................................... 52
Toscano M
O_09 ..................................................... 21
Tubon Usca G
P_46 ..................................................... 86
Turkez H
P_28 ..................................................... 68
Vanella L
O_23 .................................................... 35
Veltri L
P_47 ..................................................... 87
Venditti A
P_48 ..................................................... 88
Vero A
P_10 ..................................................... 50
Villa S
O_24 .................................................... 36
Vinci A
O_22 .................................................... 34
Wang Y
P_35 ..................................................... 75
Wolber G
P_24 ..................................................... 64
Zappalà A
P_39 ..................................................... 79
Ziccarelli I
P_49 ..................................................... 90
P_50 ..................................................... 91
99
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Atti SCICASI 2015 - Convegno congiunto sezioni Calabria e Sicilia