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Intervista al presidente
nazionale della C.N.D.A.
Giovanni Gentile
di Francesco Fabbri
persino chi si è scomodato per produrre la
copia di una registrazione di Società
sostenendo l’errata attribuzione di anzianità
che CNDA vanta (detto in parole povere,
CNDA mentirebbe sulla sua data di nascita,
al contrario delle signore si attribuisce più
anni di quelli che, in effetti, ha!). Ma il fatto
curioso è che non è stata l’UITS a produrre
Infatti, la linea adottata dalla CNDA, per questo documento, ma un presidente di
ora, è l’attesa.
TSN. (qui prodest?)
Caro Presidente, pur sapendo di forzarti la mano, stante la tua decisione di non
commentare l’assemblea indetta dall’UITS il
9 aprile a Brescia con alcuni presidenti di
TSN, ti chiedo, in nome di tanti associati che
sollecitano notizie al riguardo, quale sia la
linea adottata dalla CNDA.
A Brescia, l’UITS per voce dei suoi
massimi dirigenti, lamentava un comportamento scorretto ed arrogante di qualche
“giacca verde”, non meglio identificata, nei
riguardi di Presidenti di Sezioni TSN
ospitanti, cosa sai di preciso e cosa ti senti
di dire al riguardo?
Questa voce era già giunta alle mie orecchie
ed avevo sollecitato delucidazioni all’UITS su chi
fosse, ma i dirigenti dell’Unione non mi hanno
mai risposto fornendomi i nomi. Su quest’argomento la linea di condotta CNDA è rigorosa e
intransigente con chi non la segue. Da sempre
CNDA è entrata nelle sezioni TSN bussando,
chiedendone il permesso al Presidente e fornendo il
massimo di collaborazione possibile, sempre nel
rispetto dei ruoli e degli accordi e quando è uscita
ha “lasciato pulito” e senza pendenze economiche.
A testimonianza diretta di chi era
presente, l’assemblea di Brescia, causa il
comportamento e l’acredine di alcuni
dirigenti di TSN (fortunatamente pochi), si è
trasformata a tratti in un processo a CNDA,
naturalmente un processo in contumacia
per l’assenza dell’imputato. Il tutto finalizzato all’aumento delle iscrizioni da 11 euro
15 euro per gara, che era la cosa alla quale
premevano maggiormente.
Chi ha mostrato quel documento non
conosce la storia della CNDA o la conosce solo in
parte. Dal mio predecessore alla carica di
presidente, Dario Duranti, mi è stata lasciata
un’ampia documentazione in merito che mostrerò
nelle sedi opportune.
Il Presidente Obrist, durante l’assemblea,
ha più volte sottolineato la volontà di UITS
di non rompere l’accordo con CNDA, ma gli
accordi si fanno in due.
Il presidente Obrist è un uomo con cui è
possibile ragionare, purtroppo è circondato da
persone che soffiano per la rottura di quest’accordo
e molti non l’hanno ancora capito.
In una recente comunicazione l’UITS
tranquillizzava i presidenti di TSN promettendo loro la concessione di un contributo di
300 Euro nel caso ci rimettessero nell’organizzazione di gare ufficiali non I.S.S.F.
Stranamente, l’Avancarica non compare
nell’elenco delle gare “rimborsabili”, a
questo punto i casi sono due, o non è vero
che con l’avancarica CNDA/UITS i poligoni
ci rimettono, oppure si pensa che l’aumento
di 4 Euro a prestazione (sbandierato ai
quattro venti ma ancora di là a venire)
porterà talmente tanto denaro da escludere
a priori un sostegno alla sezione.
Da circa sei anni assisto a questi comportamenti da parte di UITS. E’ molto semplice
Non è un problema di CNDA se le sezioni
raccontare storie senza la presenza del diretto
interessato. A Brescia CNDA non era stata invitata TSN percepiscano o no contributi dall’Unione, ma
e, comunque, non sarebbe stata quella la sede sicuramente questa esclusione fa capire quanto
l’UITS tiene all’avancarica. La risposta è nella
per stringere accordi.
domanda precedente, gli accordi si fanno in due
Tra le cose dibattute nell’assemblea, e nessuno ad oggi mi ha informato di come
c’è anche la data di nascita di CNDA, c’è l’Unione intende muoversi.
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A Brescia la maggioranza dei TSN
presenti ha votato a favore di un aumento
delle quote d’iscrizione e mi sembra una
decisione logica, chi sarebbe tanto stolto da
rinunciare a priori alla promessa di un
maggiore introito, ma tra tutte le sezioni
presenti solo due hanno lamentato di lavorare
in perdita con l’avancarica, e siccome non è
obbligatorio organizzare gare d’avancarica,
suppongo che non si proporranno per entrare
nel calendario ma, se per sbaglio (loro) lo
facessero, cerca di essere comprensivo,
rimedia tu al loro errore, lasciali fuori.
A Brescia, per quello che mi hanno raccontato alcuni presenti, nessuno sa bene su cosa ha
votato; rammento comunque a tutti gli interessati
che solo il presidente della sezione TSN ha potere
decisionale nel poligono ed è una sua insindacabile
prerogativa organizzare o non organizzare gare
ed a quale costo, a prescindere dalle decisioni
dell’assemblea di Brescia.
Il Presidente Gentile mi perdonerà se
m’impossesso dello spazio riservato al
commento finale.
Deontologicamente spetterebbe a lui ma
avrete capito che è stato difficile strappargli
qualche parola o commento sull’argomento.
Detto ciò voglio sottolineare ai soci
CNDA che il verbale che è scaturito dall’assemblea di Brescia, non è un “Sacro Testo”
come alcuni presidenti TSN credono o
sperano, ma solo la traccia degli argomenti
che UITS porterà all’incontro con CNDA per
il rinnovo o la conferma dei termini dell’accordo di collaborazione, perché, come già
detto in precedenza, gli accordi si fanno tra
le due parti.
Per chi volesse inviare materiale da
pubblicare (articoli, foto, disegni, ecc...)
può scrivere, telefonare oppure inviare
una e-mail alla redazione:
Avancarica
Magazine
c/o X.mas srl - Viale della Lirica 61
48124 Ravenna
cell. 328.8290263
fax 0544.271417
e-mail: [email protected]
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
ni Gentile,
Gent.mo Presidente C.N.D.A. Giovan
Gent.mo Sig. Valerio Andriotto
ione
N. di Vergato, grato a codesta Associaz
Il Consiglio Direttivo della Sezione T.S.
raring
ero
a Sezione, esprime sentito e sinc
sportiva per avere riposto fiducia nell
parte
organizzazione puntuale e precisa da
ziamento evidenziando un’impeccabile
oni
tazi
pres
che ha fatto si che con trecento
del Vostro staff e personale operativo,
cappunto e lamentela. Compostezza e edu
la gara scorresse senza il minimo disa
cortras
si
'Avancarica hanno permesso che
zione da parte di tutti gli sportivi dell
a
na sportività. Nel confermare di restare
ressero tre giornate di tranquilla e sere
,
erci
volg
coin
tazioni nelle quali decideste di
disposizione per altre eventuali manifes
per
amento oltre ai più elevati complimenti
rinnoviamo sentito e doveroso ringrazi
Ossequi.
l'inappuntabile organizzazione.
Fanini Attilio
ionale di Vergato.
Presidente Sezione Tiro a Segno Naz
Vergato.
Il Consiglio Direttivo Sezione T.S.N.
Per tutte le altre news classifiche
e varie, collegati al sito
www.cnda.it
pagina 4
RECORD EGUAGLIATO
da Carlo Arrigoni
Record Italiano eguagliato nella specialità Miniè/O da
Carlo Arrigoni nella gara di
campionato a Santarcangelo di Romagna.
Col punteggio di 97/100,
Carlo Arrigoni della compagnia APN,
ha eguagliato il record italiano
realizzato da Sergio Galli
nel 1995 a Somma Lombardo.
Ufficio Stampa C.N.D.A.
DOPPIO
RECORD
per Antonio Ferrerio
Doppio record italiano, D.Malson/O
e Remington/O, realizzato a Vergato,
nella 12ma gara di campionato da
Antonio Ferrerio, della compagnia
3L di Somma Lombardo.
Antonio Ferrerio, delegato M.L.A.I.C. per l’Italia,
con un bel 82/100 nella specialità Donald Malson/O,
che sommato al 92/100 nella specialità COLT
ha stabilito il nuovo record italiano
nella classifica Remington/O.
Ufficio Stampa C.N.D.A.
Leonardo Nicoli,
1 0 0 di
questi…punti!!
Chiusura col “botto” di Leonardo Nicoli,
il tiratore di Copparo tesserato per la compagnia AV,
ha eguagliato il record mondiale di 100/100 nella
specialità Vetterli R. nell’ultima gara di campionato
disputata a Faenza l’11 e 12 giugno.
Ufficio Stampa C.N.D.A.
Per tutte le altre news,
classifiche e varie,
collegati al sito
www.cnda.it
pagina 5
VIGEVANO
galleria
fotografica
pagina 6
Rijeka - Memorial
Branko Nikolic 2011
Un piccola spedizione torna con
un grosso bottino.
Solo due tiratori italiani d’avancarica hanno partecipato al “III° Memorial
Branko Nikolic”, disputato a Rijeka,
Croazia, il 15 maggio.
La gara, organizzata al poligono
“Vladimir Gortan” dal club “Frankopan”
di Rijeka per ricordare l’amico Branko,
ha visto protagonisti il ravennate Ivo
Angelini, presidente del TSN Ravenna e il
faentino Francesco Fabbri, vice presidente
del TSN Faenza.
Ivo Angelini vincendo la specialità
“pistola Kuchenreuter” si è aggiudicato il
trofeo “Memorial Branko Nikolic” con la
degna cornice del secondo posto nella
specialità “revolver Donald Malson”.
pagina 7
Per Francesco Fabbri la vittoria
nella specialità “fucile Lamarmora” ed il
terzo posto nella specialità “fucile
Vetterli”.
La trasferta in Croazia è servita
anche per rinsaldare l’amicizia tra il tiro
a segno di Faenza e Rijeka, protagonisti
di un gemellaggio vecchio di ormai 27
anni, e per il tiro a segno di Ravenna per
poter gettare le basi di futuri sviluppi di
rapporti sportivi.
A fare gli onori di casa è stato il
presidente del club Ivica Suman ed il
presidente del tiro a segno di Rijeka,
Rajko Samueli-Kacic assieme al
presidente del tiro a segno regionale
Josip Rupcic.
Il prossimo impegno per il tiro a
segno di Faenza sarà la trasferta a
Rijeka per la tradizionale gara del
gemellaggio, in programma dal 1 al 3
luglio.
di F. Fabbri
pagina 8
Gara promozionale
a Sequals
In data 9 e 10
aprile, al campo
di tiro di Paludo,
nel comune di
Sequals (PN)
si è disputata una
gara promozionale
d’avancarica,
“Trofeo ASDTP
Sequals”
organizzato
dalla compagnia
“Tiratori Paludo”
con la
collaborazione
della compagnia
APN.
Nelle foto:
testimonial
dell’evento,
le regine
dell’avancarica
italiana,
Giuliana Casucci ed
Adriana Tivelli.
Ufficio Stampa
C.N.D.A.
pagina 9
MODIFICHE ed AGGIORNAMENTI
al regolamento sportivo C.N.D.A.
(Assemblea generale delle Compagnie, Parma 27 marzo 2011)
nel bersaglio
ra dei bersagli, stabilisce dove scrivere
Art. 310: bersagli. L’art.312, marcatu
ndendo l’uso
diffo
sta
si
che
ento
disciplina. Dal mom
i dati relativi al tiratore, Linea, turno,
no di prepacontengono tutti questi dati e permetto
di etichette prodotte al computer che
articolo la
propone di aggiungere alla fine dell’
rare i bersagli in tempi molto inferiori,
di cui al
a da computer, contenente tutti i dati
seguente dizione “nel caso di etichett
ituisce
sost
e
in basso a sinistra del bersaglio
presente articolo, questa va apposta
detti dati.”
l’obbligo di apposizione di tutti i sud
nanimità.
Posta ai voti la proposta è approvata all’u
succedanei
A si propone di aggiungere “l’uso di
Art.356: munizionamento. Alla voce
disputate
gare
le
e
tutt
alifica immediata da
alla polvere nera è punito con la squ
a per
iplin
Disc
di
e
sion
rimento alla Commis
o da disputare nella gara e il defe
ulteriori provvedimenti”.
nanimità.
Posta ai voti la proposta è approvata all’u
iscrizioni: la
delle Gare Nazionali. N°805 – Servizio
Art.800: Norme per l’organizzazione
Domenica.
si svolge nelle giornate di Sabato e
voce 9 viene così modificata “La gara
iscrizioni,
e sufficienti per accogliere tutte le
Qualora le linee non fossero giudicat
accordo
in
ltà di estendere il periodo di gara
la Società Organizzatrice ha la faco
gare il
loro
le
bri della staff possono disputare
col Responsabile Sportivo. I mem
Socio
un
di
o
in presenza del Range Officer
giorno precedente l’inizio della gara
anno
verr
tivi
rela
di osservatore. I bersagli
di altra Associazione in qualità
.”
o giorno di gara ufficiale
controllati assieme a quelli del prim
nanimità.
all’u
a
Posta ai voti, la proposta è approvat
Generali:
i a cartuccia metallica. N°702 – Principi
Art.700: Regolamento per il tiro con arm
ettile
proi
Il
er.
cutt
wad
li
etti
nte vietati i proi
al N°2 aggiungere “sono tassativame
avere
quelli usati all’epoca considerata. Può
deve essere di forma compatibile con
diritta a
curva (anche con testa piatta) e non
una spalla, ma l’ogiva deve essere
2,03.”
e del mirino non può superare m/m
cono. Al N° 6 aggiungere “lo spessor
all’unanimità.
Posta ai voti, la proposta è approvata
no non
voce C aggiungere “lo spessore del miri
Art.352: voce C: pistole e revolver. Alla
può superare m/m 2,03”
spessore
pistole e revolver. Al N°2 aggiungere “lo
Art.353: Repliche. Voce C – Repliche di
2,03”
del mirino non può superare m/m
re il N° 40
i lunghe. Dopo il N°32 Magenta aggiunge
Art.369: specialità a Squadra per arm
n.
Ope
R
e
O
ora
le del N°37 Lamarm
Enfield: Squadra di 3 tiratori con le rego
gregato
to Remington: Iscrizione automatica all’ag
Proposta AB a proposito dell’aggrega
occorre la
a Malson O/R più Colt e Mariette. Non
Remington per chi è iscritto alla disciplin
luogo alla
a la tassa d’iscrizione. Non si dà
scheda d’iscrizione e non si pag
viene
iano
messo in classifica. Il Titolo Ital
premiazione ma il risultato viene
le.
Fina
a
nell
migliori senza disputare la gara
assegnato sulla media dei TRE risultati
all’unanimità.
Posta ai voti, la proposta è approvata
entare
a € 20,00. Il presidente propone di aum
Punto 5 OdG: aumento tassa reclami
€ 20,00.
l’importo della tassa reclami di gara a
nanimità.
all’u
a
Posta ai voti, la proposta è approvat
pagina 10
VERGATO ...un
Finalmente,
dopo almeno
3 lustri,
l’avancarica
torna in
scena a
Vergato.
pagina 11
gradito ritorno
Ci eravamo dimenticati la strada e le curve
che risalendo la statale Porrettana ci portavano
sino a Vergato, i circa trenta chilometri da
Casalecchio di Reno, ultimo paese di pianura che
si lasciava, sembravano almeno il doppio. Ora
invece la piacevole sorpresa di una viabilità in
gran parte modificata e più spedita.
Ma, se la strada è cambiata, è rimasto
invariato il fascino di questo poligono incastonato
tra le montagne.
L’offerta di linee di tiro per tutte le esigenze,
sino a 300 metri, ne ha fatta una meta d’obbligo
per tanti tiratori e cacciatori.
Impeccabile l’organizzazione della gara
curata dalla compagnia APN e l’ospitalità del
Presidente del TSN di Vergato, Attilio Fanini e dei
suoi collaboratori.
L’avancarica non è stata da meno festeggiando il ritorno a Vergato con 310 prestazioni ed
un record italiano eguagliato da Carlo Arrigoni.
di F. Fabbri
pagina 12
VITERBO
un tuffo
nel verde
e… nella
storia.
di F. Fabbri
Finalmente si torna a Viterbo,
dopo qualche anno di assenza per lavori
al poligono l’avancarica torna a far
tappa al “Fosso Luparo” com’è storicamente conosciuto l’impianto nato tra il
fosso, dal quale prende il nome, e una
ripida parete di “peperino”.
Terminata la strada d’accesso,
remota e accidentata così come ben si
conviene a qualsiasi poligono che si
rispetti, si apre un gradevole scenario,
il verde del prato e le aiuole colorate
sono una carezza per lo sguardo del
visitatore.
Passeggiando all’esterno degli
stand di tiro si ha l’impressione di fare
un passo all’indietro nella storia, da un
pagina 13
lato una ricca vegetazione che forma una cornice
impenetrabile allo sguardo a fronteggiare una
parete di “peperino”, ricordo di una cava ormai
dismessa, gli ammassi di tufo e i muri a secco
ricordano al visitatore che ci si trova nella
“Tuscia” della quale Viterbo, detta anche la
“Città dei Papi”, ne è il capoluogo.
A completare degnamente questo scenario
non poteva mancare l’immancabile porchetta
annaffiata degnamente dall’EST EST EST, il
tutto condito dalla calda ospitalità del presidente,
l’amico Mario Augusto Gasbarri e dei suoi
collaboratori.
A tutti voi un sincero ringraziamento per
la bella giornata di sport e d’amicizia. Cari
amici, questo è lo Sport, quello con la “esse”
maiuscola, questo è il vero tiro a segno ad
avancarica.
pagina 14
UN PO’ DI STORIA
del tiro a segno
di Francesco Fabbri
PRIMA GARA NAZIONALE PRIMA GARA UFFICIALE
di TIRO A SEGNO
al POLIGONO di BOLOGNA
La “Società di Tiro a Segno Nazionale”, istituita col
Regio Decreto dell’11 agosto 1861, fu creata per
promuovere la pratica del tiro a segno e con il
compito di organizzare la prima gara nazionale a
Torino nel 1862.
Purtroppo i problemi organizzativi non sono
solo frutto della società moderna, anche allora
sorsero delle difficoltà, la motivazione ufficiale fu la
scarsa preparazione al tiro degli abitanti delle zone
liberate dalla dominazione straniera dove il possesso
e l’uso delle armi erano, sino ad allora, proibiti.
Una nobile motivazione quindi ma, pare
non fosse l’unica, si parlò anche di un conflitto
d’attribuzioni tra il Principe Umberto di Savoia e il
Principe Amedeo Duca d’Aosta, oltre a comprensibili
problemi di budget (Brescia 2011 è arrivata 149
anni dopo…ma questa è un’altra storia!).
Con 1 anno di ritardo finalmente si disputò
la PRIMA GARA NAZIONALE di tiro a segno.
Fu organizzata dal 21 al 27 giugno 1863, in
occasione dell'inaugurazione ufficiale del poligono
torinese, nei pressi del Valentino.
La Direzione generale era presieduta dal
principe Umberto di Savoia, mentre il Comitato
esecutivo della gara era presieduto dal principe
Amedeo Duca d'Aosta.
Il montepremi era di Lire 100.000 oltre ad
altri premi in armi e oggetti, sette le specialità
previste, revolver a 50 metri e fucili e carabine a
100-200-300 metri.
Le gare di fucile erano le classiche “tre
posizioni” in piedi, in ginocchio e a terra, con buona
pace delle moderne gare “ex ordinanza”.
In qualche specialità la gara era aperta
anche ai tiratori stranieri ed i soli svizzeri iscritti
erano 60.
Da parte italiana parteciparono sia tiratori
civili sia militari e praticamente tutte le società di
tiro risposero all’appello, nonostante la loro recente
fondazione furono ben 31 le società di tiro a segno
che parteciparono con oltre 30 tiratori ciascuna.
La manifestazione ebbe un grande successo
ed ebbe riscontri favorevoli anche sulla stampa
straniera.
La storia narra che durante i sette giorni di
gara furono sparati 240.000 colpi senza alcun
inconveniente e, trattandosi di armi ad avancarica,
provate a immaginare quanto fumo di polvere nera!
La parte del leone la fece la "carabina
federale svizzera mod. 1851" in calibro 10,4 per
quell’epoca l’arma di gran lunga più performante.
Ripercorrendo la storia non è raro
scoprire come l’iniziativa di singoli soggetti o
di organizzazioni private riesca ad anticipare i
tempi e colmare le lacune e i vuoti lasciati da
strutture ben più organizzate e potenti ed è
così che tra i ricordi ingialliti dal tempo riaffiora
un evento organizzato dalla Società di Tiro a
Segno di Bologna.
Questo è il testo di un manifesto del
1862, anno di fondazione della Società di Tiro
a Segno di Bologna, probabilmente si tratta
della prima gara ufficiale indetta dalla Società
Felsinea per festeggiarne la nascita. La carabina
federale svizzera menzionate era il mod.51 in
calibro 10,4 e il bersaglio a 300 metri.
Come si può notare dal programma, i
tiratori erano impegnati per più giorni di gara
ma la posta in palio era veramente invitante, il
valore di una carabina federale Svizzera era
notevolmente superiore agli stipendi medi di
allora e questo giustificava l’iscrizione non
proprio a buon mercato.
Il manifesto affisso in città e nei dintorni:
“SOCIETA’ DEL TIRO A SEGNO per LA CITTA’ DÌ
BOLOGNA E FRAZIONI”
Nei giorni di lunedì 6, martedì 7, mercoledì 8 del corrente mese di ottobre dell’anno
1862, dalle ore 8 antimeridiane alle ore 3
pomeridiane, lo Stabilimento del Tiro a Segno
è aperto con Concorsi a Premio. Chiunque può
prendervi parte.
L’arma del concorso è la Carabina
Federale Svizzera, ultimo modello, con la sola
mira metallica. I premi sono tre carabine, due
offerte in dono dai soci, signori Enea Bignami e
Paolo Vitali, l’altra regalata dalla Società.
Il lunedì e martedì il tiratore farà
cinque colpi. I 2 tiratori che, nell’uno o
nell’altro giorno avranno un maggior numero
di punti, guadagneranno una carabina per
ciascuno. All’atto d’iscrizione ogni concorrente
pagherà L.2 per giorno.
Il mercoledì, il tiratore che avrà fatto il
colpo più centrale, avrà in premio la terza
carabina. Per questo concorso il numero dei
tiri è libero. Il prezzo di ogni colpo è fissato in
centesimi 10. Una Commissione nominata
dalla Direzione verificherà e deciderà il valore
dei tiri.
Per la Direzione
C. Boldoni – Presidente
C. Gennasi – Segretario
pagina 15
I revolver americani
realizzati per aggirare il
sistema “Rollin White”
di Gualtiero Fabbri.
Cercando notizie sulle conversioni a retrocarica
dei vecchi revolver americani mi sono imbattuto in
armi che a prima vista apparivano inusuali, in alcuni
casi anche improbabili, per molte di queste da una
semplice foto non si riusciva a comprendere il loro
funzionamento.
Diverse di queste armi erano dei tentativi, più
o meno riusciti, di aggirare il brevetto Rollin White
detenuto dalla ditta Smith-Wesson
Per capirne di più mi sono rivolto ad un vero
esperto e dopo alcune chiacchierate con lui ho pensato
di poter esporre alcuni dei brevetti ideati per superare
l’ostacolo Rollin White.
DESCRIZIONE DEL BREVETTO ROLLIN WHITE
Si tratta del brevetto americano N° 12648 del
3 aprile 1855 con validità di 14 anni.
Esso si riferiva ad un revolver in cui si potevano
introdurre i proiettili avvolti in carta, contenente
anche il propellente, nella parte posteriore del tamburo,
inserendoli a mano o per mezzo di un apposito
caricatore (rivendicazione n°1 del brevetto).
Questo procedimento richiedeva tamburi con
le camere di cartuccia forate da parte a parte, questa
era una differenza sostanziale con i revolver ad
avancarica allora in uso, che si caricavano dalla parte
anteriore e quella posteriore era occupata dai luminelli
preposti ad alloggiare le capsule ed a convogliare la
fiammata di accensione.
Se l’inserimento di cariche prive di innesco dalla
parte posteriore di un tamburo era privo di un’utilità
pratica col tradizionale sistema innesco-polvere-palla
inseriti separatamente, diventava invece di vitale
importanza quando ci si proponeva di usare cartucce
metalliche già dotate di un qualche sistema di
accensione, era quello più ovvio.
Il tamburo forato da parte a parte, nella sua
semplicità, era la soluzione più logica da utilizzare nei
revolver, si rivelò, però, un ostacolo duro da superare
senza incorrere in una condanna penale per chi non
fosse titolare del brevetto.
Un’arma con queste caratteristiche era nei
progetti di Daniel Baird Wesson, fondatore assieme
ad Horace Smith della notissima ditta S & W. L’idea
di Wesson era partita studiando la già esistente
cartuccia “Flobert”.
Auguste Flobert nel 1849 aveva inventato
la cartuccia metallica che porta il suo nome, in pratica
consisteva semplicemente in un normale innesco
di rame in cui aveva inserito una piccola palla, ne
risultava un “cartuccino” adatto al tiro da sala,
altrettanto semplice.
Geniale fu l’idea di Wesson il quale allungò il
corpo dell’innesco ed aggiunse all’interno una quantità
di polvere nera come propellente.
Era nata la cartuccia che nelle successive
evoluzioni diventerà la più utilizzata al mondo, questa
cartuccia, che verrà chiamata successivamente 22
short per differenziarla dal 22 long nato nel 1871,
evolutosi poi nel 22 long rifle (1887).
Essa avrebbe dovuto trovare il suo impiego in
un piccolo revolver di cui Wesson nel 1856 aveva già
approntato un prototipo di legno.
Smith e Wesson contattarono R. White e si
accordarono per lo sfruttamento del suo brevetto, che
era indispensabile per la loro idea.
L’accordo prevedeva il pagamento di una
royalty per ogni arma prodotta, a sua volta White, nel
contratto, si impegnava, a proprie spese, a difendere
il brevetto contro ogni eventuale tentativo di
contraffazione.
Diremo di sfuggita che Rollin White era stato
dipendente della ditta Colt ed a suo tempo aveva
proposto il brevetto al suo ex datore di lavoro che
l’aveva rifiutato!
Nel febbraio del 1856 era anche caduta
l’esclusiva Colt per il revolver con il tamburo che gira
automaticamente alzando il cane, il sistema era a
disposizione di tutti, quindi la nuova arma della S & W
poté iniziare un’avventura che continua ancora ai
nostri giorni.
Nel febbraio del 1857 nacque così il primo
revolver di una lunga serie: il Revolver Smith &
Wesson N°1, first model, in calibro 22 RF a 7 colpi.
Questa a grandi linee è la storia che porta alla
nascita del primo revolver moderno.
Gli innegabili vantaggi di questo nuovo revolver
costrinsero molti concorrenti a studiare altre soluzioni
per produrre armi che fossero il più possibile
competitive o realizzare modifiche a quelle esistenti
(le cosiddette conversioni) per adattarle alle nuove
cartucce metalliche senza però incorrere nella
violazione del brevetto controllato da S & W.
Nascono così revolver con idee alternative
(nella maggior parte anch’esse coperte da brevetto)
che destano curiosità e interesse, sia per gli originali
sistemi di caricamento ed a volte anche per la
realizzazione di nuove cartucce.
Nessuno di questi riuscirà, comunque, ad
eguagliare la semplicità e la praticità del sistema
Smith-Wesson.
(continua nelle pagine successive)
pagina 16
Prendiamo in considerazione alcune delle più note e curiose realizzazioni
-
(i dati numerici sono
Plant’s Mfg. Co.
Brooklin firearms Co. (Slocum)
Lucius Pond
Moore pat. firearms (Williamson)
Connecticut arms Co.
James Reid
tratti dal Flayderman’s e da American’s firearms):
(Brevetto 12 luglio 1859)
(Brevetto 14 aprile 1863)
(Brevetto 8 settembre 1863)
(Brevetto 5 gennaio 1864)
(Brevetto 1 marzo 1864)
(Brevetto 28 aprile 1863)
PLANT’S Mfg FRONT LOADING ARMY and POCKET REVOLVER
Come dice il nome, si tratta di un’arma il cui cilindro si carica dal davanti, infatti, il tamburo non ha
fori passanti da parte
a parte, ma solo una
fessura posteriore
attraverso la quale
passa il percussore
del cane per percuotere il fondello dove
è situato l’innesco.
La cartuccia è
di forma cilindrica
con la palla completamente contenuta
nel bossolo, diversi
costruttori useranno
tipi di cartucce che si
rifaranno a questo
modello, una cartuccia
abbastanza simile venne usata anche da Colt per il suo Thuer Conversion, altro brevetto per aggirare
l’esclusiva S & W, nel caso di Thuer la palla sporgeva però dal bossolo. Nel revolver Plant, una volta sparato,
il bossolo veniva rimosso spingendolo in avanti con l’apposito estrattore situato dietro al tamburo.
L’arma disponeva di un secondo tamburo con i classici luminelli per poterla utilizzare anche ad avancarica,
a volte c’era anche un terzo tamburo con i fori passanti per utilizzarla normalmente a retrocarica... ovviamente
infrangendo il brevetto. Fabbricati dal
1865 (data incerta) furono prodotti
circa 8.000 Army in calibro 42 e
20.000 Pocket in calibro 30.
BROOKLIN FIREARMS Co.
SLOCUM POCKET
REVOLVER
Quest’arma possiede un
sistema assolutamente singolare e
mai visto in altre armi.
Il tamburo presenta delle
aperture radiali attraverso le quali
possono scorrere avanti ed indietro
dei tubi entro i quali vengono inserite
le cartucce.
Questi tubi possono essere
bloccati indietro, in posizione di
sparo, da una levetta, possono poi
essere fatti scorrere in avanti, uno
alla volta per caricare o scaricare.
Fabbricati dal 1863 al 1864
in più di 10.000 esemplari in calibro
32 e meno di 200 in calibro 22.
pagina 17
LUCIUS POND FRONT LOADING SEPARATE CHAMBERS REVOLVER
Il tamburo, come nella Plant, presenta solamente delle fessure nella parte posteriore per il passaggio
del percussore. Le cartucce venivano inserite dal davanti dopo averle
caricate in appositi tubetti adatti per tenerle in sede.
La strana bacchetta a forma di U facilita l’estrazione dei
bossoli dai tubetti. Fallito il tentativo nel 1863 di fabbricare abusivamente revolver in cal. 44 con il tamburo dai fori passanti.
Lo stesso anno la ditta si mise a produrre questa variante nei
calibri 32 e 22, producendone parecchie migliaia dal 1863 al 1870
MOORE FIREARMS Co.
FRONT LOADING TEAT- FIRE REVOLVER
La caratteristica di questa arma risiede nella particolare forma
della sua cartuccia ideata da Daniel Moore e David Williamson.
Alla base questa presenta una piccola protuberanza somigliante
ad un piccolo capezzolo, da questo particolare deriva l’appellativo
“teat-fire”, contenente l’innesco, la pallottola è completamente “affogata”
nel bossolo.
Inserendo la cartuccia frontalmente la protuberanza si va a
collocare in un foro posteriore del tamburo dove potrà essere raggiunta
dal percussore al momento dello sparo.
In calibro 32,
fabbricato
dal 1864
al 1870 in
circa 30.000
esemplari fu
uno dei tentativi
meglio riusciti.
(continua nella
pagina successiva)
pagina 18
CONNECTICUT ARMS Co. POCKET REVOLVER
In questo caso il tamburo presenta nella parte laterale-posteriore delle fessure attraverso le quali,
oltre al percussore dall’alto può, in questo caso, agire anche la levetta di espulsione dei bossoli, posta sul
lato destro sotto il
tamburo.
La cartuccia, anche
qui contenente la palla
per intero, è caricata
dal davanti e presenta
una piccola flangia
nel bordo anteriore che
aiuta a mantenerla in
sede.
Fabbricata verso
la metà del decennio
1860 in soli 2.700
esemplari, era in
calibro 28.
JAMES REID POCKET REVOLVER MODEL A
Nel caso dei modelli A (3 e 4) di Reid ci troviamo di fronte ad una “astuzia commerciale”.
Infatti il revolver
era una normale arma
ad avancarica, quindi
dotato di luminelli, ma
questi erano stati
concepiti in modo tale
che, una volta rimossi,
restava un tamburo
forato da parte a parte
nel quale si potevano
inserire le cartucce con
accensione a retrocarica.
Del modello 3 A
in calibro 31 avancarica,
oppure 32 RF ne furono
fabbricati alcune centinaia nel 1863.
Del modello 4 A
stessi calibri, ne furono
costruiti oltre un migliaio
dal 1863 al 1865.
pagina 19
Appendice all’Assemblea
Generale delle Compagnie
Parma 27 marzo 2011
Punto 6 OdG: relazione dei probiviri sulla richiesta
di concessione tessere C.N.D.A. ai Soci SLV Scotti e
Gambini.
Il Membro del Collegio dei Probiviri Gianluca Broia
comunica che, avendo il Consiglio Direttivo della C.N.D.A.
negata la concessione della tessera per il 2011 ai Soci
SLV Franco Scotti e Gino Gambini che non avevano
rinnovato la stessa dal 2008, la SLV ha fatto ricorso al
Collegio avverso tale delibera.
Il Collegio dei Probiviri unanime, rilevato che i due soci
SLV non hanno rinnovato la richiesta di adesione dal 2008
ma vengono a richiederla ora per il tramite la società
d’appartenenza, che nel frattempo hanno tenuto comportamenti non in linea o contrari al dettato dello Statuto
C.N.D.A., sia per i toni e le parole usate verso la C.N.D.A.
e la sua dirigenza, toni e terminologia non in linea con lo
spirito dell’art. 3 dello Statuto, sono del parere di sospendere il rientro dei due soci oggetto del ricorso della SLV e
di sottoporre questo loro parere alla valutazione della
Assemblea.
Il Presidente Gentile stigmatizza l’assenza del
presidente della SLV che, dopo essere ricorso ai Probiviri
contro le decisioni del C.D. ed essere stato avvertito e
sollecitato a presenziare alla lettura della loro relazione,
ha dato delega di rappresentanza ad altro associato
C.N.D.A. con precise istruzioni di voto.
Il Presidente Gentile, in qualità di presidente della
compagnia LARC, dichiara di astenersi dal voto in quanto,
parte in causa, non ritiene corretto parteciparvi.
Il C.D. chiede all’assemblea che contemporaneamente
sia posto ai voti l’operato del C.D. stesso riguardo
l’argomento trattato.
Posta in votazione la proposta del Collegio dei
Probiviri, l’Assemblea ne approva a maggioranza la
relazione.
L’Assemblea approva a maggioranza l’operato
del Consiglio Direttivo della C.N.D.A. con l’astensione
(dichiarata e motivata prima delle operazioni di
voto) di LARC ed il voto contrario di SLV.
Ufficio Stampa C.N.D.A
pagina 20
L’avancarica
al circolo
“I Fiori”
di Faenza
In occasione del 150mo anniversario
della fondazione del Circolo “i Fiori” di
Faenza è stata allestita una mostra di armi
antiche gestita e curata dal TSN Faenza.
Nella sala Kiss dal sabato 26 e
domenica 27 maggio hanno fatto bella
mostra una serie di repliche ad avancarica,
partendo dal moschetto a miccia del 1400,
passando per le armi a pietra focaia e le
armi militari, sino al più moderno fucile
Tryon a luminello.
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pagina 21
L’angolo più prezioso è stato
riservato ad una serie di armi originali
d’epoca garibaldina.
Per citarne alcune non può
mancare il pezzo più pregiato, il fucile
revolver Colt utilizzato dai garibaldini
nella spedizione dei MILLE (dei 51
acquistati all’epoca, ne restano solo 6
esemplari) Altre due armi d’epoca
esposte il revolver Colt “Navy 1851” e
il revolver Colt “Dragoon”.
Numerose sono state le visite
di curiosi e appassionati durante le
due giornate di esposizione, ad
accompagnarli nel tuffo nella storia i
soci del TSN Faenza, Edmondo Facchini
e Gualtiero Fabbri.
Ufficio Stampa C.N.D.A.
Per tutte le altre
news, classifiche
e varie
collegati al sito
www.cnda.it
pagina 22
A.D.A. 2011
la “mela d’oro”
resta in Italia
di F. Fabbri
“Talvolta le cose belle nascono
da s é , p e r c a s o ” , q u e s t o è i l
commento di Erich Hiehs, storica
bandiera del piattello ad avancarica
austriaco, “mi trovavo nel giardino
di casa e ammirando un albero di
mele mi venne l’idea di creare un
challenge che durasse nel tempo e
cosa c’è di meglio di una mela, mi
dissi? Ma non doveva essere una
mela comune, ed infatti, pensai a
una mela d’oro ed è questa che per
la prima volta è stata messa in palio
al trofeo ADA”.
Per la cronaca il “Trofeo La
Mela d’Oro” 2011 è stato vinto dalla
squadra mista Italia-Olanda,
formata da: Enrico Siclari, Giovanni
Gentile e Bertus Kok che la
conserverà per 1 anno per poi
metterla nuovamente in palio.
L’edizione 2011 del Trofeo
Alpen Donau Adria, disputata al
campo di tiro di Faenza, ha visto in
pedana le rappresentative nazionali
di: Olanda, Italia, Francia, Austria e
Baviera. Il tempo clemente ha
favorito le prestazioni dei tiratori
autori di ottimi punteggi.
Il pratense Enrico Siclari
vincendo la specialità Lorenzoni col
punteggio di 48/50 ha arginato la
marea francese.
Infatti, i cugini transalpini
hanno chiuso al secondo ed al terzo
posto alle sue spalle ma hanno
occupato tutto il podio nella specialità
Manton.
Nel concorso a squadre l’Italia
si piazza nei primi 2 posti della
classifica Batesville, mentre la
Francia vince la classifica Hawker
con l’Italia al secondo posto e
l’Austria al terzo.
La classifica combinata,
Lorenzoni più Manton è stata vinta
da Enrico Siclari che si è aggiudicato
il prosciutto, messo in palio dal
Ristorante Diana di Bologna.
pagina 23
(continua nella pagina successiva)
pagina 24
pagina 26
Il Rogers & Spencer
di Pedersoli
Un revolver nato per la guerra civile americana ma non utilizzato perché fornito
poco prima della fine del conflitto. L’aspetto marziale e la concezione moderna lo
hanno reso un classico fra le armi americane. Le sue caratteristiche, scoperte solo
nel ventesimo secolo, vengono riproposte anche nella moderna replica.
(a cura dell’ufficio stampa Davide Pedersoli)
Amos Rogers e Julius Spencer iniziarono la loro attività di fabbricanti d’armi nel 1859 a Willowvale, nei
pressi di Utica, N.Y., producendo il revolver Pettengill (brevetto di C.S. Pettengill, n. 15388 del 22 luglio 1856)
per conto di un gruppo di investitori ma, visto il non pagamento delle forniture, decisero di produrre il revolver
(due allestimenti, in calibro .31 e .34) per proprio conto.
Dopo aver sfruttato un paio di altri brevetti relativi ad alcune migliorie meccaniche dell’arma (il n. 21054
del 27 luglio 1858 rilasciato a Edward A. Raymond e Charles Robitaille e il n. 38861 del 4 novembre 1862
rilasciato a Henry S. Rogers), i signori Rogers
e Spencer ottennero, nel dicembre 1861, due
commesse governative per cinquemila revolver
Pettengill Army cal. .44 (il calibro .34, nella versione
Navy, non era gradito). Tale impegno portò l’azienda
ad adeguare i macchinari e incrementare il numero
di operai. I primi test, però, non furono molto
esaltanti: pur apprezzandone la potenza e la
penetrazione da una distanza di 50 yard, venne
sottolineata la poca maneggevolezza, ancor di più
se si considera che lo scatto avveniva in doppia
azione. Nel giugno 1862, pertanto, l’ordine venne
ridotto a duemila pezzi. Nel marzo 1863 i costruttori fecero ancora un tentativo di poter fornire altri
revolver e, dopo un primo diniego, in maggio arrivò
una commessa per diecimila pezzi ma a un costo
pari alla metà circa (12 dollari) di quelli ordinati a
fine 1861. Sembra, però, che nessuno di questi
esemplari sia stato mai spedito.
Nasce il nuovo revolver
Si giunge così all’estate del 1864, quando i signori Rogers e
Spencer approntarono quel revolver che noi oggi conosciamo e che è
l’oggetto di queste note. Gli investimenti erano stati troppi e visto che
il bilancio dell’azienda non era stato prospero si cominciò a utilizzare
le canne, la leva di caricamento e altre piccole parti del Pettengill per
creare quello che sarà il nuovo revolver Rogers & Spencer. Per la parte
posteriore dell’arma si trasse ispirazione dal revolver creato da Austin
Tyler Freeman nel 1863, senza che costui, però, avesse mai concesso
di utilizzare il proprio brevetto. A quel punto bisognava vendere il
nuovo revolver e, dopo un tira e molla con il dipartimento d’artiglieria,
che durò da settembre a fine novembre, arrivò un ordine di cinquemila pezzi. Le spedizioni delle armi si
protrassero dal 30
gennaio al 26 settembre 1865, praticamente troppo
tardi per essere
utilizzati dai reparti Gli sgusci circolari fra i luminelli conferiscono
di cavalleria durante al tamburo una elevata robustezza. I fianchi
la guerra civile, del cane sono rettificati e lucidati a specchio.
tanto che essi rimasero ancora imballati nei magazzini
dell’arsenale di New York.
Quelle armi ricomparvero il 17 ottobre 1870
in occasione di un’asta pubblica del governo che pensava di
recuperare parte delle somme spese qualche anno prima.
Il prezzo risultò elevato e nessun acquirente si fece avanti. Il
19 gennaio 1901, in una successiva asta, la Francis
La leva di caricamento, il suo perno, o vite-controvite, Bannerman & Son di New York ne acquistò 4982 pezzi
di tenuta e il tamburo smontati. Notare l’incavo del direttamente in arsenale al prezzo di 25,27 centesimi di
perno della leva di caricamento che, quando allineato dollaro ciascuno. Da lì in avanti quelle armi ebbero un
con il corrispondente sull’asse del tamburo, ne
grande successo fra collezionisti e antiquari.
permette lo smontaggio.
La replica Pedersoli
La riproduzione del revolver Rogers & Spencer permette di perpetuare lo spirito dei costruttori originali
che vollero concepire, pur in un momento di grande disagio tecnico e commerciale, un’arma che potesse stupire
per robustezza, maneggevolezza ed efficacia. La sommatoria delle migliori caratteristiche degli altri modelli coevi
pagina 27
aveva permesso di creare un revolver il cui disegno apparve subito
fra i più moderni ed equilibrati.
La distribuzione dei pesi, il profilo dell’impugnatura con le
guancette scampanate e la stabilità in assetto di mira costituiscono le
qualità più importanti dell’arma.
Il telaio dell’impugnatura è integrale al paragrilletto ed è
fissato al castello tramite due viti trasversali, inserite dal lato
sinistro, come quelle
del cane e del grilletto
e poste appena sopra
la parte superiore
delle guancette. Una
terza vite è posta
davanti l’arco anteriore Particolare della volata e del mirino in ottone.
del paragrilletto. Sulla Questo è più alto rispetto all’originale ma
p a r t e d e s t r a d e l idoneo al moderno tiro accademico alla
castello è ricavata la distanza di 25 metri.
consueta smussatura ogivale per facilitare l’inserimento del
proiettile nella camera del tamburo.
L’asse del tamburo è integrale allo snodo della leva di
La particolare scampanatura delle guancette
caricamento, il cui smontaggio avviene ruotando la
permette un’ottima impugnabilità dell’arma.
vite-controvite di tenuta
trasversale posta nella parte anteriore del castello. Nella sezione
femmina di tale vite è ricavato uno sguscio semi circolare che, fatto
combaciare con il suo corrispondente ricavato sull’asse del tamburo,
permette al gruppo leva di caricamento e asse del tamburo di sfilarsi
in avanti. Armando leggermente il
cane per liberare il tamburo dall’ostacolo creato dal percussore del
cane in posizione di riposo, e abbassando così il dente di arresto, si può
estrarre lateralmente, e verso destra,
il tamburo stesso.
La culatta della canna presenta
un cono di forzamento con una
inclinazione tale da facilitare il
proiettile nella fase di imbocco della
rigatura.
Le superfici di attrito degli Confronto tra i revolver Pettengill (sopra)
scatti, le sedi di arresto e i denti della e Freeman citati nel testo. L’attinenza di
stella di avanzamento del tamburo queste due armi con il revolver Rogers &
è evidente (foto tratte da
subiscono un trattamento termico di Spencer
www.rockislandauction.com;
tempra a induzione. I fianchi del ultimo accesso 19.05.2011).
cane sono rettificati e lucidati a
specchio.
Sul tamburo sono avvitati luminelli in acciaio al berillio che, offrendo
Rosata di sette colpi (il primo di prova) una maggiore resistenza al calore, garantiscono una maggiore inalterabilità
utilizzando una carica di 21 grani di del diametro del foro interno.
Svizzera n. 1, pari volume di semolino
Gli organi di mira sono costituiti dalla fresatura sulla sommità del
e palla cal. .454 (11,53 mm) unta di
grasso. Riempimento dello spazio residuo telaio, con funzione di tacca di mira, e dal mirino in ottone su base
nelle camere del tamburo con grasso inserita a coda di rondine.
La Rogers & Spencer Pedersoli mostra una brunitura nera con
USA488
finitura antiriflesso; lungo la circonferenza del tamburo, in corrispondenza
dei denti di arresto, è ricavata una fascia lucida antifrizione per la riduzione dell’attrito e dell’usura. La
canna è solcata da sette righe, con passo di 450 mm, ricavate tramite brocciatura.
Scheda Tecnica
Fabbrica
Modello
Tipo
Calibro
Canna
Congegni di puntamento
Congegni di sicurezza
Materiali
Finitura
Lunghezza totale
Peso
Prezzo
Davide Pedersoli & C., via Artigiani 57, 25063 Gardone Val Trompia
Rogers & Spencer
revolver ad avancarica
.44
lunga 190 mm (71/2”); solcata da sette princìpi ad andamento destrorso
che sviluppano un passo di 450 mm (1:18”)
tacca di mira fresata sul dorso superiore del telaio; mirino conico in ottone
con base fissata sulla canna con incastro a coda di rondine
posizione di mezza monta del cane
telaio, canna e tamburo in acciaio; guancette dell’impugnatura in legno di noce
brunitura nera opaca con trattamento antiriflesso
340 mm
1.300 g (2.86 lbs)
975,00 Euro
pagina 28
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Pistola avancarica modello NAvY,
come nuova, sparato pochissimo
con cassetta in legno ed accessori.
Angelo tel. 339.2771512
Pistola HAMMERLI mod. 280 cal. 22
e convers. in cal. 32 usata pochissimo in valigetta originale con tutti gli
accessori e con 2 impugnature.
€ 3.500
Pistola BERARDELLI modello P
ONE cal. 9 x 21 accuratizzata + vari
ricambi. € 500
Gasbarri 339.2266136
Replica pistola avancarica Pedersoli
REMINGTON PATTERN cal. 44.
mod. 1863-1875 catalog. sportiva,
perchè poco usata x inutilizzo.
Gianni 338.353447
Pistola monocolpo avanc. Pedersoli
Mortimer Match come nuova con
scatola originale, DVD ancora imballato+fondipalle nuovo. € 400 non tr.
Monti 338.3797464
Vendesi pistola semiautomatica
9x21 modello TECNEMA con 2
caricatori, canna conica e scatola
originale. Sparati 600 colpi.
Luciano 347.5967086
Pistola avancarica Pedersoli mod.
kuchenreuter cal.40 in cassetta
+accessori. Arma libera. € 500
Duranti 339.8190592
Pistola avancarica Bondini “Le
Page Imperior” cal.45 in cassetta
+accessori. € 450
Duranti 339.8190592
Revolver Remington New Model
ricerca costruzione 1860 cal.36 preciso e pronto alle gare.
348 313466 Enrico Rabacchin
Revolver Roger & Spencer cal.44
preparato già alla gare.
348 313466 Enrico Rabacchin
Revolver wITNEY 1857 cal.36
molto preciso.
348 313466 Enrico Rabacchin
Le Page (Armi Sport) cal.45 dotata
di stecher, come nuova. €. 180
334 6404373 Emanuele
Revolver ROGER&SPENCER
(Pedersoli) cal.44 ver. gara: Ottime
finiture, precisissimo, altamente
competitivo. Ottimo stato. €. 480
334 6404373 Emanuele
HO w kEN
RIv ER (Pedersoli)
cal.45, diottra regolabile ed inserti
stecher. Ideale per il tiro di precisione.
Condizioni pari al nuovo. €. 550
334 6404373 Emanuele
MISCELLANEA
Vendo splendida baionetta sistema
Lauckart per Fucile da Fanteria
kammerbuechse 1842. Oppure
cambio/compro con analoga ma per
Carabina Jaeger Kammerbuechse
1842 (il manicotto deve essere lungo
ca. cm 10) ottime condiz. € 400 tr.
Alberto tel. 051.6368004
Vendo GIACCA DA TIRO in stoffa
usata solo 3 volte, colore verde e blu,
taglia 46. € 200
valerio tel. 329.4514155
Bacchette acciaio per armi avancarica, originali:
- marcata BF per fucile svizzero da
cacciatore “Jagergewehr mod.
1856” (lunghezza cm 91). € 120
- senza marchi, per carabina svizzera rigata (Gewehr mod. 1863 o
1867) fornita di bellissimo puntale
portastracci, in ottone, svitabile,
marcato RC, lungo 8 cm. La lunghezza totale, compreso il porta
stracci, è di cm 95. € 100
- per fucile rigato tipo Enfield,
lunga cm 102,5. € 80
Massimo Capone 338.8510997
Quaderni Franchi anni dal ‘56 al ‘73
(tutto il pubblicato) e Diana Armi
anni dal ‘72 al ‘03, fascicoli perfetti.
Vendo anche 1 collez. di cartoline a
soggetto venatorio e cataloghi di armi
+manuale pratico per uso corretto
delle armi ad avancarica dal titolo “A
caccia con lo schioppo a percussione. Spari e nuvole di fumo”.
Volume di 200 pagine e ca. 200 illustr.
in b/n ed a colori; ed. di soli 600
esemplari in via di esaurimento.
Dott. Raggi tel. 0544. 590206 op
vALIGIA tipo PAkMAYR, nuova ed
adatta per trasporto sino a 5 pistole
con tutti gli accessori. € 180
Gasbarri 339.2266136
Catalogo della mostra svoltasi nel 1997
nel MUSEO NAPOLEONICO di Roma.
1796 – 1797 Da Montenotte a
Campoformio: la rapida marcia
di Napoleone Bonaparte
Ed. “L’ERMA di Bretschneider” - 1997
nuovo. € 40
Massimo Capone 338.8510997
Cosi’ sparavano i nostri
di A. Gattia e A.G. Cimarelli - Ed.
Stringa –Genova - 1966
Illustratissimo colori e b/n (armi
western ed esemplari anche da
collezioni italiane) Raro € 80
Massimo Capone 338.8510997
L’ARMERIA REALE DI TORINO
Autori diversi - Edizioni Bramante 1981 (ediz. limitata di 2000 copie)
Esemplare n. 716 di 2000
434 pag. con tavole a colori e b/n.
Copert. in tela con sovracopertina ill.
In condiz. di nuovo. Raro. € 200
Massimo Capone 338.8510997
ETUDES SUR L’ARTILLERIE
MODERNE Turgan Ed. M. Levy
Freres - Paris, fine 19° secolo.
Ricchissimo di illustr. (da incisioni) su
artiglierie e relativi munizionamenti
(spaccati, fabbricazione, tabelle
balistiche, ecc) della 2° metà del IXX°
secolo. Comprende anche capitoli
sulla fabbricazione delle capsule e
delle prime cartucce a retrocarica da
guerra e da caccia ed un capitolo sulla
fabbrica di M. E. Lefaucheux. 290
pagine Rilegatura successiva in tela.
Condizioni ottime. Raro. € 120
Massimo Capone 338.8510997
W COME WINCHESTER
E' il titolo del nuovo libro scritto dal
socio della S.L.V. Viscardo Brunelli, già
autore di “Allin-Springfield-trapdoor
system arms”. L’opera comprende
tutti i modelli di Winchester, dall’Henry
al Mod. 95, con oltre 230 pagine, testi
in italiano e in inglese e più di 100 foto
a colori. Tra queste spiccano delle
stampe a grandi dim. con fucili a
grand. quasi nat., con foto di 90 cm. Il
libro sarà disp. in due versioni con un
prezzo di cop. al pubblico di € 80 con
custodia e di € 65 senza custodia.
Prenotate l’opera direttamente
dall’Editore “Edizioni ET Srl - Varese”
contattando il dirett. Signor Bruno
Erba. tel. 0332 97 10 28 oppure
all’indirizzo e-mail: [email protected].
Potete trovare la presentazione
dell’opera anche sul giornale “La
vetrina delle armi” e sul sito
http://www.lavetrinadellearmi.it
LA REDAZIONE
RICORDA
AGLI INSERZIONISTI
DI COMUNICARE
AVVENUTE VENDITE
DI ARMI O EVENTUALI
VARIAZIONI AGLI
ANNUNCI IN ESSERE
pagina 30
La prima
novità di
Chiappa Firearms
nel 2011:
la CARABINA
RICHMOND
1862
Chiappa Firearms produce dal 1989 il modello Richmond, un fucile con
canna da 40” a tre fascette. Viene ora aggiunta la versione carabina, sempre in
calibro .58, con canna rigata da 25”.
Il modello Richmond ha una storia interessante: all’inizio della Guerra
Civile, i Sudisti si trovavano in difficoltà avendo scarse risorse per la produzione di
armi leggere. Nel 1861 dopo la secessione della Virginia, i nordisti tentarono di
bruciare il ricco arsenale ed i macchinari che si trovavano nella città di Harper’s
Ferry affinchè non cadessero nelle mani dei confederati. I locali riuscirono però
pagina 31
a mettere in salvo i macchinari, che vennero trasferiti dai sudisti in diverse
locazioni ed arsenali del Sud, in particolare a Richmond, la capitale degli Stati
Confederati d’America.
Prodotti con i macchinari utilizzati per la costruzione del modello 1855, i
primi esemplari usciti dalla Richmond Armoury erano molto simili allo Springfield:
calibro .58, con canna da 40” ed una lunghezza totale di 56”. L’acciarino e la
cartella erano quasi identici a quelli dello Springfield 1855, ma non utilizzavano
il sistema di accensione Maynard che dava parecchi problemi. Le principali
differenze del modello Richmond erano una diversa tacca di mira, il calciolo e il
puntalino in ottone.
Nei due anni successivi, 1862 e 1863, vennero apportati diversi
miglioramenti al modello Richmond nelle versioni fucile e carabina. La
produzione proseguì fino al 1865, ma non si conosce il numero totale delle armi
prodotte.
La carabina Richmond di Chiappa Firearms rispetta fedelmente tutti i
dettagli dell’arma originale: gli anelli porta cinghia fissati alla fascetta anteriore,
al sottoguardia e sotto il calcio; il calciolo e il puntalino in ottone; l’astina con
puntalino a tulipano. Come per tutte le altre repliche Chiappa Firearms, i
componenti della carabina Richmond sono interamente prodotti nello stabilimento
di Azzano Mella con macchinari di alta precisione che garantiscono la perfetta
intercambiabilità con le parti originali. Il calcio è un pezzo unico in noce, trattato
manualmente a olio secondo la tradizione. La canna in cal.58 botonata con 3
righe destrorse passo 1x65” garantisce un’eccellente precisione di tiro.
Un altro pezzo di storia che viene offerto ai collezionisti ed agli appassionati
di tutto il mondo ad un prezzo al pubblico consigliato di € 891.
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N°2 - 2011