2 AGIOGRAFIA BIZANTINA L-FIL-LET/07 (5 CFU) Francesca Rizzo Nervo A Problemi storiografici e fondamenti metodologici (1 CFU). Testi: - S. Boesch Gajano, La santità, Roma-Bari, Laterza, 1999, pp. V-65. - H. Delehaye, Problemi di metodo agiografico: le coordinate agiografiche e le narrazioni, in Agiografia altomedievale, a cura di S. Boesch Gajano, Il Mulino, Bologna 1976, pp. 49-72. C L’agiografia tra storia e letteratura: la Sicilia (2 CFU). Testi: - S. Pricoco, Monaci e santi di Sicilia, in Idem, Monaci Filosofi e Santi. Saggi di storia della cultura tardoantica, Soveria Mannelli, Rubbettino, 1992, pp. 239295. - V. Milazzo - F. Rizzo Nervo, Lucia tra Sicilia Roma e Bisanzio: itinerario di un culto (IV-IX sec.), in Storia della Sicilia e tradizione agiografica nella tarda antichità, a cura di S. Pricoco, Soveria Mannelli, Rubbettino, 1988, pp. 95-135. - F. Rizzo Nervo, Tradizione narrativa e mutamenti semantici nella letteratura agiografica siciliana, in Sicilia e Italia suburbicaria tra IV e VIII secolo, Atti del Convegno di studi (Catania 24-27 ottobre 1989), a cura di S. Pricoco - F. Rizzo Nervo - T. Sardella, Soveria Mannelli, Rubbettino, 1991, pp. 249-261. - F. Rizzo Nervo, Nomen/omen? Il caso di Barbara, in La Sicilia nella tarda an- 3 I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali B Lineamenti di agiografia bizantina (2 CFU). Il martire, il santo monaco, il santo vescovo, il santo folle, la santità femminile, la santità “militante”. Testi: - A. Acconcia Longo, Vite passioni miracoli dei santi, in Lo spazio letterario del Medioevo. 3. Le culture circostanti, vol. I, La cultura bizantina, Salerno Editrice, Roma 2004, pp. 183-227. - L. Rydén, Introduzione a I santi folli di Bisanzio, a cura di P. Cesaretti, Mondadori, Milano, pp. 5-34. - F. Rizzo Nervo, Percorsi di santità salh/ vs salo/j, in Miscellanea di studi in onore di p. Marco Petta per il LXX compleanno, II, (= BBGG n.s.46, 1992, 1), pp. 315-337. - F. Rizzo Nervo, Teodora Raoulena: tra agiografia e politica, in Esperienza religiosa e scritture femminili tra Medioevo ed età moderna, a cura di M. Modica Vasta, Bonanno Editore, Catania 1992, pp. 33-42. 3 tichità e nell’alto medioevo. Religione e società, Atti del Convegno di studi (Catania-Paternò 24-27 settembre 1997), a cura di R. Barcellona - S. Pricoco, Soveria Mannelli, Rubbettino, 1999, pp. 221-232. - A. Acconcia Longo, La Vita di Zosimo vescovo di Siracusa: un esempio di “agiografia storica”, in Eadem, Ricerche di agiografia italogreca, Roma 2003, pp. 9-22. LEZIONI: I Semestre. AGRONOMIA AMBIENTALE AGR/02 (3 CFU) Anita Ierna A Il concetto di Agronomia ambientale. Ecosistema e agroecosistema. Rapporti agricoltura-ambiente. Agricoltura sostenibile. Il suolo e il terreno agrario. I fattori della pedogenesi. Il terreno agrario e le sue caratteristiche: fisiche (costituzione, granulometria, porosità, struttura), chimiche (potere assorbente, reazione) e biologiche (microrganismi) (1 CFU). B Funzioni di abitabilità del terreno agrario: massa o volume (densità di semina, investimento unitario, consociazione e lotta alle malerbe), calore (mezzi di regolazione), sofficità (capacità del terreno per l’acqua e l’aria) e mezzi per regolarla (materia organica e lavorazioni), anomalie (ammendamento, irrigazione e correttivi). Funzioni di nutrizione: elementi nutritivi, concimi e tecniche di concimazione (1 CFU). I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali C Il clima: radiazione solare, temperatura, idrometeore e vento. L’erosione idrica ed eolica: meccanismi e valutazione del processo erosivo. Effetto dei principali interventi agronomici sull’equilibrio dell’agroecosistema (1 CFU). Testi: - L. Giardina, Agronomia Generale Ambientale e Aziendale, Patron editrice. - F. Bonciarelli, Fondamenti di Agronomia Generale, Edagricole. - F. Basso, Difesa del suolo e tutela dell’ambiente, Pitagora editrice, Bologna. - Appunti delle lezioni. • Le pagine e le parti da curare saranno indicate dal docente secondo quanto stabilito dalla Facoltà (100 pp. circa per ogni CFU). LEZIONI: II Semestre. 4 4 ARCHEOLOGIA CRISTIANA L-ANT/08 (6 CFU) Anna Maria Marchese A Istituzione ed aspetti epistemologici della disciplina (1 CFU). Testi: - S.L. Agnello, Archeologia cristiana, (dispensa) pp. 8. - F.W. Deichmann, Archeologia cristiana, L’Erma 1993, cap. II (Definizione ed estensione dell’Arch. Crist) e III (Storia dell’Arch. Crist.), pp. 21-50. - P. Testini, Archeologia cristiana, Edipuglia, Bari 1980, Parte II (Le Fonti), pp. 3-36. - Appunti delle lezioni. B Sepoltura e culto dei Martiri. Origine dell’edificio di culto (1 CFU). Testi: - F.W. Deichmann, cap. IV (La sepoltura e i cimiteri cristiani) pp. 51-58, cap. V (Il culto dei martiri) pp. 59-70, cap. VI (L’origine dell’edificio di culto cristiano, la chiesa) pp. 71-88. - Caratteristiche peculiari dell’architettura astrutturale in Sicilia: Appunti delle lezioni. D L’età costantiniana (1 CFU). Testo: - R. Krautheimer, Roma e Costantinopoli, in Tre Capitali cristiane, Einaudi, Torino 1995, pp. 9-105. E Sopralluoghi e/o Seminari; Norme per la schedatura di materiali (1 CFU). Testo: - Il materiale didattico per complessive 100 pp. ca., relativo agli argomenti trattati sarà fornito durante le lezioni. I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali C L’arte paleocristiana (2 CFU). Testo: - F.W. Deichmann, cap. VIII (I primordi di un’arte cristiana) pp. 105-148, cap. IX (Interpretazione del significato dell’arte figurativa) pp. 149-178, cap. X (Lo stile delle arti figurative) pp. 179-204, cap. XI (Le arti nelle regioni dell’ecumene) pp. 205-328. LEZIONI: II Semestre. 5 5 ARCHEOLOGIA DELLA MAGNA GRECIA L-ANT/07 (6 CFU) Massimo Frasca A Introduzione all’Archeologia della Magna Grecia (1 CFU). Origine del nome, estensione geografica, popolazioni dell’Italia meridionale, scoperte e scavi. Testi: - G. Maddoli, Magna Grecia: storia di un nome, in G. Pugliese Carratelli (a cura di), Magna Grecia, Electa, vol. I, Milano 1985, pp. 35-46. - C. Ampolo, La scoperta della Magna Grecia, in G. Pugliese Carratelli (a cura di), Magna Grecia, Electa, vol. I, Milano 1985, pp. 47-84. - M. Nafissi, Le genti indigene: Enotri, Coni, Siculi e Morgeti, Ausoni, Iapigi, Sanniti, in G. Pugliese Carratelli (a cura di), Magna Grecia, Electa, vol. I, Milano 1985, pp. 189-200. B L’archeologia della Magna Grecia. Dalla frequentazione micenea alla conquista romana. Aspetti dell’arte dei Greci in Occidente (4 CFU). La presenza micenea in Italia meridionale. La colonizzazione greca. Urbanistica e architettura delle città della Magna Grecia. La produzione artistica e artigianale della Magna Grecia. Testo (uno a scelta): - E. De Juliis, Magna Grecia, Edipuglia 1996, pp. 325. - E. Greco, Archeologia della Magna Grecia, La Terza ed., 1992, pp. 350. I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali Per l’arte in Occidente si consiglia: - G. Pugliese Carratelli (a cura di), I Greci in Occidente, Bompiani 1966, (capitoli relativi all’urbanistica, architettura, scultura e coroplastica) pp. 233-308, 315-346, 369-436. 6 C La colonia calcidese di Himera (1 CFU). Testi: - F. Coarelli - M. Torelli, Guide archeologiche Laterza, Sicilia, Bari 1984, pp. 398-405. - N. Allegro, Imera, in E. Greco (a cura di), La città greca antica, Donzelli Editore, Roma 1999, pp. 269-301. LEZIONI: I Semestre. 6 ARCHEOLOGIA DELLE PROVINCIE ROMANE L-ANT/07 (6 CFU) Günther Hoelbl B Lineamenti di storia dell’Egitto preromano (2 CFU). Testi: 1) un volume a scelta tra i seguenti: - S. Curto, Antico Egitto. Realtà e fantasia (2001), 8°, pp. 272, ill., La Stampa, ISBN 88-7783-135-9 (Euro 17,04). - J. Vercoutter, Antico Egitto. Archeologia di una civiltà (1992), 16°, pp. 192, ill., Electa Gallimard, ISBN 88-445-0001-9 (Euro 11,36). - S. Pernigotti, Dèi e templi dell’antico Egitto (1996), 8°, pp. 112, ill., La Mandragora Editrice, ISBN 88-86123-23-X (Euro 10,33). - F. Dunand - C. Zivie-Coche, Dei e uomini nell’Egitto Antico, L’Erma, Roma 2003, (Euro 102,—), pp. 29-217 (“L’Egitto Faraonico”). 2) I seguenti articoli, disponibili in fotocopia in segreteria: - G. Hölbl, Problemi fondamentali della ricerca degli Aegyptiaca nell’Italia arcaica, in: L’Egitto in Italia dall’Antichità al Medioevo. Atti del III Congresso Internazionale Italo-Egiziano, Roma-Pompei, 13-19 Nov. 1995, edd.: N. Bonacasa e altri, (Roma 1998), pp. 267-273. - G. Hölbl, I rapporti culturali della Sicilia orientale con l’Egitto in età arcaica visti attraverso gli Aegyptiaca del territorio siracusano, in La Sicilia antica nei rapporti con l’Egitto. Atti del Convegno (Siracusa 2001), pp. 31-47 (= Quaderni del Museo del Papiro 10). C L’Egitto provincia romana: storia, religione, architettura (3 CFU). Testi: - G. Hölbl, Altaegypten im Roemischen Reich, (Philipp von Zabern), I Mainz a. Rhein 2000; II Mainz a. Rhein 2004; III Mainz a. Rhein 2005 (per un totale di 7 I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali A Parte istituzionale (1 CFU). Testi: 1) - S. Rinaldi Tufi, Archeologia delle province romane, Carocci editore, 2001, capitoli su Sicilia e Sardegna; cap. 6: Province greche, e cap. 8: Province d’Oriente. oppure - voce Province romane, in Enciclopedia dell’Arte Antica, vol. IV. 2) - G. Geraci, Eparchia nun esti. La concezione augustea del governo d’Egitto, in Aufstieg und Niedergang der roemischen Welt, II.10.1, Berlin 1988, pp. 383-411 (fotocopie disponibili in segreteria). 7 300 pagine ca. di testo). Oppure - A.K. Bowman, Egitto dopo i faraoni (1997), 8°, pp. 296, ill., Giunti, ISBN 8809-21082-4 (Euro 14,46). - F. Dunand - C. Zivie-Coche, Dei e uomini nell’Egitto Antico, L’Erma, Roma 2003, (Euro 102,—), pp. 219-365 (“L’Egitto Tolemaico e Romano”). N.B. Ulteriore bibliografia verrà consigliata nel corso delle lezioni o potrà essere concordata con il docente. LEZIONI: II Semestre. ARCHEOLOGIA E MUSEOLOGIA DEL TERRITORIO L-ANT/10 (6 CFU) Il programma della disciplina è disponibile nel sito Internet della Facoltà all’interno della “Didattica” sotto la voce “programmi 05/06” come “Integrazione”. ARCHEOLOGIA E STORIA DELL’ARTE GRECA E ROMANA L-ANT/07 (6 CFU) Filippo Giudice I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali A Aspetti metodologici (metodi, fonti, storia, storiografia archeologica) (1 CFU). Testo: - R. Bianchi Bandinelli, Introduzione all’archeologia, Bari, Laterza, 1975. 8 B Fondamenti della disciplina: inquadramento generale e periodizzazioni dell’Archeologia e storia dell’arte greca e romana (2 CFU). Testo: - G. Becatti, L’arte dell’età classica, Firenze, Sansoni 1971 (o ristampe successive). - O. Brendel, Introduzione all’arte romana, Einaudi, Torino, 1989. C Seminari tecnico/tematici su argomenti scelti dal docente corredati dalla lettura di saggi su temi specifici riguardanti l’archeologia e storia dell’arte greca e romana (3 CFU). Testi: 8 - J. Boardman, I Greci sui mari, Giunti, Firenze, 1989. oppure - I. Scheibler, Il vaso in Grecia, Longanesi 2004. - AA.VV., La città delle immagini, Modena, Panini 1987. - Appunti delle lezioni. • Le pagine e le parti da curare saranno indicate dal docente secondo quanto stabilito dalla Facoltà (100 pp. circa per ogni CFU). LEZIONI: II Semestre. ARCHEOLOGIA ED ANTICHITÀ EGEE L-FIL-LET/01 (6 CFU) Pietro Militello B La preistoria del mondo egeo (3 CFU). Testi: - V. La Rosa, L’età del Bronzo in Egeo, dispense (pp. 27 dattiloscritte). - P. Militello, Creta e il Continente, dispense (pp. 40 manoscritte). - J. Rutter, The Prehistoric Archaeology of the Aegean, che si può recuperare sul sito internet http://projectsx.dartmouth.edu/history/bronze_age/ capp. 3-6, 8-10, 16, 28-29 (pp. 100 in inglese, fotocopie e traduzioni disponibili in segreteria). C Il contesto mediterraneo ed orientale: Egitto, Siria, Anatolia (1 CFU). Testo: - C. Gillis, An Introduction to Ancient Greece, Lund 2001, pp. 62. N.B. Alle lezioni interverrà la prof.ssa C. Gillis dell’Università di Lund. Materiale iconografico in fotocopie (disponibili anche in sede) verrà consegnato durante le lezioni. 9 I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali A Istituzioni della materia: Cronologia e geografia. Metodologia della ricerca preistorica (2 CFU). Testi: - A. Guidi, I metodi della ricerca archeologica, Manuali Laterza 58, Bari-Roma 1998, capp. II-IV, VII (formato 8°, pp. 81 con figure). - E. Giannichedda, Archeologia teorica, Carrocci editore, Roma 2002, (formato 8°, pp. 119 con figg.). - Geografia del Mediterraneo centrale e orientale (dispense, pp. 10 dattiloscritte). 9 N.B. Chi avesse già seguito il modulo A di Preistoria e protostoria, dovrà presentare il seguente testo: A. Bahn - C. Renfrew, Archeologia. Metodi, fonti, storia, Bologna, 1998. LEZIONI: I Semestre. ARCHEOLOGIA MEDIEVALE L-ANT/08 (6 CFU) AnnaMaria Fallico A Istituzioni della disciplina. L’archeologia medievale in Italia (1 CFU). Testo: - S. Gelichi, Introduzione all’acheologia medievale (2a ed.), Roma 1999. I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali B Contributi per lo studio dell’acqua (sistemi idraulici, topografia urbana e del territorio) (2 CFU). Testi: - F. Lo Piccolo, Sorgenti e corsi d’acqua…, Palermo 1994. - Flomaria molendinorum, Palermo 2000. - K. Berthier - P. Benoit, Les moulins hydrauliques de l’Antiquité à la fin du Moyen Âge…, in “Zeitschrift für Archaeologie des Mittelalters” 31, 2003, pp. 3-9. - Leontini. Il mare, il fiume, la città, a cura di M. Frasca, Catania 2004. - Guida alla fabbrica del Monastero dei Benedettini a Catania (a c. di A. Leonardi, con uno scritto di G. Giarrizzo), Catania 2005. - F. Andronico, Paesaggio sotterraneo, Catania 2005. C Saggi archeologici e numismatici per la storia degli insediamenti (3 CFU). Testi: - AA.VV., Castelli medievali di Sicilia, Palermo 2000. - A. Chavarria-Arnau, Considerazioni sulla fine delle ville in Occidente, in “Archeologia Medievale” XXXI, 2004, pp. 7-29. - G. Guzzetta, La circolazione monetaria in Sicilia dal IV al VII secolo d. C., in “Bollettino di Numismatica” 25, 1995, pp. 7-30. - G. Guzzetta, Le monete, in Siracusa 1999. Lo scavo archeologico di Piazza Duomo, a cura di G. Voza, Siracusa 1999, pp. 44-47. - G. Guzzetta, Per la storia dell’insediamento nelle aree orientali: apporti da monete e sigilli, in Byzantino-Sicula IV. Atti del I Congresso Internazionale di Archeologia della Sicilia bizantina, Palermo, Istituto Siciliano di Studi Bizantini e Neollenici 2002, pp. 713-744. LEZIONI: I Semestre. 10 10 ARCHEOLOGIA SUBACQUEA L-ANT/09 (6 CFU) Enrico Felici A Origini, storia e sviluppo dell’archeologia subacquea. Finalità e contributo dell’archeologia subacquea (1 CFU). Testo: - P.A. Gianfrotta - P. Pomey, Archeologia subacquea. Storia, tecniche, scoperte e relitti, Milano, Mondadori 1981 (fuori commercio). C Prospezione diretta. Prospezione strumentale. Fotografia aerea. Cartografia. Metodi e apparecchi per il rilevamento. Principi di stratigrafia archeologica in ambiente sommerso. Metodi e strumenti per lo scavo subacqueo. Organizzazione del cantiere. Quadrettatura e reticolo. Fotomosaico. Elementi di fotogrammetria. Metodi e strumenti di rilievo diretto. Sistemi di recupero. Metodi di prima conservazione. Documentazione fotografica e filmata. Restituzione grafica (2 CFU). Testo: - Enrico Felici, Archeologia subacquea. Metodi, tecniche e strumenti, Roma, Libreria dello Stato - Istituto Poligrafico dello Stato 2002. - Cairoli F. Giuliani, Archeologia. Documentazione grafica, Roma, De Luca 1986 (fuori commercio). D Impianti marittimi, lacustri e fluviali: peschiere, ponti, porti. Tecniche antiche di costruzione in acqua (1 CFU). Testo: - Enrico Felici, Archeologia subacquea. Metodi, tecniche e strumenti, Roma, Libreria dello Stato - Istituto Poligrafico dello Stato 2002. - Enrico Felici, La ricerca sui porti romani in cementizio: metodi e obiettivi, in 11 I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali B La navigazione antica. Carichi navali e storia commerciale: contenitori da trasporto, commercio delle opere d’arte, trasporto dei marmi, della pietra e dei materiali da costruzione. I processi di formazione dei relitti. Archeologia navale: elementi di carpenteria e architettura navale. Armamento delle navi e attrezzatura di bordo; le ancore. Gli oggetti di uso quotidiano. La pirateria. La pesca. Variazioni del livello del mare e “topografia sommersa” (2 CFU). Testo: - P.A. Gianfrotta - P. Pomey, Archeologia subacquea. Storia, tecniche, scoperte e relitti, Milano, Mondadori 1981 (fuori commercio). - C. Beltrame, Vita di bordo in età romana, Roma, Libreria dello Stato - Istituto Poligrafico dello Stato 2002. 11 Archeologia subacquea. Come opera l’archeologo sott’acqua. Storie dalle acque, atti dell’VIII Ciclo di lezioni sulla ricerca applicata in archeologia, (Certosa di Pontignano - Siena 1996) Firenze 1998, pp. 275-340. N.B. Eventuali ulteriori materiali bibliografici saranno indicati o resi disponibili durante il corso. LEZIONI: II Semestre. ARCHIVISTICA M-STO/08 (6 CFU) Gaetano Calabrese I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali A Archivistica e storia degli archivi (3 CFU). Testi: - E. Gustapane, Gli archivi, in Trattato di Diritto Amministrativo, Milano, Giuffrè, pp. 931-967. - A. Romiti, Archivistica generale, Lucca, Civita Editoriale, 2002, pp. 158. - I. Zanni Rosiello, Andare in archivio, Bologna, Il Mulino, pp. 200. - P. Carucci, Le fonti archivistiche: ordinamento e conservazione, Roma, NIS, 1986, pp. 199-230. 12 B Archivi non statali (2 CFU). Testi: - P. Carucci, Le fonti archivistiche: ordinamento e conservazione, Roma, NIS, 1986, pp. 77-128. - E. Lodolini, Archivi privati, archivi personali, archivi familiari, ieri e oggi, in Il futuro della memoria, Atti del convegno internazionale di studi sugli archivi di famiglie e di persone (Capri 9-13 settembre 1991), Ministero beni culturali e ambientali, Ufficio centrale beni archivistici (Pubblicazioni degli Archivi di Stato, Saggi n. 45, 1997), vol. I, pp. 23-69. - D. Brunetti - D. Bacino, L’archivio comunale. Manuale per la tenuta e la gestione dei beni archivistici, Maggioli, pp. 305-340. C Gestione dei documenti archivistici: storia e attualità (1 CFU). Testi: - G. Calabrese, I titolari di classificazione e la nuova organizzazione degli archivi in Sicilia nella prima metà dell’Ottocento, in «Archivi per la storia», XVI/2 (2003), pp. 129-153. - L. Giuva, Gli strumenti archivistici per la gestione dei documenti: la registra- 12 zione di protocollo, la classificazione, i piani di conservazione, in Gli archivi digitali nel 2000 nella pubblica amministrazione. L’innovazione nella gestione dei flussi documentali e degli archivi, «Rassegna degli Archivi di Stato», LIX/1-2-3 (1999), pp. 128-139. LEZIONI: I Semestre. ARCHIVISTICA D’IMPRESA M-STO/08 (6 CFU) Il programma della disciplina è disponibile nel sito Internet della Facoltà all’interno della “Didattica” sotto la voce “programmi 05/06” come “Integrazione”. ARCHIVISTICA SPECIALE M-STO/08 (6 CFU) Gaetano Zito B Storia dell’archivistica e della legislazione ecclesiastica in materia di archivi. Archivistica ecclesiastica (3 CFU). Testi: - E. Boaga - S. Palese - G. Zito (a cura di), Consegnare la memoria. Manuale di archivistica ecclesiastica, Giunti Editore, Firenze 2003. - G. Zito (a cura di), Per gli archivisti ecclesiastici d’Italia. Strumenti giuridici e culturali, Città del Vaticano 2002, testo dei documenti alle pp. 17-28, 71-96, 97109, 145-182. • Le pagine e le parti da curare saranno indicate dal docente secondo quanto stabilito dalla Facoltà (100 pp. circa per ogni CFU). LEZIONI: II Semestre. 13 I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali A Storia delle istituzioni ecclesiastiche e degli archivi ecclesiastici (3 CFU). Testo: - E. Boaga - S. Palese - G. Zito (a cura di), Consegnare la memoria. Manuale di archivistica ecclesiastica, Giunti Editore, Firenze 2003. 13 BIBLIOGRAFIA M-STO/08 (6 CFU) Maria Compagnino A Teoria e storia della bibliografia: la bibliografia e le scienze del libro (1 CFU). - La bibliografia dei repertori - La bibliografia di riferimento B Il repertorio bibliografico: tipologia, caratteristiche, utilizzazione (1 CFU). C Le tecniche della ricerca (1 CFU). - Definizione dell’oggetto - Individuazione e valutazione dei titoli D La bibliografia analitica (2 CFU). - La compilazione della bibliografia - Stile, citazioni e annotazioni E Il libro antico e i fondi storici delle biblioteche: aspetti e problematiche (1 CFU). Testi: - G. Del Bono, La bibliografia. Un’introduzione, Roma, Carocci editore, 2000, pp. 192. - R. Pensato, Corso di bibliografia. Guida alla composizione e all’uso dei repertori bibliografici, Milano, Editrice Bibliografica, 1987, pp. 232. - L. Baldacchini, Il libro antico, Roma, Carocci editore, 2002, pp. 167. - A. De Pasquale, I fondi storici delle biblioteche, Milano, Editrice Bibliografica, 2001, pp. 92. - Appunti dalle lezioni, sussidi didattici e bibliografie fornite dal docente. I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali N.B. Sono previste prove intermedie per i moduli C/D/E. LEZIONI: I Semestre. BIBLIOTECONOMIA M-STO/08 (6 CFU) Anna Quartarone A La biblioteca pubblica in Italia dall’Unità ad oggi (2 CFU). Testo: 14 14 - P. Traniello, Storia delle biblioteche in Italia. Dall’Unità ad oggi, Il Mulino, 2002, pp. 1-280. B Edilizia, impianti e arredamenti. Funzioni e servizi della biblioteca. Collocazione e gestione delle raccolte. La descrizione bibliografica. La catalogazione: accessi formali e semantici. Il servizio di reference. L’informatizzazione della biblioteca (4 CFU). Testi: - G. Montecchi - F. Venuda, Manuale di biblioteconomia, Editrice Bibliografica, 2002, pp. 65-249. - Manuale di biblioteconomia e bibliografia, a cura di Nunzio Silvestro, Gruppo editoriale Esselibri-Simone, 2005, pp. 131-139, 186-200. - G. Solimine, Le raccolte delle biblioteche, Editrice Bibliografica, 1999, pp. 4961, 65-126, 139-168, 175-226. LEZIONI: I Semestre. CERAMOGRAFIA GRECA L-ANT/07 (6 CFU) Giada Giudice B Analisi delle forme e dei soggetti nella ceramica attica (3 CFU). Testi: - G.M.A. Richter - J. Milne, Shapes and Names of Athenian Vases, New York 1935 (capitoli da concordare). - T.B.L. Webster, Potter and Patron in Classical Athens, London 1972 (capitoli da concordare). - J. Bazant, Les citoyens sur les vases athéniens du 6 au 4 Siècle av. J.-C. (capitoli da concordare). - F. Lissarrague, Greek Vases, Vicenza 2001 (pagine da concordare). C La cronologia ed il metodo attribuzionistico (2 CFU). Testi: - P. Rouet, Attribuer / Classer, Paris 1996 (pagine da concordare). - P. Rouet, Approaches to the Study of Attic Vases, Beazley and Pottier, London 15 I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali A La storia degli studi (1 CFU). Testo: - Appunti delle lezioni. 15 2001, (capitoli da concordare). - J.D. Beazley, The Development of Attic Black-Figure, London 1986 (pagine da concordare). - Appunti delle lezioni. LEZIONI: II Semestre. CHIMICA FISICA CHIM/02 (4 CFU) Placido Mineo A Introduzione al corso. Materiali costituenti i beni culturali, loro degradazione e ruolo della chimica per la loro conservazione. B Principali tipi di materiali impiegati nei beni culturali. Materiali litoidi (naturali ed artificiali). Materiali metallici: metalli puri e leghe. Materiali lignei. Pigmenti, pitture e vernici. Adesivi. Stucchi. C Cenni sulla truttura della materia e proprietà delle soluzioni. Struttura della materia. Tensione superficiale. Tensioattivi. Sistemi colloidali. Ph. Le fasi. I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali D Alterazioni e degradazioni dei materiali impiegati nei beni culturali. Degrado dei materiali e Tipologie di Degrado. Cause - Fattori climatici ed antropici. Diagnosi e morfologia. Materiali lapidei: formazione di patine e croste nere; fenomeni di solfatazione; efflorescenze; esfoliazione; alveolizzazione; fessurazione. Materiali metallici: fenomeni di corrosione. Protezione dalla corrosione. 16 E Metodi di caratterizzazione e di indagine. Principali metodi di campionamento. Tecniche diagnostiche paradistruttive e distruttive: Diffrazione ai RX, Analisi AFM, Microscopia SEM, Spettroscopia UVVis e IR, Spettrometria di massa. Tecniche diagnostiche non distruttive: Termovisione, Ultrasuoni, XRF, ecc. Tecniche di datazione. F Il restauro dei materiali impiegati nei beni culturali. Consolidamento e protezione - Cenni sui più comuni agenti consolidanti e/o protettivi e loro meccanismo di azione. Materiali inorganici; cere naturali e sintetiche; Polimeri e copolimeri vinilici; Resine acriliche, resine siliconiche, resine 16 epossidiche; Poliesteri insaturi. Testi: - Dispense delle lezioni. - M. Mattini - A. Moles, La Chimica nel Restauro, Nardini Editore. - L. Lazzarini - M. Laurenzi Tabasso, Il restauro della pietra, CEDAM. • Le pagine e le parti da curare saranno indicate dal docente secondo quanto stabilito dalla Facoltà (100 pp. circa per ogni CFU). LEZIONI: II Semestre. CITTÀ E TERRIORIO NELL’IMPERO BIZANTINO L-FIL-LET/07 (5 CFU) Carmelo Crimi A Profilo di storia dell’Impero bizantino (2 CFU). Testi: - A. Guillou - F. Burgarella, La civiltà bizantina, in A. Guillou - F. Burgarella - A. Bausani, L’Impero bizantino e l’Islamismo, Nuova Storia Universale dei Popoli e delle Civiltà, vol. VI, parte I, Torino, UTET, 1981, pp. 3-65. - P. Lemerle, Storia di Bisanzio, trad. ital., Lecce, Argo, 2004, pp. 133. C Lettura e commento di testi bizantini (in traduzione italiana) che hanno particolare interesse per i temi trattati nel modulo B (1 CFU). I testi, in fotocopie, relativi a questto modulo, verranno forniti dal docente. N.B. È vivamente raccomandato l’uso di un atlante storico. LEZIONI: I Semestre. 17 I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali B La città bizantina (2 CFU). Testi: - C. Mango, La civiltà bizantina, trad. ital., Roma-Bari, Laterza, 1998, pp. 17-37, 71-102, 103-122, 123-172. - E. Concina, La città bizantina, Roma-Bari, Laterza, 2003, pp. 3-86. 17 CODICOLOGIA M-STO/09 (6 CFU) Pasquale Orsini A Introduzione alla codicologia. Materiali scrittori (2 CFU). Testi: - M. Maniaci, Archeologia del manoscritto. Metodi, problemi, bibliografia recente, Roma, Viella, 2002, pp. 7-61. - E.G. Turner, Papiri greci, edizione italiana a cura di M. Manfredi, Roma, Carocci, 2004 (esclusi i capitoli 5, 7, 8, 9). I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali B Le tipologie librarie (2 CFU). Testi: - M. Maniaci, Archeologia del manoscritto. Metodi, problemi, bibliografia recente, Roma, Viella, 2002, pp. 69-117. - G. Cavallo, Libro e cultura scritta, in Storia di Roma. IV. Caratteri e morfologie, a cura di A. Schiavone, Torino, Einaudi, 1989, pp. 693-734. - G. Cavallo, Discorsi sul libro, in Lo spazio letterario della Grecia antica, I.3. a cura di G. Cambiano - L. Canfora - D. Lanza, Roma, Salerno, 1994, pp. 613647. 18 C I sistemi di produzione, diffusione e conservazione (2 CFU). Testi: - M. Maniaci, Archeologia del manoscritto. Metodi, problemi, bibliografia recente, Roma, Viella, 2002, pp. 121-177. - A. Petrucci, La descrizione del manoscritto. Storia, problemi, modelli, Roma, Carocci, 2001, pp. 19-56, 215-235. - M. Maniaci - E. Ornato, Che fare del proprio corpus? I. Costituzione e descrizione di una popolazione di libri a fini statistici; II. L’osservazione “sperimentale” e l’interpretazione dei risultati, «Gazette du livre médiéval» 22 (1993), pp. 27-37; 23 (1993), pp. 18-27. N.B. Nel corso delle lezioni verrà fornito altro materiale di supporto (bibliografia scelta, disegni, schemi grafici, riproduzioni) su ciascuno degli argomenti affrontati. LEZIONI: II Semestre. 18 CULTURA E CIVILTÀ DELL’OCCIDETE CRISTIANO ANTICO L-FIL-LET/06 (5 CFU) Beatrice Marotta A La Sacra Scrittura (1 CFU). B Problemi generali della cultura cristiana antica e tardoantica (3 CFU). Forme letterarie delle origini cristiane; Eresie; Apologetica; Cultura alessandrina; Inizi della letteratura cristiana in lingua latina; Inizi della storiografia cristiana; Agiografica; Caratteri generali della letteratura cristiana d’età tardoantica; La poesia cristiana in Occidente; Produzione letteraria cristiana occidentale del IV e del V secolo. Testo: - M. Simonetti - E. Prinzivalli, Storia della letteratura cristiana antica, Casale Monferrato 1999, pp. 9-59, 110-142, 160-243, 394-510. C Letture di testi (1 CFU). Una antologia di testi in traduzione sarà fornita agli studenti all’inizio del corso. LEZIONI: I Semestre. DIPLOMATICA M-STO/08 (6 CFU) A Diplomatica del documento medievale (3 CFU). Nozioni preliminari e definizioni di documento e scienza diplomatica. “Azione” e “documentazione”. Documento probatorio e documento dispositivo. La formazione del documento pubblico. La formazione del documento privato. Caratteri del documento (caratteri estrinseci e caratteri intrinseci). Criteri di datazione del documento medievale (cronologia). Diplomatica speciale: diplomatica siciliana (la cancelleria del Regno di Sicilia e del viceregno; documenti privati e notariato in Sicilia). Testi: - F. Valenti, Il documento medievale, S.T.E.M. Mucchi, Modena, 1961 (rist. in F. Valenti, Scritti e lezioni di archivistica, diplomatica e storia istituzionale, a cura di D. Grana, Pubblicazioni degli Archivi di Stato (PAS), Saggi 57, Roma 19 I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali Santina Sambito 19 2000, pp. 225-301). - P. Burgarella, Nozioni di diplomatica siciliana, Edizioni librarie siciliane, Palermo 1991, pp. 17-157, 200-224. B Diplomatica del documento contemporaneo (3 CFU). Gli archivi contemporanei. Pluralità delle fonti documentarie con riferimento ai soggetti produttori e alla natura dei supporti. Problemi di valutazione e selezione delle fonti documentarie. Atto giuridico e documento. Tipologia del documento e suoi elementi. Sistemi di validazione. Tipologia degli archivi e criteri per la descrizione delle serie e delle unità documentarie. Il documento elettronico: metodologia di validazione ed archiviazione. Testi: - P. Carucci, Il documento contemporaneo. Diplomatica e criteri di edizione, Nuova Italia Scientifica (NIS), Roma 1987. - Sul documento elettronico verrà fornita una dispensa nel corso delle lezioni. LEZIONI: I Semestre. DIRITTO AMMINISTRATIVO IUS/10 (6 CFU) Il programma della disciplina è disponibile nel sito Internet della Facoltà all’interno della “Didattica” sotto la voce “programmi 05/06” come “Integrazione”. ENTOMOLOGIA URBANA E SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO STORICO E ARTISTICO AGR/11 I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali (3 CFU) Il programma della disciplina è disponibile nel sito Internet della Facoltà all’interno della “Didattica” sotto la voce “programmi 05/06” come “Integrazione”. ETNOLINGUISTICA L-LIN/01 (8 CFU) Il programma della disciplina è disponibile nel sito Internet della Facoltà all’interno della “Didattica” sotto la voce “programmi 05/06” come “Integrazione”. 20 20 FILOLOGIA DELLA LETTERATURA ITALIANA L-FIL-LET/13 (5 CFU) Antonio Di Silvestro A Fondamenti e problematiche della disciplina (2 CFU). Testi: - Appunti di lezione. - A. Stussi, Breve avviamento alla filologia italiana, Bologna, Il Mulino, 2002, pp. 152. Si consiglia inoltre la consultazione di alcune voci del Dizionario di linguistica e di filologia, metrica e retorica diretto da G.L. Beccaria, Torino, Einaudi, 1996. C Varianti di poeti del Novecento: Ungaretti, Montale (2 CFU). Testi: - G. Ungaretti, L’Allegria, in Vita d’un uomo. Tutte le poesie, a cura di L. Piccioni, Milano, Mondadori, 1992 (testo, note e apparato). - E. Montale, L’opera in versi, edizione critica a cura di R. Bettarini e G. Contini, Torino, Einaudi, 1980 (i componimenti che saranno forniti in fotocopia). - A. Stussi, Introduzione agli studi di filologia italiana, Bologna, Il Mulino, 2001, pp. 248-257. - G. Savoca, Parole di Ungaretti e di Montale, in ID., Parole di Ungaretti e di Montale, Roma, Bonacci, 1993, pp. 81-94. N.B. I saggi e gli articoli relativi ai moduli B e C saranno messi a disposizione nel corso delle lezioni. LEZIONI: II Semestre. 21 I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali B Introduzione al Canzoniere di Francesco Petrarca: il Codice degli abbozzi (1 CFU). Testi: - Appunti di lezione. - Fotocopie dei manoscritti e dei testi. - R. Antonelli, ‘Rerum vulgarium fragmenta’ di Francesco Petrarca, in Letteratura italiana. Le Opere, vol. I, Dalle Origini al Cinquecento, Torino, Einaudi, 1992, pp. 379-400. 21 FILOLOGIA ROMANZA L-FIL-LET/09 (6 CFU) Mario Pagano A La formazione delle lingue e delle letterature romanze: nozioni di base (3 CFU). Testi: - R. Schlösser, Le lingue romanze, Il Mulino, Bologna, 2005, pp. 1-144. - Materiale didattico a cura di M. Pagano, per circa 60 pagine, disponibile presso la Segreteria del Corso di Laurea. B La Scuola poetica siciliana e la sua tradizione manoscritta (3 CFU). Testi: - M. Pagano, ‘Pir meu cori allegrari’ di Stefano Protonotaro tra filologi interventisti e conservatori, in Convergences médiévales. Épopée, lyrique, roman. Mélanges offerts à Madeleine Tyssens, De Boeck, Paris-Bruxelles 2001, pp. 367-376. - Materiale didattico a cura di M. Pagano, per circa 150 pagine, disponibile presso la Segreteria del Corso di Laurea. LEZIONI: II Semestre. GEOGRAFIA CULTURALE M-GGR/01 (8 CFU) I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali Alessandro Di Blasi - Maria Sorbello (corso integrato) A L’identità del territorio. Approccio geografico per la valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale (prof.ssa M. Sorbello) (4 CFU). Testi: - Maria Mautone (a cura di), I beni culturali. Risorse per l’organizzazione del territorio, Patron Editore, Bologna, 2001, pp. 7-138, 289-357, 525-531. - R. Gambino - A. Segre, Quadri ambientali e patrimonio culturale, in P. Coppola, Geografia politica delle regioni italiane, Einaudi, Torino 1997, pp. 95-145. - C. Barilaro, I Parchi Letterari in Sicilia. Un progetto culturale per la valorizzazione del territorio, Rubettino, Catanzaro 2004, pp. 17-52, 131-242. B Il paesaggio: “bene culturale complesso”. Il paesaggio siciliano e la sua molte- 22 22 plicità quale osservatorio per la comprensione dell’identità culturale dei luoghi (prof.ssa M. Sorbello) (2 CFU). Testo: - N. Famoso (a cura di), Mosaico Sicilia. Atlante e racconti di Paesaggi, C.u.e.c.m., Catania, 2005, pp. 7-162, 215-276, 301-314. C Il patrimonio storico, artistico ed archeologico: dalle ricognizioni territoriali al codice Urbani (prof. A. Di Blasi) (1 CFU). Testo: - Dispense distribuite dal docente durante le ore di lezione. D Beni culturali e turismo. La proposta dell’oasi culturale (prof. A. Di Blasi) (1 CFU). Testo: - Dispense distribuite dal docente durante le ore di lezione. N.B. Gli studenti, in sede d’esame, debbono sapere localizzare nell’atlante i fenomeni studiati. A tale scopo, si consiglia l’uso del “Nuovo Atlante Metodico” dell’Istituto Geografico De Agostini di Novara. LEZIONI: II Semestre. LATINO MEDIEVALE L-FIL-LET/08 (5 CFU) A Fondamenti e strumenti della disciplina: repertori bibliografici, manuali, enciclopedie, riviste, lessici e collezioni (1 CFU). Testo: - G. Salanitro, Avviamento allo studio della lingua e della letteratura latina medievale, Catania, CUECM 2003, pp. 58. B Lineamenti di latino medievale e osservazioni metodologiche (1 CFU). Testo: - D. Norberg, Manuale di latino medievale, a cura di M. Oldoni, Salerno, Avigliano Editore, 1999, pp. 100. I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali Giovanni Salanitro C Lettura, traduzione e commento di testi di autori latini medievali (Vittore di Vita, Cesario, Mavorzio, Gregorio Magno, Isidoro di Siviglia, Eginardo, Rosvita, 23 23 Carmina Burana, Alessandro Neckam, Tommaso da Celano, Adolfo di Vienna) (3 CFU). Testo: - G. Salanitro, Autori e testi di Letteratura latina medievale, voll. I-II, Catania, CUECM 2003, pp. 200. LEZIONI: I Semestre. LETTERATURA GRECA L-FIL-LET/02 (5 CFU) Innocenza Rizzo I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali A Parte istituzionale (2 CFU). Fondamenti della disciplina. Si richiede la conoscenza delle linee fondamentali della Storia della Letteratura Greca (con letture antologiche in traduzione). Testo (uno a scelta di questi volumi): - A. Lesky, Storia della Letteratura Greca, Saggiatore, Milano 1973. - D. Del Corno, Letteratura Greca, Principato, Milano 1995. - AA.VV., La Letteratura Greca della Cambridge University, Ediz. ital. a cura di E. Savino, Mondatori, Milano, vol. I 1989, vol. II 1990. - G. Guidorizzi, Letteratura Greca, Mondadori, Milano 2002. - L.E. Rossi, Letteratura greca, Le Monnier, Firenze 1995. - G.A. Privitera - R. Pretagostini, Storia e forme della letteratura greca, Einaudi Scuola, Milano 1997. - F. Montanari, Storia della letteratura greca, Laterza, Roma-Bari 1998. - R. Tosi - F. Piazzi - F. Ferrari, Il ramo d’alloro. Storia della letteratura, antologia e autori della lingua greca, Bologna 2004. - A. Beltrametti, La letteratura greca, Roma 2005. 24 B Letture di classici (2 CFU). 1) Antologia di lirici greci. Testo: - Antologia dei lirici greci, a cura di E. Degani - G. Burzacchini, Firenze 1997. 2) Omero, un libro a scelta. 3) Pausania, Guida della Grecia, I. L’Attica. Testo: - Pausania, Guida della Grecia, I. L’Attica, a cura di D. Musti - L. Beschi, Milano 1987. 24 C Approfondimenti (1 CFU). La lirica greca: occasioni, pubblico e generi. Approfondimenti opzionali: Si consiglia la lettura di almeno uno dei seguenti studi: - C. Neri, La lirica greca, Roma 2003. - M. Fantuzzi - R. Hunter, Muse e modelli. La poesia ellenistica da Alessandro Magno ad Augusto, Laterza, Roma-Bari 2002. - W. Burkert, Mito e rituale in Grecia, Laterza, Roma-Bari 1987. - M. Detienne (a cura di), Il Mito. Guida storica e critica, Laterza, Roma-Bari 1982. - F. Graf, Il mito in Grecia, Laterza, Roma-Bari 1988. - J.P. Vernant - P. Vidal Naquet, Mito e tragedia due, Torino 2001. - M. Di Marco, La tragedia greca, Roma 2000. • Le pagine e le parti da curare saranno indicate dal docente secondo quanto stabilito dalla Facoltà (100 pp. circa per ogni CFU). LEZIONI: II Semestre. LETTERATURA ITALIANA L-FIL-LET/10 (5 CFU) A Aspetti istituzionali ed epistemologici della disciplina e metodologie critiche (1 CFU). Testi: - R. Ceserani, Guida allo studio della letteratura, Bari, Laterza, 1999, pp. 3-7, 338-357, 402-411. - G. Compagnino, Letteratura italiana?, pp. 3, in corso di pubblicazione sulla rivista «Le forme e la storia», e già consultabile sul sito: www.unict.it/flett / Contatti / Omaggio a G. Compagnino. - C. Dionisotti, Geografia e storia della letteratura italiana, Torino, Einaudi, pp. 25-54. - C. Segre, Avviamento all’analisi del testo letterario, Torino, Einaudi, pp. 5-15, 24-28, 34-36, 40-42, 79-90, 102-103. I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali Andrea Manganaro Per gli autori e gli argomenti indicati nei moduli B, C, D, si richiede la conoscenza delle linee essenziali di svolgimento della letteratura italiana dalle origini 25 25 al primo Novecento. Lo studente dovrà curare in particolare la conoscenza dei seguenti autori: Dante, Petrarca, Boccaccio, Ariosto, Machiavelli, Tasso, Foscolo, Manzoni, Leopardi, Verga, Pirandello, con corredo di letture antologiche a scelta. Un elenco scritto di tali letture dovrà essere presentato al momento degli esami. Lo studente approfondirà particolarmente gli argomenti trattati e i testi discussi durante le lezioni. Per la storia della letteratura si consiglia il manuale di - G.M. Anselmi, Profilo storico della letteratura italiana, Firenze, Sansoni, 2001. È possibile utilizzare altri manuali da concordare con il docente. Per la scelta dei brani antologici si consiglia uno seguenti testi: - R. Luperini, La scrittura e l’interpretazione (edizione rossa), Palermo, Palumbo. - C. Segre - C. Martignoni, Testi nella storia, Milano, Bruno Mondadori. Dante: tre canti per ogni cantica, a scelta tra quelli proposti nell’antologia della Divina Commedia, a cura di N. Mineo - D. Cuccia - L. Melluso, Palermo, Palumbo. B Problemi generali della storia letteraria dal Duecento al Seicento (2 CFU). Testi: - G.M. Anselmi, Profilo storico..., cit., pp. 1-66, 75-111, 129-213. - La novella e la città, tra fonti d’archivio e rappresentazione letteraria: G. Boccaccio, Decameron, II, 5 (Andreuccio da Perugia). Cfr. B. Croce, La novella di Andreuccio da Perugia, in Storie e leggende napoletane, a c. di G. Galasso, Milano, Adelphi, pp. 53-88. I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali C Problemi generali della storia letteraria dal Settecento al primo Novecento (1 CFU). Testo: - G. M. Anselmi, Profilo storico..., cit., pp. 215-309, 315-337. 26 D L’ individuo nella storia: Mazzarò e Gesualdo (1 CFU). Testi: - G. Verga, La roba, in qualunque antologia. - G. Verga, Mastro-don Gesualdo, ed. a scelta. - A. Manganaro, Giovanni Verga (Ipotesi per un manuale di storia della letteratura italiana), in «Siculorum Gymnasium», n.s., a. LVI, n. 2, luglio-dicembre 2003, pp. 3-62. LEZIONI: I Semestre. 26 LETTERATURA ITALIANA MODERNA E CONTEMPORANEA L-FIL-LET/11 (5 CFU) Maria Caterina Paino A La narrativa italiana del Novecento (3 CFU). Testo: - C. Segre - C. Martignoni, Testi nella storia. Il Novecento, Milano, Bruno Mondadori, (con particolare attenzione ai seguenti autori, di cui al momento dell’esame verrà presentata una scelta antologica: C. Pavese, E. Vittorini, A. Moravia, C.E. Gadda, V. Pratolini, P. Levi, I. Calvino, P.P. Pasolini, L. Sciascia, G. Bufalino). Lo studente dovrà inoltre leggere per intero un romanzo a scelta di uno degli autori su indicati. B Calvino, Pasolini e Le mille e una notte (1 CFU). Testo: - M. Paino, L’ombra di Sheherazade. Suggestioni dalle Mille e una notte nel Novecento italiano, Avagliano, 2004, pp. 45-112. A lezione saranno presi in esame Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino e la sceneggiatura del Fiore delle mille e una notte di Pier Paolo Pasolini. C Il ‘foto-romanzo’ di Vittorini: l’edizione illustrata di Conversazione in Sicilia (1 CFU). Testo: - E. Vittorini, Conversazione in Sicilia, BUR, 1986, con una nota di S. Pautasso, pp. 117-123. LETTERATURA LATINA L-FIL-LET/04 (5 CFU) Giovanni Salanitro A Fondamenti e strumenti della disciplina: repertori bibliografici, manuali, enciclopedie, riviste, lessici e collezioni (1 CFU). Testo: - G. Salnitro, Avviamento allo studio della lingua e della letteratura latina, Catania, CUECM 2003, pp. 78. 27 I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali LEZIONI: I Semestre. 27 B Lineamenti di storia della letteratura latina e osservazioni metodologiche (da Livio Andronico a Lussorio) (1 CFU). Testo: - Un buon manuale di letteratura latina: si consigliano i manuali di G.B. Conte (Firenze, Le Monnier, 2005) o di M. Bettini (Firenze, La Nuova Italia, 2005), oppure in alternativa G. Salanitro - A. Pavano - A. Tedeschi, Profilo di letteratura latina, Catania 2005. C Lettura, traduzione e commento di una silloge di poeti e prosatori latini (Livio Andronico, Nevio, Ennio, Cecilio Stazio, Orazio, Vitruvio, Osidio Geta, Nemesiano, Reposiano, Corippo, Lussorio) (3 CFU). Testo: - G. Salanitro, Autori e testi di letteratura latina, voll. I-II, Catania, CUECM 2002, pp. 50. LEZIONI: I Semestre. LINGUA FRANCESE L-LIN/04 (5 CFU) I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali Francesca Morale - Concettina Rizzo (corso integrato) A Fondamenti della disciplina (prof.ssa C. Rizzo) (3 CFU). Si privilegeranno i metodi integrati. Sistema fonetico e strutture di base della lingua per il raggiungimento delle abilità primarie: lettura e comprensione del testo - produzione orale guidata. Esemplificazioni grammaticali contestualizzate e deducibili dai testi- riflessioni sulla morfologia e sulla sintassi. Riflessioni sui principali aspetti culturali. Testo: - J. Labascoule - Ch. Lause - C. Royer, Place d’Italie, N. 1, Méthode de français pour italiens, Grenoble, PUG, 2004, il testo è corredato da un CD. Testi consigliati: - L. Parodi - M. Vallacco, Grammathèque, Grammatica contrastiva per italiani, 2 edizione, CIDEB, 2003 (39 unità, pp. 5-162). Il testo è corredato da fascicolo per le attività e da un cd-rom con esercizi di ascolto. Dizionari: - Il Boch, quarta edizione, Bologna, Zanichelli (corredato da cd-rom). 28 28 B Le lingue di Francia: l’evoluzione della storia della lingua francese sarà affiancata dalla lettura, dal commento e dalla traduzione di brevi ma significativi testi, letterari e anche di attualità, dai quali si potrà evincere il registro linguistico di appartenenza che verrà approfondito adeguatamente (prof.ssa F. Morale) (2 CFU). Testo: - F.P.A. Madonia, Le Lingue di Francia, Carocci, 2005, pp. 100 circa. Strumenti di lavoro consigliati: - Dizionario monoligue: Le Petit Robert de la langue française. - Dizionario bilingue: Dizionario Garzanti Francese-italiano, Italiano-francese, ultima edizione. LEZIONI: I Semestre. LINGUA GRECA MODERNA L-LIN/20 (5 CFU) Caterina Papatheu A Elementi base di fonetica, di sintassi e di morfologia del nome e del verbo. Il corso si svolgerà attraverso esercitazioni ortografiche e grammaticali, la lettura e la comprensione orale e scritta di varie tipologie testuali. Il programma intende offrire gli strumenti fondamentali per sostenere semplici conversazioni su argomenti di vita quotidiana, per comprendere e produrre brevi testi scritti e orali di tipo dialogico, ma anche acquisire una minima competenza culturale della Grecia moderna. Le lezioni possono essere agevolmente seguite anche dagli studenti che non hanno alcuna conoscenza del greco antico. Testi: Durante le lezioni verrà distribuito materiale didattico tratto da: i) manuali di grammatica, ii) fumetti greci, iii) testi letterari e divulgativi (riviste, materiale pubblicitario, etc.). Si prevede, inoltre, l’ascolto di testi letterari e di canti moderni e tradizionali. I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali Gli studenti interessati potranno allestire alla fine del corso una mostra di fumetti greci da loro scelti e tradotti, insieme con notizie su diversi aspetti della vita culturale in Grecia. Testi di riferimento per i non frequentanti (uno, a scelta dello studente): 29 29 i) Kl. Arvanitakis - Fr. Arvanitaki, Epikinoniste ellinikà 1, Deltos, Atene 20022. ii) Sm. Vogiatzidou, Learning Modern Greek as a Foreign Second Language: A Communicative Approach, University Studio Press, Salonicco 2002. iii) M. Triandafillidis, Piccola grammatica neogreca, (trad. M. Caracausi), Fondazione M. Triandafillidis, Ed. Università, Salonicco 1995. Dizionari bilingue consigliati: - Dizionario Greco Moderno - Italiano, a cura del Comitato di Redazione dello ISSBI, Istituto Siciliano di Studi Bizantini e Neoellenici di Palermo, Gruppo Editoriale Italiano, Roma 1993. - Greco Moderno. Dizionario greco moderno-italiano, italiano-greco moderno, Zanichelli, Bologna 1997. LEZIONI: II Semestre. LINGUA INGLESE L-LIN/12 (5 CFU) I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali Manuela D’Amore A The English Language and Civilisation (3 CFU). Presentazione e analisi di testi riguardanti gli aspetti caratterizzanti della civiltà britannica. Il materiale di studio, corredato di schede di approfondimento, verrà fornito nel corso delle lezioni. Testi: - E. Camesasca - A. Gallagher - I. Martellotta, Working with Grammar. Gold Edition, Harlow, Longman, 2001. (Articoli, nomi e pronomi, aggettivi, comparativi e superlativi, avverbi e preposizioni; tempi presenti, passati e futuri; struttura della frase; forme interrogative e negative; verbi modali; have e have got, make, do e get, make e let; verbi frasali; verbi seguiti dall’infinito o dalla forma in -ing; il passivo (Present Simple e Past Simple); what…like?; have something done; periodo ipotetico di I tipo e II tipo; say, tell e discorso indiretto). Ulteriori indicazioni bibliografiche saranno fornite durante il corso in base ai livelli di conoscenza degli studenti. - A. Pennycook, The Cultural Politics of English as an International Language, Harlow, Longman, 1994, pp. 7-37. - T. Frank, Introduzione allo studio della lingua inglese, Bologna, Il Mulino, 1999 (capp. 1, 2, 6). - S. Mc Rae (ed.), Changing Britain, Oxford, Oxford University Press, 2001, pp. 1-33. Si consiglia l’uso di uno dei seguenti dizionari: 30 30 - Il nuovo Ragazzini Inglese-Italiano/Italiano-Inglese, Bologna, Zanichelli, 1999. - Hazon, Nuovo Dizionario Hazon Garzanti Inglese-Italiano, Italiano-Inglese, Milano, Garzanti, 2000. B Microlanguage (2 CFU). Introduzione ai linguaggi settoriali. Il materiale, incentrato su tematiche affini al Corso di Laurea, verrà fornito nel corso delle lezioni. LEZIONI: II Semestre. LINGUA LATINA L-FIL-LET/04 (5 CFU) Rosa Maria D’Angelo B Letture di classici (2 CFU). Testi (saranno disponibili fotocopie): - Ennio, Sat.lib.inc. II. Si consiglia l’ed. a c. di I. Vahlen, Lipsiae 19032. - Orazio, serm.2,6,77-117 Si consiglia l’ed. a c. di D.R. Shackleton Bailey, Stutgardiae 1991. - Fedro, I 2. Si consiglia l’ed. delle Favole a c. di A. Brenot, Paris 1989. LEZIONI: I Semestre. 31 I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali A Metodologia e fondamenti della disciplina. La lingua latina nel suo sviluppo diacronico. Lingua della prosa e lingua poetica. Lingua urbana e letteraria. Idiomi rustici e specialistici (3 CFU). Testi: - M. Geymonat - L. Fort, Dialogare con il passato, Bologna 1998. - L.R. Palmer, La lingua latina (trad. it. di M. Vitta), Torino 1977 (100 pagine). Oppure - P. Poccetti - D. Poli - C. Santini, Una storia della lingua latina, Roma 1999, pp. 60-125, 216-221, 235-368. - C. De Meo, Lingue tecniche del latino, Bologna 1983, pp. 32-36, 50-54, 133143, 171-176, 209-260. 31 LINGUA SPAGNOLA L-LIN/07 (5 CFU) Rosario Trovato A Forme e funzioni grammaticali essenziali: introduzione alla fonetica, acquisizione delle strutture morfologiche e sintattiche fondamentali (compresi i verbi irregolari più comuni) applicate alla comprensione e produzione orale e scritta (3 CFU). Testi per la preparazione relativa alle strutture linguistiche di base: - R. Trovato, Grammatica spagnola, Edizioni Aesse, S. M. di Licodia, 2004. - M.V. Calvi - N. Provoste, Amigo sincero, Zanichelli, Bologna 1998, pp. 150. - AA.VV., Diccionario de Español, Modern Languages, Milano 2003. B Terminologia specifica: approfondimento delle strutture morfosintattiche e introduzione alla terminologia letteraria con una scelta di passi antologici di poeti e scrittori spagnoli (1 CFU). Testo: - Verranno fornite fotocopie. È possibile concordare con il docente letture alternative. I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali C Attualità socio-culturale spagnola. Perfezionamento delle capacità acquisite; sviluppo e approfondimento dell’uso della lingua in un discorso specifico (attualità, arte, spettacolo, cultura, ecc.) (1 CFU). Testo: - Letture da concordare con il docente. Testi supplementari (per coloro che volessero approfondire lo studio della disciplina): 1) Lingua: - AAVV., Español. Gramática progresiva (inicial 1 y 2), Modern Languages, Milano 2001. - F. Matte Bon, Gramática comunicativa del español, Edelsa, Madrid 2000. - L. Gómez Torrego, Gramática didáctica del español, Ed. SM, Madrid 1998. 2) Dizionari: - Laura Tam, Dizionario spagnolo-italiano, italiano-spagnolo, con CD-ROM, Milano, Hoepli 1997 (oppure l’edizione minore). - Real Accademia Española, Diccionario de la lengua española, Espasa-Calpe, Madrid 2000. - María Moliner, Dizionario de uso del español, Gredos, Madrid 2000. • Le pagine e le parti da curare saranno indicate dal docente secondo quanto stabilito dalla Facoltà (100 pp. circa per ogni CFU). LEZIONI: I Semestre. 32 32 LINGUA TEDESCA L-LIN/14 (5 CFU) Il programma della disciplina è disponibile nel sito Internet della Facoltà all’interno della “Didattica” sotto la voce “programmi 05/06” come “Integrazione”. METODOLOGIA DELLA RICERCA ARCHEOLOGICA L-ANT/10 (6 CFU) Elvia Giudice A Aspetti teorici della materia, elaborazione di un modello di percorso della ricerca archeologica ed analisi delle diverse discipline indispensabili a una corretta lettura del dati (1 CFU). Testo: - Appunti delle lezioni. C Il momento dell’interpretazione (2 CFU). Tre diverse modalità di approccio alla lettura delle immagini: E. Pottier - J.D. Beazley - E. Panofsky. Analisi delle differenze problematiche fra il mondo greco e quello romano. Testi: - P. Rouet, Approaches to the Study of Attic Vases, Beazley and Pottier, London 2001 (capitoli da concordare). - C. Cieri Via, Nei dettagli nascosto, Roma 1996 (capitoli da concordare). - E. Panofsky, Il significato nelle arti visive, Einaudi, Torino 1996 (parte prima: pp. 29-44). - M. Torelli, Il rito, il rango e l’immagine. All’origine della rappresentazione storica romana, Milano 1997 (introduzione: pp. 7-12 e conclusioni: pp. 175-194). - G.L. Grassigli, Tra antico e moderno: per un confronto sull’iconologia archeologica, Ostraka VIII.2, 1999, pp. 447-468. - Appunti delle lezioni. I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali B Il momento della scoperta: tecniche di scavo confronto (3 CFU). Testo: - A. Carandini, Storie dalla terra. Manuale dello scavo archeologico, Bari 1981 (capitoli da concordare). LEZIONI: II Semestre. 33 33 MUSEOLOGIA L-ART/04 (6 CFU) Federica Santagati A Introduzione alla materia: definizione ed evoluzione del concetto di museo, natura disciplinare e finalità della museologia, implicazioni culturali e metodologiche (1 CFU). Testi: - A. Zifferero, “Allestimenti museografici e identità storica”, in F. Lenzi - A. Zifferero (a cura di), Archeologia del museo, editrice Compositori, Bologna 2004, pp. 59-79. - C. Perin, “Il circuito comunicativo: musei come esperienze”, in I. Karp - C. Mullen Kreamer - S.D. Lavine (a cura di), Musei e identità. Politica culturale e collettività, Clueb, Bologna, 1999, pp. 169-224. - A. Lugli, Museologia, quarta ed., Milano 2001, pp. 9-16, 18-22. I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali B Il collezionismo, il museo privato e il museo pubblico, la legislazione (rapporti, competenze, compiti dell’istituzione museale in Italia), la gestione, gli standard e la valutazione, i rapporti con i visitatori, le nuove tecnologie della comunicazione (4 CFU). Testi: - R. Schaer, Il Museo Tempio della Memoria, Universale Electa/Gallimard, Trieste, 1996, pp. 11-163. - D. Jallà, Il museo contemporaneo. Introduzione al nuovo sistema museale italiano, seconda ed., UTET Libreria, Torino, 2003, pp. 26-62, 159-182, 208-221, 384-390, 403-408. - A. Lugli, Museologia, quarta ed., Milano 2001, pp. 23-109. - C.S. Bertuglia - F. Bertuglia - A. Magnaghi, Il museo tra reale e virtuale, seconda ed., Editori Riuniti, Roma 2000, pp. 157-168. 34 C I musei universitari dell’ateneo catanese: nascita e sviluppo di un progetto di rete museale (1 CFU). Testi: - C. Prete, Aperto al pubblico. Comunicazione e servizi educativi nei musei, EDIFIR, Firenze 1998, pp. 12-15, 25-27, 56-58. - R. Carchiolo, Progetto coordinato Catania-Lecce, Tipografia Coniglione, Catania 1999, pp. 9-49. - A. Longhitano, “Parte prima”, in A. Coco (a cura di), la facoltà di medicina e l’università di Catania, Giunti Gruppo editoriale, Firenze 2000, pp. 21-23. - V. Ferrara, “Una rete per i musei universitari”, in «Nuova Museologia», n. 10, giugno 2004, pp. 24-25. 34 N.B. Si richiede a tutti gli studenti la visita di almeno due musei (preferibilmente siciliani); la conoscenza delle vicende concernenti la nascita, lo sviluppo e l’allestimento degli stessi costituirà argomento d’esame (le relative indicazioni bibliografiche saranno fornite durante il corso). Al fine di conseguire la necessaria lettura diacronica del complesso fenomeno del collezionismo, nello studio della disciplina è consigliato l’ausilio di un atlante storico, che potrà essere utilizzato anche al momento dell’esame. LEZIONI: I Semestre. MUSEOLOGIA NATURALISTICA BIO/02 (2 CFU) Antonio Adorno A Funzioni di un moderno museo di scienze naturali. B Principali tappe che hanno segnato la nascita e l’evoluzione dei musei naturalistici. C Il linguaggio dei musei naturalistici: concetto di specie, tassonomia, ecologia, evoluzione. D Tecniche espositive e percorsi didattici. Testi (le fotocopie degli articoli verranno distribuite durante le lezioni, nel corso delle quali verrà chiarito il percorso che rende unitario il materiale bibliografico fornito): - Dispensa di autori vari relativi alla zoologia sistematica, all’evoluzione e all’ecologia, pp. 19. - L. Cagnolaro, 1992, Scelta, progettazione e organizzazione delle esposizioni in un museo di storia naturale, Museologia Scientifica. Supplemento atti settimo congresso A.N.M.S. Milano 1988, pp. 13-20. - P. Devis, 2001, Musei ed ambiente naturale. Il ruolo dei musei di storia naturale nella conservazione della biodiversità, CLUEB, Bologna, cap. 4, Trasmettere il messaggio pp. 85-121; cap. 5, Dal centro per visitatori all’ecomuseo. I musei all’aperto, pp. 122-156). - G. Olmi, 1992, L’inventario del mondo. Catalogazione della natura e luoghi del sapere nella prima età moderna, Il Mulino, Bologna, pp. 37-60, 165-209. 35 I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali E Ecomusei. 35 - G. Pinna, 1997, Fondamenti teorici per un museo di storia naturale, Jaca Book, Milano, pp. 149. - G. Pinna, 2000, Tipologie di esposizione, Nuova Museologia, n. 2, pp. 4-7. LEZIONI: II Semestre. NUMISMATICA ANTICA L-ANT/04 (6 CFU) Giuseppe Guzzetta I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali A Fondamenti della disciplina: campo di indagine, metodi di ricerca, repertori (1 CFU). Testi: - E. Bernareggi, Istituzioni di Numismatica antica, Milano, Cisalpino-Goliardica, 1981. - E. Arslan, La numismatica, in Storia antica. Come leggere le fonti, a c. di L. Cracco Ruggini, Bologna, Il Mulino, nuova ed., 2000, pp. 309-367. 36 B Storia e monetazione delle città greche della Sicilia in età arcaica e classica (4 CFU). Testi: - C.M. Kraay, Archaic and Classical Greek Coins, London, Methuen, 1976, cap. 10, pp. 204-231, tavole 44-49. - N.K. Rutter, The Greek Coinages of Southern Italy and Sicily, London, Spink, 1997, pp. 101-150. - N.K. Rutter, The Coinage of Syracuse in the Early Fifth Century B. C., in Studies in Greek Numismatics in Memory of Martin Jessop Price, edited by R. Ashton and S. Hurter, London, Spink, 1998, pp. 307-315. - G. Guzzetta, Testimonianze del culto di Eracle a Camerina, in «Archivum Historicum Mothycense», 10, 2004, pp. 33-43. - J. Bérard, La Magna Grecia, Torino, Einaudi, 1963, Introduzione, Le fonti, pp. 21-37; Parte prima, capitoli II-III, pp. 78-137. È consigliata la lettura di Strabone, Geografia, L’Italia, libro VI, Milano, BUR, 1988. C Produzione e circolazione monetaria nella Sicilia bizantina. Contributi numismatici alla storia degli insediamenti (1 CFU). Testi: - G. Guzzetta, La circolazione monetaria in Sicilia dal IV al VII secolo d.C., in 36 «Bollettino di Numismatica», 25 (1995), pp. 7-30. - G. Guzzetta, Le monete, in Siracusa 1999. Lo scavo archeologico di Piazza Duomo, a cura di G. Voza, Palermo-Siracusa, A. Lombardi, 1999, pp. 44-47. - G. Guzzetta, Per la storia dell’insediamento nelle aree orientali: apporti da monete e sigilli, in Byzantino-Sicula IV. Atti del I Congresso Internazionale di Archeologia della Sicilia bizantina, Palermo, Istituto Siciliano di Studi Bizantini e Neollenici 2002, pp. 713-744. LEZIONI: II Semestre. PALEOGRAFIA LATINA M-STO/09 (6 CFU) Il programma della disciplina è disponibile nel sito Internet della Facoltà all’interno della “Didattica” sotto la voce “programmi 05/06” come “Integrazione”. PIANIFICAZIONE E GESTIONE PAESISTICA DEL TERRITORIO ICAR/15 (2 CFU) A Paesaggio, ambiente, territorio: introduzione ai concetti-base e ai temi principali della pianificazione paesistica. Il paesaggio come bene culturale e risorsa per lo sviluppo (1 CFU). Testi: - R. Gambino, Conservare. Innovare, UTET Libreria, Torino, 1997, cap. I La questione ambientale come tema di progetto, pp. 1-16, cap. II Paesaggio, ambiente, territorio: distinzioni e interazioni, pp. 16-43. - A. Magnaghi, Il progetto locale, Bollati Boringhieri, Torino, 2000, Prima parte L’approccio territorialista: per uno sviluppo locale autosostenibile, pp. 9-145. B Saper leggere il paesaggio: le trasformazioni del paesaggio agrario. Il ruolo del paesaggio agrario nella costruzione dello spazio regionale. Il paesaggio come racconto identitario (1 CFU). Testi: - E. Sereni, Storia del paesaggio agrario italiano, Laterza, Bari, 1961, L’Italia an- 37 I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali Melania Nucifora 37 tica, pp. 9-81. - Linee guida del Piano Territoriale Paesistico Regionale, Regione Sicilia, Palermo, 1995, estratto Sottosistema insediativo, pp. 47-79. - M. Nucifora, Il territorio ionico etneo come sistema territoriale locale, in G. Giarrizzo - E. Iachello, Il territorio come bene culturale, L’Epos, Palermo, 2002, pp. 187-215. LEZIONI: I Semestre. POLITICA DELL’AMBIENTE M-GGR/02 (8 CFU) Sergio Guglielmino A Aspetti istituzionali, metodologici ed epistemologici delle politiche per l’ambiente (3 CFU). Testo: - U. Leone, Nuove politiche per l’ambiente, Roma, Carocci, 2002, pp. 200. B Fondamenti di Geografia fisica ed economica dell’Italia (3 CFU). Testo: - P. Coppola (a cura di), Geografia politica delle regioni italiane, Torino, Einaudi, 1997, capp. V, VI e VIII, pp. 120. I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali C Il degrado ambientale in Italia (2 CFU). Testo: - U. Leone, Rischio e degrado ambientale in Italia, Bologna, Patron, 1998, pp. 200. 38 N.B. Gli studenti, in sede d’esame, debbono sapere localizzare nell’atlante i fenomeni studiati. A tale scopo, si consiglia l’uso del “Nuovo Atlante Metodico” dell’Istituto Geografico De Agostini di Novara. LEZIONI: I Semestre. 38 PREISTORIA E PROTOSTORIA L-ANT/01 (6 CFU) Vincenzo La Rosa A Istituzioni della materia: Cronologia e geografia. Metodologia della ricerca preistorica (2 CFU). Testi: - A. Guidi, I metodi della ricerca archeologica, Manuali Laterza 58, Bari-Roma 1998, capp. II-IV, VII (formato 8°, pp. 81 con figure). - E. Giannichedda, Archeologia teorica, Carocci editore, Roma 2002 (formato 8°, pp. 119 con figg.). - Geografia del Mediterraneo centrale e orientale (dispense, pp. 10 dattiloscritte). B Lineamenti di preistoria italiana (1 CFU). Testo (uno a scelta tra i seguenti o altro da concordare col docente): - A. Guidi - M. Piperno, Italia preistorica, Laterza, Bari 1992, pp. 420-516. - M.S. Cassano et alii, Paletnologia. Metodi e strumenti per l’analisi delle società preistoriche, (1 ed. NIS, Roma 1984), ora edito da Carocci, pp. 197-297. - R. Peroni, L’Italia alle soglie della storia, Laterza, BUL 558, Roma-Bari 2004 (1 ed. 1996), paragrafi B-D dei capp. I-V. N.B. Chi avesse già seguito il modulo A di Archeologia ed antichità egee, dovrà presentare il seguente testo: A. Bahn - C. Renfrew, Archeologia. Metodi, fonti, storia, Bologna, 1998. LEZIONI: I Semestre. 39 I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali C Aspetti e problemi della preistoria siciliana (3 CFU). Testi: - S. Tusa, La Sicilia nella preistoria, (Sellerio), Palermo 1992, capitoli III-VII, pp. 450 con note e figure. - V. La Rosa, Per una storia degli studi, in S. Tusa (a cura di), Prima Sicilia. Alle origini della società siciliana, Ediprint, Palermo 1997 (disponibile anche nella edizione, con identico impaginato, Siracusa 2001), pp. 7-30. 39 RILIEVO E ANALISI TECNICA DEI MONUMENTI ANTICHI L-ANT/09 (6 CFU) Francesco Tomasello A Aspetti metodologici e istituzioni della materia. 1) Monumento antico come testimonianza storica (1 CFU). Testi: - Appunti dalle lezioni. Letture consigliate: - J.G. Droysen, Istorica (a cura di L. Emery), Milano-Napoli 1966, pp. 38-45, 5257, 63-68. Come manuale si consiglia: - R. Bianchi Bandinelli, Introduzione all’archeologia, Bari 1976. I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali 2) Teoria e tecnica della documentazione-registrazione grafica (1 CFU). Testi: - Appunti dalle lezioni. - Vitruvio, De Architectura, II, 8. 10-11, ed. a cura di P. Gros, Torino 1997, pp. 144. - C.F. Giuliani, Archeologia. Documentazione grafica, Roma 1976 (da escludere i paragrafi: “Il disegno in lucido”, “Prospettiva”, “Teoria delle ombre”, “Appunti di metrologia”). N.B. Verifiche sulla capacità di lettura di illustrazioni grafiche precederanno lo svolgimento degli altri moduli. B Metodologia e tecnica del rilievo (2 CFU). Strumentazione antica; rilevamento diretto e strumentale; restituzione grafica e simbologie. Testi: - Appunti dalle lezioni. - Vitruvio, De Architectura, I, 2.2; VII, praef. 11; VIII, 5.1-3, ed. a cura di P. Gros, Torino 1997, pp. 26, 1020-1022, 1136-1139. - L. Marino, Il rilievo per il restauro, Milano 1990, pp. 17-22, 31-37, 39-54, 6386, 101-112, 131-137, 157-168, 175-183, 187-210, 221-258. - M. Docci - D. Maestri, Il rilevamento architettonico, ed. Laterza, Roma-Bari 1984, pp. 17-53. - R. Marta, Sintesi schematica di tecnica edilizia romana, Sora 1981. C Analisi di un monumento antico. 40 40 1) Metodologia della ricerca, indagine cronologica, documentazione bibliografica (1 CFU). Testi: - Appunti dalle lezioni. - Ph. Barker, Tecniche dello scavo archeologico, Milano 1977, pp. 236-319. 2) Tecniche edilizie e tipologie costruttive antiche (1 CFU). Testi: - Appunti dalle lezioni. - J.P. Adam, L’arte di costruire presso i romani, Milano 1996 (IV ed.). oppure in sostituzione: - C.F. Giuliani, L’edilizia nell’antichità, Roma 1990. LEZIONI: I Semestre. SCRITTURA PROFESSIONALE IN LINGUA ITALIANA (5 CFU) Gabriella Alfieri - Rosaria Sardo (corso integrato) B Pragmatica e pratica dell’italiano scritto (prof.ssa R. Sardo) (3 CFU). Testo: - C. Bianchi, Pragmatica del linguaggio, Bari, Laterza, 2003, pp. 142. Produzione guidata di testi sulla base di un manuale di scrittura professionale. LEZIONI: I Semestre. 41 I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali A Strategie testuali e strutture dell’italiano contemporaneo (prof.ssa G. Alfieri) (2 CFU). Testi: - M. Piotti, Elementi di testualità, in I. Bonomi - A. Masini - S. Morgana - M. Piotti, Elementi di linguistica italiana, Roma, Carocci, 2003, pp. 163-195. - A. Masini, L’italiano contemporaneo e le sue varietà, in I. Bonomi - A. Masini - S. Morgana - M. Piotti, Elementi di linguistica italiana, Roma, Carocci, 2003, pp. 15-86. - I Bonomi, Le strutture dell’italiano, in I. Bonomi - A. Masini - S. Morgana - M. Piotti, Elementi di linguistica italiana, Roma, Carocci, 2003, pp. 87-161. 41 STORIA AMMINISTRATIVA ROMANA L-ANT/03 (6 CFU) Gaetano Puglisi A 1. Roma e i suoi cittadini: ordinamenti politici, religiosi, militari, sociali dall’età regia alla prima repubblica. 2. Il rè, la corte, la burocrazia palatina, i sudditi. 3. Dal primo consolato al decemvirato legislativo (1 CFU). B 1. Istituzioni, ordinamenti e competenze amministrative: sistema elettorale, censo e formazione della classe dirigente. 2. Bilancio, sistema tributario ed aerarium Saturni: spesa pubblica, approvvigionamento idrico e annonario. 3. La guerra e le istituzioni militari. 4. Giochi, spettacoli, calendari (1 CFU). C 1. Patrimonio, censo e sistema elettorale. Carriere, funzioni e ruoli sociali: a. comitia curiata; b. comitia centuriata; e. concilia plebis tributa; d. comitia tributa; e. plebiscita; f. senatusconsulta. 2. Magisteria e ministeria: a. consolato; b. pretura; e. questura; d. censura; e. edilità; f. tribunato della plebe. 3. La provincia e la città: municipium, colonia, oppidum. 4. Istituzioni religiose e amministrazione dei sacra. Sacerdoti, clero e culti pagani: pontefici, quindecemviri, vestali, auguri, flamines. I collegia. 5. Denaro, valore, capitale: l’arca e la mensa (1 CFU). D 1. Il modello di Roma imperiale e le riforme di Augusto. Le fonti letterarie, giuridiche, epigrafìche: a. aerarium militare; b. fìscus; e. amministrazione pubblica ed economia palatina; d. la prefettura urbana; e. la prefettura al pretorio; f. la prefettura d’Egitto; g. sevirato e culti augustali. 2. Il CIL e le piante organiche delle amministrazioni centrali e provinciali (1 CFU). E 1. La constitutio Antoniniana. 2. Economia e amministrazione domestica, pubblica, provinciale, municipale, ecclesiastica. 3. Le riforme di Diocleziano. 4. Dal paganesimo al cristianesimo: l’amministrazione ecclesiastica (1 CFU). I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali F 1. Tarda antichità e burocrazie parallele. 2. La Notitìa dignitatum Occidentis. 3. Giovanni Lido, De magistratibus (1 CFU). 42 Testo: - F. Cassola - L. Labruna, Linee di una storia delle istituzioni repubblicane, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1979, pp. 200. N.B. Per l’acquisizione dei singoli crediti gli studenti regolarmente frequentanti possono sostenere, a richiesta, fino a tre prove scritte (tesina, prova in itinere, questionario), in classe o a casa, sostitutiva di tre moduli (A-B-C: età repubblicana; o D-EF: età imperiale). Gli studenti inoltre possono consegnare, alla conclusione di ogni modulo, un quaderno con gli appunti delle lezioni seguite, da valere quali verifiche in progress. LEZIONI: I Semestre. 42 STORIA BIZANTINA L-FIL-LET/07 (5 CFU) Renata Gentile A Lineamenti di storia e organizzazione sociale dell’impero bizantino (2 CFU). Testi: - M. Gallina, L’Impero bizantino, in Il Medioevo. Popoli e strutture politiche, La Storia. I grandi problemi dal Medioevo all’Età Contemporanea, vol. II, parte II, Torino, UTET, 1986, pp. 53-87. - A.P. Kazhdan, Bisanzio e la sua civiltà, Economica Laterza, Roma-Bari 1995, pp. 3-128. B La Sicilia e Bisanzio (2 CFU). Testo: - F. Burgarella, Bisanzio in Sicilia e nell’Italia meridionale: i riflessi politici, in Il Mezzogiorno dai Bizantini a Federico II, Storia d’Italia, vol. III, Torino, UTET, 1983, pp. 129-230. C La città bizantina dal tardoantico al medioevo (1 CFU). Testi: - A. Cameron, Un impero due destini. Roma e Costantinopoli fra il 395 e il 600 d.C., trad. ital., Genova, Edizioni Culturali Internazionali Genova, 1996, pp. 171-193. - C. Mango, La civiltà bizantina, trad. ital., Roma-Bari, Laterza, 1998, pp. 71102. LEZIONI: I Semestre. (5 CFU) Salvatore Adorno A La prima guerra mondiale; la rivoluzione russa; l’Europa tra democrazia e autoritarismi; Il comunismo sovietico; nazismo e fascismo; gli Stati Uniti e il new deal; economia e società tra le due guerre; il tramonto del colonialismo; la seconda guerra mondiale (2 CFU). I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali STORIA CONTEMPORANEA M-STO/04 B Bipolarismo e guerra fredda; la decolonizzazione; il Medio Oriente; l’Occidente; 43 43 il mondo comunista; crisi e ripresa dell’Occidente; la fine del comunismo; i nuovi equilibri mondiali dopo la guerra fredda; la globalizzazione (2 CFU). C La crisi dello stato liberale e l’avvento del fascismo; l’Italia fascista; dalla resistenza alla repubblica; l’Italia repubblicana (1 CFU). Testo: - T. Detti - G. Gozzini, Storia contemporanea, vol. 2. Il Novecento, Milano, Bruno Mondadori, 2002, pp. 400. Inoltre lo studente sceglierà a supporto del manuale un testo tra i seguenti: - V. Vidotto, Guida allo studio della storia contemporanea, Roma-Bari, Laterza, 2004, pp. 190. - M.L. Salvadori, Il Novecento, un’introduzione, Roma-Bari, Laterza, 2002, pp. 180. - M. Salvati, Il Novecento, Interpretazione e bilanci, Roma-Bari, Laterza, 2001, pp. 138. - C. Pavone (a cura di), ’900. I tempi della storia, Roma, Donzelli, 1997, pp. 210. N.B. È prevista una verifica in itinere. Eventuali integrazioni bibliografiche dovranno essere preventivamente concordate con il docente. Non è possibile sostituire i testi in bibliografia con tesine scritte su argomenti a scelta dello studente. Lo studente potrà invece costruire tesine o percorsi multimediali che dimostrino una adeguata comprensione e conoscenza critica dei testi proposti in bibliografia. In questo caso i materiali dovranno essere consegnati 10 giorni prima della verifica e verranno presentati e discussi in sede d’esame. LEZIONI: I Semestre. I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali STORIA DEGLI STUDI CLASSICI L-FIL-LET/05 44 (5 CFU) Emilia Bonanno A La disciplina intende offrire una panoramica della storiografia degli studi classici relativa, in particolare, ai secoli XIX e XX in Europa, in considerazione del valore che la formazione storiografica basata sulla conoscenza del mondo antico ha avuto nell’evoluzione culturale della società occidentale (5 CFU). Testi: - Friedrich August Wolf e la scienza dell’antichità, introd. di Fulvio Tessitore, a 44 cura di Salvatore Cerasuolo, Napoli, 1997, pp. 1-80. - F.A. Wolf, Esposizione della scienza dell’antichità secondo concetto, estensione, scopo e valore, a cura di Salvatore Cerasuolo, Napoli, 1999 (pagine da concordare). - L. Canfora, La filologia classica nel Novecento, RFIC 1991 CXIX, pp. 373-377. - U. von Wilamowitz-Moellendorff, Tra scienza e politica, quattro saggi: Das Weltreich des Augustus; Orient und Okzident [1915]; Alexander der Grosse [1916]; Der griechische und der platonische Staatsgedanke [1919], con una nota di lettura di L. Canfora, Napoli, 1982 (pagine da concordare). - R. Pfeiffer, Storia della filologia classica dalle origini alla fine dell’età ellenistica, trad. di M. Gigante e S. Cerasuolo, Napoli, 1973, pp. 1-120. N.B. Sono previste verifiche in itinere. LEZIONI: II Semestre. STORIA DEL CRISTIANESIMO ANTICO M-STO/07 (5 CFU) Rossana Barcellona - Teresa Sardella (corso integrato) B Lineamenti di Storia del Cristianesimo Antico (prof.ssa T. Sardella) (3 CFU). Testi: - G. Jossa, Il cristianesimo antico. Dalle origini al concilio di Nicea, Roma, La Nuova Italia Scientifica, 1997, pp. 203. - E. Wipszycka, Storia della Chiesa nella Tarda antichità, Milano, 2000, pp. 121242, 308-327. C Culto dei santi e territorio (prof.ssa R. Barcellona) (1 CFU). Testi: - S. Boesch Gajano, La santità, Bari 1999, pp. 3-74. 45 I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali A Problemi storiografici e fondamenti metodologici (prof.ssa R. Barcellona) (1 CFU). Testi: - G. Jossa, La storia della chiesa antica, in La storiografia italiana degli ultimi vent’anni, I. Antichità e Medioevo, Roma-Bari, 1989, pp. 127-165. - G. Filoramo, Che cosa è la religione. Temi metodi e problemi, Torino, 2004, pp. 1-74. 45 - S. Pricoco, Un esempio di agiografia regionale: la Sicilia, in Santi e demoni nell’Alto medioevo occidentale (secc. V-XI), Spoleto, CISAM, 1989, pp. 319376. LEZIONI: I Semestre. STORIA DEL LIBRO M-STO/08 (6 CFU) Rosalia Claudia Giordano A Dal manoscritto al libro a stampa (4 CFU). Testi: - L. Febvre - H.J. Martin, La nascita del libro, a cura di Armando Petrucci, RomaBari, Laterza, 1988, introduzione. - F. Barbier, Storia del libro, Bari, Dedalo, 2004, pp. 5-223. - V. De Gregorio, La carta e la bussola. Per navigare nell’universo dei documenti, Palermo, L’Epos, 2000, pp. 57-112. I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali B Il libro come manufatto. La legatura attraverso i secoli (2 CFU). Testi: - M. Foot, La legatura come specchio della società, Milano, Edizioni S. Bonnard, 2000. - R.C. Giordano, Non solo testo, in Propaganda, cultura e mito nell’editoria italiana (1922-1942). Catalogo della mostra, a cura di M. Scialabba - C. Giordano, Siracusa, Lombardi editori, 2004. - R. Antolini, Il libro imbullonato, ibidem. - G. Maffei, Il libro d’artista, Milano, Edizioni S. Bonnard, 2003 (parti da definire). 46 N.B. Gli studenti che non possono frequentare sono invitati a concordare il programma alternativo al modulo B che, necessitando di una presenza per la visione del materiale, potrebbe comportare delle difficoltà oggettive. LEZIONI: II Semestre. 46 STORIA DELL’AMMINISTRAZIONE PUBBLICA IUS/10 (6 CFU) Il programma della disciplina è disponibile nel sito Internet della Facoltà all’interno della “Didattica” sotto la voce “programmi 05/06” come “Integrazione”. STORIA DELL’ARCHITETTURA ICAR/18 (6 CFU) Melania Nucifora B Il caso italiano. La contesa fra i saperi e la “supremazia dell’architettura”. Il secondo dopoguerra. La nuova dimensione della città (2 CFU). Testi: - G. Zucconi, La città contesa, Milano, Jaka Book, 1989, pp. 69-193. - M. Tafuri, Storia dell’architettura italiana (1944-1985), Torino, Einaudi, 1986, pp. 5-63 Gli anni della ricostruzione, Adriano Olivetti e la communitas dell’intelletto, Il piano Vanoni e l’INA casa; pp. 146-159 Il frammento e la città; pp. 183-207 Trasformazioni strutturali e nuove esperienze di piano. - G. De Carlo, La città contemporanea, Catania, ILAUD, C.U.E.C.M., pp. 9-17. - M. Nucifora, Città-territorio e periferie spontanee. Alle origini della Catania metropolitana - dispense. LEZIONI: II Semestre. 47 I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali A Architettura e città. La nascita dell’urbanistica e il primato dell’architetto. La rivoluzione industriale come nuovo orizzonte culturale, fra nostalgia del passato e slanci verso il futuro. Il movimento moderno e le radici della contemporaneità (4 CFU). Testi: - F. Choay, La città. Utopie e realtà, Torino, Einaudi, 1973. Volume I: pp. 3-81 L’Urbanistica in discussione; pp. 87-128 Owen/Fourier/Considerant; pp. 140143 Godin; pp. 160-179 Ruskin/Morris; pp. 183-193 Engels. Volume II: pp. 212-221 Garnier; pp. 226-251 Gropius/Le Corbusier; pp. 261-293 Sitte/Howard; pp. 301-316 Wright; pp. 349-371 Geddes/Poéte/Mumford. - L. Benevolo, Le origini dell’urbanistica moderna, Bari, Laterza, 1963. 47 STORIA DELL’ARTE BIZANTINA L-ART/01 (6 CFU) Simone Piazza A Fondamenti della disciplina (3 CFU). Testo: - E. Concina, Le arti a Bisanzio, Milano, Bruno Mondadori, 2002, pp. 1-304. B L’icona e il culto delle immagini (1 CFU). Testo: - E. Kitzinger, Il culto delle immagini prima dell’Iconoclastia, in E. Kitzinger, Il culto delle immagini. L’arte bizantina nel periodo fra Giustiniano e l’Iconoclastia, Firenze, La Nuova Italia, 1992, pp. 9-105. Oppure: - H. Belting, Il culto delle immagini. Storia dell’icona dall’età imperiale al tardo Medioevo, Roma, Carocci, 2001, pp. 49-146. I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali C Costantinopoli (1 CFU). Testi: - R. Krautheimer, Tre capitali cristiane, Torino, Einaudi, 1987 (ristampa 2002), il capitolo “Costantinopoli”, pp. 61-105. - voce “Costantinopoli” (i contributi a cura di E. Zanini, C. Barsanti e M. Andaloro), in Enciclopedia dell’arte medievale, vol. V, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana G. Treccani, 1994, pp. 381-421. 48 D Arte bizantina nella Sicilia normanna: mosaici, dipinti murali e su tavola, pittura rupestre (1 CFU). Testi: - M. Andaloro, Strutture, tecniche, materiali, negli “ateliers” della Palermo normanna, in Federico II e le scienze, a cura di P. Toubert e Agostino Paravicini Bagliani, Palermo, Sellerio, 1994, pp. 290-305. - M. Andaloro, La croce dipinta di Siracusa e l’orizzonte bizantino mediterraneo, in Federico e la Sicilia dalla terra alla corona. Arti figurative e arti suntuarie, Siracusa-Palermo, Lombardi Ed., 1995 (2a ed. 2000), pp. 475-480. - E. Kitzinger, I mosaici del periodo normanno in Sicilia, Palermo, Istituto Siciliano di Studi Bizantini e Neoellenici, 1992-1994, paragrafi introduttivi ai voll. I (pp. 9-22) e II (pp. 9-19). - A. Messina, Le chiese rupestri del Siracusano, Palermo, Istituto Siciliano di Studi Bizantini e Neoellenici, 1979, pp. 27-70. - voce “Sicilia (Epoca normanna)”, a cura di B. Patera, in Enciclopedia dell’arte medievale, vol. X, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana G. Treccani, pp. 598-605. LEZIONI: I Semestre. 48 STORIA DELL’ARTE CONTEMPORANEA L-ART/03 (6 CFU) Il programma della disciplina è disponibile nel sito Internet della Facoltà all’interno della “Didattica” sotto la voce “programmi 05/06” come “Integrazione”. STORIA DELL’ARTE MEDIEVALE L-ART/01 (6 CFU) Claudia Guastella A Aspetti propedeutici, metodologici, interpretativi (1 CFU). Testo (una parte, pari al numero di pagine previsto per un credito, da uno dei seguenti): - A. Barbero - C. Frugoni, Medioevo. Storia di voci, racconto di immagini, Bari 1999. - G. Duby, Storia artistica del Medioevo, Milano 1995. - E.H. Gombrich, L’uso delle immagini. Studi sulla funzione sociale dell’arte e sulla comunicazione visiva, Milano 1999. - O. Pächt, La miniatura medievale, Torino 2000. - Uomini, Libri e Immagini. Per una storia del libro illustrato tra tardo Antico e Medioevo, Napoli, 2000. B Romanico europeo e romanico italiano (1 CFU). C Il Gotico: architettura e scultura (1 CFU). Testo (uno a scelta): - G.C. Argan, Storia dell’Arte Italiana, nuova edizione a cura di P. Argan - C. Boer - L. Lazotti, Firenze, Sansoni, 2000. - C. Bertelli - G. Briganti - G. Giuliano, Storia dell’Arte italiana, Milano, Electa Mondadori, 2000. - P. De Vecchi - E. Cerchiari, Arte nel tempo, Milano, Fabbri, 1992. E Aspetti dell’attività artistica nel Medioevo (2 CFU). Testo: - E. Castelnuovo, Artifex bonus. Il mondo dell’artista medievale, Bari, 2004. 49 I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali D La pittura gotica da Cimabue a Gentile da Fabriano (1 CFU). 49 • Le pagine e le parti da curare saranno indicate dal docente secondo quanto stabilito dalla Facoltà (100 pp. circa per ogni CFU). LEZIONI: II Semestre. STORIA DELL’ARTE MODERNA L-ART/02 (6 CFU) Valter Pinto I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali A Introduzione allo studio della storia dell’arte (1 CFU). Testo: - H. Focillon, Vita delle forme (1934), prefazione di E. Castelnuovo, Torino, Einaudi, 1987, pp. VII-XXXI, 3-101 (possono essere utilizzate anche edizioni successive). 50 B Periodizzazione e geografia della produzione artistica in Italia dal Rinascimento al Barocco (1470-1750). Metodi di ricerca e casi esemplari di indagini storico-artistiche (4 CFU). Gli studenti prepareranno l’esame operando una scelta fra i testi qui elencati che comporti non meno di 300 pagine a stampa. Si consiglia di integrare gli apparati iconografici dei testi scelti con le illustrazioni presenti nei principali manuali in uso nelle scuole superiori (De Vecchi - Cerchiari; Bertelli - Briganti - Giuliano; Bairati - Finocchi; Cricco - Di Teodoro). Testi: - G. Romano, Verso la maniera moderna: da Mantegna a Raffaello, in Storia dell’arte italiana. P. II: Dal Medioevo al Novecento. Vol. 6*: Dal Cinquecento all’Ottocento, Torino, Einaudi, 1981, pp. 5-85. - J. Shearman, Arte e spettatore nel Rinascimento italiano. «Only connect …», ed. orig. 1992, ed. italiana, Milano, Jaca Book, 1995. - J. Shearman, Il Manierismo, ed. orig. 1967, ed. italiana, Firenze, SPES, 1983. - A. Pinelli, La bella Maniera. Artisti del Cinquecento tra regola e licenza, Torino, Einaudi, 1983. - F. Sricchia Santoro, L’arte del Cinquecento in Italia e in Europa, Milano, Jaca Book, 1998. - Natura ed espressione nell’arte bolognes-emiliana, catalogo critico di F. Arcangeli, catalogo della mostra, Bologna, Palazzo dell’Archiginnasio 12 settembre-22 novembre 1970, Bologna, Edizioni Alfa, 1970, edizione anastatica con prefazione di M. Scolaro, Bologna, Minerva Edizioni, 2003 (limitatamente alla prefazione di M. Scolaro, al saggio di F. Arcangeli ed al profilo biografico 50 C Analisi di un’opera: Polidoro da Caravaggio, Andata al Calvario, Napoli, Museo di Capodimonte (1 CFU). Testi: - P. Leone de Castris, Polidoro da Caravaggio. L’opera completa, Napoli, Electa Napoli, 2001, limitatamente ai capp. 13, “Polidoro a Messina”, e 14, “L’andata al Calvario dell’Annunciata dei Catalani”, pp. 323-355. - P. Leone de Castris, Polidoro Caldara detto Polidoro da Caravaggio. Andata al Calvario, scheda n. 183, in Museo e Gallerie Nazionali di Capodimonte, Le collezioni borboniche e post-unitarie. Dipinti dal XIII al XVI secolo, a cura di P. Leone de Castris, Napoli, Electa Napoli, 1999, pp. 195-196. - B. Agosti, paragrafo I dell’Introduzione, in Cola Giacomo d’Alibrando, Il Spasmo di Maria Vergine. Ottave per un dipinto di Polidoro da Caravaggio a Messina (1534), a cura di B. Agosti - G. Alfano - I. di Majo, Napoli, Paparo, 1999, pp. XIII-XXI. - Vincenzo degli Azani da Pavia e la chiusura figurativa in Sicilia nell’età di Carlo V, a cura di Teresa Viscuso, catalogo della mostra, Palermo, chiesa di Santa Cita, 21 settembre-8 dicembre 1999, Siracusa, Ediprint, 1999 (limitatamente alle schede nn. 12, 13 e 14 di Giulia Davì, pp. 270-275). • Le pagine e le parti da curare saranno indicate dal docente secondo quanto stabilito dalla Facoltà (100 pp. circa per ogni CFU). I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali ed alle schede delle opere in mostra di L. Carracci). - F. Abbate, Il secolo d’oro, in F. Abbate, Storia dell’arte nell’Italia meridionale, vol. IV, Roma, Donzelli, 2002. - Mario Minniti. L’eredità di Caravaggio a Siracusa, a cura di G. Barbera e V. Greco, catalogo della mostra, Siracusa, chiesa del Colleggio dei Gesuiti, 30 maggio-19 settembre 2004, Napoli, Electa Napoli, 2004 (limitatamente ai saggi di D. Spagnolo e F. Campagna Cicala ed alle schede delle opere in mostra). - Algardi. L’altra faccia del barocco, a cura di J. Montagu, catalogo della mostra, Roma, Palazzo delle esposizioni 21 gennaio-30 aprile 1999, Roma, De Luca, 1999 (limitatamente ai saggi di J. Montagu, A. Emiliani e C. Strinati ed alle schede delle opere in mostra). - N. Spinosa, Spazio infinito e decorazione barocca, in Storia dell’arte italiana. P. II: Dal Medioevo al Novecento. Vol. 6*: Dal Cinquecento all’Ottocento, Torino, Einaudi, 1981, pp. 275-343. - Luca Giordano: 1634-1705, a cura di O. Ferrari, catalogo della mostra, Napoli, Castel Sant’Elmo 3 marzo-3 giugno 2001, Napoli, Electa Napoli, 2001 (limitatamente ai saggi di O. Ferrari, G. Scavizzi e N. Spinosa ed alle schede delle opere in mostra). LEZIONI: I Semestre. 51 51 STORIA DELL’EUROPA OCCIDENTALE IN ETÀ MODERNA M-STO/02 (6 CFU) Paolo Militello A Storia dell’Europa dal XVI al XIX secolo. Quadri generali (4 CFU). Testo: - Il mondo moderno. Storia e storiografia, a cura di G. Longhitano, Palumbo, Palermo 2002, pp. 250. Testo (uno a scelta da consultare): - Manuale di Storia Donzelli. Storia moderna, Donzelli Editore, Roma 1998 (“lezioni” da concordare con il docente); - M. Rosa - M. Verga, Storia dell’età moderna. 1450-1815, Mondadori, Milano 1998, pp. 517. B L’Europa delle città (1 CFU). Testi: - D. Calabi, Storia della città. L’età moderna, Marsilio, Venezia 2001, pp. 70. - E. Iachello (a cura di), Saperi della città, Epos, Palermo 2005, contributi a scelta. - P. Militello, L’isola della carte. Cartografia della Sicilia in età moderna, Franco Angeli, Milano 2004, cap. IV. I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali C La Sicilia, l’Europa, il Mediterraneo (1 CFU). Testo: - F. Braudel, Civiltà e imperi del Mediterraneo nell’età di Filippo II, Einaudi, Torino 2002, vol. I, pp. 189-229. - G. Giarrizzo, La Sicilia moderna dal Vespro al nostro tempo, Le Monnier, Firenze 2004 (pp. 70). LEZIONI: II Semestre. STORIA DELLA FILOSOFIA M-FIL/06 (5 CFU) Giancarlo Magnano San Lio A Parte generale (3 CFU). Verranno trattati, specie in riferimento al rapporto filosofia/scienze, i seguenti au- 52 52 tori: Platone, Aristotele, Epicuro, Agostino, Tommaso d’Aquino, Galilei, Cartesio, Leibniz, Kant, Hegel, Marx, Nietzsche, Comte, Dilthey, Cassirer, Heidegger, Popper. Per lo studio si consiglia un buon manuale di liceo (ad es. S. Moravia, Filosofia, Firenze, Le Monnier, 1990, vol. I, II, III, ca. 250 pp.). B Parte monografica: Scienza e filosofia (2 CFU). Testo: - K.R. Popper, Tre punti di vista a proposito della conoscenza umana, in Scienza e filosofia, Torino, Einaudi, 1991, pp. 11-47. - K.R. Popper, Lo scopo della scienza, in Scienza e filosofia, Torino, Einaudi, 1991, pp. 49-67. - K.R. Popper, Le fonti della conoscenza e dell’ignoranza, in Scienza e filosofia, Torino, Einaudi, 1991, pp. 69-120. - K.R. Popper, Problemi, scopi e responsabilità della scienza, in Scienza e filosofia, Torino, Einaudi, 1991, pp. 121-158. LEZIONI: I Semestre. STORIA DELLA FILOSOFIA ANTICA M-FIL/07 (5 CFU) Giovanna Rita Giardina B Il pensiero politico antico (3 CFU). Testo (uno a scelta): - P. Donini - F. Ferrari, L’esercizio della ragione nel mondo classico. Profilo di Storia della filofosia antica, ed. Einaudi, Torino 2005, pp. 48-194. - F. Trabattoni, La filosofia antica. Profilo critico-storico, ed. Carocci, Roma 2002, pp. 62-212. E in aggiunta: - S. Gastaldi, Storia del pensiero politico antico, ed. Laterza, Rom-Bari 1999, capp. 4, 5, 7, pp. 75-158, 195-251. I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali A La filosofia presocratica (1 CFU). Testo (da scegliere in alternativa): - P. Donini - F. Ferrari, L’esercizio della ragione nel mondo classico. Profilo di Storia della filofosia antica, ed. Einaudi, Torino 2005, pp. 3-47. - F. Trabattoni, La filosofia antica. Profilo critico-storico, ed. Carocci, Roma 2002, pp. 15-62. 53 53 C La politica nel libro I della Repubblica di Platone (1 CFU). Testi: - Platone, La Repubblica, trad. e comm. a cura di M. Vegetti, vol. I, ed. Bibliopolis, Napoli 1998, pp. 15-90. - M. Vegetti, Trasimaco, in Platone, La Repubblica, trad. e comm. a cura di M. Vegetti, vol. I, ed. Bibliopolis, Napoli 1998, pp. 233-256. LEZIONI: II Semestre. STORIA DELLA FILOSOFIA E DELLA CULTURA NEL RINASCIMENTO M-FIL/06 (5 CFU) Santo Burgio A Caratteri principali nel Rinascimento italiano (1 CFU). Testo: - V. Reinhardt, Il Rinascimento in Italia, Bologna, Il Mulino, 2003. B Questioni di storia delle idee religiose nel Rinascimento italiano (4 CFU). Testo: - A. Prosperi, L’eresia del Libro Grande. Storia di Giorgio Siculo e della sua setta, Milano, Feltrinelli, 2000. • Le pagine e le parti da curare saranno indicate dal docente secondo quanto stabilito dalla Facoltà (100 pp. circa per ogni CFU). I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali LEZIONI: II Semestre. STORIA DELLA LINGUA LATINA L-FIL-LET/04 (5 CFU) Carmela Mandolfo A Lineamenti della disciplina (1 CFU). Testo: - Appunti dalle lezioni. B Storia della lingua latina (3 CFU). 54 54 Testi: - F. Stolz - A. Debrunner - W.P. Schmid, Storia della lingua latina, trad. it. di C. Benedicter, introduzione e note di A. Traina, IV edizione riveduta e aggiornata a cura di E. Vineis, Bologna, Pàtron, 1993 (con brani scelti di autori rappresentanti le fasi del latino; testo consigliato: G. Salanitro, Autori e testi di letteratura latina, Catania, C.U.E.C.M., 2002). - G. Salanitro, Avviamento allo studio della lingua e della letteratura latina, Catania, C.U.E.C.M., 2003. - Carmela Mandolfo, Il latino classico, in AA.VV., La didattica delle lingue classiche, Catania 1996, pp. 53-88. C Commercio librario ed editoria nel mondo romano (1 CFU). Indicazioni bibliografiche saranno fornite nel corso delle lezioni. • Le pagine e le parti da curare saranno indicate dal docente secondo quanto stabilito dalla Facoltà (100 pp. circa per ogni CFU). LEZIONI: I Semestre. STORIA DELLA MUSICA L-ART/07 (6 CFU) Maria De Luca B Percorsi generali della Storia della musica occidentale con particolare riferimento ai secoli XVII, XVIII e XIX (4 CFU). Testi: - D.J. Grout, Storia della Musica in Occidente, trad. it. di A. Melchiorre, Milano, Feltrinelli, 1990, pp. 303-687. Per gli approfondimenti si consigliano: - R. Di Benedetto, Romanticismo e scuole nazionali nell’Ottocento, (Storia della Musica a cura della Società Italiana di Musicologia, vol. 8), Torino, Edt, 1991. 55 I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali A Istituzioni ed aspetti epistemologici della disciplina (1 CFU). Testi: - J.J. Nattiez, Il discorso musicale. Per una semiologia della musica, Torino, Einaudi, 1987 (parti da concordare con il docente). - G. Feder, Filologia musicale, Bologna, il Mulino, 1982 (parti da concordare con il docente). 55 - F. Della Seta, India e Francia nell’Ottocento, (Storia della Musica a cura della Società Italiana di Musicologia, vol. 9), Torino, Edt, 1993. C Approfondimento: aspetti evolutivi del sinfonismo beethoveniano (1 CFU). Testi: - G. Pestelli, L’età di Mozart e Beethoven, (Storia della Musica a cura della Società Italiana di Musicologia, vol. 7), Torino, Edt, 1994, il cap. IV (Beethoven). - M. Solomon, Su Beethoven. Musica mito psicanalisi utopia, Torino, Einaudi, 1988, pp. 3-41, 136-147, 240-252. N.B. Saranno parte integrante del programma gli ascolti musicali effettuati in classe durante le lezioni e riversati in CD disponibile per frequentanti e non frequentanti a fine corso. LEZIONI: II Semestre. STORIA DELLA TRADIZIONE DEI TESTI ANTICHI L-FIL-LET/05 (5 CFU) I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali Emilia Bonanno 56 A La tradizione dei testi antichi: storia e strumenti (3 CFU). Testo (uno a scelta): - Traina - Bernardi Perini, Propedeutica al latino universitario, Bologna, Patron, 6° ed. riveduta ed aggiornata, 1998, cap. VIII, pp. 301-368. - L. Cesarini Martinelli, La filologia, Roma, Editori Riuniti, 1988, pp. 1-148. - C. Giarratano, La storia della filologia classica, in AA.VV., Introduzione alla filologia classica, pp. 1-72. - Ulteriori indicazioni bibliografiche saranno date nel corso delle lezioni. B Lettura di edizioni critiche di testi antichi (2 CFU). Testi: - Riferimenti bibliografici e fotocopie saranno forniti dal docente nel corso delle lezioni. LEZIONI: I Semestre. 56 STORIA E CRITICA DEL CINEMA L-ART/06 (6 CFU) Stefania Rimini - Maria Caterina Paino (corso integrato) A Per una geografia del cinema: mappe e itinerari (prof.ssa S. Rimini) (2 CFU). Testo (uno a scelta): - P. Russo, Breve storia del cinema italiano, Lindau, pp. 232. - M. Marie, La Nouvelle Vague, Lindau, pp. 176. - J.-C. Seguin, Breve storia del cinema spagnolo, Lindau, pp. 160 - B. Eisenschitz, Breve storia del cinema tedesco, Lindau, pp. 140. - P. Pilard, Breve storia del cinema britannico, Lindau, pp. 160. - F. La Polla, Il nuovo cinema americano 1967-1975, Lindau, pp. 260. - F. La Polla, L’età dell’occhio. Il cinema e la cultura americana, Lindau, pp. 280. - M. Tessier, Breve storia del cinema giapponese, Lindau, pp. 144. Gli studenti dovranno concordare con la docente un elenco di dieci film da integrare allo studio delle cinematografie nazionali. C Ritratto di un ‘cineamatore’: omaggio a Kieslowski (prof.ssa S. Rimini) (3 CFU). Testi: - K. Kieslowski - K. Piesiewicz, Decalogo, Torino, Einaudi, 1991, pp. 3-41, 147238. - K. Kieslowski - K. Piesiewicz, Tre colori. Blu, Bianco, Rosso, Milano, Bompiani, 1994, pp. 7-112, 305-335. - S. Rimini, L’etica dello sguardo. Introduzione al cinema di Krzysztof Kieslowski, Napoli, Liguori, 2000, pp. 4-175. Videoletture: - K. Kieslowski, L’ufficio (1966). - K. Kieslowski, Breve film sull’amore (1988). - K. Kieslowski, Decalogo, 1 (1989). - K. Kieslowski, Decalogo, 5 (1989). - K. Kieslowski, La doppia vita di Veronica (1991). - K. Kieslowski, Tre colori: film blu (1992). I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali B Come nasce un film: il cinema tra arte e industria (prof.ssa M.C. Paino) (1 CFU). Testo: - V. Buccheri, Il Film. Dalla sceneggiatura alla distribuzione, Roma, Carocci, 2003, (cap. I-II-IV-VII-IX). LEZIONI: I Semestre. 57 57 STORIA GRECA L-ANT/02 (6 CFU) Mauro Corsaro - Giuseppe Guzzetta - Margherita Cassia (corso integrato) A Le basi documentarie della storia greca (prof. G. Guzzetta) (1 CFU). Testo: - H. Bengtson, Introduzione alla storia antica, Bologna, Il Mulino, 2003. B Dalla civiltà micenea alla colonizzazione del Mediterraneo occidentale (prof. G. Guzzetta) (1 CFU). C Tiranni, legislatori, riformatori sociali (prof. G. Guzzetta) (1 CFU). D Economia, società, cultura da Pisistrato alla guerra del Peloponneso (prof. M. Corsaro) (1 CFU). E Il mondo greco nel IV secolo a.C. (prof.ssa M. Cassia) (1 CFU). F L’età ellenistica (prof.ssa M. Cassia) (1 CFU). Testo: - L. Braccesi - F. Cordano - M. Lombardo - A. Mele, Manuale di Storia greca, Bologna, Monduzzi, 1999. oppure - C. Mossé - A. Schnapp-Gourbeillon, Storia dei Greci. Dalle origini alla conquista romana, Roma, Carocci, 1997. I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali N.B. È indispensabile l’uso di un buon atlante storico. 58 • Le pagine e le parti da curare saranno indicate dal docente secondo quanto stabilito dalla Facoltà (100 pp. circa per ogni CFU). LEZIONI: II Semestre. 58 STORIA MEDIEVALE M-STO/01 (6 CFU) Biagio Saitta A Fondamenti della disciplina (4 CFU). Temi di storia generale con particolare attenzione ai momenti più importanti: 1. Il mondo ellenistico-romano e la diffusione del Cristianesimo; 2. L’Occidente romano-germanico (con dibattito storiografico); 3. L’Oriente romano-bizantino (Giustiniano e la ripresa dell’iniziativa imperiale; Il “Corpus iuris civilis”); 4. L’Italia tra Bizantini e Longobardi; 5. Il mondo arabo e il Mediterraneo; 6. L’Impero carolingio e le origini del Feudalesimo; 7. Rinascita culturale: la nascita delle Università, l’organizzazione degli studi universitari; 8. L’Italia dei Comuni. L’Italia dei Comuni e l’Impero; 9. I Normanni in Italia meridionale (con approfondimenti su ‘l’Apostolica Legazia’); Le Crociate; 10. Federico II di Svevia; 11. Il consolidamento delle istituzioni monarchiche in Europa: Filippo il Bello e Bonifacio VIII; l’idea di sovranità da Dante a Marsilio da Padova; la guerra dei Cent’anni; 12. Potere e società nel Mezzogiorno angioino-aragonese; 13. Le Signorie; B Analisi delle fonti medievali (2 CFU). Testo: - B. Saitta, Fonti per lo studio del Medioevo, CUECM, Catania, 2004. • Le pagine e le parti da curare saranno indicate dal docente secondo quanto stabilito dalla Facoltà (100 pp. circa per ogni CFU). LEZIONI: II Semestre. 59 I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali Testo: - G. Vitolo, Medioevo. I caratteri originali di un’età di transizione, Sansoni, Milano, 2000. 59 STORIA MODERNA M-STO/02 (6 CFU) Enrico Iachello - Maria Maddalena Modica - Roberto Tufano (corso integrato) A Quadri generali: stato, economia, società, cultura, religione (4 CFU). 1) Stato e società (prof. E. Iachello). Testo: - Manuale di Storia Donzelli. Storia moderna, Donzelli Editore, Roma 1998: le “lezioni” di M. Caravale (pp. 77-100), E. Fasano (pp. 315-347), E. Chiosi (pp. 461-484). 2) Ribellioni, rivolte, rivoluzioni (prof. R. Tufano). Testo: - Manuale di Storia Donzelli. Storia moderna, Donzelli Editore, Roma 1998: le “lezioni” di G. Muto (pp. 249-271), F. Benigno (pp. 273-313), B. Salvemini (pp. 395-425), A.M. Rao (pp. 553-581). 3) Economia e società (prof. R. Tufano). Testo: - Manuale di Storia Donzelli. Storia moderna, Donzelli Editore, Roma 1998: le “lezioni” di M. Knapton (pp. 155-180), R. Ago (pp. 203-227). I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali 4) Politica, cultura e religione (prof.ssa M.M. Modica). Testi: - Manuale di Storia Donzelli. Storia moderna, Donzelli Editore, Roma 1998: le “lezioni” di S. Peyronel Rambaldi (pp. 40-74), G. Fragnito (pp. 125-151), P. Burke (pp. 229-247). - G. Longhitano, Il mondo moderno, introduzione. B Identità locali, identità urbane (prof. E. Iachello) (1 CFU). Testi: - G. Giarrizzo, La Sicilia moderna dal Vespro al nostro tempo, Firenze, Le Monnier, 2004 (pp. 70). - E. Iachello, La città del principe e del vulcano, Catania, 2004 (pp. 100). C Città e religione nella prima età moderna (prof.ssa M.M. Modica) (1 CFU). Testo: - M. Firpo, Artisti, gioiellieri, eretici. Il mondo di Lorenzo Lotto tra riforma e controriforma, Laterza, Roma-Bari, 2001, pp. 37-133, 251-338. N.B. Durante l’orario delle lezioni si svolgeranno prove in itinere. LEZIONI: II Semestre. 60 60 STORIA ROMANA L-ANT/03 (6 CFU) Concetta Molè - Claudia Giuffrida - Gaetano Puglisi - Margherita Cassia (corso integrato) A Le basi documentarie della storia romana (prof.ssa C. Giuffrida) (1 CFU). Testo: - L. Cracco Ruggini (a cura di), Storia antica. Come leggere le fonti, Bologna, Il Mulino, 1996, Introduzione, più Parte III, IV, V, VI, VII. B Nuclei tematici e problematiche storiografiche relative a: 1) Il periodo arcaico (prof.ssa M. Cassia) (1 CFU). 2) La conquista dell’Italia (prof. G. Puglisi) (1 CFU). 3) L’egemonia nel Mediterraneo (prof.ssa M. Cassia) (1 CFU). 4) Il saeculum augustum e l’“apogeo dell’impero” (prof. G. Puglisi) (1 CFU). 5) La Tarda Antichità (prof.ssa C. Molè) (1 CFU). Testo: - AA.VV. (E. Gabba - D. Foraboschi - E. Lo Cascio & Alii), Introduzione alla storia di Roma, Milano (LED=Edizioni Universitarie Lettere Economia Diritto), 1999, pp. 13-169, 187-195, 224-269, 277-463. LEZIONI: II Semestre. STORIA SOCIALE DELL’ARTE L-ART/04 Il programma della disciplina è disponibile nel sito Internet della Facoltà all’interno della “Didattica” sotto la voce “programmi 05/06” come “Integrazione”. I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali (6 CFU) 61 61 TECNICA DELLA CATALOGAZIONE E CLASSIFICAZIONE M-STO/08 (6 CFU) Simona Inserra A La biblioteca e il catalogo (3 CFU). 1) Diversità tipologica delle biblioteche e natura della funzione bibliotecaria. 2) Il catalogo, strumento di mediazione tra la biblioteca e gli utenti. 3) Il processo di catalogazione e i linguaggi catalografici. Gli standard internazionali ISBD, con approfondimento di ISBD(M), ISBD(A). Le regole di catalogazione italiane e angloamericane: RICA e AACR2. 4) La catalogazione semantica: il Soggettario per le biblioteche italiane. 5) Il catalogo elettronico. I formati di registrazione bibliografica: UNIMARC e MARC21. 6) La manutenzione del catalogo e le tecniche di retroconversione dei cataloghi tradizionali. I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali Testi: - Gli appunti delle lezioni e i sussidi didattici forniti dal docente. - G. Solimine, Introduzione allo studio della biblioteconomia. Riflessioni e documenti, Manziana (Roma), Vecchiarelli, 1999, pp. 132-183. - G. Solimine, La biblioteca. Scenari, culture, pratiche di servizio, Roma-Bari, Laterza, 2004, pp. da concordare. - C. Revelli, Il catalogo, Milano, Editrice Bibliografica, 2002, pp. 23-127, 169253, 397-428. - Marielisa Rossi, Provenienze, cataloghi, esemplari: studi sulle raccolte librarie antiche, Manziana (Roma), Vecchiarelli, 2001, un cap. a scelta dello studente. B La classificazione (3 CFU). 1) Introduzione ai principali sistemi di classificazione e storia delle tecniche di classificazione. 2) La Classificazione decimale Dewey. 3) Le biblioteche a scaffale aperto e i sistemi di classificazione per la collocazione. Testi: - Gli appunti delle lezioni e i sussidi didattici forniti dal docente. - C. Revelli, Il catalogo, Milano, Editrice Bibliografica, 2002, pp. 335-396. N.B. Costituiranno parte integrante del ciclo di lezioni le esercitazioni di catalogazione e di classificazione che si svolgeranno, nei giorni e negli orari concordati con gli studenti, nella sede della biblioteca del Corso di Laurea e presso le altre strutture bibliotecarie. LEZIONI: II Semestre. 62 62 TEORIA E STORIA DEI METODI DELLA RAPPRESENTAZIONE ICAR/17 (6 CFU) Il programma della disciplina è disponibile nel sito Internet della Facoltà all’interno della “Didattica” sotto la voce “programmi 05/06” come “Integrazione”. TOPOGRAFIA ANTICA L-ANT/09 (6 CFU) Edoardo Tortorici A Natura e finalità della disciplina. Geografia e cartografia storica. Storia degli studi. Fonti letterarie e monumentali. Itinerari. Fonti epigrafiche. L’insediamento umano: caratteri, tipi e forme. Insediamento umano in rapporto ai fattori geomorfologici. Forme di urbanizzazione. Viabilità. Metodi e tecniche della ricerca territoriale. Basi cartografiche. Carte tematiche (1 CFU). Testo: - C. Mansuelli - N. Alfieri - F. Castagnoli, Geografia e Topografia Storica, in “Enciclopedia Classica”, sez. III, vol. X, t. IV, pp. 158-184. - F. Cambi - N. Terrenato, Introduzione all’archeologia dei paesaggi, Roma 1994, pp. 1-78. 2) Topografia dei siti sommersi (2 CFU). Testo: - E. Tortorici, Lo scavo subacqueo, in Archeologia subacquea. Come opera l’archeologo. Storie dalle acque, in VII ciclo di lezioni sulla Ricerca applicata in Archeologia, (Certosa di Pontignano-Siena, 9-15 Dicembre 1996), Firenze 1998, pp. 29-62. C Cartografia archeologica tradizionale e computerizzata; supporti informatici per la ricerca territoriale (G.I.S. e S.I.T.) (1 CFU). Testo: - A. Gottarelli (a cura di), Sistemi informativi e reti geografiche in Archeologia: GIS e INTERNET, Quaderni del Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti, sezione archeologica, Università di Siena, n. 42, 1997, pp. 33-42. I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali B 1) Topografia di Roma antica (2 CFU). Testo: - F. Coarelli, Roma (guide archeologiche Laterza), Roma-Bari 1988, pp. 1-148, 265-309. LEZIONI: I Semestre. 63 63 TOPOGRAFIA ANTICA DELLA SICILIA L-ANT/09 (6 CFU) Il programma della disciplina è disponibile nel sito Internet della Facoltà all’interno della “Didattica” sotto la voce “programmi 05/06” come “Integrazione”. URBANISTICA DEL MONDO ANTICO L-ANT/09 (6 CFU) I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali Elena Flavia Castagnino Berlinghieri 64 A Lineamenti e temi fondamentali di urbanistica del mondo antico (4 CFU). Modelli di insediamento e forme di organizzazione sociale; urbanistica, geografia e storia della città; genesi e dinamica dell’insediamento umano; uomo e ambiente nella preistoria e nella protostoria; la città minoica e la città micenea; fondamenti di urbanistica greca; fondamenti di urbanistica romana. Testi: - C. Renfrew - P. Bahn, 1995, Archeologia. Teorie, metodi, pratica, Bologna, Zanichelli, pp. 149-193. - R. Leighton, 1999, Sicily before history: an archaeological survey from Paleolithic to the Iron age, Londra, Duckworth, pp. 66-74, 114-121, 150-162, 190-194. - C. Ampolo, 1996, Il sistema della polis. Elementi costitutivi e origini della città greca, in Settis S. (a cura di), I Greci, II, 1, pp. 297-341. - E. Greco - M. Torelli, 1989, Storia dell’urbanistica. Il mondo greco, Laterza, Roma-Bari, pp. 3-35, 43-63, 65-68, 106-118, 124-127, 226-267, 294-299, 313332, 354-368. - F. De Polignac, 1991, La nascita della città greca. Culti, spazio e società nei secoli VIII e VII a.C., Milano, Jaca Book, pp. 46-52, 153-156. - M. Lombardo, 1999, La polis: società e istituzioni, in E. Greco (a cura di), 1999, La città greca. Istituzioni, società e forme urbane, Donzelli, Roma, pp. 5-36. - L. Gallo, 1999, La polis e lo sfruttamento della terra, in E. Greco (a cura di), 1999, La città greca. Istituzioni, società e forme urbane, Donzelli, Roma, pp. 37-54. - E. Greco, 1996, La città e il territorio, in G. Pugliese Caratelli (a cura di), I Greci in Occidente, Milano, Bompiani, pp. 233-242. - P. Gros - M. Torelli, 1992, Storia dell’urbanistica. Il mondo romano, Laterza, Roma-Bari, pp. 19-60, 127-164, 209-236, 237-258, 339-355, 373-410. 64 B Caratteri urbanistici delle città costiere dell’Africa romana (2 CFU). Nozioni generali sull’amministrazione e la politica urbanistica nelle Province africane nel quadro dei rapporti tra potere centrale e periferico all’interno dell’Impero Romano. Elementi di geografia storica ed economia politica delle Province dell’Africa Proconsularis, della Mauretania, della Cyrenaica, dell’Aegyptus. Morfologia urbana, genesi e diffusione del “modello centrale romano”. Tessuti urbanistici ed elementi strutturali. Strutture portuali e urbanistica monumentale. Impianti produttivi connessi alle attività marittimo-commerciali. Testi: - M. Khanoussi - P. Ruggeri - C. Vismara (a cura di), L’Africa Romana. Lo spazio marittimo del Mediterraneo occidentale: geografia storica ed economia, Edizione Carocci, Roma, pp. da concordare. - C.R. Whittaker, The Frontiers of the Roman Empire. A Social and Economic Study, The John Hopkins University Press, Baltimore and London. - G. Bejor, Il segno monumentale nelle città: l’azione del modello centrale, in S. Settis (a cura di), Civiltà dei Romani. La città, il territorio, l’impero, Milano, Electa, 1990, pp. 65-82. - AA.VV., 1996, s.v. Provincie romane, in Enciclopedia dell’Arte Antica, classica e orientale, Supplemento, 1971-1994, IV, Roma, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, pp. 496-499, 647-657. - S. Rinaldi Tufi, Archeologia delle province romane, Roma, 2000, pp. da concordare. - P.A. Gianfrotta - P. Pomey, Archeologia Subacquea, Milano, Mondadori, 1981, pp. da concordare. • Le pagine e le parti da curare saranno indicate dal docente secondo quanto stabilito dalla Facoltà (100 pp. circa per ogni CFU). LEZIONI: II Semestre. 65 I PROGRAMMI Scienze dei Beni Culturali N.B. A partire dal mese di Aprile si effettueranno, seminari di approfondimento dei temi trattati durante il corso. Sono previste visite didattiche a siti e/o musei archeologici. 65 Q PROGRAMMA DEL PRESIDE ELETTO PROF. ENRICO IACHELLO Facendo seguito al documento a suo tempo inviatovi e mettendo a frutto i suggerimenti e le riflessioni emerse nel corso dei colloqui e degli incontri, elenco schematicamente il programma da realizzare nel corso del triennio. Obiettivi e motivazioni sono stati espressi nel documento preparatorio e ad esso rinvio per non appesantire questo testo che si limita quindi a proposte programmatiche. Studenti Dobbiamo andare a cercare gli studenti nelle scuole (non semplicemente per convincerli ad iscriversi, ma per conoscerne scelte e percorsi formativi), accompagnarli nel corso degli studi, aiutarli nell’inserimento nel mercato del lavoro. In sintesi: non aspettarli, non abbandonarli. Centro di orientamento e tutorato La Facoltà, per favorire un rapporto e un confronto positivo con gli studenti, si doterà di un Centro di orientamento e tutorato. Di esso si faranno carico in primo luogo i docenti dell’area psico-pedagogica, ma dovrà prevedersi anche la presenza di un docente per ogni area scientifico-disciplinare (da definire in modo ampio: ad esempio storia, letteratura italiana, filosofia, letteratura latina etc.) e di studenti dell’ultimo anno delle lauree triennali. Il centro dovrà agire in stretto rapporto con le commissioni di orientamento e didattiche dei vari corsi di laurea per armonizzarne l’attività. Saranno suoi compiti: 1. orientamento preuniversitario: a) somministrare test e svolgere colloqui con gli studenti delle scuole secondarie superiori del territorio (innanzitutto Catania, Siracusa, Ragusa e le rispettive province, ma il territorio va definito più precisamente tenendo conto della provenienza geografica dei nostri studenti); b) verificare, in accordo con i professori di liceo delle discipline di interesse della Facoltà, le competenze acquisite dagli studenti nei loro percorsi formativi, sia dal punto di vista metodologico sia dei contenuti al fine di c) organizzare insieme ai docenti delle scuole corsi di approfondimento o laboratori didattici (la loro frequenza consentirà la pre-acquisizione di CFU); d) invitare gruppi di studenti dell’ultimo anno ad assistere alle lezioni introduttive di alcuni corsi universitari di I anno; e) promuovere eventi culturali comuni (licei-Facoltà) che consentano l’avvio di una collaborazione e di una conoscenza reciproca; f) promuovere l’immagine della Facoltà, utilizzando le competenze del Laboratorio multimediale (vedi oltre). 67 67 2. tutorato: a) coordinare, potenziare e integrare la tradizionale attività di accoglienza delle matricole da parte delle commissioni di orientamento dei vari corsi di laurea con la costituzione di gruppi docenti-studenti dell’ultimo anno dei vari corsi (per i quali vanno previsti momenti di formazione specifica che danno adito all’acquisizione di CFU); b) coordinare e potenziare l’attività delle commissioni didattiche per seguire l’attività degli studenti, che va costantemente monitorata con la somministrazione di test, utilizzando i dati del Centro di Calcolo dell’Ateneo (con il quale va ridefinito il rapporto). Tali dati andranno aggiornati in tempo utile creando una stretta collaborazione tra Segreteria studenti, Centro di Orientamento e Centro di Calcolo, al fine di individuare rapidamente le fasi di maggiore difficoltà e mettere i vari corsi di laurea in condizione di approntare interventi efficaci; c) costituire un forum informatico (in collaborazione con il Laboratorio multimediale) che consenta un confronto costante tra docenti e studenti e anche la pubblicazione di contributi scientifici più meritevoli degli studenti. Potranno così concretamente sperimentare un rinnovato rapporto tra didattica e ricerca; d) istituire premi per gli studenti più meritevoli (buoni libri, soggiorni di studio all’estero); e) realizzare incontri con regolare periodicità con i rappresentanti degli studenti. 3. assistenza per l’inserimento nel mercato del lavoro. É la parte più complessa e difficile, ma ormai inevitabile: nel fornire un servizio agli studenti ci rende anche più consapevoli delle figure lavorative richieste oggi e ci aiuta a calibrare meglio le nostre offerte formative. A tale scopo si procederà a a) costruire una banca dati dei nostri laureati, consultabile nel nostro sito web; b) potenziare e ampliare i tirocini come esperienza formativa professionalizzante; c) favorire e patrocinare la costituzione di associazioni o cooperative negli ambiti lavorativi di pertinenza dei nostri laureati. La Facoltà si configurerà come garante della qualità dell’offerta lavorativa, costituendo cioè una credenziale per giovani alle prime esperienze di lavoro. Un esempio concreto in tal senso è offerto da alcuni studenti del corso di laurea in Scienze dei Beni Culturali i quali hanno costituito l’associazione “Arsenale di Siracusa” per l’organizzazione di eventi culturali; d) contattare enti e imprese segnalando competenze e possibilità di utilizzo dei nostri laureati. 68 68 Didattica e ricerca Senza ricerca la formazione universitaria è uno pseudoliceo per studenti troppo cresciuti per restare in un vero liceo 1. Piani didattici Occorre ridefinire in tempi brevi, in base alle attuali o alle nuove attese tabelle, i piani didattici secondo i seguenti criteri di fondo: a) tenere conto delle nuove classi concorsuali per i corsi che prevedono come sbocco l’insegnamento; b) insistere, per gli altri corsi, sulla caratterizzazione degli obiettivi formativi più specifici; c) senza impoverire l’offerta formativa, evitare la parcellizzazione dei crediti e degli esami. La procedura informatizzata e i tempi ristretti in cui si è stati costretti a operare, hanno rischiato, non per colpa di chi ha materialmente lavorato alla loro stesura, di ridurre la compilazione dei piani a una quadratura del cerchio per far combaciare i “conti” dei CFU con la griglia informatica ministeriale. Bisogna esigere da tutti gli organi competenti la possibilità di poter operare con il tempo e la chiarezza necessari in modo da coinvolgere tutti, docenti e studenti, nell’elaborazione del piano. É opportuno convocare entro ottobre una “conferenza didattica” aperta a tutti i docenti e agli studenti per chiarire i meccanismi complessi che regolano la formulazione dei piani e individuare percorsi condivisi. Adeguare l’insegnamento universitario alle nuove lauree e ai “nuovi” studenti L’impegno della Facoltà ha fatto sì che, rispetto alla media dell’Ateneo, abbiamo avuto un numero significativo di laureati “triennali”. Ma non possiamo dichiararci soddisfatti. Occorre intervenire sulle modalità delle lezioni e della didattica oltrechè sui contenuti dei programmi, senza ledere minimamente la libertà del docente. Di conseguenza a) con l’aiuto del Laboratorio multimediale dobbiamo tentare di utilizzare nuove modalità di comunicazione e verifiche; b) con l’aiuto del Centro di orientamento e tutorato e del Centro studi (vedi oltre), in stretta collaborazione con i Dipartimenti, dobbiamo adeguare alle nuove esigenze della società i contenuti legandoli agli obiettivi specifici dei vari corsi di laurea; c) esami: insistere sulle verifiche in itinere come “esame-parte”; per i laureandi, prevedere sessioni apposite coordinate con gli esami di laurea; d) favorire la mobilità internazionale stipulando un numero maggiore di contratti Erasmus. Sarà cura della Facoltà favorire rapporti con i docenti delle Università della Comunità Europea. 69 69 Lauree specialistiche e master a) costituire i consigli di corso in modo da dotarli di strumenti e identità specifici; b) via via che il numero dei laureati lo consentirà bisognerà attivare nuove lauree specialistiche. A Catania: Archeologia (rivitalizzando una prestigiosa tradizione); una nuova laurea in Filosofia mirata a sbocchi diversi rispetto all’insegnamento. A Siracusa: Valorizzazione dei beni storico-artistici. Sul mercato sono presenti offerte di master, a volte improvvisati, da parte di privati o di enti di varia natura. La Facoltà deve intercettare questa domanda di qualificazione attivando accanto ai master già esistenti altri di I e II livello connessi con la nostra attività formativa. Su questo dobbiamo avviare insieme una riflessione a partire da un esame delle figure professionali richieste dal mercato del lavoro, intercettando i progetti regionali, nazionali ed europei volti alla formazione di nuove figure professionali, all’inventariazione e valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale. Intanto, per avanzare una proposta concreta, potrebbe trovare buona accoglienza un master che formi esperti nella “Valorizzazione dei beni artistici e demoetnoantropologici”, considerando i propositi diffusi in molti centri di creazione di musei o eventi legati al loro patrimonio artistico-folklorico. 2. Docenti Le questioni “calde” sono due: progressioni di carriera e reclutamento. Come già affermato nel documento che ha preceduto la definizione di questo programma ribadisco il mio impegno a tutelare le linee della programmazione della Facoltà a suo tempo approvata, adeguandola tuttavia alle nuove esigenze via via emerse e tenendo conto della necessità di reclutare nuove forze. Vanno anche perseguite le possibilità di attivare posti a tempo che non intaccano i fondi strutturali e consentono però di evitare che forze nuove si trovino sbarrato l’accesso per mancanza di risorse. Per molti casi si potrà prevedere un percorso che dal reclutamento a tempo, via via che si acquisiscano o liberino risorse (con i pensionamenti, ad esempio), porti alla stabilizzazione. 3. Nuova centralità dei Dipartimenti I Dipartimenti restano fondamentali per l’attività di ricerca e la definizione di un progetto scientifico-culturale della Facoltà. Senza di esso il rapporto didattica-ricerca resta uno slogan o, affidato all’iniziativa individuale, si frantuma e perde efficacia formativa. Si procederà a a) adeguare la loro dotazione finanziaria prevedendo l’assegnazione di risorse nel budget di Facoltà. Parte delle risorse possono reperirsi anche ridefinendo il rapporto finanziario con la Facoltà di Lingue, ospite nei nostri locali. Sinora, quasi in forma di sostegno solidale alla nascente Facoltà, la gran parte degli oneri di 70 70 manutenzione e servizi è stata a carico della nostra Facoltà. É venuto ormai il momento di richiedere una proporzionale partecipazione alle spese; b) puntare al reperimento di risorse esterne tramite progetti di ricerca nazionali ed europei; interagire in modo costante con gli Enti territoriali per proporre specifici progetti, chiedere contributi, committenze o l’attivazione di assegni di ricerca; c) potenziare e ampliare i Dottorati di ricerca che occorre assolutamente organizzare come scuole di formazione alla ricerca, orientandoli però, per quanto possibile, nella scelta delle tesi di dottorato, in modo marcato verso le esigenze del territorio. Ciò non significa appiattirsi in una dimensione localistica, ma al contrario assumere in una proispettiva più ampia le “domande” locali. Analoga attenzione va posta alla Scuola di Specializzazione in Archeologia che con la sua ubicazione siracusana può diventare una risorsa strategica per il radicamento della Facoltà nel territorio; d) istituzionalizzare la collaborazione tra Dipartimenti e corsi di laurea per realizzare una osmosi costante tra temi di ricerca e insegnamento. 4. Centro studi Per realizzare questi obiettivi e definire progetti che leghino ricerca-didattica-territorio lo strumento individuato è un Centro Studi che elabori, al di là delle “storiche” aggregazioni disciplinari presenti nei Dipartimenti, linee di ricerche interdisciplinari convergenti sulle grandi tematiche oggi più urgenti nel mondo contemporaneo. A mo’ di esempio indico alcuni temi: Identità europea, identità nazionali, identità locali; Religioni, civiltà e civilizzazioni nel Mediterraneo. Sono solo degli esempi su questioni che caratterizzano oggi il dibattito scientifico e culturale; i temi vanno comunque individuati e definiti dal Centro, luogo comune dei vari Dipartimenti, confrontandosi anche con il territorio e i suoi attori socio-economici, culturali e politici. Il Centro si articolerà in “Osservatori”, cioè punti di riflessione specifica e costante su alcuni temi “caldi” su cui non possiamo non intervenire se, come è doveroso per una Facoltà di Lettere, vogliamo esprimere anche un impegno civile (in senso alto) nella società. Ne indico alcuni, ma altri si individueranno sentiti i Dipartimenti e i consigli di corso di laurea e di Facoltà: “Osservatorio sulle religioni” (esperienze in atto a partire dalla realtà in cui operiamo), “Osservatorio sul territorio” (dinamiche e processi concreti nel nostro territorio); “Osservatorio su filosofia e società”, “Osservatorio sui linguaggi e forme culturali giovanili”, “Osservatorio sulla comunicazione di massa”; “Osservatorio sul patrimonio storico-artistico” e “Osservatorio sul patrimonio archeologico” (la peculiarità e la consistente presenza di questo bene nel nostro territorio richiede un osservatorio “dedicato” da gestire anche insieme alla Scuola di Specializzazione in Archeologia). Questi due ultimi osservatori (ma non solo essi) debbono costituire il punto privilegiato di radicamento nel nostro territorio. Si tratta di definire un progetto che dalla “inventariazione” porti alla contestua- 71 71 lizzazione e quindi alla definizione dei flussi culturali e storici in cui il patrimonio culturale si inserisce. L’“Osservatorio del patrimonio archivistico e librario” viene a sua volta incontro a una diffusa domanda di “storia” che porta nuova attenzione su libri e documenti. Grazie all’iniziativa del Corso di Laurea in Scienze dei Beni Culturali, che ha organizzato il convegno nazionale “Gli Archivi d’Impresa in Sicilia. Una risorsa per la conoscenza e lo sviluppo del territorio”, sta per sorgere a Siracusa una “Fondazione per gli Archivi d’impresa”, che ci vede protagonisti con l’Associazione degli Industriali, l’Associazione delle Piccole Imprese, la Camera di Commercio. Un osservatorio cui assegnare particolare rilievo, perché connesso in modo vitale con l’identità della Facoltà, è “L’Antico oggi” (presenza e promozione della cultura classica nel dibattito scientifico-culturale). Un altro dei temi da privilegiare è la scuola, la sua storia inserita nel contesto in cui opera. La peculiarità e la centralità del tema per una Facoltà come la nostra, spiega l’esigenza di un “Osservatorio scolastico” che in modo precipuo se ne occupi in stretto rapporto con le scuole del territorio e con gli enti in esso operanti tenendo presente le considerazioni prima espresse in tema di orientamento pre-universitario. Questo osservatorio curerà anche corsi di formazione in servizio per i docenti delle scuole. Si tratta, tramite gli Osservatori, di elaborare analisi e riflessioni, proporre iniziative e progetti di ricerca che possano ambire a costituirsi come modelli nell’attuale dibattito civile e culturale. L’attività del Centro deve sfociare in ricerche scientifiche e di divulgazione/valorizzazione, in proposte per la comunità che abbiano spessore scientifico, sociale ed economico e sollecitino e legittimino committenze. Tale attività deve anche realizzare una proiezione internazionale della nostra progettazione. Di recente il Consorzio Universitario Siracusano “Archimede” ha concluso un accordo con l’Istituto per il la Protezione del Patrimonio Nazionale del Marocco, affidando al Corso di laurea in Scienze dei Beni Culturali lo studio e la valorizzazione del sito di Chellah (Rabat). Il Centro Studi sarà dotato di un “Ufficio per la formulazione di progetti” in grado di attrarre risorse a livello locale, nazionale ed europeo, strumento a disposizione di gruppi di docenti, dei Dipartimenti, della Facoltà. 5. Laboratorio multimediale Il Laboratorio Multimediale sarà una struttura di servizio destinata all’ideazione, produzione e analisi di testi multimediali relativi alle attività scientifiche e formative della Facoltà, di collegamento e raccordo con gli enti scolastici e territoriali interessati alle attività di analisi e produzione audiovisiva del Laboratorio. Al fine di rendere organica e dinamica la struttura del Laboratorio risulta opportuno studiare le possibilità di partnership con altri atenei e con aziende del settore tele- 72 72 matico e con quelle di produzione e distribuzione di multimedia, per ampliare il raggio d’azione e condividere i costi. Obiettivi generali del laboratorio saranno, infatti, quelli di informazione, formazione, consulenza e produzione di testi multimediali rivolte sia verso l’interno che verso l’esterno nei seguenti settori: 1) formazione di competenze professionali specialistiche per gli studenti, da attuarsi mediante l’attivazione di moduli professionalizzanti rivolti agli studenti di tutti i corsi di laurea nell’ambito delle “Altre attività formative”, tenendo conto delle esigenze specifiche di ciascun corso; 2) ideazione, creazione e produzione di materiali didattici multimediali attraverso: a) l’applicazione di tecniche e metodi nuovi per la didattica multimediale, inserite e reinterpretate nei differenti contesti di progetto; b) la progettazione e la gestione dell’intero ciclo di produzione di moduli didattici multimediali; c) la costruzione di corsi multimediali propriamente detti con la supervisione di docenti universitari responsabili di un team editoriale. Tale settore di attività del Laboratorio servirà anche come ulteriore utile collegamento col mondo della scuola, considerato che oggi la didattica scolastica è ancora prevalentemente frontale ma sta sempre più diventando laboratoriale. 3) Registrazione audio/video e l’archiviazione di eventi di Facoltà, da inserire successivamente in un archivio on-line, accessibile agli studenti (ad esempio una sezione Eventi video sul sito della Facoltà); 4) informazione/formazione dei Docenti attraverso gli strumenti multimediali con: a) seminari d’Ateneo (ad esempio sull’e-learning: una delle sfide più importanti per l’università globale e per la valorizzazione delle conoscenze specialistiche locali); b) workshop di Facoltà (ad esempio sulla didattica del latino o dell’italiano attraverso lo strumento web). 5) azioni sistematiche di formazione e di offerta di prodotti multimediali rivolte all’esterno della Facoltà in collegamento con gli enti territoriali. a) formazione del personale tecnico amministrativo (ipotesi di selezione e riqualificazione di competenze già presenti in Facoltà, per destinarle al supporto tecnico-organizzativo di progetti multimediali); b) formazione di docenti delle scuole di ogni ordine e grado su tematiche di pertinenza dei vari corsi di laurea di Facoltà; c) formazione del personale di enti locali preposti alla conservazione e alla valorizzazione dei beni territoriali in chiave di sperimentazione multimediale (rapporti tra musei e scuole per esempio); 73 73 d) offerta di prodotti multimediali utili per l’aggiornamento e la gestione di enti preposti alla conservazione e alla valorizzazione dei beni territoriali. Al riguardo un ruolo di rilievo dovrà essere svolto dai colleghi delle discipline artistiche. Gli organismi sopra descritti vanno formalizzati e dotati di struttura organizzativa. Si prevede un coordinatore per ogni struttura; un Comitato scientifico composto da un rappresentante per ogni Dipartimento, per ogni Corso di laurea, Scuola di Specializzazione in Archeologia e Dottorati di ricerca. Nel Centro Studi inoltre si prevedono responsabili per ogni “osservatorio”. É giusto, per i docenti che si impegneranno nelle strutture indicate, prevedere forme di incentivazione, oltre i compensi che potranno pervenire da eventuali committenze. 6. Sedi decentrate La positiva esperienza della Facoltà nella realizzazione di sedi decentrate (il corso di laurea in Scienze dei Beni Culturali a Siracusa, le lezioni del corso di laurea in Scienze della Comunicazione a Gela), deve spingerci a progettare ulteriori iniziative in questa direzione, in particolare per alcune lauree specialistiche che possono suscitare particolare interesse nel territorio. Non possiamo ignorare i processi in atto, cioè la richiesta che proviene da centri più o meno grandi, ma dobbiamo avere la capacità di formulare progetti e proposte organiche che possano incanalarla verso forme produttive. Inutile proporre di duplicare a pochi chilometri di distanza quel che abbiamo a Catania. Conviene insistere di più con Master e corsi di qualificazione. Servizi e personale amministrativo Per un apparato burocratico di servizio I servizi amministrativi della Facoltà vanno razionalizzati e potenziati. Occorre in primo luogo ridefinire il rapporto di collaborazione con la Segreteria Studenti. Il fatto che il suo personale dipenda dall’Amministrazione centrale crea a volte difficoltà di comunicazione e conseguenti discrasie. Bisogna istituzionalizzare, con un’apposita figura, il collegamento tra segreteria di presidenza e segreteria studenti, sollecitare la partecipazione attiva del suo personale ai vari consigli in modo che ci si possa subito rendere conto dei problemi che insorgono e approntare le soluzioni più efficaci a partire da una informatizzazione dei servizi: spesso si fanno inutili code agli sportelli per questioni che potrebbero benissimo essere risolte per via telematica. Alla base di un servizio amministrativo efficiente è però la riorganizzazione della segreteria di presidenza che ha bisogno dell’individuazione di specifici settori di competenza (rapporti con gli studenti, rapporti istituzionali, attività dei consigli di corso e di Facoltà, rapporti con i docenti, rapporti con l’esterno, uso della sede). Occorre organizzare l’archivio, informatizzare parte dell’attività, al fine anche di facilitare nel 74 74 sito internet della Facoltà la possibilità di relazione e comunicazione con tutti gli utenti. É importante qualificare e motivare ulteriormente il personale con corsi e premi di incentivazione che mirino all’effettivo miglioramento dei servizi. Occorre inoltre sostenere l’attività del CGA destinata ad ampliarsi con l’incremento dell’attività finanziaria della Facoltà. Particolare attenzione va posta all’Ufficio tecnico, data la natura complessa e peculiare della nostra sede. Bisogna monitorare continuamente la condizione dell’edificio e i suoi “bisogni” al fine di programmare tempestivamente risorse ed interventi necessari. La Biblioteca, cardine di tutta la nostra attività Va potenziata l’informatizzazione dei servizi al fine di rendere più celeri i tempi di consegna dei libri, va ricostituita l’emeroteca (i locali sono già pronti e gli arredi acquistati), va fatto il punto sulla situazione del patrimonio librario provvedendo alla sua protezione - con sistemi di sicurezza elettronici ormai in vigore in gran parte delle biblioteche europee - e al suo ampliamento. Per reperire le risorse, qualora non completamente disponibili, si richiederanno contributi alle case editrici locali e nazionali offrendo in cambio la presentazione delle loro novità editoriali o del loro catalogo, ad associazioni culturali mettendo in cambio a disposizione alcune sale per loro eventuali incontri. Particolare attenzione va fatta a due fondi librari che costituiscono un patrimonio di pregio della nostra biblioteca: il fondo artistico e quello archeologico. Si tratta non solo di tutelarli e accrescerli, ma di consentirne una maggiore funzionalità e fruibilità, dotandoli di personale e di attrezzature informatiche. La Biblioteca deve diventare un centro di promozione di attività culturali con “inviti alla lettura”, cioè presentazioni di libri in collaborazione con i Dipartimenti e gli altri organismi della Facoltà. Con la crescita delle attività il suo personale richiede particolare qualificazione e aggiornamento cui porre particolare attenzione con corsi e incentivazioni. Il nodo aggrovigliato di tutti i servizi amministrativi riguarda tuttavia il reclutamento del personale. Il ricorso a contratti con cooperative ed agenzie esterne non può sempre sopperire al fabbisogno, in particolare di funzionari qualificati per i quali occorre prevedere, contrattando con l’Ateneo, dei concorsi che garantiscano il ricambio delle figure dirigenziali e particolarmente qualificate, nonché la possibilità di percorsi di carriera che motivino e spingano verso l’acquisizione di nuove competenze. Riformulazione e potenziamento del sito internet della Facoltà a) privilegiare gli aspetti interattivi (prenotazione esami, richiesta informazioni, comunicazioni risultati delle verifiche, etc.); 75 75 b) attivare un forum cogestito studenti-professori e un bollettino informatico; c) mettere in linea testi e video di seminari e iniziative culturali, ancorché il periodico “Siculorum Gymnasium”; d) costruire banche dati di testi e documenti in collaborazione con la Società di Storia Patria, la Fondazione Verga, la Fondazione Bellini e altre associazioni culturali disponibili. Promozione di eventi culturali per il territorio L’iniziativa “Fuori dall’aula, dentro la città”, centrata quest’anno su “L’antico oggi”, le giornate musicali studentesche “Fuori corso” e le altre attività legate al cinema (“La lanterna magica”), al teatro e alla musica (“Suoni di Lettere”), costituiscono modelli da rinsaldare e incrementare per un rapporto culturale con il territorio che offra eventi qualificati e al contempo permetta un incontro con soggetti diversi dalla tradizionale cerchia dei fruitori dell’attività universitaria. Le iniziative citate vanno continuate e arricchite con altre elaborate con la collaborazione di tutti i docenti e degli studenti, concordandole con le scuole, con gli enti locali, con le associazioni e gli operatori culturali presenti nel territorio, ma anche tentando collaborazioni con organizzazioni nazionali e internazionali. La proposta è di puntare, accanto a iniziative di ambito più locale, alla realizzazione di un evento di portata nazionale e internazionale capace di far divenire la nostra Facoltà e il territorio in cui opera punto di riferimento di un contesto molto più ampio: un evento tematico articolato in un premio prestigioso, mostre, conferenze, spettacoli etc. Questi eventi, ospitati nella nostra sede, utilizzando anche il chiostro grande, le pregevoli cucine e il Museo (pronto entro l’anno), possono puntare a proporsi come momento forte dell’attività culturale della città e in gran parte autofinanziarsi. Momenti di sociabilità e incontro studenti/docenti/impiegati, gruppi e organizzazioni sociali, economiche e politiche operanti nel territorio Al fine di rinsaldare i rapporti tra studenti, docenti e impiegati, ma anche con la società locale - al di là degli incontri e dibattiti culturali e scientifici - mi sembra utile prevedere alcuni momenti di di sociabilità che favoriscano il formarsi di un tessuto di rapporti amichevoli e solidali. Polo Umanistico Ribadisco la convinzione (e il conseguente impegno) che la creazione di un polo umanistico sia lo strumento migliore per rilanciare il ruolo della cultura umanistica non solo nell’Ateneo, ma anche nella società. La sua realizzazione procede grazie all’opera del preside prof. Nicolò Mineo che ha fatto sì che la nostra Facoltà assumesse il ruolo riconosciuto di promotore dell’iniziativa. Essa si va concretizzando con la proposta di attivazione di due master (“Informatica e Scienze umane”, 76 76 “Comunicazione editoriale e multimediale”) e di altre iniziative comuni. In caso di mia elezione a Preside chiederò al prof. Nicolò Mineo, con apposita delega, di continuare ad occuparsene. Regolamento di Facoltà e dei Corsi di Laurea Alla luce delle trasformazioni che la Facoltà ha attraversato e in vista anche della formazione dei Consigli di Corso delle Lauree Specialistiche con i relativi presidenti e regolamenti, per rendere più rispondenti ai nuovi compiti la normativa, è opportuno rivedere e adeguare i regolamenti, a volte farraginosi, rendendoli più agili e rispondenti alle esigenze di partecipazione democratica e gestione collegiale della Facoltà, unificando e riconsiderando quelle norme che siamo andati definendo per far fronte alle nuove situazioni emergenti (penso al “decalogo”, al monte ore di impegno didattico etc). Mi limito qui a porre l’esigenza senza avanzare proposte precise, al di là di quanto sopra scritto, perché le regole vanno cambiate e modificate insieme, confrontandosi con gli studenti, i docenti e gli impiegati, per pervenire a soluzioni efficaci con l’accordo più ampio possibile. In relazione alle eventuali modifiche dello Statuto dell’Ateneo, di competenza del Senato Accademico, di cui si è posta da più parti l’esigenza, ribadisco la convinzione che esse, nel caso modifichino la configurazione delle cariche istituzionali elettive, non possano valere per coloro che le ricoprono nel momento della loro approvazione. La sede. Un patrimonio culturale della Facoltà e della città La nostra sede è un grande bene culturale da valorizzare. Essa va posta ancor più al servizio della comunità (per usi ovviamente compatibili), sia per stimolarne la conoscenza (concordando con scuole e associazioni, ma anche con agenzie turistiche, visite guidate dalle quali reperire anche risorse) sia per una fruizione che la faccia diventare sempre più patrimonio della città. Restano da sciogliere il nodo delle risorse per la manutenzione ordinaria e straordinaria, la questione del grande spazio e giardino di via Biblioteca, il problema non più rinviabile del parcheggio. Per il giardino pubblico occorre riaprire il discorso con il Comune. La questione va posta al centro dell’attenzione del quartiere e della città con un’adeguata campagna di stampa che sensibilizzi l’opinione pubblica. Noi potremmo proporre, per incentivare adesioni al nostro progetto e per favorirne l’appropriazione da parte dei cittadini, di farci carico, con altre associazioni, di organizzare periodicamente nella bella stagione iniziative aperte al pubblico (piccoli concerti e spettacoli destinati anche ai bambini). Altrettanto importante e urgente è la questione del parcheggio. La previsione originaria era quella di un parcheggio sotterraneo a piazza Vaccarini, e in tal senso sono state reiterate proposte e richieste (ma l’uso del deposito AMT era tra le soluzioni previste e non da scartare). Anche questo proble- 77 77 ma va riaffrontato con il comune, coinvolgendo da subito l’Ateneo, il quartiere e l’opinione pubblica Lo strumento che già a suo tempo la Facoltà aveva individuato per la valorizzazione della sede era la costituzione dell’Associazione Amici dei Benedettini (come esiste ad esempio la Associazione Amici del Louvre, si parva licet…). La vicenda si è arenata, qualcuno ha paventato che essa comportasse un esproprio della Facoltà. Al contrario si tratta di uno strumento a sostegno dell’azione della Facoltà, non sostitutiva. Accennavo sopra al Museo come futura sede anche di iniziative culturali. La sua realizzazione è ormai imminente e i finanziamenti consentono anche di reclutare, con contratti a tempo determinato, personale per il suo funzionamento: la proposta è di destinare ai nostri studenti, opportunamente formati, tali contratti. Il Museo dovrà disporre di un suo punto vendita di gadget, libri e prodotti multimediali. L’enorme spazio dell’ex monastero è una risorsa che va utilizzata per far fronte anche ai costi notevoli di gestione e manutenzione: nei suoi ampi corridoi, in alcune sale, si possono ospitare mostre-mercato (compatibili con una sede universitaria e con le caratteristiche dell’edificio) da abbinare, eventualmente, ad eventi culturali connessi. Con la chiarezza e la franchezza che mi contraddistinguono, principi per me irrinunciabili (mi sono estranei sotterfugi e furberie), nel concludere questo programma, che mi auguro trovi non solo il consenso dei colleghi, degli studenti e degli impiegati, ma la loro disponibilità ad impegnarsi con me per arricchirlo, migliorarlo e, soprattutto, realizzarlo, dichiaro che in caso di mia elezione a Preside nominerò Vicepreside la prof. Maria Dora Spadaro. 78 78 Q PROPOSTA PER LA REALIZZAZIONE DI UN POLO UMANISTICO DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CATANIA La cultura umanistica, oggi a volte guardata con sufficienza da quanti hanno una visione meramente tecnicistica dei problemi che attraversano la società, ha la necessità di ridefinirsi di fronte alle esigenze dell’uomo contemporaneo. Sarebbe sbagliato, e destinato alla sconfitta, un atteggiamento che si limitasse a contemplare il prestigio di una gloriosa tradizione culturale, nella convinzione che essa sia di per sé garanzia di un futuro, quando i processi in corso sembrano spingere invece verso una visione della modernità fondata sull’efficienza fine a se stessa, sull’esaltazione di tecniche e strumenti di comunicazione privi di valori e progetti “forti”. Occorre aggiornare contenuti e modalità di trasmissione se si vuole che la società possa ancora trovare nelle scienze sociali ed economiche, filosofiche e psicologiche, nell’arte, nella letteratura, nella storia, nel diritto, un luogo di riflessione capace di orientare nella ricerca di soluzioni ai problemi attuali. Nulla va dato per scontato. Contro gli attuali fenomeni di imbarbarimento o isterilimento della vita sociale e culturale non basta ribadire i tradizionali valori umanistici. Occorre attrezzarsi con nuove proposte: la cultura umanistica deve innanzitutto recuperare la passione civile che è stata alla base della sua affermazione. Questa passione, che è poi sguardo attento ai problemi attuali assumendo come principio guida la tutela della dignità umana e la promozione complessiva dell’individuo e dei suoi rapporti con gli altri, deve tradursi in capacità di offrire agli uomini di oggi speranze e percorsi innovativi per la soluzione delle contraddizioni che li affliggono. C’è bisogno di creare nuove sedi di ricerca ed elaborazione, sedi che consentano il confronto tra i differenti saperi che si richiamano all’umanesimo al di là di ogni steccato, non per rinunciare alle specificità, che vanno anzi assunte come ricchezza, ma per pervenire da differenti approcci ad un progetto comune. E ciò d’altra parte non vuol dire certo riproporre una presunzione di estraneità, se non addirittura di rifiuto, rispetto ai saperi e alle problematiche epistemologiche della cultura «scientifica», a cui è indispensabile riferirsi su un terreno di elaborazione integrata delle conoscenze. Da qui la proposta di realizzare a Catania un Polo Umanistico come sede di ricerca e formazione di alto livello, come riferimento comune delle Facoltà umanistiche (Architettura, Economia, Giurisprudenza, Lettere e Filosofia, Lingue e letterature Straniere, Scienze della Formazione, Scienze Politiche). Il polo va costruito insieme, stabilendo un percorso che può prevedere la realizzazione di iniziative culturali comuni, comuni progetti di ricerca di ateneo e momenti di formazione interfacoltà e, in prospettiva, interateneo. La Facoltà di Lettere, richiamandosi alla sua tradizione, ha ritenuto di poter promuovere tale iniziativa mettendo a disposizione le sue competenze, il suo radica- 79 79 mento nel territorio, la sua sede prestigiosa. Per avviare una programmazione si potrebbe prevedere l’elaborazione di progetti relativi a: 1) filoni di ricerca scientifica comuni; 2) progettazioni didattiche interfacoltà (master di primo e secondo livello, corsi di laurea triennali e biennali); 3) scambi di docenti; 4) attività di aggiornamento convenzionate con le Scuole secondarie; 5) forme integrate di orientamento. 80 80 Q REGOLAMENTO DELLA FACOLTÀ TITOLO I - Principi generali Art. 1 - Ambito del Regolamento 1. Il presente regolamento disciplina le modalità di funzionamento della Facoltà di Lettere e Filosofia, nel seguito chiamata Facoltà, e dei suoi organi, ai sensi dell’art. 22, comma 9 dello Statuto dell’Università di Catania, nel seguito chiamato “Statuto”, dell’art. 81, comma 4, del Regolamento Generale di Ateneo, nel seguito chiamato “Regolamento Generale” e del Regolamento Didattico di Ateneo, nel seguito denominato “Regolamento Didattico”. Art. 2 - Articolazione della Facoltà La Facoltà di Lettere e Filosofia si articola nei seguenti Corsi di Studio: 1) Corso di Laurea di 1° livello in Lettere, indirizzo classico e indirizzo moderno (N.O.) 2) Corso di Laurea di 1° livello in Filosofia (N.O.) 3) Corso di Laurea di 1° livello in Scienze dei Beni Culturali con sede a Siracusa (N.O.) 4) Corso di Laurea di 1° livello in Scienze della Comunicazione (N.O.) 5) Corso di Laurea di 1° livello in Scienze e Tecniche Psicologiche, corso di laurea interfacoltà con la Facoltà di Scienze della formazione e la Facoltà di Medicina con sede a Enna (N.O.) 6) Corso di Laurea ad esaurimento in Lettere (V.O.) 7) Corso di Laurea ad esaurimento in Filosofia (V.O.) La Facoltà si riserva di inserire nel presente regolamento, via via che saranno attivati, i corsi di laurea di 2° livello e i master, nonché nuovi corsi di primo livello qualora ne riterrà utile l’attivazione. Art. 3 - Compiti della Facoltà 1. La Facoltà organizza e coordina l’attività didattica dei Corsi di Studio. 2. Spetta alla Facoltà: a) formulare i piani annuali e pluriennali di sviluppo, sentiti i Consigli di Corso di Studio e dei Dipartimenti interessati, e avanzare le relative richieste di posti e di risorse ai competenti Organi di Governo; b) proporre la modifica e la razionalizzazione dell’offerta didattica, deliberare sulle proposte avanzate dai Consigli di Corso di Studio in relazione all’aggiornamento e l’innovazione dei curricula e al miglioramento della qualità dei programmi formativi; c) provvedere, con deliberazioni assunte, con voto palese, a maggioranza assoluta dei presenti, alla destinazione dei posti di ruolo di professore e di ricercatore ad essa attribuiti, sentiti i Consigli di Corso di Studio e dei Dipartimenti interessati; d) provvedere alla destinazione delle risorse assegnate, al fine di realizzare un buon andamento delle attività didattiche; e) provvedere ad assicurare la copertura di tutti gli insegnamenti attivati e a determinare la distribuzione dei compiti dei professori e dei ricercatori, d’intesa con gli interessati e con i Consigli di Corso di Studio, avendo cura, tra l’altro, di attuare un’equa ripartizione del carico didattico; f) esercitare tutte le altre attribuzioni demandate dallo Statuto, dai Regolamenti di Ateneo e dalle norme di legge; g) nominare i propri rappresentanti in tutte le strutture nelle quali sono previsti o richiesti. 81 81 Art. 4 - Organi della Facoltà 1. Sono organi della Facoltà: a) il Consiglio di Facoltà; b) il Preside; c) i Consigli di Corso di Studio; d) le Commissioni Didattiche dei Corsi di studio. 2. Sono organi ausiliari della Facoltà: a) il Consiglio di Presidenza; b) la Commissione Relazioni Internazionali; c) le Commissioni temporanee istituite con compiti e su temi specifici; d) il Comitato di gestione della Biblioteca; e) il Centro di gestione amministrativa. Il funzionamento degli organi di cui al punto 2.d e 2.e è disciplinato da apposito regolamento. TITOLO II - Regolamento del Consiglio di Facoltà Art. 5 - Attribuzioni del Consiglio 1. Le competenze del Consiglio di Facoltà sono definite dall’ articolo 20.2 dello Statuto, nonché dalle disposizioni del presente Regolamento. La sua attività è regolata dall’art. 22 dello stesso Statuto, dagli artt. 62, 63, 64, 65, 66 e 67 del Regolamento Generale di Ateneo e dalle successive norme del presente regolamento. Art. 6 - Composizione del Consiglio 1. Il Consiglio di Facoltà è composto da: a) i professori ordinari, straordinari ed associati di ruolo e fuori ruolo della Facoltà; b) i ricercatori confermati e gli assistenti ordinari del ruolo ad esaurimento; c) cinque rappresentanti eletti del personale tecnico-amministrativo; d) i rappresentanti eletti degli studenti. 2. Il corpo elettorale per l’elezione dei rappresentanti del personale tecnico-amministrativo è costituito da tutto il personale tecnico-amministrativo in servizio presso le strutture della Facoltà e presso i Dipartimenti ai quali afferiscono unicamente docenti della Facoltà. Il corpo elettorale è costituito, inoltre, da parte del personale tecnico-amministrativo in servizio presso i Dipartimenti a cui afferiscono docenti anche di altre Facoltà. In tal caso l’afferenza alla Facoltà, ai soli fini elettorali, è deliberata dai Consigli dei Dipartimenti stessi, su motivata proposta degli interessati, in rapporto alla composizione del corpo docente per Facoltà di appartenenza. 3. I rappresentanti del personale tecnico-amministrativo durano in carica tre anni e sono immediatamente rieleggibili una sola volta. 4. I rappresentanti degli studenti sono eletti in numero di: a) cinque se il numero totale di studenti iscritti al corso di Laurea della Facoltà è inferiore a duemila; b) sette se il numero di studenti iscritti è maggiore di duemila e non è superiore a cinquemila; c) nove se il numero di studenti iscritti è superiore a cinquemila. Il corpo elettorale è costituito dagli studenti iscritti al Corso di Laurea della Facoltà nell’anno accademico in cui si svolgono le elezioni. 5. I rappresentanti degli studenti durano in carica due anni e sono rieleggibili una volta sola. 82 82 Essi continuano a svolgere le loro funzioni anche dopo la scadenza del mandato, fino alla loro sostituzione. 6. La mancata designazione delle rappresentanze non pregiudica la validità della composizione del Consiglio. 7. Alle sedute partecipa, con voto consultivo, il titolare della Segreteria Studenti della Facoltà. Art. 7 - Deliberazioni 1. Il Consiglio delibera nella composizione di cui al comma 1 del precedente articolo solo in materia di programma pluriennale e annuale delle risorse e della didattica. 2. Per tutte le altre materie, ad eccezione delle chiamate dei professori di ruolo, prendono parte alle deliberazioni, oltre ai professori di prima e seconda fascia ed ai rappresentanti del personale tecnico-amministrativo e degli studenti, i rappresentanti dei ricercatori confermati e degli assistenti ordinari del ruolo ad esaurimento, eletti in numero pari ad un terzo dei professori di ruolo. Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei presenti, salvo che per determinati argomenti sia diversamente disposto da altre norme. In caso di parità prevale il voto del Preside. 3. I rappresentanti dei ricercatori di cui al comma precedente durano in carica tre anni e sono immediatamente rieleggibili una sola volta. Tale clausola si applica solo nel caso in cui l’elettorato passivo residuo è in numero non inferiore a quello dei rappresentanti da eleggere. 4. Le deliberazioni relative alla chiamata dei professori di ruolo sono assunte secondo le norme di legge. Art. 8 - Partecipazione al dibattito 1. È fatta salva la partecipazione al dibattito, in tutte le sue fasi, di tutti i componenti del Consiglio. 2. Su questioni all’ordine del giorno, il Preside, a sua discrezione o su richiesta di almeno un terzo i componenti il Consiglio, può invitare persone esterne al Consiglio. Art. 9 - Convocazione del Consiglio 1. Il Consiglio è convocato dal Preside ordinariamente almeno ogni due mesi e straordinariamente, sempre che occorra o quando ne faccia richiesta almeno un terzo dei suoi componenti. 2. La convocazione in via ordinaria deve essere fatta con avviso scritto inviato a ciascun avente diritto, presso la struttura a cui afferisce, con anticipo di almeno cinque giorni lavorativi escluso il sabato e i giorni festivi. 3. In caso di urgenza la convocazione deve essere fatta con preavviso di almeno 24 ore. 4. Le convocazioni dei rappresentanti degli studenti devono essere messe a disposizione presso la Presidenza o presso altra struttura della Facoltà appositamente indicata dagli interessati. 5. La convocazione deve essere resa pubblica mediante affissione dell’avviso all’albo della Facoltà. Art. 10 - Ordine del giorno 1. La convocazione deve contenere l’elenco degli argomenti da trattare. 2. La determinazione dell’ordine del giorno è di competenza del Preside. 3. L’inserimento di argomenti nell’ordine del giorno può essere richiesto, prima della convocazione della seduta, da almeno un decimo dei componenti del Consiglio. Tali richieste devono essere presentate almeno 15 giorni prima della data prevista per la seduta, nel caso di richiesta di convocazione, e 10 giorni prima nel caso di richiesta di inserimento di argomenti all’ordine del giorno, secondo quanto previsto dall’art. 62 c. 3 del Regolamento Generale. 83 83 4. Tutti gli atti ed i documenti relativi agli argomenti all’ordine del giorno devono essere disponibili presso la Presidenza, per l’eventuale consultazione da parte dei componenti del Consiglio, dalla data della convocazione della seduta. 5. In apertura di seduta o durante la stessa, il Preside o un consigliere può proporre al Consiglio l’inversione dell’ordine di trattazione degli argomenti. Art. 11 - Aggiornamento e calendario delle sedute 1. Qualora non sia possibile esaurire la trattazione degli argomenti all’ordine del giorno, il Preside può aggiornare la seduta comunicando, contestualmente, giorno ed ora di aggiornamento. 2. Di norma all’inizio dell’anno accademico il Preside comunica il calendario di massima delle sedute del Consiglio. Art. 12 - Validità della seduta 1. In prima convocazione, per la validità della seduta è necessaria la presenza della maggioranza dei componenti con diritto di voto. 2. In seconda convocazione, per la validità della seduta è necessaria la presenza di almeno il 40% dei componenti con diritto di voto, come previsto dal Regolamento Generale. Nel computo per determinare la validità della seduta non si tiene conto di coloro che hanno giustificato l’assenza. 3. In caso di impedimento del Preside e del vice-Preside, il Consiglio può essere convocato e/o presieduto dal Decano o, in sua assenza, dal professore di ruolo più anziano in carriera. Art. 13 - Registrazione delle presenze 1. Per consentire la registrazione delle presenze alla seduta, ciascun Consigliere è tenuto ad apporre la propria firma in un apposito elenco. 2. Qualora un Consigliere, a seduta in corso, si assenti dall’aula è tenuto a comunicarlo al Segretario che ne prende nota. Art. 14 - Assenze giustificate, cessazione e sostituzione 1. La partecipazione al Consiglio di Facoltà fa parte dei doveri dei singoli componenti. Le assenze alle sedute vanno giustificate in forma scritta. La validità dei motivi che giustificano l’assenza dalle adunanze del Consiglio, secondo quanto previsto dall’art. 63.2 del Regolamento Generale, è accertata dal Presidente. 2. Qualora un membro elettivo rinunci o cessi per qualunque motivo dalla carica viene sostituito da colui che lo segue nella lista degli eletti. Qualora la lista degli eletti sia esaurita vengono indette elezioni suppletive entro trenta giorni dalla vacanza. Nel caso che la vacanza sia prevedibile, la sostituzione o l’indizione delle elezioni suppletive può essere fatta anche prima della vacanza prevista. Art. 15 - Discussione 1. Il Preside apre la discussione illustrando l’argomento in oggetto oppure invitando un relatore a farlo in sua vece. Dopo l’illustrazione dell’argomento e/o durante la discussione successiva, il segretario prende nota di coloro che intendono intervenire sull’argomento compilando una lista, sulla base della quale il Preside dà la parola. 2. Durante la discussione il Preside, tenuto conto dell’andamento della stessa, può proporre al Consiglio la chiusura delle iscrizioni a parlare oppure un limite al tempo concesso per ogni intervento o anche al numero degli interventi sullo stesso argomento. 84 84 3. Al termine degli interventi, il Preside può interpellare il Consiglio sull’opportunità di ammettere altri a parlare sull’argomento. In caso di approvazione, la discussione prosegue con le medesime modalità. 4. Il Preside, dopo aver richiamato due volte un Consigliere ad attenersi all’argomento all’ordine del giorno, può togliergli la parola qualora questi seguiti a divagare o a dilungarsi. 5. La “questione pregiudiziale”, cioè la richiesta che un dato argomento non debba discutersi in Consiglio, e/o la “questione sospensiva”, cioè la richiesta che un dato argomento non debba discutersi nel corso di quella seduta, possono venire poste da un Consigliere prima che inizi la discussione sull’argomento. A discussione iniziata, la questione non può essere posta se non da parte di almeno dieci Consiglieri. 6. Qualora venga posta una questione pregiudiziale o sospensiva nei termini di cui al comma precedente, il Preside sospende la discussione e concede la parola per due interventi, uno in favore ed uno contro; quindi pone la questione in votazione. Per l’accoglimento è richiesta la maggioranza dei presenti. 7. Una “mozione d’ordine”, cioè il richiamo al Regolamento, al modo di condurre il dibattito o all’ordine del giorno, ha la precedenza sulla discussione in corso. 8. Può chiedere la parola per “fatto personale”, indicando in che cosa esso consista, un Consigliere che ritenga che, nel corso della discussione, gli siano state attribuite opinioni contrarie a quelle espresse o che sia stata lesa la propria immagine. Il Preside, qualora accerti la sussistenza del fatto personale, concede la parola. 9. I Consiglieri possono presentare, per iscritto, proposte di delibera e/o di emendamento e chiedere la parola per illustrarli. 10. Non possono essere esaminate e discusse, sotto qualsiasi forma, proposte di delibera e/o di emendamento contrastanti con deliberazioni già prese nella stessa seduta sull’argomento in discussione. 11. Una proposta di delibera e/o di emendamento può essere ritirata dal proponente, che ha diritto di esporre i motivi del ritiro. La stessa proposta può essere nuovamente presentata da altri Consiglieri. 12. Quando tutti gli iscritti a parlare abbiano terminato, possono prendere la parola il Preside, solo per eventuali chiarimenti, ed uno dei presentatori della proposta, per l’eventuale replica. 13. Esaurita la fase di cui al comma precedente, il Preside dichiara chiusa la discussione e dopo averne eventualmente riassunto i punti principali, accetta le iscrizioni a parlare per dichiarazione di voto. Dichiara, infine, il passaggio alla votazione, durante la quale vige il divieto di parola. 14. Nessuno può prendere parte a sedute o a parti di sedute in cui si trattino argomenti che riguardano direttamente la propria persona o propri parenti e affini entro il 4° grado. Art. 16 - Votazioni 1. Le proposte vengono messe in votazione nel seguente ordine: a) emendamenti soppressivi; b) emendamenti modificativi; c) emendamenti aggiuntivi; d) testo risultante. 2. Prima della votazione del testo possono essere proposte modifiche di forma. Il Consiglio decide per alzata di mano. 3. La votazione del testo risultante viene effettuata sull’intero testo, salvo il caso in cui il Consiglio, su proposta del Preside o di cinque Consiglieri, ritenga necessario procedere alla 85 85 votazione per parti separate. 4. Le delibere vanno poste in votazione in modo che i voti favorevoli siano a sostegno della variazione della situazione preesistente. Il Preside prima della votazione precisa, comunque, il significato del “sì” o del “no”. 5. Il voto è palese e si effettua, di regola, per alzata di mano; qualora il Preside reputi dubbio il risultato, dispone la votazione per divisione o per appello nominale. 6. Nel caso di votazione per appello nominale, il segretario procede all’appello dei Consiglieri prendendo nota dei voti favorevoli, di quelli contrari e degli astenuti. L’appello viene fatto da un unico elenco alfabetico dei consiglieri aventi diritto al voto. 7. Tranne diverse disposizioni di legge, le votazioni riguardanti persone sono adottate a scrutinio segreto qualora anche un solo Consigliere ne faccia richiesta. 8. Lo scrutinio segreto viene effettuato a mezzo di schede e per appello nominale. Ciascun consigliere riceve dal Preside una scheda sulla quale esprime il voto in luogo appartato; quindi la ripiega nel modo indicato e la riconsegna al Preside che la depone nell’urna. Terminata la votazione, il Preside, con l’assistenza di due Consiglieri in funzione di scrutatori, procede allo spoglio. 9. Le deliberazioni sono assunte a maggioranza dei presenti aventi diritto al voto, salvo che per argomenti per i quali sia diversamente disposto da norme legislative o statutarie. Art. 17 - Verbali 1. Di ogni seduta va redatto apposito verbale a cura del Segretario. 2. Il Consiglio di Facoltà designa di norma ogni tre anni tra i professori di ruolo un Segretario che coadiuva il Preside nella gestione dell’adunanza e redige il verbale delle sedute, secondo le modalità previste dall’art. 67 del Regolamento Generale. Nel caso di assenza o impedimento del Segretario designato, sarà il Preside ad indicare, di volta in volta, chi dovrà assumerne le funzioni. I verbali sono approvati di norma nella seduta successiva. Le delibere adottate, inerenti ad atti amministrativi di esecuzione immediata, vengono lette e approvate seduta stante. 3. Il verbale deve contenere l’elenco dei presenti, l’ordine del giorno, i termini essenziali della discussione sui singoli punti ed il testo della relativa delibera. 4. Il Consigliere che intenda fare riportare a verbale una propria dichiarazione deve consegnarne il testo nel corso della seduta al Segretario , il quale ne dà lettura immediata. 5. Le delibere sono riportate a verbale per esteso con i risultati delle relative votazioni. 6. Il verbale deve essere depositato presso la Presidenza per la libera visione dei Consiglieri almeno cinque giorni prima della seduta in cui verrà approvato. 7. Le eventuali proposte di correzione del verbale devono essere presentate per iscritto al Preside almeno 24 ore prima della seduta successiva e comunque prima dell’inizio della votazione di approvazione. Le correzioni approvate debbono essere richiamate con note nel testo originario e nelle relative copie a cura dei rispettivi depositari, ai quali le correzioni debbono essere inviate. 8. I verbali sono approvati all’inizio della seduta successiva, sempre che i membri del consesso abbiano avuto il tempo ragionevole per prenderne visione. Solo in casi motivati i verbali possono essere approvati in sedute successive e comunque non altre tre mesi dalla seduta dell’organo collegiale. 9. I verbali, ciascuno dei quali composto da fogli numerati e firmati dal Preside e dal Segretario, debbono essere raccolti in appositi registri. 86 86 TITOLO III - Preside Art. 18 - Attribuzioni del Preside 1. Il Preside, sulla base di quanto previsto dall’ art. 21.1 dello Statuto e dalle altre norme vigenti, rappresenta la Facoltà, convoca e presiede il Consiglio di Facoltà e ne attua le deliberazioni. 2. Spetta in particolare al Preside: a) sovrintendere al regolare svolgimento di tutte le attività didattiche e organizzative che fanno capo alla Facoltà, esercitando ogni opportuna funzione di controllo e di vigilanza; b) presentare la relazione annuale sull’andamento complessivo della Facoltà, sulla base di quanto predisposto dai Consigli di corso di studio; c) partecipare alle sedute del Senato Accademico; d) esercitare tutte le altre attribuzioni demandategli dall’Ordinamento universitario, dallo Statuto e dal Regolamento Generale. Art. 19 - Incompatibilità, durata, dimissioni 1. La carica di Preside è incompatibile con quella di Rettore, Presidente di corso di studio, Direttore di Dipartimento, membro del Consiglio di Amministrazione, responsabile di unità decentrate. 2. La carica di Preside ha durata triennale e non è immediatamente rinnovabile per più di una volta. 3. Il Preside entra in carica all’inizio dell’anno accademico. Nel caso di elezione conseguente ad anticipata cessazione, il Preside assume la carica all’atto della nomina e resta in carica sino al termine dell’anno accademico di compimento del triennio successivo all’anno di elezione. 4. Il Preside continua a svolgere le proprie funzioni anche dopo la scadenza del mandato fino alla sua sostituzione. In tal caso, il Preside eletto assume la carica all’atto della nomina e resta in carica sino al termine dell’anno accademico di compimento del biennio successivo all’anno di elezione. 5. Le dimissioni del Preside vengono accettate dal Rettore dopo aver sentito il Consiglio di Facoltà. Art. 20 - Vice-Preside 1. Il Preside designa fra i professori di ruolo un vice-Preside, che lo coadiuva e, in caso di assenza o impedimento, lo sostituisce in tutte le sue funzioni. 2. Il vice-Preside viene nominato con decreto del Rettore. Art. 21 - Elezione del Preside 1. Il Preside è eletto dal Consiglio di Facoltà secondo le modalità previste dall’art. 21.2 dello Statuto e dall’art. 52 del Regolamento Generale. 2. L’elettorato attivo per l’elezione del Preside spetta ai professori ordinari, straordinari ed associati di ruolo e fuori ruolo della Facoltà, ai ricercatori confermati ed agli assistenti ordinari del ruolo ad esaurimento della Facoltà ed ai rappresentanti degli studenti e del personale tecnico-amministrativo eletti in seno al Consiglio di Facoltà. 3. L’elettorato passivo spetta di norma ai professori di prima fascia a tempo pieno. Qualora manchino professori di prima fascia, oppure essi non siano eleggibili, oppure ancora essi si dichiarino tutti non disponibili, l’elettorato passivo spetta anche ai professori di seconda fascia a tempo pieno. 4. Le elezioni sono indette, su invito del Rettore, dal Decano dei professori di prima fascia o, 87 87 in caso di impedimento, da chi lo segue in ordine di anzianità. Le date debbono essere fissate in modo che le votazioni possano concludersi entro il 20 giugno precedente la scadenza del mandato. 5. In caso di anticipata interruzione del mandato le elezioni debbono essere indette entro 15 giorni. 6. Il Decano dispone la convocazione del Consiglio di Facoltà, indicando le norme ed i tempi che disciplinano le operazioni di voto e di scrutinio, nonché le date per le eventuali ulteriori votazioni. 7. Il Decano provvede ad assicurare che la votazione sia preceduta da un dibattito e che i candidati possano esporre il proprio programma. 8. Nel caso di candidatura del Decano, le sue funzioni sono svolte da chi lo segue in ordine di anzianità. Il Decano designa due scrutatori che lo affiancano nello svolgimento delle operazioni elettorali, scegliendoli tra gli elettori attivi purché non candidati. 9. Le votazioni sono valide se vi prende parte la maggioranza degli aventi diritto. Da tale computo vanno esclusi coloro che siano in aspettativa per motivi di famiglia o di salute, in congedo straordinario per motivi di studio, in aspettativa obbligatoria per situazioni di incompatibilità, in posizione di distacco o di fuori ruolo. 10. Nelle prime tre votazioni il Preside è eletto a maggioranza assoluta degli aventi diritto; nelle due votazioni successive con il sistema del ballottaggio tra i due che nella terza votazione hanno riportato il maggior numero di voti. In tal caso risulta eletto chi ottiene il maggior numero di voti, purché non inferiore alla maggioranza assoluta dei votanti. Tra la prima e la seconda votazione devono intercorre almeno cinque giorni. 11. In caso di mancata elezione per mancato raggiungimento della maggioranza prescritta o perché la votazione non è valida ai sensi del comma 8, il Decano indice nuove elezioni, nelle quali l’elettorato passivo è esteso a tutti i professori di ruolo. 12. Il Decano proclama l’avvenuta elezione con provvedimento reso immediatamente pubblico, mediante affissione all’albo della Facoltà, e comunicato al Rettore per il conseguente decreto di nomina. Art. 22 - Consiglio di Presidenza 1. Il Consiglio di Presidenza è composto: dal Preside, dal Vice Preside, dai Presidenti dei Consigli di corso di studio, da tre docenti eletti dal Consiglio di Facoltà (di cui uno tra i Direttori di Dipartimento). Partecipano al Consiglio un rappresentante degli studenti designato annualmente fra i membri della componente studentesca, il responsabile dell’Ufficio di Presidenza con funzione di segretario. 2. Il Consiglio di Presidenza contribuisce alla formulazione dell’ordine del giorno e alla predisposizione degli atti e delle proposte di delibera da sottoporre al Consiglio di Facoltà. Il Consiglio si riunisce tutte le volte che il Preside lo ritenga opportuno o quando ne facciano richiesta almeno 1/3 dei componenti. TITOLO IV - Commissioni Art. 23 - Norme comuni 1. Le Commissioni sono organi istruttori del Consiglio di Facoltà. 2. Le Commissioni sono rinnovate all’inizio del mandato del Preside. 3. La composizione delle Commissioni deve garantire la presenza di rappresentanti di tutti i corsi di studio. Le Commissioni per la trattazione di aspetti specifici possono essere integrate 88 88 da componenti designati direttamente dal Consiglio di Facoltà. 4. Le sedute delle Commissioni sono aperte. Pertanto, ogni componente del Consiglio può intervenire alle sedute, presentare proposte ed esprimere pareri. 5. Ciascun componente, in caso di impedimento, può delegare un collega. 6. La convocazione in via ordinaria deve essere fatta con avviso scritto inviato a ciascun componente con anticipo di almeno quattro giorni lavorativi escluso il sabato e i giorni festivi. 7. Per la validità delle sedute si applica quanto previsto al precedente articolo 12. Art. 24 - Le Commissioni Didattiche 1. Per ciascun Corso di Studio è istituita una Commissione Didattica, presieduta dal Presidente del Corso di Studio, con il compito di vigilare sull’efficace svolgimento delle attività didattiche. In particolare ha il compito di: a) effettuare verifiche e rilevazioni statistiche sui vari aspetti dell’attività didattica, predisponendo in particolare, specifici questionari da sottoporre agli studenti, ai sensi dell’art. 1 c. 2 della L. 19.10.99 n. 370 e successive modifiche; b) vigilare sull’ordinato andamento dei Corsi, sull’effettivo coordinamento delle attività didattiche, sulla qualità dell’offerta formativa, sulla coerenza tra programmazione didattica e relativa attuazione, anche con riferimento all’obiettivo di favorire la ordinaria corrispondenza tra durata curriculare prevista e durata effettiva dei Corsi di Studio; c) proporre al Consiglio di Facoltà ogni iniziativa atta a migliorare l’organizzazione della didattica; d) esprimere pareri al Consiglio di Facoltà sui Regolamenti didattici dei Corsi di Studio e sulla effettiva coerenza tra i crediti assegnati alle varie attività formative e gli specifici obiettivi formativi programmati; e) curare il costante aggiornamento del sito web della Facoltà e contribuire alla redazione annuale della “Guida dello studente”. 2. La composizione e il funzionamento delle Commissioni sono disciplinati dal Regolamento di Corso di studio, garantendo la presenza di docenti e studenti scelti in numero paritetico in seno al Consiglio di Corso di Studio. La composizione delle Commissioni deve garantire altresì la presenza del responsabile della Segreteria della Facoltà o di suo delegato. Art. 25 - Commissioni Orientamento e Tutorato 1. Per ciascun Corso di Studio è istituita una Commissione Orientamento e Tutorato. 2. Compiti delle Commissioni sono: a) organizzare tutte le iniziative utili all’orientamento pre, intra e post universitario; b) promuovere presso il mondo della Scuola e il mondo del lavoro la conoscenza degli obiettivi formativi e delle attività della Facoltà; c) organizzare tutte le iniziative utili a garantire attività di guida e di supporto didattico agli studenti in corso e fuori-corso; d) assicurare la presenza della Facoltà in tutte le strutture e in tutte le iniziative dell’Ateneo che si prefiggano gli obiettivi sopra indicati. Art. 26 - Commissioni Piani di studio 1. Per ciascun Corso di Studio è istituita una Commissione Piani di studio. 2. Compiti delle Commissioni sono: a) istruire le pratiche per l’approvazione da parte dei Consigli di Corso di Studio dei piani di studio degli studenti, ivi inclusi quelli individuali e quelli relativi ai passaggi di Facoltà; 89 89 b) istruire le pratiche per il riconoscimento e la convalida da parte dei Consigli di Corso di Studio dei crediti riconosciuti al vecchio ordinamento nei casi di passaggio al nuovo; c) istruire le pratiche per il riconoscimento e la convalida da parte dei Consigli di Corso di Studio dei crediti attribuibili a studenti provenienti da altre istituzioni universitarie italiane e straniere, ivi compresi quelli acquisiti tramite partecipazione al Programma Socrates e ad altri Programmi di scambi internazionali; d) istruire le pratiche per il riconoscimento e la convalida da parte dei Consigli di Corso di Studio dei crediti attribuibili a studenti che abbiano svolto altre attività (corsi esterni, tirocini, stages, ecc.); e) svolgere, di concerto con la Commissione Orientamento e Tutorato, attività di consulenza per la stesura dei piani di studio e per i passaggi dal vecchio al nuovo ordinamento. 3. La Commissione è composta da almeno cinque docenti designati dai rispettivi Consigli di Corso di Studio tenendo conto dell’articolazione dei curricula. E’ presieduta da un docente nominato dalla Commissione stessa fra i suoi componenti. Art. 27 - Commissione Relazioni Internazionali 1. È istituita la Commissione Relazioni Internazionali. 2. Compiti della Commissione sono: a) coordinare le attività connesse all’attuazione del Programma Socrates e degli altri Programmi di scambi internazionali d’interesse degli studenti; b) coordinare la stipula di Convenzioni con Università e Centri di ricerca internazionali per favorire l’interscambia di docenti e studenti; c) curare gli aspetti legati ai processi di internazionalizzazione dei Corsi di Studio della Facoltà; d) curare l’informazione relativa ai punti precedenti. 3. La Commissione è composta da almeno quattro docenti nominati su proposta del Preside dal Consiglio di Facoltà. È presieduta da un docente nominato dalla Commissione stessa su proposta del Preside. Art. 28 - Commissioni temporanee 1. Su specifiche tematiche e ove il Consiglio di Facoltà lo ritenga opportuno, su proposta del Preside o del Consiglio di Presidenza, possono essere istituite Commissioni temporanee la cui composizione e durata viene definita all’atto della loro costituzione. 2. Le Commissioni temporanee sono presiedute dal Preside o da un suo delegato scelto fra i componenti la Commissione. TITOLO V - Consigli di Corso di Studio Art. 29 - Attribuzioni dei Consigli di Corso di studio 1. Le competenze dei Consigli di Corso di Studio e le modalità della loro regolamentazione sono quelle stabilite dall’art. 24.4 dello Statuto e dagli artt. 5, 6 e 11 del Regolamento Didattico. 2. Spetta in particolare ai Consigli di Corso di Studio: a) coordinare, sentiti i Dipartimenti interessati, le attività di insegnamento e di studio per il conseguimento delle lauree di 1° e di 2° livello; b) esaminare e approvare i piani di studio degli studenti; c) formulare proposte e pareri, in ordine al Regolamento Didattico, attinenti ai Corsi di Studio di propria competenza; 90 90 d) proporre al Consiglio di Facoltà l’attivazione o la disattivazione di insegnamenti previsti nel Regolamento Didattico curando l’aggiornamento didattico dei curricula; e) definire l’elenco delle attività formative finalizzate all’acquisizione dei crediti che costituiscono i curricula previsti dal Corso; f) definire le modalità di svolgimento delle eventuali attività di laboratorio, pratiche e di tirocinio previste dai curricula; g) definire l’assegnazione dei crediti formativi universitari alle diverse attività formative -nel rispetto dei criteri fissati dagli artt. 10 e 11 del D.M. 509 del 1999 e successive modificazioni, nonché del successivo art. 12.5 del presente Regolamento- suddivise per ciclo didattico; h) definire i crediti corrispondenti alle attività formative previste dagli ordinamenti vigenti alla data di entrata in vigore dei nuovi, onde consentire l’eventuale opzione degli studenti per l’iscrizione ai Corsi di Studio attivati secondo il nuovo ordinamento; i) armonizzare le attività formative previste nei vecchi ordinamenti con quelle previste nei nuovi; l) definire l’articolazione dei curricula perseguibili nell’ambito del Corso con l’eventuale possibilità da parte dello studente della formulazione di un piano di studi corrispondente a un curriculum individuale e le relative modalità di presentazione e approvazione, le quali devono prevedere anche la possibilità che lo studente sia personalmente sentito prima dell’eventuale non approvazione del piano presentato; m) il calendario delle attività didattiche e l’eventuale articolazione dell’anno accademico in cicli coordinati di attività formative e di esami; n) definire gli eventuali obblighi di frequenza e/o le eventuali modalità organizzative di attività sostitutive della frequenza obbligatoria per studenti lavoratori, disabili o comunque esonerati da essa, con eventuale previsione di supporti formativi integrativi a distanza per studenti non frequentanti o non impegnati a tempo pieno; o) procedere al riconoscimento e alla valutazione dei crediti conseguiti dagli studenti presso altre istituzioni universitarie italiane e straniere; p) definire i requisiti di ammissione al Corso di Studio e le eventuali disposizioni relative ad attività formative previste allo scopo di consentire l’assolvimento del debito formativo; q) definire i crediti eventuali che, anche sulla base di appositi accordi, saranno riconosciuti validi per la prosecuzione degli studi in altri Corsi di Studio attivati presso l’Ateneo; r) fissare il limite di tempo massimo entro il quale conservano validità i crediti acquisiti, per ciascuna tipologia di attività formativa, predisponendo adeguate forme di verifica periodica, eventualmente diversificate per studenti impegnati a tempo pieno negli studi e studenti disabili o contestualmente impegnati nello svolgimento di attività lavorative, ai sensi dell’art. 13; s) definire la tipologia e le modalità di superamento della prova finale per il conseguimento del titolo di studio; t) formulare facoltativamente proposte in ordine ai piani di sviluppo dell’Ateneo, anche con riguardo alle richieste di personale docente e tecnico-amministrativo; u) predisporre la composizione delle Commissioni di verifica del profitto degli studenti, ivi compresa, su richiesta del titolare del corso, la nomina di cultori della materia. I cultori della materia devono essere in possesso da almeno due anni di Laurea quadriennale o specialistica ed essere in grado di documentare, tramite pubblicazioni, il perdurare della sua attività di ricerca anche dopo il conseguimento del titolo; v) predisporre per l’approvazione da parte del Consiglio di Facoltà la formulazione di giudizi richiesti dai docenti sulla loro attività didattica. 91 91 Art. 30 - Organi del Consiglio di Corso di Studio Sono organi del Consiglio di Corso di Studio: a) il Consiglio del Corso di Studio; b) il Presidente; c) la Commissione didattica del Consiglio; d) la Commisione Orientamento e tutorato; e) la Commissione piani di studio. Art. 31 - Composizione del Consiglio di Corso di Studio 1. I Consigli di corso di studio sono costituiti da tutti i docenti afferenti ai Corsi, compresi i titolari di una supplenza e i professori a contratto, da una rappresentanza degli studenti iscritti al Corso, da una rappresentanza del personale tecnico-amministrativo, da una rappresentanza dei Lettori/Collaboratori ed esperti linguistici e dai componenti delle strutture didattiche e scientifiche di interesse per il Corso di studio. Ne fa parte di diritto, con voto consultivo, il responsabile della Segreteria studenti addetto al corso. I titolari di insegnamenti afferenti a più di un Corso di Studio possono optare per due Consigli di cui scelgono di essere membri e hanno diritto di partecipare agli altri Consigli con voto consultivo. 2. I rappresentanti degli studenti sono eletti in numero di: a) tre se il numero di studenti iscritti al Corso di studio è inferiore a duecento; b) cinque se il numero di studenti iscritti non è superiore a duemila; c) sette se il numero di studenti iscritti è superiore a duemila. Il corpo elettorale è costituito dagli studenti iscritti al Corso di studio nell’anno accademico in cui si svolgono le elezioni. 3. Le elezioni dei rappresentanti degli studenti sono indette dal Preside. Esse si svolgono con le stesse modalità, per quanto applicabili, dell’elezione dei rappresentanti degli studenti in seno al Consiglio di Facoltà. I rappresentanti degli studenti durano in carica due anni e sono rieleggibili una volta sola. 4. I rappresentanti del personale tecnico-amministrativo sono eletti in numero di due. Il corpo elettorale è lo stesso di quello dei rappresentanti in seno al Consiglio di Facoltà. Le elezioni dei rappresentanti del personale tecnico-amministrativo sono indette dal Preside e si svolgono con le stesse modalità, per quanto applicabili, dell’elezione dei rappresentanti del personale tecnico-amministrativo in seno al Consiglio di Facoltà. I rappresentanti del personale tecnicoamministrativo durano in carica tre anni e sono immediatamente rieleggibili una sola volta. 5. La mancata designazione delle rappresentanze non pregiudica la validità della composizione del Consiglio. Art. 32 - Presidente del Consiglio di Corso di Studio Il Consiglio elegge nel suo seno, tra i professori di ruolo, un Presidente secondo le modalità previste dall’art. 24 comma 3 dello Statuto. Il Presidente presiede il Consiglio, lo convoca con le modalità previste nel regolamento e sovrintende alle attività del Corso. Annualmente il Presidente predispone la relazione sull’andamento delle attività didattiche del Corso di studio, che sottopone al Consiglio per l’approvazione. Art. 33 - Regolamento del Consiglio di Corso di Studio Le procedure per il funzionamento del Consiglio di Corso di Studio sono fissate dal relativo Regolamento che, previa approvazione del Consiglio di Facoltà, sarà emanato a norma dello 92 92 Statuto e dei regolamenti dell’Ateneo. Art. 34 - Istituzione di nuovi Corsi di Studio Il Consiglio di Facoltà può proporre agli Organi Accademici competenti l’istituzione o l’attivazione di nuovi Corsi di Studio se conformi alla normativa vigente e a norma del Regolamento Didattico di Ateneo. TITOLO VI - Norme transitorie e finali Art. 35 - Corsi di Studio del vecchio ordinamento 1. È assicurata la conclusione dei corsi di studio e il rilascio dei relativi titoli, secondo gli ordinamenti didattici vigenti, agli studenti già iscritti alla data di entrata in vigore dei nuovi ordinamenti didattici. Le attività formative previste nei vecchi ordinamenti vengono armonizzate, sulla base di quanto previsto nei Regolamenti di Corso di Studio, con quelle previste nei nuovi. 2. I Regolamenti di Corso di Studio definiscono i crediti corrispondenti alle attività formative previste dagli ordinamenti vigenti alla data di entrata in vigore dei nuovi, onde consentire l’eventuale opzione degli studenti per l’iscrizione ai Corsi di Studio attivati secondo il nuovo ordinamento. 3. Gli studenti già iscritti ai Corsi di Laurea in Lettere e in Filosofia, già esistenti alla data di entrata in vigore dei nuovi ordinamenti didattici, possono optare, previo riconoscimento dei crediti acquisiti secondo quanto previsto al punto 2, per i corrispondenti per i nuovi Corsi di 1° livello del nuovo ordinamento istituiti. Art. 36 - Corsi di Studio del nuovo ordinamento 1. Prova di ammissione: la Facoltà, nel corso della fase sperimentale dei nuovi ordinamenti prevista in tre anni accademici dalla data della loro entrata in vigore, per l’ammissione ai diversi Corsi di Studio non prevede modalità di verifica, ma si impegna a organizzare un efficace orientamento pre-universitario e corsi propedeutici all’iscrizione. 2. Obbligo di frequenza: per i Corsi di Studio del nuovo ordinamento, la Facoltà non definisce, fino a decisione contraria, obblighi di frequenza e si impegna a ricercare forme di incentivazione della frequenza e modalità organizzative di attività formative per studenti lavoratori e disabili. A tal fine, qualora il numero dei frequentanti di un corso di insegnamento superi le 200 unità, il Consiglio provvederà allo sdoppiamento. Per l’avvio intanto dei nuovi corsi si conviene di sdoppiare tutti i corsi di insegnamento obbligatori del I anno, ad eccezione di quelli per i quali è possibile orientare la frequenza su altri corsi dello stesso settore scientifico-disciplinare indicati in alternativa nel piano degli studi. Questa norma non si applica per intanto al corso di laurea in Scienze dei beni Culturali, per il quale si demandano in fase di attivazione al rispettivo Consiglio di corso di laurea le necessarie valutazioni a partire dalle condizioni logistiche e dalle risorse disponibili. 3. Minimo crediti da acquisire annualmente: il minimo di crediti da acquisire ogni anno da parte dello studente per poter accedere all’anno successivo non da ripetente viene fissato in 30 (trenta)*. 4. Durata di validità dei crediti acquisiti: trascorso il primo triennio del nuovo ordinamento, in riferimento agli studenti che dovessero trovarsi nella condizione di fuori corso, sarà valutato il criterio relativo alla durata della validità dei crediti acquisiti. 5. Sessioni di esame: le sessioni di esame sono quelle estiva (due appelli), autunnale (due appelli, di cui uno tra il 15 settembre e il 15 ottobre), straordinaria di febbraio (due appelli), spe- 93 93 ciali di novembre (un appello) e aprile (un appello) per studenti fuori corso, lavoratori, impegnati ad assolvere gli obblighi di leva e portatori di handicap. Transitoriamente, fino all’a.a. 2003-04, alle sessioni speciali potranno accedere anche gli studenti in corso del vecchio ordinamento. 6. Valutazioni in itinere: i docenti fisseranno modalità e tempi di valutazioni in itinere da tenersi all’interno dell’orario delle lezioni. 7. Durata dei corsi di insegnamento: i corsi avranno durata semestrale tranne che quelli di “Lingua”. Per gli insegnamenti cui sono attribuiti 3 o 4 crediti i corsi potranno avere durata, rispettivamente, mensile e/o bimestrale. Art. 37 - Approvazione del Regolamento 1. Il presente Regolamento di Facoltà è deliberato dal Consiglio di Facoltà, nella composizione di cui al comma 1 dell’Art. 6, a maggioranza assoluta dei componenti. 2. Successive modifiche o integrazioni sono deliberate, su proposta del Preside o di almeno un decimo dei componenti il Consiglio, a maggioranza assoluta dei componenti. Art. 38 - Entrata in vigore del Regolamento 1. Il presente Regolamento entra in vigore all’atto della sua approvazione, previo controllo di legittimità da parte del Senato Accademico. 2. Esso sostituisce il Regolamento del Consiglio di Facoltà precedentemente in vigore. 3. Per quanto non previsto dal presente Regolamento, si applicano le norme stabilite dallo Statuto, dal Regolamento Generale d’Ateneo, dal Regolamento Didattico d’Ateneo, dal Regolamento per l’amministrazione, la contabilità e la finanza, e dalle altre disposizioni degli organi di governo dell’Ateneo. * Il Consiglio di Facoltà ha deliberato che attualmente occorre acquisire 24 CFU per accedere al secondo anno e 78 CFU per accedere al terzo anno. 94 94