Welfare per te………… Crisi Welfare La domanda sociale è cambiata Quantità Qualità Bisogni crescenti-risorse limitate Nuove domande che non trovano risposte Stati Generali dell’Ulivo Cremonese 23 aprile 2003 A cura di Gian Carlo Storti 1 Welfare per te………… Verso le elezioni amministrative 2004 Gruppi di lavoro,famiglia,salute,integrazione volontariato,giovani,lavoro,scuola... ascolto programma Consultazione vari soggetti sociali, sindacati Cgil-Cisl-Uil , associazioni Definizione programma sul Welfare anche con Italia del valori e Rifondazione Stati Generali dell’Ulivo Cremonese 23 aprile 2003 2 Libro Bianco sul Welfare •Dice il Ministro Roberto Maroni nella presentazione del suo Libro Bianco sul Welfare: •“….una politica sociale realmente moderna non può essere quella di una offerta indifferenziata di prestazioni e servizi ( eguali per tutti, su tutto il territorio nazionale). Universalismo e selettività non sono piu’ termini contrapposti. Occorrono misure flessibili,ritagliate sulle esigenze delle comunità territoriali e gestire con efficienza a livello locale. Occorre dunque governare imponenti processi di trasformazione che implicano una riforma dell’intero sistema di welfare”. Quindi…trasferimento di risorse dal livello centrale agli enti locali? Nulla affatto. La finanziaria del 2003, come è noto , ha ridotto le risorse agli enti locali, i quali, per mantenere inalterati i livelli di servizi erogati stanno facendo , letteralmente i salti mortali. 3 La nostra idea di Welfare Non Welfare fai da te, ma Welfare per te •Rimettere al centro la persona •I servizi alla persona e il lavoro di cura come volano di occupazione qualificata e fattore decisivo ai fini della qualità della vita E’ la visione che questo Governo è impegnato a contrastare e a smantellare, mandando in disuso la legge quadro sui servizi sociali, per tornare all’equazione tra welfare e monetizzazione, e alla confusione tra lavoro di cura e badanza. •Riorganizzare le politiche di trasferimento monetario 4 Indicatori di Povertà (1) •E’ in condizioni di POVERTA’ RELATIVA la famiglia di due persone che presenta una spesa mensile per consumi inferiore o uguale a quella media di una persona nel paese. (consuma meno del 50% del consumo medio pro-capite) E’ in condizioni di POVERTA’ ASSOLUTA chi è impossibilitato a soddisfare i bisogni essenziali . 5 Indicatori di Povertà (2) POVERTA’ RELATIVA 2.600.000 famiglie = 7.500.000 persone POVERTA’ ASSOLUTA 1.038.000 famiglie famiglie numerose con figli minori famiglie con persone anziane famiglie con un solo genitore che lavora e figli minori famiglie con congiunto disabile e non- autosufficiente anziano solo famiglie con un solo percettore di reddito nuclei monogenitore 6 Indicatori di Povertà (3) Il valore della soglia di una famiglia composta da due individui per il 1999 è risultato pari a 770,00 euro (1 milione 492 mila lire mensili) In Italia sono circa 2 milioni e 600 mila le famiglie che si trovano in situazione di povertà relativa, per un totale di 7 milioni e 508 mila individui . Nella società italiana ben il 30 per cento delle famiglie vive appena al di sopra della soglia di povertà. 7 Welfare Universalistico •Welfare universalistico quanto ai beneficiari •rigorosamente selettivo nell'erogazione delle prestazioni, perché le risorse per definizione non sono illimitate e vanno quindi distribuite sulla base dei bisogni effettivi. •dice Ermanno Gorrieri, citando don Lorenzo Milani, si deve smettere di "far parti uguali tra disuguali", ovvero di distribuire a pioggia risorse anche ingenti, invece di concentrarle a favore di quanti sono più lontani dallo status di "cittadini liberi e uguali". Contrariamente a quanto sta facendo il Governo Berlusconi, l'attuale gerarchia degli strumenti va dunque rovesciata, rivalutando in modo deciso strumenti di trasferimento diretto alle famiglie, in quanto tali universalistici e selettivi, come l'assegno al nucleo familiare, o il reddito di reinserimento, rispetto agli strumenti fiscali. 8 Welfare familiare •non solo il reddito, anche i bisogni hanno, accanto a quella individuale, una dimensione familiare •un welfare moderno deve rimuovere gli ostacoli che si frappongono al desiderio di maternità e paternità delle coppie • capace di concreta vicinanza alle famiglie che vivono l’esperienza dell’handicap, della nonautosufficienza, della quarta età, anche attraverso strumenti innovativi come i congedi parentali o altre misure di armonizzazione dei tempi di lavoro e di cura. •Alcuni capitoli di spesa come la sanità, dovranno essere incrementati. •una società più equa, più inclusiva, più solidale •un Welfare della cittadinanza attiva richiede un forte decentramento dei suoi servizi •valorizzare le nuove forme di un’economia associativa, di un “terzo sistema” dell’economia, • soddisfare i crescenti bisogni di servizi sociali personalizzati • offrire occupazione e parità di diritti a tutti coloro che non possono o non vogliono trovarla nel sistema produttivo di mercato • corrispondere al profondo bisogno di solidarietà, di riconoscimento reciproco, di cooperazione 9 Welfare della persona •L’Italia è già e sarà sempre di più una società multietnica, multiculturale e multireligiosa •l’immigrazione va assunta non in termini di ordine pubblico o di allarme sociale, ma come una importante occasione di nuova vitalità demografica e culturale per il nostro paese •politica dell’accoglienza e dell’integrazione vista non come gravoso costo aggiuntivo, ma come un prezioso investimento per disegnare il futuro delle nostre società •Welfare dell’inclusione deve assicurare forme di solidarietà per quanti rischiano di essere estromessi •da una copertura previdenziale dignitosa o da servizi sociali fondamentali •chi ha subito lunghi periodi di disoccupazione, chi non è autosufficiente, chi lavora in attività usuranti o pericolose, chi è impegnato in una attività di cura o di assistenza, chi ha un’occupazione discontinua, chi è impegnato in attività indipendenti o autonome spesso sprovviste di coperture previdenziali e sociali. 10 Risorse per il Welfare •Aumentare le risorse prelevando dalla fiscalità generale •la spesa sanitaria deve essere aumentata dal 4,5 al 6% del Pil Reperire nuove risorse per la non autosufficienza 11 Un Fondo Nazionale per la non autosufficienza .. Una vecchiaia serena nella solidarietà •1 milione di famiglie affrontano ogni giorno i complessi problemi legati alla persona anziana non autosufficiente •1,9 milioni di persone non sono autosufficienti •141.000 anziani non autosufficienti vivono nelle RSA L’assistenza è u n diritto che va garantito •Le risorse messe a disposizione dei Governi di Centro-Sinistra vanno mantenute •Sono solo 600 mila gli anziani che percepiscono l’assegno di accompagnamento •Sono strumenti inadeguati,parziali ed insufficienti •Misure piu efficaci 12 Un Fondo Nazionale per la non autosufficienza (2) Cosè il fondo: •Costituito presso l’Inps •Assicurazione pubblica contro il rischio non autosufficienza •I contributi ed i servizi saranno erogati sulla base del reale bisogno da Comuni e ASL •Sarà la contrattazione sociale fra le parti a definire quote e tempi •Resta indennità di accompagnamento + diritti esigibili + risorse pubbliche Sovrapponibilità ad altre cure Il fondo dovrà finanziare: •Accesso alla rete dei servizi, assistenza alla persona,domiciliare diurna e notturna •Erogazione di una indennità di accompagnamento commisurata alla gravità •Erogazione delle risorse necessarie al pagamento della quota sociale a carico utente in caso di ricovero nelle RSA anche a carattere diurno Uso razionale risorse private Emersione lavoro nero 13 Ruolo Regione Lombardia In questo contesto, la Regione Lombardia, in applicazione della riforma della Costituzione, Titolo V , come si muove? Favorisce il ruolo degli enti locali ? Favorisce la definizione di un modello organizzativo di Welfare comunitario, piu’ vicino ai cittadini ? Due sono i messaggi che lancia: •erogazione economiche indistinte in luogo di servizi che incontrano i bisogni ( si pensi ai buoni scuola o sociali); • centralizzazione delle strutture che erogano servizi ( vicenda delle ASL, oggi delle IPAB ecc.) Il Comune,per la Giunta Formigoni, non è il soggetto del Welfare Comunitario. E’ la Regione che si assume direttamente l’onere della erogazione sulla base di criteri sociali non filtrabili dalla realtà locale. Un neo-centralismo che non pone al centro i bisogni ed i diritti ma idee di privatizzazione dei servizi come se il pubblico fosse allo sfascio e non piu’ erogati con il criterio della universalità, quindi aumenta le tasse ed introduce i ticket sanitari. 14 Il ruolo del Comune e delle autonomie locali In tale contesto le autonomie locali sono schiacciate da logiche neo-centraliste, altro che federalismo. La nostra idea è quindi quella di rimettere al centro le autonomie locali , il comune, la provincia e le strutture di servizio che sul territorio si è in grado di costituire e rilanciare. 15 Le Amministrazioni di Centro-Sinistra •Le nostre amministrazioni hanno svolto in questi anni un importante ruolo non solo di difesa del welfare, ma di un suo sviluppo verso situazioni, nuove realtà e bisogni che i vecchi strumenti di gestione non erano in grado di interpretare •Stanno dando risposte ai vecchi e nuovi bisogni senza aumentare la pressione fiscale e parafiscale locale e con una gestione pubblica forte che si avvale di strumenti importanti come la cooperazione sociale • stiamo costruendo un “ welfare community” sempre piu’ integrato con il territorio, la sua comunità e posto in una forte condizione di controllo sociale. •la esigibilità dei diritti che il “ sistema pubblico” deve garantire può essere realizzata anche con strumenti di gestione “privatistici” che vanno dalla cooperazione sociale, alle fondazioni, alle aziende ( anche se S.p.A. con finalità sociali) •Il punto è la capacità di controllo sociale e di qualità che si è in grado di realizzare. 16 Welfare Comunitario Forte legame con il territorio -comuni -volontariato e terzo settore -privato sociale e no profit •Integrato •Partecipato •Struttura a rete 17 Coordina Daniela Polenghi Politiche della Salute (1) 250.000 firme contro i tickets della Giunta Lombardia: forte disagio sociale sui temi della sanità La regione non sta garantendo i livelli essenziali di assistenza ma quelli minimi; sistema non universale; verso le assicurazioni •E’ necessario aumentare le risorse per la sanità sia a livello nazionale che regionale •In questi anni i posti letto nel pubblico sono diminuiti del 17%, nel privato il 4% •I ricoveri ospedalieri sono diminuiti nel pubblico del 14%, nel privato aumentati del 33% •La regione ha scelto di finanziare il privato profit ; •Il privato no profit (religioso) è in difficoltà come il pubblico 18 Coordina Daniela Polenghi Politiche della Salute (2) Con delibera del 4 marzo ’03 la regione riduce l’offerta dei servizi: •Riduzione 10 % dei ricoveri •Forte aumento delle liste di attesa •Forte ridimensionamento della libertà di scelta •Mancanza risposte alternative (assistenza domiciliare,riabilitazione) •Razionamento consumi •Autofinanziamento servizi integrativi ( assicurazioni) •Crescerà malcontento Il ruolo dei medici di base è depotenziato •Il modello ospedale-azienda è in crisi •Necessita nuovo modello legato al territorio ( ruolo dei comuni anche associati) 19 Coordina Daniela Polenghi Politiche della Salute (3) Rapporto pubblico-privato: •La regione ha messo in competizione il pubblico con il privato partendo dall’assunto del degrado del sistema pubblico •Il privato no-profit va messo nelle condizioni di essere complementare al sistema pubblico •Il privato profit va messo in competizione a parità di condizioni con il pubblico Risorse umane: •Stimolare i processi partecipativi •Non ridurre i diritti •Ruolo Asl: •Aumentare risorse per servizi territoriali •Valorizzare la Conferenza dei Sindaci 20 Coordina Daniela Polenghi Politiche della Salute (4) La rete ospedaliera provinciale: •La struttura pubblica sta subendo un ridimensionamento •Far decollare il dipartimento emergenza accettazione (DEA) •La riduzione dei tempi di ricovero richiedono il potenziamento dei servizi territoriali di assistenza domiciliare integrata ( ADI) e riabilitazione •Siamo di fronte a strutture sempre piu’ per sole acuzie in assenza di strutture territoriali •Presidio Cremonese: evitare il degrado della struttura •Presidio Casalasco: la struttura deve rimanere pubblica ed integrata sul territorio •Presidio Soresinese: no alla chiusura, si alla riconversione in struttura riabilitativa anche con forme nuove di realizzazione e gestione 21 Coordina Daniela Polenghi Politiche della Salute (5) Obiettivi: •Aumentare le risorse disponibili sul territorio per capitolo sanità •Non arretrare rispetto alla qualità servizi erogati •Dislocare maggiori risorse sul territorio ( ADI, riabilitazione ecc.) •Ridefinire un progetto sulla prevenzione •Strumenti: •Definire piattaforma provinciale sulla sanità che coinvolgendo le forze sociali apra un confronto con la Regione •Costituzione di un “ Tavolo concertativo sulla sanità “ che coinvolga in una stessa cabina di regia gli enti locali e le direzioni ASL ed Azienda Ospedaliera 22 Coordina Eugenia Grossi Politiche della Famiglia Criticità: •la misurazione dei bisogni non può essere effettuata soltanto sulla base del reddito individuale, ma deve prendere a base di calcolo quello familiare, perché è da esso che dipende nei fatti, nella concretezza della vita quotidiana degli italiani, il livello di reddito degli individui e la esigibilità dei diritti di cittadinanza •infanzia Obiettivo: •Contrariamente a quanto sta facendo il Governo Berlusconi, l'attuale gerarchia degli strumenti va dunque rovesciata, rivalutando in modo deciso strumenti di trasferimento diretto alle famiglie, in quanto tali universalistici e selettivi, come l'assegno al nucleo familiare, o il reddito di reinserimento, rispetto agli strumenti fiscali 23 Coordina Gigi Cappellini Volontariato,terzo settore e cooperazione sociale Criticità: •Sul terzo settore l’idea del centrodestra è : ruota di scorta, salvagente contro i guasti della demolizione delle politiche sociali perpetuata da questo Governo, senza ruolo, senza voci in capitolo, senza essere un protagonista concreto della costruzione delle politiche sociali. Obiettivi: •Individuazione e finanziamento dei Livelli Essenziali di Assistenza Sociale Strumenti: •Costituzione di comitati territoriali per la gestione e la promozione delle politiche sociali per rilanciare l’idea di partecipazione, di coprogettazione e di protagonismo della cittadinanza attiva 24 Coordina Giorgio Toscani Lavoro Orizzonti di attività: •Formazione ed inserimento al lavoro •Difesa del lavoro esistente Formazione ed inserimento al lavoro: •La Provincia ha avviato azioni di politica attiva del lavoro;in particolare l’intervento è rivolto alle categorie che trovano maggiori difficoltà nella ricerca di impiego (adolescenti, giovani, inoccupati e disoccupati di lunga durata e donne che rientrano nel mondo del lavoro dopo almeno due anni di inattività). Difesa del lavoro esistente: • il posto di lavoro non si difende solamente “ in fabbrica” ma nel mercato del lavoro e sul territorio •Lo spirito che anima la Provincia di Cremona è improntato alla partecipazione di tutti i soggetti 25 Coordinano Giorgio Bergonzi,Francesco Spotti e Ferdinando Soana Scuola Due priorità: •Uguaglianza delle opportunità di accesso al sapere, per ognuno e per tutto l’arco della vita •Il sostegno degli enti locali per il diritto allo studio La nostra preoccupazione è per gli effetti negativi che la nuova legge Moratti potrà produrre sul sistema formativo regionale e locale. Per questo puntiamo alla qualificazione dell’ offerta formativa per tutti e alla valorizzazione dell’autonomia scolastica. 26 Coordina Paolo Paroni Giovani Criticità: •Abbandono scolastico •Ritardo nell’avvio al lavoro •Prolungata dipendenza economica e sociale (ad es. permanenza prolungata nella famiglia di origine) •Emarginazione 27 Coordina Maura Ruggeri Integrazione Socio-sanitaria (1) Criticità: la non autosufficienza degli anziani •Smantellamento della rete assistenziale per i non autosufficienti ( meno 300 posti letti nelle RSA negli ultimi due anni) •600 anziani in lista di attesa ( nel solo distretto di Cremona) •Aumento delle rette a carico delle famiglie •Servizi territoriali molto deboli •Utilizzo della “ badanza” come risposta alternativa alla mancanza di servizi territoriali Le risposte degli enti locali: •Bilancio Asl bocciato •Riorganizzazione dei servizi 28 Coordina Maura Ruggeri Integrazione Socio-sanitaria (2) Priorità di intervento: 600 anziani in attesa ingresso RSA Chiediamo all’ASL: •di mantenere i 2500 posti letto nelle case di riposo •Aumentare fortemente gli stanziamenti ADI( assistenza domiciliare integrata) Agli Enti Locali ( distretti): •Utilizzare prioritariamente le risorse disponibili da legge 328 per •Forti servizi domiciliari (sad) tramite l’erogazione di vaucher ( acquisto di servizi) •Erogazioni economiche a quelle famiglie che utilizzino personale di assistenza ( anche badanti) purchè regolarmente assunto 29 Coordina Maura Ruggeri Integrazione Socio-sanitaria (3) Problema “ badanti”: •Non possiamo solo affermare che è una risposta inadeguata •È necessario intervenire per mettere in rete le” badanti”, offrire formazione, ricerca e selezione •Evitare che queste figure siano ai margini del processo assistenziale Rispondere alle famiglie a 360 gradi: •mettere in rete le associazioni, il mondo laico e cattolico, le cooperative sociali • risorse per assistenza domiciliare: servizi, buoni, sostegno per addetti assistenza domiciliare ( ex badanti), integrazione possibile con le ASL •ricovero in RSA: con il contributo del servizio sanitario nazionale, con letti di sollievo, con letti privati ( intervenendo sulle rette) 30 Coordina Maura Ruggeri Integrazione Socio-sanitaria (4) Trasformazione delle IPAB •Negativa la legge regionale: la ASP è di fatto una “ azienda regionale” •La Fondazione può essere una risposta utile che può permettere di sviluppare ed integrare ulteriormente i servizi a livello territoriale coinvolgendo il volontariato Comune di Cremona •Condivisibile la scelta del Comune di Cremona di costruire una S.p.A. del Welfare che metta assieme , nella gestione, le due ex Ipab ed i servizi comunali alla persona. 31 Al Welfare fai da te……opponiamo Un Welfare solidale e comunitario…………… Il Welfare per te…………… ascolto Consultazione vari soggetti sociali programma Definizione programma sul welfare Stati Generali dell’Ulivo Cremonese 23 aprile 2003 32