Gennaio/Febbraio 2013
209 Gennaio/Febbraio 2013
Automazione
SPECIALE Mes/Erp e oltre. L’Ict in automazione
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Editoriale
L’insostenibile
pesantezza
delle informazioni
“Cosa vedo nel futuro dell’automazione? Software, software e ancora software”. Il
commento di Anton Huber, Ceo di Siemens AG, non lascia dubbi: sarà il software
a guidare chi pensa, innova, progetta, produce, simula, gestisce. E quando
parliamo di software non intendiamo più solo quello per la programmazione dei
dispositivi, il controllo logico o la schedulazione della produzione, ma l’Ict nel
senso più ampio di ‘tecnologie dell’informazione (IT) e della comunicazione’,
che si mescolano a quelle tradizionali dell’automazione, abbattendo i confini tra
dipartimenti, processi e applicazioni.
Se, da un lato, il mondo della fabbrica perde la sua consistenza fisica, divenendo
accessibile da ogni parte del globo, e quello dell’hardware si alleggerisce con
il supporto di piattaforme di cloud computing, dall’altro il mondo dell’IT si
‘materializza’ con forza nel manifatturiero, portando con sé una pesantezza
nuova, quella delle informazioni circolanti, tante, troppe, a volte mal gestite o mal
analizzate, e spesso non adeguatamente utilizzate.
È una pesantezza digitale che mette alla prova e costringe a fare i conti con il
proprio grado di alfabetizzazione informatica, obbligando tutti, a partire dal top
management, a compiere un inevitabile salto di qualità: mettere le tecnologie
IT non più fra le voci di costo, ma fra gli asset strategici in grado di generare
cambiamenti radicali nei processi e nell’organizzazione del lavoro.
Iniziamo il nuovo anno con la consapevolezza di dover acquisire in fretta una
certa ‘agilità digitale’ utile a intuire le potenzialità dell’IT e, di volta in volta, saperle
declinare al proprio ambito di competenza per migliorare la produttività e far
decollare l’innovazione. Essere ‘digitalmente agili’ significherà anche lavorare con
partner e fornitori sull’integrazione immediata di applicazioni software diverse e
sulla condivisione e la tutela di informazioni ed expertise in rete.
Valeria Villani
Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
■
005
Sommario Gennaio/Febbraio 2013
La parola
ai professionisti
R&D manager
Apparecchiature medicali
al servizio
052 Automazione
della salute femminile
il motore delle aziende
030 R&D,
sempre all’avanguardia
di Carolina Mirò
di Valeria De Domenico
Tecnicamente
Automazione in produzione
054
Nuove frontiere tecnologiche
per il manifatturiero
a cura di Carolina Mirò
Software
Progettazione
058
Progettare e produrre oltre ogni
immaginazione
di Virna Bottarelli
Speciale
Mes/Erp e oltre.
L’Ict in automazione
Repcom (www.repcomsrl.com)
presenta sensori e componenti
per l’industria.
nuova giovinezza dei sistemi
032 La
di gestione
di Andrea Colombo
Editoriale
pesantezza
005 L’insostenibile
delle informazioni
di Valeria Villani
Visti dal campo
010 di Valeria De Domenico
Processi ben lubrificati
Visti dal top
manifatturiero
012 Ilè nostro
ancora vincente
piattaforma del futuro
034 La
di Andrea Colombo
da podio
060 Progettazione
in Ducati
di Virna Bottarelli
Prodotti
In dettaglio
NP40 per una
062 Anybus
connettività in tempo reale
di Franco Gori
Scenari
036
Quando partner e storia parlano
più dei numeri
di Alberto Marzetta
ti presidio il processo
038 Come
produttivo
di Andrea Colombo
di Massimiliano Cassinelli
Applicazioni
Attualità
Aziende e soluzioni
014 di Valeria Villani
Automazione senza confini
al centro
018 Costruttori
per Schneider Electric
di Valeria Villani
software e smart grid
020 Più
nel futuro di Siemens
di Valeria Villani
040 di Andrea Colombo
Intelligenza in tempo reale
Chimico-petrolchimico
del rendimento
042 All’apice
di Andrea Colombo
ricetta vincente
044 La
di Andrea Colombo
046 a cura di Andrea Colombo
Applicazioni
Industria metalmeccanica
il software prende
050 Se
la giusta piega
Smart City
Ecocity Valdespartera - Spagna
intelligente
026 Nata
di Livio Giumelli
■
ricerca dell’efficienza
066 Alla
di Adolfo Violante
affina i processi
072 Ildi software
Valeria Villani
impianti comunicano
076 Gli
grazie allo Scada
Impianti a rischio
di cyber incidenti
di Massimiliano Cassinelli
006
& gas avanti con cautela
064 Oil
di Alice Alinari
Prodotti
Rassegna
Security
024
Automazione applicata
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
a cura di Giorgia Andrei
di Alice Alinari
Gpl in versione M2M
079 Serbatoi
di Franco Gori
viaggio all’interno
080 Un
dell’oleodotto
di Alice Alinari
Ansaldo Sistemi Industriali S.p.A.
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Autodesk ______________________ 059
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DIRETTORE RESPONSABILE: Pierantonio Palerma
Clusit ________________________ 025
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REDAZIONE: Valeria Villani (Responsabile di Redazione),
Virna Bottarelli, Massimiliano Luce
Ducati ________________________ 061
Rockwell Automation _____________ 017
EngeMovi _____________________ 082
Sap __________________________ 041
Esa Software ___________________ 046
Schneider Electric _______________ 019
Ever Elettronica _________________ 053
Sdg Four Bytes _________________ 039
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Frost & Sullivan _________________ 065
Siemens Italia __________________ 023
Hms Industrial Networks __________ 062
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Ibm __________________________ 046
Telit _________________________ 079
Ims-Internazionale Medico Scientifica _ 053
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Trafimet ______________________ 043
Invensys ___________________034, 075
WacnGO ______________________ 079
Microsoft ______________________ 048
Walter Tosto ___________________ 051
Mitsubishi Electric _______________ 046
Wonderware ___________________ 028
National Instruments _____________ 082
Zucchetti ______________________ 045
COLLABORATORI: Alice Alinari, Giorgia Andrei, Massimiliano Cassinelli,
Andrea Colombo, Valeria De Domenico, Livio Giumelli,
Franco Gori, Alberto Marzetta, Carolina Mirò, Adolfo Violante
UFFICIO GRAFICO: Elisabetta Delfini (coordinatore), Walter Tinelli,
Elisabetta Buda, Patrizia Cavallotti, Elena Fusari, Laura Itolli, Cristina Negri,
Diego Poletti, Luca Rovelli
SEGRETERIA DI REDAZIONE BUSINESS MEDIA: Anna Alberti, Donatella Cavallo,
Gabriella Crotti, Rita Galimberti, Laura Marinoni Marabelli, Paola Melis
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DIRETTORE EDITORIALE BUSINESS MEDIA: Mattia Losi
PROPRIETARIO ED EDITORE: Il Sole 24 ORE S.p.A.
SEDE LEGALE: Via Monte Rosa, 91 - 20149 Milano
PRESIDENTE: Giancarlo Cerutti
AMMINISTRATORE DELEGATO: Donatella Treu
Oracle ________________________ 048
SEDE OPERATIVA: Via Carlo Pisacane, 1 - 20016 PERO (MI) - Tel. 02/3022.1
UFFICIO TRAFFICO: Tel. +39 02 30226060
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STAMPA: FAENZA INDUSTRIE GRAFICHE S.r.l.
Via Vittime Civili di Guerra, 35 - 48018 Faenza (RA)
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Prezzo di una copia 5,00 euro
B&R _____________________________________________________________ 009
Registrazione Tribunale di Milano n.186 del 14-03-2005
ROC n. 6553 del 10/12/2001
Beckhoff Automation _______________________________________________ II COP.
CLPA _____________________________________________________________ 035
Cognex ____________________________________________________047, 057, 077
EPLAN Software & Service _____________________________________________ 049
HMS Industrial Networks ______________________________________________ 037
MECHA-TRONIKA 2013 _______________________________________________ 071
KabelSchlepp ______________________________________________________ 004
Keller ____________________________________________________________ 063
National Instruments _________________________________________________ 003
NEW TECHNOLOGY FIRST 2013 _________________________________________ 023
Omron__________________________________________________________ IV COP.
Panasonic Electric Works ______________________________________________ 029
Repcom _________________________________________________________ I COP.
RS Components ___________________________________________________ III COP.
008
■
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
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Visti dal campo
Il Gruppo Amorim
Il Gruppo Amorim è la prima
azienda al mondo nella produzione
di tappi in sughero, in grado di
coprire da sola il 25% del mercato
mondiale di questo comparto e
il 19% del mercato globale di
Processi
ben lubrificati
chiusure per vino. Il Gruppo conta
22 filiali distribuite nei principali
Paesi produttori di vino dei cinque
continenti. Amorim Cork Italia ha
sede a Conegliano (TV).
Nel 2011 si è confermata
azienda leader del mercato del
sughero del Paese, in grado di
Amorim ha deciso di dare fiducia ai segnali positivi del
mercato e ristrutturare lo stabilimento di Conegliano,
partendo dall’automazione dei processi di alimentazione
e dalla revisione dei sistemi di lubrificazione e
imballaggio dei tappi di sughero
soddisfare da sola il 18% della
richiesta nazionale. Con i suoi 34
di Valeria De Domenico
dipendenti e una forza commerciale
composta da 30 elementi, nel
2011 ha registrato 350 milioni di
tappi venduti per un fatturato, in
crescita, di 35 milioni di euro.
La ristrutturazione dell’impianto
Amorim per la produzione di
tappi di sughero a Conegliano ha
riguardato l’automazione di tutti
i processi di alimentazione e la
completa revisione dei sistemi di
lubrificazione e imballaggio
010
A
morim Cork, filiale italiana
dell’omonima azienda portoghese
e affermata realtà nella vendita di
tappi in sughero, ha ultimato di recente i
due terzi dei lavori di ristrutturazione dello
stabilimento situato nella zona industriale
di Scomigo, nel Comune di Conegliano. Si
stima che l’intervento, la cui conclusione è
prevista nel corso del 2013, consentirà un
aumento della capacità produttiva del 30%
grazie allo sviluppo del processo di flusso
dei tappi.
Mentre inizia la nostra visita dello
stabilimento, l’amministratore delegato
Carlos Santos ci riassume la storia di
Amorim in Italia: “Il Portogallo è il primo
produttore di sughero al mondo e Amorim
è il più grande gruppo che opera nel
settore. Nel 1999 Amorim ha acquistato
una piccola società a conduzione familiare,
che distribuiva tappi e che aveva sede qui
a Conegliano. Questa si è rivelata una
posizione strategica, perché il segmento
della produzione vitivinicola che trasmette
meglio l’immagine del made in Italy è
quello del Prosecco e questa è la sua terra.
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
Ovviamente noi produciamo per tutto il
Paese e per qualsiasi tipo di vino”.
Qual è l’attuale situazione del mercato
italiano e internazionale dell’industria
vinicola?
Il mercato vitivinicolo internazionale sta
attraversando un periodo di mutamenti.
I consumi crescono non nei Paesi
tradizionali, ma, ad esempio, negli Stati
Uniti, che costituiscono oggi il primo
mercato d’esportazione per l’Italia. Negli
ultimi quattro anni Amorim ha aumentato
il proprio volume di affari del 50%, pur
registrando una battuta di arresto nel 2012.
Di fatto, ci sono delle dinamiche di prezzo
che rendono l’Italia meno competitiva a
livello internazionale rispetto ad altri Paesi
produttori. Ciò nonostante, il trend adesso
sembra essere nuovamente favorevole. In
ogni caso i nostri investimenti vengono
programmati con grande anticipo. Ci
siamo concessi qualche mese di riflessione,
poi abbiamo deciso di dare fiducia ai
segnali positivi e di rispettare i piani di
ristrutturazione.
Visti dal campo
Il sistema
di tramogge
controllo costante e dettagliato sul
processo in corso.
e di nastri
che sollevano
Chi sono stati i partner
i tappi per
tecnologici?
poi scaricarli
Amorim dispone di un ufficio
tecnico in Portogallo che cura
i progetti di tutte le fabbriche
dislocate per il mondo. Uno degli
aspetti critici discussi in quella sede
è stato stabilire quale tecnologia
di trasporto dei tappi preferire:
pneumatica o a nastro? Siamo
molto soddisfatti della scelta
operata, perché il trasporto a nastro
ha consentito di abbattere il rumore,
ridurre lo stress per il prodotto e
quindi limitare gli scarti. Nella sede
di Sersan, vicino a Porto, sono stati
realizzati tutti i componenti, che
poi sono stati assemblati e installati
a Conegliano. L’azienda che ha
più contribuito è ‘Sersan’, che tra
gli sviluppatori di impiantistica
per l’industria del sughero è
all’avanguardia.
dall’alto nelle
macchine che
li processano
è stato
interamente
riprogettato.
Le nuove
Quali sono i numeri di questo
stabilimento?
Qui noi ci occupiamo della
finitura del tappo che arriva già
sagomato. Mentre gli stabilimenti
che realizzano i tappi intagliandoli
dalle plance di sughero devono
necessariamente essere molto
grandi per stoccare la materia
prima, qui a Conegliano l’impianto
si sviluppa su una superficie di
appena 3.600 m2. Vi lavorano 36
dipendenti, 19 dei quali dedicati
alla produzione. Ogni settimana
arrivano dai 4 ai 6 milioni di tappi.
La linea di produzione prevede una
prima selezione dei tappi che, per i
tappi in sughero naturale, si effettua
manualmente, segue la timbratura,
che può essere effettuata tramite un
sistema laser, a inchiostro, a fuoco o
per induzione elettrica, poi si passa
alla lubrificazione e al packaging.
In cosa consistono le innovazioni
introdotte con la ristrutturazione?
In questa prima fase la
ristrutturazione ha riguardato
l’automazione di tutti i processi
di alimentazione e la completa
revisione dei sistemi di
lubrificazione e imballaggio. Il
sistema di tramogge e di nastri che
sollevano i tappi per poi scaricarli
dall’alto nelle macchine che li
processano è stato interamente
riprogettato. Le nuove strutture
garantiscono performance
qualitative più elevate e migliorano
decisamente le condizioni di lavoro
degli operatori.
Ancora più interessante è stato
l’intervento sul sistema di
lubrificazione. In base al tipo
di bottiglia cui sono destinati,
al tipo di vino che andranno a
custodire, al tipo di stoccaggio,
i tappi devono essere trattati in
modo diverso. Di volta in volta
per ogni stock l’operatore doveva
manualmente selezionare un tipo
di ricetta e impostare la macchina
lubrificatrice. Il processo è stato
totalmente automatizzato. Noi
siamo già in ambiente Microsoft
Dynamics, per cui abbiamo un
gestionale che copre tutta la nostra
produzione ed etichetta i clienti
con dei codici a barre. L’operatore
recupera la scheda del cliente cui
è destinato lo stock in procinto
di essere processato e il sistema
imposta automaticamente la
composizione e il dosaggio del
liquido di lubrificazione. Questo
ovviamente garantisce anche un
strutture
garantiscono
performance
qualitative
più elevate e
migliorano le
condizioni di
lavoro degli
operatori
Quale è la novità tecnologica più
interessante dal vostro punto di
vista?
Uno dei problemi maggiori nel
processo di lubrificazione è dato
dal fatto che i prodotti utilizzati
a contatto con l’aria reticolano,
ovvero diventano duri. Dal
momento che su queste macchine
sono montate pistole orientate
dall’esterno verso l’interno, c’è
sempre il pericolo che il getto
venga deviato o inquinato. È stato
quindi sviluppato un sistema in
cui le pistole viaggiano all’interno
della macchina stessa. Il fatto che
il getto sia ora più breve e protetto
significa riduzione degli sprechi e
ottimizzazione della resa estetica.
Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
011
Visti dal top
Il nostro manifatturiero
è ancora vincente
Gli Oem italiani sono apprezzati per competenza, creatività
e disponibilità, ma occorre unire le forze per essere
competitivi nel panorama internazionale
di Massimiliano Cassinelli
L’
export, supportato dal
sistema fieristico, appare
come lo strumento
ideale per far uscire l’industria
manifatturiera italiana da una crisi
sempre più travolgente. E proprio lo
slogan ‘Fuori dalla crisi: basta con
i campanilismi’ ha rappresentato
il filo conduttore di Fimi - Forum
Internazionalizzazione Made
in Italy, organizzato lo scorso
novembre a Milano da Messe
Frankfurt e Gruppo 24 Ore.
Il confronto tra la realtà italiana
e quella tedesca, che hanno
molti punti in comune ma anche
sostanziali differenze, rappresenta
un interessante punto di partenza
sul quale ci siamo confrontati con
Donald Wich, amministratore
delegato di Messe Frankfurt Italia.
Alla luce della sua esperienza
internazionale, qual è il futuro
dell’industria manifatturiera
italiana?
Oggi l’Italia rappresenta la seconda
industria manifatturiera europea,
alle spalle di quella tedesca.
012
Questo esprime un presupposto
fondamentale per essere competitivi
anche in futuro. L’Italia ha, infatti,
le carte in regola per competere
con la Germania anche in futuro,
ma è necessario, innanzitutto, far
crescere la produttività. A questo
obiettivo devono concorrere tutte
le componenti industriali, sindacali
e politiche, per creare i presupposti
necessari al mantenimento
dell’industria manifatturiera nel
nostro Paese. La Germania, a metà
del decennio scorso, comprendendo
la propria difficoltà, ha scelto
di aumentare le ore di lavoro
delle persone, senza far crescere
gli stipendi. Una simile scelta,
molto coraggiosa, ha consentito
di rilanciare l’industria nazionale
su tutti i mercati internazionali.
E quest’anno, per la sesta volta
consecutiva, si è registrato un
aumento degli occupati. Non dico
che questa sia la soluzione ideale,
ma è necessario a volte compiere
scelte ardite, soprattutto a fronte del
fatto che l’Italia ha perso molti posti
nelle classifiche internazionali di
produttività.
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
In quest’ambito l’automazione
industriale può avere un ruolo?
Le nuove tecnologie e, più nello
specifico, l’automazione industriale,
hanno un ruolo fondamentale
per rendere un Paese competitivo
dal punto di vista manifatturiero.
L’automazione industriale in Italia è
utilizzata, anche se, dal punto di vista
percentuale, la sua penetrazione è
inferiore rispetto a quanto avviene
in Germania. In effetti, negli
ultimi anni, è già stato fatto molto,
ma ci sono ancora ampi margini
di miglioramento, anche grazie
al supporto fornito dal sistema
fieristico.
A questo proposito, in un mercato
sempre più internazionale e
orientato all’export, ha ancora
senso parlare di una fiera
nazionale?
In realtà sono oggi vincenti gli
accordi fra sistemi fieristici, che
permettono un’integrazione fra fiere
locali e internazionali. Ciò consente
di cogliere tutte le opportunità
che si aprono sui nuovi mercati
emergenti. La versione italiana di
Sps, che quest’anno si svolgerà dal
21 al 23 maggio, ha dimostrato come
questa impostazione sia decisamente
vincente. Lo scorso maggio, nel corso
della tre giorni di Parma, oltre il
60% dei visitatori di Sps erano Oem,
ovvero aziende impegnate nella
Visti dal top
costruzione di macchine esportate
poi all’estero. Queste imprese, che
devono il proprio successo proprio
alla capacità di proporsi sui mercati
internazionali, necessitano di
fornitori, partner e system integrator
a livello locale. E una fiera nazionale
rappresenta proprio il punto
d’incontro ideale per queste figure
professionali. Contemporaneamente,
operare in stretto contatto con un
gruppo come Messe Frankfurt,
che rappresenta il riferimento
nell’ambito delle fiere internazionali,
apre le porte all’opportunità di
proporsi al meglio anche sui mercati
esteri, dai quali nessun costruttore
può oggi prescindere.
In base alla sua esperienza,
com’è visto all’estero il sistema
industriale italiano?
Una piccola azienda che si propone
sul mercato internazionale parte,
necessariamente, da una posizione
di inferiorità rispetto ai grossi
concorrenti. Questi ultimi, sulla carta,
possono vantare anche maggior
solidità dal punto di vista finanziario
e, quindi, appaiono più credibili a un
potenziale cliente. Se noi pensiamo
che un’azienda leader e importante
come Brembo è solo una piccola
realtà rispetto ai grandi produttori
americani e asiatici, ben si comprende
come sia difficile per le pmi italiane
affermarsi all’estero. Per superare
questo limite è necessario che le
aziende uniscano le proprie forze e le
proprie competenze, ma è altrettanto
importante che il sistema finanziario,
contrariamente a quanto è accaduto
in molti casi, supporti l’attività di
espansione delle nostre realtà che,
altrimenti, continueranno a incontrare
sistematicamente delle difficoltà.
Donald Wich,
amministratore
delegato di
Messe Frankfurt
Italia
Quali sono, invece, i punti di forza
riconosciuti all’estero agli Oem
italiani?
L’essere aziende di piccole
dimensioni garantisce, ovviamente,
un’elevata flessibilità e, quindi,
la capacità di ascoltare e creare
le personalizzazioni richieste
dai clienti. Questi, infatti, sono
positivamente impressionati dalla
creatività e dalla disponibilità delle
aziende italiane. Il tutto senza
dimenticare che, molto spesso, le
nostre realtà offrono tecnologie
di nicchia, ai vertici a livello
internazionale, con competenze
personali e aziendali uniche al
mondo.
Proprio per esaltare al meglio
queste competenze, quali novità
offrirà Sps nel 2013?
Puntiamo a un’ulteriore crescita
in termini dimensionali anche se,
come avvenuto nelle due precedenti
edizioni, vogliamo concentrare
l’intera esposizione in un unico
padiglione. È questa una scelta
strategica poiché permette a tutte le
aziende e ai visitatori di incontrarsi
e di confrontarsi tra loro. Una fiera,
contrariamente a quanto accadeva
in passato, non rappresenta solo
l’occasione per mostrare prodotti, ma
un’opportunità unica per far circolare
idee e confrontarsi sui temi e sulle
tecnologie che caratterizzeranno il
prossimo futuro.
Anche per questa ragione, grazie
all’attività del nostro comitato
scientifico, stiamo valutando
quali saranno i temi da proporre e
approfondire nel corso dell’attività
convegnistica dell’edizione 2013.
Infine, non dobbiamo dimenticare
che per molti Sps rappresenta
solamente la fiera dell’automazione
italiana. In realtà, Sps è solo una
delle fiere proposte da Messe
Frankfurt, ed essere inseriti in
questo sistema offre opportunità
uniche nel proprio genere.
A proposito di opportunità, lei
avrà anche l’incarico di gestire il
padiglione tedesco durante l’Expo
2015. Quale ruolo ricoprirà, in
questo ambito, l’automazione
industriale?
Ovviamente è ancora presto per fare
delle previsioni, in quanto stiamo
lavorando al concept e raccogliendo
le adesioni delle aziende tedesche,
mentre i lavori inizieranno solo
nel 2014. Il tema fondamentale
dell’Expo sarà l’alimentazione
e la sostenibilità. Proprio gli
aspetti di efficienza e produttività,
strettamente legati al tema dell’Expo
sono anche i concetti base cui si
sta ispirando l’automazione negli
ultimi anni. Per questa ragione
credo che proprio l’automazione
industriale, in occasione di questo
grande evento fieristico, avrà un
ruolo determinante, che dovrà
essere sfruttato al meglio da tutte le
aziende presenti.
Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
013
Attualità Aziende e soluzioni
Automazione
senza confini
Alla 21a edizione della Rockwell Automation
che Giffi ha definito ancora “di
fondamentale importanza per la
prosperità e la crescita economica
delle nazioni, sia quelle mature, sia
quelle emergenti”, deve riflettere
sul fatto che crescita e sviluppo
saranno sempre più basati sulla
competizione e sulla ‘contesa’,
non solo in termini di risorse
tecnologiche ed energetiche, ma
anche di figure professionali e
collaborazioni dall’elevato skill
tecnico. La maggiore leva di
differenziazione per Paesi e aziende
sarà nella loro capacità di innovare
investendo in migliori tecnologie,
ma anche in collaborazioni
proficue e persone di talento.
Fair, lo scorso novembre al Pennsylvania
Convention Center di Philadelphia si è parlato
del ruolo delle tecnologie di controllo
e della loro integrazione con l’IT
in un comparto industriale sempre
più ‘frammentato’ e ‘digitalizzato’
di Valeria Villani
A
Manufacturing
Perspectives 2012, il
global media forum che
lo scorso novembre ha preceduto
l’evento annuale Automation Fair
di Rockwell Automation, Craig
Giffi, Vice Chair e US Leader
Consumer & Industrial Products
di Deloitte & Touche Usa Llp, ha
individuato nella disaggregazione
e nella digitalizzazione due trend
predominanti negli attuali contesti
di manufacturing. “Il mondo della
produzione, sempre più complesso
e in profonda trasformazione,
affronta una progressiva
disaggregazione della supply chain:
nessun prodotto è più progettato,
creato e commercializzato in
un’unica regione o Paese”, ha
spiegato Giffi. “Allo stesso tempo,
la diffusione di tecnologie per la
simulazione e la progettazione sta
014
promuovendo una digitalizzazione
spinta dei processi, con una
conseguente possibilità di replicare
attività, procedure e impianti in
ogni parte del globo”.
Chi opera nell’industria
manifatturiera, un’industria
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
Craig Giffi,
Vice Chair e
US Leader
Consumer
& Industrial
Products di
Deloitte &
Touche Usa
Verso una produzione
‘IT-centrica’
“Oggi più che mai ha senso
parlare di un ruolo strategico
della produzione nello sviluppo
economico globale, soprattutto in
relazione ai Paesi emergenti. Per
mantenere questo ruolo strategico
la produzione deve essere sì
flessibile, ma anche e soprattutto
‘smart’, ‘connessa’ e ‘orientata alla
conoscenza’, capace di promuovere
una produttività sempre più si
sposa con sostenibilità e sicurezza”.
In questi termini si è espresso
Keith Nosbusch, Chairman e
Ceo di Rockwell Automation,
annunciando di aver chiuso l’anno
fiscale 2012 con “risultati più che
Aziende e soluzioni Attualità
Il futuro è nell’innovazione ‘talent-driven’
soddisfacenti” e dichiarando a
livello globale vendite pari a 6,259
milioni di dollari, con una crescita
tra il 4% e il 6% rispetto al 2011.
A Philadelphia la multinazionale,
che oggi conta almeno 22mila
dipendenti a livello globale e
realizza oltre il 50% del proprio
fatturato fuori dagli Stati Uniti,
ha confermato anche per il futuro
investimenti nello sviluppo
dell’Integrated Architecture,
nell’intelligent motor control e
nella sicurezza, senza trascurare
l’importanza della security, del
cloud computing e del mobile,
in un approccio all’automazione
che si rivela sempre più IT- ed
Ethernet-centric.
Nosbusch ha definito Rockwell
Automation ‘best partner’ nello
smart manufacturing in quanto
“sviluppatore di prodotti potenti
che, se combinati insieme,
diventano fondamentali pilastri
per la smart automation”.
“In futuro sarà fondamentale il
ruolo dell’integrazione tra sistemi di
automazione e tecnologie informatiche,
di nuove tecnologie e di risorse
umane sempre più specializzate. Un
contesto di smart manufacturing può
essere sostenuto a lungo termine
solo da un’automazione strettamente
Keith
Nosbusch,
Chairman
e Ceo di
Rockwell
Automation
integrata con l’IT, da un approccio
multidisciplinare al controllo che
favorisca uno scambio di informazioni
in real-time lungo tutta la catena
della manufacturing supply chain”,
ha dichiarato Keith Nosbusch. “Non
saranno da trascurare poi tecnologie
emergenti come il cloud computing o
i simulation tool, ma ciò che
farà davvero la differenza in
futuro sarà la capacità di creare
sul mercato figure tecniche e
altamente specializzate capaci
di alimentare una vera e propria
‘talent-driven innovation’
nell’automazione”.
Si conferma dunque anche
all’Automation Fair 2012
l’approccio multidisciplinare di
Rockwell Automation lungo la
catena dell’automazione.
Un approccio, quello dell’Integrated
Architecture, che la società ormai
Ripartire dall’Integrated Architecture
“Integrazione, comunicazione efficace e
flessibilità sono elementi chiave per una
produzione di successo, in virtù dei quali
Oem ed end-user riescono a differenziarsi sul
mercato, ottenendo la massima efficienza di
macchine e processi. L’impianto oggi non è
più una realtà separata dal resto dell’azienda.
Per ottimizzare produzione e manutenzione,
occorre promuovere lo scambio di dati attraverso un un’unica rete - tra top floor a
shop floor e organizzare una piattaforma di
controllo unica lungo l’intera linea. Il mezzo
per arrivarci è l’approccio di Integrated
Architecture, che ottimizzi controllo,
networking, visualizzazione e software”,
ha detto Hedwig Maes, President, Emea
Region di Rockwell Automation, all’AF 2012.
“Il nostro ruolo sarà continuare a sostenere
i clienti su più fronti: efficienza energetica,
ottimizzazione degli asset e manutenzione,
flessibilità delle operazioni e innovazione
ingegneristica. Nel 2013 ci focalizzeremo in
particolare su Midrange, processo, safety,
Ethernet/IP, rafforzeremo le collaborazioni
con i nostri partner di riferimento e le
iniziative per il nostro canale di system
integrator e distributori”.
Hedwig Maes, President, Emea Region
di Rockwell Automation
Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
015
Attualità Aziende e soluzioni
da anni ritiene ‘essenziale’ e che si
indirizzerà ora verso un maggiore
sostegno ai costruttori di macchine
compatte, con un pacchetto
di soluzioni ‘Midrange’, e alle
applicazioni di processo, secondo
una logica di ottimizzazione ‘plant
wide’. “Continueremo a investire
nella differenziazione dell’offerta per
mercati specifici e nell’innovazione,
potenziando ulteriormente il nostro
portfolio Midrange, con nuovi
prodotti e soluzioni di controllo
Logix, e la nostra piattaforma
PlantPax, attraverso librerie e nuovi
tool”, ha infatti spiegato Nosbusch.
Cloud, rete e security
l’integrazione vola
Nell’ottica di un potenziamento
delle soluzioni di controllo
integrate, in un mercato sempre
più complesso come quello
attuale, è fondamentale per
Rockwell Automation “stabilire
connessioni e collaborazioni”.
Per questo anche all’Automation
Fair 2012 la società ha ribadito
il ruolo determinante di partner
come Cisco, Endress+Hauser
o Microsoft, nel sostenere
una produzione intelligente e
flessibile in cui Ethernet, security,
mobilità, cloud computing e
gestione ottimizzata dell’energia
saranno elementi chiave per
incrementare le performance dei
processi.
“L’evoluzione dell’Integrated
Architecture di cui parla
Rockwell presuppone
un’infrastruttura di rete precisa
e sicura, che permetta di
allineare IT, automazione e
motion control in un ambiente
privo di potenziali rischi, nel
quale possano trovare posto le
più svariate applicazioni, dal
cloud al video streaming, alla
trasmissione di immagini”, ha
ricordato a Philadelphia Maciej
Kranz, Vice President e General
Manager Connected Industries
Group di Cisco. “Promuovere
uno standard Ethernet e una rete
aperta è il punto di partenza di
questa evoluzione”.
Fran Dougherty, Cto, Worldwide
Incubation Enterprise e
Partner Group di Microsoft, ha
portato l’attenzione sull’enorme
mole di dati che le aziende si
trovano a dover gestire e sulle
potenzialità del cloud in questo
ambito. “Globalizzazione della
supply chain, digitalizzazione
Midrange, software e servizi nel 2013 di Rockwell Italia
“Rockwell Automation ha raccolto risultati
soddisfacenti in Italia, se si considerano il
contesto economico globale, le difficoltà
e le pressioni del mercato locale. I
costruttori di macchine si confermano
la colonna portante dell’export e
dell’industria italiana e continuano ad
alimentare una domanda significativa
di soluzioni d’automazione. Rockwell
Automation in Italia intende mettere in
campo importanti iniziative sia per Oem
sia per gli end-user, studiando soluzioni
integrate ad hoc per ogni mercato
verticale e ogni grado di complessità
delle applicazioni”, ha affermato Fabrizio
Scovenna, Country Manager di Rockwell
Fabrizio Scovenna,
Country Manager di Rockwell
Automation Italia
016
Automation Italia, visitando l’AF 2012.
“Continueremo, quindi, anche nel
nostro Paese a puntare sull’approccio
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
Midrange per macchine compatte, sulla
safety e sul processo, potenziando
ulteriormente partnership con aziende
come Endress+Hauser. Nel corso del
2013 saremo sempre più impegnati anche
sul fronte dei servizi e del software.
Affiancheremo all’offerta di prodotto nuovi
servizi di supporto mirati a soddisfare
le esigenze di Oem (assistenza tecnica
internazionale) ed end-user (manutenzione
proattiva e predittiva, ricambistica).
Potenzieremo l’offerta relativa a software
e networking, con una progressiva
apertura alle applicazioni mobili e alla
cybersecurity. Nel nostro settore non è
più possibile prescindere dall’integrazione
sempre più spinta tra IT e automazione
e dalle maggiori criticità legate a questa
integrazione: traffico dati e sicurezza reti”.
Aziende e soluzioni Attualità
La 21a edizione dell’Automation Fair, organizzata da Rockwell Automation, si è tenuta lo scorso 7 e 8 novembre a Philadelphia
dei processi manifatturieri e
diffusione di piattaforme di
automazione integrate come
quelle proposte da Rockwell
Automation rendono necessario
standardizzare informazioni
provenienti da più fonti e trovare
modalità sempre più efficienti
per utilizzare i dati raccolti in
modo da ottenere valore, far
crescere il proprio business e
stimolare un’innovazione efficace
e spinta”, ha detto Dougherty.
Tra le applicazioni che potranno
favorire la migliore gestione
dei dati nel mondo industriale
e manifatturiero Dougherty ha
citato il cloud ibrido, il quale
“potrebbe rivelarsi un ottimo
supporto nelle applicazioni di
controllo e monitoraggio remoto
e, più in generale, nei servizi e
nelle operazioni di analisi dei
processi”. Ottime sinergie tra
cloud e automazione potrebbero
originarsi innanzitutto nella
manutenzione predittiva e nella
gestione energetica, con “evidenti
benefici per gli utenti in termini
di maggiore efficienza nello
scambio e nella gestione dei dati e
di significativa riduzione dei costi
legati all’hardware”.
Lasciando la sala di Manufacturing
L’AF 2012 in cifre
Gremita e concreta, la 21a edizione
dell’Automation Fair 2012, lo scorso
7 e 8 novembre al Pennsylvania Convention
Center di Philadelphia, ha ospitato 139 stand e
accolto 120mila visitatori. Sono stati coinvolti
126 partner di Rockwell Automation e sono stati
organizzati 70 sessioni tecniche,
18 hands-on-lab e 8 forum dedicati a mercati
verticali (automotive, navale, Oem, oil&gas,
water&wastewater, lifescience, food&beverage,
energia e ambiente). Tra le novità di questa
edizione, uno stand interamente dedicato
alle soluzioni per Oem e uno alla ‘plant wide
network’, allestito con Cisco, Fluke e Panduit.
Tra le new entry tecnologiche, invece, focus
sul nuovo ambiente di programmazione Studio
5000, sulle soluzioni Midrange (controller
CompactLogix 5370, servoazionamenti Kinetix
5500, inverter PowerFlex 525, switch Stratix
5700) e sulla nuova offerta di servizi Assurance
Integrated Support.
Perspectives 2012 a Philadelphia,
si ha la sensazione che l’industria
manifatturiera non sia giunta
al suo totale declino. C’è ancora
tanto da fare. Aumentare la qualità
delle collaborazioni tra aziende.
Andare a caccia di nuovi talenti
iperspecializzati. Sperimentare
nuove tecnologie che, come il
cloud o i mobile device, applicate
a mercati maturi possono
comunque dare ottimi risultati.
Senza mai perdere di vista la
flessibilità, nella sua accezione
di capacità “di individuare
nuove sinergie tra infrastrutture,
tecnologie e persone” e di
“integrare con efficienza sistemi
di controllo e IT”, come ha
sapientemente sintetizzato
Peter Daenen, Vome Bce Chief
South America Operations di
Ford Motor Company, uno dei
clienti di Rockwell Automation
accolto sul palco nel corso della
manifestazione.
Per informazioni
Rockwell Automation
www.rockwellautomation.it
Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
017
Attualità Aziende e soluzioni
Costruttori al centro
per Schneider Electric
A Marktheidenfeld, in Germania, Schneider Electric ha
inaugurato un nuovo Centro di Competenza per lo sviluppo
di soluzioni per l’automazione delle macchine
di Valeria Villani
C
Rada
Rodriguez,
Zone President
Germany
di Schneider
Electric
018
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
on una cerimonia inaugurale
che ha coinvolto management
aziendale e istituzioni
locali, lo scorso 26 novembre è
diventato ufficialmente operativo il
nuovo Machine Solution Center che
Schneider Electric ha progettato a
Marktheidenfeld, in Germania, per
lo sviluppo di soluzioni e servizi a
supporto dei costruttori di macchine
a livello locale e internazionale. “Con
questa nuova struttura Schneider
Electric dà un ulteriore messaggio,
forte e chiaro, al mercato, anche in
una fase economicamente turbolenta
come quella attuale”, ha commentato
Rada Rodriguez, Zone President
Germany di Schneider Electric, nel corso
dell’inaugurazione. Il messaggio è che
si può e si deve continuare a investire in
persone e tecnologie per essere ancora
più vicini, localmente e globalmente,
all’industrial machine building, “che
continua a rappresentare uno dei
principali e più dinamici settori di
sbocco per l’automazione avanzata”.
Il complesso di Marktheidenfeld, di circa
24mila m2, ospita uffici, laboratori per
il test e aree demo, aule per il training
e spazi per conferenze e meeting,
insieme con un centro logistico e un
polo produttivo e d’assemblaggio.
“Protagonista indiscussa del nuovo
Centro di Competenza è un’innovazione
creativa e concreta che si origina solo
quando in uno spazio condiviso si
incontrano l’esperienza ‘sul campo’ del
cliente e la tecnologia allo stato dell’arte
Aziende e soluzioni Attualità
L’energy saving in casa propria
del fornitore di automazione”, ha
precisato Rodriguez.
Nella struttura sono operative 500
persone, con la possibilità di accoglierne
altre 400 in futuro. Focus principali
sono l’ingegnerizzazione e lo sviluppo
di soluzioni scalabili e adattabili a ogni
specifico processo di produzione,
partendo da MachineStruxure, la
piattaforma integrata d’automazione di
Schneider Electric.
Flessibilità in campo
“La piattaforma d’automazione integrata
MachineStruxure è la base della nostra
offerta per il controllo flessibile delle
macchine”, ha detto Elie Belbel, Senior
Vice President Machine Solutions di
Schneider Electric. “MachineStruxure è
in continua evoluzione: la sviluppiamo e
modelliamo costantemente in base alle
esigenze dei costruttori di macchine”. La
piattaforma MachineStruxure include
un unico ambiente di programmazione
basato sul software SoMachine,
prevede quattro unità hardware
Flexible Machine Control (controllori
logici M238 e M258, controllori Drive
Atv Imc, controllori Hmi Magelis,
controllori motion LMC058), oltre a
librerie specifiche per applicazioni target
come textile, packaging, conveying,
hoisting, Hvac e ascensori.
Alla cerimonia di inaugurazione
Belbel ha fatto sapere che Schneider
Electric sta puntando all’estensione di
questa piattaforma verso un controllo
sempre più performante, ma allo stesso
tempo semplice e compatto, portando
‘l’intelligenza’ non solo all’interno dei
plc, ma anche dei singoli dispositivi
periferici, dalla safety al motion control,
all’Hmi. “Oggi i costruttori di macchine
hanno bisogno soprattutto di partner
per riprogettare con efficienza le loro
macchine già in funzione; chiedono
Nella costruzione del nuovo Machine Solution
Center un’attenzione particolare è stata
data all’energy saving, attraverso il controllo
intelligente grazie alle soluzioni di building
automation Schneider Electric che si basano
sull’architettura di gestione integrata degli
edifici StruxureWare. “Abbiamo applicato
in casa quello che noi stessi proponiamo ai
clienti nell’ambito della building automation,
con l’obiettivo di creare una struttura
che tiene sotto controllo e ottimizza i
consumi energetici con intelligenza”, ha
sottolineato Rada Rodriguez. “Oggi non si
può prescindere da un uso consapevole
delle risorse energetiche, non solo nelle
linee di produzione, ma anche negli edifici
che abitiamo”. Il nuovo complesso di
Marktheidenfeld è perfettamente in linea con
il programma ‘Schneider Energy Action’, con
il quale la società si è impegnata, dal 2005 al
2014, a ridurre globalmente il suo consumo di
energia del 25%.
efficienza, ma anche integrazione, sia in
termini di più macchine su una stessa
linea, sia di più dispositivi o funzioni
(safety, controllo, visualizzazione) in
un’unica piattaforma di controllo”, ha
spiegato Belbel. “Noi li affianchiamo
sviluppando soluzioni specifiche che
integrino software facile da usare e
hardware intelligente e sicuro”.
Belbel ha anche ricordato che software
e servizi saranno elementi sempre più
decisivi nel modellare un’offerta di
automazione che renda i costruttori
di macchine sempre più efficienti e
competitivi sul mercato. “Ci stiamo
Elie Belbel,
Senior Vice
President
concentrando sul software, sviluppando
librerie per nuove applicazioni specifiche
(pumping, material working ecc.), e sui
servizi di supporto nella progettazione
macchine e nella programmazione
software, con l’obiettivo di ottenere
la massima personalizzazione
delle soluzioni”, ha spiegato Belbel.
“Potenzieremo ulteriormente anche
i servizi, proprio a partire dai nostri
Ade (Application Design Expert)
che si occupano della gestione dei
progetti, del servizio tecnico on-site
e della consulenza per il retrofitting e
l’ottimizzazione delle macchine”.
Nell’immediato futuro la sfida per
Schneider Electric è continuare a
estendere l’offerta MachineStruxure con
controllori compatti che rispondano
globalmente alle esigenze dei mercati
maturi, ma anche di quelli emergenti:
semplici, efficienti, sicuri e flessibili.
Machine
Solutions di
Schneider
Electric
Per informazioni
Schneider Electric
www.schneider-electric.it
Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
019
Attualità Aziende e soluzioni
Più software
e smart grid
nel futuro di Siemens
Flessione di ordini e fatturato per il colosso tedesco in Italia
nell’anno fiscale 2011/2012, complici la crisi e il contesto
economico. Buona la tenuta dell’automazione industriale.
Nel 2013 si punta su IT, reti intelligenti ed e-mobility
di Valeria Villani
N
on sbagliava Federico
Golla quando oltre un
anno fa, alla chiusura
dell’anno fiscale 2010/2011,
esprimeva forti perplessità per
020
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
il quadro politico ed economico
italiano ed europeo, temendo
che potesse compromettere
l’andamento dell’anno a venire.
La crisi gli ha dato purtroppo
ragione e, a distanza di un anno,
in occasione della consueta
conferenza stampa di chiusura,
lo scorso dicembre nella sede
di Milano di Siemens Italia,
l’amministratore delegato
della società ha dichiarato una
flessione di ordini e fatturato del
colosso tedesco nel nostro Paese.
“La crisi, che lo scorso anno
abbiamo superato brillantemente,
purtroppo perdura con effetti
negativi sul Paese e, più in
generale, sull’Europa Occidentale:
in questo contesto, abbiamo
archiviato un esercizio fiscale
2011/2012 con un fatturato in
diminuzione del 5,5% e una
flessione degli ordini del 12%”, ha
detto Golla, mostrando tuttavia
una discreta soddisfazione per
la performance 2011/2012,
definendo il 2012 “un anno
difficile, ma complessivamente
soddisfacente, grazie all’ottimo
risultato del business legato
alle reti intelligenti e alla buona
tenuta del settore Industry e
dell’automazione industriale”.
Nel 2012 gli ordini raccolti
da Siemens in Italia hanno
raggiunto la quota di 2.008
milioni di euro (erano 2.296
milioni nel 2011), mentre
il fatturato si è attestato sui
Aziende e soluzioni Attualità
2.126 milioni di euro (2.249
milioni nel 2011). Per quanto
riguarda i quattro principali
settori di business, le peggiori
performance si sono ottenute
nell’Energy (-14,8% del
fatturato rispetto all’anno
precedente), soprattutto a causa
dell’andamento al ribasso del
fotovoltaico, e nell’Infrastructure
& Cities (-13%), penalizzato
dalla mancanza di investimenti,
nonostante gli ottimi risultati del
segmento smart grid, a partire
dalla partnership strategica con
Enel per Expo 2015. Seppur
con una lieve flessione, hanno
mostrato una migliore tenuta
l’Healthcare (-1,8%) e l’Industry
(-0,2%), quest’ultimo trainato
soprattutto dalla domanda
di tecnologie di automazione
proveniente dai costruttori di
macchine.
Federico Golla,
amministratore
delegato di
Siemens Italia
transonico M346, senza
dimenticare che l’insediamento
Fiat di Pomigliano d’Arco ha
ottenuto il riconoscimento
‘Automotive Lean Production
2012’ nella categoria Oem.
Si tratta di uno stabilimento
completamente automatizzato e
Dal 2014,
il Centro Mes
Siemens sarà
nella nuova
sede del parco
tecnologico
degli Erzelli di
Genova
basato su una soluzione standard
hardware e software sviluppata
da Siemens in co-design con
Comau”.
Nell’Industry sono da segnalare
anche le buone performance
- con una crescita a due cifre nel segmento di mercato degli
inverter, che nel corso dei primi
sei mesi dell’anno solare, secondo
dati Anie, ha invece registrato un
calo generale del 16%.
“Importanti segnali positivi
arrivano poi dal segmento
dei servizi al cliente”, ha
dettagliato Golla, parlando
della costituzione della nuova
divisione Customer Services,
con servizi strutturati e dedicati
all’intero ciclo di vita di un
prodotto, incluse le tematiche
dell’efficientamento energetico.
L’Industry premia l’Italia
Nel settore Industry l’Italia si
conferma al quarto posto nel
ranking mondiale di Siemens
dopo Germania, Stati Uniti
e Cina. “Nel nostro Paese le
imprese sono alla ricerca di
soluzioni sempre più integrate e
‘olistiche’ in grado di accelerare
la produttività, migliorando
al contempo la flessibilità e
l’efficienza”, ha ricordato Golla,
menzionando alcuni traguardi
importanti raggiunti da Siemens
nel 2012. “Vanno in questa
direzione contratti siglati nel
corso dell’anno come quello
con Alenia Aermacchi, per
fornire la linea di assemblaggio
per la produzione dell’aereo
da addestramento militare
Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
021
Attualità Aziende e soluzioni
L’energia secondo Siemens
Anche se nel 2012 il fatturato totale del
settore Infrastructure & Cities non ha
raggiunto gli obiettivi (-13%), nel corso del
primo anno di attività (il settore I&C è nato
nell’ottobre 2011, ndr) la divisione Smart
Grid ha segnato importanti successi.
Tra questi, Federico Golla ha ricordato i
progetti europei di ricerca Grid4EU, il cui
obiettivo italiano riguarda l’integrazione
nella rete distributiva dell’energia prodotta
da fonti rinnovabili tramite sistemi
di controllo avanzati e di stoccaggio
dell’energia, e la partnership con Enel per
la realizzazione della tecnologia Smart
Grid per Expo 2015. “È positivo lo sviluppo
del centro nazionale di competenza
sulla mobilità elettrica di Milano, che ha
rafforzato ulteriormente il proprio knowhow, creando valore locale di importanza
strategica”, ha commentato Golla. “Sono
interessanti le prospettive per lo
sviluppo di questo settore, dalle
applicazioni delle reti intelligenti ai
porti e agli interporti - che possono
beneficiare fortemente delle
numerose soluzioni nel portfolio
Siemens - agli edifici ‘verdi’, alla
mobilità e al risparmio energetico”.
Il fatturato 2012 di Siemens
per settore
Reti intelligenti e IT,
prossime voci in agenda
Golla ha ribadito la necessità di
“reagire alla crisi persistente con
urgenza”. Per Siemens questo
processo di reazione proattiva
alla crisi parte da quello che, a
livello mondiale, è stato definito
come ‘Agenda 2014’. “Abbiamo
lanciato un programma teso ad
aumentare la competitività e
snellire i processi, con l’obiettivo
di focalizzare il portfolio e
migliorare la profittabilità di
tutti i nostri settori”, ha spiegato
Golla. “Il programma Agenda
2014 si basa sulla riduzione dei
costi, il rafforzamento delle nostre
attività core, l’ottimizzazione delle
infrastrutture e dei processi di
vendita e la semplificazione della
governance”.
022
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
È così che Siemens sembra
definitivamente intenzionata
ad abbandonare la tentazione
del ‘fare tutto’ e in ‘ogni settore’,
puntando sempre di più
sull’iperspecializzazione. Lo
testimoniano, ad esempio, le ultime
decisioni di lasciare il business
legato a solare e a fotovoltaico, di
cedere le attività di gestione bagagli,
pacchi postali e smistamento, e
di mettere in vendita la business
unit Water Technologies, per la
depurazione dell’acqua e per il
trattamento dei reflui, con le relative
attività di service, così come le
recenti acquisizioni della società
belga Lms, per la simulazione
meccatronica, e di Invensys Rail,
la divisione Invensys che si occupa
di software per il segnalamento e il
controllo ferroviario.
“Parola d’ordine di Siemens
continuerà a essere ‘innovazione’,
con un focus particolare su
smart grid, e-mobility e software
industriale”. A questo proposito,
Golla ha ricordato due eccellenze
Siemens, in termini di expertise
e specializzazione: il Centro di
Competenza per Smart Grid e
mobilità elettrica a Milano e il
Centro di R&S mondiale per
il Mes a Genova. La squadra
di Milano, che conta 160
sviluppatori, si sta occupando, tra
le altre attività, dello sviluppo del
sistema Dote (dirigenza operativa
trazione elettrica) per Rfi (rete
ferroviaria italiana), di soluzioni
per la gestione ottimizzata di
microgrid, virtual power plant
e di demand response, presenti
all’interno del Progetto Smart
Grid di Expo 2015. A Milano si
sviluppa anche la piattaforma
italiana per la mobilità elettrica
integrata con le altre piattaforme
europee. L’Operation Center è
il software alla base dei progetti
di mobilità elettrica (non solo
italiani), tra cui Emobility Italy di
Enel e Mercedes.
Nel polo tecnologico specializzato
di Genova, invece, un team
Siemens di 450 risorse lavora al
fianco dei tecnici di clienti finali
come Fiat, Ferrari, Ferrero o Iveco
per sviluppare avanzate soluzioni
informatiche per la gestione della
produzione. “Il software per la
produzione sarà il protagonista
della prossima rivoluzione
industriale”, ha commentato Golla.
“Si stima che questo mercato, con
un volume annuale già valutato in
60 miliardi di euro, stia crescendo
di circa l’8% all’anno, con un
Aziende e soluzioni Attualità
ritmo molto più veloce degli altri
mercati tradizionali. Siemens sta
ampliando e rafforzando l’offerta
di soluzioni software per specifici
bisogni dei clienti industriali,
proprio a partire dal Mes”. In
quest’ottica, l’headquarter Siemens
ha stanziato un investimento
di oltre 20 milioni di euro per
il potenziamento di soluzioni
ed expertise in ambito Mes. “A
Genova si potenzia ulteriormente
un polo tecnologico sempre più
specializzato in tutti i prodotti e
servizi che ruotano intorno alla
gestione dei processi produttivi,
in grado di attrarre sia le aziende
che operano come partner
tecnologici sia gli esperti dei clienti
con i quali Siemens collabora a
livello mondiale”, ha dichiarato
Golla. “La necessità di integrare
in modo efficace gestione della
produzione e rappresentazione
dello stato dell’impianto produttivo
ha portato all’integrazione dei
team Software per l’interazione
uomo-macchina, collocato
principalmente in Germania, con il
team Mes, portando alla creazione
di un’unica squadra. Per questo
oggi Genova rappresenta il centro
di eccellenza globale per i sistemi
di gestione della produzione”. Nel
piano di investimenti è previsto,
per il 2014, il trasferimento delle
unità produttive e commerciali di
Siemens, incluso il centro software
Mes, nella nuova sede nel parco
tecnologico degli Erzelli a Genova.
Nella nuova sede, oltre alle attività
di gestione e di Ricerca e Sviluppo,
saranno predisposte nuove aree
di datacenter, demo room e un
training center.
Un Paese senza eccellenza e
senza industria non ha futuro:
“Dobbiamo riappropriarcene
proprio attraverso il
potenziamento dell’apparato
industriale. Per farlo, è necessario
ripartire dalla combinazione
vincente di automazione e
software”, ha commentato in
chiusura dell’incontro l’AD di
Siemens Italia.
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2013
8 – 12 aprile
Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
NEW TECHNOLOGY FIRST
8–12 April 2013 · Hannover · Germany
023
Attualità Security
Impianti a rischio
di cyber incidenti
L’apertura delle reti industriali
deve far riflettere su un diverso
approccio alle problematiche
di sicurezza
di Massimiliano Cassinelli*
L
e tecnologie Ict sono
sempre più utilizzate
nell’ambito dell’automazione
industriale e di processo, nel quale
offrono indiscutibili vantaggi.
Non possiamo però dimenticare
che simili scelte modificano
radicalmente l’approccio alla
sicurezza adottato sinora, anche
in considerazione del fatto
che, banalmente, il perimetro
dell’azienda non corrisponde più al
suo perimetro fisico.
Per questa ragione diventa
necessario verificare, in primo
luogo, se l’impianto industriale
e i relativi sistemi di controllo
sono adeguatamente protetti.
L’analisi, infatti, deve prendere
i considerazione i rischi fisici,
anche quelli logici, dovuti a
errori umani, guasti o sabotaggi
intenzionali. Tutte circostanze
che possono portare alla fermata
dell’impianto o all’interruzione del
servizio, con conseguenti perdite
in termini di produzione e qualità,
arrivando persino a mettere a
024
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
repentaglio l’incolumità delle
persone e l’integrità degli impianti.
Emblematico quanto accaduto in
Olanda, dove i sistemi di controllo
delle pompe istallate su alcune dighe
sono stati violati in diretta televisiva.
Ma un’intromissione abusiva
potrebbe manomettere anche il
sistema di gestione di qualunque
macchina o impianto.
Si tratta di situazioni sottovalutate
in ambito industriale, e soprattutto
delle cosiddette infrastrutture
critiche, nell’errata convinzione
di non rappresentare un obiettivo
sensibili per eventuali cyber
criminali o di disporre di un
sistema sufficientemente resiliente.
Un’illusione, quest’ultima, spesso
alimentata da una scarsa conoscenza
di quanto accade nel sistema di
gestione del proprio impianto
industriale.
Cominciamo
dalle performance
Uno degli indicatori che permettono
di verificare, in tempo reale, lo stato
di un sistema di automazione è il
performance monitoring. Quando
il sistema comincia a degradare, in
termini di performance, è necessario
capirne le ragioni. Emblematico
il caso di videate che compaiono
lentamente, oppure dell’aumento del
tempo necessario per riconoscere
un allarme e interrompere il
funzionamento della macchina. Può
infatti trattarsi di un evento normale,
causato dal fatto che il sistema è
ormai obsoleto, ma può essere anche
l’indicazione di un problema di
sicurezza, dovuto alla presenza di un
malware che sta assorbendo risorse
di elaborazione o di un accesso
abusivo alla rete aziendale.
La situazione è spesso aggravata dal
fatto che i sistemi software, a livello
di impianto, non sono quasi mai
gestiti dal personale Ict e, quindi,
non sono soggetti alla manutenzione
tipica di questi sistemi. Una
condizione dovuta anche a fattori
contingenti come, ad esempio,
l’impossibilità di sospendere uno
specifico processo. Questo comporta
che alcuni impianti restano in
funzione, ininterrottamente, per
anni. Da ciò la presenza di sistemi
operativi ormai ampiamente
superati, con processori decisamente
obsoleti, al punto che non è raro
trovare processi industriali gestiti
ancora da vecchi Intel 386.
Tutto questo comporta un
progressivo degrado delle
prestazioni, con la necessità di essere
pronti a identificare e anticipare
eventuali problemi. Per una simile
attività è necessario disporre di
sistemi in grado di individuare
e riconoscere tempestivamente
il degrado delle prestazioni oltre
specifiche soglie di allarme,
supportando un’analisi in tempo
reale di quanto sta accadendo.
Security Attualità
È necessario
implementare
adeguate
tecnologie
di sicurezza
per fronteggiare
i nuovi rischi
informatici
Dov’è il back-up?
Back-up e recovery, in ambiente
Ict, rappresentano una prassi
consolidata. Ciò non avviene, invece,
in ambito industriale. Questo sia
perché esistono difficoltà oggettive,
sia perché, in molti casi, le modifiche
o gli aggiornamenti vengono fatti
da personale esterno, che non
lascia traccia della propria attività
in azienda. Può così avvenire che
i sistemi, disponibili in azienda
per far ripartire un impianto,
non corrispondano all’ultima
versione effettivamente installata.
Una situazione che comporta la
ripartenza degli impianti con una
configurazione sostanzialmente
errata o, comunque, superata.
In concreto, una banale
sovratensione può danneggiare
un plc. Fisicamente la sostituzione
dell’apparecchio, che spesso è già
disponibile in azienda, richiede
solo una decina di minuti. Il vero
problema consiste nell’individuare
l’ultima versione del software
installato che, spesso, è in possesso
del solo manutentore, non sempre
immediatamente reperibile.
Il tempo necessario per individuare
il back-up, in casi del genere,
corrisponde a una mancata
produzione e, quindi, a perdite
economiche e di immagine per
l’azienda che subisce un simile
incidente.
La situazione è ulteriormente
aggravata dal fatto che,
contrariamente a quanto avviene
in un ambiente d’ufficio, in
ambito produttivo negli anni si
sovrappongono i fornitori, i modelli
e i sistemi operativi più svariati.
Un cloud di problemi
Tra le soluzioni proposte a questi
problemi si va diffondendo l’utilizzo
delle tecnologie cloud, ovvero la
possibilità di remotizzare software
e sistemi di elaborazione attraverso
la rete e, quindi, di non doversi
più preoccupare delle relative
problematiche. In realtà, in primo
luogo, sarebbe necessario conoscere
bene le diverse tipologie di cloud. Il
tutto senza dimenticare che gli Rtu
(Remote Termina Unit), ovvero gli
apparecchi che vengono dislocati
sul territorio, spesso si trovano in
località non facilmente raggiungibili
fisicamente, ma anche con
connessioni di rete poco affidabili.
Ma non è raro il caso di
problematiche in termini di
connessione di rete che, in un
sistema industriale gestito in cloud,
corrispondono all’impossibilità di far
funzionare gli impianti.
L’utilizzo della rete, inoltre, deve
essere valutato anche in funzione della
possibilità di accesso e visualizzazione
attraverso dispositivi mobili, a loro
volta disseminati sul territorio, che
offrono possibilità di interazione
in qualunque istante. Una simile
situazione amplia ulteriormente
il perimetro della rete aziendale e,
come facilmente intuibile, rende
ancora più difficile la protezione a
fronte di accessi non autorizzati e
potenzialmente fraudolenti.
Alla luce di questa considerazione
è necessario studiare sistemi di
automazione industriale che,
soprattutto quando chiamati a
gestire infrastrutture critiche,
garantiscano un adeguato livello di
resilienza. Inoltre, deve crescere la
consapevolezza, sia fra gli operatori
sia tra i manager, di dover predisporre
adeguate contromisure contromisure
contro gli accessi abusivi, in un’ottica
di miglioramento continuo, anche in
funzione dell’evoluzione delle tecniche
di attacco.
*Tratto dall’intervento di Enzo Maria
Tieghi, consigliere di AIIC, nel
corso dell’evento “Sicurezza dei
sistemi Scada nelle industrie e nelle
infrastrutture critiche”, tenutosi lo
scorso novembre a Milano.
Per informazioni
Clusit
www.clusit.it
Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
025
Smart City Ecocity Valdespartera - Spagna
Valdespartera è il primo
concreto esempio di città
intelligente spagnola
Nata intelligente
Valdespartera, in Spagna, è stata concepita seguendo criteri bioclimatici,
ma sfruttando anche le più innovative tecnologie di controllo e gestione
di Livio Giumelli
E
ra il 2001 quando la città
di Saragozza e la Regione
Autonoma di Aragona
sottoscrissero un accordo per
recuperare una serie di terreni
che, nei decenni precedenti, erano
stati occupati da installazioni
militari. Un’iniziativa originale,
con il progressivo coinvolgimento
di una serie di compagini private
che contribuirono a espandere
l’area interessata dagli interventi e a
raccogliere un capitale pari a 1.300
026
milioni di euro. Il tutto per realizzare
quella che sarebbe diventata il primo
concreto esempio di città intelligente
spagnola. Sugli oltre 240 ettari di
terreni abbandonati prese così vita la
comunità di Valdespartera.
A livello spagnolo, Ecocity
Valdespartera è la prima iniziativa
di sviluppo urbano determinato
e guidato unicamente da criteri
bioclimatici, in linea con gli
obiettivi di sostenibilità contenuti
nel protocollo di Kyoto, e
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
rappresenta una delle più grandi
iniziative di social housing finora
avviate nel Paese.
Noelia Olona, responsabile
dell’Area Tecnica di Ecocity
Valdespartera, definisce il progetto
“un vero e proprio laboratorio
di sostenibilità”. L’iniziativa si
sviluppa infatti intorno a tre criteri
fondamentali: la pianificazione
urbana, che comprende ad esempio
il posizionamento intelligente degli
edifici in base alla luce solare o la
Ecocity Valdespartera - Spagna Smart City
gestione di servizi generali quali la
raccolta dei pneumatici di scarto;
l’architettura sostenibile, che include
la progettazione di edifici dal tetto
piatto per facilitare il collocamento
di pannelli solari; infine, un sistema
di costruzione appropriato, che
prevede l’utilizzo di materiali a
basso impatto e alto isolamento, in
grado di abbattere i costi energetici.
La rivoluzione compiuta da
Ecocity Valdespartera consiste nel
mettere il concetto di sostenibilità
e i criteri bioclimatici al centro
dello sviluppo urbano. Finora la
sostenibilità ambientale era vista
come obiettivo finale, che poteva
innestarsi su agglomerati urbani
già sviluppati. Al contrario, il
progetto Ecocity Valdespartera
pone l’idea di sostenibilità come
pilastro fondamentale del disegno
urbanistico. Ogni elemento di
progettazione è studiato per
rendere lo spazio eco-sostenibile,
migliorando efficienza energetica
e utilizzo delle risorse, riducendo
scarti e limitando le emissioni
di anidride carbonica. Altro
fattore di forte innovazione è la
concezione di spazio urbano come
ambiente integrato, ecosistema
unico. Con l’aiuto delle soluzioni
Wonderware, il progetto adotta
così un approccio globale e supera
la natura frammentaria e caotica
tipica della crescita urbana,
ottenendo una visione d’insieme e
una coordinazione integrata delle
attività e delle risorse cittadine.
Un’efficienza integrata
Ecocity Valdespartera ha scelto
Wonderware come partner
tecnologico per realizzare i
suoi ambiziosi obiettivi di
gestione intelligente dello spazio
urbano, economia delle risorse,
monitoraggio e controllo remoto in
tempo reale.
Una scelta che prese corpo nel
2005, in occasione del Programma
Concerto, un’iniziativa della
Commissione Europea che
incoraggia le comunità locali
a investire in sostenibilità
ed efficienza energetica. In
quell’occasione la città di Saragozza
lanciò una gara d’appalto per il
monitoraggio e il controllo delle
reti di Ecocity Valdespartera.
Come spiega Olona, la stessa idea
dell’Ecocity come laboratorio e
test per l’innovazione “rendeva
indispensabile verificare che
le misure urbanistiche ed
architettoniche impiegate fossero
effettivamente conformi agli
obiettivi bioclimatici delineati
all’inizio del progetto. Il sistema
remoto di Wonderware permette di
raccogliere dati in tempo reale, per
una successiva analisi e diffusione”.
Sono oltre
21mila i segnali
raccolti per
ottimizzare
la gestione
della città
La città è sotto controllo
La tecnologia Wonderware,
declinata nelle tre soluzioni
ArchestrA System Platform,
Historian Server e InTouch,
costruisce un sistema di
monitoraggio e gestione remota di
tutte le principali attività urbane,
che per facilità vengono suddivise
in nove differenti ‘network’. Questi
nove sistemi raggruppano le attività
dello spazio urbano, suddividendole
in una rete per l’acqua potabile,
una rete per l’irrigazione, due
reti fognarie, di cui una per
l’acqua piovana e una per le acque
reflue, una rete per il consumo
energetico domestico, monitorata
dall’Università di Saragozza,
un network per la fornitura
dell’elettricità e del gas, un sistema
di elaborazione metereologica, una
rete per l’illuminazione stradale
e, infine, una per la raccolta di
pneumatici usati. La ripartizione
permette così di concepire la città
come un unico sistema integrato.
Il sistema Wonderware, infatti,
è progettato e sviluppato in tre
momenti, in concomitanza con le
varie fasi di sviluppo della città. Una
volta ultimati i lavori di costruzione
e l’implementazione della
tecnologia, il sistema di controllo è
strutturato in tre aree principali. Il
primo livello di controllo contiene
quattro plc che comprendono il
Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
027
Smart City Ecocity Valdespartera - Spagna
sistema idraulico nel suo insieme.
Una seconda area è formata da
196 punti di controllo che ricevono
informazioni dai nove ‘network’ di
attività e servizi urbani. L’ultimo
settore contiene 78 ‘cabinet’,
che raccolgono informazioni su
elettricità, acqua e gas, fornite dai
9mila contatori elettronici installati
nelle abitazioni. In totale, 21.483
sono i segnali convogliati attraverso
30 km di reti fisiche, strutturati in
cinque anelli di comunicazione
ridondante tramite fibra ottica e
segnali wireless.
Gestione urbana
da remoto
Le tecnologie proposte da
Wonderware permettono di
eseguire completamente da remoto
molteplici operazioni di gestione
urbana, dall’irrigazione del verde
all’illuminazione stradale, offrendo
anche un monitoraggio costante
sulle performance di queste attività.
Il sistema di controllo remoto si
rivela particolarmente utile in
quanto consente allo stesso tempo
di creare una base di dati e di
informazioni che possono servire
per progetti futuri.
Per Luis Vela, Manager dell’Area
Legale, un elemento chiave risiede
inoltre nel coinvolgimento degli
abitanti di Valdespartera, grazie
all’infrastruttura di gestione e di
controllo: “Sino a poco tempo fa, il
concetto di sostenibilità applicata
alla pianificazione urbana si
sviluppava solo intorno all’idea
di pianificazione e progettazione.
Tuttavia, le sfide più recenti,
derivanti dai modelli di produzione
attuali, richiedono l’integrazione dei
cittadini nella progettazione e nella
028
di controllo”, spiega Vela, “ il
sistema non consente un semplice
monitoraggio, ma offre anche la
possibilità di svolgere operazioni
da remoto, aprendo e chiudendo
le valvole, effettuando operazioni
di manutenzione, e fornendo un
notevole risparmio economico per
tutte quelle operazioni che prima
richiedevano la presenza di un
operatore”.
Wonderware
è stata scelta
come partner
tecnologico
per una
gestione
dello spazio
urbano attento
all’ecologia
e alle persone
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
gestione degli edifici, per aumentare
la consapevolezza di come il loro
comportamento sia decisivo”.
Lo stesso Vela, infatti, sostiene che
il modo migliore per sensibilizzare
e aumentare la partecipazione
cittadina, sia quantificare in
maniera comprensibile i gesti
quotidiani, come permette il
sistema di controllo Wonderware.
Il punto di incontro tra i
promotori dell’iniziativa Ecocity
Valdespartera e gli abitanti della
città è il Centro per l’Urbanistica
Sostenibile (Centre for Sustainable
Urban Planning), il luogo dove
convergono le informazioni
monitorate, successivamente
distribuite, archiviate ed elaborate
anche per migliorare la gestione
futura. “Per tutte le operazioni
Un’eccellenza
riconosciuta
La smart city Ecocity Valdespartera
si colloca come progetto di
punta a livello spagnolo e come
un’eccellenza a livello mondiale.
Negli ultimi anni, numerosi
riconoscimenti hanno premiato il
valore innovativo e gli importanti
risultati ottenuti dal progetto. Oltre
al premio ricevuto nell’ambito
del Programma Concerto della
Commissione Europea, nel
2004 Ecocity Valdespartera è
stata identificata dalle Nazioni
Unite come una best practice
a livello mondiale e nel 2006 è
stata riconosciuta anche dallo
UN-Habitat Committee. La natura
unica del progetto e l’efficacia del
sistema di controllo remoto, basato
su soluzioni Wonderware, ha
convinto il management di Ecocity
Valdespartera a inoltrare richiesta
per ottenere un brevetto che
protegga sia la metodologia con la
quale il progetto è stato sviluppato,
sia la sua struttura tecnica e
tecnologica.
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La parola ai professionisti R&D manager
R&D, il motore
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delle aziende
sempre all’avanguardia
Claudio Liciotti, ingegnere responsabile del settore R&D
di Brandoni Solare, ci racconta questo mese
quale peso un gruppo dedicato alla ricerca può avere
all’interno di un’azienda lanciata verso il futuro
di Valeria De Domenico
I
l nostro viaggio tra i
professionisti delle medie e
piccole imprese italiane inizia
con Brandoni Solare. La storia di
questo marchio come produttore
di moduli fotovoltaici in silicio
cristallino inizia nel 2007. Fu allora
che Luciano Brandoni, già titolare
dell’omonima società attiva nel
settore del riscaldamento e dei
radiatori di design dal 1989, decise
di puntare sul promettente mercato
delle energie rinnovabili. Oggi sotto
il marchio Brandoni Solare, presso
lo stabilimento di Castelfidardo
vicino Ancona, opera la prima linea
in Italia di produzione di moduli
fotovoltaici ad altissimo livello di
automazione.
Già nel 2003 il gruppo predispose
al suo interno un team di lavoro
dedicato alla ricerca nel settore
delle energie rinnovabili. Nel
2007, in concomitanza con il
030
lancio del brand sul mercato del
fotovoltaico, il team di ricerca
costituito da tre giovani ingegneri
laureati all’Università d Ancona,
provenienti da indirizzi di studio
meccanici ed elettronici, assunse la
fisionomia di dipartimento R&D.
Da allora Claudio Liciotti, originario
della provincia di Fermo, ne è il
responsabile.
A Claudio Liciotti abbiamo chiesto
come funziona il suo lavoro e che
tipo di progetti sta seguendo.
Da sinistra, Luciano Brandoni, presidente
di Brandoni Solare, e Claudio Liciotti, responsabile
R&D di Brandoni Solare
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
Il periodo di indagine iniziale è
stato molto laborioso, la necessità
di un affiatamento da parte dello
staff all’interno del gruppo è stata
essenziale. Di certo il percorso
di studi che ha caratterizzato
l’esperienza di tutti gli ingegneri
che collaborano in Brandoni
Solare ha consentito di coordinare
azioni mirate al raggiungimento
di obiettivi che solo all’inizio
sembravano impossibili. All’interno
del nostro gruppo in Brandoni
Solare si sono alternate differenti
fasi: nel 2007 è stata avviata in
special modo l’attività di sviluppo
del prodotto, vista la fase iniziale
di start-up dell’azienda, la necessità
era quella di proporre al mercato
un prodotto di qualità, sicuro e
affidabile. Solo in un secondo tempo
R&D manager La parola ai professionisti
sono state programmate ricerche
mirate allo sviluppo di processi di
produzione. Ovviamente è stato
possibile procedere a questa fase
solo dopo un’attività di verifica
concreta degli aspetti migliorativi
da applicare al ciclo produttivo. In
una terza fase è stato caratterizzante
lo sviluppo di prodotti innovativi
soprattutto dedicati all’integrazione
architettonica.
Nello
stabilimento
Brandoni
Solare di
Castelfidardo,
vicino Ancona,
opera la prima
linea in Italia
di produzione
di moduli
fotovoltaici
ad altissimo
Chi sono i vostri interlocutori
livello di
principali, ovvero con quali altre
automazione
realtà di ricerca (accademica,
privata ecc.) siete in contatto?
In che misura vi ponete in
rapporto con gli altri esponenti
della filiera produttiva?
Nell’arco della nostra attività di
ricerca, abbiamo attivato una
costante collaborazione con le
maggiori università italiane e
intratteniamo rapporti abituali
con enti di ricerca pubblici.
Principalmente comunque
lavoriamo con centri privati sia
italiani sia esteri, come enti di
certificazioni, laboratori di prova
e così via. La collaborazione e la
fiducia tra l’azienda e l’ente è una
condizione imprescindibile per
realizzare progetti a lungo termine.
Come si può fare appello alle
nuove tecnologie di controllo
all’interno di un dipartimento
di ricerca?
Collaboriamo stabilmente con i
tecnici delle nostre aziende fornitrici
nello sviluppo di materiali innovativi
per l’industria fotovoltaica. Lo scopo
finale è quello di utilizzare i materiali
sviluppati insieme al fornitore
all’interno dei nostri moduli.
Recentemente abbiamo integrato
nel nostro laboratorio interno un
nuovo sistema di misura per la
verifica dei moduli fotovoltaici con
elettroluminescenza. Il sistema
di visione e controllo è stato
sviluppato direttamente dal nostro
staff interno. Riteniamo che i nuovi
sistemi di controllo possano essere
un valido supporto per lo sviluppo
della ricerca interna.
Di recente,
il gruppo R&D
Quali sono i casi più interessanti
di Brandoni
ai quali avete lavorato di recente
si è dedicato
e che vi va di illustrare?
allo sviluppo
Nello specifico abbiamo
studiato un prodotto dedicato
all’integrazione architettonica,
denominato modulo fotovoltaico
Aeternum. Frutto di un intenso
percorso di studio e di ricerca
del comparto R&D di Brandoni
di prodotti
innovativi
orientati
soprattutto
all’integrazione
architettonica
Solare, il modulo è caratterizzato
da un sistema di fissaggio ideale
per l’integrazione architettonica di
impianti su coperture a falda, che
combina, in un’unica soluzione, la
migliore tecnica d’installazione e
il minor impatto estetico possibile.
Brp6336064F-Xxx-AE è un modulo
fotovoltaico costituito da 36 celle in
silicio policristallino a tre bus bar e
misura 1.064x1.094 mm, pesa 13,6
kg e ha uno spessore di 29 mm. Il
modulo, caratterizzato da un vetro
solar glass classe U1 - semisand
frontale dello spessore di 4 mm,
è corredato da una junction box
Tyco con tre diodi di bypass e da
una coppia di cavi solari da 1 m con
connettori plug Tyco compatibili,
IP67, Vmax 1.000 Vcc.
Il sistema Aeternum è installato
direttamente su listelli di supporto
fissati seguendo la pendenza
del tetto. Lo speciale profilo in
alluminio applicato al bordo
inferiore del modulo è studiato
per dare continuità alla superficie
dell’impianto fotovoltaico. Lo
stesso profilo speciale, unitamente
alla gronda in alluminio con
speciali guarnizioni, garantisce una
notevole rapidità d’installazione e
l’impermeabilità del sistema, il tutto
mantenendo un’estetica gradevole.
Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
031
Speciale Mes/Erp e oltre. L’Ict in automazione
La nuova giovinezza
dei sistemi
di gestione
Il mercato è sempre più veloce e globale. Per affrontare le
complessità odierne, diventa necessario integrare nell’Erp
le forze dell’IT: mobility, cloud, analytics e social business
di Andrea Colombo
I
n una fase di mercato in cui
tutto cambia e l’incertezza
domina sovrana, per le
aziende è diventato vitale riuscire
a contenere, se non proprio a
governare, la complessità del
business. Chi è chiamato a
prendere decisioni, infatti, oggi lo
deve fare sempre più in velocità
e, al tempo stesso, è costretto a
mantenere una reattività superiore
rispetto al passato. Sulla base
di questo scenario, la nuova
sfida degli Erp diventa, oltre che
032
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
gestire, generare sempre più dati
da mettere a disposizione del
business.
Da questo punto di vista, diventa
perciò fondamentale per le
aziende trasformare ogni dato
in una preziosa informazione.
Un’esigenza, questa, che accomuna
tutte le aziende, dalle piccole alle
medie fino ad arrivare alle grandi
multinazionali.
Non tutto brilla, chiaramente.
Nel settore manufacturing, ad
esempio, secondo una ricerca
Idc, a fronte di uno scenario
sempre più complesso, il sistema
Erp risulta rigido e non in grado
di supportare a pieno decisioni
rapide. Insomma, tra passi
avanti, timidezze e, in qualche
caso, brusche frenate, c’è molto
fermento nel settore. Nel conto
totale, tuttavia, le note positive
restano superiori a quelle
negative. Infatti, dalla medesima
ricerca Idc, sono emerse anche
le soluzioni che consentono
ai sistemi Erp di affrontare le
Mes/Erp e oltre. L’Ict in automazione Speciale
complessità odierne. Quali? Ad
esempio, integrare nell’Erp le
quattro forze IT - mobility, cloud,
analytics e social business - per
scoprire una nuova giovinezza.
Ecco perché gli Erp hanno alzato
l’asticella della propria efficacia.
È già realtà il loro incontro con
il mondo mobile e dei social
network, con la possibilità di
controllare le informazioni con
uno smartphone in ogni luogo
e in ogni momento. Anche l’era
dell’Erp nella nuvola non è lontana.
Anche perché, nel frattempo,
la tecnologia corre e numerose
piccole e medie imprese stanno già
utilizzando servizi cloud in termini
infrastrutturali e applicazioni nella
nuvola come e-mail, programmi
office e altri pacchetti per
l’amministrazione contabile.
Tra parentesi, anche il ruolo
delle soluzioni Mes in azienda
è cambiato nel corso degli
anni. Il ricorso a procedure del
sistema Qualità fa sì che le azioni
intraprese siano condivise e
allineate con la policy aziendale. La
soluzione Mes esce quindi dal più
ristretto perimetro dipartimentale
di fabbrica. Si propone come
strumento di supporto alla
gestione e al miglioramento
continuo dei processi aziendali
e alla riduzione dei costi della
‘non qualità’. Insomma, la strada
per rimodernare applicazioni e
infrastrutture è tracciata. La sfida
per le aziende diventa quella di
trovare il mezzo per loro più
idoneo per percorrerla.
Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
033
Speciale Scenari
La piattaforma
del futuro
Food & beverage e consumer packaged good sono settori
in rapido movimento che impongono ai produttori
di rimanere competitivi, massimizzando flessibilità
e standardizzazione, due obiettivi spesso in conflitto
di Andrea Colombo
E
siste una soluzione che non
comprometta i benefici della
standardizzazione o della
flessibilità? Bisogna davvero scendere
a compromessi? La soluzione si trova
in uno dei temi più importanti emersi
in ambito tecnologico: il concetto
di piattaforma. Proprio come altri
dispositivi intelligenti, la piattaforma
deve avere alcune funzioni di base
necessarie per permettere a qualsiasi
applicazione di funzionare, collegandosi
ad altri sistemi peer e aziendali:
connettività con i sistemi d’automazione
d’impianto, storicizzazione dei dati di
processo, gestione del workflow, analisi
avanzate, visualizzazione in tempo
reale, portale di web reporting, mobilità
attraverso smartphone e tablet.
Naturalmente, la piattaforma deve
possedere anche gli attributi necessari
per l’esecuzione costante delle
operazioni industriali, ed essere quindi
robusta e affidabile, totalmente scalabile
e distribuita, configurata e gestita a
livello centrale, altamente sicura e
connessa all’intera organizzazione.
Una piattaforma deve quindi fornire le
034
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
basi adeguate per applicazioni software
avanzate, come Mes, Workflow,
Batch Recipe Management, Mobility,
o Energy Management. Queste
applicazioni si concentrano su una
determinata area di operazioni, che può
includere la tracciabilità del prodotto,
la collaborazione tra le diverse aree
aziendali, l’esecuzione operativa o il
monitoraggio energetico.
Come iniziare
Modificare l’architettura delle
operazioni industriali è sempre stato
un compito arduo, ma il concetto
di piattaforma e un approccio
tecnologicamente aperto forniscono
un percorso più agile e flessibile per
migliorare le prestazioni.
Per iniziare è opportuno fare un
inventario di dove ci troviamo e
quali sono le lacune principali. È
utile domandarsi se stiamo perdendo
produttività a causa di operazioni non
necessarie. Ad esempio, gli operatori
d’impianto sono costretti a spostarsi
su terminali o postazioni fisse per
immettere dati di produzione? È
importante chiedersi cosa potrebbe
colmare le lacune esistenti: un
dashboard che mostri tutta la
produzione? Una riduzione dei costi
energetici? Una migliore gestione del
flusso di lavoro nei processi critici?
Infine, è fondamentale esaminare le
applicazioni esistenti e chiedersi se
funzionano correttamente e se sono
veramente integrate, in modo da poter
accedere ai dati critici da un sistema
all’altro. Allo stesso tempo, è necessario
costruire una mappatura completa
delle tecnologie e delle applicazioni
disponibili sul mercato, considerando
alcune aree chiave come, ad esempio,
la piattaforma tecnologica, cercando
opzioni comprovate, flessibili e
standard; le tecnologie utilizzate dai
fornitori, verificando che utilizzino
un approccio aperto; le tecnologie di
ultima generazione, come il cloud,
le nuove tecniche di reporting e la
virtualizzazione.
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l’industria dei beni di consumo si trova innanzi a sfide impegnative. Datalogic
occupa una posizione di primo piano nel campo delle linee di confezionamento
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prodotti mediante un ID scanning rapido ed affidabile. A tal fine la robotica può essere
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raggiunge questo obiettivo attraverso la connettività CC-Link. Le affidabili performance di
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Speciale Scenari
Quando partner
e storia parlano
più dei numeri
La diffusione dei sistemi Mes non
è proporzionale alla loro efficacia.
Il problema è sostanzialmente
culturale e riguarda la scarsa
disponibilità a far entrare
l’informatica direttamente
nei processi e negli stabilimenti
di Alberto Marzetta
L
e soluzioni Mes si occupano di
raccolta dei dati, pianificazione,
controllo e gestione della
produzione. Domanda: chi usa un file
Excel, un database Access, un pezzo di
carta (o tutti e tre insieme) e poi passa
al responsabile di stabilimento o in
amministrazione le informazioni per
essere elaborate e per trarre indicazioni,
per caso non effettua una vera rilevazione
dei dati e quindi, a tutti gli effetti, non è
anch’egli dotato di una soluzione Mes?
Sicuramente sarà impreciso, inaffidabile,
passibile di errore, in ritardo, inefficiente,
ma è pur sempre un sistema di gestione
della produzione. Molte aziende
non hanno un Mes evoluto perché
usano sistemi alternativi - per quanto
decisamente poco performanti - per
gestire la produzione. A questo problema
036
culturale si somma una tradizionale
difficoltà ad eseguire misurazioni
oggettive tra un prima e un dopo
l’installazione e, quindi, costruire un
benchmark che misuri oggettivamente
le performance dei sistemi. Le difficoltà
anche in questo caso non sono dovute
ai sistemi Mes, al contrario: con questi
sistemi le informazioni disponibili sulle
performance sono innumerevoli. Di
solito, però, il problema sorge prima,
quando le informazioni non ci sono
e, quindi, non si riescono ad eseguire i
benchmark e costruire scenari affidabili.
Come scegliere il partner
Per superare le difficoltà culturali,
gli operatori di settore hanno due
strade interconnesse da percorrere per
Alberto
Marzetta è
testimoniare la bontà di questo tipo
di sistemi. La prima è far parlare
la storia. I sistemi Mes sono una
tecnologia matura, affidabile, potente,
provata con oltre 20 anni di sviluppo
e migliorie continue. Non si tratta di
qualcosa di sperimentale, ma di un
prodotto testato e che nelle centinaia
di applicazioni attive dimostra
costantemente di funzionare. La
seconda è insistere sulla scelta del
partner per questo tipo di investimenti.
La vera discriminante per un’azienda
manifatturiera non dovrebbe essere se
dotarsi di un Mes, ma quale partner
scegliere. Il partner è il vero elemento
discriminante. I suggerimenti, quindi,
sono due. Il primo è dotarsi di questo
tipo di sistemi perché funzionano e
sono modulari e integrabili in base alle
dimensioni e alle esigenze aziendali,
sia a livello economico, sia a livello
tecnico. Il secondo è di dotarsene con
il partner giusto, in grado di garantire
modularità e integrazione. Nella
scelta del partner, occorre guardare
ad aspetti quali dimensione, solidità,
oltre a esperienza e capacità dei tecnici
di tradurre esigenze in soluzioni e
di formare il personale operativo e
dirigenziale all’uso dei sistemi.
Marketing &
Crm Manager,
Sales Account
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Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
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Speciale Applicazioni
Come ti presidio
il processo produttivo
Nel mercato di oggi le esigenze produttive sono sempre più complesse.
Sapersi adattare rapidamente ai cambiamenti è la sfida più difficile da affrontare.
Omg ci riesce grazie all’Erp Target Cross di Sdg Four Bytes
di Andrea Colombo
O
L’azienda
Trenton
sull’Appennino
modenese
038
mg si distingue nella
‘produzione di serie’
per la realizzazione
di lavorazioni meccaniche di
alta precisione e qualità in
ghisa, acciaio e leghe minori,
per importanti multinazionali
del settore agricoltura e
automotive. L’integrazione
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
aziendale con Trenton, azienda
con due stabilimenti produttivi
sull’appennino modenese,
ha consentito l’ampliamento
del portafoglio clienti. La
collaborazione con Sdg Four
Bytes è di lunga data, iniziata con
la informatizzazione di Trenton,
avvenuta nel 2005.
La precedente dotazione
applicativa stava comportando
una serie di difficoltà
nell’integrazione dei processi
aziendali e l’azienda lamentava,
anche, un supporto non sempre
all’altezza delle aspettative.
Le sfide del progetto
Gli elementi fondamentali del
progetto sono rivolti al presidio
delle procedure produttive, di
gestione del magazzino e degli
approvvigionamenti, in ragione
del mercato altalenante delle
materie prime, più che a quelle
di natura amministrativo/
contabile e commerciali, anche
se, negli ultimi tempi, si è
fatta più intensa l’attività di
preventivazione.
Sdg Four Bytes, tramite la
suite Target Cross, presidia
tali problematiche in
un’area applicativa dove le
soluzioni Erp e quelle Mes si
sovrappongono e per le quali il
valore aggiunto è un alto livello
di integrazione.
Applicazioni Speciale
L’Erp Target Cross, con i suoi
strumenti di pianificazione
e ottimizzazione, Rap
(Rilevamento avanzamento
dati di produzione), per il
controllo e la modifica delle
rilevazioni, gestione degli
avanzamenti, calcolo delle
efficienze, registrazione
dei fermi, visualizzazione e
gestione del sinottico degli
impianti, e il modulo QCross,
con la gestione delle non
conformità, comprese quelle
di produzione, nonché delle
Fequenza
cicli ordinazione
prodotti
Daniele
Busetto,
Manufacturing
Process
Management &
Itc Consultant
per Omg e
Trenton
Raffaele
manutenzioni su macchine,
centri di lavoro e strumenti,
rappresentano una soluzione
completamente integrata,
sviluppata coerentemente nello
stesso ambiente e con un’unica
base dati.
Ciò consente, oltre a un’estrema
facilità d’utilizzo anche per
operatori poco esperti, di
evitare i fastidiosi, e a volte
complicati, import/export
tra il gestionale e il sistema
di rilevazione dei dati di
produzione.
Valutazioni e sviluppi
“Con Target Cross”, ha spiegato
Daniele Busetto, Manufacturing
Process Management & Itc
Consultant per Omg e Trenton,
“abbiamo fatto una scelta che
ci permette di tenere sotto
controllo, in real-time, l’intero
processo produttivo in un’unica
base dati che ci garantisce in
termini di integrità, l’affidabilità
delle informazioni condivise”.
Anche le valutazioni di Sdg
Four Bytes si soffermano
sui medesimi aspetti. “Il
progetto Omg/Trenton”, ha
confermato Raffaele De Silvio,
amministratore delegato di Sdg
Four Bytes, “ci ha consentito
di fare un ulteriore passo
nella direzione strategica
di offrirci al mercato come
fornitore dell’intero sistema
informativo, anche laddove ci
siano complesse e articolate
esigenze di presidio dell’area
manufacturing”.
De Silvio,
amministratore
delegato di Sdg
Four Bytes
Per informazioni
Sdg Four Bytes
www.fourbytes.it
Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
039
Speciale Applicazioni
Intelligenza
in tempo reale
Novellini innova la gestione dei reparti di produzione con
Sap Manufacturing Integration and Intelligence (Sap Mii),
la soluzione che fornisce una connessione diretta e in realtime tra i singoli centri di lavoro e gli uffici, legando tutti i
processi aziendali
di Andrea Colombo
N
ovellini nasce nel 1970
come piccola azienda
artigiana, specializzata
nella produzione di infissi in
alluminio e ferro battuto. Da allora
l’azienda ha ampliato notevolmente
la propria offerta: oggi è un Gruppo
attivo a livello europeo nella
produzione di cabine doccia, capace
di coprire internamente tutte le fasi
del ciclo produttivo, a partire dalla
fusione dell’alluminio, passando alla
lavorazione del vetro, estrusione,
040
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
verniciatura e cromatura, per
arrivare all’assemblaggio finale,
al confezionamento del prodotto
finito fino allo stoccaggio nel
magazzino automatico che
serve i depositi distribuiti sul
territorio. L’importante crescita
dell’azienda negli anni e la
produzione fortemente verticale
hanno moltiplicato sempre più
le operazioni necessarie alla
produzione. La società, non
soddisfatta solo del fatto di avere
sotto controllo tutti gli aspetti della
produzione, necessitava anche
che questi si potessero gestire in
maniera integrata.
“Avevamo una babele di applicazioni
diverse nei nostri reparti produttivi
che non dialogavano bene tra
loro”, dice Fabrizio Lorenzini, Cfo
di Novellini, “non c’era un’area in
cui si poteva ottenere una visione
completa e aggiornata della nostra
situazione di produzione, fattore di
cruciale importanza per una società
di produzione complessa. Il nostro
obiettivo era quello di adottare una
singola applicazione in grado di
coprire ampiamente tutte le esigenze
dei nostri vari comparti produttivi e
di integrare il flusso di informazioni
tra i diversi reparti.
Le ragioni di una scelta
L’integrazione nativa di Sap Mii con
il sistema informativo in uso presso
Novellini (Sap Erp), la facilità di
connessione con sistemi diversi, la
possibilità di operare in modalità
sincrona e asincrona e la flessibilità
e facilità d’uso del suo ambiente di
sviluppo hanno spinto Novellini a
scegliere questo strumento di Sap.
Novellini da molti anni gestisce il
suo business grazie alle soluzioni
Sap, pertanto, è stato naturale
per l’azienda scegliere ancora Sap
per il raggiungimento dei propri
obiettivi. “Abbiamo esaminato
con attenzione l’applicazione e
Applicazioni Speciale
abbiamo sperimentato che risponde
a ogni nostra esigenza, integra
strettamente tra loro tutti gli aspetti
della produzione, attraverso l’Erp
Sap”, riferisce Lorenzini. È facile da
collegare con altri sistemi software,
può operare in modalità sincrona
e asincrona e ha un ambiente di
sviluppo flessibile e facile da usare”.
La soluzione è interessante anche
perché è preconfigurata, quindi
meno costosa, meno rischiosa
e più veloce da implementare,
incontrando un altro obiettivo
dell’azienda, ossia quello di tagliare
le spese nell’IT. Come partner per
l’implementazione, Novellini si è
affidata all’esperienza di IT-Link,
specialista nell’installazione di
soluzioni Sap per il manufacturing.
La soluzione…
Sap Mii fornisce una connessione
diretta e in real-time fra il campo
(il singolo centro di lavoro) e gli
uffici di business (produzione,
pianificazione, vendite ecc.). I
dati gestiti da Sap Mii vanno dagli
ordini di vendita e di produzione
alle anagrafiche, dallo stato degli
impianti, ai costi, fino alla qualità.
Con Sap Mii è possibile quindi
legare tutti i processi aziendali fino
al livello di campo, garantendo una
sola ‘versione della verità’.
Sap Mii integra in una sola
piattaforma - quella Sap - tutti
i processi aziendali, legati alla
produzione. Tutti i dati concernenti
la produzione vengono gestiti
e restituiti da Sap Mii in viste
consistenti e focalizzate sugli
eventi, allarmi, indicatori (Kpi), che
l’azienda utilizzatrice ritiene più
opportune.
Tra i vantaggi di business che
l’adozione di Sap Mii consente di
ottenere rientrano la riduzione
del Total Cost of Ownership della
connessione fra campo e gli uffici di
business; l’accuratezza e l’affidabilità
dei dati legati alla produzione per
prendere decisioni tempestive e
con un quadro più preciso della
situazione in essere; controllo della
produzione e confronto fra asset,
consentendo l’adozione di politiche
di lean manufacturing, six sigma,
right-first-time manufacturing.
… e i benefici
Oggi i responsabili della produzione,
attraverso un unico strumento,
raggiungono buona parte dei
dati di campo di loro interesse,
ottenendo informazioni coerenti da
tutto il sistema produttivo, con un
miglioramento dell’efficienza e della
precisione di gestione dei rapporti
tra i comparti. L’utilizzo di un unico
strumento ha favorito l’adozione di
un medesimo vocabolario da parte
dei responsabili dei diversi reparti, in
cui Sap Mii è stato attivato. Inoltre,
la riduzione dei sistemi di campo
consente all’Ufficio IT di contenere
la dipendenza da competenze
possedute da risorse esterne
all’azienda, concentrando queste su
attività strategiche e a maggior valore
aggiunto.
“L’inserimento di Sap Mii ci
ha permesso di abbandonare
applicativi sviluppati da piccole
realtà, che non riescono più a
garantire la crescita del software
secondo i nuovi paradigmi dell’Ict
e, nel contempo, ci ha permesso di
semplificare il lavoro di gestione di
tale strato software da parte della
Direzione dei Sistemi Informativi.
Alla fine, l’adozione di Sap Mii ha
portato a una sensibile riduzione
dei costi Ict”, aggiunge Lorenzini.
Sap Mii ha inoltre snellito i processi
di fabbricazione, semplificato il
processo di ottimizzazione delle
dimensioni dei lotti di produzione
con conseguente riduzione dei
tempi di consegna, abbattuto i costi
di licenza e di manutenzione dei
diversi software precedentemente
installati e dei relativi rischi dovuti
all’eventuale uscita dal mercato di
alcuni fornitori. Questi benefici
si sono chiaramente tradotti in
una crescita significativa della
soddisfazione dei clienti di
Novellini, obiettivo primario
dell’azienda.
Per informazioni
Sap
www.sap.com/italy
Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
041
Speciale Applicazioni
All’apice
del rendimento
Trafimet, presente nel mercato della saldatura da oltre
30 anni, ha installato presso i propri impianti produttivi le
soluzioni Tesar per la gestione della produzione e della qualità
di Andrea Colombo
L’
esigenza di partenza?
Monitorare costantemente
tutti i processi produttivi
e qualitativi aziendali e avere uno
storico degli eventi che fungesse da
solida base statistica. Per riuscirci
Trafimet ha installato una rete di
terminali industriali di raccolta dati
collegati direttamente alle macchine
di produzione supervisionati da
Motis, la soluzione di Tesar per la
pianificazione e il controllo della
produzione. Abbiamo chiesto a
Mario Priori, responsabile delle
Operations, alcune delucidazioni
sull’installazione informatica, sulle
esigenze e i reali vantaggi ottenuti.
Che tipo di necessità desiderava
soddisfare con l’installazione
Tesar?
Trafimet è tra protagonista nel
settore della saldatura elettrica e del
taglio plasma. Al fine di garantire
la costante qualità del prodotto
finito, oltre l’80% dei componenti e
sottocomponenti degli stessi viene
prodotto internamente nel plant
di Castegnero (VI) seguendo un
042
migliore indice di servizio
verso la distribuzione e una
razionalizzazione delle risorse ci
ha indotto a fare velocemente il
passo successivo con l’avvio della
schedulazione della produzione
attraverso il software specifico
Motis Modulo 1. Gruppi di lavoro
interfunzionali hanno eseguito
un’operazione certosina per
regolamentare la maggior parte
delle varianti presenti nei processi
produttivi in modo da consentire
di gestire, con un unico processo di
pianificazione, tutta la supply chain
aziendale.
Ritiene che l’installazione abbia
soddisfatto le necessità?
modello di processo produttivo di
tipo verticale.
La gestione delle informazioni
ha indotto l’azienda a dotarsi di
un sistema di rilevamento dei
dati di produzione e di qualità
effettuato attraverso l’installazione
di 30 terminali industriali e degli
applicativi software Motis Modulo
2 e Sicop. La scelta ha consentito
la tracciabilità del prodotto e la
raccolta dei dati necessari alla
messa in atto delle azioni/gruppi
di miglioramento continuo degli
impianti e dei processi.
La necessità di garantire un
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
Possiamo ritenerci soddisfatti del
risultato ottenuto. Oggi riusciamo
a gestire l’intera supply chain,
abbiamo sotto controllo la parte
produttiva, la parte qualitativa, e
l’approvvigionamento materiali
fino ad arrivare alla consegna.
Abbiamo raggiunto l’obiettivo
prezioso di avere un’unica regia
che in tempo reale fornisce tutti gli
elementi necessari al responsabile
Operations allo scopo di intervenire
prontamente e coordinare tutte le
funzioni: oggi l’azienda pianifica
e realizza i propri prodotti
con reattività nel rispetto delle
procedure interne garantendo
sempre le date di consegna al
cliente.
Applicazioni Speciale
Quali sono i vantaggi che oggi
effettivamente ritiene di aver
ottenuto dall’installazione?
I vantaggi ottenuti sono molteplici
perché Motis e Sicop, i Moduli
Tesar da noi scelti e studiati, si
prestano a essere customizzati e
installati con facilità. La prima
installazione, come detto, ha
riguardato Motis Modulo 2 per
il controllo della produzione e i
Moduli Sicop per la qualità: dal
loro impiego, soprattutto con la
raccolta dei dati, associati ad analisi
six sigma, siamo riusciti a ottenere
le informazioni per migliorare i
processi interni e le politiche di
manutenzione.
Queste azioni hanno portato a un
beneficio per l’efficienza del plant
quantificabile in un 5-7% annuo; il
monitoraggio dei dati della qualità
ha contribuito alla riduzione
della non qualità del 7-8% annuo
e a dare un forte contributo alla
razionalizzazione dei fornitori
con un modello di vendor rating
progettato sotto la supervisione del
responsabile Operations all’interno
dello specifico modulo Sicop
dedicato.
La pianificazione della produzione,
implementata con l’installazione
di Motis Modulo 1, ha dato dei
risultati tangibili in termini
operativi: l’organico dedito alla
pianificazione è stato ridotto da
tre a una risorsa; tutti i reparti
produttivi e i fornitori sono stati
sincronizzati tra di loro; con la
gestione arrivi si riesce a governare
le entrate settimanali per volume
e valore; la gestione utensili
(sviluppata ad hoc sotto la linea
guida del responsabile Operations
su Motis Modulo 1) ha permesso
L’applicativo
software Motis
Modulo 2:
screen orologi
di produzione
Mario
Priori, direttore
Operations
Trafimet
di ridurre enormemente gli sprechi
con picchi anche del 30% e avere
un magazzino costantemente sotto
controllo; la gestione del magazzino
utensili, abbinata al modulo di
schedulazione della produzione,
ha portato inoltre a definire la vita
media dei tool e a costruire un
budget utensili, con conseguente
riduzione del prezzo del singolo
ricambio.
Seguendo la precedente esperienza
e metodologia adoperata per la
gestione utensili, l’area Operations ha
fortemente voluto, commissionato
e collaborato all’implementazione
del Modulo 1 di Motis, con le
appendici per analisi del budget, che
ha consentito inoltre di elaborare le
revisioni del budget produttivo (ore
uomo e carichi macchina) e acquisti
(costo simulato per singolo articolo,
valore totale per fornitore, valuta/
cambio ecc.) in tempi decisamente
contenuti.
Per concludere, approfittando
della versatilità dei Moduli Tesar,
abbiamo voluto migliorare anche
la comunicazione all’interno
dell’azienda, installando all’interno
dei reparti dei monitor di grandi
dimensione, che permettono alle
maestranze di essere informate
in tempo reale dell’avanzamento
produzione, degli indici delle
efficienze e della non qualità. Un
utile strumento di comunicazione
e di gestione che sfrutta le
informazioni ricavate dai moduli
Tesar.
Per informazioni
Tesar
www.tesar.it
Trafimet
http://trafimetgroup.com
Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
043
Speciale Applicazioni
La ricetta vincente
Co. Farmaceutica Milanese ha scelto le soluzioni gestionali Zucchetti per aumentare
l’efficienza della produzione. Decisivi, nella scelta, la flessibilità e l’affidabilità garantite
di Andrea Colombo
C.
F.M. Co. Farmaceutica
Milanese, formata
da Cfm, Amsa,
Cosma e Clarochem Ireland Ltd,
è specializzata nella produzione
e distribuzione di principi attivi
e materie prime per l’industria
farmaceutica. Amsa e Cosma sono
due società chimico-farmaceutiche
presenti sui mercati di tutto il
mondo e apprezzate per lo standard
di qualità nei Paesi aderenti al
Pic (Pharmaceutical Inspection
Convention). Clarochem Ireland,
infine, è la prima produttrice
mondiale di Nimesulide.
Grazie alla forte sinergia del
gruppo, Cfm oggi distribuisce in
Italia e in oltre 50 Paesi nel mondo
materie prime per l’industria
farmaceutica, nutrizionale e
cosmetica, proponendo ai propri
clienti prodotti sicuri e ricercando
per loro fonti e opportunità
tecniche e commerciali, in qualsiasi
parte del mondo.
La sede della
società chimicofarmaceutica
Amsa a Milano
Consolidare il sistema IT
Le esigenze principali di Cfm
Co. Farmaceutica Milanese dal
punto di vista IT sono riassumibili
in pochi, ma importanti punti:
consolidare il sistema informativo
del gruppo utilizzando le nuove
044
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
tecnologie; avere in tempo reale
i dati produttivi ed economici
sia analitici per azienda che
consolidati di gruppo; utilizzare
un unico sistema Erp per le
aziende italiane e per l’azienda
irlandese; avvalersi di un sistema
certificabile secondo le strette
e rigide norme Gmp (le Gmp,
Good Manufacturing Practice,
consistono in un insieme di
regole che descrivono metodi,
attrezzature, mezzi e gestione delle
produzioni per assicurarne gli
standard di qualità appropriati;
la versione delle norme Gmp
elaborate dall’Organizzazione
Mondiale della Sanità viene
utilizzata dalle industrie
farmaceutiche e dalle autorità di
controllo del settore in oltre 100
Paesi nel mondo, ndr); essere
supportate nel cambiamento
e nell’implementazione del
nuovo sistema da una società di
consulenza agile e competente.
“Abbiamo scelto Ad Hoc
Revolution di Zucchetti”, dichiara
Gabriele Rebuzzini, Managing
Partner Cfm Co. Farmaceutica
Milanese, “perché durante la fase
di selezione è risultato il sistema
più flessibile e affidabile. Inoltre,
abbiamo molto apprezzato la
forte competenza della società di
consulenza che ci ha seguito nello
sviluppo del progetto, Albatro
Software&Consulting, partner
Zucchetti di Milano che ha
un’esperienza più che ventennale
nei sistemi informativi per le
aziende manifatturiere”.
Utilizzando la tecnologia di
sviluppo di Ad Hoc Revolution è
stato inoltre realizzato il verticale
Cpm-Chemical & Pharmaceutical
Manufacturing, certificato Gmp,
che poggia sui moduli di Gestione
Produzione, Mrp I-II, Magazzino
Funzioni Avanzate e Gestione Lotti.
Applicazioni Speciale
“Attraverso il modulo di Gestione
Produzione”, specifica Giorgio
Mini, vicepresidente Zucchetti,
“è possibile avere una completa
pianificazione delle lavorazioni
interne e dei corrispondenti
materiali e semilavorati da
utilizzare nel processo produttivo.
Il motore di pianificazione utilizza
un algoritmo di tipo Mrp (Material
Requirements Planning), che
consente una determinazione
accurata dei fabbisogni di
materiali”.
Pianificare in dettaglio
Il modulo è logicamente composto
da alcune macrofunzionalità: una è
la pianificazione della produzione,
l’altra riguarda la produzione
interna.
La prima ha lo scopo di
determinare i beni da produrre
nel tempo al fine di coprire i
fabbisogni derivanti dagli ordini
da clienti. La seconda comprende
l’emissione degli ordini di
lavorazione interna, dei buoni di
prelievo dal magazzino di arrivo
dei materiali a quello di effettiva
lavorazione e delle dichiarazioni
di produzione (al momento di
effettiva produzione del bene),
che hanno l’effetto di
caricare il
Giorgio Mini,
vicepresidente
Zucchetti
prodotto finito/semilavorato e
contestualmente di scaricare i
componenti.
“La logica di Manufacturing
Resource Planning”, continua
Mini, “consente sia di pianificare
in dettaglio il fabbisogno di
materiali sia di ridurre le scorte
e il Wip (Work-In-Progress),
proprio perché schedula la
produzione andando all’indietro
nel tempo e sincronizza la
produzione di componenti
necessari per gli assemblaggi; in
questo modo i materiali diventano
disponibili nel momento in cui
sono realmente necessari. La
funzione Mrp ha anche lo scopo
di suggerire l’emissione degli
ordini di lavorazione, che sono
abbinati all’elenco dei componenti
e alle fasi produttive”.
Con i moduli Magazzino
Funzioni Avanzate e Gestione
Lotti si ottiene una maggiore
tracciabilità dei prodotti grazie
alla suddivisione per lotti (di
acquisto, di produzione, per data
scadenza ecc.). Sono previsti
controlli sull’esistenza durante la
gestione dei documenti di carico
e scarico e l’aggiornamento in
tempo reale della situazione di
ciascun lotto presente.
Sono stati creati anche nuovi
moduli specifici: Approvazione
Flussi di Produzione, Analisi
di Laboratorio, tracciabilità di
Produzione. Infine, tramite la
localizzazione inglese sviluppata
da Albatro, il sistema è unico per
tutte le società del gruppo.
I loro dati relativi alle produzioni
farmaceutiche finiscono,
inoltre, nel datawarehouse
di Infobusiness, la soluzione
di business intelligence di
Zucchetti, dove prospetti e
analisi permettono di verificare
gli andamenti e le efficienze.
Sempre grazie a InfoBusiness
è possibile generare report che
rispondono anche alle richieste
della direzione amministrativa
sugli andamenti finanziari ed
economici del gruppo.
Per informazioni
Zucchetti
www.zucchetti.it
Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
045
Speciale Prodotti
a cura di Andrea Colombo
Modelli flessibili in supporto alle decisioni aziendali
La necessità di sistemi di pianificazione
veloci, interattivi e reattivi alle richieste
delle aziende ha spinto Ibm a investire
inserendo nel suo Erp Acg Vision4 un
modulo di pianificazione della produzione
che si dimostrasse un concreto supporto
decisionale per il pianificatore.
La velocità è dovuta al fatto che dalle
tabelle dell’Erp il sistema importa in
Ram i dati necessari alla pianificazione
(anagrafiche, dati tecnici e ordini). La
velocità unita alla funzionalità di modifica
dei dati in Ram e alla simulazione dei
possibili scenari, consente al pianificatore
di avere un approccio di tipo ‘what
if’ indispensabile per un concreto e
immediato supporto alla decisione.
Inoltre, molte aziende ormai trascendono
Algoritmi per ‘lean production’
La suite e/impresa di Esa Software calcola i fabbisogni dell’azienda e
pianifica gli ordini di acquisto, di produzione e di conto lavoro in ottica
just in time, in linea con la filosofia industriale della lean production.
Mediante i suoi algoritmi di schedulazione fornisce la sequenza
ottimizzata delle produzioni, in funzione della reale capacità produttiva
delle risorse di fabbrica. Ciò consente l’individuazione di bottleneck e
ritardi rispetto alle date di consegna desiderate dal cliente.
e/impresa consente di rilevare, attraverso un sistema Mes, tutte le attività
(lavorazioni, attrezzaggi,
ma anche attività indirette
e fermi macchina) che
avvengono all’interno della
fabbrica, tracciandone
inizio, sospensione e
fine. Così facendo, si
ottengono un controllo in
tempo reale delle attività in
pending, e le informazioni
utili per comparare dati di
preventivo e consuntivo.
Per informazioni
Esa Software
www.esasoftware.com/soluzioni-per/imprese/produzione
046
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
la pianificazione basata sui metodi
euristici che distribuiscono le risorse
disponibili solo in funzione della priorità
dei fabbisogni. Per questo Ibm ha
introdotto nelle Acg Vision4 nuove
funzioni sviluppate con procedimenti
algoritmici che sfruttano i motori di
ottimizzazione matematica Ilog di Ibm.
Ottimizzare significa scegliere la soluzione
migliore fra le diverse alternative. Queste
funzioni si basano su modelli flessibili e
personalizzabili che descrivono gli obiettivi
e i vincoli rappresentanti i particolari criteri
di assegnazione delle risorse.
Per informazioni
Ibm
www.ibm.com
Tutto sotto controllo
con il Mes
Le interfacce Mes di Mitsubishi Electric si caratterizzano per
l’integrazione totale dei processi attraverso la connessione
diretta tra il reparto produttivo e il livello dei sistemi
informativi (Erp). Senza necessità di alcun hardware o
software aggiuntivo, i dati vengono raccolti e trasmessi in
tempo reale dall’interfaccia Mes installata nel plc. Inoltre,
in quelle realtà ove coesistono plc di differenti costruttori,
i dati possono essere gestiti grazie all’interfaccia Mes
integrata nei pannelli operatore GOT1000, garantendo al
tempo stesso un’efficace soluzione di visualizzazione. Le
interfacce Mes di Mitsubishi Electric permettono di creare
un’infrastruttura di comunicazione trasparente che elimina il
gap tra manufacturing e database IT, ottenendo una visibilità
totale della fabbrica e una trasmissione dati in tempo reale,
senza necessità di alcun gateway (come, ad esempio, un pc)
e senza che sia necessaria una programmazione aggiuntiva.
In tal modo si ottengono importanti risultati sia in termini di
affidabilità sia di riduzione dei costi.
Per informazioni
Mitsubishi Electric
www.mitsubishielectric.it
Prodotti Speciale
L’Erp moderno è social
* fino ad esaurimento scorte
L’Erp di nuova generazione può
inoltre incrementare e migliorare la
collaborazione grazie all’integrazione
con il mondo mobile. La possibilità di
accedere ai dati da dispositivi mobile,
ormai sempre più
diffusi, contribuisce
a velocizzare il
processo di business
in qualsiasi luogo ci
si trovi.
Le applicazioni Erp di
Infor comprendono
nuove tecnologie
nel front-end e
collegamenti più
rapidi e intelligenti
nel back-end:
Infor Workspace,
un’unica interfaccia
dall’aspetto semplice ed elegante,
per migliorare il processo decisionale
dell’azienda; Infor Ion Suite è una
tecnologia middleware leggera
che cambia il modo di gestire il
software enterprise. Ion connette e
integra applicazioni Infor e non Infor,
archiviando le informazioni in un
formato e in un repository comuni
(Business Vault), per consentire agli
utenti di accedere dai propri dispositivi
alle informazioni scambiate tra
applicazioni, ai flussi analitici e a quelli
dei social media. La nuova user experience fornita
da Workspace offre al suo
interno funzionalità di tipo social
(SocialSpace). Infor SocialSpace
porta le tecnologie social all’interno
del software enterprise per cambiare il
modo in cui lavorano i dipendenti.
Per informazioni
Infor
www.infor.com
IL METODO
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LA LETTURA
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con Cognex ID letture più
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Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
047
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Speciale Prodotti
Quando l’Erp sposa
la business intelligence
Schedulare con semplicità
Oracle JD Edwards EnterpriseOne, la suite integrata di
software Erp di Oracle, è basato su un’architettura che
supporta la crescita e l’espansione della soluzione in base
alle esigenze dell’azienda, con un portafoglio di 70 moduli
applicativi a supporto di un insieme eterogeneo di operazioni
aziendali. Fra tali moduli, Oracle JD Edwards EnterpriseOne
Production Scheduling è l’applicazione che consente di
gestire in modo efficiente la programmazione della produzione
tenendo conto di molteplici parametri, che vanno dalle
scadenze di consegna dei diversi ordini ai tempi di vendibilità
dei prodotti deperibili, dalle dimensioni dei lotti di produzione
alla capacità produttiva di ciascun impianto o macchinario,
fino alla disponibilità di materie prime, semilavorati e
forza lavoro. L’applicazione vanta anche funzionalità che
consentono di identificare e risolvere in maniera dinamica
eventuali colli di bottiglia, qualora si verifichino.
Microsoft Dynamics Nav 2013 è il nuovo sistema gestionale
dedicato alle pmi, che integra funzionalità Erp complete e
strumenti avanzati di business intelligence e reportistica.
Caratterizzato da un’interfaccia intuiva, il nuovo gestionale
è stata sviluppata con l’obiettivo di offrire alle aziende la
massima flessibilità, consentendo di scegliere il client, il
device o il browser più adatto per connettersi al sistema e di
optare per la modalità d’implementazione più indicata, che
sia on premise o sulla cloud. Per rispondere alle esigenze
specifiche delle pmi attraverso il proprio ecosistema di
partner, Microsoft ha inoltre ottimizzato l’hostability della
soluzione in modo da consentire ai partner di sviluppare
più facilmente soluzioni verticali o personalizzate a
partire da Microsoft Dynamics Nav 2013 e per abilitare
un’implementazione più rapida e di conseguenza un ritorno
accelerato dei benefici.
Per informazioni
Microsoft
www.microsoft.com
Per informazioni
Oracle
www.oracle.com
Oltre la contabilità
Proposto da Formula, Sage Erp X3
integra informazioni e processi aziendali
in un unico database, consentendo
di tenere sotto controllo le attività in
tempo reale, indipendentemente da
dove sono creati o conservati i dati. Il
software permette di gestire le operazioni
finanziare, le vendite, l’inventario, il Crm,
gli acquisti e la produzione. Per quanto
riguarda quest’ultima, Sage Erp X3 offre
un supporto completo alle attività di
048
pianificazione, programmazione e controllo
della produzione, e si adatta ad ambienti
diversi: make-to-order, configure-toorder, assembly-to-order, make-to-stock
o modalità mista. Il modulo produzione è
completamente integrato con i componenti
vendite, Crm, acquisti, inventario e finance.
Sage Erp X3 prevede anche la raccolta
dati automatica tramite RF: il sistema RF
raccoglie i dati inseriti automaticamente dai
dispositivi situati nel reparto produzione e
nel magazzino, ne verifica la correttezza e
invia i dati al software per un aggiornamento
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
immediato. Il sistema controlla anche tutti i
prompt dei dispositivi di raccolta e gestisce
l‘intera rete di dispositivi, garantendo
anche il salvataggio dei dati durante i
tempi di fermo. La raccolta automatica
dati RF funziona con qualsiasi dispositivo
compatibile Ansi, ad esempio quelli manuali
a radiofrequenza e i terminali fissi, e crea e
stampa codici a barre.
Per informazioni
Formula
www.formula.it/x3
Prodotti Speciale
Piccole grandi automazioni
Panasonic Electric Works offre
soluzioni per l’integrazione
dell’ambiente produttivo
con l’ambiente gestionale.
L’interscambio delle informazioni
tra sistemi, ambiti e comparti
differenti risulta essere la chiave
strategica per un’azienda
nell’affrontare il mercato globale.
Un esempio risulta essere la
tracciabilità del prodotto che
come conseguenza produrrà
un’automazione d’ufficio (dal
caricamento dell’ordine di
vendita alla fatturazione del
prodotto) utile soprattutto per
le aziende con la volontà di
lavorare con metodologia just in
time.
Secondo questa visione,
non solo impianti di grosse
dimensioni, ma anche le
piccole automazioni possono
e devono essere messe in
rete per poter iteragire con
l’IT aziendale. Adempiendo
pienamente a questo scopo,
la soluzione FPWebServer con
FPWebExpansion associata
permette l’utilizzo di servizi Ftp
per la raccolta dei dati o l’invio di
ricette di lavorazione anche nella
singola macchina. L’integrazione
può avvenire attraverso una
rete (cablata Lan o wireless),
utilizzando protocolli standard
appartenenti tipicamente al
mondo IT. Nell’ambito Mes/Erp
la soluzione permette lo scambio
informazioni con l’automazione
distribuita attraverso semplici file
di testo o tabelle in formato .csv.
Per informazioni
Panasonic Electric Works
www.panasonic-electric-works.it
Finalmente un modo
per arrivare prima
Prima è meglio. La Piattaforma EPLAN ti fa progettare in meno tempo. Automatizza il sistema di progettazione
fornendo una documentazione di progetto senza errori, macro che permettono la standardizzazione, grazie
al database costantemente allineato. Questo ti lascia più spazio per occuparti di quello che davvero devi fare:
migliorare i tuoi prodotti. Allora, quando pensi di provare anche tu l’effetto e? www.eplan.it
Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
049
Applicazioni Industria metalmeccanica
Se il software prende
la giusta piega
Apertura totale verso il campo e alta flessibilità
Apertura e flessibilità
le peculiarità principali
nell’interfacciamento con il database sono gli elementi
“Per la prima volta è stato impiegato in
un sistema così complesso un software
che hanno portato Walter Tosto a scegliere Movicon 11
‘aperto’ ma, al tempo stesso, capace
per la gestione della macchina di calandratura più grande
di accogliere favorevolmente tutte le
esigenze del processo”, spiega Gianni
del mondo
Falasca, titolare di Essesoft-Soluzioni
Software.
a cura di Giorgia Andrei
La scelta del software Movicon,
selezionato tra altri sistemi Scada valutati
in Walter Tosto, è stata motivata da
a calandratura delle lamine
due peculiarità principali: l’apertura
di acciaio è il processo
totale verso il campo, sia con driver
attraverso il quale, secondo
nativi sia con Opc-Server, una scelta,
forme stabilite, la lamina è piegata.
quest’ultima, che “si è resa necessaria
La lavorazione si esegue in macchine,
per l’interfacciamento con i sistemi
le calandre, appunto, composte da
Bosch”, precisa Falasca, e l’alta flessibilità
rulli ad assi paralleli, con distanza
nell’interfacciamento con i database,
regolabile, e rotanti a bassa velocità;
che ha permesso attraverso trend, con
generalmente esse sono dotate di
il linguaggio nativo Vba (Visual Basic
tre o quattro rulli ad assi paralleli
for Application) e attraverso le Api
disposti in modo tale che il foglio di
(Application Programming Interface)
lamiera, per passare tra di essi, segua
messe a disposizione, la storicizzazione
una traiettoria circolare, il cui raggio
dei dati, per tenere sotto controllo il
L’azienda abruzzese, fondata negli
di curvatura si regola agendo sulla
La calandra
processo ed effettuare le analisi, sia in
anni Sessanta, esporta l’80% della sua
posizione reciproca dei rulli. Dalla
più grande
produzione, per un valore di 90 milioni tempo reale sia a posteriori.
lavorazione, che può essere fatta a
del mondo è
di euro. Il 45% del giro d’affari si sviluppa “Il sistema è basato sul plc Bosch
caldo o a freddo, si ottengono forme
italiana. L’ha
negli Stati Uniti, dove Walter Tosto vanta Indradrive e sul sistema di controllo
coniche o cilindriche.
realizzata
numerico Bosch Mac-8 a 20 assi
diverse commesse di prestigio.
La calandra più grande del mondo è
Walter Tosto
oleodinamici, che permettono una
Al progetto hanno lavorato, in sinergia
italiana. L’ha realizzata Walter Tosto
nel suo
precisione del decimo di millimetro e
con il team di Walter Tosto, anche i
SpA nel suo stabilimento di Chieti. La
stabilimento di
che comunicano tra loro tramite rete
tecnici di Essesoft-Soluzioni Software,
società ha investito, nel progetto, otto
Chieti
Ethernet e con il pc di supervisione”,
che si sono occupati dello sviluppo del
degli oltre 25 milioni di euro destinati,
continua Falasca.
software di automazione e controllo
negli ultimi dieci anni, alle attività di
“La potenza in gioco è nell’ordine di
numerico e dell’interfaccia Hmi
ricerca e sviluppo, garantendo lavoro di
1,2 MW con un circuito idraulico a 350
utilizzando lo Scada Movicon 11 di
alta specializzazione alle maestranze per
bar, che movimenta 16 motori controllati
Progea.
almeno i prossimi 40 anni.
L
050
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
Industria metalmeccanica Applicazioni
Il sistema
di supervisione
che controlla
la macchina
per calandre
più grande del
mondo è basato
su Movicon 11
sia ad anello chiuso sia ad anello aperto;
la gestione dell’energia elettrica è
continuamente monitorata attraverso
moduli di terze parti che comunicano
con Movicon attraverso il protocollo
Modbus, mentre l’ottimizzazione del
consumo energetico ottenuto dai dati
derivanti dal campo è stata realizzata
attraverso opportuni script di calcolo
gestiti in Movicon”.
Per ogni pezzo calandrato è quindi
calcolato e registrato il costo di
lavorazione.
Monitoraggio continuo
Il processo di calandratura è monitorato
attraverso Movicon con procedure
e algoritmi sviluppati in linguaggio
nativo VB, che hanno semplificato la
natura complessa dell’operazione di
calandratura.
“Il numero di tag utilizzate è molto
elevato, nell’ordine delle migliaia,
suddivise tra allarmi, ricette, trend e
valori visualizzati”, dice Falasca. “Il
maggior valore aggiunto offerto dal
supervisore è stato quello inerente la
memorizzazione step-by-step di tutte le
fasi della calandratura e, in particolare,
di alcuni valori come le pressioni - che
possono superare le 9.000 t - esercitate
sulla lastra di acciaio (spessa fino a
80 cm) e la temperatura della stessa,
parametri necessari per regolare al
meglio le fasi del processo attraverso
complicati algoritmi, per evitare
snervamenti del materiale”. Tutti i dati
raccolti seguono poi la vita del pezzo
calandrato.
La parte di controllo e ricette è stata
sviluppata attraverso complessi
algoritmi, con il linguaggio VB nativo di
Tramite la
soluzione di
Movicon, che permettono la correzione
dell’errore di piegatura delle lamiere
dovuto alla deformabilità, sotto carico,
della macchina pressopiegatrice:
“L’utilizzo dell’algoritmo è tale da
poter automaticamente riconoscere
le caratteristiche della lamiera in
piegatura, mediante un processo di
identificazione on-line utilizzando i dati
provenienti dal software gestionale”,
precisa Falasca. La procedura di
piegatura si svolge in un loop chiuso,
nel quale Movicon dialoga con i
plc/cnc attraverso rete Ethernet, e
ottiene le informazioni dai sensori di
posizione e di pressione del circuito
idraulico dei cilindri. La procedura
funziona parallelamente al processo di
piegatura e termina al raggiungimento
dell’angolo di piegatura desiderato.
I vantaggi
della supervisione
“Grazie allo sviluppo del software su
sistema di supervisione si sono ottenuti
diversi benefici, a partire dalla maggiore
qualità del prodotto, poiché l’angolo di
piega è preciso e rispetta i parametri più
rigidi”, commenta Falasca.
Non meno importanti sono poi la
riduzione dei costi, generata dalla
diminuzione dei tempi di attrezzamento
e di carico e dall’eliminazione di fasi
di calibrazione dei pezzi, l’aumento
della produttività e l’incremento della
flessibilità: “Si riducono i tempi di
regolazione e calcolo per la lavorazione
dei pezzi singoli o per piccole serie, così
come le regolazioni connesse ai diversi
tipi di materiali o loro oscillazioni”.
supervisione
Movicon,
l’operatore è in
grado di gestire
e controllare
il sistema
Per informazioni
Progea
www.progea.com
Walter Tosto
www.waltertosto.it
Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
051
Applicazioni Apparecchiature medicali
Automazione al servizio
della salute
femminile
Adottando i motori e gli azionamenti di Ever Elettronica, Ims
realizza mammografi digitali ad alto contenuto tecnologico
di Carolina Mirò
I
ms, Internazionale Medico
Scientifica, fondata nel
1965, progetta e produce
apparecchiature mammografiche
ad alta tecnologia e relativi
dispositivi per biopsia al seno,
accessori a raggi x e radiografia
professionale.
Conosciuta nel mondo per
la qualità delle sue unità
radiologiche, Ims, con un
organico di circa 60 dipendenti,
alcuni dei quali dislocati in
Francia, ha sede a Pontecchio
Marconi, in provincia di Bologna.
Un nutrito gruppo di tecnici
e ricercatori compone il
dipartimento di ricerca e sviluppo,
che si avvale anche di numerose
collaborazioni con ricercatori
di primarie università italiane e
straniere.
L’85% della produzione di Ims è
destinato all’estero e raggiunge
oltre 50 Paesi nel mondo. Grazie
a un forte impegno a livello
commerciale, l’azienda ha potuto
far conoscere il proprio know-
052
Il
mammografo
digitale Giotto
Image di Ims
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
how in mercati emergenti del Sud
America e del Far East e facilitare
la penetrazione nei mercati
nordamericano e canadese.
“La nostra clientela è eterogenea,
spazia dal piccolo ambulatorio
privato al grande ospedale
universitario, fino agli enti sanitari
nazionali e internazionali”, dice
Piero Frascaroli, responsabile della
progettazione elettronica in Ims.
Con lui approfondiamo il tema
della collaborazione ormai più che
decennale con Ever Elettronica.
Un incontro di qualità
“Abbiamo iniziato a lavorare con
Ever Elettronica sin dalle prime fasi
di progettazione della nuova linea
di apparecchi Giotto, agli inizi degli
anni Duemila”, esordisce Frascaroli,
rilevando come già all’epoca la
presenza di Ever Elettronica sul
mercato dei prodotti per il motion
control era apprezzabile dal punto
di vista tecnico.
“Eravamo alla ricerca di un
motore passo-passo per una nuova
funzione di macchina e il motore
allora propostoci dall’azienda di
Lodi si è rivelato il più adatto alle
nostre necessità”.
In Ims, dopo avere adottato i piccoli
motori passo-passo a magneti
permanenti della serie PM35, si
è passati ai motori passo-passo
ibridi serie MT23 e, ultimamente,
agli azionamenti Ever Elettronica
per motori passo-passo, dal più
semplice step/direzione modello
LW1D, all’azionamento M5A
con bus di campo e intelligenza a
bordo. “I prodotti Ever Elettronica
sono montati, in particolare, sui
mammografi della serie Image: il
più tradizionale Giotto Image, con
immagine su pellicola radiologica,
il modello Giotto Image SD, la
prima generazione di apparecchi
con tecnologia digitale a campo
Apparecchiature medicali Applicazioni
Le caratteristiche hardware e
software dell’azionamento hanno
anche consentito di incrementare
il livello di sicurezza nel controllo
dei movimenti di una parte di
macchina molto critica, quella a
diretto contatto con la paziente.
L’azionamento M5A open
frame con bus di campo Modbus
e diagnostica integrata di Ever
Elettronica
intero, realizzato nel 2004, il Giotto
Image 3D, la seconda generazione
di apparecchi digitali sviluppata
nel 2008, e il più recente Giotto
Tomosynthesis, apparecchio di
tomosintesi mammaria digitale
concepito nella seconda metà del
2011”.
Come precisa ancora Frascaroli:
“L’applicazione caratteristica del
prodotto di Ever Elettronica è quella
che vede l’azionamento intelligente
con bus di campo M5A realizzare
la cosiddetta funzione Scs, Sensitive
Compression System; laddove la
forza di compressione è esercitata
sulla parte anatomica della paziente
sottoposta a esame, il movimento
del sistema di compressione è
finemente regolato in coppia e
velocità, utilizzando anche le
funzioni d’intelligenza di bordo
dell’azionamento Ever Elettronica”.
Un buon rapporto
tra prodotto e servizio
La valutazione della
componentistica da utilizzare
sull’apparecchio medicale prende
in esame molti aspetti. Come dice
Frascaroli: “Oltre agli elementi
strettamente tecnici, occorre
prestare attenzione all’affidabilità
e capacità di supporto da parte del
produttore e del canale commerciale
di approvvigionamento”.
Per Ims, che per le apparecchiature
medicali in generale e per i suoi
mammografi in particolare, attua
di volta in volta un’azione di ricerca
e valutazione del fornitore molto
approfondita, Ever Elettronica
soddisfa pienamente tutti i requisiti
richiesti.
“Spesso è necessario utilizzare
Il reparto
di produzione
di Ims
Giotto
Tomosynthesis
è un
apparecchio
di tomosintesi
mammaria
digitale
componenti e soluzioni con spiccate
caratteristiche di compattezza
dimensionale ed efficienza
prestazionale”, precisa Frascaroli.
“I componenti Ever Elettronica
sono stati spesso risolutivi nella
realizzazione di alcune funzioni di
macchina, fornendo al contempo
anche un ottimo rapporto qualità/
prezzo”.
Infine, non sono solo i prodotti
di Ever Elettronica ad avere
conquistato la fiducia di Ims, anche
la collaborazione con il suo team
è stata soddisfacente e proficua.
“Laddove abbiamo segnalato
a volte questioni riguardanti
l’integrazione con l’elettronica o con
il software di controllo dei nostri
apparecchi, abbiamo potuto contare
sul supporto diretto dei tecnici e
degli sviluppatori Ever Elettronica,
arrivando anche a eseguire test
sui componenti scelti per un
apparecchio con la presenza attiva
di tecnici Ever presso la nostra
sede”, conclude Frascaroli.
Per informazioni
Ever Elettronica
www.everelettronica.it
Ims-Internazionale Medico
Scientifica
www.imsitaly.com
Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
053
Tecnicamente Automazione in produzione
Nuove frontiere
tecnologiche
per il manifatturiero
Fornitori di tecnologie e poli dell’innovazione incontrano l’industria manifatturiera
ad Affidabilità & Tecnologie, in programma a Torino Lingotto il 17 e 18 aprile;
al centro del dialogo tra i player del settore, le potenzialità delle tecnologie per
l’automazione della produzione
a cura di Carolina Mirò
S
istemi e tecnologie innovative
saranno i protagonisti di
Affidabilità & Tecnologie,
la ‘due giorni dell’innovazione
competitiva’ che dedicherà al tema
particolare attenzione, con un’offerta
espositiva più ampia rispetto allo scorso
anno e con la partecipazione di poli
dell’innovazione e buyer, italiani ed
esteri. Di seguito, esponenti di Balluff
Automation, bMooble, Telemecanique
Sensors, Mager, Rtm Laser e Kuka
Roboter Italia tracciano uno ‘stato
dell’arte’ dei sistemi di produzione e
ne anticipano le possibili evoluzioni.
Con una premessa: solo investendo
coraggiosamente nelle tecnologie più
innovative per l’automazione della
produzione è possibile, per le aziende
manifatturiere, affrontare con successo
il mercato globale.
innanzitutto, la portata innovativa.
Daniele Bollano, responsabile ufficio
tecnico di Balluff Automation, dice:
“Nel panorama attuale, l’aumento
del livello di qualità in produzione
permette l’identificazione dei
fattori di scarto e rilavorazione,
con conseguente abbattimento dei
costi; seguendo quest’approccio, le
soluzioni di Balluff includono sensori
di visione per il controllo qualitativo
Innovazione a tutto campo dai
sensori alla robotica
Chiamati a commentare la loro offerta
in occasione della fiera, i rappresentanti
delle aziende citate ne evidenziano,
054
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
Guido
Colombo,
amministratore
di bMooble
dei materiali prodotti, sistemi di
identificazione Rfid industriali per
la rapida e sicura rintracciabilità
e sequenza di lavorazione dei
materiali, networking su FieldBus per
l’ottimizzazione e l’automatizzazione
di macchine e impianti”. Guido
Colombo, amministratore di
bMooble, società che si rivolge ai
settori interessati a sviluppare nuovi
sistemi Scada estesi su scala geografica
e si propone come punto di riferimento
per i nuovi paradigmi Csp (Cyber
Physical Systems), ossia modelli di
controllo attivo, distribuito e autonomo
per la fabbrica del futuro, parla del
progetto Xsia, nato all’interno del
polo d’innovazione Mesap: “È sempre
più ampia l’esigenza d’integrazione
di segnali per consentire, a un livello
superiore al bordo macchina, processi
di controllo estesi, come per il
controllo qualità attivo tra macchine,
tra macchine e sistemi gestionali
per il controllo della produzione, tra
macchine e ambiente per il controllo
dell’impatto green. Con il progetto
Automazione in produzione Tecnicamente
Xsia abbiamo testato sul campo
un’architettura a tre livelli per il disegno
e l’erogazione over IP di processi di
monitoring e controllo di macchine e
impianti. I risultati della ricerca hanno
costituito la base per il successivo
sviluppo su tecnologia bMooble di
un framework, che realizza interfacce
standard per l’estensione nel cloud di
nuove funzionalità di monitoring e
controllo, favorendo anche la nascita
di servizi di terze parti. La piattaforma
aperta rappresenta, così, una
tecnologia disponibile a qualsiasi attore
che, negli ambiti dell’automazione
industriale, della domotica, del
controllo energetico e del territorio,
voglia integrare processi di monitoring
e controllo remoto, usando anche i
terminali mobili già in possesso degli
operatori; essa è in grado non solo di
acquisire over IP e immagazzinare i
dati per il monitoring e controllo di
sistemi remoti da sensori, plc, sistemi
esistenti, ma anche di riutilizzarli come
input al governo in automatico delle
grandezze variabili, nelle fasi transienti
e a regime”.
È un nuovo sensore di visione,
invece, a rappresentare la novità di
Telemecanique Sensors. Come dice
Paolo Colombo, Sales & Marketing
Manager dell’azienda: “Presenteremo
in anteprima il nuovo sensore di
visione OsiSense Xuw, che consente
la verifica dei cicli produttivi a elevato
numero di operazioni e garantisce la
massima precisione e ripetibilità dei
controlli. Una volta che l’applicazione
da creare è ben definita, vale a dire
quando le parti ‘buone’ e quelle
di ‘scarto’ sono state individuate,
l’applicazione del sensore è semplice e
immediata: esso è configurato tramite
il software che, fornito insieme al
prodotto stesso, consente anche di
Paolo
Colombo, Sales
& Marketing
Manager di
Telemecanique
Sensors
salvare un’immagine della parte
buona e le tolleranze di accettazione
nella sua memoria. Una volta
configurato, il sensore è indipendente
dal PC, mentre i risultati del controllo
sono forniti al controllore tramite le
uscite digitali o rete Ethernet IP”.
Precisione, prestazioni e innovazione,
sono i cardini della proposta di
Mager e Rtm Laser Technology, alla
quale danno voce, rispettivamente,
Giorgio Mang, direttore generale, e
Paolo Castelli, responsabile ricerca
& sviluppo. “Mager Air Bearings
propone sistemi di guida ad alte
prestazioni per macchine industriali,
mentre Rtm Laser Technology
realizza sistemi di lavorazione laser.
Prerogativa dei sistemi di guida
Mager è l’utilizzo della tecnologia
del cuscinetto ad aria, un sistema
di lubrificazione che aumenta
ai massimi livelli le precisioni di
posizionamento e l’affidabilità; i
sistemi Rtm sono invece caratterizzati
da controlli proprietari e da estrema
flessibilità. Ad Affidabilità &
Tecnologie 2013 esporremo, presso lo
stand Mesap, l’ultimo sistema di guida
pneumostatico motorizzato in direct
drive sviluppato da Mager e integrato
nel sistema laser di Rtm, destinato
al settore delle microlavorazioni.
Struttura e piste in granito offrono
robustezza, precisione e stabilità.
Le slitte, per il posizionamento X
Y Z, sono realizzate con pattini
pneumostatici pivottanti registrabili
e motori lineari, con un’integrazione
spinta dei componenti di motion
rotativo (assi alfa e beta con motori
coppia ed encoder modulari ad alta
risoluzione); drive digitali ad alte
prestazioni completano il sistema”.
Tra le tecnologie esposte a Torino non
manca, infine, la robotica. Alberto
Pellero, Business Development
Manager di Kuka Roboter
Italia, anticipa: “Nel nostro stand
presenteremo, in collaborazione
con Hexagon Metrology Italia e
Bisiach & Carrù, un’applicazione
robotizzata di foratura di particolare
aeronautico, assistita da un sistema
di metrologia TMac, capace di
ottimizzare le precisioni del robot
stesso. Si tratta di un’applicazione
che aumenta la già migliorata
precisione dei robot antropomorfi
tramite sistemi di metrologia per
garantire precisione nelle lavorazioni
(forature, rivettature ecc.) altrimenti
Giorgio
Mang, direttore
generale di
Mager
Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
055
Tecnicamente Automazione in produzione
Alberto
Pellero,
Business
Development
Manager di
Kuka Roboter
Italia
raggiungibili solo con rigide e ben più
onerose macchine a controllo. Nel caso
specifico, la flessibilità e l’economicità
dei robot industriali sono unite alla
precisione di lavorazione, fino a ora
appannaggio esclusivo di macchine
cnc; l’elevata affidabilità e precisione
dell’End Effector, realizzato da Bisiach
& Carrù, chiude il cerchio, realizzando
un sistema di lavorazione compatto,
intelligente, flessibile ed economico”.
Tecnologie per la produzione,
scenari futuri
“Balluff prevede un aumento
contenuto sulla ricerca di nuove
tecnologie, ma un notevole incremento
nel miglioramento di quelle attuali, con
un focus sulla realizzazione di prodotti
ad alta qualità e a costo contenuto”,
dice Bollano commentando i possibili
scenari futuri del settore in cui opera.
“La formazione e l’assistenza tecnica ai
clienti, la creazione e la possibilità di
vendere servizi, oltre ai singoli prodotti,
saranno a nostro parere le uniche armi
‘vincenti’ per incrementare il business
nel futuro”, aggiunge poi.
Di servizi parla anche Guido
Colombo: “Nuovi servizi forniti anche
da terze parti molto specializzate
nell’ambito del controllo di processo
056
e della manutenzione ed efficienza
degli impianti potranno essere erogati
da remoto in ottica di servizio ‘a
consumo’ sfruttando internet, il cloud
e la tecnologia mobile, con un notevole
beneficio economico diretto e indiretto
per le imprese; l’integrazione con
nuova sensoristica di campo permette
poi la definizione di nuovi processi e
regole di controllo e di predicibilità,
definibili su idonee piattaforme nel
cloud”. Secondo Colombo saranno
così disponibili “sistemi di supporto
alle decisioni a completamento della
formazione degli operatori, analisi
storiche per il miglioramento dei
processi e analisi comparative tra
produzioni affini”.
Visione e sistemi Rfid e formazione per
l’utente finale sono i trend che, secondo
Paolo Colombo, caratterizzeranno il
settore manifatturiero: “La tracciabilità,
indipendentemente dalle tecnologie
utilizzate per gestire il processo, è
richiesta in ogni campo applicativo;
per essere competitivi si dovrà contare
su collaborazioni sempre più strette e
fare affidamento su tecnologie come
la visione o i sistemi Rfid. Sempre più
importante è anche la formazione degli
utenti finali, volta ad avere un pubblico
che sappia trarre il giusto profitto da
queste tecnologie, sempre più diffuse
ma richiedenti un diverso approccio
culturale”.
Alla formazione, così come alle attività
di R&S, guardano con attenzione
anche Mang e Castelli: “Produttività e
affidabilità delle macchine industriali
devono essere continuamente
incrementate per fronteggiare la
concorrenza dei mercati emergenti;
ciò indurrà a investire in ricerca
e sviluppo per mantenere, se non
migliorare, la presenza sul mercato.
Il futuro delle aziende è strettamente
legato non solo alla ricerca ma anche
alla conoscenza delle tecnologie
innovative, obiettivi raggiungibili
attraverso sinergie con aziende clienti e
partner industriali. Mager e Rtm sono
particolarmente attive nell’ambito dei
Poli di Innovazione promossi dalla
Regione Piemonte (Mesap, Polight,
Polibre), in stretta collaborazione
con i principali organismi di ricerca
regionali (Politecnico di Torino, Inrim
ecc.) e nella formazione continua del
personale interno sulle innovazioni
emergenti”.
Sul tema robotica, infine, Pellero
apre una finestra su un nuovo ambito
applicativo: “Personalmente vedo come
ampio mercato di sviluppo quello
della robotica di servizio, un settore
pensato per consentire agli operatori
di collaborare con i robot in ambienti
comuni, a beneficio della flessibilità e
produttività del lavoro”.
Paolo
Castelli,
responsabile
ricerca &
sviluppo
Rtm Laser
Technology
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
Gli ambiti su cui puntare
“Le nuove tecnologie che potrebbero
portare beneficio all’automazione
industriale, con conseguente
abbattimento dei costi, dovrebbero
puntare al controllo della visione
Automazione in produzione Tecnicamente
* fino ad esaurimento scorte
artificiale, alla trasmissione dei dati,
al cablaggio strutturato intelligente
e di rete e, in parallelo, allo sviluppo
di nuove tecnologie di misura su
principi fisici con peculiarità di
elevata risoluzione (inferiore a 1 μm)
con costi contenuti e alta affidabilità”.
È questo il pensiero di Bollano
su quelle che dovrebbero essere le
tecnologie in cui investire per essere
competitivi.
Secondo Guido Colombo, aree
strategiche saranno “il monitoraggio
remoto dei processi di produzione,
unitamente alla rilevazione di nuove
grandezze fisiche disponibili tramite
i sensori e l’analisi delle serie storiche
integrate con dati ambientali e di
consumo energetico”.
Anche Paolo Colombo esprime
Daniele
Bollano,
responsabile
ufficio tecnico
di Balluff
Automation
un’opinione precisa: “La tracciabilità
e i controlli di qualità sono ormai la
chiave per vincere contro soluzioni
più economiche provenienti da Paesi
in cui il costo del lavoro è più basso,
rispetto all’Europa o agli Stati Uniti”.
Mang e Castelli, focalizzandosi
su settori a loro più vicini, quelli
della produzione e del collaudo
nel settore dell’elettronica e dei
semiconduttori, del biomedicale e
delle microlavorazioni, parlano di
“continuo sviluppo” per la metrologia
dimensionale.
Pellero, infine, cita l’importanza
di sensori e sistemi di visione
nella sempre maggiore facilità di
programmazione e nella crescente
autonomia dei robot moderni,
grazie ai quali anche il settore della
General Industry sta conoscendo una
progressiva automazione.
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Affidabilità & Tecnologie
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Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
057
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Software Progettazione
Progettare
e produrre
oltre ogni immaginazione
Un mondo migliore? Si può immaginarlo, certo, ma anche
progettarlo e, perché no, produrlo, in modo collaborativo
e su base cloud. L’ha affermato Autodesk all’Autodesk
University 2012, evidenziando le potenzialità
delle sue soluzioni software per la progettazione,
la simulazione e la gestione dei processi
di Virna Bottarelli
“O
Un evento
proiettato verso
il futuro, ma
con un occhio
attento alla
complessità
dell’industria
globale di oggi:
questo ha
rappresentato
l’Autodesk
University 2012
di Las Vegas
058
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
ffriamo agli utenti
gli strumenti per
immaginare e
creare un mondo migliore”, ha detto
Jeff Kowalski, Chief Technology
Officer di Autodesk, nella sessione
plenaria che ha aperto la ventesima
edizione dell’Autodesk University,
l’evento annuale di casa Autodesk
che, dal 27 al 29 novembre scorso,
ha riunito, al Mandalay Bay di Las
Vegas, oltre 7mila persone.
Mitigando la sua affermazione
a effetto, Kowalski ha aggiunto:
“Esistono sempre dei limiti nei
tool di progettazione, ma grazie
al dialogo continuo con i clienti è
possibile, per Autodesk, superarli,
sviluppando funzionalità sempre
più avanzate”.
Fin dalle sue prime battute,
quindi, l’Autodesk University ha
messo in chiaro che l’azienda non
può fare a meno di confrontarsi
costantemente con il suo ampio
parco di utenti (oltre nove milioni
di professionisti nel mondo, ndr)
e non può non tenere conto della
crescente complessità dei processi
nell’industria globale.
Su quest’ultimo punto, in particolare,
un’efficace considerazione è stata
fatta da Christine Furstoss, Global
Technology Director
Manufacturing & Materials
Technologies di General Electric:
“Progettazione e produzione non
sono più da pensare in sequenza ma
come un unico processo”, ha detto
Furstoss. “Dobbiamo immaginare
un nuovo ecosistema industriale,
nel quale l’innovazione dei processi
di progettazione e produzione
e la ricerca sui nuovi materiali
interagiscono”.
Di questo ecosistema tiene conto,
infatti, l’offerta della corporation
americana che, per riprendere
ancora le parole di Kowalski,
include “gli strumenti necessari per
sviluppare tutte le fasi del processo
di produzione, dall’immaginazione
del prodotto, al concepimento delle
sue funzionalità e della sua forma,
alla sua realizzazione”.
Progettazione Software
La
progettazione
3D diventa
social e
collaborativa
di competenza dell’utente,
l’apprendimento dello strumento
è semplificato, tanto da consentire
l’avvio di una fase di progettazione in
pochi minuti.
con Fusion
360, l’ultima
proposta
dell’offerta
cloud-based di
Autodesk
Il cloud piace sempre di più
La ventesima edizione dell’Autodesk
University è stata anche l’occasione
per presentare Autodesk Fusion
360, l’ultima novità nel portfolio
di soluzioni per la progettazione e
l’ingegnerizzazione basate su cloud,
sulle quali sta puntando, da poco più
di un anno, la corporation americana
(vedi l’articolo ‘Un futuro in plm’,
Automazione Industriale, gennaio
2012, ndr).
Con 350 aziende già utenti di
Autodesk Plm 360 e 10mila
progetti già realizzati con Autodesk
Simulation 360, gli altri due elementi
dell’offerta cloud di Autodesk, la
software house conferma il proprio
impegno nel mondo della nuvola
e propone, con Fusion 360, una
soluzione per il modeling 3D che
promette di semplificare il lavoro dei
professionisti nella progettazione e
ingegnerizzazione di prodotti.
La tecnologia cloud alla base di
Autodesk Fusion 360 offre accesso
virtuale, in qualsiasi momento e
da qualunque luogo, da qualsiasi
dispositivo mobile o browser web,
e pone i dati essenziali al centro
dell’esperienza di progettazione.
“Con Fusion 360 supportiamo,
inoltre, un ambiente di progettazione
aperto, permettendo ai progettisti
di integrare e modificare i dati cad
virtualmente da qualsiasi fonte”,
ha specificato Carl Bass, Ceo di
Autodesk.
L’idea, come per Plm 360 e
Simulation 360, è diffondere il verbo
di Autodesk anche in quelle aziende
medio-piccole che ancora devono
familiarizzare con strumenti di
progettazione avanzati: Autodesk
Fusion 360 offre, infatti, funzionalità
per tutti gli aspetti della progettazione
industriale e meccanica, accesso ai
dati e alle funzionalità di sviluppo,
collaborative e social, fornite dal
cloud e la possibilità di connettersi
a funzionalità avanzate, come la
creazione di mockup, la simulazione,
il plm e il rendering.
Grazie all’interfaccia intuitiva
e conforme al ruolo e al livello
Oltre 7mila
persone hanno
partecipato
all’evento
annuale di
Autodesk,
cogliendo
l’opportunità di
fare networking
con utenti
provenienti da
diverse parti del
mondo
La security, un tema
sempre attuale
“Abbiamo un portafoglio completo
di strumenti basati sul cloud, a voi
la scelta”, ha concluso Bass, quando
gli abbiamo chiesto quale potesse
essere il messaggio da rivolgere
dall’Autodesk University alle imprese
manifatturiere di tutto il mondo.
L’annuncio di Fusion 360, in effetti,
completa la proposta del vendor
americano che, come ha detto
lo stesso Bass, non vuole fare del
cloud “una scelta obbligata per gli
utenti”, ma “un’opzione sempre più
realizzabile e il più possibile sicura”.
Il richiamo alla sicurezza, del resto,
era d’obbligo: è la security, infatti,
il tema principale che gli scettici
chiamano in causa come limite del
cloud, soprattutto quando si parla
di product lifecycle management.
“Sono maggiori le resistenze al cloud
quando se ne parla con chi si occupa
di gestione dei processi, perché, in
questo caso, i dati da condividere
riguardano non solo l’azienda che
progetta e realizza il prodotto ma
anche i clienti, i fornitori e l’intera
supply chain”, ha spiegato Bass. “Nel
plm gioca un ruolo importante
il team IT, che deve solitamente
soddisfare requisiti più stringenti
in termini di security rispetto a
quanto debba fare un team di soli
progettisti”.
Per informazioni
Autodesk
www.autodesk.it
Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
059
Software Progettazione
Progettazione
da podio in Ducati
Con NX e Teamcenter Ducati ha dimezzato i tempi
di sviluppo e migliorato la qualità delle sue moto
di Virna Bottarelli
Ducati Motor
Holding progetta
e produce
oltre 40mila
moto l’anno,
un volume
nettamente
inferiore a
quello delle
concorrenti
giapponesi,
che realizzano
annualmente
milioni di veicoli
P
oco importa se le due
stagioni di Valentino Rossi
in Ducati non hanno
dato i risultati attesi. Alla casa
motociclistica di Borgo Panigale
c’è un altro successo da celebrare:
è quello conseguito dai tecnici
del dipartimento R&D che, negli
ultimi dieci anni, hanno ridotto del
45-50% i tempi di sviluppo delle
moto senza comprometterne la
qualità, anzi, migliorandola.
A supportarli nell’impresa sono
state due soluzioni di Siemens Plm
Software: NX per la progettazione e
Teamcenter per la gestione del ciclo
di vita del prodotto. Ce ne ha parlato
060
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
Piero Giusti, Cad Manager R&D di
Ducati Motor Holding, incontrato in
occasione di una giornata dedicata ai
clienti che Siemens Plm Software ha
organizzato, lo scorso 18 dicembre,
presso Ducati.
Progettazione più libera
ed efficiente
Alla fine degli anni Novanta, Ducati
intende rispondere all’esigenza di
velocizzare le fasi di progettazione,
sviluppo e produzione dei suoi
motoveicoli e valuta l’adozione di
un nuovo strumento per lo sviluppo
digitale del prodotto, da affiancare
inizialmente a quello già in uso in
azienda. La scelta ricade su NX,
allora soluzione di punta di Ugs,
la software house americana che
nel 2007 sarebbe stata acquisita da
Siemens.
“Fin dalla sua prima adozione,
nel 1998, NX si è rivelato flessibile
nell’uso: non imponendo un modo
di utilizzo predefinito e adattandosi
ai diversi profili di utenza, il software
lascia ai progettisti una maggiore
libertà di azione”, esordisce Giusti,
che precisa anche come i tempi di
apprendimento del software siano
passati dai tre mesi prima necessari
per completare l’apprendimento di un
nuovo software, a venti giorni circa
nel caso di NX.
L’ambiente integrato e
multidisciplinare della soluzione
di Siemens Plm Software consente,
inoltre, di gestire in modo più
efficiente le diverse aree interessate
dallo sviluppo del motoveicolo,
dall’elettronica, ai cablaggi, alla
meccatronica. “Negli ultimi anni,
com’è avvenuto per le auto, anche a
bordo delle motociclette la presenza
dell’elettronica si è intensificata”, dice
Giusti. “Una moto può avere fino a
sei, sette centraline per il controllo
delle sospensioni, della trazione, della
frenata e dell’assetto”.
Con NX si progettano i vari elementi
della moto, a eccezione del motore:
ruote, telaio, strutture estetiche.
Il lavoro dei progettisti si basa sul
modello realizzato dal centro stile che,
Progettazione Software
Sei linee per le due ruote
a sua volta, tiene conto dei risultati
di indagini di mercato e di requisiti
di marketing del prodotto. “Quando
il lavoro dell’ufficio stile è terminato,
ossia quando la formalizzazione
estetica del prodotto è completata,
inizia la nostra attività, che prevede
anche una verifica di fattibilità del
modello proposto”, spiega Giusti.
“Si acquisiscono le matematiche dal
prototipo realizzato dagli stilisti, si
elabora la nuvola di punti e s’importa
poi il software di styling in NX”.
Gli schemi elettrici sono realizzati
con NX Schematics mentre NX
Wiring 3D è usato per il cablaggio,
con il vantaggio di poter verificare
il percorso del passaggio dei cavi
contestualmente al progetto.
La documentazione inerente
l’installazione del cablaggio è invece
pubblicata con NX Routing Electrical.
“Mentre in passato lo sviluppo del
prodotto avveniva secondo una
sequenza prestabilita, oggi possiamo
gestire più fasi nello stesso istante,
limitando gli errori grazie a una
distribuzione in tempo reale delle
informazioni tra tutti coloro i quali
lavorano al progetto”.
Oltre la metà dei circa 100 tecnici
del dipartimento R&D di Ducati,
per la maggior parte ingegneri con
un’età media di 36 anni, è dedicata
all’aspetto progettuale delle moto e
lavora su una o più linee di prodotto,
a seconda dell’esigenza, a conferma
che l’ambiente di NX offre una
flessibilità utile anche all’allocazione
delle risorse laddove servono.
“In questo momento abbiamo circa
70 postazioni di lavoro con NX 7.5”,
aggiunge Giusti, anticipando che nel
corso del 2013 avverrà il passaggio
alla versione 8.5 del software di
Siemens.
Ducati Motor Holding progetta e produce oltre
40mila moto l’anno, un volume nettamente
inferiore a quello delle concorrenti giapponesi,
che realizzano annualmente milioni di veicoli. La
gamma di moto Ducati comprende diversi segmenti
di mercato, che variano per caratteristiche
tecniche, design e tipologia di clientela: Diavel,
Hypermotard, Monster, Multistrada, Streetfighter e
Superbike. Le moto sono vendute in oltre 85 Paesi
in tutto il mondo, con una concentrazione maggiore
nei mercati europeo, nordamericano e asiatico.
Di proprietà di Audi dall’estate 2012, Ducati ha
recentemente avviato due nuovi stabilimenti di
assemblaggio in Thailandia e Brasile.
L’ambiente
integrato e
multidisciplinare
di NX consente di
gestire in modo
più efficiente
le diverse aree
interessate dallo
sviluppo del
motoveicolo,
dall’elettronica,
ai cablaggi, alla
meccatronica
Condivisione sicura
delle informazioni
Nel 2002 Ducati compie un
altro importante passo verso la
digitalizzazione dei processi. Come
spiega Giusti: “Avevamo già una decina
di postazioni equipaggiate con NX e
scegliemmo di introdurre Teamcenter
per gestire in modo digitale anche
l’intero ciclo di vita del prodotto”.
Fino allora i processi si basavano sul
supporto cartaceo e su un sistema Pdm
che, però, era limitato alla gestione dei
dati cad.
La suite plm di Siemens Plm Software
ha portato progressivamente
all’integrazione di tutti i reparti e le
attività operative dell’azienda: prototipi,
produzione, magazzino, ricambi,
accessoristica.
“Teamcenter, che usiamo nella versione
8.3, è aperto a circa 300 accessi e gestisce
dati di qualsiasi tipo, dalle targhette dei
componenti ai dati di omologazione
delle moto”, dice Giusti. “Alcune
licenze sono installate anche presso il
magazzino di Saima, a Modena, dove
il personale può accedere a disegni,
schemi e tabelle di montaggio del
prodotto finito”.
Grazie a Teamcenter, oggi Ducati può
anche comunicare con i suoi fornitori,
in tutto il mondo, in tempi molto
ridotti rispetto al passato: “Dieci anni
fa occorrevano mediamente 17/20
giorni per passare le informazioni ai
fornitori, perché tutto ‘viaggiava’, nel
vero senso della parola, su carta; oggi
s’impiegano dalle due ore ai due giorni
al massimo per trasferire i dati necessari
al fornitore”.
L’integrazione dei processi ha anche
consentito di ridurre i tempi di
sviluppo degli accessori, ora progettati
contestualmente alla motocicletta
e, quindi, disponibili sul mercato in
tempi più brevi: “Per i modellini delle
moto, ad esempio, da NX rilasciamo
informazioni in JT che hanno un livello
di dettaglio sufficiente per procedere
immediatamente alla loro realizzazione”.
Un altro aspetto evidenziato infine da
Giusti riguarda la manualistica, che
può ora procedere di pari passo con
l’avanzamento del progetto, avvalendosi
non più solo di fotografie dei pezzi
finiti ma, in buona parte, di materiale
digitale.
Per informazioni
Ducati
www.ducati.com
Siemens Plm Software
www.plm.automation.siemens.com
Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
061
Prodotti In dettaglio
Anybus NP40
per una connettività
in tempo reale
Con la tecnologia
NP40, Hms propone
un’architettura
per gestire la
trasmissione tra reti
e protocolli diversi,
in real-time
di Franco Gori
P
resentato lo scorso autunno
in anteprima alla Rockwell
Automation Fair 2012 di
Philadelphia e all’Sp/Ipc/Drives
di Norimberga, il processore di
rete a chip singolo Anybus NP40
di Hms Industrial Networks sarà
commercializzato nel corso del
2013 all’interno dell’offerta di
soluzioni Embedded di Hms. Il
nuovo processore di rete, basato
sulla tecnologia MicroSemi, include
un core Arm e una struttura Fpga
(Field-Programmable Gate Array). Il
core Arm esegue gli stack applicativi
e di protocollo, mentre l’Fpga viene
utilizzato per implementare le
varie interfacce Ethernet real-time.
All’interno dell’area Fpga è integrato
062
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
uno switch real-time che supporta
la messaggistica ciclica e sincrona
delle reti real-time come Profinet
Irt, Powerlink, EtherCat e Sercos III.
Poiché il processore di rete è basato
su Flash, può essere riprogrammato
per gestire diverse reti Ethernet
industriali.
In combinazione con il software
applicativo e il protocollo Anybus,
NP40 abilita Anybus CompactCom
C40, una soluzione basata su singolo
chip e pronta all’uso per applicazioni
che richiedono connettività in tempo
reale alle reti Ethernet industriali.
NP40 ha un tempo di latenza fino
a pochi microsecondi. La serie 40
assicura uno scambio dati tra le Api
del dispositivo ospitante e la rete
con ritardo ‘pari a zero’, rendendo
possibile il supporto di applicazioni
che richiedono profili motion o sync.
“Abbiamo verificato che, nel corso
degli ultimi anni, la rete Ethernet
industriale richiede maggiori
prestazioni e una nuova architettura”,
ha commentato Jörgen Palmhager,
direttore operativo in Hms. “Le
nuove reti Ethernet industriali,
sempre più specializzate, esigono
molto dai processori, i quali devono
gestire la ‘trasmissione’ tra reti
e protocolli diversi. Nell’Anybus
NP40, Hms ha abbinato, in un solo
chip, un core Arm Cortex M3 con
un’architettura Fpga, consentendo
un veloce trasferimento dati e la
sincronizzazione in tempo reale
dell’hardware/Fpga. La tecnologia
NP40 concede agli utenti il meglio
dei due mondi, offrendo velocità,
precisione e la flessibilità idonea per
adattarsi alle varie reti, scaricando
semplicemente un nuovo firmware.
La soluzione è basata sulla tecnologia
MicroSemi SmartFusion, ma integra
anche i blocchi unici di Hms come il
nostro Rta (Real Time Accelerator)
per la connettività industriale”.
Per informazioni
Hms Industrial Networks
www.anybus.it
KELLER
ZZZNHOOHUGUXFNFRP
Automazione applicata Chimico-petrolchimico
Oil & gas
avanti con cautela
Nei prossimi tre anni, crescita moderata dell’automazione
nel settore oil & gas, stimolata dall’esigenza di ridurre i
tempi di inattività e ottenere una maggiore sicurezza dei
processi. A suggerirlo è Karthik Sundaram, Senior Research
Analyst di Frost & Sullivan
di Alice Alinari
S
arà soprattutto il crescente
fabbisogno energetico,
accompagnato da un
aumento degli investimenti nelle
infrastrutture e da normative più
severe sulla sicurezza dei processi,
064
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
a dare nuovo slancio al mercato
europeo dell’oil & gas, i cui effetti
positivi si potranno vedere nei
prossimi tre-quattro anni anche
nel segmento delle soluzioni di
automazione e controllo applicate a
questo settore. È quanto emerge dal
recente studio di Frost & Sullivan
‘Automation and Control Solutions
Market in the European Oil & Gas
Industries’. Nell’analisi si rileva
che il mercato ha prodotto entrate
per circa 1,6 miliardi di dollari nel
2011 e si stima che questa cifra
raggiungerà quota 1,904 miliardi
nel 2016. Frost & Sullivan prevede
che il mercato delle soluzioni di
automazione e controllo nel settore
Chimico-petrolchimico Automazione applicata
oil & gas europeo sperimenterà
una crescita moderata nei prossimi
tre-quattro anni e che la domanda
di petrolio e gas aumenterà gli
investimenti nei segmenti oil & gas
upstream e mid-stream, i quali,
a loro volta, avranno l’effetto di
aumentare la domanda di soluzioni
di automazione e controllo.
“Considerato il panorama
geopolitico estremamente volatile
in Medio Oriente e Nord Africa,
ci attendiamo che il settore oil &
gas europeo assista a maggiori
investimenti nei progetti greenfield
nel periodo di previsione”, ha
dichiarato commentando lo studio
Karthik Sundaram, Senior Research
Analyst di Frost & Sullivan.
“Sebbene le riserve europee di
petrolio e gas naturale siano limitate
al bacino del Mare del Nord, è
previsto che nuove esplorazioni
a monte e investimenti nei siti
on-shore riusciranno a soddisfare
il crescente fabbisogno energetico.
Tali tendenze offriranno un
potenziale di crescita significativo
alle soluzioni di automazione e
controllo.” Altro fattore chiave a
guidare la crescita del mercato sarà
la necessità di utilizzare meglio le
risorse e ridurre i tempi di inattività:
“Dato che l’Europa ha fonti limitate
di petrolio greggio e gas naturale,
gli utenti finali dovranno investire
in soluzioni di automazione e
controllo avanzate che possano
massimizzare la resa del processo e
limitare gli scarti”.
I gravi incidenti nelle piattaforme
oil & gas, come lo sversamento
di Deepwater Horizon e il
disastro nel Golfo del Messico,
hanno evidenziato il bisogno di
sicurezza dei processi nelle grandi
piattaforme. “Questi incidenti
stanno influenzando il panorama
normativo e incoraggeranno gli
investimenti degli utenti finali
in soluzioni di automazione e
controllo orientate in particolar
modo alla sicurezza”, ha aggiunto
Sundaram. “I progetti normativi
della Commissione Europea sono
stati mirati all’applicazione di
standard e norme di sicurezza
esclusivi che regolano tutti i
segmenti del settore oil & gas. In
effetti, porre l’enfasi sui più elevati
livelli di sicurezza dei processi
persuaderà gli utenti finali ad
adottare e implementare sistemi di
sicurezza e plc di fascia alta nelle
proprie piattaforme oil & gas”.
Sebbene queste siano tendenze
positive, i principali operatori
del mercato ammettono che
l’attuale incertezza economica ha
il potenziale di frenare i nuovi
investimenti e rallentare gli
ordini, influenzando i margini di
profitto e la redditività nel breve
periodo. “Tuttavia, si prevede
che, in generale, il bisogno di
automazione nel settore oil &
gas sarà elevato, e che una rapida
risoluzione della crisi dell’Eurozona
promuoverebbe gli investimenti e,
conseguentemente, aiuterebbe la
crescita a lungo termine del mercato
delle soluzioni di automazione e
controllo”, ha concluso Sundaram.
Per informazioni
Frost & Sullivan
www.industrialautomation.frost.com
Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
065
Automazione applicata Chimico-petrolchimico
Alla ricerca
dell’efficienza
Efficienza energetica e automazione di processo rappresentano
un binomio da valorizzare
di Adolfo Violante*
L’
efficienza energetica (EE) può
essere definita come “l’utilizzo
efficiente e produttivo delle
risorse energetiche”. Il che, tradotto in
una semplice formula, è rappresentato
dal Rapporto tra la produzione (output)
e l’energia consumata (input).
All’atto pratico, quindi, l’efficienza
energetica implica, in primo luogo,
un aumento della produzione a parità
di energia utilizzata. Oppure, in
alternativa, può essere definita come il
conseguimento della stessa produzione
con un minor consumo di risorse.
Un settore ad alta
intensità energetica
Al tema dell’efficienza energetica è
particolarmente sensibile l’industria
di processo. Caratterizzata da elevati
consumi e dove l’intensità energetica
viene valutata come l’unità di energia
per unità di Pil. Fornisce quindi
un’indicazione efficace del prezzo
(o meglio del costo) necessario per
convertire l’energia in Pil.
Partendo da questa definizione è
immediato comprendere come il settore
chimico e petrolchimico presenti elevati
valori sia per quanto riguarda l’intensità
energetica sia per quanto riguarda il
consumo energetico stesso. Quando
066
quest’ultimo risulta alto, infatti, anche
piccole percentuali di efficientamento
possono tradursi in risparmi economici
significativi.
In particolare, la sensibilità sta crescendo
nell’ambito petrolchimico, dove l’energia
viene utilizzata in modo intensivo.
Qualsiasi politica di massimizzazione
dell’efficienza energetica non può
dunque prescindere dall’interessare
in maniera consistente le industrie di
processo, anche in considerazione del
fatto che, in Italia, l’aggregato dei settori
petrolchimici, cartario, siderurgico
e metalli non ferrosi da solo assorbe
consumi per un totale di 17,5 Mtep,
8,6 dei quali sono riconducibili a
consumi di idrocarburi (gas e petrolio).
Fonti energetiche non rinnovabili e
che, oltre al progressivo aumento dei
costi, provocano significativi impatti
ambientali.
Anche per questa ragione sono allo
studio una serie di diversificazioni
di approccio, per incrementare
l’efficienza dei processi industriali. Un
obiettivo che può essere raggiunto
attraverso due metodi differenti
ma complementari: progettazione
‘energy-sensitive’ dei nuovi impianti e
ottimizzazione impiantistica mediante
‘plant retrofitting’. A questo si aggiunge,
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
ovviamente, l’implementazione di
‘best practice’ mediante l’utilizzo di
adeguate tecnologie per il controllo
e il monitoraggio di processo
(Ottimizzazione e Controllo Avanzato).
Automazione in prima linea
In un processo di ricerca dell’efficienza
energetica, l’automazione svolge un
ruolo sempre più fondamentale.
Nel tempo, i componenti e i sistemi
elettrici hanno attratto l’attenzione
nella ricerca dell’efficienza energetica.
È però importante sottolineare che
le opportunità per l’efficientamento
energetico aumentano se si considerano
Chimico-petrolchimico Automazione applicata
anche le altre aree interessate da utilizzo
e consumo energetico.
In questo scenario l’automazione riveste
un ruolo diretto, perché permette di
implementare la sequenza ottimale delle
azioni volte a guidare la produzione
verso alti livelli di efficienza energetica.
Simili scenari, in particolare, risultano
ancora ampiamente inesplorati e,
quindi, offrono interessanti opportunità
di sviluppo anche nei prossimi anni.
È infatti innegabile che la riduzione
dei costi energetici rappresenti uno
dei principali obiettivi dichiarati
dalle aziende produttive, che devono
ottimizzare le proprie operazioni
per essere competitive. Nella realtà,
come risulta da una recente analisi
realizzata dall’Arc Advisory Group, il
monitoraggio di energia e molte delle
altre azioni legate all’efficientamento
energetico non sono però attuate in
modo appropriato nella maggior parte
degli impianti.
Il settore
petrolchimico,
che assorbe
17,5 Mtep, è
particolarmente
sensibile
all’efficienza
energetica
Una simile carenza è dettata, per
molti versi, dall’impegno richiesto agli
operatori sul campo. Queste figure
professionali, infatti, devono controllare
e monitorare un grande numero di dati
e parametri provenienti da diverse e
complesse configurazioni di strumenti
e macchinari. Un’esigenza che, in molti
casi, impedisce un’analisi realmente
efficace della situazione. Le moderne
tecnologie di automazione di processo,
però, permettono di incrementare
l’efficacia e l’efficienza delle operazioni
di un impianto. Per supportare
l’adozione di simili tecnologie, tuttavia,
è necessario il rispetto di quattro fattori
imprescindibili: accuratezza delle
misure; ottimizzazione del processo;
pianificazione e programmazione delle
attività; disponibilità di impianto.
Per supportare l’evoluzione
dell’industria di processo verso una
sempre maggiore efficienza energetica
è necessario sottolineare come la
tecnologia di base, ovvero una serie di
strumenti in grado di raccogliere i dati
più disparati, risulti insufficiente per
un intervento davvero efficace. Simili
dati, infatti, devono essere raccolti,
analizzati e confrontati in tempo
reale, consentendo così interventi
realmente tempestivi e consapevoli.
Software e sistemi di controllo avanzato
rappresentano pertanto la soluzione
più adatta, a fronte di un costo
relativamente basso, per effettuare
valide analisi energetiche in modo
continuo e intensivo.
In particolare la loro efficacia dipende
dal fatto che permettono di accedere
alle informazioni di processo in modo
puntuale e affidabile. Per questa ragione
è fondamentale che siano in grado di
analizzare e confrontare parametri
essenziali quali costi energetici e qualità
del prodotto finale con i principali
indicatori connessi all’utilizzo
dell’energia. Sono questi i cosiddetti
Power Management System, che
hanno un impatto diretto sull’efficienza
energetica, soprattutto in termini di
migliore affidabilità dell’alimentazione
elettrica.
Le loro caratteristiche vincenti sono
rappresentate dalla capacità di eseguire
il controllo e il monitoraggio costante
dei sistemi elettrici volti ad assicurare
potenza ai carichi critici, con la facoltà
di interrompere l’alimentazione ai
carichi non prioritari. A questo si
aggiunge l’ottimizzazione della rete
elettrica in termini di generazione,
distribuzione e fornitura di energia
tenendo in considerazione il suo costo
variabile.
Cosa chiedere a un fornitore
In un simile scenario la fornitura di
tecnologia, intesa come prodotti e
soluzioni, non può essere considerata
sufficiente: il fornitore deve essere in
grado di erogare servizi professionali
ad alto valore aggiunto. In parallelo
al service viene chiesto di fornire un
completo supporto nei diversi settori
dell’automazione. In particolare, è
necessario garantire l’assistenza sui
prodotti durante l’intero ciclo di
vita, comprendendo le attività di
manutenzione e consulenza. Il tutto
anche in considerazione del fatto che
autentici esperti di automazione dei
processi industriali possono aiutare
a raggiungere alti livelli di efficienza
grazie all’applicazione di soluzioni
tecnologiche all’avanguardia.
*Tratto dall’intervento di Nunzio
Bonavita, Technology Manager
Process Automation di Abb, nel corso
del convegno ‘mcT -Tecnologie per il
Petrolchimico’, tenutosi alla fine dello
scorso novembre a Milano.
Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
067
Automazione applicata Chimico-petrolchimico
Opc tunneling
per pozzi petroliferi
Il system integrator Failsafe Controls ha preferito le
architetture e le soluzioni di Opc tunneling di Kepware
Technologies per garantire la sicurezza della comunicazione
e consentire l’accesso protetto, tramite browser web, ai
dati sensibili raccolti dallo Scada
di Martina Moretti
D
L’architettura
multipiattaforma
i stanza in Louisiana
a New Iberia, a metà
strada tra New Orleans
e Houston, Failsafe Controls è un
system integrator specializzato
in applicazioni per il settore oil
& gas che opera sul mercato dal
Opc UA abilita
lo scambio
bidirezionale dei
dati provenienti
dallo Scada
068
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
2006, attraverso un team di tecnici
con oltre 40 anni di esperienza
maturata sul campo, che conoscono
bene le esigenze e le complessità
dell’industria petrolifera. Failsafe
Controls supporta le industrie
del comparto petrolifero e
petrolchimico, suggerendo soluzioni
di automazione personalizzate
che contribuiscono efficacemente
a semplificare il monitoraggio e
l’accesso a dati sensibili, raccolti
direttamente in situ nell’articolato
sistema dei derrick riservati
all’estrazione del greggio.
Tra i clienti di Failsafe Controls
anche un’importante compagnia
dedita all’esplorazione e produzione
di idrocarburi, con l’esigenza di
portare all’interno il sistema di
monitoraggio e raccolta dati, fino
ad allora dato in outsourcing. A
Failsafe Controls è stato quindi
chiesto di sviluppare una soluzione
di automazione totalmente
integrata e accessibile dal web, che
permettesse a operatori selezionati
di accedere ai dati raccolti in tempo
reale da ogni pozzo e storicizzati
in librerie specifiche. La sfida
consisteva nel dare la possibilità
a tutte le squadre e i team tecnici
di leggere in modo ‘trasparente’
i dati sui trend di produzione e
capire immediatamente se e dove
si presentavano difficoltà. Il cliente
di Failsafe Controls ha richiesto
l’integrazione di uno Scada che
raccogliesse costantemente dati
da ogni pozzo, creasse dei report
elettronici accurati, memorizzasse
i valori raccolti in tempo reale e
i parametri storici e li rendesse
accessibili da qualsiasi browser web.
Chimico-petrolchimico Automazione applicata
Novità in KepServerEX 5.10
Un accesso bidirezionale
ai dati Scada
Selezionando le soluzioni di
Kepware Technologies, un
fornitore americano di software
per la comunicazione in
ambito industriale, distribuito
in Italia da Efa Automazione,
Failsafe Controls ha sviluppato
un’applicazione per monitorare
l’attività di 1.800 pozzi petroliferi
e di circa 120mila punti I/O di
proprietà del cliente situati in
Arkansas, Louisiana, New Mexico,
Oklahoma, Texas, Utah, Wyoming
e in alcune zone del Canada.
Tramite l’applicazione è stato reso
possibile l’accesso bidirezionale ai
dati raccolti dallo Scada Ignition
di Inductive Automation e la
loro condivisione via Opc UA,
l’architettura multipiattaforma e
service-oriented per il controllo
dei processi che aumenta la
sicurezza e l’interoperabilità.
Failsafe Controls ha poi
integrato Opc DA Client Driver
e l’interfaccia Opc UA Server
per KepServerEX di Kepware
Technologies, realizzando così una
soluzione di Opc tunneling sicura
per l’utilizzo con un client UA (lo
Scada Ignition). Questa soluzione
non solo abilita performance
elevate e deterministiche, ma
elimina anche la dipendenza
dalla tecnologia Microsoft Com
e Dcom. È inoltre consentita la
connessione dell’Opc DA Client
Driver a qualsiasi server Opc terzo
per l’accesso dati (DA), e tali dati
vengono resi disponibili come
Opc UA.
“La facilità con cui si raccolgono
i dati grazie alla soluzione
di Kepware Technologies,
Nella release 5.10 di KepServerEX,
Kepware ha introdotto un nuovo driver
di comunicazione TotalFlow Abb,
un supporto addizionale all’opzione
Electronic Flow Measurement (Efm)
e un supporto Efm ai driver Roc e
Roc+Fisher. La versione 5.10 include
anche la condivisione di porte Com
addizionali per i driver basati su seriale,
permettendo di serializzare più protocolli
di comunicazione su una singola rete
per semplificare la telemetria su sistemi
unitamente all’eccellente
servizio di assistenza e al prezzo
competitivo, sono stati fattori
chiave che ci hanno permesso
di vincere l’appalto con il
cliente”, spiega Albert Lambert,
Web Automation Architect di
Failsafe Controls. “Kepware si
è mostrata subito disponibile
a supportarci e ha contribuito
attivamente alla realizzazione
del progetto, fornendoci anche le
radio o modem. Nuove viste organizzative
nella configurazione del server sono
invece state studiate per una gestione più
efficiente di grandi progetti, caratteristica
che permette agli utenti di ‘Organizzare per
Driver’ e ‘Organizzare per Connessione’,
aiutando i singoli a diagnosticare e
correggere in modo efficiente i problemi di
rete. Gli utenti hanno anche la possibilità
di vedere le connessioni condivise e come
sono utilizzate le Network Interface Card e
le reti virtuali.
licenze temporanee per la demo
presentata”.
Il server Opc accede ai dispositivi
della compagnia petrolifera per
integrarsi e comunicare con le
applicazioni di storicizzazione,
con Ignition e con gli altri
dispositivi compatibili con
la tecnologia Opc. I flow
computer Abb Totalflow e Bristol
Babcock monitorano il flusso
di gas e liquidi, la pressione e
Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
069
Automazione applicata Chimico-petrolchimico
la temperatura, e controllano le
modifiche apportate ai parametri
che trasformano il flusso di dati
in volumi. I volumi vengono
controllati ogni ora, giorno o
mese secondo necessità. Il cliente
di Failsafe Controls ha installato
in 30 impianti di compressione
anche una serie di plc di diversi
produttori e dei terminali remoti
(Rtu) che si interfacciano con
lo Scada Ignition e mantengono
sotto controllo l’attività dei pozzi.
Opc DA e UA,
per una maggiore
disponibilità dei tag
Il Client Driver Odbc di Kepware
interroga e scrive stringhe di
allarme in un database Odbc
integrato dentro a Ignition e
comunica con il client driver
Opc DA di Kepware per gestire e
segnalare gli allarmi. L’interfaccia
070
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
Opc DA Client Driver e Opc UA
Server fornisce accesso a tutti i
tag da diverse sorgenti di dati e
li rende disponibili per Ignition.
Modificando la configurazione
e i certificati di interscambio,
KepServerEX e Ignition riescono
a comunicare tra loro via Opc UA.
“In pratica, per connettersi alle
porte ci sono una username e una
password, una codifica specifica
e basta passare il certificato di
Kepware per abilitarle”, prosegue
Lambert. “Ci vogliono circa 10
minuti per configurare e abilitare
la porta: è sufficiente impostare
alcuni parametri e comandarle di
connettersi”.
La capacità di KepServerEX di
combinare i dati provenienti da
diverse sorgenti assicura inoltre la
validità e l’affidabilità e riduce il
numero di server esterni dai quali
l’applicazione deve raccogliere
i dati utili. L’utilizzo di una
singola sorgente per la raccolta
dei dati riduce il traffico della
rete e consente di ottimizzare
l’impiego delle risorse del sistema
e dell’architettura.
I server principali del cliente di
Failsafe Controls si trovano nella
sede centrale della compagnia,
dove vengono controllati dal
personale IT; i dirigenti e il
personale abilitato può accedere
ai dati da computer, smartphone
e tablet servendosi delle videate
Hmi/Scada realizzate dal modulo
Ignition Mobile. “L’opportunità
di accedere ai dati in qualunque
momento e da qualunque luogo
ha fatto davvero la differenza per
il cliente”, sottolinea Lambert.
“La tecnologia Opc UA lo ha reso
possibile: è facile da configurare
e non è necessario preoccuparsi
delle impostazioni Dcom dei
computer per rendere i dati
più sicuri. È la prima volta che
usiamo un’architettura Opc UA
e siamo molto soddisfatti dei
risultati ottenuti: l’integrazione
tra Ignition e Opc UA ha portato
una maggior velocità e sicurezza
di comunicazione, senza alcuna
difficoltà.
Il cliente di Failsafe Controls
inizialmente gestiva l’operatività
degli impianti per mezzo di
un servizio di outsourcing a
pagamento; in seguito a un’analisi
delle spese, ci si è però resi
conto che tale costo poteva
essere evitato, se le operazioni di
controllo e monitoraggio fossero
state effettuate da personale
interno alla compagnia. A seguito
dell’introduzione della soluzione
di Kepware ci si è anche resi
conto che i tecnici e gli ingegneri
erano ancor più efficaci nel
coordinamento delle attività e nel
determinare come amministrare
al meglio le risorse. “Il nostro
cliente ha apprezzato il fatto di
avere l’opportunità di gestire
tutto internamente e di poter
ottimizzare tempi e risorse grazie
alle soluzioni di automazione
introdotte. E visti i risultati
positivi, la nostra intenzione è
quella di continuare a spingere in
questa direzione”.
Per informazioni
Efa Automazione
www.efa.it
Failsafe Controls
www.failsafecontrols.com
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www.kepware.com
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Organizzazione a cura di
con la promozione di
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di Robotica e Automazione
Automazione applicata Chimico-petrolchimico
Il software
affina i processi
Invensys potenzia le soluzioni per raffinerie, a partire da yield accounting, gestione
unità off-site, pianificazione e schedulazione. Le novità presentate all’Simsci-Esscor
Forum 2012 organizzato lo scorso novembre a Milano
di Valeria Villani
L’
Simsci-Esscor Process &
Automation Engineering
Forum 2012, organizzato
da Invensys Operations Management
lo scorso 29 novembre a Milano,
è stato l’occasione per fare il punto
sull’andamento del settore e presentare
le ultime novità introdotte da Invensys
nell’ambito delle soluzioni a marchio
Simsci-Esscor per l’industria di
processo nel settore petrolchimico.
Un settore che nell’ultimo periodo è
stato sottoposto a diverse pressioni.
Chris Hotblack, Hpi Industry
Solutions Director Emea di Invensys
Operations Management, riferendosi
in particolare al segmento della
raffinazione, ha utilizzato il termine
“tempesta perfetta” per descrivere
alcune delle forze contrastanti che
attualmente lo influenzano: margini in
drastica riduzione, requisiti ambientali
e normative sempre più stringenti,
imperativi di safety imprescindibili.
“Il settore petrolchimico deve fare i
conti con le incertezze politiche che
caratterizzano i Paesi del Middle
East, primo fra tutti l’Iran, e quelle
economiche che coinvolgono la Vecchia
Europa”, ha detto Hotblack. “L’elevato
ritmo di crescita della popolazione e
dei consumi energetici sta spostando
il baricentro della domanda verso l’Est
del mondo: i Paesi Bric (Brasile, Russia,
India e Cina) sono i nuovi decisori
d’acquisto in grado di determinare
l’andamento del mercato globale. Il
brusco calo della domanda di carburante
nel segmento automotive nei Paesi Ocse
e l’esigenza di ridurre emissioni nocive e
presenza di zolfo nei carburanti vanno
poi ad aggiungersi ad altre due forti
criticità di questo settore: l’obsolescenza
degli impianti e l’invecchiamento della
popolazione di tecnici specializzati nei
Paesi Ocse”.
Il ruolo della tecnologia
4XDOHSXzHVVHUHLOUXRORGHOOD
WHFQRORJLDLQTXHVWRFRQWHVWR"3UHPHVVR
FKHQRQHVLVWRQRWHFQRORJLHLQJUDGRGL
VRYYHUWLUHHTXLOLEULSROLWLFLRHFRQRPLFL
LQFHUWLQpWULSOLFDUHUHSHQWLQDPHQWHL
PDUJLQLRODSURGXWWLYLWjODWHFQRORJLD
QHOODJLXVWDFRPELQD]LRQHGLKDUGZDUH
VWUXPHQWD]LRQHGDFDPSRHVRIWZDUH
$GYDQFHG3URFHVV&RQWURO'FV
VLPXODWLRQqXQPH]]RIRQGDPHQWDOH
SHUDIIURQWDUHOHFRPSOHVVLWjH
072
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
Chimico-petrolchimico Automazione applicata
Chris
Consumo
Hotblack,
energetico
Hpi Industry
mondiale dal
Solutions
1999 al 2035
Director Emea
(in quadrilioni
di Invensys
di Btu-British
Operations
Thermal Unit)
Management
GRYHSRVVLELOHVHPSOL¿FDUHH
FRPSUHQGHUHPHJOLRLSURFHVVL
RWWLPL]]DQGROHSHUIRUPDQFH4XHVWR
LOPHVVDJJLRODQFLDWRGD,QYHQV\VD
0LODQRSHUIHWWDPHQWHVLQWHWL]]DWR
QHOOHSDUROHGL7RELDV6FKHHOH
3K'9LFH3UHVLGHQW$GYDQFHG
$SSOLFDWLRQVGL,QYHQV\V2SHUDWLRQV
0DQDJHPHQWPHQWUHLOOXVWUDYDDOOD
SODWHD<LHOG$FFRXQWLQJODVROX]LRQH
SHUVHPSOL¿FDUHLOWUDVIHULPHQWR
GHLGDWLWUDLOVRIWZDUHRIIVLWHHLO
VRIWZDUHSHUODFRQWDELOL]]D]LRQHH
LOUHQGLPHQWRHODYHUVLRQHGL
5RPHRLOVRIWZDUHGLPRGHOOL]]D]LRQH
HRWWLPL]]D]LRQH³$EELDPRHVWHVRLO
QRVWURSRUWIROLR6LPVFL(VVFRU´KD
GLFKLDUDWR6FKHHOH³FRQVROX]LRQL
FKHUDIIRU]DQRXOWHULRUPHQWHLOQRVWUR
LPSHJQRQHOVHWWRUHSHWUROFKLPLFRQHO
TXDOHVLDPRDWWLYLFRQVXFFHVVRGDROWUH
DQQLVRVWHQHQGROHUDI¿QHULHQHO
ORURSHUFRUVRGLPDVVLPDHI¿FLHQ]D
RIIUHQGRODSRVVLELOLWjGLPRQLWRUDUH
OHSUHVWD]LRQLGHJOLDVVHWG¶LPSLDQWR
ULGXUUHLFRVWLRSHUDWLYLHDXPHQWDUHOD
SURGXWWLYLWj´
2JJLSLFKHPDLOHUDI¿QHULHVRQR
VRPPHUVHGDLGDWL3HURSHUDUHLQ
PRGRHI¿FLHQWHRFFRUUHSHUzHVVHUH
LQJUDGRGLLQGLYLGXDUHHVHOH]LRQDUH
TXDOLGDWLG¶LPSLDQWRVLDQRDI¿GDELOL
HTXDOLSRVVDQRHVVHUHXWLOL]]DWLSHU
SUHQGHUHGHFLVLRQLSLVWUDWHJLFKHÊ
TXHVWDHVVHQ]LDOPHQWHODGLUH]LRQHLQ
FXLYDQQROHVROX]LRQL6LPVFL(VVFRU
GL,QYHQV\V³,QRVWULFOLHQWLKDQQR
ELVRJQRGLTXDQWL¿FDUHHFRPSUHQGHUH
O¶LPSDWWR¿QDQ]LDULRGHOOHORUR
GHFLVLRQLGLEXVLQHVVLQWHPSRUHDOH
SHUTXHVWRDEELDPRHVWHVRLOQRVWUR
SRUWIROLRGLVROX]LRQLSHUIDYRULUHLO
PLJOLRUDPHQWRGHOODSUR¿WWDELOLWjH
GHOOHSHUIRUPDQFHGHJOLLPSLDQWLGL
UDI¿QD]LRQH´KDFRQWLQXDWR6FKHHOH
*UD]LHDOO¶XWLOL]]RGLDOJRULWPLQDWLYL
SHUODULFRQFLOLD]LRQHGHLGDWLOD
VROX]LRQH<LHOG$FFRXQWLQJSHUPHWWH
GLFRQYHUWLUHLGDWLGLSURFHVVR
LQLQIRUPD]LRQLRSHUDWLYHXWLOLH
FRQVLVWHQWLSHUODFRQWDELOL]]D]LRQHGHL
FRVWLO¶XWLOL]]RGHLPDFFKLQDULHDOWUL
LQGLFDWRULGHOOHSHUIRUPDQFHG¶LPSLDQWR
FKH³SRWUHEEHURSRUWDUHULVSDUPLGL
PLOLRQLGLGROODULO¶DQQRDXQDUDI¿QHULD
FRQXQDSURGXWWLYLWjPHGLDGLPLOD
EDULOLJLRUQR´
,OVRIWZDUHGLRWWLPL]]D]LRQH6LP6FL
(VVFRU5RPHRLQYHFHFRQVHQWHDOOH
UDI¿QHULHFKHJLjKDQQRLQHVVHUH
Simsci-Esscor Forum 2012, prima volta in Italia
“Collaboriamo con 24 delle 25
maggiori società petrolifere
mondiali, con 49 delle 50
maggiori società chimiche
e con 650 unità di energia
combustibile fossile con
capacità totale di 200 GW”,
ha dichiarato Vittorio Panzeri,
Managing Director di Invensys
Italia, in apertura dell’SimsciEsscor Forum 2012, ricordando
che è la prima volta che questo
user meeting si organizza in
Italia e che sono state raccolte
140 registrazioni.
Vittorio
Panzeri,
Managing
Director di
Invensys Italia
Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
073
Automazione applicata Chimico-petrolchimico
Modifiche, meglio se accessibili e sempre visibili
“Quando selezioniamo un software,
cerchiamo soprattutto funzionalità
efficienti e user-friendly per la simulazione
termodinamica. Abbiamo bisogno di
simulazioni dei processi dettagliate per
singoli item, di stime fedeli di pesi e
costi e della possibilità di esportare dati
velocemente, anche su un foglio Excel. È
altrettanto fondamentale che il software
per la simulazione renda le modifiche
accessibili e visibili alle diverse figure
aziendali coinvolte, lungo tutto il processo
di simulazione, sia facilmente integrabile
con altri tool software in uso nell’azienda
RSHUD]LRQLGLEOHQGLQJHSUDWLFKHGL
RWWLPL]]D]LRQHGLVIUXWWDUHHQWUDPEH
OHIRQWLGLLQIRUPD]LRQL³,QYHQV\V
qLQJUDGRGLSURSRUUHXQDSSURFFLR
SLVHPSOLFHSHUDJJLRUQDUHPRGHOOL
GLSURJUDPPD]LRQHOLQHDUHQHOFDVR
GLPRGL¿FKHVLJQL¿FDWLYHDLSUR¿OLR
DOOHFRQ¿JXUD]LRQL¿VLFKHUHODWLYLDOOH
PDWHULHSULPHGLUDI¿QD]LRQH´
e sia connesso on-line con tool Pvt”.
Così si è espresso Marco Bertino, Plant
Processing Technologies Manager di
Eni e&p, portando la sua esperienza di
utilizzatore di software per la simulazione
dei processi all’Simsci-Esscor Forum 2012.
Marco
Bertino, Plant
Processing
Technologies
Manager di
Eni e&p
Tutelare le conoscenze
'RSRO¶DFTXLVL]LRQHGHOODVRFLHWj
EULWDQQLFD6SLUDO6RIWZDUHRWWREUH
QGUGDSDUWHGL,QYHQV\VLO
SRUWIROLR6LPVFL(VVFRUVLqSRWHQ]LDWR
FRQXQXOWHULRUHVRIWZDUHLQJUDGR
GLXQLUHODJHVWLRQHGHLGDWLVXOOH
PDWHULHSULPHDOODSLDQL¿FD]LRQHHDOOD
SURJUDPPD]LRQH³4XHVWRVLJQL¿FD
L’integrazione è tutto
Intervenuto all’Simsci-Esscor Forum 2012, Giuseppe Baffi, Section Head, Advanced
Systems Engineering di Technip, ha ricordato che esistono alcuni ingredienti essenziali
irrinunciabili per implementare in modo corretto e con un buon Roi un sistema Apc
(Advanced Process Control). Tra questi, un’attenta analisi dei benefici relativi a ogni
specifico impianto, una concreta valutazione della tecnologia, del fornitore e del system
integrator, e una buona fase preliminare di testing e progettazione funzionale. “Un Apc
presuppone anche un’adeguata strumentazione da campo e una robusta infrastruttura di
comunicazione, oltre a una perfetta integrazione con il Dcs”, ha detto Biffi. “Ovviamente,
non si otterrà un progetto di successo se tutti questi ingredienti non saranno mescolati a
una base solida di dati di processo affidabili e disponibili per la progettazione del sistema
di controllo e a un team di persone specializzate e qualificate”.
074
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
FKHSRVVLDPRRWWLPL]]DUHO¶LQWHUDFDWHQD
GHOYDORUHGLXQLPSLDQWRGLUDI¿QD]LRQH
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Chimico-petrolchimico Automazione applicata
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all’automazione industriale
Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
075
Automazione applicata Chimico-petrolchimico
Gli impianti comunicano
grazie allo Scada
Per misurare milioni di tag e 800mila punti di I/O nei suoi impianti primari
oil & gas, Cnrl utilizza plc GE e Allen-Bradley, insieme a Rtu Fisher e Bristol
Babcock, mentre lo Scada PcVue supervisiona la produzione e fornisce
informazioni a oltre 2.500 dipendenti
di Alice Alinari
F
ondata nel 1989, la società
canadese Canadian Natural
Resources (Cnrl) possiede
asset in Nord America, nel Mare
del Nord e al largo delle coste
africane ed è oggi il maggiore
produttore indipendente di greggio
e gas naturale in Canada. Cnrl
gestisce le sue attività attraverso
tre linee di produzione principali:
076
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
la produzione di sabbie oleose
Horizon, l’olio pesante termico e
il petrolio e il gas convenzionali.
Nell’ultimo anno, Cnrl ha investito
in un progetto di automazione
su larga scala che coinvolge
principalmente il business del
petrolio e dei gas convenzionali
e riguarda l’esplorazione, lo
sviluppo, la produzione e la
commercializzazione di greggio,
gas naturale liquefatto e gas
naturale. Quello che serviva
a Cnrl era essenzialmente
una modalità migliore per
gestire controllo di processo
e monitoraggio delle sue 300
stazioni di raccolta, le 800 stazioni
di compressione e i 150 impianti
di trattamento del gas. Kurtis
Jackson, lo specialista Scada di
Cnrl che ha curato il progetto di
automazione dell’azienda volto
a installare gli Scada PcVue
e utilizzare FrontVue, Gui di
PcVue, spiega che si è dovuto
essenzialmente tenere conto del
fatto che negli impianti Cnrl
convivono numerosi sistemi
di automazione indipendenti,
provenienti da fornitori diversi, e
che era necessario centralizzarli,
integrando la maggiore
quantità possibile dei sistemi di
automazione su PcVue. “In Cnrl
utilizziamo Modbus Roc, Roc
Talk e Bsap e abbiamo puntato
anche a sfruttare la capacità di
PcVue di supportare architetture
multistazione per il networking”.
Chimico-petrolchimico Automazione applicata
* fino ad esaurimento scorte
Una migrazione smart
Il processo di sostituzione del
precedente sistema Scada con
quello di PcVue è iniziato circa
otto mesi fa, quando Cnrl ha dato
il via alla migrazione verso PcVue
utilizzando lo Smart Generator,
un tool di PcVue che ha permesso
di convertire in PcVue una parte
elevata delle applicazioni esistenti
in modo semplice e automatico.
“Abbiamo convertito con facilità
in PcVue il 60-80% delle nostre
applicazioni presenti nello Scada
precedente, una percentuale che
rappresenta la maggior parte
delle applicazioni Scada di cui
stiamo eseguendo l’upgrade”, dice
Jackson. “Questo ci ha permesso di
risparmiare un’enorme quantità di
tempo, non dovendo riconfigurare
le applicazioni e non dovendo
riaddestrare i nostri operatori:
stiamo investendo nel nostro futuro
con l’automazione Scada”. Kurtis
Jackson ha già implementato otto
server PcVue con accesso remoto
dei client e prevede di avviare circa
40 sistemi Scada PcVue entro i
prossimi due anni.
Cth Systems, un rivenditore a valore
aggiunto di PcVue, ha supportato
il team di Cnrl nel configurare
e facilitare la migrazione verso
PcVue. Usando lo Smart Generator,
gli ingegneri sono riusciti a
convertire tutti gli elementi grafici
(mimici, simboli e maschere), le
librerie locali e condivise (simboli,
immagini), tutti i set di variabili
per l’applicazione (inclusi tabelle
di variabili, configurazioni degli
allarmi e storici) e il database senza
alcuna rielaborazione. Lo Smart
Generator converte anche gli oggetti
di comunicazione Tcp/IP e i loro
link. “Siamo realmente soddisfatti
di come sia stato facile trasferire
tutte le nostre applicazioni su
PcVue in modo semplice e diretto”,
commenta Jackson.
Cnrl utilizza anche l’IM-Scada
di Cth Systems, un software
multiprotocollo di misura e
comunicazione che permette ai pozzi
dotati di dispositivi di automazione
differenti, come Rtu o controllori
on/off delle pompe, di dialogare
attraverso un singolo canale radio,
per riportare i dati allo Scada PcVue.
IL METODO
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Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
077
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Automazione applicata Chimico-petrolchimico
Cth Systems ha supportato Cnrl
implementando letture automatiche
e remote delle composizioni del
gas dal pozzo, l’upload su ciascun
pozzo delle composizioni del
gas corrette e l’eliminazione delle
varianze fra lo strumento di misura
del pozzo e il database dell’IMScada. “Siamo soddisfatti della
robustezza e dell’efficacia con le
quali il driver IM-Scada lavora per
noi: il driver ci aiuta a ottimizzare
l’efficienza operativa e non rende più
necessario recarsi fisicamente nei
siti dei pozzi per caricare o scaricare
le composizioni del gas”, afferma
Jackson.
Un dialogo efficace
Avendo 178 host server con 600
client remoti, Cnrl deve controllare
circa 5mila-6mila punti dati per
host. Fra questi vi sono otto stazioni
PcVue che eseguono la supervisione
di un numero variabile da 50 a 400
pozzi e da uno a tre impianti per
host, in base a località o regione.
“Ciò si traduce in migliaia di tag e
parametri di allarme che vengono
monitorizzati e confermati ogni
giorno”, dice Jackson. Quando il
petrolio esce dal pozzo, attraversa un
sistema di tubiconnesso alle flow line
che portano il greggio e il gas alle
stazioni di raccolta dove vengono
separati sedimenti, gas, acqua salina
078
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
e greggio. PcVue tiene sotto controllo
anche le stazioni di raccolta.
Lo Scada PcVue raccoglie gli I/O
dei plc e delle Rtu utilizzati nei
campi di produzione e nelle stazioni
di raccolta, come pressione gas/
petrolio, pressione Esd, avvio/
arresto delle pompe, controllo
remoto/locale delle pompe, velocità
delle pompe, rotazione/fermo
delle pompe, valvole motorizzate
e arresto delle valvole motorizzate,
set-point/posizioni delle valvole di
strozzatura, temperatura, arresti di
emergenza e allarmi d’incendio ecc.
“Uno dei fattori più importanti nel
nostro settore è la sicurezza. In ogni
fase del processo, PcVue controlla
le nostre operazioni mission critical
e mantiene tutte le nostre misure
di sicurezza per prevenire incendi,
esplosioni e disastri ecologici”,
spiega Jackson.
Caratterizzata da operazioni remote
e distribuite, Cnrl desiderava che
ogni attività automatizzata, sia
di trivellazione/produzione sia
di distribuzione, trasportato o
raffinazione, fosse supervisionata
da più di uno dei suoi centri
di controllo. Un sistema Scada
progettato per la sicurezza deve
essere in grado di controllare
fattori critici come, fra gli altri,
esondazioni, perdite, incendi, Esd,
portata e portata accumulata del
greggio e del gas, pressione di linea,
pressione alla testa del pozzo, stato
delle pompe, livelli dei serbatoi
e stato delle apparecchiature
delle stazioni di raccolta. A causa
della natura del prodotto e gli
eventuali effetti negativi di possibili
incidenti, il ruolo dello Scada è
fondamentale. “Volevamo sfruttare
le caratteristiche e i benefici dello
Scada che ci offrono la possibilità
di raccogliere in modo affidabile
più dati e ottenere un maggiore
controllo”, dice Jackson.
Cnrl è in attesa di cogliere i benefici
dell’upgrade dei suoi sistemi
di automazione ed è realmente
soddisfatta del buon lavoro svolto
finora per ottimizzare i suoi
processi. “Sono ormai trascorsi
circa otto mesi da quando PcVue
è stato installato ed è in funzione:
siamo realmente soddisfatti di
avere scelto PcVue e l’IM-Scada
per la nostra soluzione Scada e che
l’implementazione del processo
di configurazione sia stata così
lineare, soprattutto considerando
che la maggior parte delle nostre
applicazioni sono mission critical e
devono funzionare 24 ore al giorno”,
conclude Jackson.
Per informazioni
PcVue - Arc Informatique
www.pcvuesolutions.com
Chimico-petrolchimico Automazione applicata
Serbatoi Gpl
in versione M2M
La distribuzione di Gpl si converte alla tecnologia
machine-to-machine di Telit. Grazie al monitoraggio in
tempo reale dei serbatoi, si ottimizzano funzionamento,
sicurezza e impatto ambientale
di Franco Gori
D
opo aver supportato la
società svizzera Sensile
Technologies nello
sviluppo e nell’adeguamento
alla normativa cellulare locale
in Australia e Nord America,
Telit Wireless Solutions ha
rinnovato la collaborazione
con quest’azienda, che progetta
soluzioni di monitoraggio da
remoto per l’industria del petrolio
e del gas, anche in Sud America.
Risale infatti allo scorso dicembre
l’annuncio di un nuovo accordo
con un gigante della distribuzione
Gpl in America Latina da parte
di Sensile Technologies che vede
coinvolte anche Telit e WacnGO,
quest’ultima una società israeliana
attiva nell’ottimizzazione dei
servizi logistici per il mercato della
distribuzione di petrolio e gas. È
stata proprio WacnGO, dopo aver
ottenuto la commessa in Brasile,
a scegliere di collaborare con
Sensile Technologies per introdurre
nuove funzionalità nelle unità di
monitoraggio remoto Netris fornite
dalla stessa Sensile.
L’accordo siglato fra le tre aziende
prevede l’integrazione di migliaia
di unità all’interno dei serbatoi
Gpl del distributore brasiliano
per migliorare l’efficienza della
logistica distributiva, consentire
il controllo, la pianificazione e
la gestione delle scorte da parte
del fornitore (Vendor Managed
Inventory), ridurre le emissioni
nocive e ottimizzare la sicurezza
delle operazioni di distribuzione in
America Latina.
Soluzione di punta di Sensile,
L’unità di
monitoraggio
Netris di Sensile
Technologies
per serbatoi di
stoccaggio gas
e liquidi
risultato di un’esperienza di 10 anni
nello sviluppo e nella produzione
di attrezzature autonome per la
telemetria nel settore del petrolio
e del gas, il telemetro Netris è
basato sul modulo cellulare M2M
di Telit GE865-Quad e può essere
installato nei serbatoi di stoccaggio
di gas e liquidi. Abbinato a Jupiter
System di WacnGO, una soluzione
end-to-end per l’ottimizzazione dei
servizi logistici nella distribuzione
di petrolio e gas, Netris permette
il controllo dei materiali di
consumo all’interno dei serbatoi,
contribuendo a ridurre i costi della
logistica e a limitare la pericolosità
del trasporto e le emissioni di
carbonio delle autocisterne, che
possono essere rimosse dalle
strade quando non è necessario un
rifornimento.
Il modulo Telit integrato GE865Quad abilita nelle unità Netris di
Sensile la connessione Gsm (sms) o
Gprs (IP-data) per il collegamento
ai servizi di monitoraggio
all’interno di edifici, sottoterra e in
aree remote.
Per informazioni
Sensile Technologies
www.sensile.com
Telit
www.telit.com
www.m2mair.com
WacnGO
www.wireapp.com
Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
079
Automazione applicata Chimico-petrolchimico
Un viaggio all’interno
dell’oleodotto
LabView Real-Time Module e CompactRio di National
Instruments sono stati utilizzati da EngeMovi per sviluppare
estensimetri per l’ispezione inerziale dei condotti
di Alice Alinari
L’
estensimetro per
l’ispezione dei condotti
(Pig, Pipeline Inspection
Gauge) è uno strumento per
il controllo degli oleodotti e
gasdotti che, una volta inserito
nelle tubazioni, viene azionato
dalla pressione del materiale
in circolazione. Il Pig esamina
080
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
le deformazioni e le anomalie
di corrosione, contribuendo a
prevenire guasti che possono
causare incidenti ecologici.
Per ridurre i costi e sostituire
rapidamente un condotto, è
necessario conoscere la posizione
georeferenziata dell’anomalia
rilevata. Un Pig inerziale serve
per rilevare gli spostamenti del
condotto prodotti dal movimento
del terreno. Il Pig inerziale opera
sotto la superficie del terreno ed è
coperto dal condotto: poiché non
sono quindi disponibili segnali Gps
permanenti, il Pig inerziale deve
utilizzare un sistema Ins (Inertial
Navigation System) per le misure
di accelerazione e velocità angolare.
Velocità, posizione e orientamento
del veicolo possono essere ottenute
con integrazioni. Tuttavia, le
inesattezze dei sensori, come gli
offset e i rumori, sono presenti e
diminuiscono la precisione della
localizzazione nel tempo.
“Un modo efficace per evitare questa
deriva è supportare le misurazioni.
Noi utilizziamo un odometro e
diversi waypoint di riferimento
per il Gps lungo il condotto per
ottenere ulteriori aggiornamenti sulla
localizzazione. Questi marcatori Gps
sono sincronizzati con il sistema
Ins del Pig mediante sensori esterni
al condotto, in grado di rilevare il
momento del passaggio del Pig. La
combinazione di Gps e Ins è chiamata
navigazione inerziale assistita da Gps
e permette una registrazione della
traiettoria basata su uno stimatore
di stati iterativi per sistemi dinamici,
il filtro di Kalman. Anche se la
distribuzione di più punti Gps riduce
gli errori del sistema, troppi punti
richiedono un maggiore tempo
di preparazione da parte del team
Chimico-petrolchimico Automazione applicata
tecnico”. A parlare è Ricardo Artigas
Langer della società EngeMovi, uno
sviluppatore brasiliano certificato
NI LabView. “Per far fronte a questo
vicolo cieco, è necessario adottare
una scelta economica che prenda
in considerazione ciascun tipo di
condotto”.
Il computer del Pig inerziale deve
soddisfare vari requisiti, tra cui la
capacità, di eseguire, prima dell’avvio,
un controllo complesso sugli stati
di tutti i sensori in loco per evitare
perdite nell’intero progetto. Deve,
inoltre, gestire costantemente più
di 20 sensori ad alta frequenza
di acquisizione per più di 60 ore.
“Questa quantità di dati non può
essere immagazzinata su qualsiasi
dispositivo di archiviazione
disponibile sul mercato, tollerante alla
temperatura, resistente agli urti a più
di 20 G e abbastanza piccolo da poter
essere inserito all’interno del corpo
Pig. Per questo motivo, abbiamo
implementato metodi real-time per la
compressione dei dati statistici senza
la perdita di virgola mobile all’interno
del Pig”.
La soluzione sviluppata da EngeMovi
consiste in un controller NI
CompactRio-9014 con Fpga “perché
di piccole dimensioni, resistente
agli urti e abbastanza potente da
soddisfare i rigidi requisiti del
progetto Pig”, insieme alla piattaforma
di programmazione di LabView.
La Figura 1 presenta l’architettura
dell’hardware del Pig inerziale.
“Grazie a LabView, abbiamo
programmato facilmente il Pig
in base ai requisiti del progetto e
utilizzato lo stesso linguaggio di
programmazione per sviluppare un
programma di post-elaborazione
in grado di trasformare la grande
Fig. 1.
Architettura
dell’hardware
dell’estensimetro
quantità di dati acquisiti nella
posizione georeferenziata dei punti di
saldatura all’interno della conduttura.
Le funzioni Ftp e Tcp di CompactRio
hanno semplificato il trasferimento
di tutti i dati acquisiti e l’adattamento
dei parametri del progetto a qualsiasi
computer o Pda”.
Con l’accesso remoto ai virtual
instrument dei computer del progetto,
il team di EngeMovi è stato in grado
di diagnosticare con facilità eventuali
anomalie nel prototipo e ha potuto
concentrarsi sulla realizzazione degli
algoritmi matematici per la fusione
dei dati e l’analisi statistica, invece che
sui protocolli di comunicazione. Con
le funzioni multicore di LabView,
questi algoritmi hanno funzionato più
rapidamente, dopo aver moltiplicato
migliaia di matrici specifiche alla
navigazione inerziale e alla stima
dello spazio di stato dei filtri di
Kalman. Lo sviluppo del progetto,
durato solo 18 mesi, ha incluso
una serie di test prima di arrivare a
completare i disegni meccanici.
“Quando abbiamo progettato un
condotto per il trasporto dei fluidi
e non dei solidi, abbiamo tenuto
conto del fatto di dover realizzare un
sistema complesso di sospensione
per garantire la sopravvivenza
dell’Ins. Molti sono gli elementi
all’interno di un condotto che
potrebbero distruggere un Pig mal
studiato: valvole, curve, interruzioni,
restrizioni, spostamenti e persino
valvole istallate illegalmente per
rubare il carburante. Per questo
motivo, hardware e software devono
essere sviluppati in parallelo con il
progetto meccanico per evitare di
ritardare pericolosamente l’intero
progetto”.
Dalla bicicletta
alle pipeline
Per fornire una piattaforma in grado
di testare gli algoritmi in fase di
sviluppo, EngeMovi ha installato
il controller CompactRio e alcuni
sensori su una bicicletta (Figura 2)
e mappato il percorso nello stesso
modo in cui avrebbe fatto con il Pig
all’interno di una tubatura. “Anche se
abbiamo raccolto molti dati da questa
piattaforma di test, la bicicletta ha più
gradi di libertà rispetto a un condotto;
per questo motivo, avevamo bisogno
Gennaio/Febbraio 2013 - Automazione Industriale
081
Automazione applicata Chimico-petrolchimico
“Anche se le schede per l’acquisizione
dati erano rovinate, il controller
real-time, dopo essere stato asciugato
e pulito, funzionava ancora e siamo
riusciti a salvare i dati di un lavoro
di 40 ore. Questo a dimostrazione
che, anche davanti alla distruzione
quasi completa del Pig, non abbiamo
dovuto ripetere l’ispezione”.
Fig. 2. Test
sul campo con
una bicicletta
di una piattaforma di test più simile
alle condizioni finali. Abbiamo così
utilizzato un carrello ferroviario
(Figura 3) per sostituire la bicicletta”.
Infine, dopo aver assemblato la
meccanica del Pig, EngeMovi ha
condotto un test sul campo su
un condotto. Ognuna di queste
piattaforme per i test sul campo aveva
caratteristiche differenti, e LabView
ha reso possibile l’adattamento ad
ognuna evitando ritardi nel progetto.
“Abbiamo sviluppato tutto il software
utilizzando prodotti National
Instruments e non abbiamo dovuto
scrivere una singola linea del codice”.
Fig. 3. Test
sul campo
con un carrello
ferroviario
082
Automazione Industriale - Gennaio/Febbraio 2013
Dopo quasi un anno di
funzionamento in Brasile e Colombia,
il controller CompactRio ha dovuto
resistere a condizioni avverse quando
un errore di funzionamento su una
procedura di ricezione ha causato lo
scontro frontale del Pig inerziale con
l’estremità di un condotto. L’impatto
è stato così forte da distruggere i
ganci tra i vagoni del Pig. I ganci,
fatti da barre di acciaio di 8 mm, si
sono piegati e sono penetrati nella
copertura esterna del Pig, dove
era istallato CompactRio. L’intero
compartimento è stato distrutto con
40 atmosfere di benzina pressurizzata.
Una collaborazione proficua
La collaborazione tra ingegneri
EngeMovi e National Instruments
ha prodotto risultati positivi in
diversi progetti: Pig inerziali, Pig
geometrici e magnetici, robot
sottomarini per l’ispezione delle
condutture in acque profonde,
robot per saldature con cinematica
ridondante e, più recentemente, un
Pig motorizzato e alimentato con i
driver NI 9505.
“Il primo Pig inerziale che abbiamo
realizzato è in grado di viaggiare
all’interno di tubature con diametri
da 10 a 14 pollici e a una distanza di
180 miglia. La curvatura massima
accettabile è di 1,5 D (una volta e
mezzo il diametro della tubatura) e
la velocità massima all’interno del
condotto è di 8 m/s. Dal momento
che il prototipo iniziale è sottoposto
costantemente a miglioramenti
e ha ispirato un’intera gamma
di strumenti, siamo sicuri che i
prodotti di National Instruments
continueranno a svolgere un ruolo
importante nello sviluppo di nuove
soluzioni per la nostra compagnia”,
conclude Ricardo Artigas Langer.
Per informazioni
EngeMovi
www.engemovi.com.br
National Instruments
www.ni.com/italy
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