Dentro a un
cuore verde
tra profumi, storia e arte
Text: Maria Zanolli
Per le immagini delle città Umbre riportate
nel servizio si ringrazia Pierpaolo Metelli.
Da Spoleto ad Assisi,
passando per Campello, Trevi,
Foligno e Spello.
Andando per frantoi abbiamo
scoperto i sapori e i profumi
di un territorio incantevole.
Un itinerario alle radici della terra,
che vi porterà lontano.
E, perché no, un’idea perfetta
per la vostra estate.
Tra jazz, orizzonti di colline e storia.
Itinerari La strada dell’olio in Umbria
i
itinerario enogastronomico
In un “mare”
di Ulivi
È nei dintorni di Spoleto che inizia il nostro viaggio.
Ci troviamo nella parte meridionale della regione, all’estremità della Valle Umbra, una
vasta pianura alluvionale generata in epoca preistorica da un lago, prosciugato definitivamente nel Medioevo. Da qui parte un itinerario - percorribile in bicicletta, a piedi,
a cavallo o con i muli - attraverso i luoghi del paesaggio umbro. Una via che si snoda
a 500-600 metri di altitudine, attraversando gli estesi oliveti dell’Umbria, che fanno
da scenografia a uno dei panorami più suggestivi della regione.
La sensazione che si prova attraversando questi luoghi è davvero unica. Dall’alto dei
borghi lo sguardo si perde tra le colline che si colorano di verde, di giallo o di bianco
a seconda delle stagioni. Nell’aria si respira la storia delle città, il loro passato glorioso, e nelle pietre si legge il presente. Il silenzio e il vento accompagnano chi si avventura in queste splendide zone.
Partendo da Spoleto, si possono percorrere le colline degli olivi attraverso il suo sentiero, che passa proprio dentro al suggestivo frantoio del Poggiolo a due passi
dal quasi sconosciuto e affascinante borgo di Eggi e a pochi chilometri dal Castello
di Campello.
Capitale dell’antico Ducato Longobardo, Spoleto è Rocca Albornoziana con il suo
recente Museo Longobardo, ma è anche la Piazza del Mercato, con la fontana.
A pochi passi dalla piazza c’è la bottega di un giovane dedito liutaio Giacomo
Brunini, allievo della prestigiosa Scuola di liuteria di Gubbio, che con sapiente maestria realizza gli strumenti legati a questa antica tradizione artigianale. Spoleto è arte,
storia, musica e anche “tempio di gusto” come l’omonimo ristorante confinante con
l’antico Arco di Druso. Per chi vuole assaggiare un olio extravergine di oliva pregiatissimo una tappa d’obbilgo è quella all’oleificio Melchiorri. Dopo aver lasciato Spoleto si giunge a Campello, suggestivo castello di altura, dove, oltre al
paesaggio mozzafiato, sarete coinvolti dall’arte del giovane pittore-scultore Gary Jo
Gardenhire. Il percorso è allietato dalla sosta in tipiche aziende agricole e frantoi
locali: nell’azienda Polidori si può degustare una colazione di piacere nell’antica
corte della villa. Meritano una visita le moderne strutture di produzione dell’olio dell’azienda Marfuga. Infine nel frantoio Eredi Gradassi si potrà vivere uno spettacolo unico dove la maestria della produzione di olio è tramandata di padre in figlio.
L’itinerario tra le colline dell’Umbria continua a Trevi, il borgo del sedano nero. Qui
si può incontrare un originale ed inaspettato naif, Vittorio Paris, che plasma sculture
e dipinge tele con briosi colori, ispirandosi al fascino di ogni singolo scorcio. Una visita a Palazzo Lucarini Contemporary (ex Flash Art Museum of Art) non può
mancare insieme a un bicchiere di Sagrantino da Gustavo, una ricercata vineria ricavata negli ambienti di un antico mulino. Per saziare anche il palato si può scegliere
tra due agriturismi tipici: I Mandorli, cuore dell’Azienda Agricola delle tre sorelle Cardarelli-Zappelli, che hanno saputo far rivivere l’atmosfera di un antico piccolissimo
borgo medievale affacciato sulla valle spoletana e La Pintura della pittrice Simona
Ciarletti.
Itinerari
Spoleto
icletta, a piedi, a cavallo o con i
muli - attraverso i luoghi del paesaggio umbro. Una via che si snoda
a 500-600 metri di altitudine, attraversando gli estesi oliveti dell’Umbria, che fanno da scenografia
a uno dei panorami più suggestivi
della regione.
La sensazione che si prova attraversando questi luoghi è davvero
unica. Dall’alto dei borghi lo
sguardo si perde tra le colline che
si colorano di verde, di giallo o di
bianco a seconda delle stagioni.
Nell’aria si respira la storia delle
città, il loro passato glorioso, e
nelle pietre si legge il presente. Il
silenzio e il vento accompagnano
chicletta, a piedi, a cavallo o con i
muli - attraverso i luoghi del paesaggio umbro. Una via che si snoda
a 500-600 metri di altitudine, attraversando gli estesi oliveti dell’Umbria, che fanno da scenografia
a uno dei panorami più suggestivi
della regione.
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Nella strada da Foligno ad Assisi non si possono perdere alcune tappe fondamentali. Partiamo dalla città: una passeggiata nel borgo di Foligno è d’obbligo. Qui
si possono ammirare i numerosi edifici storici tra cui il Duomo con i suoi ricami scultorei. Tra i locali tipici meritano una sosta la Broseccheria - dove poter degustare
i piatti tipici come i fagioli con le cotiche, ma anche un fuagrà strepitoso, tutto accompagnato da bollicine, prosecchi e champagne – e Bacco Felice dove ai piatti
tipici si abbina un concertino, un pittore all’opera, la lettura di un libro. Tra i frantoi si
segnala Cipolloni (il cui prodotto è particolarmente apprezzato da grandi chef come
Gianfranco Vissani che ha contribuito a farlo conoscere), l’azienda agraria Le Vigne
e Federici.
La storia continua, in Umbria, nella cittadella di Spello. Dopo una camminata tra i
vivaci vicoli ricchi di palazzi, chiese affrescate dal Pintoricchio e tradizioni, una sosta
può essere quella al Frantoio o nell’Azienda Agraria Salmareggi, dove poter
assaporare il sapore unico dell’olio extravergine d’oliva di qualità. Ma la città umbra
è rinomata anche per i suoi artigiani: gli arredi in ferro di Luca Peppoloni nella sua
Officina, i dipinti del pittore Elvio Marchionni.
Ma il silenzio, quello vero, si sente in modo particolare avvicinandosi alla città di San
Francesco, l’incantevole Assisi. Collocata sulle pendici occidentali del Monte Subasio da dove domina una pianura fertilissima al centro della quale svetta la Basilica di Santa Maria degli Angeli, Assisi è una città da scoprire nei suoi angoli
di storia e arte, a partire da quel tempio che l’ha resa famosa in tutto il mondo: la Basilica di San Francesco.
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umbro. Una via che si snoda a 500600 metri di altitudine, attraversando gli estesi oliveti dell’Umbria,
che fanno da scenografia a uno dei
panorami più suggestivi della regione.
La sensazione che si prova attraversando questi luoghi è davvero
unica. Dall’alto dei borghi lo
sguardo si perde tra le colline che
si colorano di verde, di giallo o di
bianco a seconda delle stagioni.
Nell’aria si respira la storia delle
città, il loro passato glorioso, e
nelle pietre si legge il presente. Il
silenzio e il vento accompagnano
chicletta, a piedi, a cavallo o con i
muli - attraverso i luoghi del paesaggio umbro. Una via che si snoda a
500-600 metri di altitudine, attraversando gli estesi oliveti dell’Umbria, che fanno da scenografia a
uno dei panorami più suggestivi
Informazioni
Viaggiare in Umbria
indirizziario:
Associazione Strada dell’Olio Dop Umbria,
Piazza Mazzini Trevi 0742 332269
[email protected], www.stradaoliodopumbria.it
dove dormire:
Agriturismo – Frantoio “La Giara” di Campogrande
Via Fosso dei Mulini 5 Frazione Protte, Spoleto (PG)
Tel. e Fax 0743 261784 www.agriturismocampogrande.it
Agriturismo – Frantoio “La Pintura” di Ciarletti Simona
Loc. La Pintura – Manciano di Trevi (PG) Tel. e Fax 0742/78354
www.lapintura.it
Agriturismo “I Mandorli”
Az. Agraria Sorelle Zappelli Cardarelli Località Fondaccio 6, Trevi (PG)
Tel. e Fax 0742/78669
www.agriturismoimandorli.com
Country House Casco dell’Acqua
Via Casco dell’Acqua 15/D Frazione Matigge, Trevi (PG)
Tel 0742/ 391208 www.cascodellacqua.it
Tipicità Locali
temraccolte tra il 29 set
Le castagne vengono festa San Michele e il
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cinatura avviene entro
15 dicembre. La ma sivo a quello di raccolta.
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Territorio: Norcia, Preci, Cascia,
Monteleone, Spoleto, Poggiodomo
Prosciutto
di Norcia IGP
È un prodotto a indicazione geografica
protetta tipico dell’Umbria. L'elaborazione deve avvenire nella zona comprendente i comuni di Norcia, Preci, Cascia,
Monteleone Spoleto, Poggiodomo, nei territori posti ad altitudine superiore ai 500
m.s.l.. Ha una forma caratteristica a "pera",
un peso non inferiore a 8,5 Kg. L’aspetto al
taglio è compatto, di colore dal rosato al
rosso. Per quanto riguarda le caratteristiche organolettiche presenta un profumo tipico, leggermente speziato. Può
stagionare oltre i 18 mesi (12 mesi è il periodo minimo).
Curiosità
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Da secoli in tutta Italia Nor
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sciuti.
Territorio: Montefalco di Umbria
Sagrantino
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Tartufo
nero di Norcia
Territorio: Trevi
Sedano
nero di Trevi
Tra la frazione di Borgo Trevi e il fiume
Clitunno viene coltivato in quantità
molto limitate un particolare tipo di sedano, chiamato Nero di Trevi, una cultivar
assolutamente esclusiva del territorio
trevano. Si presenta con un gambo candido
e lungo, dalle foglie di colore verde molto
scuro (che gli vale l’appellativo di Nero),
privo di fastidiosi filamenti, con un cuore
molto polposo e tenero ed un sapore intenso e fragrante. A Trevi è un’ingrediente di base per la preparazione di
svariate ricette. Imperdibili per i buongustai l’eccellente Sedano alla Trevana, pietanza gustosissima e delicata a base di
sedano lesso, farcito con ripieno di carne,
fritto in olio extravergine di oliva e gratinato al forno con sugo e parmigiano.
Norcia è anche patria dell’omonimo tartufo. In termini tecnici si tratta di un
fungo ipogeo dalla forma per lo più rotondeggiante, ma a volte anche irregolare e
lobata. La sua pezzatura è variabile, da una
nocciola ad una grossa patata e solo eccezionalmente assume dimensioni maggiori.
Di colore nero-bruno, tendente al violaceo o al rossiccio, presenta una superficie
verrucosa, con verruche piramidali ad
apice depresso e con venature biancastre.
Il suo profumo, percepibile da lontano, è
aromatico e fruttato, particolare e gradevole ed il suo sapore è squisito, tanto che
viene chiamato anche tartufo nero "dolce".
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nelle ricette più poIn Umbria è molto usato tartufo, frittata e fial
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insalata tartufata,
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Curiosità
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“Tozzetti”
dolci
Vitigno a bacca rossa tipico di Montefalco
in Umbria. Dal 1977 è autorizzata la DOC
solo per il passito, ma dall’inizio degli anni
Novanta ha conosciuto una notevole crescita di interesse fino ad arrivare nel 1992
al riconoscimento della DOCG Sagrantino di Montefalco, nelle versioni Secco e
Passito. La tipologia Secco ha colore rubino scuro tendente al granato con l’invecchiamento, profumi fruttati e speziati,
fini e persistenti, grande sentore gustativo; è ricco e armonico in bocca, con finale
asciutto. Il Passito offre sensazioni di
frutta matura e di confettura e al palato
la contenuta dolcezza contrasta al meglio la struttura tannica.
Territorio:
Norcia
Curiosità
Dolce tipico perugino e più in generale diffuso nell’intera Umbria, I tozzetti si possono trovare ancora oggi nei ristoranti,
nelle pasticcerie, nelle panetterie e nelle
vetrine dei bar. Tradizionalmente si gustano a fine pasto intingendoli nel vinsanto.
Sono dei dolcetti croccanti che possono
essere farciti con mandorle e nocciole intere. Per preparare dei buoni tozzetti
umbri occorre: 200g di farina, 200g zucchero, 100g mandorle dolci, 100g canditi,
anicetta (2 bicchierini), 1 uovo intero, 3
tuorli.
È come il pane di una volta e nasce a Struttura, un paesino sui monti dello Spoletino,
Le ragioni sono molteplici: l'acqua purissima
delle sorgenti, le vecchie varietà di cereali,
nonché per la lavorazione completamente
manuale. Al lievito, conservato dalla panificazione precedente, si aggiunge acqua tiepida appena salata e farina per formare una
pagnotta, sulla cui superficie si traccia una
croce, non solo come segno di devozione, ma
anche indice di lievitazione. Questo pane
viene messo a lievitare per una intera notte.
Il mattino seguente, l'impasto deve essere
rinfrescato, aggiungendovi ancora acqua
tiepida e farina, fino ad avere la giusta consistenza e viene lavorato a mano, fin quando
risulti liscio ed omogeneo. Si lascia lievitare
ancora per alcune ore e poi si mette nel
forno, per una cottura con fuoco di legna.
Curiosità
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Il pane viene cotto in
L’intervista a ...
Angela Canale
agronoma
Considerando anche il clima e la geografia del territorio, quali sono gli aspetti più
caratteristici dell’olio umbro?
Quando si parla di un prodotto “caratteristico
umbro” proveniente dalla terra si pensa immediatamente all’olio. È proprio questo l’aspetto più importante: il forte legame con il territorio. La pianta
dell’olivo è presente in tutti i comuni della regione.
Attraverso le sue caratteristiche organolettiche fatte
di note erbacee acerbe, fortemente riconoscibili, gli
oli umbri parlano del proprio territorio e delle varietà
da cui si ricavano. Sono proprio queste varietà, insieme al clima spesso ostile, che incidono sulla formazione dei polifenoli, i quali giocano un ruolo
fondamentale nella caratterizzazione organolettica
di un olio.
Cosa ci può dire della storia
dell’olio in Umbria?
Era apprezzato anche in passato?
Storicamente parlando l’olivo in Umbria si ritrova già al tempo della civiltà romana.
Risalgono, infatti, a quell’epoca i numerosi reperti archeologici come il vasellame e i frantoi. Nel 1400 inizia la coltivazione anche all’interno della cinta muraria di alcune città per
proteggere le piante dal libero pascolo del bestiame. L’interesse per questa coltura fa
anche aumentare il prezzo dei terreni in cui sono impiantati gli olivi che verranno valutati
proprio in base al numero di piante presenti. Ma è nel corso dell’Ottocento che, in seguito
ad incentivi messi a disposizione dallo Stato Pontificio, aumenta significativamente la presenza di oliveti razionalmente coltivati.
La limitata produttività di questa coltura dovuta alle difficili condizioni climatiche e podologiche ha fatto in modo che l’olivicoltore curasse al massimo le olive anticipandone la raccolta
per non perdere prodotto attraverso la cascola di olive troppo mature. Le olive venivano
staccate direttamente a mano dalla pianta e poste in contenitori di vimini. Non essendoci
sovrapproduzioni i frantoi riuscivano a lavorare le olive in pochissimo tempo. Tutto questo,
forse inconsapevolmente, ha portato l’intera regione ad acquisire per tradizione quelli che
oggi sono stati definiti i razionali criteri da seguire per ottenere un olio di estrema qualità.
E quali sono?
Per ottenere oli di qualità, quello che si raccomanda è raccogliere precocemente al giusto
grado di maturazione, quando le olive stanno appena invaiando, e molire nel più breve
tempo possibile. A questo va aggiunto che l’oliva deve essere sana, non attaccata da parassiti. Nella nostra regione, se da un lato le condizioni climatiche penalizzano un po’ la
produttività degli oliveti, dall’altro impediscono quasi sempre lo sviluppo di parassiti che
possono danneggiare i frutti.
Cosa sono i polifenoli?
L’olio dell’Umbria è un buon olio per la nostra salute?
I polifenoli sono i componenti minori dell’olio capaci però di determinare le caratteristiche
sensoriali e di tipicità. Questi composti hanno proprietà antiossidanti e come tali neutralizzano i radicali liberi proteggendo l’olio stesso, gli alimenti e i tessuti organici dai processi di
ossidazione. È importante ricordare che non tutte le sostanze fenoliche hanno la stessa
capacità antiradicalica, quindi in un olio sarebbe importante conoscere la percentuale dei
singoli composti fenolici piuttosto che la quantità totale. Tra i più attivi ricordiamo l’idrossitirosolo, la decarbossimetil-oleoeuropeina e l’oleoeuropeina aglicone. Un olio umbro ricco di
tali sostanze sicuramente può avere effetti positivi sulla salute umana e oltre all’azione preventiva su varie patologie ha anche un’attività farmacologia dovuta a un derivato dell’oleoeuropeina aglicone, l’oleocantale, responsabile della senzazione pungente del gusto.
Quanto incide l’annata sulla qualità dell’olio?
Ci dice due dati sull’ultima annata?
L’andamento stagionale è molto importante e determinante ai fini della produttività e della
qualità organolettica di un olio. Le temperature (escursioni termiche) possono influenzare
la formazione di polifenoli soprattutto durante la fase di inolizione, cioè di formazione dell’olio nel frutto.
Periodi estivi molto siccitosi portano ad avere oli spesso squilibrati che hanno sentori di
cellulosa, questo comunque non crea problemi quando si ha la possibilità di irrigare regolarmente.
Temperature molto basse, quando i frutti non sono stati ancora raccolti, possono creare
danni dovuti al congelamento e quindi rottura delle cellule della polpa contenenti l’olio, con
il risultato di ottenere oli marcatamente difettati.
In questo momento è appena terminata la fase di fioritura che si è manifestata abbondante
in tutta la regione.
Fortunatamente all’ondata di caldo che abbiamo avuto nella prima metà di maggio è seguita a un abbassamento di temperatura con delle piogge provvidenziali che hanno favorito
così una buona allegagione. È comunque ancora presto per fare stime di produzione.
Baccus interview
Accademy
A scuola di
olio extravergine
DOP Umbria
Al Sol D’Oro 2009, il salone internazionale dell’olio d’oliva
extravergine di qualità che si tiene ogni anno all’interno
della manifestazione del Vinitaly, Baccus ha incontrato
l’agronomo Angela Canale. Dopo aver degustato cinque
oli extravergine di oliva Dop Umbria abbiamo chiesto all’esperta qualche informazione sul prodotto umbro, scoprendo le sue antiche origini, che risalgono fin dai tempi de
romani, e le sue buonissime proprietà.
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Le cultivar e i luoghi
Dolce Agogia: Lago Trasimeno
San Felice: Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo, Montefalco
Frantoio, Leccino, Maurino, Moraiolo, Nostrale di Rigali, Pendolino: regionale
Rajo: Colli Amerini
i Flavour
Moraiolo: all’olfatto l’olio di questa cultivar si apre fruttato e
vegetale, ricco di sentori che ricordano l’oliva fresca con note
di erbe aromatiche a cui si aggiunge, al palato, giusta ed
equilibrata, ma al tempo stesso decisa sensazione di amaro e
piccante.
Frantoio: si caratterizza all’olfatto con una persistenza netta
ed elegante di erba fresca appena tagliata, aromatica e con
sentori armonici di mela acerba, accompagnati al gusto da
una giusta sensazione di amaro e piccante.
Leccino: all’olfatto si apre con un fruttato delicato che ricorda note floreali e di frutta matura confermato al palato insieme ad armoniche sensazioni di mandorla dolce e lievi
sentori di amaro e piccante.
San Felice: si presenta al saggio organolettico con ampie e
delicate sensazioni di erbe di campo e di carciofo confermate
al gusto, a cui si unisce una armonica e delicata sensazione
di amaro e piccante.
Dolce Agogia: viene da un olio che all’olfatto si presenta
ricco di toni delicati di mandorla e carciofo, accostati, al
gusto, da giusta sensazione di amaro e lieve di piccante.
Baccus tour
calendario
Estate in Umbria, gli eventi
Territorio:
Monteleone
Farro
di Monteleone
2009
A PERUGIA
DAL 10 AL 19 LUGLIO
Umbria Jazz
AL LAGO TRASIMENO
DAL 23 LUGLIO AL 2 AGOSTO
Trasimeno Blues
A CASTIGLIONE DEL LAGO
18-19 LUGLIO
Fiera d' estate
8-9 AGOSTO
Fiera dell'Antiquariato
2-16 AGOSTO
Rassegna internazionale del folcklore
A SPOLETO
26 GIUGNO -12 LUGLIO
Festival di Spoleto
A TREVI
FINE LUGLIO - 15 AGOSTO
Trevi in Piazza
con i concerti in Villa
26 LUGLIO E 23 AGOSTO
Mercato dell'antiquariato e farme's market
A SPELLO
14 LUGLIO - FINE AGOSTO
Incontri per le strade
A CAMPELLO SUL CLITUNNO
AD AGOSTO
Sere d' Estate, danza, teatro dialettale
14-16 AGOSTO
Medioevo presso il Castello di Campello
SUI COLLI MARTANI
17 LUGLIO
Collazzone: Musica per i Borghi
Il farro è uno dei più antichi cereali utilizzati dall'uomo. Esistono varie specie di
farro; quella che si coltiva a Monteleone
di Spoleto è la più pregiata: il "Triticum
dicoccum". Il rituale vuole ricordare il miracolo che la tradizione attribuisce a S.
Nicola che, passando per Monteleone ed
impressionato dalla indigenza dei suoi
abitanti, avrebbe consegnato il farro per
sfamare i poveri. Proprio la permanenza di
questo singolare rituale ha favorito la
continuità della sua coltura a Monteleone, tanto da diventare un tratto caratterizzante di questo territorio. Il 5
dicembre, nella vigilia della ricorrenza
del Santo, patrono del paese, si festeggia
il "Farro di S. Nicola"
Curiosità
a zona di Monteleone
La diffusione del farro nell
he dagli appellativi di
anc
a
di Spoleto è attestat
San Nicola" con cui
"mangiafarre" o "farrari de
indicavano i monteni
vici
uni
com
dei
i
gli abitant
leonesi.
Curiosità
13mila kg di pasta,
3mila kg di riso
2mila kg di gnocchi
Anche quest'anno Foligno ospiterà il gustoso
appuntamento “I Primi d'Italia”, il Festival Nazionale dei Primi Piatti, giunto all'XI edizione.
Dal 24 al 27 settembre la cittadina umbra sarà
il punto di riferimento nazionale per quanto riguarda pasta, gnocchi, polenta, riso, zuppe e
prodotti gluten free provenienti da tutta Italia.
E nella quattro giorni culinaria più originale dell'anno non mancheranno degustazioni, lezioni
di cucina, dimostrazioni di grandi chef, momenti di cultura e di spettacolo per celebrare,
come da tradizione, agnolotti, bucatini, capelli
d'angelo, spaghetti, eliche, farfalle, penne e
orecchiette, ma anche i prodotti agroalimentari
utilizzati per la creazione di un primo d'eccellenza. Il programma del 2009, ricco di eventi
ed incontri pensati per pubblici diversi che
vanno dai semplici curiosi, ai bambini, ai momenti didattici per appassionati, prevede due
novità: gli Itinerari del gusto, uno stimolante
viaggio nella gastronomia regionale alla riscoperta della sana alimentazione, dei prodotti tipici e dei loro territori in compagnia di chef o
personaggi noti che presenteranno e faranno
degustare le specialità proposte; in cucina
con..., momenti in cui personaggi famosi incontrano il pubblico svelando piccoli segreti in
cucina legati ai primi piatti. Non mancheranno
i Master in Primi Piatti, con i più apprezzati chef
del panorama nazionale, A tavola con le Stelle
e I Primi d'Italia Junior, laboratori didattici per i
più piccoli. I Primi d'Italia, organizzato da Epta
Confcommercio Perugia, ha raggiunto negli ultimi anni 200.000 visitatori, ha visto partecipare
85 chef di fama nazionale (tra cui Paolo Teverini, Ciccio Sultano, Marco Bistarelli, Mauro
Uliassi, Fabio Campoli, Beppe Sardi) e vanta,
ad ogni edizione, numeri d'eccezione. Nel
2008, ad esempio, sono stati cucinati 13 mila
chili di pasta, 3 mila chili di riso e 2 mila chili di
gnocchi.
Nell’immagine un produttore umbro
di Sedano Nero di Trevi.
Nell’immagine sotto un particolare tratto dal
Museo del Trattore.
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La strada dell`olio in Umbria