lezione 15
Lino Rossi
Lorena Lanzoni
labirinti della
MENTE
Le prime fasi
dello sviluppo
infantile
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Moduli di psicologia
LO SVILUPPO
COME OGGETTO DI RICERCA
Piaget
STADI
Livelli di organizzazione del
pensiero in grado di soddisfare
le esigenze conoscitive di un
bambino di una certa età.
Ogni stadio viene superato
quando non consente più di
organizzare in modo
soddisfacente le conoscenze,
fino ad arrivare al livello del
pensiero logico astratto, tipico
dell’adulto.
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Freud
FASI
Momenti dello sviluppo
psicoaffettivo del bambino,
che non si succedono in modo
rigido, ma possono
sovrapporsi tra loro.
Freud distingue la fase orale,
anale, fallica, periodo di
latenza, pubertà,
corrispondenti a differenti età
dello sviluppo.
LA VITA PRENATALE
Una singolare corrispondenza si nota tra i
caratteri comportamentali prima e dopo la
nascita.
Feti molto vitali, curiosi, esploratori dell’utero
materno, vengono avvertiti dalla mamma come
“attivi” fin dal quarto mese di gravidanza; una
volta nato, il piccolo appare molto vigile, ha
tempi di veglia prolungati, esplora l’ambiente ed
entra presto in relazione con i genitori.
Al contrario, feti poco vitali, a lungo fermi e
depositati sul fondo uterino, perennemente
sonnacchiosi, spesso incapaci di farsi percepire
dall’esterno, risultano anche dopo la nascita
poco interessati al mondo esterno, poco
coinvolti e poco coinvolgenti.
Si può dunque ipotizzare una sorta di dotazione
di base di qualità psichiche che si
mantengono stabili nel tempo.
Il bambino e il trauma della nascita
Il "trauma della nascita", e cioè il trauma che il bambino subisce al
momento del distacco dal ventre materno, rappresenta per Rank
la sola esperienza reale decisiva, talmente decisiva da
determinare l’intero futuro psichico dell’individuo
Lettura p. 45
Margaret Mahler
Le Fasi dello sviluppo
 Fase autistica normale;
 Fase simbiotica normale;
 Sottofase della differenziazione;
Separazione/

Sottofase
della
sperimentazione;
Individuazione
 Sottofase del riavvicinamento.
 Fase della costanza dell’oggetto
libidico.
Margaret Mahler
Le Fasi dello sviluppo
► Fase
autistica normale:
 Durante le prime settimane di vita il neonato
appare relativamente indifferente ad ogni tipo di
stimolazione;
 I periodi di sonno superano quelli di veglia;
 Viene detta autistica poiché si ipotizza che il
neonato stia funzionando come un sistema
chiuso, lontano dal mondo esterno;
 La sua esperienza è limitata al mantenimento e
rottura dell’ omeostasi fisiologica, ad una
sequenza di frustrazioni e gratificazioni che
possono essere tanto “reali” quanto allucinatorie.
Margaret Mahler
Le Fasi dello sviluppo
► Fase
simbiotica normale:
 A tre o quattro settimane (crisi di maturazione
fisiologica) con l’accresciuta reattività il bambino ha
una confusa consapevolezza della madre come
oggetto esterno in grado di aiutarlo a ridurre la
tensione.
 Presenza di risposta di sorriso al generico viso
umano (Gestalt)
 Comincia ad organizzare l’esperienza classificandola
in “buona/piacevole” e “cattiva/dolorosa”, grazie
alla maturazione delle funzioni primarie dell’io quali
ad esempio la memoria.
 Fase preoggettuale.
Margaret Mahler
Le Fasi dello sviluppo
►
SEPARAZIONE-INDIVIDUAZIONE ha 4 sottofasi:
► DIFFERENZIAZIONE
► SPERIMENTAZIONE
► RIAVVICINAMENTO
► COSTANZA
OGGETTUALE
 Segue due linee evolutive che si intersecano fra loro:
► Separazione:
comprende la differenziazione, l’allontanamento, la
formazione di un confine e lo sganciamento, in senso corporeo, dalla
madre. Si riferisce all’emergere dalla fusione simbiotica con la madre;
► Individuazione: consiste nella conquista di autonomie
intrapsichiche quali la percezione, la memoria, il pensiero e l’esame di
realtà, ovvero quelle conquiste che segnalano la presa di possesso
delle sue caratteristiche individuali.
Margaret Mahler
Le Fasi dello sviluppo
► Sottofase
della differenziazione:
 Da 4/5 mesi a 10 mesi: Incubazione → è la prima delle
fasi di separazione-individuazione.
 L’iniziale tendenza a fondersi con la madre lascia il posto
ad una posizione più attiva:
►Esplora
la madre, le tira i capelli, abiti, occhiali;
► Più tardi scivola dal grembo materno fino al pavimento ma
senza allontanarsi troppo, esplora il mondo esterno e torna a
ritroso dalla madre per confrontarlo con lei.
 Distingue le sensazioni interne da quelle esterne, gli
oggetti da sé e, più avanti, la madre dagli altri oggetti
esterni.
Margaret Mahler
Le Fasi dello sviluppo
►
Sottofase della sperimentazione: comincia
a 10 mesi con la capacità di camminare
carponi. Si divide in due momenti.
1. Sperimentazione iniziale: Il bambino è ora in
grado di allontanarsi un po’ dalla madre, che
resta comunque la “casa base” da cui ricevere
“rifornimento emotivo”:
►
►
►
Interesse rivolto anche verso gli oggetti inanimati, uno
dei quali potrà diventare ciò che Winnicott chiama
oggetto transizionale;
Sviluppo della differenziazione corporea dalla madre e
allo stesso tempo di uno specifico legame basato sulla
capacità della madre di fornire rifornimento affettivo;
Sviluppo delle capacità dell’io.
Margaret Mahler
Le Fasi dello sviluppo
►
Sottofase della sperimentazione: comincia a 10 mesi
con la capacità di camminare carponi. Si divide in due
momenti.
2. Sperimentazione vera e propria: coincide con “la nascita
psicologica” ovvero con l’acquisizione della deambulazione
eretta.
► Il bambino si trova in “relazione amorosa con il mondo” ed il
suo interesse è concentrato sulle sue crescenti capacità, che
percepisce come onnipotenza;
► Fase di allegria legata anche alla possibilità di evadere dal
coinvolgimento simbiotico con la madre;
► La madre deve permettere ed incoraggiare con gioia
l’allontanamento per far si che lo sviluppo del bambino
proceda in modo soddisfacente;
► La madre dovrà adattarsi al suo particolare bambino e
rispondere a lui piuttosto che alle proprie idee preconcette su
come il figlio dovrebbe essere.
Margaret Mahler
Le Fasi dello sviluppo
► Sottofase
del riavvicinamento:
 Dal 2° anno (tra 15 e 18 mesi) il bambino si rende
conto che contrariamente al senso iniziale di
onnipotenza, è in realtà una persona molto piccola in un
mondo molto grande.
 Si ha un perdita del senso del sé con un ritorno
dell’angoscia di separazione;
 La frustrazione viene sperimentata più frequentemente
e la madre deve essere avvicinata ad un nuovo livello.
 Il bambino condivide con lei le scoperte del modo
esterno, “corteggiandola” al fine di ottenere la
partecipazione della madre al suo mondo.
Margaret Mahler
Le Fasi dello sviluppo
► Sottofase
del riavvicinamento:
 Dai 18 ai 24 mesi si verifica quella che l’autrice chiama
“crisi di riavvicinamento”;
 Il bambino ha bisogno di aiuto esterno ed allo stesso
tempo ha bisogno di negare che provenga da un’altra
persona.
 E’ una fase ambivalente in cui si alternano manifestazioni
affettive e conflitti aggressivi. Il bambino teme la perdita
dell’amore materno, ma allo stesso tempo di essere
nuovamente risucchiato nella sua orbita;
 La felice risoluzione della crisi di riavvicinamento è per la
Mahler un requisito essenziale per evitare future
psicopatologie gravi.
Margaret Mahler
Le Fasi dello sviluppo
► Sottofase
del riavvicinamento:
 Appartiene a questa fase il rapido sviluppo del
linguaggio, la comparsa dell’esame di realtà e l’iniziale
comprensione delle differenze anatomiche tra i sessi;
 Il riavvicinamento pone alla madre nuovi problemi,
poiché quel bambino che pochi mesi prima sembrava
indipendente appare ora bisognoso, ansioso ed
esigente;
 Alcune madri accolgono con piacere questa fase
soffocando la spinta verso la differenziazione; altre la
rifiutano sottovalutando i bisogni del figlio;
Margaret Mahler
Le Fasi dello sviluppo
►
Fase della costanza dell’oggetto libidico:
 comincia durante il 3° anno e di norma è relativamente
stabilizzata al termine dei 3 anni.
 Compiti di questo periodo sono:
► Formazione
di un concetto stabile del sé, della propria individualità;
► Formazione di un concetto stabile dell’altro come presenza interna,
investita positivamente.
 La costanza dell’oggetto libidico presuppone l’unificazione di
rappresentazioni buone e cattive dell’oggetto, insieme con la
fusione delle pulsioni libidiche e aggressive. La forza innata delle
pulsioni e lo sviluppo delle precedenti sottofasi, influiscono in
modo decisivo sugli eventi di questa fase.
 I fattori determinanti dello stabilirsi della costanza dell’oggetto
emotivo sono:
► Lo
sviluppo dell’esame di realtà e della tolleranza della frustrazione;
► Il senso di fiducia e sicurezza infuso dalla presenza fisica della madre
e trasferito poi alla sua rappresentazione interna;
► Le acquisizioni cognitive.
Margaret Mahler
Contributi alla Psicoanalisi
► L’autrice
ha sottolineato la stretta relazione tra i
cambiamenti nei bisogni del bambino e la capacità
materna di sintonizzarsi con questi cambiamenti;
► Lo sviluppo del bambino è il risultato dell’interazione
tra i suoi comportamenti specifici di ogni sottofase e
le risposte della madre:
 La volontà materna iniziale ad essere disponibile a fare da
cuscinetto tra il figlio ed il mondo esterno e funzionare
come un io ausiliario e barriera agli stimoli; deve lasciare il
posto alla volontà di rinunciare a tale intimità in favore di
scambi caratterizzati da crescente autonomia del
bambino.
THOMAS G.R. BOWER
I PROCESSI IMITATIVI
I processi mimetici implicano
l’integrazione di schemi
percettivi e motori, nonché
azioni di tipo riflesso.
Se la mamma mostra la
lingua, il bambino la imita,
ma per farlo deve agire sulla
propria lingua,
riconoscendola come propria.
La funzione imitativa è
molto importante per
l’apprendimento.
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I NEURONI SPECCHIO
L'azione dei neuroni specchio entra in gioco non solo per sollecitare l’imitazione
dei comportamenti, ponendosi alla base dei processi di apprendimento, ma
soprattutto nell'ambito della relazione affettiva.
La funzione mimetica si rivela infatti essenziale nella formazione di un legame
stabile fra madre e bambino.
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RENÉE SPITZ
GLI ORGANIZZATORI PSICHICI
Sono fenomeni che si presentano con regolarità in certi
momenti dello sviluppo, segnando delle tappe utili a valutare
se la crescita del bambino è normale.
Spitz ha individuato tre organizzatori:
1. la comparsa del sorriso sociale,
2. l’angoscia dell’estraneo,
3. l’espressione del “No”.
Rilevare alcune regolarità nello sviluppo cronologico ha
pertanto consentito di elaborare delle tabelle di valutazione,
strumenti utili per un controllo generale dello sviluppo
psichico.
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Donald Winnicott
La madre
sufficientemente buona
• Ha il compito di favorire, senza interferire, la
tendenza innata alla crescita del bambino
• Deve permettere inizialmente l’illusione di
un ambiente protettivo quasi perfetto, per
poi disilludere il bambino esponendolo
gradualmente alle frustrazioni e difficoltà
esterne, senza difenderlo da ciò che è in
grado di affrontare da solo
La preoccupazione
materna primaria
• E’ uno stato psicologico transitorio di devozione, di
dipendenza e di regressione nel quale i bisogni del neonato
vengono avvertiti come la cosa più importante
• Una madre sufficientemente buona (sufficientemente devota)
è in grado di percepire empaticamente le esigenze del suo
bambino (tramite l’identificazione proiettiva) e di viverle come
proprie rispondendo in modo adeguato
• Per riuscire in questo compito la madre non ha bisogno di
essere esperta o particolarmente intelligente o colta
• Si manifesta dalla fine della gravidanza ad alcuni mesi dopo il
parto, se si presentasse in altri momenti corrisponderebbe a
una condizione psichiatrica
Le funzioni materne
• Holding : è la funzione di sostegno, il tenere il
neonato in braccio e il contenerlo. Favorisce il
passaggio dal non Io all’Io sono
• Handling : è il modo in cui il neonato è
manipolato e accudito dal punto di vista fisico.
Favorisce l’integrazione psicosomatica
• Object presenting : è la presentazione del
mondo al bambino in modo da favorire l’illusione
che gli oggetti siano creati da lui stesso (oggetti
soggettivi)
La disillusione
• Dopo un primo momento in cui ha favorito
l’illusione di un ambiente protettivo quasi perfetto
il compito della madre è quello di disilludere
progressivamente il bambino esponendolo alle
frustrazioni del mondo esterno
• Ha luogo con l’attenuarsi della preoccupazione
materna primaria
• Dall’oggetto soggettivo (percepito come parte di
Sé) si passa all’oggetto oggettivo (diverso da Sé)
fondamento di una relazione vera e propria
Il concetto di organizzazione
• Nei primi mesi di vita l’individuo passa da uno
stato di non organizzazione ad uno di
organizzazione
• Nello stato di non organizzazione è necessario
un ambiente che lo protegga dai vissuti di vuoto,
di frammentazione. La madre assolve questo
ruolo attraverso la preoccupazione materna
primaria
Il concetto di integrazione
• Nei primi mesi di vita l’individuo passa da uno
stato di non integrazione ad uno di integrazione
psicosomatica
• Nello stato di non integrazione non possiede un
unità corporea che gli permetta di riconoscere le
sensazioni (se ha fame, lui è la fame) e non ha il
senso del tempo. Sono fondamentali le funzioni
materne di holding, di handling e di object
presenting
L’oggetto transizionale
• Rappresenta, in modo simbolico, la relazione con la
madre
• Difende dalle angosce depressive ed ha una funzione
positiva perché aiuta ad elaborare la separazione dalla
madre
• Può essere un oggetto (una coperta, uno straccio, un
pupazzo, un cuscino, un gioco), ma anche una parola,
un comportamento o un’abitudine
• Il rapporto con esso è ambivalente ed esclusivo
• Compare tra i 4 e i 12 mesi
• Viene utilizzato soprattutto quando il bambino è solo,
lontano dalla madre o deve andare a dormire
Le esperienze transizionali
• Sono aree intermedie di esperienza tra realtà
esterna e interna
• Nel bambino sono rappresentate dagli oggetti
transizionali
• Nell’adulto sono legate alla consapevolezza di uno
spazio potenziale di riposo dove lasciare fluttuare
liberamente le idee e le fantasie: il gioco, il sogno,
l’esperienza artistica, culturale e religiosa, il
mentire, il rubare, il feticismo (oggetto feticcio ), i
rituali ossessivi o superstiziosi (il talismano),
l’alcool, la droga (oggetto tossico )
Il gioco
• E’ un’esperienza transizionale, ma anche
una vera e propria terapia
• Ogni psicoterapia presuppone l’instaurarsi
di un gioco comune all’interno di un
rapporto
La capacità di essere solo
• Stare solo senza sentirsi soli implica una reale maturità
personale
• Nasce dall’esperienza della solitudine in presenza di
un’altra persona (il neonato si abbandona a stati di nonintegrazione, di quiete e di riposo in presenza della
madre)
• Più tardi il bambino riuscirà a stare solo senza bisogno
della presenza della madre o di un suo simbolo (oggetto
transizionale) perché avrà introiettato il sostegno materno
Il vero Sé
• Corrisponde al gesto spontaneo (è il vero Sé in
azione)
• Origina dalla vita corporea ed è allo stesso
tempo fisico e psichico
• E’ strettamente legato al processo primario e,
all’inizio, non è reattivo agli stimoli esterni
• E’ legato a un senso di esistenza nel proprio
corpo
• Permette di essere creativi, di sentirsi autentici,
reali e presenti, di provare piacere
Il falso Sé
• E’ un’organizzazione difensiva della personalità che ha
la funzione di proteggere come un involucro il vero Sé
• Deriva da un ambiente insufficiente ed è un ultima
difesa verso la depressione
• E’ totalmente inconscio e può corrispondere a una vita
apparentemente normale (anche se accompagnata da
sentimenti di vuoto e di noia)
• Riguarda i bambini bravi e compiacenti, apprezzati da
genitori e insegnanti (dei piccoli adulti)
• Nei momenti significativi della vita possono
scompensarsi manifestando gravi disturbi psicologici o
somatici
Lo sviluppo sano
Illusione infantile
di onnipotenza
Ambiente
Graduale disillusione sufficientemente
buono
Integrazione
psicosomatica
Adeguamento
sociale
Falso Sé
Protezione
Sé totale
Spontaneità
Creatività
Piacere
Vero Sé
La condizione sana
• Il vero Sé si esprime adeguatamente
consentendo la spontaneità, la creatività,
la soddisfazione personale e permettendo
di affrontare le frustrazioni e i cambiamenti
• Il falso Sé sostiene nel confronto con
l’ambiente costituendo una base per un
comportamento socialmente accettabile
Lo sviluppo problematico
Illusione infantile
di onnipotenza
Disillusione traumatica
Ambiente
insufficiente
Scissione
psicosomatica
Imitazione, compiacenza
Intellettualizzazione
Conformismo sociale
Falso Sé patologico
Annullamento
Spontaneità
Creatività
Piacere
Vero Sé
Il falso Sé patologico
• E’ impedita un’espressione sufficiente del
vero Sé
• Il falso Sé patologico agisce per motivi:
– Imitativi : scelta basata sull’imitazione di
modelli, sulle aspettative altrui e sul
conformismo
– Difensivi : per evitare l’angoscia e la
depressione che si manifestano quando i
propri bisogni più autentici emergono
Il sintomo in età evolutiva
• Il
bambino
e
l’adolescente
esprimono attraverso il sintomo il
blocco del proprio sviluppo affettivo
in modo che possa essere percepito
dall’ambiente
Le tendenze antisociali
• I comportamenti antisociali e devianti (il furto, la
bugia, la prepotenza) sono segnali emessi dal
bambino per comunicare un vissuto interiore di
deprivazione e sofferenza
• I genitori e la società non devono reagire né in
modo indulgente, né colpevolizzante, ma
cogliere quello che, all’inizio, è un segnale di
speranza
• Più tardi si interviene sul disagio più queste
tendenze
si
cronicizzano
diventando
egosintoniche (delinquenza, psicopatie)
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Le prime fasi dello sviluppo