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Le Note
sono di supporto per il testo principale
hanno un carattere accessorio ma sono strettamente connesse col
testo principale
la loro lettura è facoltativa, quindi non vanno usate per passaggi
fondamentali del nostro ragionamento
Le note possono essere
ESPLICATIVE e BIBLIOGRAFICHE
per spiegare alcuni passaggi
complicati del testo
per aggiungere parti che l’autore
ritiene necessarie ma che
interromperebbero il filo del discorso
rendendolo pesante al lettore
raccolgono le informazioni
bibliografiche delle citazioni fatte nel
testo
redatte secondo il modello scelto
per la bibliografia
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COLLOCAZIONE
L’esponente numerico 1
può precedere o seguire i segni di interpunzione, ma il criterio scelto va
mantenuto sempre
uno spazio bianco separa l’esponente dalla parola che segue
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Dove inserirle?
a piè di pagina
in fondo ad ogni capitolo
a conclusione dell’intero lavoro
NB: Le note a piè di pagina aiutano il lettore a muoversi con maggiore facilità
tra testo e note.
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Come fare con WORD
Per inserire le note
puntare il cursore nel punto del testo in cui si vuole inserire una
nota →
2003: Inserisci → Riferimento → Nota a piè di pagina
2010: Riferimenti → Nota a piè di pagina
dalla finestra si può scegliere il tipo di formattazione desiderata,
la collocazione (se a piè di pagina o alla fine del
documento/sezione), la numerazione...
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Come fare con WRITER
Per inserire le note
puntare il cursore nel punto del testo in cui si vuole inserire una
nota →
Inserisci → Nota a piè di pagina/di chiusura
dalla finestra si può scegliere il tipo di formattazione desiderata,
la collocazione (se a piè di pagina o alla fine del
documento/sezione), la numerazione (il numero scelto va scritto
direttamente nella casella bianca dopo aver spuntato l’opzione
carattere)
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ACCORGIMENTI UTILI
controllare che le note a piè di pagina non slittino nella pagina
successiva
controllare che ci sia un’effettiva corrispondenza
non andare a capo nelle note: ricordiamoci che sono un testo
sintetico
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ABBREVIAZIONI
Il sistema delle abbreviazioni permette di snellire il testo contenuto in nota.
ivi → seguito dal numero di pagina. Indica stessa fonte della nota
immediatamente precedente ma diverso numero di pagina.
ibidem → (lat. nello stesso luogo) stessa fonte
e uguale numero
di pagina.
Id. / Ead. → al posto del nome dell’autore (Id.) o dell’autrice (Ead.)
quando sia lo stesso della nota precedente; l’opera è diversa e va
indicata.
op. cit. / cit. → quando un’opera è già stata citata in forma
estesa (con autore, titolo, casa editrice, città e anno) nelle note
successive basta ricordare autore e op. cit. (oppure parte del titolo
seguito da cit. se dell’autore citiamo più di un’opera) oltre al numero
di pagina.
NB: Se non si usa una bibliografia sintetica!
cfr. → sta per confronta.
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ALTRE ABBREVIAZIONI
Tra parentesi le forme plurali
a. → anno
art. (artt.) → articolo
cap. (capp.) → capitolo
cod. (codd.) → codice
s.a.; s.d.; s.l.; s.e. → senza anno; senza data; senza luogo; senza nome
dell’editore
sg. (sgg.) / s. (ss.) → seguente
supra / infra → si usa per i rinvii all’interno dello stesso contributo
(supra per ‘citato in precedenza’, infra per ‘citato più avanti’)
s.v. →
(lat. sub voce, sotto la voce, sotto il testo) si usa per i rinvii a un
lemma specifico di un vocabolario, a una voce specifica di un’enciclopedia o
a un testo di cui si è già discusso
v. →
vedi
vol. (voll.) →
volume
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ESEMPI
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Ead.
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ESEMPI
op. cit.
cit.
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La bibliografia
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È costituita da tutte le fonti (cartacee, multimediali,
elettroniche) che si sono usate direttamente e
indirettamente.
consente al lettore di orientarsi nel lavoro → necessaria precisione e
chiarezza
ordinamento alfabetico o cronologico
può essere analitica o sintetica
la scelta che si è fatta deve essere mantenuta dall’inizio alla fine
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Ordinamento alfabetico
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le opere citate e consultate sono elencate in ordine alfabetico
secondo il cognome dell’autore.
se si cita un’opera collettanea si può scegliere di metterla sotto la
sigla AA. VV. (autori vari), oppure direttamente sotto il titolo
dell’opera:
AA.VV. Per Giovanni Pascoli nel primo centenario della morte, Atti del Convegno di
studi pascoliani, Verona, 21-22 marzo 2012, a cura di N. Ebani, ETS, Pisa 2014.
Oppure:
Per Giovanni Pascoli nel primo centenario della morte, Atti del Convegno di studi
pascoliani, Verona, 21-22 marzo 2012, a cura di N. Ebani, ETS, Pisa 2014.
fra due o più autori di un medesimo libro si sceglie di mettere in
prima posizione il primo a comparire nel frontespizio:
P. Cataldi, R. Luperini, Antologia della Divina Commedia, Le Monnier, Firenze 2003.
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Ordinamento alfabetico
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in presenza di più opere di uno stesso autore, esse vanno ordinate
cronologicamente (anche in caso di AA. VV.):
R. Luperini, Verga moderno, Laterza, Roma-Bari 2005.
-, L’autocoscienza del moderno, Liguori Editore, Napoli 2006.
i volumi di uno stesso autore editi nello stesso anno vanno ordinati
alfabeticamente, secondo il titolo:
R. Luperini, Il futuro di Fortini, Manni, San Cesario di Lecce 2007.
-, L’incontro e il caso: narrazioni moderne e destino dell’uomo occidentale,
Laterza, Roma 2007.
se di uno stesso autore o curatore si citano sia contributi singoli che
opere in collaborazione con altri autori, vanno elencati prima i
contributi singoli e poi le opere in collaborazione:
R. Luperini, Montale e l’allegoria moderna, Liguori Editore, Napoli 2012.
-, P. Cataldi (a cura di), Scrittori italiani tra fascismo e antifascismo,
Pacini, Ospedaletto (Pisa) 2009.
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Ordinamento cronologico
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le opere citate e consultate sono elencate in ordine cronologico,
segnalando eventualmente la data della prima edizione.
si parte dalle pubblicazioni su quotidiani, poi su rivista, poi quelle a
stampa → quindi dalle informazioni più dettagliate (data del giorno) a
quelle più generiche (anno).
di solito si sceglie questo tipo di ordinamento quando si tratta di un
autore, tema o problema specifico per cui può essere utile evidenziare
la storia della critica.
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Usando le tabelle...
Per creare una bibliografia con ordinamento cronologico:
Costruire una tabella in cui sia presente una colonna specifica
per inserire la data del lemma (gg/mm/aa) o solo l’anno. Una
volta inseriti tutti i lemmi selezionare tutta la tabella → Layout →
colonna → ordina per → Tipo: data (per gg/mm/aa) o numero
(per l’anno) → crescente.
Per creare una bibliografia con ordinamento alfabetico:
Costruire una tabella con tutti i lemmi → selezionare tutta la
tabella → Layout → colonna → ordina per → Tipo: testo →
crescente.
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Tabella con ordinamento cronologico (per
anno)
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Tabella con ordinamento alfabetico
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BIBLIOGRAFIA ANALITICA
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In bibliografia
Le opere vanno citate in modo esteso:
Autore, titolo, casa editrice, città e anno.
Nel testo
Sono richiamate da:
Cognome dell’autore, parte del titolo, “cit.” e numero di pagina.
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BIBLIOGRAFIA SINTETICA
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In bibliografia
Le opere vanno citate in modo esteso, ma accanto ad ogni opera va
indicata una sigla con cognome dell’autore e anno di
pubblicazione.
Autore e anno:
Autore, titolo, casa editrice, città e anno.
Se dello stesso autore saranno citate più opere pubblicate nello stesso anno
vanno distinte con le lettere dell’alfabeto.
Autore 2013a: Autore, Titolo, Editore, Città e Anno.
2013b: Autore, Titolo, Editore, Città e Anno.
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BIBLIOGRAFIA SINTETICA
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Nel testo
Questo metodo si usa per citare nel testo solo:
la sigla (autore-anno) e numero di pagina.
Spesso la sigla è divisa dal numero di pagina dai due punti.
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Citazione da... UN VOLUME DI UN SOLO AUTORE
Indicando in ordine e separati da virgole:
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cognome e nome (per esteso o puntato) dell’autore, in tondo o
maiuscoletto
titolo dell’opera in corsivo
luogo di pubblicazione (se doppi divisi da un trait d’union) e casa
editrice  anche in ordine inverso, purché il criterio scelto sia
mantenuto
anno di pubblicazione
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Una monografia
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Bibliografia analitica
Th. Peña, Roman pottery in the archaeological
record, Cambridge University Press, New York
2007.
In nota: la prima volta è uguale con in più
l’indicazione delle pagine; poi si usa solo
“Peña, (op.)cit., pp…”
Bibliografia sintetica
Peña 2007:
Th. Peña, Roman pottery in the archaeological
record, Cambridge University Press, New York
2007.
In nota: Peña 2007, pp...
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CITAZIONI DA VOLUMI, SAGGI E ARTICOLI
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non esiste un unico criterio di citazione
MA
una volta adottato uno stile va mantenuto dall’inizio alla fine
si può osservare il criterio utilizzato da una rivista o un
catalogo prestigioso all’interno della disciplina in cui ci si
laurea (qui si trovano anche alcune delle abbreviazioni delle
riviste specifiche).
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Citazione da... VOLUMI COLLETTANEI
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Ovvero opere miscellanee o atti di convegni:
volumi che raccolgono opere di autori diversi
Indicando in ordine (separati da virgole):
nome del o dei curatori preceduto/seguito da “a cura di” o “a c. di”
titolo dell’opera in corsivo. Per gli atti sarà seguito dalle indicazioni
del convegno stesso (dove e quando si è tenuto)
casa editrice
luogo di pubblicazione
anno di pubblicazione
I volumi collettanei possono anche essere indicati nella bibliografia alfabetica
sotto il nome del curatore:
N. Ebani (a c. di), Per Giovanni Pascoli nel primo centenario della morte, Atti del
Convegno di studi pascoliani, Verona, 21-22 marzo 2012, ETS, Pisa 2014.
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Esempio
Bibliografia analitica
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S. Patitucci Uggeri (a cura di), La
Via Francigena e altre strade della
Toscana medievale, Quaderni di
Archeologia Medievale VII,
All’Insegna del Giglio, Firenze
2004.
Bibliografia sintetica
Patitucci Uggeri 2004:
S. Patitucci Uggeri (a cura di), La Via Francigena e altre
strade della Toscana medievale, Quaderni di Archeologia
Medievale VII, All’Insegna del Giglio, Firenze 2004.
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Esempio
Bibliografia analitica
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G.P. Brogiolo, A. Chavarria Arnau (a cura di),
Archeologia e società tra tardo antico e alto
medioevo, Atti del XII seminario di studi sul
tardo antico e l’alto medioevo (Padova 29
settembre-1 ottobre 2005), SAP, 2007.
Oppure con AA.VV!
Bibliografia sintetica
Brogiolo – Chavarria Arnau 2007:
G.P. Brogiolo, A. Chavarria Arnau (a cura di), Archeologia e
società tra tardo antico e alto medioevo, Atti del XII seminario
di studi sul tardo antico e l’alto medioevo (Padova 29
settembre-1 ottobre 2005), SAP, 2007.
Oppure con AA.VV!
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Scegliendo un articolo (o un saggio) da... UN VOLUME
COLLETTANEO
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cognome e nome (per esteso o puntato) dell’autore, in tondo o
maiuscoletto
titolo del saggio seguito da in
titolo del volume (con le indicazioni relative al convegno)
nome dei curatori
casa editrice
luogo di pubblicazione (se doppi divisi da un trait d’union)
anno di pubblicazione
pagine in cui il saggio è contenuto
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Di un’opera collettanea
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Scegliendo un articolo...
Bibliografia analitica
In nota e in bibliografia
L. Conti, Manutenzione di strade e ponti nel territorio della Repubblica
Fiorentina. Imbreviature notarili inedite (anni 1292-1334), in S. Patitucci
Uggeri, etc..., pp.
Bibliografia sintetica
Conti 2004:
L. Conti, Manutenzione di strade e ponti nel territorio della Repubblica
Fiorentina. Imbreviature notarili inedite (anni 1292-1334), in Patitucci Uggeri
2004, pp.
In nota: Conti 2004, pp...
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Citazione da... SAGGI CONTENUTI IN UN VOLUME DI
UN MEDESIMO AUTORE
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cognome e nome (per esteso o puntato) dell’autore, in tondo o
maiuscoletto
titolo saggio seguito da in
l’abbreviazione Id. che indica stesso autore
titolo del volume
casa editrice
luogo di pubblicazione (se doppi divisi da un trait d’union)
anno di pubblicazione
pagine in cui il saggio è contenuto
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Citazione da... SAGGI PUBBLICATI IN RIVISTA
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cognome e nome (per esteso o puntato) dell’autore, in tondo o
maiuscoletto
titolo del saggio (in corsivo) seguito da in
titolo della rivista tra virgolette «»
anno della rivista (in numero romano, preceduto o meno da a.)
numero (preceduto o meno da n.)
mese/mesi e anno di pubblicazione
numero di pagine del testo (in bibliografia), pagina da cui è tratta
la citazione (in nota).
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Esempio
Bibliografia analitica
In bibliografia:
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F. Vanni, Piccola toponomastica latinobalcanica, in «De Strata Francigena», XIV, 1,
2006, pp. 29-34.
In nota: F. Vanni, op. cit., p. 31.
Bibliografia sintetica
In bibliografia:
Vanni 2006:
F. Vanni, Piccola toponomastica latinobalcanica, in «De Strata Francigena», XIV, 1,
2006, pp. 29-34.
In nota: Vanni 2006, p. 31.
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Citazione da... ARTICOLI CONTENUTI SU QUOTIDIANI
È simile alla citazione da riviste:
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cognome e nome (per esteso o puntato) dell’autore, in tondo o
maiuscoletto
titolo dell’articolo
testata del giornale tra virgolette
giorno, mese e anno
Nel caso di quotidiani non viene indicato il numero di pagina!
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ACCORGIMENTI UTILI
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è sempre necessario distinguere fra i vari elementi della
nota bibliografica (tramite punteggiatura)
l’ordine degli elementi deve essere sempre lo stesso
la citazione bibliografica è sempre conclusa da un punto
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Per i siti web
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tutte le pagine consultate e utilizzate
devono essere raccolte in un elenco ordinato
Da indicare (in modo che anche il lettore possa accedere alla stessa
pagina e nella stessa versione):
titolo della pagina
indirizzo URL preciso
la data di consultazione
se si trova, l’autore o curatore del sito
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Come citare WIKIPEDIA
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Da indicare (in modo che anche il lettore possa accedere alla stessa
pagina e nella stessa versione):
autore (Utenti di Wikipedia: sotto la voce cronologia vengono riportate
tutte le modifiche e chi le ha effettuate)
titolo della pagina
la dicitura “Wikipedia, l’enciclopedia libera” (è un’enciclopedia...)
la versione consultata (da vedere in cronologia)
indirizzo URL preciso
NB: Nella pagina principale di Wikipedia, sotto la sezione aiuto si trovano gli
standard con cui citare dettati dagli stessi curatori.
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