strumenti per favorire l’alleanza terapeutica e l’inclusione sociale.
Carole Braccini, Valentina Nucera, Massimiliano Umani, Marina Basile, Angelo Santamaria, Armando Cancelli
Cooperativa sociale Nuova Sair onlus, Roma
Obiettivi
Obiettivo di questo lavoro è
descrivere le misure messe in atto
per migliorare l’efficacia
dell’intervento riabilitativo domiciliare
per i pazienti in età evolutiva
afferenti al Servizio della
Cooperativa sociale Nuova Sair.
Destinatari del servizio domiciliare in
età evolutiva sono minori per i quali
è particolarmente alto il rischio di
ospedalizzazione/istituzionalizzazion
e ovvero in condizioni di tipo clinico
e/o sociale talmente gravi da
impedire l’accesso al trattamento
ambulatoriale.
Il servizio Nuova Sair opera
all’interno del territorio della Asl
Roma B, in gran parte rappresentato
da periferia a basso reddito e ad alto
tasso di immigrazione.
Metodi
Dopo circa due anni di attività del servizio di riabilitazione domiciliare Nuova Sair, il team ha rilevato e affrontato
due criticità principali che possono inficiare il raggiungimento dello scopo finale di qualsiasi percorso riabilitativo,
cioè migliorare la qualità di vita del bambino. Le criticità sono emerse attraverso la raccolta di informazioni
qualitative da più fonti di informazioni ovvero da:
- Riunioni d’equipe
- Case studies
- Riunioni di Coordinamento con i Terapisti
- Colloqui telefonici con i genitori
Tali criticità possono essere così sintetizzate:
- Bassa inclusione sociale del bambino preso in carico dal servizio domiciliare, causata da barriere
fisiche, psicologiche e sociali .
- Difficoltà nel creare una alleanza terapeutica solida e funzionale che porta spesso la famiglia a
fraintendere il ruolo del terapista, a non comprendere gli obiettivi e le strategie dell’intervento.
Le criticità sono state successivamente scomposte e analizzate attraverso l’albero dei problemi.
Risultati
Il team riabilitativo della Cooperativa Nuova Sair ha messo a punto un Protocollo di presa in carico minori del Servizio Domiciliare al fine
ridurre l’impatto delle criticità descritte. Il protocollo è stato attivato nel maggio 2013 e prevede:
Colloquio iniziale dell’ equipe psicosociale
Il colloquio a domicilio con l’equipe psicosociale permette alla famiglia di esprimere propri bisogni e sentirsi accolti in una relazione d’aiuto.
Counselling psicologici e psicopedagogici mensili a domicilio
Se la famiglia chiede o accetta la proposta di counselling mensile, lo Psicologo lavora per ridurre le difficoltà di accettazione della condizione di
disabilità del figlio da parte dei genitori, per sostenere la genitorialità messa duramente alla prova e, qualora si riscontrino nel bambino possibili
psicopatologie secondarie e disturbi comportamentali, per effettuare un counselling psicopedagogico. Tali colloqui sono finalizzati a promuovere il
benessere del genitore e alla conseguente attivazione delle risorse famigliari disponibili per la promozione dell’inclusione sociale del bambino
spesso considerata in patologie così disabilitanti un obiettivo secondario rispetto al recupero funzionale.
Supervisioni della Coordinatrice a domicilio
L’Osservazione a domicilio del bambino durante la terapia da parte del Coordinatore (Tnpee) è un prezioso strumento per legare aspetti organizzativi
a esigenze cliniche e sociali del bambino e crea un filo diretto fra la Centrale Operativa e familiari.
Colloqui di restituzione in sede
Il Colloquio di restituzione in sede offre la possibilità all’equipe ed in primis ai Terapisti di restituire alla famiglia la propria valutazione funzionale,
illustrare gli obbiettivi e le strategie dell’ intervento. (B.11).
Alla data del 30 settembre 2013, il protocollo è stato attivato per 33 minori (18 M, 17 F), di età compresa tra 1,9 e 17 anni (22 di nazionalità italiana e
11 straniera). Le patologie principali erano: PCI (52%), sindromi genetiche polimalformative (21%), ritardo psicomotorio (12%) spina bifida (6%), dgs
(9%).
Conclusioni
Sul piano qualitativo descrittivo, in tutti i casi che hanno già effettuato le 4 fasi del protocollo, si apprezzano una maggiore
capacità di affidarsi al servizio, una maggiore chiarezza degli obiettivi dell’intervento e una maggiore disponibilità a ridurre
le barriere socio-psicologiche all’inclusione del proprio bambino.
Lo sviluppo futuro del progetto prevede il consolidamento dei miglioramenti osservati e la definizione di indicatori in grado
di misurare l’efficacia di tale approccio.
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Colloqui di restituzione in sede