Insulina
• Livelli normali di insulina circolante:
(a digiuno)
4 - 10 µU/ml
• Emivita biologica: 1 - 3 minuti
• 5 - 30 % dell’insulina che misuriamo con i
dosaggi clinici è pro-insulina
Insulina: effetti biologici
L’insulina ha azioni molteplici (“effetto pleiotropico”)
sul metabolismo di carboidrati, lipidi e proteine.
AZIONI DELL’INSULINA
+
• glicogeno sintesi
• lipidosintesi
• protidosintesi
• neoglucogenesi
• lipolisi
IPOGLICEMIZZANTE
Effetto generale è ANABOLIZZANTE
Effetti dell’insulina a livello epatico
Glucosio
INSULINA
amino
acidi lattato glicerolo
Neoglucogenesi
+
Glucosio
Glicogeno
sintesi
ALIMENTAZIONE
INSULINA
-
Glucosio
Glicogenolisi
Glucosio
glicogeno
DIGIUNO
Effetti dell’insulina sul tessuto adiposo
FFA
Glucosio
INSULINA
liposintesi
+
glicerolo
+
monogliceridi
digliceridi
INSULINA
Lipolisi
trigliceridi
Lipasi
ormonosensibile
trigliceridi
ALIMENTAZIONE
FFA
DIGIUNO
-
Effetti dell’insulina sul tessuto muscolare
Glucosio
aminoa
cidi
-
Glut-4
INSULINA
+
FFA
protido
sintesi
Glucosio
Glicogeno
sintesi
glicogeno
Ciclo di
Krebs
Piruvato
Glicolisi
Piruvato
Lattato
Effetti dell’insulina e degli ormoni
controregolatori sul metabolismo del glucosio
ORMONI
FEGATO
Neoglucogenesi
Glicogeno- Produzione
lisi
epatica
glucosio
Insulina
Glucagone
Catecolamine
GH
Cortisolo
=
=
ALTRI
TESSUTI
Captazione/
utilizzo
glucosio
Ormoni antagonisti dell’azione dell’insulina
(ormoni controregolatori)
Azione
pronta
Azione
tardiva e
prolungata
Catecolamine
glicolisi
lipolisi
Glucagone
glicolisi
neoglucogenesi
Cortisolo
neoglucogenesi
Somatotropo
lipolisi
“Il Diabete Mellito”
Il Diabete Mellito è un disordine metabolico
ad eziologia multipla caratterizzato da
iperglicemia cronica con alterazioni del
metabolismo dei carboidrati, lipidi e proteine
secondarie ad un difetto di secrezione o di
attività dell’insulina o più spesso da entrambi.
•
ADA, Diabetes Care. 27, S1, January 2004
Conseguenze del Diabete
Principale causa di morte prematura e
disabilità
Aumenta di 2-4 volte il rischio cardiovascolare
Principale causa di cecità non traumatica
Principale causa di insufficienza renale
terminale che porta alla dialisi
Responsabile del 50% delle amputazioni
non traumatiche degli arti inferiori
 Il Diabete interessa il 5-6% della
popolazione
 Nei soggetti oltre 65 anni questa
percentuale può arrivare al 15%
Epidemiologia del Diabete Mellito
• Alla percentuale di diabete noto si deve
aggiungere una percentuale simile di
diabete non riconosciuto per la scarsità
dei sintomi
• In altri casi, pur se la malattia non si è
ancora
manifestata,
sono
presenti
alterazioni metaboliche che, se non corrette,
possono favorire la comparsa della malattia
Classificazione
DIABETE MELLITO
Classificazione

Diabete di tipo 1
–

Diabete di tipo 2
–

Altri tipi specifici
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–

immuno-mediato
idiopatico
con prevalente insulino-resistenza
con prevalente insulino-deficienza
Difetti genetici delle cellule 
Difetti genetici dell’azione dell’insulina
Patologie del pancreas esocrino
Endocrinopatie
Indotto da farmaci o sostanze chimiche
Infezioni
Forme non comuni di diabete immuno-mediato
Altre sindromi genetiche talvolta associate
a diabete
Diabete gestazionale
ADA, 1997
DIABETE MELLITO
Classificazione

Diabete di tipo 1
Colpisce principalmente i giovani
 La causa principale è la mancata produzione di
insulina da parte del pancreas
 Deve essere curato per forza con l’insulina


Diabete di tipo 2



Colpisce gli adulti
La causa principale è l’obesità
Può essere curato con la dieta e se questa non
è sufficiente, con le pillole. Raramente si usa
l’insulina
DIABETE MELLITO
Classificazione
Attualmente la maggior parte dei casi di diabete sono
rappresentati dal Tipo 2, fortemente correlato con
l’obesità e la vita sedentaria

Il Diabete tipo 1 rappresenta però la più comune malattia
cronica nei bambini

Stiamo però assistendo ad un aumento delle forme di
diabete tipo 2 nei bambini e negli adolescenti. Questo
potrebbe modificare nel giro di dieci venti anni il rapporto
tra le due forme di diabete in età pediatrica

DIABETE AUTOIMMUNE
• Definito in passato come diabete insulino-dipendente o diabete ad
insorgenza giovanile
• Caratterizzato da un punto di vista etiopatogenetico dalla
distruzione immuno-mediata delle ß-cellule pancreatiche
• insulino deficienza assoluta
• Può presentarsi in forma rapidamente progressiva specie nel
giovane ed in forma a lenta insorgenza specie in età adulta
(NIRAD o LADA)
• Frequente presenza di markers di distruzione ß-cellulare
(anticorpi) al momento della diagnosi di iperglicemia
• Specie nei bambini/adolescenti la chetoacidosi è la prima
manifestazione
• Possibile associazione con altre patologie ad etiologia autoimmune
(M. Graves; tiroidite di Hashimoto, M. di Addison etc.)
DIABETE IDIOPATICO
• Forme di diabete tipo 1 ad eziologia sconosciuta
• Alcuni di questi soggetti hanno insulinopenia
permanente e sono predisposti alla chetoacidosi
• Nessuna evidenza di autoimmunità
• Forma di diabete più comune tra individui di
origine africana o asiatica.
DIABETE TIPO 2
• Definito in passato come diabete non insulino-dipendente o
diabete ad insorgenza in età adulta
• Caratterizzato da un punto di vista fisiopatologica da
insulinodeficenza relativa ed insulinoresistenza
• Misconosciuta per molti anni in quanto l’iperglicemia non è
talmente severa da determinare segni e/o sintomi di diabete
• Frequente presenza di complicanze croniche già al momento
della diagnosi
• Associazione con altri fattori di rischio cardiovascolare
(sindrome metabolica)
TIPO 1
CLINICA
Età insorgenza < 20 aa
Peso corporeo normale
Diminuiti livelli di insulina
Anticorpi anti-insule
Chetoacidosi comune
50 % di concordanza nei gemelli
GENETICA
PATOGENESI
Correlazione HLA-D
TIPO 2
Età insorgenza > 30 anni
Obesità
Livelli di insulina normali o
aumentati
Non anticorpi anti-insule
Chetoacidosi rara
90-100% di concordanza nei
gemelli
Autoimmunità
Non associazione HLA
Resistenza insulinica
Meccanismi immunopatologici
Deficit insulinico relativo
Severo deficit insulinico
CELLULE
INSULARI
Insulite precoce
No insulite
Marcata atrofia e fibrosi
Atrofia focale e amiloide
Deplezione cellule beta
Lieve deplezione cellule beta
DIABETE MELLITO
Prevalenza
1995: 135
Europa
America
SE Asia
milioni*
33
31
28
2025: 300
Europa
America
SE Asia
*soggetti affetti in età adulta
milioni*
48
64
80
Diagnosi
DIABETE MELLITO
Criteri diagnostici
Diabete mellito (DM)
 a digiuno
 casuale
 2 h dopo OGTT
 126 mg/dl*
 200 mg/dl
 200 mg/dl*
Ridotta tolleranza glucidica (IGT)
 2 h dopo OGTT
140-199 mg/dl*
Alterata glicemia a digiuno (IFG)
 a digiuno
110-125 mg/dl*
* necessaria conferma in una seconda occasione
Interpretazione dei Risultati della
Glicemia a Digiuno
Diabete
≥126
110
80
Glicemia a digiuno alterata (IFG)
Glicemia a digiuno normale
plasma venoso
mg/dl
Interpretazione dei Risultati dell’OGTT
Glicemia 2 h dopo il carico
≥200
>140
<140
Diabete
Alterata tolleranza al Glucosio(IGT)
plasma venoso
mg/dl
normale
Alterata Glicemia a Digiuno
glicemia a digiuno >110 - <126 mg/dl
Alterata Tolleranza al Glucosio
glicemia 2 h dopo carico >140 - <200 mg/dl
Condizione nella quale i livelli di glicemia sono più alti
della norma, ma non sufficientemente elevati per fare
diagnosi di diabete
Diabete e Gravidanza
Diabete e Gravidanza
Il Diabete e le alterazioni del metabolismo
glucidico in gravidanza possono essere:
Preesistenti alla gravidanza
Diabete tipo 1
Diabete tipo 2
Ridotta tolleranza glucidica
Comparire in gravidanza
Diabete e Gravidanza
Diabete Pregravidico
Definizione: diabete di tipo 1 o tipo 2 o ridotta
tolleranza glucidica preesistenti alla
gravidanza
Conseguenze: possibile comparsa di complicanze
materne e fetali (6-9% contro 2-3% di
una gravidanza fisiologica
Diabete e Gravidanza
Le alterazioni del metabolismo glucidico preesistenti
alla gravidanza influenzano l’organogenesi e si
associano quindi ad una elevata incidenza di
malformazioni neonatali e mortalità perinatale
Le forme ad insorgenza in gravidanza, quindi ad
organogenesi ormai avvenuta, alterano la crescita
fetale
In entrambi i casi sono frequenti le complicanze di
tipo ostetrico
Complicanze del Diabete Pregravidico
Malformazioni fetali
- situs viscerus inversus
- anomalie renali
- malformazioni cardiache
Ritardo di crescita intrauterina
Sofferenza fetale
Complicanze materne
- ipoglicemia, chetoacidosi
- aumentato fabbisogno insulina
- ipertensione gravidica
- infezioni, pielonefriti
- polidramnios
- travaglio pretermine
- taglio cesareo
- aggravamento complicanze
Valutazione Pregravidica e Programmazione Gravidanza
Diabete tipo 1
Valutazione metabolico-ostetrica
caratteristiche del diabete (età di insorgenza, durata)
controllo glicemico (glicemie giornaliere, HbA1c)
Valutazione delle complicanze croniche (retinipatia proliferante,
nefropatia e cardiopatia ischemica sono indice di rischio elevato)
Ottimizzazione del compenso glicemico
Ottimizzazione dello stato nutrizionale
Informazioni alla coppia del livello di rischio
Programmazione del concepimento
Eventuale contraccezione
Trattamento laser della eventuale retinopatia
Diabete e Gravidanza
La riduzione della morbilità materno-fetale si
ottiene attraverso:
Un’attenta programmazione della
gravidanza per il diabete pregravidico
Una precoce identificazione nel caso del
diabete gestazionale
Diabete e Gravidanza
Diabete Gestazionale - Epidemiologia
Patologia ad elevata frequenza, complica il 3-10% di
tutte le gravidanze
Sensibile variabilità in relazione alle diverse razze
Poco frequente sotto i 25 anni di età, interessa invece
il 10-20% delle donne con età maggiore di 35 anni ed
oltre il 30% delle donne con obesità pregravidica
La sua frequenza è aumentata sensibilmente negli ultimi
decenni con un raddoppio dei tassi di incidenza
In Italia la sua prevalenza è stimata intorno al 5-6%
Diabete e Gravidanza
Diabete Gestazionale (GDM)
Definizione: intolleranza ai carboidrati, di gravità
variabile, ad esordio o primo
riconoscimento nel corso della gravidanza,
indipendentemente dal tipo di trattamento
e dal fatto che la condizione possa
persistere dopo il parto
Frequenza: 4-10% delle donne gravide
Insorgenza: generalmente nel 2° o 3°trimestre
Conseguenze:aumenta l’incidenza delle complicanze
materno-fetali
Diabete e Gravidanza
Diabete Gestazionale (GDM)
Sottoporre a screening tutte le gravide
Valutazione del rischio alla prima visita prenatale e
stratificazione delle gravide in soggetti “a rischio”
o “non a rischio” per GDM sulla base di:
-Criteri Anamnestici Minori
-Criteri Anamnestici Maggiori
-Criteri collegati all’attuale gravidanza
Criteri Anamnestici per la Valutazione del Rischio di GDM
Anamnestici Maggiori (sufficiente 1)
pregresso diabete gestazionale
familiarità di primo grado per diabete
obesità (BMI >30)
età >35 anni
pregressa macrosomia fetale (> 4Kg)
mortalità perinatale da causa ignota
Anamnestici Minori (almeno 2)
soprappeso (BMI >27)
ipertensione arteriosa
due o più aborti spontanei
poliidramnios
gestosi
elevata parità
parti pretermine
Criteri Anamnestici per la Valutazione del Rischio di GDM
Collegati alla gravidanza in atto (sufficiente 1)
incremento ponderale >1.2 Kg nel primo trimestre
e/o 400 g/settimana nel 2°-3° trimestre
ricorrente glicosuria a digiuno
poliidramnios
crescita fetale accelerata o dismorfica
Timing dello Screening per GDM
Nelle gravide individuate come “non a rischio”
esecuzione del test di screening tra la 24a e
la 28a settimana
Nelle gravide individuate come “a rischio”
esecuzione del test di screening il più precocemente
possibile da ripetere, se negativo, tra la 24a e
la 28a settimana
Modalità di Esecuzione dello Screening
Test di screening (minicarico)
50 gr di glucosio in 200 ml di acqua, in 5 min
Prelievo basale e dopo 1h dal carico
Eseguire il test al mattino dopo 8-12 ore di digiuno
Interpretazione
Glicemia 1h dopo carico:
<140 mg/dl Normale
>140 mg/dl
Positivo
OGTT
>198 mg/dl
Diagnosi di GDM
Modalità di Esecuzione dello Screening
Test diagnostico (OGTT)
100 gr di glucosio in 200 ml di acqua, in 5 min
prelievo basale e dopo 1h, 2h, 3h dal carico
Interpretazione
Glicemia:
Digiuno
<95 mg/dl
1h
<180 mg/dl
2h
<155 mg/dl
3h
<140 mg/dl
- se > 2 valori eccedono i limiti si pone diagnosi di GDM
- se 1 valore eccede i limiti si pone diagnosi di IGT, in tal
caso ripetere OGTT dopo 4 settimane
Management Diabetologico del GDM
Controllo
ogni 8-15 giorni
Monitoraggio glicemico domiciliare
Obiettivi glicemici
(3 determinazioni/die)
-glicemia a digiuno
60-95 mg/dl
-1h post-prandiale
100-130 mg/dl
-2h post-prandiale
90-120 mg/dl
-HbA1c
nel range di normalità
Se gli obiettivi glicemici non vengono raggiunti entro 7-10 giorni
o mantenuti in qualunque momento successivo alla diagnosi,
associare alla dieta la terapia insulinica
Valutazione della Tolleranza ai Carboidrati dopo il parto
-Le donne con GDM sono a rischio di sviluppare DM tipo 2 a varia
distanza di tempo dalla gravidanza in base a diversi fattori:
Età della paziente alla diagnosi di GDM
Glicemia basale alla prima valutazione post-partum
Obesità
Diagnosi precoce di GDM (I° e II° trimestre)
Familiarità per diabete
Terapia insulinica in corso di gravidanza
-Rivalutare lo stato glicemico con OGTT (75 gr di glucosio) dopo
6-12 settimane dal parto o al termine dell’allattamento:
Glicemia a digiuno
<110 mg/dl
110-125
>126
2h dopo carico
<140 mg/dl
140-199
>200
Diagnosi
normale
IGT
diabete
Management Ostetrico del GDM
Controllo glicemico durante il parto
Pazienti in sola terapia dietetica: è sufficiente l’infusione di
fisiologica (100-150 ml/h)
Pazienti in terapia insulinica: viene iniziata l’infusione di
insulina e glucosio attraverso due vie. Mantenere la glicemia
tra 70 e 120 mg/dl
Glicemia capillare
(mg/dl)
<55
55-64
65-74
75-109
110-124
125-149
150-180
>180
Insulina
(ml/h)
stop
stop
stop
10
15
20
25
30
Glucosio 10%
(ml/h)
100
75
50
50
50
50
50
50
Modalità di Esecuzione dello Screening
Commenti
Gravide con minicarico positivo, ma OGTT negativo
Verranno riviste intorno alla 30a settimana gestazionale e
sottoposte a nuovo OGTT in presenza di fattori di rischio
collegati alla gravidanza attuale
Gravide con diagnosi di IGT
verranno inviate a consulenza diabetologica e sottoposte a
regime dietetico simile a quelle con GDM e ripetizione
dell’OGTT dopo 1 mese (con sospensione della dieta 4-5
giorni prima dell’esame)
Gravide con GDM verranno sottoposte a:
management ambulatoriale diabetologico
management ambulatoriale ostetrico
Management Ostetrico del GDM
Controllo ecografico
Primo controllo alla diagnosi
Controlli successivi ogni 3-4 settimane
Stima del peso fetale alla 37a-38a settimana
Ecocardiografia fetale alla 20a-22a settimana in caso di
diagnosi di GDM precoce (2°trimestre)
Timing e modalità del parto
Travaglio e parto possono avvenire a termine (sino alla 41a
settimana), se il GDM ha un buon controllo metabolico e la
biometria fetale alla 38a ed alla 40a settimana rimangono su
valori normali
In caso di macrosomia o LFD (Large For Date, specie se
asimmetrico), il parto andrebbe anticipato alla 38a-40a
settimana attraverso induzione farmacologica o TC elettivo
Valutazione Pregravidica e Programmazione della
Gravidanza
Diabete tipo 2
Valutazione metabolico-ostetrica
Valutazione delle complicanze croniche
Ottimizzazione della dieta e del peso
Sospensione degli ipoglicemizzaznti orali
Ottimizzazione del compenso glicemico con eventuale
uso di insulina
Programmazione del concepimento
Eventuale contraccezione
Potenziali Controindicazioni ad una Gravidanza
Cardiopatia ischemica
Retinopatia proliferante attiva non trattata
Insufficienza renale
clearance della creatinina <50 ml/min, o
creatininemia >2 mg/dl, o
proteinuria >2 gr/24h
P.A. >140/90 mmHg nonostante il trattamento
Gastroenteropatia grave da neuropatia autonomica
Management della Diabetica in Gravidanza
Monitoraggio clinico-metabolico
Autocontrollo glicemico 4-8 volte al giorno, test per
chetonuria ogni mattina a digiuno
HbA1c ogni 4 settimane
Visita diabetologica ogni 2 settimane
Valutazione incremento ponderale
normopeso
11 Kg
soprappeso 7-11 Kg
sottopeso 13-15 Kg
Esame delle urine ed urinocultura ogni 2-4 settimane
Creatinemia, microalbuminuria e lipidi ogni 3 mesi
Visita cardiologica ed ECG all’inizio
Esame fundus al primo trimestre ed ogni 3 mesi
Management della Diabetica in Gravidanza
Obiettivi glicemici ottimali
Glicemia
digiuno
pre-prandiale
1 h postprandiale
2 h postprandiale
notte
HbA1c (%)
mg/dl
60-90
60-105
110-130
90-120
60-120
nel range della norma
Management della Diabetica in Gravidanza
Regime dietetico
Gravide normopeso: 30 Kcal/Kg di peso ideale,
soprappeso: 20 Kcal/Kg, sottopeso 40 Kcal/Kg
Introito calorico mai inferiore a 1500 Kcal/die
Incremento calorico di 300 Kcal nel secondo e terzo
trimestre
Composizione: 50-55% carboidrati, 15-20% proteine,
25-30% grassi
Distribuire in 3 pasti e 3 spuntini: 10-15% calorie a
colazione, 5-10% per gli spuntini, 20-30% a pranzo,
30-40% a cena
Management della Diabetica in Gravidanza
Trattamento farmacologico
Sospendere ipoglicemizzanti orali già in fase di
programmazione
Terapia con insulina regolare o analoghi ai tre pasti
principali e con insulina ad azione ritardata bedtime
-Il fabbisogno di insulina si riduce nel primo trimestre,
mentre aumenta in modo progressivo dal secondo
trimestre.
Si riduce marcatamente dopo il parto ritornando ai
livelli pregravidici nelle 24-48 ore successive
Management della Diabetica in Gravidanza
Monitoraggio delle complicanze
Retinopatia: esame del fondo oculare all’inizio della
gravidanza e successivamente ogni 3 mesi
Nefropatia: monitoraggio dei parametri di funzione
renale e della pressione arteriosa.
In caso di trattamento antipertensivo pregravidico sospendere
già in fase di programmazione, la terapia con ACE-inibitori
(aumentata frequenza di ritardo della crescita e malformazioni),
diuretici (ritardo della crescita per riduzione del volume
plasmatico e del flusso uterino), e beta-bloccanti cardioselettivi
(ritardo di crescita)
Management della Diabetica in Gravidanza
Monitoraggio metabolico durante il parto
Obiettivi: -mantenere i valori glicemici nella norma
-idratare adeguatamente
-fornire un apporto calorico adeguato
Il giorno precedente il parto viene mantenuto il regime
dietetico e terapeutico usuale
Il giorno del parto la paziente viene mantenuta a
digiuno e non viene praticata l’insulina del mattino
Management della Diabetica in Gravidanza
Regime di infusione insulinica durante il travaglio ed il parto
Glicemia capillare
(mg/dl)
<55
55-64
65-74
75-109
110-124
125-149
150-180
>180
Insulina
(ml/h)
stop
stop
stop
10
15
20
25
30
Glucosio 10%
(ml/h)
100
75
50
50
50
50
50
50
Nelle 24-72 h dopo il parto si ripristina la terapia insulinica sottocute quando i
valori di glicemia a digiuno sono >100 mg/dl e post-prandiali >150 mg/dl
Il “Pre-Diabete”
Il pre-diabete può essere considerato
come una fase precoce del diabete poiché
una grossa percentuale di soggetti con
IFG o IGT sviluppano la malattia
Stadi del Diabete Tipo 2
100
75
50
25
IFG
IGT
0
-12 -10
Iperglicemia
Postprandiale
-6
Lebowiz H. Diabetes Review 1999,7: 139
Diabete
Fase I
-2
0
2
Anni dalla diagnosi
Diabete
Fase II
6
Diabete
Fase III
10
14
Il “Pre-diabete”
I soggetti con pre-diabete nella maggior parte
dei casi sono asintomatici, e anche la
progressione verso il diabete non viene spesso
riconosciuta poiché i sintomi possono insorgere
gradualmente
Questi soggetti sviluppano però complicanze
vascolari prima di progredire verso il Diabete
manifesto
Il “Pre-diabete”
Oltre il 14% della popolazione tra 40 e 74 ha un
pre-diabete
I soggetti con pre-diabete hanno un rischio di
patologia cardiovascolare 1.5 volte più elevato
rispetto ai soggetti con normale glicemia
Circa l’11% dei soggetti con pre-diabete sviluppa
ogni anno il Diabete tipo 2
Nei soggetti con pre-diabete è possibile prevenire
la progressione verso il diabete tipo 2 e
THE FUNAGATA DIABETES STUDY
Impaired Glucose Tolerance is a CV Risk Factor
Cumulative Cardiovascular Survival
1.00
1.00
0.99
0.98
0.98
0.96
0.97
0.96
0.94
Normal
IGT (2 hr PG 140-200)
0.95
IFG (FPG 110-126)
0.92
DM (2 hr PG >200)
0.94
Normal
DM (FPG >126)
0
0
0
1
2
3
4
Year
5
6
7
0
1
2
3
4
5
6
7
Year
Tominaga M, et al. Impaired glucose tolerance is a risk factor for cardiovascular disease, but not impaired fasting
glucose. Diabetes Care 1999;22:920-4.
Insicatori di Predisposizione al Diabete Tipo 2
Alterazioni della glicemia
IFG (Alterata Glicemia a Digiuno)
IGT (Alterata Tolleranza al Glucosio)
Fattori di rischio
Familiarità
parenti di 1° grado
Età
>45 anni
Obesità
BMI >25 - C.V.>102 (M) >88 (F)
Ipertensione >140/90 mmHg
Dislipidemia
HDL <35 mg/dl-Trigliceridi >250 mg/dl
Diabete comparso durante una precedente
gravidanza o feto macrosoma (>4 Kg)
Stile di vita
Test di Screening
Scelta del test di screening
incidenza del diabete
Normale FPG e glicemia 2 h dopo OGTT
4-5%
IFG e normale glicemia 2 h dopo OGTT
Normale glicemia a digiuno e IGT
20-34%
IFG e IGT
38-65%
Il valore della glicemia 2h dopo OGTT identifica un
maggior numero di soggetti con alterata omeostasi
glucidica e più soggetti che vanno incontro al diabete
Potenziali Candidati per lo Screening e
L’intervento
Soggetti di età >45 anni con BMI >25
possono avere IFG o IGT nel 14.5% dei casi, questa
prevalenza aumenta con l’età raggiungendo il picco tra 60 e
74 anni
Soggetti di età <45 anni, sovrappeso con un
altro fattore di rischio
Studi di intervento per la prevenzione del DT2
Soggetti a
rischio studiati
• Studio finlandese
• DPP
522
NEJM, 2001
3234
NEJM, 2002
235
Diabetes, 2002
1429
Lancet, 2002
(Diabetes Prevention Program)
• TRIPOD
(Troglitazone Prevention Diabetes)
• STOP-NIDDM
Studi di intervento per la prevenzione del DT2
Soggetti a rischio
N°
età m BMI
(anni)
Finlandia
DPP
Intervento
aa
modalità
Efficacia
(% rid.)
m
522/IGT
55
31
3243/IGT
51
34
3.2
2.8
stile vita
-58%
stile vita
-58%
metformina
TRIPOD
235/ DG
StopNIDDM
1429/ IGT
55
31
2.5
troglitazone
3.3
inibitori
a-glucosid.
-31%
-56%
-25%
Incidenza del DT2 in 3234 soggetti (BMI m = 34.0)
IFG o IGT seguiti con 3 differenti protocolli
40
Placebo
30
Metformina
20
Stile di vita
10
NEJM, 346: 393, 2002
0
0
0.5
1.0
1.5
2.0
2.5
3.0
2.5
4.0
anni
La Prevenzione Del Diabete Tipo 2
Stile di vita o Farmaci ?
Stile di vita
Il cambiamento dello stile di vita:
•modesta perdita di peso
•modesta attività fisica
rappresenta la prima scelta per la
prevenzione del Diabete tipo 2 e delle
patologie cardiovascolari
Prevenzione Del Diabete Tipo 2
Intervento su stile di vita
-dieta ipocalorica, ricca di fibre, povera
di zuccheri semplici e grassi saturi
-attività fisica (150 min/settimana)
-dimagrimento (5-10%) se in sovrappeso
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