UIL incontro di approfondimento: Quale futuro per il nucleare in Italia? Roma 3/07/2009 L’impatto sanitario Ruolo dell’ISS Velio Macellari Antonia Rogani Dip. Tecnologie e Salute ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ Reparti Dip. Tecnologie e Salute Biofisica delle radiazioni ionizzanti e fisica biomedica Bioingegneria cardiovascolare Biomateriali e biosistemi Biomeccanica e tecnologie riabilitative Dosimetria delle radiazioni e difetti radioindotti Fisica e tecnologia nucleare per la salute Metodi ultrastrutturali per terapie innovative antitumorali Modelli di sistemi complessi ed applicazioni alla stima dei rischi Patologia infettiva ultrastrutturale Radiazioni non ionizzanti Radioattività e suoi effetti sulla salute Ultrastrutture dei contaminanti e dei materiali Valutazione e qualità delle tecnologie biomediche Tecnologie fisiche in biomedicina ISS-TESA: attività svolta (1) A partire dagli anni ’60, in occasione delle ricadute radioattive sul territorio italiano dovute alle esplosioni sperimentali in atmosfera, in ISS sono state sviluppate attività di ricerca volte alla valutazione delle conseguenze sanitarie di rilasci radioattivi. Prima della moratoria nucleare - formulazione di pareri tecnici sulla localizzazione e sull’autorizzazione all’esercizio di impianti nucleari In seguito alla moratoria - problematiche relative alla gestione dei rifiuti radioattivi, alla individuazione di un sito per il Deposito Nazionale dei rifiuti e del combustibile irraggiato, alla disattivazione degli impianti nucleari e alla pianificazione di emergenza a livello nazionale. ISS-TESA: attività svolta (2) L’ISS partecipa a diverse Commissioni tecnicoscientifiche a livello nazionale ed internazionale, sulle tematiche più rilevanti connesse con l’uso pacifico dell’energia nucleare: disattivazione di impianti nucleari, depositi di rifiuti radioattivi, pianificazione di emergenza, grandi rischi, gruppi di esperti CE, informazione al pubblico per le emergenze radiologiche, Centro di Elaborazione e Valutazione Dati in caso di emergenza etc. Collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile - per l’elaborazione e l’aggiornamento del Piano Nazionale delle misure protettive contro le emergenze radiologiche - partecipazione al Centro di Elaborazione e Valutazione Dati (CEVaD), struttura tecnica prevista dal D L 241/2000 a supporto del Dipartimento della Protezione Civile . L’ISS-TESA partecipa: • nella pianificazione di emergenza a livello locale attraverso l’analisi dei presupposti tecnici dei piani di emergenza, nell’ambito della Commissione Tecnica per la Sicurezza Nucleare e la Protezione Sanitaria; • nella definizione dei livelli di intervento sia di dose che derivati, per l’introduzione di provvedimenti restrittivi per la protezione della popolazione in caso di un’emergenza radiologica (art.115 del D.Lgs. 241/2000); • nella predisposizione di schemi generali per le informazioni da diffondere in situazioni di emergenza Monitoraggio ambientale da piattaforma aerea Applicazioni finali: Sorveglianza radiologica su larga scala Rilevamento/Mappatura contaminazione radioattiva a terra Strumento di ausilio per emergenza radiologica Monitoraggio inquinamento atmosferico in quota Collaborazione: Min. Ambiente, Sapienza, ENEA-Casaccia Industrie private Impatto sanitario e localizzazione del sito (1) Nella reintroduzione in Italia della fonte nucleare, una volta decisa la tipologia degli impianti, sarà necessario, partendo dall’analisi di sicurezza, valutare l’impatto sanitario sia degli incidenti base di progetto che di quelli a bassa probabilità. Di tali valutazioni si dovrà tener conto al momento della scelta del sito e nell’elaborazione dei piani di emergenza. Il problema della localizzazione degli impianti nucleari in Italia è probabilmente più complesso che in altri paesi per l’alta densità demografica, l’utilizzo intensivo del territorio e i problemi idrogeologici e sismici. Impatto sanitario e localizzazione del sito (2) Per la centrale di Caorso le caratteristiche del sito furono confrontate con le conseguenze sanitarie dell’incidente base di progetto. Al fine di poter attuare in modo soddisfacente efficaci misure di emergenza furono individuate due zone: una di esclusione (circa 1 km di raggio), di proprietà dell’esercente, ed una zona a sviluppo controllato (di raggio fra 1 e 3 km). L’impatto sanitario diventa rilevante per gli incidenti “severi”, a bassa probabilità. L’ISS in diverse occasioni ha sostenuto l’ opportunità che gli incidenti “severi” venissero presi in considerazione sia nell’analisi dei siti che nella pianificazione dei provvedimenti di emergenza. Dopo l’incidente di Chernobyl, nella prima elaborazione del Piano Nazionale di emergenza, furono valutate le conseguenze sanitarie di eventi gravi, caratterizzati da fusione del nocciolo e degradazione del sistema di contenimento. Di conseguenza fu individuata una zona di raggio di circa 10 km dall’impianto ove poteva essere necessario adottare provvedimenti quali la iodoprofilassi e l’evacuazione. Stima del rischio nella produzione di energia nucleare È importante analizzare le problematiche connesse con l’utilizzo di reattori di nuova generazione. Strumento utile è l’algoritmo RANA (Radiological Assessment of Nuclear Accidents), messo a punto presso l’ISS (Tabet E. Ann.Ist.Super.Sanità 2001), al fine di valutare le conseguenze sanitarie di eventi incidentali. Con riferimento ad uno scenario incidentale per una centrale è possibile calcolare la struttura spaziale e temporale della contaminazione, in aria e al suolo, e le dosi previste per gli individui della popolazione in funzione della distanza dalla centrale nucleare. I calcoli possono essere effettuati sia a partire dai termini di sorgente sia dai valori di contaminazione al suolo o in aria. È importante analizzare sia la fase immediatamente successiva all’incidente sia la fase intermedia, per quanto riguarda in particolare la contaminazione degli alimenti. I risultati delle valutazioni predittive sono utili: •per acquisire un quadro obiettivo della qualità dei siti di impianto •per la pianificazione degli interventi di emergenza Evento Chernobyl Algoritmo RANA validato sui dati di contaminazione conseguenti all’evento di Chernobyl In relazione all’evento Chernobyl ISS-TESA ha studiato l’impatto radiologico sulla popolazione italiana, anche dopo 10 anni, sulla base dei valori medi di attività nell’ambiente e negli alimenti; ha dato indicazioni per la formulazione dei provvedimenti restrittivi adottati in Italia La radioprotezione alle basse dosi Gli standard di radioprotezione mirano in gran parte a limitare i rischi delle esposizioni alle dosi basse e protratte. Basse dosi (definizione pragmatica): quelle normalmente connesse alle esposizioni lavorative, ambientali, medico-diagnostiche Sebbene vi sia in generale, dopo oltre un secolo di ricerche, una buona conoscenza sugli effetti delle esposizioni a radiazioni ionizzanti, rimangono considerevoli incertezze circa gli effetti sanitari delle esposizioni alle basse dosi. Cambiamenti di orientamento sulla valutazione di questi rischi possono avere significative conseguenze sociali ed economiche. Infatti qualsiasi sottostima o sovrastima di questi rischi sanitari potrebbe comportare o livelli di protezione insufficienti, oppure restrizioni non necessarie. Una significativa riduzione delle attuali incertezze è riconosciuta a livello europeo ed internazionale come condizione indispensabile per sviluppare applicazioni sostenibili delle radiazioni ionizzanti, inclusa la produzione di energia nucleare (opzione riaperta in Italia dai recenti orientamenti ed atti del governo). Attività ISS-TESA per radioprotezione alle basse dosi Ricerca in ambito nazionale, europeo, internazionale (dosimetria, radiobiologia, epidemiologia, radioprotezione,…) Gestione/coordinamento del Programma nazionale Radon Consulenza a livello nazionale Partecipazione a Comitati europei: Gruppo di esperti della CE (ex art.31 trattato Euratom) per le norme fondamentali di radioprotezione Comitato Consultivo Programma di ricerca Euratom (un rappresentante italiano esperto in radioprotezione) High Level Group on European low dose risk research Piattaforma Europea MELODI (Multidisciplinary European LOw Dose Initiative) per l’elaborazione della Strategic Research Agenda del Programma europeo di ricerca sui rischi alle basse dosi MELODI ambition MELODI = Multidisciplinary European LOw Dose Initiative Preoccupazione per interventi legislativi in discussione (1) L’ utilizzo della fonte nucleare per la produzione di energia elettrica deve garantire la protezione sanitaria dei lavoratori e della popolazione: quindi devono avere un ruolo determinante il Ministero del Lavoro della Sanità e delle Politiche Sociali e i suoi organi tecnici. Così non avviene nel testo in discussione alla Camera (disegno di legge 1441) Articolo 25 – Delega al Governo in materia nucleare Il punto b) ribadisce che devono essere soddisfatte “ le esigenze di tutela della salute della popolazione e dell’ambiente” I decreti di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’ambiente e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Preoccupazione per interventi legislativi in discussione (2) Articolo 26 Viene assegnato al CIPE il compito di stabilire le tipologie di impianti da realizzare su proposta del Ministro dello sviluppo economico sentito il Ministro dell’ambiente e le Commissioni parlamentari competenti. Viene sempre escluso il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali. Il legislatore si è preoccupato della tutela dell’ambiente ma non della salute della popolazione e dei lavoratori Informazione e partecipazione della popolazione Il punto o) dell’art.25 disegno di legge 1441 prevede l’informazione della popolazione locale, ma non sembra prevedere un vero dibattito pubblico al fine del raggiungimento del consenso È necessario che tutta la documentazione relativa alla localizzazione e al progetto delle centrali nucleari sia resa pubblica, cioè accessibile a tutti i cittadini, che possono fornire il proprio contributo (come avviene da tempo in molti paesi). L’informazione della popolazione gioca un ruolo fondamentale. Deve essere completa, deve presentare in modo scientificamente corretto i problemi e come questi vengono affrontati, quali sono gli aspetti critici da gestire. L’autorevolezza e credibilità degli organi tecnico-scientifici coinvolti è fondamentale. Ruolo ISS-TESA ISS-TESA è in grado di prendersi carico del problema della protezione sanitaria nella produzione di energia nucleare nelle forme che gli sono già proprie: 1.analisi critica delle stime di rischio e supporto alla sua riduzione 2.ricerca e sviluppo di strumentazione di misura di radioattività, di ausilio, tra l’altro, alla gestione di emergenze nucleari 3.ricerca e sviluppo di nuovi metodi di dosimetria biologica, in particolare, in caso di gravi eventi incidentali 4.supporto alla identificazione di siti idonei per la produzione di energia e lo stoccaggio dei rifiuti 5.consulenza per l’attività di monitoraggio ambientale effettuata dai laboratori regionali 6.supporto all’attività normativa 7.supporto per la corretta informazione della popolazione 8.supporto alla realizzazione di una rete di unità ospedaliere attrezzate al trattamento di individui della popolazione o lavoratori esposti ad anomali livelli di dose di radiazione.