Risorse energetiche e consumi globali, l’ambiente, considerazioni sull’Italia LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 A. Clerici Presidente FAST Presidente Onorario WEC Italia 1 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Indice 1) Premessa 2) Consumi energetici ed elettrici – CO2 3) Le risorse energetiche mondiali 4) Produzione di elettricità e suoi costi 5) I consumi italiani e l’efficienza energetica 6) Il nucleare 7) Conclusioni e commenti sull’Italia 2 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 1) Premessa 3 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Popolazione mondiale 6,7 miliardi: (300.000 nati/giorno) In 10 anni: popolazione +12%; energia primaria +20%; elettricità +30% 1,6 miliardi di persone senza elettricità Nel mondo 40% di CO2 è da produzione elettricità: 10 miliardi di ton/anno. L’Europa contribuisce per il 14%. In Cina nel triennio 2006-2008 sono entrate in servizio ~300 MW/giorno (100 GW/anno pari al doppio del picco di carico Italiano) di nuove centrali delle quali l’80% a carbone; solo la loro produzione di CO2 annuale supera alla grande quella da tutte le centrali dell’Europa dei 27. Il target CE di riduzione in Europa del 20% di CO2 al 2020, sarà pari a 1-2% dell’incremento nel resto del mondo delle emissioni annue da oggi al 2020. L’energia elettrica prevista per il 2030 è il doppio di quella del 2007 e assorbirà per la sua produzione il 44% delle risorse energetiche (36% nel 2007). Elettricità sempre più importante. PROBLEMA ENERGIA / AMBIENTE E’ GLOBALE TUTTI DEVONO CONTRIBUIRE 4 La crescita della popolazione mondiale Gruppo Nazioni Nord America America Latina Europa Occidentale Europa Orientale Africa Medio Oriente e Asia del Sud Asia Sud Orientale e Pacifico Estremo Oriente LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Totale mondiale Popolazione 2008 milioni 341 576 480 398 975 1.765 417 1.752 6.704 Popolazione 2030 milioni 410 690 515 381 1.524 2.354 495 1.925 8.294 L’Africa è di gran lunga il continente con la maggiore crescita della popolazione: 1.5 miliardi di persone nel 2030 a paragone con il miliardo di oggi. 5 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 2) Consumi energetici ed elettrici – CO2 6 La richiesta mondiale di energia primaria nello scenario di riferimento MToe 2008: ~12.000 MTEP Altre rinnovabili 2008 0,4% Idroelettrico 1,8% Nucleare 6,5% Biomasse 10 % 8 000 Gas 21 % 6 000 Carbone 26,3% 4 000 Petrolio 34 % 18 000 16 000 14 000 12 000 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 10 000 2 000 0 1980 1990 2000 2010 2020 2030 IEA 2009 World Energy Outlook La domanda a livello mondiale aumenterà del 45% tra oggi ed il 2030 – un tasso medio di aumento dell’ 1.6%/anno – dove il carbone incide ben oltre un terzo dell’incremento totale 7 Grandi differenze nell’energia primaria pro-capite Billion people TOE per capita 2.1 8 N. America 2 World population 6.7 billion 1.75 7 South Asia 6 1.50 Australasia OECD 5 Europe 25 CSI Europe 4 Africa 1.25 1 Middle East LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 3 2 0.75 Latin America E&SE Asia World 0.50 1 0.25 0 0 TOE per capita Billion people Elaborazione ENERDATA 8 Produzione energia elettrica nel 2008 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Elaborazione dati da Terna - WEC - Enerdata Mondo Europa 27 Italia (*) (~19000 TWh) (~3200 TWh) (~315 TWh) Carbone ~ 40% ~ 32% ~ 16% Gas ~ 17% ~ 21% ~ 53% Idro ~ 17% ~ 9% ~ 15% Nucleare ~ 14% ~ 30% - Prodotti petroliferi ~ 7% ~ 4% ~ 10% Eolico ~ 1,3% ~ 4% ~ 2% Fotovoltaico ~ 0,08% ~ 0,1% ~ 0,01% Altri ~ 4% - ~ 4,2% (°) (*) NB - l’Italia ha importato circa il 13% di energia elettrica da aggiungere alla produzione locale (°) Biomasse 2,3% (delle quali 60% RSU) e Geotermia 1,7% Italia: ~80% da combustibili fossili Mondo: ~66% da combustibili fossili EU 27: ~57% da combustibili fossili 9 Enormi differenze nell’energia elettrica pro-capite MWh per capita Billion people 18 World population 6.7 billion 16 N. America 14 1.75 South Asia 12 10 Australasia 1.50 Europe 25 Europe LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 4 1.25 OECD 8 6 2 E&SE Asia CSI Latin America Middle East 1 0.75 Africa 0.50 World 2 0.25 0 0 Elaborazione ENERDATA MWh per capita Billion people 10 Consumi elettrici pro-capite L’Africa, con il 14% della popolazione mondiale, consuma solo il 3% dell’elettricità totale. LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Il Sud Africa ha solo il 5% della popolazione africana totale, ma consuma il 50% del totale di elettricità dell’Africa. Escludendo i paesi del Nord Africa e del Sud Africa, la principale fonte energetica per il resto della popolazione è il legname (> 85%)! Fonte: ENERDATA, World Energy Database, elaborazione WEC 11 I 5 maggiori produttori nel mondo di CO2 derivante da fonte energetica nello scenario di riferimento LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 2007 2020 Gt rank Gt rank Cina 6.1 1 10.0 1 USA 5.8 2 5.8 2 EU27 4.0 3 3.9 3 Russia 1.6 4 1.9 5 India 1.3 5 2.2 4 IEA 2009 World Energy Outlook I principali 5 emittori contribuiscono per il 70% delle emissioni a livello mondiale 12 Gigatonnes Riduzione delle emissioni di CO2 derivanti da fonte energetica in differenti scenari 45 550 Policy Scenario 40 450 Policy Scenario 9% 14% 35 23% 30 54% Nuclear CCS Renewables & biofuels Energy efficiency LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 25 20 2005 2010 2015 Reference Scenario 2020 550 Policy Scenario 2025 2030 450 Policy Scenario IEA 2009 World Energy Outlook L’efficienza energetica è il principale contributore per ridurre le emissioni 13 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 3) Le risorse energetiche mondiali 14 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Combustibili Fossili 15 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 R/P RATIO 140 years 16 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 La Figura riporta in miliardi di tonnellate (GT) per il carbone le “proved recoverable reserves” (lignite inclusa), la produzione e il consumo attuale. A livello globale si può notare che: ● il rapporto riserve/produzione attuale è vicino ai 150 anni, ● Nord America, Europa ed Asia hanno riserve molto simili tra loro e pari ciascuna a circa il 28% delle totali riserve mondiali, ● produzioni e consumi nelle varie aree sono quasi bilanciati con l’esclusione dell’Australia che, con l’esportazione del 50% circa della sua produzione, risulta il più grande esportatore mondiale di carbone, ● l’Asia, (alla quale la Cina contribuisce con oltre il 60%) è di gran lunga il più grande produttore e consumatore di carbone con tassi di crescita impressionanti e che sono stati la causa dell’incremento del prezzo del carbone e dell’incremento dei prezzi di trasporto verso l’Europa. 17 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 18 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 19 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Le Figure precedenti riportano per il petrolio e il gas naturale il rapporto riserve/consumi attuali, le riserve, la produzione ed i consumi in miliardi di tonnellate per il petrolio ed in migliaia di miliardi di m3 per il gas. Sebbene a livello mondiale il rapporto riserve/consumi attuali sia di circa 40 anni per il petrolio e di circa 60 anni per il gas, appare chiaro come il rapporto stesso sia notevolmente diverso per le differenti aree geografiche, data la grande dipendenza mondiale dalle esportazioni del Medio Oriente ed i bassi consumi di Africa e Medio Oriente rispetto alla loro produzione. 20 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Particolarmente critica appare la situazione del Nord America e dell’Asia. A livello globale la situazione Europea sembra meno critica perché la Siberia (Russia) è considerata Europa; un’analisi dettagliata rivela in realtà una serie di problematiche ben diverse tra Russia, Mare del Nord e Centro-Sud Europa. A livello globale la differente dislocazione dei giacimenti di petrolio e gas, rispetto alle aree di consumo, è la causa principale dei ben noti problemi socio - economico - politici che affliggono l’umanità. 21 Per quanto riguarda le grosse risorse di oil shale (scisti bituminosi), l’80% delle riserve sono negli Stati Uniti. Per il bitume, le principali riserve sono in Canada (60%) ed in altri 20 paesi. Per gli olii extra pesanti, le riserve sono fondamentalmente localizzate in Venezuela (95%). LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Le riserve globali di scisti bituminosi, bitume ed oli extra pesanti superano quelle del petrolio. Un ostanziale incremento del loro utilizzo potrà verificarsi solo in concomitanza con una diminuzione delle riserve di petrolio ed il perdurare di suoi alti prezzi; occorre tuttavia notare che con un prezzo stabile del petrolio superiore a circa 50$/barile risulterebbe già conveniente la loro estrazione. In Canada sono allo studio la realizzazione di centrali nucleari per produrre l’energia termica per l’estrazione delle “tar sands” in Alberta, senza emettere CO2. 22 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Energia Idroelettrica 23 Le grosse centrali costruite nel passato o recentemente completate (3 Gole in Cina) sono e saranno di gran lunga a breve-medio termine il maggior contributore nel campo delle fonti rinnovabili. LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 La totale potenza idroelettrica installata è di 900 GW (~20% della globale potenza installata di 4.500 GW), con una produzione annua di 3.200 TWh, che rappresenta circa il 17% della totale energia elettrica prodotta a livello mondiale dalle diverse fonti. La totale capacità tecnicamente utilizzabile è pari a circa 16.000 TWh ed è quindi utilizzata a livello globale solo per il 16%; a livello locale l’utilizzo è pari a circa il 70-75% per Europa e Nord America, mentre è del 7%, 22%, 33% e 49% rispettivamente per Africa, Asia, America Latina ed Australia. Il potenziale ancora utilizzabile in Africa, Asia ed America Latina è quindi enorme. Occorre notare la crescente opposizione ambientale alla realizzazione di possibili grosse centrali idroelettriche e/o le difficoltà politico/finanziarie a sviluppare progetti “capital intensive” (es. Inga nella Repubblica Democratica del Congo) in aree a basso consumo che necessitano poi lunghe linee di trasmissione che attraversano vari paesi per alimentare lontane aree di rilevante consumo. 24 Hydropower: Usage / Potential - 900 GW (20% dei globali 4.500 GW) LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 - 3.200 TWh (17% dei globali) 25 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Energie rinnovabili diverse dall’idroelettrico 26 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Relativamente all’energia geotermica, la totale produzione elettrica è ~ 55 TWh (0.3 % del globale ) e gli usi termici ~75 TWh. La totale potenza elettrica installata a fine 2005 era di 9000 MW, con gli Stati Uniti in testa (25%), seguiti da Filippine, Messico, Italia, Indonesia e Giappone per un totale del 65%. Il potenziale geotermico mondiale per produzione di energia elettrica è stimato da 35000 a 73000 MW (tra l’1% ed il 2% della totale potenza da ogni tipo di fonte primaria oggi installata nel mondo). 27 L’eolico, è la fonte che ha avuto il massimo sviluppo nel recente passato (circa 30% per anno; +27 GW nel 2008 = 28%). A fine 2008 la totale potenza installata nel mondo era di 120 GW (~ 250 TWh – 1,3% del totale): 1. US 25 GW (1% di en. el.) 4.Cina 2. Germania 24 GW (8% di en.el.) 5.India 3. Spagna 12 GW (1% di en.el.) 9.6 GW (3% di en.el.) 16.7GW (10% di en.el.) NB. Danimarca 3.1 GW (18% di en.el.) NB ITALIA circa 3.8 GW (hanno dato ~6.5%TWh ~2% della totale energia elettrica) LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Il “potenziale” annuo è 1,5 volte i totali consumi di energia ma: ● variabilità nel tempo dell’effettiva potenza disponibile, ● le principali aree ventose sono scarsamente popolate (es. Patagonia) e problemi / costi di connessione alla rete. ● l’incremento delle opposizioni ambientali (specie in Italia). Gli sviluppi off-shore (con generatori da 5 MW ed oltre) sono la nuova frontiera; ora solo 15%. 28 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Relativamente all’energia solare, la totale radiazione annua che raggiunge la superficie dei continenti è di oltre 1.000 volte i consumi totali attuali di energia primaria da parte dell’umanità. A fine 2008 la totale potenza installata in impianti fotovoltaici nel mondo era pari a circa 14.500 MW in 50 paesi, con ~5.500 MW realizzati nel 2008 (~2.500 in Spagna e ~1.500 in Germania). I primi paesi erano: Germania (~5.300 MW), Spagna (~3.100 MW), Giappone (~2.100 MW)e Stati Uniti (~1.150 MW). La totale produzione di elettricità è stata di ~15 TWh (0,08% del totale mondiale). NB Italia circa 400 MW hanno dato 0.4 TWh (~0.01% del totale) Le possibili ridotte ore di utilizzo, i costi elevati e l’attuale bassa efficienza della trasformazione (meno del 15%) necessitano di forti incentivi per l’applicazione e gli sviluppi. Per quanto riguarda la produzione solare termica (acqua calda), questa è risultata pari a 75 TWh dai circa 300 milioni di m2 di collettori. Altre possibili tipologie di impianti per la trasformazione in energia elettrica dell’energia solare sono in fase di sviluppo (il solare termodinamico vedeva 350 MW in servizio a fine 2005 ed ora 3000 MW in fase di realizzazione; di questi circa 2000 in Spagna). 29 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Per quanto riguarda l’energia marina: ● dalle maree ci sono molti siti tecnicamente utilizzabili, ma non lo sono ancora a livello economico. La totale potenza producibile dai quattro siti più promettenti ammonterebbe a circa 50 TWh all’anno (0,3% dell’attuale globale produzione di elettricità); ● dalle onde esiste una pletora di idee e progetti, ma non esistono tecnologie pronte per uno sviluppo industriale. Apprezzabili contributi al sistema energetico sono previsti per la fine del secolo e fino a circa 2000 TWh/anno; ● per la conversione di energia termica degli oceani (OTEC), che sfrutta la differenza di temperatura tra l’acqua in superficie e quella a circa 1000 metri di profondità, non esiste ancora un vero impianto sperimentale ed i costi sono elevati (da 7000 $/kW ad oltre 15.000). Possibili interessanti sviluppi sono connessi alla produzione di acqua potabile. Alcune ipotesi molto ottimistiche prevedono 10 GW nel 2015 (0,3% della globale potenza installata nel mondo), 20 GW nel 2025 e 100 GW nel 2050. 30 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Per quanto riguarda l’utilizzo del legno e derivati, occorre notare che ne sono stati utilizzati come combustibile nel 2006 circa 2,5 miliardi di m3, pari a circa 2 miliardi di tonnellate corrispondenti a ~ il 5% dei consumi mondiali di energia. Oltre il 70% è consumato in Asia e Africa; l’energia dal legno è ancorala fonte dominante per 2 miliardi di persone dei paesi in via di sviluppo. Paesi come il Brasile, Austria, Canada, Finlandia, Germania, Svezia e Stati Uniti hanno adottato politiche energetiche per incrementare l’utilizzo del legno e derivati nel loro “energy mix”. 31 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Per le biomasse diverse dal legno e includenti “agro-combustibili” (etanolo, biodiesel, ecc.) ed i “rifiuti urbani”, occorre notare che sono potenzialmente la maggior sorgente di “energia sostenibile”, con un potenziale teorico contributo annuale pari a circa 7 volte gli attuali consumi energetici mondiali. Già tuttora sono il principale contributore di energia tra le nuove rinnovabili. Il problema di fondo non è la disponibilità delle biomasse, ma il management “sostenibile” di produzione ed uso delle bioenergie senza alterare l’ambiente ed i raccolti per le industrie agroalimentari. Il discorso sarebbe lungo e merita di essere trattato in una nota separata. 32 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Il nucleare totale 33 Nucleare - 370 GW (8,2% dei globali 4.500 GW) - 2.600 TWh (13,7% dei globali 19.000 TWh) Reattori in servizio o in costruzione per continente al 01/09/2009 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 In esercizio Europa Nord America Asia Sud America Africa TOTALE Eleborazione da dati IAEA N. 196 124 110 4 2 436 MW 169.606 114.560 81.574 2.701 1.800 370.241 In costruzione N. 17 1 33 1 0 52 MW 14.710 1.165 29.316 692 0 45.883 Principali paesi con reattori in costruzione: Cina 16 - Russia 9 - India 6 - Corea del Sud 5 34 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 4) Produzione di elettricità e suoi costi 35 Costi 2008 in Europa considerando prezzi futuri elevati per i combustibili (nuovi impianti con tecnologia attuale) Capital Inv. C (€/kW) Hours of utilization h (kWh/kW x year) capital (*) €/MWh fuel (°) €/MWh Gas CCP 600 - 800 (4500 - 6500) 9.2 - 17.7 60 - 110 Coal PC 1200 - 1700 (5000 - 7500) 16 - 34 Nuclear 2500 - 3500 (7600 - 8000) Hydro 1000 - 2000 Wind Solar PV kWh cost O&M + others (°°) €/MWh CO2 (°°°) €/MWh Total €/MWh 3-5 9.5 - 19 81.7 - 151 24 - 48 6 - 10 19 - 38 65 - 130 31.2 - 46 5-7 7.5 - 14 - 43.7 - 67 (2000 - 5000) 20 - 100 - 2-4 - 22 - 104 1400 - 1800 (1800 - 2100) 61 - 100 - 4-6 - 65 - 106 3700 - 7000 (1000 - 1400) 265 - 700 - 5-7 - 270 - 707 (*) Considering for a simplified comparison purpose an annual rate equal to 10% of capital LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 (°) Gas 0.310 € - 0.570 €/m3 - Carbone 75 - 150 €/t - Uranio 115 - 230 €/kg (°°) In others, for nuclear included complete back-end fuel cycle + decommissioning. NB: Not included for wind and solar PV the additional costs to the Electrical System (spare capacity + T&D investments) (°°°) CO2: 25 - 50 €/t NB: ora a seguito crisi valori ben inferiori per combustibili fossili Ottobre 2008: prezzo medio in borsa elettricità > 100 €/MWh In questi giorni: prezzo medio in borsa elettricità ~60 €/MWh 36 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 5) I consumi italiani e l’efficienza energetica 37 Consumi finali italiani per settore e per fonte 2007 Consumi [Mtep] Gas Naturale Prodotti petroliferi Rinnovabili (*) Energia elettrica TOTA 31,5% Trasporti 45 - 1% 97% - 2% 100% 28,7% Industria 41 11% 38% 18% 1% 32% 100% 18,2% Residenziale 26 - 56% 15% 7% 22% 100% 16 - 50% 4% - 46% 100% 3 - 5% 73% 7% 15% 100% 12 1% 7% 92% - - 100% 11,1% 2 % LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Solidi 8,5% Terziario Agricoltura Altri usi ________ Fonte: elaborazione CESI Ricerca su dati MSE e ENEA 100% Totale 143 (*) Solo biomasse 38 Consumi finali italiani per fonte e per settore nel 2007 Industria Residenziale Terziario Agricoltura Altri usi - 97% - - - 3% 100% 4,5 1% 40% 37% 20% 0% 2% 100% 40,5 63% 10% 6% 1% 4% 16% 100% 69 6% 15% 70% 0% 9% - 100% 2,5 Energia elettrica 3% 47% 21% 27% 2% - 100% 26,5 TOTALE [Mtep] 45 41 26 Solidi Gas Naturale Prodotti petroliferi Rinnovabili (*) LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 TOTALE % [Mtep] Trasporti (*) Solo biomasse Fonte 16Elaborazione CESI 3Ricerca su dati MSE 12 e ENEA 143 Fonte: elaborazione CESI Ricerca su dati MSE e ENEA (*) Solo biomasse 39 ll concetto di efficienza energetica EFFICIENZA ENERGETICA produrre gli stessi beni e servizi con meno energia Minor impatto sull’ambiente Minori costi per aziende e sistema Italia LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 RISPARMIO ENERGETICO consumare meno, privandoci di servizi non essenziali (cambio stili di vita) 40 Consumi finali di energia anno 2007: ripartizione per impiego Ripartizione dei consumi per impiego anno 2007 (riferiti ad energia primaria) Trasporti 2% 18% 27% 18% 20% LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 9% 6% Riscaldamento/raffrescamento/a cqua calda sanitaria nei settori residenziale e terziario Iluminazione (incl. illum. pubblica) Cottura, elettrodomestici, ICT e altri usi elettrici nei settori residenziale e terzario Azionamenti elettrici (motori trifase) Usi termici in industria e agricoltura Altri usi elettrici in industria e agricoltura Note • Sono esclusi i consumi per usi non energetici, bunkeraggi, consumi e perdite nel settore dei combustibili • Rendimento complessivo di conversione in energia elettrica: 39,5% Fonte ERSE 41 Sintesi dei potenziali risparmi dalle azioni di efficienza energetica Potenziale di risparmio negli impieghi di energia (in energia primaria) [Mtep] inf. sup. Trasporti 2,0 6,4 Azionamenti elettrici (motori) 1,9 3,4 Iluminazione (incl. illum. pubblica) 2,4 3,2 Riscaldamento/raffrescamento/a.c.s. settore civile 5,6 8,0 Altri usi elettrici e termici settore civile 1,4 4,2 Usi termici in industria e agricoltura 0,8 4,0 Altri usi elettrici in industria e agricoltura 0,2 0,7 14,3 30,0 TOTALE [Mtep] Per la conversione dei consumi di energia elettrica in energia primaria si è supposto un rendimento LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 complessivo del 45% Valori di confronto Risparmi previsti da Piano Nazionale di Efficienza Energetica (al 2016): 14 Mtep (in en. primaria) Risparmi obiettivo del Consiglio Europeo (-20% al 2020): 40 Mtep (in en. primaria) Fonte ERSE 42 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 6) Il nucleare 43 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Il possibile ricorso all’energia nucleare e il suo tasso di penetrazione dipenderà da quattro principali fattori: 1. l’accettazione da parte del pubblico; 2. la risposta ai problemi ambientali; 3. la sua economicità rispetto ad altre alternative, internalizzando nei costi di ogni alternativa sia gli impatti ambientali sia i costi indiretti sul globale sistema elettrico di generazione e trasmissione, sia i costi di mancata sicurezza di approvvigionamento; 4. l’impatto della non proliferazione e della sicurezza endogena ed esogena delle centrali e del ciclo del combustibile. 44 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Per quanto riguarda il costo di nuove centrali nucleari (il cosiddetto “overnight cost” = OVN, corrispondente alla somma dei valori dei possibili vari contratti per la realizzazione della centrale) dipende: ● dai costi locali; ● dal numero di unità per ogni sito; ● dal numero totale di centrali ordinate. 45 Il totale costo di produzione di energia elettrica dal nucleare, includendo gli oneri di capitale, O&M, combustibile e suo ciclo (incluso “cimitero finale”) e decommissioning: ● ● per ordine di un solo reattore, 40-45 €/MWh e nel solo caso dell’approccio Finlandese 60-70 €/MWh per IRR (Internal Rate of Return) più elevata per ordini di più centrali con più unità per sito, LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 tra 50 e 60 €/MWh. 46 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Le conclusioni del WEC per future centrali nucleari in Europa danno un costo del kWh, esclusa la quota di capitale: O&M (~6 - 9 €/MWh) Combustibile prima della produzione di elettricità (4,5 9 €/MWh con uranio da 75 a 300 $/kg) “Fuel cycle” (waste management temporaneo + riprocessamento + deposito finale): 1 - 4 €/MWh; Decommissioning (con costi differiti di almeno 60 anni, non contribuisce sostanzialmente al costo totale del kWh anche se il costo effettivo di decommissioning ha valori alti fino ed oltre 1.000 $/kW in funzione del tipo e dimensione della centrale): costo previsto è 0,5 -1 €/MWh. In totale 11,5 - 23 €/MWh 47 Reattori nucleari in servizio o in costruzione nel mondo al 01/09/2009 Impianti in esercizio Impianti in costruzione Nazione USA Francia Giappone Russia Germania Corea del Sud Ucraina Canada Gran Bretagna Svezia Cina Spagna Belgio Taiwan India Repubblica Ceca Svizzera Finlandia Bulgaria 104 59 53 31 17 20 15 18 19 10 11 8 7 6 17 6 5 4 2 Totale MW(e) 100.683 63.260 45.957 21.743 20.470 17.647 13.107 12.577 10.097 8.996 8.438 7.450 5.824 4.949 3.782 3.634 3.220 2.696 1.906 Ungheria Sud Africa Brasile Slovacchia Messico Romania Lituania Argentina Slovenia Olanda Pakistan Armenia Iran TOTALE 4 2 2 4 2 2 1 2 1 1 2 1 0 436 1.859 1.800 1.766 1.711 1.300 1.300 1.185 935 666 482 425 376 0 370.241 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 N. unità N. unità Totale MW(e) Energia elettrica da nucleare nel 2008 TWh % totale 1 1 2 9 0 5 2 0 0 0 16 0 0 2 6 0 0 1 2 1.165 1.600 2.191 6.894 0 5.180 1.900 0 0 0 15.220 0 0 2.600 2.910 0 0 1.600 1.906 809,00 418,03 240,05 152,01 140,09 144,03 84,03 88,06 52,05 61,03 65,03 56,04 43,04 39,30 13,02 25,00 26,03 22,00 14,07 19.07 76.02 24.09 16.09 28.03 35.06 47.04 14.08 13.05 42.00 2.02 18.03 53.08 17.10 2.00 32.05 39.02 29.07 32.09 0 0 0 2 0 0 0 1 0 0 1 0 1 52 0 0 0 810 0 0 0 692 0 0 300 0 915 45.883 14,00 12,07 14,00 15,05 9,04 7,01 9,01 6,08 6,00 3,09 1,07 2,03 0,00 2.591,16 37.02 5.03 3.01 56.04 4.00 17.05 72.09 6.02 41.07 3.08 1.09 39.04 0.00 Richiesta Uranio nel 2009 ton 18.867 10.569 8.388 3.537 3.398 3.444 1.977 1.670 2.059 1.395 2.010 1.383 1.002 831 961 610 531 446 260 274 303 308 251 242 174 0 122 137 97 65 51 143 65.505 Fonte: IAEA 48 Reattori pianificati ed addizionali in considerazione nel mondo al 01/06/2009 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Nazione Impianti pianificati (1) N. unità Argentina 1 Armenia 0 Bangladesh 0 Bielorussia 2 Brasile 1 Bulgaria 2 Canada (3) 3 Cina 33 Corea del Nord 1 Corea del Sud 7 Egitto 1 Emirati Arabi 3 Finlandia 0 Francia (4) 1 Giappone 13 Gran Bretagna 0 India 23 Indonesia 2 Iran 2 Israele 0 Elaborazione da dati WNA Tot. MW(e) 740 0 0 2.000 1.245 1.900 3.300 35.320 950 9.450 1.000 4.500 0 1.630 17.915 0 21.500 2.000 1.900 0 Impianti addizionali in considerazione (2) N. Tot. unità MW(e) 1 740 1 1.000 2 2.000 2 2.000 4 4.000 0 0 6 6.600 80 93.000 0 0 0 0 1 1.000 11 15.500 1 1.000 1 1.630 1 1.300 6 9.600 15 20.000 4 4.000 1 300 1 1.200 Nazione Italia Kazakistan Lituania Messico Pakistan Polonia Repubblica Ceca Repubblica Slovacca Romania Russia Slovenia Stati Uniti Sud Africa (5) Svizzera Tailandia Turchia Ucraina Ungheria Vietnam TOTALE Impianti pianificati (1) N. unità 0 2 0 0 2 0 0 0 2 8 0 11 3 0 2 2 2 0 2 131 Tot. MW(e) 0 600 0 0 600 0 0 0 1.310 9.360 0 13.820 3.565 0 2.000 2.400 1.900 0 2.000 142.905 Impianti addizionali in considerazione (2) N. Tot. unità MW(e) 8 13.000 2 600 2 3.400 2 2.000 2 2.000 3 5.000 2 3.400 1 1.200 1 655 28 25.880 1 1.000 20 26.000 20 18.000 3 4.000 4 4.000 1 1.200 20 27.000 2 2.000 8 8.000 268 313.205 (1) Approvati con fondi già definiti o in definizione; in gran parte previsti in servizio entro 8-10 anni (2) Chiara intenzione o proposta senza però impegni definitivi (3) Annullamento a luglio 20009 del piano nucleare di Ontario (4) Non considerando il piano di sostituzione dei reattori esistenti (5) Decisione del dicembre 2008 del Board di Eskom di rimandare il piano data la crisi; a maggio 2009 apertura per 4000 MW in servizio nel 2018 (Fonte Clerici). 49 Sviluppo del nucleare La Cina prevedeva in servizio 40.000 MW nel 2020 e 120.000 nel 2030. In questi giorni, obiettivi aumentati del 50%. Nuovi scenari a settembre 2009 da IAEA per centrali in servizio al LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 2030 nel mondo: ● Low scenario 511 GW e 3771 TWh (12,6%) ● High scenario 807 GW e 5930 TWh (15,9%) Secondo WNA (World Nuclear Association) le proiezioni al 2030 sono tra 552 e 1203 GW, rispetto ai 372 GW attuali. 50 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Relativamente alle riserve di uranio, lo studio del WEC del 2004 riportava un rapporto riserve/consumi attuali pari a ~ 150 anni. Per le risorse identificate i primi 10 paesi contribuiscono per oltre il 90% e sono: Australia (25%), Kazakistan (18%), Canada (10%), Stati Uniti (7,6%), Sud Africa (7,6%), Namibia (6,2%), Brasile (6,1%), Niger (5%), Russia (3,8%) ed Uzbekistan (2,5%). 51 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 La percezione del rischio “nucleare” da parte del pubblico è ora meno influenzata dal problema di gravi incidenti e più concentrata sul problema delle scorie. In sondaggi condotti in Svizzera, Slovacchia e Stati Uniti, la popolazione residente vicino a centrali nucleari è meno ostile di quella che vive lontano dalle centrali stesse. Il caso più eclatante di cambiamento di opinione rispetto al nucleare è quello della Svezia che nel 1980 (6 anni prima di Cernobyl!) aveva deciso di chiudere tutte le centrali nucleari entro il 2010. Ora oltre l’85% della popolazione non vuole chiudere le centrali ma vuole estenderne la vita e la potenza disponibile. 2 regioni in Svezia si contendevano la localizzazione del “cimitero” finale delle scorie che è stata assegnata a giugno 2009 Forsmark. 52 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Relativamente alle scorie ad alta radioattività (SNF=Spent Nuclear Fuel), dopo l’iniziale stoccaggio presso le centrali, esistono 3 approcci: ● riprocessamento (Francia, Inghilterra, Russia, Giappone); ● temporaneo stoccaggio in siti provvisori in attesa degli sviluppi tecnologici e della scelta di un sito definitivo; ● stoccaggio in un sito definitivo (Canada, Finlandia, Svezia e Stati Uniti). P.S.: gli Stati Uniti stanno ora pensando al riprocessamento per ridurre i volumi dei “cimiteri finali”. 53 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Per il diretto stoccaggio di HLW (high level waste) da SNF occorrono ~2 m3 per tonnellata con la tecnologia svedese di involucri di rame e ~0,5 m3 per tonnellata con il processo francese di vetrificazione. Per lo stoccaggio con la tecnologia svedese (massimo dei volumi), il totale volume delle scorie HL prodotte per 60 anni da eventuali 13.000 MW nucleare in Italia (tali da dare nel 2030 il 25% - 30% di energia elettrica dal nucleare) sarebbe inferiore a quello di un cubo di 20m di lato. 54 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 7) Conclusioni e commenti sull’Italia 55 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Non esiste una grave scarsità a livello globale di risorse energetiche fossili; il rapporto risorse / produzione attuale è di 40 anni per il petrolio, 60 per il gas e 150 per il carbone. Negli anni ‘60 - ’70 si diceva che il petrolio avrebbe avuto una vita di 40 anni! I critici problemi delle fonti fossili sono sia la loro disomogenea localizzazione delle aree di consumo rispetto a quelle di produzione (specie per gas ed olio) e sia il “come bruciarle”, con le relative emissioni e l’impatto sull’ambiente. 56 Nei prossimi decenni le fonti fossili avranno ancora un ruolo più che dominante per la produzione dell’energia elettrica. L’ambiente / le emissioni di CO2 richiedono tuttavia un approccio globale. LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 E’ positivo e degno di esempio quanto UE ha fatto e sta facendo, ogni goccia è importante… ma la “goccia” dall’Europa sta diventando sempre più piccola nell’Oceano globale e ci sono 2 grossi rischi potenziali: ● perdita di competitività con eccessive penalizzazioni specie per le industrie “energy intensive”; ● rilocazione delle industrie in nazioni dove l’efficienza di produzione dell’energia elettrica è inferiore a quella europea… con il risultato di aumentare le emissioni di CO2 (l’opposto dell’obbiettivo voluto). 57 Occorre quindi dare priorità ad un approccio politico per portare intorno al tavolo di Kyoto Cina, India, USA e gli altri maggiori contributori alle emissioni, rispetto ad un approccio con forti penalizzazioni delle industrie e dei consumatori europei. LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Discorsi limitati alla sola Europa sono forvianti. Considerando l’enorme problema della sostituzione delle vecchie centrali di base della EU ed il possibile incremento di carico é impossibile raggiungere l’obiettivo per le emissioni della CO2 ed avere sicurezza degli approvvigionamenti con le sole rinnovabili. L’efficienza energetica e possono essere trascurate. rinnovabili l’opzione nucleare non 58 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Una estesa applicazione del nucleare è l’unica via per controllare nel medio termine le emissioni di CO2, avere bassi costi per l’elettricità (competitività) ed elevata sicurezza degli approvvigionamenti. Il nucleare è un’opzione fondamentale ora per l’ambiente. Considerando i lunghi cicli di vita delle infrastrutture energetiche e gli sviluppi tecnologici, tutte le risorse energetiche e tutte le tecnologie debbono essere considerate; nessuna deve essere demonizzata o idolatrata ed i costi delle soluzioni disponibili e gli eventuali incentivi devono essere monitorati “dinamicamente”. Ogni tecnologia dovrà trovare la propria nicchia in funzione dei suoi costi reali, includendo le esternalità. 59 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Fotovoltaico ed eolico sono tecnologie indispensabili in futuro per una “pulita” produzione di energia elettrica, considerando il loro enorme potenziale. Hanno avuto un impressionante incremento percentuale negli ultimi anni, fondamentalmente dovuto a forti sussidi. La domanda che ci si pone è: quando risulteranno competitive valorizzando i loro vantaggi (no CO2 ed altre emissioni) e svantaggi (volatilità, costi addizionali al sistema elettrico)? E’ importante stimolare specie per il fotovoltaico investimenti in R&D, al fine di incrementare efficienza e ridurre i costi. 60 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Una eccessiva / esclusiva enfasi sulle rinnovabili, a parte l’incremento del costo di produzione ed una distorsione del mercato con sussidi che durano vari lustri, potrebbe dare un segnale negativo agli investitori per lo sviluppo delle indispensabili centrali convenzionali, con possibili seri impatti sulla capacità di offerta europea di energia elettrica per servire la futura domanda (rischio di rimanere al freddo ed al buio per anni, dati i lunghi cicli di vita e tempi di realizzazione degli impianti energetici). 61 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Per ottimizzare a livello europeo lo sviluppo e l’utilizzo sia delle risorse convenzionali sia di quelle rinnovabili sia del nucleare, e per massimizzare la sicurezza degli approvvigionamenti è fondamentale avere al più presto una rete di trasmissione europea veramente integrata. Considerando il “cultural divide” tra la realizzazione di infrastrutture energetiche e pubblica opinione, la scarsa attenzione ai risparmi energetici ed il drammatico allungamento dei tempi di autorizzazione di ogni tipo di impianto, per un’efficace “efficienza energetica” ed in generale per una efficace politica energetica, sono indispensabili sia un approccio “life cycle” sia una corretta informazione e comunicazione. 62 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 L’efficienza energetica (fare le stesse cose con minor energia) ed il risparmio (cambio degli stili di vita) sono strumenti essenziali ed in particolare l’efficienza energetica può essere implementata da subito con le tecnologie esistenti. Essa va vista come un’opportunità ed un investimento Occorre agire in modo differenziato sia sul parco installato sia sul “nuovo” e concentrarsi su quei settori che danno da subito i maggiori ritorni con le tecnologie esistenti e con il supporto di leggi/incentivi che non creino al sistema industriale ed al paese oneri aggiuntivi. 63 L’Italia con una dipendenza energetica dell’86% ed in aumento ha un mix di produzione dell’energia elettrica (no nucleare, poco carbone) costoso e ambientalmente negativo (circa l’80% di elettricità da fonti fossili). LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 E’ indispensabile rivedere il mix di produzione. 64 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Affinché il progetto nucleare italiano diventi una realtà occorre affrontare la sfida in un’ottica di sistema paese e non ideologica (non rivincita del referendum,non contrapposizione tra nucleare e rinnovabili); un chiaro disegno deve essere definito e perseguito con un’attiva collaborazione tra istituzioni, investitori (offerta), consumatori (domanda), mondo accademico, industrie e popolazione. 65 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 In ogni caso bisogna eliminare ogni compromesso: se si vogliono realizzare delle centrali nucleari oggi, esse sono e possono essere solo quelle della 3° generazione come quelle che stanno concretizzandosi in vari paesi industrializzati (Stati Uniti, U.K., Francia, Finlandia, Russia, Giappone ecc.) ed in via di industrializzazione (Cina, Bulgaria, Romania, Corea, ecc.). Parlare di 4° generazione ora (vari progetti allo studio con prototipi sperimentali disponibili forse tra oltre un decennio e con realizzazioni con taglie per funzionamento commerciale verso il 2040) serve solo a rimandare decisioni e realizzazioni. Occorre però inquadrare la 3° generazione nel percorso parallelo di ricerca e sviluppo per la 4° generazione. Esempio eclatante è la Francia. 66 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 In Italia si può e si deve portare avanti un piano nucleare in un libero mercato e senza sussidi. Gli interventi dello stato debbono essere limitati a: ● garantire i siti e tempestive autorizzazioni; ● coprire rischi da grandi incidenti per la quota eccedente un valore da definirsi in accordo con normative europee; ● gestire “cimiteri finali” delle scorie, realizzati tuttavia con gli accantonamenti degli operatori, che non possono però assumersi liabilities secolari; ● garantire rischi di cambio di legislazione; ● gestire il controllo della sicurezza e della salute. 67 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Le centrali nucleari hanno circa l’80% di contenuto di ingegneria, opere civili e di componenti/sistemi termoelettromeccanici, i quali, previa adeguata qualifica a lavorare in garanzia di qualità, potrebbero essere prodotti in Italia con un elevamento tecnologico delle nostre imprese, rendendole anche potenziali fornitrici per il “rinascimento” nucleare in atto all’estero. Un piano nucleare in Italia deve comportare quindi un trasferimento da una spesa all’estero per i combustibili a quella per contenuto industriale italiano con relativa occupazione e sviluppo del sistema industriale. 68 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 I politici devono trovare il coraggio di presentare e discutere dati e fatti e non seguire tendenze ed ideologie “popolari” al solo scopo di avere un effimero consenso a breve termine, foriero di serie future conseguenze e disastri (e di esempi ne abbiamo tanti in Italia!). 69 LABORATORIO DELL’ENERGIA Crema-Cremona, 25-26-27 Settembre ‘09 Grazie per l’ascolto 70