Centri di Competenza Regionali
A.M.R.A
STRATEGIE DI SVILUPPO
Dott. Igino della Volpe
1. CARATTERISTICHE GENERALI
1.1. DEFINIZIONE
1.2 FONTI NORMATIVE
1.3. AREE DI INTERVENTO DEI CRDC
1.4 RISORSE FINANZIARIE ASSEGNATE
1.5. MISSION
1. 1. DEFINIZIONE
I CRDC :
•aggregano centri di ricerca, risorse intellettuali e scientifiche
•coordinano le loro attività in funzione del Piano di sviluppo
regionale dell’innovazione
•favoriscono il trasferimento tecnologico e lo sviluppo locale
•danno vita ad un ente giuridico autonomo in grado di
autosostenersi economicamente e finanziariamente
1.2 FONTI NORMATIVE
• POR Campania 2000-2006: Mis. 3.16
• Integrazione e rafforzamento offerta di innovazione a scala regionale secondo
modello a rete
• Sviluppo azioni di trasferimento a sistemi locali di imprese e a filiere regionali
• Complemento di programmazione Campania 2000/2006:Mis. 3.16, az. b)
• Sviluppo rete regionale dei centri di ricerca orientati al trasferimento tecnologico
in favore di sistemi locali di sviluppo e di specializzazioni produttive locali
•Protocollo di Intesa tra MIUR e Regioni dell’obiettivo 1 (15.11.2000)
• Individuazione necessità di costituzione rete di centri regionali per trasferimento
tecnologico in sette aree di intervento
•Piano di sviluppo regionale dell’innovazione (26.01.2001)
• Costituzione dei CRDC quali modelli di interfaccia e di attivazione di processi di
crescita innovativa finalizzati a realizzare nella specifica area di intervento un
coordinamento dei diversi progetti per mettere al servizio del sistema economico
regionale un giacimento di conoscenze poco coordinato e poco connesso con il
sistema produttivo e sociale.
1.3. AREE DI INTERVENTO DEI CRDC
1.
Analisi e monitoraggio del rischio ambientale
2.
Biologia avanzata e sue applicazioni
3.
Conservazione, valorizzazione e fruizione dei beni culturali e
ambientali
4.
Produzioni agro-alimentari
5.
Nuove tecnologie per le attività produttive
6.
Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT)
7.
Trasporti (aerei, marittimi e terrestri, pianificazione)
1.4 RISORSE FINANZIARIE ASSEGNATE
€ 125.934.378
•
•
Beni Culturali
Trasferimento Tecnologico Industriale
della Gnomica Strutturale e Funzionale
di Organismi Superiori
€ 25.823.240
€ 22.693.811
•
Nuove Tecnologie per le attività produttive
€ 24.615.000
•
Trasporti
€ 25.818.570
•
Produzioni agro-alimentari
€ 25.000.000
•
Analisi e monitoraggio del rischio ambientale
€ 25.828.000
•
Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione € 24.998.367
1.5. MISSION
•Costruzione della rete delle competenze scientifiche esistenti
•Sostegno alla domanda imprenditoriale di consulenza tecnologica
•Svolgimento di attività di ricerca pre-competitiva e di ricerca
brevettabile
•Trasferimento di competenze relative a specifici domini tecnologici al
sistema economico ed imprenditoriale
•Alimentazione di programmi di spin-off
•Promozione di programmi di formazione specializzata
2. ISTITUZIONE DEI CRDC
•.
2.1. REQUISITI PER LA COSTITUZIONE DI UN CRDC
2.2. ATTIVITA’ SVOLTE DAL CRDC
2.1. REQUISITI PER LA
COSTITUZIONE DI UN CRDC
•Rilevanza dei proponenti scientifici e imprenditoriali
• Multidisciplinarietà delle tematiche di ricerca e approccio
interdisciplinare a problemi o progetti d’attività
•Gestione manageriale della struttura
• Integrazione attività di ricerca di base con quelle pre-competitive e
quelle basate su partnership ricerca- impresa
2.2. ATTIVITA’ SVOLTE DAL CRDC
1.
Ricerca di base
2.
Ricerca industriale
3.
Ricerca pre-competitiva
4.
Trasferimento tecnologico
5.
Servizi
6.
Formazione
7.
Spin-off
2.2. ATTIVITA’
(segue)
Ricerca di base
Attività che mira all’ampliamento delle conoscenze scientifiche e
tecniche non connesse ad obiettivi industriali o commerciali
Ricerca industriale
Ricerca pianificata mirante ad acquisire nuove conoscenze, utili per
la realizzazione di nuovi prodotti, processi produttivi o servizi o per il
loro miglioramento
Ricerca precompetitiva
Concretizzazione dei risultati della ricerca industriale in piani, progetti,
processi produttivi, modificati o migliorati e destinati alla utilizzazione
Trasferimento tecnologico
Passaggio dei diritti di proprietà industriale dall’università all’industria
3. FASI DI REALIZZAZIONE
3.1. ITER PROCEDURALE
3.2. VALUTAZIONE EX ANTE (COMMISSIONE DI ESPERTI
INTERNAZIONALE E NUCLEO DI VALUTAZIONE DEGLI
INVESTIMENTI PUBBLICI)
3.3. CONVENZIONE TRA REGIONE E SOGGETTI CAPOFILA
3.4. CONVENZIONE TRA SOGGETTO CAPOFILA E ENTI ATTUATORI
3.1. ITER PROCEDURALE
•Avviso pubblico per manifestazione di interesse
(Università, Enti pubblici di Ricerca, PST, Società Consortili pubbliche)
•Realizzazione analisi di settore connesse al Piano di sviluppo
dell’Innovazione regionale
•Istituzione Tavoli di progettazione per Area di intervento
•Stipula Protocollo di intesa tra Regione e Soggetto capofila del Tavolo di
progettazione
•Redazione Progetto di CRDC comprensivo del Progetto dimostratore
•Valutazione e approvazione Progetto di CRDC da Commissione di esperti
internazionale e da Nucleo di Valutazione degli Investimenti Pubblici
•Approvazione da Giunta Regionale della Campania
•Stipula Convenzione tra Regione e Soggetto capofila per realizzazione
CRDC
•Stipula Convenzione tra Soggetto Capofila ed Enti attuatori
3.1. ITER PROCEDURALE (segue)
PROGETTO DIMOSTRATORE
•
E’ un progetto dimostrativo di RSTI e rappresenta lo strumento
attraverso il quale ciascun CRDC dovrà dimostrare la propria
funzionalità
•
E’ realizzato sulla base delle specializzazioni produttive locali,
sulle filiere e sui distretti produttivi e sulle tematiche di sviluppo
sostenibile degli ambiti regionali in connessione con gli interventi
dei MIUR
•
Si configura come intervento di sistema a livello regionale
•
Deve caratterizzarsi per la replicabilità dei risultati ottenuti
•
Si compone di molteplici work-packages
3.2. VALUTAZIONE EX ANTE
•Commissione di valutazione esperti internazionali
•Verifica qualità scientifica partecipanti e soggetti attuatori, modello
organizzativo, capitolato tecnico del progetto
•Nucleo di valutazione degli investimenti pubblici
•Sostenibilità economica-finanziaria (analisi domanda e offerta, analisi
finanziaria, analisi soci-economica, analisi del rischio, impatti socio-economici
attesi, risultati di business, piano economico di autosostenibiltà)
•Sostenibilità organizzativa e gestionale (competenze scientifiche, competenze
per trasferimento tecnologico, competenze manageriali, procedure di
sorveglianza e monitoraggio)
3.3. CONVENZIONE TRA REGIONE
E SOGGETTO CAPOFILA
•
Soggetti attuatori di ciascun Progetto
•
Impegno Regione a erogare a Soggetto capofila finanziamenti richiesti
in Progetto
•
Ruoli e responsabilità Soggetto capofila per utilizzazione finanziamenti
•
Tipologia delle spese ammissibili
•
Documenti per rendicontazione spese da Soggetto capofila
•
Obbligo Regione a monitoraggio Progetti attraverso verifiche
intermedie subordinando erogazioni dei finanziamenti a loro esito
•
Possibilità di modifiche o integrazioni Progetto in corso d’opera previa
approvazione Giunta Regionale
3.4. CONVENZIONE TRA SOGGETTO
CAPOFILA E ENTI ATTUATORI
•
Previsione ruoli e responsabilità per la costituzione del CRDC
•
Modalità distribuzione finanziamento regionale tra capofila e enti attuatori
•
Impegno a costituire il CRDC secondo i contenuti del Capitolato Tecnico
•
Previsione istituzione Comitato Tecnico Amministrativo del Progetto per la
realizzazione di tutti i procedimenti amministrativi
•
Previsione istituzione Coordinatore scientifico
•
Impegno enti attuatori a istituire inventario separato dei beni acquistati
•
Impegno di ciascun ente partecipante alla rendicontazione nel rispetto della
disciplina comunitaria e secondo la tempistica indicata dal soggetto capofila
4. ATTUAZIONE DEL PROGETTO
4.1. ORGANIGRAMMA CRDC
4.2. AVVIO DEL PROGETTO
4.3. VERIFICA INTERMEDIA
4.4. CONCLUSIONE PROGETTO DIMOSTRATORE - 36° MESE
4.1. ORGANIGRAMMA CRDC
4.1. ORGANIGRAMMA CRDC
•Coordinatore scientifico: responsabile progetto, coordina e
supervisiona l’attività scientifica delle varie sezioni
•Project manager: responsabile coordinamento amministrativo
CRDC, coordina azioni per trasferimento tecnologico verso imprese
•Vice-coordinatori: coadiuvano il cooordinatore nella definizione
degli indirizzi tecnico-scientifici del CRDC
•Giunta esecutiva: è composta dal coordinatore, vice-coordinatori,
project manager, un responsabile di sezione; cura la gestione
operativa del CRDC
•Consiglio Scientifico: presieduto dal coordinatore ; composto dai
vice-coordinatori e dai responsabili delle sezioni tematiche; redige e
aggiorna il programma annuale di attività e sviluppo
•Consiglio Tecnico Amministrativo: formato da coordinatore
scientifico, vice-coordinatori, project manager, e rappresentanti di
enti rappresentanti; supervisiona gestione amministrativa CRDC
•Nucleo Valutazione: formato da 3 esperti, nominato da Comitato di
Gestione; monitoraggio scientifico Progetto
•Industrial Board: formato da coordinatore scientifico, project
manager, 3 rappresentanti mondo industriale; supporta attività del
trasferimento tecnologico e dei rapporti con imprese
4.2. AVVIO DEL PROGETTO
•Acquisto delle apparecchiature
•Avvio dei work packages
•Fissazione riunioni di verifica intermedia
4.3. VERIFICA INTERMEDIA
STAZIONE DI CONTROLLO 3° MESE
1. Presentazione Project Manager da Capofila del Progetto
2. Presentazione Referente Progetto
•
•
•
Procedure controllo, processi integrazione tra ricercatori, procedure
amministrative
Avanzamento procedure acquisizione apparecchiature principali
Presentazione work-packages (obiettivi, problematiche start-up, piano
operativo 1° anno, obiettivi intermedi per monitoraggio 10° mese)
3. Valutazioni Commissione
• Adeguatezza professionale Project Manager
•
•
•
•
Adeguatezza procedure controllo
Livello collaborazione tra Soggetti Attuatori
Procedure utilizzate per acquisizione apparecchiature principali
Effettivo inizio work-packages
4.3. VERIFICA INTERMEDIA
STAZIONE DI CONTROLLO 10° MESE
1. Introduzione da Capofila Progetto
2. Presentazione Project Manager
•
•
•
•
Rapporto gestionale e aggiornamento acquisto attrezzature
Livello coinvolgimento parner industriali e contatti partner potenziali
Rassegna dei work-packages
Obiettivi intermedi per monitoraggio 18° mese
3. Presentazione Responsabili work-packages
4. Valutazioni Commissione
• Procedura acquisto apparecchiature industriali
•
•
•
Adeguatezza contatti con partner industriali
Raggiungimento obiettivi 10° mese
Appropiatezza obiettivi intermedi 18° mese
4.3. VERIFICA INTERMEDIA
STAZIONE DI CONTROLLO 18° MESE
Check point Progetto
1. Introduzione da Capofila Progetto
2. Presentazione Project Manager
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Rapporto gestionale e aggiornamento acquisto apparecchiature
Livello coinvolgimento parner industriali e contatti partner potenziali
Livello collaborazione tra ricercatori dei Soggetti Attuatori
Stato di definizione Business Plan per operazioni CRCD post 3 anni
Avanzamento strategia per autosostenibilità CRDC
Programma promozione attività CRDC
Avanzamento work-packages
Obiettivi intermedi per monitoraggio 24° mese
Aggiornamento budget per periodo 19°-36° mese
3. Presentazione Responsabili work-packages
4. Valutazioni Commissione
•
•
•
•
Attività del Project Manager
Utilizzo apparecchiature in Progetto Dimostratore
Raggiungimento obiettivi intermedi
Raccomandazioni del budget per prossimi 18 mesi
4.3. VERIFICA INTERMEDIA
STAZIONE DI CONTROLLO 24° MESE
1. Introduzione da Capofila Progetto
2. Presentazione Project Manager
•
•
•
•
•
•
Rapporto gestionale e aggiornamento acquisto apparecchiature
Livello coinvolgimento parner industriali e contatti partner potenziali
Rassegna attività di tutti work-packages
Obiettivi intermedi per monitoraggio 30° mese
Fattibilità trasferimento tecnologia all’industria per ogni work-packages
Avanzamento programma promozione attività CRDC in Regione e fuori
3. Presentazione Responsabili work-packages
4. Valutazioni Commissione
•
•
•
•
•
Completamento in tempi previsti (36 mesi) di apparecchiature e attrezzature
Sviluppo Business Plan secondo raccomandazioni da controllo 24° mese
Adeguatezza e serietà dei contatti industriali
Raggiungimento obiettivi 24° mese e adeguatezza obiettivi per 36° mese
Possibilità di technology trasfer dai progetti ai settori industriali
4.3. VERIFICA INTERMEDIA
STAZIONE DI CONTROLLO 30° MESE
1. Introduzione da Capofila Progetto
2. Presentazione Project Manager
•
•
•
•
•
•
•
Rapporto gestionale e aggiornamento acquisto apparecchiature
Valutazione livello partecipazione dell’industria nei work –packages
Aggiornamento su strategie sviluppate per vendita servizi da offrire a settori
industriali dentro e fuori il territorio regionale
Valutazione supporto futuro atteso da fonti private e pubbliche rispetto a
budget annuo per costi operativi del CRDC nel 3° e 4° anno
Verifica esistenza gruppo ricercatori qualificati per futuro CRDC e loro remunerazione
Rassegna attività work-packages e obiettivi intermedi raggiunti
Fattibilità trasferimento tecnologia all’industria al 36° mese x ogni work-packages
3. Presentazione tecnica tutti i Responsabili work-packages
•
Contenuti tecnici e programma di trasferimento della tecnologia sviluppata
4. Valutazioni Commissione
•
•
•
•
•
Problemi relativi a chiusura libri contabili del Progetto Dimostratore al 36° mese
Adeguatezza del Business Plan proposto
Adeguatezza strategia di marketing
Adeguatezza domanda dell’industria a garantire autosostenibilità del CRDC
Competenze staff tecnico per garantire formazione di un CRDC
4.4. CONCLUSIONE PROGETTO
DIMOSTRATORE
•
Completamento dei work-packages e del Progetto Dimostratore
entro il
36° mese compresi test e attività di integrazione sul
campo delle apparecchiature già esistenti
5. PROFILO DI AMRA
5.1. DIVISIONI TEMATICHE
5.2. ENTI PARTECIPANTI
5.3. PROGETTO DIMOSTRATORE DI AMRA
5.4. CARATTERISTICHE DEL MODELLO DI AMRA
5.5. STRATEGIE DI AMRA
5.6. MODELLO ORGANIZZATIVO: L’IMPRESA ESTESA
5.7. ORGANIGRAMMA
5.8. MODELLO GIURIDICO
5.9. IDENTIFICAZIONE DELLA DOMANDA
5.10. IDENTIFICAZIONE DELL’OFFERTA
5.11. MODALITA’ OPERATIVE
5.12. PIANO DI MARKETING
5.13. I DATI ECONOMICO- PATRIMONIALI PREVISIONALI DI A.M.R.A.
5.1. DIVISIONI TEMATICHE
Le divisioni tematiche
• rischio antropico
• rischio sismico
• rischio vulcanico
• rischio idrogeologico
• vulnerabilità del sistema marino costiero
• politiche territoriali e trasferimento tecnologico
• modellistica
• sviluppo sensori
• telerilevamento
5.2. ENTI PARTECIPANTI A AMRA
•SOGGETTO CAPOFILA
•Università Federico II
•ENTI ATTUATORI
•Seconda Università di Napoli
•Università di Napoli Parthenope
•Università di Salerno
•Università del Sannio
• INFM
•Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia
•Istituto Nazionale ottica applicata
•CNR
•ENEA
•Parco Scientifico e tecnologica di Salerno e aree interne della Campania
•Stazione Zoologica Anton Dohrn
•Consorzio Technapoli
•Parco Scientifico e Tecnologico dell’Area Metropolitana di Napoli e Caserta
5.3. PROGETTO DIMOSTRATORE DI AMRA
•
WP1- Rischio Antropico: tecnologie innovative per il monitoraggio
e la gestione di rischi ambientali derivanti da attività antropiche
•
WP2 - Rischio sismico: effetti sismici sulle infrastrutture ubicate
nell’Appennino campano-lucano
•
WP3 - Rischio vulcanico: tecnologie innovative per il monitoraggio
del rischio vulcanico
•
WP4 - Rischio Idreologico: indagini e studi finalizzati alla
mitigazione del rischio idreologico in aree significative della
Campania
•
WR5 - Vulnerabilità del sistema marino costiero: indirizzi per
interventi in aree marine costiere con elevato impatto antropico:
aree critiche del Golfo di Napoli
5.3. PROGETTO DIMOSTRATORE DI
AMRA (segue)
•
WP6 -Politiche territoriali e trasferimento tecnologico:
incubazione, comunicazione e analisi delle trasformazioni
territoriali, con particolare riferimento all’area orientale di Napoli
•
WP7 - Modellistica: Complessità e dinamica in problemi rilevanti
per il rischio ambientale
•
WP8 - Sviluppo Sensori: nuovi sensori per la caratterizzazione di
parametri ambientali
•
WP9 – Telerilevamento: nuove tecnologie di telerilevamento aereo
e satellitare per applicazioni di monitoraggio del rischio
ambientale
5.4. CARATTERISTICHE DEL
MODELLO DI AMRA
• NO: network tra centri di ricerca partners
•
NO: agenzia di intermediazione
•
SI: iniziativa imprenditoriale che tende ad ottimizzare potenzialità
dei singoli centri di ricerca
•
SI: iniziativa organizzata in forma di Impresa estesa
5.5. STRATEGIE DI AMRA
•
Definire modello organizzativo indipendente dagli azionisti
•
“Fare impresa” cioè predisporre un sistema organizzato di
“produzione” con procedure e criteri predefiniti di funzionamento
• Trovare la partecipazione convinta dei centri di ricerca aderenti, che
hanno un “ruolo plurimo” (ogni azionista partecipando ad un CRDC
assume una nuova identità, ulteriore e non meno importante
di quella ordinaria di struttura di ricerca indipendente)
•
Tradurre i bisogni in domanda di ricerca, servizi e tecnologia
•
Adottare prassi e metodologie comuni finalizzate ad un sistema
organizzato di produzione
•
Progettare un portale
•
Promuovere innovazione di prodotto e di processo
•
Svolgere formazione a distanza
5.6. MODELLO ORGANIZZATIVO
IMPRESA ESTESA
La struttura strategica comprende:
•
•
•
•
Unità Centrale
Strutture operative locali (business unit)
Portale del CRDC
Business Area Companies (B.A.C.)
AMRA.
Studio Virtuale
Business Area
Companies.
Studi professionali
5.6. MODELLO ORGANIZZATIVO
(segue)
• L’Unità centrale svolge il ruolo di:
•
artefice della strategia
•
regolatore dell’impiego dei segni distintivi
•
centro di ricerca e sviluppo
•
promotore commerciale
•
coordinatore e controllore delle esecuzione delle commesse acquisite
• L’Unità locale (business unit) è costituita dal centro di ricerca aderente
al Progetto, che deve :
•
ottimizzare le proprie competenze nell’interesse delle finalità societarie
•
programmare le disponibilità delle proprie risorse
•
utilizzare le attrezzature esclusivamente in base alle direttive del CRDC
•
dotarsi dei necessari supporti informatici
•
dotarsi di adeguata copertura assicurativa
5.6. MODELLO ORGANIZZATIVO
(segue)
• Il Portale è uno strumento di:
•
comunicazione al mercato
•
formazione a distanza
•
programmazione quotidiana degli incarichi
•
banca dati
•
rete Intranet
• Le B.A.C sono realtà societarie o consortili di scopo nelle quali
• il CRDC potrà acquisire:
•
partecipazioni di controllo
•
partecipazioni strategiche
5.6. MODELLO ORGANIZZATIVO
(segue)
si tratta di un’impostazione:
funzionale
innovativa per la particolare rilevanza delle funzioni
commerciali e produttiva
compatibile nel lungo periodo, con l’impostazione divisionale
dei singoli business
5.7. ORGANIGRAMMA
5.8. MODELLO GIURIDICO
• Società consortile per Azioni
in quanto ente di diritto privato avente:
•
•
•
Finalità non lucrative
Autonomia patrimoniale
Personalità e soggettività giuridica
Percorso attuativo tempificato:
Entro 21° mese
• definizione statuto società e atto convenzionale con enti partners
Entro 24° mese
• approvazione statuto e atto convenzionale
• avvio di procedure selezione risorse umane
• avvio attività allestimento strutture centrali
• individuazione del team che redige le procedure operative ed amministrative
Entro 26° mese
• Verifica di conformità giuridica da parte della Regione
• atto convenzionale ente capofila/società per utilizzo attrezzature
• selezione del personale da assumere
• individuazione organo amministrativo della società
• progettazione portale
Entro 27° mese
• Costituzione società ed avvio operativo dell’iniziativa
5.9. IDENTIFICAZIONE DELLA
DOMANDA
Gli elementi di traino della domanda
• Consapevolezza dell’aumento di vulnerabilità della Campania per
indiscriminata urbanizzazione del territorio
• Recenti terremoti nel bacino del Mediterraneo
• Normative per l’adeguamento sismico
• Adempimenti delle industrie in materia di rischio ambientale
• Aggiornamento del Piano di emergenza delle aree vulcaniche
napoletane
• Cambiamento internazionale della strategia delle protezioni civili in
corso post eventi terroristici dell’11 settembre
• Apertura di un mercato relativo a problemi di inquinamento dell’aria
5.10. IDENTIFICAZIONE
DELL’OFFERTA
I Settori di monopolio e/o di limitata concorrenza :
• Sperimentazione dinamica di strutture soggette ad azioni
asincrone
• Sistemi di early warning per strutture strategiche o sensibili
• Gestione
integrata
multihazard
dei
rischi
ambientali
in
una
logica
• Inquinamento legato al dragaggio porti ed aree inquinate
• Rischio ambientale connesso alla attività industriale
• Approcci sperimentali e quantitativi nell’analisi del rischio
idrogeologico
5.11. MODALITA’ OPERATIVE
Modalità per operare sul mercato
• Espletamento di singole commesse ad alto valore unitario, ottenibili
per incarico specifico o per mezzo di procedura di gara
• Erogazione di
committenti
interventi
• Proprietà intellettuale
altamente
specializzati
per
grandi
5.11. MODALITA’ OPERATIVE
(segue)
L’attivazione di una produzione all’interno di AMRA implica:
• un’attività
dell’offerta
iniziale di rilevazione dei fabbisogni e formazione
• un’attività di sviluppo ed ingegnerizzazione dei prototipi
• un’attività
continuativa di alta formazione, aggiornamento,
miglioramento, diffusione e creazione del know-how
5.11. MODALITA’ OPERATIVE
(segue)
A regime, AMRA svolgerà:
• attività produttiva diretta:
• incarichi e commesse assunte dalla struttura centrale e svolte dalle
strutture decentrate
• attività produttiva indiretta:
• incarichi e commesse assunte dalla struttura centrale e svolte da una BAC
operativa
• attività di sfruttamento della proprietà intellettuale:
• royalties su brevetti
5.11. PIANO DI MARKETING
• Progettazione identità visiva
•Piano di comunicazione
•Piano pubblicitario
5.12. I DATI ECONOMICOPATRIMONIALI PREVISIONALI DI
AMRA
CONTO ECONOMICO I° IPOTESI
2005
%
ANNI
2006
%
2007
%
Valori in Euro
Commessa Protezione Civile az.a1, a2, a4, a6,bd, be
Commessa Protezione Civile az.c10
Commessa Protezione Civile fondi regionali
Altre Commesse
Formazione ed editoria
TOTALE RICAVI (A)
3.549.960
50%
2.366.640
31%
3.500.000
32%
750.000
11%
500.000
7%
1.000.000
9%
700.000
10%
466.666
6%
750.000
7%
2.000.000
28%
4.000.000
52%
5.100.000
46%
100.000
1%
300.000
4%
650.000
6%
7.099.960
100,0%
7.633.306
100,0%
11.000.000
100,0%
Costi industriali commessa CP (70% del valore)
2.484.972
35,0%
1.656.648
23,3%
2.450.000
34,5%
Costi industriali commessa CP (70% del valore)
525.000
7,4%
350.000
4,9%
700.000
9,9%
Costi industriali commessa CP (70% del valore)
490.000
6,9%
326.666
4,3%
525.000
4,8%
Costi industriali +stagisti altre commesse (70% del valore)
1.400.000
19,7%
2.800.000
36,7%
3.570.000
32,5%
Costi industriali commessa Formazione editoria (70% del valore)
70.000
1,0%
210.000
2,8%
455.000
4,1%
Manutenzione attrezzature
TOTALE COSTI INDUSTRIALI (B)
Margine di Struttura (A-B)
Costi Fissi di struttura
M.O.L.
Altri costi (0,2% ricavi )
Ammortamento immobilizzazioni progetto
Ammortamento altre immobilizzazioni
Accantonamenti TFR (1/12 del costo personale )
Risultato Operativo Lordo
Imposte (media 38% )
Risultato Operativo Netto
224.550
-
5.194.522
1.905.438
578.000
1.327.438
14.200
1.900.000
40.000
21.167
647.929
647.929
3,2%
73,2%
26,8%
8,1%
18,7%
0,2%
26,8%
0,6%
0,3%
-9,1% 0,0%
-9,1% -
374.250
5.717.564
1.915.742
594.000
1.321.742
15.267
1.900.000
90.000
21.167
704.691
704.691
4,9%
74,9%
25,1%
7,8%
17,3%
0,2%
24,9%
1,2%
0,3%
-9,2% 0,0%
-9,2% -
449.100
4,1%
8.149.100
2.850.900
750.000
2.100.900
22.000
1.900.000
150.000
33.667
4.767
4.767
74,1%
25,9%
6,8%
19,1%
0,2%
17,3%
1,4%
0,3%
0,0%
0,0%
0,0%
CONTO ECONOMICO II° IPOTESI
2005
%
ANNI
2006
%
2007
%
Valori in Euro
Commessa Protezione Civile az.a1, a2, a4, a6,bd, be
Commessa Protezione Civile az.c10
Commessa Protezione Civile fondi regionali
Altre Commesse
Formazione ed editoria
TOTALE RICAVI (A)
3.549.960
50%
2.366.640
31%
3.500.000
32%
750.000
11%
500.000
7%
1.000.000
9%
700.000
10%
466.666
6%
750.000
7%
2.000.000
28%
4.000.000
52%
5.100.000
46%
100.000
1%
300.000
4%
650.000
6%
7.099.960
100,0%
7.633.306
100,0%
11.000.000
100,0%
Costi industriali commessa CP (70% del valore)
2.484.972
35,0%
1.656.648
23,3%
2.450.000
34,5%
Costi industriali commessa CP (70% del valore)
525.000
7,4%
350.000
4,9%
700.000
9,9%
Costi industriali commessa CP (70% del valore)
490.000
6,9%
326.666
4,3%
525.000
4,8%
Costi industriali +stagisti altre commesse (70% del valore)
1.400.000
19,7%
2.800.000
36,7%
3.570.000
32,5%
Costi industriali commessa Formazione editoria (70% del valore)
70.000
1,0%
210.000
2,8%
455.000
4,1%
Manutenzione attrezzature
224.550
3,2%
374.250
4,9%
449.100
4,1%
5.194.522
1.905.438
578.000
1.327.438
14.200
40.000
21.167
1.252.071
475.787
776.284
73,2%
26,8%
8,1%
18,7%
0,2%
0,0%
0,6%
0,3%
17,6%
6,7%
10,9%
5.717.564
1.915.742
594.000
1.321.742
15.267
90.000
21.167
1.195.309
454.217
741.091
74,9%
25,1%
7,8%
17,3%
0,2%
0,0%
1,2%
0,3%
15,7%
6,0%
9,7%
8.149.100
2.850.900
750.000
2.100.900
22.000
150.000
33.667
1.895.233
720.189
1.175.045
74,1%
25,9%
6,8%
19,1%
0,2%
0,0%
1,4%
0,3%
17,2%
6,5%
10,7%
TOTALE COSTI INDUSTRIALI (B)
Margine di Struttura (A-B)
Costi Fissi di struttura
M.O.L.
Altri costi (0,2% ricavi )
Ammortamento immobilizzazioni progetto
Ammortamento altre immobilizzazioni
Accantonamenti TFR (1/12 del costo personale )
Risultato Operativo Lordo
Imposte (media 38% )
Risultato Operativo Netto
STATO PATRIMONIALE I° IPOTESI
2005
Attivo
Immobilizzazioni progetto
Fondo ammortamento
Altre immobilizzazioni
Fondo ammortamento
Immobilizzazioni nette
crediti
liquidità
-
totale attivo
Passivo
Capitale sociale
Utile/perdita
Utile/perdita es prec.
Patrimonio netto
Debiti
TFR
totale passivo
-
ANNI
2006
2007
11.000,00
11.000,00
11.000,00
1.900,00 - 3.800,00 - 5.700,00
200,00
450,00
750,00
40,00 130,00 280,00
9.260,00
7.520,00
5.770,00
1.613,24
2.669,71
4.448,61
10.873,24
10.189,71
10.218,61
11.500,00
11.500,00
11.500,00
647,93 704,69 4,77
647,93 - 1.352,62
10.852,07
10.147,38
10.142,61
21,17
10.873,24
42,33
10.189,71
76,00
10.218,61
Stato patrimoniale II° IPOTESI
2005
Attivo
Immobilizzazioni progetto
Fondo ammortamento
Altre immobilizzazioni
Fondo ammortamento
Immobilizzazioni nette
crediti
liquidità
totale attivo
-
200,00
40,00 160,00
ANNI
2006
450,00
130,00 320,00
2007
750,00
280,00
470,00
1.137,45
1.739,71
2.798,42
1.297,45
2.059,71
3.268,42
500,00
776,28
500,00
1.175,04
1.517,38
3.192,42
76,00
3.268,42
Passivo
Capitale sociale
Utile/perdita
Utile/perdita es prec.
Patrimonio netto
1.276,28
500,00
741,09
776,28
2.017,38
Debiti
TFR
totale passivo
21,17
1.297,45
42,33
2.059,71
Ricavi
Commessa
Protezione Civile
az.a1, a2, a4,
a6,bd, be
Commessa
Protezione Civile
az.c10
Commessa
Protezione Civile
fondi regionali
Altre Commesse
Acconto
Valore
trimestrali
Anno
2005
I° Trim.
II° Trim.
III° Trim.
IV° Trim.
II° Trim.
IV° Trim.
591.660
591.660
591.660
875.000
875.000
875.000
875.000
187.500
187.500
187.500
187.500
125.000
125.000
125.000
125.000
250.000
250.000
250.000
250.000
175.000
175.000
175.000
175.000
116.667
116.667
116.667
116.667
187.500
187.500
187.500
187.500
10%
400.000
510.000
40%
1.600.000
2.040.000
50%
10%
40%
10.000
2.000.000
30.000
2.550.000
65.000
40.000
120.000
260.000
50%
50.000
TOTALE
ENTRATE
IMPOSTE
III° Trim.
591.660
trimestrali
a sei mesi
ONERI DIVERSI
DI GESTIONE
ALTRI COSTI
II° Trim.
887.490
trimestrali
Formazione ed
editoria
Acconto
Costi industriali
commessa PC1
Costi industriali
commessa PC2
Costi industriali
commessa PC3
Costi industriali
+stagisti altre
commesse
Costi industriali
editoria e
formazione
Manutenzione
attrezzature
COSTI
AMMINISTRATIVI
ORGANI
SOCIALI
PERSONALE
Anno
2007
I° Trim.
887.490
1.000.000
saldo
IV° Trim.
887.490
800.000
saldo
III° Trim.
887.490
200.000
a sei mesi
Anno
2006
I° Trim.
150.000
1.459.990 2.049.990 1.289.990 2.299.990 1.263.327
325.000
833.327 2.553.327 2.983.327 1.887.500 1.312.500 3.612.500 4.187.500
trimestrali
621.243
621.243
621.243
621.243
414.162
414.162
414.162
414.162
612.500
612.500
612.500
612.500
131.250
131.250
131.250
131.250
87.500
87.500
87.500
87.500
175.000
175.000
175.000
175.000
122.500
122.500
122.500
122.500
81.667
81.667
81.667
81.667
131.250
131.250
131.250
131.250
350.000
350.000
350.000
350.000
700.000
700.000
700.000
700.000
892.500
892.500
892.500
892.500
17.500
17.500
17.500
17.500
52.500
52.500
52.500
52.500
113.750
113.750
113.750
113.750
trimestrali
trimestrali
trimestrali
trimestrali
semestrale
-
112.275
-
112.275
-
187.125
-
187.125
-
224.550
-
224.550
16.750
16.750
16.750
16.750
17.000
17.000
17.000
17.000
17.250
17.250
17.250
17.250
41.000
41.000
41.000
41.000
41.500
41.500
41.500
41.500
42.000
42.000
42.000
42.000
63.500
63.500
63.500
63.500
63.500
63.500
63.500
63.500
101.000
101.000
101.000
101.000
23.250
23.250
23.250
23.250
26.500
26.500
26.500
26.500
27.250
27.250
27.250
27.250
3.550
3.550
3.550
3.550
3.817
3.817
3.817
3.817
5.500
5.500
5.500
5.500
mensile
trimestrali
mensile
mensile
mensile
annuale
TOTALE USCITE
1.390.543 1.502.818 1.390.543 1.502.818 1.488.145 1.675.270 1.488.145 1.675.270 2.118.000 2.342.550 2.118.000 2.342.550
DIFFERENZA
69.447
547.172
100.553
69.447
616.619
516.066 1.313.238 1.088.419
246.476 1.311.657 2.619.713 2.389.213 1.359.163 2.853.663 4.698.613
569.447 1.116.619 1.016.066 1.813.238 1.588.419
746.476 1.811.657 3.119.713 2.889.213 1.859.163 3.353.663 5.198.613
100.000
50.000
250.000
469.447
966.619
797.172
224.819
841.944 1.065.181 1.308.056
230.500 1.030.050 1.494.500 1.844.950
CUMULATIVO
COPERTURA
FINANZIARIA
CAPITALE
SOCIALE
500.000
altri investimenti
50.000
300.000
totale flussi
816.066 1.613.238 1.388.419
296.476 1.361.657 2.669.713 2.439.213 1.109.163 2.603.663 4.448.613
6. OPERAZIONI DI SPIN-OFF
6.1. SPIN-OFF QUALE PROGETTO DI SVILUPPO LOCALE
6.2. ELEMENTI DISTINTIVI
6.3. OBIETTIVI
6.4. SOGGETTI INTERESSATI A FAVORIRE LO SPIN-OFF
6.5 PROSPETTIVE DI SPIN-OFF DA AMRA
6.1 SPIN-OFF QUALE PROGETTO DI
SVILUPPO LOCALE
•Creazione di un’impresa da parte di un soggetto
proveniente da un centro di ricerca o da un laboratorio
universitario
•Creazione di imprese a mezzo di imprese: fenomeno per il
quale soggetti che escono da un’impresa ne creano un’altra
6.2. ELEMENTI DISTINTIVI
•Presenza di un processo di accompagnamento volontario,
pianificato e non casuale.
•Presenza di misure di sostegno attivo da parte dell’ente
promotore
6.3. OBIETTIVI DELLO SPIN-OFF
•Sviluppare di processi di innovazione: nuovi prodotti,
nuovi servizi, nuovi processi, nuovi mercati, nuove
imprese, per rigenerare il tessuto imprenditoriale locale
creando nuove opportunità di crescita
•Nuova occupazione e salvaguardia occupazione esistente
6.4. SOGGETTI INTERESSATI A
FAVORIRE LO SPIN-OFF
•Operatore pubblico:
• nascita di nuovi soggetti imprenditoriali forti per favorire
effetti occupazionali positivi
•Imprese:
• generazione di nuove iniziative collegate o controllate
• trasferimento o successione di rami di attività
• gestione di esodi controllati del personale
6.5. PROSPETTIVE DI SPIN-OFF DA AMRA
•Strategia operativa
•Brevettazione intensiva
•Partnership con operatori finanziari
•Attivazione rapporti con sistema impresa
7. CASI DI ECCELLENZA DEI CRDC
7.1. STATI UNITI - TRASFERIMENTO DI TECNOLOGIA AL CALIFORNIA
INSTITUTE OF TECHNOLOGY (CALTECH)
7.2. MILANO - CONSORZIO POLITECNICO INNOVAZIONE
7.1 STATI UNITI -TRASFERIMENTO DI
TECNOLOGIA AL CALIFORNIA INSTITUTE
OF TECHNOLOGY CALTECH
Dal 1980 sono state fondate 3000 nuove aziende sulla
base di una licenza di brevetto da parte di istituzioni
accademiche
•Operazioni di spin-off favorite rispetto alla concessione di licenze a
società esterne alla struttura universitaria
•Attività di brevettazione intensiva (possibilità di depositare una
domanda di brevetto provvisorio a basso costo che può essere
trasformata entro un anno dal deposito in una domanda di brevetto
vera e propria)
7.2. MILANO - CONSORZIO
POLITECNICO INNOVAZIONE
Enti Aderenti
• Politecnico di Milano
•Apimilano
•Assolombarda
•CCIA Como
•CCIA Lecco
•CCIA Milano
•CNA Milano
•Finlombarda
•Istituto di Ricerca di Breda
•Polo Scientifico Tecnologico Lombardo Spa
•Unione Industriali di Lecco
•Unione Industriale di Como
7.2. MILANO - CONSORZIO
POLITECNICO INNOVAZIONE
Mission
•Mettere a disposizione e trasferire alle PMI lombarde il patrimonio del
Politecnico di Milano (laboratori, dipartimenti e centri di ricerca) in
termini di competenze tecnico-scientifiche, di conoscenze e di risultati
innovativi, di capacità di ricerca, di apparecchiature di prova e
sperimentazione affinché le aziende li incorporino nei propri processi
di innovazione industriale
•Creare nuove imprese sulla base di nuove tecnologie di prodotto e di
processo
•Integrare i contributi tecnico-scientifici con l’apporto di know how in
campo economico, commerciale e gestionale fornito dal Dipartimento
di Economia e Produzione, da singoli esperti e da strutture operanti nel
settore del terziario avanzato
•Determinare le reali necessità di intervento del mondo
imprenditoriale
Scarica

Strategie gestionali e di sviluppo dei Centri Regionali di Competenza