RUOLO DELLO
STATO: LE
IMPOSTE
ECONOMIA POLITICA 2015-2016
LEZIONE 13
CLASSIFICAZIONE
DELLE IMPOSTE
2
CLASSIFICAZIONE DELLE
IMPOSTE (CONT.)
3
CLASSIFICAZIONE DELLE
IMPOSTE (CONT.)
4
CLASSIFICAZIONE DELLE
IMPOSTE (CONT.)
5
DEFINIZIONI
Reddito complessivo (RC)
• somma dei redditi rilevanti ai fini dell’applicazione delle imposte (lordo)
Reddito imponibile (RI)
• somma dei redditi rilevanti ai fini dell’applicazione delle imposte al netto delle
agevolazioni
Aliquota legale
• Quanto è dovuto dal contribuente per ogni unità di reddito imponibile
Aliquota effettiva
• Quanto è dovuto dal contribuente per ogni unità di reddito complessivo
Deduzione (D)
• riduzione del reddito complessivo che l norma prevede debba essere operata
per ottenere la grandezza del reddito imponibile RI=RC-D
Detrazione (d)
• un abbattimento dell’imposta
6
La progressività delle
imposte
Imposta progressiva
l’aliquota media aumenta con l’aumentare della base imponibile
Imposta proporzionale
l’aliquota media rimane costante all’aumentare della base
imponibile
Imposta regressiva
l’aliquota media diminuisce all’aumentare della base imponibile
7
La progressività delle
imposte
La progressività delle imposte può avere
un’importanza rilevante nel valutare gli effetti
distributivi del prelievo tributario
Un’imposta progressiva distribuisce il carico in
modo ineguale facendo sopportare un onere
maggiore a chi ha una base imponibile maggiore
L’imposta non deve mai raggiungere un livello tale
da modificare l’ordinamento preesistente dei redditi
– l’aliquota marginale non deve mai essere superiore
all’unità
8
Metodi per attuare la
progressività di un tributo
Progressività continua
Progressività per classi
Progressività per scaglioni
Progressività per detrazione
Progressività per deduzione
9
Progressività continua
L’aliquota media (t) viene espressa come funzione continua (e
crescente) della base imponibile.
10
Progressività per
classi
Vengono identificate alcune classi di imponibile, e a ciascuna
classe viene associata una aliquota (crescente).
Esempio:
0<Y<=1000 t=0,1 (10%)
Y>1000
t=0,2 (20%)
• Yi = 500 Ti = 50 Ti/Yi =10%
• Yj = 1500 Tj = 300 Tj/Yj = 20%
11
Progressività per
scaglioni
Il reddito è diviso in scaglioni a cui corrispondono
aliquote via via crescenti, ad es.:
• 10% fino a 1000 euro,
• 20% da 1001 a 11000%,
• 30% da 11001 euro in sù…
Qual è il debito di imposta su una base imponibile di
12000 euro?
Sui primi 1000 euro paga il 10%
100
Sui successivi 10000 euro paga il 20% 2000
Sui restanti 1000 euro paga il 30%
300
_________________________________2400
12
Progressività per
deduzione
Il debito d’imposta si ottiene applicando
l’aliquota legale costante (t) al Reddito
imponibile (RI)
T = t RI = t (RC – D ) = t RC – t D
13
ESERCIZIO
Francesca ha un reddito complessivo RCi = 1000 ed Enrico RCj
= 2000, sapendo che l’aliquota legale è (t) = 0.1, e che il
contribuente ha diritto ad una deduzione = 500, determinare per
entrambi:
-l’ammontare dell’imposta;
-l’aliquota effettiva.
Francesca RCi = 1000 €
Ti = 0,1 (1000-500) = 50€
aliquota effettiva = Ti / RCi= 50/1000 =5%
Enrico RCj = 2000 €
Tj = 0,1 (2000-500) = 150 €
aliquota effettiva = Tj / RCj= 150/2000 =7,5%
14
Progressività per
detrazione
Il debito d’imposta o imposta netta Tn si ottiene
applicando un’aliquota legale costante (t) al reddito
imponibile (ottenendo l’imposta lorda Tl) e detraendo dal
debito d’imposta così determinato un ammontare uguale
per tutti i contribuenti (d). In assenza di deduzioni Tl= tRI
= tRC
Tn = t RC – d = Tl - d
15
ESERCIZIO
Francesca ha un reddito complessivo RCi = 1000€ ed Enrico
RCj = 3000€ , sapendo che l’aliquota legale è (t) = 0.1, e che il
contribuente ha diritto ad una detrazione pari a 50€,
determinare per entrambi:
-l’ammontare dell’imposta;
-l’aliquota effettiva.
aliquota legale (t)= 0.1, detrazione = 50 €
Francesca RCi = 1000 €
Ti = 0.1(1000) - 50 = 50 e
aliquota effettiva =Ti / RCi = 50/1000 = 5%
Enrico RCj = 3000 €
Tj = 0.1(3000) - 50 = 250 €
aliquota effettiva Tj / RCj = 250/3000 =8,3%
16
ALIQUOTA MARGINALE
EFFETTIVA
Nella realtà le deduzioni e le detrazioni (così come anche
l’aliquota marginale legale) non sono costanti. In questo caso
assume importanza la
ALIQUOTA MARGINALE EFFETTIVA
pari alla variazione dell’imposta netta al variare del reddito
complessivo
17
Finalità delle deduzioni e
detrazioni
Progressività dell’imposta : si realizza un’imposta che è
fortemente progressiva per i redditi più bassi (l’aliquota media
effettiva cresce rapidamente nella prima parte della
distribuzione) ma che poi tende a divenire proporzionale al
crescere del reddito. Per questo motivo viene generalmente
indicata come flat tax rate
Personalizzazione del reddito: sgravi in relazioni a carichi familiari
o allo stato di salute
Discriminazione qualitativa dei redditi: attribuzione di un onere
differenziato alle diverse categorie di reddito (da capitale e da
lavoro)
Incentivo di impieghi specifici del reddito: acquisto della prima
casa (interessi passivi), contributi per fondi pensione, premi
per polizza assicurativa, finanziamenti a enti di beneficenza o
simili
18
TAX EXPENDITURES
Le diminuzioni di gettito imputabili a previsioni
legislative che permettono non solo deduzioni
dal reddito imponibile e detrazioni d’imposta, ma
anche esclusioni, esenzioni, aliquote
preferenziali o differimento dell’imposizione.
Gli viene attribuita la natura di spese pubbliche
effettuate tramite il sistema tributario
Sono la causa principale dell’erosione della base
imponibile
19
Misura del grado di progressività
Vi sono molti modi per definire un’imposta
progressiva (o regressiva).
La progressività può essere definita in termini
di
• Indici locali
• Aliquota fiscale media (rapporto tra l’imposta totale e il
reddito totale)
• Aliquota fiscale marginale (l’aliquota applicata sull’ultima
unità di reddito)
• Indici globali
•
•
•
•
Indice di Gini
Indice di redistribuzione complessiva R=Gpre-Gpost
Indice di Reynolds Smolensky RS=Gpre-Cpost
Indice di Kakwani K=Ctax-Gpre
20
INDICI LOCALI: LIABILITY
PROGRESSION
• un sistema fiscale è più progressivo di un altro se l’elasticità del
gettito fiscale rispetto al reddito imponibile è più elevata.
LP( y)  yT ' ( y) / T ( y)  tm / ta
21
INDICI LOCALI: RESIDUAL
PROGRESSION
Misura la variazione percentuale del reddito netto rispetto al
reddito imponibile
y1  T ' ( y ) 1  t m
RP ( y ) 

1
y  T ( y)
1  ta
22
INDICI LOCALI: AVERAGE RATE
PROGRESSION
il sistema tributario è tanto più progressivo quanto
maggiore è l’incremento delle aliquote medie al crescere
del reddito.
d T ( y ) / y 
ARP ( y ) 

dy
  yT ' ( y )  T ( y ) / y  (t m  t a ) / y  0
2
23
Smith
CRITERI DI RIPARTIZIONE DEL
CARICO FISCALE
Come deve essere distribuito l’onere delle
imposte tra i contribuenti?
Se possibile individuare il beneficiario
• oneri a carico diretto dell'utente
Se non è possibile l'attribuzione dei benefici
• finanziamento generale attraverso imposte
Principio del beneficio
Principio della capacità contributiva
24
PRINCIPIO DEL BENEFICIO
Riconducibile alle teorie dello scambio volontario
Esiste un rapporto di scambio (o controprestazione) fra ciò che
il cittadino paga allo Stato e ciò che riceve in termini di beni e
servizi
È esclusa ogni finalità di tipo redistributivo
Equità nello scambio - l’imposta deve essere fissata sulla base
del prezzo di mercato
Giustizia riferita alla supremazia dei diritti individuali rispetto
alla sovranità statale (gli individui hanno diritto di disporre
liberamente dei propri guadagni)
Difficoltà applicative:
• Free riding, beni meritori, esternalità positive
• Utilizzo di indicatori
• Progressività dell’imposta legata alla elasticità della domanda del
servizio pubblico rispetto al reddito e rispetto al prezzo
25
Smith
La capacità contributiva
«Tutti i sudditi di ogni Stato devono contribuire al
mantenimento del governo in proporzione, la più esatta
possibile, alla loro rispettiva capacità, cioè in proporzione
al reddito di cui godono per effetto della protezione dello
Stato. La spesa del governo rappresenta per i cittadini
ciò che sono le spese di amministrazione per i
comproprietari di una grande fortuna. Essi sono infatti
obbligati a contribuire in ragione del rispettivo interesse a
questa fortuna. E conformandosi a questa massima, o
violandola, che si introduce ciò che io chiamo
l'eguaglianza o la disuguaglianza nell'imposizione»
[Smith 1776, trad. it. 1973, 814J.
26
Scopo delle imposte non è solo quello di finanziare la produzione
pubblica di beni e servizi ma anche quella di finanziare l’attività
redistributiva dello Stato
Tre assunti
Equità orizzontale
• Individui con uguale capacità contributiva devono pagare la stessa imposta – principio
di non discriminazione (sesso, età, religione, etc.)
Equità verticale
• Individui con maggiore capacità contributiva devono pagare più imposte (non richiede
necessariamente un imposta progressiva)
Equità fiscale
• Non ribaltamento delle posizioni ante prelievo (aliquota marginale non superiore
all’unità) – assenza di re-ranking
La ripartizione dell’onere di imposta deve essere tale da rendere il
sacrificio di utilità (rinuncia a parte del proprio reddito), uguale per
tutti
27
Ipotesi:
1) La misura della capacità contributiva è l’utilità
del reddito, misurata cardinalmente
2) Il reddito prima dell’imposta è dato
3) Gli individui hanno le stesse preferenze
(uguale funzione di utilità, cardinale rispetto al
reddito)
4) L’utilità marginale del reddito decresce al
crescere del reddito
28
Stuart Mill
accoglieva l'ipotesi di un'imposta ispirata al principio
della capacità contributiva, la cui realizzazione, in
questo contesto, passa attraverso le imposte dirette
personali
un'imposta proporzionale (o solo moderatamente
progressiva, dato il riconoscimento dell'esenzione
del minimo di sussistenza) è conforme a canoni
equitativi incontrovertibili, in quanto realizza
l'uguaglianza dei sacrifici
29
Stuart Mill
I diversi “uguali
sacrifici”
l'espressione uguaglianza dei sacrifici è passibile di
interpretazioni divergenti e, soprattutto, le possibili
interpretazioni e le diverse ipotesi sull'andamento della curva
dell'utilità del reddito portano a scelte di politica tributaria
profondamente diverse.
Il principio dell'uguale sacrificio può essere infatti inteso come:
• Uguale sacrificio assoluto
• Uguale sacrificio proporzionale.
• Uguale sacrificio marginale.
30
UGUALE SACRIFICIO
ASSOLUTO
Deve essere uguagliata, in valore assoluto, la perdita di utilità
sopportata dai due contribuenti a seguito dell’introduzione
dell’imposta
La struttura delle aliquote dipenderà dall’elasticità dell’utilità marginale al variare
del reddito:
e>1
Imposta progressiva
e=1
Imposta proporzionale
31
e<1
Imposta regressiva
Stuart Mill
UGUALE SACRIFICIO
PROPORZIONALE
si entra nell'area della progressività non appena si abbandona
l'ipotesi di costanza dell'utilità marginale del reddito.
ha il pregio di lasciare invariata, in termini di utilità, la posizione
relativa dei diversi contribuenti.
32
Stuart Mill
UGUALE SACRIFICIO
MARGINALE (SACRIFICIO
MINIMO COLLETTIVO)
si vuole minimizzare il sacrificio totale connesso
all'applicazione dell'imposta a contribuenti con utilità
marginale del reddito decrescente;
Posta un'unica curva dell'utilità marginale del reddito
valida per tutti i componenti della collettività, l'uguale
sacrificio marginale comporterebbe la progressiva
ugualizzazione dei redditi, fino a raggiungere il livello di
gettito necessario per finanziare la spesa pubblica
esogenamente data;
forma estrema di ugualitarismo che si scontrerebbe
immediatamente, con problemi di disincentivo
all'intraprendenza individuale.
33
LIMITI DEL PRINCIPIO
DEL SACRIFICIO
Il reddito pre-imposta può cambiare
Gli individui non hanno uguali preferenze
L’utilità non è misurabile (non è possibile stabilire confronti
interpersonali di utilità)
Non ci sono argomentazioni a favore dell’uno o dell’altro(non è
possibile stabilire confronti tra i sacrifici)
34
Effetti economici delle imposte:
la teoria dell’incidenza
Possono essere distinti alcuni importanti concetti per la teoria
dell’imposta:
Ripartizione formale o giuridica del carico tributario sui contribuenti
• l’individuazione dei soggetti passivi – incidenza legale
Percussione: concretizzazione della fase di ripartizione
•
incidenza economica
Effetti dei tributi (che determinano la ripartizione effettiva) si
sostanziano in una serie di comportamenti che si può articolare in:
•
•
•
•
•
Rimozione
Traslazione (in avanti e all’indietro)
Elusione
Erosione
Evasione
35
RIMOZIONE
Individua una variazione nei comportamenti degli individui a
seguito dell’introduzione dell’imposta al fine di recuperare una
posizione di ottimo
• Lavorare di meno
• Risparmiare di più
• ……
36
TRASLAZIONE
Comportamenti che trasferiscono di fatto l’onere d’imposta ad
un altro soggetto (modifica dei prezzi).
• Se il soggetto si trova a valle del processo produttivo sarà una
traslazione in avanti
• Se il soggetto si trova a monte del processo produttivo sarà una
traslazione all’indietro
37
ELUSIONE (TAX
PLANNING)
Tentativo da parte del contribuente di usare vie lecite per
evitare di essere sottoposto al carico fiscale
Utilizza strumenti giuridici che il legislatore aveva pensato per
altre finalità (in effetti utilizza le inefficienze della macchina
amministrativa)
38
EROSIONE
Fenomeno che porta alla riduzione del gettito fiscale a causa di
un disegno consapevole del sistema fiscale realizzato dal
legislatore
39
EVASIONE
Comportamenti illeciti di occultamento parziale o totale della
base imponibile.
Si differenzia rispetto all’elusione rispetto al tema dell’illegalità
40
L’incidenza delle imposte nei Modelli
di equilibrio parziale
Poiché le imposte producono variazioni nei prezzi relativi è
necessario capire le modalità di determinazione dei prezzi
Considereremo modelli di equilibrio parziale: considerano
unicamente il mercato nel quale viene imposto il tributo,
ignorando gli effetti su altri mercati.
È estremamente appropriato quando il mercato dei beni
soggetto a imposta è relativamente ridotto rispetto
all’economia nel suo insieme.
Il modello di riferimento è quello di domanda e offerta in
concorrenza perfetta
41
MODELLI DI EQUILIBRIO PARZIALE:
LE IMPOSTE SPECIFICHE SUL CONSUMO IN
CONCORRENZA
Le imposte specifiche
sono pari a un
ammontare fisso su ogni
unità di bene venduto
Ipotizziamo la
concorrenza perfetta. Il
punto di equilibrio
iniziale è (Q0, P0)
• Ipotizziamo che in questo mercato venga introdotta un’imposta
specifica di u euro al litro ai consumatori.
– Elemento fondamentale: in presenza di un’imposta, il prezzo pagato dai consumatori differisce
dal prezzo ricevuto dai produttori.
– In precedenza si usava l’analisi della domanda e dell’offerta per determinare un unico prezzo
di mercato; adesso ci sono due prezzi diversi, uno per i produttori e uno per i consumatori.
42
MODIFICA DELLA CURVA DI
DOMANDA
Qual è l’impatto
dell’imposta sulla curva di
domanda?
• Considerate il punto a. Pa
è il massimo prezzo che i
consumatori sono disposti
a pagare per Qa.
• La disponibilità a pagare
dei consumatori NON
cambia a seguito
dell’introduzione
dell’imposta. Cambia però
la curva di domanda come
viene percepita dai
produttori.
I produttori percepiscono di poter
ricevere soltanto (Pa–u) se offrono la
quantità Qa. Cioè i produttori
percepiscono che la curva di domanda
si sposta verso il basso, al punto b
43
MODIFICA DELLA CURVA DI DOMANDA
(CONT.)
Ripetendo questo
procedimento per ogni
punto lungo la curva di
domanda, si ottiene una
nuova curva di domanda D’c
Questa nuova curva di
domanda, è quella che
interessa ai produttori
perché mostra quanto
possono ricevere per ogni
unità venduta.
L’equilibrio adesso consiste di una nuova quantità e di una coppia di prezzi (uno
pagato dai consumatori, l’altro ricevuto dai produttori).
– Il prezzo dei produttori (Pn) si determina all’intersezione della nuova curva di domanda
e della vecchia curva di offerta. (prezzo al netto dell’imposta)
– Il prezzo pagato dai consumatori è Pg = Pn + u. (prezzo al lordo dell’imposta)
– La quantità Q1 si ottiene come Dc(Pg) o Oc(Pn).
44
IL GETTITO FISCALE
Il prezzo ottenuto dai
produttori corrisponde
al prezzo ottenuto per
litro venduto e
diminuisce da P0 a Pn
Il prezzo pagato dai
consumatori aumenta da
P0 a Pg, un aumento che
(in questo caso) è
inferiore al valore
nominale dell’imposta, u.
Il gettito fiscale è pari a uQ1, cioè all’area kfhn
L’incidenza economica dell’imposta è divisa tra i consumatori e i
produttori
45
ESERCIZIO
il mercato dello champagne è caratterizzato dalle seguenti
curve di offerta e di domanda:
QS  20  2 P
QD  100  2 P
A seguito dell’introduzione di un’imposta specifica sui
consumatori, in misura di 8 euro all’unità, calcolare:
-prezzi e quantità di equilibrio
-incidenza legale
-incidenza economica
46
L’introduzione dell’imposta specifica crea
un divario tra il prezzo pagato dai
consumatori e quello ricevuto dai
produttori. Prima dell’imposta, possiamo
riscrivere il sistema di equazioni come:
QS  20  2 PS
QD  100  2 PD
PS  PD
Risolvendo il sistema otteniamo
PS=PD = 20 e Q = 60.
Dopo l’introduzione dell’imposta i produttori ricevono, per
ogni confezione, 8 euro in meno del prezzo pagato dai
consumatori. Quindi:
PS  PD   D
PS  PD  8
Risolvendo il sistema dopo l’introduzione dell’imposta, otteniamo:
QS  QD  20  2 PD  8  100  2 PD
PD  24, PS  16, Q  52
47
In questo caso l’incidenza legale cade al 100% sui consumatori,
ma l’incidenza economica è ripartita in uguale misura tra
produttori e consumatori:
PD - P0
t
24 euro - 20 euro
=
= 0.5 = 50%
8 euro
48
IMPOSTE SUI PRODUTTORI E SUI
CONSUMATORI A CONFRONTO
Se l’imposta fosse
introdotta dal lato
dell’offerta, la curva di
offerta come percepita
dai consumatori
traslerebbe verso l’alto
di un ammontare pari
all’imposta.
I consumatori percepiscono che è
diventato più costoso per le imprese
fornire una data quantità del bene.
49
IMPOSTE SUI PRODUTTORI E SUI
CONSUMATORI A CONFRONTO
Il prezzo ottenuto dai
produttori corrisponde
al prezzo ottenuto per
litro venduto e
diminuisce da P0 a P’n
Il prezzo pagato dai
consumatori aumenta da
P0 a P’g, un aumento che
(in questo caso) è
inferiore al valore
nominale dell’imposta, u.
L’incidenza di un’imposta specifica è indipendente dal fatto che gravi
formalmente sui consumatori o sui produttori.
50
Effetti sul benessere:
Surplus dei produt t ori (da p∗ EF a pS DF ): − p∗ ED
Surplus dei consumatori (da AEp∗ ad ABpD ): − pD
EntE
rateIMPOSTE
del set t ore pubblico: pD BDpS ;
SURPLUS
Perdit a secca: BED .
S′
Diminuzione della quantità
domandata;
Effetti sul benessere:
Surplus dei produttori
(da p∗EF a pSDF): −p∗EDpS;
Surplus dei consumatori
(da AEp∗ ad ABpD ): −pD BEp∗;
Entrate del settore pubblico:
pD BDpS ;
p
A
S
B
pD
E
C
p∗
pS
D
D
F
Perdita secca: BED.
Esempio: Accise sulle sigarette
QD
Q
51
ESERCIZIO
il mercato dello champagne è caratterizzato dalle seguenti
curve di offerta e di domanda:
QS  20  2 P
QD  100  2 P
A seguito dell’introduzione di un’imposta specifica sui
produttori, in misura di 8 euro all’unità, calcolare:
-prezzi e quantità di equilibrio
-incidenza legale
-incidenza economica
52
Prima dell’imposta, possiamo riscrivere il
sistema di equazioni come:
Risolvendo il sistema otteniamo
PS=PD = 20 e Q = 60.
QS  20  2 PS
QD  100  2 PD
PS  PD
L’introduzione dell’imposta specifica crea un divario tra il prezzo
pagato dai consumatori e quello ricevuto dai produttori. l’imposta sui
produttori da luogo alla seguente relazione:
PD  PS   S  PD  PS  8  PS  PD  8
Risolvendo il sistema dopo l’introduzione dell’imposta, otteniamo:
QS  QD  20  2 PD  8  100  2 PD
PD  24, PS  16, Q  52
53
IMPOSTE SUI PRODUTTORI E SUI
CONSUMATORI A CONFRONTO
(CONT.)
Chiaramente, queste equazioni sono identiche fra loro. In
equilibrio si troveranno la stessa quantità e gli stessi prezzi.
Implicazione: L’incidenza legale di un’imposta non ci dice
nulla circa l’incidenza economica dell’imposta stessa.
Si definisce cuneo fiscale la differenza tra il prezzo pagato
dai consumatori e quello ricevuto dai produttori.
54
Incidenza di un’imposta specifica
ed elasticità
L’incidenza di un’imposta specifica dipende dalle elasticità della
domanda e dell’offerta.
A parità di altre condizioni, quanto più elastica è la curva di domanda,
tanto minore è l’imposta che grava sui consumatori.
• L’elasticità fornisce una misura della capacità di un agente economico
di “sfuggire” all’imposta.
• Quanto più elastica è la domanda, tanto più facile è per i consumatori
passare ad altri prodotti quando il prezzo aumenta. I produttori devono
quindi sopportare una maggiore quota dell’imposta.
A parità di altre condizioni quanto più è elastica la curva di offerta
tanto minore sarà l’imposta che grava sui produttori
La perdita netta di benessere è tanto minore quanto minore è:
l’elasticità della domanda al prezzo; l’elasticità dell’offerta rispetto al
prezzo.
Un’imposta su un bene la cui curva di offerta è perfettamente rigida
non genera alcuna perdita secca.
55
CURVA DI OFFERTA ANELASTICA
• il prezzo pagato dai consumatori non cambia dopo
l’introduzione dell’imposta.
• I produttori sopportano l’intero onere
56
CURVA DI OFFERTA PERFETTAMENTE
ELASTICA
• il prezzo che i consumatori pagano aumenta in
misura esattamente uguale all’aumentare
dell’imposta.
• Il prezzo ricevuto dai produttori non cambia
57
MODELLI DI EQUILIBRIO PARZIALE:
LE IMPOSTE AD VALOREM SUI BENI DI
CONSUMO
Un’imposta ad valorem è un’imposta con
un’aliquota proporzionale al prezzo.
L’analisi grafica è molto simile a quella delle
imposte specifiche.
Anziché traslare verso il basso la curva di
domanda di uno stesso importo assoluto per
ciascuna quantità, la si fa traslare della stessa
percentuale.
58
MODELLI DI EQUILIBRIO PARZIALE:
LE IMPOSTE AD VALOREM
Il Grafico mostra
un’imposta ad
valorem applicata ai
consumatori.
Come nel caso
dell’imposta
specifica, la curva
di domanda come
percepita dai
produttori cambia;
si usa la stessa
analisi per trovare i
prezzi e la quantità
di equilibrio.
59
ESERCIZIO
il mercato dello champagne è caratterizzato dalle seguenti
curve di offerta e di domanda:
QS  20  2 P
QD  100  2 P
A seguito dell’introduzione di un’imposta ad valorem sui
produttori, in misura del 10%, calcolare:
-prezzi e quantità di equilibrio
-incidenza legale
-incidenza economica
60
Con un’imposta ad valorem
(τD), il sistema diventa:
QS  20  2 PS
QD  100  2 PD
PS  1   D  PD
Con un’imposta ad valorem del 10%, la relazione tra i prezzi è:
PS  0.9 PD 
QS  QD  20  20.9 PD   100  2 PD
PD  2105
. , PS  18.95, Q  57.89
61
IMPOSTE SUI FATTORI DI
PRODUZIONE: IL CAPITALE
La strategia per l’analisi di un’imposta sul capitale è la
stessa di quella per l’analisi di un’imposta sul lavoro
Economia chiusa
• curva di domanda con pendenza negativa (all’aumentare del prezzo le
imprese domandano meno capitale)
• curva di offerta con pendenza positiva (all’aumentare del reddito del risparmio
aumenta il risparmio)
Economia aperta e capitale perfettamente mobile tra i
Paesi: l’offerta di capitale è perfettamente elastica
• I fornitori del capitale non sopportano alcun onere
• Il capitale viene trasferito all’estero se viene gravato, anche parzialmente,
dall’imposta
Persino nell’economia globalizzata di oggi il capitale non
è perfettamente mobile (esiste la possibilità di tassare il
capitale)
Finché il capitale è mobile le imposte sui capitali saranno
trasferite ad altri e la loro progressività è solo apparente
62
LE IMPOSTE SUI
PROFITTI
Le imprese possono essere tassate sul
profitto economico, definito come la differenza
tra i ricavi totali e il costo opportunità dei
fattori utilizzati nella produzione.
Le imprese che massimizzano il profitto non
possono trasferire l’imposta sui consumatori.
• Spiegazione intuitiva: la combinazione di prezzoquantità che massimizzava inizialmente il profitto
continua a essere la combinazione ottimale. La quantità
di equilibrio non cambia.
63
TASSAZIONE ED
EFFICIENZA
Possiamo dire che un individuo non è influenzato
dall’introduzione di un’imposta, se dopo l’introduzione
dell’imposta il contributo fiscale versato dall’individuo è
nullo?
• No, perché l’imposta può aver provocato un cambiamento
delle scelte di consumo
• Il paniere consumato è meno desiderabile
L’eccesso di pressione tributaria è la perdita di benessere
(dovuta ad alterazione delle decisioni degli agenti) eccedente
la raccolta di entrate tributarie.
64
Definizione dell’eccesso di
pressione tributaria
Due beni
• Orzo e frumento
Reddito fisso = I
Po e Pf sono i prezzi dei due beni
Mercato di concorrenza perfetta.
Costi marginali sociali costanti rispetto all’output
65
Definizione dell’eccesso di
pressione tributaria
Il Grafico mostra il
vincolo di bilancio (AD)
e il paniere di consumo
che massimizza l’utilità,
E1.
Un’imposta ad valorem
sull’orzo con aliquota to
fa aumentare il prezzo
dell’orzo a (1 + to)Po e
ruotare il vincolo di
bilancio lungo l’asse
orizzontale. Il nuovo
vincolo di bilancio è AF.
66
Definizione dell’eccesso di
pressione tributaria
Per ciascun livello di
consumo di orzo, la
distanza verticale tra
AD e AF mostra l’onere
tributario sostenuto in
termini di frumento.
Normalizziamo i prezzi
ponendo Pf = €1, così
che la distanza
verticale possa essere
misurata in termini sia
di frumento sia di
denaro.
67
Definizione dell’eccesso di
pressione tributaria
Il Grafico mostra la
nuova scelta ottima
lungo il vincolo di
bilancio AF.
L’utilità è
massimizzata in
corrispondenza del
paniere E2.
La distanza verticale
tra il vecchio e il
nuovo vincolo di
bilancio è GE2, cioè il
“contributo fiscale”.
68
Definizione dell’eccesso di
pressione tributaria
Qualsiasi tributo porta il contribuente su una curva di indifferenza
più bassa;
Esiste un altro tributo che generi entrate fiscale pari a GE2, ma
comporti una minore perdita di utilità? Oppure maggiori entrate
fiscali, a parità di perdita di utilità?
Se la risposta è affermativa, l’imposta sull’orzo causa un eccesso
di pressione tributaria.
69
Definizione dell’eccesso di
pressione tributaria
La variazione equivalente è
la porzione di reddito che
bisognerebbe sottrarre al
consumatore, prima
dell’introduzione
dell’imposta, per indurlo a
spostarsi sulla curva di
indifferenza più bassa.
Una sottrazione di reddito
provoca uno spostamento
parallelo del vincolo di
bilancio verso l’origine.
Il vincolo di bilancio HI nella
Figura è quello che risulta
dalla sottrazione del reddito.
70
Definizione dell’eccesso di
pressione tributaria
ME3 = GN > GE2, ma
entrambi i
provvedimenti danno
al consumatore le
medesima utilità.
La differenza E2N
misura l’eccesso di
pressione tributaria
dell’imposta sull’orzo.
L’imposta peggiora le
condizioni della
persona in misura
superiore al gettito
fiscale che viene
generato.
71
Definizione dell’eccesso di
pressione tributaria
Un’imposta in somma fissa è un’imposta il cui ammontare è
indipendente dal comportamento del contribuente.
Il vincolo di bilancio HI soddisfa questa condizione. Il gettito
generato è esattamente uguale alla variazione equivalente.
• Conclusione: l’imposta in somma fissa non causa un eccesso di
pressione tributaria.
Perché la tassazione in somma fissa viene utilizzata così di
rado?
• Ritenuta iniqua perché gli individui hanno capacità contributive
differenti
Per ottenere un sistema fiscale non distorsivo ed equo
bisognerebbe calcolare l’imposta su un’indefinita
“capacità” individuale che misuri la possibilità di
produrre reddito
72
Benessere ed efficienza nei mercat i perfet t ament e concorrenziali
Effet ti del controllo dei prezzi
Effet t i delle impost e sulle vendit e
Limit i dell’analisi
IMPOSIZIONE DI UN
Imposizione
di un prezzo
massimo
PREZZO
MASSIMO
Imposizione di un prezzo massimo
Imposizione di un prezzo minimo
Eccesso di domanda (Q D > Q S ): razionamento del bene;
Surplus:
produttori (da p∗ EF a pmax DF ): − p∗ CDpmax − CED ⇒ −
consumatori (da AEp∗ a ABDpmax ): + p∗ CDpmax − BEC ⇒ ?
Benessere sociale (da AEF a ABDF) ⇒ Perdita secca (BED)
(− p∗ CDpmax − CED)+ (p∗ CDpmax − BEC) = − CED − BEC = − BED
p
A
S
B
E
C
p∗
pmax
D
D
F
QS
QD
Q
Esempi: beni calmierati nelle economie socialiste, equo canone.
73
Elasticità e imposizione di un
prezzo
Elasticità edmassimo
effetti dell’imposizione di un prezzo massimo
Benessere ed efficienza nei mercat i perfet t ament e concorrenziali
Effet t i del cont rollo dei prezzi
Effet ti delle impost e sulle vendit e
Limit i dell’analisi
Imposizione di un prezzo massimo
Imposizione di un prezzo minimo
(a) Guadagno netto dei consumatori (p∗ CDpmax > BEC)
Offerta rigida ⇒
Alto trasferimento di surplus dai produt tori ai consumat ori;
Domanda elastica ⇒
Bassa perdita di surplus dovut a al razionamento.
(b) Perdita netta dei consumatori (p∗ CDpmax < BEC)
p
p
A
S
B
S
A
B
p∗
E
C
p∗
C
E
pmax
D
pmax
D
F
D
D
F
QS
QD
Q
QS
QD
Q
(a) Domanda elastica e offerta rigida (b) Domanda rigida e offerta elastica
Giuseppe Vit t ucci Marzet t i
Economia Politica I
12/ 19
74
IMPOSIZIONE DI UN
Imposizione
di unMINIMO
prezzo minimo
PREZZO
Benessere ed efficienza nei mercat i perfet t amente concorrenziali
Effett i del cont rollo dei prezzi
Effet t i delle imposte sulle vendit e
Limit i dell’analisi
Imposizione di un prezzo massimo
Imposizione di un prezzo minimo
Eccesso di offerta (Q S > Q D );
Surplus:
produttori (da p∗ EF a pmin BDF ): − CED + pmin BCp∗ ⇒ ?
consumatori (da AEp∗ a ABpmin ): − BEC − pmin BCp∗ ⇒ −
Benessere sociale (da AEF a ABDF): ⇒ Perdita secca (BED)
(− CED+ pmin BCp∗ )+ (− BEC− pmin BCp∗ ) = − CED− BEC = − BED
p
A
S
B
pmin
E
C
p∗
D
D
F
QD
QS
Q
Esempi: politiche comunitarie a sostegno della produzione agricola.
Giuseppe Vitt ucci Marzet t i
Economia Polit ica I
13/ 19
75
Elasticità e imposizione di un
prezzo
Elasticità ed minimo
effetti dell’imposizione di un prezzo minimo
Benessere ed efficienza nei mercat i perfet t ament e concorrenziali
Effet ti del controllo dei prezzi
Effet t i delle impost e sulle vendit e
Limit i dell’analisi
Imposizione di un prezzo massimo
Imposizione di un prezzo minimo
(a) Guadagno netto dei produttori (pmin BCp∗ > CED)
Offerta elastica ⇒ Bassa perdita di surplus dovuta alla diminuzione
della quant ità vendut a;
Domanda rigida ⇒ Alto t rasferimento di surplus dai consumat ori ai
produt tori.
(b) Perdita netta dei produttori (pmin BCp∗ < CED)
p
p
A
S
A
B
pmin
p
S
C
p∗
B
min
E
p∗
C
E
D
F
D
D
D
F
Q
D
Q
(a) Offerta elastica e domanda rigida
Giuseppe Vit t ucci Marzett i
Economia Polit ica I
QD
Q
(b) Offerta rigida e domanda elastica
14/ 19
76
CONTROLLO DEI PREZZI
E PERDITA
Controllo
dei prezzi SECCA
e perdita secca
Benessere ed efficienza nei mercati perfet t ament e concorrenziali
Effett i del cont rollo dei prezzi
Effet t i delle impost e sulle vendit e
Limit i dell’analisi
Imposizione di un prezzo massimo
Imposizione di un prezzo minimo
Data l’esistenza di una perdita secca (deadweight loss), il controllo
dei prezzi risulta meno efficiente di politiche di redistribuzione del
reddito;
L’analisi precedente sottostima l’entità della perdita secca generata
da politiche di controllo dei prezzi, poiché:
non tut t i i beni il cui prezzo è controllato:
finiscono nelle mani dei consumatori con la DAP maggiore nel caso
dell’imposizione di un prezzo massimo;
vengono offerti dai produtt ori più efficienti nel caso dell’imposizione
di un prezzo minimo.
Le polit iche di controllo dei prezzi incentivano il rent -seeking, ovvero
il consumo di risorse al fine di aumentare il proprio benessere a
discapito degli altri:
i consumatori sost engono costi per accaparrarsi il bene divent ato di
più difficile reperibilità sul mercat o a seguito dell’imposizione del
prezzo massimo;
i produt tori sostengono costi per attività di lobbying/ certificazione al
fine di rient rare tra quelli cui è concesso di vendere il bene al prezzo
minimo imposto.
Giuseppe Vitt ucci Marzet t i
Economia Polit ica I
15/ 19
77
Scarica

13_Imposte - I blog di Unica