G.F. La Gioconda
G.F. La Gioconda
•
•
•
•
•
L’obiettivo
La messa a fuoco
La lunghezza focale
La luminosità
L’otturatore
LA FOTOCAMERA
Obbiettivi
STABILITA’
FLASH
TEMPI
LUNGHEZZA FOCALE
MESSA A FUOCO
ESPOSIZIONE
PROFONDITA’ DI CAMPO
DIAFRAMMI
L’ OBIETTIVO
DETERMINANTE PER LA QUALITÀ:
QUALUNQUE IMMAGINE PASSA ATTRAVERSO L’OBIETTIVO
L’ OBIETTIVO
FUNZIONI
•
•
Formare l’immagine
Mettere a fuoco: rendere nitida l’immagine, ad ogni punto del
soggetto deve corrispondere un punto (e non un cerchietto)
sul sensore.
UN OBIETTIVO RIESCE A METTERE A FUOCO
CONTEMPORANEAMENTE
SOLO I PUNTI SITUATI SU UN PIANO
L’ OBIETTIVO
FUNZIONI
•
•
Formare l’immagine
Mettere a fuoco: rendere nitida l’immagine, ad ogni punto del
soggetto deve corrispondere un punto (e non un cerchietto)
sul sensore.
 Se il soggetto è più LONTANO l’immagine va a fuoco
DAVANTI al sensore
L’ OBIETTIVO
FUNZIONI
•
•
Formare l’immagine
Mettere a fuoco: rendere nitida l’immagine, ad ogni punto del
soggetto deve corrispondere un punto (e non un cerchietto)
sul sensore.
 Se il soggetto è più LONTANO l’immagine va a fuoco
DAVANTI al sensore
 Per mettere a fuoco devo AVVICINARE l’obbiettivo al
sensore
∞)
N.B. : Se avvicino l’obiettivo al massimo la messa a fuoco è sull’infinito (
L’ OBIETTIVO
FUNZIONI
•
•
Formare l’immagine
Mettere a fuoco: rendere nitida l’immagine, ad ogni punto
del soggetto deve corrispondere un punto (e non un
cerchietto) sul sensore.
 Se il soggetto è più VICINO l’immagine va a fuoco
DIETRO al sensore
L’ OBIETTIVO
FUNZIONI
•
•
Formare l’immagine
Mettere a fuoco: rendere nitida l’immagine, ad ogni punto
del soggetto deve corrispondere un punto (e non un
cerchietto) sul sensore.
 Se il soggetto è più VICINO l’immagine va a fuoco
DIETRO al sensore
 Per mettere a fuoco devo ALLONTANARE l’obbiettivo
dal sensore
L’ OBIETTIVO
La messa a fuoco può essere
 Fissa: non è possibile nessuna regolazione
 Manuale: si gira una ghiera o si agisce su di un comando
finché non si vede l’immagine nitida nel mirino o sullo schermo
(possibilità di aiuti; un tempo si andava a stima)
 Automatica: ci pensa la macchina.
• Scatto singolo: premendo il pulsante di scatto si attiva
l’autofocus, quando il soggetto è a fuoco la messa a fuoco si blocca e
solo allora la foto viene scattata. Finché il soggetto non è a fuoco la
macchina si rifiuta di fotografare.
• Scatto continuo, o a inseguimento: premendo il pulsante di scatto
si attiva l’autofocus, che non si blocca ma “insegue” il soggetto, la
foto viene comunque scattata.
• Manuale assistita: si preme e si tiene premuto il pulsante di
scatto, si mette a fuoco manualmente, la foto viene scattata
automaticamente solo quando il soggetto è a fuoco.
• Sempre si accende un segnale che indica che la messa a fuoco è
stata effettuata.
 In alcuni casi può essere utile la messa a fuoco preventiva.
L’ OBIETTIVO
La messa a fuoco può essere
 Fissa
 Manuale: si gira una ghiera o si agisce su di un comando
finché non si vede l’immagine nitida nel mirino o sullo schermo
(possibilità di aiuti; un tempo si andava a stima)
 Automatica: ci pensa la macchina.
ATTENZIONE: la messa a fuoco automatica viene effettuata nel piccolo
riquadro delineato al centro del mirino
•
•
Posizionarlo sul soggetto
Se il soggetto è decentrato
 puntare su di esso il riquadro
 premere a metà il pulsante di scatto e tenerlo
premuto: si blocca così la messa a fuoco
 ricomporre l’inquadratura
 scattare premendo a fondo il pulsante
•
Attenzione alla “sfocatura delle due teste”
L’ OBIETTIVO
La messa a fuoco può essere
 Fissa
 Manuale: si gira una ghiera o si agisce su di un comando
finché non si vede l’immagine nitida nel mirino o sullo schermo
(possibilità di aiuti; un tempo si andava a stima)
 Automatica: ci pensa la macchina.
ATTENZIONE: la messa a fuoco automatica viene effettuata nel piccolo
riquadro delineato al centro del mirino
La stessa tecnica può essere usata, in alternativa al modo manuale, per la
messa a fuoco preventiva
E anche quando la messa a fuoco automatica fallisce:




soggetto
soggetto
soggetto
soggetto
molto uniforme, con scarso contrasto
a righe verticali
scarsamente illuminato
dietro un reticolo, ecc...
Si mette a fuoco un oggetto che sia all’incirca alla stessa distanza del nostro
soggetto, si blocca la messa a fuoco, si inquadra e infine si scatta
L’ OBIETTIVO
La messa a fuoco può essere
 Fissa
 Manuale: si gira una ghiera o si agisce su di un comando
finché non si vede l’immagine nitida nel mirino o sullo schermo
(possibilità di aiuti; un tempo si andava a stima)
 Automatica: ci pensa la macchina.
ATTENZIONE:
ATTENZIONE:
la messa
talvolta
a fuoco
le aree
automatica
di messa aviene
fuoco
effettuata
sono numerose,
nel piccolo
INsuCASO
DI DIFFICOLTA’
distribuite
riquadro
tutto
delineato
il campo
alinquadrato
centro del(AF
mirino
multipunto)
NON SCORDARE CHE ESISTE ANCHE LA
 Viene analizzata l'intera scena e sono individuati
gli elementi che, verosimilmente, dovranno
essere nitidi nella foto.
 Il programma sceglie se focheggiare su un
particolare o ad una distanza intermedia fra due
o più elementi.
 Alcuni programmi riconoscono i visi e impostano
la messa a fuoco su di essi
 E’ possibile impostare manualmente il punto di
messa a fuoco
MESSA A FUOCO
MANUALE
L’ OBIETTIVO
FUNZIONI
• Formare l’immagine
• Mettere a fuoco
CARATTERISTICHE
•
•
Aberrazioni
Lunghezza focale:
distanza tra il centro ottico dell’obbiettivo e il piano focale
quando la messa a fuoco è sull’infinito.
Lunghezza focale
L’OBIETTIVO
Lunghezza focale
Determinante per il
campo inquadrato
Più la L.F. è lunga
più il campo inquadrato è stretto.
Più la L.F. è corta
più il campo inquadrato è ampio.
(angolo di campo)
L’OBIETTIVO
Lunghezza focale
Permette di classificare gli obiettivi in:
• Normali
 L. focale circa pari alla diagonale del formato:
per il 24 x 36 circa 45÷50 mm
 Angolo di campo di circa 45 gradi
 Visione simile a quella dell’occhio umano
L’OBIETTIVO
Lunghezza focale
Permette di classificare gli obiettivi in:
•



Normali
L. focale circa pari alla diagonale del formato:
per il 24 x 36 circa 45÷50 mm
Angolo di campo di circa 45 gradi
Visione simile a quella dell’occhio umano
• Grandangolari
 L. focale inferiore alla diagonale
del formato:
per il 24 x 36 meno di 35 mm
 Angolo di campo ampio
 Immagine rimpicciolita
 Prospettiva allargata, effetti di
allontanamento
 Primo piano esaltato
 Grande profondità di campo
L’OBIETTIVO
Lunghezza focale
Permette di classificare gli obiettivi in:
•






•



Grandangolari
L. focale inferiore alla diagonale del formato:
per il 24 x 36 meno di 35 mm
Angolo di campo ampio
Immagine rimpicciolita
Prospettiva allargata, effetti di allontanamento
Primo piano esaltato
Grande profondità di campo
Normali
L. focale circa pari alla diagonale del formato:
per il 24 x 36 circa 45÷50 mm
Angolo di campo di circa 45 gradi
Visione simile a quella dell’occhio umano
• Teleobiettivi
 L. focale superiore alla diagonale
del formato:
per il 24 x 36 più di 70 mm
 Angolo di campo stretto
 Immagine ingrandita
 Prospettiva schiacciata, effetti di
avvicinamento
 Isolano il soggetto
 Scarsa profondità di campo
L’OBIETTIVO
Lunghezza focale
Permette di classificare gli obiettivi in:
•






•
Grandangolari
L. focale inferiore alla diagonale del formato:
per il 24 x 36 meno di 35 mm
Angolo di campo ampio
Immagine rimpicciolita
Prospettiva allargata, effetti di allontanamento
Primo piano esaltato
Grande profondità di campo
Normali


L. focale circa pari alla diagonale del formato:
per il 24 x 36 circa 45÷50 mm
Angolo di campo di circa 45 gradi
Visione simile a quella dell’occhio umano
•
Teleobiettivi







L. focale superiore alla diagonale del formato:
per il 24 x 36 più di 70mm
Angolo di campo stretto
Immagine ingrandita
Prospettiva schiacciata, effetti di avvicinamento
Isolano il soggetto
Scarsa profondità di campo
• Zoom
 L. focale variabile
L’OBIETTIVO
Lunghezza focale
Permette di classificare gli obiettivi in:
•






•
Grandangolari
L. focale inferiore alla diagonale del formato:
per il 24 x 36 meno di 35 mm
Angolo di campo ampio
Immagine rimpicciolita
Prospettiva allargata, effetti di allontanamento
Primo piano esaltato
Grande profondità di campo
Normali


L. focale circa pari alla diagonale del formato:
per il 24 x 36 circa 45÷50 mm
Angolo di campo di circa 45 gradi
Visione simile a quella dell’occhio umano
•
Teleobiettivi






L. focale superiore alla diagonale del formato:
per il 24 x 36 più di 70mm
Angolo di campo stretto
Immagine ingrandita
Prospettiva schiacciata, effetti di avvicinamento
Isolano il soggetto
Scarsa profondità di campo
•
Zoom

80 cm
170 cm
 L. focale variabile
300 cm
L’OBIETTIVO
Lunghezza focale
grandangolo
300 cm
80 cm
normale
300 cm 170 cm
tele
300 cm 300 cm
L’OBIETTIVO
Grandangolo
0,50 m
Grandangolo
3m
LunghezzaTele
focale
3m
Grandangolo
3m
Particolare
L’OBIETTIVO
Lunghezza focale
NON
è la Lunghezza Focale in sé stessa che
cambia la resa prospettica
del mio obbiettivo,ma il
variare della distanza
tra la fotocamera ed il soggetto
Monumento con Anna
Anna e il monumento
Anna
Anna con il monumento
L’OBIETTIVO
Lunghezza focale
 Nelle fotocamere digitali la dimensione del sensore è molto
variabile.
Diventa quindi difficile capire a quale categoria appartenga un
obiettivo.
Si parla allora di lunghezza focale equivalente: quale lunghezza
focale avrebbe un obiettivo per il 35 mm di pari caratteristiche.
 I sensori registrano con più difficoltà delle pellicole i raggi che
provengono lateralmente. Si aggiungano le difficoltà costruttive
per focali molto corte.
I grandangoli spinti per digitale sono disponibili solo per
fotocamere con sensori abbastanza grandi.
Si può ovviare in parte facendo più riprese in sequenza e
unendole in sede di fotoritocco.
 ATTENZIONE – Lo zoom digitale è solo fumo negli occhi.
Semplicemente taglia le zone periferiche dell’immagine
eliminando pixel: è come se si fotografasse ad una risoluzione
inferiore. Migliori risultati con fotoritocco.
L’ OBIETTIVO
FUNZIONI
• Formare l’immagine
• Mettere a fuoco
CARATTERISTICHE
•
•
•
Aberrazioni
Lunghezza focale
Luminosità: capacità dell’obiettivo di far passare la luce
dall’esterno all’interno della fotocamera.
L’ OBIETTIVO
Luminosità
Capacità dell’obiettivo di far passare la luce dall’esterno
all’interno della fotocamera.
DIPENDE DAL RAPPORTO TRA DIAMETRO UTILE E LUNGHEZZA FOCALE
50 mm
25 mm
50 mm
quante volte il diametro dell’apertura attraverso cui passa la luce sta
nella lunghezza focale
100 mm
200 mm
100 mm
25
1
50 1
= 1:4 = f4
=
= = ½ = 1:2 = f2
100 4
100 2
50
1
= 1:4 = f4
=
200 4
Espressa come rapporto: 1/4 - 1/5,6 - 1/22 (oppure 1:4 - 1:5,6 - 1:22) o dal
numero f
4 – 5,6 – 22
L’ OBIETTIVO
Luminosità
Capacità dell’obiettivo di far passare la luce dall’esterno
all’interno della fotocamera.
DIPENDE DAL RAPPORTO TRA DIAMETRO UTILE E LUNGHEZZA FOCALE
50 mm
25 mm
50 mm
quante volte il diametro utile sta nella lunghezza focale
espressa come rapporto: 1/4 - 1/5,6 - 1/22; oppure 1:4 - 1:5,6 - 1:22 o dal numero f 4–5,6–22
100 mm
200 mm
100 mm
25 = 1
50 = 1
= ½ = 1:2 = f2
100
4
100 2
= 1:4 = f4
50 = 1
200
4
= 1:4 = f4
INFINE, TANTO PER GRADIRE….
1. Più il numero f è piccolo più la luminosità è alta (e viceversa)
2. Se si dimezza il numero f la luminosità si QUADRUPLICA (e
viceversa)
L’ OBIETTIVO
Luminosità
25 mm
50 mm
Se si dimezza il numero f non si raddoppia la quantità di luce
che passa: la si QUADRUPLICA
(e viceversa)
100 mm
100 mm
f4
f2
RADDOPPIANDO IL DIAMETRO SI QUADRUPLICA L’AREA
L’ OBIETTIVO
Luminosità
Capacità dell’obiettivo di far passare la luce dall’esterno
all’interno della fotocamera.
DIPENDE DAL RAPPORTO TRA DIAMETRO UTILE E LUNGHEZZA FOCALE
50 mm
25 mm
50 mm
quante volte il diametro utile sta nella lunghezza focale
espressa come rapporto: 1/4 - 1/5,6 - 1/22; oppure 1:4 - 1:5,6 - 1:22 o dal numero f 4–5,6–22
100 mm
200 mm
100 mm
25 = 1
50 = 1
= ½ = 1:2 = f2
100
4
100 2
= 1:4 = f4
50 = 1
200
4
= 1:4 = f4
INFINE, TANTO PER GRADIRE….
1. Più il numero f è piccolo più la luminosità è alta (e viceversa)
2. Se si dimezza il numero f la luminosità si QUADRUPLICA (e
viceversa)
3. A parità di diametro utile la luminosità di un lungo fuoco
(tele) è inferiore a quella di corto fuoco (grandangolo) (e
viceversa)
LA FOTOCAMERA
controlli
Sul sensore deve arrivare la luce GIUSTA
•in quantità
(il sensore ha una certa SENSIBILITÀ)
• Fa passare la luce
• Forma l’immagine
• La mette a fuoco
•in qualità
OTTURATORE
• Cattura l’immagine
• La converte in numeri
• La passa alla memoria
SENSORE
OBIETTIVO
SENSIBILITÀ
Quantità di luce necessaria per ottenere un’immagine correttamente
esposta.
Viene espressa abitualmente in ASA.
Raddoppia al raddoppiare del numero di ASA
FOTOCAMERA
L’ OTTURATORE
Controlla il TEMPO DI POSA
(velocità di posa)
per quanto tempo la luce va a colpire il sensore
I tempi di posa seguono una progressione fissa*
1/15
1
sec.
1/30
1/60
1/2
1/125 1/4
DIMEZZAN
1/250
1/8
1/500
O
ONAIPPOD
DAR
*automatismi e elettroniche possono impostare tempi intermedi
L’ OTTURATORE
Controlla il TEMPO DI POSA
(velocità di posa)
per quanto tempo la luce va a colpire il sensore
I tempi di posa seguono una progressione fissa*
1/15
1/30
1/60
1/125
1/250
1/500
Per risparmiare spazio,
per una maggiore visibilità sui display e sulle ghiere
è d’uso tralasciare lo “1/” e scrivere:
15
30
60
125
250
500
Per evitare confusione(!?) se i tempi sono più lunghi di un secondo si
usano gli stessi numeri, ma con l’aggiunta del simbolo di secondo (”)
Per cui, ad esempio
2 = ½ secondo
2” = 2 secondi
L’ OTTURATORE
Controlla il TEMPO DI POSA
(velocità di posa)
per quanto tempo la luce va a colpire il sensore
•
Tempi di posa brevi
 “Congelano” il movimento
 Bloccano soggetti in rapido moto
•
Tempi di posa lunghi
 Mostrano il movimento
 Danno l’idea del moto
1/1000
1/15
L’ OTTURATORE
Controlla il TEMPO DI POSA
(velocità di posa)
per quanto tempo la luce va a colpire il sensore
ATTENZIONE:
Il movimento di cui si parla non è quello proprio del soggetto, ma
quello del soggetto relativamente alla fotocamera: cioè
come si muove l’immagine sul sensore
•
•
L’immagine di un soggetto lontano si sposta poco
L’immagine di un soggetto vicino si sposta molto
L’ OTTURATORE
Controlla il TEMPO DI POSA
(velocità di posa)
per quanto tempo la luce va a colpire il sensore
ATTENZIONE:
Il movimento di cui si parla non è quello proprio del soggetto, ma
quello del soggetto relativamente alla fotocamera: cioè
come si muove l’immagine sul sensore
•
•
L’immagine di un soggetto lontano si sposta poco
L’immagine di un soggetto vicino si sposta molto
•
•
Un tele ingrandisce l’immagine, quindi anche il movimento
Un grandangolo lo rimpicciolisce
•
Importante anche la direzione del movimento rispetto alla macchina
L’ OTTURATORE
Il movimento
Situazione migliore per la foto di
oggetti in movimento
Se l'oggetto si allontana o si avvicina
seguendo una traiettoria parallela alla
linea di visione del fotografo sarà più
semplice bloccarne il movimento,
specie se l'oggetto è lontano.
L’ OTTURATORE
Il movimento
Il movimento in diagonale è più difficile
In questa situazione è più complesso bloccare il movimento del
veicolo, specie se si trova vicino al fotografo.
L’ OTTURATORE
Il movimento
Situazione più difficile
Bloccare un oggetto che si muova perpendicolare alla linea di visione
dell'obiettivo è molto difficile.
Possibile ricorrere al panning
L’ OTTURATORE
Il movimento
Possibile ricorrere al panning
L’ OTTURATORE
Il movimento
Non è importante solo il movimento del soggetto, ma anche quello
impresso alla macchina dal fotografo
•
•
•
•
•
Respirazione
Piccoli movimenti involontari
Stanchezza delle braccia
Posizioni non adatte
DITO CHE PREME IL PULSANTE DI SCATTO
COME COMPORTARSI?
•
•
Impugnare saldamente la fotocamera (importanza del mirino ottico)
Usare un tempo di scatto che sia almeno comparabile (come cifra numerica)
alla lunghezza focale che si sta usando
p.es.:
•
•
•
•
•
•
l.f. 50mm usare 1/60;
l.f. 135 usare almeno 1/125, meglio ancora 1/250, ecc.)
Assumere posizioni corrette
Trattenere il respiro
Premere dolcemente il pulsante di scatto
Se necessario appoggiarsi ad un muro o a terra
O usare supporti
ESERCITARSI A SCATTARE
G.F. La Gioconda
•
•
•
•
con
Il diaframma
La profondità di campo
Il bilanciamento del bianco
Altre regolazioni
Scarica

tecnica