A.S. 2008/9 Storia della scienza under 18 : Galileo a Pisa: Il pendolo, il suono, la musica • Il Liceo “Galilei” • Vincenzo Galilei • La scuola Vincenzo Galilei • La Domus galileiana • Il pendolo • Il pulsilogium • Galileo messaggero delle stelle • La prosa di Galileo 1 Introduzione Gli studenti hanno scelto di cercare Galileo attraverso alcune tstimonianze e interazioni con la città natale, Pisa: •Galileo a Pisa: Il Liceo Classico Il Duomo ( la lampada di Galileo: verità o leggenda?) La Domus Galileiana La Limonaia Scienza Viva ( documentazione, cineteca) La scuola media Vincenzo Galilei •Galileo e la musica L’abitudine a contare intervalli di tempo La musica eseguita al liuto: momento di sintesi tra teoria e pratica La famiglia : un padre autorevole dal quale eredita una certa “vis polemica”. La curiosità della analogia dei titoli di alcune opere 2 Dell’uomo e dello scienziato Galileo gli studenti hanno cercato in modo semplice, attento, curioso, con sguardo critico, ma anche con la limpidezza propria della loro età, attingendo a fonti dirette (documenti , esperti) vagliate con cura. Sono stati ovunque accolti e beneaccolti per il garbo con il quale si sono proposti e l’attenzione con la quale hanno ascoltato. Hanno cercato di Galileo la statura intellettuale e la vicenda umana attraverso luoghi, memorie che sono parte stessa del tessuto e del vissuto della nostra città..hanno scoperto che Galileo non è nei libri o in internet, non è da scoprire nel passato ma ha permeato e fortemente connotato la realtà che li vede giovani uomini e giovani donne proiettati verso un futuro arricchito da una consolidata, presente, eredità. Dal Libro “Caro Liceo” sono state tratte storia e testimonianze della nostra scuola che dopo una lunga ristrutturazione inaugura la nuova aula magna nell’anno galileiano Determinante durante l’intero anno scolastico il comune sentire dei docenti la cui didattica è costantemente orientata verso l’unità del sapere . Il docente coordinatore Prof. Rosa Fiore 3 .. Caro Liceo .. • 30 giugno 1852 • • • Leopoldo II di Toscana riordina l’assetto dell’istruzione pubblica. Firenze, Pisa, Lucca, Arezzo, Siena, Pistoia avranno il Liceo 19 ottobre1852 Consiglio Comunale 23 marzo1853 Decreto di Istituzione 1854 Inizio attività • 1864 3° centenario della nascita di Galileo. • 1865 Liceo “Galileo Galilei” • • 2009 2009 Anno galileiano Il Liceo “G. Galilei” inaugura la nuova sede.. 1865 Vittorio Emanuele II con decreto del 4 marzo1865 intitola 65 Licei Italiani. Intitolare la nuova sede del Liceo cittadino a Galileo era quasi una conseguenza logica Le intitolazioni dei licei costituivano un elemento unificante della Italia unita coniugato con le realtà locali IL FUTURO HA UN CUORE ANTICO (C. Levi) 3 4 3 Guardare con nuovi occhi... • 1604: - Caravaggio La sepoltura di Cristo - Keplero L’orbita di Marte - Shakespeare Misura per Misura – - La stella nuova (anche la natura dà spettacolo ) • • • • 1609 1610 1610 1638 dicembre - prima osservazione - La luna 7 gennaio - Giove marzo - “ Sidereus Nuncius Discorsi e dimostrazioni ... 5 • Pulcherrimum atque visu iucundissimum est.... “bellissima ed oltre a modo dilettevol cosa è veder il corpo lunare (da noi remoto per quasi sessanta semidiametri della Terra), avvicinarsele talmente, come se ei fusse non più lontano che due sole di dette misure..... ...Dal che poi con sensata certezza sappia ciascuno non esser la Luna altrimenti di superficie liscia e pulita, ma rozza e inuguale, ed, a guisa della superficie terrestre, circondata intorno di grandi prominenze e profonde valli o lagune.... 6 2009 anno mondiale dell’astronomia Perchè la musica? L’esperienza musicale accomuna tutti sin dalla nascita, è parte di noi E’ un universo sconfinato di teoria e pratica, disciplina ed estro interpretativo In fondo gli insegnanti puntano un cannocchiale e invitano gli studenti a guardare a loro volta , a scoprire aspetti del quotidiano ( “ cose vili”), che “ ad occhio nudo” non si percepiscono . Invitano gli studenti a guardare “altri mondi” Galileo ci regala ancora oggi l’idea che la scienza cerca la verità e la bellezza, e che l‘impegno può essere “dilettevole” seguono i lavori dei singoli gruppi Note Bibliografiche “La Fisica sotto il naso” A.Frova “ Galileo” E. Bellone , la Bibliografia consigliata da’Istituo e Museo di storia della scienza di Firenze....v. i singoli lavori degli studenti 7 Leggenda della lampada di Galileo (V.Viviani) Isocronismo del pendolo. Il periodo non dipende dalla massa ma dalla lunghezza della corda 8 Attraverso l’osservazione del lampadario del Duomo di Pisa, Galileo Galilei scoprì l’isocronismo del pendolo, ovvero l’indipendenza, per piccole oscillazioni, del periodo dall’ampiezza dell’oscillazione. La lampada che comunemente viene definita “Lampada di Galileo” in realtà non è l’originale, poiché codesta è stata costruita successivamente. L’originale è custodita presso la Cappella Aulla, presso il Camposanto Monumentale. (per informazioni più precise si legga il testo Word relativo all’argomento) Intervista al prof. R. Vergara Caffarelli 9 Galileo Galilei Strumento medico Applicazione strumentale del pendolo SANTORIO SANTORIO (1561-1636) Santorio Santorio 10 Il “Pulsilogium” è il primo esempio di applicazione industriale del pendolo. Si tratta di uno strumento che, sfruttando l’isocronismo, risultava molto utile, in particolare per i medici, per misurare la frequenza cardiaca. Il medico e fisiologo Santorio Santorio è stato il primo a fare uso di questo strumento. ( vedere il testo in Word per maggiori informazioni) 11 GALILEO ATTRAVERSO I FILM DOCUMENTARIO MUTO ( Museo nazionale del cinema & La Cineteca del Friuli) •Galileo studia il moto di rotazione della Terra •Dall’oscillazione di una lampada Galileo trae la legge del pendolo •Le teorie di Galileo ritenute contrarie alla religione •Galileo, accusato di eresia, viene arrestato •L’inquisizione condanna al rogo le teorie di Galileo •La morte di un genio GALILEO ( Liliana Cavani) Dalla cattedra universitaria a Padova, all’ abiura •Antiaristotelismo •Conflitti con la Chiesa Giordano Bruno Scoperte astronomiche Cannocchiale GALILEO, MESSAGGERO DELLE STELLE ( documentario, Jean-Claude Lubtchansky) Vita, opere, invenzioni e scoperte di Galileo Giove Sole Saturno Nuove stelle Studi Astronomici Luna Venere 12 Documentario del Museo Nazionale del cinema e La cineteca del Friuli Il film-documentario in bianco e nero racconta la vita di Galileo attraverso brevi scene filmate con telecamera fissa ed in assenza di audio; racchiude le fasi più importanti della sua vita in questi “cortometraggi” senza scendere nel particolare. La sua visione non ci ha fornito nuove conoscenze sul personaggio: narrando a tratti così generali la vita di Galileo, ha descritto le sue più note vicende delle quali eravamo già a conoscenza. Galileo (Liliana Cavani) Il film romanzato “Galileo” offre una dettagliata sintesi della vita dello scienziato, mettendo in risalto la vicenda umana di Galilei: dalla cattedra universitaria a Padova, all’abiura a Roma, viene mostrato un Galileo nella sua umanità, volenteroso di leggere questo grande libro della natura che, a suo parere, è scritto in un linguaggio matematico. Il tema centrale del film, come lo è stato di fatto anche della vita di Galileo, è il tema dell’antiaristotelismo, cioè l’avversione, in senso costruttivo, nei confronti di una scienza che per mezzo della Chiesa si era fossilizzata e non dava spazio a nuove teorie, nuovi modi di pensare, nuovi metodi scientifici. Un bellissimo film, che permette di conoscere interessanti particolari della vita di Galilei; semplice, diretto e coinvolgente, un buon modo alternativo per conoscere il genio seicentesco. Galileo, messaggero delle stelle (Jean-Claude Lubtchansky) “Galileo, messaggero delle stelle” è un vero e proprio documentario, commentato da una voce fuori campo che talvolta lascia spazio a piccoli filmati. Al contrario del precedente film, questo analizza la vita di Galileo scienziato, inventore e studioso. Oltre alle precise note biografiche sono descritte le invenzioni, gli studi, le scoperte dello scienziato ancor più dettagliatamente, lasciando trasparire la genialità di Galileo, la sua lungimiranza. Dei tre è il documento più completo: nonostante l’andamento un po’ piatto, cattura l’attenzione dello spettatore e fornisce tutto ciò che è necessario per conoscere in modo meno scolastico e più 13 serio la vita del padre della fisica moderna. La Scuola Media Vincenzo Galilei La nostra ricerca.. - Docum entazioni tratte dal giornalino “Voci di Pisanova” - la “scuola m edia del quartiere di Pisanova” - scelta m olto am pia Dal giornalino : “voci di Pisanova” del novembre 1984 - La scuola IX - problem i - Im pegno collettivo 14 La Scuola Media Vincenzo Galilei Il nostro lavoro di ricerca si è svolto all'interno del territor io pisano, patria dei grandi Vincenzo e Galileo Galilei. In particolare ci siam o chiesti perchè la scuola m edia di Pisa, che si t rova nel quartiere di Pisanova, intitolata a Vincenzo Galilei sia stata dedicata proprio a questa figura illustre, che è stata attiva proprio a Pisa. Ci si am o quindi recati fisicam ente in questa scuola alla ricerca di qualsiasi docum entazione che ci potesse aiutare a rispondere al nostro interrogativo e la bibliotecaria ci ha perm esso di consultare le copie del giornalino della scuola “Voci di Pisanova” degli anni 1984 e 1985. La Scuola IX ( così si chiam ava infatti la Vincenzo Galilei) no n poteva continuare ad essere indicata con un num ero cardinale che la designava com e l'ultim a Scuola m edia di Pisa, m a m eritava anch'essa un nom e. Da tale esigenza scat urisce l'appello degli stessi alun ni, che abbiam o potuto leggere, indirizzato agli abitanti del quartiere perchè proponessero vari nom i di personaggi illustri nati o attivi a Pi sa a cui intitolarla. 15 S arà la “V inc e nzo G alile i”.. - Suggerim ento dalla Norm ale (coro Vincenzo Galilei) - “ci piace una volta tanto aver onorato anche il padre del som m o Galilei, sì perché anche i geni hanno un padre.. “ - um anista, com positore e tecnico m usicista - 1520, Santa Maria a Monte – 1591, Firenze - Rom a, Messina, Marsiglia e Firenze - Teorico della Cam erata Fiorentina - Interesse per il m ondo greco - 1581: “Dialogo della m usica antica et della m oderna” 16 S arà la “V inc e nzo G alile i”.. Dopo aver rievuto varie proposte quella decisiva fu quella del coro della Normale di Pisa (chiamato anch'esso Vincenzo Galilei), che ha offerto alla scuola anche una collaborazione didattica e lo svolgimento di alcuni concerti all'interno del quartiere. É così che la Scuola IX iniziò a chiamarsi Vincenzo Galilei, onorando il grandissimo studioso e musicista, padre del sommo Galilei, “si perchè anche i geni hanno un padre”. 17 1938: idea di creare un istituto dedicato a Galilei Fornito archivio e importante biblioteca Conserva varie strumentazioni scientifiche Enrico Fermi Antonio Pacinotti 18 La Domus Galileiana è un istituzione culturale di Pisa. Attualmente custodisce una biblioteca specializzata in storia della scienza di oltre 40.000 volumi e importanti archivi di personalità scientifica dell’ 800 e del 900. L’ idea di creare un istituto dedicato allo scienziato pisano Galileo Galilei nacque nel 1938 in previsione delle celebrazioni per il centenario della Prima riunione delle scienziati italiani, tenutasi a Pisa nel 1839. Su iniziativa di Giovanni Gentile e con il patrocino sponsorizzato della Società Italiana per il Progresso delle Scienze, fu istituita a Roma una commissione con lo scopo di identificare scopi e obbiettivi del nuovo ente, oltre che la città e la sede dove collocarla. La scelta cadde su Pisa. La presentazione dell’ ente fu effettuata nel 1939 nell’ Aula Magna dell’ Università di Pisa. La Domus Galileiana ricevette ordinamento giuridico con legge nel 1941. In particolare l’ istituzione raccoglie sin da allora tutte le pubblicazioni antiche e moderne su Galileo e coordina gli studi di storia della scienza, grazie ad un fornitissimo archivio e ad un’ importante biblioteca specializzata. Dal 2002 da istituzione pubblica si è trasformata in fondazione, soggetta al diritto privato. La Domus ha sede nei locali rimasti dell’ antica Specola della Studio pisano, primo osservatorio astronomico pubblico della Toscana, tra i più antichi in Italia, la cui costruzione fu iniziata nel 1734. Non si tratta della casa natia di Galileo, che si trova invece nei pressi del tribunale. La Domus Galileiana non può essere considerata un vero e proprio museo. Nel corso della sua storia ha conservato varie strumentazioni scientifiche per conto di altre istituzioni. Si ricordano gli strumenti di Enrico Fermi, ora a Roma, e le apparecchiature di Antonio Pacinotti, ora al Museo degli Strumenti per il Calcolo di Pisa, tra i quali “ Macchinetta”, primo modello di motore dinamico elettrico, la Domus ha inoltre preservato dalla distruzione la CEP, Calcolatrice Elettronica Pisana, anch’ essa confluita nelle collezioni del Museo degli Strumenti per il Calcolo. La strumentazione attualmente presente alla Domus è strettamente legata ai fondi archivistici. Sono conservate le “Sorgenti” per gli esperimenti sulla radioattività indotta di Enrico Fermi, la strumentazione fotografica dell’ astronomo Pio Emanuelli e alcune macchine provenienti dall’ Istituto di Fisica Tecnica dell’ Università di Pisa. 19 VINCENZO GALILEI In Sintesi Vita Opere Influenza sul figlio Galileo Dialogo della musica antica et della moderna 20 Vincenzo Galilei • LA VITA Vincenzo Galilei (padre del più noto Galileo) nacque a Firenze attorno al 1525. Fu una delle figure più importanti nella vita musicale del tardo Rinascimento e contribuì in maniera significativa alla rivoluzione musicale che porterà alla nascita della musica barocca. Liutista,compositore e teorico musicale, si stabilì a Pisa verso il 1560, esercitando la professione di insegnante. In quegli anni approfondì le proprie conoscenze studiando con il famoso teorico veneziano Giuseppe Zarlino. Una decina di anni più tardi,ormai padre di sei o sette bimbi tra cui il piccolo Galileo,Vincenzo o si trasferì a Firenze,dove la sua fama di musicista attrasse l’attenzione di alcuni nobili cittadini. Egli divenne così un esponente della Camerata de’ Bardi, associazione dedicata alle scienze e alle arti che aveva sede nel Palazzo Dei Conti Bardi;questa diede un importante impulso allo sviluppo della musica e della cultura in genere,e un ruolo particolare le è attribuito nel processo di sviluppo del genere operistico. Negli anni dal 1570 al 1580 si occupò di teoria musicale;i suoi studi si svilupparono sul trattamento delle consonanze e dissonanze. Egli fece altresì delle scoperte nel campo della fisica acustica sulla vibrazione delle corde e delle colon ne d’aria. Morì a Firenze il 2 luglio del 1591. • LE OPERE Tra le opere di Vincenzo Galilei possiamo ricordare il Dialogo della musica antica et della moderna (1581),trattato in cui viene esaltata l’antica semplicità della musica greca,e il Fronimo, in cui sono esposti veri e propri esperimenti su come la tensione delle corde musicali influenzi l’altezza del suono. Compose inoltre musica per liuto e numerosi brani per voce e liuto. 21 Indietro • Galileo deve al padre prima di tutto l’incoraggiamento a intraprendere gli studi umanistici fin da giovane;a causa delle difficoltà economiche,fu ancora più stimolato a proseguire la sua formazione con il massimo impegno,cercando di autofinanziarsi con i suoi stessi studi. In secondo luogo,Vincenzo insegnò al figlio a suonare il liuto e a fare uso della tecnica dell’intabulatura dello strumento; i suoi trattati sull’argomento permisero a Galileo di crescere a stretto contatto con al musica e probabilmente fu una delle ragioni che lo spinsero negli studi sull’acustica. Indietro 22 approfondimenti La vita La figura di Vincenzo Galilei,nato a Santa Maria a Monte probabilmente nell’anno 1520, si inserisce nel panorama cinquecentesco. Nacque da una famiglia nobile e divenne compositore,liutista,didatta e teorico nonché il padre del famoso astronomo e fisico Galileo Galilei. Fu una delle figure più importanti nella vita musicale del tardo Rinascimento e contribuì in maniera significativa alla rivoluzione musicale che porterà alla nascita della musica barocca. I suoi interessi principali furono due: la teoria e l’estetica musicale degli antichi Greci ed il liuto;com’è noto,di quella musica greca antica non restavano molte tracce concrete,ma l’idea che i Greci avessero sviluppato un gusto musicale superiore,concretizzato nell’espressività della scelta monodica,era un ottimo spunto in piena civiltà umanistica per permettere a Galilei di appoggiare la sua critica agli “odierni polifonisti”, e preferire l’ideale monodico. Nella sua gioventù fu mandato a Firenze per approfondire gli studi umanistici,scientifici,ma soprattutto quelli musicali in cui già doveva eccellere;molta dedizione e attenzione dedicò infatti al liuto:oggetto di opere didattiche,strumento di studio e mezzo di sostentamento oltre che una passione. Possiamo pensare che il ragazzo fu mandato dai parenti a Firenze oppure che esistessero rapporti già in passato tra la famiglia Galilei e quella dei Bardi,considerando che in seguito il conte Giovanni de’ Bardi prenderà Vincenzo sotto la sua protezione. Il conte rappresentò per Galilei un importante stimolo e aiuto finanziario che gli permise infatti di studiare con il maestro più severo e rinomato di quei tempi: Gioseffo Zarlino da Chioggia;le sue lezioni si svolsero a Venezia,anch’essa,come Firenze,centro culturale molto importante. 23 Nel 1562 troviamo Vincenzo a Pisa, sposo di Giulia di Cosimo Ammannati;accanto alla famiglia Ammannati,una figura significativa del soggiorno pisano è quella di Muzio Tedaldi che mantenne gli affari di Vincenzo a Pisa quando questi si stabilì a Firenze. Negli anni in cui abitò a Pisa con i familiari, la piccola città di mare non offriva grandi prospettive da un punto di vista musicale;sappiamo che Galilei però fu presente per un certo periodo di tempo nelle “fraternità di Pisa”. Lasciò poi Pisa per ritornare a Firenze tra il 1571 e il 1572.Questo era un periodo caratterizzato da discussioni tra letterati e musicisti attorno ai “nuovi” ideali estetici;questi dibattiti si svolgevano fra i componenti della Camerata de’ Bardi( un gruppo di poeti, musicisti ed intellettuali guidati dal conte Giovanni Bardi) della quale lo stesso Vincenzo faceva parte;lì conobbe un importante filologo fiorentino esperto di cultura classica: Girolamo Mei. Questo divenne il suo nuovo maestro e si rivolse a lui per quanto riguardava l’uso della polifonia presso i greci ed il tipo di accordatura che questi usavano;i due rimasero sempre in ottimi rapporti. Intanto, dal ’73 al ’78, le necessità economiche della famiglia Galilei crebbero con la nascita di cinque figli;per far fronte al mantenimento dei essi continuava a dare lezioni,proseguendo anche tutti i suoi studi che si allontanavano sempre di più dalle teorie del vecchio maestro Zarlino fino al distacco definitivo. Egli fece altresí delle scoperte nel campo della fisica acustica sulla vibrazione delle corde e delle colonne d'aria. È possibile che egli, stabilendo la relazione esistente fra la tensione di una corda e la frequenza della sua vibrazione, sia stato il primo a scoprire la legge fisica della non linearità. Nell’ultimo decennio di vita fiorentina(anni ’80/’90) mentre le pubblicazioni e gli studi si facevano più fitti,Vincenzo dovette mantenere rapporti con l’ambiente pisano,prima per curare gli studi del primogenito Galileo e successivamente per curare gli interessi lasciati al Tedaldi e probabilmente per mantenere alcune lezioni. Tra il 1584 4d il 1587 conosciamo un solo spostamento da Firenze:una permanenza a Siena nel periodo di preparazione del suo secondo libro di madrigali. Purtroppo una malattia,di cui si hanno poche tracce, causò la morte dell’autore;Vincenzo Galilei infatti fu sepolto il 2 luglio del 1591 nella chiesa di Santa Croce a Firenze ,dove già altri membri della famiglia erano stati accolti nei tempi passati. • Indietro 24 Le opere Egli scrisse molte opere(riporteremo qui le più importanti e significative) che possiamo dividere in: teoriche,didattiche,strumentali e vocali. Tra le prime ricordiamo di fondamentale importanza “il Dialogo della musica antica et della moderna”che trattava del diverso sistema di temperamento in uso antico rispetto a quello moderno,in polemica con quanto lo Zarlino affermava nelle sue opere;la superiorità dell’ideale estetico degli antichi greci,la conseguente critica ai moderni polifonisti da ultimo l’osservazione di quegli esempi di musica greca che la tradizione aveva risparmiato,i famosi inni alla Musa, al Sole e Nemesi. L’altra opera teorica fu “il Discorso intorno all’opere di messer Gioseffo Zarlino da Chioggia”, estremamente polemico e ironico nei confronti del maestro.Tra le opere didattiche troviamo l’opera vasta e minuziosa: “il Fronimo dialogo nel quale si contengono le vere et necessarie regole del’intavolare la musica nel liuto”. Tra le strumentali “Intavolature de lauto,madrigali e ‘ ricercate”;tra le composizioni vocali il “Primo libro dei madrigali a quattro e cinque voci”. Indietro 25 Il “Dialogo della musica antica et della moderna” Considerata la sua opera più importante,è stato pubblicato a Firenze nel 1581,dopo lunghi anni di riconsiderazione degli insegnamenti ricevuti dal maestro veneziano Gioseffo Zarlino. Nel trattato si va alla ricerca di un legame tra la musica antica greca e le moderne pratiche; a ciò poi si collega la polemica tra lo scrittore e il suo maestro,riguardo allo stabilire se era da preferire la monodia o la polifonia (contrappunto). In quanto precettore musicale della Camerata dei Bardi,il trattato fu la base delle sperimentazioni musicali del gruppo di intellettuali che ne facevano parte. La prima innovazione che porta riguarda il metodo di indagine: nello scrivere il Dialogo studia e interpreta,in modo esemplare per quell’epoca,gli scritti dei numerosi teorici greci,dei quali ricerca le traduzioni più attendibili. Successivamente tenta di ricostruire la teoria musicale greca,risolvendo in parte la confusione presente nella terminologia usata dai trattatisti antichi (ad esempio,chiarisce la natura dei “Toni”,dei “Modi”,delle “Armonie”, e le differenze tra questi). Con distacco e senso critico nuovi,riporta le tesi più autorevoli sugli argomenti insieme ad una grande quantità di testimonianze e di commenti personali per chiarire i passi più complessi. Si sofferma poi sulle analogie e sulle differenze tra due strumenti greci,la cetra e la lira; la prima infatti era utilizzata nelle occasioni ufficiali e nelle gare,la seconda solo come strumento di studio. Inoltre tratta anche della “teoria dell’ethos” e dei modi musicali greci,il diatonico,il cromatico e l’enarmonico. La controversia del Galilei con il maestro Zarlino si inserisce quando si arriva a trattare del rapporto tra la nuova pratica musicale,la monodia,chiamata anche “seconda pratica” (la prima era il contrappunto), derivata dall’uso anche di dissonanze e dall’ispirazione ai modelli greci. Zarlino era sostenitore di uno stile,un modo di cantare che,a detta di Vincenzo, era assurdo sia per la confusione linguistica e musicale che causava,sia per il fatto che mescolava insieme diversi “ethos”,caratteri presi dalla tradizione greca antica. 26 Zarlino era sostenitore di uno stile,un modo di cantare che,a detta di Vincenzo, era assurdo sia per la confusione linguistica e musicale che causava,sia per il fatto che mescolava insieme diversi “ethos”,caratteri presi dalla tradizione greca antica. La polemica contro il contrappunto non riguardava l'uso di questa tecnica in sé (ricordiamo infatti la sua attività di liutista e madrigalista), ma la sua scorretta applicazione in ambito musicale. Polemiche di questo tipo erano già oggetto di discussione nell'ambiente musicale italiano, ma va al Galilei il merito di aver dato alla propria ricerca in quest'ambito un'impostazione quasi filologica: egli attingeva infatti direttamente (anche se attraverso gli studi di Girolamo Mei) ai testi classici. È inoltre divenuto quasi un luogo comune sostenere che i componenti della Camerata dei Bardi, spinti dal desiderio di riportare in auge l'antica tragedia greca, abbiano dato vita all'odierno melodramma, estremamente lontano dal supposto "modello" greco. Il ruolo che questo gruppo di intellettuali aveva nel Cinquecento era, a causa dell'impostazione stessa che esso aveva assunto (più intellettualistico e letterario), piuttosto marginale, ed il peso che il pensiero di Vincenzo Galilei effettivamente aveva in quest'ambito veniva quasi sminuito sia da questo fatto, sia dal carattere del compositore, poco incline a frequentare gli ambienti cortigiani fiorentini, a ricorrere ad un protettore, e ad evitare il contatto con la realtà del fare spettacolo. A Vincenzo Galilei si deve poi l'ideazione di un vero e proprio metodo scientifico applicato al proprio lavoro di musicista e portato alle note conseguenze dal figlio Galileo. La ricerca di Galilei si diresse poi verso l'introduzione degli affetti nell'ambito musicale, mostrando la potenza emotiva del canti degli antichi sull'animo umano, ma sempre attraverso una mediazione neoplatonica; mettendo in risalto gli affetti, infatti, si doveva rivelare l'idea contenuta nel testo: la musica, per Vincenzo Galilei, non dovrà quindi essere un'imitazione dell'emozione in sé, ma della sua trasposizione concettuale, attraverso gli schemi della retorica che stava rinascendo in quel periodo. In questa concezione, quindi, viene meno il piacere sensibile, stimolato nel pubblico dalla polifonia, ma si ammette che tutte le cure del musico siano finalizzate a "piegare gli animi degli uditori", ed il fine della musica galileiana sembra assumere un aspetto meno razionalistico, basato sul trinomio retorico "delectare-commovere-persuadere", e tendente a volgere l’impegno del compositore verso il pubblico. Indietro 27 28 A cura della classe II A Liceo Classico “G.Galilei”, coordinata dalla prof.ssa G. Donati Ringraziamenti I nostri ringraziamenti vanno a tutte le persone che ci hanno incoraggiato in un’impresa non semplice per la vastità del tema, che ci hanno supportato fornendoci Iindicazioni preziose,dedicandoci con grande gentilezza il loro tempo In particolare per il determinante contributo all’intero progetto desideriamo ringraziare Il dott. Isidoro Ferrante .INFN di Pisa Il prof. Roberto Vergara Caffarelli . Università di Pisa Il Prof. Giuseppe Mezzorani . Univ. Di Cagliari Il dip. Di neuroscienze dell’università di Pisa L’associazione LA LIMONAIA SCIENZA VIVA La Domus Galileiana La scuola Media “Vincenzo Galilei” Il Prof. Claudio Bini docente di Educazione Musicale all’Istituto comprensivo “Fucini” .L’insegnante coordinatore desidera sottolineare che non è intervenuta nella stesura definitiva dei lavori di gruppo . Nel rigoroso rispetto dello spirito dell’iniziativa si è limitata ad assemblare i vari contributi. Grazie per l’attenzione 29