EFFETTI INDESIDERATI DEL
VACCINO MORBILLO
PAROTITE E ROSOLIA
Composizione vaccini MPR
ANTIMORBILLO: ceppi virali attenuati
ottenuti da ceppo EDMOSTON (SCHWARZ,
MORATEN, EDMOSTON ZAGREB)
ANTIROSOLIA: ceppo virale attenuato RA
27/3
ANTIPAROTITE: ceppi virali attenuati
URABE AM/9 o JERYL LYNN e derivati
(RIT 4385)
Composizione vaccini trivalenti
MMR II®
(Aventis-Pasteur)
CEPPO
VIRALE
morbillo
rosolia
parotite
ECCIPIENTI
Edmonston 749 D
RA 27/3
Jeryl Lynn TM
MORUPAR®
(Chiron)
Schwarz
RA 27/3
Urabe AM 9
Diidrogenofosfato di
Soluzione salina,
sodio disidratato,
neomicina solfato
idrogenofosfato di sodio
disidratato, bicarbonato
di sodio, milieu 199,
milieu minimo di Eagle,
neomicina, rosso di
fenolo, albumina,
sorbitolo,
diidrogenofosfato di
potassio,
idrogenofosfato di
potassio, gelatina
idrolizzata, saccarosio,
L-glutamato di sodio
PRIORIX®
(GSK)
Schwarz
Wistar RA 27/3
RIT 4385
Aminoacidi, albumina,
neomicina, lattosio,
sorbitolo, mannitolo,
fenosulfonftaleina,
sodio cloruro, potassio
cloruro, magnesio
solfato, calcio cloruro,
potassio fosfato
monobasico, sodio
fosfato monobasico
VACCINO BIVALENTE
• MORUVIRATEN® BERNA
CEPPO VIRALE
morbillo
rosolia
ECCIPIENTI
Edmonston-Zagreb (EZ19)
Wistar RA 27/3
-lattosio
-albumina umana
-bicarbonato di sodio
-medium (M199)
Le relazioni causale ed evento
avverso
1.
2.
3.
4.
5.
CLASSIFICAZIONE DELLA IOM
Nessuna evidenza disponibile per stabilire
una relazione causale
Insufficienza di elementi per accettare o
negare una relazione causale
Presenza di elementi per negare una
relazione causale
Presenza di elementi a favore di una
relazione causale
Relazione causale dimostrata
Caso n. 1
Una mamma viene presso l’ambulatorio vaccinale
molto allarmata poiché deve vaccinare il proprio
figlio, di 12 mesi, con l’MPR e una sua amica le ha
detto che il vaccino è molto pericoloso poiché ha
determinato numerosi eventi avversi gravi.
Quali delle seguenti informazioni ritieni sia
corretta e debba essere fornita alla mamma per
favorire l’adesione alla vaccinazione?
Comunicare solo gli eventi avversi gravi correlati alla
vaccinazione
Comunicare solo gli eventi avversi lievi alla
vaccinazione
Comunicare sia gli eventi avversi gravi che lievi, ma
anche quelli che non si sono dimostrati correlati alla
vaccinazione
Evitare nella maniera più assoluta di fornire
informazioni circa gli eventi avversi, potrebbero non
essere compresi e non garantire l’adesione alla
vaccinazione.
Informare la mamma sia sugli eventi avversi gravi
che su quelli lievi, confrontandoli con la frequenza e
il peso delle complicanze delle singole malattie
evitate dalla vaccinazione.
Soluzione n. 1
Informare la mamma sia sugli eventi avversi
gravi che su quelli lievi, confrontandoli con la
frequenza e il peso delle complicanze delle
singole malattie evitate dalla vaccinazione.
Comuni eventi avversi
•
•
•
•
Dolore e tumefazione nel sito di
iniezione
Febbre
Esantema
Ingrossamento parotideo e adenopatia
Caso n. 2
Una mamma viene presso l’ambulatorio vaccinale e
riferisce che il proprio bambino, vaccinato con
MPR due giorni prima, presenta tumefazione e
dolore nel punto di iniezione.
Quali delle seguenti affermazioni ritieni sia
corretta e debba essere fornita alla mamma?
“Signora non si preoccupi sono reazioni lievi al
vaccino. Generalmente sono benigne e in due o tre
giorni si risolvono spontaneamente”
“ Signora porti suo figlio immediatamente dallo
specialista (?) “
“Signora, non vorrei che si sovrapponga
un’infezione batterica. Vada dal suo pediatra e si
faccia prescrivere un antibiotico”
Soluzione n. 2
“Signora non si preoccupi sono reazioni
lievi
al vaccino. Generalmente sono
benigne e in due o tre giorni si risolvono
spontaneamente”
Dolore e tumefazione locale
COMPARSA
• Nelle 24 ore successive alla vaccinazione
LOCALIZZAZIONE
• Nella parte circostante il punto di iniezione
CARATTERISTICHE
• Reazione generalmente benigne e transitorie
RISOLUZIONE
• Si risolvono spontaneamente nell’arco di due
tre giorni.
Caso n. 3
Una mamma allarmata viene presso l’ambulatorio e
non intende vaccinare Marco, il proprio figlio di
sei anni, perché il fratello maggiore, dopo una
dose di vaccino MPR, ha avuto la febbre e gli sono
comparsi dei”puntini” rossi ed ingrossamento delle
parotidi. Crede che i suoi figli siano allergici a
qualche sostanza contenuta nel vaccino.
Quali delle seguenti affermazioni ritieni sia
corretta e cosa consiglieresti alla mamma?
E’ bene rimandare la vaccinazione del secondo
bambino ed indagare sul suo stato di
ipersensibilità.
I sintomi accusati dal primogenito sono riferibili
all’aumentato rischio di malattie batteriche o
virali, omologhe o eterologhe che fanno seguito
alla somministrazione del vaccino MPR e pertanto
potranno non verificarsi nel secondo figlio.
La sintomatologia accusata è una reazione avversa
al vaccino a carattere generale ed è legata alla
lieve infezione dovuta ad una limitata
moltiplicazione dei virus attenuati che
costituiscono il vaccino, il bambino può essere
vaccinato.
Soluzione n. 3
La sintomatologia accusata è una reazione
avversa al vaccino a carattere generale ed
è legata alla lieve infezione dovuta ad una
limitata moltiplicazione dei virus attenuati
che costituiscono il vaccino, il bambino può
essere vaccinato.
Reazioni avverse generali al vaccino
MPR
I sintomi generali sono dovuti ad una
limitata moltiplicazione dei virus
attenuati che costituiscono il
vaccino.
La percentuale di manifestazioni
benigna varia apparentemente poco
da un ceppo ad un altro.
FEBBRE
• Compare nei 12 giorni che seguono la
vaccinazione
• E’ il sintomo più frequente 5-15%.
• Si presenta come un accesso febbrile
39°C.
• Non è di solito fastidiosa ed è ben
controllabile con gli antipiretici.
RUSH CUTANEO
• Compare tra la 7ma e la 10ma giornata
dalla vaccinazione
• Si verifica nel 2-5% delle persone
vaccinate.
• Dura circa 2 giorni.
ADENOPATIA E PAROTIDITE
• Compare tra la 10ma e la 14ma giornata
dalla vaccinazione
• Si verifica raramente. (1-2% delle
persone vaccinate).
Caso n. 4
I genitori di Andrea, un bambino di sei anni
affetto da tetraplegia distonica dalla nascita ed
invitato per la 2a dose di MPR,
vorrebbero avere ulteriori informazioni riguardo
all’aumentata possibilità di rischio di encefalopatia
per loro figlio.
Quale delle seguenti risposte ritieni corretta e
debba essere data ai genitori?
Avendo ricevuto già una prima dose ed essendoci
inoltre la possibilità di un aggravamento dei danni
neurologici, è bene non effettuare la seconda
vaccinazione
Il bambino può essere vaccinato tranquillamente
poiché il rischio di encefalopatia è sovrapponibile a
quello di un bambino sano, anche se la frequenza di
encefalite postvaccinica è uguale a quella
postinfettiva.
La seconda dose di vaccino MPR è fortemente
raccomandata poiché un caso di encefalite
postinfettiva si verifica ogni mille casi di morbillo,
mentre l’encefalite temporalmente associata alla
vaccinazione è di un caso ogni milione, anche nei
bambini con danni cerebrali non evolutivi.
Soluzione n. 4
La seconda dose di vaccino MPR è
fortemente raccomandata poiché un caso di
encefalite postinfettiva si verifica ogni mille
casi di morbillo, mentre l’encefalite
temporalmente associata alla vaccinazione è
di un caso ogni milione, anche nei bambini
con danni cerebrali non evolutivi.
ENCEFALOPATIA-ENCEFALITE
(postinfettiva)
• Un caso si verifica ogni 1000 casi di morbillo,
ogni 5000 casi di rosolia, ogni 50000 casi di
parotite.
• Compare dopo sei giorni dall’esantema (1-15 gg).
• Sintomatologia: febbre, mal di testa, rigidità
nucale, vomito, irritazione meningea,
convulsioni, coma.
• Esiti neurologici permanenti nel 25% dei casi.
• Letalità circa il 15%.
ENCEFALOPATIA-ENCEFALITE
(postvaccinica)
• Un caso si verifica ogni 1.000.000 di dosi
di vaccino.
• Non ci sono evidenze per accettare o
rifiutare la correlazione causale tra
vaccino ed encefalite.
• Alcuni studi affermano l’assenza di
legame causale tra MPR ed
encefalite/encefalopatia.
Caso n. 5
Una mamma riferisce che è venuta a conoscenza
da siti internet www.vaccinetwork.org ,
www.cmilva.org che il vaccino MPR crea seri danni
all’organismo dei bambini anche dopo diversi anni
come la PESS. Pertanto non intende vaccinare con
la seconda dose il proprio figlio di 7 anni.
In quale modo è opportuno rispondere per
acquisire il consenso alla vaccinazione?
E’ vero, anche dopo anni il vaccino MPR ha causato
malattie degenerative del SNC, come la PESS, ma
con una frequenza molto bassa.
Il bambino può essere vaccinato poiché il rischio
di PESS con la dose di richiamo è solo lievemente
aumentato rispetto alla prima dose.
La PESS è una rara malattia degenerativa del SNC
che si verifica, a distanza di alcuni anni,solo dopo
un’infezione da morbillo più o meno evidente
clinicamente e non dopo la vaccinazione.
Soluzione n. 5
La PESS è una rara malattia degenerativa
del SNC che si verifica, a distanza di alcuni
anni,solo dopo un’infezione da morbillo più o
meno evidente clinicamente e non dopo la
vaccinazione.
PANENCEFALITE
SCLEROSANTE SUBACUTA
• Malattia degenerativa del SNC causata dalla
persistenza di un virus del morbillo difettivo
• Si verifica a distanza di 9 anni dalla malattia
• La frequenza è di circa un caso ogni 100.000
casi di morbillo
• La malattia è sempre letale.
• Non esistono dati epidemiologici che
documentano un rischio di contrarre la PESS
dopo vaccinazione antimorbillosa.
• Sono stati segnalati 20 casi di PESS dopo
rosolia.
Caso n. 6
Il direttore didattico di una scuola elementare
telefona al servizio molto allarmato per il fatto
che un alunno dopo 15 giorni dalla vaccinazione
MPR è stato ricoverato in ospedale con diagnosi
di meningite asettica e chiede quali
provvedimenti adottare per la salvaguardia del
personale docente e degli alunni.
Quali provvedimenti consiglieresti e quali
informazioni forniresti al direttore didattico?
Non è necessario alcun intervento ambientale, questa
forma di meningite non è correlata in nessun modo al
vaccino MPR
E’ necessario sanificare gli ambienti dove ha
soggiornato il ragazzo, con interruzione per
almeno un giorno dell’attività scolastica per l’alta
contagiosità di questa forma di meningite.
Considerate le gravi sequele della meningite asettica
post-vaccinale e che il periodo d’incubazione è di 2-3
settimane è buona norma chiudere la scuola per
almeno una settimana.
Non è necessario alcun intervento ambientale. La
meningite asettica post-vaccinale è associata al
vaccino antiparotite e si risolve in una settimana senza
sequele.
Soluzione n. 6
Non è necessario alcun intervento ambientale.
La meningite asettica post-vaccinale è associata
al vaccino antiparotite e si risolve in una
settimana senza sequele.
MENINGITE ASETTICA
1. Può essere la complicanza di una parotite
In tal caso:
•
•
•
•
Colpisce il 4-6% delle persone con malattia
È una forma benigna
Il periodo di malattia è da 3 a 20 giorni
Guarisce senza lasciare reliquati
2. Può essere un effetto indesiderato del vaccino MPR
In tal caso:
•
•
•
•
•
Il rischio di meningite varia a seconda del ceppo utilizzato e dell’azienda
produttrice.
Il periodo d’incubazione è di 2-3 settimane
E’ una forma benigna
Si risolve generalmente in una settimana
Guarisce senza lasciare reliquati
Caso n. 7
Una mamma viene presso l’ambulatorio e non
intende vaccinare Susanna, la propria figlia di sei
anni, perché a seguito di un accesso febbrile ha
avuto le convulsioni e crede che possano
scatenarsi di nuovo con il vaccino MPR. Inoltre
riferisce che la nonna paterna ha sofferto di
epilessia pertanto rifiuta in maniera “ferma” la
vaccinazione.
Quali delle seguenti affermazioni ritieni sia
corretta e cosa consiglieresti alla mamma?
Il rischio di sviluppare una epilessia idiopatica e/o convulsioni
dopo MPR è zero, quindi, in questi casi, la vaccinazione è
fortemente raccomandata con la sola accortezza di
somministrare paracetamolo preventivamente.
La bambina può essere vaccinata anche se il rischio
che si scatenino convulsioni febbrili dopo MPR è
aumentato. Le convulsioni febbrili non aumentano la
probabilità di sviluppare una epilessia e comunque
i benefici della vaccinazione superano di gran lunga i
limitati rischi.
La bambina non deve essere vaccinata nella maniera più
assoluta poiché con un’anamnesi positiva anche un lieve
rialzo termico può scatenare le convulsioni febbrili che
aumentano la probabilità di epilessia o di altri disturbi
neurologici che si possono sviluppare con estrema facilità
in questi bambini.
Soluzione n. 7
La bambina può essere vaccinata anche se il
rischio che si scatenino convulsioni febbrili
dopo MPR è aumentato. Le convulsioni febbrili
non aumentano la probabilità di sviluppare una
epilessia e comunque i benefici della
vaccinazione superano di gran lunga i limitati
rischi.
CONVULSIONI FEBBRILI
• Frequenza di 6-7 casi ogni 1000 casi di morbillo
• Frequenza di un caso ogni 3000 dosi di vaccino.
• Si verificano tra l’8°e il 14° giorno dopo
vaccinazione.
• Storia di convulsione aumenta il rischio di
convulsioni dopo MPR.
• La profilassi con paracetamolo non è efficace.
• Le convulsioni febbrili dopo vaccinazione non
aumentano la probabilità di epilessia o di altri
disturbi neurologici
• Il vaccino MPR non è associato ad un aumento
della frequenza delle convulsioni non febbrili.
Caso n. 8
Una TV locale, alla ricerca di scoop che aumentino
l’audiance, manda in onda in prima serata un servizio
sull’autismo. Il giornalista citando un lavoro di Wakefield
afferma che il vaccino MPR è la causa di numerosi danni
all’organismo. In particolare è la causa di un’infiammazione
intestinale responsabile a sua volta di un aumento di
permeabilità della barriera intestinale con conseguente
passaggio di sostanze tossiche per l’encefalo e lo sviluppo
di autismo.
Sicuramente non sei d’accordo o perlomeno lo sei solo in
parte con la tesi del giornalista, cosa scriveresti allora al
direttore della TV locale per una eventuale correzione o
smentita della notizia?
Il lavoro di Wakefield è interessante, ma in un altro studio dello
stesso autore che doveva avvalorare la relazione tra
infiammazione intestinale e MPR l’autore non precisa se il
genoma virale presente nelle biopsie intestinali di 75 bambini
con autismo su 90 e solo 5 su 70 controlli fosse selvaggio o
vaccinale
Numerosi studi condotti in California, in Finlandia, in Danimarca
nonché quelli del GAVCS dell’ OMS e del Safety Review
Committee dello IOM (2001-2004) concludono che non esiste
nessuna prova di una associazione tra vaccino MPR e autismo.
L’autismo è una sindrome che ha cause multiple: genetiche
e non. Numerosi studi suggeriscono con forza l’ipotesi che
la malattia insorga durante lo sviluppo intrauterino del
SNC. Infatti l’autismo si accompagna ad anomalie
cerebrali già presenti alla nascita
E’ una malattia che compare molto precocemente,
sicuramente prima della vaccinazione con MPR, infatti
numerosi studi hanno documentato la presenza di
sintomi lievi di autismo prima dei 4 mesi di età.
Soluzione n. 8
Tutte le risposte sono esatte!!!
Il lavoro di Wakefield è interessante, ma in un altro studio dello stesso autore che
doveva avvalorare la relazione tra infiammazione intestinale e MPR l’autore non
precisa se il genoma virale presente nelle biopsie intestinali di 75 bambini con autismo
su 90 e solo 5 su 70 controlli fosse selvaggio o vaccinale
Numerosi studi condotti in California, in Finlandia, in Danimarca nonché quelli del
GAVCS dell’ OMS e del Safety Review Committee dello IOM (2001-2004) concludono
che non esiste nessuna prova di una associazione tra vaccino MPR e autismo.
L’autismo è una sindrome che ha cause multiple: genetiche e non. Numerosi studi
suggeriscono con forza l’ipotesi che la malattia insorga durante lo sviluppo intrauterino
del SNC. Infatti l’autismo si accompagna ad anomalie cerebrali già presenti alla nascita
E’ una malattia che compare molto precocemente, sicuramente prima della vaccinazione
con MPR, infatti numerosi studi hanno documentato la presenza di sintomi lievi di
autismo prima dei 4 mesi di età.
AUTISMO
• Il Global Advisoty Committee on Vaccine
Safty dell’OMS afferma che non esiste
alcuna prova di una associazione tra
vaccino MPR e autismo.
• Il Safety Review Committee dell’Istitute
of Medicine prima nel 2001
successivamente nel maggio 2004
conclude che il vaccino MPR non è
associato con l’autismo.
Caso n. 9
Una mamma non intende vaccinare il proprio figlio
poiché ha letto su una rivista scientifica (?) di cui non
ricorda il nome che dopo vaccinazione con MPR si sono
verificati casi di s. di Guillain-Barrè, di Sclerosi
Multipla e di Neurite Ottica.
In quale modo è opportuno rispondere per acquisire il
consenso alla vaccinazione?
Numerosi studi affermano che la vaccinazione MPR
non è associata con un rischio di sviluppare
Sclerosi Multipla, Neurite Ottica o s. di GuillainBarrè.
Il bambino può essere vaccinato tranquillamente
poiché il rischio che sviluppi Sclerosi Multipla
Neurite Ottica o s. di Guillain-Barrè, dopo
vaccinazione con MPR, è solo lievemente
aumentato.
Il bambino può essere vaccinato, ma con qualche
riserva anche perché a tutt’oggi gli studi
effettuati non hanno apportato elementi che
escludono la potenziale associazione tra vaccino
MPR e le patologie elencate.
Soluzione n. 9
Numerosi studi affermano che la vaccinazione MPR
non è associata con un rischio di sviluppare Sclerosi
Multipla, Neurite Ottica o s. di Guillain-Barrè.
Caso n. 10
Viene presso il tuo ambulatorio la mamma di Marco
che ha sei anni e riferisce che il suo bambino ha avuto
alla precedente vaccinazione con MPR una reazione
diagnosticata come dermatite allergica.
Quale/i ritieni possa,tra i seguenti eccipienti , aver
determinato la reazione d’ipersensibilità?
Albumina umana
Sorbitolo
Neomicina
Lattosio
Soluzione n. 10
Neomicina
MPR e allergia alla neomicina
I
vaccini MPR contengono tutti la neomicina come
conservante/antibatterico
E’
poco probabile che nei bambini ci sia stata una
sensibilizzazione alla neomicina
Di
solito l’allergia alla neomicina si manifesta come
dermatite da contatto nel punto d’inoculo, compare
dopo 48-96 ore e
non è una controindicazione alla
vaccinazione con MPR
La vaccinazione è controindicata solo se c’è stata una
reazione anafilattica all’antibiotico.
Caso n. 11
E’ dimostrato che l’anafilassi dopo vaccinazione
è un evento raro, ma possibile.
Quale ritieni sia l’esatto ordine decrescente di
frequenza tra le seguenti cause di anafilassi
nei bambini?
Somministrazione di farmaci
2. Punture di imenotteri
3. Alimenti
4. Somministrazione di vaccini.
1.
1.
2.
3.
4.
Alimenti
Punture di imenotteri
Somministrazione di farmaci
Somministrazione di vaccini.
Punture di imenotteri
2. Somministrazione di farmaci
3. Somministrazione di vaccini.
4. Alimenti
1.
Soluzione n. 11
1.
2.
3.
4.
Alimenti
Punture di imenotteri
Somministrazione di farmaci
Somministrazione di vaccini.
REAZIONI ANAFILATTICHE
• Reazioni anafilattiche immediate al
vaccino MPR sono estremamente rare.
• Le stime riportano frequenze che vanno
da 1 caso/20.000 ad 1 caso/1.000.000 di
dosi utilizzate
• Lo shock anafilattico ha un’incidenza di 12 casi per milione di dosi somministrate.
• Gli elementi scatenanti possono essere:
gli antigeni vaccinali, la gelatina o la
neomicina.
Caso n. 12
La madre di Piero telefona al centro
vaccinale per sapere se può vaccinare il
bambino per il morbillo. E’ molto indecisa se
fare o meno la vaccinazione poiché il figlio,
alla prima MPR, ha avuto una reazione
anafilattica scatenata da un eccipiente di
cui non ricorda il nome.
Cosa faresti e cosa consiglieresti alla
signora?
Quanto riferito dalla mamma è sufficiente, non è necessario
indagare ulteriormente. Il bambino va escluso dalla
vaccinazione come tutti i soggetti che hanno avuto reazioni
anafilattiche da vaccini
E’ buona norma eseguire un’indagine più accurata ed
individuare l’agente scatenante la reazione anafilattica;
qualora quest’ultimo fosse la neomicina è necessario eseguire
dei test cutanei e solo la negatività di questi autorizza la
vaccinazione con MPR.
E’ buona norma eseguire un’indagine più accurata ed
individuare l’agente scatenante la reazione anafilattica;
qualora quest’ultimo fosse la gelatina il bambino va escluso
nella maniera più assoluta dalla vaccinazione.
E’ buona norma eseguire un’indagine più accurata ed
individuare l’agente scatenante la reazione anafilattica;
qualora quest’ultimo fosse la gelatina e il vaccino
precedentemente somministrato era l’M-M-R II® il bambino
può essere vaccinato con il Priorix®.
Soluzione n. 12
E’ buona norma eseguire un’indagine più accurata
ed individuare l’agente scatenante la reazione
anafilattica; qualora quest’ultimo fosse la gelatina
e il vaccino precedentemente somministrato era
l’M-M-R II® il bambino può essere vaccinato con il
Priorix®.
MPR e allergia alla gelatina
•La gelatina è presente come stabilizzante in
alcuni vaccini
•Sono state raramente descritte reazioni
allergiche gravi alla gelatina (anafilassi: 4-7
casi /milione di dosi)
•L’incidenza di shock anafilattico è circa 0,5
casi/1.000.000 di dosi
Caso n. 13
Viene presso il tuo ambulatorio la mamma di
Stefano che ha sei anni e riferisce che il suo
bambino è allergico all’uovo. Una sua amica le
ha detto che anche suo figlio è allergico alle
proteine dell’uovo e per questo motivo non è
stato vaccinato con l’antinfluenzale su
consiglio di un medico amico di famiglia.
Quali delle seguenti affermazioni ritieni sia
corretta e debba essere fornita alla mamma
per favorire l’adesione alla vaccinazione?
I vaccini contro morbillo e parotite sono coltivati
su cellule diploidi umane o cellule embrionate di
pollo e non nelle uova come il vaccino
antinfluenzale.
Il rischio di una seria reazione allergica al vaccino
MPR da parte di bambini allergici alle uova è
estremamente basso.
Le proteine presenti nel vaccino non danno
reazione crociata con le proteine dell’uovo
La vaccinazione MPR è stata eseguita senza
conseguenze anche in bambini con anamnesi di
anafilassi all’uovo. Si sono avute solo reazioni
locali lievi.
Tutte le precedenti sono corrette
Soluzione n. 13
Tutte le precedenti sono corrette !!
I vaccini contro morbillo e parotite sono coltivati su cellule diploidi
umane o cellule embrionate di pollo e non nelle uova come il vaccino
antinfluenzale.
Il rischio di una seria reazione allergica al vaccino MPR da parte di
bambini allergici alle uova è estremamente basso.
Le proteine presenti nel vaccino non danno reazione crociata con le
proteine dell’uovo
La vaccinazione MPR è stata eseguita senza conseguenze anche in
bambini con anamnesi di anafilassi all’uovo. Si sono avute solo reazioni
locali lievi.
MPR e allergia alle proteine dell’uovo
•I virus contenuti nell’MPR sono coltivati in cellule embrionali
di pollo o in cellule diploidi umane e non nelle uova.
•La quantità di proteine dell’uovo presente nel vaccino MPR non
è sufficiente a causare severe reazioni allergiche
•Il rischio di una reazione allergica grave a questo vaccino da
parte di soggetti allergici alle uova è estremamente basso.
•I precedenti di allergia alle uova non sono più considerati una
controindicazione alla vaccinazione con MPR come definito dall’
OMS e da numerosi altri protocolli di vaccinazione (USA_CDC,
Australia ecc.)
Caso n. 14
Un collega accompagna il proprio figliolo di 6
anni presso il tuo ambulatorio di vaccinazione
e riferisce che il bambino oltre ad aver
manifestato una reazione allergica alle uova
soffre di asma. Ritiene che le patologie
riferite non rappresentino una
controindicazione alla vaccinazione, anzi,
intende vaccinarlo immediatamente.
Cosa consiglieresti a questo collega?
Il bambino deve essere vaccinato immediatamente,
come giustamente crede il padre-collega, anzi è bene
farlo subito poiché è a maggior rischio di malattie
infettive.
Non c’è nessuna correlazione tra asma e reazioni
allergiche alle proteine dell’uovo, ma poiché il vaccino
MPR può determinare un aumento dell’asma il
bambino non deve essere vaccinato nella maniera più
assoluta.
Il bambino deve essere vaccinato in un ambiente
protetto come l’Ospedale poiché reazioni
anafilattiche importanti si sono verificate, dopo
MPR, in bambini allergici alle uova che erano
asmatici.
Soluzione n. 15
Il bambino deve essere vaccinato in un ambiente
protetto come l’Ospedale poiché reazioni
anafilattiche importanti si sono verificate, dopo
MPR, in bambini allergici alle uova che erano
asmatici.
MPR E ASMA
•La coesistenza di asma all’allergia alle proteine
dell’uovo è un fattore di rischio per l’anafilassi
•Studi epidemiologici non hanno dimostrato una
relazione tra vaccinazione MPR e asma
•Uno studio di coorte che ha coinvolto 1265 bambini
dalla nascita fino ai sedici anni non ha evidenziato una
correlazione tra asma e morbillo o la vaccinazione
contro il morbillo.
Caso n. 16
Al colloquio pre-vaccinale la mamma di
Giacomo riferisce che suo figlio, dopo una
banale malattia delle vie aeree superiori, ha
manifestato una porpora trombocitopenica
idiopatica acuta. Anche il figlio di una sua
amica ha accusato una PTI dopo la prima dose
di vaccino MPR, ma è stato vaccinato
ugualmente con la seconda dose.
Quali informazioni e consigli daresti a questa
mamma?
Il bambino può essere vaccinato poiché il rischio di
presentarsi una trombocitemia dopo morbillo o
rosolia è
sicuramente maggiore
che dopo
vaccinazione con MPR, mentre il figlio dell’amica è
stato, forse, vaccinato imprudentemente!
Giacomo non deve essere vaccinato nella maniera più
assoluta poiché il vaccino MPR scatenerà sicuramente
una reazione immunologica che è alla base della PTI,
mentre, il bambino dell’amica, poteva essere
vaccinato tranquillamente.
Giacomo come il figlio dell’amica, non possono
essere
vaccinati
con
MPR;
poiché
indipendentemente dalla causa che ha scatenato
la PTI questa patologia rappresenta una
controindicazione assoluta alla vaccinazione.
Soluzione n. 16
Il bambino può essere vaccinato poiché il rischio di
presentarsi una trombocitemia dopo morbillo o rosolia
è sicuramente maggiore che dopo vaccinazione con
MPR, mentre il figlio dell’amica è stato, forse,
vaccinato imprudentemente!
MPR E TROMBOCITOPENIA
•La trombocitemia idiopatica è una complicanza poco frequente del
morbillo e della rosolia 1/3000 casi per ciascuna malattia.
•La frequenza dopo vaccino MPR è nettamente inferiore 1 caso ogni
30.000 persone vaccinate in uno studio in Finlandia e 1 caso ogni
40.000 secondo uno studio in Gran Bretagna.
•Gli episodi insorgono da 10 a 35 gg. dopo la vaccinazione con una
media di 19giorni.
•La trombocitemia è benigna e transitoria le piastrine rientrano nella
norma entro 30 gg. (80%) e nell’8% persiste per 3 o più mesi.
•Il rischio di PTI
MPR associata è maggiore nelle persone che hanno
precedenti di porpora autoimmune.
•E’ prudente non eseguire una seconda dose di MPR se la TPI è
insorta entro 6 settimane dalla precedente dose di vaccino.
Caso n. 17
Un bambino di 6 anni arriva al P.S. con una
sintomatologia caratterizzata da febbre di
natura indeterminata, dolore in fossa iliaca dx e
un calo ponderale (circa 3Kg nell’ultimo mese). Il
medico sospetta un morbo di Crohn anche perché
due mesi prima era stato vaccinato con MPR.
Telefona al tuo ambulatorio per avere maggiori
informazioni riguardo l’associazione tra m. di
Crohn e MPR.
Quali delle seguenti informazioni ritieni sia
corretta e debba essere fornita al collega?
La natura infiammatoria cronica del m. di Crohn riconosce
un’eziologia infettiva di cui uno degli agenti più probabile è il
virus del morbillo. Pertanto la malattia si sviluppa sia dopo il
morbillo che dopo vaccinazione con MPR.
Ribadendo che una ipotesi eziologica del m. di Crohn è su base
infettiva solo il virus del morbillo può essere chiamato in
causa e non certo quello contenuto nel vaccino in quanto
questo è si vivo, ma attenuato.
Una delle ipotesi eziologiche del m. di Crohn si basa su un
meccanismo autoimmunitario in cui da una parte i protagonisti
sono i fattori genetici che predispongono alla malattia e
dall’altra il virus del morbillo che rappresenta il fattore
scatenante.
Numerosi studi epidemiologici condotti hanno dimostrato una
assenza di correlazione tra vaccinazione e/o virus del morbillo
e m.di Crohn e malattie intestinali infiammatorie.
Soluzione n. 17
Numerosi studi epidemiologici condotti
hanno dimostrato una assenza di
correlazione tra vaccinazione e/o virus del
morbillo e m.di Crohn e malattie intestinali
infiammatorie.
MPR E M. DI CROHN E MALATTIE
INFIAMMATORIE INTESTINALI
•Non esiste una correlazione tra virus del morbillo e
m. di Crohn.
•Non esiste una correlazione tra virus del morbillo e
malattie infiammatorie intestinali.
•Non esiste correlazione tra vaccinazione MPR e
comparsa di m. di Crohn.
•Non esiste correlazione tra vaccinazione MPR e
comparsa di malattie infiammatorie intestinali.
Caso n. 18
La mamma accompagna Chiara al tuo ambulatorio
poiché la bimba, dopo due settimane dalla
vaccinazione con MPR, accusa una sintomatologia
dolorosa alle articolazioni del ginocchio destro e della
caviglia omolaterale. Ritiene che possa esserci una
relazione con il vaccino. Ad un esame attento
verifichi che il dolore si manifesta sia nei movimenti
attivi che nella mobilizzazione passiva.
Quali delle seguenti affermazioni ritieni sia corretta
e debba essere fornita alla mamma?
E’ da escludere categoricamente che il vaccino MPR possa
essere alla base dei dolori articolari, pertanto la bambina
deve essere visitata da un ortopedico.
Non sono dei dolori articolari e quindi non può esserci una
relazione con il vaccino MPR. Se il vaccino MPR fosse la causa
di un evento avverso quest’ultimo si manifesterebbe
esclusivamente con la sintomatologia di una grave artrite.
Viste le caratteristiche cliniche dell’artralgia (dolore sia ai
movimenti passivi che attivi, comparsa dopo due settimane
dalla vaccinazione, sesso del bambino) la stessa è
riconducibile, sicuramente, ad un evento avverso correlato alla
componente antirosolia contenuta nel vaccino MPR. Questo
tipo di artralgia non lascia reliquati,né recidive e si risolverà
nel giro di qualche giorno.
La causa dell’artropatia è un evento avverso correlato al
vaccino MPR. Bisogna seguire attentamente il decorso clinico
poiché molto probabilmente si svilupperà una malattia
articolare cronica con seri danni funzionali alle articolazioni
colpite.
Soluzione n. 18
Viste le caratteristiche cliniche dell’artralgia
(dolore sia ai movimenti passivi che attivi, comparsa
dopo due settimane dalla vaccinazione, sesso del
bambino) la stessa è riconducibile, sicuramente, ad
un evento avverso correlato alla componente
antirosolia contenuta nel vaccino MPR. Questo tipo
di artralgia non lascia reliquati,né recidive e si
risolverà nel giro di qualche giorno.
MPR E ARTRALGIE, ARTRITE E
MALATTIE ARTICOLARI CRONICHE
•Le artralgie o artriti complicano il 70% dei casi di rosolia che si
verificano nelle donne adulte
•L’artrite cronica è una rara complicanza della rosolia
•Il vaccino antirosolia singolo e la sua componente nell’MPR possono
determinare artralgia e più raramente artriti.
•Sintomi rari nei bambini e nei maschi.
•I sintomi compaiono da una a tre settimane dalla vaccinazione
•Durano da un giorno a tre settimane
•Non ci sono recidive
•Il vaccino non è responsabile di malattie articolari croniche
Caso n. 19
Una giovane coppia è in procinto di sposarsi e
vorrebbe avere subito un figlio. La donna, però, dopo
gli esami di laboratorio effettuati, risulta
suscettibile alla rosolia anche perchè riferisce di non
essere stata mai vaccinata. Ti chiede notizie riguardo
l’opportunità o meno di vaccinarsi con MPR.
Cosa diresti a questa giovane futura sposa?
La vaccinazione non deve essere fatta o meglio può
essere fatta solo dopo la nascita del primo figlio
nell’eventualità che la coppia ne desideri un
secondo.
Non ci sono evidenze che la vaccinazione con MPR
provochi danni fetali se fatta durante la gestazione.
La vaccinazione può essere fatta subito con la
raccomandazione di far passare almeno quattro
settimane prima di iniziare una gravidanza.
Solo l’infezione da parotite contratta nel primo
trimestre di gravidanza è la causa principale di
malformazioni congenite, mentre il virus attenuato
presente nel vaccino non lo è. Pertanto può
vaccinarsi subito ed avere altrettanto subito la
desiderata gravidanza.
Soluzione n. 19
Non ci sono evidenze che la vaccinazione con MPR
provochi danni fetali se fatta durante la gestazione.
La vaccinazione può essere fatta subito con la
raccomandazione di far passare almeno quattro
settimane prima di iniziare una gravidanza.
MPR E DANNI FETALI: ABORTO E
ALTERAZIONI CONGENITE.
•L’85% dei neonati infettati nel 1°trimestre di gestazione sviluppano una
sindrome da rosolia congenita.
•La somministrazione del vaccino antirosolia singolo o associato in
gravidanza presenta un rischio di danno fetale
•Nessun caso di rosolia congenita si è verificato nelle 321 donne che per
errore sono state vaccinate tra le 4 precedenti e le 6 settimane
successive all’inizio della gravidanza.
•Anche senza evidenze di un rischio reale la gravidanza rimane una
controindicazione assoluta alla vaccinazione antirosolia.
•Dopo vaccinazione è raccomandato lasciare passare 4 settimane prima di
iniziare una gravidanza
•La vaccinazione eseguita in corso di gestazione non è una indicazione per
interrompere la gravidanza, si deve però garantire un’informazione
corretta della presenza do rischio teorico per il feto e assenza di un
rischio dimostrato.
Caso n. 20
Ad un workshop sul diabete un collega
endocrinologo avanza l’ipotesi di una stretta
relazione tra pancreatite da parotite/da
vaccino antiparotite e diabete mellito.
Quale delle seguenti affermazioni ritieni
corretta?
Esiste una relazione diretta tra pancreatite da
virus della parotite e diabete mellito. Non esistono
evidenze che dimostrino la stessa cosa dopo
vaccinazione con MPR.
Il danno pancreatico dopo infezione con virus parotitico e con
quello contenuto nel vaccino MPR non presenta significative
differenze da un punto di vista anatomopatologico, pertanto il
diabete mellito potrebbe essere una complicanza di entrambe
le condizioni.
La relazione tra pancreatite da parotite e diabete mellito è
una semplice speculazione. Non è stata dimostrata una
relazione causale tra le due patologie, al massimo è stata
evidenziata, in corso di parotite, un’iperglicemia transitoria e
reversibile. Tanto meno esiste una correlazione tra
vaccinazione MPR e danno pancreatico e successivo sviluppo
di diabete.
Soluzione n. 20
La relazione tra pancreatite da parotite e diabete mellito è
una semplice speculazione. Non è stata dimostrata una
relazione causale tra le due patologie, al massimo è stata
evidenziata, in corso di parotite, un’iperglicemia transitoria e
reversibile. Tanto meno esiste una correlazione tra
vaccinazione MPR e danno pancreatico e successivo sviluppo
di diabete.
MPR E DIABETE
• La pancreatite come complicanza della parotite
interessa il 4% dei casi, ma la relazione tra
pancreatite da parotite e diabete mellito rimane
speculativa.
• L’iperglicemia nella parotite è transitoria e
reversibile
• Nessuna associazione è stata stabilita dalla IOM
tra vaccino MPR e altri contenenti componente
parotitica e danno pancreatico e successivo sviluppo di
diabete.
Caso n. 21
In occasione di un incontro informativo con i genitori
sull’opportunità di vaccinare i propri figli con vaccino
MPR, ti viene posta la domanda se c’è correlazione
tra vaccino e decessi.
Quale risposta ritieni sia giusta e debba essere data
ai genitori?
Il rischio di decesso di un bambino sano dopo vaccinazione
con MPR esiste, ma è sicuramente più basso rispetto a quello
da malattia del morbillo.
Il rischio di decesso dopo vaccino MPR è da considerarsi
uguale a zero, infatti non ci sono segnalazioni di decessi
correlati alla vaccinazione stessa; mentre sono stati segnalati
isolati decessi in soggetti con grave immunodepressione
vaccinati con MPR.
Il rischio di decesso di bambini dopo vaccinazione con MPR è
reale e se questo si verifica è da mettere in relazione con la
gravità di eventi avversi come l’anafilassi e la trombocitemia.
Esiste la possibilità che dopo vaccinazione con MPR possano
verificarsi delle morti, ma la mortalità risulta molto bassa,
sicuramente inferiore rispetto a quella correlata alle singole
malattie.
Soluzione n. 21
Il rischio di decesso dopo vaccino MPR è da
considerarsi uguale a zero, infatti non ci sono
segnalazioni di decessi correlati alla vaccinazione
stessa; mentre sono stati segnalati isolati decessi in
soggetti con grave immunodepressione vaccinati con
MPR.
MPR E DECESSI
•La mortalità del morbillo è compresa tra 0,1 e 2 casi ogni
1000 quella della rosolia è di 1 caso ogni 30.000 e quella
della parotite è molto rara.
•Segnalati isolati casi mortali a seguito di vaccinazione
MPR in persone con grave immunodeficienza.
•Non sono stati segnalati decessi dopo MPR in persone
senza una grave immunodeficienza.
•La vaccinazione MPR è controindicata nelle persone con
grave immunodeficienza.
Caso n. 22
La mamma di un bambino di 6 anni viene presso il tuo
ambulatorio vaccinale e riferisce che ha timore a
vaccinare nuovamente suo figlio con una seconda dose
di MPR perché ha sentito che il rischio di reazioni
avverse aumenta grandemente.
Quale delle seguenti informazione ritieni corretta e
deve essere data alla mamma?
Le paure sono legittimamente fondate in quanto diversi studi
affermano che dopo una seconda dose di vaccino MPR la
frequenza di reazioni avverse è molto aumentata.
Le paure sono legittimamente fondate; la frequenza di
reazioni avverse, dopo la seconda MPR, aumenta notevolmente,
ma solo per le reazioni allergiche legate ai componenti del
vaccino e non alla replicazione virale.
La frequenza di reazioni avverse, non aumenta dopo la seconda
dose di MPR, mentre aumenta drasticamente se il vaccino
viene effettuato in un bambino che è già immune
naturalmente.
Gli eventi avversi legati alla replicazione virale, dopo la
seconda dose, sono molto meno frequenti rispetto alla prima e
le reazioni allergiche gravi sono eccezionali come dopo la
prima.
Soluzione n. 22
Gli eventi avversi legati alla replicazione virale, dopo la
seconda dose, sono molto meno frequenti rispetto alla
prima e le reazioni allergiche gravi sono eccezionali
come dopo la prima.
EVENTI AVVERSI CON LA SECONDA
DOSE DI MPR
•Dopo la seconda dose gli eventi avversi legati
alla replicazione virale sono molto meno frequenti
(10-20 volte di meno).
•Le reazioni allergiche gravi sono eccezionali sia
dopo la prima che la seconda dose
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effetti indesiderati del vaccino morbillo parotite e rosolia