principi dell’E.L.
bisogni
studi di linguistica
(implicazioni)
comunicazione
L’approccio didattico
in presenza di
disturbi di linguaggio
ritardi semplici,
metodologie e
tecniche concrete per
l’elaborazione di
interventi di sviluppo
delle abilità di base
(in riferimento alle
principali patologie
del linguaggio)
1997
non
verbale
fonologici,
verbale
disgrammatismi,
disgrafie, dislessie
disortografie ecc.
scritto e
parlato
derivati da: (minorazioni
sensoriali), insufficienza
mentale, psicosi infantili,
neurolesioni ecc.
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1
principi dell’E.L.
• La lingua nel curricolo ha carattere
trasversale
• E.L. significa considerare la lingua nella
varietà dei sui usi in relazione ai bisogni
• E.L. significa sviluppare le quattro abilità
• L’apprendimento linguistico è progressivo
e continuo
• Potenziamento della competenza
linguistica nell’ambito della competenza
comunicativa attraverso la
verbalizzazione e la semantizzazione
1997
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2
bisogni
• funzionali: riguardano le diverse
necessità della vita quotidiana al di
fuori della scuola
• curricolari trasversali: riguardano
l’apprendimento scolastico
• curricolari specifici: riguardano in
particolare la metalingua (e la
letteratura)
1997
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3
funzionali (1)
• routine di comunicazione sociale
•
•
•
•
•
•
contatto oculare al saluto
stringere la mano, sorridere
“Grazie”
“Per favore”
“Scusa”, “Come stai”, “Mi dispiace”
...
• informazioni sulla propria identità
•
•
•
•
•
•
•
1997
“Come ti chiami?”
“Qual è il tuo nome?”
“Dove abiti?”
“Quanti anni hai?”
“Sei sposato?”
“Ti va bene questa misura?”
...
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4
funzionali (2)
• abilità linguistiche di base
•
•
•
•
•
•
•
•
“Chi è questo?”
“Dov’è il quaderno?”
“Chi ne ha di più?”
“E’ mio”, “E’ tuo” ...
Uguale - diverso. Grande - piccolo...
“Non lo so”
“Di cosa hai bisogno?”
...
• espressione linguistica dei concetti di
base
•
•
•
•
1997
relazioni spaziali
numero, quantità, denaro,
relazioni temporali
salute, sicurezza e cambiamento
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5
funzionali (3)
• ascoltare inviti, richieste, istruzioni
• ascoltare semplici messaggi impersonali
trasmessi dai mass-media
• formulare richieste di chiarimenti
• prendere parte a una conversazione
informale ed esporre le proprie opinioni
• leggere testi regolativi (opuscoli,
regolamenti, avvisi ecc.)
• leggere semplici testi giornalistici
• produrre testi di maggior frequenza
sociale: moduli, lettere, bollettini ecc.
• ...
1997
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6
curricolari
• ascoltare spiegazioni e lezioni dell’insegnante (con
l’uso di linguaggi specialistici)
• riferire su quanto descritto , narrato o argomentato
• relazionare su un’esperienza o un lavoro
• prender parte a un dibattito - conversazione
• leggere tipi di testi diversi adattando diverse
strategie di studio
• produrre testi documentativi o rielaborativi
• scrivere testi aventi struttura analoga a quella
individuata nella lettura
• ...
1997
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7
SOCIOLINGUISTICA
Analisi dei rapporti tra lingua e società
•
L’insegnante dovrebbe in primo luogo essere in grado di
osservare e valutare le modalità che egli stesso mette in
atto nell’interazione comunicativa
•
Occorre prendere coscienza dei propri pregiudizi sulla
lingua ed individuare l’influenza che esercitano
sull’allievo
•
Rilevare a grandi linee il repertorio linguistico posseduto
dagli allievi in modo da basare su quello l’insegnamento
per portarlo ad uno standard più formale
•
Alla base dell’educazione linguistica devono stare
obiettivi correlati ad un appropriato uso della lingua in
una varietà di situazioni comunicative, scolastiche ed
extrascolastiche:
– b) momenti di addestramento ma anche situazioni
comunicative strutturate dove l’allievo possa trovare
soluzione ad un problema linguistico
– a) conoscere i bisogni comunicativi dell’allievo
1997
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8
PSICOLINGUISTICA
Analisi dei componenti psicologici
nell’acquisizione e nell’uso della lingua
•
Lo sviluppo del linguaggio è favorito, almeno fino ai 10 - 12
anni dal rapporto con esperienze operative e, anche in età più
avanzata, resta comunque legato ai bisogni reali
•
Occorre tener conto che alcune funzioni linguistiche richiedono
una piena padronanza dei concetti formali e il loro uso deve
essere proposto non prima dei 12 - 13 anni (metalinguistica)
•
Il feed-back nello sviluppo linguistico è di fondamentale
importanza: non dovrebbe per questo consistere in una semplice
correzione ma meglio in una riformulazione
•
La riflessione sul linguaggio usata dal bambino stesso ha, già in
età molto precoce, l’effetto di favorire lo sviluppo linguistico.
•
L’acquisizione della lingua è essenzialmente un fatto cognitivo e
non imitativo, pertanto devono avere un ruolo importante le
situazioni di “problem solving”.
•
Si dovrebbe insistere maggiormente sulle strutture semantiche
della lingua piuttosto che sugli aspetti superficiali (morfologia).
1997
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9
LINGUISTICA TESTUALE
Analisi della costruzione e dell’uso dei testi
nella comunicazione
• Testo: qualunque discorso, parlato o scritto, di
qualunque lunghezza, che costituisca un tutto
organico.
• Co - testo: ciò che sta attorno alla frase
• Contesto: ciò che è fuori dal testo
• Mondo del testo: ciò a cui si fa riferimento quando
si descrive il testo (intertestualità)
• Mondo presupposto dal testo: serie di conoscenze
condivise da emittente e destinatario (inferenze,
omissioni, deissi ecc.)
• Principi costitutivi
• Principi regolativi
•
La conoscenza della linguistica testuale è fondamentale
per l’insegnante per organizzare e graduare i testi
1997
Corso Biennale "Casa del Sole" - G. Prevedi
10
Principi costitutivi
•
coesione: insieme di relazioni semantiche che interconnettono
le diverse unità presenti all’interno del testo: in particolare si ha
coesione ogni qualvolta un elemento di un testo è interpretato in
funzione di un altro
•
coerenza: riguarda la struttura tematica del testo: un testo deve
avere un argomento, che rappresenta la “continuità“ o la sua
“omogeneità“; poi all’interno il testo deve articolarsi in
sequenze che, rispetto al tema (il già noto) introducano
differenze, cioè informazioni nuove: ciò che si dice intorno al
già dato (rema). Il rapporto tra tema e tema è soggetto a
restrizioni che assicurano la coerenza del testo
•
intenzionalità: produrre un testo coeso e coerente capace di
soddisfare le intenzioni dell’emittente
•
informatività: misura nella quale gli elementi testuali proposti
sono attesi o inattesi, oppure noti o ignoti/incerti
•
situazionalità: adeguatezza del testo, sia sul piano del
contenuto sia sul piano della realizzazione linguistica di tale
contenuto, alla situazione comunicativa (rispetto allo scopo, al
destinatario, al contesto)
1997
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11
coesione
• rapporti sintattici:
• pronomi e proforme (anafore, catafore,
deissi),
• connettivi,
• ellissi,
• strutture verbali,
• tempi, modi,
• punteggiatura,
• prosodia ( pause, ritmo, intonazione)
• rapporti semantici:
– Sinonimia (ripetizioni, sinonimi)
– Inclusione (iponimi, iperonimi)
– Opposizione (antinomia, complementarità,
reciprocità)
• rapporti grammaticali: genere, numero
1997
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12
coerenza
• continuità e omogeneità, tema e rema
• Il rapporto tra tema e rema è soggetto a restrizioni
che assicurano la coerenza del testo.
• Gli elementi nuovi che vengono introdotti devono
avere un qualche collegamento, esplicito o implicito
e comunque deducibile, con gli elementi già
presenti nel testo.
• Un cambiamento di situazione o di “mondo” (il
passaggio ad un altro mondo possibile) deve
comportare che la nuova situazione o il nuovo
mondo siano accessibili (o resi tali attraverso
elementi espliciti o chiaramente deducibili) alla
situazione o al mondo già rappresentati nel testo.
• Inferenze: apporto da parte del ricevente di
conoscenze appartenenti alla propria enciclopedia,
per ricostruire informazioni non esplicitamente
date.
1997
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13
Principi regolativi
• appropriatezza: accordo tra il
contenuto del testo e i modi in cui
vengono soddisfatti le condizioni
della testualità
• efficienza: facile decifrabilità, senza
particolari sforzi da parte
dell’interlocutore (leggibilità del
testo)
• efficacia: grado di avvicinamento
allo scopo proposto dall’autore
1997
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14
Intertestualità
• funzione: descrivere, narrare,
argomentare, esporre, regolare
• struttura: caratteristiche linguistiche
• mondo reale: letterari, scientifici,
ecc.
• referente: realistici, fantascientifici,
ecc.
• emittente: soggettivo, oggettivo
• stile: sportivo, cronaca, ecc.
1997
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15
Cooperazione testuale o
normalizzazione del testo
• aspettative rispetto all’argomento, alla situazione o
al contesto dell’interazione
• informazioni su testi analoghi, prodotti da situazioni
simili e dalla stessa persona
• proposizione dell’argomento presente nel titolo, nel
sommario ecc.
• l’uso di particolari accorgimenti (tipografici,
immagini, schemi ecc.) che segnalano le frasi o le
parole chiave
• la struttura retorica del testo che può in parte aiutare
a prevedere i contenuti semantici a livello globale
• la struttura schematica del testo, soprattutto se
rispondente a stereotipi
1997
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16
LINGUISTICA PRAGMATICA
analisi degli atti linguistici e dei contesti in
cui sono realizzati
(anche “microsociolinguistica” in riferimento
all’evento di interazione comunicativa)
• ATTO LINGUISTICO: la più piccola unità suscettibile di
essere un costituente di un’interazione comunicativa, ovvero
l’unità di comunicazione linguistica che il parlante può produrre
con un unica e precisa interazione e senza che vi si frapponga
l’intervento dell’ascoltatore
• Fattori: emittente, destinatario, messaggio, codice,
canale, referente.
• Situazione (variabili di interazione): argomento,
ruolo, tempo, luogo, presupposizione.
• Dare ampio spazio alle situazioni comunicative in
classe.
• Accentuare l’attenzione sugli elementi contestuali e
sugli scopi della comunicazione.
• Sostituire il concetto di correttezza con quello più
ampio di “appropriatezza”.
1997
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17
Situazione
• argomento
• ruolo:
– unidirezionale, bidirezionale, scambio
– sociale, psicologico
• tempo:
– durata
– frequenza
• luogo:
– vicinanza / lontananza (distanza)
• presupposizione
1997
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18
Presupposizione
(o sottinteso)
• Un atto linguistico, oltre a comunicare il suo
significato proposizionale e la sua “forza
illocutiva”, comunica anche presupposizioni che il
parlante assume come già note e che possono
essere facilmente ricostruibili dall’ascoltatore.
• Referenziale: il valore di verità di un
enunciato presuppone la verità di un altro
enunciato
• Pragmatica: l’atto di parola è appropriato
dal punto di vista della situazione
comunicativa
• Semantica: nella voce lessicale esiste una
parte di significato (tratto semantico)
presupposto.
1997
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19
Livelli d’analisi
• locutivo: proferire un enunciato
corretto
• illocutivo: proferire un enunciato
con una determinata funzione
comunicativa: le ragioni
dell’enunciato ci sono e sono
riconoscibili dal ricevente
• perlocutivo: effetti, volontari o
involontari, prodotti
dall’enunciazione sull’ascoltatore
1997
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20
atti illocutivi
(Searle, 1978)
• rappresentativi:
– affermare, asserire, spiegare, prevedere,
classificare
• direttivi:
– ordinare, comandare, richiedere, istruire,
implorare
• commissivi:
– promettere, giurare, garantire, offrire
• espressivi:
– ringraziare, congratularsi, scusarsi, fare le
condoglianze
• dichiaratavi:
– porre il veto, nominare
1997
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21
scritto e parlato
variazioni
i
n
f
o
r
m
a
l
i
t
à
parlato
scritto
f
o
r
m
a
l
i
t
à
variazione funzionale contestuale
1997
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22
scritto e parlato
caratteristiche (1)
PARLATO
•
SCRITTO
compresenza degli
interlocutori
presenza di altri mezzi di
comunicazione “non
verbali”
frequente ricorso a
deittici per rapporti:
– interni al testo
– tra testo e situazione
•
è differito
•
tutti i segnali che
accompagnano la c.o.
devono essere tradotti
occorre esplicitare tutto
ciò che nella c.o. può
essere lasciato implicito
o espresso tramite
deittici
•
possibilità di feed-back:
– verbale
– non verbale
•
•
correggibile
•
•
•
1997
•
la mancanza di f.b.
impedisce di modificare
il testo in funzione del
destinatario
deve prevenire il
fraintendimento
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23
scritto e parlato
caratteristiche (2)
PARLATO
•
•
•
lessicalmente più
povero: si serve
soprattutto delle parole
di maggiore frequenza
(occorrenza lessicale)
è discontinuo: presenza
di pause, esitazioni,
correzioni...
è frammentario e impone
strategie di
autoriparazione:
intercalari, segnali
generici, “mh”, “ehm”,
espressioni di ripresa
dopo le pause
1997
SCRITTO
•
è dissimmetrico rispetto
alla c.o.: non è solo
trascrizione ma richiede
ulteriori competenze
•
•
controllato/controllabile
chi scrive deve definire
ed esplicitare un
programma di lettura
(a causa dell’assenza di
retroazione)
•
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24
scritto e parlato
caratteristiche (3)
PARLATO
•
•
•
possiede espressioni di
“contatto”
scarsa pianificazione che
incide sui fenomeni di
concordanza, di
coerenza e di coesione
testuale
SCRITTO
•
è distanziato: scrivere
richiede anche capacità
di mediazione cosciente
che si interpone tra realtà
della situazione (il
vissuto) e l’atto stesso
dello scrivere; da uso del
linguaggio come
proiezione immediata
dell’io ad uno più
riflessivo e controllato:
presuppone il
superamento del
lingaggio egocentrico
altri aspetti dell’oralità
1997
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25
l’oralità
(origine)
• mistica
– onomatopee
– interiezioni
– voci spontanee
• naturale
– imitazioni sonore
– stretto legame parola - gesto:
parallelismo dello sviluppo tecnico e
linguistico, operatività e simbolicità,
faccia e mano come mediatori con
l’ambiente
• convenzionale
– convenzionalità e arbitrarietà
1997
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26
l’oralità
(aspetti)
• forte motivazione
• le parole concrete sono assai più
numerose di quelle astratte
• il lessico è relativamente povero e
polivalente
• semplicità sintattica
• forte presenza di elementi
paralinguistici e cinesici
1997
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27
• forte motivazione
– (l’opposto di “arbitrarietà“)
– fonetica: suono connesso al significato;
icone acustiche e onomatopee
– semantica: significati connessi ad altri
significati (somiglianza - metafora,
contiguità - metonimia). Aspetti che
seguono spesso la “corporalità“ per un
mondo concepito animisticamente,
come proiezione di sé in una
costruzione egocentrica
• il lessico è relativamente
povero e polivalente
– relazione con i bisogni conoscitivi e
comunicativi
– il reale è percepito in termini unitari e
più semplici
1997
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28
• le parole concrete sono assai
più numerose di quelle astratte
– il nome permette di evocare la cosa
– idea di legame “essenziale” e non solo
“formale” tra le parole e le cose
– nominalizzazione e cosmogonie
– concezione magico - animistica della
lingua (sostanzialistica)
• semplicità sintattica
– si evitano le costruzioni e le relazioni
complesse
– adesione alla sequenza degli
avvenimenti
– uso della giustapposizione senza la
rielaborazione degli eventi
– semplicità legata al linguaggio originale
dei gesti
– tendenza sintetico globalistica dei
linguaggi orali originali
1997
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29
• forte presenza di elementi
paralinguistici e cinesici
– gesti e suoni completano e precisano il
linguaggio
– il linguaggio continua ad essere legato
al corpo e alla concretezza
– la lingua, più che una realtà interiore, è
una realtà visibilmente corporea, legata
all’agire e al manifestarsi della persona
• principali linguaggi extaverbali
–
–
–
–
–
–
–
–
1997
contatto corporeo
utilizzo dello spazio
tono neuromotorio
sguardo
la voce (tono, ritmo)
gesto
prossemica
cinesica
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30
ascoltare
(competenze)
• tecnica: aspetti esteriori, fisici del codice,
competenza fonologica, discriminazione
• semantica: rapporti tra significati e
significanti con la mediazione della propria
enciclopedia
• sintattica e testuale: rapporti sull’asse
sintagmatico (in un enunciato o in un testo)
• pragmatica: rapportare le informazioni con
le caratteristiche della situazione comunicativa
• selettiva: utilizzare un messaggio per un
determinato scopo
1997
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31
tecnica:
• fonemi e contrasti
fonemici
• intonazioni, ritmo,
accenti ...
• (in funzione
dell’atteggiamento
generale del parlante)
semantica:
• distinzione fonema monema
• prevedibilità (ipotesi
di interpr.)
• tratti sopresegmentali
(prosodia)
• funzioni
• deissi
• accettabilità /
inaccettabilità
• lessemi noti / non noti
sintattica e testuale:
• ordine degli item,
concordanza,
funzionali
1997
• individuazione dei
referenti
• normalizzazione del
testo
pragmatica:
• scopi (espliciti e
impliciti, ruolo e
punto di vista del
parlante)
• informazioni esplicite
• inferenze
• gerarchia delle idee
(principale, secondaria
ecc.)
• feed-back
selettiva:
• scambio di ruolo
• ascolto diretto
• canale
• scopi
• contesto
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32
parlare
(competenze)
• ideativa: pianificare il contenuto del proprio
messaggio
• pragmatica: adeguare la produzione alla
situazione comunicativa
• sintattica e testuale: produrre frasi
sintatticamente accettabili e testi dotati di coerenza
e senso
• semantica: scegliere modalità adatte al
significato che si vuole comunicare e allo scopo che
si vuole perseguire
• tecnica: aspetti esteriori, fisici del codice,
competenza fonologica, produzione
1997
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33
ideativa:
• scopo
• oggetto
• elemento centrale /
accessori
• pianificazione
pragmatica:
• selezione delle
informazioni
• organizzazione
• scelta del lessico
• modalità, intonazione,
enfasi
• livello di ridondanza
• ritmo, pause
• linguaggi extraverbali
• registro, sottocodice,
stile
• esplicitazioni
(presupposizioni)
• feed-back,
• deittici
• canale
1997
sintattica e testuale:
• esplicitazione degli
elementi necessari
• concordanza, ordine
degli item, pause,
funzionali
• proforme, deittici
• tempi verbali
• espressioni di
collegamento
semantica:
• richiamare aree
semantiche
• selezionare lessemi
specifici
• intonazione
tecnica:
• pronuncia
comprensibile
• tono, ritmo,
• prossemica (e
posizione)
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34
leggere
• La lettura è un processo di riduzione delle
incertezze, basato fondamentalmente sulla
ridondanza: i lettori fanno uso di tutte le
forme disponibili, all’interno del
linguaggio scritto, di ridondanza
ortografica, sintattica e semantica per
ridurre la loro indipendenza dalle
informazioni visive. L’informazione può
essere considerata come una riduzione di
incertezza, intendendo per incertezza il
numero di alternative tra le quali il lettore
può scegliere. (Smith, 1978)
1997
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35
leggere
• “Se comprendiamo che il cervello è
l’organo umano di elaborazione
dell’informazione; che il cervello non è
prigioniero dei sensi ma che controlla gli
organi sensoriali e usa selettivamente
l’input che da essi riceve; allora non ci
sorprenderà che quello che la bocca dice
nella lettura ad alta voce non è quello che
l’occhio ha visto ma quello che il cervello
ha prodotto perché la bocca lo dica”.
(Kenneth Goodman, 1977)
1997
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36
leggere
(competenze)
• tecnica: aspetti esteriori, fisici del testo scritto
• semantica: rapporto tra significanti e
significati attraverso la mediazione delle proprie
esperienze personali e modelli concettuali
• sintattica: cogliere sull’asse sintagmatico i
rapporti degli item
• testuale: cogliere gli elementi che distinguono
il testo dal “non testo”
• pragmatico-comunicativa:
ricostruire il testo, individuazione dello scopo,
punto di vista ecc.
• rielaborativa-valutativa:
riutilizzazione del testo, dare giudizi
1997
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37
tecnica:
• rapporto segno suono
• prevedibilità di
combinazioni tra segni
probabili
• artifici tipografici
lettura ad alta voce
• combinazione segni catene sonore simili al
parlato
lettura silenziosa
• combinazione segni immagini mentali
semantica:
• lessemi noti / non noti
• morfemi (numero,
genere, grado, tempo,
aspetto, modo, ecc.)
1997
sintattica:
• rapporti tra i sintagmi
• funzioni
• proforme
testuale:
• coesione
grammaticale
• coesione lessicale
• rapporti semantici tra
unità testuali
pragmaticocomunicativa:
• referente
• presupposizione
• mezzo
• intertestualità
(rielaborativa-valutativa)
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38
scrivere
(competenze)
• ideativa: pianificare, selezionare, collegare gli
elementi del testo in funzione del destinatario,
scopo, funzione ecc.
• pragmatica: valutazione e consapevolezza
delle intenzioni, situazione comunicativa, scopi
• testuale: adeguatezza, coerenza, ecc.
• sintattico-semantica: appropriatezza,
accettabilità
• tecnica: aspetti fisici e significati del codice
1997
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39
tecnica:
•
•
•
•
•
•
grafia
ortografia
relazione grafema fonema
spaziatura
completezza della parola
ordine grafico,
impaginazione
revisione - correzione
•
•
•
tono (neutro - emotivo)
ridondanza
impaginazione, grafica
...
testuale:
•
•
proforme e deissi
coesione grammaticale e
lessicale
scansione dei paragrafi
tema - rema
revisione del testo
ideativa:
•
•
•
•
sintattico-semantica:
•
•
•
scopo, oggetto, elemento
centrale, informazioni
accessorie,
successione dei paragrafi
prevedibilità
pragmatica:
•
•
•
•
•
•
destinatario, referente,
funzione, canale ecc.
esplicitazioni (livello)
atti linguistici
sottocodice, registro,
stile
oggettivo - soggettivo
reale - fantastico
1997
•
•
•
•
•
•
•
modalità
morfemi
punteggiatura: modalità
(“!”, “?”), enfatizzare
rapporti lessemi sintagmi (ordine,
punteggiatura,
funzionali)
rapporti tra frasi
(funzionali e espressioni
di collegamento
tempi e modi verbali,
ordine, interpunzione
aree semantiche
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40
le quattro abilità
competenze
tecnica
ascoltare parlare
leggere scrivere
semantica
sintattica
(testuale)
pragmatica
ideativa
selettiva
(rielaborativa)
1997
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41
disturbi di linguaggio
• classificazioni
(sindromi)
– disfonica (voce)
– dislalica
(pronuncia)
– disartrica
(spastici)
– disfemica
(parlato)
– dislessia (lettura)
– oligofrenica (i.m.)
– audiogena
(sordità)
– afasica
(comunicazione)
– ritardo semplice
(linguaggio)
1997
• cause
– organiche
• encefaliche
• organi sensori
• organi motori
– funzionali
– emotivorelazionali
• funzioni
– realizzatrice
(integrità
anatomofunzionale)
– ordinatrice (mezzi
cognitivi)
– “appetitiva”
(motivazione)
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42
ICDH (Disabilità)
Classificazione internazionale delle menomazioni, delle
disabilità e degli svantaggi esistenziali (OMS 1980)
• Disabilità nella comunicazione
– disabilità nel parlare
– comprensione del discorso
– discorrere
– altre
– disabilità nell’ascoltare
– ascoltare il discorso
– altre
– disabilità nel vedere
– prove visive macroscopiche
– individuazione dei dettagli
– altre
– altre disabilità nella comunicazione
– scrivere
– altre
1997
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43
ICDH (Menomazioni)
Classificazione internazionale delle menomazioni, delle
disabilità e degli svantaggi esistenziali (OMS 1980)
• Menomazioni del linguaggio
– menomazioni delle funzioni del linguaggio
• menomazione grave della comunicazione
• menomazione della comprensione e
dell’uso del linguaggio
• menomazione delle funzioni extra e sub
eloquio
• menomazione di altre funzioni dell’eloquio
• altre menomazioni dell’apprendimento
– menomazioni della favella
• disturbo di produzione della voce
• altre menomazioni della produzione vocale
• menomazione della struttura della favella
• alterazione del contenuto della favella
• altre menomazioni della favella
1997
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44
Pragmatica della
comunicazione
• impossibilità a non comunicare: il
comportamento è comunicazione
• contenuto (informazione) e relazione
(comportamento): la relazione orienta
l’interpretazione dell’informazione, collocandosi
come elemento di metacomunicazione
• analogica: possiede semantica ma non è dotata di
sintassi in grado di ridurre l’ambiguità
• numerica: possiede sintassi complessa ma scarsa
semantica di relazione
• ciascuno interpreta la relazione
comunicativa
• assunzione di ruolo: simmetrica /
complementare
1997
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45
alcuni mediatori...
• telefono
– segreteria
telefonica
– “cellulare”
• fotografia
– documento
d’identità
– fotoromanzo
– illustrazioni
(descrizioni)
1997
• registratore
– interviste
– appunti
– dialoghi
• videocamera
– cortometraggio
– videobox
• computer
–
–
–
–
internet
videoscrittura
giornale
opuscolo
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46
medium e tecnologia
• “Le tecnologie sono modi per tradurre un
tipo di conoscenza in un altro: queste
tecnologie devono ricorrere a
semplificazioni, tanto che si potrebbe dire
che la tecnologia è chiarezza, ovvero, la
traduzione sarebbe un’espressione
semplificata delle forme di conoscenza
• Tutti i medium sono metafore attive in
quanto hanno il potere di tradurre
l’esperienza in nuove forme: la parola
parlata è stata la prima grazie alla quale
l’uomo ha potuto lasciare andare il suo
ambiente per afferrarlo in modo nuovo
(M. Mc Luhan, 1977)
1997
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47
riduzioni
• Le caratteristiche del medium
contenitore (tecnologia) influiscono
decisamente sul medium che
contengono (linguaggio verbale)
tanto da modificarne il campo di
variazione: ne deriva uno scarto tra
aspettative degli interlocutori e
situazione imposta dal medium contenitore
1997
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48
un’ipotesi
• filtri
analizzatori
• isomorfi
• conduzione
forzata
• reticolo
• criteri
funzionali
• gradi di libertà
• variabili
• bidimensionali
tridimensionali
1997
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49
giochi
altezza della voce
–
–
–
–
–
–
–
–
–
1997
bisbigliare
mormorare
borbottare
balbettare
esclamare
gridare
strillare
strepitare
urlare
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
grado zero
tra sé
sottovoce
tra i denti
piano
sommessamente
a mezza voce
chiaramente
forte
ad alta voce
a voce spiagata
a squarciagola
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50
giochi: i toni
Lo stesso testo viene ripetuto con diversi toni
di voce (registro - stile)
•
•
•
•
•
•
•
•
•
comiziante
lettore
avvocato
timido
ironico
arrabbiato
convincente
dubbioso
inquisitorio
1997
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
spaventato
acido
imperativo
allusivo
insinuante
piagnucoloso
militaresco
strafottente
orgoglioso
umile
...
Corso Biennale "Casa del Sole" - G. Prevedi
51
giochi
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
La distanza
Il play-back
Lo schermo
La radio
Il telefono
Le espressioni
Gesto / voce
Finto dialogo
I forestieri
Le situazioni
I mestieri
1997
• Le situazioni
• Il finto dialogo
• Cambio di
destinatario
• Il nuovo
arrivato
• Giochi di ruoli
• Il destinatario
sbagliato
• L’errore di
argomento
Corso Biennale "Casa del Sole" - G. Prevedi
52
metodi tradizionali:
sintetici
•
•
•
•
corrispondenza tra l’orale e lo scritto
corrispondenza tra il suono e la grafia
si procede dalla “parte” al “tutto”
gli elementi minimi dello scritto sono le
lettere (poi, per il parlato, i fonemi)
• prerequisiti:
– pronuncia corretta per evitare
confusione tra fonemi;
– grafie di fonemi simili devono apparire
separatamente
• si insegna una coppia grafema - fonema
per volta
• successione nella lettura: meccanica
(decifrazione), intelligente (comprensione),
espressiva (intonazione)
1997
Corso Biennale "Casa del Sole" - G. Prevedi
53
metodi tradizionali:
analitici (globale)
• riconoscimento globale della parola o della
proposizione: l’analisi degli elementi che
la compongono è un lavoro posteriore
• iniziare da unità significative per il
bambino (ideo - visuale)
• è un metodo prettamente visivo (mentre
quello sintetico sarebbe essenzialmente
uditivo)
• in ogni caso deve fare riferimento:
– alla competenza linguistica del bambino
– alle sue capacità cognitive
1997
Corso Biennale "Casa del Sole" - G. Prevedi
54
punti cardine della teoria piagetiana (1)
• se il bambino ha:
– una buona lateralizzazione;
– un equilibrio emotivo adeguato;
– una buona discriminazione visiva e
uditiva;
– un Q.I. nella norma;
– una articolazione adeguata
– ...
• allora è anche possibile che apprenda a
leggere e a scrivere senza difficoltà. In
sintesi: se tutto va bene, anche
l’apprendimento andrà bene ...ma:
• una correlazione positiva non è una
correlazione causale
1997
Corso Biennale "Casa del Sole" - G. Prevedi
55
punti cardine della teoria piagetiana (2)
• uno stesso stimolo (un oggetto) non è lo
stesso a meno che non lo siano anche gli
schemi assimilatori a disposizione
• al centro del processo sta il soggetto di
apprendimento e non ciò che conduce a
tale apprendimento (il metodo), o chi lo
trasmette (l’insegnante)
• il metodo (azione specifica dell’ambiente)
può aiutare o frenare, facilitare o rendere
difficile l’apprendimento ma non può
crearlo
• le proprietà dell’oggetto saranno più o
meno osservabili per un soggetto in
ragione dello sviluppo degli schemi
interpretativi posseduti.
1997
Corso Biennale "Casa del Sole" - G. Prevedi
56
punti cardine della teoria piagetiana (3)
• errore costruttivo: il cammino verso la
conoscenza non è lineare ma procede
attraverso ristrutturazioni graduali,
alcune delle quali sono erronee rispetto al
punto finale, ma costruttive per giungere
ad esso
• conflitto cognitivo: la presenza di un
oggetto di conoscenza non assimilabile
costringe il soggetto a modificare i suoi
schemi assimilatori, ossia a compiere uno
sforzo di accomodamento tendente ad
incorporare ciò che non era assimilabile
• area prossimale: occorre aiutare il
soggetto a procedere nel senso di una
nuova assimilazione
1997
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57
ipotesi sulla scrittura
a quattro anni
• non è soltanto un tratto o un segno ma
anche un oggetto simbolico, una
rappresentazione
• ... ma non ancora come rappresentazione
della lingua parlata (formalismo)
• il disegno è ancora la forma privilegiata
della rappresentazione grafica
• inizia a stabilire le differenze tra disegno e
scrittura e, parallelamente tra immagine e
testo
• successivamente il bambino inizia ad
esplorare nuove soluzioni (di ipotesi sulla
scrittura)
1997
Corso Biennale "Casa del Sole" - G. Prevedi
58
“iconica”
• La lettura riceve significato dall’immagine
che l’accompagna
• i significati vengono percepiti come simili,
cambiano i significanti
• non è ancora linguaggio scritto
• agli oggetti grandi corrisponde una
scrittura proporzionale alla loro grandezza
• spesso, a fianco dei disegni, per garantire il
significato, viene scritto un “testo” con
tratti grafici che ricordano la scrittura
dell’adulto
1997
Corso Biennale "Casa del Sole" - G. Prevedi
59
“il nome”
• vengono eliminati gli articoli quando si
tanta una predizione del contenuto del
testo, sono presenti invece quando si
prende come riferimento l’immagine
• ipotesi del nome: dove il testo conserva
soltanto uno degli elementi rappresentabili
(nome dell’oggetto)
• inizia l’indipendenza dall’immagine ma no
è ancora rappresentazione grafica del
linguaggio
1997
Corso Biennale "Casa del Sole" - G. Prevedi
60
“grafico non - iconico”
• il riconoscimento del tipo e delle forme
delle lettere appare solo con la possibilità
di conoscere modelli trasmessi socialmente
(es. iniziali dei nomi)
• nella prima differenziazione tra immagine
e testo vengono trascurate alcune
caratteristiche differenziali del testo stesso
(lettere - numeri - interpunzione ...)
• solo successivamente si passa a prendere in
considerazione le caratteristiche formali
dello scritto
1997
Corso Biennale "Casa del Sole" - G. Prevedi
61
proprietà minime scoperte dal
bambino (1)
• necessità di una quantità minima di
grafismi per consentire un atto di lettura
(ipotesi della quantità)
• produzione di due categorie applicata a
diverse grafie (numeri, lettere, segni ...):
leggibile, non leggibile in funzione della
quantità (almeno tre)
• anche se non si tratta di un problema
percettivo ma concettuale
• il leggibile generalmente viene definito
“lettera”, il non leggibile “numero”; ciò a
prescindere dalle proprietà specifiche ma
dal fatto di essere raggruppato o isolato
1997
Corso Biennale "Casa del Sole" - G. Prevedi
62
proprietà minime scoperte dal
bambino (2)
• non vengono differenziati i tratti pertinenti
di ogni tipo di grafismo
• la necessità di distinguere i significati
appare espressa nella differenza dei
significanti (varietà delle grafie)
• le caratteristiche specifiche della scrittura
si trasformano in osservabili quando
vengono incorporate all’interno di un
sistema come “necessarie”
1997
Corso Biennale "Casa del Sole" - G. Prevedi
63
indicatori
• distinzione tra leggere e guardare (azioni
specifiche o non specifiche rispetto al
testo)
• Indici esteriori: direzione e tempo di
fissazione dello sguardo (presupposto:
accettare la lettura silenziosa come atto di
lettura)
• raccontare - leggere: si racconta
un’immagine, si legge un testo (distinzione
implicita: disegnare, scrivere)
1997
Corso Biennale "Casa del Sole" - G. Prevedi
64
quale corrispondenza
nell’emissione con le varie “parti”
della scrittura? (1)
• ipotesi sillabica: ripartizione della parola
rispetto alle sue sillabe. Solo in questo
momento la scrittura diviene direttamente
connessa al linguaggio in quanto modello
sonoro con proprietà specifiche e differenti
rispetto all’oggetto di riferimento
• conflitto con le precedenti ipotesi (della
quantità minima necessaria e del nome)
• nuovo conflitto con l’ipotesi sillabica: non
tutte le grafie possono essere interpretate
• abbandono dell’ipotesi sillabica per quella
alfabetica
1997
Corso Biennale "Casa del Sole" - G. Prevedi
65
quale corrispondenza
nell’emissione con le varie “parti”
della scrittura? (2)
• relazione tra il tutto e le parti: quando
l’unità d’analisi è la proposizione si pone
un nuovo problema e non sempre si
ammette che tutte le parole che la
compongono siano necessariamente scritte
in un frammento autonomo di scrittura
• il verbo transitivo rappresenta una
relazione tra attore dell’azione e ricevente
e con difficoltà il bambino capisce che può
essere rappresentato in un frammento
isolato
• analogo problema per l’articolo (che del
resto non regge nemmeno all’ipotesi della
quantità minima)
• emerge il problema di “ciò che avanza” ...
1997
Corso Biennale "Casa del Sole" - G. Prevedi
66
convenzioni
• due convenzioni particolari:
• l’ortografia
• la separazione tra le parole
• caratteristiche dei bambini
– rigorosa coerenza che esigono da
se stessi:
• non si possono ripetere lettere uguali
• si possono usare solo “x” caratteri
• bisogna esprimere differenze di
significato attraverso differenze nel
risultato oggettivo
1997
Corso Biennale "Casa del Sole" - G. Prevedi
67
percorso
• logica interna del procedimento
seguito (distinzioni):
– grafico - iconico
– grafico - “non iconico”(grafie):
– non lettere
– lettere:
• ipotesi sillabica
• analisi fonetica
• analisi ortografia
1997
Corso Biennale "Casa del Sole" - G. Prevedi
68
Scrivere non vuol dire copiare un
modello dato
• l’ordine nell’apprendimento della scrittura
e della lettura nei bambini può variare in
dipendenza delle ipotesi che questi sono in
grado di fare
• lasciare comunque scrivere il bambino
attraverso un suo sistema (anche se diverso
da quello alfabetico) in modo che possa
individuare ragioni valide per sostituire le
proprie ipotesi con le nostre
• impedendo di scrivere (di verificare le sue
ipotesi) ed obbligandolo a copiare (cioè
ripetere quanto tracciato da altri, senza
comprenderne la struttura) impediamo al
bambino di imparare e scoprire da solo
1997
Corso Biennale "Casa del Sole" - G. Prevedi
69
disturbo di apprendimento
della lettura
• reazioni al disturbo: disagio, insicurezza,
rifiuto
• effetti evidenti: lentezza, incertezze,
esitazioni, ripetizioni, errori
• frequenti conseguenze sulla strutturazione
dell’autostima (l’inabilità viene spesso
attribuita a pigrizia, cattiva volontà,
mancanza di interesse)
• il “dislessico” non compie
sistematicamente lo stesso tipo di errore ed
ha un livello di lettura variabile
• tutti gli sforzi sono volti a decifrare le
lettere e le parole tanto che il significato
del testo gli sfugge: impossibile di
conseguenza il riassunto della lettura
1997
Corso Biennale "Casa del Sole" - G. Prevedi
70
errori fondamentali
• confusione /inversione di forme uguali
topologicamente (p/q; b/d; u/n; a/e ...)
• mancata discriminazione tra forme che
differiscono leggermente (m/n; c/e; ...)
• confusione tra fonemi simili (/p//b/; /t//d/;
/f//v/; /s//z/ ...)
• inversione di lettere e di sillabe (il/li; al/la;
da/ad...)
• sostituzione di parole con altre simili per
suono o per forma grafica (mano/nano;
casa/cassa...)
• omissione di lettere o di parole che
presentano difficoltà
• tendenza ad “indovinare” nel tentativo di
dare un senso alle parole che non si riesce
a leggere
1997
Corso Biennale "Casa del Sole" - G. Prevedi
71
modelli evolutivi
Seymour - Frith
• stadi:
– pittografico
– logografico
– alfabetico
– ortografico
– lessicale
• il passaggio attraverso stadi successivi non
corrisponde all’abbandono dei precedenti
• il trattamento del disturbo deve considerare
lo “stadio” e la “via” prevalente
1997
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72
logografico
• preceduto dal pittografico, per un limitato numero
di parole che appartengono al vocabolario visivo
• prescolare e primo anno
• riconoscimento della parola nella sua forma
“globale” o in base ad alcuni “indizi” formali
(lettera iniziale, tipo di carattere ...)
• non sono ancora sviluppate le abilità relative alla
specificità della lingua
• difficoltà:
– coordinamento visuo-motorio (sx-dx)
– discriminazione visiva
– discriminazione uditiva
– percezione dell’ordine temporale
– corrispondenza grafema fonema
– MBT: lettura “lettera per lettera”
1997
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73
alfabetico
• primo ciclo
• scoperta della relazione (indipendente dal
significato) che esiste tra la forma verbale
e la forma scritta
• la relazione è mediata dal codice
(alfabetico)
• acquisizione della tabella dei valori di
conversione tra i due codici
• capacità di lettura di parole e non-parole
• consapevolezza fonemica
• difficoltà:
– sostituzioni
– omissioni
– aggiunte
– inversioni
1997
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74
ortografico
(1)
• scoperta delle regolarità nella mappatura
grafema - fonema:
– contesto (e asse sintagmatico)
– ricorsività
• capacità di segmentazione
– digrammi - trigrammi
– radici / morfemi
• graduale abbandono della via fonologica (o
perdita d’importanza) a favore della via
visiva, più veloce, piè economica (in
termini di processi) e più efficiente
1997
Corso Biennale "Casa del Sole" - G. Prevedi
75
ortografico
(2)
• ciò permette:
• di diminuire il numero delle
fissazioni oculari
• di aumentare il numero di parole
coperte da un’unica fissazione
• di diminuire il lasso di tempo tra le
fissazioni
• di diminuire il numero di regressioni
oculari
• disturbi:
– nella codifica - decodifica di gruppi di
lettere, in particolare quelle che
presentano peculiarità ortografiche o
lessicali
1997
Corso Biennale "Casa del Sole" - G. Prevedi
76
analisi ortografica
(1)
• identificazione della forma complessiva
della parola o del suo perimetro esterno
• segmentazione grafemica della stringa, che
avviene a più livelli contemporaneamente e
comprende:
– identificazione delle singole lettere,
processo che avviene in parallelo
attraverso la computazione degli
attributi formali
– categorizzazione delle lettere,
identificate attraverso l’analisi dei loro
attributi formali, ovvero la loro
trasformazione in un codice astratto che
consente di estrarre le invarianze
strutturali
1997
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77
analisi ortografica
(2)
• codifica della posizione relativa di ogni
lettera all’interno della stringa in modo da
poter ricostruire l’ordine sequenziale.
(Necessaria perché l’identificazione
iniziale procede in parallelo influenzata
dalle convenzioni della lingua es: sx - dx
• Processo che procede per moduli
specializzati e che lavorano in parallelo,
automatizzati e relativamente impermeabili
ai livelli cognitivi più alti (scarsa
consapevolezza e modificabilità del lavoro
svolto)
1997
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78
lessicale
• si scrivono direttamente le parole senza
applicare le regole di conversione grafema
- fonema (salvo che per le parole
sconosciute, o a bassa frequenza, o non parole)
• prerequisiti:
– consapevolezza fonologica
– fusione fonemica
– memoria verbale B.T.
– discriminazione visiva e orientamento
spaziale
• disturbi: errori categoriali (funzioni) e
sostituzione di parole (errori semantici)
1997
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79
il doppio accesso lessicale
• via lessicale
diretta (o visiva
- globale):
• via fonologica
(scomposizione
in grafemi):
• codifica grafemica
(riconoscimento di
alcuni garfemi)
• riconoscimento
della parola
• (comprensione del
significato*)
• pronuncia finale
• (* semantica - non
semantica)
• riconoscimento
dei singoli grafemi
• associazione
grafema - fonema
• unione (sequenza
di fonemi)
• individuazione del
significato
1997
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80
valutazione delle difficoltà di lettura
• prove M.T.
• modello evolutivo U. Frith:
– lettura di singole lettere, parole isolate,
non-parole isolate, frasi, parole con
accentazioni regolare e irregolare,
parole di diversa categoria
grammaticale e parole con struttura
morfologica
– lettura di un testo (correttezza e
rapidità)
– decisione lessicale
– comprensione di parole omofone e
discriminazione di frasi omofone
– comprensione di un testo
1997
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81
processi mentali
1, 3: osservabili (comportamentisti)
2: non osservabili (cognitivisti)
1
2
3
stimolo
operazioni
risposta
ambiente
mentali
organismo
“scatola nera”
1997
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82
permanenza
dello stimolo
stimolo
v: 1/4 sec.
primo stadio
msv
msu
u: 1-2 sec.
memoria di
lavoro
analizzatore delle
caratteristiche
distintive
secondo stadio
(memoria breve termine)
magazzino
grafemi - fonemi
confronto
(seriale e
parallelo)
identità:
fisica
nominale
(memoria lungo termine)
regole
terzo stadio
memoria semantica
risposta
1997
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83
fissazioni oculari
•
TESTO:
ERA UNA NOTTE BUIA E TEMPESTOSA
•
1 fiss.
ERA UNA NOTTE
•
2 fiss.
•
3 fiss.
1997
NOTTE BUIA E TEPE
E TEMPESTOSA
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84
psicologia sperimentale
• l’occhio lavora a salti di 1/4 di sec. circa
• ogni fissazione è di circa 10/12 battute
• vediamo lettere con gradi diversi di chiarezza
(vicinanza al punto di fissazione)
• lo spostamento oculare è di 8/9 caratteri (ogni
fissazione contiene circa il 50% dei caratteri
percepiti nella fissazione prec.)
• ci sono ritorni all’indietro e salti più importanti alla
fine di ogni riga
• se le lettere sono presentate a caso si identificano si
identificano non più di 4/5 item
• se lo stimolo sono “parole” si può arrivare fino a
dodici
• se c’è organizzazione sintattica si può arrivare a
quattro parole o a 20 lettere
• quello che si vede quindi dipende dal livello di
organizzazione dello stimolo
1997
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85
memoria sensoriale uditiva
– non cambia in funzione dell’età, quindi
se le difficoltà nell’apprendimento della
lettura sono derivate da questo
problema occorre essere scettici nel fare
riferimento alle tappe evolutive per la
rieducazione
– i dislessici ricordano in media peggio
– e in particolare gli item nelle ultime
posizioni
1997
Corso Biennale "Casa del Sole" - G. Prevedi
86
memoria sensoriale visiva
• dura più a lungo nei dislessici
• i dislessici impiegano più tempo dei
normali a trasferire l’informazione letta
dalla msv alla mbt: ciò causa un
“sovraccarico” nella memoria sensoriale
incapace di smaltire le lettere che contiene
• la metodologia dovrebbe permettere
un’adeguata codificazione delle lettere in
modo da ovviare al sovraccarico (lettura
verticale)
1997
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87
metodologie storiche
• Alfabeto di apprendimento iniziale: uso dei
colori per sillabe diverse
• Metodo impressivo: leggere il materiale
all’unisono. Il bambino dovrebbe seguire
col dito le parole lette senza avvantaggiarsi
o ritardare. L’insegnante non deve
preoccuparsi del riconoscimento delle
parole e non deve utilizzare eventuali
figure di supporto. Successivamente il
bambino farà domande sul testo appena
letto
• Costruire tutte le lettere utilizzando solo tre
simboli: O I < , un metodo che costringe ad
analizzare le caratteristiche delle lettere
1997
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88
la ricerca visiva
• confronti tra le lettere presentate e lettere
in memoria e successiva discriminazione
• confronto visivo tra lettere presentate e
lettere in memoria (A, A)
• confronto nominale (A, a)
• confronto tra lettere fisicamente simili (C,
D; F, E ...)
• confronto simultaneo di più lettere
• confronto e riconoscimento di sillabe
nell’insieme di altre
• (LETTURA VERTICALE)
1997
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89
riferimenti
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
fattori genetici
lateralità
schema corporeo
spazio
tempo
ritmo
disturbi affettivi
astrazione
specializzazione emisferica
memoria sensoriale visiva e uditiva
1997
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90
scuole
• neurologica:
– correlazioni con le lesioni cerebrali
– disturbo a base costituzionale ed
ereditaria
• psicoanalitica:
– disturbo comunicativo conseguente a
problemi affettivi: l’attenzione è posta
sul rapporto educatori - bambino
– Mucchielli e Bourcier: disturbo di
relazione “bambino - ambiente”
• cognitiva:
– cattivo funzionamento dei processi di
codificazione - decodificazione
– studi su MSV, MSU, MBT, emisferi...
1997
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91
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1997 - lettura animata e varie amenità