Mondi sognati
Inception
(C.Nolan, 2010)
Tra cinema è sogno
Christopher Nolan
e la cinematografia degli stati alterati
“Inception”, vale a dire?
Inception, n.
Inceptĭo, inceptionis
• inizio m.,
• principio m.
s. f. III decl.
Dizionario Hazon, Garzanti
Dizionario IL, Castiglioni-Mariotti
• cominciamento, inizio,
principio;
• impresa, disegno.
Un “heist movie”…
Dominic Cobb: l’estrattore, un professionista
in grado di "estrarre" segreti dalle menti delle
persone mentre queste dormono, infiltrandosi
nei loro sogni tramite un apparecchio a timer
in suo possesso, che permette a un gruppo di
persone di partecipare a un "sogno condiviso".
Arthur: il manovratore, si occupa di
realizzare concretamente il piano lavorando
sui particolari, facendo in modo che tutto
proceda secondo i piani.
Eames: il falsario, dotato di notevole confidenza
con il mondo dei sogni, ha già collaborato con
Cobb; è in grado di crearsi delle false identità
durante il sogno, capacità che costringe il
soggetto a proiettare nel subconscio il proprio
pensiero sulla persona che crede di vedere.
Arianna: l’architetto, una brillante studentessa che
ha il ruolo di creare gli scenari nei quali i membri
della squadra si muoveranno durante l'esperienza
onirica; viene ingaggiata da Cobb, dato che lui non
può più essere coinvolto nella realizzazione dei
complessi ambienti.
Yusuf: il chimico, farmacista all’avanguardia,
permette alla squadra di Cobb di realizzare il
delicato
incarico
fornendogli
un
particolare sedativo in grado di far cadere chi ne fa
uso in uno stato di profonda incoscienza,
permettendo di scendere in vari livelli del
subconscio.
Saito: il turista, ricco imprenditore asiatico, ingaggia
Cobb per i suoi scopi: la sua richiesta è quella di
instillare un'idea, invece di estrarla, operazione molto
complessa, a cui egli stesso intende partecipare, in
cambio della quale promette all’estrattore la
possibilità di tornare in patria, facendo cadere le
accuse nei suoi confronti.
Robert Michael Fischer: il bersaglio, è il fulcro
dell'intera operazione: l'idea che la squadra di Cobb
deve installare nella sua mente è quella di scorporare
l'impero finanziario ereditato dal padre in punto di
morte, giocando sull'insicurezza che Fischer dimostra
di avere nei confronti della propria esistenza dopo la
morte di Fischer senior.
Mal Cobb: l’ombra, moglie di Cobb, morta suicida;
considerata come un'ombra, la sua presenza è una
proiezione del subconscio di Cobb che mette in
seria difficoltà la riuscita dell'operazione.
…come Freud comanda!
“Il sognato del sogno deve a sua volta essere svalutato,
derubato della sua realtà; ciò che si continua a sognare,
dopo il risveglio dal «sogno nel sogno», è ciò che il
desiderio del sogno vuol porre al posto della realtà
eliminata. È lecito supporre che il «sognato» contenga la
raffigurazione della realtà, il ricordo effettivo, mentre il
sogno che continua raffiguri soltanto ciò che è
desiderato da chi sogna. L'inserimento di un certo
«sogno nel sogno» va dunque equiparato al desiderio
che ciò che è definito sogno non sia accaduto. In altre
parole: quando un certo avvenimento viene posto dal
lavoro onirico stesso in un sogno, ciò significa la più
decisa conferma della realtà di questo avvenimento, la
sua più vigorosa asserzione. Il lavoro onirico si serve del
sognare stesso come di una forma di rifiuto e conferma
con ciò il giudizio che il sogno è l'appagamento di un
desiderio.”
S. Freud, L’interpretazione dei sogni, Bollati Boringhieri, Torino 2010, p.321
(trad. it. condotta sul testo definitivo dell'ottava e ultima edizione tedesca del
1930)
Dom Cobb, il ladro
gentiluomo... e psicoanalista
Dom Cobb: Qual è il parassita più resistente? Un batterio? Un virus? Una tenia
intestinale? [si rivolge a Mr. Saito]
Arthur: Ehm... Quello che il signor Cobb vuole dire è che…
Dom Cobb: Un'idea. Resistente, altamente contagiosa. Una volta che un'idea si è
impossessata del cervello è quasi impossibile sradicarla. Un'idea pienamente
formata, pienamente compresa si avvinghia, qui da qualche parte.
Mr. Saito: Così uno come voi può rubarla?
Arthur: Sì. Nel sogno le difese coscienti si abbassano e questo rende i pensieri
vulnerabili al furto: si chiama estrazione.
Dom Cobb: Signor Saito, noi possiamo addestrare il suo subconscio a difendersi
perfino dal più abile degli estrattori.
Mr. Saito: E come può farlo?
Dom Cobb: Perché sono io il più abile degli estrattori. So come frugare la sua mente,
e trovare i suoi segreti; conosco i trucchi e posso insegnarglieli, in modo che anche
quando dorme le sue difese non si abbassino mai. Senta, se vuole il mio aiuto dovrà
essere completamente aperto con me, devo potermi muovere fra i suoi pensieri
meglio di sua moglie, meglio del suo analista, meglio di chiunque altro.
I sogni son desideri
• “Il sogno é
appagamento
desiderio”.
il
tentato
di
un
• “Chi s'interessa di sogni
dovrà riconoscere come
fenomeno
comune,
io
penso, il fatto che essi
testimoniano di nozioni e
ricordi che riteniamo di non
possedere
durante
la
veglia”.
S. Freud, L’interpretazione dei sogni
• Nei miei sogni,
ancora insieme.
Cobb)
siamo
(Dom
Il labile confine fra sogno e realtà:
l’elaborazione secondaria
“L’elaborazione secondaria è quel processo di rimaneggiamento
del sogno per cui si tende ad eliminare le apparenti assurdità,
contraddizioni, incoerenze, per presentarlo in una forma il più
possibile logica, coerente e comprensibile, eventualmente
mediante aggiunte e trasposizioni.
Costituisce una seconda fase del lavoro onirico in quanto opera
su prodotti già elaborati da altri meccanismi che insieme formano
l'elaborazione primaria: tuttavia Freud ritiene che l'elaborazione
secondaria incominci ad agire già mentre si sta sognando, e che
intensifichi la sua azione quando ci si avvicina allo stato di veglia,
soprattutto quando si racconta il sogno. In realtà si tratta di un
processo contemporaneo al sogno in ogni suo momento.”
S. Freud, L’interpretazione dei sogni
• I sogni sembrano reali finché
ci siamo dentro, non ti pare?
Solo quando ci svegliamo ci
rendiamo conto che c'era
qualcosa di strano. (Dom
Cobb)
• Vengono qui per essere
svegliati.
Il sogno è diventato la loro
realtà. Chi è lei per dire
altrimenti? (uomo)
I livelli del sogno e le istanze
della psiche
Le fonti del sogno
Il “recente e l’indifferente”:
i residui mnestici
Le fonti somatiche e sensoriali:
il “calcio”
Le proiezioni: personificazioni
drammatiche della censura
• Arthur: Fischer ha chiesto
a un estrattore di insegnare
al suo subconscio come
difendersi, quindi il suo
subconscio
è
militarizzato.
• La censura onirica è quella
funzione
psichica
che
impedisce
ai
desideri
inconsci l’accesso diretto alla
coscienza. La censura onirica
rappresenta
il
versante
notturno della rimozione, che
così costringe il sogno a
camuffarsi e ad utilizzare
strategie di travestimento.
Iconografia di un sogno:
M.C. Escher
Arthur: Vogliamo dare un'occhiata
a
qualche
architettura
paradossale? Dovrai imparare
alcuni trucchetti se vuoi costruire
tre livelli completi di un sogno.
Ariadne: Che tipo di trucchetti?
Arthur: Nei sogni, puoi ingannare
l'archittetura realizzando forme
impossibili. Questo ti permette di
creare dei circuiti chiusi, come la
scala di Penrose, la scala infinita.
Vedi? Paradosso. Un circuito
chiuso come questo ti aiuta a
dissimulare i confini del sogno che
crei.
M. C. Escher,
Casa di scale (1951)
M. C. Escher,
Galleria di stampe
(1956)
M. C. Escher,
Tropea, Calabria (1931)
Hans Zimmer e Edith Piaf:
colonna sonora di un sogno
Non,
Je
ne
regrette
rien.
L’epilogo di un sogno:
risveglio e dubbio cartesiano
http://www.youtube.com/watch?v=UVkQ0C4qDvM
http://www.imdb.com/title/tt1375666/trivia
If you take the first letters of the main characters' names - Dom, Robert, Eames, Arthur, Mal and Saito - they spell "Dreams". If you
add Peter, Ariadne and Yusuf, the whole makes "Dreams Pay", which is what they do for a mind thief.
Dom Cobb's main objective is to get Home. His name, Dom, literally means 'home' in Polish. The root word "*dom" comes from the
Latin word "Domus". Words like 'Domesticated' and 'Domicile' all share the same "*dom" root.
The running time of 2 hours 28 min is a reference to the original length of Édith Piaf's song "Non, je ne regrette rien", which lasts (on
its first recorded edition) 2 minutes 28 seconds.
A series of numbers keeps appearing: the number that Fischer gives Cobb/Arthur is 528491, The two hotel rooms used are rooms
528 and 491, the number that Eames (as a woman) gives to Fischer is 528-491, the combination to the strongroom starts with 52,
and the combination to the safe is 528-491. This is all to reinforce the importance of the number throughout the film.
In an interview with 'Entertainment Weekly', Christopher Nolan explained that he based roles of the Inception team similar to roles
that are used in filmmaking - Cobb is the director, Arthur is the producer, Ariadne is the production designer, Eames is the actor, Saito
is the studio, and Fischer is the audience. "In trying to write a team-based creative process, I wrote the one I know," said Nolan.
A direct translation of the lyrics for the song "Non, je ne regrette rien" as performed byÉdith Piaf is: "I regret nothing/no, I have no
regrets/I regret neither the good things that were done to me nor the bad things/They are all the same to me/...The past is payed,
swept away, forgotten/I don't care of the past anymore/I set my memories on fire/My agonies, and my pleasures/I don't need them
any more/Swept away in the agonies of love/Swept away forever, I'm restarting with nothing..." Christopher Nolan has made a point
of saying that he chose the song specifically for the movie, which is heavily concerned with the effect of memories on the psyche,
and specifically the disastrous effect that not letting go of memories of love-gone-wrong can have on the subconscious--exactly what
the song discusses. Also of note: in the original French, "I regret neither the good things done to me nor the bad things" is "Ni le bien
qu'on m'a fait ni le mal," and since Cobb's wife is named Mal, that gives the line a double meaning.
The slow, gloomy, blaring trombones in the main theme of the film score are actually based on an extremely slowed down version of
the fast, high pitched trumpets in the beginning of the Édith Piaf song "Non, je ne regrette rien," which is used as a plot device in the
film. Furthermore, when music is heard by someone who is currently within a dream, the music is perceived as slowed down. Thus,
the main theme of the film score is almost exactly what the beginning of "Non, je ne regrette rien" would sound like to a dreamer.
This thematic device is brought to its logical conclusion when the song plays at the end of the credits, signaling that the audience is
about to 'wake up' from the film.
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- lucio celot