Alla nuova luna di
Salvatore Quasimodo
Poesia multimediale di
Biagio Carrubba
“ALLA NUOVA LUNA” è la poesia n° 23
dell’opera poetica La terra impareggiabile (1955- 1958).
Fa parte della sezione Domande e risposte.
È la prima poesia della quarta sezione dell’opera poetica.
In questa sezione Quasimodo si cimenta
con la metafisica e con la scienza.
Nella poesia “UNA RISPOSTA” afferma, addirittura, che
“se io potessi formare dal nulla dell’aria…
forse allora sarei simile a Dio”.
Ma la poesia ALLA NUOVA LUNA è la più bella
della sezione ed è ancora la più attuale della raccolta.
In essa il poeta esprime il suo orgoglio
per la scienza e per il progresso scientifico.
La poesia fu elogiata dal Presidente dell’associazione
degli scrittori dell’Unione Sovietica
che si felicitò del premio Nobel
assegnato a Salvatore Quasimodo.
Il presidente russo gli scrisse:
<<Con le vostre vigorose poesie lette attentamente
nell’Unione Sovietica, vi siete fatti nuovi lettori
nel nostro Paese, dove non si è dimenticato
che siete uno dei primi scrittori che abbia dedicato
una poesia al nostro Sputnik>>.
Ma Quasimodo, nel corso della conferenza stampa
tenuta al suo arrivo a Stoccolma,
negò con veemenza di appartenere
a un partito politico e
di essersi mai lasciato influenzare
da reconditi pensieri politici
nella sua creazione artistica.
E quanto alla famosa lirica dedicata allo Sputnik,
Quasimodo precisò che
egli non aveva voluto celebrare
“ L’ordigno russo in sé”, ma
“ quella nuova luna creata
dal genio degli uomini, con l’aiuto di Dio”.
Precisazione, dico io,
che fa a pugni con la poesia
dove il poeta mette in evidenza l’indipendenza
dell’intelligenza laica degli uomini.
Come a dire che Quasimodo prendeva
le distanze dall’ideologia sovietica
e si avvicinava alla cultura e
alla società capitalistica dell’occidente.
(Testo della poesia)
ALLA NUOVA LUNA
In principio Dio creò il cielo
e la terra, poi nel suo giorno
esatto mise i luminari in cielo
e al settimo giorno si riposò.
Dopo miliardi di anni l’uomo,
fatto a sua immagine e somiglianza,
senza mai riposare, con la sua
intelligenza laica,
senza timore, nel cielo sereno
d’una notte d’ottobre
mise altri luminari uguali
a quelli che giravano
dalla creazione del mondo. Amen.
Parafrasi
della poesia
ALLA NUOVA LUNA
Dio, nel primo giorno, creò il cielo
e la terra, poi nel giorno stabilito
posò le stelle nel cielo
e al settimo giorno si riposò.
L’uomo, che Dio aveva fatto a sua immagine
e somiglianza, dopo miliardi di anni,
con una attività indefessa,
con la sua intelligenza laica
posò nel cielo sereno
di una notte d’ottobre,
senza nessun timore reverenziale verso Dio,
un nuovo satellite che girava
allo stesso modo degli altri astri
che giravano fin dalla creazione del mondo. Amen.
Il messaggio della poesia è quello
di affermare che gli uomini, ancora una volta,
sono riusciti a costruire un nuovo macchinario
che per la complessità della sua
costruzione si avvicina ad essere simile
agli oggetti creati dalla volontà di Dio.
Questo nuovo satellite costituisce
una tappa molto importante
nel percorso scientifico dell’Umanità,
che nel suo processo evolutivo si avvicina
sempre di più a costruire
nuovi satellite che a loro volta aiutano
l’uomo ad andare avanti
nel suo progresso sociale, civile e scientifico.
Il linguaggio della poesia è molto semplice
e, si può dire, quasi comune.
Ma nella poesia le espressioni comuni
sono inserite in una forma poetica
chiara e limpida senza orpelli inutili e dettagli prolissi.
La poesia risulta formata con un linguaggio
ordinato e pulito e il messaggio va diritto alla
mente del lettore come una freccia che,
fulmineamente, arriva alla cultura
del lettore, che viene colpito
dal messaggio laico della poesia.
Quasimodo si limita a dire che gli uomini
da soli possano arrivare a scoprire
come è nato l’universo e
come potranno capire anche il fine di esso.
Il tema della poesia è la constatazione
del progresso scientifico che gli uomini riescono
a fare attraverso l’uso della loro intelligenza laica.
Quasimodo esprime con questa poesia
la gioia per il fatto che ancora
una volta gli scienziati sono riusciti
a costruire una “nuova luna” che gira
attorno alla terra, come la luna fa da sempre.
Il nuovo satellite è definito
“Nuova luna” perché è stata costruito
dall’uomo e non da Dio.
Quasimodo mette in rilievo che gli uomini,
con la loro attività complessa e scientifica,
sono riusciti a costruire una nuova macchina
soltanto grazie al loro lavoro e alla loro intelligenza laica,
cioè senza influenze della chiesa o di altre religioni.
La bellezza della poesia è dovuta
alla magnifica capacità di Quasimodo
di sintetizzare in una breve poesia
il contenuto di essa e cioè la meraviglia
del risultato scientifico realizzato
dagli scienziati con la lexis limpida
e semplice della forma poetica.
La gioia del poeta per la grande impresa
scientifica e tecnica si unisce
alla sua gioia di semplice uomo
per la bella impresa degli scienziati
e tramite essi anche di tutta l’umanità.
Biagio Carrubba e Alessandro Quasimodo
Salvatore Quasimodo
e
Quasimodo, in questa poesia, riesce a far emergere
la grandezza degli scienziati che con la loro intelligenza
razionale e laica hanno portato l’umanità a
raggiungere un altro importante risultato
nel progresso scientifico, tecnico ed umano.
Modica mercoledì 1 novembre 2006
Biagio Carrubba
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Alla nuova luna di Salvatore Quasimodo