Caro amico,
quando siamo diventati amici
ero davvero felice,
specialmente quando passavi
il tuo tempo libero
giocando con me,
lì mi sentivo davvero fortunato.
Ricordo,
ora che cammino
su questo ciglio di strada,
le corse che ci facevamo,
quelle belle ore
in cui passeggiavamo
insieme tra la natura.
Bello era anche quando mi sgridavi,
magari avevo fatto qualcosa
che non dovevo,
o forse eri solo nervoso
e io ero la tua valvola di sfogo.
Ma ero felice di esserlo,
ero felice lo stesso perché ogni giorno
passato con te era stupendo.
Il momento che preferivo
era quando ritornavo da te
per fare pace o per consolarti,
e mettevo il mio muso
in una tua mano
per farti capire che c’ero,
e non ti portavo rancore,
anche se magari mi avevi sgridato
o picchiato senza motivo.
Sai noi cani, amico mio,
non portiamo rancore,
amiamo incondizionatamente.
E anche ora, che cammino qui,
su questo ciglio di strada,
sotto il sole rovente,
sopra questo asfalto
che brucia come l’inferno,
penso a te amico mio,
e ti amo ancora, senza riserve.
Cerco di capire
perché mi hai lasciato qui,
perché mi ha abbandonato,
forse non ti sono stato vicino
quanto tu desideravi,
forse sono stato un pessimo cane,
forse quella volta
che ho sporcato casa,
o quando ho masticato
le tue costose scarpe,
forse perché ora
che ti accingi ad andare in vacanza,
sono solo un peso per te.
Amico mio,
ora la mia sorte è quella
di un cane randagio,
probabilmente morirò di stenti
o sotto le ruote di un autoveicolo,
o finirò chissà dove,
dimenticato e privo di affetti.
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Caro Amico (Lettera di un Cane all`Uomo)