La lezione
della Farfalla
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"Un giorno,
apparve un
piccolo
buco in un
bozzolo; un
uomo che
passava
per caso si
mise a
guardare la
farfalla che
per varie
ore si
sforzava per
uscire da
quel piccolo
buco.
Dopo molto
tempo,
sembrava che
essa si fosse
arresa ed il
buco fosse
sempre della
stessa
dimensione.
Sembrava che
la farfalla
ormai avesse
fatto tutto
quello che
poteva, e che
non avesse più
la possibilità di
fare niente
altro.
Allora l’uomo
decise di aiutare
la farfalla:
prese un
temperino
ed aprì il bozzolo.
La farfalla uscì
immediatamente.
Però il suo corpo
era piccolo e
rattrappito e
le sue ali erano
poco sviluppate e si
muovevano
a stento.
L’uomo
continuò ad
osservare
perché sperava
che, da un
momento
all’altro, le ali
della farfalla si
aprissero e
fossero capaci
di sostenere il
corpo, e che
essa
cominciasse a
volare.
Non successe
nulla!
La farfalla passò
il resto della sua
esistenza
trascinandosi per
terra con un
corpo rattrappito
e con le ali poco
sviluppate.
Non fu mai
capace di volare.
Ciò che
quell’uomo, con
il suo gesto di
gentilezza e con
l’intenzione di
aiutare non
capiva, era che
passare per lo
stretto buco del
bozzolo era lo
sforzo
necessario
affinché la
farfalla potesse
trasmettere il
fluido del suo
corpo alle sue
ali, così che essa
potesse volare .
. Era la forma
con che Dio
la faceva
crescere e
sviluppare
A volte lo sforzo
é esattamente ciò
di cui abbiamo
bisogno nella
nostra vita.
Se Dio ci permettesse di
vivere la nostra esistenza
senza incontrare nessun
ostacolo, saremmo
limitati. Non potremmo
essere così forti come
siamo.
Non potremmo mai volare.
“Chiesi a Dio di
essere
forte
per eseguire
progetti grandiosi:
Egli mi rese
debole
per conservarmi
nell'umiltà.
Domandai a Dio
che mi desse la
salute
per realizzare
grandi imprese:
Egli mi ha dato il
dolore
per comprenderla
meglio.
Gli domandai la
ricchezza
per possedere tutto:
Mi ha fatto
povero
per non essere
egoista
Gli domandai il potere
perché gli uomini
avessero bisogno
di me:
Egli mi ha dato
l'umiliazione perché io
avessi bisogno
di loro.
Domandai a Dio
tutto
per godere la
vita:
Mi ha lasciato la
vita perché
potessi
apprezzare
tutto.
Signore, non ho
ricevuto niente
di quello che
chiedevo,
ma mi hai dato
tutto quello di cui
avevo bisogno e
quasi contro la
mia volontà.
Le preghiere che non
feci furono esaudite.
Sii lodato o mio
Signore,
fra tutti gli
uomini
nessuno
possiede
quello che
ho io!"
Kirk Kilgour
Kirk Kilgour,
nazionale americano e
Campione d'Italia con la squadra
romana dell'Ariccia:
una brillante carriera spezzata da un
tragico incidente che avvenne
nel 1976.
Durante alcuni esercizi di riscaldamento
cadde, provocandosi la lussazione di una
vertebra cervicale con conseguente totale
paralisi degli arti.
Ma lui non si è mai arreso:
26 anni su una sedia a
rotelle, dimostrando forza,
volontà e coraggio tali da
fare invidia ad un campione
in piena attività.
E come nello sport, in cui la sconfitta fa parte del
gioco, egli ha vissuto la "sconfitta" dell'infortunio
in positivo, traendone spunto e coraggio
agonistico per lottare ancora e tornare a vincere.
Il 12 luglio 2002,
dopo tanti anni di lotta,
il suo cuore si è fermato...
ma in noi resta vivo il suo ricordo.
La Preghiera che ci ha lasciato rivela la
straordinaria ricchezza interiore di un
uomo che ha saputo sempre affrontare
la vita con serenità e con autentico
spirito sportivo.
La felicità aspetta:
quelli che piangono...
quelli che soffrono...
quelli che cercano...
quelli che si sforzano...
...perché solo queste persone
possono apprezzare
l’importanza di quelle cose
che hanno lasciato un segno
nella loro vita.
Vivi la vita senza paura,
affronta tutti gli ostacoli
e dimostra che puoi superarli.
Testo - Anonimo. Preghiera - Kirk Kilgour .
Progetto e grafica - Gioia Consoli Andreozzi 2005
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Presentazione "La lezione della farfalla"