By Marco D.C.
La Sardegna è la seconda isola per grandezza dopo la
Sicilia, si affaccia a ovest sul mare di Sardegna, a est sul
Tirreno e a sud sul mediterraneo, mentre a nord le
bocche di Bonifacio separano la Sardegna dalla Corsica
per 11 chilometri (KM).
C’ è anche una catena montuosa molto importante che si
chiama «Gennargentu’».
Il Clima.
Il clima è per lo più mediterraneo, con estati lunghe e ventilate e inverni piuttosto
miti. Fanno eccezione limitate aree dell’ entroterra alle quote più elevate.
Nell’interno si registrano temperature più basse, soprattutto sui rilievi.
Le precipitazioni sono scarse e concentrate nei mesi invernali. Sulla Sardegna soffia
spesso il maestrale, un vento che proviene da nord-ovest, cioè dalla Francia.
Il clima secco e ventoso favori causa molti incendi, specie in Estate, spesso dolosi cioè
causati volontariamente.
La popolazione e le città.
La Sardegna è una delle regioni meno popolate del
nostro Paese. La popolazione si concentra lungo le coste
e nei capoluoghi di provincia, tutti di dimensioni
generalmente ridotte, con la sola eccezione di Cagliari, e
nei centri minori, separati gli uni dagli altri da vaste aree
disabitate. Nella regione montuosa della Barbàgia, alle
pendìci del Gennargèntu, si trovano piccoli comuni
isolati, mentre lungo le coste sono numerosi i centri
turistici, affollati soltanto durante il periodo estivo.
La Sardegna è una regione a statuto speciale.
L’ economia.
La risorsa di maggiore importanza della Sardegna è il
Turismo, anche l’ agricoltura è sviluppata specialmente
nella pianura del campidano.
Tra le risorse più importanti dell’ isola c’è l’ allevamento
degli ovini e dei caprini, da cui deriva un ottima
produzione di formaggi, è elevata anche la produzione di
sale marino.
I diversi nuraghi della Sardegna.
La cucina in Sardegna.
La cucina sarda, ovvero la cucina tipica dell'isola della
Sardegna, è variegata, caratterizzata dall'insularità e dalla
cultura agropastorale, arricchita nella storia attraverso
apporti e contaminazioni dai contatti e scambi fra diverse
culture mediterranee. Varia e diversificata, spazia dalle carni
arrostite, al pane, i formaggi, i vini,[1] a piatti di mare e di
terra, sia di derivazione contadina che pastorale, di
cacciagione, di pesca e di raccolta di erbe spontanee. Viene
considerata parte della dieta mediterranea, modello
nutrizionale proclamato nel 2010 dall'Unesco tra i patrimoni
orali e immateriali dell'umanità.
I vini della Sardegna.
Nell'Isola i vigneti sono presenti in ogni angolo del territorio, dalle pianure campidanesi e
costiere, alle colline, agli altopiani interni. La particolare composizione del suolo e il clima
soleggiato consentono produzioni di alta qualità. La lunga tradizione vitivinicola ha origini
nel passato nuragico e da allora in poi non subì interruzioni in quanto i divieti islamici di
consumo di vino nel mondo mediterraneo non interessarono mai la Sardegna, dove invece le
produzioni subirono specialmente nel periodo bizantino e giudicale.
I LIQUORI.
I liquori più importanti in Sardegna sono il «mirto» e il «Filo è ferro».
Il mirto è ricavato dalla pianta del mirto diffusa e spontanea in tutta la Sardegna.
C’è poi il filo è ferro invece che ha una particolare storia: Siccome nel passato, i contadini
volevano bere la grappa, cosa proibita, la producevano clandestinamente e la sotterravano
con un piccolo filo di ferro che usciva dalla terra come segnale.
Ogni volta che la volevano toglievano la terra e la bevevano così quando i soldati passavano a
controllare se avessero la grappa non li scoprivano, per questo motivo la grappa si chiama
«Filo è ferro».
I formaggi in Sardegna.
I formaggi sono una delle specialità gastronomiche della Sardegna e la loro elaborazione si
deve alla sua antica tradizione pastorale. L'Isola attualmente offre la più vasta produzione di
formaggi pecorini d'Europa. Sono esportati ed apprezzati in molti mercati, soprattutto in
Nord America. Il prodotto è talvolta soggetto a pirateria alimentare e alcuni formaggi,
specialmente nelle Americhe, vengono surrettiziamente venduti con il nome di Sardo
cheese, ma a volte sono formaggi che non hanno mai visto l'Isola.
Qui possiamo
vedere del
pecorino sardo.
I dolci della Sardegna.
Diverse tecniche, trasmesse di generazione in generazione per lavorare la pasta, insieme ai molteplici procedimenti per
farla lievitare, contribuiscono ad offrire una vasta scelta di originali forme di pane in ogni regione dell'isola.[71] Alcuni tipi
di pane più diffusi sono: il Pane carasau, tipico pane della Barbagia, composto da una sfoglia croccante, rotonda e piatta, il
nome deriva da carasare che in sardo significa tostare, cosparso d'olio, salato e scaldato al forno viene chiamato Pane
guttiau[72]; il Pistoccu (tipico ogliastrino), di spessore maggiore della sfoglia di Pane carasau; la Spianada, conosciuta
anche come Cogones o Cogoneddas, pagnotta di semola di grano duro, dalla forma rotonda e non molto spessa[73]; in
Ogliastra è tipico il Pani pintau, i prodotti più significativi provengono da Tertenia e Ulassai, in quest'ultimo paese si
realizza anche un pane unico nel suo genere il Pani de binu cotu, per le feste. Il Civraxu, tipico del Campidano, è una
grande pagnotta che si consuma a fette; il Coccoi a pitzus, pagnotta decorata di semola di grano duro; il Pane de poddine,
tipico del Logudoro e dell'Anglona, dal diametro di circa 40 cm, e noto anche con il nome di Pane di Ozieri o anche Pane
ladu, è molto simile al pane che i greci, gli arabi e gli ebrei chiamano pita.
Torta nuziale (Quartucciu)
Dolci e pani votivi
Legata a particolari ricorrenze, la lavorazione dei pani votivi e la preparazione dei dolci — in certe regioni dell'isola — può
diventare un'arte. Gli ingredienti sono semplici e vanno dalla farina di grano duro alle mandorle, al miele. In alcuni dolci si
usa come ingrediente anche il formaggio o la ricotta[74]. A gennaio in alcune regioni, per i falò di Sant'Antonio, vengono
preparati come dolci le Cotzuleddas, i Pirichitos e il Pistiddu. Per Carnevale si preparano le Frisolas, le Catas, le Orilletas, e
le Tzìpulas.
Per la festa di San Marco sono tipici i pani votivi artistici, gialli per la presenza dello zafferano, decorati con delle particolari
fantasie floreali viste come delle vere e proprie effimere opere d'arte. Per la Pasqua si preparano le Pitzinnas de ou, le
Casadinas le "Tzilicas" e la Pischedda. Per Ognissanti dolci caratteristici sono il Pane de saba e i vari Pabassinos. Per i
matrimoni si preparano dolci molto variegati e ricchi di decorazioni come i singolari Gatò, sos Coros, s'Aranzada. In altre
occasioni sono comunemente diffusi il torrone, le Seadas, i Rujolos, i Mostaccioli, i Sospiri, particolarmente delicate e
pregiate le Copulete di Ozieri.
La pesca in Sardegna.
Resa insicura in passato dalle frequenti scorrerie saracene, la pesca è un'attività affermatasi
negli ultimi secoli, grazie alla pescosità dei mari circostanti e alla notevole estensione
costiera dell'isola. È molto sviluppata a Cagliari, ad Alghero e nelle coste del Sulcis e da
queste zone proviene la maggior parte del pescato sardo. Il miglior sistema integrato
dell'attività alieutica è rappresentato nella zona di Arbatax-Tortoli[senza fonte] dove la
produzione ittica proviene in parti egualmente importanti dalla pesca d'altura, dalla piccola
pesca costiera, e dall'allevamento estensivo e naturale in laguna, il tutto supportato dal più
grande sistema di alaggio e varo del medio Tirreno e da una cantieristica di rimessaggio
unica in Sardegna[senza fonte]. Tale attività ha rilevanza anche in Gallura e soprattutto
nell'Oristanese dove i pescatori lavorano nei vasti stagni e nelle peschiere, dove si pescano in
grandi quantità anguille e muggini. Ottima è la produzione di mitili, specialmente a Olbia.
Nelle zone di Alghero, Bosa e Santa Teresa è molto attiva la pesca alle aragoste insieme alla
raccolta del corallo. Di antica tradizione e mai abbandonata è la pesca del tonno[95], già nel
XVI secolo esistevano diverse tonnare[96], di queste quelle più antiche sono la Tonnara delle
Saline di Stintino, quella di Flumentorgiu di Arbus, quella di Porto Paglia a Gonnesa ed
infine quella di Calavinagra a Carloforte, che è l'unica ancora in attività nel Mediterraneo.
Gran parte dei tonni vengono esportati direttamente in Giappone dove sono consumati
entro 72 ore dalla pesca. Queste attività costituiscono un pezzo di storia e di tradizione dei
pescatori sardi e certi riti, insieme a particolari tecniche di pesca, sono rimasti immutati nel
tempo, così come la lavorazione stessa delle bottarghe e delle frattaglie.
Le spiagge della Sardegna.
SPIAGGIA DI
OLBIA.
SPIAGGIA DI
CAGLIARI.
SPIAGGIA DI
ORISTANO.
BIOGRAFIA: Geo Scuola 1.
SITOGRAFIA: Wikipedia, Google immagini.
SPIAGGIA DI
NUORO.
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