RICERCA D’AMBIENTE SVOLTA DALLA CLASSE I C NELL’
A.S.2013-2014 ATTRAVERSO RICERCA SUL CAMPO, SU
INTERNET, VISITE A MUSEI
Cerchiamo di capire...
Il Leira fotografato durante la
nostra visita di ispezione. Non era
piovuto di recente
Cerusa
ROSA DEI VENTI
La rosa dei venti è una rosa a otto punte che indicano i
punti cardinali che sono:
nord, nord est, est, sud est, sud, sud ovest, ovest e nord
ovest.
 VENTI E PUNTI CARDINALI
I marinai ed i pescatori liguri conoscono molto bene i
venti
Da nord soffia la tramontana, da nord est il grecale, da
est il levante, da sud est il libeccio, da sud ovest lo
scirocco, da sud l’ostro, da ovest il ponente, da nord ovest
il maestrale.
PLUVIOMETRO
Costruire un anemometro ed un igrometro
La velocità del vento si misura generalmente con l’anemometro a coppe che è composto da 3 o 4 bracci
posti a 120 gradi portanti esternamente altrettante coppe semisferiche disposte nello stesso senso e
montate su un’ asse rotante collegato con ruotismi a un contagiri sul cui quadrante si legge direttamente
il numero di giri .
L’anemometro può essere integrato con un dispositivo che indica la direzione del vento; questo
dispositivo si chiama anemoscopio che è formato da una semplice banderuola mobile intorno ad un asse
verticale.
Tutti gli anemometri devono essere installati a dieci metri dal suolo , in zone aperte e prive di ostacoli.
Per la misurazione della sola velocità il materiale occorrente per la costruzione di un anemometro
artigianale è:
1.
(1)un blocco di legno (30x30x 15 cm)
2.
(2)due assicelle di legno (40x5cm e 30x5cm)
3.
(3)un bicchiere di plastica leggera
4.
(4)dei chiodini
5.
(5)un cartoncino resistente
6.
(6)un martello
7.
(7)un compasso

Costruzione di un igrometro a capello
I capelli umani variano la loro lunghezza in funzione dell'umidità relativa (sono più lunghi se l'aria è più
umida, si accorciano se l'aria è secca). Si può quindi utilizzare questa proprietà per costruire un
igrometro, cioè uno strumento che misura l'umidità dell'aria, e poi tararlo per confronto con un
igrometro commerciale. Tra l'altro esaminando la scala di un igrometro a capello si può facilmente vedere
che la proporzionalità tra allungamento e umidità relativa non è diretta (la scala non è lineare): potrebbe
quindi essere interessante anche indagare il tipo di relazione tra umidità e allungamento del capello.
ANEMOMETRO
Per capire meglio
ALLUVIONE DEGLI ANNI
SETTANTA, NOVANTA E
DUEMILAUNDICI.
ALLUVIONE NEL ‘70
Le alluvioni
L’alluvione avvenuta a Genova nel 1970 la ricordano tutti gli abitanti del nostro capoluogo e della nostra delegazione
di “Voltri” ; se ne parlò a lungo anche su tutti i quotidiani e notiziari tv. Ma le testimonianze locali sono per noi
Voltresi le più efficaci e significative per capire l’entità del disastro e la paura che esso provocò.
Come dicono i nonni ed i bisnonni che abbiamo ascoltato con attenzione, all’epoca non esisteva l’allerta meteo, ci si
fidava degli anziani pescatori per capire il tempo.
Più che fare una vera ricerca in queste poche righe noi ragazzi della 1C descriveremo le testimonianze di alcune
persone che hanno vissuto quella tragedia raccogliendole da VOLTRIWEB, dalle notizie e dai libri di Carlo Dall’Orto,
un giornalista di Voltri che ha raccolto tutti i ricordi in un libro intitolato “IL DILUVIO A VOLTRI”.
Il mattino di mercoledì 7 ottobre il cielo era coperto . Alle 9 le prime gocce, poi l’acquazzone. Una mezzoretta più
tardi il tempo si ristabilì e il sole fece a tratti capolino delle nubi .
Sembrava un giorno come gli altri. Nel pomeriggio il cielo si era fatto più buio, anzi cupo. I letti del Leira e del Cerusa
erano quasi asciutti.
Nessuno poteva immaginare che cosa sarebbe accaduto da lì a poco. Verso le 18.40 il cielo prese ad essere solcato da
grosse nembi spinti verso monte da un fastidioso vento di Libeccio, che sulle nostre coste picchia a perpendicolo ed è
più pericoloso dello Scirocco. .All’orizzonte fu un lampeggiare continuo. I lampi sempre più vicini , si susseguivano
con un ritmo impressionante. In breve i lampi furono vicinissimi, i tuoni assordanti. Una cosa mai vista.
Alle 18.45 cominciarono le prime gocce .
Poi improvvisamente, un acquazzone. Piovve, piovve, piovve in continuazione per più di tre ore intensamente e
continuamente...
Gli uomini, sorpresi nei bar, nei negozi, nelle aziende come la Lagomarsino che si trovava nei pressi del torrente
Leira, negli uffici o per strada si rifugiarono nei portoni.
Ad un tratto un lampo, un boato, e nel rione di Sant’ Ambrogio la luce si spense.
I bottegai cominciarono a mettere le “ Luscèe ” , quelle caratteristiche saracinesche che erano soliti usare per
proteggersi dall’acqua durante le alluvioni.
Ma ecco che da Acquasanta arrivarono le prime telefonate riguardanti la piena. “Fuggite, fuggite!" gridavano.
Una nostra prof. che allora aveva 17 anni e stava andando a S. Ambrogio a comprarsi …un nuovo ombrello, vide che
oltre la pioggia intensa l’acqua si innalzava nelle strade. Come un’ondata che le arrivava quasi alle caviglie. Decise di
non attraversare il ponte sul Leira e di tornare a casa. Anzi non proprio a casa, tornò alla sua trattoria dove per tutta la
notte rimasero aperti accogliendo rifugiati che arrivavano dappertutto. Alcuni si erano salvati dalle rive dove il
torrente stava esondando passando dalla villa Duchessa di Galliera e scendendo poi nel centro del paese. Fu una notte
terribile.
In breve , dai fianchi di montagne e colline , dai pendii, cominciavano a scendere verso il fondo valle ruscelli,
ruscelletti,torrenti,fiumiciattoli che prima non erano mai esistiti .
Venivano giù con impeto , disordinatamente , scavando sradicando, rompendo e portandosi dietro limo , cottoli ,
massi, rocce, cespugli e piante di ogni dimensione .
Sotto l’enorme pressione dell’ acqua , fermate da una improvvisata diga , il pilone centrale del viadotto ferroviario
s’inclinò. Conseguentemente le due arcate sovrastanti il torrente si disarticolarono e, mentre quelle di levante
restarono in equilibrio , quella di ponente scivolò nel torrente. L’acqua , avuta via libera si precipitò furente e
distruttrice verso l’abitato. A quell’ ora la sorte delle 13 vittime accertate del disastro si era già compiuta da un
pezzo . La più micidiale delle ondate di pena infatti era stata la prima a favore della quale il fattore sorpresa . Con
questa nuova ondata l’acqua aggiunse distruzioni a ioni , giungendo a devastare i negozi : a levante fino alla
stazione ferroviaria e , a ponente, fino alla vecchia rotonda del tram di via Camozzini .
Nel palazzo «Bressanello»l’acqua toccò l’altezza di un metro e ottanta , nel vecchio ospedale san Carlo un metro;
nella chiesa di sant’ Ambrogio i tre metri , nel bar Gibò i due metri.
Chi si fosse trovato a passare quella sera in elicottero nel nostro cielo, avrebbe potuto scambiare Voltri per una
piccola Venezia . Nei giorni che seguirono il disastro , Voltri ebbe una prova di solidarietà molto forte. Furono
studenti, professionisti, insegnanti, commercianti, operai e contadini che, giunti da ogni parte d’Italia , per giorni e
giorni lavorarono a rimuovere detriti, carcasse di automobili, carogne di animali e poi fango, fango, fango,senza
nulla chiedere che un panino, un bicchiere d’acqua e un sorriso .
“ I Voltresi non lo dimenticheranno mai” si leggeva su uno dei tanti manifesti affissi spontaneamente in quei
giorni dalla gente sui muri .
Lisa della nostra classe ha così raccontato: mio nonno stava tornando a casa da una camminata quando cominciò
una forte pioggia ed allora lui decise di tornare a casa. All’ora di cena dal suo poggiolo che affaccia su Via
Camozzini vide che il le strade erano allagate. Il torrente Leira era esondato.
Anche la prof. Caviglia, quella che andava a comprare l’ombrello...è tornata a casa di corsa.
Alla fine dell’ alluvione tutte le persone hanno dato un aiuto a ripulire la cittadina dal fango.
Oggi queste persone vengono chiamate “ANGELI DEL FANGO”
Nei giorni successivi Voltri sembrava una delegazione che aveva vissuto un DAY AFTER , – racconta un’anzianamontagne di fango arrivavano fino ai primi piani delle case e di notte luci gialle d’emergenza illuminavano le
strade deserte.
Al di là delle testimonianze ricordiamo che in quella occasione le precipitazioni furono intensissime, oltre i 700
mm di pioggia in una sola giornata. Ci chiederemo nella nostra ricerca quali sono le cause di tali terribili
esondazioni.
Tratto da BLOG CORSOCI e da WEB VOLTRI e da nostre interviste a voltresi.
Alluvione ‘70
ALLUVIONE DEL ‘90
Il 23 settembre 1993 Voltri è stata colpita da una tremenda alluvione che ha generato nuove
paure, ansie, sconforto e rabbia da parte di tutta la popolazione.
Se si pensa che Genova ha il primato europeo delle precipitazioni e si considera che la vita
media della popolazione è di settantacinque anni, molti cittadini voltresi hanno parecchie
probabilità di dover viedere altre alluvioni durante la loro vita, spesso con danni serissimi.
L’alluvione del 1993 ha sommerso, in circa tre metri d’acqua, interamente il centro storico di
Voltri, appartamenti a piano terra, box e negozi delle via principali; moltissime automobili
che erano posteggiate nella piazza del Municipio sono state trascinate in mare dalle acque
del torrente Leira. In questo fatidico giorno sono stati due i fattori che hanno impedito un
aggravarsi della tragedia, al contrario di quanto è successo nell’alluvione del 1970: il chiarore
del giorno e la piena che non è salita tutta in un colpo, ma poco alla volta ed ha quindi
permesso alla gente, che si trovava nelle vicinanze, di mettersi al più presto in salvo.
Nel pomeriggio, mentre ancora l’acqua continuava, seppur con minor violenza e quantità, a
cadere, sono iniziati i primi interventi: Vigili del Fuoco, Polizia Municipale, Carabinieri e
della Croce Rossa.
Importante soprattutto il volontariato composto in prevalenza da giovani di Voltri, delle
delegazioni vicine e da persone provenienti da altre province liguri ed addirittura da regioni
vicine.
Alluvione ‘90
LE ALLUVIONE SUL LEIRA E LE RIFLESSIONI DELLA GENTE
Ecco che subito ci si domanda quali siano state le possibili cause che hanno determinato il
disastro. Secondo gli abitanti di Voltri, la causa delle alluvioni, che colpiscono sistematicamente e
con effetti a dir poco sconcertanti, è da riconoscersi nella foce stessa del torrente Leira.
Alla fine degli anni 60, il Comune eseguì una copertura accanto al Municipio per realizzare un
grande parcheggio. Questa elaborazione non fu l’unica; come completamento fu costruita una
copertura in cemento sul letto del torrente in modo da rendere più rapido il deflusso delle acque
verso il mare. Questo fu un danno perchè si è impedito al corso d’acqua di approfondire il suo
letto. Attualmente sotto il ponte, presso la foce, riescono a passare circa 350 metri cubi di acqua al
secondo, contro i 510 di portata massima del torrente.
La conseguenza è che l’immensa massa d’acqua non trova più il suo sbocco naturale nella foce e
invade il centro storico di Voltri.
Un’altra causa da non trascurare sono le tonnellate di tronchi, sterpi ed altri ostacoli di ogni genere
che durante le alluvioni si incastrano tra gli archi dei ponti e che determinano un vero e proprio
effetto diga. Per prevenire bisognerebbe quindi pulire il letto e gli argini del fiume tagliando
periodicamente arbusti ed alberi di piccole dimensioni.
Nel corso delle alluvioni, i torrenti trascinano a valle, oltre al materiale suddetto, anche vecchi
mobili, lavatrici, frigoriferi, carcasse di autoveicoli, ecc.; ad esempio, scavando sotto il ponte
Serraglio, dove scorre il torrente Leira, sono stati trovati i resti di un camion caduto nel torrente
durante l’alluvione del 1970. Quindi occorre anche un efficace controllo ecologico per evitare
comportamenti incivili.
Se pensiamo ai danni subiti dalle imprese artigiane e le attività commerciali coinvolte dal disastro,
possiamo immaginare come si trovino ancora sotto shock; c’è chi è riuscito a rimettere in piedi, a
poco a poco, l’attività con molti stenti e chi, invece, ha dovuto abbandonarla, perché non è riuscito
a reperire i capitali durante questa forte crisi economica o per il timore dell’avverarsi di un altro
disastro del genere.
ALLUVIONE DEL 2011
L'alluvione di Genova del 4 novembre 2011 si è verificata a seguito di fortissime precipitazioni che hanno registrato
punte superiori ai 500 mm in poche ore in diverse zone di Genova e provincia. Ne è scaturita l'esondazione dei
torrenti Bisagno e Fereggiano e la piena dei torrenti Sturla, Scrivia e Entella.
I centri più colpiti sono stati quelli di Genova nei quartieri di Quezzi, Foce, Molassana, San Fruttuoso, Marassi,
Brignole, Quarto e Nervi e i comuni di Recco e Camogli.
Tratto da giornale...
Le piogge eccezionali, già previste da qualche giorno, sono iniziate la sera del 3 novembre per poi continuare tutta la
notte e a metà mattinata del 4 novembre il livello dell'acqua del Bisagno è giunto a toccare il livello 4 metri,
richiedendo la conseguente evacuazione dei piani bassi in diversi edifici, come scuole e negozi.
Verso le 13:00 del 4 novembre erano già caduti circa 300 mm d'acqua, concentrate in particolare sull'alto bacino del
torrente Fereggiano, affluente di sinistra del Bisagno, il cui livello è passato da 1 a 4 metri di altezza.
Ma è nel primo pomeriggio nel quartiere di Marassi sotto la pioggia incessante che si compie il disastro: sul torrente
Fereggiano, a seguito delle incessanti piogge che raggiungono ora un cumulativo di 500mm, giunge improvviso e
devastante un picco di piena eccezionale.Il corsi d’acqua supera abbondantemente argini e spallette dilagando
letteralmente nel tratto coperto di Via Fereggiano: in pochi minuti la strada si trasforma in un vero e proprio fiume
in piena alto oltre un metro di altezza che spazza via decine e decine di automobili e motorini, allaga negozi, e causa
sei vittime.
Da qui l'onda devastante giunge poi in corso Sardegna dove nello stesso modo travolge altre automobili sino alla
confluenza con il Bisagno, che nel frattempo intorno alle 13:50 esonda sulla sponda destra presso Borgo Incrociati,
nel punto precedente il suo tratto di corso coperto di Viale Brigata Bisagno. Da qui vengono allagate diverse zone
della città, oltre la stessa Borgo Incrociati anche, in particolare, buona parte della zona di Brignole, dove l'acqua
sommerge anche un lungo tratto iniziale di Via XX Settembre, travolgendo auto e cassonetti della spazzatura e
allagando gli androni dei palazzi. Nel frattempo le acque del Bisagno tracimano anche in sponda sinistra allagando
la zona orientale e la bassa Valbisagno nella zona di piazzale Adriatico dove sommergono ampie zone residenziali
con punte anche di 2 metri di altezza.
A Molassana in Località Olmo l'acqua alle ore 13:40 ha raggiunto una quota, rispetto al piano stradale, di 2,40 metri.
Il 5 novembre si sono registrati danni anche nel Tigullio. Tra Chiavari e Lavagna il torrente Entella è arrivato a
toccare i limiti degli argini senza però esondare. Tra Santa Margherita e Portofino la mareggiata ha danneggiato la
"Costa dei Delfini" che divide le due città. A Camogli un fulmine si è abbattuto sul tetto di una casa provocando un
incendio domato dai vigili del fuoco e causando l’evacuazione degli abitanti dello stabile.
Si sono poi verificate una serie di piccole frane e smottamenti a Uscio, Lumarzo e numerosi alberi caduti a San Lorenzo della
Costa, a San Martino del Vento (San Colombano) e a Ognio . Nella notte tra il 5 e il 6 novembre in provincia di Savona si sono
verificati dei black out elettrici così come allagamenti di garage e scantinati. Una frana si è staccata lungo la statale 226 tra il
ponte Savignone e Casella (provincia di Genova) tagliando in due la Valle Scrivia. Lo smottamento ha provocato la rottura delle
tubature del gas metano e Casella e Montoggio sono risultate essere senza gas. Per ripristinare la situazione ci vorranno tra i
quattro e i sei mesi. La sera del 6 novembre una tromba d'aria si è abbattuta su Alassio danneggiando locali e strutture sulle
passeggiate, in piazza Italia e allagando degli scantinati.
Dopo continui cedimenti nelle strade si sono spalancate delle voragini.
Sul Ponte della Pace che divide Chiavari da Lavagna si nota una crepa che taglia in due l’asfalto fra due piloni come se una delle
campate si fosse spostata, forse a causa della piena dell’Entella dei giorni precedenti. Sul posto sono accorsi i vigili del Fuoco
che hanno chiuso il traffico e già nel primo pomeriggio hanno riaperto il ponte.
Si è registrata poi un'altra frana a Savignone che ha causato la chiusura della Strada Provinciale 10.
La partita dell'undicesima giornata del campionato di Serie A 2011-2012, Genoa-Inter inizialmente prevista per il 6 novembre, è
stata rinviata al 13 dicembre a causa del perdurare delle avverse condizioni meteo e dell'allagamento di alcuni settori dello
Stadio Luigi Ferraris che si trova a Marassi, in una delle zone più colpite.
Nonostante l'evidente eccezionalità delle piogge che hanno causato l'alluvione, i loro effetti disastrosi hanno aperto molte
questioni sull'assetto idrogeologico del territorio soprattutto in relazione alla cosiddetta "Messa in sicurezza dei rii della città di
Genova" al momento ben lungi dall'essere completata. Oltre a ciò ha scaturito l'esondazione dei torrenti anche la mancata
realizzazione dello scolmatore e il fatto che i torrenti genovesi sono brevi e hanno una scarsa portata e se il mare è agitato,
l'acqua marina blocca il flusso del fiume causandone l'esondazione. Per questo dal giorno dopo l'alluvione il sindaco della città
Marta Vincenzi è stata duramente contestata da alcuni cittadini.
Il giorno dopo, intervenendo a Domenica in e Pomeriggio Cinque, ha dichiarato:
« Porterò per sempre le vittime di questo disastro sulla coscienza. La responsabilità ce la prendiamo tutti e io per
prima. L'angoscia per quello che è accaduto in questi giorni rimarrà per sempre. Sarà un segno dal quale non potrà
più prescindere la mia vita personale. Quello che è accaduto non ha avuto eguali per i modi e per i tempi. D'ora in
poi ogni allarme 2 lo trasformo nella chiusura di tutta la città. »
Il 7 novembre Il Secolo XIX ha pubblicato una notizia secondo la quale il comune avrebbe mandato alcune e-mail solo alle 15.35
del 4 novembre per raccomandare alle scuole di custodire gli alunni anche oltre il normale orario scolastico
Il fiume Leira che esonda...
CAUSE DELLE ALLUVIONI
 In classe ci siamo posti domande, abbiamo viitato centri di studio,abbiamo ispezionato il
nostro territorio e abbiamo letto... Per capire le
 Cause delle alluvioni (esondazioni torrenti Leira e Cerusa) a VOLTRI
Le cause per cui si verificano fenomeni alluvionali in Liguria ed in particolare a Voltri, Mele,
Acquasanta, Fabbriche si legano, a parer nostro, a fenomeni fisici riguardanti le
caratteristiche del territorio e climatiche ed a fenomeni antropici riguardanti le modifiche
che l’uomo ha apportato all’ambiente.
Per quanto riguarda i fenomeni del primo tipo è necessario sottolineare che
1.I Monti sono molto vicini alla costa del mare ligure, e raggiungono mille metri di altezza.
Le nubi cariche di umidità quando raggiungono le cime dei monti danno origine a forti
intense piogge (vedi ciclo dell’acqua e pluviometro)
2.I torrenti Leira e Cerusa hanno un corso breve (circa 10 –11 km) e un letto poco ampio;
non riescono quindi a raccogliere le acque piovane e a farle confluire in mare quando queste
sono molto intense e cadono in un breve tratto di tempo.
3.Spesso i momenti d’intensa pioggia autunnale coincidono con venti di ostro, libeccio,
scirocco, che causano grandi mareggiate: il mare, soprattutto quando c’è Libeccio, un vento
che spira perpendicolare alle nostre coste, con le sue altissime onde impedisce ai torrenti di
scaricare acqua, detriti, legna e terra in mare ma li ributta nel fiume ostruendone il
passaggio.
Per quanto riguarda i fenomeni del secondo tipo è necessario sottolineare che
1.
Le colline liguri che un tempo erano terrazzate, coltivate e sostenute da muretti a
secco, ora sono state abbandonate; i boschi spesso vengono tagliati o abbandonati: ciò
aumenta il dissesto idrogeologico del nostro territorio ed il conseguente rischio di frane.
Cause delle alluvioni e nostre riflessioni...
2.
Il disboscamento è aumentato e frane (colate o scivolamenti)f anno arrivare a
valle gli alberi “morti” fino al fiume, intralciando il suo corso.
3.
Le frane possono scivolare nel letto del fiume e ostruire il libero fluire dell’acqua
verso la foce
4.
I torrenti sono spesso sporchi e maltenuti; immondizia, tronchi, sterpi spesso
influisce sullo scorrere del fiume rallentando il suo corso.
5.
La cementificazione selvaggia è dannosa: la costruzione di case, fabbriche, ponti,
posteggi sul letto o addirittura sulla foce hanno innalzato il rischio di esondazione e messo a
rischio l’incolumità della popolazione.
6.
Il parcheggio costruito sulla foce del torrente Leira in piazza Gaggero a Voltri è, in
quest’ottica, molto pericoloso.
7.
La cementificazione del torrente suddetto nei pressi della foce (dalla zona del
cimitero a Sud) serve a impermeabilizzarlo e a interrompere lo scambio tra le acque
sotteranee e quelle di superficie ma questo non vuol dire che bisogna cementificare il letto
poiché gli sterpi e la vegetazione del torrente potrebbero servire per rallentarne talvolta il
corso. Il torrente cementificato non può più scavare il suo letto.
8.
Va sottolineato il comportamento errato dei cittadini: nella nostra “gita” lungo il
corso dei torrenti e lungo la linea di costa abbiamo notato che spazzatura, sporcizia, detriti o
addirittura elettrodomestici vengono buttati sulla spiaggia o sulla foce del fiume.
9.
10.La spiaggia è spesso piena di rifiuti (ad esempio legname trasportato dalle
onde durante le mareggiate o in mare dal torrente in piena) che possono causare uno
sbarramento alla foce facendo accumulare le acqua del torrente nel loro alveo facendolo
esondare.
DISSESTO IDROGEOLOGICO
FRANE
ALLUVIONI
Quando ci sono forti
precipitazioni si possono
verificare varie tipi di frane del
territorio:
 la frana di scivolamento
quando si stacca una parte di
terreno;
 la frana di colamento quando
la massa franata assume un
aspetto molto simile a quello
di un fluido ad alta viscosità.
In caso di forti piogge il letto del
fiume potrebbe riempirsi
troppo e quindi straripare
provocaando alluvione.
Del resto i corsi dei torrenti
sono brevi e le montagne sulle
quali si addensa umidità e
pioggia sono alte e vicine al
mare!
CAMBIAMENTI CLIMATICI ED EFFETTO SERRA
CAUSE
 Alcuni gas contenuti
nell’atmosfera lasciano
passare la luce solare ma
trattengono parte dal calore
rimesso dalla superficie
terrestre, attraverso un
meccanismo noto come
’’EFFETTO SERRA’’
CONSEGUENZE
 Forti immissioni di gas
nell’aria (città, riscaldamento,
traffico, industrie...)
potenziano l’effetto serra. Ne
consegue il surriscaldamento
globale, lo scioglimento dei
ghiacciai, l’aumento del
livello del mare e l’aumento
delle precipitazioni e quindi
di alluvioni nelle zone a
rischio.
L’ALLUVIONE SI PUO’ PREVENIRE?
 SCOLMATORE SUL BISAGNO
Lo scolmatore è un canale in grado di diminuire la
portata di piena di un fiume, prelevandone una parte.
Generalmente l’acqua incanalata nello scolmatore ha
come recapito finale un lago o un mare.
Per quanto riguarda il Bisagno,il progetto definitivo dello
scolmatore è stato consegnato a Palazzo Tursi . La
conferma è giunta dall’assessore ai lavori pubblici. Il
costo totale dell’opera dovrebbe aggirarsi sui 45 milioni
di euro ma essa non è ancora stata conclusa...
I GOVERNANTI DEVONO:
IN CASO DI ALLUVIONE:
Salvaguardare l’ambiente ed evitare l’abbandono del territorio campano
(alberi non solidi potrebbero cadere e intralciare il percorso al corso
d’acqua, terrazzamenti non protetti da adeguati muretti potrebbero
franare...)
Assicurarsi che il greto del torrente sia pulito.
Alzare gli argini dei corsi d’acqua, se necessario.
Costruire scolmatori dove sono necessari.
Non permettere costruzioni edilizie o industriali in zone esposte al
pericolo di alluvione.
Tenere informate le persone della città sulle situazioni ambientali e sui
rischi.
Chiudere le scuole quando si verificano casi d’allerta 2.
Costruire strumenti e piani di bacino per far conoscere le zone pericolose.
Pulire i tombini.
I ragazzi, i futuri cittadini ed il rischio
 Il rischio è la potenzialità che un'azione o
un'attività scelta (includendo la scelta di non agire)
porti a una perdita o ad un evento indesiderabile. La
nozione implica che una scelta influenzi il risultato. Le
stesse perdite potenziali possono anche essere
chiamate "rischi". Sebbene
ogni comportamento umano sia rischioso alcuni
hanno una percentuale di rischio maggiore.
 Sta quindi a noi, futuri cittadini, ricercare, capire e, se
possibile agire con correttezza!
A CASA
REGOLE PER EVITARE
IL RISCHIO in caso di piogge
abbondanti e rischio
ALL’APERTO
A SCUOLA
esondazione (allerta meteo
2) ai piani alti per evitare ogni
informati
sulle
Salire
Essere
caratteristiche del territorio in cui si
vive
tipo di pericolo.
Evitare di passare nei sottopassi ,
nei ponti e s ulle passerelle
Tenersi aggiornati con TV radio e
internet sull’evolversi delle
situazioni
Non sostare nei pressi dei torrenti e
in riva al mare.
Se l’allerta 2 scatta durante l’orario
scolastico, i genitori degli alunni
possono ritirare il proprio figlio solo
presentando un modulo compilato
e firmato da entrambi
Staccare il contatore e il gas per
evitare pericoli e salti di corrente
Limitare l’uso di veicoli privati e
pubblici per evitare pericoli.
In caso di allerta 1 si viene a scuola
regolarmente ma sono vietate le
uscite sul territorio.
•Salire ai piani più alti.
Cercare un rifugio il più vicino
possibile basta che sia ai piani alti o
in salita.
In caso di allerta 2 la scuola è
chiusa.
Evitare le uscite se non in caso di
effettiva necessità. Restare a casa
fino a cessata l’allerta
Chiudere cantine negozi e
seminterrati, erigere paratie per
proteggere i locali a piano strada
In caso di passaggio da allerta
meteo 1 ad allerta meteo 2 durante
la permanenza a scuola seguire le
regole della circolare n. 225 su
procedure di emergenza.
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