REGOLATORI P.I.D. Slide n. 1 REGOLATORI P. I. D. Dott. Ing. VINCENZO SURACI ANNO ACCADEMICO 2012-2013 Corso di AUTOMAZIONE 1 Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 2 REGOLATORI P.I.D. INTRODUZIONE Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 3 REGOLATORE P.I.D. • Il regolatore P.I.D. è un controllore a struttura predeterminata di tipo Proporzionale, Integrale e Derivativo. • È caratterizzato da tre parametri liberi, KP, KI e KD • Tali parametri devono essere fissati dal progettista della modalità di controllo per ottenere le prestazioni desiderate dall’elemento controllato. Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 4 REGOLATORI P.I.D. STRUTTURA DI TIPO PARALLELO Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 5 SCHEMA A BLOCCHI DI TIPO FUNZIONALE PER UN REGOLATORE P.I.D. DI TIPO PARALLELO 𝑝 𝐾𝐼 e(t) e(t) dt c(t) 𝑝 𝐾𝑃 𝑝 𝐾𝐷 Suraci d e (t) dt A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 6 SCHEMA A BLOCCHI DI TIPO FUNZIONALE PER UN REGOLATORE P.I.D. DI TIPO PARALLELO 𝜒 𝑠 𝑝 𝑝1 𝑝 = 𝐾𝑃 + 𝐾𝐼 + 𝐾𝐷 𝑠 𝜀 𝑠 𝑠 Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 7 REGOLATORE P.I.D. DI TIPO PARALLELO • Lo schema di tipo parallelo era utilizzato in prevalenza per la realizzazione di dispositivi di elaborazione con tecnologie meccaniche e pneumatiche, attualmente in disuso. • Il problema principale che affligge la struttura di tipo parallelo è la suscettibilità al rumore di misura. • Se si calcola la derivata come rapporto incrementale, ridurre il passo di campionamento dei sensori acuisce il problema! • Può essere utile aumentare la precisione dei sensori, ma il costo aumenta sensibilmente. Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 8 EFFETTO DELLA DURATA DEL PASSO DI CAMPIONAMENTO E DELLA LUNGHEZZA DEL BYTE 21 CAMPIONI STIMA DELLA DERIVATA SEGNALE ANALOGICO 81 CAMPIONI DERIVATA ANALOGICA STIMA DELL’AZIONE DERIVATIVA A.A. 2012/2013 Suraci RAPPORTO INCREMENTALE QUANTIZZAZIONE A 8 BIT AUTOMAZIONE 81 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 9 EFFETTO DELLA DURATA DEL PASSO DI CAMPIONAMENTO E DELLA LUNGHEZZA DEL BYTE 21 CAMPIONI STIMA DELLA DERIVATA SEGNALE ANALOGICO 81 CAMPIONI DERIVATA ANALOGICA RAPPORTO INCREMENTALE QUANTIZZAZIONE A 32 BIT STIMA DELL’AZIONE DERIVATIVA A.A. 2012/2013 Suraci AUTOMAZIONE 91 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 10 REGOLATORE P.I.D. DI TIPO PARALLELO • A causa dell’inevitabile presenza di rumore, il calcolo della derivata deve essere effettuato in modo da attenuare il rumore sovrapposto al segnale utile e quindi NON come rapporto incrementale. • È sufficiente ottenere una stima del valore della derivata piuttosto che il valore esatto. • L’azione derivativa deve essere applicata solo nel campo delle frequenze relative all’andamento della variabile di errore. Ossia deve essere tarata sulla banda del segnale di errore. Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 11 RAPIDO EXCURSUS DEFINIZIONE DI BANDA DI UN SEGNALE ANALOGICO Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 12 BANDA DI UN SEGNALE ANALOGICO • Dato un segnale analogico Reale 𝑥 𝑡 :ℝ → ℝ • Generato da un sistema Causale 𝑥 𝑡 = 0 ∀𝑡 < 0 • Limitato ∃𝑀 ∈ℝ| 𝑥 𝑡 Suraci ovvero a Potenza finita < 𝑀 ∀𝑡 ≥ 0 1 lim 𝑇→+∞ 𝑇 A.A. 2012/2013 𝑇 𝑥 𝑡 2 𝑑𝑡 =𝑃∈ℝ 0 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 13 BANDA DI UN SEGNALE ANALOGICO • Ad energia finita +∞ 𝑥 𝑡 2 𝑑𝑡 =𝐸∈ℝ 0 • Esso è quindi Fourier-Trasformabile +∞ 𝑥 𝑡 𝑒 −𝑖2𝜋𝑓𝑡 𝑑𝑡 ∈ ℂ 𝑋 𝑓 = 𝑋 𝑓 = 𝑋 −𝑓 ESSENDO x(t) REALE X(f) È PARI 0 Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 14 BANDA DI UN SEGNALE ANALOGICO • Per il teorema di Parseval +∞ +∞ 𝑥 𝑡 2 𝑑𝑡 =2 0 𝑋 𝑓 2 𝑑𝑓 =𝐸∈ℝ 0 • Definiamo spettro di densità di energia la trasformata del segnale di autocorrelazione +∞ 𝑋 𝑓 2 𝑥 𝑡 + 𝜏 𝑥 𝑡 𝑑𝜏 𝑒 −𝑖2𝜋𝑓𝑡 𝑑𝑡 = 𝑡=−∞ Suraci +∞ 𝜏=−∞ A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 15 BANDA DI UN SEGNALE ANALOGICO • Lo spettro di densità di energia, espresso in deciBel ed in funzione della pulsazione, è il diagramma di Bode (del Modulo) 𝜔 𝑓= 2𝜋 → 10log10 𝑋 𝑓 2 = 20 log10 𝑋 𝜔 • Per i segnali analogici, la banda è l'intervallo di frequenze (dalla minima alla massima) che «contiene» la maggior parte dell'energia del segnale. Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 16 REGOLATORI P.I.D. STRUTTURA DI TIPO SERIE Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 17 REGOLATORE P.I.D. DI TIPO SERIE e(t) AZIONE PROPORZIONALE E INTEGRALE AZIONE PROPORZIONALE E DERIVATIVA c(t) • Lo schema di tipo serie è utilizzato per realizzare dispositivi di elaborazione con tecnologie elettroniche. • L’azione proporzionale e integrale precede quella proporzionale e derivativa per ottenere una parziale attenuazione del rumore di misura e alla quantizzazione. Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 18 e(t) REGOLATORE P.I.D. DI TIPO SERIE + 𝐾𝑃𝑠 + 𝐾𝐼𝑠 𝐾𝐷𝑠 𝜀 𝑡 𝑑𝑡 𝜒 𝑠 1 𝑠 𝑠 = 𝐾𝑃 1 + 𝐾𝐼 𝜀 𝑠 𝑠 Suraci c(t) + 𝑑𝜀 𝑡 𝑑𝑡 + 1 + 𝐾𝐷𝑠 𝑠 A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 19 REGOLATORE P.I.D. DI TIPO SERIE j(t) 𝑠 𝑠 𝜑 𝑠 1 𝐾 𝑠 + 𝐾 𝑃 𝐼 = 𝐾𝑃𝑠 1 + 𝐾𝐼𝑠 = 𝜀 𝑠 𝑠 𝑠 Suraci A.A. 2012/2013 ZERO REALE IN: −𝐾𝐼𝑠 𝐾𝑃𝑠 POLO NELL’ORIGINE AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 20 REGOLATORE P.I.D. DI TIPO SERIE EFFETTO DELLA AZIONE INTEGRATORE 𝐾𝐼𝑠 𝐾𝑃𝑠 𝐾𝐼𝑠 𝐾𝑃𝑠 𝐾𝐼𝑠 𝐾𝑃𝑠 Suraci 𝐾𝐼𝑠 𝐾𝑃𝑠 𝐾𝐼𝑠 𝐾𝑃𝑠 Pulsazione di taglio A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 21 EQUIVALENZA REGOLATORE P.I.D. DI TIPO SERIE (s) REGOLATORE P.I.D. DI TIPO PARALLELO (p) 𝜒 𝑠 1 𝑠 𝑠 = 𝐾𝑃 1 + 𝐾𝐼 𝜀 𝑠 𝑠 = 𝐾𝑃𝑠 +𝐾𝑃𝑠 𝐾𝐼𝑠 𝐾𝐷𝑠 + 1 + 𝐾𝐷𝑠 𝑠 𝐾𝑃𝑠 𝐾𝐷𝑠 𝑠+ 𝐾𝑃𝑠 1 𝐾𝑃𝑠 𝐾𝐼𝑠 1 𝑠 = + 𝐾𝐷𝑠 𝑠 + 𝐾𝐼𝑠 1 + 𝐾𝐼𝑠 𝐾𝐷𝑠 = 𝑠 𝑝 𝐾𝑃 = 𝐾𝑃𝑠 +𝐾𝑃𝑠 𝐾𝐼𝑠 𝐾𝐷𝑠 𝑝 𝐾𝐷 = 𝐾𝑃𝑠 𝐾𝐷𝑠 𝑝 𝐾𝐼 = 𝐾𝑃𝑠 𝐾𝐼𝑠 Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 22 REGOLATORI P.I.D. LIMITI DEGLI ATTUATORI Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 23 REGOLATORE P.I.D. – LIMITI DEGLI ATTUATORI • Un regolatore P.I.D. è connesso a monte di un attuatore, il quale presenta: • una saturazione data dalla massima escursione della variabile di controllo; • una banda passante che determinata la «rapidità di esecuzione» dell’attuatore; • un valore massimo che può raggiungere la variabile di forzamento nel funzionamento a regime permanente o per intervalli di tempo di durata limitata (sovraccarico transitorio). Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 24 SCHEMA FUNZIONALE DI UN ATTUATORE DISTURBO VARIABILE DI CONTROLLO VARIABILE DI FORZAMENTO DELL’ATTUATORE VARIABILE CONTROLLATA LIMITAZIONI ALLA: ATTUATORE • MASSIMA ESCURSIONE • RAPIDITÀ DI VARIAZIONE • SOVRACCARICO TRANSITORIO SISTEMA DA CONTROLLARE ATTUATORI ATTIVI (SERVOMECCANISMI) ATTUATORI PASSIVI MASSIMO VALORE STAZIONARIO FORZAMENTO FORZAMENTO ANDAMENTO LIMITE DELLA RISPOSTA A GRADINO CAMPO DI ESCURSIONE DELLA VARIABILE DI FORZAMENTO MASSIMO VALORE IN TRANSITORIO CAMPO DI MASSIMO VALORE ESCURSIONE STAZIONARIO DELLA VARIABILE DI FORZAMENTO tempo Suraci A.A. 2012/2013 tempo AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 25 REGOLATORI P.I.D. CAMPO DI UTILIZZO Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 26 REGOLATORE P.I.D. – CAMPO DI APPLICAZIONE • Utilizzato per soddisfare le prestazioni relative al comportamento a regime permanente; • SENZA MODELLO • solo PI; • tuning in modo empirico; • MODELLO NELLA DINAMICA DOMINANTE • solo PI; • Tuning sistematico; • non permette di influire sul comportamento transitorio Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 27 REGOLATORE P.I.D. – CAMPO DI APPLICAZIONE • MODELLO NELLA DINAMICA DOMINANTE • PI+D; • Tuning sistematico; • Un parziale miglioramento del comportamento in transitorio è ottenuto dall’azione derivativa. • L’inserimento dell’azione integrale determina un rallentamento del transitorio rispetto a quello che aveva l’elemento in esame nel controllo a catena aperta. • L’inserimento dell’azione derivativa attenua tale rallentamento del comportamento dinamico. Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 28 REGOLATORI P.I.D. STIMA DELLA DERIVATA FILTRO DEL PRIMO ORDINE Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 29 STIMA DELLA DERIVATA CON FILTRO DEL PRIMO ORDINE DIAGRAMMA DI BODE La stima della derivata può essere effettuata rendendo operativo un filtro del primo ordine costituito da un polo reale e da uno zero reale. La posizione del polo e dello zero va scelta in modo che il filtro del primo ordine abbia un comportamento simile a quello della derivata ideale nell’intervallo di frequenza centrato sulla banda passante dell’elemento controllato. .1 s DERIVATA “ESATTA” Suraci 1 10 BANDA PASSANTE DELL’ELEMENTO CONTROLLATO w (rad/sec) 100 DERIVATA “APPROSSIMATA” A.A. 2012/2013 b1 s + b 0 a1 s + a0 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 30 STIMA DELLA DERIVATA CON FILTRO DEL PRIMO ORDINE DIAGRAMMA DI BODE Un filtro del primo ordine è in grado di stimare la derivata entro una banda di frequenze ben definita. .1 s DERIVATA “ESATTA” Suraci 1 10 w (rad/sec) 100 DERIVATA “APPROSSIMATA” A.A. 2012/2013 b1 s + b 0 a1 s + a0 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 31 STIMA DELLA DERIVATA CON FILTRO DEL PRIMO ORDINE DIAGRAMMA DI BODE Un filtro del primo ordine è in grado di stimare la derivata entro una banda di frequenze ben definita. Oltre tale banda di frequenza il rumore NON è amplificato come invece accade nel derivatore ideale, ma NON è nemmeno attenuato. .1 s DERIVATA “ESATTA” Suraci 1 10 w (rad/sec) 100 DERIVATA “APPROSSIMATA” A.A. 2012/2013 b1 s + b 0 a1 s + a0 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 32 STIMA DELLA DERIVATA CON FILTRO DEL PRIMO ORDINE DIAGRAMMA DI BODE In corrispondenza delle basse frequenze, ovvero a regime permanente, il filtro di stima del primo ordine presenta solo una attenuazione (che sarebbe stata nulla nel caso di derivata) che varia il guadagno complessivo del regolatore e di cui bisogna tenere conto. .1 s DERIVATA “ESATTA” Suraci 1 10 w (rad/sec) 100 DERIVATA “APPROSSIMATA” A.A. 2012/2013 b1 s + b 0 a1 s + a0 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 33 STIMA DELLA DERIVATA CON FILTRO DEL PRIMO ORDINE RISPOSTA AL GRADINO L’andamento della risposta a gradino presenta una discontinuità in corrispondenza dell’istante iniziale. Ciò sta a confermare che le componenti a frequenza più elevata non sono attenuate. b1 s + b0 a1 s + a0 DERIVATA “APPROSSIMATA” CON FILTRO DEL PRIMO ORDINE s DERIVATA “ESATTA” Suraci A.A. 2012/2013 tempo AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 34 REGOLATORI P.I.D. STIMA DELLA DERIVATA FILTRO DEL SECONDO ORDINE Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 35 STIMA DELLA DERIVATA CON FILTRO DEL SECONDO ORDINE DIAGRAMMA DI BODE Un filtro del secondo ordine è costituito da due poli complessi coniugati e da uno zero reale. b1 s + b0 a1 s + a0 .1 s DERIVATA “ESATTA” Suraci 1 10 BANDA PASSANTE DELL’ELEMENTO CONTROLLATO A.A. 2012/2013 w (rad/sec) 100 DERIVATA “APPROSSIMATA” b1 s + b 0 s 2 + a1 s + a0 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 36 STIMA DELLA DERIVATA CON FILTRO DEL SECONDO ORDINE DIAGRAMMA DI BODE La posizione dei poli e dello zero va scelta in modo che sia compresa entro l’intervallo di frequenza centrato sulla banda passante dell’elemento controllato con le azione proporzionale e integrale. b1 s + b0 a1 s + a0 .1 s DERIVATA “ESATTA” Suraci 1 10 BANDA PASSANTE DELL’ELEMENTO CONTROLLATO A.A. 2012/2013 w (rad/sec) 100 DERIVATA “APPROSSIMATA” b1 s + b 0 s 2 + a1 s + a0 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 37 STIMA DELLA DERIVATA CON FILTRO DEL SECONDO ORDINE DIAGRAMMA DI BODE Un filtro del secondo ordine è in grado di stimare la derivata entro una banda di frequenze ben definita. b1 s + b0 a1 s + a0 .1 s 1 10 DERIVATA “ESATTA” Suraci w (rad/sec) 100 DERIVATA “APPROSSIMATA” A.A. 2012/2013 b1 s + b 0 s 2 + a1 s + a0 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 38 STIMA DELLA DERIVATA CON FILTRO DEL SECONDO ORDINE DIAGRAMMA DI BODE Ad alte frequenze, il rumore è attenuato, a differenza di quanto accade nel filtro del primo ordine. b1 s + b0 a1 s + a0 .1 s 1 10 DERIVATA “ESATTA” Suraci w (rad/sec) 100 DERIVATA “APPROSSIMATA” A.A. 2012/2013 b1 s + b 0 s 2 + a1 s + a0 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 39 STIMA DELLA DERIVATA CON FILTRO DEL SECONDO ORDINE DIAGRAMMA DI BODE In corrispondenza delle basse frequenze, permane una attenuazione finita e quindi occorre adeguare il guadagno del regolatore. b1 s + b0 a1 s + a0 .1 s 1 10 DERIVATA “ESATTA” Suraci w (rad/sec) 100 DERIVATA “APPROSSIMATA” A.A. 2012/2013 b1 s + b 0 s 2 + a1 s + a0 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 40 STIMA DELLA DERIVATA CON FILTRO DEL SECONDO ORDINE RISPOSTA A GRADINO L’andamento della risposta a gradino non presenta una brusca discontinuità in corrispondenza dell’istante iniziale. Ciò sta a confermare che le componenti a frequenza più elevata sono attenuate. b1 s + b0 a1 s + a0 s DERIVATA “ESATTA” Suraci DERIVATA “APPROSSIMATA” CON FILTRO DEL PRIMO ORDINE DERIVATA “APPROSSIMATA “ CON FILTRO DEL SECONDO ORDINE A.A. 2012/2013 b 1 s + b0 s 2 + a1 s + a0 tempo AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 41 REGOLATORI P.I.D. STIMA DELLA DERIVATA ATTENUAZIONE DELL’EFFETTO DEL RUMORE DI MISURA Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 42 Confrontiamo i risultati del filtraggio di un andamento sinusoidale con sovrapposta una sinusoide di ampiezza minore e di pulsazione molto superiore (rumore sinusoidale). VALORE “VERO” DERIVATA DEL VALORE “VERO” VALORE STIMATO DELLA DERIVATA CON IL FILTRO DEL PRIMO ORDINE VALORE MISURATO VALORE STIMATO DELLA DERIVATA CON IL FILTRO DEL SECONDO ORDINE Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 43 Il filtro del primo ordine il rumore è attenuato ma non trascurabile, mentre con il filtro del secondo ordine il rumore è praticamente eliminato. VALORE STIMATO DELLA DERIVATA CON IL FILTRO DEL SECONDO ORDINE Suraci DERIVATA DEL VALORE “VERO” A.A. 2012/2013 VALORE STIMATO DELLA DERIVATA CON IL FILTRO DEL PRIMO ORDINE AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 44 Si noti che il segnale filtrato presenta uno sfasamento ovvero un ritardo finito rispetto al segnale di ingresso. VALORE “VERO” DERIVATA DEL VALORE “VERO” VALORE STIMATO DELLA DERIVATA CON IL FILTRO DEL PRIMO ORDINE VALORE MISURATO VALORE STIMATO DELLA DERIVATA CON IL FILTRO DEL SECONDO ORDINE Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 45 REGOLATORI P.I.D. NON LINEARITÀ Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 46 SCHEMA DI BASE CON LE NONLINERITÀ NELL’AZIONE INTEGRALE Le nonlinearità a soglia e a saturazione consentono: 1. SOGLIA - di tenere in contro l’underflow del PID; 2. SATURAZIONE - di limitare l’escursione della variabile di controllo in ingresso all’attuatore. KI e(t) m(t) Kp Kd Suraci e (t) dt d e(t) dt A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 47 SCHEMA DI BASE CON LE NONLINERITÀ NELL’AZIONE INTEGRALE La nonlinearità attrattore consente di attivare l’integratore quando l’errore è inferiore ad un valore minimo prefissato. Quando l’entità dell’errore è rilevante è sufficiente l’azione proporzionale. KI e(t) m(t) Kp Kd Suraci e (t) dt d e(t) dt A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 48 SCHEMA DI BASE CON LE NONLINERITÀ NELL’AZIONE INTEGRALE La linearità del tipo a saturazione dopo l’integratore evita che l’azione integrale vada in overflow. KI e(t) m(t) Kp Kd Suraci e (t) dt d e(t) dt A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 49 SCHEMA FUNZIONALE CON AZIONE DERIVATIVA IN BANDA KI s m(t) e(t) Kp Kd b1 s + b0 a1 s + a0 DERIVATA IN BANDA, STIMATA CON FILTRO DEL PRIMO ORDINE Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 50 SCHEMA FUNZIONALE CON AZIONE DERIVATIVA IN BANDA KI s m(t) e(t) Kp Kd b1 s + b0 s 2 + a1 s + a 0 DERIVATA IN BANDA, STIMATA CON FILTRO DEL SECONDO ORDINE Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 51 REGOLATORI P.I.D. TEMPO DELL’AZIONE INTEGRALE E TEMPO DELL’AZIONE DERIVATIVA Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 52 SCHEMA A BLOCCHI DI TIPO FUNZIONALE PER UN REGOLATORE P.I.D. DI TIPO PARALLELO 𝜒 𝑠 𝑝 𝑝1 𝑝 = 𝐾𝑃 + 𝐾𝐼 + 𝐾𝐷 𝑠 𝜀 𝑠 𝑠 Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 53 𝜒 𝑡 = 𝐾𝑃 𝜀 𝑡 + 𝐾𝐼 𝜀 𝑡 𝑑𝑡 AZIONE INTEGRALE AZIONE PROPORZIONALE 𝜒 𝑠 1 = 𝐾𝑃 + 𝐾𝐼 + 𝐾𝐷 𝑠 𝜀 𝑠 𝑠 1 𝐾𝑃 𝐾𝐷 𝐵𝑝 = 𝑇𝐼 = 𝑇𝐷 = 𝐾𝑃 𝐾𝐼 𝐾𝑃 𝜒 𝑠 𝐾𝐼 1 𝐾𝐷 = 𝐾𝑃 1 + + 𝑠 𝜀 𝑠 𝐾𝑃 𝑠 𝐾𝑃 𝜒 𝑠 1 11 = 1+ + 𝑇𝐷 𝑠 𝜀 𝑠 𝐵𝑝 𝑇𝐼 𝑠 Suraci A.A. 2012/2013 𝑑 𝐾𝐷 𝜀 𝑡 𝑑𝑡 + AZIONE DERIVATIVA Bp BANDA PROPORZIONALE TI TEMPO DELL’AZIONE INTEGRALE TD TEMPO DELL’AZIONE DERIVATIVA AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 54 TEMPO AZIONE INTEGRALE 1 𝐵𝑝 = 𝐾𝑃 𝜒 𝑠 1 11 = 1+ + 𝑇𝐷 𝑠 𝜀 𝑠 𝐵𝑝 𝑇𝐼 𝑠 BANDA PROPORZIONALE RISPOSTA INGRESSO AL GRADINO UNITARIO ANDAMENTO DELL’AZIONE 1 = 𝐾𝑃 INTEGRALE 𝐵𝑝 ANDAMENTO DELL’AZIONE PROPORZIONALE 𝐾𝑃 𝑡 𝑇𝐼 0 TEMPO DELL’AZIONE INTEGRALE Suraci TI tempo 𝐾𝑃 𝑇𝐼 = 𝐾𝐼 𝐾𝐷 𝑇𝐷 = 𝐾𝑃 TEMPO AZIONE DERIVATIVA RISPOSTA INGRESSO A RAMPA UNITARIA ANDAMENTO DELL’AZIONE 𝑇𝐷 PROPORZIONALE 𝐵𝑝 ANDAMENTO 1 DELL’AZIONE 𝑡 𝐵𝑝 DERIVATIVA 0 TEMPO DELL’AZIONE DERIVATIVA A.A. 2012/2013 TD tempo AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 55 REGOLATORI P.I.D. CONFIGURAZIONE PARALLELO ZERI Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 56 FUNZIONE DI TRASFERIMENTO c s KI G s KP KDs e s s Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 57 FUNZIONE DI TRASFERIMENTO - ZERI 2 KI KDs KPs KI G s K P KDs s s KI KI KD 2 KP 1 1s 1 2 s s s 1 s KI KI s KI s Suraci KD 2 KP KI 2 s s 1 1 1 2 s 1 2 s KI KI s A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 58 FUNZIONE DI TRASFERIMENTO - ZERI KP KP 1 2 1 2 K KI I KD KP KD 2 1 2 2 KI K I KI KP KD KP KD 2 2 2 2 2 0 KI KI KI KI Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 59 FUNZIONE DI TRASFERIMENTO - ZERI KP KD 2 0 KI KI 2 2 KP KI 2 2 2 KP KD 2 4 0 KI KI KP 1 2 KI K P2 4 K D K I KP 2 KDKI 1 e 2 reali Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 60 FUNZIONE DI TRASFERIMENTO – ZERI COINCIDENTI Due soluzioni reali e coincidenti per 2 KD KI K 4K D K I 1 4 KP KP 2 P 1 1 4 TD TI 4TD TI K P TI 2 2K I 2 KP KP KP 1 2 K I 2K I 2K I 1 coincide con 2 Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 61 REGOLATORI P.I.D. CONFIGURAZIONE PARALLELO INFLUENZA DEGLI ZERI Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 62 FUNZIONE DI TRASFERIMENTO c s KI G s KP KDs e s s CON ZERI COINCIDENTI TI 4TD KI K T 2 I I 1 s 1 s G s s s 2 K 2 K K P D I 2 Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 63 3 2 1 KI KPs KDs2 G s s TI 4TD K I TI G s 1 s s 2 0 -1 2 -2 -3 -6 Suraci 2 TI -5 -4 -3 A.A. 2012/2013 -2 -1 0 1 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 64 3 2 1 KI KPs KDs2 G s s K I 1 1s 1 2 s s TI 4TD 1, 2 TI TI 4TI TD 2 Suraci 2 0 -1 1 1 1 2 -2 -3 -6 -5 -4 -3 A.A. 2012/2013 -2 -1 0 1 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 65 Bode Diagram 110 100 90 Magnitude (dB) 80 70 𝑇𝐼 > 4𝑇𝐷 60 50 40 30 20 10 0 90 𝑇𝐼 > 4𝑇𝐷 Phase (deg) 45 0 -45 -90 -2 10 -1 10 0 10 1 2 10 10 3 10 4 10 Frequency (rad/sec) Suraci A.A. 2012/2013 5 10 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 66 3 2 2 TD 1 KI KPs KDs2 G s s K I 1 1s 1 2 s s TI 4TD 1, 2 TI i 4TI TD TI 2 Suraci 0 -1 -2 2 -3 -6 -5 -4 -3 A.A. 2012/2013 -2 -1 0 1 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 67 Bode Diagram 120 100 Magnitude (dB) 80 𝑇𝐼 < 4𝑇𝐷 60 40 20 0 90 Phase (deg) 45 𝑇𝐼 < 4𝑇𝐷 0 -45 -90 -3 10 -2 10 -1 0 10 10 1 10 Frequency (rad/sec) Suraci A.A. 2012/2013 2 10 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 68 REGOLATORI P.I.D. CONFIGURAZIONE PARALLELO STIMA DELLA DERIVATA Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 69 c s KI G s KP KDs e s s Mettendo in evidenza KP Sostituiamo i tempi delle azioni integrale e derivativa KI 1 KD 1 1 K P 1 s K P 1 TD s KP s KP TI s Raggruppiamo i termini 1 sTI K P sTI Suraci Ipotizziamo gli zeri coincidenti… 1 sTI TD s K P sTI A.A. 2012/2013 TI 4 TI 4TD s AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 70 azione proporzionale e integrale TI s + 1 TI s Kp + + .25 TI s TI s 1 TI K P G s K P 4 TI s azione proporzionale e derivativa 1 Zero azione .25 TI s derivativa s b1 s + b 0 s 2 + a1 s + a0 Stima della azione derivativa 2 Poli Suraci A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 71 b1 s + b0 s 2 + a1 s + a0 Stima della azione derivativa ASSUNZIONI 1. Il filtro di stima deve avere guadagno unitario; 2. Facciamo coincidere lo zero del filtro di stima della azione derivativa con quello della azione integrale; 3. Impostiamo due poli complessi coniugati. s+1 s2/wn2 +2z s /wn +1 Suraci Stima della azione derivativa TI A.A. 2012/2013 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 72 ASSUNZIONI 4. Poli a destra dello zero, poli con parte Re = parte Im 3 1 1 TI TI 1 1 TI TI 1 1 1 2 1 TI 1 0 -1 -2 cos(3 4) 0.707 -3 -6 Suraci 1 TI 1 TI -5 -4 -3 A.A. 2012/2013 -2 -1 0 1 AUTOMAZIONE 1 REGOLATORI P.I.D. Slide n. 73 azione proporzionale e integrale 30 TI s + 1 TI s modulo (dB) Kp 20 + 10 + .25 TI s 0 -10 azione derivativa azione proporzionale e integrale -20 .01 TI s + 1 TI s Kp azione derivativa in banda Suraci (.25 TI) (TI s +1) 1/( TI )2s2 + 1.41/( TI ) s + 1 A.A. 2012/2013 .1 1 1/TI 10 100 w (rad/sec) 1/TI) + + = 10 ÷ 100 AUTOMAZIONE 1