Testo Negrelli
Ultima parte cap. 3 e cap. 4
Ristrutturazioni e innovazioni
• Si è visto che le trasformazioni del lavoro nei
paesi più ricchi dipendono solo in piccola
parte da de-localizzazioni e immigrazione
• Allora ….
domande
• Quali sono le cause più importanti?
• Si potrebbe dire: globalizzazione e progresso
tecnologico, in generale
• Però, questa risposta apre altre domande
Altre domande
• Perché questi processi interessano in misura
diversa
i differenti paesi
e regioni diverse nello stesso paese?
segue
• Perché la crisi si riflette in modo così
disomogeneo sulle trasformazioni qualitative
del lavoro ?
Risposta
• Diverso ruolo delle istituzioni
• e del tipo di mediazione che esse svolgono
Processi di ristrutturazione di imprese
e dell’economia di interi territori
In atto da almeno trent’anni mutamenti nei
processi di produzione di massa:
- Prima “produzione snella” (just-in-time)
- poi, disintegrazione verticale
Disintegrazione verticale
Modelli non standard d’impresa
• Nuove forme di collaborazioni (reti globali di
fornitura)
• Meccanismi sociali di learning by monitoring
(v. più avanti)
Diversi modelli di governance
• Casi di maggiore successo: processi di
anticipazione strategica delle ristrutturazioni
• Differenze USA e Europa
Paesi anglosassoni e Europa
• USA e Gran Bretagna: grandi multinazionali
relativamente libere di assumere decisioni
unilaterali di chiudere delle unità nei vari paesi
• Europa: imprese più condizionate dal modello
del dialogo sociale
Europa: effetti positivi del dialogo
sociale
• Soprattutto in Austria, Francia, Germania,
Olanda
Dove:
misure tendenti a limitare il ricorso ai
licenziamenti (flessibilità e riduzioni dell’orario di
lavoro, sospensioni temporanee, ecc.)
Rapporto tra innovazione e
produttività del lavoro
• Processi di ristrutturazione: risposta alla sfida
dei mercati globali che impongono ai paesi più
ricchi di innovare e incrementare la
produttività
• Esperienze diversificate ed effetti differenti
Rapporto tra innovazione e
produttività (segue)
1) Livello temporale
1) Livello spaziale
Livello temporale
Circolo virtuoso dello sviluppo:
• Progresso tecnologico e capitale umano
aumentano la produttività del lavoro
• quindi, crescita economica
• e nuovi investimenti in tecnologia e capitale
umano
In senso opposto funziona il circolo vizioso della
povertà
segue
• Capacità dinamiche endogene del capitalismo
• Innovazione permanente
Livello spaziale: domanda
Come possiamo garantire, insieme:
• occupazione,
• Produttività
• uguaglianza sociale?
Determinante il sistema di regolazione dei
processi d’innovazione
USA E UE
• USA: rapporto regolato prevalentemente alle
forze del mercato
• UE: forte influenza del dialogo sociale
USA
• Es. di circolo virtuoso: Ford
• Questo modello è più difficile da applicare
oggi: calo del manufatturiero e aumento dei
servizi
Europa
• La regolazione sociale ha mantenuto il cuore
manufatturiero.
• I vantaggi connessi al modello del circolo
virtuoso, qui, possono ancora prodursi
Incidenza della crisi
• USA: Fino alla crisi, crescita occupazionale
• Motivo principale: le attività nei servizi non
tradable hanno compensato la perdita
occupazionale nel manufatturiero
Tradable e non tradable
Attività tradable:
• beni e servizi che possono essere prodotti in
un paese e consumati in un altro,
• oppure consumati da cittadini provenienti da
altri paesi
Segue: USA
• Quindi, non è sorta la necessità di espandere
occupazione e innovazione tecnologica nelle
attività tradable
Effetti della crisi: USA
• Il modello di crescita tradizionale sempre
meno sostenibile in futuro
• Globalizzazione impone una specializzazione
ai vari paesi nelle catene globali di fornitura
Capitalismo “situato”
• Per capire come sta cambiando il lavoro,
bisogna considerare come sta cambiando il
capitalismo
Approccio storico: Streek, Lester e
Piore, ecc.
• Capitalismo contemporaneo:
Sistema internamente dinamico e
dinamicamente instabile
Però (Negrelli): capitalismo contemporaneo
sempre più “situato”
Diversi modelli di capitalismo secondo
il tipo di contesto istituzionale
Hall e Soskice (interpretazione “classica”; v. testo
integrazioni):
• Economie coordinate di mercato
• Economie non coordinate (liberali)
segue
Indicatori della presenza del coordinamento:
Risultato del coordinamento
Teorie più recenti
• Globalizzazione: ridimensionamento dei
sistemi sociali e del lavoro, lungo 3 dimensioni
- decentramento
- deregolazione
- disorganizzazione
Decentramento
• Contrattazione collettiva si sposta
- dai livelli nazionali, di settore o categoria
- ai livelli aziendali
deregolazione
Riduzione/sostituzione delle regole del lavoro
stabilite dalla legislazione e dalla contrattazione
collettiva
• a favore di regole governate dallo scambio di
mercato
• o con deroghe sempre più frequenti
disorganizzazione
• Progressivo declino degli assetti keynesiani o
neo-corporativi del secondo dopoguerra
4 modelli nell’UE
- Modello inclusivo
- Modello “liberale”
- Modello “mediterraneo”
- Modello dei paesi dell’ex blocco sovietico
Modello mediterraneo
• “legislazione di sostegno”
• grado intermedio di centralizzazione della
struttura contrattuale
• politiche “passive” di welfare
Capitalismo paesi membri UE, ex
socialismo reale
• Bassa percentuale di lavoratori coperti dalla
contrattazione collettiva
• Livelli bassissimi nei servizi di welfare (tagli)
Cap. 4
Dal saper fare cose al saper essere
creativi
• I fenomeni analizzati nei capp. precedenti si
intrecciano
con
• lo sviluppo del capitale umano e sociale
segue
Il saper essere (sempre più rilevante nella
combinazione col saper fare)
riguarda essenzialmente tre capabilities
Segue 3 capabilities
• doti cognitive e di creatività
• capacità relazionali
• Intraprendenza (autonomia e responsabilità
individuale)
Saper essere
• Diversificato
• e associato alla de-manualizzazione del lavoro
Segue saper essere
• Si manifesta con l’incremento di
- doti di conoscenza
- livelli di creatività
Incremento livello di istruzione
dati OCSE ultimi decenni:
• innalzamento generalizzato dei livelli
d’istruzione
Istruzione in Italia
aumentano, ma non come la media UE
sia laureati che diplomati
Spesa (pubblica) media per istruzione
• Diversi livelli di investimento in capitale
umano (v. dati OCSE)
• e differenze nei “ritorni”)
Formazione sul lavoro: Europa
ultimi 10 anni:
+ investimenti delle imprese (in modo
particolare per lavoratori manuali)
+ lavoratori che pagano da sé la propria
formazione
creatività
Richard Florida (2003) sulla realtà USA negli
ultimi 30 anni:
Nuova classe di lavoratori: “creativa”
Classe “creativa”
2 sotto-classi:
a) Professionisti creativi
b) Nucleo supercreativo
USA anni recenti
• I lavoratori creativi sono continuati ad
aumentare
• Sono diminuite le occupazioni manuali nella
manifattura, nelle costruzioni e nei trasporti
Creativi in Europa
• Aumentati, come negli USA
• Eccezione: l’Italia
Segue: creativi in Europa
differenze fra paesi, rispetto a:
• % di creativi sui lavoratori manuali
• dinamica del cambiamento
• settori in cui si distribuisce la maggiore
qualificazione dei lavoratori
Segue Europa
Anche
aumento delle professioni tecniche
Segue: Europa
• Un lavoratore su due ha livelli medio-alti di
qualificazione
• Maggiore concentrazione nei sistemi di tipo
“inclusivo”
• Minore concentrazione nei sistemi di tipo
mediterraneo
Europa: sintesi
I dati dimostrano che i 4 tipi di capitalismo
influiscono sulla qualità del lavoro (struttura
delle qualifiche occupazionali)
Capacità relazionali del lavoratore in
rete
• Network Analysis: rapporto tra istruzione e
reti di relazioni personali
• La creatività tende a favorire i networks e,
contemporaneamente, ne è influenzata
creatività
• Condizioni per lo sviluppo della creatività
individuale:
– elevate dotazioni cognitive (istruzione)
– Inserimento in networks molto sviluppati
Lavoro creativo: differenza col passato
Oggi, sintesi interattiva tra:
• creatività individuale
• e sinergie entro il gruppo di lavoro
terziarizzazione
• Capitale sociale e attività del terziario
• diverso tipo di prestazione rispetto alla
manifattura
Cambiamento nel modo di lavorare:
lean production
riguarda:
• importanza del lavoro in team
• crescita delle capacità relazionali
e delle competenze sociali
Impresa rete (ICT)
Con i progressi nelle ICT
• cresce la necessità di maggiore libertà e
autonomia (Castells)
CASTELLS: paradigma informazionale
• poggia su tre dimensioni
1) creazione del valore (SAPER FARE)
2) creazione di relazioni (SAPER ESSERE)
3) creazione di processo decisionale (SAPER
ESSERE)
Segue paradigma informazionale
Aumento delle capacità relazionali:
Emergono nuove posizioni gerarchiche
Nuove posizioni gerarchiche
• A) networkers
• B) networked
• C) switched off
Segue nuove gerarchie e competenze
• Anche i dati sull’UE, mettono in evidenza
l’affermarsi delle pratiche di lavoro in team
La tela di ragno
• connessioni esistenti e potenziali dei lavoratori
coinvolti nel team
• combinandosi fra loro producono una capacità
di innovazione del gruppo superiore a quella
della somma delle specializzazioni dei singoli
Learning by monitoring
Per i lavoratori (anziché per le imprese):
• in gruppo, ciascuno può apprendere dalle
capacità e potenzialità degli altri
• Condizione: fiducia e controllo
dell’opportunismo
Nuova forma di capitale sociale sul
lavoro
Prima:
solidarietà fondata su legami forti e senso di
appartenenza a un gruppo amicale o di classe
Segue: nuovo tipo di capitale sociale
sul lavoro oggi
• Più dinamico, fondato sulla reciprocità attesa,
individuale e collettiva
(Pizzorno “potenziale cooperazione”)
Dalla mansione al ruolo:
l’intraprendenza individuale
• Mansione (fordismo):
• definizione di un tipo di lavoro che non
richiede nessuna iniziativa autonoma al
lavoratore
segue
• Ruolo: comporta intraprendenza, complessità,
flessibilità e relazionalità
• Per poterlo esercitare, occorrono le doti viste
prima
Segue: autonomia
• Diversi indicatori per valutare il grado di
autonomia
• Europa: panorama molto differenziato per
paesi e indicatori utilizzati
Problem solving e responsabilità
autonomia implica anche
• capacità di risolvere problemi
• e responsabilità
Modello verticalmente disintegrato
Generale smembramento delle grandi
organizzazioni
in piccoli e flessibili network di talenti (spesso
free agents)
segue
Caratteri tipici dei nuovi modelli:
• Reciprocità
• Autonomia
• responsabilità
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Negrelli da cap. 3 PER LEZ.