Progetto “Crescendo s’impara“
Sostanze Stupefacenti
Nicotina
COS'E‘
La nicotina è il principale principio attivo del
tabacco, pianta a foglia larga che prospera
nelle regioni subtropicali.
La nicotina
deriva dalla
combustione
del tabacco
e dei suoi derivati;
è uno stimolante potente e rapido.
Attualmente viene consumata attraverso il
fumo di sigarette, sigari, tabacco da pipa; in
passato era più diffuso il consumo attraverso
il tabacco da fiuto e da masticare.
EFFETTI RICERCATI
In piccole dosi, la nicotina ha un effetto
stimolante; aumenta l'attività, l'attenzione e
la memoria.
Aumenta inoltre
cardiaco, la pressione
e riduce l'appetito.
il battito
sanguigna
RISCHI
La nicotina crea dipendenza
psicologica e fisica
Rischi a lungo termine
• cancro della cavità orale
• della gola
• dell’esofago
• del polmone (questo anche nei fumatori passivi)
• del pancreas
• dei reni
• della vescica
• dell’utero.
Bronchite cronica, asma, enfisema, attacchi cardiaci,
arteriosclerosi, ictus, ulcera duodenale, varicocele,
amenorrea, ecc. ecc..
Inoltre si osserva un aumento della caduta
dei capelli, ingiallimento dei denti,
invecchiamento della pelle.
Oggi nel mondo
la nicotina uccide
TRE MILIONI
di persone l’anno
Normalmente un terzo delle sigarette viene
indirettamente fumato da chi è nell’ambiente
del fumatore.
Il problema della dipendenza diventa molto
grave quando si vuole smettere di fumare,
perché in questo caso si manifesta una vera
crisi di astinenza con una sintomatologia
caratterizzata da voglia
irrefrenabile di fumare,
irritabilità,
aumento dell’appetito
e difficoltà a dormire.
In passato, fumare ha rappresentato il
desiderio di indipendenza dei giovani prima
e delle donne poi, diventando uno dei
simboli di emancipazione e di modernità.
Molti giovani fumano
per sentirsi adulti.
Grazie alle varie campagne antifumo
condotte, fumare tabacco è diventato
sempre più impopolare e gli spazi per i
fumatori si sono progressivamente ridotti.
In Italia, oltre al divieto di fumare nei locali
pubblici (bar, ristoranti, uffici, scuole, ecc.), si
è imposto l’obbligo che sul pacchetto di
sigarette compaiano scritti i danni che le
sigarette causano e il contenuto di nicotina e
di CATRAME.
Inoltre, alcune marche
di sigarette con alto contenuto
di nicotina non sono
più in vendita.
PRECAUZIONI
Siamo abituati alla nicotina che è presente
nella nostra vita quotidiana e tendiamo a
non considerarla una droga, forse anche
per il basso costo e la facile reperibilità,
ma la dipendenza è dura da vincere.
ALCOL
vino, distillati, birra, spumanti,
alcol pops*
Il fatto che l’alcol sia legale non lo
esclude dalla categoria droghe, e
proprio il fatto che in Italia, in special
modo, ci sia una tradizione millenaria
di consumo e produzione di alcolici ci
spinge a essere più preoccupati per
come si consuma una sostanza che
viene percepita come innocua
mentre innocua non è.
COS'E’
Si presenta sempre sotto forma di bevanda;
una cultura millenaria ha fatto sì che si
produca e consumi in migliaia di forme e
occasioni.
Derivato generalmente da fermentazione o
distillazione, il contenuto del principio attivo
è indicato in gradi.
EFFETTI RICERCATI
Sensazione di ebbrezza e leggerezza,
aumento
della
loquacità.
Maggiore attitudine alla socievolezza,
allegria.
RISCHI
IMMEDIATI:
• Perdiamo l’autocontrollo e l’autocritica
• I nostri riflessi si rallentano
• Non riusciamo più a reagire a situazioni
improvvise
• Reagiamo in modo spropositato
• Abbiamo distorsioni percettive intense
COL PASSARE DEL TEMPO:
Si rischiano gastriti, ulcere, epatiti, cirrosi,
tumori, demenza ecc.
Produce dipendenza, fisica e mentale e
ci si arriva più facilmente di quanto si
pensi
Questi rischi causano ogni anno in Italia
più di 25.000 morti e innumerevoli
menomati permanenti e si stima che una
persona su cinque sia ricoverata in
ospedale per danni fisici causati dal
consumo di alcol.
Essendo legale, l’alcol è la droga che, con caffeina
e nicotina, vediamo e usiamo con più facilità e
frequenza; in molti riti sociali (dall’aperitivo serale al
matrimonio) la sensazione di disinibizione,
empatia e calore provocata dagli alcolici viene
utilizzata come facilitatore delle relazioni sociali.
Spesso però si diviene petulanti o scocciatori,
violenti e litigiosi, sbruffoni o piagnoni, rovinando
amicizie, amori e matrimoni.
Chi ha bevuto percepisce la propria capacità di
“reggere l’alcol” come molto alta, ma in realtà
dopo qualche bicchiere rischia di perdere il controllo
di sé, combinando spesso un mare di guai.
ALCUNE PRECAUZIONI
La prima precauzione, come sempre, è la
moderazione.
Andare troppo oltre non è una brillante
idea: finire la sera a vomitarsi sulle scarpe
è già un po’ troppo oltre. Quando si beve è
bene accompagnare con del cibo.
È bene anche fare molta attenzione ai
superalcolici e agli alcol pops.
Chi ha bevuto molto non deve fidarsi della
sensazione di essere in grado di gestire la
situazione: soprattutto non deve guidare
veicoli.
Attenzione!!
Non salite su un’auto guidata da
una persona che ha bevuto.
Molte
esperienze
indicano come un
buon
metodo
la
guida a turno: chi
guida quella sera si
prende l’impegno di
non bere.
CANNABIS
hashish, marijuana, canna,
spinello, cannone, maria, fumo,
erba…
COS'E’
La cannabis o marijuana è una pianta originaria
dell’Asia Centrale, ma ormai coltivata in tutto il
pianeta. La coltivazione in italia è illegale. Le parti
utilizzate con maggior principio attivo sono le
infiorescenze e le foglie. Le sue varietà sono
tantissime, mentre i suoi derivati sono l’olio
(distillazione delle foglie) e l’hashish (ottenuto
dall’impasto della resina della pianta con grasso
animale o miele).
Questa
sostanza
si
assume
solitamente
fumandola, ma la si può anche ingerire abbinata
con dei cibi o sotto forma di infuso (tè).
EFFETTI RICERCATI
Sono diversi da individuo ad individuo e se si usa
con altre sostanze, tipo alcol. Aumento delle
percezioni sensoriali, senso di rilassatezza, lieve
euforia, dilatazione del tempo trascorso. Gli effetti
sono quasi immediati: fumandola raggiungono il
massimo dopo trenta minuti e cominciano a
diminuire dopo un’ora; svaniscono dopo alcune
ore. Di solito si registra anche un aumento dello
stimolo della fame, occhi arrossati e problemi di
salivazione.
RISCHI
• Gli effetti sull’apparato respiratorio sono
paragonabili a quelli causati dal tabacco (vedi la
scheda sulla nicotina);
• I tempi di risposta agli stimoli visivi, acustici e
spazio-temporali sono rallentati: è rischioso
guidare e lavorare con macchinari pericolosi
• Con dosi elevate, in soggetti vulnerabili, si
possono verificare effetti spiacevoli e indesiderati
come manie di persecuzione o piccole
paranoie. Sul piano fisico queste ultime possono
accompagnarsi a sintomi come tachicardia, mal
di testa o senso di pesantezza.
SOCIALMENTE
• La cannabis provoca un’intensificazione della
percezione dei rapporti con gli altri: maggiore solidarietà
in un gruppo nel quale state bene, paranoia se state con
gente che già non vi piaceva prima.
• La cannabis ha inoltre un effetto disintegratore dei
rapporti formali e gerarchici: i rapporti imposti dalle
convenzioni vengono mal sopportati. Da questo è
deducibile il pericolo rappresentato dall’utilizzo della
sostanza in situazioni in cui i rapporti siano appunto di
lavoro, di studio o comunque di impegno e non di tipo
ricreativo.
• L’impressione che si studi meglio
dopo aver fumato è falsa; in realtà si
tende a divagare, a non memorizzare e
a non considerare l’impegno come
inderogabile: si rischia così di
combinare casini.
• Si rischia di non valorizzare o non
gustare la vita da «regolari» e di
cercare di vivere i momenti ricreativi
sempre «fumati», in particolar modo se
si appartiene a un gruppo in cui si fuma
spesso
ALCUNE PRECAUZIONI
Questa sostanza, pur rientrando tra quelle droghe definite leggere,
ha comunque bisogno di alcuni accorgimenti e attenzioni. Se lo
scopo di chi fuma è socializzare meglio con gli altri, non lo si
otterrà certamente aumentando il dosaggio: si verificherà, invece, il
contrario.
A dosi elevate, si rischiano maggiormente gli effetti negativi di cui
sopra, e si ha comunque una sensazione di sonnolenza e di
“abbiocco”.
Nel caso di forti dosi, è facile sentirsi male con una sindrome detta
in gergo «collasso»: si diventa pallidi, si suda freddo, si hanno
capogiri e nausea; insomma, si sta parecchio male. In questo caso
lasciate calmo chi sta male. Se si vuole sdraiare, aiutatelo a
coricarsi molto lentamente; non aumentate il malessere con
un’apprensione eccessiva e appena è possibile fategli bere acqua
con un poco di zucchero.
Cocaina
coca, bamba, bonza, neve, bianca…
COS'E’
La cocaina è un composto chimico derivato
dalla coca, una pianta che si coltiva
prevalentemente in America del Sud.
Dopo la raffinazione chimica, si presenta
generalmente in polvere, bianca e inodore, o
cristalli.
Viene assunta per via nasale, fumata (crack)
o iniettata.
EFFETTI RICERCATI
Euforia, allegria, sensazione di benessere,
sicurezza e fiducia; molta voglia di parlare,
muoversi e camminare. Sensazione di
essere «giusti», aumento del desiderio
sessuale, riduzione del senso di fatica,
alterazione del sonno e del senso della
fame.
ABUSO E INTOSSICAZIONE
• La cocaina agisce sulla corteccia cerebrale e sui sistemi
che nel nostro cervello regolano la memoria, l’appetito, i
sentimenti e il sonno.
• Chi la usa rischia di perdere nel giro di poco tempo il
controllo di sé e del consumo della sostanza. Passato
l’effetto, infatti, ci si sente spesso stanchi, privi di energie
e depressi: si avverte quindi nuovamente l’esigenza di
assumere la sostanza. Questa dipendenza psicologica
si rafforza velocemente con l’aumento dei dosaggi e
della frequenza di assunzione, fino ad arrivare a una
dipendenza totale.
RISCHI E DANNI
• L’abuso provoca stress, intossicazione, vita disordinata,
alimentazione scarsa e poco oculata: porta quindi a un
danneggiamento consistente della salute mentale e
fisica.
• Si comincia spesso con cambiamenti di umore
frequenti e repentini fino a insonnia, irritabilità che sfocia
in comportamenti violenti, dimagrimento, bronchiti, danni al
sistema circolatorio (infarti), decadimento delle facoltà
mentali, danni alla fertilità; si giunge a deliri, psicosi e seri
danni al sistema nervoso centrale.
• Le crisi depressive portano inoltre spesso ad associare
altre sostanze come alcol o psicofarmaci, in un maldestro
tentativo di automedicazione: si causano così ulteriori
danni alla propria vita sociale.
L’uso prolungato per via
nasale può provocare
danni alla mucosa con
possibilità di
perforazione del setto.
Socialmente chi assume cocaina è spesso
incapace di valutare correttamente le proprie
capacità e i risultati delle proprie azioni:
viene azzerata la capacità autocritica e si
arriva all’isolamento e alla paranoia molto
più spesso di quanto si creda. L’overdose
porta alla morte per paralisi respiratoria.
PRECAUZIONI
•La cocaina genera un comportamento
compulsivo*; se si è stati dipendenti, anche a
distanza di ANNI la vista di cose o oggetti che
ricordino la coca può fare scattare un improvviso
desiderio incontrollabile.
* Azione istintuale, immediata e irrefrenabile
ECSTASY
Cala, pasta, pillola, pasticca,
chicca…
COS'E‘
L’ecstasy (o Mdma) è un composto sintetico,
generalmente commercializzato in pillole,
capsule o liquido, raramente in polvere. Si
tratta di un derivato delle anfetamine.
EFFETTI RICERCATI
Gli effetti sono soggettivi e risentono molto
dell’ambiente in cui viene assunta la sostanza. In
genere vengono descritti come una sensazione di
«giustezza», l’universo è bello e buono, pace e
gioia diffusa, il quotidiano si trasforma in
affascinante e interessante. Sintonia con l’altro,
rimozione delle barriere emotive e comunicative,
facilità di parola. Intensificazione delle percezioni
sensoriali.
RISCHI
Provoca un sensibile
aumento della pressione
sanguigna. Il
surriscaldamento è il rischio
maggiore che si corre con
l’ecstasy. L’ecstasy, infatti, viene
consumata per lo più in discoteca.
Qui il tempo scorre veloce, ci si muove parecchio e
si perdono molti liquidi, ci si disidrata.
Così si rischia molto, in special modo se si
consuma contemporaneamente anche alcol che
favorisce
ulteriormente
la
disidratazione;
surriscaldamento
e
innalzamento
della
pressione sopra la soglia di allarme possono
portare a collasso cardiocircolatorio, blocco renale
e trombosi. Per tutto questo è opportuno bere
molto e soprattutto non alcolici; in alcuni casi la
disidratazione ha portato alla morte.
L’ecstasy causa
modificazioni nel cervello,
ma le notizie sui danni
sono ancora
contraddittorie. Alcuni
consumatori riferiscono di
forti depressioni dopo
l’esperienza, con casi di
pulsioni aggressive verso
gli altri o contro di sé, fino ad arrivare, in
qualche caso, al suicidio.
DOSAGGIO
La forma in cui l’ecstasy viene venduta non
consente di identificare correttamente il
dosaggio: il contenuto di una pillola è verificabile
solo in laboratorio.
Alcuni consumatori giunti al culmine degli effetti
della prima pastiglia, ingeriscono un’altra dose
per prolungare l’esperienza; superare questa
quantità
può
provocare:
tachicardia,
sudorazione eccessiva, capogiri, irrequietezza,
svenimenti, crampi, attacchi di panico.
SOCIALMENTE
I rapporti umani, compresi quelli sessuali, sono
facilitati e desiderati, il pericolo di infezioni
assolutamente non avvertito, i rapporti sessuali
non protetti con sconosciuti non sono percepiti
come pericolosi.
I giorni successivi l’assunzione possono essere
caratterizzati da depressioni o stanchezza e il
desiderio di riprovare diventa ossessivo.
EROINA
ero, roba, scioppa…
COS'E‘
Attraverso successive raffinazioni si ottengono dal
papavero: oppio, morfina ed eroina.
Si presenta come una polvere bianca o marrone
spesso granulosa.
Viene assunta per inalazione, iniettandola in vena
o fumandola.
EFFETTI RICERCATI
Uno stato di benessere diffuso, la
scomparsa
di
angosce
e
timori,
l’annullamento
del
dolore
fisico.
Chi assume eroina ricerca in particolare il
“flash”, una sensazione improvvisa e acuta
di
euforia,
benessere
e
calore.
DIPENDENZA E
INTOSSICAZIONE
Anche
l’assunzione
di
poche
dosi
successive
genera
rapidamente
una
dipendenza fisica e psichica, richiede un
aumento del dosaggio e genera crisi
d’astinenza.
L’uso continuo provoca la scomparsa degli
effetti
piacevoli,
fino
ad
arrivare
all’assunzione per restare normale e
combattere la crisi d’astinenza.
RISCHI E DANNI
Decadimento dello stato generale di salute.
Abbassamento delle difese immunitarie, carie e perdita di denti,
flebiti, ascessi.
La vita diventa disordinata e stressante; manca la roba 
paranoia  l’ho trovata!  gioia (e questo più volte al giorno);
l’alimentazione diventa casuale e povera.
Nelle donne si osserva una diminuzione di fertilità e la
scomparsa del ciclo mestruale; in gravidanza aumenta il rischio
di aborto.
L’uso promiscuo di siringhe provoca la trasmissione del virus
dell’epatite e dell’HIV. Non va comunque dimenticata la presenza
significativa di tubercolosi e malattie veneree nella popolazione
tossicodipendente. L’overdose porta alla morte.
SOCIALMENTE
Chi assume eroina rischia di diventare un
emarginato e perdere progressivamente tutti gli
altri interessi; la necessità irrinunciabile
dell’eroina porta alla ricerca costante di denaro
anche con mezzi illeciti.
Nelle fasi acute può portare alla perdita di
qualsiasi senso di rispetto per sé e gli altri
facendo fare qualsiasi cosa pur di ottenere una
dose: prostituzione maschile e femminile,
inserimento in attività criminali «improbabili» e
rischiose (denunce, carcere,...)
ASTINENZA
Dopo otto ore dall’ultima dose compaiono
ansia, sbadigli, sudorazione, lacrimazione,
insonnia, vampate di calore alternate a
sensazioni di freddo, crampi e dolori
addominali, vomito. La crisi può protrarsi
fino a dieci giorni; nei mesi seguenti si
possono
verificare
insonnia,
una
sensazione di malessere, depressione,
irritabilità: fattori che possono determinare
ricadute.
PRECAUZIONI
La scelta di provare è ad alto rischio e può
diventare
una
scelta
irreversibile
che
compromette seriamente la qualità della vita
(affetti, relazioni sociali, studio, lavoro, salute...)
Chi assume eroina deve comunque evitare di
usare siringhe già usate: può infatti contrarre
l’AIDS, ma anche epatiti o altre malattie
invalidanti.
Inoltre, se si assume alcol o farmaci anche una
dose modesta può essere pericolosa.
KETAMINA
Special k, Vitamina k, Ket,
Purple…
COS'E’
Anestetico generale utilizzato sia in medicina che in
veterinaria.
Scientificamente
è
definito
“ANESTETICO
DISSOCIATIVO”, data la capacità di questa sostanza
di separare la mente dal corpo provocando in alcuni
casi allucinazioni, visioni mistiche, sensazione di
entrare in un’«altra realtà». Questa sostanza è
presente sul mercato illegale sotto forma liquida, in
fiale comunemente dette «spruzzi»: con un
procedimento di riscaldamento viene trasformata in
polvere per poi essere solitamente sniffata, oppure
fumata, anche se c’è chi prova a iniettarsela
direttamente in muscolo.
EFFETTI RICERCATI
L’uso di ketamina a dosi elevate porta a
un’esperienza “psichedelica” molto forte. La più
tipica è definita da alcuni addirittura «vicino alla
morte»; si può arrivare ad avvertire, cioè,
un’intensa sensazione di essere realmente morti e,
dopo un distacco della mente dal corpo, sembra di
fluttuare nell’ambiente circostante per poi tornare
alla vita e alla LUCE attraverso un tunnel.
Tutto ciò dura circa un’ora.
RISCHI E DANNI
Essendo una sostanza con un forte
potenziale
psichedelico,
il
rischio
principale è quello di non riuscire a
tornare più con i piedi per terra,
creando in questo modo un distacco
sempre più forte dalla realtà.
Inoltre,
un
uso
continuato
della
ketamina porta anche ad alcuni disturbi
fisici, come difficoltà nella digestione e
nell’urinare, oltre che a problemi di
memoria.
ATTENZIONE
È estremamente pericoloso usare
ketamina contemporaneamente ad
altre sostanze
(alcol, barbiturici, eroina)
si rischia un collasso
cardiorespiratorio.
Dal momento che questa sostanza
provoca la perdita di CONTROLLO del
corpo è assolutamente sconsigliato
mettersi alla guida di qualsiasi mezzo di
locomozione (auto o moto che sia) e
avventurarsi in tutto ciò che necessita una
minima capacità di coordinazione dei
movimenti (nuotare, correre in luoghi
pericolosi, arrampicarsi o sporgersi…)
POPPER
COS'E’
Originariamente nitrito di amile o di butile,
oggi in varie forme di nitriti, si presenta
come un liquido contenuto in una fiala o
boccetta colorata. Venduto solitamente nei
sexy shop o come deodorante, anche se in
verità non ha un buon odore.
EFFETTI RICERCATI
L’assunzione attraverso inalazione produce
una forte vasodilatazione che dà a chi lo usa
una sensazione di caldo nel corpo, con un
senso di euforia che dura pochi secondi.
RISCHI E DANNI
•Non si conoscono effetti di dipendenza fisica.
Taluni sentono alla fine una forte stanchezza, mal
di testa e vertigini.
•Il liquido è pericoloso per la pelle e le mucose, e
produce forti infiammazioni o addirittura ustioni. E’
particolarmente pericoloso per persone con
problemi di cuore.
•Il popper è altamente infiammabile ed è
pericoloso usarlo in presenza di fiamma o calore.
Come per tutte le sostanze inalanti (benzina, colle,
trielina, ammoniaca), l’abuso aumenta il rischio di
danni alla salute: dal soffocamento ai disturbi al
sistema nervoso centrale.
ANFETAMINE
anfe, speed…
COSA SONO
Stimolanti chimici simili all’adrenalina. Sono
presenti sul mercato illegale sotto forma di
pasticche o, più raramente, in polvere; in questo
secondo caso l’assunzione avviene via endovena
(modalità che presenta maggiori rischi) o
sniffandola.
A causa della loro proprietà di ridurre l’appetito,
sono contenute in molti farmaci contro l’obesità e
la bulimia. Molto spesso le anfetamine sono
presenti come sostanze da taglio in compresenza
di LSD o di ecstasy; a volte sono spacciate come
ecstasy o acidi (LSD).
EFFETTI RICERCATI
Aumento della capacità di attenzione e di
vigilanza, abolizione della necessità di
dormire, scomparsa di appetito e della
stanchezza, facilità di parola, sensazione di
potenza.
Se assunte per via endovenosa: violenta
sensazione di calore, sensazione di
onnipotenza,
parlantina
esagerata,
iperattività fisica.
RISCHI E DANNI
Dopo l’effetto di esaltazione, segue una
sensazione
di
spossatezza,
irritabilità,
depressione; la tentazione di prendere un’altra
dose è molto forte: se si cede a tale spinta si corre
il rischio di posticipare la fase depressiva
ritrovandosela
però
amplificata.
Inizia quindi una spirale fatta di aumenti di
dosaggi, manie varie fra cui quella di
persecuzione, ossessioni dovute anche alla
mancanza di sonno che danno al dipendente da
anfetamina un classico aspetto trasandato,
allucinato e skizzato. Dosi eccessive possono
provocare coma, febbre, convulsioni; l’overdose
può portare alla morte.
SOCIALMENTE
Chi assume abitualmente anfetamina
è spesso incapace di valutare
correttamente le proprie capacità e i
risultati delle proprie azioni: il
comportamento diviene violento,
viene azzerata la capacità autocritica
e spesso si arriva all’isolamento e
alla paranoia.
PRECAUZIONI
Per studenti
Bisogna tenere presente che la
sensazione di studiare meglio è
assolutamente illusoria e che le
capacità di concentrazione e di
memorizzazione non aumentano, ma
anzi tendono a diminuire. Presentarsi
ad un esame con gli occhi a palla non
è una grande idea.
PRECAUZIONI
Per aspiranti top model
l'utilizzo di anfetamine come dimagranti è
stato ed è molto diffuso: i danni che è
possibile riportare dal punto di vista fisico
e mentale sono notevoli e in fondo costa
meno seguire una dieta prescritta da un
medico. Se siete fissate, le anfetamine
non faranno che aumentare le vostre
fissazioni.
PRECAUZIONI
Per sportivi
Queste sostanze e i loro derivati sono utilizzati
come doping nello sport in quanto inibiscono il
senso di fatica e il dolore muscolare. E' proprio
questa loro caratteristica a rappresentare il
maggior rischio per l'atleta che, non avvertendo i
propri limiti fisiologici, può continuare a forzare
la propria attività fino a procurarsi gravi danni
organici, come lesioni cardiache, spesso seguite
da morte improvvisa. Sono noti anche casi di
fratture ossee in atleti che, durante competizioni
di resistenza e sotto l'effetto di anfetamine, non
hanno avvertito alcun dolore.
PRECAUZIONI
Uso ricreativo
L'uso di anfetamine in contesti ricreativi è
molto pericoloso per l'imprevedibilità delle
reazioni e dell'intensità degli effetti. La
mescolanza con l'alcol è, per esperienza
di chi ha provato, disastrosa: il
comportamento
diviene
solitamente
aggressivo e violento, il desiderio di
parlare continuamente non facilita la
socialità con gli altri.
STEROIDI
ANABOLIZZANTI
COSA SONO
Derivati sintetici del testosterone, fondamentale
ormone naturale maschile prodotto dai testicoli e
responsabile della mascolinizzazione e dello
sviluppo dei tessuti durante l’età adolescenziale e
adulta del maschio. Durante gli ultimi cinquant’anni
sono stati utilizzati per il trattamento di molte e
varie disfunzioni, ma è vasto il loro uso a fini
«sportivi» sia da parte di praticanti di alto livello
che di frequentatori di palestre di culturismo e
body building.
EFFETTI RICERCATI
Aumento della massa muscolare e della forza, capacità di
sostenere sforzi intensi e di lunga durata senza cedimenti
fisici, consapevolezza di essere robusti e muscolosi. È da
sottolineare il fatto, comunque, che l’efficacia degli steroidi nel
causare un accrescimento visibile di taglia, di forza e di
potenza muscolare è strettamente correlata a una dieta
iperproteica e alla pratica di un intenso e regolare programma
di allenamento. Gli steroidi anabolizzanti vengono assunti
secondo «cicli» di utilizzo della durata media di otto
settimane; le modalità di assunzione variano però
considerevolmente.
Sebbene la grande maggioranza di tecnici, atleti e medici
ammetta che gli steroidi migliorano le prestazioni fisiche,
l’entità dei vantaggi e i fattori che li influenzano non sono
ancora
completamente
chiari.
In ogni caso non esiste una documentazione sufficiente circa i
livelli di frequenza, durata e intensità degli allenamenti da
accompagnare all’assunzione di steroidi perché si abbiano i
risultati desiderati.
RISCHI E DANNI
• I rischi variano secondo il tipo di steroidi usati, il
dosaggio, l’età di inizio e l’eventuale assunzione di
altri farmaci. A livello fisico i problemi meglio
documentati riguardano il fegato e l’apparato
riproduttivo.
• Si hanno effetti evidenti sull’apparato riproduttivo
maschile: l’assunzione di questi derivati del
testosterone comporta infatti una riduzione del
testosterone
prodotto
autonomamente
dall’organismo. Il nostro corpo può arrivare
addirittura a sospenderne la produzione; tutto ciò
può provocare la riduzione delle dimensioni dei
testicoli, del numero e della motilità degli
spermatozoi.
Nelle donne l’uso di steroidi è associato a un
processo di mascolinizzazione: si hanno così
irregolarità mestruali, abbassamento della voce,
riduzione del seno, perdita dei capelli, aumento
dell’acne
e
dei
peli
corporei.
L’impiego di steroidi negli adolescenti che non
hanno terminato la crescita può comportare
l’arresto di quest’ultima. Il testosterone, infatti,
provoca la saldatura delle cartilagini di
accrescimento delle ossa: assunzioni non
necessarie dell’ormone fanno dunque correre il
rischio di rimanere più bassi di statura.
Negli utilizzatori di steroidi sono stati osservati
anche disturbi psicologici: turbe psichiche,
comportamenti aggressivi, cambiamenti dell’umore
e squilibri simili a quelli prodotti dalle anfetamine.
Inoltre chi assume steroidi anabolizzanti è più
predisposto a lesioni ai tendini.
È probabile che gli steroidi possano causare una
dipendenza fisica, anche se sono ancora pochi i
casi con evidenti sintomi di astinenza.
PRECAUZIONI
Fidarsi del fatto che tali sostanze non abbiano
mai fatto male ad amici o conoscenti che le
usano è una leggerezza che può costare caro:
gli effetti tossici, infatti, non sono subito evidenti,
ma possono impiegare anni a manifestarsi.
Attenzione soprattutto agli ormoni steroidei
anabolizzanti venduti illegalmente attraverso il
mercato
nero.
Si tratta di farmaci non sterili, con indicazioni
terapeutiche errate (dosaggi e contenuti falsi),
che vengono commercializzati dalla criminalità
organizzata.
PSICOFARMACI
Gli psicofarmaci si dividono in alcune grandi categorie:
neurolettici, antidepressivi, ansiolitici.
NEUROLETTICI
Sono potenti sedativi del sistema nervoso centrale.
Vengono prescritti dai medici a persone che
soffrono di deliri, allucinazioni, percezioni strane di
se stesse e della realtà provocate da situazioni
fortemente angosciose e stressanti che producono
come conseguenza un grave senso di isolamento
per l’impossibilità degli altri di condividere il loro
vissuto. Questi sintomi sono simili a quelli che
possono essere provocati dal consumo eccessivo
di cocaina e di allucinogeni.
RISCHI
Scegliere da soli il neurolettico adeguato per tipo e dosaggio
è sconsigliabile.
Infatti i disturbi provocati da cocaina o allucinogeni tendono a
scomparire (tranne casi eccezionali che devono essere
curati dallo psichiatra), e quindi è inopportuno assumere dei
sedativi così potenti che possono provocare altri disturbi
come rallentamento dell’attività mentale, impossibilità a
concentrarsi, pesantezza degli arti, difficoltà a parlare.
Si rischia di entrare in uno stato in cui comunicare con gli
altri diventa difficile, può essere complicato anche solo
alzare il ricevitore del telefono, le cose e le persone sono
vissute con distacco, perdono di significato e si vive in una
situazione di apatia e di spaesamento.
TRISTEZZA E DEPRESSIONE
Molto spesso si parla della depressione come della «malattia
del secolo» e di soluzioni miracolistiche. Quello che forse si
dimentica di sottolineare è la differenza tra tristezza e
depressione. La tristezza è legata alla vita quotidiana e a
tutte le sue difficoltà, è legata al dolore per le separazioni, i
fallimenti, allo stress, all’identificazione con il dolore degli altri
ed è percepita con dolore dal soggetto che la sta provando.
La depressione è una cappa che cala sulla mente di chi la
prova e produce difficoltà a concentrarsi, pensieri tristi,
insonnia, voglia di piangere, perdita dell’appetito, sensi di
colpa, perdita del senso di valore di sé e della propria
autostima. Chi è all’interno di una condizione depressiva
difficilmente la riconosce come tale: il più delle volte sono gli
altri che ci possono aiutare a riconoscerla.
EFFETTI
Gli antidepressivi (per esempio il Prozac)
sono farmaci che tendono a intervenire sui
sintomi specifici attraverso i quali si
manifesta la depressione, e sono quindi da
prescrivere sulla base delle situazioni
individuali oltre che delle risposte specifiche
di ognuno di noi ai farmaci.
PRECAUZIONI
I rischi sono legati all’assunzione senza prescrizione medica.
Possono essere:
• Gravi intossicazioni dovute alla tossicità dei farmaci.
• Insorgenza di problemi nuovi e non valutabili: alterazione del
sonno, stati confusionali, alterazione del sistema cardiocircolatorio,
intossicazione da overdose (che può portare anche a convulsioni o
coma).
• Passaggio dalla fase depressiva a quella maniacale. Si passa da
una situazione di completo disinteresse per il mondo a quella nella
quale ci si sente molto eccitati e si vogliono fare tantissime cose
senza portarne a termine nessuna, si rischia di prendere decisioni
non sufficientemente motivate, ci sembra di non avere bisogno di
dormire e per le nostre continue richieste si rischia di perdere la
disponibilità degli altri nei nostri confronti. A questo
punto rischiamo di avere bisogno di farmaci sedativi per ritornare
alla condizione di normalità.
ANSIOLITICI
Fanno parte di questa grande famiglia tutte
le benzodiazepine (Tavor, Valium, Minias,
Darkene, Roipnol, En).
I singoli farmaci si differenziano molto per
modalità di presentazione, dosaggio,
velocità e potenza d’azione, durata
dell’effetto sul nostro organismo.
EFFETTI
Diminuzione dell’ansia, visione meno pressante,
angosciante e immediata dei propri problemi.
Rilassamento, torpore, sonno.
Con l’assunzione per via venosa e l’associazione
con alcol, si cerca il miracolo di «spegnere la
luce». Uno stato, cioè, nel quale tutto passa e noi
non ci accorgiamo di niente; non abbiamo
coscienza, non sappiamo cosa ci succederà e
qualsiasi cosa accadrà noi non ci saremo.
RISCHI
Possono intervenire anche sul normale livello di attenzione e
di capacità di percepire i pericoli e di attivare le difese.
Possono togliere il potere di critica e di indirizzo della propria
vita. Le benzodiazepine danno forte dipendenza fisica e
psicologica, sono difficili da scalare, perché in tal caso
riaffiorano tutti i problemi, con in più il problema di liberarsi
dalla
dipendenza.
Inoltre, possono dare sonnolenza, scadimento della
performance psicointellettiva, difficoltà di coordinazione
motoria, minor rendimento nelle attività quotidiane, maggior
rischio di infortuni o incidenti, particolarmente in
associazione con alcol, accentuazione di problemi epatici.
PRECAUZIONI
Tutti questi tipi di farmaci sono facilmente reperibili e
godono di una bassa critica sociale («sono farmaci
ufficiali, li usano tutti»); questo non toglie nulla alla loro
pericolosità e alla necessità di usarli secondo modalità
precise.
Attenzione. In primo luogo, ognuno di noi è diverso dagli
altri e ha dunque bisogno di una posologia e di una
categoria
di
farmaci
adeguata.
Quindi
non
automedichiamoci, perché un dosaggio troppo basso o
troppo alto può avere effetti indesiderati e poco
controllabili: è bene che l’assunzione, se necessaria, sia
fatta sotto controllo medico.
L’uso di tali farmaci deve poi essere accompagnato da
un adeguato sostegno morale e/o amicale; quando non
stiamo bene, infatti, sono tante le cose che non vanno e
non esiste farmaco che risolva i problemi del mondo!
È invece più importante che qualcuno ci ascolti, entri in
contatto con noi e ci aiuti dall’esterno a vedere le cose in
modo diverso da come le vediamo noi.
Se proprio li usate da soli e poi volete toglierli, fatelo con
gradualità. Quando un equilibrio si rompe all’improvviso,
non può essere riacquistato di colpo.
Non mischiate psicofarmaci con altre sostanze o con
alcol, e soprattutto non mettetevi alla guida.
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