Metodologia della progettazione
formativa, 2011-2012
13 ottobre
Patrizia Magnoler
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Unitalsi, formatore in azienda
Formazione on line
Gestione delle risorse umane
Animatore socio-educativo (formatore degli adulti)
Formazione degli adulti
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TESTI PERSONALIZZATI
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Tematiche del corso
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Educazione degli adulti
La progettazione: lineare, complessa.
Competenza: costrutto, tipologie, problematiche.
Competenza e formazione.
Valutazione delle competenze.
Organizzazione e comunità: il valore della risorsa umana
per la costruzione di conoscenza.
Knowledge management.
Temi e lezioni
Data
Tematica
13/10
Educazione degli adulti. Rapporto teoria e pratica. Professionalità.
20/10
Competenza: costrutto e tipologie
1/12
Formazione e didattica professionale
10/11
La progettazione.
24/11
Metodi, strategie, strumenti
1/12
Valutare le competenze
15/12
Prova intermedia + lezione
22/12
Politiche europee sulla valutazione
15/12
L’organizzazione che apprende e la comunità di pratica – mercoledì,?
22/12
Knowledge Management
TESTI: come da programma
Eduard Linderman (1926)
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L’approccio alla formazione degli adulti avverrà attraverso
delle situazioni, non delle materie.
I contenuti vengono presentati all’interno delle situazioni.
La risorsa di più alto valore nella formazione degli adulti è
l’esperienza del discente.
L’adulto impara per rispondere a dei bisogni.
L’adulto ha bisogno di gestirsi autonomamente e quindi il
formatore si impegna in un progetto di co-ricerca.
La formazione degli adulti è rivolta ad un arco ampio di età
per cui abbisogna di una varietà di percorsi.
Educazione degli adulti
Andragogia dagli anni ‘20 del secolo scorso, dal 1970
educazione degli adulti.
Knowles
 Bisogno di conoscere: esplicito o da far esplicitare
 Ruolo dell’esperienza: come renderla oggetto di
conoscenza
 Concetto di sè: costruzione identitaria (articolo Illeris)
 Motivazione ad apprendere di tipo intrinseco.
Facilitazione dell’apprendere attraverso la costruzione di un
clima favorevole, il coinvolgimento dell’adulto nella
progettazione.
C. Rogers
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Non possiamo insegnare direttamente a qualcuno,
possiamo solo facilitare il suo apprendimento.
Una persona apprende in modo significativo solo le cose
che percepisce come coinvolte nel mantenimento o
crescita della struttura del sé.
Mezirow e l’apprendimento trasformativo.
Schemi, prospettive.
L’HABITUS
Cos’è
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è costituito dall’insieme dei nostri schemi di percezione, di valutazione, di
pensiero e di azione. Grazie a questa «struttura strutturante», a questa
«grammatica generatrice delle pratiche», noi siamo capaci di far fronte, al
prezzo di piccoli aggiustamenti, ad una varietà di situazioni quotidiane. Gli
schemi permettono al soggetto di adattare solo marginalmente la propria
azione alle caratteristiche di ogni situazione corrente; egli innova solo per
tener conto ciò di cui essa è singolare. Quando l’adattamento è piccolo o
occasionale, non c’è in genere apprendimento, si resta nella zona di
flessibilità dell’azione. Quando l’adattamento è più forte, o si riproduce in
situazioni simili, la differenziazione e la coordinazione di schemi esistenti si
stabilizzano, creando nuovi schemi. L’habitus si arricchisce e si diversifica
(Perrenoud, 2006, 176).
L’habitus è costituito da routine e si costruisce progressivamente con
l’esperienza, la ripetizione. Gli schemi operativi sono divenuti, secondo
Vergnaud (1991), delle conoscenze in atto.
Perrenoud in Altet et al., Formare gli insegnanti professionisti, Armando, Roma, 2006.
Tra ricerca della stabilità
e necessità di cambiamento
FILOSOFIA EDUCATIVA
concezioni sulla scuola,
sull’ insegnamento,
sull’ apprendimento,
sulla gestione della classe,
valori personali e sociali
CONOSCENZA ORGANIZZATIVA
Conoscenza tacita
Curricolo implicito
ROUTINE
Polanyi, 1967
Bourdieu, 1980
Perrenoud, 1996
Seldin, 2004
Secondo Bourdieu
è principio non scelto di tutte le scelte e si forma in base a
 “condizionamenti associati ad una classe particolare di
condizioni di esistenza, si dà come sistemi di disposizioni
durature e trasmissibili, strutture strutturate predisposte a
funzionare come strutture strutturanti, cioè in quanto
principi generatori e organizzatori di pratiche e
rappresentazioni che possono essere oggettivamente adatte al
loro scopo senza presupporre la posizione cosciente di fini e la
padronanza esplicita delle operazioni necessarie per
raggiungerli, oggettivamente ‘regolate’ e ‘regolari’ senza essere
affatto prodotte dall’obbedienza a regole e, essendo tutto
questo, collettivamente orchestrate senza essere prodotte
dall’azione organizzatrice di un direttore d’orchestra”
(Bourdieu, 1980,p.84).
Come si crea


L’habitus non è innato, bensì acquisito; si forma fin dalla
prima infanzia in relazione ad un mondo e ad altre
persone.
Esso comprende la formazione delle attitudini, attitudini
che sono emotive ed intellettuali; comprende le nostre
sensibilità fondamentali e i modi di rispondere a tutte le
condizioni in cui ci imbattiamo nella vita. Da questo punto
di vista, il principio della continuità dell’esperienza significa
che ogni esperienza riceve qualcosa di quelle che l’hanno
preceduta e modifica in qualche modo la qualità di quelle
che seguiranno” (Dewey, 1954, p. 183-4)
Come si crea: la mimesis
“L’apprendimento mimetico gioca un ruolo centrale nella
formazione dell’habitus. Si tratta di un apprendimento
sensitivo-corporeo attraverso il quale, anticipando un futuro
probabile, si viene riconosciuti in quanto giocatori e quindi
coinvolti nel gioco. L’acquisizione di un habitus avviene
attraverso la partecipazione, l’osservazione, la
sperimentazione e l’esercizio, ma anche per mezzo
dell’agire corporeo, di movimenti, di gesti specifici”.
“La mimesis è il principio della formazione, dell’effetto
permanente e della realizzazione dell’esperienza sociale, delle
percezioni e dei giudizi. Non è disponibile a piacimento, ma è
conforme alla classe e al gruppo”…
Krais, B., Gebauer, G., Habitus, Armando, Roma, 2009, p. 102.
Il ruolo del corpo
“il sociale può essere percepito ed esperito nel vero senso
del termine: tramite i sensi. L’esperienza sensibile del
mondo sociale trasmessa attraverso l’habitus non è una
registrazione passiva degli eventi. Essendo incorporate
nell’habitus, le condizioni sociali oggettive diventano
costruzioni proprie, soggettive. Si ritrova qui la parte
attiva dell’habitus. Quando Bourdieu scrive che l’habitus è
“il sociale incorporato” si riferisce a processi in cui il
sociale viene depositato nell’habitus, a un divenire corpo
nel mondo in concreti contesti di esperienza e di azione”
Krais, B., Gebauer, G., Habitus, Armando, Roma, 2009, p. 112.
La percezione
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Le esperienze personali pregresse determinano le concezioni.
Le concezioni determinano le percezioni.
Le percezioni creano interpretazioni.
La conoscenza tacita (Polanyi, 1962) è data dall’insieme delle
interpretazioni condivise,dall’interpretazione personale
Le esperienze precedenti governano d regolano in modo selettivo la
percezione della nuova esperienza. “Il ricordo è determinante per
l’apprendimento perché impariamo attraverso le vecchie
interpretazioni radicate nella nostra mente. Anche la nuova
interpretazione – nuova o aggiornata- dev’essere ricordata, per
poterla poi utilizzare nelle estrapolazioni, nelle analisi, nelle sintesi,
nelle generalizzazioni o nei giudizi. Se un’interpretazione non viene
ricordata, vuol dire che si pensa ma non s’impara.”
Mezirow, 2003
Si manifesta in un…
" système de dispositions durables et transposables qui,
intégrant toutes les expériences passées, fonctionne à
chaque moment comme une matrice de perceptions,
d’appréciations et d’actions, et rend possible
l’accomplissement de tâches infiniment différenciées,
grâce aux transferts analogiques de schèmes permettant
de résoudre les problèmes de même forme " (Bourdieu,
1972 pp. 178-179).
Agenti
 La
famiglia
 Il percorso scolastico e il formale
 I gruppi dei pari e l’informale
 La cultura
Attivazione di schemi


La scelta degli schemi da attivare è regolata dall’habitus
Vergnaud (1990, p. 136) appelle schème " l’organisation
invariante de la conduite pour une classe de situations
donnée ". Ce qui est très proche de la classique définition
piagétienne : " Nous appellerons schèmes d’action ce qui,
dans une action, est ainsi transposable, généralisable ou
différenciable d’une situation à la suivante, autrement dit
ce qu’il y a de commun aux diverses répétitions ou
applications de la même action " (Piaget, 1973, pp. 23-24).
Come si manifesta: le azioni…
“Gli habitus sono riconoscibili a seconda delle attività che
generano …Si può dunque riconoscere e ricostruire
l’habitus di una persona in base alle sue azioni”
Krais, B., Gebauer, G., Habitus, Armando, Roma, 2009, p. 25.

Come si manifesta: le rappresentazioni…


….esso agisce in “rappresentazioni mute” attraverso
interessi, preferenze, intenzioni, cioè le circostanze
soggettive. L’intreccio tra habitus, rappresentazioni mute e
agire sociale è strutturale, ovvero le strutture che
appartengono ad una medesima classe o gruppo.
Sono originate dalle connessioni fra i soggetti che
condividono un medesimo ambiente, stesse funzioni.
Come si manifesta : la postura

“il senso pratico si manifesta nel modo più evidente nella
postura corporea. Attraverso la postura il soggetto
sociale percepisce e rappresenta in modo pratico il
proprio valore sociale….Nella postura si manifesta il
rapporto spazio-temporale verso il mondo e la posizione
sociale. Le posizioni e disposizioni sociali diventano visibili
nel posto “che si occupa col proprio corpo nello spazio
fisico…” ….La posizione sociale può essere misurata
anche in base al tempo dedicato a particolari relazioni
sociali e dalle modalità di appropriazione di tali pratiche. I
gesti, le posture e il linguaggio sono modi corporei
dell’essere-in-società.
Come si manifesta: nell’entrare in una
comunità


“In realtà quello che il nuovo arrivato deve mettere in
gioco non è l’habitus richiesto tacitamente o in modo
esplicito, bensì un habitus compatibile a livello pratico,
sufficientemente prossimo e che soprattutto sia
plasmabile, adatto a farsi convertire in un habitus
conforme, congruente e in grado di apprendere, docile,
cioè aperto alla possibilità di ristrutturazione” (Bourdieu,
1997, p. 120).
L’organizzazione o la comunità che accolgono cercano
innanzitutto la disposizione ad essere e soprattutto a
diventare qualcuno. La ricerca degli indizi è un processo
reciproco. Sia i giocatori sia gli aspiranti al gioco cercano
tracce di familiarità
Caratteristiche: la stabilità

Secondo Lenk (1995), il soggetto “comprende e
memorizza questi ordini impliciti sotto forma di strutture
latenti dell’agire, di reti disposizionali, riattivabili in
situazioni sconosciute…..ciò significa che l’habitus registra
e immagazzina solo ciò per cui esiste già una specie di
“comando”. Si comprende quindi anche la coerenza e
stabilità dell’habitus, il fenomeno dell’hysteresis: la struttura
preesistente dell’habitus esclude la possibilità che esso
rielabori indistintamente tutto l’esistente”.
Krais, B., Gebauer, G., Habitus, Armando, Roma, 2009, p. 103.
Stabilità e identità
Bourdieu ha sempre sottolineato la coerenza delle attività
individuali.
 La stabilità dell’habitus viene anche definita identità. “ma
stabilità e coerenza non fanno dell’habitus un insieme
chiuso, coerente e statico di disposizioni, norme e schemi
classificatori” …”la stabilità e la consistenza dell’habitus di
un individuo o di un gruppo dipendono però , come
sottolinea e mostra ripetutamente Bourdieu nelle sue
analisi, dai rapporti sociali.
Krais, B., Gebauer, G., Habitus, Armando, Roma, 2009, p. 109.

Il senso pratico
Bourdieu definisce il senso pratico come la capacità
dell’habitus di generare comportamenti conformi
agli ordini sociali, quindi non è altro che la
necessità sociale divenuta natura, trasformata in
schemi motori e in reazioni corporee automatiche.
 “l’habitus, in quanto esperienza del mondo sociale
incorporata nel soggetto, si riversa nei corpi e si
manifesta nei gesti, nelle usanze e nelle posture. Il corpo
non è semplice mezzo in cui si esprime l’habitus ma, in
quanto deposito dell’esperienza sociale, è parte
fondamentale dell’habitus”.
A differenza dell’attore sociale portatore di diversi ruoli,
una persona può avere un solo habitus.
Prigionieri o costruttori di habitus?



Secondo Bourdieu il rapporto tra soggetto e mondo ha una
doppia struttura che va dal soggetto al mondo e dal mondo al
soggetto.
Il primo movimento: si è materialmente inclusi nel mondo,
si ha una posizione, uno spazio, delle regole, delle concezioni
che forgiano, che influiscono nella costruzione di concezioni.
Il secondo movimento: il soggetto incorpora il mondo e nel
farlo apporta un contributo personale nel comprendere e
nell’agire. Rapportandosi al mondo si sviluppa una
comprensione pratica. “Essa coglie l’aspetto significativo di
un’esperienza e permette di reagire in modo adeguato. La
comprensione pratica è legata ad una risposta immediata. La
facoltà che unisce comprendere e agire è il senso pratico.”
Bourdieu, P., Il senso pratico, Armando, Roma, 1980
Da decidere

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Recupero del 27 ottobre
2 recuperi da concordare
Formazione


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Processo che permette di far fronte all’obsolescenza del
capitale umano, impedendone la perdita di valore. Una
buona formazione è quella che permette di valorizzare
l’employability del lavoratore e la competitività
dell’impresa.
Superamento del modello tylorista che richiede gerarchie
organizzative, divisione del lavoro.
Formazione che tenga conto della comunicazione e delle
reti (learning society)
Tra locale e globale


Glocalism (Roberson, 1995): pensare globalmente, agire
localmente.
Milieu: insieme delle proprietà e delle caratteristiche
socio-culturali, localizzato in un certo luogo e specifico
dello stesso. È patrimonio della collettività, insieme delle
potenzialità endogene, fondamento territoriale di una
identità collettiva.
Operare nella direzione dell’elaborazione di modelli che
permettano da un lato di essere astratti dal contesto,
dall’altro di ricontestualizzare in situazione.
Circolarità tra….
formazione
AZIONE
AZIONE
ESPERIENZA
CONOSCENZA
innovazione
ricerca
Bisogni e formazione



Il bisogno di formazione emerge più forte nei contesti
difficili, si attivano pratiche di mutuo aiuto e di ricerca
comune di soluzioni, di condivisione di risorse.
Un fattore incidente sulla formazione è anche il desiderio
di cambiare status o la necessità di acquisire nuove
competenze per una riconversione lavorativa.
Il bisogno è organizzativo, indivuale, di una comunità.
Rilevare il bisogno individuale
Analisi dell’attività nella giornata e relativo
giudizio.
 Comparazione con mansionari, profili di
competenze. Ottica compensativa.
 I desiderata e il proprio sè professionale:
aspirazioni, miglioramento, potenzialità.

Rilevare il bisogno organizzativo
Campionamento delle azioni svolte in azienda
(tipologia e tempo). Relativo giudizio di
soddifazione.
 Individuazione aree critiche del sistema
produttivo attraverso interviste, resoconti.
 Comparazione tempi e prodotto.
 Analisi di efficacia degli strumenti prodotti.
 Analisi intersoggettiva dell’attività (attività di
ciascuno rivisitata da tutti).

Aree di bisogni rispetto al mercato del lavoro
Area dei fabbisogni fragili:
caratterizzati da ruoli e
competenze poco presenti
e poco richiesti
Area dei fabbisogni in
declino: caratterizzati da
ruoli e competenze molto
presenti ma poco richiesti
Area dei fabbisogni
emergenti: caratterizzati da
ruoli e competenze poco
presenti ma che stanno
per essere molto richiesti
Area dei fabbisogni critici:
caratterizzati da ruoli e
competenze molto
presenti e ancora molto
richiesti
Capitali in gioco
Capitale
umano
Fine anni ‘50. Costi
della formazione
iniziale e in servizio
Anni ‘60
Capitale
sociale
Capitale
formativo
Capitale umano
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Combinazione fra




Le caratteristiche individuali apportate dalla persona nel proprio
lavoro (intelligenza, energia, entusiasmo…)
La capacità di imparare (prontezza, organizzazione, creatività…)
La capacità di condividere le informazioni e le cognizioni (spirito di
squadra verso obiettivi)
Conoscenze e abilità del soggetto spendibili nel mercato del lavoro
La persona come unico elemento che ha potenziale capacità di
generare valore.
Compito della formazione: rendere maggiormente produttivo il
potenziale
Capitale sociale



Rete di relazioni familiari e sociali che può accrescere il
capitale umano.
Insieme delle risorse che ineriscono alle relazioni familiari
e l’organizzazione sociale della comunità che sono utili
per lo sviluppo cognitivo o sociale di un bambino o di un
giovane (riconoscimento, norme, scambio).
Il capitale sociale è essenzialmente legato alla classe
sociale di appartenenza degli individui e si distingue dal
capitale economico e culturale.
3 concezioni di capitale sociale



Individualista (Bourdieu). Rete di relazioni direttamente
mobilitate da un individuo per perseguire i propri fini e
migliorare la propria posizione sociale.
Olista: capitale sociale come legame interno alla rete
dell’attore considerata in senso collettivo-comunitario. Il
soggetto subordina gli interessi individuali alle norme
etiche collettive.
Relazionale: particolare qualità e configurazione delle reti
di relazioni che alimentano e rendono sinergiche le
dotazioni individuali e le opportunità di vita delle persone
coinvolte.
Ne deriva…
L’importanza della storia personale/professionale del
soggetto in termini di autoprogettazione o eteroprogettazione
Quali strumenti per rilevarla?
- La narrazione
- Gli episodi (scelte determinanti)
- Traguardi non raggiunti e raggiunti
- Sostenibilità al cambiamento

Formazione continua
Formare competenze all’apprendimento continuo, all’adattamento ai cambiamenti.
 Le competenze trasversali auspicate a livello europeo, oltre a quelle chiave
specifiche, rimandano alla
- risoluzione dei problemi, facoltà di analisi, autogestione, comunicazione,
competenze linguistiche, spirito di impresa. Sono inoltre richieste conoscenze
e competenze in ambito scientifico e matematico, nell’uso delle tecnologie.
L’importanza di non consolidare la routinarietà come modalità di affrontare il lavoro.
Inoltre si suggerisce di partire da un dominio specifico per poi operare a livello di
trasferibilità e mobilitazione.
 Da queste competenze si possono individuare le parole chiave della formazione:
Par ailleurs, plusieurs thèmes interviennent dans les huit compétences clés: «réflexion
critique, créativité, initiative, résolution de problèmes, évaluation des
risques, prise de décision et gestion constructive des sentiments».

Il difficile compito di “dire le
competenze”
DA LISBONA
- Le competenze chiave (preferibile a trasversale)
- 1. comunicare in lingua materna
- 2. comunicare in una lingua straniera
- 3. utilizzare le tecnologie dell’informazione
- 4. sviluppare spirito di iniziativa
- 5. imparare ad apprendere
- 6. cultura generale
Le competenze del cittadino-lavoratore
ISFOL
1. competenze di base (area linguistica, tecnologica,
scientifica, storico-economico-sociale)
2. competenze trasversali (sapersi relazionare, affrontare
e gestire operativamente l’ambiente, diagnosticare le
caratteristiche dell’ambiente)
3. competenze tecnico-professionali (riguardano il
settore specifico della professione)
Le competenze
(dal Consiglio Europeo, 2006)
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
Comunicare in madrelingua
Comunicare nella lingua straniera
Competenza matematica e competenze di base in
scienza e tecnologia
Competenza digitale
Imparare ad imparare
Competenze sociali e civiche
Spirito di iniziativa e imprenditorialità
Consapevolezza ed espressione culturale
Obbligo di istruzione. Linee guida (dicembre
2007)




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


Imparare ad imparare
Progettare
Comunicare
Collaborare e partecipare
Agire in modo autonomo e responsabile
Risolvere problemi
Individuare collegamenti e relazioni
Acquisire ed interpretare l’informazione
Professionalità
Compiti

Intervistare un formatore (d’azienda) per individuare le
problematiche connesse alla formazione iniziale e il
lavoro.
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slide prime due lezioni - alfabetico dei docenti 2009