La scuola
inclusiva
Percorso di formazione destinato ai docenti
dell’Istituto Comprensivo di San Giorgio
di Mantova
a.s. 2015/2016
Dott.ssa Giulia Facchini
Programma
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Concetto e concretizzazione della Scuola Inclusiva
Percorsi diversi a seconda delle differenti tipologie di
deficit/disturbo/disagio
PDP
- caratteristiche di un PDP efficace
- responsabilità delle parti
- dall’analisi della situazione all’individuazione
delle strategie personalizzate e individualizzate
Rilevazione dei BES e strumenti di valutazione
Modelli di PDP mirati ai vari casi
Riflessione di partenza
“Il problema dell’insegnante oggi non è più
la gestione del singolo,
ma la valorizzazione dell’eterogeneità
in una classe di diversi”
(M. Comoglio)
La scuola di tutti e di ciascuno
"Non c'è peggiore ingiustizia del dare
cose uguali a persone che
uguali non sono” (Don Milani)
Importanza della differenziazione delle
strategie didattico-educative
Stessi obiettivi ma percorsi diversi
"Istruire non è selezionare,
al contrario è
sforzarsi di far riuscire tutti.”
(G. De Landsheere)
Cosa intendiamo per
Inclusione Scolastica?
L'Inclusione scolastica è un processo
finalizzato a realizzare il diritto allo
studio di tutti gli alunni...
con disabilità,
con disturbi specifici di apprendimento,
con difficoltà di sviluppo e di
socializzazione,
con situazioni di
disagio emotivo…
Finalità della Scuola Inclusiva
La scuola inclusiva ha la finalità di rispondere ai
bisogni degli alunni come PERSONE riprogettando
la sua organizzazione e la sua offerta curricolare
in funzione di ciascuno, perciò:
• Valorizza le differenze
• Garantisce il diritto allo studio di tutti gli alunni
• Cerca di attivare i facilitatori e di rimuovere le
barriere all’apprendimento e alla partecipazione
piena di tutti gli alunni, al di là delle varie
etichette diagnostiche.
Concetti chiave dell’inclusione
• Centralità della PERSONA che apprende
• EQUITÀ come valorizzazione delle differenze
• Necessità di percorsi PERSONALIZZATI E
FLESSIBILI
• Dimensione longitudinale del processo di
inclusione
• Coordinamento sinergico tra vita a scuola e vita
nel contesto
Il rapporto tra la qualità della scuola
e la capacità di inclusione
La qualità dell'inclusione scolastica è la qualità della
scuola nel suo complesso che:
• Si fa carico e valorizza le differenze
• Favorisce apprendimenti significativi
• Promuove l'instaurarsi di relazioni significative
• Attiva l'interesse degli alunni e li motiva alla
scoperta
L’insegnante inclusivo
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

I. (Saper) valutare la diversità degli alunni – la
differenza tra gli alunni è una risorsa e una
ricchezza
II. Sostenere gli alunni – i docenti devono coltivare
aspettative alte sul successo scolastico degli
studenti
III. Lavorare con gli altri – la collaborazione e il
lavoro di gruppo sono approcci essenziali per tutti
i docenti
IV. Aggiornamento professionale continuo –
l’insegnamento è una attività di apprendimento e i
docenti hanno la responsabilità del proprio
apprendimento permanente per tutto l’arco della
vita.
Riferimenti normativi
2010 L. 170: Norme in materia di disturbi specifici di
apprendimento in ambito scolastico: diritti di
personalizzazione didattica per alunni con DSA
 2011, D.M. 5569, art.5 - Interventi didattici
individualizzati e personalizzati. Le linee guida:
strumenti compensativi e misure dispensative
 2012 DM 27/12/2012 - "Strumenti di intervento per
alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione
territoriale per l’inclusione scolastica”: diritti di
personalizzazione per alunni con Bisogni Educativi
Speciali

Riferimenti normativi
• Direttiva
Ministeriale 27/12/2012, "Strumenti di
intervento per alunni con Bisogni Educativi
Speciali e organizzazione territoriale per
l’inclusione scolastica”
• C.M. N.8 del 6/3/2013, "Indicazioni operative
per la direttiva”
• CM 13 del 24/4/2013, Esami di Stato
2012/2013 – art.18 c. 4: alunni con difficoltà di
apprendimento di varia natura. Punto di arrivo
del processo di definizione di norme in materia
di inclusione
Indicazioni operative
La circolare ha fornito precisazioni e indicazioni
operative:
• Ruolo del C.d.C. che decide, anche in assenza di
certificazione, dove è opportuna o necessaria la
personalizzazione della didattica e l'adozione di
misure compensative o dispensative
• Temporaneità
• I C.d.C. devono monitorare gli interventi
• Il percorso ipotizzato viene formalizzato in un PdP
deliberato dal C.d.C., approvato e sottoscritto da
DS, docenti, famiglia e studente se maggiorenne
Caratteristiche del PDP
LE INDICAZIONI NEL PDP DEVONO
ESSERE:
•SIGNIFICATIVE
•REALISTICHE
•COERENTI
•CONCRETE E VERIFICABILI
Piano Didattico Personalizzato
(PDP)
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
La scuola predispone, nelle forme ritenute idonee e in tempi che
non superino il primo quadrimestre scolastico, un documento
che dovrà contenere almeno le seguenti voci:
dati anagrafici dell’alunno;
tipologia di disturbo;
attività didattiche individualizzate;
attività didattiche personalizzate;
strumenti compensativi utilizzati;
misure dispensative adottate;
forme di verifica e valutazione personalizzate
La scuola individua gli studenti con
Bisogni Educativi Speciali in tre
modi, attraverso:
►certificazione
►diagnosi
►considerazioni didattiche.
Il Piano Didattico Personalizzato NON è
obbligatorio per tutti i BES



Il Piano Didattico Personalizzato citato nella normativa
è previsto dal DM n°5669 12/7/2011 sui DSA.
E’ obbligatorio quando: abbiamo una diagnosi di
Disturbo Specifico di Apprendimento, dunque con tutti
codici che iniziano con F 81 dell’ ICD-10.
“E’ necessario il riferimento ai codici nosografici (attualmente
tutti quelli compresi nella categoria F81: Disturbi evolutivi
Specifici delle Abilità Scolastiche) e alla dicitura esplicita del
DSA in oggetto (della lettura e/o della scrittura e/o del
calcolo).”
Il Piano Didattico Personalizzato NON è
obbligatorio per tutti i BES
E’ scelta del C.d.C. quando:
 Abbiamo una diagnosi di Disturbo Evolutivo (diverso dai DSA)
come ADHD, Disturbo del Linguaggio, Disturbo
Coordinazione Motoria o visuo-spaziale.
 Oppure quando abbiamo delle difficoltà di apprendimento in
casi di svantaggio socio-culturale o alunni stranieri.
“Si ribadisce che, anche in presenza di richieste dei genitori accompagnate da
diagnosi che però non hanno diritto alla certificazione di Disabilità o di
DSA, il Consiglio di classe è autonomo nel decidere se formulare
o non formulare un Piano Didattico Personalizzato, avendo cura di
verbalizzare le motivazioni della decisione”
(Nota Ministeriale MIUR del 22/11/2013, n°2363)
Tempistiche del PDP
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

La compilazione spetta sempre alla scuola, e questo può
avvenire durante l’anno anche inoltrato.
Solo per le diagnosi di DSA, il PDP dovrebbe essere
operativo entro 3 mesi dalla presentazione della
documentazione diagnostica a scuola.
Se si frequenta una classe in cui vi saranno gli esami di
Stato, è invece richiesto che la diagnosi sia presentata
entro il 31 marzo dell’anno in corso (CM n° 8 del
6/3/2013)
Chi firma il PDP?
Il PDP va firmato da tre figure:
 Dirigente scolastico
 dai docenti di classe
 dalla famiglia
Tutte le parti sono responsabili in egual modo.
Cosa dovrebbe e NON dovrebbe
essere il PDP?



E’ opportuno che il PDP non si trasformi in un dovere
burocratico quanto piuttosto in un’occasione per i
docenti di poter far apprendere al meglio i propri
studenti e confrontarsi sulla loro situazione per
comprenderli in modo approfondito.
Il PDP non è un elenco di modalità
dispensative/compensative e neppure delle caselline,
tipo checklist, da spuntare.
Si corre il rischio di produrre un PDP più per il bisogno
d’avere un documento da registrare che delle
indicazioni semplici ed operative da poter adottare.
Percorso per giungere alla stesura di
un PDP davvero efficace
1.
2.
3.
4.
Leggere con attenzione le relazioni degli insegnanti
provenienti dalla scuola precedentemente frequentata
ed eventuali strategie didattiche risultate valide ai fini
dell’apprendimento
Osservare con attenzione l’alunno sia nella sfera
dell’apprendimento che comportamentale che
emotivo-relazionale
Coinvolgere la famiglia cercando di comprendere il
bambino/ragazzo anche attraverso le loro
informazioni
Farsi aiutare dallo psicologo clinico-scolastico
nell’interpretazione delle certificazioni o diagnosi
provenienti dai Servizi di Neuropsichiatria Infantile
Dalla documentazione clinica alla
rilevazione dei bisogni e di un
percorso adatto ad ognuno
E’ fondamentale saper interpretare le valutazioni
cliniche provenienti dagli specialisti
(neuropsichiatri, psicologi, logopedisti, ecc.) per
poter comprendere, non solo la categoria
diagnostica in cui è inserito l’alunno, ma anche
quali sono le caratteristiche reali del suo
apprendimento, come vive i suoi ostacoli e quale
percorso possiamo mettere in atto per aiutarlo a
superarli.
Alunni che necessitano
di Bisogni Educativi
Speciali a scuola sono:
Come lo
individuo
Cosa faccio
Per quanto
tempo
Disabilità certificata ai
sensi dell’art. 3 c.1 e c.3
Disabilità
intellettiva
Disabilità sensoriale e
motoria
Altra disabilità
PEI
Sempre ma con modifiche
DSA
PDP per DSA
della legge 104/1992
Disturbi evolutivi specifici
(con certificazione o con
diagnosi)
Svantaggio socioeconomico, linguistico e
culturale
(170/2010)
annuali.
annuali.
DSL
Diagnosi
di ADHD
Bordeline cognitivi
Disturbi evolutivi specifici
PDP per BES
Tali tipologie di BES dovranno
essere individuate sulla base di
elementi oggettivi
(ad es. una segnalazione degli
PDP per
Svantaggi
operatori dei servizi sociali)
Sempre ma con modifiche
(se il CdC lo ritiene opportuno)
(se il CdC lo ritiene opportuno)
Circoscritto nell’anno
scolastico di riferimento e
messo in atto per il tempo
strettamente necessario.
Circoscritto nell’anno
scolastico di riferimento e
messo in atto per il tempo
strettamente necessario.
DSA

-

“La presente legge riconosce la dislessia, la disgrafia, la
disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di
apprendimento, denominati «DSA», che si manifestano in:
presenza di capacità cognitive adeguate,
assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali,
possono costituire una limitazione importante per alcune attività
della vita quotidiana” (Art. 1 Leg.170/10).
I DSA tecnicamente non sono dei BES, ma i DSA
necessitano di Bisogni Educativi Speciali a scuola, ovvero di
interventi e strategie didattiche specifiche per i DSA.
Le definizioni nella Legge 170/2010




Dislessia: disturbo specifico che si manifesta con
difficoltà nell’imparare a leggere, in particolare nella
decifrazione dei segni linguistici, ovvero nella
correttezza e nella rapidità della lettura.
Disgrafia: disturbo specifico di scrittura che si
manifesta nella realizzazione grafica.
Disortografia: disturbo specifico di scrittura che si
manifesta nei processi di transcodifica.
Discalculia: disturbo specifico che si manifesta negli
automatismi del calcolo e dell’elaborazione dei numeri.
Norme in materia di DSA
in ambito scolastico
“…gli studenti con diagnosi DSA hanno diritto a fruire di
appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di
flessibilità didattica;”
“…agli studenti con DSA le istituzioni scolastiche
garantiscono:
-l’uso di una didattica individualizzata e
personalizzata…;
-l’introduzione di strumenti compensativi
…nonché misure dispensative da alcune prestazioni
non essenziali;
-per l’insegnamento delle lingue straniere, l’uso di
strumenti compensativi che favoriscano la
comunicazione verbale…, prevedendo, ove risulti
utile, la possibilità dell’esonero.
Stessa meta, percorsi diversi
Premesso che ogni alunno con diagnosi di DSA è un caso
a sé, non confrontabile ad altri nelle potenzialità o
difficoltà, gli obiettivi minimi che questi deve
raggiungere in ogni materia sono identici a quelli dei
compagni, così come stabilito nelle programmazioni
disciplinari curricolari.
Anche nella fase conclusiva del percorso scolastico, in
occasione degli esami, a oggi non è prevista dispensa
da alcuna materia.
Le indicazioni per questi studenti sono relative
all’adozione di strumenti compensativi e dispensativi, di
modalità differenti di verifica e valutazione, che
afferiscono alle modalità, ma non al contenuto.
Il PDP passo dopo passo…
a) ANALISI DELLA SITUAZIONE
DELL’ALUNNO
L’analisi della situazione dell’alunno deve riportare
le indicazioni fornite da chi ha redatto la
segnalazione, quelle pervenute dalla famiglia e i
risultati del lavoro di osservazione condotto a
scuola.
Deve rilevare le specifiche difficoltà che l’allievo
presenta ed anche i suoi punti di forza.
Il PDP passo dopo passo…
b) LIVELLO DEGLI APPRENDIMENTI
Nelle diverse materie o nei diversi ambiti di studio
vanno individuati gli effettivi livelli di
apprendimento, che devono essere rilevati con le
modalità più idonee a valorizzare le effettive
competenze dell’allievo superando le sue
specifiche difficoltà.
Il PDP passo dopo passo…
c) OBIETTIVI E CONTENUTI
D’APPRENDIMENTO PER L’ANNO
SCOLASTICO
Per ciascuna materia o ambito di studio vanno individuate
le abilità e le conoscenze fondamentali che
l’allievo deve acquisire, affinché sia mantenuta la validità
effettiva del corso di studi ma al contempo
assicurando un volume di lavoro compatibile con le
specifiche modalità di funzionamento di un
allievo con DSA.
Il PDP passo dopo passo…
d) METODOLOGIE –
MISURE COMPENSATIVE E DISPENSATIVE
Per ciascuna materia o ambito di studio vanno individuate
le metodologie più adatte ad assicurare l’apprendimento
dell’allievo in relazione alle sue specifiche condizioni.
Per ciascuna materia o ambito di studio vanno
individuati gli strumenti compensativi e dispensativi
necessari a sostenere l’allievo nell’apprendimento.
Nella scuola secondaria, vanno individuati con
particolare cura gli strumenti compensativi e
dispensativi che sarà possibile assicurare anche in
sede di Esame di Stato.
Il PDP passo dopo passo…
e) MODALITÀ DI VERIFICA
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Realizzazione di verifiche strutturate a scelte multiple, chiuse, V/F...,
realizzazione di verifiche a risposte aperte,
realizzazione delle verifiche in forma digitale;
lettura del testo della verifica scritta da parte dell’insegnante;
lettura del testo della verifica scritta con l’utilizzo della sintesi vocale;
riduzione/selezione della quantità (non della qualità) di esercizi nelle verifiche
scritte;
organizzazione di interrogazioni programmate;
prove orali in compensazione alle prove scritte;
programmazione di tempi più lunghi per le prove scritte;
predisposizione di interrogazioni orali per le materie previste solo orali;
supporto alle verifiche orali e scritte con l’utilizzo di mappe concettuali, con
immagini e schemi.
Il PDP passo dopo passo…
f) VALUTAZIONE FORMATIVA E
VALUTAZIONE FINALE
In conformità a quanto indicato nelle precedenti parti del
piano personalizzato, andranno specificate le modalità
attraverso le quali si intende valutare i livelli di
apprendimento nelle diverse discipline o ambiti di
studio. Dovrà essere ad esempio esplicitamente esclusa
la valutazione della correttezza ortografica e
sintattica per gli allievi disgrafici o disortografici
etc.
Per ogni disciplina andranno pertanto individuate le
modalità che consentano di appurare l’effettivo livello
di apprendimento.
Il PDP passo dopo passo…
g) ASSEGNAZIONE DEI COMPITI A CASA
E RAPPORTI CON LA FAMIGLIA
Nella programmazione personalizzata dovranno essere indicate le
modalità di accordo tra i vari docenti e con la famiglia in ordine
all’assegnazione dei compiti a casa:
- come vengono assegnati (con fotocopie, ...);
- in quale quantità vengono assegnati (tenere conto che i ragazzi con
DSA sono lenti e fanno molta più fatica degli altri anche
nell’organizzazione del lavoro, quindi occorre selezionare gli
aspetti fondamentali di ogni apprendimento);
- con quali scadenze vengono assegnati, evitando quando possibile
sovrapposizioni e sovraccarichi;
- con quali modalità possono essere realizzati, se quelle consuete
risultano impossibili o difficoltose.
La famiglia dell’alunno,
la privacy e il PDP
Alla stesura del PDP deve far seguito il contatto con la famiglia, alla quale sarà
proposta la firma del documento. Con l’apposizione della firma, la famiglia
deve essere consapevole che autorizza il Consiglio di Classe ad utilizzare
tutti gli strumenti indicati per il raggiungimento del successo scolastico
dell’alunno e che si impegna a procurarglieli e farglieli usare.
Il trattamento differenziato sarà più o meno evidente, ma comunque non
occultabile. Questo deve essere chiarito fin dall’inizio.
Se la famiglia non vuole che siano rese “palesi” le difficoltà dello studente o
insiste perché non si riveli alla classe la condizione del figlio, lo deve dichiarare
ed essere consapevole delle conseguenze.
Rifiutando l’adozione delle misure indicate nel PDP per il
successo scolastico si assume anche la responsabilità di un suo eventuale
insuccesso.
La diagnosi di DSA rientra nei dati sensibili secondo la normativa sulla privacy,
quindi, senza l’autorizzazione della famiglia, non si può rendere noto ad altri
(compresi i compagni) questa condizione, a meno che non sia lo stesso alunno a
farlo. E’ necessario altresì informare tutti i docenti del Consiglio di Classe della
situazione, perché agiscano adeguatamente, vincolati all’obbligo della riservatezza.
Strategie didattiche

Individualizzate
L’insegnante assicura a tutti
gli alunni l’acquisizione di
saperi ed il raggiungimento di
obiettivi comuni ritenuti
irrinunciabili, adottando un
ricco repertorio di
metodologie didattiche
(lavoro di gruppo,
apprendimento cooperativo,
tutoring) adeguate alle diverse
caratteristiche degli allievi.

Personalizzate
L’insegnante sostiene
l’apprendimento di un
determinato alunno,
adottando modalità e
strumenti , tesi a favorire
l’acquisizione di conoscenze,
abilità e competenze del
singolo allievo, valorizzando
preferenze, attitudini e
particolari caratteristiche con
l’obiettivo di rimuovere gli
ostacoli che si frappongono
all’acquisizione delle
strumentalità di base.
STRUMENTI COMPENSATIVI
SPECIFICI: Sostituiscono in modo diretto e specifico una abilità:
lettura, scrittura, grafia, ortografia, calcolo, numero, ecc.:
•Sintesi vocale
•Calcolatrice
•Correttore ortografico
•Lettore esterno
•Penne con impugnatura speciale
•Quaderni specifici
FUNZIONALI: Supportano alcune funzioni , come la memoria procedurale,
gli automatismi, l’organizzazione delle informazioni, ecc.:
•Tavola pitagorica
•Promemoria con le regole e le formule
•Sequenza dei mesi
•Testi con carattere più leggibile
•Audiolibri
•Mappe concettuali
Strumenti compensativi
da selezionare per ciascun alunno
•tavola pitagorica;
•tabella delle misure o delle formule geometriche;
•calcolatrice;
•audio registratore o lettore MP3(con cuffia);
•cartine geografiche e storiche;
•tabelle della memoria di ogni tipo;
•schemi e mappe per favorire la memorizzazione;
•computer con programmi di videoscrittura con correttore
ortografico e sintesi vocale, commisurati al singolo caso;
•traduttori automatici digitali;
•testo parlato dei libri in adozione, ed altri testi culturalmente
significativi (audiolibro);
•testo scolastico con allegato CD ROM;
•dizionari di lingua straniera computerizzati, tabelle, traduttori.
Misure dispensative
da selezionare per ciascun alunno








non richiedere:
-lettura a voce alta in pubblico,
-scrittura veloce sotto dettatura (e prendere appunti rapidamente),
-uso del vocabolario cartaceo,
-studio mnemonico non ragionato (es: tabelline),
-studio mnemonico delle forme verbali (o selezionare tempi e modi);
evitare l’uso di materiale scritto a mano e prediligere quello in stampato
maiuscolo;
stabilire tempi più lunghi per le prove scritte;
programmare o concordare le interrogazioni;
assegnare compiti a casa in misura ridotta;
incoraggiare l’uso degli schemi, tabelle, mappe concettuali e permettere il loro
utilizzo durante le verifiche scritte ed orali;
affiancare, laddove è possibile, al linguaggio verbale altri codici;
favorire l’apprendimento delle lingue straniere nella loro forma orale, con la
possibilità di utilizzare qualsiasi supporto per quelle scritte.
Strategie didattiche e discipline
ITALIANO
_ Schede per le forme verbali, per l’analisi grammaticale,
logica, del periodo, aiuti per i tempi verbali, etc...;
_ Uso sintetizzatore vocale per i testi;
_ Uso registrazioni;
_ Computer con correttore automatico e vari programmi
e Internet;
_ Uso di materiali differenti per appuntare o per fissare
graficamente informazioni specifiche;
_ Elaborati, materiali vari, conoscenze, documenti o
fotografie;
_ Sintesi, schemi, mappe concettuali.
Strategie didattiche e discipline
LINGUE STRANIERE
_ Privilegiare la comunicazione orale con valorizzazione di eventuali
esperienze pregresse;
_ Negli elaborati scritti, limitare le correzioni ai soli errori
percepibili e modificabili, nonché prevedere un aiuto esterno per
le trascrizioni;
_ Lettura da parte del docente del Compito in Classe Scritto;
_ Computer con correttore automatico e vari programmi e Internet;
_ Uso di materiali differenti per appuntare o per fissare
graficamente informazioni specifiche;
_ Elaborati, materiali vari, conoscenze, documenti o fotografie;
_ Sintesi, schemi elaborati dai docenti, mappe concettuali.
Dispensa o esonero
dalle lingue straniere
Si possono DISPENSARE alunni DALLE SOLE PRESTAZIONI
SCRITTE in lingua straniera in corso d’anno scolastico e in sede di esami
di Stato, nel caso in cui ricorrano tutte le condizioni di seguito elencate:

certificazione di DSA attestante la gravità del disturbo e recante
esplicita e motivata richiesta di dispensa dalle prove scritte; (Responsabilità
dello specialista)

richiesta di dispensa dalle prove scritte di lingua straniera presentata
dalla famiglia o dall’allievo se maggiorenne; (Responsabilità della famiglia)

approvazione da parte del consiglio di classe, che confermi la
dispensa, in forma temporanea o permanente, tenendo conto delle
valutazioni diagnostiche e sulla base delle risultanze degli interventi di
natura pedagogico-didattica. (Responsabilità della scuola)
Dispensa o esonero
dalle lingue straniere
“…Solo in caso di particolari gravità del disturbo di apprendimento, anche in comorbilità
con altri disturbi o patologie, risultanti dal certificato diagnostico, l’alunno o lo
studente possono – su richiesta delle famiglie e conseguente approvazione del
consiglio di classe – essere ESONERATI dall’insegnamento delle lingue straniere e
seguire un percorso didattico differenziato.”
L’ESONERO TOTALE DALLO STUDIO DELLA LINGUA STRANIERA NELLA
SCUOLA SECONDARIA NON CONSENTE IL RILASCIO DI UNA LICENZA e
di ciò le famiglie devono essere esplicitamente informate e devono
firmare uno specifico documento in tal senso, di cui una copia
originale viene conservata agli atti della scuola.
Strategie didattiche e discipline
MATEMATICA, SCIENZE
_ Tabelle della memoria, tavola pitagorica, tavola delle
formule, delle misure o dei linguaggi specifici, etc…;
_ Strutturazione dei problemi per fasi;
_ Uso della calcolatrice;
_ Computer con correttore automatico e vari programmi
e Internet;
_ Uso di materiali differenti per appuntare o per fissare
graficamente informazioni specifiche;
_ Elaborati, materiali vari, conoscenze, documenti o
fotografie;
_ Sintesi, schemi elaborati dai docenti, mappe concettuali.
Strategie didattiche e discipline
STORIA, GEOGRAFIA
_ Cartine geografiche e storiche;
_ Linea del tempo;
_ Computer con correttore automatico e vari programmi
e Internet;
_ Uso di materiali differenti per appuntare o per fissare
graficamente informazioni specifiche;
_ Elaborati, materiali vari, conoscenze, documenti o
fotografie;
_ Sintesi, schemi elaborati dai docenti, mappe concettuali.
Rilevazione
delle difficoltà di apprendimento o
delle varie tipologie di disagio
Ai fini della rilevazione del disagio anche da
parte degli insegnanti, è opportuno aver ben
chiari i sintomi e i segnali di ogni difficoltà o
disturbo così da poter utilizzare strategie mirate
ed efficaci anche con gli alunni che non sono in
possesso di diagnosi degli specialisti. Anche gli
insegnanti possono rilevare problematiche
rispetto all’apprendimento, al comportamento o
sul versante psico-emotivo.
Rilevazione
delle difficoltà di apprendimento o
delle varie tipologie di disagio
Per la valutazione dei vari tipi di disagio, è importante
utilizzare un linguaggio specifico comune che permetta
di condividere informazioni chiare e precise, sia tra i
vari ordini di scuola che con gli specialisti all’esterno del
contesto.
Nell’ambiente scolastico possiamo svolgere delle
osservazioni specifiche sull’alunno che sono
fondamentali per l’analisi dei bisogni e per decidere le
strategie didattico-educative più efficaci.
E’ utile avvalersi degli stessi strumenti per potersi
comprendere in modo chiaro.
Griglie per la valutazione oggettiva
dei disturbi di apprendimento, dei
problemi comportamentali e delle
difficoltà emotive nell’alunno
Strumento di osservazione guidata che
comprende sintomi e segnali dei vari disturbi
che si possono incontrare nella sfera dei BES e
che ricalca gli stessi parametri che utilizzano i
neuropsichiatri per svolgere le diagnosi.
Rilevazione della DISLESSIA
DISLESSIA














Confonde le lettere che appaiono simili graficamente
Inverte lettere o sillabe o parti di parola
Omette lettere o sillabe
Aggiunge lettere o sillabe
Legge correttamente una parola e la sbaglia nella riga successiva
Legge lentamente
Legge sillabando (lettura non scorrevole)
Salta le righe o le parole
Commette errori di anticipazione
Quando legge fatica a cogliere il contenuto del testo
Non impara informazioni in sequenza(giorni, mesi, stagioni, ecc.)
Fa confusione rispetto ai rapporti spazio-temporali (ieri/oggi, destra/sinistra,
lettura dell’orologio, mattina/sera, ecc.)
Fatica a ricopiare dalla lavagna
Ha difficoltà nello studio se veicolato dalla lettura
Rilevazione della DISGRAFIA
DISGRAFIA














Ha difficoltà a mantenere i giusti rapporti spaziali di misura delle lettere
Non rispetta il margine del foglio
Lascia spazi eccessivi o troppo ristretti tra i grafemi e/o tra le parole
Procede in salita o in discesa rispetto alla riga
Ha difficoltà a ricordare come si formano le lettere
Ha difficoltà a regolare la pressione esercitata sul foglio
Ha difficoltà a riprodurre i differenti stili grafici
Ha difficoltà a mantenere una corretta postura e/o impugnatura durante la
scrittura
Cambia spesso direzione nel gesto grafico per il mancato automatismo
L’esecuzione della scrittura non risulta spontanea
Mostra confusione nell’organizzazione degli spazi del foglio
I disegni che realizza non sono adatti e coerenti all’età anagrafica
Fatica a colorare entro i margini
Quando colora lascia segni evidenti e lo spazio non è riempito in modo
omogeneo
Rilevazione della DISCALCULIA
DISCALCULIA
 Ha difficoltà a manipolare i numeri anche con l’utilizzo di strumenti (abaco,
regoli, ecc.)
 Non riesce ad eseguire semplici calcoli a mente
 Non recupera i risultati delle tabelline
 Fatica nella comprensione della risoluzione di un problema
 Scrive un numero al posto di un altro
 Inverte la sequenza delle cifre dei numeri
 Compie errori nella lettura dei numeri elevati in particolare se hanno degli zeri
 Fatica a comprendere la differenza concettuale tra le varie operazioni
 Non ha ben chiaro il concetto di doppio, triplo o terza parte, quarta parte,
ecc.
 Conta o fa di calcolo con l’utilizzo delle dita
 Utilizza tecniche di conteggio non facilitanti (nell’addizione parte
dall’addendo minore per aggiungere il numero maggiore, ecc.)
 Ha difficoltà ad incolonnare i numeri delle operazioni
 Fatica a seguire la direzione procedurale (equivalenze, numeri relativi, ecc.)
 Applica delle regole proprie di un tipo di operazione in un’altra
Rilevazione della DISORTOGRAFIA
DISORTOGRAFIA














Scambia grafemi fonologicamente simili (“mome” per “nome”)
Omette lettere o sillabe (“taolo” per “tavolo”)
Aggiunge lettere o sillabe (“tavolovo” per “tavolo”)
Inverte lettere (“al” per “la”)
Inverte sillabe (“corelo” per “colore”)
Scrive grafemi inesatti (“lagi” per “laghi”)
Separa illegalmente le parole (“in capace” per “incapace”)
Fonde illegalmente le parole (“labete” per “l’abete”)
Scambia grafemi omofoni (“quoco” per “cuoco”)
Omissione o aggiunta scorretta della lettera H (“ciesa” per “chiesa”)
Omissione scorretta di accenti (“ando” per “andò”)
Omissione scorretta di doppie (“sula” per “sulla”)
Aggiunta scorretta di doppie (“comme” per “come”)
Aggiunta scorretta di accenti (“alzà” per “alza”)
Rilevazione dell’ ADHD
DISTURBO DI ATTENZIONE CON IPERATTIVITA’ (ADHD)
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Non riesce a stare seduto per lungo tempo
Si agita con gli arti e si dimena sulla sedia
Quando gli si parla non riesce ad ascoltare
Incontra difficoltà ad impegnarsi in attività e nell’organizzazione dei compiti
Manifesta irrequietudine interna ed esterna
Viene distratto facilmente da stimoli esterni apparentemente insignificanti
Interrompe o si comporta in modo invadente
Perde oggetti necessari alle attività che deve svolgere
Fatica ad organizzare il materiale scolastico
Non ha cura del materiale scolastico e lo rovina giocandoci
Tende ad essere istintivo e a rispondere precipitosamente
Evita attività che richiedono un impegno continuato
Incontra difficoltà a porre l’attenzione sui dettagli e compie errori di
negligenza
Pur avendo compreso le istruzioni, fatica a portare a termine la consegna
Rilevazione del DOP
DISTURBO OPPOSITIVO-PROVOCATORIO (DOP)
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Spesso mette in atto comportamenti ostili senza apparente motivazione
Tende a mostrarsi aggressivo sia con i compagni che con gli adulti
Ha atteggiamenti pessimi nell’affrontare le proposte
Si relaziona con i coetanei in modo molto egoista
Si pone spesso al centro dell’attenzione con atteggiamenti inadatti al contesto
Non rispetta le regole sociali
Manifesta uno spiccato egocentrismo
Si pone in situazioni di pericolo per attirare l’attenzione
Sembra non essere consapevole delle conseguenze dei suoi comportamenti
Affronta l’apprendimento con scarsa autostima
Mette in atto comportamenti scorretti relazionandosi con i compagni
Utilizza prese in giro e offese a carico dei compagni e/o degli adulti
Non si rende conto della gravità dei suoi comportamenti e atteggiamenti
Sembra non provare sentimenti profondi e ha squilibrio emotivo
Rilevazione del DSL
DISTURBO SPECIFICO DEL LINGUAGGIO (DSL)
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Non possiede un ricco vocabolario
Ha difficoltà nella ricerca di sinonimi e contrari
Fatica a spiegare anche contenuti molto semplici rispetto all’età anagrafica
Si esprime con una sintassi sconnessa e scorretta
Manifesta difficoltà nell’organizzazione del contenuto e della forma del testo
Spesso sembra non trovare “le parole giuste” per esprimersi
Ha una strutturazione della frase poco evoluta rispetto ai coetanei
Si esprime verbalmente utilizzando numerose pause
Fatica a spiegare definizioni di parole conosciute
Ha difficoltà nella fluidità della frase
Mostra capacità fonologica deficitaria
Manifesta notevoli difficoltà nel versante comunicativo
Non interiorizza automatismi per i suoni linguistici
Comunica verbalmente i contenuti in modo confuso e disorganizzato
Rilevazione del DCT
DISTURBO DELLA COMPRENSIONE DEL TESTO (DCT)
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Fatica a comprendere il senso di frasi con sintassi non lineari
Spesso ritorna a leggere la stessa frase
Fatica a comprendere la strutturazione del testo anche se breve
Ha serie difficoltà nell’assimilazione dei contenuti
Mostra ostacoli nell’interpretare informazioni non esplicite ma ovvie
A volte presenta disorganizzazione spazio-temporale
Non comprende del tutto frasi negative o espresse nel modo condizionale
Non manifesta immediatezza e automatizzazione della comprensione
Nonostante l’impegno e la preparazione, non esegue correttamente le
consegne
Ha difficoltà nell’individuazione delle funzioni grammaticali
Fatica nel riconoscimento del soggetto in una frase o dei personaggi in un
racconto
Le sue produzioni sono spesso brevi e disorganizzate
La memorizzazione dei contenuti risulta un suo ostacolo
Non individua le informazioni più rilevanti nel testo e fatica nello studio
autonomo
Quale modello di PDP
utilizzare dopo aver
individuato
la tipologia di disagio?
Dopo aver analizzato in modo approfondito
l’eventuale certificazione/diagnosi e/o dopo
aver svolto in team importanti considerazioni
didattico-educative, è opportuno scegliere il PDP
più adatto al singolo caso.
Modelli di PDP

DSA
software elaborato dal Prof. Fogarolo

BES
Modello ADHD-DOP
Modello Svantaggio Socio-culturale
Modello Alunni Stranieri

Modello per la Scuola dell’Infanzia
Dalla teoria alla pratica…
Focalizzare l’attenzione su un alunno presente
nella classe che non è in possesso di diagnosi
clinica ma che manifesta problematiche
 Utilizzare le Griglie di Valutazione per analizzare
il disturbo/deficit/disagio
 Scegliere il modello di PDP più adatto e
confrontarsi ipotizzando le strategie didatticoeducative più efficaci

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La scuola inclusiva - Istituto comprensivo San Giorgio di Mantova