Il Cammino
della Speranza
Quinta classe
Plesso M.B.Alberti
Ist. Compr. Luigi
Sturzo
Marsala
Marsala ha uno dei mari più puliti del Mediterraneo, sole
splendente tutto l’anno, strade intrise di Storia (dalle guerre
puniche all’epopea garibaldina), cultura e gastronomia
d’eccellenza, gente accogliente; un vino, il Marsala, che con
la sua storia gloriosa è anche un brand forte che porta il nome
della città in giro per il mondo.
Posizione al centro del Mediterraneo.
Queste sono, in breve, le qualità che fanno di Marsala un
posto unico e dalle incredibili potenzialità turistiche.

Lungo la litoranea Nord, l’itinerario della Via del Sale
prosegue verso l’isola di Mozia o Isola di San
Pantaleo (suo nome odierno), una piccola isola in mezzo
alla
laguna
dello
Stagnone.
L'isola di Mozia un tempo si collegava alla terrraferma
con la necropoli di Birgi, lungo una strada sommersa di
epoca romana lunga 1.770 metri, che oggi è visibile
soltanto
con
la
bassa
marea.
La strada fu costruita a circa mezzo metro di profondità;
ai margini della sede stradale vi sono dei muretti eretti
per impedire l’uscita dei carri che la percorrevano con
l’oscurità
o
in
caso
di
acque
torbide.
Fino al 1971 si poteva raggiungere l'isola anche a bordo
di un carretto trainato da un cavallo lungo il tracciato
della
strada
fenicia.
Dato che la strada si trova appena sotto il pelo
dell'acqua si aveva la strana sensazione che il carretto
"camminasse
sull'acqua".
Era questo il mezzo più comune per il trasporto dell'uva
Grillo coltivata sull'isola dal XIX sec, ed utilizzata per la
produzione
del
Marsala.
Oggi si raggiunge dagli imbarcaderi, da cui fanno spola
le barche fino all' imbrunire....

Mozia
è
un'antica
colonia
fenicia
fondata
nell'VIII
sec.
a.C.
La posizione strategica, circondata dalle acque basse della laguna dello Stagnone, e
naturalmente protetta dalla vicina Isola Longa, la resero un obiettivo ambito sia dai
Cartaginesi
che
dai
Siracusani.
Ed è proprio a causa di questi ultimi che Mothia venne completamente distrutta e
presto dimenticata, per essere poi riscoperta alla fine del secolo scorso.
L'isola, come la maggior parte delle altre colonie fenicie, era una stazione commerciale
e doveva fungere da punto di attracco per le navi fenicie in rotta nel Mediterraneo.
Sempre nell'VIII sec. inizia la colonizzazione greca, che si concentra soprattutto nella
parte orientale della Sicilia, i Fenici ripiegano quindi sulla parte occidentale e Motya
accresce
la
sua
importanza
divenendo
una
cittadina.
Nel VI sec. si acuiscono i contrasti tra Greci e Cartaginesi per il predominio sulla Sicilia e
Mozia viene coinvolta; si arriva a cingerla di mura che ne permettano una difesa
migliore.
Nel 397 Dionisio il Vecchio, tiranno di Siracusa, assedia la città e pone fine alla sua
esistenza. Gli abitanti si rifugiano sulla terraferma nella colonia di Lilybeo, l'attuale
Marsala.
I primi rinvenimenti si devono all'inglese Joseph Whitaker, della famiglia Ingham, stabilita
in Sicilia avviando un fiorente commercio di esportazione di vino Marsala. Sull'isola si
erge
l'abitazione
dei
Whitaker,
oggi
trasformata
in
museo.
È per questo che anche il vino di Mozia porta agli inglesi: il vigneto presente, pochi ettari
ad alberello, risale alla nascita dell'industria enologica avviata da Woodhouse.
Presto il vino avrà una sua etichetta per un numero limitato di bottiglie da destinare ai
“grandi” della terra.

Quando si giunge in prossimità dell'
isola di Mozia si ci sente accolti da
una profusione di profumi e di colori:
la vegetazione, di tipo mediterraneo,
è
rigogliosissima
soprattutto
in
primavera, e già in sè costituisce un
valido
motivo
alla
visita.
Al centro sorge la bella abitazione
ottocentesca dei Whitaker che ospita
il
museo.
Nel museo spadroneggia il Giovane
in
tunica
(Giovinetto di Mothia), statua in
marmo ionico a dimensione umana.
La statua appare come una figura
nobile dal portamento fiero e dalla
lunga veste a piegoline di sicuro
influsso
greco.
Nel museo, vi sono esposti inoltre
oggetti rinvenuti sull'isola stessa, su
Lilybeo (Marsala) e nella necropoli di
Birgi, sul litorale di fronte a Mozia.

La perla fenicia dello Stagnone è
uno scavo archeologico a cielo
aperto.
Percorrendola è possibile scoprire i
resti della città fenicia: lungo il
percorso si incontrano ancora resti
delle
mura di difesa e delle torri di
guardia, in particolare la torre
orientale (a base rettangolare) con
la
scalinata
di
accesso.
Si distingue anche il Cothon: un
piccolo bacino artificiale di forma
rettangolare
scavato
all'interno
dell'isola, collegato al mare aperto
da
un
canale.
Si suppone che potesse fungere da
porto per imbarcazioni piccole e
leggere che facevano la spola tra
l'isola e le navi ancorate allargo, per
il
carico
e
scarico
merci.

Percorrendo il sentiero principale
dell'isola è anche possibile vedere:
il Tophet un santuario a cielo aperto
che
designa
l'area
sacra;
la Necopoli arcaica ad incinerazione,
caratterizzata da una serie di pietre
tombali
e
di
urne;
la Casa delle Anfore, situata alle
spalle del museo Whitaker, deve il
nome al fatto che vi hanno rinvenuto
un considerevole numero di anfore...
e
ancora
le
fortificazioni;
la Casa dei Mosaici e Cappiddazzu:
la zona in cui tra le cui costruzioni si
riconosce un edificio a tre navate
che aveva probabilmente una
funzione
religiosa.
Mozia, piccola ma caratteristica
isoletta, rappresenta oggi un sito
curioso e affascinante, sia per la
bellezza
del
suo
paesaggio
naturalistico, che per l'incantevole
scenario delle saline.... caratterizzate
dai mulini a vento per la macinazione
del sale e le vasche per la
evaporazione.


Ciao a tutti!
Siamo gli alunni di una scuola di Marsala
(in Sicilia) che si sono notevolmente
appassionati a questo progetto sulla
comunicazione tra la Sicilia e i Paesi del
Mediterraneo. Abbiamo tutti 10 anni e
siamo in quinta elementare. Con la nostra
insegnante Giusy Marceca abbiamo
preparato
questo
powerpoint
per
presentarci a Voi e darVi il benvenuto tra
noi!
Classe 5A
Alessandro
Arianna
Giulia
Sofia
L’insegnante Giusy
Federico
Gianni
Federico
Mirko
La nostra Dirigente Scolastica Francesca
Pantaleo!
Scarica

Piccolo assaggio di cultura!