«Assoindipendenti : Una sfida
per affrontare quelle del mercato,
di oggi, di domani»
VeronaFiere – OIL&nonOIL
27 Maggio 2014
«Assoindipendenti : Una sfida
per affrontare quelle del mercato,
di oggi, di domani»
Relatori :
Alessandro Proietti
Alessandro Celli
Carlo Picchiotti
Diamante Menale
Assoindipendenti
«Chi siamo»:
 27 Associati (4 Onorari);
 Erogato di ca. 650 milioni litri;
 Attività privilegiata Retail;
 Geografia: Nord (Est), Centro, Sud Italia;
 Modello Indipendente (attuale o in fase sviluppo) come
scelta strategica;
 Assoindipendenti come evoluzione di Associazione NOI (2011)
(Assemblea Straordinaria del 15 Aprile 2014)
Assoindipendenti
Obiettivo della Conferenza
 Dimostrare la necessità assoluta di elaborare, sviluppare, realizzare,
consolidare, un piano strategico per adeguare il modo di operare alla
evoluzione del mercato.
 Considerare il «modello indipendente» una (forse l’unica ?)
opzione da considerare;
 Abbandonare modelli di comportamento fondati su un
(esasperato ?) individualismo per passare ad operare in una
logica di «pool»;
 Costituire organizzazioni e strutture di supporto;
 Acquisire una rappresentanza nelle sedi dove si decide sul
destino delle nostre aziende.
 «Assoindipendenti» può rappresentare una valida proposta.
Assoindipendenti
Il problema dei nostri giorni ….
« Le difficoltà ! »
Facile
Crearle
Evitarle
Difficile
Gestirle
Risolverle
Assoindipendenti
Una grande «domanda» di futuro ma l’«offerta» è scarsa !
Non riusciamo ad avere risposte malgrado …..
 Gli scenari del futuro siano ormai «quasi certi» perchè sono nel nostro
passato e nel nostro presente;
 Il «Futuro» sia un solo un «Progetto ordinario» anche se da valutare
con attenzione per alcune criticità:
 Gli obiettivi (realisticamente realizzabili)
 Le variabili (fattori di successo & insuccesso)
 Le risorse necessarie
 Le «sensitivity»
Dubbio: ….. Abbiamo perduto la capacità di progettare il nostro futuro ?!
Assoindipendenti
Il «Futuro»
Mercato
Imprenditore
Quasi certo…….!
Crisi di sistema e
di lunga durata !
Assoindipendenti
Incerto, problematico
(resistenza al cambiamento)
Obbligo di passaggio
da gestione «tattica»
a visione «strategica»
…. Chi non ci risolverà il problema ….!

Non …. Il consumatore
 Minori consumi
 Nuova attitudine all’acquisto (Prezzo vs «Totem»)

Non …. Le società petrolifere
(molti, forse troppi, problemi ancora da risolvere)
 Positioning (obiettivi e strategie di lungo termine)
 Gestione della crisi attuale
 Ristrutturazione della rete
 Riqualificazione immagine
(Segue)
Assoindipendenti
…. Chi non ci risolverà il problema ….!

Non le Istituzioni
 Mediazioni spesso impossibili
 Conoscenza parziale delle dinamiche del sistema
 Scarso reale interesse a risolvere i problemi del settore (?)
 Focus su fiscalità (Robin tax, Accise)

Non le rappresentanze varie di categoria
 Potere negoziale eroso dalla strategia del compromesso
 Protezione esasperata dei micro interessi di parte
 Dubbia rappresentanza del segmento «indipendenti»
 I gestori: un ruolo che (purtroppo) forse non c’è più ?!
Assoindipendenti
Una sola ipotesi strategica possibile
 Unica certezza: Possiamo e dobbiamo contare solo su noi stessi !
 Una sola «Password» per entrare nel futuro:
( Efficienza !)
n
 Erogato «competitivo» a livello mercato locale
 Automazione & informatizzazione delle operazioni
 Ottimizzazione degli acquisti ed servizi
 Staff adeguato e altamente qualificato
 ma soprattutto:
 Convinzione, disponibilità al cambiamento, tenacia, entusiasmo!
Assoindipendenti
Il quesito fondamentale dell’ imprenditore
Lasciare o Continuare ?
La mia rete è sostanzialmente “povera” (erogato, immagine,
lay-out) ed è destinata a rimanere tale anche a fronte di
investimenti per modernizzarla ? Si/No ?
 La mia situazione personale (età, discendenza, storia maturata,
fiducia, risorse finanziarie, disponibilità al cambiamento) mi fa
dubitare della opportunità di continuare l’ attività ? Si/No ?

Se anche una sola risposta
fosse «SI»
Se per le due risposte fosse
«NO»
LASCIARE !
CONTINUARE !
Assoindipendenti
Il quesito fondamentale dell’ imprenditore
Lasciare o Continuare ?
La mia rete è sostanzialmente “povera” (erogato, immagine,
lay-out) ed è destinata a rimanere tale anche a fronte di
investimenti per modernizzarla ? Si/No ?
 La mia situazione personale (età, discendenza, storia maturata,
fiducia, risorse finanziarie, disponibilità al cambiamento) mi fa
dubitare della opportunità di continuare l’ attività ? Si/No ?

Quando ?
Se anche una risposta fosse
«SI»
Se per le due risposte fosse
«NO»
LASCIARE !
CONTINUARE !
Assoindipendenti
Il quesito fondamentale dell’ imprenditore
Lasciare o Continuare ?
La mia rete è sostanzialmente “povera” (erogato, immagine,
lay-out) ed è destinata a rimanere tale anche a fronte di
investimenti per modernizzarla ? Si/No ?
 La mia situazione personale (età, discendenza, storia maturata,
(siamo in ritardo di almeno 5 anni)
fiducia, risorse finanziarie, disponibilità al cambiamento) mi fa
dubitare della opportunità di continuare l’ attività ? Si/No ?

Adesso !!!
Se anche una risposta fosse
«SI»
Se per le due risposte fosse
«NO»
LASCIARE !
CONTINUARE !
Assoindipendenti
Aforismi
« Colui che non prevede le cose lontane, si espone ad infelicità prossime »
(Confucio)
« Non prevedere è già perdere » (Leonardo da Vinci)
« Alcuni sentono arrivare la pioggia, altri si accontentano di bagnarsi »
(H.Miller)
« I soli limiti delle nostre realizzazioni del domani sono i nostri dubbi e le
nostre esitazioni di oggi » (F.D. Roosevelt)
« Essere inerte vuole dire essere battuto » (C.de Gaulle)
« In guerra, la ricerca della sicurezza a tutti costi porta diritto alla rovina »
(W.Churchill)
« Il futuro è di chi lo sa immaginare » (E.Mattei)
Assoindipendenti
Continuare – Atto 1° «Comprendere lo Scenario»
Le sfide di oggi e del futuro prossimo:
 Obiettivi e strategie delle società petrolifere nel Breve/Medio termine:
 Apparente incapacità nel gestire una crisi di sistema
 Strategie commerciali spesso incomprensibili: Prezzi / GDO /
Pompe Bianche / Automats / Extra Rete a Rivenditori con
destinazione retail
 Perplessità su Progetto Ristrutturazione Rete
 Rivisitazione critica della strategia accordi di convenzionamento
 Obiettivi nel lungo termine: Il Modello Grossista della Exxon ?
 Solo 7 (?) società (Eni, Esso, Q8, TotalErg, Tamoil, api/IP, Saras);
 Solido controllo del sistema logistico da parte delle società petrolifere;
 Potere negoziale della categoria privati molto modesto (…Zero ?!).
Assoindipendenti
Continuare : Atto 2° «Elaborare il Piano Strategico»
 Definizione obiettivi di M/L termine personali ed aziendali
 Segmentazione mercato (consumatori e concorrenza)
 Valutazione delle opzioni strategiche e posizionamento azienda
 Valutazione degli investimenti correlati
 Razionalizzazione / ottimizzazione rete
 Automazione / informatizzazione dei processi
 Riorganizzazione aziendale
 Identificazione/valutazione delle opportunità per e Joint Ventures /
operazioni in pool
Assoindipendenti
Continuare : Atto 3° «Il Modello Indipendente»
Obiettivo Strategico: Recuperare il controllo dei fattori che determinano
il successo o il fallimento della attività
Nessuna rottura a-priori con il passato e nessuna assunzione di rischi
impropri, ma diverso rapporto (ruolo ma anche responsabilità) con
istituzioni, società petrolifere e fornitori servizi in genere:
 Controllare pricing e attività marketing;
 Acquisire know-how per supply e logistica;
 Creare una massa critica per ottimizzare le operazioni;
 Favorire operazioni «in pool»;
 Acquisire il diritto di rappresentare gli interessi del settore nelle
opportune sedi
E’ esattamente quello che intendiamo con «Modello Indipendente»
Assoindipendenti
Continuare : Atto 4° «Le Azioni»
 L’ opzione «Modello Indipendente» non è una opzione…. è una
necessità imposta dal mercato ma anche una assicurazione per il
futuro (e comunque non è un processo «irreversibile»).
 E’ un modello realizzabile senza grandi / particolari difficoltà e rischi:






Investimenti
Acquisto prodotto
Servizi associati
Gestione diretta
Organizzazione aziendale
Marchio
Importanza / Difficoltà (1-5)
5
1
4
2-3
3
1
3
2
4
2
2
0-1
 Unica difficoltà «vera» : Il «Modello Indipendente» impone, o imporrà,
alcune «operazioni in pool» con relativi elementi di criticità.
Assoindipendenti
Assoindipendenti
 Assoindipendenti, associazione che non ha scopo di lucro né
connotazioni politiche, mettendo a disposizione del «sistema» e dei
singoli imprenditori privati nuove risorse, esperienze e professionalità,
intende così partecipare al processo di rinnovamento oggi in atto nel
mercato della distribuzione carburanti.
 Il «mezzo» è una «massa critica», culturale prima ancora che
operativa, rappresentata da coloro che hanno già fatto la scelta
strategica del «modello indipendente» o ad essa sono orientati.
 Una associazione di 27 soggetti con un erogato di ca. 650 milioni di
litri rappresenta un importante punto di avvio ma ancora non
sufficiente per affrontare le sfide del futuro. (Obiettivo 2014 = 40
associati)
Assoindipendenti
Il Progetto «Assoindipendenti» - Finalità
1. Promuovere gli interessi degli Associati in qualsiasi sede sviluppando le
iniziative per lo studio e la soluzione dei problemi di comune interesse.
2. Acquisire e condividere informazioni ed esperienze utili alla conoscenza
delle dinamiche del mercato ed alla elaborazione dei piani strategici per
le aziende.
3. Promuovere innovazione e creatività nelle attività di marketing con focus
sulle opportunità offerte dalle mutate attitudini del consumatore, dai
nuovi carburanti, dalla tecnologia nel campo della impiantistica, della
automazione e della informatica.
4.
Promuovere iniziative per rendere più efficienti le operazioni di
approvvigionamento di prodotti, materiali e servizi a 360 °.
5.
Assicurare assistenza in materia di protezione dell’ ambiente per la
prevenzione e la soluzione di problemi di inquinamento e di bonifica.
Assoindipendenti
…. In poche parole ……

Assoindipendenti intende essere una «Palestra», con
tanto di «attrezzi e personal trainer», a disposizione di
coloro che vogliono «allenarsi» per affrontare e vincere le
sfide del presente e del futuro.

Obiettivo più facile da raggiungere se in «palestra» ci
saremo allenati anche a «lavorare insieme»….
Assoindipendenti
Perché Assoindipendenti pretende di
essere qualcosa di nuovo
 Imprenditori e consulenti con esperienze e professionalità molto
diversificate;
 La maggior parte di questi non è associata in altre organizzazioni;
 Visione della evoluzione del mercato, e delle strategie idonee al
confronto, diversa da quella comunemente considerata;
 Focus su attività delle singole aziende associate (ma anche maggiore
flessibilità a favore del sistema nel suo complesso);
 Disponibilità a «lavorare insieme» per creare massa critica (culturale
ed operativa);
 Organizzazione e governance assolutamente snella con costi minimi;
 Rappresentanza specifica ad-hoc del segmento «indipendenti»;
Nessuna riserva o difficoltà a collaborare con Istituzioni, UP, Assopetroli,
Grandi Reti, GDO, Reteitalia, Gestori. Esattamente il contrario….!
Assoindipendenti
Un principio fondamentale: « Lavorare insieme »
« Siamo cresciuti come monadi. Ognuno per sé. Mai in gruppo. Dire «NOI» non
ci viene naturale. Fatichiamo a trovare libri, film, musiche, valori, che ci
definiscano come generazione. Scrivo anche per questo: per ricordare che invece
sono molte le cose che ci legano, le esperienze che ci accomunano, i ricordi che
fanno di noi una comunità di memorie e di destini. Perché alla fine la vita uno se
la gioca con la propria generazione: nel lavoro, nelle amicizie, negli affetti, negli
amori. »
« E poi vale la pena di unirsi, parlarsi, fare rete, costruire alleanze, stringere
amicizie, condividere progetti comuni, anche solo per vivere meglio. In questi
anni siamo stati troppo individualisti. Siamo stati convinti che ognuno bastasse
a se stesso, chiuso nel proprio piccolo mondo fatto di parenti, meglio se
consanguinei, amici della scuola, adulti da blandire e da cui essere cooptati.
Dobbiamo riconoscere che il ragionamento era sbagliato. E che dobbiamo
cambiare »
Assoindipendenti
Aldo Cazzullo (da: «Basta Piangere» Ed. Mondadori)
Grazie per la vostra attenzione e per l’interesse
che vorrete dimostrare nei confronti della
iniziativa «Assoindipendenti»
Riferimenti:
E-mail: [email protected]
Sito web: www.assoindipendenti.it
Cell. (A.Proietti) : 3356412801
Assoindipendenti
Back-up
Assoindipendenti
Indagine Conoscitiva sulla Strategia Energetica Nazionale
Audizione del Presidente della UP A. Gilotti
5 Marzo 2014
Raccomandazioni
•
RAFFINAZIONE
– E’ NECESSARIO RIAFFERMARE IN EUROPA LA STRATEGICITA’ DELL’INDUSTRIA
PETROLIFERA IN TERMINI DI SICUREZZA E FLESSIBILITA’ DI
APPROVVIGIONAMENTO
– NEL SEMESTRE DI PRESIDENZA ITALIANA LA RAFFINAZIONE DEVE ESSERE
INSERITA STABILMENTE NELL’AGENDA DEI LAVORI DELLA COMMISSIONE
– SERVONO INTERVENTI IMMEDIATI PERCHE’ L’INDUSTRIA NON PUO’ PIU’
ASPETTARE I TEMPI DELLE POLITICA
•
RETE DISTRIBUZIONE CARBURANTI
– SENSIBILE RIDUZIONE DEL NUMERO DEI PUNTI VENDITA CON MISURE
COGENTI, A PARTIRE DA QUELLI MENO SICURI DAL PUNTO DI VISTA DELLA
SICUREZZA STRADALE, PER RIDARE ECONOMICITA’ AL SETTORE
– RIAVVIARE IL PERCORSO INZIATO CON L’APPROVAZIONE DEL DDL COLLEGATO
ALLA LEGGE DI STABILITA’ 2014, APPROVATO DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI IL
13 DICEMBRE 2013, MA MAI APPRODATO IN PARLAMENTO
25
Un Problema in più : Il DdL Ristrutturazione Rete (1)
 Il 13 Dicembre 2013 il Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi della
Presidenza del Consiglio dei Ministri spedisce a tutti i Capi dell’ Ufficio
Legislativo ed al Ragionerie Generale dello Stato lo schema di disegno di
legge recante misure di semplificazione per l'avvio delle attività economiche,
per i finanziamenti ed agevolazioni alle imprese (DDL collegato alla Legge
di stabilità) da sottoporre al Consiglio ei Ministri.
 In tale Ddl sono inserite (art.2 del Sommario) le misure per la razionalizzazione
della rete di distribuzione carburanti, come risultato, è ragionevole ipotizzarlo,
del lavoro svolto attorno al tavolo di lavoro ad-hoc e dell’ accordo, almeno
nelle linee fondamentali, tra i partecipanti (UP, Assopetroli, Grandi Reti,
Rappresentanze dei gestori (Faib, Figisc, Fegica).
 Da qualche parte si sostiene che l’ accordo non fosse condiviso da tutti. OK,
ma allora i «tavoli» a che servono ?!
Un Problema in più : Il DdL Ristrutturazione Rete (2)
Perplessità….. Cosa c’è di sbagliato nel sostenere che:
1.
2.
3.
4.
La proposta di razionalizzazione è identica alla precedente se non per
estendere l’ indennizzo ai gestori di impianti trasformati in impianti
automatizzati. Non c’è dubbio che sia socialmente corretto indennizzare tali
gestori ma perché l’onere deve essere sostenuto dal consumatore ?
Non ha senso ipotizzare 5.000 o 7.000 chiusure quando non si dispone
dell’anagrafe degli impianti, a cominciare dagli incompatibili (sic !), per avere
almeno una idea delle ricadute che in certe aree geografiche potrebbero
essere critiche.
Nell’art. 18 si continua a prevedere l'individuazione di eventuali ulteriori
impianti da dismettere a tutela di una maggiore sicurezza senza tener conto
delle problematiche collegate, dalla definizione dei criteri di valutazione che
devono essere oggettivi e degli inevitabili infiniti ricorsi al TAR. Non è più
ragionevole cominciare ad applicare le norme vigenti e rimandare il resto a
dopo?
Si insiste a parlare di chiusure e smantellamenti senza precisare che cosa si
intenda per smantellamento e se questo sottintende l’ eventuale bonifica
del terreno.
Un Problema in più : Il DdL Ristrutturazione Rete (3)
5. Si introduce il concetto di inefficienza ma senza darne una definizione.
Ritenendo che inefficienza = basso erogato si commette un errore perché l’
erogato è solo uno dei fattori di possibile inefficienza (vedi caso limite delle
Ads Autostradali). In altre parole, chiudendo solo gli impianti a basso erogato
la rete potrebbe risultare ancora “inefficiente”.
6. Si parla di poter azzerare la differenza prezzo di 7 millesimi € (quota
inefficienza) verso l’ Europa senza indicare chi si assume il ruolo di «garante».
Non si dovrebbe piuttosto definire lo «stacco» (se deve essercene uno) con gli
operatori che si impegnano a mantenerlo ?
7. Quali sono gli economics di vantaggi/svantaggi del consumatore (maggiore
percorrenza media) piuttosto che limitarsi al vantaggio (senza quantificarlo)
della “società petrolifera media” e del “retista medio”, ma non di singole
società e retisti «reali» ?
8. Il Mse è supposto fissare l’ incentivo “articolando quest'ultima contribuzione
in funzione del numero di impianti chiusi e dei relativi volumi venduti in
modo da “valorizzare significativamente le chiusure e lo smantellamento di
impianti effettuate nel periodo interessato, con particolare riguardo alla
chiusura degli impianti privi di servizi accessori, senza penalizzare i titolari di
unica autorizzazione che siano anche gestori”. Sic ! Vorrei conoscere il genio
che riuscirà a formulare l’algoritmo di calcolo !
Un Problema in più : Il DdL Ristrutturazione Rete (4)
9.
10.
11.
12.
13.
14.
Incentivo alla chiusura indipendente dal numero delle autorizzazioni ?!
Si prevede che l’ incentivo richieda una contribuzione di 450-500 milioni di
€uro: un costo per il sistema che logica vorrebbe gravasse, almeno per la
maggior parte, sui soggetti responsabili di aver generato e/o favorito l’
inefficienza del sistema.
Non si fa cenno alla possibilità di esentare del contributo i soggetti, società
petrolifere e imprenditori privati che la razionalizzazione della rete l’hanno
già fatta a proprie spese.
L’art. 20 conferma che la contribuzione all’ incentivo avrà una durata di 5 anni
(a fronte di un programma di chiusure in 2 anni) per diluirne gli effetti su chi
deve provvedere a versarla e ridurre il rischio che sia trasferita sul prezzo al
consumo (sic!).
Il continuare a pensare che l’ incentivo per la chiusura non finisca ad essere a
carico del consumatore attraverso l’ aumento dei prezzi al consumo è
preoccupante… Straordinaria ingenuità o ipocrisia bella e buona ?!
Perché un progetto uguale per tanti mercati diversi ?
Un Problema in più : Il DdL Ristrutturazione Rete (5)
Domande apparentemente molto legittime:
 Dove sono le novità che rendono il nuovo piano migliore dei
precedenti ?
 Chi è il Deus ex-Machina e quali i sostenitori ?
•
Società petrolifere ? Ma quali ?
•
Assopetroli / Grandi Reti ?
•
Associazioni Gestori ?
•
Istituzioni : promotori o notai ?
«Errare humanum est, perseverare diabolicum ?! »
Un Problema in più : Il DdL Ristrutturazione Rete (6)
Che cosa c’è di sbagliato nell’ avere suggerito al MSE (via Staffetta Quotidiana)
quanto segue ?
A.
Impianti incompatibili: massima rigidità per quelli che lo sono rispetto alle
leggi in vigore. Semmai anticipare la chiusura: inutile perdere altro tempo:
tolleranza zero.
B.
Massima cautela nel supportare l’idea di una razionalizzazione più spinta
attraverso la radicalizzazione del concetto di sicurezza.
•
Troppi sono i fattori legati alla soggettività di giudizio e di interpretazione.
•
Poco serio far diventare non compatibile un impianto che lo è sulla base
della normativa vigente.
•
Un po’ di sano buon senso… : nessuna chiusura in dieci anni ed ora
vogliamo chiuderne di più in forza di più rigidi criteri di sicurezza?! Per
favore…. cominciamo a chiudere tutti gli impianti incompatibili rispetto
alle leggi vigenti poi tra sei mesi, un anno, ne riparliamo.
Un Problema in più : Il DdL Ristrutturazione Rete (7)
C.
Non prendere alcuna iniziativa in materia di incentivazione alla chiusura di
impianti inefficienti fino a quando non fosse:
•
disponibile l’ “anagrafe della rete” fondamentale per qualsiasi progetto
di ristrutturazione;
•
chiaro che cosa si intende per efficienza e quindi quali e dove sono gli
impianti che potrebbero essere chiusi;
•
definito e condiviso il vantaggio vs il costo/onere con relativo impegno
a consolidarlo;
In altre parole, non prendere iniziative fino a quando non fossimo davvero
certi degli obiettivi e dei «mezzi» per raggiungerli?
Un Problema in più : Il DdL Ristrutturazione Rete (8)
Le 15 domande che il MSE dovrebbe porre richiedendo una risposta accettabile:
1)
La rete è diventata inefficiente all’ improvviso? Malgrado da anni fosse noto
a tutti il sovradimensionamento della rete come mai fino a «ieri» abbiamo
registrato nuovi impianti, modernizzazioni, rebranding e praticamente
nessuna chiusura di pv «inefficienti» ?
2)
Perché alcune società invece di chiudere e smantellare gli impianti che
evidentemente ritenevano non efficienti li hanno venduti a privati
assicurando una sopravvivenza temporanea con “flebo” di profittabilità
somministrate in varie forme? Con la vendita a terzi questi impianti
inefficienti sono diventati efficienti ?!
3)
Perché le società continuano a proporre contratti di convenzionamento e di
fornitura per impianti anche a basso erogato oppure si tende a farli
sopravvivere trasformandoli in “ghost”?
Un Problema in più : Il DdL Ristrutturazione Rete (9)
4) Il sovradimensionamento della rete della distribuzione non è forse la
conseguenza di una strategia basata su volumi e quota mercato che le stesse
società petrolifere hanno promosso e portato avanti da sempre con risultati
economici è logico presumere soddisfacenti? Perché allora oggi un costoso
(per il consumatore finale) piano di incentivazione per una ristrutturazione
dovuta a errori di valutazione strategica oppure ad un comune rischio di
impresa?
5) Perché la ristrutturazione della rete non viene considerata dalle società
petrolifere, ognuna per suo conto, come un normale progetto di upgrading
delle operazioni finanziato con mezzi propri reali o derivati dal vantaggio
competitivo conseguente la ristrutturazione stessa? Non è quello che hanno
fatto finora società ed imprenditori privati i quali la loro ristrutturazione
l’hanno già attuata senza chiedere soldi a nessuno?
6) Qual è lo scopo ultimo del piano di incentivazione? Se l’ obiettivo è una
maggiore efficienza della attività di distribuzione dei carburanti nel suo
insieme i minori costi dovrebbero essere riflessi sui prezzi. Quale allora il
punto di equilibrio tra efficienza ed efficacia-utilità? Quale è la rete ideale alla
quale tendere, in numero, standard servizi, localizzazione?
Un Problema in più : Il DdL Ristrutturazione Rete (10)
7) In quale modo e misura la chiusura degli impianti a basso erogato consentirà
di ridurre i costi operativi e quindi in quale percentuale anche il prezzo alla
pompa? Davvero un aumento di 200-300.000 litri/anno dell’erogato medio
degli impianti “sopravvissuti” è la soluzione di tutti i problemi del settore?! L’
efficienza è solo un problema di erogato?! Come si spiega il “caso
autostrade”? Siamo certi che gli impianti più efficienti non siano quelli che
vogliamo chiudere?
8) In ogni caso quali sono gli economics del progetto visti dalla parte del
consumatore? Nel piano del ddl Il costo per il consumatore è noto ma quale è
il ritorno di questo suo investimento? Si è tenuto conto anche del maggior
costo per l’aumento della percorrenza per arrivare al rifornimento? Chi e in
che modo si fa garante del consolidamento nel tempo dei vantaggi acquisiti?
9) Quali sono invece gli ipotizzabili economics a livello di singola società
petrolifera a fronte di diversi livelli di efficienza di partenza? Per quale
ragione aderiscono al piano le società che presumibilmente saranno
penalizzate in termini di quota mercato dalla ristrutturazione per
incentivazione? Quali sono le possibili ipotesi per un nuovo scenario di quote
mercato nel post-ristrutturazione?
Un Problema in più : Il DdL Ristrutturazione Rete (11)
10)
Quali sono le motivazioni a sostegno (anche quando appare dubbio) del
piano di incentivazione da parte delle associazioni dei retisti e delle
rappresentanze dei gestori?
11) Perché imporre per legge il contributo al fondo incentivazione a quei retisti
virtuosi che la ristrutturazione l’hanno già portata a termine a beneficio di
coloro che hanno contribuito alla inefficienza della rete?
12) Perché si propone un piano di finanziamento degli incentivi a 5 anni quando
la chiusura degli impianti inefficienti è programmata in 3 anni? Solo per
diluire nel tempo riducendo l’impatto sui conti economici delle aziende che
anticipano il contributo e per facilitare il trasferimento immediato a carico
del consumatore finale?
13) Piuttosto che parlare di incentivazione alla chiusura degli impianti inefficienti
perché non affrontare il discorso dei modi e dei tempi per lo smantellamento
degli impianti ed il nodo del contributo alla bonifica dei siti?
Un Problema in più : Il DdL Ristrutturazione Rete (12)
14) Quali sono le motivazioni a sostegno (anche quando appare dubbio) del piano
di incentivazione da parte delle associazioni dei retisti e delle rappresentanze
dei gestori?
15) Che cosa c’è di sbagliato nel lasciare che la ristrutturazione sia il risultato delle
dinamiche di mercato? Non sarebbe sufficiente fissare i prezzi alla pompa
sulla base dei costi reali, e puntuali, associati alla doverosa remunerazione,
del fornitore, del gestore, del proprietario, lasciando di fatto al consumatore
la decisione se mantenerli operativi pagando prezzi più alti o se decretarne
nei fatti la chiusura? Perché una ristrutturazione che si realizzasse in questo
modo dovrebbe essere catalogata, e temuta, come “selvaggia”? E da chi ?
?????????
Il Progetto : Associazione + Servizi
Associati Assoindipendenti
Società Servizi – M.I.T. Srl
A
C
B
Assoindipendenti
Il Progetto : Associazione + Servizi
Associati Assoindipendenti
Soci : AP + (?) 2/3
Nessun interesse
diretto in Attività
Retail
Assoindipendenti
Società Servizi – M.I.T. Srl
A
C
B
Società Servizi – M.I.T. Srl



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





Consulenza e sviluppo Business Plan (scenari di mercato,
strategie) aziendali
Consulenza / Assistenza sviluppo «Modello Indipendente»
Accordi (Supply, Logistica, Trasporti) per forniture carburanti
Assistenza nei rapporti con società petrolifere
Trasformazione pv in automats
Esercizio reti di pv in affitto di azienda
Progetti di costruzione, modernizzazione pv
Manutenzione ordinaria e straordinaria
Acquisto, vendita di pv e reti
Assistenza varia (legale, fiscale, sicurezza, ambiente,
organizzazione, ecc.)
Assoindipendenti
Società Servizi – Esempio 1
Settore «Ambiente»









Indagine ambientale
Analisi di rischio
Avvio procedure amministrative
Piani di caratterizzazione
Progettazione ed installazione sistemi di bonifica
Gestione e monitoraggio dei siti contaminati
Global service rifiuti
Certificazione finale
Pronto intervento H24
Società Servizi – Esempio 2
Settore Manutenzione elettromeccanica ed Elettronica







Pulizia e bonifica serbatoi con tecnologia (no man entry) e
rilascio certificazione gas free
Controllo di tenuta non distruttivo dei serbatoi interrati
Rilievi spessimetrici e taratura serbatoi
Applicazione del sistema DOPA 61 per trasformazione
serbatoi da mono a doppia parete
Gestione e monitoraggio dei siti contaminati
Global service rifiuti
Certificazione finale
Società Servizi – Esempio 3»
Studi strategici e Business Plan
 Definizione obiettivi di M/L termine personali ed aziendali
 Valutazione delle opzioni strategiche
 Posizionamento commerciale vs opzioni strategiche
 Valutazione degli investimenti correlati

Razionalizzazione / ottimizzazione rete
 Automazione / informatizzazione dei processi
 Riorganizzazione aziendale
 Identificazione delle opportunità e valutazione della
sostenibilità di Joint Ventures / operazioni in pool
Scarica

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