Ministero delle Infrastrutture e
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dell’ambiente e disinquinamento
Area - Programmazione e gestione del ciclo
integrato dei rifiuti
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Produttive
Documento di indirizzo per la redazione
dei piani di raccolta e gestione dei rifiuti
nei porti di competenza della Regione
Campania
Approvato con D.G.R. n. 335 del
10/07/2012
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La Campania, oltre ai tre golfi principali di Napoli, di Salerno e di Policastro,
detiene un numero elevatissimo di approdi e ridossi naturali e quindi di numerosi
porti
non
sedi
di
Autorità
Portuale.
Da qualche anno il sistema economico campano ha significativamente investito in
un programma di realizzazione e integrazione di infrastrutture portuali turistiche
che si articola in porti, approdi e nuovi marine.
L’incremento della portualità ha generato, da un lato, impatti positivi al settore
produttivo ed al settore turismo, con evidenti riflessi positivi sulle condizioni socioeconomico dei territori costieri, dall’altro lato, potenziali impatti negativi alla
risorsa mare (qualità delle acque marino costiere ed agli habitat ad esse associati)
che derivano dall’incremento della produzione di rifiuti dovuti alle stesse attività
portuali e dalle imbarcazioni.
È pertanto essenziale la stima della produzione dei rifiuti portuali al fine di
determinare il relativo fabbisogno di impianti di raccolta dei rifiuti stessi all’interno
dei porti quali “luoghi di produzione”, prima del recupero e/o smaltimento,
perseguendo, in tal modo, una gestione rispettosa della qualità dell’ambiente e
della conservazione della risorsa mare e da qui la necessità della D.G.R. n. 335 del
10/07/2012.
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La D.G.R. N.335 del 10/07/2012 si integra
coerentemente all’interno della pianificazione
regionale per la gestione integrata dei rifiuti in
ottemperanza con quanto stabilito dall’art. 232
D.Lgs 152/06 e ss.mm.ii. “Norme in materia
ambientale”
Tale articolo del Testo Unico Ambientale rinvia alla
disciplina specifica in materia di gestione dei rifiuti
prodotti dalle navi ed i residui del carico dettata
dal Decreto Legislativo 24 giugno 2003, n. 182
recante “Attuazione della direttiva 2000/59/CE
relativa agli impianti portuali di raccolta per i rifiuti
prodotti dalle navi ed i residui del carico”
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Produttive
Il D. Lgs. n. 182/2003 si prefigge l’obiettivo di
ridurre gli scarichi in mare, in particolare quelli
illeciti, dei rifiuti e dei residui del carico prodotti
dalle navi che utilizzano porti situati nel territorio
dello Stato, nonché di migliorare la disponibilità e
l'utilizzo degli impianti portuali di raccolta per i
suddetti rifiuti e residui.
Esso si applica a tutte le navi, compresi i
pescherecci e le imbarcazioni da diporto (a
prescindere dalla loro bandiera) che fanno scalo o
operano in un porto dello Stato ed ai porti dello
Stato ove fanno scalo le suddette navi.
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FINALITÀ DELLA DGR
L'approvazione del presente Documento d’indirizzo
potrà consentire il perseguimento dell’obiettivo di
uniformare
e
standardizzare
le
modalità
istruttorio/procedimentali finalizzate alla redazione
e/o revisione dei piani di raccolta e di gestione dei
rifiuti portuali, in modo da avere strumenti di
pianificazione, a livello di singola realtà portuale, in
grado di assolvere con efficacia alle precipue finalità
di legge.
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FINALITÀ DELLA DGR
Tali finalità si sostanziano nella realizzazione di un
sistema gestionale unitario ed integrato, del
complesso dei rifiuti prodotti dalle strutture portuali
campane di livello regionale, secondo criteri volti ad
assicurare
elevati
standard
di
protezione
dell’ambiente e di sicurezza della salute, in coerenza
ed integrazione con i vigenti strumenti di
pianificazione regionale in materia di rifiuti ed in
aderenza ai principi definiti dall’UE per la gestione
integrata delle zone costiere (ICZM).
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FINALITÀ DELLA DGR
Creare un sistema dei Porti Campani moderno che possa
garantire moderni servizi integrati all’accosto volto anche
ai diportisti (servizi igienici, impianti di raccolta rifiuti
direttamente sul molo o all’occorrenza con imbarcazioni
dedicate ecc.) e salvaguardare la qualità delle acque
marine non ponendo alcuna attenuante allo scarico dei
rifiuti in mare (carenza di impianti dedicati).
Si stima infatti che nel periodo del Picco Estivo su
imbarcazioni da diporto si sposta sui mari della nostra
Regione una popolazione superiore a quella residente
nell’intera città di Benevento
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MOTIVAZIONI DELLA DGR
L'approvazione Documento d’indirizzo per la redazione
dei piani di raccolta e gestione dei rifiuti nei porti di
competenza della Regione Campania è funzionale al
conseguimento dell’obiettivo di garantire omogeneità
nell’applicazione del dettato normativo in materia di
raccolta e gestione sostenibile dei rifiuti portuali e
definire in modo puntuale i reali fabbisogni impiantistici
di cui necessitano i singoli porti della Campania non sede
di Autorità portuale definendo così anche quale sia il
“carico”
di
rifiuti
portuali
sul
sistema
di
raccolta/smaltimento sia Comunale che Provinciale e
Regionale.
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MODALITA’ DI SVILUPPO DEL LAVORO
Volendo sin da subito costruire un documento che oltre a rispondere alle vigenti
normative avesse la capacità di esser immediatamente applicabile nella varia realtà
della portualità Campana, l’Assessorato all’Ambiente della Regione Campania e la
Direzione Marittima della Campania, hanno dato vita alla costituzione di un
apposito gruppo interistituzionale che coinvolgesse per i diversi aspetti i principali
soggetti istituzionali competenti in materia, ovvero:
 l’Autorità Marittima Campana
 l’ Assessorato Ecologia - Tutela dell’ambiente e disinquinamento -Ciclo
Integrato delle Acque - Programmazione e gestione dei rifiuti
 Assessorato ai Trasporti, Viabilità e Attività Produttive - Settore Demanio e
Porti
 l’A.R.P.A.C.
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VALORI SPECIFICI PRESI IN CONSIDERAZIONE
Si è inoltre tenuto conto, sulla scorta di un’attenta analisi di ogni realtà locale,
delle peculiarità di ogni e/o criticità di singolo porto, proponendo quindi un
modello di gestione dei rifiuti portuali che tenesse in debito conto le
specificità Campane quali ad esempio:
 delle realtà isolane;
 dei porti e approdi siti in aree dotate di ridotti spazi per le istallazioni
degli impianti/attrezzature di raccolta e/o smaltimento (ad es. i Porti
della Costiera Amalfitana e Sorrentina);
 dei Porti in corso di Completamento ma non ancora in esercizio;
 dei Campi Boe.
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Contenuti del Documento di indirizzo
Sotto
il
profilo
dei
contenuti il documento di
indirizzo si compone di tre
capitoli e dieci Allegati
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Contenuti del Documento di indirizzo
Il Capitolo 1 - Inquadramento dei
porti campani non sede di
Autorità Portuale - reca un’analisi
degli
aspetti
di
sensibilità
ambientale della costa campana
suddivisa in dieci ambiti costieri,
nonché una disamina dei singoli
porti campani non sede di
Autorità Portuale.
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Contenuti del Documento di indirizzo
Macrocategoria
Il
Oli esauriti e
residui oleosi
CER
Fanghi
13 05 02*
13 04 01*
13 04 02*
13 04 03*
13 02*
13 05 06*
16 07 08*
20 01 08
1,2
20 01 08
1,0
Acqua di sentina
Altro (olio)
Rifiuto alimentare
Rifiuto alimentare
(DM 22 05. 2001)
Rifiuti
derivante da
attività di
bordo/Rifiuto
area portuale
Quantità
(m3)
Descrizione
Plastica
Carta
Vetro
Lattine
Altro rifiuti urbani
non differenziati
20 01 39
15 01 02
20 01 01
15 01 01
20 01 02
15 01 07
20 01 40
15 01 04
20 03 01
2,5
1,0
9.0
10.0
3.0
80.0
3.0
5.0
Capitolo 2 - Quadro normativo
e classificazioni - effettua
un’analisi
delle
norme
settoriali di riferimento nonché
una classificazione dei rifiuti
prodotti in ambito portuale in
base al sistema CER (Catalogo
Europeo dei Rifiuti).
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Contenuti del Documento di indirizzo
Il Capitolo 3 - Il piano di raccolta e di
gestione dei rifiuti portuali - riporta
indirizzi puntuali sulle modalità di
elaborazione del piano di raccolta e di
gestione dei rifiuti portuali.
Tale capitolo, adattato e aggiornato alle
specifiche peculiarità della portualità
Campana, è stato modulato sulla scorta
delle indicazioni contenute nelle “Linee
guida sulla regolamentazione della
gestione sostenibile dei rifiuti e
l’applicazione della responsabilità eticosociale nei porti”, realizzate nel 2006,
attraverso il progetto promosso dalla Regione
Marche denominato “WAP - Waste Management in
the
Adriatic
Ports”,
all’interno
della
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Contenuti del Documento di indirizzo
ALLEGATO 1 – Elenco dei possibili rifiuti prodotti dalle navi
Detto Allegato è stato sviluppato
sulla scorta della normativa vigente,
dei
documenti
presenti
in
bibliografia in merito ad esperienze
analoghe, nonché alle preziose
esperienze degli Ufficiali della
Capitaneria di Porto e dell’ARPAC.
Consentendo così di elaborare un
elenco quanto mai esaustivo di
pratico ed immediato uso che
consente di tradurre semplicemente
il termine di uso comune e/o
marinaresco del rifiuto in un codice
C.E.R.
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ALLEGATO 2 – Fac-simile del modulo di notifica
L’inoltro formale della notifica
non è obbligatoria per le
imbarcazioni da diporto e per i
Pescherecci
così
come
previsto
dalla
vigente
normativa
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ALLEGATO 3 – Modalità di raccolta e di gestione dei rifiuti
portuali
Per le diverse macro categorie di
rifiuti
vengono
descritte
le
Modalità di Differenziazione, di
Conferimento, di Stoccaggio e la
Destinazione Finale a cui dovranno
essere avviati
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ALLEGATO 4 – Schema tipo di un “Buono di prestazione”
E’ un modello di semplice ed
immediato il cui uso garantirà
sempre la piena rintracciabilità
del rifiuto Portuale
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ALLEGATO 5 – Caratteristiche tecniche dell’Isola nel porto
Volendo dare una concreta
indicazione ai Progettisti in
merito ad alcune tipologie di
impianti di Stoccaggio dei
Principali Rifiuti Portuali, nel
presente
allegato
è
nel
dettaglio, con disegni e schemi
funzionali, definita l’Isola del
Porto” tipo.
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ALLEGATO 6 – Scheda di segnalazione inadeguatezze per
impianti e servizi per il conferimento dei
rifiuti
Per Favorire la partecipazione ed
il controllo e la partecipazione dei
cittadini – utenti sul corretto
funzionamento
dei
servizi
portuali dedicati alla raccolta dei
Rifiuti Portuali è stata predisposta
un’opportuna scheda in cui
segnalare le eventuali “anomalie”
e/o
“disservizi”
o
aspetti
meritevoli ai competenti Organi
di Controllo
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ALLEGATO 7 – Schema sintetico recante informazioni per
la verifica preliminare di incidenza del
Piano di raccolta e di gestione sostenibile
dei rifiuti portuali
L’Allegato 7 ha lo scopo di consentire al
Proponente del Piano di Raccolta di
poter effettuare, simultaneamente alla
redazione del piano, lo Screening in
merito
all’incidenza
dello
stesso
qualora ci si trovi in Aree protette come
SIC o ZPS al fine di poter tenere sin da
subito in conto le eventuali interazioni
negative dello stesso sugli Habitat
protetti,
nonché
standardizzare,
migliorare
i
connessi
aspetti
procedurali .
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ALLEGATO 8: Stoccaggio dei rifiuti nelle aree dei porti e
relative autorizzazioni
In funzione della diversa tipologia di
rifiuti portuali che si stima dover
essere raccolti e dei relativi C.E.R., in
un dato porto, l’Allegato 8, consente
immediatamente al proponente di
individuare
quale/i
tipologie
di
autorizzazione/i andrà/nno chiesta/e
per
l’istallazione
ed
esercizio
dell’impianto/i di raccolta/ stoccaggio/
trattamento necessario/i, ovvero se
occorre una autorizzazione di tipo:
 A – Ordinaria;
 B – per Centri di Raccolta;
 C – Semplificata.
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ALLEGATO 9: Indicatori per stimare la produzione delle
principali tipologie di rifiuti ed il fabbisogno
delle strutture portuali di raccolta/stoccaggio
Tabella 1:
Numero di Accosti e Posti Barca per i
49 Porti di Rilevanza Regionale ed
Interregionale
(dati Regione Campania – Settore
Demanio
Marittimo
e
Autorità
Marittima).
Fornisce il dato di Partenza per le
stime ed i dimensionamenti
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ALLEGATO 9: Indicatori per stimare la produzione delle
principali tipologie di rifiuti ed il fabbisogno
delle strutture portuali di raccolta/stoccaggio
Tabella 2:
Indicatori per la valutazione della
produzione annua delle Principali
Tipologie di Rifiuti Portuali e del
fabbisogno minimo impiantistico:
 Ia - Produzione annua di rifiuti per
1000 accosti per tipologia di rifiuto;
 Ic - Capacità di stoccaggio minima
per 1000 accosti per tipologia di
rifiuto
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ALLEGATO 9: Indicatori per stimare la produzione delle
principali tipologie di rifiuti ed il fabbisogno
delle strutture portuali di raccolta/stoccaggio
ESEMPIO:
Un Porto con 18.500 accosti si stima la produzione di 37 (2 x 18.500)/1000 mc/anno di acqua di
sentina.
La capacità minima di stoccaggio che andrà prevista in detto porto per le acque di sentina è di
12,95 mc (0,7 x 18.500)/1000.
Sia per stimare la quantità complessiva di una certa categoria di rifiuti prodotti in un porto che per
determinare la capacità di stoccaggio da installare, in assenza del numero di accosti, occorre
tener conto del numero di posti barca e/o boa autorizzati dalle autorità competenti.
Esempio: in un porto con 172 posti barca/boa, si stima una produzione complessiva di acqua di
sentina pari a 34,4 (2x 172 x 100)/1000 mc/anno di acqua di sentina ed una capacità di stoccaggio
minima di 12,04 (0,7x 172 x 100)/1000 mc.
Nel caso di presenza di campi boa occorre tener presente anche il contributo di rifiuti prodotti in
essi come sommatoria agli accosti o al numero di posti barca.
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ALLEGATO 9: Indicatori per stimare la produzione delle
principali tipologie di rifiuti ed il fabbisogno
delle strutture portuali di raccolta/stoccaggio
LE PRINCIPALI PRESCRIZIONI
 In tutti i porti si dovrà sempre disporre almeno di un impianto per raccolta/trattamento di:
•Acque di Sentina;
•Oli;
•“Acque Nere” ovvero Fanghi delle fosse settiche CER 200304;
 Si dovrà avere un gruppo bagni completo ogni porto e se si pone un gruppo bagni ogni
50 posti barca si potrà ridurre del 20% il Volume da destinare allo stoccaggio delle
“acque nere”;
 Per la raccolta differenziata un cassonetto per tipologia almeno ogni 50posti barca;
 Nel caso in cui in un porto è previsto che conferiscano anche unità navali ancorate a
campi boa ad esso afferenti per determinare la produzione di rifiuti ed i volumi minimi si
dovrà sommare alla produzione di rifiuti del porto anche quella del/i campo/i boe afferenti
allo stesso.
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ALLEGATO 9: Indicatori per stimare la produzione delle
principali tipologie di rifiuti ed il fabbisogno
delle strutture portuali di accolta/stoccaggio
Tabella 3:
Stima, per porto, della produzione
annua delle principali categorie di
rifiuti portuali, e della dimensione
minima degli stoccaggio da dover
installare.
Specificità Isole:
Dal numero di Accosti si detrae
l'aliquota
relativa
al
traffico
locale/linea che scala in diverso porto
base
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ALLEGATO 9: Indicatori per stimare la produzione delle
principali tipologie di rifiuti ed il fabbisogno
delle strutture portuali di accolta/stoccaggio
TEMPI CERTI PER L’ ATTUAZIONE DEL PRESENTE
DOCUMENTO
 5 anni dall’approvazione del presente documento per i porti già in
esercizio;
 prima dell’entrata in esercizio, per i porti non ancora collaudati.
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ALLEGATO 10 - Schede sintetiche dei porti Campani
Dai
Comandi
Locali
della
Capitaneria di Porto, per i porti
attivi e per i porti in costruzione o
non attivi dal Demanio Marittimo
sono state compilate 49 schede
dettagliate su ogni porto approdo
di
interesse
Regionale
ed
interregionale: un’attenta FOTO
che
costituisce
il
corposo
Allegato 10
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ALLEGATO 10 - Schede sintetiche dei porti Campani
Ogni scheda, per ogni porto, descrive le principali
caratteristiche dello stesso con foto e planimetrie, indicando i
principali traffici di cui è interessato ovvero si stimano gli
accosti divisi per tipologia di traffico (Peschereccio,
Commerciale, di Linea e Diportistico) nonché i quantitativi delle
principali tipologie di rifiuti Portuali prodotti in un anno.
Dette informazioni capillari ed aggiornate sono state essenziali
per sviluppare gli indici di cui alla Tabella 2 dell’Allegato 9.
E’ inoltre riportato lo stato di attuazione del Vigente Piano di
raccolta ed evidenziate le relative criticità.
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ADEMPIMENTI CONSEGUENTI
Gli adempimenti conseguenti l’approvazione della
D.G.R. consistono nella adozione dei piani di raccolta
e di gestione dei rifiuti prodotti dalla navi e dei residui
del carico dei porti non sede Autorità Portuale da
parte delle Autorità marittime e nella verifica del loro
adeguamento
alle
indicazioni
contenute
nel
“Documento
di
indirizzo”,
quale
condizione
necessaria all’espressione dell’intesa da parte
dell’Amministrazione regionale.
Ministero delle Infrastrutture e
dei Trasporti
Direzione Marittima della
Campania
Assessorato all’Ecologia, Tutela
dell’ambiente e disinquinamento
Area - Programmazione e gestione del ciclo
integrato dei rifiuti
ARPAC – Agenzia Regionale
Protezione Ambientale
Campania
Assessorato ai Trasporti, Viabilità e Attività
Produttive
GRAZIE PER L’ATTENZIONE
Per eventuali approfondimenti potete contattare:
REGIONE CAMPANIA
tel 081/7963124
[email protected]
[email protected]
DIREZIONE MARITTIMA DELLA CAMPANIA
tel 081/2445453-388 fax 081/2445383
[email protected]
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A.R.P.A.C. – D.T. – U.O.R.U.S.
tel 081/2326443-407 fax 081/2326481
[email protected]
[email protected]
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Contenuti del Documento di indirizzo