STRATEGIA PER LA SPECIALIZZAZIONE
INTELLIGENTE DELLA REGIONE ABRUZZO
DALL’ANALISI ALLA VISION:
IL CONTRIBUTO DELLA SVIMEZ
Pescara, 4 aprile 2014
L’analisi del contesto e il focus sulle aree
tecnologiche
Il quadro socio-economico
• L’andamento dell’economia
• Il contributo dei settori alle
variazioni del valore aggiunto
Il sistema produttivo e della
ricerca
• Analisi censuaria dei settori e
delle dimensioni
• Fattori chiave per la competitività
• Andamenti demografici
• Focus sulle aree tecnologiche
• Il mercato del lavoro
• Poli di innovazione e contratti di
rete
• Il capitale umano
• Università e Centri di Ricerca
• Analisi SWOT
L’Abruzzo nella crisi
Fig. 1. Prodotto interno lordo: tassi di crescita annuali e cumulati (a)
2001-2007
2008 2009 2010 2011 2012
2008-2012
2001-2012
m.a
cumulata
m.a
cumulat
a
-2,4
-1,2
-6,0
0,3
3,2
-0,5
-2,9
-2,1
-10,0
-0,3
-3,6
1,6
1,9
-2,5
-1,1
-5,4
0,0
-0,1
1,7
0,5
-2,5
-1,4
-6,9
0,1
1,6
m.a
cumulata
CentroNord
1,3
9,7
-1,1
-5,6
2,4
0,8
Mezzogiorn
o
1,0
7,1
-1,4
-5,1
-0,3
Abruzzo
0,8
5,5
0,2
-6,4
Italia
1,3
9,1
-1,2
-5,5
(a) Calcolati su valori concatenati – Anno di riferimento 2005
L’importanza dell’industria manifatturiera
Fig. 2. Quota del valore aggiunto manifatturiero sul valore aggiunto totale. (a)
Mezzogiorno
Centro-Nord
- Nord-Ovest
- Nord-Est
- Centro
Italia
Abruzzo
2001
11,1
20,9
23,5
23,4
14,4
18,5
22,2
2007
11,2
20,6
23,3
23,8
13,4
18,4
23,1
2011
9,5
19,1
21,2
23,0
11,8
16,9
21,3
2012
9,2
18,7
20,8
22,6
11,4
16,5
20,7
(a) Valori concatenati. Anno di riferimento 2005
Fig. 3. Tasso di
industrializzazione (Addetti
per 1.000 ab.)
Mezzogiorno
Centro-Nord
- Nord-Ovest
- Nord-Est
- Centro
Italia
Abruzzo
2008
43,6
106,2
113,0
125,5
78,3
84,3
85,0
2013
37,4
93,9
102,7
111,1
65,3
74,5
75,5
Un mercato del lavoro meno squilibrato
Fig. 4. Tasso di disoccupazione esplicito e corretto nel 2013
Esplicito
Corretto
Mezzogiorno
Centro-Nord
Italia
19,7
9,1
12,2
31,5
13,2
18,9
Abruzzo
11,4
19,2
Il capitale umano: elevati tassi di scolarizzazione
Fig. 5. Tasso di passaggio dalla scuola secondaria all’Università
Fig. 6 Abruzzo e Italia - Addetti delle UL - Pesi percentuali dei principali settori
produttivi
Fig.7. Abruzzo e Italia - Addetti delle UL - Pesi percentuali delle principali classi
dimensionali
Fig. 8. Abruzzo - Anno 2011 - Struttura dimensionale dei principali settori
produttivi (quote % sul totale degli addetti della regione)
Fig. 9. Quote % settoriali/dimensionali degli addetti delle UL. Anno 2011
Micro Piccole Medie Grandi Totale
Micro Piccole Medie Grandi Totale
ABRUZZO
0,0
0,2
6,7
0,6
0,7
1,3
1,8
0,3
0,3
0,4
0,3
1,1
0,0
0,3
0,1
14,3
ITALIA
0,1
0,0
0,0
0,1
0,0
0,1
7,7
5,8
3,8
0,5
0,6
0,2
2,4
0,6
0,1
4,6
1,8
0,5
1,9
1,7
1,3
1,8
0,4
0,2
0,7
0,7
0,8
0,9
0,6
0,6
0,8
0,4
0,3
1,3
1,5
1,9
0,1
0,0
0,0
0,4
0,4
0,2
0,5
0,2
0,1
24,0 14,9 10,1
Agricoltura
0,5
Estrazione
0,1
Manifattura
6,5
Energia, acqua, rifiuti 0,3
Costruzioni
8,0
Commercio
15,3
Trasporti
1,8
Alberghi
6,1
Comunicazioni
0,9
Finanza, immobiliare 2,6
Professionisti
5,7
Servizi alle imprese
1,8
Istruzione
0,3
Sanità
2,2
Cultura e altri servizi 3,4
Totale
55,4
0,1
0,1
7,3
0,7
2,5
4,1
1,9
1,8
0,4
0,6
0,4
1,4
0,0
0,4
0,5
22,3
0,0
0,0
6,4
0,0
0,1
0,1
0,3
0,1
0,1
0,0
0,0
0,5
0,0
0,3
0,1
8,0
0,6
0,4
26,9
1,6
11,3
20,8
5,8
8,3
1,7
3,7
6,4
4,8
0,3
3,2
4,1
100,0
0,3
0,0
6,2
0,2
6,5
14,0
1,8
4,9
1,1
3,3
5,7
1,7
0,3
2,2
2,8
51,0
0,4
0,2
23,6
1,6
9,7
21,0
6,7
7,4
3,3
5,3
7,2
6,4
0,5
3,2
3,5
100,0
Fig. 10. Export dell'Abruzzo (media 2009-2013). Quote percentuali e Indici di
specializzazione rispetto all'Italia
Fig. 11. Confronto tra Indici di specializzazione delle export (media 2009-2013)
e degli addetti delle Unità Locali (2011)
Fig. 12. Domande di brevetto pubblicate dall’EPO nel periodo 1999-2012, per classe
tecnologica - Localizzazione per indirizzo dell'inventore
Numero per milione di
abitanti (a)
Numero di brevetti
Abruzzo
Italia
Quota %
Abruzzo
Abruzzo
Italia
Elettronica elettrotecnica
39
7.173
0,5
46
185
Strumenti ottici, di mis. e
controllo
83
5.760
1,4
98
149
Chimica, farmaceutica,
ambiente
107
10.083
1,1
126
261
Meccanica, trasporti
172
20.755
0,8
202
536
Altri settori
54
8.365
0,7
64
216
TOTALE
456
2.135
0,9
535
1.347
(a) Il dato degli abitanti si riferisce alla popolazione residente di età 15-64 anni, nel 2012
Fig.13. Composizione % degli addetti delle unità locali, per aree tecnologiche - Anno
2011
Abruzzo
Italia
Micro Piccole Medie Grandi Totale
Micro Piccole Medie Grandi Totale
Agrifood
3,5
4,5
5,2
5,2
4,1
2,5
3,5
3,6
2,9
3
Energia
4,6
5,1
6,8
0
4,7
4,5
4,2
5,2
3,8
4,5
Chimica verde
0,1
0,9
1,2
0
0,5
0,2
0,9
1,9
1,7
0,8
Scienze della vita
3,8
1,3
3,4
7,1
3,4
4,2
1,2
3,3
4,3
3,4
Ambienti di vita
15,3
13,2
10,3
8,1
13,5
13,5
11,8
6,5
2,3
10,9
Fabbrica intelligente
2,6
6,7
11,1
2,8
4,7
3
7,2
7,3
4,9
4,8
Smart communities
38,4
35,6
37,1
22,1
36,3
40,4
39,9
47,2
59,7
43,3
- di cui: "S.c.
manufatturiere"
0,7
3,5
6,3
9,2
2,8
1,2
5,9
9,6
9,8
4,4
Mobilità
0,1
1,1
4,6
36,6
3,9
0,1
0,8
2,3
9,5
1,5
Non research
31,5
31,5
20,2
18,1
28,8
31,6
30,4
22,7
10,8
27,9
Totale
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
Fig. 14. Composizione percentuale delle esportazioni, per aree tecnologiche
(medie 2009-2013)
Abruzzo
Italia
Centro-Nord Mezzogiorno
Agrifood
7,0
8,4
7,7
13,2
Energia
0,7
0,7
0,7
1,3
Chimica verde
3,0
11,1
8,1
33,9
Scienze della vita
4,3
4,5
4,2
6,2
Ambienti di vita
5,0
2,4
2,5
1,7
Fabbrica intelligente
8,3
15,7
16,9
7,1
Smart communities
16,5
27,6
29,9
10,5
Mobilità
39,6
9,9
9,3
14,6
Non research
15,4
19,7
20,7
11,4
Totale
100,0
100,0
100,0
100,0
Fig. 15. I Poli di Innovazione in Abruzzo
Denominazione
AGIRE
IAM
Dominio
produttivo
/tecnologico
Agro-alimentare
Automotive
POLOEDILIZIA Edilizia sostenibile
IRENE
ICT Abruzzo
MODA INN
Economia sociale
Elettronica/ICT
Abbigliamento
Soggetti
aderenti
Composizione
83
Grandi imprese (De Cecco), PMI, le tre Università
abruzzesi e il Consorzio di Ricerche Applicate alle
Biotecnologie (CRAB)
77
Grandi imprese (FIAT, Honda Italia, Pilkington Italia,
Dayco Europe), PMI, le Università di L'Aquila e ChietiPescara, l'Università Politecnica delle Marche e il
Centro Ricerche FIAT.
61
227
Prevalenza di piccole e medie imprese, poche grandi
imprese (Fassa, Las) e l'Università di Chieti-Pescara
Aziende appartenenti in prevalenza al mondo della
cooperazione, associazioni no profit, 15 consorzi e
l'Università Telematica "Leonardo da Vinci"
49
Diverse grandi imprese del settore dell'elettronica/ICT
e dell'aerospazio (Fastweb, Micron Techonology, Selex
Elsag, Telespazio, TechoLabs), tre consorzi e i
maggiori produttori regionali del settore
dell'ingegneria e, dal lato della ricerca, l'Università
dell'Aquila
50
Prevalenza di piccole e medie imprese del settore
tessile, dell'abbigliamento, della pelletteria e delle
calzature. Nessuno soggetto operante dal lato della
ricerca aderisce al Polo.
Segue Fig. 15. I Poli di Innovazione in Abruzzo
Denominazione
POLO SA
ABRUZZOINNOVATUR
Dominio
produttivo
/tecnologico
Servizi avanzati
Turismo
Soggetti
aderenti
77
Prevalenza di piccole e medie imprese e Parco
Scientifico e Tecnologico d'Abruzzo
47
Prevalenza di piccole imprese operanti nella
ricettività e nei servizi complementari, associazioni
ambientali locali e due consorzi. Nessuno soggetto
operante dal lato della ricerca aderisce al Polo.
ART ITALIA
Artigianato
artistico e di
pregio
82
CAPITANK
Chimicofarmaceutico
26
INOLTRA
Logistica e
trasporti
48
Polo
Internazionalizzazione
PALM
SMART
51
Arredamento e
legno
Energia
Composizione
40
Imprese di piccola e media dimensione. Nessun
soggetto operante dal lato della ricerca aderisce al
Polo.
Grandi imprese farmaceutiche (Sanofi Aventis,
Menarini, Dompè), Università dell'Aquila e altri
centri di ricerca pubblici e privati (COTIR e
Consorzio Mario
Negri Sud)
Imprese di piccola e media dimensione e due
grandi imprese (GTM e ARPA). Nessun soggetto
operante dal lato della ricerca aderisce al Polo.
Prevalenza di piccole imprese. Nessun soggetto
operante dal lato della ricerca aderisce al Polo.
Imprese di produzione di mobili e di prodotti
complementari. Associa un centro servizi
(COSMOB) e un istituto di alta formazione
riconosciuto dal MIUR (ISIA)
Prevalenza di PMI. Aderiscono al Polo l'Università
di Teramo, il Consorzio Mario Negri Sud, il
Consorzio Ricerche Applicate alle biotecnologie
Fig. 16. Numero delle imprese abruzzesi iscritte a Contratti di Rete Regionali
Valori assoluti
Valori %
Agrifood
46
12,7
Energia
16
4,4
Chimica verde
2
0,6
Scienze della vita
6
1,7
Ambienti di vita
35
9,7
Fabbrica intelligente
21
5,8
Smart communities
158
43,6
di cui: S.c. manifatturiere
19
5,2
Mobilità
2
0,6
Non research
76
21,0
Totale
362
100
Fig. 17. Un quadro di sintesi del sistema della ricerca scientifica
•
Posizionamento della produzione scientifica delle università abruzzesi tra le
best 50 del mondo negli ambiti scienze mediche e scienze biologiche
(Università di Chieti-Pescara), scienze dell’alimentazione (Università di
Teramo), ingegneria industriale e dell’informazione e scienze fisiche
(Università de L’Aquila) – Fonte: DPS, La produzione scientifica nelle
Università italiane. La Regione Abruzzo, 2013.
•
Trasferimento tecnologico insufficiente: spin off numericamente ancora
limitati ma con presenza superiore alla media in specifici ambiti
(ICT/elettronica, biomedicale, nanotecnologie e nuovi materiali) – Fonte
Netval.
•
Rete di cooperazione tra enti pubblici nazionali di ricerca e sistema
produttivo debole (assenza di partecipazione degli Istituti del CNR, dell’INFN
e dell’ENEA ai Poli di Innovazione) – Fonte: Schede Poli di Innovazione di
Abruzzo Sviluppo.
•
Attrattività delle Università abruzzesi elevata (saldo migratorio netto positivo
e inferiore solo rispetto a Emilia-Romagna, Trento, Lazio e Toscana).
Fig. 18. Sintesi analisi SWOT Regione Abruzzo
 Base industriale diffusa e consolidata
 Presenza significativa di grandi imprese e
multinazionali
 Rilevanza di alcune produzioni ad elevato
contenuto di ricerca e tecnologia (Elettronica, ICTTelecomunicazioni, Farmaceutica, Automotive),
presidiate anche da multinazionali
 Presenza significativa in settori con domanda
mondiale dinamica
 Buona capacità di attrazione delle Università
regionali
 Elevato dinamismo nell’ambito dell’innovazione
sociale
 Elevata capacità di risposta delle imprese alle
iniziative regionali di sostegno all'innovazione
 Bassa produttività del lavoro nell’industria manifatturiera
 Debole sviluppo delle attività di R&S in rapporto all’elevato
peso delle attività manifatturiere avanzate
 Insufficiente sviluppo del settore dei servizi alle imprese
 Domanda di innovazione delle imprese non in linea con lo
sviluppo di un ecosistema basato sulla R&S
 Debole collegamento tra mondo della ricerca e le imprese, in
particolare tra Enti pubblici di ricerca nazionali presenti sul
territorio e sistema produttivo regionale
 Capacità limitata del sistema regionale di ricerca di produrre
innovazioni con potenziale di mercato
 Insufficiente orientamento dell’offerta formativa universitaria
verso la scienza e la tecnologia
 Utilizzo limitato di strumenti finanziari innovativi
 Elevata disponibilità di capitale umano con
scolarizzazione elevata superiore
 Produzione scientifica sostenuta in domini
tecnologici presidiati dai Poli di innovazione a più
elevato potenziale di crescita competitiva
 Sostegno pubblico focalizzato su: aggregazione tra
domanda e offerta di innovazione, valorizzazione
capitale umano , promozione imprenditorialità
 Aumento delle capacità di attrazionedi IDE nei settori hightech, da parte dei paesi emergenti
 Taglio dei fondi ordinari destinati alla ricerca
 Struttura demografica della popolazione poco favorevole alla
diffusione del paradigma delle smart communities
 Capacità di risposta in termini di offerta di servizi alle sfide
poste dall’invecchiamento della popolazione
 Sviluppo di competenze amministrative regionali idonee a
supportare strategie organiche di sostegno dell’innovazione
(OCSE, 2013)
 Sviluppo di strumenti di governance, finalizzati all’integrazione
delle politiche (OCSE, 2013)
Fig. 19. Analisi SWOT Regione Abruzzo
Punti di forza
Base industriale diffusa e consolidata
Base produttiva bilanciata in termini
dimensionali con presenza significativa
di Grandi Imprese, anche
multinazionali
Evidenze quantitative e/o qualitative
Addetti all’industria pari nel 2013 all’75,5 per 1.000 abitanti, più del doppio della media meridionale e in
linea con la media dell’Italia
Valore aggiunto manifatturiero sul totale pari nel 2012 al 20,7%, ben superiore a quella di tutte le altre
regioni meridionali e in linea con il dato del’area più industrializzata del Paese, il Nord Ovest, che alla
stessa data registra una quota di valore aggiunto manifatturiero pari al 20,8%
Addetti nelle unità locali micro (fino a 9 addetti) pari al 55,3% (60,4% nel Sud e 48% nel Centro-Nord)
Addetti nelle unità locali piccole (da 10 a 49 addetti) pari al 22,3% (21,4% nel Sud e 24,7% nel CentroNord)
Addetti nelle unità locali medie (da 50 e 250 addetti) pari al 14,3% (11,3% nel Sud e 16% nel Centro-Nord)
Addetti nelle unità locali grandi (oltre 250 addetti) pari all’8%(6,9% nel Sud e 11% nel Centro-Nord)
Presenza qualitativamente significativa
di produzioni manifatturiere ad
elevato contenuto di ricerca e
tecnologia (Elettronica,
ICT/Telecomunicazioni, Farmaceutica,
Automotive) e presenza di
multinazionali in tali ambiti
Presenza di grandi imprese nel settore automotive (Sevel, Honda, Pilkington, ..), nel settore ICT/elettronica
(Micron, ..), Aerospazio e Difesa (Telespazio, Selex Communication), Agroalimentare (De Cecco, Del Verde,
Realaromi, Gelco), Farmaceutica (Menarini, Sanofi Aventis, Dompè)
Presenza di settori competitivi sui
mercati esteri in ambiti con domanda
mondiale dinamica
Indice di specializzazione dell’export superiore alla media nazionale nei settori auto motive ed
elettronica/ICT
Capacità di esportare in settori a domanda mondiale dinamica – calcolata come quota del valore delle
esportazioni in settori a domanda mondiale dinamica sul totale delle esportazioni – nettamente superiore
alla media nazionale e pari nel 2013 al 53,7% contro il 29,6% del dato aggregato
Buona capacità di attrazione delle
Università regionali
Indice di attrattività delle Università – calcolato come rapporto tra saldo migratorio netto degli studenti e
totale degli studenti immatricolati – positivo e pari nel 2012 al 18,7%, inferiore solo rispetto Emilia
Romagna, Provincia di Trento, Lazio e Toscana
Elevato dinamismo nell’ambito
dell’innovazione sociale
227 soggetti aderenti al Polo di Innovazione “Economia Sociale e Civile”
Elevata capacità di risposta alle
iniziative regionali di sostegno
all'innovazione
Oltre 900 soggetti (tra imprese, operatori della ricerca, enti e associazioni non profit) aderenti al sistema
regionale dei Poli di Innovazione
362 contratti di rete tra imprese attivati a livello regionale
Punti di debolezza
Evidenze quantitative o qualitative
Insufficiente orientamento del sistema
dell’offerta di risorse umane verso la
scienza e la tecnologia
Laureati in discipline scientifiche e tecnologiche in età 20-29 anni pari nel 2010 al 9,5‰, contro il 12,4‰
della media nazionale e il 15,1‰ del Centro Nord
Insufficiente diffusione di attività di
ricerca e sviluppo in rapporto al peso
delle attività manifatturiere avanzate
presenti sul territorio
Produttività del lavoro nell’industria
manifatturiera non adeguata al
sostegno di percorsi di crescita
industriale basati sull’innovazione
Spesa per R&S delle imprese sul PIL pari nel 2011 allo 0,3%, a fronte dello 0,7% della media nazionale e
dello 0,8% del Centro-Nord
Addetti ad attività di R&S pari nel 2011 al 2,4‰ contro il 3,8‰ della media nazionale e il 4,9‰ del Centro
Nord
Debole collegamento tra mondo della
ricerca e sistema produttivo
Partnership legate a partecipazione a bandi e scarsa diffusione di reti e accordi stabili di cooperazione tra
imprese e operatori della ricerca
Insufficiente sviluppo del settore dei
servizi alle imprese
Unità di lavoro nel settore Servizi alle imprese sul totale delle ULA dei servizi destinabili alla vendita pari
nel 2011 al 27,2% contro il 30,9% della media nazionale
Capacità limitata del sistema regionale
di ricerca di produrre innovazioni con
potenziale di mercato
Quota regionale di spin off accademici sul totale nazionale inferiore al peso demografico della Regione e
alla sua partecipazione al PIL nazionale (1,2% nel 2013 – fonte NETVAL, contro il 2,2% in termini
demografici e l’1,9% in termini di PIL)
Intensità brevettuale bassa - brevetti registrati allo European Patent Office (EPO) pari al 2009 al 34,3‰
contro il 72,3‰ della media nazionale
Debole collegamento tra Enti pubblici
di ricerca nazionali presenti sul
territorio e sistema produttivo
regionale
Mancata partecipazione ai Poli di innovazione dell’INFN e degli Istituti del CNR presenti in regione
Utilizzo limitato di strumenti finanziari
innovativi
Investimenti di capitale di rischio – early stage e expansion e replacement sul PIL pari a 0,000 e 0,017
contro dato medio nazionale pari a 0,009 e 0,065 rispettivamente (AIFI, 2012)
Domanda di innovazione delle imprese
non in linea con lo sviluppo di un
ecosistema basato sulla R&S
Quota di imprese che hanno introdotto innovazioni di prodotto e/o di processo sul totale delle imprese pari
nel 2010 al 32,6% e significativamente inferiore rispetto al dato delle regioni italiane più avzanzate
Valore aggiunto dell'industria manifatturiera per Unità di lavoro dello stesso settore pari nel 2011 in
migliaia di euro a 48,8 contro il 53,4 del dato nazionale
Opportunità
Evidenze quantitative o qualitative
Elevata disponibilità di capitale
umano con scolarizzazione superiore
Popolazione in età 20-24 anni che ha conseguito almeno il diploma di
scuola secondaria superiore pari nel 2012 all’85,1% (dato inferiore a livello
nazionale solo a quello del Molise)
Quota di giovani che accedono all’Università pari nel 2012 al 63,6%,
contro il 54% del Mezzogiorno e il 61% del Centro Nord
Capacità di produzione scientifica
elevata delle Università in domini
tecnologici
coerenti
con
l’orientamento
dei
Poli
di
innovazione a più elevato potenziale
di crescita competitiva
Buon posizionamento internazionale della produzione scientifica
dell’Università di Teramo nell’ambito delle Scienze dell’alimentazione,
dell’Università di Chieti-Pescara negli ambiti Scienze biologiche e Scienze
mediche e dell’Università de L’Aquila nell’ambito dell’Ingegneria
industriale e dell’informazione
Forte orientamento del sostegno
all’innovazione
basato
sull’aggregazione tra domanda e
offerta di innovazione valorizzazione
del capitale umano e sulla
promozione dell’imprenditorialità
Sostegno del MIUR allo sviluppo di cluster tecnologici nazionali e
rafforzamento degli schemi di aiuto alla nascita di start up innovative
Minacce
Evidenze quantitative o qualitative
Innalzamento della capacità di
attrazione di IDE da parte dei paesi
emergenti nei settori high-tech
Esperienze maturate nella delocalizzazione di produzioni manifatturiere
avanzata (Micron Technology).
Struttura demografica della
popolazione non favorevole alla
diffusione del paradigma delle smart
communities
Indice di vecchiaia pari nel 2013 a 170 contro il dato nazionale pari a
151,4.
Capacità di risposta in termini di
offerta di servizi non adeguata alle
sfide poste dall’invecchiamento della
popolazione
Addetti delle società cooperative sul totale degli addetti pari nel 2010 al
3,6% contro il 4,1% della media nazionale
Capacità di sviluppo dei servizi sociali – calcolata come quota di persone di
14 anni e più che hanno svolto volontariato sul totale della popolazione di
14 anni e più – pari nel 2012 all’8,3% contro un dato medio nazionale pari
all’11,9%.
Sviluppo di competenze
amministrative regionali idonee a
supportare strategie organiche di
sostegno dell’innovazione (Fonte
OCSE, 2013)
Assenza di piani specifici di adeguamento delle competenze
amministrative rispetto alle sfide poste dalla gestione di strumenti
innovativi di sostegno dell’innovazione.
Sviluppo di strumenti di governance
consolidati finalizzati all’integrazione
delle politiche (Fonte OCSE, 2013)
Piattaforma dei Poli di Innovazione ancora in fase di avvio e scarsa
evidenza di meccanismi e strumenti interni alla Regione mirati a realizzare
uno stabile e sistematico coordinamento delle politiche.
Taglio dei fondi ordinari destinati alla
ricerca
Finanziamento pubblico del governo centrale e delle regioni per R&S sceso
da 9.778 milioni di euro del 2009 a 8.822 del 2012, con una diminuzione in
termini monetari del 9,8 % ed in termini reali del 12,7 % (fonte ISTAT)
Fondi per i progetti di ricerca universitaria (PRIN, FIRB, ecc.) passati dal
2009 al 2012 da 711 a 95 milioni di euro (fonte ISTAT).
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aprile 2014 - Regione Abruzzo