Nicola CUCURACHI
Unità di Medicina Legale
Dip. S.Bi.Bi.T
Università di Parma
Violenza contro le
donne: aspetti medico
legali
20 dicembre 1993 - 48/104 Dichiarazione sull’eliminazione della
Violenza contro le Donne
Articolo 1: Per gli scopi di questa Dichiarazione il termine "violenza contro le donne”
significa ogni atto di violenza basata sul genere che determini, o possa probabilmente
determinare, danni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche alle donne, incluse le
minacce di tali atti, coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica
che privata.
Articolo 2 : Si deve comprendere che la violenza contro le donne include, ma non è
limitata a, le seguenti condizioni:
(a) Violenza fisica, sessuale e psicologica che si verifichi in famiglia, includendo
aggressioni fisiche, abuso sessuale di bambine in ambito domestico, violenza correlata
alla dote, sesso forzato da parte del coniuge, mutilazioni genitali femminili e altre pratiche
tradizionali dannose per le donne, violenza da persona diversa dal coniuge, violenza
correlata allo sfruttamento;
(b) Violenza fisica, sessuale e psicologica che si verifichi nella comunità generale,
includendo lo stupro, abusi sessuali, molestie sessuali ed intimidazioni in ambito
lavorarivo, educativo o altro, traffico di donne e prostituzione forzata;
(c) Violenza fisica, sessuale e psicologica perpetrata o tollerata dallo Stato, ovunque essa
occorra.
Convenzione del Consiglio d’Europa sulla
prevenzione e la lotta contro la violenza nei
confronti delle donne e la violenza domestica
STCE n° : 210
Convenzione di Istanbul, ratificata in Italia il 10/9/13
Articolo 3 – Definizioni
Ai fini della presente Convenzione:
a con l’espressione “violenza nei confronti delle donne” si intende designare una violazione dei diritti umani
e una forma di discriminazione contro le donne, comprendente tutti gli atti di violenza fondati sul genere che
provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o
economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia
nella vita pubblica, che nella vita privata;
b l’espressione “violenza domestica” designa tutti gli atti di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica
che si verificano all’interno della famiglia o del nucleo familiare o tra attuali o precedenti coniugi o partner,
indipendentemente dal fatto che l’autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la
vittima;
c con il termine “genere” ci si riferisce a ruoli, comportamenti, attività e attributi socialmente costruiti che una
determinata società considera appropriati per donne e uomini;
d l’espressione “violenza contro le donne basata sul genere” designa qualsiasi violenza diretta contro una
donna in quanto tale, o che colpisce le donne in modo sproporzionato;
e per “vittima” si intende qualsiasi persona fisica che subisce gli atti o i comportamenti di cui ai precedenti
commi a e b;
f con il termine “donne” sono da intendersi anche le ragazze di meno di 18 anni
La violenza e i maltrattamenti
contro le donne dentro e fuori la famiglia
Anno 2006
Principali risultati
- 6 milioni 743 mila donne da 16 a 70 anni vittime di
violenza fisica o sessuale nel corso della vita (31,9% della
classe di età considerata)
- 5 milioni di donne hanno subito violenze sessuali (23,7%)
- 3 milioni 961 mila violenze fisiche (18,8%).
- Circa 1 milione di donne ha subito stupri o tentati stupri
(4,8%).
La violenza e i maltrattamenti
contro le donne dentro e fuori la famiglia
Anno 2006
Principali risultati
- 14,3% delle donne con un rapporto di coppia attuale o
precedente ha subito almeno una violenza fisica o
sessuale dal partner
- 24,7% delle donne ha subito violenze da un altro uomo.
- Mentre la violenza fisica è più di frequente opera dei
partner (12% contro 9,8%), l’inverso accade per la
violenza sessuale (6,1% contro 20,4%)
La violenza e i maltrattamenti
contro le donne dentro e fuori la famiglia
Anno 2006
Principali risultati
Nella quasi totalità dei casi le violenze non sono denunciate.
Il sommerso è elevatissimo e raggiunge circa il 96% delle
violenze da un non partner e il 93% di quelle da partner.
Anche nel caso degli stupri la quasi totalità non è
denunciata (91,6%). È consistente la quota di donne che
non parla con nessuno delle violenze subite (33,9% per
quelle subite dal partner e 24% per quelle da non
partner).
La violenza e i maltrattamenti
contro le donne dentro e fuori la famiglia
Anno 2006
Principali risultati
Il 69,7% degli stupri è opera di partner, il 17,4% di un
conoscente. Solo il 6,2% è opera di estranei.
Il rischio di subire uno stupro o un tentativo di stupro è tanto
più elevato quanto più è stretta la relazione tra
autore e vittima.
Gli sconosciuti commettono soprattutto molestie fisiche
sessuali, seguiti da conoscenti, colleghi ed amici.
Gli sconosciuti commettono stupri solo nello 0,9% dei casi e
tentati stupri nel 3,6% contro, rispettivamente l’11,4% e il
9,1% dei partner
La violenza e i maltrattamenti
contro le donne dentro e fuori la famiglia
Anno 2006
Principali risultati
7 milioni 134 mila donne hanno subito o subiscono
violenza psicologica: le forme più diffuse
sono l’isolamento o il tentativo di isolamento
(46,7%), il controllo (40,7%), la violenza economica
(30,7%) e la svalorizzazione (23,8%), seguono le
intimidazioni nel 7,8% dei casi.
La violenza e i maltrattamenti
contro le donne dentro e fuori la famiglia
Anno 2006
Principali risultati
1 milione 400 mila donne hanno subito violenza sessuale
prima dei 16 anni, il 6,6% delle donne tra i 16 e i 70 anni. Gli
autori delle violenze sono in maggioranza conosciuti; nel
24,8% la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto.
Un quarto delle donne ha segnalato un conoscente (24,7%),
un altro quarto un parente (23,8%), il 9,7% un amico di
famiglia, il 5,3% un amico della donna. Tra i parenti gli autori
più frequenti sono stati gli zii. Il silenzio è stato la risposta
maggioritaria. Il 53% delle donne ha dichiarato di non aver
parlato con nessuno dell’accaduto.
La violenza e i maltrattamenti
contro le donne dentro e fuori la famiglia
Anno 2006
Principali risultati
La violenza e i maltrattamenti
contro le donne dentro e fuori la famiglia
Anno 2006
Principali risultati
La violenza e i maltrattamenti
contro le donne dentro e fuori la famiglia
Anno 2006
Principali risultati
• Più di un quarto delle violenze subite ha avuto come
conseguenza ferite, causate prevalentemente dagli ex
partner (32,0%) e dagli ex mariti (40,7%)
• Le ferite sono state causate più dalle violenze fisiche che
da quelle sessuali (28,6% contro 17,5%).
• Nel 24,1% dei casi, le ferite sono state gravi al punto da
richiedere il ricorso a cure mediche, percentuale che
aumenta al 41,6% nel caso delle ferite inflitte da ex mariti –
ex conviventi.
La violenza e i maltrattamenti
contro le donne dentro e fuori la famiglia
Anno 2006
Principali risultati
Solo il 18,2% delle donne che hanno subito violenza fisica o
sessuale in famiglia considera la violenza subita un reato, il
44% qualcosa di sbagliato e il 36% solo qualcosa che è
accaduto.
È considerata maggiormente reato (36,5%) la violenza fisica
associata a quella sessuale, o quella fisica unita a minacce
(31,4%).
Solo il 26,5% degli stupri o tentati stupri sono considerati
reato dalle vittime
VIOLENZA FUORI CASA
• prevalente violenza sessuale
• più frequenti molestie sessuali
• più frequenti sconosciuti, poi
conoscenti, amici, colleghi di
lavoro
Donne più a rischio :
disabili fisiche e mentali,
senza tetto, gay, lesbiche,
bisessuali o transgender,
alcohol and drug users,
studenti di college, donne <
a 24 anni
Rilevanza sociale e sanitaria della violenza nei confronti delle donne
Conseguenze e impatto della violenza
di genere sulle donne
Conseguenze e impatto della violenza
di genere sulle donne
Tipi di Violenza
VIOLENZA FISICA
È graduata dalle forme più lievi a quelle più gravi: la minaccia di essere colpita
fisicamente, l’essere spinta, afferrata o strattonata, l’essere colpita con un
oggetto, schiaffeggiata, presa a calci, a pugni o a morsi, il tentativo di
strangolamento, di soffocamento, ustione e la minaccia con armi.
VIOLENZA SESSUALE
Violenza sessuale è qualunque atto, approccio o commento a sfondo sessuale
perpetrato utilizzando coercizione fisica o psicologica da parte di chiunque,
indipendentemente dalla relazione con la vittima. Copre uno spettro assai ampio
che va dalla molestia allo sfruttamento della prostituzione passando per lo
stupro. È un modo per dominare l’altro, non ha niente a che vedere con
l’espressione di un desiderio sessuale. In un simile contesto di prevaricazione, il
sesso viene usato come un’arma; è il mezzo e non il fine.
Tipi di Violenza
VIOLENZA PSICOLOGICA
È l’insieme degli atteggiamenti e dei comportamenti che mirano a denigrare,
umiliare, atterrire e rendere insicuro l’altro. Questi comportamenti hanno lo
scopo di instillare tensione ed insicurezza al fine di sottomettere, controllare e
mantenere il potere sull’altro.
VIOLENZA ECONOMICA
Consiste nel mantenere la donna in posizione economica totalmente dipendente
dall’uomo, al fine di privarla della sua autonomia.
Tipi di Violenza
STALKING
Il termine stalking deriva dal verbo inglese to stalk che letteralmente
significa “fare le poste” e viene utilizzato nella lingua italiana per intendere
gli atti persecutori. Questo termine indica tutti quegli atteggiamenti reiterati
messi in atto da un individuo per affliggere un’altra persona, spesso di
sesso opposto, perseguitandola e provocandole lo sviluppo di uno stato di
ansia e paura che il più delle volte compromette il normale svolgimento
della propria vita quotidiana.
Tipi di Violenza
MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI (o CIRCONCISIONE
FEMMINILE)
Definizione dell’OMS:
Tutti i metodi che comportano un’asportazione parziale o totale dei
genitali esterni femminili, o altre lesioni degli organi genitali
femminili per motivi non medici.
Tipo I: Circoncisione o
“sunna”. Asportazione
parziale o totale del
clitoride. 7 gocce di sangue
Tipo II: Escissione :
Asportazione del clitoride
e di parte delle piccole
labbra.
INFIBULAZIONE o CIRCONCISIONE FARAONICA
(Complemento del Tipo III): i due lati della vulva vengono cuciti con un filo o con
spine, lasciando solo un piccolo passaggio in basso per il deflusso dell’ urina e del
sangue mestruale
(fibula: Bastoncino cavo)
Tipo III: Amputazione del clitoride,
delle piccole labbra e della porzione
mediale delle grandi labbra
Conseguenze lesive
Lesioni fisiche
• Lesioni traumatiche corporee presenti in 2/3 delle vittime che
arrivano ai pronto soccorsi:
segni di aggressione: tentativo di strangolamento, lesioni contusive o
penetranti
segni di difesa
lesioni minori: morsi
• Lesioni genitali presenti in meno della metà delle vittime: di
solito minori che vengono trattate in modo conservativo, raramente
trattamento chirurgico
– dipendono dall’età della vittima (più frequenti nelle giovani e nelle donne
anziane)
– dallo stato virginale
– grado di resistenza opposta dalla vittima: se minacciata da armi, se
drogata
– tempo intercorso dallo stupro alla visita
– numero degli assalitori e ripetitività stupro
Conseguenze lesive
Lesioni psichiche
depressione
• perdita di fiducia e di autostima
• sensazione di impotenza
• disturbi del sonno
• ansia
• difficoltà di concentrazione
• difficoltà a gestire i figli
• idee di suicidio e autolesionismo
Rape Trauma Syndrome :
fase acuta (crisi di pianto, ansia,
singhiozzi,riso, paura)
a lungo termine (riorganizzano la loro
vita, cambiano indirizzo, disfunzioni
sessuali,fobie)
Post-traumatic stress syndrome ,
di durata variabile: isolamento,
idee ricorrenti, ossessione ,
abuso di alcool o droghe….
Normativa di riferimento
Artt. 581-582-583 c.p. Percosse e lesioni personali
Legge 15 febbraio 1996, n. 66, “Norme contro la violenza sessuale” e successive
modifiche artt. 609bis – 609 decies c.p.
Legge 9 gennaio 2006 n. 7 Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili
artt. 583-bis e 583 ter c.p.
Art. 612 bis c.p Atti persecutori («Stalking»)
Legge 4 aprile 2001, n. 154, “Misure contro la violenza nelle relazioni familiari”.
Decreto legge 23 febbraio 2009, n. 11, “Misure urgenti in materia di sicurezza
pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori”.
Convertito in legge dalla L. 23 aprile 2009, n. 38.
2010 “Piano nazionale contro la violenza di genere e lo stalking”.
Guidelines for medico-legal care for
victims of sexual violence
© World Health Organization 2003
Necessità di un approccio medico-legale alla
violenza sessuale e opportunità di linee-guida
condivise
Anche se evitano di svelare l’evento subito, le persone che hanno subito
una violenza sessuale spesso richiedono assistenza medica. Studi sulla
relazione fra intimate partner violence (violenza domestica), stato di salute
e ricorso femminile alle cure mediche hanno mostrato che le donne vittime
di abusi richiedono più prestazioni mediche rispetto alla media.
Le vittime di violenza sessuale che scelgono di denunciare l’evento, anche
se si sono rivolte alle forze dell’ordine, vengono poi condotte a strutture
sanitarie per essere esaminate e sottoposte a trattamenti sanitari, in
particolare se l’assalitore era un estraneo.
Gli operatori sanitari che entrano in contatto con le vittime di violenza
sessuale sono fondamentali per l’identificazione e gestione dei casi di
violenza sessuale.
Medici, infermieri, assistenti sociali sono spesso le prime e non raramente le uniche
persone, esterne al nucleo familiare, che arrivano a vedere le conseguenze fisiche e
psichiche della violenza. La disponibilità di medici-legali sul territorio è assai limitata.
È fondamentale che medici (anche MMG!) e operatori sanitari, dopo aver ricevuto
una formazione adeguata, riconoscano questi problemi e sappiano farli emergere.
Il ricorso ai servizi sanitari per tutte le condizioni descritte potrebbero nascondere
una storia di violenza domestica e/o di violenza sessuale o di abuso sessuale
anche pregresso, per cui è necessario prestare attenzione e approfondire situazioni
in cui:
• Vi è un noto ricorso ripetuto al pronto soccorso per ferite o traumi;
• Vi è un racconto di dolore pelvico cronico, di continue infezioni
genito‐urinarie, di patologie gastrointestinali croniche;
• Vi è una storia di depressione, abuso di droghe o farmaci, tentativi di suicidio.
Nella fase di “accoglienza” bisogna tener conto che la persona potrà
giungere con un quadro generale complesso in atteggiamenti,
emozioni, comportamenti e presentare una estrema fragilità e
vulnerabilità.
I valori che stanno alla base dell’accoglienza sono:
• Un atteggiamento empatico e disponibile;
• L’ascolto partecipato;
• La sospensione di qualunque giudizio;
• La restituzione alla vittima del suo valore di “persona” e di protagonista in
ogni fase dell’accoglienza e degli accertamenti: la possibilità di scegliere che
cosa dire o non dire, che cosa accettare o non accettare delle proposte di cura
sanitaria e psicosociale;
• La possibilità di rinviare senza essere incalzati dalla fretta e dall’urgenza.
Guidelines for medico-legal care for
victims of sexual violence
Scopi delle linee-guida:
Migliorare i servizi sanitari disponibili a chiunque sia vittima di violenza
sessuale attraverso
● operatori sanitari con conoscenze e capacità necessarie per
confrontarsi con la gestione delle vittime di violenza sessuale;
● standards per assicurare servizi sanitari e forensi alle vittime di
violenza sessuale
● guida per l’implementazione di servizi sanitari e forensi dedicati
alle vittime di violenza sessuale
Aumentare le conoscenze degli operatori sul campo
MITO
REALTA’
Lo stupro è perpetrato da
sconosciuti.
La gran parte di stupri è perpetrato da persone
conosciute
Lo stupro richiede una
significativa forza fisica e
l’uso di armi
La maggior parte degli stupri non richiede una
significativa forza fisica. La maggioranza delle
vittime riferisce della paura di subire gravi lesioni o
di essere uccisa e di avere così offerto scarsa
resistenza all’attacco. Ciò spiega anche perché
possono essere necessarie energia o armi limitate
per vincere la resistenza della vittima.
Lo stupro lascia lesioni
inequivocabili
Visto che la maggioranza degli stupri non richiede
una forza significativa può non essere presente
alcuna lesione. Non aere lesioni non significa non
aver subito uno stupro. Solo un terzo delle vittime
di stupro hanno lesioni fisiche visibili.
Servizio di assistenza alle vittime di violenza sessuale
• La salute e il benessere della paziente sono la priorità
• Le prestazioni sanitarie e forensi dovrebbero essere fornite nello stesso luogo,
dalla stessa persona e contemporanemente.
• Gli operatori sanitari dovrebbero ricevere uno speciale addestramento per
l’assistenza alle vittime di violenza sessuale e conoscere la normativa di
riferimento.
• Altri individui e gruppi coinvolti nella gestione (anche investigativa) dei casi di
violenza sessuale dovrebbero avere uno specifico coordinamento con gli
operatori sanitari
• Gli operatori sanitari dovrebbero astenersi da giudizi o commenti e mantenere
alti standard etici
• Le limitate risorse disponibili possono impedire di raggiungere livelli ideali di
assistenza, ma è sempre possibile adattare le struttire esistenti rendendole
accessibili, sicure, pulite e riservate.
Prestazioni con finalità medico-legali
• Assicurare prestazioni sanitarie e medico-legali da parte
di persone, in luoghi ed in tempi, diversi è indice di
inefficienza, non è necessario e spesso costituisce
un’ulteriore violenza per la vittima
• La condizione ideale è che i servizi medico-legali e
sanitari siano forniti simultaneamente; ciò significa nello
stesso momento, nello stesso luogo e preferibilmente
dallo stesso sanitario.
• Ciò richiede una specifica implementazione del servizio
da parte della struttura dirigenziale e da parte degli
operatori sanitari ed una precipua collaborazione da
parte dei diversi professionisti
Prestazioni con finalità medico-legali
Il momento dell’esame fisico è ovviamente condizionato dalle
necessità terapeutiche (in particolare quando si renda
necessario il trattamento di ferite) ma per una serie di ragioni
questo dovrebbe essere compiuto prima possibile
Il ritardo nell’accesso al servizio può determinare :
— perdita di opportunità terapeutiche (ad es. fornitura di
mezzi contraccettivi intercettivi);
— modificazione delle lesioni fisiche (ad es. guarigione delle
ferite);
— perdita di materiale di rilevanza forense (ad es. prove del
contatto con l’assalitore, come sangue, saliva, liquido
seminale, ecc.).
Prestazioni con finalità medico-legali
Caratteristiche della struttura
Accessibilità
Sarebbe preferibile una disponibilità oraria H24.
Sicurezza
Dovrebbero essere disponibili adeguate misure di sicurezza
per proteggere le pazienti, gli operatori sanitari, i campioni e la
documentazione raccolta. Disponibilità di forze dell’ordine,
illuminazione, video-sorveglianza, porte bloccabili.
Pulizia
Elevato standard di igiene
Riservatezza
Possibilità di impedire a persone non autorizzate di
partecipare (vedere o ascoltare) alla visita. L’ambulatorio
dovrebbe avere porte e muri, non solo una tenda. Particolare
attenzione dovrebbe essere assicurata per evitare l’accesso
dell’assalitore. La documentazione sanitaria raccolta dovrebbe
godere di una specifica garanzia di riservatezza
Prestazioni con finalità medico-legali
Dotazioni strumentali
Un ambulatorio fornito di:
— lettino posizionato in modo che il medico possa avvicinare la
paziente dalla destra; il lettino deve consentire di assumere la
posizione litotomica
— temperatura neutra;
— riservatezza visiva ed uditiva (anche per la fase della svestizione);
— lenzuolino e camice pulito per ogni paziente;
— illuminazione sufficiente per eseguire una visita genito-anale;
— un tavolo o scrivania per documentare e etichettare i campioni;
— un porta chiusa a chiave per evitare accessi durante la visita (solo
operatori addetti al servizio);
— un telefono.
Prestazioni con finalità medico-legali
Dotazioni strumentali
Tamponi (in cotone o simili -dacron-): per la raccolta di materiale estraneo sulla
vittima (ad es, sperma, sangue, saliva) e contenitori per il trasporto.
Vetrini da microscopia: per striscio dei tamponi
Provette da prelievo ematico: per esami tossicologici e per ricerca del DNA
Contenitori da urina: per esami tossicologici e per indagini di beta-HCG
Fogli di carta: la paziente dovrebbe spogliarsi sopra ai fogli di carta per raccogliere
materiale come capelli, polveri, fogli, ecc.
Buste in carta: per conservare gli indumenti e qualsiasi altro materiale umido
Buste in plastica per campioni: per conservare e trasportare altri reperti di rilevanza
forense, asciutti
Pinzette, forbici, pettini: per raccogliere residui estranei sulla cute o sotto le unghie.
La visita della vittima di violenza sessuale
• La visita della vittima di violenza sessuale deve essere completa; ciò comporterà
inevitabilmente una sua intrusività e lunga durata. Al fine di evitare visite ripetute
e ulteriore sofferenza per la paziente l’esame medico e la valutazione forense
dovrebbero, se possibile, avvenire simultaneamente.
• Trattare la vittima di violenza sessuale con rispetto e compassione aiuterà la
sua ripresa e collaborazione
• Il consenso informato alla visita e al rilascio di informazioni a terzi è una
componente cruciale del servizio.
• In qualsiasi momento della visita bisognerebbe spiegare in anticipo che cosa si
sta per eseguire (in particolare quando si toccano zone intime); la paziente
dovrebbe sempre essere in grado di porre domande e di esprimere I propri
desideri
• Ogni rilievo dovrebbe essere adeguatamente documentato, meglio se mediante
l’utilizzo di moduli.
La visita della vittima di violenza sessuale
- Rivolgersi alla persona per nome, usando il suo appellativo preferito. Farla
sentire l’obiettivo principale.
- Presentarsi alla paziente e spiegare il proprio ruolo: medico, infermiere,
ostetrico, ecc..
- Tendere ad un atteggiamento professionale calmo e rispettoso, tarato sulla
cultura della paziente.
- Assumere un contegno calmo; una persona che è stata spaventata ed ha
sperimentato la paura vuole avere rapporti con persone che non sono
spaventate.
- Non avere fretta e garantire tranquillità.
- Mantenere un costante contatto visivo, se ciò è culturalmente accettabile.
- Essere comprensivo ed evitare giudizi e commenti nel raccogliere la
storia clinica e quella del fatto
- Su richiesta della donna può partecipare o assistere anche una persona di
fiducia della stessa; è comunque preferibile che alla visita partecipi un
testimone/accompagnatore, soprattutto se l’esaminatore è un maschio
Il consenso informato
Il consenso informato è un’aspetto fondamentale delle
questioni medico-legali. Visitare una persona senza che
sia stata informata delle motivazioni e finalità degli
accertamenti e senza che sia dichiarata d’accordo
potrebbe portare all’inutilizzabilità dei reperti ottenuti e a
possibili contestazioni di abuso d’ufficio da parte dei
sanitari.
CONSENSO AL TRATTAMENTO DEI DATI IDONEI A RIVELARE LO STATO DI SALUTE AI
SENSI DEL TITOLO V DEL DECRETO LEGISLATIVO 30 GIUGNO 2003, N.196, “CODICE IN
MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI”.
…………………….
ha chiesto spontaneamente di essere sottoposto/a a visita medica,
DICHIARA
di essere stato/a informato/a che nell’occasione il personale medico e infermieristico
provvederà ad eseguire prelievi (es. prelievo di sangue, urine, esecuzione di tampone
vaginale ecc.) per esami – con duplice finalità di tutela della salute della paziente e raccolta di
prove di interesse giudiziario – ed a prescrivere le misure profilattiche e terapeutiche
necessarie quindi
CONSENTE
alla esecuzione, raccolta e conservazione degli esiti degli esami e degli approfondimenti
diagnostici e all’utilizzo di esami, reperti e prove con finalità giudiziarie.
Inoltre la sottoscrittoa, acquisite le informazioni ai sensi degli art. 13, e 79 del Decreto
Legislativo 30 giugno 2003, n.196, “Codice in materia di protezione dei dati personali”,
DICHIARA
di essere stata informata e di aver compreso che i propri dati personali ed in particolare quei
dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale, verranno utilizzati per tutte
le prestazioni erogate dai distinti reparti ed unità operative della stessa Azienda Ospedaliero –
Universitaria di Parma, anche in tempi diversi, ai fini di diagnosi e cura, per l’accertamento e
la certificazione dello stato di salute e gli adempimenti amministrativo-contabili necessari per
la gestione delle attività istituzionali e per le altre attività indicate nell’informativa
Rilievi anamnestici
Dati da registrare (meglio attraverso la compilazione di un modulo)
Anamnesi (da svolgere a cura del medico o dell’ostetrica)
Prima della visita dedicare del tempo a spiegare la natura delle procedure e
perché esse sono necessarie (motivi medici e forensi; consentire alla
paziente di porre qualsiasi domanda)
Data, ora di arrivo
• Ginecologo/a
• Assistente
• Infermiera/ostetrica
• Cognome e nome
• Nazionalità
• Stato civile
• Nata a … il …. età
• Domicilio
• Telefono
• Accompagnata da
Rilievi anamnestici
- data, ora e luogo della violenza; descrizione dell’ambiente e del tipo di
superficie sulla quale la violenza è stata perpetrata;
- Identità e numero degli aggressori, se conosciuti;
- Caratteristiche dell’aggressore (aspetti somatici, età, indumenti, etnia, ecc.)
- Natura del contatto fisico e resoconto dettagliato della violenza inflitta;
- Uso di armi o mezzi di contenzione (lacci, manette, ecc.), minacce verbali,
percosse (con o senza lesioni fisiche);
- Sottrazione di beni
- Privazione della propria libertà oltre il tempo strettamente necessario per la
violenza
- Uso di farmaci, sostanze psico-attive, alcol, sostanze inalate (eventuale
perdita di coscienza prima o dopo la violenza);
- Come sono stati rimossi gli indumenti (rimozione volontaria, strappati, ecc.).
Rilievi anamnestici
Modalità della violenza sessuale
Cosa è successo dal momento del
fatto alla visita attuale
Penetrazione vaginale, anale, orale
Tempo trascorso dalla violenza
Penetrazione unica o ripetuta
Uso di condom
Consulto medico, visita ginecologica ed
ev. prelievi effettuati altrove
Introduzione di oggetti
Eiaculazione ( se la donna è in grado di
riferirlo)
Pulizia delle zone penetrate con acqua,
sapone o altro
Manipolazioni
Cambio di indumenti (chiedere di portare
gli indumenti indossati)
Defecazione
Rapporti sessuali prima e/o dopo
l’aggressione ( ev. uso di condom)
L’esame clinico medico-legale
1. Sintomatologia fisica soggettiva
2. Sintomi psichici
3. Aspetto generale
4. Misurazione PA e FC
5. Descrizione dettagliata lesioni
Le lesioni fisiche non sono necessariamente presenti
Le lesioni fisiche non sono necessariamente in area genitale
Le lesioni fisiche, se presenti, devono essere puntualmente descritte come
tipologia, sede, numero, dimensione, distribuzione, caratteristiche dei margini,
forma, ecc.
Nella descrizione delle lesioni evitare commenti o suggestioni; limitarsi alla
descrizione dei caratteri obiettivi
Documentare fotograficamente e graficamente le lesioni
L’esame clinico medico-legale
Traumatologia Forense
Classificazione
Lesioni da corpi contundenti
• escoriazioni
• ecchimosi
• ferite lacero-contuse
• rotture di visceri e fratture ossee
Lesioni da strumenti (o armi) speciali
• da punta
• da taglio
• da punta e taglio
• da fendente
• da fuoco
Grandi traumatismi
• lesioni da precipitazione
• lesioni da investimento (del pedone o
degli automobilisti)
• lesioni da esplosione
• lesioni da schiacciamento, frane, crolli
Escoriazioni
Lesioni dovute alla asportazione traumatica dello strato
corneo dell’epidermide da cui deriva l’essiccamento del derma
Prodotte per compressione o strisciamento da parte di
strutture rigide
Caratteristiche:
• colore rosso-ocraceo se prodotte nel vivente (ocracee
se prodotte nel cadavere)
• forma più o meno correlata con il mezzo lesivo
• sede correlata con la sede di applicazione dell’energia
lesiva e con la presenza di strutture ossee sporgenti.
Ecchimosi
Lesioni dovute alla fuoriuscita di sangue dai vasi sottocutanei
o delle strutture muscolo-fasciali più profonde
Prodotte per compressione, trazione, suzione, “da sforzo”
Caratteristiche:
• colore rosso-violaceo all’inizio e tendente al verde e al giallastro con il
trascorrere del tempo (cronologia estremamente variabile)
• forma scarsamente correlata con il mezzo lesivo
• sede anche non correlata con la sede di applicazione dell’energia lesiva
• lesione tipicamente “vitale”
Ferite lacero-contuse
Lesioni dovute alla applicazione di un’energia lesiva contusiva
tale da superare la capacità di resistenza elastica della cute.
Prodotte per compressione, trazione, scoppio
Caratteristiche:
• margini frastagliati, escoriati, infiltrati di sangue se
prodotte nel vivente, riuniti da ponti o lacerti fibrosi
• forma e lunghezza in genere correlata con la dimensione della sede
di contatto fra cute e mezzo lesivo
• scarsa profondità
• estremità prive di codette (vedi ferite da taglio)
Ferite da taglio
Lesioni dovute alla discontinuazione (recisione) del
piano cutaneo ed (eventualmente) dei piani profondi da
parte di strumenti taglienti (rasoio, coltello, filo teso, ecc.)
Caratteristiche:
• lunghezza in genere superiore rispetto alla profondità
• margini netti e non escoriati
• “codette” alle estremità
Ferite da punta e taglio
Lesioni dovute alla discontinuazione del piano cutaneo e dei piani profondi
da parte di strumenti dotati di azione pungente e tagliente (pugnale, coltelli
appuntiti, forbici utilizzate a mo’ di pugnale)
Caratteristiche:
• profondità in genere superiore alla lunghezza esterna
• forma ovale, ad occhiello
• margini netti
• di solito presenza di un estremità appuntita e una squadrata
• studio del tramite
Lesioni caratteristiche
Lesioni alle mani (faccia dorsale e palmare)
Lesioni ai polsi (legature)
Lesioni agli avambracci (lesioni da difesa faccia ulnare degli avambracci)
Lesioni caratteristiche
Lesioni da afferramento (ecchimosi rotondeggianti)
agli arti superiori)
Lesioni al viso (orbitarie, mandibola, intraorali)
Lesioni auricolari (rotture timpaniche da schiaffi)
Lesioni caratteristiche
Ecchimosi del cuoio capelluto e presenza di capelli strappati
Ecchimosi da suzione al collo
Lesioni al dorso da compressione contro
strutture rigide
Lesioni caratteristiche
Lesioni mammarie
Ecchimosi da uso di scope o bastoni
Lesioni delle cosce
Lesioni da agopuntura
ESAME OBIETTIVO GENITALE
Se lacerazioni e lesioni genitale
effettuare cure e terapia necessarie
grandi labbra
arrossamento
piccole labbra
clitoride
meato uretrale
forchetta
X
escoriazione
X
X
soluzione di continuo superficiale
soluzione di continuo profonda
area ecchimotica
sanguinamento
Altro
X
X
Repertamenti a fini forensi
La finalità della raccolta di reperti con finalità forensi è quello di provare o
escludere la correlazione fra la vittima e un luogo e/o una persona e/o oggetti
che si ritengono rilevanti.
Secondo la teoria di Locard (Principio dell’interscambio) la persona modifica
sempre l’ambiente e l’ambiente modifica sempre la persona
La raccolta di reperti con finalità forensi, considerata la natura giudiziaria delle
conseguenze, richiede modalità e precauzioni particolari rispetto ad ad anolghe
raccolte eseguite con finalità cliniche.
Quando possibile la raccolta di reperti dovrebbe essere effettuata con
campionamenti multipli.
Compatibilmente con le esigenze sanitarie la raccolta di reperti dovrebbe
essere una delle prime attività ed eseguita più precocemente possibile.
Repertamenti a fini forensi
Repertamenti a fini Forensi
SEDE
MATERIALE
STRUMENTI
REPERTAMENTO
Ano (retto)
Liquido seminale
Lubrificante
Tamponi in
cotone e vetrini
Eseguire tamponi (in sede
peri-anale ed intrarettale) e
strisciare su vetrino;
inumidire i tamponi con
acqua o soluzione
fisiologica. Lasciare
asciugare i tamponi prima di
sigillarli
Sangue
Droghe
DNA
Provette
Prelievo di sangue venoso
(almeno 10 ml); evitare l’uso
di disinfettanti alcolici
Indumenti
Materiali estranei
(sangue, liquido
seminale, foglie,
capelli, ecc.
Buste in carta
Conservare l’intero
indumento nella busta in
carta; separare gli indumenti
bagnati e lasciar asciugare
Repertamenti a fini Forensi
SEDE
MATERIALE
STRUMENTI
REPERTAMENTO
Genitali
Liquido seminale
Lubrificante
Tamponi in
cotone e vetrini
Eseguire tamponi (sui
genitali esterni, fornice
cervicale, endocervice, ecc.)
e strisciare su vetrino;
inumidire i tamponi con
acqua o soluzione
fisiologica. Lasciare
asciugare i tamponi prima di
sigillarli
Contenitore
sterile
Tagliare alla radice una 20 di
capelli
Tamponi in
cotone e vetrini
Eseguire tamponi (strofinare
gli spazi interdentali) e
strisciare su vetrino;
inumidire i tamponi con
acqua o soluzione
fisiologica. Lasciare
asciugare i tamponi prima di
sigillarli
Capelli
Bocca
Liquido seminale
DNA della vittima
Repertamenti a fini Forensi
SEDE
MATERIALE
STRUMENTI
REPERTAMENTO
Unghie
Pelle, sangue,
capelli
Stecchini da
denti sterili,
pinzette in
plastica sterili,
forbici
Strofinare l’iponichio;
recidere l’estremità
ungueale. Riporre in
contenitori sterili assicurando
che il reperto sia asciutto
Assorbenti
Liquido seminale Contenitore
sterile
Repertare dopo avere
lasciato asciugare
Superficie
cutanea
Liquido seminale Tamponi in
Sangue
cotone e vetrini
Materiali estranei Pinzette
(fibre, foglie,
ecc.)
Eseguire tamponi e strisciare
su vetrino; inumidire i
tamponi con acqua o
soluzione fisiologica.
Lasciare asciugare i tamponi
prima di sigillarli
Raccogliere eventuali
materiali in contenitori sterili
Urina
Droghe
Almeno 100 ml
Contenitore
sterile
Obblighi legali per il sanitario
Obbligo di referto
Violenza sessuale commessa nei confronti di persona che al momento del fatto non
ha compiuto gli anni diciotto
Violenza sessuale commessa dall'ascendente, dal genitore, anche adottivo, o dal di
lui convivente, dal tutore ovvero da altra persona cui il minore è affidato per ragioni
di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia o che abbia con esso
una relazione di convivenza;
Violenza sessuale commessa da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico
servizio nell'esercizio delle proprie funzioni;
Violenza sessuale connessa ad un altro delitto per il quale si deve procedere
d'ufficio;
Violenza sessuale di gruppo
Lesioni personali
- malattia superiore ai 20 giorni
- indebolimento o perdita di un senso o di un organo
- altre aggravanti biologiche
- aggravanti previste da artt. 577 e 585 c.p. (armi, sostanze venefiche,
travisamento, ecc. )
Grazie per l’attenzione
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