GESTIONE
DISTURBI D’ANSIA
E ATTACCHI DI PANICO
Poppi 23 Novembre 2013
Poppi 23 Novembre 2013
Il metodo usato si ispira prevalentemente a quello
messo a punto da G. Andrews et. Al (2003)
Dell' unità di ricerca clinica sull'ansia e depressione
dell'Sydney.
Il metodo è diffuso nei paesi anglosassoni;
In Italia è stato introdotto dal Professor Piero Morosini
Dell'Istituto superiore di sanità ed applicato in molte
ASL
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Linee guida trattamento disturbi di
panico
Le linee guida internazionali per il trattamento del Disturbo
di Panico raccomandano tre livelli di intervento efficace.
1. Terapia cognitivo- comportamentale (preferita);
2. Antidepressivi (seconda scelta, quando non è possibile
effettuare una terapia cognitivo comportamentale);
3. Partecipazione a gruppi di Auto-mutuo-aiuto (purché sia
orientato in senso cognitivo comportamentale).
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Trattamento cognitivo comportamentale
standard
Nel caso dei disturbi d'ansia in senso stretto (Disturbo d'Ansia
Generalizzata, Disturbo di Panico, Fobie specifiche, Fobia
sociale, Disturbo Ossessivo Compulsivo), il trattamento più
efficace è la Terapia Cognitivo Comportamentale. Questa
forma di psicoterapia si caratterizza per la sua pragmaticità ed
ha ottenuto nel corso degli anni numerose conferme cliniche e
sperimentali della sua efficacia sia nel breve che nel lungo
termine.
I principi fondamentali del trattamento standard sono i
seguenti:
1. apprendere a rilassarsi
2. apprendere ad esaminare i pensieri catastrofici
3. apprendere ad esporsi alle situazioni temute.
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LA TECNICA DEI
GRUPPI TERAPEUTICI
• Metodo cognitivo – comportamentale di G.
Andrews nella cura dei Disturbi d’Ansia
• Rilassamento basato sui principi definiti da E.
Jacobson di alternanza della contrazione e del
successivo rilassamento muscolare.
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I GRUPPI
GRUPPI DI RILASSAMENTO MUSCOLARE
Progressivo
- Gruppi Strutturati: tecniche di rilassamento
muscolare e tecniche di respirazione controllata e
Terapia cognitivo – comportamentale
- Gruppi brevi ed individuali: tecniche di
rilassamento muscolare e tecniche di respirazione
controllata;
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PERCHE’ IL GRUPPO
Il gruppo e’ il contenitore in cui ciascuno porta i propri
problemi, ma anche le proprie conoscenze, esperienze,
abilità, cioè le proprie risorse. Ognuno vi svolge un ruolo
attivo nel rispetto e nella comprensione degli altri;
E’ un luogo interattivo tra terapeuti e partecipanti in cui si fa
un'esperienza e si apprende un metodo comune per
affrontare i disturbi d'ansia ; il gruppo diviene una
risorsa collettiva;
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I GRUPPI
- Sono costituiti da un minimo di sei, ad un
massimo di dieci utenti.
- I Gruppi Terapeutici sono condotti da due
infermieri.
- Si riuniscono una volta a settimana.
- Ogni volta per un ora e mezza, massimo due ore nel
tardo pomeriggio per favorire la partecipazione di
coloro
che lavorano.
- Si svolgono presso i locali del Distretto Sanitario.
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NEL GRUPPO COME
•
Una volta a settimana per H 1,30 ; in cerchio ; la prima volta, ci si
presenta e si riferisce qual’è il problema; le volte successive si
riportano i “ compiti a casa “ e se ne discute con gli altri ;
•
La continuita nell’impegno e’ fondamentale per cui i conduttori,
dopo essersi presentati ed aver spiegato il razionale della
terapia,esplicitano le regole :
- la frequenza, per cui si e’ esclusi dopo tre assenze consecutive;
-la puntualita’ negli orari ;
- il lavoro a casa ;
- il rispetto delle opinioni altrui, esprimendo le proprie, senza
criticare quelle altrui;
-il massimo segreto su quanto di personale si viene a conoscere
nel gruppo.
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COLLOQUIO PER L’INGRESSO NEL GRUPPO
• Il primo colloquio è effettuato su invio del MMG e/o
dello Specialista inviante.
• Il colloquio è individuale con i conduttori del
gruppo (Infermiere), per una reciproca conoscenza e
valutazione per l’ingresso nel Gruppo .
• In questo primo colloquio la valutazione si avvale
anche di una scala di misurazione dell’ansia e delle sue
modalità di espressione.
• Si stabilisce un reciproco consenso sul progetto di
cura.
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CONTENUTO DEGLI INCONTRI
• Informazioni sui D. d’Ansia, sui meccanismi neuro•
•
•
•
•
fisiologici dell'ansia; sull’ azione degli psicofarmaci
Esercizi di controllo del respiro.
Esercizi di rilassamento muscolare.
Esposizione alle situazioni stressanti e relativo coping
Informazioni sull’approccio cognitivo ai D. d’Ansia
Esercizi cognitivo-comportamentali individuali e di
gruppo.
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L'Ansia e il Panico
Poppi 23 Novembre 2013
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Paura-Ansia
La Paura è una sensazione
che nasce come normale
risposta ad un pericolo reale
La Timidezza indica
una tendenza
persistente a
manifestare paura con
facilità
Il Panico denota
la comparsa
improvvisa di un
senso acuto di
terrore
L’Ansia è una
emozione spiacevole
associata ad un senso
di pericolo imminente,
non così ovvio per un
osservatore esterno
L’ansia fobica è una
paura che si
manifesta soltanto in
certe situazioni o di
fronte a eventi od
oggetti particolari
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L’ANSIA
• E’ la sorella più evoluta ed umana della paura.
L’ansia è uno STATO DI ALLERTA dell’
organismo per far fronte ad un EVENTO,
valutato SOGGETTIVAMENTE, come
PERICOLOSO o IMPREVEDIBILE.
• Nell’ansia, la minaccia è meno evidente, più
indefinita, spesso la persona riferisce “ mi
sento in ansia ma non so a cosa sia dovuto…”.
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L’ANSIA
• E’ un’emozione tipicamente umana, legata a ipotetiche
minacce più o meno future ed alla previsione delle
conseguenze .
• La tendenza all’ansia è dovuta alla percezione della
realtà come minacciosa e dalla sensazione di
incapacità di fronteggiare gli eventi
 E’ questa valutazione di vulnerabilità che ti spinge ad una
ipervigilanza continua rispetto a possibili minacce.
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Disturbo di panico
•
•
•
Nel panico non sono i sintomi in sè ad essere pericolosi: è la risposta che è
scattata nel momento e nel posto sbagliati
Nel panico ridotta soglia di attivazione della risposta di attacco o fuga e
quindi meccanismo di attivazione troppo sensibile e la risposta di attaccofuga può essere scatenata in modo inappropriato (es. allarme auto)
Ruolo di fattori che contribuiscono ad abbassare la soglia suddetta:
• Stress
• Tratti di personalità
• Iperventilazione
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E’ comune a tutti i disturbi di ansia la sensazione di paura in
assenza di un vero pericolo.
Tutto questo deriva da un meccanismo fisiologico chiamato
“Attacco-Fuga”
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LA REAZIONE DI ATTACCO-FUGA
•
L’ATTACCO-FUGA è un comportamento genetico innato,
attivato automaticamente quando ci troviamo di fronte ad un
pericolo. Siamo cioè pronti a combattere o a fuggire.
•
Viene attivato il sistema tonico energetico, cioè i rami simpatici
del sistema nervoso autonomo, involontario, i cui
neurotrasmettitori sono la noradrenalina e l’adrenalina.
•
La reazione rappresenta una risposta di fronteggiamento attiva.
La funzione del sistema nervoso simpatico induce una serie di
risposte fisiche.
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Cambiamenti fisici automatici che accompagnano uno
stato di ansia
Situazione
pericolosa
Tachipnea, aumento quantità di ossigeno per i muscoli
Aumento FC e PA per trasportare più velocemente sangue ai
muscoli
Sangue dirottato ai muscoli e meno organi interni e cute
(“bianco dalla paura”)
Tensione dei muscoli per una risposta veloce
Sudorazione per contrastare il surriscaldamento dovuto ad
una grossa attività fisica
Paura
La mente si concentra sul pensiero”Qual è il pericolo e come
posso evitarlo?
La digestione si ferma, meno salivazione, il cibo si ferma nello
stomaco e può dare luogo ad una sensazione di nausea o
“nodo allo stomaco”. Si liberano zuccheri per dare energia.
Mutamenti
fisici
automatici
Il corpo per il momento concentra tutti i suoi sforzi per
superare la situazione di pericolo
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IPERVENTILAZIONE
•
Quando sei ansioso, respiri più in fretta e questo determina una
riduzione di anidride carbonica (C02) nel sangue e un minor
passaggio di ossigeno ai tessuti.
•
Ogni volta che inspiri, l'ossigeno entra nei polmoni, dove si lega ad
una molecola del sangue, a cui si attacca l'ossigeno, chiamata
"emoglobina". Questa molecola porta l'ossigeno e lo rilascia alle
cellule dei tessuti di tutto il corpo che lo usano per produrre
energia. Il "gas di scarico" di questa attività si chiama "anidride
carbonica" (C02), e viene espulsa dai polmoni con l'espirazione.
•
Se respiri con una frequenza e/o una profondità eccessive rispetto
ai bisogni del tuo corpo, cioè iperventili, provochi un aumento
dell'ossigeno e soprattutto una diminuzione dell'anidride
carbonica (C02). La carenza di C02 produce una alterazione
chimica del sangue (aumenta il PH alcalino nel sangue).
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ELENCO SENSAZIONI FISICHE
SPIACEVOLI
•
•
Vertigini
Senso di stordimento, di testa leggera
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Confusione
Mancanza di respiro
Annebbiamento della vista
Impressione di irrealtà, le cose attorno non ci sembrano reali
Aumento dei battiti cardiaci (tachicardia)
Intorpidimento e formicolii alle mani e ai piedi
Mani fredde e sudate
Rigidità muscolare
Senso di costrizione, di peso e dolori intensi al torace
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TECNICA DI RESPIRAZIONE
CONTROLLATA
1.
2.
3.
Smetti immediatamente di fare ciò che stai facendo e
siediti o appoggiati a qualche cosa. Se stai guidando
fermati e parcheggia
Trattieni il respiro per 5 secondi, conta mentalmente
fino a cinque (101-102-103-104-105). Prima di iniziare
ricordati di non fare un respiro profondo.
Quando sei arrivato a cinque, butta lentamente fuori il
fiato e dì a tè stesso, in modo calmo e confortante, la
parola "rilassati".
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TECNICA DI RESPIRAZIONE
CONTROLLATA
4) Respira dentro e fuori dolcemente in un ciclo di sei
secondi. Inspira per tre secondi circa ed espira per altri
tre secondi; conta mentalmente fino a tre (101-102-103).
Questo ti porterà ad un ritmo di circa 10 respiri al
minuto. Ogni volta che butti fuori l'aria dì a te stesso:
"rilassati“.
5) Continua a respirare così per almeno 5 minuti e
comunque fino a quando non avverti più quelle
sgradevoli sensazioni fisiche dovute alla
iperventilazione.
6 ) Ricordati di respirare sempre con il naso.
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Imparare ad rilassarsi
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Rilassamento muscolare
• La risposta attacco-fuga provoca anche un
aumento della tensione muscolare che ti serve
per colpire o fuggire di fronte ad un pericolo.
• Imparare a rilassarsi ti è utile, perché ti da
benessere fisico immediato e soprattutto ti
aiuta ad interrompere il circolo vizioso
dell’ansia
• Puoi così affrontare meglio le situazioni che ti
fanno paura
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RILASSAMENTO MUSCOLARE
PROGRESSIVO
1. Siediti in un posto tranquillo ed inizia a respirare lentamente
2. Tendi gradualmente a turno ciascun gruppo di muscoli contando
mentalmente fino a 5: quindi allenta gradualmente la tensione. Ogni
esercizio va ripetuto due volte prima di passare a quello successivo.
Piede :
Spingi la punta dei piedi verso l'alto ; rilassati
Spingi, alzando il tallone, la punta dei piedi verso il basso; rilassati
Dita dei piedi :
Spingi le dita dei piedi verso l'alto ; rilassati
Contrai a riccio le dita dei piedi verso il basso ; rilassati
Cosce :
Estendi le gambe e sollevale da terra ; rilassati
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RILASSAMENTO MUSCOLARE
PROGRESSIVO
Natiche :
Contrai e stringi assieme i glutei ; rilassati
Stomaco :
Tira indietro il tuo stomaco come se fossi sull'attenti; rilassati
Torace-schiena :
Prendi un respiro profondo, trattienilo, poi spingi all'indietro le
spalle ; rilassati
Spalle :
Spingi le spalle in avanti ; rilassati
Spingi le spalle all'indietro ; rilassati
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RILASSAMENTO MUSCOLARE
PROGRESSIVO
Braccia :
Spingi le nocche delle dita sulle spalla ; rilassati
Avambraccio :
Estendi le braccia e piega la mano all'insù ; rilassati
Mani :
Stringi a pugno la mano sinistra ; rilassati
Stringi a pugno la mano destra ; rilassati
Estendi a ventaglio le dita della mano sinistra ; rilassati
Estendi a ventaglio le dita della mano destra ; rilassati
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RILASSAMENTO MUSCOLARE
PROGRESSIVO
Collo :
Spingi il mento giù sul torace
Spingi lentamente la testa all'indietro
rilassati
rilassati
Testa :
Spingi la testa contro la spalla sinistra
Spingi la testa contro la spalla destra
rilassati
rilassati
Bocca :
Stringi i denti e stira la bocca in un sorriso esagerato rilassati
Lingua :
Tira fuori la lingua
rilassati
Spingi la lingua all'indietro, contro il palato rilassati
Fronte
Alza le sopracciglia ed aggrotta la fronte
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rilassati
RILASSAMENTO ISOMETRICO
• SE SEI SEDUTO IN PUBBLICO
gambe
— fai un respiro normale e trattieni il fiato per 5
secondi (conta101….fìno a l05);
— incrocia le caviglie e cerca di sollevare la
gamba di sotto, mentre con quella di sopra
premi verso il basso.
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RILASSAMENTO ISOMETRICO
SE SEI SEDUTO IN PUBBLICO
mani e braccia
— fai un respiro normale e trattieni il flato per 5 secondi
(conta101….fìno a l05);
— metti le mani in grembo, palmo contro palmo , e
spingile una contro l'altra: quella di sopra verso il basso,
quella di sotto verso l'alto;
- metti le mani sotto la sedia e cerca di sollevarla;
incrocia le mani dietro la testa e spingi facendo resistenza
con la testa.
Poppi 23 Novembre 2013
RILASSAMENTO ISOMETRICO
• SE SEI IN PIEDI IN PUBBLICO
gambe
— fai un respiro normale e trattieni il fiato per 5
secondi (conta101…..fìno a l05);
— spingi il più possibile le ginocchia all’indietro
estendendo le gambe.
mani e braccia
— fai un respiro normale e trattieni il fiato per 5
secondi (conta101...fino a 105);
— stringi una sbarra fìssa (una ringhiera) e lascia che la
tensione si estenda alle braccia;
- intreccia le mani dietro la schiena e tira cercando di
separarle.
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CHE COSA È L’EVITAMENTO?
 Spesso le persone ansiose mettono in
relazione la crisi di ansia con la situazione in
cui si è verificata la prima volta.
 Iniziano perciò ad evitare quelle situazioni in
cui pensano di poter avere un’ altra crisi di
ansia acuta o attacco di panico; purtroppo non
si risolve nulla, il panico non scompare e si
finisce col trovare pericolose anche altre
situazioni iniziando ad evitare anche quelle.
Poppi 23 Novembre 2013
ESPOSIZIONE GRADUALE
• La scienza del comportamento ci insegna che i nostri
comportamenti possono essere appresi e fissati nella
nostra memoria.
• Quindi puoi abituarti alle situazioni che ti rendono
ansioso; se rimani nella situazione temuta ti accorgerai
che l'ansia, dopo avere raggiunto un picco, comincia poi
a ridursi.
• Quando ti esponi nuovamente alla situazione temuta,
l'ansia sarà minore. A lungo andare riesci a spezzare il
collegamento tra situazione e reazione emotiva e...
l'ansia volerà via!
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PROGRAMMA ESPOSIZIONE GRADUALE
Definire gli obiettivi :
- viene chiesto all’utente di elencare cose o situazioni
che evita per paura che possano scatenargli ansia.
Concordare un programma graduale :
si definiscono con l’utente gli obiettivi da raggiungere
individuando per primi quelli che possono essere
realizzati da lui con la minor quota d’ansia.
Verificare la volta seguente le difficoltà incontrate,
l’utilizzo delle tecniche e concordare un eventuale
passo successivo.
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QUANDO FAI UN PIANO PER L'ESPOSIZIONE
GRADUATA
TIENI PRESENTE QUESTI PUNTI
•
Fatti aiutare da un amico o da un familiare
•
Affronta ogni giorno almeno una o due situazioni che temi
•
Comincia con passi facili o non troppo difficili, ripetili fino a
quando non ti senti completamente sicuro
•
Fai solo le cose che sei sicuro di portare a termine con successo
•
Prova mentalmente ogni passo da compiere prima di
sperimentarlo nella vita reale
•
Apprezza tutti gli sforzi che hai fatto per migliorare.
•
Anche gli incoraggiamenti della persona di aiuto sono molto
importanti
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Ristrutturazione cognitiva
Cambia i tuoi pensieri sull’ansia (ragioniamo)
• Non sono gli eventi che determinano le situazione
emotive ma i significati che tu dai agli eventi
• I significati poco funzionali possono provocare un
attacco di panico e mantenerlo nel tempo
(evitamento luoghi o situazioni temute)
• I pensieri e le aspettative di un ansioso sono
generalmente: “non sarò mai in grado di
cavarmela in questa situazione!” “mi verrà il
panico e sarà terribile!” “non ce la faccio, sto
troppo male!”
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L’IDEA CENTRALE DELL’APPROCCIO
COGNITIVO
• L'idea centrale è che i pensieri influenzano le
•
•
•
•
•
emozioni.
Il modo in cui pensiamo alle cose, con cui le
interpretiamo e gli diamo un significato, influenza il
modo in cui le viviamo e reagiamo ad esse. Non sono
gli eventi che determinano le tue situazioni emotive,
ma i significati, le interpretazioni che dai agli eventi.
Il modello cognitivo è detto anche dell'A, B, C,
perché, per aiutarti ad applicarlo, distingue tra:
l'evento attivante, cioè l'A;
le cognizioni (immagini, pensieri, credenze) cioè la
B (dall'inglese "beliefs" );
le conseguenze emotive e comportamentali, cioè
la C.
Poppi 23 Novembre 2013
Poppi 23 Novembre 2013
Confronto ABC tra chi ha e chi non ha un disturbo
di panico in una determinata situazione
A
Situazione (evento
attivante)
Cinema affollato
(con panico)
Situazione (evento
attivante)
Cinema affollato
(senza panico)
B
C
Pensieri
Cosa farò se mi verrà il
panico e non riuscirò a
fuggire?
Cosa succederà se gli
altri si accorgeranno
che sono ansioso
Conseguenze
Sedersi di lato vicino
all’uscita in preda
all’ansia e alla tensione
Pensieri
C’è un sacco di gente!
Sarò fortunato se
riuscirò a trovare un
posto in mezzo alla sala
Conseguenze
Sedersi nel posto
migliore disponibile
pronto ad apprezzare il
film
Poppi 23 Novembre 2013
I PENSIERI AUTOMATICI
DISFUNZIONALI
• Caratterizzano il nostro dialogo interiore, sono
spontanei, ci passano per la mente in risposta agli
eventi. Li definiamo automatici perché sono così
familiari e abituali che non ci facciamo caso. Spesso
non ci rendiamo nemmeno conto di pensarli.
• Li diamo per scontati; riflettono il modo in cui
vediamo noi stessi, gli altri e il mondo, cioè la nostra
vita. Sono frutto delle nostre esperienze e valutazioni
degli anni precedenti; ci consentono rapidità e facilità
di reazioni e comportamenti.
• La persona non si accorge quasi di pensarli, sembra di
non essere consapevole e crede che la situazione in se
che provoca la sua emozione ed il suo
comportamento
Poppi 23 Novembre 2013
Domande utili in una situazione spiacevole
per identificare i pensieri disfunzionali
• Che cosa penso di me?
• Che cosa ho paura che succeda?
• Che cosa penso della situazione?
• Come penso di affrontarla?
• Che cosa farò?
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Esempi di pensieri automatici che
favoriscono o peggiorano il DAP
• Sto impazzendo!
• Sto perdendo il controllo di me stesso!
• Sto per morire di un attacco di cuore!
• Farò qualcosa di imbarazzante davanti agli altri!
• Sto per svenire
• Sono solo chi mi soccorrerà!
• Sono un debole, un incapace, non riuscirò a
realizzare mai niente!
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Pensieri ansiogeni automatici nel
disturbo di panico
• Sovrastimare la probabilità di avere un attacco di
panico
• Esagerare le conseguenze negative del panico
• Sottovalutare le propri capacità di affrontare il panico
• Interpretare in modo sbagliato le sensazioni fisiche
legate all’ansia
Poppi 23 Novembre 2013
Pensieri automatici disfunzionali
• Non aiutano a risolvere il problema, sono
disfunzionali, occorre cambiarli
• Mettere in discussione i pensieri automatici, fare
come gli scienziati (confutare)
• Pensieri disfunzionali come teorie scientifiche da
confutare con teorie diverse, quelle valide
sopravvivono, quelle non valide si estinguono
Poppi 23 Novembre 2013
Esempi
Situazione
Ho deciso di prendere un treno
Eurostar da cui non potrò
scendere se desiderò farlo
Pensieri disfunzionali e livello di
ansia
Pensieri funzionali e ansia
successiva
Avrò un attacco di panico:
essere su un treno mi fa perdere
il controllo
Impazzirò se non potrò
scendere
E’ improbabile che perda il
controllo e che svenga
Che penserà di me la gente?
La gente non se ne accorgerà o
al massimo peserà che sono
nervoso
Posso mettere in pratica quello
che ho imparato per controllare
l’ansia
Non potrò scendere, perderò il
controllo e farò qualcosa di
stupido. Tutti mi guarderanno.
Che figura!
Devo essere matto per
comportarmi in questo modo.
E’ terribile non ce la farò mai.
Ansia 100/100
Poppi 23 Novembre 2013
Non impazzirò, starò male da
cani, ma ce la farò.
Non sono matto ma solo
ansioso e stò cercando di
risolvere il problema
Ansia 50/100
Esempi
situazione
Pensieri disfunzionali
ansiogeni
Appena sono entrato in
C’è qualcosa che non
una Stazione ho
va nel mio corpo
avvertito un po’ di
palpitazioni e mi sono
sentito in preda al panico
Pensieri funzionali
Non stò avendo un
infarto, si tratta di una
reazione di ansia
Sto per avere un infarto I sintomi fisici sono dovuti
e per morire
all’ansia che ho imparato a
controllare. Non sono mai
morto o svenuto e non ho
mai avuto infarti per colpa
di un attacco di panico
Non ho bisogno di
E’ meglio che mi sieda sedermi, posso fare
prima di svenire
l’esercizio di respirazione
lenta
Ansia 35/100
Ansia 90/100
Poppi 23 Novembre 2013
Esempi
Situazione
Pensieri disfunzionali
e livello di ansia
Entro in un centro
commerciale ed avverto
sensazione di panico
Sto per avere un attacco
di cuore
Pensieri funzionali e
ansia successiva
Si tratta di una reazione
di ansia, non sto per
avere un attacco di cuore
e non morirò, le altre
volte non sono morto
Questi orrendi sintomi
sono dovuti all’ansia, che
E’ terribile, non ce la
però ho imparato a
faccio, non lo sopporto
controllare
Se continuo a respirare
troppo in fretta il peggio
Perderò il controllo,
sverrò e tutti rideranno di che mi può succedere è
svenire
me
Ansia 60/100
Ansia 100/100
Poppi 23 Novembre 2013
Esempi vari tipi di pensieri
Pensiero
disfunzionale
(che mi fa
stare male)
Non ce la farò e sarà un disastro!
Devo assolutamente riuscire perché se non riuscissi sarebbe
terribile, vorrebbe dire che non valgo niente
Pensiero
illusorio
(che mi
rassicura)
Andrà sicuramente tutto bene..
Non mi da fastidio che..
Non mi sarebbe servito a niente comunque..
Con la mia volontà lo farò accadere..
Pensiero
funzionale
(che mi aiuta
a stare
meglio)
Farò tutto il possibile
Se le cose non andranno del tutto come voglio non sarà una
tragedia, mi allenerò meglio per ottenere di più la prossima
volta.
Anche se dovesse venirmi un attacco di panico, non sarà
piacevole ma non sarà al fine del mondo, al massimo dovrò
fare qualche minuto di respiro lento
Esempi tipo di pensieri
Pensiero
disfunzionale
Se non mi assumeranno, sarà
la prova che sono un fallito.
Non troverò mai un lavoro e le
cose non mi andranno mai
bene
Mi sento una nullità, ora
che so quello che
Giovanni ha detto di me
Pensiero illusorio
Che mi importa se non mi
assumono! Tanto non vorrei
comunque quel lavoro.
Lui può dire quello che
vuole, io sono superiore
Pensiero
funzionale
Se non mi assumeranno mi
dispiacerà, ma supererò la
delusione
Mi dispiace quello che
Giovanni ha detto di me,
manon mi abbatterò
troppo per questo
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ERRORI o DISTORSIONI COGNITIVE
Poppi 23 Novembre 2013
Per mettere in dubbio (confutare) i tuoi pensieri
disfunzionali fatti queste domande
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Che prove ci sono a favore di quello che penso?
Vi sono interpretazioni diverse dalle mie?
Quali sono le conseguenze del mio modo di pensare?
Sto pensando tutto o nulla?
Sto generalizzando?
Sto sopravalutando i rischi?
Sto personalizzando?
Sto sopravalutando l’importanza di questo evento?
Mi sto tormentando per come le cose dovrebbero essere?
Sto facendo l’oracolo?
Sono convinto che il mio passato mi stia impedendo di cambiare?
Sto pensando solo ai punti deboli e sto invece sottovalutando gli
aspetti positivi?
Poppi 23 Novembre 2013
SUGGERIMENTI PER IDENTIFICARE E
APPROFONDIRE I PENSIERI AUTOMATICI E
DISTORSIONI COGNITIVE
• Poniti queste domande:
• Cosa mi passava per la mente, prima che cominciassi
•
•
•
•
•
•
a sentirmi così ?
Cosa mi fa capire di me stesso ?
Cosa significa riguardo a me, alla mia vita, al mio
futuro ?
Che cosa significa riguardo a ciò che gli altri
sentono/pensano di me?
Cosa temo possa accadere?
Se è vero, qual'è la cosa peggiore che possa accadere?
Quali immagini o ricordi mi fa venire in mente questa
situazione? Che cosa rappresentano?
Poppi 23 Novembre 2013
Quando ti accorgi che stai diventando molto
ansioso ricordati di fare queste cose
• Fermati e possibilmente siediti, se le circostanze lo
•
•
•
•
•
permettono
Usa la tecnica del respiro lento e di a te stesso: “mi rilasso”,
mentre espiri.
Usa le tecniche di rilassamento isometrico rapido
Metti in dubbio ogni pensiero disfunzionale e sostituiscilo
con pensieri funzionali equivalenti
Pensa a cosa farai appena ripresa l’attività
Riprendi lentamente l’attività sospesa
Poppi 23 Novembre 2013
Persino le mie ansie hanno
l'ansia.... .
Charlie Brown, in Charles M. Schulz, Peanuts, 1950/2000
Poppi 23 Novembre 2013
Inf.
Inf.
Poppi 23 Novembre 2013
Cerofolini Daniela
Jekielek Jolanta Zofia
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Ansia - Gestione non farmacologica (2013)