TESSERE E TESSERE
RELAZIONI
a cura del dott. Thomas Rivetti
Dott. Thomas Rivetti – www.thomasrivetti.it – [email protected] - 3209721039
LA CREAZIONE DEL CLIMA DI CLASSE
COOPERATIVO
Il clima di classe è l’insieme degli atteggiamenti, dei comportamenti e
delle relazioni che si instaurano in quel contesto
Queste comunicazioni interpersonali sono generate dalle convinzioni di
ciascuno studente e in particolare da quelle dell’insegnante
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Con il proprio atteggiamento l’insegnante può promuovere
tre tipi di clima:
1)
individualistico-rinunciatario
2)
competitivo-aggressivo
3)
democratico cooperativo metacognitivo
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Nel clima individualistico-rinunciatario si possono osservare i seguenti
comportamenti:
-
Lo studente vuole lavorare da solo
-
L’obiettivo è individuale
-
La valutazione della prestazione generalmente è riferita a una norma esterna
-
Non c’è relazione tra gli studenti: ognuno pensa per sé
-
Non ci sono richieste né forme di aiuto reciproco tra compagni: chi fa da sé fa
per tre
-
Non ci sono tentativi di ostacolare e danneggiare i compagni
Tutto ciò porta ad un atteggiamento rinunciatario e non collaborativo e spesso
porta ad isolarsi
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Nel clima competitivo-aggressivo si possono osservare i seguenti
comportamenti:
-
Lo studente vuole lavorare da solo ma confronta la propria prestazione con
quella dei compagni
-
Lo studente cerca di copiare per migliorare la propria prestazione
-
Lo studente si allea con un compagno ai danni di un altro
-
L’obiettivo è individuale ma in rapporto agli altri: si deve cercare di fare
meglio dei compagni
-
La valutazione della prestazione è riferita a quella dei compagni di classe
-
I riconoscimenti sono positivi per i più competenti e negativi per quelli meno
-
L’interdipendenza è negativa: io posso vincere solo se tu fai peggio di me
(mors tua vita mea)
Spesso lo si teme, ma inconsapevolmente lo si crea: gare di matematica, elogi ai
bravi e via dicendo. Crea rabbia, invidia, antipatia verso i «secchioni» e verso gli
insegnanti per chi non riesce pur mettendocela tutta.
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Nel clima democratico e cooperativo si possono osservare i seguenti
comportamenti:
-
Gli studenti preferiscono lavorare insieme ai compagni
-
Gli studenti chiedono e offrono aiuto
-
Gli obiettivi e le strade per raggiungerli sono condivisi e di gruppo
-
Gli obiettivi non sono solo cognitivi ma anche sociali
-
La valutazione è rispetto ad un criterio esterno, ma non solo individuale ma
anche di gruppo; i criteri valutativi vengono preventivamente condivisi e alla
fine si discute sugli esiti ottenuti
-
Si instaura tra gli alunni un’interdipendenza positiva per raggiungere gli
obiettivi comuni (il gruppo ha bisogno di me, io ho bisogno del gruppo per
raggiungere la meta)
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PROMUOVERE L’IDENTITÀ PERSONALE
POSITIVA
- Autopresentazione (come mi chiamo, dove abito, dove sono nato,
com’è composta la mia famiglia, cosa mi piace della scuola e cosa non
mi piace, cosa mi piacerebbe fare durante quest’anno scolastico)
- Eteropresentazione (vicino al compagno che si conosce meno per
fare l’intervista e poi presentarlo alla classe)
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Valorizzare le differenze individuali
- Organizzare la festa delle diversità (portare piatto che piace o vestirsi come ci si sente
sente cercando di essere originali)
- Invitare persone molto diverse (persone con handicap, con colore diverso della pelle,
pelle, con religioni diverse…)
- Leggere biografie di persone con stili di vita molto diversi (Napoleone, Gandhi, Che
Che Guevara…)
- Usare lingue diverse per salutarsi a inizio e giornata (lunedì arabo, martedì cinese,
cinese, mercoledì inglese…)
- Discutere delle somiglianze e delle differenze tra diverse culture nei vari ambiti
(musica, cibo, costumi…)
- Far descrivere i propri compagni non solo nell’aspetto fisico (mi piace Marco perché…)
perché…)
- Mettere a disposizione degli altri le proprie risorse (Le pagine gialle della classe)
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PROMUOVERE L’IDENTITÁ POSITIVA DEL
GRUPPO
- L’accoglienza di inizio anno scolastico (un momento di gioia con striscione
di benvenuto e circle time in cui l’insegnante è al pari degli alunni)
- La foto della classe dello scorso anno per riflettere su come siamo
cambiati
- I nomi sul banco (dà maggior senso di responsabilità) e i cartellini
identificativi (nelle nuove classi)
- La condivisione delle regole della classe
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- Gli incarichi della classe (in questo modo si dà più responsabilità e
autonomia)
- Il libro delle storie personali (attraverso interviste a coppie, ciascuno
scrive la storia del compagno su questo libro)
- L’album dei ricordi (in questo i gruppi mettono le foto della squadra e
quelle scattate nei momenti più significativi)
- Le giornate e le settimane a tema (la giornata della maglietta gialla, la
giornata del «Lei», la giornata delle scarpe slacciate, la giornata dello
scambio della merenda, la giornata del sorriso dove si sorride prima di
parlare)
- I festeggiamenti dei compleanni sviluppano la coesione, il senso di
appartenenza e l’identità sociale
- Il prendersi cura dei compagni assenti (quando si è assenti è importante
sapere che qualcuno si preoccupa per noi ed è disponibile ad aiutarci per i
compiti)
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Più ci si sente parte di un gruppo organizzato e
attenti ai bisogni di tutti i suoi membri e più si
sviluppa
L’IDENTITÁ SOCIALE
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PROMUOVERE LA COOPERAZIONE E LA
SCOPERTA DELLE QUALITÁ
- Lo scambio dei doni
- La caccia al tesoro umano
- La scoperta delle qualità umane
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Lo scambio dei doni
Per insegnare la gratuità del dare
1) Ogni studente va da un compagno con il banco non contiguo al suo
e dona qualcosa di concreto (penna, matita…)
2) L’insegnante annota eventuali situazioni di emarginazione e cerca
di porvi rimedio, parlando con i ragazzi e sottolineando che è bello
che tutti abbiano qualcosa
3) Al termine discutere: come mi sono sentito nel presentarmi e
regalare qualcosa al mio compagno? Come mi sono sentito nel
ricevere un dono dai miei compagni? Come ci si sentirebbe se non si
ricevessero doni? Cosa ci può insegnare questo gioco?
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La caccia al tesoro umano
Ogni studente deve cercare altri compagni che presentino alcune caratteristiche specifiche:
- 3 compagni o compagne golosi di Nutella
- un compagno/a alto come te e scambia qualche oggetto personale
- due compagni che praticano il tuo stesso sport
- 3 compagni che hanno almeno un fratello o una sorella
- 4 compagni che preferiscono fare i compiti insieme
- un compagno/a che sa suonare uno strumento
- due compagni che adorano la materia che adori tu
Come mi sono sentito nel fare questo gioco? Ho avuto difficoltà a trovare i compagni? Qual
è lo scopo di questo gioco? Perché è importante conoscerci meglio?
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La scoperta delle qualità umane
Serve per scoprire le qualità personali dei compagni di classe e si svolge in
tre fasi:
1) Ognuno scrive su un foglio accanto ai nomi dei compagni una o più qualità
e consegna il foglio all’insegnante
2) L’insegnante legge e scrive su un cartellone accanto ad ogni nome le
qualità trovate (può anche barare e mettere qualità a chi non ne ha ricevute,
anche se è molto improbabile)
3) L’insegnante pone alla classe alcune domande di riflessione: cosa avete
provato nel fare questo gioco? Che cosa vi aspettavate dagli altri? Vi
riconoscete nelle qualità trovate su di voi? A cosa è servito questo gioco?
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UNA CLASSE DI…QUALITÁ
Se un insegnante sottolinea ed evidenzia le difficoltà, la
classe vedrà nei compagni i limiti, se invece sottolinea i
punti di forza, la classe vedrà i pregi
Proporre attività che evidenzino il positivo e dare continui
feedback sulla buona riuscita (meno competizione cognitiva
ed evidenziazioni di aspetti negativi)
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Strategie utili per facilitare il feedback di gruppo
- Il buonumore in classe (creare un clima piacevole favorisce il vedere positivo: barzellette
rispettose per migliorare il clima di classe)
- Imparare a dire grazie (la giornata del grazie con biglietti di ringraziamento: è più facile
fare complimenti se veniamo ringraziati)
- La sedia dei complimenti (prepararsi prima: ogni compagno scrive su un foglio un
apprezzamento caratteriale del protagonista)
- Discussione sull’amicizia e poi dire quali interventi ci hanno arricchito
- Le pagine gialle della classe (già visto in altra slilde)
- Sono bravo in…
ESERCITAZIONE: ATTIVITÁ PER LA SCOPERTA DELLE QUALITÁ (20 MINUTI)
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Il tutoring
Organizzare attività di tutoraggio permette di conoscersi meglio e scoprire le
qualità dell’altro.
Tutti traggono vantaggio:
- il TUTOR per riuscire nell’insegnamento rivede e consolida le proprie conoscenze
- il TUTEE apprende in modo individualizzato ottenendo continui feedback sulla
propria prestazione
Le eventuali difficoltà dell’altro si vedono, ma diventano una sfida personale e
quindi vengono viste come ostacolo da superare e non come oggetto di scherno o di
differenza individuale.
Prima preparazione abilità sociali
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I vantaggi del tutoring
- permette di sfruttare una risorsa, i compagni, immediatamente disponibile in classe
- fornisce un percorso di istruzione individualizzata
- consente di dare un feedback continuo sulle performance del bambino
- alto livello di soddisfazione durante il lavoro
- essendo a livello di classe, permette di non sottolineare le diversità, ma dare comunuque
supporto ai più deboli
- fornire tutoring migliora le abilità sociali
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Come impostare un programma di peer tutoring
a) Selezionare un ambito di apprendimento (matematica, comprensione del testo…)
b) Associare gli studenti a coppie casualmente o secondo un criterio prestabilito
c) Fare 3/4 incontri propedeutici per spiegare il tutoring e le funzioni del tutor e del tutee (come
valutare i progressi e quali gratificazioni dare e quale atteggiamento tenere)
d) Stabilire la cadenza e la durata di ogni attività (ideale 20-30 minuti)
e) Nell’incontro di tutoring il tutor ha una lista di stimoli e compiti che viene proposta al tutee che
risponde oralmente e ha la possibilità di guadagnare un punto ogni risposta corretta
f) In caso di risposta errata il tutor dà quella corretta e lascia esercitare il tutee
g) A metà tempo ci si scambia i ruoli
h) L’insegnante supervisiona e dà punti in più a chi lavora correttamente ed ha un comportamento
adeguato
i) L’insegnante registra i punti guadagnati da ogni coppia e gratifica le coppie in base all’’impegno
ESERCITAZIONE: IMPOSTARE UN TUTORING
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L’INTERDIPENDENZA POSITIVA
(uno per tutti e tutti per uno)
Nei gruppi di apprendimento cooperativo si struttura in due
fasi:
1) Si struttura l’interdipendenza di obiettivi.
2) Si integra e si rafforza l’interdipendenza degli obiettivi
aggiungendo quella a livello di premi, ruoli, risorse e
identità.
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I tipi di interdipendenza positiva
- Degli obiettivi: capire che il proprio obiettivo viene raggiunto solo se tutti
raggiungono il proprio
- Dei premi: il gruppo viene premiato per il successo individuale e per quello
collettivo
- Delle risorse: ogni membro riceve una sola parte delle informazioni o dei
materiali per portare a termine il compito
- Dei ruoli: ai membri del gruppo vengono assegnati ruoli complementari e
interconnessi per svolgere il compito
- Di identità: identità collettiva (nome, bandiera, motto…)
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E ancora…
- Ambientale: si favorisce la coesione attraverso la strutturazione dell’ambiente
(ad es. un punto dell’aula in cui lavorare)
- Della fantasia: immaginare di trovarsi in una situazione di pericolo da cui
uscirne collaborando
- Del compito: a ognuno una parte del lavoro (come catena di montaggio)
- Rispetto all’avversario: i gruppi sono avversari tra loro e quindi all’interno di
ogni gruppo c’è forte coesione per battere gli altri (occhio alla competizione!!!)
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Esempio di interdipendenza degli obiettivi
Informare gli studenti delle proprie responsabilità:
1) Studiare e imparare il materiale assegnato
2) Assicurarsi che lo studino tutti i compagni del proprio gruppo
Obiettivi da raggiungere:
1. Ottenere al test individuale un punteggio sopra il 90% di risposte corrette e assicurarsi
assicurarsi che anche i compagni ce la facciano
2. Migliorare le prestazioni precedenti (tutti ci devono riuscire)
3. Ottenere un punteggio di gruppo sopra il 270 su un totale di 300
4. Svolgere un lavoro di gruppo firmato e spiegabile da tutti i membri
Per un obiettivo cognitivo un obiettivo sociale
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La firma di tutti i membri del gruppo significa che:
1) Sono d’accordo con la risposta del gruppo
2) Ho acquisito la padronanza del materiale e delle
procedure richieste
3) Sono sicuro che tutti i membri di questo gruppo hanno
acquisito la padronanza del materiale da studiare e delle
procedure richieste.
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ORGANIZZARE L’INTERDIPENDENZA POSITIVA
L’interdipendenza dei ruoli (leadership distribuita)
1) I ruoli di compito
Riguardano le varie azioni da fare per raggiungere l’obiettivo comune e rendono più
efficiente ed efficace il lavoro di gruppo (esempio Ferrari e cambio gomme)
- il chiarificatore (spiega i concetti al gruppo e pone domande per assicurarsi che tutti
abbiano capito)
- il sintetizzatore (annota le idee che emergono scrivendole su un foglio che tutti possano
vedere)
- il verbalizzatore (scrive nel diario di gruppo in bella copia la sintesi scritta dal
sintetizzatore. E’ la memoria storica del gruppo che ricorda quanto fatto fino a lì)
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- Il relatore (espone il lavoro fatto dal gruppo e ne è il portavoce ufficiale)
- l’esploratore (ricerca le informazioni utili al lavoro di gruppo su riviste, fotocopie,
internet, biblioteca…)
- l’intervistatore (pone domande alle persone esperte che hanno conoscenze sul lavoro che si
sta facendo. Può chiedere all’insegnante, al nonno…)
- il disegnatore (visualizza con un disegno, una mappa concettuale, un diagramma, una
tabella quanto viene prodotto)
- Il lettore (legge per approfondire gli argomenti trattati e trovare nuovi punti di vista;
lavora dunque in sintonia con l’esploratore)
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ORGANIZZARE L’INTERDIPENDENZA POSITIVA
L’interdipendenza dei ruoli (leadership distribuita)
1) I ruoli di mantenimento
Servono a mantenere il gruppo unito, coeso e orientato al compito da portare a termine
- il moderatore (disciplina la discussione e dà la parola a chi la richiede, cercando di far
intervenire tutti ed evitando che qualcuno predomini)
- l’incoraggiatore/facilitatore (sollecita gli indecisi e i timidi e sta attento che nessuno
denigri qualche intervento)
- il controllore del tempo (ha il compito di far rispettare i tempi)
- il controllore del volume della voce (segna in una griglia a tre colonne il nome dei
compagni, quante volte ciascuno interviene a voce alta e il totale. In caso di contestazione
vale ciò che dice la maggioranza)
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Griglia monitoraggio tempi
Fasi
Tempi assegnati
T rispettati?
Se no, perché?
1^ fase
2^ fase
3^ fase
4^ fase
Griglia volume voce
Nome
Alta voce
Totale
Quando non ci sarà più bisogno di controllare il volume della voce si passa ad un
nuovo obiettivo. Come ad es. interventi pertinenti e non.
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- Il giudice di pace (risolve eventuali conflitti tra compagni. La sua decisione finale deve
essere rispettata. E’ un compito che necessita di grande aiuto da parte dell’insegnante)
Antecedente
(cosa è successo
prima)
Comportamento
contestato
Conseguenze
(cosa è successo
dopo)
Tipo di soluzione
concordata
L’ho chiamato
ciccione
Mi ha dato un
pugno (cosa hai
fatto prima? –
antecedente)
Mi sono messo a
piangere
Patto: tu non lo
chiamerai
ciccione e lui non
ti darà pugni
- L’intrattenitore (distrarre i compagni nelle pause per ridare energia e impegno)
- Il responsabile dei materiali (raccoglie, distribuisce e riordina quanto serve al gruppo)
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Come neutralizzare i ruoli killer
- Incoraggiare i comportamenti prosociali (rinforzare pubblicamente chi mostra una
buona competenza sociale
- Parlare individualmente con il ruolo killer
- Role playing
- Giochi per eliminare i ruoli killer
- Allearsi con i genitori del ruolo killer
INTERDIPENDENZA DI PREMIO/FESTEGGIAMENTO P.245 DIDATTICA INCLUSIVA
INTERDIPENDENZA DI RISORSE
INTERDIPENDENZA DI VALUTAZIONE E RELATIVA RESPONSABILITA
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ORGANIZZARE L’INTERDIPENDENZA POSITIVA
L’interdipendenza di premio/festeggiamento
I riconoscimenti, i premi e le gratificazioni dati al gruppo favoriscono la coesione interna,
l’identità gruppale e la perseveranza nell’impegno e nell’aiuto reciproco
L’interdipendenza di premio è legata ad un obiettivo a medio termine che il gruppo si è
dato.
Ad ogni tappa il gruppo riceve un attestato e festeggia e al traguardo
finale si può andare a mangiare una pizza
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Stimolare una competizione mitigata tra gruppi (eterogenei al loro interno, ma
omogenei tra loro) favorisce la coesione di gruppo
ATTENZIONE!!!!!!!!
Per evitare che la competizione degeneri:
- valutare il gruppo in base ai progressi e non in base al risultato (in questo modo di
volta in volta possiamo premiare tutti
- scegliere casualmente chi esporrà (affinchè tutti si preparino) e non giudicare
l’esposizione, ma il lavoro fatto
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ORGANIZZARE L’INTERDIPENDENZA POSITIVA
L’interdipendenza di risorse
Essa viene raggiunta quando si danno poche cose al gruppo in modo che sia
impossibile che ogni componente ne abbia una: i ragazzi sono costretti a
condividere!!!
Diversi livelli:
- logistico: un solo spazio per tutti (materassino, cassetto, armadietto…)
- strumentale: un solo quaderno, un solo libro, una sola scatola di pennarelli…
- cognitivo: informazioni differenti fornite ad ogni membro in modo che per
svolgere il compito si abbia bisogno di tutti
- emotivo: creare appartenenza (motto, nome del gruppo, inno, bandiera…)
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ORGANIZZARE L’INTERDIPENDENZA POSITIVA
L’interdipendenza di valutazione e relativa responsabilità
Responsabilità personale: completo e apprendo la mia parte del lavoro e facilito il
compito degli altri.
Responsabilità di gruppo: aiutare il gruppo perché si avvicini ad una prestazione
tipo.
La mancanza di una valutazione individuale potrebbe ridurre la responsabilità
personale
La mancanza di una valutazione di gruppo potrebbe ridurre la responsabilità di
gruppo
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La responsabilità valutativa di gruppo
Consiste nell’operare insieme al meglio, per ottenere una valutazione positiva da parte
dell’insegnante.
N.B. La valutazione si basa sulla prestazione ottenuta vs una prestazione tipo individuata
dall’insegnante per il gruppo stesso prima di iniziare il lavoro.
Utile fornire strumenti di osservazione ed autovalutazione al gruppo
Valutazione con «teste insieme numerate»: un alunno estratto rappresenta il gruppo.
Alternativa alle teste numerate:
1)i membri del gruppo si attribuiscono un numero
2)l’insegnante pone la domanda al gruppo
3)lascia agli alunni il tempo di riflettere individualmente sulla risposta
4)i componenti del gruppo si confrontano
5)l’insegnante sceglie un numero a caso che corrisponderà ad un membro del gruppo che
dovrà rispondere
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La responsabilità valutativa individuale
Consiste sia nell’apprendere bene quanto studiato e preparato dal gruppo e
sostenere una prova di accertamento, sia nell’aiutare anche gli altri compagni ad
apprendere al meglio (ad es. testo descrittivo)
Anche in questo caso può essere utile un’autovalutazione prima di quella
dell’insegnante.
Per ottenere interdipendenza di risultato possiamo trasformare giudizi qualitativi
(ottimo, buono…) in punteggi (ottimo=4 punti, buono=3 punti…). La somma dei
punteggi dei singoli darà il risultato di gruppo.
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INSEGNARE LE ABILITÁ SOCIALI
La prima cosa necessaria è dare tempo alla
comunicazione
Senza questo tempo…rinunciare ad insegnare
le abilità sociali
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I passi necessari nella comunicazione tra insegnante e
studente
1)
Ascolto attivo (garantendo privacy e stimolando al
racconto)
2)
Prestare attenzione (anche con domande e atteggiamenti)
3)
Facilitare la comunicazione (dare disponibilità all’ascolto
e all’aiuto)
4)
Il rispecchiamento o la formulazione in modo più chiaro e
conciso
5)
La comunicazione assertiva
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I conflitti interpersonali a scuola
Stimolare la comunicazione assertiva tra compagni:
1)
Il rapporto empatico (Io ti capisco)
2)
La comunicazione e difesa dei propri bisogni e diritti (Cerca anche tu di
capire me)
3)
La negoziazione (Approfondiamo il problema e cediamo entrambi a qualcosa
per giungere ad una soluzione che non crei vincitori né vinti)
Imparare a conoscere ed esprimere le proprie emozioni.
Fare tanti role-playing
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Le abilità di leadership
Trasformare le frasi «tu» in frasi «io»
a)
Un compagno ti urta e scappa via
b)
Tu sei maleducato, l’hai fatto apposta
c)
Io mi sento maltrattato quanto mi urti senza scusarti perchè penso che tu ce
l’abbia con me
a)
Un compagno di prende la matita senza chiedertela
b)
Tu sei un prepotente e credi di poter fare tutto ciò che vuoi
c)
Mi arrabbio, quando prendi la mia matita senza chiedermela, perché penso
che tu sia un prepotente
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Le abilità di leadership
Esempi di comportamenti ricorrenti nella leadership
Orientati al compito:
-
Prestare attenzione al lavoro di gruppo
-
Saper seguire le direttive
-
Chiarire gli obiettivi
-
Contribuire con idee ed opinioni
Orientati al mantenimento della coesione:
-
Saper ascoltare gli altri
-
Usare un volume di voce adeguato
-
Chiamare per nome i propri compagni
-
Rispettare i turni di parola

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Apprendere nuove abilità sociali
Saper ascoltare
Con le parole: parole di assenso (sì, sì…ok…vero…va bene…), domande di
chiarimento (non ho capito bene, potresti ripetere?...Vuoi dire che…),
espressioni di chiarimento (continua, ti ascolto…vai così che sei forte…
Con i movimenti: occhi aperti verso chi parla, occhi chiusi quando si ascolta
musica, corpo proteso in avanti verso chi parla, mano sulla spalla o vicino al
compagno che sta parlando, sorriso a chi parla…
I comportamenti gentili
Con le parole: parole di assenso, domande di interessamento, richieste di
permesso, utilizzo del condizionale, fare complimenti…
Con i movimenti: occhi aperti verso chi parla, disponibilità a dividere la
merenda, ad aiutare, a giocare con tutti, ad essere pazienti con tutti…
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INFINE…
PRATICA
E
RINFORZI POSITIVI

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BIBLIOGRAFIA
Manuale di insegnamento delle abilità sociali (Sprafkin, ed.
Erickson)
La didattica inclusiva (Miato, ed. Erickson)
Tutoring (Topping, ed. Erickson)
Attivare le risorse del gruppo classe (Polito, ed. erickson)
Apprendimento cooperativo in classe (Johnson, ed. Erickson)

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Materiale corso di formazione Prof. Rivetti