Questa è una presentazione parzialmente
interattiva ed introduttiva della modalità di
utilizzo CPC (Creative PC = Computer
Creativo) del computer in ambito abilitativoriabilitativo-psicoeducativo.
Informazioni generali su CPC, sui principi su
cui si basa, sul quadro in cui si inserisce e
sugli sviluppatori si possono trovare
all’indirizzo
http://autismo.aslcn1.it/Percorsi-eProgetti/Percorso-per-logopedisti,
ulteriori informazioni nelle slides relative a
occasioni dove l’argomento è stato trattato
ed in alcuni altri testi.
Luciano Destefanis 2012, C.A.S.A. ASL CN1 sede Mondovì
Definizione di ciò che faccio:
il mio lavoro consiste nel giocare tutto il
giorno, e nel riflettere per buona parte
del restante tempo a quale sia il modo
migliore per giocare.
(Se la definizione di una esistenza siffatta sorprende, vedere ad esempio Eric
Berne, ‘A che gioco giochiamo?’, Bompiani, 2000)
Luciano Destefanis 2012, C.A.S.A. ASL CN1 sede Mondovì
Intenti:
vi faccio prima faticare un po’ (per far nascere delle domande) e poi rispondo.
Creo e propongo un percorso che spinga ad interrogarsi, ed intanto man mano
aiuto a risolvere gli enigmi.
Quando avrete combattuto la strenua lotta, avrete la padronanza dello strumento
ma soprattutto la conoscenza dei principi per utilizzarlo.
Riferimenti personali all’arte denominata ‘Maieutica’; un gran maestro ne fu
Socrate. Io un semplice ammiratore.
Luciano Destefanis 2012, C.A.S.A. ASL CN1 sede Mondovì
La parte che viene qui svolta riguarda particolarmente le funzioni di animazione
personalizzata, avendo iniziato da queste la messa a punto delle pagine che
state percorrendo e ripromettendomi di approfondire altri aspetti in prossimi testi
reperibili al momento opportuno nel sito agli indirizzi indicati.
Ritengo in ogni caso che per le altre funzioni principalmente utilizzate in CPC
(attribuzione di azione ad un tasto, gestione del passaggio da una diapositiva ad
un’altra o transizione, inserimento dei suoni dalla finestra di attribuzione azione e
da quella della gestione transizione) chiunque sia già sufficientemente preparato,
e per tali argomenti faccio riferimento a ciò che si è detto e visto nella relazione
del corso.
Un piccolo supplemento riguardante le ‘azioni’ dei pulsanti e le transizioni tra
diapositive è stato appena aggiunto in coda al presente modulo.
Luciano Destefanis 2012, C.A.S.A. ASL CN1 sede Mondovì
Darò nel seguito alcune informazioni soprattutto per ciò che riguarda la modalità
‘Autore’ in PowerPoint, direttamente applicabili alla versione 2007, tenendo conto
del fatto che in PowerPoint 97-2003 le funzioni sono le stesse, a volte si accede
alle loro impostazioni in modi leggermente diversi perché le barre dei menù sono
state in seguito modificate. Per PowerPoint 2010 le cose sono per lo più
immutate rispetto alla versione 2007.
Tutti i necessari ulteriori ragguagli ed approfondimenti sulle funzioni di
PowerPoint (nelle diverse versioni e con confronti tra una versione e l’altra) si
trovano ampiamente nel sito di Microsoft ed in una miriade di altre fonti.
Qui mi atterrò alla presentazione ed all’utilizzo di quelle funzioni che sono usate
in CPC e che a volte sono state scoperte proprio durante e per lo sviluppo di
questo tipo di impostazione di lavoro.
Inizialmente consiglio di muoversi tra le pagine della presente guida in modalità
‘Lettore’ e di passare a quella ‘Autore’ solo quando indicato nelle istruzioni. Man
mano, una volta acquisita sufficiente dimestichezza, la navigazione potrà essere
effettuata completamente in modalità ‘Autore’, passando a quella di lettura
quando si desideri verificare un effetto che si è costruito o che era già presente.
Quando parlarò, senza specificare, di clic o ‘cliccare’, mi riferisco al pulsante
sinistro del mouse. Se altre modalità sono necessarie esse vengono precisate.
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Alcune informazioni generali:
Quando si è in modalità ‘Autore’ nella visualizzazione normale, si hanno due o
più suddivisioni verticali della pagina in ‘zone’: quella a sinistra è la zona delle
miniature delle pagine: ogni pagina vi è rappresentata attraverso una miniatura di
sé stessa; quella centrale è la zona di lavoro, dove si immettono gli oggetti, si
decidono le azioni etc. (schiaccia tasto ‘MOSTRA’ qui a fianco)
NASCONDI
MOSTRA
tasto della visualizzazione normale (di solito impostata di default)
Importante: a seconda di dove si è cliccato con il mouse nella pagina in modalità
‘autore’, ciò che si farà sarà riferito alla zona delle miniature, oppure a quella
centrale di lavoro. Ad es. se io clicco con il mouse nella zona delle miniature e
poi faccio ‘copia e incolla’, una miniatura verrà copiata ed incollata, il che
significa che la pagina corrispondente verrà copiata ed incollata, ossia duplicata.
Se invece ho cliccato con il mouse nella zona centrale e faccio ‘copia ed incolla’,
copierò ed incollerò l’oggetto che attualmente è eventualmente selezionato nella
zona centrale, oppure incollerò un oggetto che era nella memoria se nessun
oggetto era selezionato.
FINESTRA DI
LAVORO
BARRA DELLE
Se si incollano o cancellano delle pagine,
MINIATURE
alle altre
pagine (ad es. ‘al clic vai a pagine
DELLE
PAGINE
clic dell’esempio manderà sempre alla
gli eventuali riferimenti delle funzioni
5) si reimpostano automaticamente; il
pagina giusta.
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Quando impostate una azione, una animazione etc., provatene il funzionamento
subito (passando alla modalità ‘Lettore’, così da essere sicuri che succeda
proprio ciò che volevate che succedesse. A volte (o meglio sempre) è necessario
modulare i parametri (velocità, tempi, dimensioni, distanze percorse, colori,
caratteristiche del suono…).
Se una azione, una animazione etc. non danno il risultato sperato (ad es. non si
sente l’audio proprio là dove si è sicuri di averlo messo) ed in nessun modo
riuscite a trovare la causa dell’atipia, cancellate l’oggetto e rifate dall’inizio (from
scratch). A volte le anomalie dipendono da piccoli particolari che non si colgono
facilmente.
Se l’effetto ‘erroneo’ è degno di interesse perché è particolare, curioso, strano e
non se ne capisce la causa ma potrebbe servire in futuro per un altro lavoro,
conservatelo copiando la pagina/le paghine in cui avviene ed incollandola/e in un
nuovo file appena creato (o meglio importando – è possibile sempre riutilizzare
vecchie sequenze di diapositive ‘importandole’ - in un nuovo file la pagina o le
pagine incriminate). Con pazienza, se necessario, analizzerete l’anomalia in
seguito e magari potrà esservi utile.
Se non capite una cosa o non è detto chiaramente di che si tratta, non stateci
troppo sopra e passate innanzi. Vedrete che il problema poco a poco si chiarirà
(mantenetevi nella domanda senza necessariamente
avere la risposta…).
Luciano Destefanis 2012, C.A.S.A. ASL CN1 sede Mondovì
Bravissimi/e, siete arrivati nella parte di esercizio vero e proprio, dove potrete
apportare delle modifiche e sperimentare le varie funzioni di costruzione.
Sapete già come navigare da una pagina all’altra.
Innanzitutto esploriamo quindi il passaggio dalla modalità ‘Lettura’ alla modalità
‘Autore’: esso si fa schiacciando Esc sulla tastiera per passare in ‘Autore’. Per il
viceversa, occorre schiacciare la piccola icona a forma di ‘schermo per
proiezione diapositive’ posta in basso a sinistra della finestra principale, oppure si
va dal menù Presentazione > Dall’inizio; qui sotto le relative illustrazioni.
Per andare
da ‘Autore’ a ‘Lettore’
Se siete riusciti, avete visto che in modalità ‘Autore’ si naviga da una diapositiva
all’altra in modo molto semplice cliccando nella barra delle icone delle varie
pagine (di solito a sinistra della finestra principale) oppure attraverso i tasti su e
giù o pagina su e pagina giù della tastiera (dopo aver selezionato la barra delle
icone delle pagine o deselezionato qualsiasi oggetto).
Quando di nuovo ci si sposta in modalità ‘Lettura’ lo scorrimento da una
diapositiva all’altra è vincolato allo schiacciare i tasti di navigazione
appositamente costruiti. Al contrario in modalità ‘Autore’ la funzionalità degli
stessi tasti di navigazione (qui le due
grandi frecce colorate) è disabilitata.
Luciano Destefanis 2012, C.A.S.A. ASL CN1 sede Mondovì
Non abbiate timore di modificare delle cose in modo inopportuno quando siete in
modalità ‘Autore’: è sufficiente che dopo ogni modifica ‘dubbia’ voi clicchiate sulla
icona ‘Annulla modifica’ e la modifica scomparirà. Al limite, richiudete il file senza
salvare, e poi riapritelo.
torna indietro in ciò che hai fatto (ovvero: annulla la modifica)
Guardate ora cosa succederà al prossimo passo: arriverete di nuovo in una
pagina con la scritta ‘MARIO’, dove questa volta vi chiedo di passare in modalità
‘Autore’ e provare a fare due cose: primo, selezionare l’area in alto a destra della
finestra di lavoro trascinando il cursore del mouse e vedere che cosa appare
(a,b); secondo: vedi pagina successiva.
a
b
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Secondo: aprire la finestra dell’animazione personalizzata, partendo dal menù
‘Animazioni’.
Se riuscirete a fare entrambe le cose, benissimo: ritornate in modalità ‘Lettura’ e
proseguite; se non siete riusciti, ugualmente tornate in modalità ‘Lettura’ e avanti.
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Come richiesto, passate in modalità ‘Autore’ (tasto Esc da tastiera) e provate sia a
selezionare gli oggetti (nascosti perché trasparenti) presenti in alto a destra, sia ad
aprire la finestra relativa alla costruzione di animazione personalizzate.
Potete cercare anche altri oggetti presenti nella pagina. Non tutti sono animati.
Ricordate la via per tornare poi in modalità ‘Lettore’ e proseguire?
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Descrivo ciò che dovreste aver visto: i pallini disposti ai vertici e lungo il bordo
dei rettangolini in fine linea azzurra segnalano che delle forme di tipo rettangolo
sono presenti nella pagina e sono state selezionate. Un modo per selezionare
uno o più oggetti di una pagina è proprio questo: ci si pone in una zona dove non
vi siano oggetti (eventualmente leggermente fuori dal bordo della diapositiva), si
schiaccia il pulsante sinistro e mantenendolo schiacciato ci si allarga in un’area di
dimensione voluta, poi si lascia il tasto del mouse; se vi sono degli oggetti
compresi in quest’area, essi verranno evidenziati.
Un altro modo è quello di cliccare con il cursore nelle zone dove il cursore stesso
cambia forma (il che segnala che lì c’è un oggetto); l’oggetto in questione verrà
evidenziato; di nuovo si cerca un altro oggetto; ogni oggetto su cui si clicca
premendo contemporaneamente Crtl o ‘maiuscolo’ viene aggiunto alla selezione;
se si riclicca su un oggetto già selezionato esso viene tolto dalla selezione.
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Prima che i tre rettangoli trasparenti venissero selezionati essi erano già anche
segnalati dalla presenza di bandierine numerate: questo perché si tratta di
oggetti animati. Vedremo forse più avanti la funzione delle bandierine.
A che cosa servono invece i rettangoli privi di colore che avete selezionato? Essi
sono delle forme rese trasparenti ed a cui si è data una animazione, in questo
caso di semplice entrata temporizzata e sequenziale nella pagina. Se in modalità
Autore si ritorna in una pagina ‘MARIO’ (in Autore navigate attraverso i tasti su,
giù, Pag su, Pag giù, oppure cliccando sulle icone delle pagine nella barra
laterale di sinistra) e lì si passa in Lettura, si noterà che i rettangoli non si
vedono, ma si sentono le frasi. E’ proprio questa la loro funzione: entrare
invisibilmente nella pagina e fungere da ‘sostegno’ all’audio. Questo è uno dei tre
o quattro modi ‘interessanti’ in cui consiglio di ‘attaccare’ ed usare gli effetti
audio.
Provate a rivedere
una delle pagine
‘MARIO’, poi tornate
qui, ponetevi in
modalità Lettore se
già non ci siete ed
andate avanti.
Luciano Destefanis 2012, C.A.S.A. ASL CN1 sede Mondovì
Questo uso di oggetti trasparenti per sostenere l’audio, permettendo allo stesso
tempo di temporizzare a piacimento le parole, le frasi, i suoni che si sentono, è
molto interessante (per inciso, forme trasparenti servono anche, al di fuori
dell’animazione, per incollare audio in zone delle pagine - ad es. in
corrispondenza della bocca di un animale rappresentato in fotografia - dove si
vuole che cliccando si oda una qualsiasi cosa: anticipo così la trattazione della
funzione ‘Azione’: attribuire una azione, tra varie a scelta, ad un oggetto
(compresa la funzione ‘fai suono’)).
Invito (tra due pagine, dove ci sarà di nuovo ‘MARIO’ e dove vi porterete di nuovo
in modalità Autore), a selezionare ognuno dei tre rettangoli ed a modificarne le
proprietà grafiche (formato) così da farne apparire il contorno e l’interno (un
rettangolo per volta o tutti assieme, è indifferente).
Conviene in questo caso selezionare cliccando in corrispondenza del bordo o
dell’interno di
ciascun rettangolo,
Voce ‘Formato
con il tasto sinistro
forma’
e poi quello destro,
o direttamente con
quello destro.
Appare un menù
Contestuale in cui
si sceglie ‘Formato
forma’.
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Quello sotto a sinistra è il menù contestuale. Le principali caratteristiche di
formato dell’oggetto si possono modificare direttamente attraverso le icone della
barra in alto; oppure si sceglie ‘Formato forma’ in basso aprendo la finestra
seguente, da cui le modifiche possono essere fatte in modo più particolareggiato.
colore
trasparenza
tavolozze dei colori
Andate ora, come detto, nella pagina ‘MARIO’ seguente, ponetevi in modalità
‘Autore’ e provate a modificare il formato dei rettangoli, in modo da renderli
visibili.
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Come richiesto, passate in modalità ‘Autore’ e cercate di
rendere non trasparenti i tre rettangoli animati invisibili posti in
alto a destra.
Potete anche spostarli dove volete, modificarne le dimensioni,
orientarli diversamente. Ciò non cambia la loro funzionalità.
Potendo, provate a cambiarne l’animazione. Ma si vedrà in
seguito come fare.
Se necessario spostate il cartello giallo che contiene questo
testo, o ridimensionatelo.
Ricordate la via per passare alla modalità ‘Autore’? E quella
per tornare poi in modalità ‘Lettore’ e proseguire?
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Ora che vi siete impratichiti con: la navigazione; il passaggio da Lettore ad Autore
e viceversa; la selezione di oggetti, andiamo ad analizzare che cosa c’è nella
pagina ‘MARIO’ che permette l’animazione. Eseguiremo il secondo compito
assegnato qualche pagina fa, ossia quello di aprire i comandi dell’animazione,
modificare le caratteristiche delle animazioni esistenti, crearne di nuove.
Si vedono, nella terza finestra che ora si è aggiunta a
destra in visualizzazione normale, e precisamente nella
zona indicata dalle frecce nere (chiamiamola ‘elenco delle
animazioni degli oggetti’), i nomi degli oggetti animati:
i nostri tre rettangoli trasparenti, più una WordArt ‘MARIO’
che è la scritta grande.
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I tre nomi dei rettangoli (e non quello della forma WordArt)
sono evidenziati perché essi erano selezionati quando è
stata ‘scattata’ la foto di questa immagine.
Se vi spostate in una qualsiasi diapositiva ‘MARIO’ (ora vi
apparirà molto agevole muovervi verso una qualsiasi
diapositiva navigando in modalità Autore) ed aprite la
finestra per l’animazione (anche in PowerPoint 97-2003 la
finestra ha le stesse caratteristiche, vi si accede in modo un
po’ diverso ma praticabilissimo), potrete vedere che ogni
scritta relativa ad un oggetto (es. rettangolo 6), posta nella
zona dell’elenco delle animazioni degli oggetti, si evidenzia
se il rettangolo corrispondente è selezionato. NASCONDI
MOSTRA
Ogni voce dell’elenco indica: in che modo l’animazione ha
inizio (ad un clic, a tempo oppure dopo l’animazione
precedente), il tipo di animazione (una piccola icona verde
per le entrate, gialla per le evidenziazioni, rossa per le
uscite, bianca per i percorsi), il nome dell’oggetto animato
associato ad un numero; se si clicca sulla scritta, a destra
della stessa appare una freccia che permette di aprire un
menù per andare a precisare ulteriormente le caratteristiche
dell’animazione.
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Subito sotto la zona dell’elenco le due frecce accanto alla
scritta ‘Riordina’ permettono di modificare la posizione di uno
o più oggetti nell’elenco (selezionare prima uno o più oggetti
che si vogliono ‘spostare’ in su o in giù nell’elenco).
Vediamo che cosa altro contiene questa finestra:
In alto, ‘aggiungi effetto’ permette di aggiungere un altro
effetto di animazione all’oggetto selezionato (parlerò nel
seguito di un solo oggetto, dando per scontato che se la
selezione è su più oggetti, l’effetto viene assegnato a tutti).
Questa opzione è presente solo se è selezionato l’oggetto
nella zona centrale della pagina di lavoro. In tal caso, tutte le
animazioni relative a quell’oggetto sono selezionate
nell’elenco della zona elenco animazioni oggetti.
Se invece è selezionata una voce nell’elenco delle
animazioni degli oggetti, in alto non appare più ‘aggiungi
effetto’ ma ‘cambia’.
Leggermente più in basso vi è l’opzione ‘rimuovi’ che
cancella uno o più effetti di animazione da uno o più oggetti
(a seconda di che cosa è selezionato e dove è la selezione).
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Appena più sotto compare una scritta che specifica l’effetto
di animazione (effetto che si è assegnato attraverso
‘aggiungi effetto’).
Sotto a questa, in ordine, sono specificabili la modalità di
inizio, le proprietà e la velocità dell’animazione.
Più in basso la zona dell’elenco delle animazioni degli
oggetti, già descritta, sotto a questa il meccanismo per
riordinare, seguito da un pulsante per riprodurre gli effetti di
animazione presenti ed un altro pulsante per fare la stessa
cosa ma passando in modalità ‘Lettura’. Infine la possibilità
di selezionare e deselezionare l’anteprima automatica
dell’animazione su cui si sta lavorando.
Proseguiamo ora così: tornate alla diapositiva con la scritta
grande ‘MARIO’ precedentemente incontrata, e andiamo a
modificare l’animazione della WordArt. Tale animazione, se
vi spostate in ‘Lettura’ e la osservate, ha una comparsa in
dissolvenza ed un suono collegato, uno xilofono.
Aprite la finestra per gestire l’animazione personalizzata, se
ancora non lo avete fatto; selezionate nella zona centrale di
lavoro la scritta MARIO, verificate che nella zona dell’elenco
delle animazioni la riga corrispondente si è selezionata.
NASCONDI
MOSTRA
Luciano Destefanis 2012, C.A.S.A. ASL CN1 sede Mondovì
Selezionate la scritta ‘MARIO’ cliccando in essa una volta e
poi cliccandone il bordo; spostate ora liberamente la scritta
‘MARIO’ dalla sua posizione. Deselezionatela schiacciando
in un posto qualsiasi della zona di lavoro; riselezionatela;
vedrete che la selezione nella zona dell’elenco delle
animazioni appare e scompare di conseguenza.
Un appunto: avrete notato che, come accennato in
precedenza, esistono due modalità di selezionare un testo
(la WordArt è una forma di testo che si inserisce dal menù
Inserisci > WordArt): una permette di modificare il testo ed è
associata ad una linea tratteggiata del contorno in
PowerPoint 2007; l’altra permette di spostare tutto l’oggetto
in cui il testo compare ed è associata ad una linea continua
del contorno; in entrambe le modalità, il cursore messo sul
bordo assume la forma a frecce incrociate e permette lo
spostamento se si mantiene premuto il tasto sinistro e si
trascina; se ci si posiziona sul testo, in entrambe le modalità
il cursore prende la forma adatta per scrivere; cliccando, si è
pronti a modificare il testo).
E’ probabile che il primo click sulla scritta ‘MARIO’ la
selezioni in modo da modificare il testo; il secondo click sul
bordo dà una selezione dell’oggetto intero.
NASCONDI
MOSTRA
Luciano Destefanis 2012, C.A.S.A. ASL CN1 sede Mondovì
Approfitto per incollare un’altra immagine di tutta la pagina.
Questo tipo di ‘fotografie’ al contenuto dello schermo si attua
con ‘Maiuscolo+Stamp’ da tastiera e permette, tra l’altro, di
fare degli scherzi goliardici. Per averne un esempio,
passate, se non lo siete, alla modalità ‘Lettore’ ed andate
alla pagina successiva pazientando poi per alcuni secondi
se non saprete più che pesci pigliare.
NASCONDI
MOSTRA
Tenete presente
che esistono dei
software anche
gratuiti che hanno
una funzione
specifica
denominata ‘screen
grabber’ o ‘screen
capture’ o
‘catturaschermo’
(ora presente anche
in Accessori di
Windows) la quale
permette di
catturare con facilità
lo schermo o parti
di esso, anche per
svariate volte
successive, e
salvarle in formato
grafico (questo
anche quando si è
in un gioco o altro).
Luciano Destefanis 2012, C.A.S.A. ASL CN1 sede Mondovì
Cliccate pure ovunque,
non riuscirete ad uscirne!
Si tratta di uno scherzo,
naturalmente. Anche se non
vi sembra, siete comunque in
modalità ‘Lettore’. Cliccate in
basso in corrispondenza
dell’icona
di
Internet
Explorer, dopo di che avrete
1 secondo di tempo per
cliccare
sulla
icona
‘tavolozza di colori’, e
riappariranno le frecce per
navigare.
Andate
avanti
pigiando
sulla
familiare
freccia viola!
Luciano Destefanis 2012, C.A.S.A. ASL CN1 sede Mondovì
Ciò che avete vissuto è utile da una parte per abituarsi a non
temere mai gli scherzi che i software possono fare.
Ma anche per mettere in evidenza che ciò che si può
costruire padroneggiando al un certo livello (accessibile a
chiunque) un sistema autore è tutt’altro che preparare
sequenze prevedibili e ordinate. La sorpresa, la novità, la
complessità, il caotico possono presentarsi (e venir proposti)
ad ogni piè sospinto.
NASCONDI
MOSTRA
Naturalmente
questa riflessione è
utile sapendo che
con particolari
tipologie di soggetti
è necessario
costruire paesaggi
o scenari che
abbiano
caratteristiche di
ordine, routinarietà,
prevedibilità e solo
progressivamente,
in un’ottica di
accompagnamento
in un percorso di
evoluzione, andare
verso aspetti meno
prevedibili,
rispondenti a
regolarità meno
evidenti.
Luciano Destefanis 2012, C.A.S.A. ASL CN1 sede Mondovì
Ancora alcune osservazioni che la presenza della fotografia
fatta alla pagina completa mi permette.
Quando si è all’interno di un software di gioco o si guarda un
video ad es., può essere utile avere preventivamente
attivato un programma di cattura multipla dello schermo, in
modo da potere, senza uscire dal gioco stesso, ‘fotografare’
varie volte e poter poi riportare le immagini così acquisite in
tabelle comunicative , in sequenze figurate etc. NASCONDI
MOSTRA
Per
fare
ciò
occorre disporre,
come già detto, di
un
buon
programma
di
cattura
dello
schermo e saperlo
utilizzare bene. A
volte vi sono dei
problemi
nella
cattura
di
schermate
soprattutto
durante
l’esecuzione
di
software
o
di
filmati, e si deve
provare in vari
modi per riuscire a
risolvere.
Luciano Destefanis 2012, C.A.S.A. ASL CN1 sede Mondovì
Ripropongo per un’ultima volta di lavorare sulla pagina con
la scritta ‘MARIO’. Andremo proprio a modificare
l’animazione di tale WordArt, rendendola anche dipendente
da un tasto creato nella pagina. In base a ciò che farete
sull’oggetto WordArt ‘MARIO’ potrete poi andare ad indagare
sui tre rettangolini prima trasparenti, e su ogni altra cosa che
abbia una animazione. Non sempre, vi anticipo, scoprirete a
tutta prima come una animazione funziona.
NASCONDI
MOSTRA
Vi sono
animazioni
alquanto
complesse, la cui
preparazione
richiede
attenzione e
tempo. Ma a volte
danno
soddisfazione.
Tenete presente
che un qualsiasi
tasto che inneschi
una parte di una
animazione può
essere nascosto
prima di un certo
istante, può
apparire solo in
seguito alla
pressione di un
altro tasto, può
essere reso
inattivo.
Luciano Destefanis 2012, C.A.S.A. ASL CN1 sede Mondovì
NASCONDI
MOSTRA
Selezionata la WordArt ‘MARIO’ aprite la finestra
dell’animazione personalizzata. Ora apriremo la box di
dialogo che consente la modifica delle caratteristiche
dell’animazione che regola il movimento di ‘MARIO’.
Le modifiche delle
proprietà
dell’animazione si
possono fare in
parte anche
attraverso i
pulsanti presenti
nella finestra
dell’animazione
personalizzata. Di
solito io clicco
sulla freccina a
destra del nome
dell’oggetto
animato ed utilizzo
la finestra di
dialogo che si
apre dal menù
visibile nella
figura, alla voce
‘Opzioni effetto…’.
Luciano Destefanis 2012, C.A.S.A. ASL CN1 sede Mondovì
NASCONDI
MOSTRA
In questa finestra, nella parte accessibile dalla linguetta
‘Effetto’ si può impostare l’audio collegato all’animazione
(scegliendo tra un elenco di effetti audio già presenti oppure
andando a prendere un file audioregistrato e salvato
precedentemente o scaricato da raccolte presenti sul web)
ed altre caratteristiche.
Questa finestra di
dialogo consente
facilmente di
eseguire molte
operazioni di
impostazione, ma
non la scelta
dell’animazione:
questa deve
necessariamente
essere impostata
dalla finestra
dell’animazione
personalizzata, dal
pulsante ‘Aggiungi
effetto’ o ‘Cambia
effetto’ in alto.
Qui si vede che ‘MARIO’ ha associato un suono che si
chiama ‘chimes’ ed è un file di estensione wav. Il testo è
impostato per essere animato tutto insieme.
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NASCONDI
MOSTRA
Nella parte accessibile dalla linguetta ‘Intervallo’ si gestisce il
modo in cui l’animazione ha luogo, dopo quanto tempo, la
velocità, l’eventuale ripetizione ed altre proprietà tra cui la
dipendenza da un click su un pulsante ‘trigger’ (ad es. una
stella come quella che compare nella pagina successiva).
Invito innanzitutto a richiudere questa box di dialogo, tornare
alla finestra principale dell’animazione personalizzata e
reimpostare il tipo di animazione per
‘MARIO’.
Qui si vede che
l’oggetto WordArt
‘MARIO’ viene
animato in modo
‘Dopo
precedente’, con
un ritardo di 1
secondo. Dato che
WordArt 7: MARIO
compare per
prima nella
finestra delle
animazioni, il suo
‘precedente’ sarà
l’apertura stessa
della pagina. La
velocità è ‘media’,
nessuna
ripetizione, non c’è
dipendenza da
trigger.
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NASCONDI
MOSTRA
NASCONDI
MOSTRA
A sinistra è selezionato nella
pagina l’oggetto ‘MARIO’; è
quindi a disposizione il
pulsante ‘Aggiungi effetto’ in
alto nella finestra
dell’Animazione
personalizzata. Dal menù a
discesa si accede ad altre
box di dialogo per scegliere
tra vari tipi di animazione
Qui a destra si è
selezionato ‘WordArt 7:
MARIO’ nella zona
dell’elenco delle
animazioni; compare
allora il pulsante
‘Cambia’ in alto.
L’animazione che vi
verrà scelta si sostituirà
a quella attualmente
selezionata.
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NASCONDI
MOSTRA
Provate ad assegnare a volontà
effetti di animazione alla scritta
‘MARIO’; provate la possibilità di
concatenarli, di integrarli, di
eliminarli e sostituirli; di farli
dipendere dal click del mouse (non
funziona se non si immette anche
un ‘trigger’: questo perché nelle
nostre impostazioni si è scelto di
evitare che il generico click del
mouse abbia effetto), da un certo
tempo (‘Dopo precedente’), da un
‘Con precedente’.
Non dimenticate di sperimentare
anche l’utilizzo dei suoni.
Non ci resterà poi che provare a
legare l’azionamento
dell’animazione ad un pulsante
presente nella pagina (e per legarlo
al click su un pulsante in un’altra
pagina? Quesito a cui invito a
pensare senza ancora voler dare
una risposta…).
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Cercate nell’elenco
il nome della forma
che avete creato
per farla diventare
‘pulsante trigger’
Qualsiasi oggetto può
diventare pulsante. Se
non trovate agevolmente
il
nome
nell’elenco,
tornate alla forma e
scrivetevi
qualcosa
dentro: ciò facilita il
reperimento.
NASCONDI
MOSTRA
Invito a costruire un pulsante nella pagina ‘MARIO’, in modo
da poterlo utilizzare come ‘trigger’.
Tornate ad una pagina ‘MARIO’, inserite una forma come
nell’esempio qui sotto; selezionate la scritta ‘MARIO’, andate
nella finestra di animazione, portatevi alla box dove si
stabilisce il trigger.
Ricordate alcune
cose dette un po’ di
diapositive fa? Il
presente spazio di
testo (si tratta di un
oggetto rettangolo
bianco) appare e
scompare in
dipendenza dal
pulsante ‘trigger’
‘MOSTRA’ che poi
diventa
‘NASCONDI’.
Se copiate sia il
rettangolo sia il
pulsante (tenendo
conto che ve ne
sono due
sovrapposti) ed
incollate in un’altra
pagina, il
meccanismo
continuerà a
funzionare.
Luciano Destefanis 2012, C.A.S.A. ASL CN1 sede Mondovì
NASCONDI
MOSTRA
Siamo giunti verso il
termine di questa prima
puntata di
approfondimento delle
modalità di utilizzo di
PowerPoint come
software autore in
CPC, l’arte di usare
creativamente il
computer in ambito di
aiuto.
Seguono alcune
pagine con ulteriori
informazioni spicciole.
Si rimanda per
aggiornamenti ed
integrazioni a visitare il
sito autismo della ASL
CN1 sede Mondovì, in
particolare pagina
http://autismo.aslcn1.it/
Percorsi-eProgetti/Percorso-perlogopedisti
Come si nota, nell’area dell’elenco delle animazioni
avviene un cambiamento: la presenza di un ‘Trigger’ è
segnalata in modo che una nuova parte di elenco viene
dedicata al trigger stesso ed a tutto ciò che esso
innesca. In questo caso solo una animazione di
‘WordArt 7:MARIO consistente in un effetto di entrata;
ma le animazioni dipendenti dal trigger possono essere
molte (ad es. ad un effetto di entrata può seguirne uno
di enfasi, poi una uscita di scena e così via). A
differenza di ciò che succedeva prima, ora la scritta
‘MARIO’ compare solo quando la forma viene cliccata.
Luciano Destefanis 2012, C.A.S.A. ASL CN1 sede Mondovì
Luciano Destefanis 2012, C.A.S.A. ASL CN1 sede Mondovì
Cose da ricordare:
- Quando si crea un oggetto che abbia una immagine, è
meglio mettere una forma e dentro di essa, attraverso la
gestione del formato della forma, un riempimento
consistente nel file grafico di tale immagine (Riempimento a
immagine o trama > Inserisci da file). Quando l’immagine
dovesse essere sostituita, basterà modificare il riempimento
e ogni azione o animazione che si sarà attribuita all’oggetto
verrà conservata.
- Inserimento di Gif animate o Animated Gifs: molto bello
l’utilizzo di Gif animate, che conservano la loro animazione
quando vengono inserite nelle diapositive; l’animazione
viene inoltre conservata anche inserendo la Gif animata
come file in una forma, la quale pertanto potrà a sua volta
essere animata con Animazione personalizzata, portando ad
una interessante possibilità di integrazione di animazioni.
- non si conoscono i numeri che PowerPoint assegna agli
oggetti; quando necessario (nel caso ad esempio di
animazioni di oggetti senza nome) si scrive un numero
dentro e ciò facilita il capire il numero assegnato da
PowerPoint
Luciano Destefanis 2012, C.A.S.A. ASL CN1 sede Mondovì
Cose da ricordare:
- quando c’è una animazione, come quella delle freccione su
ogni pagina, la si può copiare ed incollare su altre pagine.
Ciò risulta molto utile perché a volte un effetto di animazione
può richiedere molto tempo e fatica per essere costruito.
Basta allora selezionare contemporaneamente tutti gli
oggetti che fanno parte dell’animazione, copiarli ed incollarli
nella nuova destinazione
-naturalmente, per copiare, selezionare e poi Ctrl+C; per
incollare, Ctrl+V; per copiare ed incollare, selezionare e poi
velocemente Ctrl+C CtrlV.
-Per selezionare due o più oggetti che siano esattamente
sovrapposti, andare in una zona limitrofa dove non vi siano
oggetti e con il tasto sinistro del mouse pigiato stendere la
selezione sull’oggetto visibile; anche quelli sotto ad esso
rimarranno selezionati.
-Per fare spostamenti millimetrici di un oggetto selezionato,
Tenere pigiato Ctrl e direzionare lo spostamento con le
freccette di direzione.
Luciano Destefanis 2012, C.A.S.A. ASL CN1 sede Mondovì
Cose da ricordare:
-Per ridimensionare in gradi continui un oggetto, tenere
premuto Alt e ridimensionare.
- Anche un oggetto trasparente può fungere da pulsante. I
pulsanti trasparenti aprono molte strade alla varietà dei
meccanismi e degli effetti.
- Nella modalità che non permette alle diapositive di
avanzare al click in ogni punto e da tastiera, non funzionano
neppure le animazioni in sequenza di clic (se io lascio una
delle animazioni dipendente da un clic generico, non posso
attivarla; essa deve iniziare in base ad un tempo prefissato,
oppure con una animazione precedente oppure dipendere
da un click su un preciso oggetto ‘trigger’).
-Costruendo un certo meccanismo in una pagina e poi
copiandolo ed incollandolo in pagine successive, o copiando
ed incollando ripetutamente la pagina dove lo si è costruito,
tutte le pagine avranno il meccanismo funzionante ma in più
ogni oggetto del meccanismo avrà lo stesso nome e lo
stesso numero, e ciò facilita eventuali modifiche successive
al meccanismo nelle pagine per attuare nuovi effetti.
Luciano Destefanis 2012, C.A.S.A. ASL CN1 sede Mondovì
Grazie per l’attenzione e per la partecipazione
attiva e condivisa
Grazie per la possibilità offertami di aver potuto contribuire con questo
lavoro
Per comunicazioni, confronto, richieste:
[email protected]
Visitate
http://autismo.aslcn1.it
ed in particolare
http://autismo.aslcn1.it/Percorsi-e-Progetti/Percorso-per-logopedisti
Luciano Destefanis 2012, C.A.S.A. ASL CN1 sede Mondovì
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