XI° Tema:
Elezioni e sistemi elettorali
Le elezioni: una definizione
• Le elezioni sono un meccanismo per scegliere i
componenti di organi monocratici o collegiali. In
quanto tali fanno parte di una variegata famiglia di
sistemi di investitura.
• Meccanismi di scelta alternativi alle elezioni:
– Eredità
– Cooptazione
– Acquisto
– Nomina
– Sorteggio
– Conquista
– Selezione su base di merito
Funzioni delle elezioni in ambito democratico
Meccanismo per scegliere
i componenti di organi
monocratici o collegiali
Strumenti principali della
rappresentanza e del controllo
popolare sui governanti
Strumenti principali di
ritualizzazione e
“addomesticamento”
del conflitto politico
Caratteri fondamentali
delle elezioni democratiche
• Libere (nessuna forza politica esclusa dalla
competizione elettorale)
• Corrette
• Competitive (offerta politica plurale e genuina
concorrenza tra i candidati)
• A scadenze prestabilite
• Rilevanti (nel senso che definiscono davvero la
quantità di rappresentanza e di governo
conquistata da candidati e partiti)
I principali aspetti del processo elettorale
•
•
•
•
•
I tempi
La convocazione
L’elettorato attivo
L’elettorato passivo e le candidature
Lo svolgimento della campagna elettorale:
caratteristiche di equità
• Le modalità del voto
• La valutazione dei voti
Cosa è un sistema elettorale
• Un sistema elettorale è un insieme di regole
per l’espressione del voto da parte dei
cittadini e per l’assegnazione dei seggi ai
candidati o alle liste (partiti e loro coalizioni
che hanno ottenuto voti)
• I sistemi elettorali non sono un mero
passaggio tecnico le cui modalità non
influenzano gli esiti della delega della
autorità dai cittadini al governo
I principali aspetti dei sistemi elettorali
1. L’espressione del voto
2. L’ambito territoriale
3. La formula di computo dei voti e allocazione
dei seggi
4. Le soglie di rappresentanza
L’espressione del voto
• Chi votare? La natura del destinatario del
voto
• Voto al candidato
• Voto di lista (bloccata o aperta: voto di
preferenza)
• Come votare?
• Voto singolo e voto multiplo/cumulativo
• Il carattere categorico od ordinale del voto
L’ambito territoriale
• Il rapporto tra elettori, eletti, territorio
• Collegio e/o circoscrizione elettorale unica o
territorialmente limitata
• La dimensione/nominalità di un collegio: collegi
uninominali (N=1); collegi plurinominali (N>1)
• Il problema dell’uguaglianza del voto: come
disegnare i collegi (modi virtuosi/strategici)
• Combinare più livelli di circoscrizione
Esempio di Gerrymandering in collegi uninominali
Partito A vince in entrambi i collegi
Collegio 1
Collegio 2
Esempio di Gerrymandering in collegi uninominali
Partito A vince nel collegio 1, Partito B vince nel collegio 2
Collegio 1
Collegio 2
Testi di riferimento per la lezione
• Maurizio Cotta - Donatella Della Porta - Leonardo
Morlino, Scienza politica, Il Mulino, Bologna, 2008,
cap.11
Seconda parte:
le formule elettorali
Le formule elettorali
• La domanda: come tradurre i voti in seggi?
1. Maggioritaria: Si vota un candidato (piuttosto che una
lista di partito) e i primi k candidati vengono eletti (dove k
si riferisce all’ampiezza del collegio)
2. Proporzionale: Si vota una lista di partito e i seggi
sono allocati in proporzione ai voti ottenuti da ciascun
partito sulla base di una qualche formula
3. Sistemi misti
Formule maggioritarie
•
•
Le due formule principali:
• Maggioranza assoluta (ossia il 50% dei voti +1) o majority
system
• Maggioranza relativa o plurality system
I quattro tipi:
• Sistema maggioritario ad un turno in collegi uninominali
(first past the post)
• Sistema maggioritario ad un turno in collegi plurinominali:
il caso del voto singolo non trasferibile (Giappone 19471993)
• Sistema maggioritario a doppio turno in collegi
uninominali
• Voto alternativo in collegi uninominali (Australia; elezioni
presidenziali in Irlanda)
Il sistema a doppio turno
•
•
•
Sistema maggioritario a doppio turno in collegi
uninominali: vince chi ha la maggioranza assoluta al 1°
turno, altrimenti 2° turno: majority (se si ha ballottaggio
solo tra due candidati) oppure plurality (se ammessi al
ballottaggio più di due candidati)
Criterio per l’ammissione dei candidati al 2° turno:
• Doppio turno aperto (ha comunque delle
conseguenze!)
• Doppio turno chiuso (2° turno con ballottaggio o
soglia di ammissione : es. Francia > 12,5%)
Il sistema a doppio turno in Italia per eleggere i sindaci
(nei comuni al di sopra dei 15 mila abitanti) e i presidenti
provinciali
Procedimento elettorale con voto alternativo (Australia)
Candidati
Adams
Brown
Grey
Jones
White
Tot.
Prime preferenze
15.000
20.000
7.000
10.000
8.000
60.000
Redistr. schede Grey
1.000
-
4.000
2.000
Nuovo totale (1)
16.000
20.000
14.000
10.000
Redistr. schede White
1.500
3.000
5.500
Nuovo totale (2)
17.500 23.000
19.500
Redistr. schede Adams
6.000
11.500
Situazione finale
29.000
31.000
Formule proporzionali - I
• Formule volte a consentire che tutti gli
orientamenti politici siano rappresentati in
“proporzione” alle loro forze: richiesti per
definizione dei collegi plurinominali
• La maggior parte dei sistemi proporzionali
adottano il voto di lista
• Come effettuare il riparto dei voti?
• Il metodo della quota/quoziente
• Il metodo dei divisori
Formule proporzionali - II
• Il metodo della quota: la quota è il numero dei voti
che bisogna raggiungere per ottenere un seggio
• Più in dettaglio: la formula di Hare (o dei resti più
alti)
• Se in un collegio ci sono V elettori/voti espressi
e N seggi, la quota di Hare è : q(Hare) = (V/N)
• Un partito che riceve M voti otterrà un numero
di seggi pari alla parte intera del rapporto:
[M/q(Hare)]
• I seggi non distribuiti in questo modo sono
assegnati ai partiti che hanno i resti più alti
Ripartizione seggi secondo la formula Hare
(quoziente e più alti resti) (Germania, Italia Camera pre94)
Partiti
N.seggi = 8 Voti espressi: 423.00
Quoziente: 423.000/8 =52.875
Voti Quoziente Seggi
Resti
pieni
Seggi
A
171.000
3,23
3
12.375
3
B
132.000
2,49
2
26.250
2
C
84.000
1,58
1
31.125
2
D
36.000
0,68
0
36.000
1
Formule proporzionali - III
•
Il metodo dei divisori: si parte dall’idea che un partito è
peggio rappresentato di un altro se è più alto il rapporto
tra i voti ricevuti e i seggi ottenuti (nell’es. precedente:
per il partito A 57.000 voti per ogni seggio; partito D
36.000 voti per ogni seggio)  cercare di mantenere il
più possibile uguale tra loro i rapporti tra i voti e i
seggi dei vari partiti
Formule proporzionali - IV
•
•
Metodo d'Hondt: si dividono i totali di voti delle liste
per 1,2,3,4,5... fino al numero di seggi da assegnare nel
collegio, e si assegnano i seggi in base ai risultati in
ordine decrescente fino ad esaurimento dei seggi da
assegnare
Con la formula Sainte-Lagüe cambiano i divisori che
sono 1,4; 3; 5 e 7, ma non il metodo
Ripartizione seggi secondo la formula
d’Hondt: passo per passo
Partiti
tot. voti
primo seggio
risultato
secondo seggio
rilsultato
terzo seggio
risultato
quarto seggio
risultato
quinto seggio
risultato
sesto seggio
risultato
settimo seggio
risultato
ottavo seggio
risultato
Tot. Seggi
A
171.000
(171000/1)=171000
seggio ad A
(171.000/2)=85500
(171.000/2)=85500
seggio ad A
(171000/3)=57000
(171000/3)=57000
(171000/3)=57000
seggio ad A
(171000/4)=42750
(171000/4)=42750
seggio ad A
4
B
132.000
(132000/1)=132000
C
84.000
(84000/1)=840000
D
36.000
(36000/1)=36000
(132000/1)=132000
seggio a B
(132000/2)=66000
(84000/1)=840000
(36000/1)=36000
(84000/1)=840000
(36000/1)=36000
(132000/2)=66000
(84000/1)=840000
seggio a C
(84000/2)=42000
(36000/1)=36000
(84000/2)=42000
(36000/1)=36000
(132000/3)=44000
seggio a B
(132000/4)=33000
(84000/2)=42000
(36000/1)=36000
(84000/2)=42000
(36000/1)=36000
3
1
0
(132000/2)=66000
seggio a B
(132000/3)=44000
(36000/1)=36000
Ripartizione seggi secondo la formula
d’Hondt (Austria, Belgio, Finlandia, Italia pre94 Senato, Spagna)
N.seggi = 8
Partiti
Divisori
Voti
1
2
3
4
Seggi
A
171.000
171.000
(1)
85.500
(3)
57.000
(6)
42.750
(8)
4
B
132.000
132.000
(2)
66.000
(5)
44.000
(7)
33.000
3
C
84.000
84.000
(4)
42.000
28.000
21.000
1
D
36.000
36.000
18.000
12.000
9.000
0
Ripartizione seggi secondo la formula SainteLagüe modificata (Danimarca, Norvegia, Svezia)
N.seggi = 8
Partiti
Divisori
Voti
1,4
3
5
7
Seggi
A
171.000
122.142
(1)
57.000
(4)
34.200
(6)
24.428
3
B
132.000
94.285
(2)
44.000
(5)
26.400
(8)
18.857
3
C
84.000
60.000
(3)
28.000
(7)
16.800
12.000
2
D
36.000
25.714
12.000
7.200
5.143
0
Formule proporzionali - IV
• Il risultato: l’adozione di diverse formule
proporzionali, a partire da una stessa distribuzione
dei voti, può determinare allocazioni di seggi
abbastanza differenti: ad es., la formula d’Hondt
determina un leggero vantaggio a favore dei grandi
partiti, a discapito di quelli più piccoli
• Formula proporzionale e voto non di lista: il caso
del voto singolo trasferibile (Irlanda, Malta,
Australia – Senato federale)
Il voto singolo trasferibile: l’es. irlandese (I)
• Circoscrizione di Galway West: 5 seggi; voti validi 48.572
• Quoziente: 48.572/(5+1)= 8.096
• Nome dei partiti: FF = Fianna Fail; FG = Fine Gael; Lab =
Laburisti; SFWP = Sinn Fien of the Workers’ Party
• * segnala l’elezione; ** segnala l’eliminazione
Il voto singolo trasferibile: l’es. irlandese (II)
Candidato e partito
Conteggi
1
2
3
4
5
6
Molloy (FF)
9.545*
-1.449
Donnellan (FG)
6.105
Higgings (Lab)
7
38
6.143
51
6.194
30
6.224
2.181
8.405*
-309
5.718
129
5.847
715
6.562
214
6.776
554
7.330
2.970
10.300*
-2.204
Fahey (FF)
6.019
352
6.371
99
6.470
294
6.764
97
6.861
379
7.240
431
7.671*
Geoghegan (FF)
4.139
475
4.614
47
4.66
1.716
6.377
87
6.464
221
6.685
196
6.881*
Killilea (FF)
5.624
198
5.822
35
5.875
242
6.099
29
6.128
212
6.340
145
6.485
McCormack (FG)
3.952
24
3.976
38
4.014
41
4.055
1.014
5.096**
Coogan (FG)
3.746
47
3.793
145
3.938
105
4.043**
O’Connor (FF)
2.513
171
2.684
33
2.717**
Brick (SFWP)
1.211
15
1.226**
Formule miste
•
•
La premessa: si combinano elementi derivanti da sistemi
elettorali ispirati a principi diversi
Esempi:
• Germania: combina collegi uninominali – sistema
maggioritario (50%) - assieme a collegi plurinominali –
sistema proporzionale (50%). Si attribuisce agli elettori
voti distinti per le due componenti
• Italia (dalle elezioni del 1994 fino a quelle del 2001):
75% dei seggi assegnati in collegi uninominali con il
sistema maggioritario ad un turno; 25% con sistema
proporzionale. Alla Camera l’elettore dispone di due
voti separati, al Senato il voto è unico
Soglie di rappresentanza
•
Soglie esplicite:
1. una percentuale minima di voti a livello nazionale
(Italia) o circoscrizionale (Spagna)
2. l’accesso al riparto dei resti nella circoscrizione più
ampia sulla base di criteri restrittivi (Germania)
•
Soglie implicite:
1. ampiezza dell’organo da eleggere (più ampio, minore
soglia)
2. grandezza del collegio (alla crescita del numero di
eletti in un collegio, diminuisce la soglia)
3. a che livello avviene la ripartizione dei seggi/resti
Formule miste: il caso italiano (I)
– come era: dal 1994 al 2001
•
Camera (aspetti principali):
-
-
-
suddivisione del territorio nazionale in 26 circoscrizioni di
dimensione regionale o infraregionale;
attribuzione, in ogni circoscrizione, del 75% dei seggi con la
formula maggioritaria nell'ambito di altrettanti collegi uninominali;
ripartizione in ambito nazionale dei restanti seggi con la formula
proporzionale dei quozienti interi e di più alti resti. E' prevista una
soglia di sbarramento del 4%;
attribuzione a ciascun elettore di due voti su schede distinte: uno
per l'elezione del candidato nel collegio uninominale, uno per la
scelta di una delle liste circoscrizionali concorrenti al riparto dei
seggi in ragione proporzionale;
scorporo parziale dai voti conseguiti dalle liste dei voti necessari
per eleggere, nei collegi uninominali, i candidati collegati a
ciascuna lista.
Formule miste: il caso italiano (II)
- come era: dal 1994 al 2001
•
Senato (aspetti principali):
•
•
•
•
attribuzione in ogni regione di tre quarti dei seggi con sistema
maggioritario a turno unico nell'ambito di altrettanti collegi
uninominali; fanno eccezione la regione Valle d'Aosta, che è
costituita in un unico collegio uninominale e la regione Molise, il
cui territorio è ripartito in due collegi uninominali;
ripartizione dei restanti seggi spettanti alla Regione con sistema
proporzionale (secondo il metodo d'Hondt) nell'ambito della
circoscrizione regionale tra gruppi di candidati concorrenti nei
collegi uninominali;
attribuzione a ciascun elettore di un solo voto, da esprimere a
favore di uno dei candidati presentati nel collegio uninominale;
sottrazione totale dalla cifra elettorale di ciascun gruppo dei voti
conseguiti dai candidati eletti nei collegi uninominali (c.d.
“scorporo totale”).
Il caso italiano: come è dal 2006 (I)
•
•
•
•
•
•
Camera (aspetti principali):
Sistema proporzionale: ripartizione seggi secondo la formula
Hare (quoziente e più alti resti) in un unico collegio nazionale
Voto di lista bloccato
I partiti collegati in coalizioni presentano un unico programma
elettorale in cui viene indicato il nome della persona come
capo della coalizione
Soglie di sbarramento: il 4% per un partito che corre da solo;
il 2% (o essere il “miglior perdente”) per un partito legato a
una coalizione che ha ottenuto complessivamente almeno il
10%
Premio di maggioranza: alla coalizione vincente sono
assegnati, nel caso non li ottenga dalle urne, 340 seggi (il 54%
dei 630 seggi tot.). Poiché la maggioranza è di 316 seggi, il
futuro governo ha un margine di almeno 24 deputati
Il caso italiano: come è dal 2006 (II)
•
•
•
•
•
Senato (aspetti principali):
Sistema proporzionale: ripartizione seggi secondo la formula
Hare (quoziente e più alti resti) su base regionale
Voto di lista bloccato
Soglie di sbarramento (calcolate regione per regione): 8% per
un partito che corre da solo; 3% per un partito legato a una
colazione che ha ottenuto complessivamente almeno il 20%
Premio di maggioranza: alla coalizione vincente nella singola
regione sono assegnati, nel caso non li ottenga dalle urne, il
55% dei seggi assegnati alla Regione (con arrotondamento
all’unità superiore). Risultato: potranno esserci maggioranza
diverse regione per regione
Testi di riferimento per la lezione
• Maurizio Cotta - Donatella Della Porta - Leonardo
Morlino, Scienza politica, Il Mulino, Bologna, 2008,
cap.11
Terza parte:
gli effetti dei sistemi elettorali
Gli effetti dei sistemi elettorali sui partiti
•
Due distinzioni
1. Effetti diretti o meccanici: la relazione tra una
certa distribuzione dei voti e l’assegnazione
dei seggi
2. Effetti indiretti o psicologici: l’impatto che un
certo sistema elettorale ha sui comportamenti
di elettori e candidati, e quindi,
indirettamente, attraverso questi sui risultati
• Ma anche:
1. Effetti locali: a livello delle singole
circoscrizioni/collegi
2. Effetti nazionali: a livello nazionale
(sommatoria degli effetti locali)
Effetti diretti (meccanici)
• Effetti diretti a livello di collegio:
a) Il maggioritario uninominale ha un forte effetto
riduttivo così come il maggioritario a doppio turno
b) Il sistema proporzionale in linea di principio non ha
effetti diretti anche se in concreto ha effetti
variabili a seconda delle sue caratteristiche (soglie
di rappresentanza; formula proporzionale)
Effetti diretti (meccanici)
• Effetti diretti a livello nazionale:
a) Nei sistemi maggioritari i partiti minoritari a
livello nazionale sono penalizzati quando sono
distribuiti in maniera omogenea sul territorio, e
sono invece relativamente avvantaggiati quando
sono concentrati territorialmente
b) La medesima regola vale anche per i sistemi
proporzionali ma su scala minore sia per il loro
minor impatto diretto a livello circoscrizionale,
sia sovente per l’esistenza di meccanismi
specifici operanti a livello nazionale o regionali
(ripartizione di seggi, soglie, ecc.)
Effetti indiretti (psicologici)
• Effetti indiretti sull’elettore:
a) Nei sistemi maggioritari a turno unico l’elettore
deve scegliere fra un voto espressivo (sincero)
ed uno strategico (o utile: voto alle seconde
preferenze). Saranno pertanto penalizzati i
candidati e i partiti radicali
b) Nei sistemi maggioritari a doppio turno
l’elettore può esprimere un voto espressivo al
primo turno e strategico al secondo
c) Nei sistemi proporzionali voto strategico e voto
espressivo tendono a coincidere
Effetti indiretti (psicologici)
•
a)
b)
c)
Effetti indiretti su candidati e partiti:
Nei sistemi maggioritari a turno unico crescendo per i
partiti i rischi di insuccesso totale, si rafforzano gli
incentivi a coalizzarsi al variare anche della lealtà dei
propri elettori, della distanza ideologica degli alleati e
della probabilità della sconfitta. In caso contrario, un
partito può anche decidere di non impegnarsi nell’arena
elettorale anticipando il comportamento degli elettori.
Nei sistemi maggioritari a doppio turno maggiore libertà
d’azione dei partiti e (prevedibile) attenuazione del
potere di ricatto dei piccoli partiti rispetto ai maggiori
Nei sistemi proporzionali (molto proporzionali) l’unica
strategia per un partito è quella di massimizzare i propri
voti. Le coalizioni elettorali presentano rischi cospicui e
pochi vantaggi
Valutazione complessiva degli
effetti dei sistemi elettorali
• Le leggi di Duverger (1954):
1. Un sistema elettorale maggioritario a
turno unico tende al dualismo dei partiti
2. Un sistema maggioritario a doppio turno
(aperto) oppure proporzionale tende al
multipartitismo
L’importanza della presenza o assenza di un
sistema di partito STRUTTURATO :
• Un sistema di partito è strutturato se:
• Sono presenti partiti organizzati di massa,
diffusi su tutto il territorio nazionale, in tutti
o quasi tutti i collegi elettorali
• Ha luogo la stessa dinamica di competizione
nei diversi collegi elettorali
• A seconda del grado di strutturazione,
differente impatto riduttivo di un sistema
maggioritario
Sistemi elettorali e sistemi di
partito: effetti combinati
La riformulazione delle Leggi duvergeriane
(Sartori 1996)
1. Il sistema maggioritario produce un sistema
bipartitico in presenza di un sistema partitico
strutturato e di un elettorato distribuito
omogeneamente
2. Nel caso di elettorato non omogeneamente
distribuito tale sistema mantiene un potere
riduttivo sui partiti minoritari distribuiti
omogeneamente sul territorio, ma non può
eliminare quei partiti che possono contare su
“sacche elettorali” maggioritarie
Sistemi elettorali e sistemi di
partito: effetti combinati
La riformulazione delle Leggi duvergeriane
(Sartori 1996)
3. I sistemi proporzionali, se sono perfetti,
non hanno effetti sul sistema partitico (si
limitano a “fotografarlo”), ma, quanto
meno sono proporzionali, tanto più hanno
effetti riduttivi (sempre in presenza di un
sistema partitico strutturato)
Una valutazione dei diversi sistemi
elettorali
•
I sistemi maggioritari a turno unico
– Pro (semplicità e incisività della scelta degli
elettori; governabilità); contro
(sottorappresentanza)
• I sistemi maggioritari a doppio turno
– Pro (scelta degli elettori diversificata; incentivi
alla formazione di coalizioni; possibilità di
desistenze); contro (sottorappresentanza)
• I sistemi proporzionali
– Pro (rappresentatività); contro
(frammentazione?)
Sistemi elettorali e sistemi di partito:
conclusione
•
•
•
Importanza del sistema elettorale come
strumento di “ingegneria politica”: mezzo per
produrre cambiamenti non casuali nei
comportamenti e nelle strutture politiche
Relazione tra il grado di non proporzionalità di
un sistema elettorale e: 1) percentuale di
maggioranze costruite rispetto a quelle
guadagnate; 2) numero effettivo di partiti
parlamentari
Due note di cautela:
–
–
relazione probabilistica e non legame deterministico
grande differenza tra sistemi partitici consolidati e
sistemi partitici ad elevata fluidità
1
2
3
4
5
6
7
8
Il numero di partiti effettivi a livello elettorale e
legislativo in Italia, 1946-2008
1946
1948
1953
1958
1963
1968
1972
1976
1979
1983
1987
1992
1994
1996
Elezioni
Partiti elettorali
Fonte: Gallagher e Mitchell (2008)
Partiti legislativi
2001
2006
2008
La riforma elettorale del 1993 e i suoi
risultati paradossali: alcuni spunti
•
1.
2.
3.
4.
5.
Perchè in Italia la riforma della legge elettorale
in senso maggioritario non ha prodotto una
diminuzione dei partiti?
Sistema partitico non pienamente strutturato
Pluralità di gruppi centristi post-DC
Mantenimento di una quota proporzionale
Coalizioni soprattutto elettorali
Proporzionalizzazione della parte maggioritaria
Gradi di non proporzionalità
•
L’indice di Gallagher (1991):
G
1
2
 vi  si 

2
dove:
• vi è la percentuale di voti del partito i-esimo
• si è la percentuale di seggi del partito i-esimo
 Ne consegue che tanto più elevato è l’indice, tanto più nonproporzionale è un sistema elettorale
 I fattori che influenzano l’indice: 1) la formula elettorale; 2) le
soglie di rappresentanza
Non proporzionalità media
e tipo di sistema elettorale adottato (1945-1996)
Disproporzionalità (%)
Sistema elettorale
Olanda
1,30
Proporzionale
Danimarca
1,83
Proporzionale
Svezia
2,09
Proporzionale
Austria
2,47
Proporzionale
Germania
2,52
Proporzionale
Svizzera
2,53
Proporzionale
Finlandia
2,93
Proporzionale
Belgio
3,24
Proporzionale
Italia
3,25
Proporzionale
Giappone
5,03
Voto singolo non trasfer.
Grecia
8,08
Proporzionale
Spagna
8,15
Proporzionale
Australia
9,26
Majority
Regno Unito
10,33
Plurality
Nuova Zelanda
11,11
Plurality
Francia
21,08
Majority
Altri effetti dei sistemi elettorali
•
•
Sul personale parlamentare selezionato
Sullo stile delle campagne elettorali
–
–
voto di preferenza nei sistemi proporzionali e
competizione infra-partitica
personalizzazione della campagna elettorale
Testi di riferimento per la lezione
• Maurizio Cotta - Donatella Della Porta - Leonardo
Morlino, Scienza politica, Il Mulino, Bologna, 2008,
cap.11
Quarta parte:
la partecipazione al voto
La partecipazione al voto
• Quali fattori spiegano le differenti percentuali di
turnout?
– Confronto sincronico in uno stesso paese: fattori
individuali e differenze culturali
– Confronto sincronico tra paesi: fattori istituzionali
– Confronto diacronico: sviluppo dei partiti di massa
• Il significato e le interpretazioni
dell’astensionismo: per indifferenza, per
alienazione o per apatia
Come si vota
– Scuola di Columbia: “una persona pensa politicamente come è
socialmente”
– Scuola di Michigan: aspetti legati alla psicologia individuale
• La relazione tra certe caratteristiche sociali e il
comportamento di voto è mediato da altri fattori
intervenienti
• In particolare, il ruolo dell’identificazione/appartenenza
partitica: identificazione psicologica/affettiva con un dato
partito
– Critiche: 1) si preserva lo status-quo (teoria del
congelamento?); 2) si minimizza capacità di giudizio critico
degli elettori
– Da una identificazione di lungo periodo con i partiti
all’elettorato di opinione
Fattori esplicativi del comportamento elettorale
(Miller e Shanks 1996)
• Predisposizioni di lungo periodo:
– Caratteri sociali, economici, religiosi, etnici
– Identificazioni partitiche, tradizioni familiari
• Determinanti di breve periodo:
– Preferenze relative a temi di politiche correnti
– Percezioni delle condizioni attuali del paese
– Valutazioni retrospettive del governo in carica e dei suoi
risultati
– Valutazione delle qualità personali dei candidati
– Valutazioni prospettive della potenziale efficacia futura di
candidati e partiti
Tipologia di elettori
(Pasquino e Parisi 1977)
• Voto di appartenenza: stabile (meno influenzabile
dai programmi contingenti dei partiti), legato ai
cleavages e alle subculture
• Voto di opinione: determinato da orientamenti più
variabili, legato ai programmi proposti dai partiti
in campagna elettorale
• Voto di scambio: strettamente ancorato a benefici
particolaristici calcolabili dagli elettori
– L’elettorato fluttuante è spesso centrale nel
determinare gli esiti della competizione
elettorale
Testi di riferimento per la lezione
• Maurizio Cotta - Donatella Della Porta - Leonardo
Morlino, Scienza politica, Il Mulino, Bologna, 2008,
cap.11
• Donatella Della Porta, I partiti politici, Il Mulino,
Bologna, 2001, cap. 5
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L`espressione del voto