Giovanni Verga
Fantasticheria
Manifesto del verismo verghiano
Prefazione all’Amante di Gramigna (= metodo)
+
Fantasticheria (= interpretazione che il verismo dà del mondo)
+
Prefazione a I Malavoglia
Prima de I Malavoglia
Collocazione di questo blocco:
N.B.: DIPENDE SE DI FANTASTICHERIA SI VUOLE
SOTTOLINEARE IL SUO RAPPORTO COL VERISMO
OPPURE L’ABBOZZO DEI PERSONAGGI DEL ROMANZO
Tra I Malavoglia e Mastro don
Gesualdo
Pref. Amante di gramigna + Pref. I
Malavoglia PRIMA de I Malavoglia;
Fantasticheria DOPO I Malavoglia
Autografo de I Malavoglia
Biografia
1840: nasce a Vizzini
Amore e patria (1857), I carbonari della montagna (1861), Sulle lagune (1863:
pubblicato sul giornale fiorentino “La nuova Europa” > apertura di Verga
all’ambiente extra Sicilia)
1869: a Firenze conosce Prati, Aleardi, Capuana, legge Sue e Dumas. Scrive Una
peccatrice (1866) e Storia di una capinera (1871)
1872: a Milano incontra gli Scapigliati, legge Balzac, Flaubert, Goncourt, Zola.
Eva e Tigre reale (1873), Eros (1874)
1874: Nedda (vecchia per lo stile ma nuova per le tematiche)
1880: Vita dei campi
1881: I Malavoglia
1883: Novelle rusticane
1889: Mastro don Gesualdo
1884: Cavalleria rusticana in rappresentazione teatrale (Duse  Mascagni)
dal 1893: a Catania
1922: muore a Catania
Poetica (I)
2 periodi + transizione fra i due
• Fase pre-verista (letteratura romantica + scapigliata): Una peccatrice. Storia d’una
capinera, romanzo epistolare
Prefazione a Eva (1873): scapigliatura. Vero diviene sempre più l’elemento
fondante della sua poetica
Nedda tematiche veriste, però il narratore non si eclissa, non vi è regressione
dell’autore all’interno del mondo rappresentato. L’autore rimane sempre un
intellettuale che guarda con pietà e partecipazione al mondo degli umili, con tono
paternalistico e di implicita superiorità. Nedda = transizione verista. Narratoreautore onnisciente
• Come arriva al Verismo?
L’assommoir di Zola + Capuana + naturalismo francese + Inchiesta in Sicilia
Ridefinire il ruolo dell’artista + denunciare le contraddizioni dello stato unitario
Progresso sempre negativo (≠ positivismo), lotta per la vita (= Darwin)
Ciclo dei vinti (La marea). Lettera al Verdura del 1878
Tecnica dell’impersonalità, eclissi del narratore, rivoluzione della lingua letteraria
che deve adeguarsi (lessico e sintassi) al mondo rappresentato (≠ dialetto)
Rappresentare un mondo popolare e una mentalità arretrata senza sovrapporre la
sua mentalità di uomo moderno.
Poetica (II)  scelte stilistiche
•Discorso indiretto libero:
•3^ persona
• ≠ disse che, riteneva che, pensava che
•Assenza della congiunzione “che”
•Presenza di punti interrogativi, punti esclamativi, puntini di sospensione
•“che” polisemantico
I personaggi sono figure tragiche, la cui
vicenda viene raccontata da una voce narrante
popolare che non manifesta mai pietà per le
vittime ma offre tutti gli elementi oggettivi per
portare il lettore a comprendere il loro dramma
Poetica (III)  scelte stilistiche
Il pdv del narratore non coincide con quello dell’autore
(≠ promessi sposi: narratore interviene a giudicare secondo i
suoi valori), ma condivide la mentalità e i valori
dell’ambiente rappresentato
Lessico: termini dialettali, modi di dire, paragoni, proverbi,
espressioni tratte dalla vita quotidiana
Sintassi: paratassi, discorso indiretto libero)  tecnica della
regressione. ≠ disse che, riteneva che, pensava che
Manzoni
Pdv narratore coincide con
quello dell’autore
ES: La sventurata rispose
Verga
Pdv narratore non coincide con
quello dell’autore ma esprime la
mentalità e i valori
dell’ambiente rappresentato
Malpelo si chiamava così perché aveva i capelli rossi; ed
aveva i capelli rossi perché era un ragazzo malizioso e
cattivo, che prometteva di riuscire un fior di birbone.
Sicché tutti alla cava della rena rossa lo chiamavano
Malpelo; e persino sua madre, col sentirgli dir sempre a
quel modo, aveva quasi dimenticato il suo nome di
battesimo.
Del resto, ella lo vedeva soltanto il sabato sera, quando
tornava a casa con quei pochi soldi della settimana; e
siccome era malpelo c'era anche a temere che ne
sottraesse un paio, di quei soldi: nel dubbio, per non
sbagliare, la sorella maggiore gli faceva la ricevuta a
scapaccioni. …”
Zola
Verga
Voce narrante = autore, borghese
colto che guarda dall’esterno la
materia che racconta
Pdv narratore non coincide con
quello dell’autore ma condivide la
mentalità e i valori dell’ambiente
rappresentato
Presentazione dei personaggi
Ambiente e oggetti
accuratamente descritti
Concezione pessimistica: la
letteratura fa vedere le cose come
stanno e queste non possono
cambiare
Il lettore deve capire tutto 
funzione progressiva
E di denuncia della letteratura
Giudizio critico emerge dalla
stessa oggettività dello scrittore ≠
populismo
Contestualizzazione dell’opera
Vita dei campi
Vita dei campi: 8 novelle. 1880: prima opera verista
di Verga.
Contadini, pastori, minatori, personaggi elementari
Scelta di assumere la loro prospettiva culturale e
linguistica
Opera che “risulti essersi fatta da sé” (cfr. L’amante
di Gramigna)
Contestualizzazione della novella
Fantasticheria
Apparsa nel 1879 sulla rivista
“Fanfulla della domenica” fu poi
pubblicata come testo iniziale
della raccolta Vita dei campi
Forma e genere: lunga lettera che
l’autore indirizza a un’amica,
raffinata e ricca, con cui aveva
trascorso due giorni ad Aci Trezza
Contenuto della novella
Fantasticheria
Si tratta del ricordo di una gita turistica ad Aci Trezza compiuta dall’autore / voce
narrante in compagnia di una signora borghese. Lo scrittore ricorda l’entusiasmo della
sua compagna che dei luoghi e delle persone coglie solo l’aspetto pittoresco . A distanza
di tempo egli cerca di spiegarle come dietro a quello spettacolo strano che l’ha divertita
per un attimo si nasconda una realtà drammatica, una quotidiana sfida per la
sopravvivenza. Nel fare questo Verga presenta i luoghi e i personaggi de I Malavoglia ,
ma soprattutto contrappone alla frivolezza e alle superficiali emozioni della sua
compagna di viaggio la grandezza eroica del mondo popolare abbarbicato alle proprie
tradizioni e ai valori familiari come l’ostrica allo scoglio. Simbolicamente la donna
rappresenta il pubblico borghese dei primi romanzi dello scrittore mentre l’arcaica
società di Aci Trezza e i suoi personaggi sono il nuovo universo narrativo che sarà al
centro della produzione verista.
Contenuto della novella
Fantasticheria
I ricordi di quel breve soggiorno sono un pretesto per riflettere sulla vita delle
gente umile che vive al villaggio, sui “poveri diavoli” che il tifo, il colera e le
tempeste spazzano via come formiche, verso i quali Verga nutre un forte senso
di partecipazione
Quello di Aci Trezza è invece un mondo che l’amica non sa capire. L’autore le
ricorda alcune persone che conobbe durante quel soggiorno  futuri
protagonisti del suo romanzo
Valore didattico della novella
Fantasticheria
La novella è un prologo del romanzo ≠ eclisse dell’autore
Un dramma che qualche volta forse vi racconterò
Della novella si può dare lettura in chiave contrastiva con la
successiva produzione verista  aiuta a meglio comprendere le
caratteristiche della produzione successiva
Personaggi Fantasticheria
Vi ricordate anche di quel vecchietto che stava al timone
della nostra barca? Voi gli dovete questo tributo di
riconoscenza, perché egli vi ha impedito dieci volte di
bagnarvi le vostre belle calze azzurre. Ora è morto laggiù,
all'ospedale della città, il povero diavolo, in una gran corsìa
tutta bianca, fra dei lenzuoli bianchi, masticando del pane
bianco, servito dalle bianche mani delle suore di carità, le
quali non avevano altro difetto che di non saper capire i
meschini guai che il poveretto biascicava nel suo dialetto
semibarbaro.
Ma se avesse potuto desiderare qualche cosa, egli avrebbe
voluto morire in quel cantuccio nero, vicino al focolare, dove
tanti anni era stata la sua cuccia «sotto le sue tegole», tanto
che quando lo portarono via piangeva, guaiolando come fanno
i vecchi.
Egli era vissuto sempre fra quei quattro sassi, e di faccia a
quel mare bello e traditore, col quale dové lottare ogni giorno
per trarre da esso tanto da campare la vita e non lasciargli le
ossa; eppure in quei momenti in cui si godeva cheto cheto la
sua «occhiata di sole» accoccolato sulla pedagna della barca,
coi ginocchi fra le braccia, non avrebbe voltato la testa per
vedervi, ed avreste cercato invano in quelli occhi attoniti il
riflesso più superbo della vostra bellezza; come quando tante
fronti altere s'inchinano a farvi ala nei saloni splendenti, e vi
specchiate negli occhi invidiosi delle vostre migliori amiche.
Personaggi Malavoglia
Padron ‘Ntoni
Fantasticheria prologo de I Malavoglia
Personaggi Fantasticheria
Quella ragazza, per esempio, che
faceva capolino dietro i vasi di basilico,
quando il fruscìo della vostra veste
metteva in rivoluzione la viuzza, se
vedeva un altro viso notissimo alla
finestra di faccia, sorrideva come se
fosse stata vestita di seta anch'essa. Chi
sa quali povere gioie sognava su quel
davanzale, dietro quel basilico odoroso,
cogli occhi intenti in quell'altra casa
coronata di tralci di vite?
Personaggi Malavoglia
Mena
Fantasticheria prologo de I Malavoglia
Personaggi Fantasticheria
a Lissa l'uno, il più grande, quello
che vi sembrava un David di rame, ritto
colla sua fiocina in pugno, e illuminato
bruscamente dalla fiamma dell'ellera.
Grande e grosso com'era, si faceva di
brace anch'esso quando gli fissaste in
volto i vostri occhi arditi; nondimeno è
morto da buon marinaio, sulla verga di
trinchetto, fermo al sartiame, levando in
alto il berretto, e salutando un'ultima
volta la bandiera col suo maschio e
selvaggio grido d'isolano
Personaggi Malavoglia
Luca
Fantasticheria prologo de I Malavoglia
Personaggi Fantasticheria
quell'uomo che sull'isolotto non
osava toccarvi il piede per liberarlo dal
lacciuolo teso ai conigli, nel quale
v'eravate impigliata da stordita che
siete, si perdé in una fosca notte
d'inverno, solo, fra i cavalloni scatenati,
quando fra la barca e il lido, dove
stavano ad aspettarlo i suoi, andando di
qua e di là come pazzi, c'erano sessanta
miglia di tenebre e di tempesta.
Personaggi Malavoglia
Bastianazzo
Fantasticheria prologo de I Malavoglia
Personaggi Fantasticheria
Personaggi Malavoglia
Meglio per loro che son morti, e non
«mangiano il pane del re», come quel
poveretto che è rimasto a Pantelleria
‘Ntoni
o quell'altro pane che mangia la sorella
Lia
Fantasticheria nel suo rapporto col verismo
STILE
Fantasticheria
≠
Presenza del narratore
«nei guai!» come dicono laggiù
Verismo
Eclissi del narratore
≠ disse che, riteneva che, pensava che
PdV del narratore / donna
Biascicava nel suo dialetto semibarbaro
Narratore ≠ scrittore
Narratore partecipa
Povero…poveretto
Regressione del narratore
Narratore ≠ onnisciente
≠ delucidazione introduttiva sul carattere e
sulla storia dei personaggi
≠ ricostruire motivazioni psicologiche dei
personaggi
Fantasticheria nel suo rapporto col verismo
CONTENUTI
Fantasticheria
=
Verismo
Inserimenti della voce del paese (coro) in mano del medico del
paese che viene tutti i giorni sull'asinello, come Gesù, ad aiutare
la buona gente che se ne va.
Siamo alle soglie del verismo ma
non siamo ancora entrati.
Analisi della novella: “sequenze”
Fantasticheria: 4 sequenze
1. Preludio . Si apre col discorso diretto
Una volta….
2. Reazioni della donna
Noi vi ritornammo…qui tutta la vita
3. Inconciliabilità dei due mondi
Eppure, vedete, la cosa è più facile che non sembri Lo spettacolo vi parrà
strano, e perciò forse vi divertirà
4. Vicende dei personaggi de I Malavoglia  ideale dell’ostrica
Noi siamo stati amicissimi…vi ricordate anche di quel vecchietto… del coltello
del palombaro che le stacca dallo scoglio
Analisi della novella: tematiche
Ineluttabilità delle leggi economiche: Eppure, vedete, la cosa è più facile che non
sembri: basta non possedere centomila lire di entrata, prima di tutto
Inutilità della ribellione: Di tanto in tanto il tifo, il colèra, la malannata, la
burrasca, vengono a dare una buona spazzata in quel brulicame
Impossibilità di qualsiasi riscatto: allorquando uno di quei piccoli, o più debole, o più
incauto, o più egoista degli altri, volle staccarsi dai suoi per vaghezza dell'ignoto, o
per brama di meglio, o per curiosità di conoscere il mondo; il mondo, da pesce
vorace ch'egli è, se lo ingoiò, e i suoi più prossimi con lui.
Meglio restare attaccati a quello che si ha (casa,
famiglia) piuttosto che venire spazzati via dalla corrente
(ideale dell’ostrica)
Analisi della novella: poetica (I)
Di tanto in tanto il tifo, il colèra, la malannata, la burrasca, vengono a dare una
buona spazzata in quel brulicame
Vi siete mai trovata, dopo una pioggia di autunno, a sbaragliare un esercito di
formiche, …dopo cinque minuti di pànico e di viavai, saranno tornate ad
aggrapparsi disperatamente al loro monticello bruno
Voi non ci tornereste davvero, e nemmen io : inserto della voce verghiana
Verga condivide l’opinione dell’amica
Analisi della novella: poetica (II)
ma per poter comprendere siffatta caparbietà, che è per certi aspetti eroica,
bisogna farci piccini anche noi, chiudere tutto l'orizzonte fra due zolle, e guardare
col microscopio le piccole cause che fanno battere i piccoli cuori. Volete metterci
un occhio anche voi, a cotesta lente? voi che guardate la vita dall'altro lato del
cannocchiale? Lo spettacolo vi parrà strano, e perciò forse vi divertirà
Superorità e distacco dell’osservatore
borghese vengono annullati
Analisi della novella: poetica (III)
Donna che accompagna l’autore
nel viaggio
Società + personaggi di Aci
Trezza
Precedente produzione del
poeta, pubblico borghese
Nuovo universo narrativo del
poeta verista
Analisi della novella: lingua e stile
Discorso ampio, solenne, lessico preciso, tecnico, ricercato:
sembrava un David di rame;
Espressioni di compassione dell’autore:
povero…poveretto…povere
casipole…casuccie
Gioco dei colori:
Vi ricordate anche di quel vecchietto che stava al timone della
nostra barca? Voi gli dovete questo tributo di riconoscenza, perché egli vi ha
impedito dieci volte di bagnarvi le vostre belle calze azzurre. Ora è morto
laggiù, all'ospedale della città, il povero diavolo, in una gran corsìa tutta
bianca, fra dei lenzuoli bianchi, masticando del pane bianco, servito dalle
bianche mani delle suore di carità…Ma se avesse potuto desiderare qualche
cosa, egli avrebbe voluto morire in quel cantuccio nero,
….Voi, stringendovi al petto il manicotto di volpe azzurra,
Analisi della novella: lingua e stile
Tessuto sostanzialmente ricco di subordinate. Ci sono già inserti di paratassi
E il riso dei suoi occhi non sarebbe andato a finire in lagrime amare, là, nella città grande,
lontana dai sassi che l'avevano vista nascere e la conoscevano, se il suo nonno non fosse
morto all'ospedale, e suo padre non si fosse annegato, e tutta la sua famiglia non fosse stata
dispersa da un colpo di vento che vi aveva soffiato sopra
e trovò il letto vuoto, colle coperte belle e distese, sicché sgattaiolando nella corte, andò a
piantarsi dinanzi a una porta tutta brandelli di cartacce, sbirciando dal buco della chiave una
gran sala vuota, sonora e fredda anche di estate, e l'estremità di una lunga tavola di marmo,
su cui era buttato un lenzuolo, greve e rigido. E pensando che quelli
sciacalli e assediavano le arance; rimangono a ronzare attorno alla mendica, e brancicarle le
vesti come se ci avesse sotto del pane, a raccattar torsi di cavolo, bucce d'arance e mozziconi
di sigari, tutte quelle cose che si lasciano cadere per via, ma che pure devono avere ancora
qualche valore, poiché c'è della povera gente che ci campa su; ci campa anzi così bene, che
quei pezzentelli paffuti e affamati cresceranno in mezzo al fango e alla polvere della strada, e
si faranno grandi e grossi come il loro babbo e come il loro nonno, e popoleranno
Analisi della novella: esercizi (II)
Ora rimangono quei monellucci che vi scortavano come sciacalli e assediavano le arance; rimangono a ronzare attorno alla
mendica, e brancicarle le vesti come se ci avesse sotto del pane, a raccattar torsi di cavolo, bucce d'arance e mozziconi di sigari, tutte
quelle cose che si lasciano cadere per via, ma che pure devono avere ancora qualche valore, poiché c'è della povera gente che ci campa
su; ci campa anzi così bene, che quei pezzentelli paffuti e affamati cresceranno in mezzo al fango e alla polvere della strada, e si
faranno grandi e grossi come il loro babbo e come il loro nonno, e popoleranno Aci-Trezza di altri pezzentelli, i quali tireranno
allegramente la vita coi denti più a lungo che potranno, come il vecchio nonno, senza desiderare altro, solo pregando Iddio di
chiudere gli occhi là dove li hanno aperti, in mano del medico del paese che viene tutti i giorni sull'asinello, come Gesù, ad aiutare la
buona gente che se ne va.
- Insomma l'ideale dell'ostrica! - direte voi. - Proprio l'ideale dell'ostrica! e noi non abbiamo altro motivo di trovarlo ridicolo, che
quello di non esser nati ostriche anche noi -.
Per altro il tenace attaccamento di quella povera gente allo scoglio sul quale la fortuna li ha lasciati cadere, mentre seminava
principi di qua e duchesse di là, questa rassegnazione coraggiosa ad una vita di stenti, questa religione della famiglia, che si riverbera
sul mestiere, sulla casa, e sui sassi che la circondano, mi sembrano - forse pel quarto d'ora - cose serissime e rispettabilissime
anch'esse.Sembrami che le irrequietudini del pensiero vagabondo s'addormenterebbero dolcemente nella pace serena di quei
sentimenti miti, semplici, che si succedono calmi e inalterati di generazione in generazione. - Sembrami che potrei vedervi passare, al
gran trotto dei vostri cavalli, col tintinnìo allegro dei loro finimenti e salutarvi tranquillamente.
Forse perché ho troppo cercato di scorgere entro al turbine che vi circonda e vi segue, mi è parso ora di leggere una fatale
necessità nelle tenaci affezioni dei deboli, nell'istinto che hanno i piccoli di stringersi fra loro per resistere alle tempeste della vita, e ho
cercato di decifrare il dramma modesto e ignoto che deve aver sgominati gli attori plebei che conoscemmo insieme. Un dramma che
qualche volta forse vi racconterò, e di cui parmi tutto il nodo debba consistere in ciò: - che allorquando uno di quei piccoli, o più
debole, o più incauto, o più egoista degli altri, volle staccarsi dai suoi per vaghezza dell'ignoto, o per brama di meglio, o per curiosità di
conoscere il mondo; il mondo, da pesce vorace ch'egli è, se lo ingoiò, e i suoi più prossimi con lui. - E sotto questo aspetto vedrete che
il dramma non manca d'interesse. Per le ostriche l'argomento più interessante deve esser quello che tratta delle insidie del gambero, o
del coltello del palombaro che le stacca dallo scoglio.
Appendice
Schema generale per l’analisi del testo
Contestualizzazione:
Biografia dell’autore, sua poetica, suo percorso
tradizione e opere dei contemporanei
contesto storico e culturale
Comprensione: riassunto, (argomento, tipologia testuale, genere), individuazione della tematica principale e delle
eventuali tematiche secondarie
Analisi: delle strutture testuali
Rapporto fabula/intreccio
Individuazione delle sequenze
Definizione del narratore
Definizione del punto di vista
Tipologia dei personaggi
Individuazione dei luoghi e funzione dell’ambientazione
Individuazione del tempo della storia e del tempo del racconto (analisi del ritmo narrativo)
Osservazioni sullo stile (lessico, registri linguistici)
Commento:
Riflessioni conclusive: scegliere un aspetto esemplificato da questo testo e approfondirlo
Attualizzazione e Valorizzazione:
Scarica

Giovanni Verga - Pietro Sarzana