Educazione Razionale-Emotiva
Antonella De Luca
University of Rome
L'ERE si differenzia da altri programmi
che lavorano sulla dimensione emotiva
del
bambino
per
sull'apprendimento
l'enfasi
posta
di
abilità
metacognitive
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Il termine metacognizione si riferisce:
- alla conoscenza dei propri processi di
pensiero e dei propri meccanismi
cognitivi;
alla
capacità
di
riflettere
intenzionalmente su questa conoscenza
in modo da intervenire per modificare
tali processi e tali meccanismi.
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Nell'ambito dell'educazione socio-affettiva la
cognizione è definita:
“capacità di comprendere i meccanismi
cognitivi che stanno alla base
dell'emozione, così da poter agire su di essi
e operare una trasformazione delle reazioni
emotive più spiacevoli e disfunzionali”
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Sviluppare e mettere in pratica un
programma basato sui principi dell'ERE
significa creare situazioni di
apprendimento
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In tali situazioni di apprendimento i ragazzi
acquisiscono:
- consapevolezza dei propri stati emotivi
- consapevolezza dei meccanismi cognitivi
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L'attuazione dell'ERE in un contesto
scolastico può avvenire secondo tre
seguenti modalità
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1) Ciclo di lezioni strutturate
Consiste nell'impostare un programma
articolato in una serie di lezioni che si
sviluppano sulla base di una tassonomia
di obiettivi
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Le lezioni inoltre dovrebbero avere
carattere esperenziale e includere giochi
di ruolo e discussioni di gruppo;
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Sono necessari solitamente 15-20 incontri
in un anno scolastico e l'attuazione del
programma ERE non deve essere limitato
solo ad un anno.
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Deve avere un seguito anche nei due
anni scolastici successivi al fine di
garantire il mantenimento dei risultati.
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2) Approccio informale
Le conoscenze legate al benessere
emotivo vengono trasmesse all'allievo nel
momento in cui nella classe si verificano
episodi che hanno una forte risonanza
emotiva (ostilità, ansia, tristezza).
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L'insegnante utilizzerà come chiave di
lettura dell'episodio il modello ABC delle
emozioni
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L'insegnante cercherà di coinvolgere
l'intera classe in una discussione di
gruppo dove gli alunni verranno:
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Guidati ad identificare le emozioni emerse
A descrivere la situazione scatenante
Ad identificare i pensieri di coloro che
hanno vissuto l'episodio aiutandoli a
rielaborare l'accaduto secondo modalità di
pensiero più costruttive
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Identificare i pensieri di coloro che hanno
vissuto l'episodio aiutandoli a rielaborare
l'accaduto secondo modalità di pensiero
più costruttive
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3) Integrazione nelle materie
curriculari
I contenuti dell'ERE vengono inseriti
all'interno di quelle materie che
maggiormente si prestano
Così che:
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A) L'insegnante di italiano potrebbe
aiutare gli alunni ad ampliare il loro
vocabolario emotivo
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B) L'insegnante di scienze potrebbe
presentare i meccanismi che coinvolgono
il sistema nervoso e il corpo nelle reazioni
emotive
C) In modi simili si procederà nell'ambito
di altre discipline.......
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Integrando queste tre modalità gli
operatori aiuteranno l'allievo a
riconoscere le proprie emozioni e a
divenire consapevole delle senzazioni
che prova in presenza di un disagio
emotivo
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L'allievo sarà istruito a intervenire sui
meccanismi mentali che sono alla base
di emozioni disfunzionali, operando una
trasformazione
nel
proprio
dialogo
interiore attuando così la ristrutturazione
cognitiva
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Gli obiettivi da includere in un percorso
di educazione emotiva possono essere
selezionati in base all'età
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Con bambini fino ai dieci anni di età si
può lavorare essenzialmente sui seguenti
obiettivi:
1) Espanzione del vocabolario emotivo
del bambino;
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2)
Identificazione
delle
emozioni
in
modo corretto;
3) Distinzione tra le emozioni utili e
quelle dannose;
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4) Differenziazione tra le emozioni e i
pensieri;
5) Individuazione del proprio dialogo
interno in situazioni emotive;
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6) Collegamento del dialogo interno alle
emozioni;
7) Apprendimento di un repertorio di
pensieri utili
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Con
preadolescenti
potranno
essere
e
aggiunti
adolescenti
i
seguenti
obiettivi più complessi:
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1) Riconoscimento delle principali
categorie di pensieri dannosi;
2) Individuazione di ciò che rende un
pensiero dannoso;
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3) Apprendimento della modalità di
trasformazione dei pensieri dannosi;
4) Trasformazione del proprio stile
esplicativo
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Lo stile socratico
Le discussioni che accompagnano le varie
attività dovrebbero essere condotte con
uno stile socratico
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Lo stile socratico si basa su tre
caratteristiche:
1) Porre domande in modo sistematico
2) Ragionare induttivamente
3) Pervenire a definizioni condivise
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Ponendosi con atteggiamento empatico
e curioso si evita che gli allievi vivono
la discussione come una sorta di
paternale o addirittura come una sorta
di inquisizione
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Aiutare l'allievo è
insieme un puzzle
come
mettere
Se gli viene dato un pezzo che non sa
dove mettere non bisogna insistere
E' opportuno offrirgliene un altro
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Quando
l'immagine
inizierà
a
svilupparsi meglio si potrà riproporre il
pezzo che gli aveva creato difficoltà
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Esistono varie categorie di domande
socratiche le quali invitano i ragazzi più
grandi a valutare le proprie inferenze,
giudizi, conclusioni e valutazioni.
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Domande che mettono alla prova i
contenuti di certi pensieri:
Quali prove ci sono?
Esistono spiegazioni alternative?
Esistono spiegazioni alternative?
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Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di
ciascuna di queste alternative?
Come posso procedere per risolvere il
problema?
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Il dialogo socratico va adattato alle
risposte del bambino o dell'adolescente
tenendo
conto
che
possono
influenzato da:
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essere
Disagio provato;
Tolleranza alla frustrazione;
Background culturale;
Livello di maturità psicologica;
Reattività alla discussione di gruppo
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Alcuni accorgimenti per facilitare
l'acquisizione di uno stile socratico sono:
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Limitare il più possibile l'esposizione del
proprio punto di vista personale;
Evitare affermazioni categoriche;
Porre il più possibile domande;
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Evitare riscontri punitivi per eventuali
atteggiamenti sbagliati dell'allievo
Favorire la partecipazione di tutto il
gruppo
Riassumere
discussione
quanto
emerge
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dalla
Principali categorie di
pensieri irrazionali
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1) Argomentazioni utili per affrontare le
doverizzazioni:
Perchè le cose devono andare come voglio
io?
Perchè devo fare per forza questa cosa?
Sarebbe
bene
sarebbe
preferibile...........sarebbe
bello........ma
questo non vuol dire che deve per forza
andare così.............non è un'esigenza
assoluta
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2) Argomentazioni utili per affrontare
l'insopportabilità:
Come faccio a
insopportabile?
dimostrare
che
è
Al massimo si tratta di una cosa molto
fastidiosa o dolorosa ma alla quale si
può sempre sopravvivere
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3) Argomentazioni utili per affrontare le
valutazioni globali:
Per quanto una persona possa fare cose
sgradevoli o sbagliate non possiamo
valutarla globalmente
Posso giudicare il comportamento ma
non la persona
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Le persone sono qualcosa di diverso e
più complesso della somma dei loro
comportamenti
Gli esseri umani, finché sono vivi,
possono sempre cambiare
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4) Argomentazioni utili per affrontare le
catastrofizzazioni:
Qual'è la cosa
succedere?
peggiore
che
può
E se succedesse sarebbe veramente la
fine del mondo?
Si tratta di una cosa molto spiacevole,
ma che può essere superata........
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5) Argomentazioni utili per affrontare
pensieri di indispensabilità, bisogni
assoluti:
Certe cose sono belle, ci rendono la vita
più
gradevole
ma
non
sono
indispensabili
Posso non avere certe cose e vivere lo
stesso, anche se un po' meno bene
Posso trovare anche altre cose che mi
consentiranno di vivere piacevolmente
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FINE
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