Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”
Facoltà di Economia
Il principio di riserva di legge
ed i tributi
Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”
Facoltà di Economia
Il diritto tributario
Evoluzione del concetto di Stato e delle
Costituzioni;
Diritti costituzionali di prima
generazione; diritti sociali; di terza
generazione
Connessione tra diritti ed entrate
pubbliche
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Le entrate pubbliche
Vendita beni patrimoniali Stato;
Svolgimento di attività economiche
pubbliche;
Acquisizione di somme a titolo di
sanzioni;
Titoli del debito pubblico;
Riscossione dei tributi
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Le entrate pubbliche
Ruolo fondamentale delle entrate
tributarie
Imposizione e livello dei diritti sociali
Scelte impositive e assetto economico
dello Stato
Scelte impositive e finalità extrafiscali
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Diritto tributario
Studio delle norme che regolano la
imposizione e la riscossione dei tributi.
Studio del rapporto Ente impositore e
singolo: nascita, attuazione, rapporti e
altri soggetti coinvolti
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Art. 23 Cost.
Nessuna prestazione personale o
patrimoniale può essere imposta se non
in base alla legge
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Finalità della Riserva
Connesso con il sorgere dei primi
parlamenti;
Garanzia della integrità personale e
patrimoniale nei confronti dei sovrani
Funzione di Garanzia della libertà
Riserva di legge = Diritto
all’autoimposizione
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Evoluzione della Riserva
Poteri legislativi e esecutivi oggi
espressione democratica;
Legge = maggiore ponderazione
Legge = partecipazione delle minoranze
Legge = controllo della Corte
Costituzionale
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Ratio della Riserva di Legge
Non è più espressione del diritto
all’autoimposizione
Rafforzamento del principio di legalità
Centralità del potere parlamentare,
nell’imposizione fiscale, rispetto a quello
esecutivo
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Ambito Applicativo della Riserva
1) Concetto di prestazioni imposte Tributi
2) Natura relativa della riserva
3) Elementi del tributo che devono
essere previsti per legge
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Le Prestazioni Imposte (art. 23 Cost.)
Prestazioni Personali (n.i.)
Prestazioni Patrimoniali:
a) Decurtazione patrimoniale;
b) Requisito della Coattività
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Decurtazione Patrimoniale
La norma realizza una diminuzione del
patrimonio del privato (funzione ed
effetto tipico del depauperamento)
Non deve esserci uno scambio, di tipo
corrispettivo, con una prestazione o un
servizio dell’ente pubblico
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Coattività
Quando la disciplina del rapporto Entesoggetto è autoritativa;
Non è cioè lasciata alla libera
determinazione delle parti
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Esempi
Le espropriazioni:
- si diminuzione patrimoniale;
- No effetto voluto dalla legge;
- Quindi No art. 23 Cost.
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Esempi
Le tasse (es. universitarie):
- si diminuzione patrimoniale;
- Però non vi è alcuna controprestazione
in senso giuridico;
- Quindi l’effetto e lo scopo della
disciplina è, principalmente, quello di
realizzare una decurtazione patrimoniale
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Esempi
-
-
-
Le tasse:
L’obbligo del pagamento sorge dopo una
libera scelta del soggetto;
Quindi è realizzata la coattività?
SI: perché la disciplina è interamente prevista
dalla legge
Non vi è alcuna possibilità per il soggetto di
incidere sull’an e sul quantum della tassa
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Esempi
Il Canone RAI:
- Diminuzione patrimoniale vs.
controprestazione ;
- Coattività vs. disciplina contrattuale
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Prestazioni imposte
- Espressione di Sovranità (no rapporto
paritario tra i soggetti)
- Si realizza una diminuzione patrimoniale
- Diminuzione che si giustifica per lo scopo di
ripartire le spese pubbliche tra i consociati
- Prestazioni Patrimoniali imposte = Tributi
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TRIBUTI
Quali prestazioni imposte;
Soggetti al limite della Riserva di Legge
ed al controllo derivante;
Diverse tipologie di Tributi (imposte;
tasse; contributi; monopoli fiscali;
canoni)
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La natura relativa della Riserva
La prestazione deve essere imposta “in
base alla legge”
Confronto con art. 25 Cost.: “nessuno
può essere punito se non in forza di una
legge …”
Riserva Relativa // Riserva Assoluta
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Riserva Relativa di Legge
La legge deve prevedere gli “elementi
essenziali” del tributo
Se il tributo è individuazione dei criteri
di riparto delle spese pubbliche
La legge deve necessariamente
prevedere gli elementi che fissano tali
criteri di riparto
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Disciplina sostanziale del tributo
- Presupposto
- Base imponibile
- Soggetti attivi e passivi
- Aliquota
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Disciplina formale del tributo
Fase dell’accertamento
Fase della liquidazione
Fase della riscossione
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Disciplina sostanziale del tributo
- Presupposto (Legge)
- Base imponibile (Legge)
- Soggetti attivi e passivi (Legge)
- Aliquota (Legge quantomeno nei limiti
minimo e massimo o lasciare criteri per
la precisa individuazione)
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Disciplina formale del tributo
Fase dell’accertamento (anche fonte
diversa dalla legge)
Fase della liquidazione (idem)
Fase della riscossione (idem)
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Esempio: Il Redditometro:
- collega a particolari spese del soggetto un
certo reddito;
- agevola l’A.F., ribaltando sul soggetto l’onere
di provare che non vi è evasione;
- è disciplinato da un regolamento (non dalla
legge)
- definire se opera solo a livello di
accertamento, oppure a livello di
determinazione del presupposto di imposta
Significa determinare se è legittimo o meno
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La “legge” ex art. 23 Cost.
Legge del Parlamento (70 ss. Cost.)
Decreto Legge emanato dal Governo
(77 Cost.)
Decreto Legislativo emanato dal
Governo (76 Cost.)
Legge Regionale (117 Cost.)
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Le fonti comunitarie
Direttive
Regolamenti
Diffusione in ambito tributario
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Le fonti comunitarie
IVA: imposta di origine comunitaria.
Direttive comunitarie, introdotta in Italia
nel 1972
Imposte sui redditi: divieto di non
discriminazione in relazione a soggetti e
merci di altri paesi
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Le fonti comunitarie
Rispetto della riserva di legge?
Si, perché adesione alla CE giustificata
da una norma costituzionale (11)
Si, perché valore superiore alla legge ed
ai principi, salvo quelli fondamentali,
della Costituzione
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Gerarchia delle fonti
Costituzioni – Norme comunitarie
Legge nazionale – Legge regionale –
Decreti legge – Decreti legislativi
Regolamenti (governativi, ministeriali,
regionali, comunali e provinciali)
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Regolamenti
a)
b)
c)
d)
Potere normativo subordinato alla
legge
Tipologie regolamenti governativi
Esecutivi (norme di dettaglio)
Integrativi (attuano norme generali)
Indipendenti (no legge che li prevede)
Di delegificazione
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Autonomia Tributaria
Autonomia finanziaria: nella decisione di
utilizzo delle risorse (necessaria per
l’autonomia politica degli enti locali)
Autonomia tributaria:
autodeterminazione del proprio livello di
entrate tributarie
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Evoluzione
Riconosciuta la prima
Per molto tempo non la seconda
Interpretazione dei “tributi propri” che la
Cost. riconosceva alle Regioni come
“meramente riscossi dall’ente locale”
Problemi di bilancio, di responsabilità politica
Tendenza a forme di federalismo o quanto
meno di spiccata autonomia regionale
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Costituzione vigente
Art. 119, autonomia finanziaria e
tributaria (anche art. 5 Cost.)
Limite: armonia con la costituzione, e
con principi di coordinamento statali
Corte Cost: necessità che il Parlamento
emani tali principi, in mancanza no
esplicazione dell’autonomia tributaria
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Situazione attuale
Sostanzialmente paralizzata la riforma
costituzionale 2001
Enti locali godono di trasferimenti di risorse
pubbliche e riscuotono tributi che non
concorrono a determinare se non in minima
parte (es. ICI, solo aliquote)
No reale autonomia; no responsabilizzazione
della classe dirigente locale
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Se attuato il titolo V Cost.
Possibile istituzione di tributi da parte delle
Regioni (legislazione concorrente)
Possibile per le Regioni demandare
applicazione di alcuni tributi ad enti locali
(province e comuni)
Per quest’ultimi, la vera e propria istituzione
di tributi non è possibile per la mancanza di
un potere legislativo (art. 23 Cost.)
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Presentazione di PowerPoint - Università di Urbino