Università degli Studi di Macerata
Pedagogia Generale
Prof. Domenico Simeone
L’educazione:
complessità semantiche


Il concetto di educazione veicola sempre una certa
ambiguità semantica.
Storicamente sono state assunte posizioni diverse
a seconda che sia privilegiata l’attenzione
 al soggetto educatore
 all’educando
 alla relazione educativa
 all’influsso dell’ambiente
 all’aspetto sociale, psicologico, biologico
 ai fine e alle tecniche.
Che cos’è l’educazione
“ex-ducere”: aiutare a venir fuori
 Rapporto interumano
 Intenzionalità, valori e fini
 Progetto e temporalità
 Asimmetria
 Tecnica e arte

Rapporto interumano


L’educazione è anzitutto rapporto: nessuno dei
due soggetti coinvolti, educatore ed educando, può
essere concepito separatamente dall’altro, ma deve
essere considerato costantemente nella reciprocità
di una “relazione sistemica” (De Giacinto, 1977);
Il rapporto educativo è un rapporto interpersonale
nel senso che l’elemento primario che rende
possibile l’educazione è la persona umana che si
pone al centro dell’educazione.
Intenzionalità, valori, fini




L’evento educativo non è mai causale, ma è il risultato
di un’operazione intenzionale; l’educazione implica
l’esistenza di una direzione intenzionale: la
realizzazione di un telos è inerente la stessa essenza
educativa.
L’individuazione delle finalità è diretta conseguenza con
l’assunzione di determinati valori.
L’educazione è quindi collocata nella trascendenza,
protesa verso possibilità di realizzare cambiamenti, di
produrre maturazione, di trasformare e trasformarsi.
Presupposti fondamentali sono, in tal senso, la libertà e
la decisione.
Il superamento di se stessi, nella volontà dell’oltre
(Bertin, 1976) è apertura al possibile.
Progetto e temporalità



L’educazione è un evento dinamico, di
costruzione, di evoluzione, di sviluppo, di
processo che si colloca nella temporalità ed è
volta alla dimensione del futuro.
Il futuro è la dimensione temporale a cui è rivolta
l’intenzionalità modificatrice che tende,
accogliendo il passato, a trasformare la situazione
presente pro-gettandosi nel futuro.
L’educazione non è tale se non produce
cambiamento.
Asimmetria
Il rapporto educativo ha come suo
presupposto la differenza di esperienze, di
conoscenze, di spessore esistenziale, di
patrimonio culturale, di saggezza: la non
parità è costitutiva del rapporto.
 L’asimmetria si deve sempre accompagnare
a una simmetria sul piano esistenziale e
umano (Iori, 1988)

Tecnica e arte

L’educazione, in quanto si avvale di
strumenti per raggiungere le proprie finalità,
è tecnica ma se non vuole risolversi in
tecnicismo, non può fare a meno della sua
componente artistica. La valenza scientifica
e tecnica si accompagnano al fare
artigianale e alla trovata artistica:
l’educazione è tecnica e arte insieme.
La pedagogia




L’etimo greco (pais, paidos = fanciullo e ago = conduco)
è certamente divenuto troppo riduttivo rispetto alle
modificazioni che il concetto ha subito nel corso dei
secoli:
l’educazione è considerata un evento permanente
dell’esistenza umana, non si rivolge solo ai fanciulli, ma
a tutte le età della vita;
i concetti di condurre, guidare esprimono
prevalentemente il momento pratico dell’azione
educativa, mentre la pedagogia ha anche un’intrinseca
valenza teorica;
La relazione tra chi conduce e chi è condotto rimanda a
una concezione di passività dell’educando oggi
abbandonata a favore di una maggiore articolazione del
rapporto interattivo.
Teoria e Prassi



La pedagogia è una riflessione teorica “sulla” o
“per la” pratica educativa, volta a renderla meno
incerta, provvisoria, estemporanea e a modificare
la situazione data verso una crescita esistenziale e
umana La pedagogia non può mai prescindere
dalla prassi perché, al pari della medicina (a cui è
stata più volte paragonata), è una scienza volta
alla prassi (De Giacinto, 1983), all’esperienza
viva e concreta dell’educare;
Vi è una perenne circolarità tra teoria e prassi;
Questa circolarità produce una crescita e un
arricchimento reciproco tra educazione e
pedagogia, quindi possiamo parlare di un rapporto
a spirale (Bertolini, 1988)
Apprendere dall’esperienza
F
O
R
M
A
Z
I
O
N
E
FARE
R
I
C
E
R
C
A
TEORIA
IMPARARE
PRASSI
Livelli di teorizzazione


Ogni riflessione deve porsi in continuo rapporto
dialettico con la prassi per non insterilire in
astratta speculazione, entro schematismi
semplificatori, vuote astrattezze o retoriche
asserzioni.
La pedagogia si colloca quindi sempre in bilico tra
i due poli di teoria e prassi, che possono assumere,
estremizzati, la valenza di un’oscillazione tra
astrattezza ed empiria.
Pedagogia: sapere ermeneutico

Il sapere pedagogico è un sapere
ermeneutico, in quanto interpretazione
problematica e continuamente aperta del
rapporto educativo e delle nodali richieste
di senso e di fondamenti etici, nella
direzione della trasformazione della realtà
Teoria e metateoria



Quanto si riflette sulla concreta esperienza educativa,
sulle sue molteplici componenti, sui suoi fini, e sulle
modalità con cui si realizza il rapporto educativo, ci si
pone nella dimensione teoretica.
Oltre che sul suo oggetto (la pratica educativa), la
pedagogia riflette infatti sulla sua identità disciplinare e
sulle teorie pedagogiche: in questo senso è stata definita
metapedagogia (Brezinka, 1980), poiché si colloca a
livello metateorico, diventando teoria della teoria.
La pedagogia sarebbe quindi una riflessione teorica di
primo grado quando studia l’evento educativo, e di
secondo grado quando produce riflessioni sulle teorie
pedagogiche e cerca di analizzare il suo statuto
epistemologico.
La pedagogia: scienza umana,
“pratica” ed autonoma


La pedagogia, come teoria, deve presentarsi da un lato
quale organizzazione rigorosa di eventi e, in quanto tale,
essere descrittiva e diagnostica; dall’altro deve assumere
l’aspetto di schema concettuale di riferimento o
paradigma scientifico: un paradigma che permetta non
solo un’esatta interpretazione e organizzazione dei fatti
osservati, ma anche l’attivazione di un atteggiamento
prognostico.
La pedagogia deve allora caratterizzarsi come “scienza
pratica” per quel tanto che muta le situazioni di fatto ed
“umana” perché suo principale oggetto è il rapporto
umano: scienza “pratica” e “umana”, dunque, che
proprio per essere tale deve connotarsi ed essere
autonoma.
Modelli e scienza


Le scienze per procedere non possono non servirsi
di modelli, intesi in senso lato come schemi
rappresentativi. I modelli stanno alla scienza come
ad un palazzo in costruzione sta la sua armatura.
Il modello deve rispondere a determinati requisiti.
Fra i criteri di valutazione di un modello quelli
maggiormente rilevanti sono:
 La corrispondenza ai fenomeni;
 Il potenziale esplicativo;
 L’utilità scientifica
 L’utilità pratica
Modelli di formazione
L’ermeneutica in pedagogia
 Pedagogie personalistiche
 Pedagogia e fenomenologia
 Razionalismo critico
 Il problematicismo pedagogico
 Esistenzialismo pedagogico
 Pedagogia e nichilismo

L’autonomia scientifica delle
scienze umane

Le scienze umane possono rivendicare la
loro dignità di scienze a due precise
condizioni:
 Che sia molto ben precisato il loro
oggetto d’indagine;
 Che sia ben delineato lo schema di
riferimento (il modello)
L’osservazione


Si tende a pensare che l’osservazione empirica si
risolva in una pura e semplice riproduzione della
realtà esterna. In realtà le cose non stanno così
giacché a guidare l’osservazione empirica e un
orientamento selettivo (si osservano soltanto le
cose che pregiudizialmente si vogliono osservare).
Il fatto è, pertanto, significativo solo quando
venga collocato all’interno di uno schema di
riferimento.
La funzione della teoria nelle
scienze umane
Nelle scienze umane le teorie non sono solo
una descrizione dei fatti, una teoria
pedagogica non può soltanto descrivere, ma
deve anche costruire.
 La bontà di una teoria si misura non già in
ordine alla quantità di fatti scoperti, bensì
alla molteplicità dei fatti costruiti.

Il fine delle scienze umane

Un fine essenziale delle scienze umane (al
pari delle scienze della natura) di fissare
leggi generali che possono valere da
strumenti per la spiegazione sistematica ed
per le predizioni, per quanto possibile,
sicure.
Il ruolo delle teorie
Non è possibile prescindere dalla teoria, se
non si vuole procedere alla cieca.
 Senza teoria, l’analisi dei fenomeni umani
diventa o mera casistica o mera intuizione.
 Definiamo teoria quella e soltanto quella
congerie di enunciati che siano in grado di
fornire spiegazioni di un numero abbastanza
elevato di fatti.

La teoria




Una teoria ha lo scopo non già di descrivere la
realtà ma piuttosto di spiegarla;
Una teoria è tanto migliore quanto maggiore è il
numero di fatti che spiega;
Sulla base dei due enunciati precedenti, ci sembra
lecito affermare che non esiste una teoria ottima,
ma che esistono piuttosto teorie migliori di altre;
Il processo di costruzione delle teorie, tendente dal
buono al meglio, non già dal pessimo all’ottimo,
riproduce il carattere potenzialmente illimitato del
progresso conoscitivo, che si propone alla stregua
di una ricerca senza fine.
I 4 requisiti della Pedagogia

1. La pedagogia ha per oggetto i fatti
educativi; i fatti educativi sono, per
definizione ed essenza, non oggetti ma
eventi
I 4 requisiti della Pedagogia

2. La pedagogia è una scienza normativa e
ha un riferimento empirico; la pedagogia
contiene un nucleo forte costituito dalla
strettissima relazione tra normatività ed
empiria (le norme pedagogiche sono ispirate
al carattere progettuale del processo
educativo)
I 4 requisiti della Pedagogia

3. La pedagogia va intesa come un’interrelazione
di diverse discipline pedagogiche che coabitano al
suo interno; ma va intesa, altresì, come forte
rapporto tra la pedagogia e le altre discipline. La
pedagogia è unica anche se si articola in differenti
discipline, ma la pedagogia è anche il rapporto
egemonico che la nostra scienza intrattiene con
tutte le scienze umane.
I 4 requisiti della Pedagogia

4. La teoria pedagogica prevede di essere
utilizzata a fronte dell’evento educativo. È
anche vero che l’evento educativo nasce
sovente all’interno della stessa proposta
teorica formulata.
Dalla metodologia alla teoria

La pedagogia è strumento e non regola per
l’educatore. La pedagogia non si esprime
attraverso rigide scritture di applicabilità
immediata, le quali sono capaci di ordinare un
evento ripetibile. La pedagogia è qualificata da un
insieme concettuale e dottrinale inteso ad
arricchire le facoltà e le funzioni dell’educatore.
Le dottrine pedagogiche sono linee scientifiche
per la pratica, ma non sono affatto “istruzioni per
l’uso”, non sono cioè tecnologie.
La pedagogia come scienza umana




La pedagogia è una scienza, dunque presenta delle
teorie
Una teoria pedagogica deve proporsi, al pari di
ogni altra scienza, come “un insieme di
proposizioni interconnesse in modo sistematico,
comprendendo alcune generalizzazioni aventi
forma di legge e suscettibili di prova empirica”
Questa ambizione, come alle altre scienze, nella
pedagogia non è mai soddisfatta
Non per questo è ambizione sbagliata. La
pedagogia nutrendo tale ambizione, enfatizza il
carattere strumentale e pratico dei suoi concetti
La pedagogia:
scienza autonoma e pratica
La pedagogia è una scienza autonoma
dotata di un rango egemonico nei confronti
delle altre scienze umane
 È una scienza pratica, non già per
l’impossibilità di acquietarsi nel dominio
della teoria, ma proprio per la sua capacità
di formulare e mettere a punto
costantemente nuove teorie

La pedagogia: metateoria delle
teorie pedagogiche


Teorema di rappresentazione che prefigura
l’estrema plasticità e modificabilità degli eventi
educativi, prefigurando, altresì, l’estrema plasticità
e modificabilità degli insiemi di enunciati di volta
in volta messi a punto
La metateoria va in cerca della maggiore
congruenza possibile: essa trasforma il
pedagogista in un pescatore che modifica e
rammenda continuamente le reti in cui raccoglie la
molteplicità degli eventi educativi.
L’oggetto della pedagogia

Il rapporto educativo (dimensione assoluta
che si manifesta nella relatività delle sue
forme storiche)
Il rapporto educativo

Il rapporto educativo ha due lati, l’uno
identificabile come evento, l’altro
visualizzabile nella forma in cui si verifica
l’evento. I due lati sono intrinsecamente
connessi e non può darsi l’uno senza che si
dia l’altro, ma, sotto il profilo logico, la
forme è anteriore, un vero a-priori rispetto
all’evento che si manifesta in essa.
Pedagogia e modelli

La pedagogia non può fare a meno delle
altre discipline, giacchè i sui modelli
esigono un insieme di elementi analitici che
sono propri di altre discipline, speciale e
specifico compito del pedagogista è quello
di elaborare modelli che vengano forniti
all’educatore e all’educando per il concreto
operatore educativo.
La teoria pedagogica come modello
Il pedagogista elabora modelli diagnostici e
modelli prognostici.
 Modello diagnostico: ricerca classificatoria
su un dato evento per evidenziarne aspetti,
qualità e caratteristiche comuni ad un certo
numero di rapporti educativi.
 Modello prognostico: formulazione di
un’ipotesi (modello predittivo)

Pedagogia: patrimonio e promessa



La scienza pedagogica è, insieme, patrimonio e
promessa.
È il patrimonio delle conoscenze e delle riflessioni
formulate ai fini di una sintesi superiore
È la promessa della possibilità di trasmissione di
questo patrimonio medesimo (promessa di aiuto
che renda l’attività educativa sempre più accurata
e precisa).
Lo schema di riferimento pedagogico
Struttura in cui vengono collegate e
connesse tutte le osservazione sugli aspetti
educativi degli eventi umani.
 Lo schema si propone come un quadro
organico ed articolato con sue proprietà
caratteristiche.

Il linguaggio non formalizzabile
della pedagogia



Il linguaggio della pedagogia non può essere un
linguaggio formale.
La pedagogia è la scienza che decodifica tutte le
notizie desunte dalle altre scienze trasformandole
da notizie in informazioni e in progetti.
La pedagogia accetta responsabilmente il suo
destino di essere equivocata quanto al suo lessico,
dal momento che l’unico contenuto di cui può
disporre con assoluta sicurezza è non già il sapere
che cosa sia l’uomo, ma il chiedersi costantemente
che cosa l’uomo voglia essere
La pedagogia come teoria
rivoluzionaria

Una teoria pedagogica, che sappia
coniugare la sua fruibilità nel presente con
la formazione di una prospettiva per il
futuro, è, per definizione ed essenza, una
teoria rivoluzionaria.
I temi “alti” della riflessione
pedagogica
Il progresso
 L’individuo
 La società
 Il potere

La teoria pedagogica come
strumento di controllo di qualità
delle agenzie educative e come
progetto di educazione
La teoria pedagogica
come
.
laboratorio del sistema formativo
integrato
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Introduzione alla pedagogia - Università degli Studi di Macerata