I software di descrizione e
riordino
Caratteristiche generali
• strumenti di lavoro concepiti innanzitutto per
supportare l’intervento degli archivisti sul
campo.
• costruzione e gestione di contenuti
• individuazione, descrizione e riordino di fondi
archivistici secondo logiche vicine al
tradizionale lavoro archivistico
Alla base dei sistemi archivistici digitali
• I sw di descrizione rappresentano il primo anello
della catena tecnologica in ambito archivistico
• La loro diffusione agevola il passaggio verso la
creazione di nuovi sistemi di accesso alle fonti
archivistiche.
• in prospettiva futura modulo di partenza di un
articolato sistema archivistico, in grado di gestire
tutte le fasi della descrizione, del riordino, della
valorizzazione e della fruizione del materiale
documentario.
Prodotti
• I software di questa tipologia attualmente più diffusi in Italia,
ognuno con le proprie peculiarità e con le proprie caratteristiche,
ma tutti rispondenti ad alcuni principi generali condivisi, sono :
• Arianna
• CEIAR (distribuzione per gli archivi ecclesiastici di Arianna)
• Gea
• Guarini,
• Sesamo,
• X-Dams.
Prodotti internazionali
• A livello internazionale risulta più complesso
fornire indicazioni puntuali anche se si può citare
il caso francese, dove l’amministrazione degli
archivi rende disponibile un elenco dei più
importanti software.
• Il numero di software disponibili a livello
internazionale è sicuramente cospicuo e non
sarebbe possibile in questa sede darne ragione
ma, tornando nel merito dell’open source, si
possono citare almeno due applicativi: Archivists’
toolkit e Archon.
ATOM ICA
• Un ragionamento a parte, anche per gli interessanti
sviluppi che prospetta, va poi fatto su ICA ATOM, il
software open source di descrizione archivistica
elaborato in seno al Consiglio Internazionale degli
Archivi.
• L'iniziativa è sicuramente importante anche se allo
stato attuale ATOM non sembra soddisfare i requisiti di
un gestionale completo. Il software, infatti,
attualmente disponibile in una versione sperimentale,
si configura più come uno strumento (già abbastanza
raffinato) di pubblicazione di descrizioni archivistiche
che come un applicativo che consenta di riordinare un
fondo archivistico
Una distinzione
• applicativi concepiti per restituire descrizioni
strutturate ereditate da precedenti interventi
o elaborate in ambienti diversi (quasi dei CMS
archivistici)
• strumenti finalizzati all’attività di riordino e poi
alla pubblicazione delle descrizioni in formati
e ambienti (anche) non cartacei.
Strumenti descrittivi
• Nella progettazione e nelle funzionalità, si
legge chiaramente la trasposizione dei
concetti e delle tecniche archivistiche
consolidate, con particolare riferimento alle
consapevolezze teoriche e applicative che
derivano dalla diffusione degli standard e, in
particolare, da ISAD e ISAAR.
Strumenti per la stampa?
• più deboli le funzioni di restituzione delle
strutture e delle descrizioni generate, anche
perché alla base della loro prima
progettazione c’è l’esigenza di usare il
computer per riordinare gli archivi,
accelerando le operazioni più routinarie ma
con il fine di produrre inventari a stampa o,
quanto meno, stampabili.
L’importanza della restituzione
• Non prevedere, accanto ad adeguati
strumenti di descrizione e riordino, ambienti
di interrogazione e funzionalità che
consentano un’agevole esportazione delle
banche dati verso formati non proprietari,
standardizzati e consultabili on line,
costituisce un limite pesantissimo.
Le ricadute operative
• I sw agevolano e supportano la gestione di
una serie di routine, quali quelle del riordino
cronologico delle schede, della generazione
delle aggregazioni logiche ecc.
Strumenti “autostandardizzanti”
• Non “macchinette calcolatrici di archivio”
• la rigorosa progettazione archivistica sottesa a
questi applicativi garantisce di produrre
descrizioni standardizzate (almeno rispetto
alle strutture) anche se l’utente è tutto
sommato digiuno di standard.
Però “strumenti”
• Per quanto riguarda i contenuti e il linguaggio
così come per gli elementi descrittivi da
rilevare, il software deve essere utilizzato
congiuntamente a linee guida di progetto o di
ambito territoriale muovendo dagli standard
di descrizione e dai principali progetti di
riferimento.
• Per quanto di uso piuttosto semplice, questi
strumenti presuppongono competenze
archivistiche specifiche da parte dell’utente
Funzionalità
• Descrizione
• Riordino
• Produzione strumenti di ricerca
descrizione
• generazione, descrizione e gestione delle
entità che definiscono la struttura del
complesso archivistico (aggregazioni logiche:
fondi, serie…) e delle rispettive relazioni;
• generazione, descrizione e gestione dei
soggetti produttori e conservatori e di
eventuali ulteriori informazioni di contesto;
• generazione, descrizione e gestione (intesa
come collocazione dinamica all’interno della
struttura e definizione delle relazioni con le
aggregazioni logiche) delle unità archivistiche;
riordino
• gestione di tutte le operazioni logiche e fisiche
necessarie a conferire al fondo nel suo
insieme l'ordine che gli compete
produzione di strumenti di corredo
e accesso
• generazione di strumenti di corredo di diversa
natura e formato destinati alla stampa
• generazione di modelli di restituzione digitale
(banche dati interrogabili attraverso ambienti
proprietari inclusi nel software o esportabili in
diversi formati)
Come funzionano
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Il caso di sesamo
Generazione del file
Creazione della struttura
Inserimento dei dati
Modalità di interrogazione
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I software di descrizione e riordino