Analisi della Congiuntura
per fini di mercato
Manuela Biondi
Lugano, marzo 2008
1
Sommario
• Il ruolo dell’analisi congiunturale nel
processo d’investimento della Banca
• Le previsioni macroeconomiche
• Congiuntura economica e mercati finanziari
• I modelli econometrici - esempi pratici
2
Il ruolo dell’analisi congiunturale
•
L’analisi della congiuntura è principalmente finalizzata a orientare le decisioni
d’investimento della Banca -- il processo di asset allocation.
•
Il processo di asset allocation é l’insieme di attività attraverso cui la Banca decide
l’allocazione dei capitali tra le diverse asset class (azioni, obbligazioni, valute) e tra le
diverse aree geografiche.
•
L’economista (strategista) stesso è chiamato a tradurre i risultati della propria analisi in
inferenze circa il futuro comportamento dei mercati finanziari, dagli indici azionari (es.
S&P500, EuroStoxx50), a quelli obbligazionari (es. bond governativo USA a 10 anni), ai
tassi di cambio, fino al livello più specifico degli indici settoriali (beni capitali, consumi
discrezionali, farmaceutici ecc...). L’economista non si esprime invece su singoli titoli o
società.
•
Questo approccio, detto top-down, risulta complementare all’approccio bottom-up, che
invece formula ipotesi circa il comportamento dei mercati sulla base dell’analisi di titoli e
società.
•
L’economista è coinvolto in molte attività:
–
–
–
–
Processo d’investimento della banca
Pubblicazioni periodiche (semestrali, trimestrali, mensili, settimanali)
Divulgazione della visione della Banca tramite contatti con i mass media
Attività di consulenza ad hoc per gestori e clienti.
3
Processo di Investimento
• Tramite il Processo di Investimento, o processo di asset allocation,
la Banca costruisce i propri portafogli strategici (portafogli di asset
allocation).
• Si tratta di portafogli misti, che investono in diverse asset class
(azioni, obbligazioni, valute) in paesi diversi.
• Poichè sono costruiti sulla base degli obiettivi (rendimento e rischio)
e dell’analisi dei mercati, questi portafogli riflettono la visione
complessiva della Banca circa la possibile evoluzione dello scenario
macroeconomico e dei mercati finanziari.
• Il processo si articola in diverse fasi. Le principali sono:
1
Comitato
d’Investimento
2
Comitato Tattico
Fondamentale il ruolo
dell’economista
3
Riunione Operativa
4
Processo di Investimento
1. Comitato d’Investimento (frequenza mensile)
- Funzione: Discussione e approvazione dello scenario macroeconomico a 12
mesi e di un set di rendimenti attesi sulle asset class dell’Universo Investibile. La
discussione avviene sulla base dei contributi di diversi specialisti
(economisti/strategisti, analisti tecnici, gestori, operatori sala mercati, ecc...)
- L’economista ha un ruolo fondamentale. Dà l’avvio al processo presentando lo
scenario macroeconomico di medio termine e sottoponendo a discussione il
proprio set di rendimenti attesi a 3 e 12 mesi (approccio top-down), con analisi
qualitativa e quantitativa a supporto.
2. Comitato tattico (frequenza mensile)
- Con il supporto di un ottimizzatore che elabora il set di rendimenti attesi
approvato dal Comitato d’Investimento, le previsioni formulate da quest’ultimo
vengono tradotte in decisioni concrete circa la movimentazione dei portafogli
strategici.
3. Riunione operativa (frequenza settimanale)
- Si valuta l’opportunità di intervenire sui portafogli prima del successivo Comitato
5
d’Investimento.
Le previsioni
macroeconomiche
6
Le previsioni macroeconomiche
• Poiché obiettivo principale delle previsioni economiche è quello di
essere input per il processo di asset allocation, esse sono fornite in
modo sistematico per tutti i paesi che fanno parte dell’Universo
Investibile della Banca (Stati Uniti, Area euro, Giappone, Svizzera,
Gran Bretagna, Asia Emergente, Europa dell’Est e America Latina).
• Le previsioni sono focalizzate sulle principali variabili macro (PIL e
sue componenti, CPI, tasso di disoccupazione, bilancia delle partite
correnti, tassi a breve, tassi di cambio, profitti aziendali aggregati).
• Le previsioni macroeconomiche si avvalgono sia di metodi
quantitativi che qualitativi.
• Entrambi i metodi prevedono alla base l’utilizzo di un modello
economico.
7
Le previsioni macroeconomiche
Metodi previsivi
Metodi quantitativi
Esplicitano il modello economico
tramite relazioni matematiche e
utilizzano
metodi
di
stima
statistico/econometrici.
Metodi qualitativi
Utilizzano il modello economico
come base per il ragionamento, dal
quale
estrapolano
anche
la
previsione
• N.B. I due metodi non sono concorrenti ma COMPLEMENTARI:
L’esito previsivo di un modello econometrico va sempre valutato alla
luce delle informazioni supplementari che non è possibile esprimere
in forma quantitativa (variabili politiche, di sentimento ecc...).
8
Le previsioni macroeconomiche
Raccolta dei dati
Differisce da paese a paese e può
variare nel tempo
Teoria Economica
Econometria/Statistica
Informazioni
aggiuntive, quali
politica e politica
economica.
Ricerca da altre
istituzioni
Valutazione della situazione corrente
e delle prospettive future
9
Le previsioni macroeconomiche
Lo scenario globale
•
Lo scenario globale (con previsioni per l’anno in corso e il successivo) viene
elaborato con cadenza all’incirca semestrale.
–
•
Al di fuori di questi momenti, lo scenario viene “aggiustato” (ma tendenzialmente NON stravolto)
ogni qual volta l’esame delle variabili macroeconomiche, costantemente monitorate, lo suggerisca.
Il processo si articola in 4 fasi ed é basato su di un progressivo fine-tuning:
1
• Brainstorming iniziale per
definizione assunzioni a livello globale
2
Analisi e previsione singoli
paesi dell’Universo Investibile
• Analisi e previsioni economia USA
3
4
• Revisione previsione singoli
paesi
• Eventuale ritocco scenario
globale.
• Costruzione scenario globale
per aggregazione dei singoli
paesi
• Ridefinizione assunzioni
iniziali
10
Le previsioni macroeconomiche
Lo scenario globale
Fase 1.
• Brainstorming per elaborare assunzioni iniziali su un certo numero di
variabili globali, quali:
–
–
–
–
prezzo del petrolio e delle materie prime in generale
dinamica dei tassi d’interesse (a breve) e di cambio
prospettive per le economie emergenti (de-coupling, re-coupling?)
evoluzione di qualsiasi variabile/tematica ritenuta rilevante a livello globale
– N.B. Le assunzioni sono effettuate sulla base di una pluralità di fattori quali:
•
•
•
•
scenario ereditato in precedenza
modelli econometrici (es. modello di prezzo per il petrolio)
sentiment/percezioni di mercato
fonti esterne e consensus
• Analisi e previsioni economia USA, dato il ruolo di traino che gli USA
rivestono a livello mondiale.
11
Le previsioni macroeconomiche
Lo scenario globale
Fase 2.
• Analisi e previsioni economiche per i singoli paesi dell’Universo Investibile
•
La “strumentazione” utilizzata è a discrezione del singolo economista, ma per ogni
paese ci sono almeno:
– due modelli previsivi per il PIL (breve e medio periodo)
– un modello previsivo per l’inflazione
•
Il modello di breve periodo prevede il PIL 1-2 trimetri in avanti, sulla base di
indicatori di domanda (talvolta l’indicatore anticipatore del ciclo rientra tra i
regressori).
– N.B. Se possibile nel modello di breve dovrebbero entrare solo variabili ritardate, in modo
che non siano necessarie assunzioni.
•
Il modello di medio periodo prevede il PIL 4-6 trimestri in avanti sulla base di
variabili quali: una variabile di scala (es. PIL USA, PIL mondiale), il tasso di cambio,
una variabile di costo (es. prezzo delle materie prime), il tasso d’interesse.
•
Il sentiero previsivo del PIL é dato dal modello di medio periodo, ma con il primo (o
i primi due) trimestre corretto sulla base del modello di breve.
•
Il sentiero previsivo del PIL funge da vincolo per la previsione (supportata da
modelli quantitativi o meno) delle componenti della domanda aggregata.
12
Le previsioni macroeconomiche
Lo scenario globale
Fase 2.
• Il modello previsivo per l’inflazione prevede i movimenti dell’indice dei
prezzi al consumo (CPI) fino a 12 mesi in avanti, sulla base della
dinamica di tasso d’interesse e di cambio, costo delle materie prime,
costo del lavoro, indicatori di domanda ecc...
• Si procede infine alla previsione di tasso di disoccupazione, saldo delle
partite correnti e saldo di bilancio del settore pubblico.
• N.B. Per le Aree Emergenti:
– si utilizzano serie storiche aggregate costruite a partire dai dati dei singoli
paesi e tenendo conto delle dimensioni relative delle rispettive economie
(media ponderata).
– una volta costruite le serie aggregate, la singola area emergente é trattata
come un solo paese.
– tuttavia, difficoltà ad utilizzare modelli quantitativi, causa l’impossibilità di
reperire dati storici.
13
Le previsioni macroeconomiche
Lo scenario globale
Fase 3.
• Aggregazione delle previsioni per ogni singolo paese per ottenere lo
scenario mondiale previsto (nell’aggregazione ad ogni paese si
attribuisce un peso pari a quello che i paesi hanno nel PIL mondiale
calcolato dal Fondo Monetario Internazionale, ribasando a 100).
• Correzione delle assunzioni iniziali sulla base delle nuove previsioni
circa lo scenario globale.
Fase 4.
• Rielaborazione delle previsioni per i singoli paesi sulla base delle
nuove assunzioni iniziali (aggiornamento dei modelli)
• Eventuale ritocco dello scenario globale sulla base dei nuovi numeri
per i singoli paesi.
14
Output finale: Esempi
Area Euro: previsioni macroeconomiche
07-T3 07-T4 08-T1P 08-T2P 08-T3P 08-T4P
2006
2007 2008P 2009P
PIL reale (var. % T/T, annualizzata)
Vendite finali domestiche, contributo
Variazione delle scorte, contributo
Esportazioni nette, contributo
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Tasso di disoccupazione (%)
Prezzi al consumo (%)
Saldo di bilancio pubblico (% del PIL)
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15
Output finale: Esempi
Outlook economico
Asia ex Giappone: Previsioni economiche
Crescita PIL reale (% a/a)
Asia ex Giappone
Cina
Hong Kong
Taiwan
Singapore
Corea del Sud
PIL reale (var. %)
2005
2006
2007
2008P
2009P
USA
Eurolandia
Giappone
UK
Asia ex Giappone
Europa dell'Est
LatAm
Mondo
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2005
2006
2007
2008P
2009P
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T3-2007
T4-2007
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T3-2007
T4-2007
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2006
2007
2008P
2009P
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Tassi di cambio
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EUR/USD
USD/JPY
GBP/USD
USD/CHF
EUR/CHF
Inflazione (CPI % a/a)
Inflazione (CPI, %)
Asia ex Giappone
Cina
Hong Kong
Taiwan
Singapore
Corea del Sud
Saldo Bilancio Pubblico (% PIL)
Asia ex Giappone
Cina
Hong Kong
Singapore
Corea del Sud
USA
Eurolandia
Giappone
UK
Asia ex Giappone
Europa dell'Est
LatAm
Mondo
Tassi d'interesse a breve
USA
Eurolandia
Giappone
UK
T1-2008P T2-2008P T3-2008P
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
Bilancia Partite Correnti (% PIL)
Asia ex Giappone
Cina
Hong Kong
Taiwan
Singapore
Corea del Sud
T1-2008P T2-2008P T3-2008P
...
...
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...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
P= previsione
16
Impatto della congiuntura
economica sui mercati finanziari
17
Variabili macro e mercati
•
L’analisi macroeconomica nella Banca raramente è fine a se stessa. L’economista è
anche strategista, chiamato a tradurre i risultati della propria analisi in previsioni circa il
comportamento dei mercati finanziari e a suggerire strategie d’investimento.
•
Spesso i mercati finanziari reagiscono alla pubblicazione dei dati macro in modo brusco,
per poi però assorbire lo shock. Generalmente non sono i dati di per sè a colpire il
mercato ma le sorprese, positive o negative, rispetto alle attese di consenso. Talvolta il
mercato reagisce ai dati macro in maniera apparentemente contraria alla logica, in
quanto si muove sulla base delle conseguenze previste (es. manovre di politica
monetaria) di tali dati.
•
L’economista/strategista non è chiamato ad esprimersi sui movimenti di brevissimo
periodo (a volte ore), ma sui movimenti più ampi del mercato. Obiettivo dell’analisi
economica è l’individuazione di scenari macro di medio/lungo termine che sono in grado
di influenzare questi movimenti.
•
L’inferenza sui mercati finanziari viene fatta combinando modelli econometrici (v. modelli
di fair value e di momentum), studio delle regolarità empiriche, sentiment di mercato...
18
Ciclo economico e mercati
Obbligazioni
Azioni
Ripresa
Materie prime
Recessione
Materie prime
Obbligazioni
Azioni
•
•
•
•
•
•
Fase 1. Inizio della contrazione economica. I prezzi delle obbligazioni, dopo aver raggiunto il
minimo, iniziano a salire, reagendo all’attenuazione delle pressioni inflazionistiche.
Fase 2. Il rallentamento o la recessione hanno raggiunto la massima intensità. Sul mercato
azionario i prezzi iniziano a salire scontando il miglioramento delle condizioni economiche e
beneficiando dei bassi tassi d’interesse. I prezzi delle obbligazioni rimangono orientati al rialzo, quelli
delle materie prime al ribasso.
Fase 3. Inizia la ripresa economica. Anche i prezzi delle materie prime iniziano a muoversi al rialzo e
tutti e tre i mercati sono orientati positivamente.
Fase 4. L’espansione economica si rafforza. I prezzi delle obbligazioni, dopo aver raggiunto il
massimo, cambiano tendenza a causa delle pressioni inflazionistiche. Le azioni e le materie prime
rimangono orientate al rialzo.
Fase 5. L’espansione economica raggiunge il suo massimo. Il mercato azionario, scontando un
peggioramento delle condizioni economiche, cambia direzione e tende verso il basso. I corsi
obbligazionari restano posizionati al ribasso, quelli delle materie prime al rialzo.
Fase 6. Inizia il rallentamento dell’attività economica. Anche i prezzi delle materie prime iniziano a
scendere e tutti e tre i mercati sono orientati negativamente.
19
Variabili macro e mercati
1. Tassi d’interesse
•
•
•
•
Sono la variabile economica che ha l’impatto maggiore e più immediato sui
mercati obbligazionari, azionari e valutari.
Spesso i mercati tendono a muoversi sulla base di previsioni sul futuro
andamento dei tassi, anticipando così gli eventuali movimenti ufficiali (può
capitare che il movimento ufficiale non abbia effetto in quanto già
completamente scontato dal mercato).
Poiché i movimenti dei tassi sono decisi dalle Banche Centrali, i mercati si
affidano all’interpretazione dei dati macroeconomici e alla lettura dei discorsi
delle autorità per cercare di prevederne le mosse future.
Un aumento dei tassi ha un effetto:
– negativo sul mercato azionario perché 1) si riflette negativamente sui bilanci
aziendali attraverso un aumento degli oneri finanziari e 2) crea convenienza nella
massa dei risparmiatori ad orientare i propri risparmi verso i mercati obbligazionari
che offrono rendimenti più elevati.
– negativo sui mercati obbligazionari in quanto vale la relazione Rendimento = Tasso
nominale/Quotazione. All’aumentare del rendimento, poiché il tasso nominale
(cedola) è fisso, cala la quotazione.
– tendenzialmente positivo sul mercato valutario. Un aumento dei tassi d’interesse
reali (al netto dell’inflazione), relativamente ad altri paesi, provoca afflussi di capitali
con conseguente apprezzamento del cambio. Questo fattore può però essere
mitigato dall’uscita di capitali stranieri precedentemente investiti nell’azionario.
20
Variabili macro e mercati
2. PIL
• Relazione positiva con il mercato azionario. La crescita del PIL
dovrebbe portare un’espansione degli utili aziendali e quindi un aumento
della quotazione dei titoli.
• Relazione negativa con il mercato obbligazionario, soprattutto nelle fasi
in cui la crescita è tale da comportare surriscaldamento dell’economia e
aumento dei tassi d’interesse.
• Relazione tendenzialmente positiva con il mercato valutario. Maggiore
solidità economica (relativamente agli altri paesi) dovrebbe attirare
capitali, con conseguente rivalutazione del cambio.
• Relazione positiva con il prezzo delle materie prime. La crescita del PIL
mondiale fa aumentare la domanda di materie prime e quindi il prezzo
• N.B. Dal momento che il PIL è disponibile solo con frequenza trimestrale
i mercati guardano a quelle variabili che ne anticipano l’evoluzione (v.
produzione industriale, componenti della domanda, indicatori anticipatori
ecc...).
21
Variabili macro e mercati
3. Inflazione
• L’inflazione è in generale nemica dei mercati, perché crea incertezza ed
effetti distorsivi e diminuisce i rendimenti reali delle attività.
• Effetto particolarmente negativo sul mercato azionario e obbligazionario,
in quanto inflazione elevata aumenta il rischio di politiche monetarie
restrittive (aumento tassi d’interesse) con effetto negativo sui prezzi dei
titoli.
• Sul mercato valutario l’effetto dipende dalla portata del fenomeno.
Mentre l’aumento dei tassi d’interesse conseguente alle pressioni
inflazionistiche attira capitali, l’inflazione riduce la competitività delle
merci esportate, con peggioramenti nella bilancia commerciale che
possono indebolire la valuta nazionale.
• Il diffondersi dell’inflazione nel mondo segnala un surriscaldamento
dell’economia in genere accompagnato da aumento di prezzo delle
materie prime. Spesso la relazione di causa-effetto è invertita (l’aumento
di prezzo delle materie prime è fonte di inflazione da costi).
22
Modelli econometrici
23
Modelli econometrici
• I modelli econometrici costituiscono un elemento chiave della fase di
previsione, ma i risultati che ne conseguono sono sempre valutati
criticamente.
• Sono un’approssimazione della realtà della quale cercano di
cogliere caratteristiche fondamentali.
• Li utilizziamo perché consentono di sintetizzare un vasto numero di
dati e possono perciò aiutare a spiegare il comportamento delle
variabili economiche e finanziarie di interesse.
• Scaturiscono da relazioni ipotizzate dalla teoria o da regolarità
empiriche.
• Sono specificati in una forma funzionale del tipo: Y=f(X) dove Y
indica la variabile dipendente che si vuole “spiegare” e X indica la
variabile indipendente (variabile esplicativa).
24
Modelli econometrici
Limitazioni:
• L’economia e la finanza non sono scienze esatte.
• Nonostante vi siano evidenze dell’esistenza di relazioni
tra le variabili, le stesse possono non essere stabili nel
tempo.
• Modelli diversi possono dare risultati contrastanti.
• Data la possibilità di shock strutturali i modelli vanno
frequentemente monitorati e aggiornati e, se ritenuto
necessario, adeguati alle nuove circostanze.
25
Modelli econometrici
• Distinguiamo tra due tipologie di modelli:
Modelli di Equilibrio
• Utilizzati soprattutto per le
variabili finanziarie
• Danno un’indicazione della sottosopravvalutazione di un indice in
relazione ad una situazione
ipotetica di equilibrio basata su di
una relazione di lungo periodo
• Possono fornire indicazioni sui
valori futuri dei mercati sulla base
di uno scenario macro
Modelli Previsivi
• Prevedono per il/i
trimestre/trimestri
successivi i valori delle
variabili d’interesse
• Forniscono i risultati di
una serie di test che
misurano il grado di bontà
della previsione
26
Modelli previsivi
• I parametri sono stimati utilizzando il metodo dei minimi quadrati
ordinari.
• Compatibilmente con la disponibilità dei dati, sarebbe preferibile
utilizzare ritardi temporali, al fine di evitare qualsiasi ipotesi di
scenario.
• Test in sample per valutare:
– la capacità previsiva del modello relativamente a tutto il periodo
campionario
– l’affidabilità con la quale i parametri sono stati stimati (v. test sulla
significatività dei parametri e della specificazione del modello)
• Test out of sample per verificare la stabilità della capacità previsiva del
modello in differenti sottoinsiemi temporali, al fine di valutare la
necessità di modificare la specificazione adottata.
27
Esempio: Produzione Industriale UK
• Modello in differenze con variabili:
– Indice Produzione Industriale UK -- INDP
– Indice PMI (Purchasing Managers Index) UK -- PMI
– Indice CBI (Confederation of British Industries, volumi di produzione
attesi) UK -- CBI
– Variabile Dummy per giugno 2002 – Dum_0602
UK: Produzione Industriale
105
104
103
102
101
100
99
98
97
96
ge
n.
95
ge
n.
96
ge
n.
97
ge
n.
98
ge
n.
99
ge
n.
00
ge
n.
01
ge
n.
02
ge
n.
03
ge
n.
04
ge
n.
05
ge
n.
06
ge
n.
07
ge
n.
08
95
Osservazione
che richiede la
dummy
28
Esempio: Produzione Industriale UK
Dependent Variable: DLOG(PIND)*100
Method: Least Squares
Date: 03/17/08 Time: 07:36
Sample (adjusted): 1996M02 2008M01
Included observations: 144 after adjustments
Convergence achieved after 17 iterations
Backcast: 1995M06 1996M01
Variable
Coefficient
Std. Error
t-Statistic
Prob.
C
DLOG(PIND(-1))
DLOG(PIND(-12))
DLOG(@MOVAV(PMI_OUT(-4),3))
D(@MOVAV(CBI_SA(-1),3))
LOG(PIND(-1))
@MOVAV(CBI_SA(-1),3)
DUM_0602
MA(3)
MA(4)
7.071521
-2.673738
-1.202839
5.735506
0.017477
-1.531848
-0.013775
-5.322385
0.435861
-0.119464
2.042063
5.217467
5.224006
1.707095
0.011912
4.430955
0.006331
0.331180
0.049146
0.031126
3.462930
-5.124590
-2.302523
3.359805
1.967169
-3.457151
-2.176003
-1.987096
8.868730
-3.838121
0.0007
0.0000
0.15903
0.0010
1.00486
0.0007
0.21736
0.0000
0.0000
0.0002
R-squared
Adjusted R-squared
S.E. of regression
Sum squared resid
Log likelihood
Durbin-Watson stat
0.580563
0.545609
0.549071
3.979526
-1.117304
1.952894
Mean dependent var
S.D. dependent var
Akaike info criterion
Schwarz criterion
F-statistic
Prob(F-statistic)
0.013389
0.814543
1.718478
1.965963
1.660975
0.000000
29
Esempio: Produzione Industriale UK
UK: Modello produzione industriale
105
104
103
102
Effettivo
101
100
99
98
Stimato
97
8
7
n.
0
ge
6
n.
0
ge
UK: Produzione Industriale (var % a/a)
UK: Produzione Industriale
100.5
2.0%
100
1.5%
99.5
1.0%
0.5%
Previsione
0.0%
98
-0.5%
97.5
-1.0%
97
-1.5%
m
ar
n.
0
ge
ge
n.
05
ap
r.0
5
lu
g.
05
ot
t.0
5
ge
n.
06
ap
r.0
6
lu
g.
06
ot
t.0
6
ge
n.
07
ap
r.0
7
lu
g.
07
ot
t.0
7
ge
n.
08
ap
r.0
8
6
Previsione
.0
m 6
ag
.0
6
lu
g.
06
se
t.0
6
no
v.
06
ge
n.
0
m 7
ar
.0
m 7
ag
.0
7
lu
g.
07
se
t.0
7
no
v.
07
ge
n.
0
m 8
ar
.0
8
99
98.5
n.
0
5
ge
4
n.
0
ge
3
n.
0
ge
2
n.
0
ge
1
n.
0
ge
0
n.
0
ge
9
n.
0
ge
n.
9
ge
ge
n.
9
8
96
30
Modelli di equilibrio
• Non sono finalizzati a formulare delle previsioni ma sono una
fotografia della situazione attuale.
• Stimano la relazione di medio/lungo periodo tra la variabile dipendente
e le sue esplicative (concetto di cointegrazione). Tale relazione é
“l’equilibrio” o “fair value”.
• Lo scostamento dal “fair value” ci dà una misura della
sopra/sottovalutazione della variabile rispetto ai suoi “fondamentali
rilevanti” (le variabili esplicative).
• Quali fondamentali si utilizzano in genere poche ma significative
variabili macroeconomiche, ad esempio PIL, inflazione, tassi
d’interesse, utili reali.
• Poiché l’equilibrio è una calamita cui la variabile tende nel medio/lungo
termine, questi modelli possono indirettamente essere utilizzati per fini
previsivi, integrando altri tipi di analisi (es. analisi tecnica, momentum,
ecc...). Però, attenzione! Anche il fair value si muove nel tempo...
31
Esempio: Indice EuroStoxx 50
Dependent Variable: LOG(STKP)
Method: Least Squares
Date: 03/15/08 Time: 16:25
Sample (adjusted): 1987M01 2008M03
Included observations: 254 after adjustments
Variable
Coefficient
Std. Error
t-Statistic
BYLD
LOG(EURUSD)
LOG(USSP)
LOG(EUCOM)
0.009307
-0.762196
0.936791
0.178153
0.004106
0.045417
0.015287
0.028950
2.26666
-2.10000
6.12799
6.15388
R-squared
Adjusted R-squared
S.E. of regression
Sum squared resid
Log likelihood
0.989110
0.988935
0.064511
1.03625
3.383088
Mean dependent var
S.D. dependent var
Akaike info criterion
Schwarz criterion
Durbin-Watson stat
Legenda:
- STKP: Indice EuroStoxx 50
- USSP: Indice S&P500
- EURUSD: Tasso di cambio EURUSD
- EUCOM: Indice di fiducia delle imprese industriali
(Commissione Europea)
Prob.
0.16875
0.0000
0.0000
0.0000
7'585'381
0.613272
-2.624479
-2.554846
0.278176
32
Esempio: Indice EuroStoxx 50
Indice EuroStoxx 50: Segnale di sopra/sottovalutazione
6000
0.45
DJ Eurostoxx 50
(scala dx)
5000
4000
0.35
3000
0.25
2000
1000
0.15
0
Sopravvalutazione
0.05
-1000
-2000
-0.05
-3000
Sottovalutazione
Disequilibrio
-4000
ge
n.
95
ge
n.
96
ge
n.
97
ge
n.
98
ge
n.
99
ge
n.
00
ge
n.
01
ge
n.
02
ge
n.
03
ge
n.
04
ge
n.
05
ge
n.
06
ge
n.
07
ge
n.
08
-0.15
• Il segnale che osserviamo (linea rossa) è la differenza tra il valore dell’indice
e il valore di equilibrio determinato dal modello in ciascun punto del tempo.
• I segnali del modello vengono confrontati con i valori storici dell’indice in modo da
evidenziare i comportamenti del modello in passato; deviazioni dall’equilibrio tendono
ad essere statisticamente significative quando oltrepassano le linee orizzontali che
33
delimitano l’intervallo di confidenza.
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Lo scenario globale