Agenda
2000
•Il 16 Luglio 1997 il presidente della
Commissione Europea, Jacques Santer, ha
presentato al Parlamento Europeo il documento
Agenda 2000. Per una Europa più forte
e più ampia, che rappresenta la base
programmatica per le future politiche dell’UE.
Composta da tre volumi:
•Per un’Europa più forte e più ampia
•La sfida dell’ampliamento
•Pareri della Commissione Europea.
Agenda 2000
Politiche Interne
Lo sviluppo delle politiche interne avviene
secondo 4 direttrici:
•Creare le condizioni per una crescita
durevole e creatrice di posti di lavoro
•Porre in primo piano la conoscenza e le
nuove tecnologie
•Modernizzare i sistemi dell’occupazione
•Migliorare le condizioni di vita
Agenda 2000
Politiche Interne
Creare le condizioni per una crescita
durevole e creatrice di posti di lavoro
• Il passaggio all’Euro sarà un fattore di
stabilità, migliorerà l’efficienza del mercato
e favorirà gli investimenti.
•Il Mercato Unico migliorerà le norme sulla
concorrenza. Si attuerà una stretta vigilanza
sugli aiuti pubblici.
•Miglioramento
delle
condizioni
di
funzionamento delle PMI. Migliorare
l’accesso delle PMI al credito e ai capitali.
•Estensione delle reti transeuropee (RTE);
risanando i sistemi di trasporto.
Agenda 2000
Politiche Interne
Porre in primo piano la conoscenza e
le nuove tecnologie
•L’utilizzo delle tecnologie informatiche
e della comunicazione determinano la
competitività in una economia mondiale
sempre più globalizzata.
•Va quindi incoraggiata la ricerca,
l’innovazione
l’educazione
e
la
formazione.
Agenda 2000
Politiche Interne
Modernizzare i sistemi dell’occupazione
•Rendere più moderne le politiche del
mercato del lavoro e dell’occupazione.
•L’UE fornisce il quadro di riferimento
ma le competenze rimangono degli Stati
membri.
•La riforma dei sistemi di pensionamento
e di assistenza sanitaria.
Agenda 2000
Politiche Interne
Migliorare le condizioni di vita.
•La crescita economica deve avere
come finalità quella di creare una
società più solidale e accogliente.
•Problema della sanità pubblica e
sicurezza degli alimenti.
•Sfide ecologiche: un’applicazione
più efficace delle norme in
materia di ambiente.
Agenda 2000
Coesione economica e sociale
Impegno per la coesione
•La coesione economica e sociale è
considerata una priorità della
costruzione
europea,
insieme
all’Unione monetaria e al Mercato
Unico.
•Il Consiglio europeo ha riservato alla
solidarietà finanziaria lo 0,46% del
PNL dell’Unione.
•La prima relazione sulla coesione ha
evidenziato:
•le regioni dell’obiettivo 1 hanno
progredito verso la convergenza (grazie al
Fondo strutturale e a quello di coesione)
•la disoccupazione non è calata in modo
sensibile e la disparità è in aumento in
molte delle regioni svantaggiate
Agenda 2000
Coesione economica e sociale
Aspetti finanziari (periodo 2000-2006)
•Le azioni strutturali disporranno di
275 miliardi di ECU (prezzi 1997). Nel
periodo 1993-1999 erano 200 miliardi
•Ai nuovi paesi aderenti verrà
riservata una quota di 45 miliardi di
cui 7 come preadesione.
•La percentuale di popolazione
interessata agli obiettivi 1 e 2 dovrà
essere ridotta dal 51% di oggi ad a
una percentuale compresa tra il 35%
e il 40%.
Agenda 2000
Coesione economica e sociale
Gli obiettivi della politica strutturale
vengono ridotti da 7 a 3, per
aumentarne l’efficacia e l’efficienza
I tre obiettivi prioritari sono
•OBIETTIVO 1
•promuovere
lo
sviluppo
e
l’adeguamento strutturale delle regioni
:che presentano ritardi nello sviluppo
•OBIETTIVO 2
•favorire la riconversione economica e
sociale delle zone con difficoltà
strutturali
•OBIETTIVO 3
•favorire
l’adeguamento
e
l’ammodernamento
dei
sistemi
d’istruzione, formazione e occupazione
(agisce sul territorio nazionale fatte salve le
specificità regionali)
Agenda 2000
Coesione economica e sociale
OBIETTIVO 1
(Regioni in ritardo di sviluppo)
•La soglia del 75% del PIL pro-capite dovrà
essere applicata scrupolosamente. Per le
regioni che superano la soglia del 75% si dovrà
prevedere un periodo transitorio di phasing out..
•Le regioni ammissibili all’obiettivo 1
dovrebbero essere trattate con le stesse
priorità attuali, e con una forte
concentrazione degli interventi. In queste
regioni si hanno gravi difficoltà in fatto di reddito,
occupazione, strutture produttive e infrastrutture, il tasso
di disoccupazione è superiore di circa il 60% alla media
comunitaria
•I programmi verranno elaborati con la
massima considerazione per le priorità
espresse dalle regioni stesse.
•Nel nuovo obiettivo 1 sono comprese anche
le zone del vecchio obiettivo 6
Agenda 2000
Coesione economica e sociale
OBIETTIVO 2
(riconversione economica e sociale).
•Le regioni interessate sono quelle con
problemi strutturali quali: disoccupazione
massiccia, fenomeni di esodo rurale e/o di
spopolamento. Esse comprendono aree rurali
in declino, zone in crisi dalla pesca, quartieri
urbani in difficoltà).
•Gli interventi a favore delle regioni che
presentano difficoltà strutturali avranno
come tema la riconversione economica e
sociale.
•I nuovi programmi saranno finalizzati alla
diversificazione economica, all’innovazione e
alle risorse umane, con particolare riguardo
alle PMI.
•Le zone attualmente ammissibili agli
obiettivi 2 o 5b e che ne resteranno escluse
dovrebbero beneficiare di un periodo
transitorio.
Agenda 2000
Coesione economica e sociale
OBIETTIVO 3
(Risorse umane)
•Viene applicato nelle regioni escluse
dagli obiettivi 1 e 2, per modernizzare
e adattare i sistemi d’istruzione, di
formazione e di collocamento.
•Le risorse devono essere concentrate
in un insieme di misure realistiche ed
efficaci, in linea con gli orientamenti
politici nazionali.
Agenda 2000
come sono cambiati gli obiettivi
SITUAZIONE AL 1999
SITUAZIONE POST-RIFORMA
Ob. 1 - Regioni in ritardo di
Sviluppo ( < 75 % PIL UE)
Ob. 6 - Regioni scarsamente
popolate
Regioni uscenti
da Ob. 1
Ob. 1 Regioni in ritardo di sviluppo
( < 75 % PIL UE)
Periodo transitorio
Ob. 2 - Zone in declino
industriale
Ob. 5b – Zone Rurali
Zone uscenti
da Ob 2 e Ob. 5b
Ob. 2 - Zone di riconversione
economica e sociale
(incluse zone urbane e pesca)
Periodo transitorio
Ob. 3 – Lotta alla disoccupazione
e inserimento giovani
Ob. 3 – Risorse umane
Ob. 4 – Adeguamento
professionale lavoratori
Agenda 2000
Politica Agricola Comune
•Nel quadro di Agenda 2000 si prevede la
revisione
della
Politica
Agricola
Comunitaria (PAC).
• In realtà rappresenta una riconferma
delle linee di riforma già proposte nel 1992
(Riforma Mc Sharry).
Le linee della revisione sono le seguenti:
•La sostituzione progressiva del sostegno ai
prezzi agricoli con misure di aiuti diretti
agli agricoltori
•Lo sviluppo di una politica rurale
•Semplificazione della normativa a livello
comunitario
e
decentralizzazione
dell’applicazione delle misure politiche
Agenda 2000
Politica Agricola Comune
• Gli obiettivi fondamentali per la
PAC oltre il 2000 sono:
aumentare la competitività sui mercati
interni e esteri;
garantire la sicurezza e la qualità delle
derrate;
assicurare un equo livello di vita per la
popolazione agricola e contribuire alla
stabilità dei redditi agricoli;
integrare gli obiettivi ambientali nella
PAC;
creare fonti di occupazione e di reddito
alternative per gli agricoltori e le loro
famiglie;
•semplificare la normativa comunitaria.
Agenda 2000
Politica Agricola Comune
• Il
settore dei seminativi
•fissare il prezzo d’intervento per i cereali
ad un livello di sicurezza di 95,35 ECU/t
(attualmente è pari a 119,19 ECU/t) in un
unica tappa (il 2000);
•introdurre un aiuto specifico riferito alla
superficie;
•ritirare i seminativi dalla produzione, con
aiuti specifici alle superfici messe a riposo;
•escludere dal regime i cereali insilati
(specialmente il mais);
•dare aiuti supplementari alle piante
proteiche (6,5 ECU/t) allo scopo di
mantenerli competitivi nei confronti dei
cereali.
Agenda 2000
Politica Agricola Comune
• Il
settore della carne bovina
•La Commissione propone di ridurre
gradualmente il sostegno effettivo al
mercato dagli attuali 2780 ECU/t a 1950
ECU/t nel periodo 2000-2002;
•La diminuzione dei prezzi sarà bilanciata
da aiuti diretti al reddito da aumentare
gradualmente e da corrispondere sempre
per capo di bestiame (per le vacche nutrici un
versamento annuale di 215 ECU contro i 145
attuali, per i bovini maschi un versamento
singolo di 368 ECU contro i 135 attuali e
infine per le vacche lattifere un versamento di
70 ECU).
Agenda 2000
Politica Agricola Comune
•I
prodotti lattiero caseari
•La Commissione ha optato per la strategia
di prorogare il regime delle quote fino al
2006 e di rendere più flessibile e più
semplice l’attuale organizzazione comune di
mercato;
• Ridurre gradualmente i prezzi di sostegno,
in media del 10% sull’intero periodo e di
introdurre un nuovo pagamento annuo di
145 ECU per le vacche lattifere.
Agenda 2000
Politica Agricola Comune
•I
prodotti mediterranei
•Tabacco e vino sono attualmente oggetto
d’esame da parte delle istituzioni europee
•Per gli ortofrutticoli la Commissione
seguirà da vicino l’applicazione della
riforma decisa dal Consiglio nel luglio del
1996.
•Per l’olio d’oliva è stato approvato il nuovo
OCM.
Agenda 2000
Politica Agricola Comune
•Un aspetto rilevante delle proposte
della
Commissione
riguarda
l’introduzione di un unico massimale
per tutti i pagamenti diretti a favore dei
redditi concessi nell’ambito delle
organizzazioni comuni di mercato
(OCM).
•Gli Stati membri dovrebbero essere
inoltre autorizzati ad introdurre criteri di
differenziazione
secondo
norme
stabilite di comune accordo.
Agenda 2000
Politica Agricola Comune
Politica rurale.
In Agenda 2000 si ribadisce
l’importanza
delle
politiche
strutturali e dello sviluppo delle zone
rurali che avranno un ruolo
fondamentale per la salvaguardia
dell’ambiente e per il tempo libero.
Agenda 2000
Quadro finanziario prospettato
Spese per il settore agricolo a carico del
FEOGA nel 2000-2006 (miliardi di ECU)
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
40,1
43,1
44,9
46,3
46,5
46,4
46,5
- Seminativi
16,8
19,1
19,2
19,2
19,3
19,3
19,3
- Frutta e
legumi
- Prodotti
lattierocaseari
- Carne
bovina
- Misure di
accompagna
mento
Misure
veterinarie
Misure
strutturali
Aiuto preadesione
1,9
1,9
1,9
1,9
1,9
1,9
1,9
2,9
3,2
3,6
4,1
4,5
4,5
4,6
4,7
5,7
7,1
8,2
8,0
7,9
7,9
2,8
2,8
2,8
2,8
2,8
2,8
2,8
0,1
0,1
0,1
0,1
0,1
0,1
0,1
1,9
1,9
2,0
2,1
2,1
2,2
2,2
0,5
0,5
0,6
0,6
0,6
0,6
0,6
Totale UE-15
42,7
45,7
47,5
49,1
49,3
49,3
49,4
4,3
3,0
3,1
3,5
5,4
7,5
9,7
PAC
di cui:
Margine
Fonte: Commissione UE.
Agenda 2000
Quadro finanziario approvato
Agenda 2000
Quadro finanziario approvato
Agenda 2000
Quadro finanziario approvato
Agenda 2000
Calendario
•Il 18 marzo 1998 sono uscite le proposte di
regolamento relative al pacchetto di riforme
comprese in Agenda 2000.
•Il 24-25 marzo 1999 a Berlino sono stati
definitivamente stipulati gli accordi di
Agenda 2000
•Nel Maggio-Giugno 1999 sono stati
approvati i regolamenti applicativi di
Agenda 2000
Agenda 2000
Finanziamento dell’UE
•La decisioni presa nel vertice di
Berlino (Marzo 1999) prevede che il
tetto finanziario dell’Unione europea
rimarrà fissato all'1,27% del Pil.
•A decorrere dal 2002, l'apporto del
contributo Iva alle casse comunitarie
verrà ridotto in modo dall'1% attuale,
allo 0,75% nel 2002 e allo 0,50 nel 2004.
Aumenterà
invece
il contributo
calcolato sulla base del Pil di ciascun
paese (quarta risorsa).
Agenda 2000
Regolamenti orizzontali
I regolamenti orizzontali riguardano:
•la condizionalità ambientale (cross
compliance)
•la modulazione degli aiuti in base a
criteri legati all’occupazione
•l’utilizzazione da parte degli Stati
Membri dei risparmi derivanti
dall’applicazione delle due norme
precedenti per misure ambientali
Agenda 2000
Organizzazione comune del mercato
dell’olio d’oliva
•Nuovi regolamenti approvati il 20 luglio
1998 - Ce n. 1638/98 1639/98
*Già in corso di definizione prima
dell’approvazione di Agenda 2000
*Riforma ponte del 1998
*Riforma effettiva dal 1° novembre 2001
*Prima campagna interessata 1998/99
Principali caratteristiche della riforma:
-Abolizione del prezzo d’intervento e del
prezzo rappresentativo del mercato
-Unificazione dell’aiuto alla produzione
(eliminazione dell’aiuto forfetario ai “piccoli
produttori”)
-riduzione dell’aiuto unitario da 142,2 a
132,25 euro/quintale di olio prodotto
-tolti gli aiuti al consumo
-la Qmg comunitaria è stata aumentata 1.777
milioni di tonnellate
-Italia 30% Qng (Spagna 42,5%)
Agenda 2000
Organizzazione comune del mercato
vitivinicolo
•Nuovi regolamenti approvati il 17 maggio
1999 - Ce n. 1439/99
•Per equilibrio tra domanda e offerta:
*si mantiene il divieto di impianto di viti (fino
al 2010) (51.000 ettari in più per tutta la
comunità di cui 12.933 per l’Italia)
*sistema di regolarizzazione degli impianti
irregolari
*istituzione degli Schedari viticoli nazionali e
Inventario viticolo
*aiuti per la riconversione dei vigneti
*distillazione obbligatoria dei sottoprodotti
*la distillazione volontaria prevede due forme
distillazione per il rifornimento dell’alcole
ad uso alimentare; distillazione di crisi
*Scambi con paesi terzi:i mosti provenienti da
Paesi Terzi non possono essere vinificati; la
miscelazione di vini comunitari con vini
importati è vietata; i vini importati devono
Agenda 2000
Organizzazione comune del mercato
delle carni bovine
•Nuovi regolamenti approvati il 17 maggio
1999 - Ce n. 1254/99
•Si è pensato di risolvere la crisi del settore
con una riduzione del prezzo d’intervento
per riequilibrare domanda e offerta
•Il prezzo d’intervento 3,475 euro/t per i
primi 6 mesi del 2000 e a 3,013 tra il 2001 e
il 2002
•Si prevedono 4 diversi tipi di premi a
secondo degli allevamenti
Agenda 2000
Organizzazione comune del mercato
dei cereali
•Nuovi regolamenti approvati il 17 maggio
1999- Ce n. 1253/99
•Questo regolamento modifica il regolamento
CEE n. 1766/92 e abroga il regolamento
2731/75
*Il prezzo d’intervento sarà ridotto del 15%
in due tappe uguali di 7,5% dalla campagna
2000-2001 passando da 119,19 euro/t a 11,25
euro/t e a 101,31 euro/t dal 2001-2002
*gli aiuti diretti saranno invece aumentati
da 54 euro/t a 63 euro/t
Agenda 2000
Organizzazione comune del mercato
del latte e dei lattiero-caseari
•Nuovi regolamenti approvati il 17 maggio
1999- Ce n. 1255/99
•La nuova OCM entrerà in vigore dalla
campagna 2005/2006
•il regime delle quote viene prorogato fino al
2006 nel 2003 si procederà ad un riesame
della questione
•i prezzi d’intervento del burro e del latte
scremato in polvere sono ridotti del 15% in
tre tappe a partire dal 2005-2006
•l’importo dei pagamenti diretti per unità di
premio sarà aumentato in 4 tappe dal 2000
da 25 Euro a 100 Euro
Agenda 2000
Sostegno allo sviluppo rurale
•Nuovi regolamenti approvati il 17 maggio
1999- Ce n. 1257/99
•Lo sviluppo rurale sarà finanziato dal
FEAOG
•Modifica e abroga altri regolamenti
•Le misure ammissibili dal presente
regolamento sono:
*le misure di accompagnamento della
riforma del 1992: prepensionamento,
misure agroambientali e imboschimento,
il regime relativo alle zone svantaggiate
*le misure di ammodernamento e
diversificazione delle aziende agricole:
investimenti nelle aziende agricole,
insediamento di giovani agricoltori,
formazione, sostegno agli investimenti
negli impianti di trasformazione e
commercializzazione,
aiuto
complementare
alla
silvicoltura,
promozione
e
riconversione
dell’agricoltura
Agenda 2000
Disposizioni generali sui Fondi
strutturali
•Nuovi regolamenti approvati il 21 giugno
1999 -Ce n. 1260/99
•Fondi strutturali, fondo di coesione,
il FEAOG, BEI che contribuiranno
in
modo
appropriato
al
perseguimento dei tre obiettivi
•I nuovi obiettivi riguarderanno nel
complesso
il
35-40%
della
popolazione comunitaria
Agenda 2000
Disposizioni generali sui Fondi
strutturali
•Criteri di appartenenza all’obiettivo 1:
Agenda 2000
Disposizioni generali sui Fondi
strutturali
•Criteri di appartenenza all’obiettivo 2
(massimo il 18% della popolazione
comunitaria):
•Settore
dell’industria
popolazione
10%:
della
Agenda 2000
Disposizioni generali sui Fondi
strutturali
•Criteri di appartenenza all’obiettivo 2
(massimo il 18% della popolazione
comunitaria):
•Zone rurali 5%: della popolazione
Agenda 2000
Disposizioni generali sui Fondi
strutturali
•Criteri di appartenenza all’obiettivo 2
(massimo il 18% della popolazione
comunitaria):
•Zone urbane: 2% della popolazione
Agenda 2000
Disposizioni generali sui Fondi
strutturali
•Criteri di appartenenza all’obiettivo 2
(massimo il 18% della popolazione
comunitaria):
•Zone dipendenti dalla pesca: 1% della
popolazione
AGENDA 2000
AGENDA 2000
per un’unione più forte e più ampia
Il nuovo Obiettivo 1
Il nuovo obiettivo 1 include tutte quelle regioni che,
caratterizzate da un PIL pro-capite inferiore al 75 per
cento della media comunitaria (negli ultimi tre anni),
possono essere classificate nel gruppo in ritardo di
sviluppo, nonché le regioni ultraperiferiche
(dipartimenti francesi d'oltremare, Azzorre, Madera a
Isole Canarie), che si trovano al di sotto della soglia
del 75 per cento. Inoltre rientrano nell’obiettivo 1 tutte
le zone, caratterizzate da scarsissima densità di
popolazione, interessate dall'obiettivo 6 durante il
periodo di programmazione 1994-99. L'obiettivo 1
dovrebbe interessare al massimo il 20 per cento della
popolazione totale dell'Unione.
In Italia rientrano nel nuovo obiettivo 1 sei regioni:
Calabria, Sicilia, Sardegna, Basilicata, Campania e
Puglia. Tra le altre regioni del Mezzogiorno italiano, il
Molise viene incluso nel gruppo the beneficerà di un
sostegno transitorio, mentre 1'Abruzzo esce
definitivamente dall'obiettivo 1 e si affianca alle
regioni del Centro – Nord. All'interno delle regioni
facenti parte dell'obiettivo 1, tutto il territorio
regionale è potenzialmente eleggibile al sostegno dei
Fondi Strutturali: ciò in quanto tutta la regione,
indipendentemente dalle sue differenze interne, viene
classificata in ritardo di sviluppo.
AGENDA 2000
Il nuovo Obiettivo 2
Il nuovo obiettivo 2, con la riforma dei Fondi,
consentirà di accorpare i precedenti obiettivi 2
(zone a declino industriale) e 5b (zone rurali in
declino), rivedendo tuttavia i criteri di
delimitazione delle aree e ampliando la tipologia
di zone interessate al sostegno. Difatti,
1'obiettivo 2 viene a comprendere quattro
diversi tipi di zone con problemi strutturali e con
esigenze di riconversione economica:
1.
Zone in fase di mutazione socioeconomica
nel settore dell' industria e dei servizi (livello
NUTS III).
2.
Zone rurali (livello NUTS III).
3.
Zone urbane densamente popolate.
4.
Zone dipendenti dalla pesca.
AGENDA 2000
Il nuovo Obiettivo 2
E' previsto un sistema di aiuto transitorio decrescente
per le zone ammissibili agli obiettivi 2 e 5b nel 1999, ma
che non rientrerebbero più nell’obiettivo 2 nel 2000.
Tali zone beneficeranno di un aiuto transitorio del
FESR fino al 31 dicembre 2005 e, dal 2000 al 2006, di
un sostegno del FSE nel quadro dell’obiettivo 3 nonché
di un aiuto del FEOGA e dello SFOP nell’ambito delle
misure di accompagnamento delle politiche agricola e
della pesca. Per la stesura definitiva dell’elenco delle
zone ammissibili il testo stabilisce il sistema seguente:
•La Commissione fissa i massimali di popolazione interessata
per ciascuno Stato membro in base alla popolazione totale
delle aree dello Stato che soddisfano i requisiti stabiliti dalla
Comunità, nonché tenendo conto della gravità dei problemi
strutturali, segnatamente della disoccupazione totale e della
disoccupazione di lunga durata al di fuori delle regioni
dell'obiettivo 1.
•Entro il limite dei massimali fissati, gli Stati membri
propongono alla Commissione le zone che soddisfano le
condizioni di ammissibilità sulla base di dati statistici
pertinenti.
•Dopo avere esaminato tali proposte, la Commissione, in
stretta concertazione con lo Stato membro e tenendo conto
delle priorità nazionali, stabilisce l’elenco delle zone
ammissibili all’obiettivo 2.
AGENDA 2000
Il nuovo Obiettivo 2
In base al principio di concentrazione dei Fondi, la
popolazione beneficiaria degli aiuti nel nuovo obiettivo
2 non può superare il tetto del 18 per cento della
popolazione dell'Unione. La ripartizione della
popolazione per le aree dell'obiettivo dovrebbe essere:
del 10 per cento per le zone industriali, del 5 per cento
per le zone rurali, del 2 per cento per le zone urbane e
dell'1 per cento per le zone dipendenti dalla pesca.
Si tratta di una riduzione non trascurabile, se si
considera che, nella fase 1994-99, la popolazione degli
obiettivi 2 e 5b ammontava al 25 per cento del totale
dell'UE. Perché tale sforzo di concentrazione sia
effettivo e distribuito equamente tra tutti gli Stati
membri, l'accordo di Berlino prevede che la riduzione
massima di popolazione non superi, in ogni stato
membro, il 33 per cento della popolazione interessata
dagli obiettivi 2 e 5b della fase 1994-1999.
Nel luglio del 1999 la Commissione ha fissato i
massimali di popolazione per paese; all’Italia è stato
assegnato un ammontare di 7,4 milioni di abitanti, pari
al 13 per cento delle popolazioni interessate compreso
l’Abruzzo. Alcuni paesi sono interessati dall’obiettivo 2
per livelli di popolazione ben al di sopra del 18 per
cento medio fissato per l’ UE, è il caso di Francia (31
per cento), Regno Unito (24 per cento) e Spagna (22 per
cento).
AGENDA 2000
Il nuovo Obiettivo 2
AGENDA 2000
le prime applicazioni di Agenda 2000 e la
revisione di medio-termine
Il reddito degli agricoltori non crescerà in seguito alle misure
di Agenda 2000, ma risulterà inferiore del 12% rispetto a
quello del periodo 1992-96, mentre sarà compensato dagli
aiuti diretti. Ne beneficeranno i consumatori a cui la
riduzione dei prezzi produrrà un risparmio complessivo di
18-20.000 miliardi di lire (9-10.000 milioni di Euro), ed una
riduzione dei prezzi al consumo stimata nel 2005 dello 0,25%.
Questi sono i risultati emersi da tre diversi studi
commissionati a due Istituti statunitensi e al Centro studi
mondiali
sull’alimentazione
di
Amsterdam
dalla
Commissione Europea.
Riguardo alle produzioni invece si prevede un aumento della
superficie a seminativi a causa della riduzione del set aside e
quindi vi sarà un surplus dei seminativi destinati alle
esportazioni. Mentre per le produzioni bovine si prevedeva il
mantenimento dello status-quo, che però è stato stravolto
dall’evento BSE i cui effetti strutturali sono tutti da valutare.
Nel giugno 2000 la Commissione Europea ha approvato i
Piani di Sviluppo Rurale per Lazio, Umbria, EmiliaRomagna e Abruzzo, mentre nel mese di luglio quelli di
Lombardia, Trento, Bolzano, Toscana, Marche e Piemonte e
nell’autunno del 2000 i rimanenti, Veneto, Liguria e Valle
d’Aosta. Le regioni italiane potranno quindi distribuire i
fondi Feoga per gli interventi di sviluppo rurale (4.165
milioni di Euro) attribuiti per il periodo di programmazione
2000-2006.
AGENDA 2000
le prime applicazioni di Agenda 2000 e la
revisione di medio-termine
Le performance di spesa pregresse e l’avanzamento fisico ed
economico degli interventi nel precedente periodo di
programmazione hanno portato la Spagna ad ottenere la
maggior quota di Fondi Strutturali da Bruxelles, 42.309
milioni di Euro, di cui 3.213 destinati ai Piani di Sviluppo
Rurale. Aggiungendo a questi i fondi nazionali e quelli
regionali, la Spagna prevede un impatto di 84 miliardi di
Euro di investimenti e 120.000 posti di lavoro in più ogni
anno per il periodo di programmazione 2000-2006.
Molto articolate e numerose sono le misure adottate nel corso
del 2000 per la revisione di alcune OCM. Nel novembre 2000
i ministri dell’agricoltura hanno approvato una proposta di
modifica relativa all’OCM ortofrutta (Com(2000) 433).
Dall’applicazione della riforma ad oggi, la quota
commercializzata dalle organizzazione dei produttori è
ancora la stessa e andrebbe elevato il grado di
rappresentatività delle OP. La PLV dell’ortofrutta
nell’Unione Europea è 65.819 Euro e le OP commercializzano
22.680 Euro e chiedono 832 miliardi di finanziamento.
Le novità introdotte nell’accordo sono un incremento del
sostegno alle OP per i programmi operativi, raggiungendo il
4,1%; aumenta anche il contributo alla trasformazione del
pomodoro a quota 34,5 Euro la tonnellata. Un’altra
importante novità è l’introduzione delle soglie nazionali che
comportano per l’Italia un consistente aumento della
produzione di pomodori a 4.350.000 tonnellate, mentre per le
arance si passerà da 536.161 a 584.907 tonnellate.
.
AGENDA 2000
le prime applicazioni di Agenda 2000 e la
revisione di medio-termine
La proposta di riforma dell’OCM riso (COM (2000) 278) che
prevede la cancellazione del prezzo plafond e l’inserimento a
tutto titolo del riso nell’OCM dei seminativi, è stata avanzata
per fronteggiare le gravi eccedenze produttive che nel luglio
2000 ammontavano a circa 700.000 tonnellate, il problema
della deperibilità del riso del quale una minima parte viene
usata come aiuti alimentari ai paesi emergenti.
E’ stato approvato il 16 giugno 2000 il regolamento attuativo,
1227/2000, della nuova OCM vino con voto contrario
dell’Italia. Il regolamento, formato da 26 articoli, disciplina
in modo completo tutta la questione riguardante l’impianto
dei vigneti, i premi per l’abbandono della produzione e la
ristrutturazione e riconversione dei vigneti.
L’attuale OCM per l’olio d’oliva verrà prorogata fino al
2003, perdendo così il carattere di transitorietà che l’aveva
caratterizzata. Il motivo è che nei tre anni di applicazione
(1998-2001), non si sono fatti reali progressi nella
determinazione statistica dell’effettivo ammontare del
patrimonio olivicolo e del potenziale produttivo. Con la
proroga vengono anche introdotte nuove denominazioni
dell’olio che vanno a scapito della qualità.
AGENDA 2000
le prime applicazioni di Agenda 2000 e la
revisione di medio-termine
La seconda metà del 2001 è stata caratterizzata dalla
discussione sulla revisione a medio termine di Agenda 2000
che implicherà un’ulteriore riforma della Politica agricola
comunitaria. L’approvazione delle riforme contenute in
Agenda 2000 avvenuta nel marzo 1999, conteneva già in sé il
germe di un nuovo dibattito: riforme troppo blande e
all’insegna della riconferma dello status quo non potevano
evitare ma solo rimandare la presa di coscienza di un
cambiamento radicale come quello dell’allargamento. Nel
capitolo 13 di questo volume si affronteranno in dettaglio le
problematiche relative all’agricoltura e all’ingresso nell’UE
dei paesi candidati. Le discussioni e le deliberazioni per la
revisione di medio termine dovranno avvenire entro il 2002.
Sempre entro lo stesso anno dovranno concludersi le decisioni
in merito ai criteri per l’ingresso dei paesi candidati. La
riforma complessiva della PAC prevista per il 2006 non potrà
questa volta non tener conto del nuovo assetto geografico e
questo influirà in modo sostanziale su quella parte di
agricoltura dell’UE che attualmente dipende maggiormente
dal sostegno ai prezzi e dagli aiuti al reddito.
AGENDA 2000
le prime applicazioni di Agenda 2000 e la
revisione di medio-termine
Il dibattito sugli strumenti utilizzati nella gestione della PAC
si possono sintetizzare in tre punti principali: mantenimento
o meno delle politiche accoppiate e cioè il sostegno ai prezzi
agricoli (mediante dazi all’importazione e meccanismi di
interventi pubblici sul mercato); riduzione dell’importanza
della politica dei mercati (attualmente primo pilastro della
PAC) a vantaggio di un consistente incremento della politica
di sviluppo rurale; il mantenimento dell’attuale livello di
budget agricolo comunitario che attualmente assorbe il 46%
delle risorse dell’UE-15. Questi sono i tre punti fortemente
connessi tra loro ed hanno risvolti internazionali notevoli
(WTO e allargamento ai PECO)
Le proposte di revisione intermedia e di riforma di Agenda
2000 che, riguardano principalmente la PAC come principale
politica comunitaria, si stanno indirizzando in tre possibili
ipotesi e percorsi.
Il primo si basa sul mantenimento dello status quo, cioè una
linea politica di proseguimento graduale delle riforme
stabilite in Agenda 2000, con la difesa delle strategie adottate
nell’Accordo di Berlino. Con tale ipotesi si vuole conservare
un modello agricolo di tipo europeo in cui si vorrebbero
conciliare due aspetti, non particolarmente in sintonia, quali
quelli di un’agricoltura competitiva e vocata alle esportazioni
e la “multifunzionalità”. Gli unici strumenti per ottenere
questi obiettivi sono un’azione sulle protezioni alle
importazioni e le restituzioni alle esportazioni e un
contemporaneo rafforzamento degli aiuti “disaccoppiati”.
AGENDA 2000
le prime applicazioni di Agenda 2000 e la
revisione di medio-termine
La seconda ipotesi pone l’accento sulla liberalizzazione degli
scambi, nel senso di un mercato sempre più aperto e di un
potenziamento della politica dello sviluppo rurale, ma anche
nella direzione di un aumento della sicurezza alimentare e di
un maggior benessere degli animali e della protezione
dell’ambiente. E’ una posizione piuttosto radicale, che va nel
senso dello smantellamento dei sostegni alla produzione con
un evidente rafforzamento della politica di sviluppo rurale a
discapito della politica dei mercati. In questo caso gli
agricoltori dovranno accettare una maggiore variabilità dei
prezzi e i consumatori sostenere una maggiore spesa per le
compensazioni.
La terza ipotesi è di segno opposto alla precedente per quanto
riguarda la liberalizzazione dei mercati. Se l’obiettivo,
generale, di un’agricoltura multifunzionale e rispettosa
dell’ambiente viene perseguito con maggior forza, cambiano
però gli strumenti per raggiungerlo. Infatti ogni Paese ha
diritto alla sovranità alimentare ed ad un’autosufficienza sui
prodotti agricoli di base che si ottengono solo tramite una
forte protezione alle importazioni. Si elimina così il rischio di
assoggettare gli agricoltori alla volatilità del mercato
mondiale e il sostegno dei prezzi garantisce il reddito degli
agricoltori nel mercato interno. Bisogna però nello stesso
tempo avere un rigido controllo dell’offerta in modo da
evitare sovrapproduzione e quindi aumento dei costi per
sovvenzioni alle esportazioni.
AGENDA 2000
le prime applicazioni di Agenda 2000 e la
revisione di medio-termine
Il Commissario per l’agricoltura dell’UE, Fischler,
presenterà nel corso del 2002 le proposte di
revisioni da apportare ad Agenda 2000 sulla base
anche dei risultati delle discussioni già avviate nei
singoli Stati membri. Sembra probabile che il
commissario insisterà a chiedere una diminuzione
degli aiuti (degressività) o il trasferimento allo
Sviluppo rurale di parte dei fondi per gli aiuti
diretti tramite la modulazione obbligatoria, anche
nell’attuale periodo di programmazione.
AGENDA 2000
per un’unione più forte e più ampia
SECONDA PARTE: LA SFIDA DELL’AMPLIAMENTO
“Agenda
2000” costituisce il
“documento d’insieme” che il
Consiglio europeo di Madrid aveva
chiesto alla Commissione di
preparare relativamente alla sfida
dell’ampliamento. Le conclusioni e
raccomandazioni si basano su
diversi criteri definiti dal Consiglio
europeo di Copenaghen del giugno
1993.
AGENDA 2000
per un’unione più forte e più ampia
SECONDA PARTE: LA SFIDA DELL’AMPLIAMENTO
I CRITERI DI ADESIONE DEI NUOVI
PAESI
1. I CRITERI POLITICI
La democrazia e lo stato di diritto
Diritti umani
Rispetto delle minoranze
2. I CRITERI ECONOMICI
Economia di mercato funzionante
Sistemi concorrenziali
Capacità di rimanere all’interno
dell’Ue
AGENDA 2000
per un’unione più forte e più ampia
SECONDA PARTE: LA SFIDA DELL’AMPLIAMENTO
L’appartenenza all’Unione richiede che
il paese:
•abbia raggiunto una stabilità istituzionale
che garantisca la democrazia, il principio di legalità, i
diritti umani, il rispetto e la protezione delle minoranze;
l’esistenza di un’economia di mercato
funzionante
che consenta di rispondere alle pressioni concorrenziali e
alle forze di mercato all’interno dell’Unione;
la capacità di assumersi gli obblighi di tale
appartenenza,
inclusa l’adesione agli obiettivi di un’Unione politica,
economica e monetaria.
•Intensificando gli sforzi attuali, l’Ungheria, la Polonia
e la Repubblica ceca dovrebbero essere in grado a
medio termine di adottare l’essenziale dell’“acquis”
comunitario e di predisporre le strutture amministrative
per la sua applicazione concreta.
• La Slovacchia, l’Estonia, la Lettonia, la Lituania e la
Slovenia potrebbero essere in grado di aderire solo con
un’intensificazione notevole e sostenuta dei loro sforzi.
AGENDA 2000
per un’unione più forte e più ampia
SECONDA PARTE: LA SFIDA DELL’AMPLIAMENTO
I PRINCIPALI PROBLEMI SULLA VIA
DELL’AMPLIAMENTO
•L’ampliamento dell’Unione a circa 25
paesi e 475 milioni di abitanti
apporterà considerevoli vantaggi sul piano
economico e politico e promuoverà le politiche
dell’Unione, purché vengano rispettate certe
condizioni.
L’ampliamento porterà però anche
un’Unione più eterogenea,
con conseguenti problemi di aggiustamento
settoriale e regionale che potrebbero limitarne i
benefici e rendere più difficile l’ulteriore sviluppo
dell’acquis in assenza di adeguati preparativi.
•Risulta fondamentale utilizzare al
massimo il periodo di preadesione
per assicurare un’adeguata preparazione dei paesi
candidati.
AGENDA 2000
per un’unione più forte e più ampia
SECONDA PARTE: LA SFIDA DELL’AMPLIAMENTO
1. Agricoltura
• I prezzi agricoli sono molto inferiori nella
maggior parte dei paesi candidati
dal 10-30% circa per i cereali, e proteaginose
al 40-50 % per la barbabietola da zucchero
dal 30-40 % per i prodotti lattiero-caseari
al 35-45 % per le carni bovine.
relativamente modeste per suini e pollame
notevoli per i prodotti ortofrutticoli (80% per i
pomodori).
Prima dell'adesione si prevede un aumento
dei prezzi, ma senza eliminare i divari.

Per lo zucchero, i prodotti lattieri e certi
prodotti ortofrutticoli sono ancora prevedibili
scarti dell’ordine di 20-30 %.
L’introduzione di quote potrebbe servire per
contrastare l’aumento della produzione di
barbabietola e di latte, indotta dall’esistenza di
prezzi alla produzione più elevati.
AGENDA 2000
per un’unione più forte e più ampia
SECONDA PARTE: LA SFIDA DELL’AMPLIAMENTO
1. Agricoltura
Le aziende agricole nei paesi candidati hanno
dimensioni medie relativamente ampie.
Nel settore dei seminativi, si hanno
minori problemi di integrazione nel mercato
Nel settore zootecnico l’integrazione
richiederà più tempo, considerati gli
investimenti di capitale, il lavoro di
ristrutturazione e la riorganizzazione della
gestione tuttora necessari.
In alcuni paesi candidati le strutture
agricole sono caratterizzate da una maggiore
debolezza dovuta alle dimensioni in media
molto minori delle aziende.
AGENDA 2000
per un’unione più forte e più ampia
SECONDA PARTE: LA SFIDA DELL’AMPLIAMENTO
1. Agricoltura
•Nei settori a valle e nell’industria di prima
trasformazione, resta necessario un intenso
lavoro
di
ristrutturazione
e
ammodernamento.
Si prevedono forti pressioni all’adeguamento
sull’industria alimentare dei PECO all’atto dell’adesione
al mercato unico, particolarmente nelle industrie esposte
ad aumenti dei prezzi delle materie prime e nei paesi in
cui è debole il settore primario.
Il periodo di transizione potrebbe variare
da un paese all’altro per la debolezza
dell’agricoltura e del settore
agroalimentare.
 Questi paesi dovrebbero poter beneficiare di
aiuti allo sviluppo delle loro strutture agricole e
di trasformazione che li preparino
progressivamente alla piena integrazione nel
mercato comune agricolo.
In ogni caso non sarebbe opportuno prevedere
la concessione di aiuti diretti al reddito quali
risultano dalla riforma della PAC del 1992.
AGENDA 2000
per un’unione più forte e più ampia
SECONDA PARTE: LA SFIDA DELL’AMPLIAMENTO
2. Politica di coesione
Sin dalla data di adesione i nuovi Stati membri
devono beneficiare progressivamente - in base alle
loro capacità di assorbimento del cofinanziamento
dei Fondi strutturali dell’Unione.
Verso la fine del prossimo periodo di prospettive
finanziarie (2000 - 2006) sarà così possibile che i
trasferimenti finanziari dai Fondi strutturali
risultino paragonabili a quelli concessi agli Stati
membri dell’Unione che manifestano ritardi di
sviluppo.
AGENDA 2000
per un’unione più forte e più ampia
SECONDA PARTE: LA SFIDA DELL’AMPLIAMENTO
3. Realizzare il Mercato unico
Un
mercato
unico
pienamente
funzionante è d’importanza cruciale per
i nuovi Stati membri in quanto fonte
potenziale di crescita e di posti di lavoro.
Occorre applicare prima ancora
dell’adesione tutti gli elementi del Libro
bianco sul mercato unico tramite una
procedura specifica.
Eventuali difficoltà relative agli scambi di
prodotti agricoli o alla libera circolazione dei
lavoratori e delle persone non dovrebbero
impedire la piena realizzazione delle misure
previste nel Libro bianco.
Soltanto allora sarà concepibile la piena
applicazione di un Mercato unico senza
controlli alle frontiere.
AGENDA 2000
per un’unione più forte e più ampia
SECONDA PARTE: LA SFIDA DELL’AMPLIAMENTO
4. Applicare le norme ambientali
L’ambiente rappresenta una sfida di
grande importanza per il processo di
ampliamento
adozione delle norme e dei livelli di tutela
ambientale vigenti nell’Unione,
non è realistico attendersi la piena
osservanza dell’acquis nel prossimo futuro,
dati gli attuali problemi ambientali e la
necessità di massicci investimenti
5. Trasporti
Saranno
necessari
investimenti
molto
considerevoli nelle infrastrutture di trasporto per
evitare le strozzature dovute all’aumento dei
flussi
Il fabbisogno di investimenti in questo campo
sarà molto elevato e una quota significativa dovrà
essere finanziata attingendo a fonti diverse dai
bilanci nazionali..
Sarà necessario un notevole sostegno da parte
dell’Unione per i corridoi connessi alle reti
transeuropee.
AGENDA 2000
per un’unione più forte e più ampia
SECONDA PARTE: LA SFIDA DELL’AMPLIAMENTO
6.
Sicurezza nucleare
L’industria nucleare rappresenta, in media, il 30%
della produzione di elettricità nei paesi candidati e
fino all’80% in alcuni di essi.
La maggioranza delle centrali sono state costruite
con tecnologie sovietiche e non sono conformi alle
norme di sicurezza internazionali.
La soluzione non può consistere nella chiusura pura e
semplice, in quanto non tutte le centrali comportano lo
stesso grado di rischio e il costo delle fonti di energia
alternative sarebbe estremamente elevato.
Vari paesi candidati hanno già iniziato a costruire
nuove centrali nucleari, soluzione che essi ritengono
economicamente la più idonea a soddisfare la domanda
di energia indotta dalla crescita e ad acquisire
l’indipendenza nel settore energetico.
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per un’unione più forte e più ampia
SECONDA PARTE: LA SFIDA DELL’AMPLIAMENTO
7.
Libertà, sicurezza e giustizia
•Giustizia e Affari interni sono entrati a far
parte dell’ambito di responsabilità dell’Unione
con l’entrata in vigore del trattato di Maastricht.
•Il trattato di Amsterdam trasferisce alcuni di
questi settori alla competenza comunitaria e
rafforza la cooperazione nelle restanti aree del
terzo pilastro, oltre ad integrare gli
accordi di Schengen nel trattato dell’Unione
europea.
•Tutti i paesi candidati si trovano a fronteggiare,
in maggiore o minore misura, la sfida
rappresentata dalla lotta alla criminalità
organizzata, al terrorismo, al traffico di donne e
di droga.
AGENDA 2000
per un’unione più forte e più ampia
SECONDA PARTE: LA SFIDA DELL’AMPLIAMENTO
III.
Una strategia per l’ampliamento
I negoziati stabiliranno per ciascuno
degli Stati candidati le modalità di
adesione all’Unione.
Come in passato, alla base dell’adesione si
situerà l’acquis comunitario esistente all’atto
dell’ampliamento.
l’obiettivo dell’Unione dovrebbe essere
quello di vedere applicato l’acquis da parte
dei nuovi Stati membri fin dal momento
dell’adesione.
L’ampliamento deve combinare una
strategia di preadesione rafforzata, volta
ad assicurare che tutti i paesi candidati
assumano
quanto
più
possibile
dell’acquis prima dell’adesione.
AGENDA 2000
per un’unione più forte e più ampia
SECONDA PARTE: LA SFIDA DELL’AMPLIAMENTO
1.
Negoziati d’adesione
La posizione dell’Unione nei confronti dei paesi
candidati dovrebbe basarsi sui seguenti principi:
i nuovi membri assumeranno i diritti e gli obblighi
derivanti dall’adesione in base all’acquis esistente
fin dal momento dell’adesione dovrebbero essere
immediatamente applicabili le misure necessarie per
l’ampliamento del mercato unico
 in casi debitamente giustificati, è possibile concordare
disposizioni transitorie ma non deroghe, entro un
periodo di tempo limitato
durante i negoziati d’adesione, si procederà, ad una
verifica dei progressi compiuti nell’adozione
dell’acquis e negli altri aspetti della preparazione
all’adesione.
•I negoziati inizieranno con l’esame del diritto
derivato da parte della Commissione e di ciascuno
dei paesi candidati. In questa fase preliminare
saranno individuati i principali settori problematici
in vista dei negoziati successivi.
AGENDA 2000
per un’unione più forte e più ampia
SECONDA PARTE: LA SFIDA DELL’AMPLIAMENTO
2.
Rafforzare la strategia di adesione
Su richiesta del Consiglio europeo di Dublino,
la Commissione propone il rafforzamento della
strategia di preadesione per tutti i PECO
candidati, qualunque sia la fase raggiunta nel
processo di transizione.
orientare l’assistenza verso le esigenze specifiche
di ciascun candidato, in vista dei negoziati, in una
strategia complessiva coerente.
L’Unione sarà così in grado di fornire sostegno
per il superamento di problemi particolari
individuati nei pareri, senza bisogno di lunghi
periodi transitori che metterebbero in discussione
l’acquis e la coesione economica e sociale
dell’Unione nel suo complesso.
Via via che adottano l’acquis per preparare
l’adesione, i paesi candidati dovrebbero avere
l’opportunità di partecipare ai programmi
comunitari.
AGENDA 2000
per un’unione più forte e più ampia
SECONDA PARTE: LA SFIDA DELL’AMPLIAMENTO
•Due sono gli obiettivi principali della
strategia di preadesione rafforzata
descritta :
fondere le diverse forme di sostegno fornite
dall’Unione in un unico quadro di
riferimento,
i Partenariati d’adesione, entro cui lavorare
con i paesi candidati, sulla base di un
programma ben definito di preparazione
all’adesione, che prevede il loro impegno verso
una serie di priorità specifiche e il relativo
calendario di realizzazione;
 familiarizzare i paesi candidati con le
politiche e le procedure dell’Unione,
offrendo loro la possibilità di partecipare ai
programmi comunitari.
AGENDA 2000
per un’unione più forte e più ampia
SECONDA PARTE: LA SFIDA DELL’AMPLIAMENTO
L’attuale strategia di preadesione si
fonda sugli Accordi europei, il Libro
bianco sul mercato unico, il dialogo
strutturato e Phare.
•Gli Aiuti preadesione
Oltre a PHARE (1,5 miliardi di ECU all’anno),
l’aiuto preadesione a favore dei PECO candidati
comprenderà, a partire dall’anno 2000, altri due
elementi:
un aiuto allo sviluppo agricolo di 500
MECU all’anno
•un aiuto strutturale pari a 1 miliardo di
ECU, destinato principalmente a favorire il
ravvicinamento di questi paesi alle norme
comunitarie in materia di infrastrutture, analogamente agli interventi attuali del fondo
di coesione - nei settori dei trasporti e
dell’ambiente.
•Tale aiuto permetterà inoltre ai paesi
candidati di familiarizzarsi con le modalità
di attuazione delle azioni strutturali..
AGENDA 2000
per un’unione più forte e più ampia
SECONDA PARTE: LA SFIDA DELL’AMPLIAMENTO
•Partenariati d’adesione
•Il•Due
nuovo
strumento
costituirà
l’asse portante
della strategia
sono gli
obiettivi principali
della strategia
di preadesione
rafforzata,
per consentire
rafforzata descritta
più avanti: ai paesi candidati l’attuazione di
programmi nazionali di preparazione all’adesione.
fondere le diverse forme di sostegno fornite dall’Unione in
un unico quadro
di riferimento,
Partenariati d’adesione,
Il Partenariato
d’adesione
si i articolerà
negli elementi
entro
lavorare con i paesi candidati, sulla base di un
illustrati qui
di cui
seguito:
programma ben definito di preparazione all’adesione, che
prevede
il loro impegno
verso una
serie diStato
priorità candidato
specifiche , in
impegni
precisi
da parte
dello
e il relativo
calendario di realizzazione;
particolare
relativamente
alla democrazia, la stabilità
macroeconomica,
la sicurezza
nucleare
un programma
nazionale
 familiarizzare
i paesi candidati
con lee politiche
e le
di recepimento
proceduredell’acquis.
dell’Unione, offrendo loro la possibilità di
partecipare ai programmi comunitari.
una mobilitazione di tutti gli strumenti disponibili
L’attuale
strategia di
preadesione
si fonda sugli Accordi
il
dell’Unione
per
la preparazione
degli europei,
Stati candidati
Libro bianco sul mercato unico, il dialogo strutturato e Phare.
all’adesione.
•Gli Aiuti preadesione
 In particolare il programma Phare potrebbe fungere
a PHARE (1,5
di ECU
l’aiuto
daOltre
catalizzatore
di miliardi
operazioni
di all’anno),
cofinanziamento
con
a favoree dei
comprenderà,
a
lapreadesione
BEI, la BERS
la PECO
Bancacandidati
mondiale,
con le quali
la
partire
dall’anno
2000,
altri
due
elementi:
Commissione concluderà accordi quadro.
un aiuto
allo sviluppo
agricolo di 500
MECU all’anno
Dato
l’enorme
fabbisogno,
soprattutto
nei settori
dell’ambiente
e pari
deia 1 trasporti,
la destinato
Commissione
•un aiuto strutturale
di ECU,dei
suggerisce
di impiegare
ilmiliardo
70% circa
fondi Phare
principalmente
a
favorire
il
ravvicinamento
di
questi
per gli investimenti.
paesi alle norme comunitarie in materia di infrastrutture,
Altre
risorse- analogamente
potrebberoagliprovenire
dadelistituzioni
nella fattispecie
interventi attuali
finanziarie
internazionali
pertrasporti
gli sforzi
nel campo della
fondo di coesione
- nei settori dei
e dell’ambiente.
normalizzazione
e inoltre
dello aisviluppo
dellediPMI.
Tale aiuto permetterà
paesi candidati
familiarizzarsi con le modalità di attuazione delle azioni
Il Partenariato
d’adesione avrà la forma di una decisione della
strutturali..
Commissione adottata previa consultazione con il paese candidato e
alla luce del parere dei comitati di gestione degli aiuti fino a quel
momento erogati.
AGENDA 2000
per un’unione più forte e più ampia
SECONDA PARTE: LA SFIDA DELL’AMPLIAMENTO
V.
La Conferenza europea
L’ampliamento è un processo a lungo termine che
interessa tutta l’Europa. È opportuno riunire in un unico quadro
gli Stati membri dell’Unione e tutti i paesi europei che abbiano una
vocazione all’adesione e che siano legati all’Unione da un accordo di
associazione. La Commissione propone di istituire a tal fine una
conferenza.
La Conferenza europea offrirebbe un’opportunità di consultazione su
un’ampia gamma di temi collegati alla politica estera e di sicurezza
comune (PESC) nonché alla giustizia e agli affari interni.
Per quanto attiene alla PESC, la Conferenza costituirebbe una sede di
dialogo su problemi internazionali di interesse comune, come le relazioni
con la Russia, l’Ucraina ed altri paesi della CSI o la sicurezza europea.
Nel settore della giustizia e degli affari interni, l’Unione e gli altri
partecipanti alla conferenza hanno interessi comuni in relazione a temi
quali: lotta alla criminalità organizzata, terrorismo, corruzione, traffico di
stupefacenti, commercio illegale di armi, riciclaggio di denaro sporco e
immigrazione clandestina. La Conferenza europea faciliterebbe la
cooperazione con Europol e tra le autorità nazionali, comprese quelle
giudiziarie e di polizia.
La Conferenza si riunirebbe ogni anno a livello di capi di
Stato o di governo e di presidente della Commissione nonché,
all’occorrenza, a livello ministeriale.
AGENDA 2000
per un’unione più forte e più ampia
SECONDA PARTE: LA SFIDA DELL’AMPLIAMENTO
VI.
Relazioni con la Turchia
L’ammissibilità della candidatura della Turchia all’adesione, sollevata per
la prima volta nell’accordo di associazione di Ankara del 1964, è stata
ribadita nel parere della Commissione del 1989 sulla domanda d’adesione
presentata dalla Turchia nel 1987.
Il 29 aprile 1997 il consiglio di associazione UE/Turchia ha riaffermato
l’ammissibilità della candidatura e ha confermato che la Turchia sarà
giudicata in base ai medesimi criteri obiettivi degli altri paesi candidati.
L’entrata in vigore dell’unione doganale il 31 dicembre 1995 ha segnato
un importante passo avanti nelle relazioni fra UE e Turchia. L’unione
doganale sta funzionando in modo soddisfacente e costituisce una solida
base per il futuro sviluppo delle relazioni fra UE e Turchia. Tuttavia, le
circostanze politiche non hanno finora consentito di perseguire la
cooperazione finanziaria e il dialogo politico, come concordato allorché
era stata adottata la decisione relativa all’unione doganale il 5 marzo
1995.
L’economia turca ha conosciuto una crescita rapida negli ultimi dieci
anni. A seguito dell’entrata in vigore dell’unione doganale, gli scambi
complessivi fra UE e Turchia sono passati da 22 miliardi di ECU nel 1995
a 27 miliardi di ECU stimati per il 1996 (con un’eccedenza per l’UE
stimata attorno ai 9 miliardi di ECU).
L’unione doganale ha dimostrato che l’economia turca è in grado di far
fronte alla sfida concorrenziale del libero scambio di prodotti finiti e alle
componenti dell’acquis comunitario relative al commercio, alla
concorrenza e alla proprietà intellettuale. È l’instabilità macroeconomica
che continua invece a destare preoccupazione.
Nel corso dell’ultimo decennio, la Turchia non è riuscita a uscire dal ciclo
di inflazione, disavanzo della spesa pubblica e svalutazione valutaria.
Devono essere affrontate le cause strutturali dell’instabilità
macroeconomica, ad esempio migliorando l’efficienza della riscossione
delle imposte, ristrutturando e privatizzando le imprese pubbliche,
riformando il sistema della sicurezza sociale o modificando la spesa
pubblica. Occorre inoltre compiere degli sforzi per promuovere la
coesione economica e sociale, ammodernare l’agricoltura e stimolare
maggiormente gli investimenti nelle infrastrutture e nel capitale umano.
AGENDA 2000
per un’unione più forte e più ampia
SECONDA PARTE: LA SFIDA DELL’AMPLIAMENTO
VII.
Raccomandazioni finali
1. La Commissione invita il Consiglio ad avallare per la
sfida dell’ampliamento l’approccio definito nella presente
comunicazione.
•L’ampliamento è un processo che abbraccia tutti i paesi
candidati. Il processo nel suo insieme comprende:
•da un lato, l’apertura di negoziati d’adesione con i singoli
paesi, a seconda della fase che ciascuno di essi ha
raggiunto nel preparare l’adesione e nel soddisfarne i
requisiti di fondo;
•dall’altro lato,
che consiste
preadesione per
multilaterale di
europea.
un quadro di riferimento complementare
nel rafforzamento della strategia di
i PECO e nella costituzione di una istanza
cooperazione sotto forma di Conferenza
2. Per quanto attiene all’apertura di negoziati d’adesione,
il Consiglio europeo ha già stabilito che dovranno essere
avviati con Cipro sei mesi dopo la conclusione della
Conferenza intergovernativa.
3 Riguardo
ai PECO, la Commissione ritiene che
attualmente nessuno di essi soddisfi appieno la totalità dei
criteri.
Ungheria, Polonia, Estonia, Repubblica ceca e Slovenia
potrebbero a medio termine essere in grado di soddisfare
tutte le condizioni dell’adesione, a condizione che
proseguano e sostengano con vigore i loro sforzi di
preparazione.
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per un’unione più forte e più ampia
SECONDA PARTE: LA SFIDA DELL’AMPLIAMENTO
4. In considerazione di tali elementi, la Commissione raccomanda al
Consiglio di aprire i negoziati con i seguenti paesi (elencati in base
all’ordine cronologico delle rispettive domande d’adesione):
Ungheria
L’Ungheria presenta le caratteristiche di una democrazia, dotata di
istituzioni stabili che garantiscono lo stato di diritto, i diritti umani, il
rispetto e la tutela delle minoranze. Il paese può essere considerato come
un’economia di mercato funzionante e dovrebbe essere in grado, a medio
termine, di fronteggiare la pressione concorrenziale e le forze di mercato
in seno all’Unione. A medio termine, l’Ungheria dovrebbe avere la
capacità di assumere l’acquis comunitario, soprattutto in relazione al
mercato unico, a condizione di proseguire gli sforzi di recepimento e
attuazione. Tuttavia, saranno necessari sforzi particolari nei settori
dell’ambiente, delle dogane e dell’energia. Occorreranno inoltre riforme
supplementari per dotare il paese delle strutture che gli permettano di
applicare e far rispettare l’acquis.
Polonia
La Polonia presenta le caratteristiche di una democrazia, dotata di
istituzioni stabili che garantiscono lo stato di diritto, i diritti umani, il
rispetto e la tutela delle minoranze. Il paese può essere considerato come
un’economia di mercato funzionante e dovrebbe essere in grado, a medio
termine, di fronteggiare la pressione concorrenziale e le forze di mercato
in seno all’Unione. A medio termine, la Polonia dovrebbe avere la
capacità di partecipare appieno al mercato unico, a condizione di
proseguire gli sforzi di recepimento dell’acquis e intensificare il relativo
lavoro di attuazione. Tuttavia, saranno necessari sforzi e investimenti
particolari per integrare l’acquis in settori quali l’agricoltura, l’ambiente e
i trasporti. Occorreranno inoltre riforme supplementari sul versante
amministrativo per dotare la Polonia delle strutture che le permettano di
applicare e far rispettare l’acquis in maniera efficace.
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SECONDA PARTE: LA SFIDA DELL’AMPLIAMENTO
Estonia
L’Estonia presenta le caratteristiche di una democrazia, dotata di
istituzioni stabili che garantiscono lo stato di diritto, i diritti umani, il
rispetto e la tutela delle minoranze. Si impone, tuttavia, la necessità di
misure volte ad accelerare la concessione della cittadinanza ai residenti di
lingua russa, così da permettere loro di integrarsi meglio nella società
estone. Il paese può essere considerato come un’economia di mercato
funzionante e dovrebbe essere in grado, a medio termine, di compiere i
progressi necessari a fronteggiare la pressione concorrenziale e le forze di
mercato in seno all’Unione. L’Estonia ha realizzato notevoli passi avanti
nel recepire ed attuare l’acquis comunitario, soprattutto in relazione al
mercato unico. A medio termine, con qualche sforzo supplementare, il
paese dovrebbe essere capace di partecipare appieno al mercato unico.
Saranno necessari sforzi particolari, ivi compresi investimenti, per
applicare l’acquis fino in fondo in settori quali l’ambiente. Occorrerà
inoltre rafforzare la struttura amministrativa per dotare l’Estonia delle
strutture che le permettano di applicare e far rispettare l’acquis in maniera
efficace.
Repubblica ceca
La Repubblica ceca presenta le caratteristiche di
una democrazia, dotata di istituzioni stabili che garantiscono lo stato di
diritto, i diritti umani, il rispetto e la tutela delle minoranze. Il paese può
essere considerato come un’economia di mercato funzionante e dovrebbe
essere in grado, a medio termine, di fronteggiare la pressione
concorrenziale e le forze di mercato in seno all’Unione. A medio termine,
la Repubblica ceca dovrebbe avere la capacità di applicare completamente
l’acquis, a condizione di proseguire gli sforzi di recepimento dell’acquis e
intensificare il relativo lavoro di attuazione. Tuttavia, saranno necessari
sforzi particolari, ivi inclusi investimenti, per integrare l’acquis in settori
quali
l’agricoltura,
l’ambiente
e
l’energia.
Slovenia
La Slovenia presenta le caratteristiche di una democrazia, dotata di
istituzioni stabili che garantiscono lo stato di diritto, i diritti umani, il
rispetto e la tutela delle minoranze. Il paese può essere considerato come
un’economia di mercato funzionante e dovrebbe essere in grado, a medio
termine, di fronteggiare la pressione concorrenziale e le forze di mercato
in seno all’Unione. Saranno tuttavia necessari sforzi notevoli per
l’assunzione dell’acquis, soprattutto per l’applicazione efficace del
mercato unico. Occorreranno progressi importanti in settori quali
l’ambiente, l’occupazione, gli affari sociali e l’energia. Saranno inoltre
indispensabili riforme supplementari per dotare la Slovenia delle strutture
amministrative che le permettano di applicare l’acquis in maniera
efficace.
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SECONDA PARTE: LA SFIDA DELL’AMPLIAMENTO
La Commissione presenterà una relazione
periodica al Consiglio europeo sui progressi
rilevati: la prima alla fine del 1998 e quelle successive
con scadenza annuale.
Le relazioni saranno incentrate sui progressi
compiuti dai paesi candidati nell’adempimento degli
obiettivi stabiliti in ogni singolo Partenariato
d’adesione.
La Commissione, una volta considerate soddisfatte
da parte di un paese candidato le condizioni
necessarie all’avvio dei negoziati d’adesione, senza che
ciò sia ancora avvenuto, invierà una raccomandazione
al Consiglio perché avvii i negoziati d’adesione.
6 La Presidenza e la Commissione potrebbero
organizzare una serie di riunioni multilaterali con i
PECO candidati, al fine di esaminare le questioni
relative all’adesione diverse da quelle emerse nei
singoli negoziati.
7.Il quadro complessivo dovrebbe essere completato
dall’istituzione di una Conferenza europea, che si
occupi di temi collegati alla cooperazione nel campo
della politica estera e di sicurezza comune e in quello
della giustizia e degli affari interni. La Conferenza
europea riunirebbe gli Stati membri dell’Unione e
tutti i paesi europei che abbiano una vocazione
all’adesione e che siano legati all’Unione da un
accordo di associazione.
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SECONDA PARTE: LA SFIDA DELL’AMPLIAMENTO
NEGOZIATI APERTI
A marzo 1998 sono stati avviati i colloqui
per l’ingresso di cinque nuovi paesi:
Repubblica Ceca
Cipro
Estonia
Ungheria
Slovenia
La data fissata per la loro entrata nella
UE è Gennaio 2003
A Febbraio 2000 sono stati avviati i
colloqui per l’ingresso del secondo gruppo
di aspiranti:
Romania
Bulgaria
Lituania
Lettonia
Repubblica slovacca
Malta
Sul loro accesso sono necessarie
verifiche ci ordine economico, politico e
sociale
I paesi in lista di attesa sono
Turchia
Ucraina
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PARTE TERZA:IL NUOVO QUADRO FINANZIARIO (2000-2006)
I.
La problematica d’insieme
•Dal 1988 l’evoluzione del bilancio comunitario si
inserisce in un quadro finanziario definito a medio
termine e accettato congiuntamente dal Consiglio, dal
Parlamento e dalla Commissione.
Rispettando i limiti di un massimale garantito delle
risorse proprie, tale sistema ha consentito una
crescita ordinata delle grandi categorie di spese, in
conformità delle priorità definite per lo sviluppo delle
politiche comunitarie.
Il nuovo quadro finanziario dovrà rispondere
essenzialmente a tre esigenze:
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