GOVERNANCE AND COMPLIANCE
A.A. 2014-2015
IL RATING DELLA
GOVERNANCE
Governance and Compliance - Prof.
Alberto Nobolo
1
Il rating
Il termine rating deriva dall’inglese “to rate” e significa
“valutare”.
Questa attività nacque negli USA dove la più famosa agenzia
rating del tempo, la Standard & Poor’s, propose agli investitori
statunitensi
un’analisi di affidabilità e qualità del credito.
Il termine rating viene oggi utilizzato con accezioni differenti;
esso rappresenta:
una valutazione delle capacità dell’azienda di rimborsare il suo
debito finanziario con puntualità alla scadenza prevista
uno strumento sintetico di misurazione del rischio di un
investimento.
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Il rating
I rating sono periodicamente pubblicati da
agenzie specializzate, principalmente Standard
& Poor's, Moody's e Fitch Ratings.
Nell’ambito delle agenzie di rating più comuni il
RATING viene espresso attraverso un voto in
lettere, in base al quale il mercato stabilisce un
premio per il rischio da richiedere all'azienda
per accettare quel determinato investimento
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Esempi rating
Standard & Poor‘s
 AAA Elevata capacità di ripagare il debito
 AA
Alta capacità di pagare il debito
A
Solida capacità di ripagare il debito, che potrebbe essere influenzata
da circostanze avverse
 BBB Adeguata capacità di rimborso, che però potrebbe peggiorare
 BB, B Debito prevalentemente speculativo
 CCC, Debito altamente speculativo
 CC
Debito altamente speculativo
D
Società insolvente
Moody's









Aaa
Aa
A
Baa
Ba
B
Caa,
Ca,
C,
Livello minimo di rischio
Debito di alta qualità
Debito di buona qualità ma soggetto a rischio futuro
Grado di protezione medio
Debito con un certo rischio speculativo
Debito con bassa probabilità di ripagamento
Investimento ad alto rischio
Investimento ad alto rischio
Realistico pericolo di insolvenza
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Il rating: funzione segnaletica
L’affermazione e la diffusione generalizzata dei
coefficienti di rating si spiegano con la funzione di
efficace mezzo segnaletico per comunicare al mercato
i risultati di un’analisi condotta da soggetti
indipendenti rispetto gli emittenti dei titoli.
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5
Il rating
I destinatari del rating possono essere:
- Un investitore istituzionale: il rating viene utilizzato per comporre il
proprio portafoglio di investimento;
- Un operatore individuale: il rating può rappresentare il modo più
semplice ed economico per ottenere informazioni
PROCEDURA DI RATING:
Una società, una banca o uno Stato devono rivolgere una richiesta
esplicita a una delle agenzie di rating. Il servizio è a pagamento.
Ottenuto l'incarico, l'agenzia inizia l'analisi della società, della banca
o dello Stato. L'analista incaricato attinge da informazioni pubbliche
(ad esempio, i bilanci), studia i fondamentali economici e finanziari
e incontra i manager per raccogliere tutte le informazioni necessarie.
Solo dopo questa analisi è possibile esprimere un voto
sull'affidabilità creditizia della società che ha richiesto il rating.
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Il rating
Le tipologie di giudizi rilasciati dalle agenzie
sono molteplici ma possono essere distinti in
due macro gruppi:
Credit ratings: relativi alla valutazione del
merito di credito
Non-credit ratings: relativi alla valutazione di
altre componenti di rischio
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Il rating etico
Il rating classico, quello definito di "merito creditizio", nasce per
misurare la solidità finanziaria ed economica di un'emittente.
Le misure classiche, partono dalla tripla A come misura di
massima solidità, sino alla C.
Il rating etico è anch’esso una misura, però nasce per fornire un
livello qualitativo dell’emittente in riferimento ad altre
questioni, diverse dalle dimensioni finanziarie. Si tratta di una
evoluzione operativa, nata nel mondo della finanza, della
dottrina della responsabilità sociale d'impresa.
In generale, il "rating etico" esamina questioni attinenti alla
governance, trasparenza, impatto ambientale ed altri aspetti
tipici della responsabilità sociale d'impresa come quelli
relativi alla legalità.
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Il rating etico
Numerose società (in molti casi, gli emittenti non sono
vere e proprie agenzie di rating) attribuiscono dei rating
etici o creano appositi indicatori.
Non sempre i risultati sono resi pubblici e le differenze
metodologiche tra i differenti modelli di rating possono
essere ampie.
Tali incarichi di valutazione, sono spesso incarichi annuali
e vengono richiesti da banche e fondi di investimento,
in particolare dai gestori di fondi etici, i quali forniscono
anche i vari parametri di valutazione da applicare.
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Il rating etico
Tra i rating etici standard pubblici più noti vi sono quelli della
Agenzia Standard Ethics di Bruxelles su imprese quotate e
stati nazionali (il voto attribuito da questa Agenzia va da un
massimo di tripla E (EEE), al più basso che è la E-).
Si tratta di giudizi emessi ed aggiornati da oltre un decennio
ed effettuati esclusivamente in relazione alle indicazioni di
sostenibilità e responsabilità sociale d'impresa provenienti
dall’OCSE, dall’ONU e dalla Unione europea che sono
contenute in numerosi documenti di queste organizzazioni.
Le valutazioni di questa Agenzia rappresentano, per gli studi
universitari, una interessante fonte di regolari valutazioni sul
comportamento aziendale in fatto di governance e
responsabilità sociale d'impresa.
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Il rating nella corporate governance
Il rating all’interno della corporate governance
ha lo scopo di giudicare la “bontà”
dell’impresa sulla base della valutazione del
governo economico della stessa.
L’Institutional Shareholders Services e la
Governance Metrics International, società di
rating, asseriscono di essere in grado di
determinare quanto sia effettivamente reattiva
l’amministrazione di una società.
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Il rating nella corporate governance
Gli indicatori considerati ai fini del calcolo del rating sono molteplici:
 Aspetti connessi ai rapporti tra il CdA e l’azionista di riferimento
 Le modalità di valutazione delle performance dei consiglieri
 La frequenza delle riunioni dei membri del CdA aiutano a meglio
comprendere il funzionamento della società e la missione che la stessa
riveste nel contesto economico in cui opera.
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Il rating nella corporate governance
Il processo di assegnazione del rating dovrebbe essere articolato in
maniera tale da garantire l’assegnazione di giudizi comparabili nel
tempo nello spazio e tra aree di attività.
L’assegnazione del rating avviene su impulso dell’emittente; il giudizio
infine viene divulgato mediante i principali canali di informazione.
Il giudizio si fonda su informazioni sia di tipo quantitativo che qualitativo
e includono dati storici e prospettici; esse vengono acquisite sia da
documenti pubblici sia da materiale privato fornito dal management.
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Il rating nella corporate governance
I meccanismi di corporate governance sono essenziali per garantire:
- il corretto funzionamento e garantire il buon operato degli
amministratori;
- permettere ai terzi soggetti, che interagiscono con l’azienda
all’esterno, di avere una buona percezione.
Alcuni studiosi associano l’efficienza della gestione, tradotta in buoni
risultati finanziari, al numero dei componenti gli organi di
controllo: numero ridotto di amministratori, maggior controllo,
maggior qualità e quindi efficienza;
Altri, invece, puntano l’attenzione sulla presenza di amministratori
indipendenti garanzia di maggior trasparenza e migliore informativa;
Studi più recenti si concentrano sulla verifica della presenza di
comitati quali organi di vigilanza e controllo nonché sull’attività del
Consiglio
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Corporate Governance Rating
L’obiettivo generale del Corporate Governance Rating
(CGR), cui vuole giungere il modello, è quello di
evidenziare la bontà della governance in un
punteggio che possa essere facilmente comparato
tra società diverse.
Per poter giungere alla costruzione completa del
nostro modello si è fatto innanzitutto riferimento ai
modelli di rating utilizzati dalle più note agenzie di
rating. Esempi di agenzie di rating che hanno
sviluppato sistemi di rating sulla corporate
governance sono:
• 1. Governance Metrics International (GMI),
• 2. Institutional Shareholders Services (ISS),
• 3. Standard and Poor’s,
• 4. Corporate Library.
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Descrizione del Modello
Il modello è composto da 177 parametri, o metriche,
che rappresentano sinteticamente le modalitàgestionali adottate da un’impresa (sia dal punto di
vista della struttura di governo sia per quanto
riguarda la composizione dell’azionariato e la
gestione dell’area informativa).
Le tre principali categorie prendono in
considerazione:
• gli assetti proprietari;
• la governance;
• l’informativa.
Ad ognuna di queste categorie viene assegnato un
peso differente, in relazione all’importanza
rivestita all’interno della struttura di governo
aziendale.
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Punteggi di rating
Punteggio
Da – 44,21 a zero
Da zero a 13,65
Da 13,66 a 27,3
Da 27,31 a 40,95
Da 40,96 a 54,63
Classe
E
D
C
B
A
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Struttura del Modello: dettaglio
Assetti Proprietari:
La prima categoria analizza la struttura proprietaria
di una società e comprende 56 domande/metriche
suddivise in tre sottoclassi:
Sezioni
Numero Metriche
Pesi
Composizione azionariato
37
33,3%
Assemblea dei soci
8
33,3%
Tutela degli azionisti
11
33,3%
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La seconda categoria Governance focalizza l’analisi sulla
struttura di governo di una società, evidenziando le
caratteristiche dei vari organi sociali e del soggetto incaricato
del controllo contabile.
Tale categoria si compone di 88 metriche differenti suddivise in
7 sottoclassi:
Sezioni
Numero Metriche
Pesi
· consiglio di amministrazione
35
35%
· comitato esecutivo
· comitato controllo e rischi
· comitato nomine
· comitato per la remunerazione
· collegio sindacale
· società di revisione
2
12
7
14
13
5
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5%
5%
5%
5%
25%
20%
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La terza categoria Informativa è composta da 21 metriche
racchiuse in un’unica sezione. Il punteggio relativo
all’informativa risulta più elevato a seconda delle informazioni
che ogni società mette a disposizione degli stakeholder. Fra
queste possiamo elencare:
· statuto, bilanci e relazioni semestrali o trimestrali;
· informazioni sull’assetto proprietario;
· composizione degli organi sociali;
· andamento del titolo;
· comunicati stampa;
· curricula e compensi dei consiglieri;
· relazione di corporate governance;
· sezione relativa alle assemblee degli azionisti;
· sezione “Contatti”.
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Il metodo di valutazione dei parametri
Il primo tipo di valutazione che consideriamo, consiste nel semplice
inserimento del “valore” di nostro interesse, escludendo
l’attribuzione di un peso specifico. Es. rilevazione del capitale
sociale e del numero di azioni.
La seconda tipologia, è di tipo valutativo: “ SI/NO”, che si
differenzia a sua volta in ulteriori sottotipi:
· SI = 1; NO = 0;
· SI = 0; NO = 1;
· SI = -1; NO = 0;
· SI = 0; NO = -1.
I punteggi pari a -1 indicano la presenza di elementi negativi che
dovrebbero essere eliminati o quantomeno ridotti al fine di
migliorare l’efficacia governativa
La terza tipologia valutativa utilizzata è quella di tipo
“percentuale”; viene attribuito un determinato punteggio a
seconda della percentuale rilevata.
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Penalizzazione e valore medio
Per ognuna delle varie categorie che compongono il modello è
possibile calcolare un punteggio massimo ed un punteggio minimo
ottenibile. Il punteggio massimo ottenibile è dato sommando solo i
valori massimi ovvero sommando 1 o 0 oppure nel caso di punteggio
minimo 0 o -1.
Il calcolo del punteggio massimo e minimo si è reso necessario al fine
di calcolare un valore medio di riferimento. L’introduzione del valore
medio è nato dalla necessità di avere un punteggio al quale fare
riferimento per poter applicare un’eventuale penalizzazione nel caso in
cui il punteggio ottenuto dalla società sottoposta ad analisi non
raggiunge il valore medio di riferimento (valore atteso). Un punteggio
inferiore alla media è sintomo di debolezza e cattiva gestione e
governance aziendale per questo motivo, il modello prevede
l’applicazione di una penalità pari al 20% calcolato sul valore medio
della sezione sottoposta ad analisi.
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slides rating - Scuola di Economia e Statistica