MARIA CRISTINA TREU [email protected] PTUA1° anno specialistica – LABORATORIO di PROGETTAZIONE AMBIENTALE INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 1. Premessa. Un progetto per il paese Il mercato unico ha aiutato la crescita dei paesi europei per decenni: oggi questo non basta più. La prospettiva è un mondo multipolare dove l’Europa nel suo insieme – quello dei paesi storici e dei paesi di ingresso molto prossimo – dovrà competere oltre che con l’America con i paesi del più lontano Est, dalla Cina all’India. A questo scopo le strade da percorrere sono univoche e richiedono più investimenti nella formazione del capitale umano e nell’innovazione tecnologica in settori come quelli dei nuovi materiali e dell’energia pulita: nuovi modelli organizzativi per i servizi alla persona e alle imprese; più integrazione spaziale e fisica. Sono decisioni da assumere all’interno di politiche integrate e con azioni da portare a termine secondo modalità coordinate nello spazio e nella loro successione temporale. Necessarie e prioritarie sono, ancora una volta, le scelte di completamento delle reti transeuropee e di liberalizzazione dei mercati. E a questo proposito la Lombardia si trova al centro di una situazione che può essere strategica come, con le inevitabili differenze, lo fu nel 1861 in occasione dell’Unità d’Italia. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 1. Premessa. Un progetto per il paese Negli ultimi decenni del 1800 un contributo rilevante alla realizzazione dell’integrazione del paese fu dato dalla costruzione delle infrastrutture su ferro e su gomma. Da allora la posizione di rilievo della Lombardia nei confronti delle altre regioni italiane, da un lato, e dell’Europa, dall’altro, può essere fatta risalire per molti aspetti alla realizzazione di una rete completa di infrastrutture su ferro nel giro di pochi decenni. La Lombardia, unica tra le regioni del Nord Italia, poté contare su un sistema di infrastrutture che metteva in rete l’intero territorio regionale attraverso i collegamenti con le sue città capoluogo di provincia, quindi la regione nel suo complesso con le altre regioni italiane, in particolare con quelle del Nord, e, successivamente, attraverso i valichi alpini con le regioni nel Nord-Europa (vedi figure successive). Furono investimenti rilevanti cui concorsero risorse pubbliche e private; inoltre, furono opere i cui lavori richiesero tempi lunghi, ingegno e molto lavoro umano. Rilevanti sono anche i risultati: la Lombardia è tra le regioni più infrastrutturate tra quella europee e come queste regioni è tra le più densamente abitate ed interessate da intensi flussi di traffico di persone e di merci con una forte concentrazione di origine e destinazione a livello locale. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO Storicizzazione della rete ferroviaria nell’area lombarda fonte: Politecnico di Milano, Master Realizzazione di Sistemi Territoriali Complessi, G. Corda – paper interno, 2003 MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO Storicizzazione della rete stradale nell’area lombarda fonte: Politecnico di Milano, Master Realizzazione di Sistemi Territoriali Complessi, G. Corda – paper interno, 2003 MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 1. Premessa. Un progetto per il paese È una situazione molto complessa che non può essere governata né promettendo tempi brevi né adottando scorciatoie progettuali e procedurali. La mobilità è destinata ad aumentare con incrementi consistenti ed in tempi più brevi di quelli necessari per realizzare nuove infrastrutture. Tuttavia, è una situazione da affrontare senza indugi e soprattutto con sistematicità per quanto riguarda sia le grandi opere che un mix integrato di interventi ragionevoli sui versanti dei servizi a sostegno di una mobilità sostenibile. In gioco, oggi, non c’è solo il ruolo della Lombardia nei confronti dell’Italia, c’è la posizione che l’Italia potrà mantenere nell’Europa nel prossimo domani nell’ambito di una più serrata competitività tra Stati e tra Regioni. Sotto questo profilo, l’interesse nei confronti del Corridoio V non può permettersi momenti di stasi con incertezze e rinvii; appartiene a un sistema di scelte che devono essere realizzate assieme a più azioni di diverso livello, quelli delle infrastrutture e dei servizi per l’accessibilità a livello locale, quelli delle reti tecnologiche, quelli delle comunicazioni e delle strutture della formazione e dell’innovazione. Le motivazioni che sostengono l’attraversamento est-ovest (da Lione a Trieste) si devono raccordare con quelle che chiedono la connessione delle regioni del Nord con il Tirreno (da Amsterdam a Genova) e, attraverso il Brennero, con le regioni adriatiche; infine con quelle che interessano il bacino mediterraneo e il collegamento delle regioni del Sud-Italia con le regioni asiatiche attraverso la Grecia e la Turchia. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 1. Premessa. Un progetto per il paese Si dovranno realizzare progetti che richiedono scelte di investimento indivisibili rispetto all’obiettivo da perseguire: la loro ripartizione deve interessare interventi e azioni in più direzioni, fortemente convergenti rispetto all’interesse comune che è di più e diverso dalla somma di singole utilità. Sono progetti che prevedono opere la cui realizzazione richiede, oltre ad una grande attenzione sul versante tecnico-esecutivo, un grande impegno innovativo sul versante della programmazione e della progettazione che precede ed accompagna l’esecuzione delle stesse opere. Infatti, sono progetti che tra l’annuncio della decisione, la realizzazione e la scelta di una loro gestione innovativa richiedono tempi lunghi ed un impegno costante di competenze ai fini di non subire il rischio di intermittenze derivanti da opposti interessi, periodicamente esaltati da mediatiche campagne di stampe. Pertanto, sono necessarie strategie programmatiche integrate tra le esigenze tecniche e di settore con quelle di gestione dei progetti e delle scelte amministrative ai diversi livelli locali: tra Stati, tra Regioni e tra Comuni. Sono strategie realizzabili se vi è una forte condivisione delle scelte in quanto richiedono una visione comune, un’alleanza trasversale tra più interessi, un accordo di lungo periodo perché il sistema-paese si riconosca e gli interessi economici e sociali partecipino equamente nella ripartizione dei costi degli investimenti. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 2. L’importanza delle infrastrutture Il tema delle infrastrutture è da tempo oggetto di dibattito nell’ambito dell’Unione Europea; nel semestre di presidenza italiana da poco concluso è stato uno tra gli obiettivi più rilevanti dell’agenda politica. Alla fine del 2003 è stato formulato il Programma Quick-start, ovvero il programma dei 29 progetti prioritari per la realizzazione della rete transeuropea dei trasporti. Su questi progetti sono ora in corso di formazione specifici accordi programmatici e operativi, che tuttavia possono subire ulteriori cambiamenti e, soprattutto, possono essere differiti nei tempi di realizzazione e di completamento. La stampa italiana ne ha parlato molto nel corso del 2003; oggi l’argomento è relegato tra le notizie delle pagine interne. Il programma dei progetti a partenza veloce conferma l’obiettivo dell’integrazione economica e politica tra l’Unione Europea e i paesi dell’Est attraverso il rafforzamento delle reti infrastrutturali (vedi figura successiva). MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO QUICK START _PROGRAMMA A PARTENZA VELOCE fonte: http://europa.eu.int/comm/ten/transport/revision/revision_1692_96_fr.htm MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 2. L’importanza delle infrastrutture Attorno a questi interventi si attivano risorse a livello europeo che devono essere integrate da risorse nazionali; la programmazione economica e finanziaria di ogni Stato membro deve individuare priorità di investimenti e di interventi in sequenza spaziale e temporale affatto indifferenti per le regioni interessate. Le scelte si confrontano con un rapido mutamento del mercato, che trova le sue radici nella progressiva globalizzazione dell'economia. Questo processo provoca una sempre maggiore competitività, che, unitamente al rapido sviluppo della net-economy modifica la logica tradizionale seguita dalle imprese per la scelta dell'ubicazione dei centri produttivi. Oggi le imprese rivolgono sempre una maggiore attenzione ai vantaggi offerti dai sistemi urbani e territoriali più competitivi e più efficienti. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 2.1 Le infrastrutture fattori di attrattività e di promozione dello sviluppo La dotazione di infrastrutture adeguate rappresenta un fattore importante per la competitività territoriale: ferrovie, autostrade, aeroporti, centri intermodali, reti per la cablatura si configurano, come fattori la cui offerta condiziona la localizzazione delle imprese che devono affrontare la sfida della globalizzazione. Si apre, allora, lo spazio a una competizione tra sistemi locali per la migliore offerta di questi fattori. L’importanza delle infrastrutture è presente in ogni epoca. Quella a noi più vicina, in termini temporali, è quella che ha visto l’esplosione dell’industrializzazione e che corrisponde alla prima metà dell’800. È l’epoca in cui si ridefiniscono le relazioni tra stati, tra mercati e tra le grandi capitali europee attraverso la realizzazione di un sistema di reti, di infrastrutture sia tecnologiche che su gomma e su ferro. È il periodo che per quanto riguarda le infrastrutture urbane e territoriali corrisponde al secolo delle reti; negli stessi anni si avviano le grandi scuole tecniche dell’ingegneria civile e sanitaria per la realizzazione di strade, ponti, delle reti tecnologiche e dell’illuminazione delle città. Queste opere contribuiscono al progetto di riconfigurazione morfologica della città moderna e della posizione più competitiva tra gli Stati e le loro economie basate sulla produzione industriale. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 2.1 Le infrastrutture sono fattori di attrattività e di promozione dello sviluppo Le infrastrutture si costituiscono come capitale fisso economico e sociale strettamente incorporato in una regione o in un territorio. In quanto tale determina i rapporti tra stati, tra regioni e tra civiltà, tra produzioni e mercati, tra i punti di forza e di debolezza delle relazioni economiche e sociali. Oggi sono centrali le infrastrutture tecnologiche e della formazione a sostegno, non in sostituzione, delle infrastrutture su gomma, ferro, aria e acqua e soprattutto dei rispettivi servizi per la loro gestione e fungibilità. Le infrastrutture sono opere realizzate con il concorso parziale o totale del finanziamento pubblico: si confronti la definizione di OOPP del nostro Codice Civile. Le infrastrutture producono un sistema di valori e di valorizzazione dei territori non alienabili e presuppongono accordi di lungo periodo tra più soggetti e più situazioni. In questo senso le infrastrutture sono opere che da sempre interessano investitori pubblici e privati. L’investimento in infrastrutture ha un effetto oltre che sul posizionamento competitivo dei territori e della città, anche sul PIL annuo favorendo la creazione di posti di lavoro. Un esempio: la società Autostrade prevede un investimento di 20 miliardi tra il 2003 e il 2010 nella costruzione di infrastrutture con un effetto dello 0,5% sul PIL annuo e favorendo la creazione di 800mila posti di lavoro. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 2.2 Ai fini di uno sviluppo sostenibile le infrastrutture non bastano Da un lato, non è sufficiente considerare le sole infrastrutture di trasporto, per quanto questo settore sia considerato prioritario e assorba circa l’80% delle risorse che l’Unione Europea ha destinato alla realizzazione e allo sviluppo di reti transeuropee (Cfr. Schema di Sviluppo dello Spazio Europeo, 1999). Gli obiettivi comunitari di un buon funzionamento del mercato interno e del rafforzamento della coesione economica e sociale sono perseguiti attraverso l’integrazione e l’accesso alle reti nei settori dei trasporti, ma anche in quelli delle telecomunicazioni e delle infrastrutture nel campo dell’approvvigionamento energetico: aspetti che riguardano anche profondi cambiamenti organizzativi e gestionali dello stesso trasporto di persone e merci. Dall’altro, un modello attento alle compatibilità ambientali di sviluppo presuppone scelte e operazioni integrate a più livelli e per ognuno di questi un’attenzione specifica alle connessioni con le comunità interessate. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 2.2 Ai fini di uno sviluppo sostenibile le infrastrutture non bastano Sotto questo profilo è necessario chiedersi con maggiore laicità a che cosa sono dovuti i tempi lunghi delle scelte che presiedono le decisioni di molte infrastrutture. Ci sono certamente molti impedimenti che corrispondono a questioni di ordine normativo e istituzionale (i famosi lacci e lacciuoli); d’altro canto ci sono posizioni istituzionali spesso pretestuose a tutti i livelli e da parte dei diversi soggetti sociali. Nel frattempo c’è una totale indifferenza alla qualità progettuale e all’innovazione tecnica nonché al processo di formazione delle scelte: sono aspetti che si affrontano in fretta, spesso in grande ritardo, ogni volta che il progetto sembra dover ripartire. Esemplari da questo punto di vista sono molte vicende: per esempio, quella più che ventennale della “Pedemontana” nei territori a nord dell’area metropolitana milanese (circa 90 km di corridoio principale e più di 50 km di opere connesse negoziate con finalità di mitigazione e di integrazione con i sistemi insediativi locali) ma anche quelle di origine più recente come il progetto della direttissima Brescia-Bergamo-Milano e quello della tangenziale est di Milano. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 3. La regione nel contesto europeo e internazionale e la domanda di mobilità In pochi anni l’Unione Europea dei 15 sarà arricchita da nuove adesioni o ingressi. In breve tempo i paesi dell’Unione Europea saranno 25 e tutti intenderanno partecipare all’unione delle risorse. Anche nel resto del mondo i paesi che si affacciano al modello di relazioni del sistema di sviluppo occidentale sono sempre più numerosi: quelli che afferiscono all’ONU sono ormai duecento. Molti sono i fattori che più vi influiscono. Le telecomunicazioni che consentono una accessibilità alle informazioni e ai modelli di vita pressoché identica dalle diverse capitali del mondo. Si confronti, ad esempio, la visibilità di alcuni programmi televisivi come quelli della CNN. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 3. La regione nel contesto europeo e internazionale e la domanda di mobilità Contestualmente si assiste a una crescente diffusione dell’innovazione tecnologica e a una riallocazione spaziale delle attività produttive con una perdita di posti di lavoro in alcune regioni a favore di altre e con l’obbligo per le regioni più avanzate di un riposizionamento competitivo sul versante dell’innovazione e della formazione. Le distanze tra regioni si riducono in termini soprattutto temporali, ovvero relativi: sotto più aspetti si impone la ricerca di maggiore qualità e si accentua l’interdipendenza tra situazioni; si afferma l’ineluttabilità della cooperazione, a livello sociale, tra culture e generazioni e, a livello economico, tra sistemi della produzione e finanziari. Tutto questo produce più mobilità in termini sia quantitativi che modali e richiede un governo delle relazioni che si sostenga su politiche e interventi integrati tra regioni, tra città, tra soggetti e tra mercati. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 3. La regione nel contesto europeo e internazionale e la domanda di mobilità Un parametro molto efficace, anche se indiretto, per segnalare le ragioni della mobilità è la distribuzione della popolazione tra le diverse regioni e i rispettivi contesti urbanizzati. Tra pochi anni il 50% della popolazione mondiale sarà una popolazione urbana e, in Europa, questa popolazione raggiungerà nello stesso periodo di tempo l’80–90% del totale, concentrandosi nelle regioni e nelle aree urbanizzate attorno ai confini delle città capoluogo o all’interno di agglomerati di città minori. L’allargamento dell’Unione porterà a costruire un mercato unico esteso a 27 paesi e a circa 500 milioni di abitanti, una parte consistente dei quali residente negli Stati del nord e del nord-est (vedi figura successiva). MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO DIMENSIONI DEMOGRAFICHE DELLA NUOVA UE fonte: Transalpine, 2003 MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 3. La regione nel contesto europeo e internazionale e la domanda di mobilità Il peso della popolazione europea si riduce complessivamente a favore della popolazione di altri paesi emergenti. Nell’ordinamento gerarchico delle polarità urbane non troviamo più ai primi posti le tradizionali capitali europee. Queste tornano, tuttavia, ad emergere se nell’ordinamento si inserisce il peso di altri fattori connessi alla presenza di particolari e specifiche attività finanziarie e/o più avanzate sul versante dell’innovazione tecnologica e del valore della popolazione (istruzione, attesa di vita, reddito) In questo secondo tipo di graduatoria la Lombardia ha un peso relativo e Milano ricompare con una popolazione valutata attorno ai 4 milioni di abitanti, ovvero considerando le risorse riferite al suo contesto urbanizzato da Novara a Verona e a nord fino a Lugano (vedi tabelle successive). MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO Le prime 15 città del mondo (milioni di abitanti) e Le città-guida 1950 2000 2015 1. New York, USA 26.444 Tokio, Giappone 27.190 2. Londra, Gran Bretagna 12.339 Tokio, Giappone 8.733 Città del Messico, Messico 18.066 Dhaka, Bangladesh 22.760 3. Tokio, Giappone 6.920 San paolo, Brasile 17.962 Mumbay (Bombay), India 22.577 4. Parigi, Francia 5.441 New York, USA 16.732 San Paolo, Brasile 21.229 5. Mosca, Russia 5.356 Mumbay (Bombay), India 16.086 Delhi, India 20.884 6. Shanghai, Cina 5.333 Los Angeles, USA 13.213 Città del Messico, Messico 20.434 7. Rhein-Ruhr Nord, Germania 5.296 Calcutta, India 13.058 New York, USA 17.944 8. Buenos Aires, Argentina 5.042 Shangai, Cina 12.887 Giakarta, Indonesia 17.268 9. Chicago, USA 4.945 Dhaka, Bangladesh 12.519 Calcutta, India 16.747 10. Calcutta, India 4.446 Delhi, India 12.441 Karachi, Pakistan 16.197 11. Osaka, Giappone 4.147 Buenos Aires, Argentina 12.024 Lagos, Nigeria 15.966 12. Los Angeles, USA 4.046 Giakarta, Indonesia 11.018 Los Angeles, USA 14.494 13. Pechino, Cian 3.913 Osaka, Giappone 11.013 Shangai, Cina 13.598 14. Milano, Italia 3.633 Pechino, Cina 10.839 Buenos Aires, Argentina 13.185 15. Berlino, Germania 3.337 Rio De Janeiro, Brasile 10.652 Manila, Filippine 12.579 fonte: Convegno Accademia Nazionale dei Lincei, 2002 α Città mondiali alfa β Città mondiali beta Londra – New York – Parigi – San Francisco – Sydney – Tokio – Chicago – Francoforte Toronto – Zurigo – Bruxelles – Hong Kong – Los Angeles – – Madrid – Città del Messico – Milano - Singapore San Paulo – Mosca - Seoul CON TRACCE DI MONDIALITÀ IN ITALIA: γ Città mondiali gamma Amsterdam – Boston – Roma – Stoccolma – Copenhagen – Amburgo – Praga – Santiago – Barcellona – Berlino Istanbul Bologna – Genova - Torino I punteggi alfa, beta e gamma sono stati ottenuti incrociando i dati degli uffici di 69 società con un campione di 263 città 4 i settori di attività considerati: pubblicità, contabilità, servizi bancari e finanziari, servizi legali. Valutati sia per quantità che per qualità MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 3. La regione nel contesto europeo e internazionale e la domanda di mobilità Un secondo elemento di distinzione della Lombardia e delle regioni del Nord Italia, connesso al precedente, riguarda la forte concentrazione di imprese, l’elevata occupazione e produttività: in questo sistema si produce il 32% del PIL nazionale e ancora più evidente è l’entità di esportazioni (38,7%) e di importazioni (36,7%). Un terzo elemento di rilevanza riguarda gli aspetti geografici e le opportunità di connessione della Lombardia alla rete transeuropea dei trasporti. La Lombardia costituisce, infatti, un potenziale nodo-crocevia strategico tra più direttrici europee che interessano il suo territorio o che ad esso sono indirettamente connesse: a la direttrice centro-orientale, che collega i Paesi del Mediterraneo al Centro Europa; b la direttrice centrale tra Italia, Francia e Gran Bretagna; c la direttrice settentrionale, che connette la Penisola Iberica con i Paesi dell’Est attraverso il Nord Europa; d la direttrice meridionale, che mette in rete Penisola Iberica e Paesi dell’Est europeo attraversando Francia, Pianura Padana, Slovenia e Ungheria. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO Principali direttrici europee fonte: Assolombarda, 2003 MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 3. La regione nel contesto europeo e internazionale e la domanda di mobilità La Lombardia e il sistema delle regioni del Nord-Italia sono collocati sulla direttrice dei traffici mondiali Europa - Estremo Oriente, direttrice che ha avuto negli ultimi anni il più elevato tasso di crescita. Il processo di globalizzazione dell’economia ha portato infatti a un drastico aumento degli interscambi a lunga distanza, anche a seguito dell’introduzione di nuovi metodi di stoccaggio delle merci che hanno favorito l’abbattimento dei costi dovuti alla rottura di carico negli scambi intermodali e dei costi di trasporto. Nei primi anni ‘90 la direttrice verso l’Estremo Oriente ha registrato un incremento di crescita del 66% a fronte del 28% della direttrice nordatlantica fra Europa e America; la previsione al 2008 conferma una crescita dei flussi di traffico superiore alla media globale. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 3. La regione nel contesto europeo e internazionale e la domanda di mobilità Gli effetti sulla mobilità possono essere ricondotti a tre livelli di scala: cresce la domanda di mobilità a livello globale, connessa ai crescenti traffici prodotti e attesi dall’integrazione dei mercati europei e dall’apertura di nuovi orizzonti commerciali, anche grazie all’attenuazione dell’effetto frontiera; cresce la domanda di mobilità a livello di mesoscala, nelle regioni, quali la Lombardia, già caratterizzate da un alto tasso di scambio di persone e di merci, sia interno che con le altre regioni italiane ed europee, dovuto alla notevole densità insediativa, alla elevata concentrazione industriale e al reddito pro-capite superiore alla media; a livello locale gli incrementi di mobilità sono differenziati tra situazioni più o meno intensamente urbanizzate e tra i diversi vettori funzionali e presentano situazioni molto diversificate, spesso anche contraddittorie. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 4. Stato dell’arte del sistema delle infrastrutture In Lombardia, a fronte dell’incremento della domanda di mobilità, si assiste a una progressiva perdita di competitività e di capacità d'attrazione del territorio, legata in parte ad un peggioramento della previsione del traffico sul sistema infrastrutturale. Le ricadute più significative non riguardano solo l’abbassamento della qualità della vita e il depauperamento ambientale ma anche le conseguenze in termini di costi e di competitività del sistema economico. La Lombardia, una delle regioni più sviluppate d'Europa, pur contando 720.000 imprese e 4.000.000 di addetti, si pone solo al 710 posto per la dotazione ferroviaria ed al 910 posto per quella stradale nel confronto con le 132 regioni dei 5 principali Paesi europei. In altri termini, per ogni 1.000 lavoratori, in Lombardia ci sono solo 43 metri di ferrovia, 92 metri di autostrade e appena 15 metri di strade statali. Sotto il profilo demografico la Lombardia con il Piemonte e la Liguria sono tra le più popolose d’Italia (vi risiede il 27% della popolazione nazionale, di cui il 60% in Lombardia): aldilà della dimensione demografica assoluta e relativa, la Lombardia si distingue per la rilevante densità di popolazione con quasi 255 abitanti per chilometro quadrato, contro una media nazionale di 186 ab/kmq. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 4. Stato dell’arte del sistema delle infrastrutture Complessivamente questa situazione determina una quantità di traffico che secondo alcuni studi dipende, più che dall’importanza dei poli terminali, dalla densità dei territori attraversati. La congestione che ne deriva è connessa da un lato ai flussi di traffico che seppur di intensità differenziata sui diversi tratti della rete autostradale del Nord-Italia, sono omogeneamente caratterizzati da tassi di crescita attorno al 4% annuo (un raddoppio ogni 15 anni); dall’altro è evidente una continua compressione delle distanze di percorrenza dei veicoli leggeri e pesanti che raggiungono dimensioni di scala locale che non superano i 40 km (vedi figure successive). MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO Traffico medio sulla A4 Milano-Bergamo-Brescia e Percorrenze medie dei veicoli lungo l’autostrada A4 MilanoBergamo-Brescia fonte: ItaliaMondo. Logistica & intermodalità, 2004 MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 4. Stato dell’arte del sistema delle infrastrutture Inoltre, vi sono difficoltà e contraddizioni che riguardano specificatamente le imprese. Il fenomeno ormai diffuso dell’ingresso di capitali esteri nelle imprese italiane può essere interpretato come sintomo di appetibilità della posizione strategica dell’Italia nel Mediterraneo ma anche di debolezza imprenditoriale. Da un’indagine della Confartigianato di Mestre emerge che il 98% delle imprese italiane è costituito da meno di 20 dipendenti, per le quali la presenza di multinazionali rappresenta una minaccia, Per queste piccole e medie imprese costituisce un punto di forza il grado di specializzazione più che la posizione geografica, per cui l’interesse di sviluppo imprenditoriale è ancora fortemente ancorato ai mercati all’Europa Occidentale più che rivolto a coprire i nuovi mercati dell’Est, considerati quasi alla pari di quelli dell’Africa. In caso di crisi degli utili, le PMI perseguono prioritariamente l’abbattimento dei costi e degli investimenti nella logistica e nei trasporti, confermando la scarsa considerazione di questi settori come motori dell’economica del Paese, come si verifica del resto solo in Belgio e nei Paesi Bassi. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 4. Stato dell’arte del sistema delle infrastrutture La delocalizzazione delle imprese, favorita inizialmente dal più basso costo del lavoro nel tempo non regge i costi logistici, per la mancanza proprio di quei servizi a lunga distanza che dovrebbero sostenere il posizionamento strategico. Sotto questo profilo il problema non sembra nascere dall’inadeguatezza dell’offerta del settore del trasporto, quanto dalla domanda del settore industriale. Sembra mancare una volontà unitaria, un progetto complessivo che ancori il sistema di trasporto a grandi organizzazioni in un’ottica di partnership industriale: un concetto, questo, che sembra trascurato e sottovalutato sia all’interno del sistema delle imprese, sia tra le imprese e il territorio a livello di distretti e di metadistretti produttivi. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 4. Stato dell’arte del sistema delle infrastrutture D’altro canto, il sistema delle infrastrutture regionali è connotato da: a. un impianto della rete di collegamento che risente dell’impostazione data tra la fine dell’800 e l’inizio del 900 che si basava su una rete di collegamenti lineari tra quelle che erano o sarebbero diventate le città capoluogo delle province della regione. È tuttavia evidente una differenza, per quanto riguarda per esempio la rete su ferro, tra quella delle Ferrovie Nord progettata e realizzata per servire capillarmente più centri e quella della Ferrovia dello Stato finalizzata a connettere tra loro singole città. A questa seconda rete, oggi, si richiedono fungibilità multiple; MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 4. Stato dell’arte del sistema delle infrastrutture b. una struttura della rete non gerarchizzata e non corredata o vestita di sufficienti servizi e infrastrutture per l’intermodalità e per il comfort per gli utenti. Questo aspetto è più evidente per quanto riguarda la rete su gomma. Questa è diffusa capillarmente in tutta la regione, anche se il rapporto km/ab conferma il deficit regionale anche nel contesto nazionale; non è molto differenziata rispetto alla classificazione del nuovo codice della strada, ovvero ogni strada deve fungere per più utilizzi; la stessa rete autostradale, già satura per il più generale incremento del traffico, è utilizzata in alcuni tratti anche come circonvallazione o gronda di trasferimento per il traffico urbano; MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 4. Stato dell’arte del sistema delle infrastrutture c. progetti annunciati, in parte realizzati, spesso non completati congruentemente con le ipotesi di ruolo o di specializzazione che ne avevano orientato la progettazione; progetti, ancora più spesso, non integrati con il contesto e con le scelte localizzative delle funzioni che sono grandi poli di attrazione e di generazione di traffico. Si possono confrontare le vicende del Passante Ferroviario, quelle di Malpensa e del sistema aeroportuale regionale, quelle del sistema di accesso alle vie del mare anche tramite il trasporto via acqua di canali e fiume. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 4. Stato dell’arte del sistema delle infrastrutture A questo proposito è interessante riportare un quadro sinottico delle densità infrastrutturali rispetto alla popolazione che restituisce una immediata comparazione a livello europeo tra diverse regioni e stati (vedi figure successive). È un quadro che restituisce con grande chiarezza le posizioni più attrezzate delle regioni del centro Europa, confermate anche da altre analisi di fonte Espon. La Lombardia è una di queste regioni e, pertanto, il problema non riguarda soltanto la quantità della dotazione di infrastrutture ma anche la gerarchizzazione dei corridoi di trasporto, il sistema delle interconnessioni e i servizi a sostegno della mobilità di persone e di merci. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO Densità di autostrade e strade a scorrimento veloce fonte: www.espon.lu MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO Densità di linee ferroviarie fonte: www.espon.lu MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 5. Le prospettive per un’offerta più efficace Dopo almeno due decenni di stasi, oggi molti progetti infrastrutturali nella regione lombarda sono ai blocchi di partenza: sono in corso di realizzazione alcune tratte della rete di Alta Capacità; è in fase di avvio l’autostrada BRE.BE.MI, per la quale riteniamo sia da approfondire la connessione con la tangenziale Est e con il sistema di ingressi a Milano (dalle stazioni MM al sistema di parcheggi d’interscambio); è in fase di attuazione il sistema pedemontano lombardo a nord del capoluogo milanese, che come già anticipato si sviluppa per una lunghezza di circa 90 km, in un territorio densamente costruito e trafficato (vedi figura successiva); devono essere realizzate la Boffalora-Malpensa, le connessioni su strada e su ferro con il polo esterno della fiera di Milano e la tangenziale Est di Milano. È un programma di opere che dovrà essere integrato con il sistema ad Alta Capacità ferroviaria (con la Transpadana) che costituirà un tratto del Corridoio V, ma anche con la Gronda Nord su ferro e con il sistema dei centri intermodali cui deve essere affidato l’obiettivo di allontanare le merci di transito dall’area più densamente costruita e abitata specializzandosi per tipo e destinazione dei prodotti. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO Il sistema autostradale pedemontano lombardo fonte: A. Begnis e C. Brambilla, “Il progetto della pedemontana: due proposte, due politiche, Tesi di laurea 2002 MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 5. Le prospettive per un’offerta più efficace È una programmazione che evidenzia un quadro articolato di interventi infrastrutturali e che richiede un’attenzione continua, un monitoraggio sistematico a livello di scelte d’indirizzo, di progettazione e di esecuzione per quanto riguarda, sia i condizionamenti sui poli urbani e sui rispettivi contesti territoriali che l’integrazione tra livelli delle stesse infrastrutture: quelli della nuova dimensione europea, la grande scala; quelli della nazione e delle regioni, con particolare riferimento a quelle del nord Italia, la mesoscala; quelli della regione e dei suoi poli urbani, la scala locale. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 5.1 Le prospettive alla grande scala Sotto il profilo della grande scala, la definizione della rete transeuropea si confronta con due scenari della nuova Unione Europea: quello continentale, favorito da due assi a nord delle Alpi (RotterdamKiev; Parigi-Kiev); quello mediterraneo, sostenuto da quello che oggi viene presentato come un unico collegamento che passa a sud delle Alpi (Lisbona-Kiev). Emerge da un lato l’ossatura di un nuovo baricentro geografico situato tra Vienna e Cracovia che si connetterà con le regioni del Nord-Europa, in particolare con Francia e Germania, e dall’altro un contestuale dosaggio delle risorse che tiene conto degli equilibri geopolitici dell’Unione, in particolare del blocco iberico e dell’asse mediterraneo, del comparto nordico e del sistema continentale (vedi figura successiva). MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO I PROGETTI TEN E I CORRIDOI PANEUROPEI fonte: ns. elaborazione da Dirigenti Industria, 2003 MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO I PROGETTI TEN E I CORRIDOI PANEUROPEI _ELENCO MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO IL NUOVO BARICENTRO TRA VIENNA E CRACOVIA MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 5.1 Le prospettive alla grande scala La rete transeuropea si poggia su un sistema di TEN (Trans European Network), che interessano i 15 paesi dell’UE, integrato da 10 Corridoi paneuropei di collegamento dell’UE dei 15 ai paesi dell’Est: questi ultimi interessano, direttamente o indirettamente, 35 stati con quasi 800 milioni di persone ed un prodotto lordo di oltre 9.000 miliardi di euro nel 2000 (di cui 8.000 nella sola UE a 15 Paesi). L'aspetto dell’attribuzione di priorità per la realizzazione di questi Corridoi è fondamentale: completare un Corridoio prima di un altro non è una scelta neutrale; ha ricadute economiche decisive sulla futura distribuzione di opportunità di sviluppo e di risorse in Europa, soprattutto attraverso i rapporti tra le regioni più forti dell’Europa Occidentale e quelle più deboli dell'Europa dell'Est. Da alcune stime di matrice economica del vantaggio competitivo innescato dalla realizzazione dei corridoi emerge come nel breve periodo i 3 Corridoi che si attestano in Germania (il II Berlino/Novgorod, il III Berlino/Kiev e il IV Berlino/Istanbul) abbiano un potenziale relativamente maggiore. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 5.1 Le prospettive alla grande scala Tuttavia occorre considerare, in un ottica di lungo periodo, il riequilibrio economico determinato da una migliore offerta infrastrutturale, dal coinvolgimento più efficace delle economie più deboli e, quindi, dallo sviluppo dei mercati ad alto potenziale dei Paesi dell’Est coinvolti nella rete europea: sotto questo profilo ci si può attendere una rivalutazione del Corridoio IX Helsinki/Alessandropoli, come asse di connessione nord-sud della nuova Europa, e soprattutto del Corridoio V Venezia/Kiev, come asse di connessione est-ovest, e del Corridoio VIII Durazzo/Varna che - al di là delle simulazioni contabili - sembra preferibile anche come rotta delle materie prime provenienti dal Mar Nero (vedi figura successiva). Inoltre, il Corridoio X Salisburgo/Salonicco potrebbe valorizzare il principale collegamento italiano con la Germania ed il Nord Europa rappresentato - come noto dal valico del Brennero. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO Interscambio commerciale per Corridoio (2000) fonte: Confindustria-Lombardia, 2003 MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 5.2 Le prospettive alla mesoscala Per l'Italia la scelta delle priorità è di particolare interesse: · per la crescita del Mezzogiorno; · per aumentare la nostra apertura verso Est; · per attrarre i flussi e gli effetti delle relazioni fra l'Europa dell'Est e la penisola iberica e la stessa Francia; · infine per consolidare le potenzialità dei due Corridoi per l’integrazione del bacino mediterraneo (V Lione/Venezia/Kiev e VIII Durazzo/Varna) che accusano qualche rischio di marginalità rispetto alla più consistente offerta della rete centrale. Del primo si è molto parlato proprio in questi mesi e le decisioni sembrano assunte. Il secondo attraverso i porti di Bari e Brindisi può collegarsi con la dorsale ferroviaria italiana lungo l’Adriatico: anche per la Dorsale Adriatica sembra che le decisioni siano state prese nell’ambito delle scelte riguardanti le Vie del Mare (vedi figure successive), anche se cruciale è la risoluzione in chiave cooperativa delle relazioni tra Regioni e tra istituzioni coinvolte nel progetto e nella realizzazione degli interventi infrastrutturali. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO IL CORRIDOIO LISBONA-MILANO-KIEV MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO I CORRIDOI ITALIANI PROMOSSI DALL’UE fonte: ns. elaborazione da La Stampa, 2003 MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 5.2 Le prospettive alla mesoscala L'attivazione prioritaria dei due Corridoi che interessano più direttamente l'Italia è subordinata alla realizzazione delle loro connessioni con il sistema europeo ma, nello stesso tempo, è una leva per accelerare la realizzazione di queste stesse infrastrutture (vedi tabella successiva). MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO Le connessioni interne dei Corridoi V e VIII Alta capacità Trieste-Ljubliana Data di ultimazione 2015 Alta capacità Venezia-Trieste 2010 Alta capacità Lione-Venezia 2011 Passante di Mestre 2008 Collegamento stradale per il porto di Trieste 2006 Pedemontana veneta 2010 Pedemontana lombarda 2010 Bre.Be.Mi. 2008 Potenziamento autostrada Milano-Bergamo 2005 Tangenziale est esterna di Milano 2009 Connessioni infrastrutturali Autostrada Ti.Bre. Potenziamento ferrovia Ti.Bre. Autostrada Parma-Mantova 2008 Potenziamento autostrada Torino-Milano 2007 Autostrada Asti-Cuneo 2005 Autostrada Cuneo-Nizza Sistema autostradale genovese 2012 Terzo valico ferroviario Milano-Genova 2010 Potenziamento ferrovia La Spezia-Verona Raddoppio Genova-Ventimiglia 2009 Pedegronda ferroviaria (Gottardo-Bergamo) Venezia-Ravenna (nuova Romea) 2008 Autostrada Teramo-Giulianova-San Benedetto del Tronto fonte: Confindustria-Lombardia, 2003 Potenziamento asse ferroviario Bologna-Taranto 2007 MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 5.3 Le prospettive alla scala locale Il progetto della rete delle infrastrutture delineata alla grande e alla mesoscala si confronta con territori diversamente abitati e con modelli di mobilità locali che presentano percorrenze medie prevalentemente molto contenute (30 km/giorno per le persone, 40-50 km/giorno per le merci all’interno di regioni urbanizzate con modelli di land use in cui si privilegia la bassa densità). La mobilità cresce in tempi più rapidi di quelli necessari per la realizzazione delle opere infrastrutturale; pertanto, il solo modello fordista, di inseguimento della domanda attraverso l’incremento di un’offerta tradizionale come quella di nuove infrastrutture, non è più sufficiente (vedi figure successive). MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO QUADRO REGIONALE SCENARIO FUTURO OFFERTA DI MOBILITÀ fonte: Regione Lombardia – Indagine O/D 2002 MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO QUADRO METROPOLITANO SCENARIO FUTURO OFFERTA DI MOBILITÀ MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 5.3 Le prospettive alla scala locale Il progetto delle grandi reti deve essere integrato da reti locali e da modelli contestualizzati di gestione dei servizi a sostegno della mobilità delle persone e delle merci, soprattutto nelle aree marginali che rischiano di essere escluse dalle opportunità di sviluppo favorite dalle grandi infrastrutture. È il caso di alcuni ambiti montani (la Valtellina con Sondrio in primo luogo) trascurati dalla programmazione europea e nazionale delle grandi infrastrutture, che se da un lato mostrano elementi di debolezza del sistema socioeconomico, per cui occorre assicurare loro la connessone alla rete delle polarità maggiori a cui fanno riferimento per occupazione e servizi, dall’altro offrono opportunità strategiche di sviluppo connesse alla soluzione delle strozzature rappresentate dai valichi verso il Nord Europa e i porti del Mediterraneo. Inoltre, non vi sono solo le reti infrastrutturali stradali e/o ferroviarie. Altrettanto strategiche sono le reti delle telecomunicazioni e di internet, che non sostituiscono ma integrano e accrescono le potenzialità di scambio commerciale. Altrettanto strategiche sono le infrastrutture della conoscenza, della ricerca e della formazione, quelle energetiche e quelle dei corridoi ‘naturali’. A questo proposito, è necessario che il progetto delle infrastrutture si confronti e si integri con il sistema delle polarità urbane, rispetto al rango e al ruolo che esse rivestono e alle relazioni che sostengono nella rete (vedi figure successive). MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO LE RELAZIONI MULTIPOLARI fonte: PTCP Lodi e Cremona, 2003 MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO LE RELAZIONI MULTIPOLARI MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 5.3 Le prospettive alla scala locale In questo quadro assumono particolare valenza non tanto e non solo gli archi ma i nodi della rete. Nel caso della regione lombarda (vedi figure successive) il riferimento è: ai nodi delle città, quali Milano e Bergamo; ai nodi delle stazioni urbane del corridoio dell’Alta capacità rispetto alla piattaforma di Malpensa e di Linate; ai nodi delle piattaforme delle merci per la Regione Lombardia nel sistema del nord europeo e del bacino mediterraneo e nella Regione Lombardia tra Milano e il territorio delle piccole e medie imprese; ai nodi dei valichi alpini e appenninici di connessione alle regioni del nord europeo e del Mediterraneo. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO I progetti per il sistema stradale nell’area metropolitana milanese fonte: Centro Studi PIM, L’area metropolitana milanese. Idee e progetti per il futuro , giugno 2003 MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO Lo sviluppo della rete di Alta Capacità passeggeri e merci fonte: Centro Studi PIM, L’area metropolitana milanese. Idee e progetti per il futuro , giugno 2003 MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 5.3 Le prospettive alla scala locale Questi progetti devono essere considerati come i nodi di una rete costruita in maniera integrata tra le varie modalità di trasporto e il territorio, sia rispetto alle scelte localizzative che alle funzioni che attraggono e distribuiscono beni e servizi. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 6. Alcune criticità Il quadro che emerge è positivo per le molte iniziative avviate e per una certa selezione delle scelte di investimento rispetto al lungo elenco di opere emerso in occasione delle prime battute dell’applicazione della Legge Obiettivo. Vi sono, tuttavia, alcuni aspetti contradditori di carattere generali quali: 1. la difficoltà nel programmare secondo relazioni prevalenti su cui concentrare investimenti e iniziative di diversa natura. Le infrastrutture danno risultati una volta realizzate, almeno per tratte compiute, e una volta che queste siano integrate con quelle esistenti e vestite dei servizi intermodali e di comfort per l’utenza; MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 6. Alcune criticità 2. un tempo di gestione spesso molto, troppo, lungo per la decisione sulle singole scelte infrastrutturali e su eventuali loro alternative soprattutto perché, poi, questo non ci garantisce nei confronti di eventuali sospensioni per effetto dei ricorsi al TAR, nemmeno una volta che i lavori siano stati avviati. Le conseguenze in termini di danno economico, sociale ed ambientale sembrano turbarci meno degli impatti paventati e degli interessi sollecitati nelle sedi di discussione, spesso separate, rispetto a quelle della stessa programmazione. 3. una altalena di ipotesi sul costo degli investimenti delle diverse infrastrutture e su chi se ne dovrà far carico. Questi costi sono certamente motivabili per le ricadute in termini di qualità del progetto, di soluzioni tecniche e di innovazione del processo costruttivo, molto meno rispetto alle opere di cui queste infrastrutture si devono far carico quando riguardano mediazioni con enti e soggetti locali. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 6. Alcune criticità Ci sono poi da segnalare aspetti critici di natura giuridicoamministrativa, anche con riferimento alla stessa legge obiettivo, perché su questo versante si è cercato di flessibilizzare e velocizzare scelte e procedure intervenendo su singoli aspetti della legislazione. In particolare: 1. un profilo problematico attiene al “ginepraio normativo” nella ripartizione di competenze tra più livelli istituzionali e rispetto diverse tipologie di opere. 2. C’è poi un problema di veti incrociati e di sistemi tariffari e tributari diversi tra amministrazioni, per cui emerge l’esigenza di unificare l’interlocuzione pubblica. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 6. Alcune criticità 3. Vi sono inoltre false semplificazioni procedurali per accelerare i tempi decisionali. 3.a È il caso dell’abbreviazione dei tempi per i procedimenti di VIA e l’eventuale rinvio a un atto adottato direttamente dal Presidente del Consiglio dei Ministri. La VIA è equiparata a ogni altro parere, ovvero è smontata di ogni contenuto tecnico-scientifico. La soluzione è solo apparente: si ricorre al potere politico ma non si impediscono gli eventuali ricorsi in sede europea e in tempi anche successivi all’avvio dei lavori presso le nostre autorità amministrative. 3.b Non è chiara l’individuazione delle opere effettivamente strategiche. Non sono certamente numerose quanto quelle del primo lungo elenco della Legge Obiettivo. La scelta dovrebbe essere concertata preventivamente almeno con le regioni. Forse è questo il tipo di approccio che può accelerare i tempi. 4. Con l’abbreviazione dei termini per il giudizio amministrativo non si ammette più la sospensione dei lavori. Tuttavia i tempi per l’emanazione del giudizio rimangono lunghi: le pratiche sono complesse e sono necessarie proroghe. Ne conseguono problemi di giustizia amministrativa per quanto riguarda, ad esempio, le conseguenze non normate nei confronti di eventuali lavori eseguiti senza titolo. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 6. Alcune criticità Occorrono strategie che considerino in modo integrato sia le diverse infrastrutture tra loro, sia infrastrutture e servizi e a cui corrispondano un mix di interventi ragionevoli, orientato non a vietare la mobilità bensì a contenere l’atteso incremento di traffico entro quantità che ci diano il tempo per le necessarie politiche e perché le infrastrutture e i servizi di sostegno alla mobilità orientino gli stili di vita e l’uso dei mezzi di trasporto. Va esaltata la capacità di aggregazione delle istituzioni e delle parti sociali intorno a precisi progetti di sviluppo ma anche la capacità di collaborare tra gli enti preposti alle decisioni infrastrutturali, creando vere e proprie coalizioni di interessi che tentino di superare rivalità spesso dovute al mancato o al ritardato coinvolgimento dei soggetti sui cui territori impattano le infrastrutture. Emerge fortemente, da parte delle Amministrazioni locali interessate, l'esigenza di prestare cura e attenzione verso i contesti locali su cui impatteranno le nuove infrastrutture. Ma nello stesso tempo, è indispensabile che tutte le parti in causa assumano un atteggiamento responsabile, per perseguire il consenso e per trovare soluzioni atte ad evitare quei conflitti che, spesso, hanno determinato l'allungamento dei tempi della realizzazione delle opere, con gravi disagi per le diverse realtà economiche e sociali. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 7. La cooperazione interistituzionale La realizzazione delle infrastrutture appare dunque importante, ma non è sufficiente. Il territorio appare come la posta in gioco per differenti attori impegnati nell’azione pubblica della pianificazione e diventa il punto di confronto di due visioni: 1. quella dove si collocano i tempi lunghi dei progetti e che assume il territorio come uno spazio omogeneo, astratto, virtuale; 2. quella che privilegia le nozioni di prossimità e che considera stati e regioni come sedi di relazioni micro-territoriali. Ai fini di una pianificazione efficace sono necessarie programmazioni integrate tra più centri e modalità di investimento, forme di collaborazione e di compensazione leali, modelli integrati di pianificazione attraverso composizioni consapevoli degli interessi in gioco e soprattutto l’integrazioni tra le grandi reti infrastrutturali con il sistema delle relazioni multipolari regionali. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 7. La cooperazione interistituzionale Nell’interpretazione classica dei rapporti trasporti-territorio lo sviluppo delle infrastrutture provoca una contrazione virtuale dello spazio in cui si avvantaggiano le aree e i poli in grado di produrre e di esportare più beni e più servizi. La prospettiva può cambiare se dalla logica classica si passa ad una logica reticolare dove non conta più solo la distanza bensì lo stare in rete. Il problema diventa capire su quali reti la città si può affacciare con i suoi abitanti, con i suoi operatori e con le sue imprese e su quali tipi di relazioni tra i nodi delle reti. Ci sono relazioni di complementarietà e di cooperazione orizzontale (tra città dello stesso livello); ci sono relazioni di competitività e verticali (tra più livelli di città). MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 7. La cooperazione interistituzionale Bisogna capire i bacini territoriali di riferimento di ogni nodo e del suo sistema di relazione: bacini di intelligenza per le relazioni tra i centri di conoscenza e quelli dell’innovazione; bacini o sistemi di headquarters per le relazioni tra le attività di comando e tra le produzioni; bacini ambientali per le relazioni tra i sistemi sociali e i sistemi locali dei valori fisico-naturali e storico-culturali. Ogni nodo regionale e urbano deve essere interpretato in rapporto a più livelli di complementarietà e di integrazione policentrica: il passaggio dalla società dei luoghi alla società dei flussi richiede di considerare contestualmente più livelli di relazione di scala e di intensità (le città delle Alpi e della cultura dei flussi “de loisir”, le città della ricerca e degli scambi per l’innovazione, le città della produzione e della logistica delle merci). MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 7. La cooperazione interistituzionale Ci sono, infine, problemi specifici: quello delle risorse effettivamente disponibili perché, in alcuni casi, l’incremento dei contributi dell’Unione Europea non è sufficiente, oppure l’incremento richiede comunque un contributo dello Stato; quello della garanzia sul rischio degli investitori privati a carico dei singoli stati che si traduce in ulteriori risorse disponibili; quello delle scelte di una modalità di trasporto piuttosto che un’altra assumendo le tematiche ambientali come questioni che sollecitano soluzioni di qualità e non come impedimenti da affrontare con improbabili contrazioni dei tempi di valutazione; quello di una maggiore linearità e certezza nei procedimenti di affidamento delle opere, anche in questo caso non garantibile tramite scorciatoie giuridicoamministrative. Si deve impedire che la composizione degli interessi trasli dalla sede politica alle sedi tecnico-amministrative. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 7. La cooperazione interistituzionale Inoltre è necessario da un lato promuovere e sostenere una progettazione di maggior qualità (si confronti anche la recente legge in merito), che tuttavia deve essere integrata da: 1. un intervento che fissi e precisi, semplificandoli, i tempi e soprattutto le procedure decisionali. Una volta che una scelta sia decisa a livello politico e che il progetto sia avvallato dalla Conferenza di Servizio, l’opera deve essere realizzata e non ci possono essere sospensioni, se non per causa di rilevante interesse generale. L’esempio di riferimento possono essere alcune “procedure blindate” seguite da altri paesi europei; 2. contenuti tecnici e una struttura gestionale che lascino spazio per una attenzione agli aspetti paesistici anche di dettaglio. Questi contenuti e questa attenzione può essere molto più utile delle opere integrative richieste dai comuni e di molte norme dei piani paesistici; 3. un’attività di comunicazione sulle scelte di tracciato e progettuali che anticipi o accompagni la formazione della decisione e la stesura del progetto. È un’attività che deve essere orientata oltre che alla partecipazione e alla costruzione del consenso anche alla conoscenza degli interessi in gioco e delle diverse possibili soluzioni di ricerca dell’equità nella differenza. MARIA CRISTINA TREU INFRASTRUTTURE E TERRITORIO 7. La cooperazione interistituzionale Dall’altro c’è bisogno di un patto interistituzionale che istituisca tavoli tematici sostenuti tecnicamente per sostenere l’integrazione della scelte ai tre livelli prima enunciati e per monitorare la realizzazione delle opere. Non c’è bisogno, a questo proposito, di creare nuove strutture. C’è l’urgenza di una regia unitaria delle strutture che già esistono e delle scelte fatte già da tempo e da tempo richieste come quelle relative ai grandi corridoi europei; c’è bisogno di coniugare i modelli di liberalismo sociale con un federalismo solidale. L’enfasi infatti va posta sulla molteplicità delle forme e dei contenuti degli accordi di cooperazione e sulla valorizzazione dell’intero reticolo urbano, piccole e medie città comprese. Centrale è una pianificazione integrata tra grandi reti, reti e servizi locali sostenuta da un’attività di monitoraggio finalizzato alla gestione dell’offerta logistica a sostegno della mobilità di persone e di merci e alla valorizzazione della nozione di prossimità in termini di cooperazione e in opposizione al dilagare del garantismo corporativo dei singoli interessi. MARIA CRISTINA TREU MARIA CRISTINA TREU [email protected] FINE PRESENTAZIONE PTUA1° anno specialistica – LABORATORIO di PROGETTAZIONE AMBIENTALE