UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PALERMO FACOLTA’ DI INGEGNERIA CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN INGEGNERIA DELLE TELECOMUNICAZIONI Tesina di Comunicazioni Ottiche Solitoni Docente: Ing. Alessandro Busacca ANNO ACCADEMICO 2007 - 2008 Studente: Militello Marco Argomenti della Tesina - Introduzione - L’equazione non lineare di Schrödinger - Solitoni “Luminosi” - Solitoni “Oscuri” - Applicazioni dei solitoni alle comunicazioni ottiche Introduzione - I Solitoni sono impulsi che non subiscono distorsione durante la propagazione in fibra - Scoperti nel 1973 ma utilizzati in esperimenti di comunicazioni ottiche solo nel 1988 - Dal 1990 vi è una forte ricerca riguardo il loro utilizzo nei sistemi di comunicazioni ottiche - Devono la loro esistenza al combinazione della GVD e della SPM GVD e SPM (1) - Dispersione Intramodale dT T L 2 d D 2 c 2 2 D DM DW - Self Phase Modulation Dovuta all’effetto Kerr: cambiamento dell’indice di rifrazione di un materiale sottoposto ad un campo elettrico 2 n2 P ' NL Pin Leff n j n j n2 ' P Aeff Aeff GVD e SPM (2) - SPM produce un chirp C Se il prodotto 2C è negativo si può avere una compressione del segnale, in questo caso C è positivo e 2 è negativo (regione intorno a 1,55μm) Si intuisce che variando la potenza, e variando, quindi, SPM si può raggiungere un equilibrio tra SPM stessa e GVD ed annullare la distorsione 2C L’equazione non lineare di Schrödinger(1) - Tiene conto della GVD, della SPM e dell’attenuazione A i 2 2 A 3 3 A 2 i A A A 2 3 x 2 t 6 t 2 2 n2 Aeff - Solitamente viene risolta numericamente, tuttavia, sotto l’ipotesi di attenuazione nulla e assenza di dispersione del terzo ordine, è possibile determinare una soluzione per via analitica 0 3 0 U s U 2 2 i N U U 0 2 2 2 s sgn( 2 ) N 2 P0 Ld 2 t z A T 0 U Ld P0 2 T0 Ld L’equazione non lineare di Schrödinger(2) - L’equazione differenziale può essere risolta attraverso il metodo dello scattering inverso - Esistono due tipi di soluzioni in base al tipo di dispersione: anomala o normale - Il primo caso è quello dei Solitoni “Luminosi” che sono di maggiore interesse per le comunicazioni ottiche - Il secondo è quello dei Solitoni “Oscuri” Solitoni “Luminosi” (1) u 1 2u 2 i u u0 2 2 u NU -Utilizzando il metodo dello scattering inverso si dimostra che per impulsi aventi ampiezza iniziale: u (0, ) N sec h( ) per N=1 l’impulso viaggia senza subire distorsione per N>1 l’impulso subisce un’evoluzione periodica con periodo pari a: m 2 Solitoni “Luminosi” (2) 1 2 sec h( x) x x cosh( x) e e - N è ordine del Solitone N=1 Solitone Fondamentale u( , ) sech( )e i 2 Solitoni “Luminosi” (3) - Il Solitone fondamentale è stabile nei confronti delle piccole perturbazioni Con un impulso gaussiano o con un valore N compreso tra 0,5 e 1,5 si riottiene un solitone fondamentale Solitoni “Oscuri” Sono costituiti da un calo di potenza che si propaga senza distorsione lungo la fibra ud ( , ) ( tanh ik )e 0 cos k 0 sin i02 ( k ) Applicazioni alle comunicazioni ottiche(1) - Utilizzare i solitoni significa modificare il sistema di comunicazioni - Gli impulsi devono essere distanziati - La potenza emessa deve essere tale che N=1 Es 2PT 0 0 2 P0 2 T0 Applicazioni alle comunicazioni ottiche(2) - Conviene diminuire la spaziatura tra gli impulsie studiare il comportamento del sistema al variare della stessa - Cambiando i parametri si ottengono cambia l’evoluzione dei solitoni u (0, ) sec h( q0 ) r sec h[r ( q0 )]ei Applicazioni alle comunicazioni ottiche(3) u (0, ) sec h( )e C 2 i 2 Ricavando numericamente il risultato dell’equazione differenziale si osserva che finché N rimane inferiore a 1,64 si ricostiuisce sempre il solitone fondamentale