Università degli Studi di Macerata
Pedagogia delle risorse umane
Prof. Domenico Simeone
Obiettivi formativi 1
L’obiettivo del corso è riflettere sui concetti di
“educazione” e “formazione” nella loro
complessa definizione applicata ai contesti
lavorativi atti a promuovere lo sviluppo delle
risorse umane. La ricerca pedagogica dei valori
educativi della formazione chiama in causa il
senso della vita e l’evolversi delle competenze
richieste dalla società, le tematiche della cura e le
molteplici dimensioni della professionalità.
Obiettivi formativi 2
Lo scopo è quello di definire le linee portanti di
una nuova cultura della gestione delle risorse
umane finalizzata a costruire, sorreggere e
consolidare comunità professionali
“soggettocentriche” e promuovere una sorta di
neoumanesimo organizzativo grazie al quale
dare cittadinanza all’autonomia creativa e alla
democratizzazione delle procedure e delle
relazioni interne.
Programma del corso 1
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Pedagogia delle risorse umane
La vita come risorsa
L’ambiente come valore e risorsa formativa
La formazione tra modello lineare e costruzione della Learning
society
Globalizzazione e governante dei processi formativi
Le risorse umane tra singolarità e fragilità
L’organizzazione umanistica
Cultura della formazione e valorizzazione del capitale umano
L’organizzazione centrata sulla persona
Risorse umane, apprendimento, produzione di valore
Programma del corso 2
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Spazio e soggetto
Lo spazio fenomenologico-esistenziale
Lo spazio vissuto nella relazione educativa
Lo spazio della cura e della partecipazione
Lo spazio sociale
Lo spazio naturale
Bibliografia
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P. Malavasi, Pedagogia e formazione delle
risorse umane, Pedagogia e Vita, Milano,
2003.

B. Rossi, Pedagogia delle organizzazioni,
Guerini, Milano, 2008.

V. Iori, Lo spazio vissuto. Luoghi educativi
e soggettività, La Nuova Italia, 1996.
Informazioni
Lezioni:
 Mercoledì 8-11; Giovedì 8-11
 Ricevimento:
 Mercoledì 11-13
 Indirizzo e-mail:
 [email protected]
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Per conoscerci meglio
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A) Precedenti esperienze formative
B) Precedenti esperienze di tirocinio
C) Precedenti esperienze di lavoro
1. Aspettative per l’insegnamento di Pedagogia delle
risorse umane:
 A. Cosa pensa di trovare in questo insegnamento?
 B. Cosa vorrebbe trovare in questo insegnamento?
2. Quali letture ha fatto sull’argomento?
3. Quali riviste conosce sull’argomento
4. Secondo me la pedagogia è…
5. Mi piacerebbe approfondire i seguenti argomenti:
L’educazione:
complessità semantiche
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Il concetto di educazione veicola sempre una certa
ambiguità semantica.
Storicamente sono state assunte posizioni diverse
a seconda che sia privilegiata l’attenzione
 al soggetto educatore
 all’educando
 alla relazione educativa
 all’influsso dell’ambiente
 all’aspetto sociale, psicologico, biologico
 ai fine e alle tecniche.
Che cos’è l’educazione
“ex-ducere”: aiutare a venir fuori
 Rapporto interumano
 Intenzionalità, valori e fini
 Progetto e temporalità
 Asimmetria
 Tecnica e arte

Rapporto interumano


L’educazione è anzitutto rapporto: nessuno dei
due soggetti coinvolti, educatore ed educando, può
essere concepito separatamente dall’altro, ma deve
essere considerato costantemente nella reciprocità
di una “relazione sistemica” (De Giacinto, 1977);
Il rapporto educativo è un rapporto interpersonale
nel senso che l’elemento primario che rende
possibile l’educazione è la persona umana che si
pone al centro dell’educazione.
Intenzionalità, valori, fini
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
L’evento educativo non è mai causale, ma è il risultato
di un’operazione intenzionale; l’educazione implica
l’esistenza di una direzione intenzionale: la
realizzazione di un telos è inerente la stessa essenza
educativa.
L’individuazione delle finalità è diretta conseguenza con
l’assunzione di determinati valori.
L’educazione è quindi collocata nella trascendenza,
protesa verso possibilità di realizzare cambiamenti, di
produrre maturazione, di trasformare e trasformarsi.
Presupposti fondamentali sono, in tal senso, la libertà e
la decisione.
Il superamento di se stessi, nella volontà dell’oltre
(Bertin, 1976) è apertura al possibile.
Progetto e temporalità
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L’educazione è un evento dinamico, di
costruzione, di evoluzione, di sviluppo, di
processo che si colloca nella temporalità ed è
volta alla dimensione del futuro.
Il futuro è la dimensione temporale a cui è rivolta
l’intenzionalità modificatrice che tende,
accogliendo il passato, a trasformare la situazione
presente pro-gettandosi nel futuro.
L’educazione non è tale se non produce
cambiamento.
Asimmetria
Il rapporto educativo ha come suo
presupposto la differenza di esperienze, di
conoscenze, di spessore esistenziale, di
patrimonio culturale, di saggezza: la non
parità è costitutiva del rapporto.
 L’asimmetria si deve sempre accompagnare
a una simmetria sul piano esistenziale e
umano (Iori, 1988)

Tecnica e arte

L’educazione, in quanto si avvale di
strumenti per raggiungere le proprie finalità,
è tecnica ma se non vuole risolversi in
tecnicismo, non può fare a meno della sua
componente artistica. La valenza scientifica
e tecnica si accompagnano al fare
artigianale e alla trovata artistica:
l’educazione è tecnica e arte insieme.
La pedagogia
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L’etimo greco (pais, paidos = fanciullo e ago = conduco)
è certamente divenuto troppo riduttivo rispetto alle
modificazioni che il concetto ha subito nel corso dei
secoli:
l’educazione è considerata un evento permanente
dell’esistenza umana, non si rivolge solo ai fanciulli, ma
a tutte le età della vita;
i concetti di condurre, guidare esprimono
prevalentemente il momento pratico dell’azione
educativa, mentre la pedagogia ha anche un’intrinseca
valenza teorica;
La relazione tra chi conduce e chi è condotto rimanda a
una concezione di passività dell’educando oggi
abbandonata a favore di una maggiore articolazione del
rapporto interattivo.
Teoria e Prassi
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
La pedagogia è una riflessione teorica “sulla” o
“per la” pratica educativa, volta a renderla meno
incerta, provvisoria, estemporanea e a modificare
la situazione data verso una crescita esistenziale e
umana La pedagogia non può mai prescindere
dalla prassi perché, al pari della medicina (a cui è
stata più volte paragonata), è una scienza volta
alla prassi (De Giacinto, 1983), all’esperienza
viva e concreta dell’educare;
Vi è una perenne circolarità tra teoria e prassi;
Questa circolarità produce una crescita e un
arricchimento reciproco tra educazione e
pedagogia, quindi possiamo parlare di un rapporto
a spirale (Bertolini, 1988)
Apprendere dall’esperienza
F
O
R
M
A
Z
I
O
N
E
FARE
R
I
C
E
R
C
A
TEORIA
IMPARARE
PRASSI
La pedagogia: scienza umana,
“pratica” ed autonoma

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La pedagogia, come teoria, deve presentarsi da un lato
quale organizzazione rigorosa di eventi e, in quanto tale,
essere descrittiva e diagnostica; dall’altro deve assumere
l’aspetto di schema concettuale di riferimento o
paradigma scientifico: un paradigma che permetta non
solo un’esatta interpretazione e organizzazione dei fatti
osservati, ma anche l’attivazione di un atteggiamento
prognostico.
La pedagogia deve allora caratterizzarsi come “scienza
pratica” per quel tanto che muta le situazioni di fatto ed
“umana” perché suo principale oggetto è il rapporto
umano: scienza “pratica” e “umana”, dunque, che
proprio per essere tale deve connotarsi ed essere
autonoma.
La teoria pedagogica come
strumento di controllo di qualità
delle agenzie educative e come
progetto di educazione
La teoria pedagogica
come
.
laboratorio del sistema formativo
integrato
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